

Sura XII
Yûsuf
Giuseppe [1]
Pre-Eg. n. 53 (a parte i verss. 1-3 e 7). Di 111 versetti.
La traduzione Bausani non ha testi importati per la sura 12 (controllare l'import: al momento sono disponibili principalmente le sure 100–114).
الر تِلكَ ءايٰتُ الكِتٰبِ المُبينِ
Alif, Lâm, Râ [2] . Questi sono i versetti del Libro esplicito.
- Hamza P.
- Hamza P.
A. L. R. Questi sono i segni del libro chiaro [1]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Alif lām rā‹. Quelle sono le ayāt [1] del Libro chiaro.
- Pasquini
- Pasquini
إِنّا أَنزَلنٰهُ قُرءٰنًا عَرَبِيًّا لَعَلَّكُم تَعقِلونَ
In verità lo abbiamo fatto scendere come Corano arabo [3] , affinché possiate comprendere.
- Hamza P.
- Hamza P.
che Noi abbiamo fatto discendere in una recitazione araba perché possiate comprendere.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
In verità, Noi lo abbiamo fatto scendere, come Corano arabo, affinché ragioniate.
- Pasquini
- Pasquini
نَحنُ نَقُصُّ عَلَيكَ أَحسَنَ القَصَصِ بِما أَوحَينا إِلَيكَ هٰذَا القُرءانَ وَإِن كُنتَ مِن قَبلِهِ لَمِنَ الغٰفِلينَ
Grazie a ciò che ti ispiriamo in questo Corano Noi ti raccontiamo la più bella storia [4] , anche se precedentemente non ne eri a conoscenza [5] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Nel rivelarti questa recitazione, Noi ti narreremo la migliore delle storie, anche se prima sei stato davvero uno degli indifferenti. [3]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Noi ti raccontiamo il più bello dei racconti e ti abbiamo rivelato questo Corano, benché tu fossi, prima di esso, certamente, uno degli inconsapevoli.
- Pasquini
- Pasquini
إِذ قالَ يوسُفُ لِأَبيهِ يٰأَبَتِ إِنّى رَأَيتُ أَحَدَ عَشَرَ كَوكَبًا وَالشَّمسَ وَالقَمَرَ رَأَيتُهُم لى سٰجِدينَ
Quando Giuseppe [6] disse a suo padre: «O padre mio, ho visto [in sogno] undici stelle il sole e la luna. Li ho visti prosternarsi davanti a me»,
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricorda quando Giuseppe disse a suo padre: «Padre mio, ho visto undici stelle, il sole e la luna, li ho visti che si inchinavano di fronte a me». [4]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Disse a suo padre: “O padre mio, in verità, vidi undici corpi celesti e il sole e la luna! Li vidi davanti a me prosternati”.
- Pasquini
- Pasquini
قالَ يٰبُنَىَّ لا تَقصُص رُءياكَ عَلىٰ إِخوَتِكَ فَيَكيدوا لَكَ كَيدًا إِنَّ الشَّيطٰنَ لِلإِنسٰنِ عَدُوٌّ مُبينٌ
disse: «O figlio mio, non raccontare questo sogno ai tuoi fratelli, ché certamente tramerebbero contro di te!
In verità Satana è per l’uomo un nemico evidente.
- Hamza P.
In verità Satana è per l’uomo un nemico evidente.
- Hamza P.
Rispose: «Figlio mio, non narrare la tua visione ai tuoi fratelli, trameranno insidie contro di te, Satana è un chiaro nemico per l’uomo. [5]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Disse: “O figlio mio, non raccontare la tua visione ai tuoi fratelli, poiché essi tramerebbero contro di te una trama; in verità, Sciayṭān è per l’uomo un nemico manifesto.
- Pasquini
- Pasquini
وَكَذٰلِكَ يَجتَبيكَ رَبُّكَ وَيُعَلِّمُكَ مِن تَأويلِ الأَحاديثِ وَيُتِمُّ نِعمَتَهُ عَلَيكَ وَعَلىٰ ءالِ يَعقوبَ كَما أَتَمَّها عَلىٰ أَبَوَيكَ مِن قَبلُ إِبرٰهيمَ وَإِسحٰقَ إِنَّ رَبَّكَ عَليمٌ حَكيمٌ
Ti sceglierà così il tuo Signore e ti insegnerà l’interpretazione dei sogni e completerà la Sua grazia su di te e sulla famiglia di Giacobbe, come già prima di te la completò sui tuoi due avi Abramo e Isacco.
In verità il tuo Signore è sapiente e saggio».
- Hamza P.
In verità il tuo Signore è sapiente e saggio».
- Hamza P.
E così il tuo Signore ti sceglierà, ti insegnerà l’interpretazione dei racconti di sogno e porterà a compimento il Suo favore su di te e sulla famiglia di Giacobbe, come prima lo portò a compimento sui tuoi padri, Abramo e Isacco. Il tuo Signore è sapiente e saggio». [6]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Così il tuo Signore ti ha scelto, Egli ti insegnerà l’interpretazione dei sogni e porterà a compimento su di te la Sua grazia, come la portò a compimento, in precedenza, sui tuoi due antenati Ibrāhīm (Abramo) e Isḥāq (Isacco). In verità, il tuo Signore è Sciente e Sapiente”.
- Pasquini
- Pasquini
لَقَد كانَ فى يوسُفَ وَإِخوَتِهِ ءايٰتٌ لِلسّائِلينَ
Certamente in Giuseppe e nei suoi fratelli ci sono segni per coloro che interrogano [7] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Certo in Giuseppe e nei suoi fratelli ci sono dei segni per chi cerca la verità. [7]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Certamente, vi sono in Yūsuf [2] e i suoi fratelli dei Segni per coloro che chiedono.
- Pasquini
- Pasquini
إِذ قالوا لَيوسُفُ وَأَخوهُ أَحَبُّ إِلىٰ أَبينا مِنّا وَنَحنُ عُصبَةٌ إِنَّ أَبانا لَفى ضَلٰلٍ مُبينٍ
Quando [essi] dissero: «Giuseppe e suo fratello sono più cari a nostro padre, anche se noi siamo un gruppo capace [8] . Invero nostro padre è in palese errore.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricorda quando dissero: «Giuseppe e suo fratello sono più cari di noi a nostro padre, eppure noi siamo numerosi. Nostro padre erra chiaramente. [8]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dissero (i fratelli di Yùsuf): “Certamente, Yūsuf e suo fratello (Ben yamìn) sono più cari di noi a nostro padre, benché noi si sia un gruppo. In verità, nostro padre è di certo in errore manifesto!”.
- Pasquini
- Pasquini
اقتُلوا يوسُفَ أَوِ اطرَحوهُ أَرضًا يَخلُ لَكُم وَجهُ أَبيكُم وَتَكونوا مِن بَعدِهِ قَومًا صٰلِحينَ
Uccidete [9] Giuseppe, oppure abbandonatelo in qualche landa, sì che il volto di vostro padre non si rivolga ad altri che a voi, dopodiché sarete ben considerati» [10] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Uccidete Giuseppe oppure confinatelo in qualche luogo, e allora vostro padre guarderà soltanto voi e alla sua morte sarete un popolo di giusti». [9]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Uccidete Yūsuf (suggerì Sciayṭān) oppure abbandonatelo in una terra (lontana), il volto di vostro padre si concentrerà su voi e, dopo ciò, sarete un popolo di bene operanti.
- Pasquini
- Pasquini
قالَ قائِلٌ مِنهُم لا تَقتُلوا يوسُفَ وَأَلقوهُ فى غَيٰبَتِ الجُبِّ يَلتَقِطهُ بَعضُ السَّيّارَةِ إِن كُنتُم فٰعِلينَ
Uno di loro [11] prese la parola e disse: «Non uccidete Giuseppe. Se proprio avete deciso, gettatelo piuttosto in fondo alla cisterna, ché possa ritrovarlo qualche carovana».
- Hamza P.
- Hamza P.
Uno di loro disse: «Non uccidete Giuseppe ma gettatelo nell’oscuro fondo del pozzo, se farete così qualche viandante lo raccoglierà».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Disse un dicente di loro: “Non uccidete Yūsuf! Però se volete fare qualcosa, gettatelo nella profondità del pozzo. Egli sarà raccolto da qualche carovana”.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا يٰأَبانا ما لَكَ لا تَأمَ۫نّا عَلىٰ يوسُفَ وَإِنّا لَهُ لَنٰصِحونَ
Dissero: «O padre nostro, perché non ti fidi di noi a proposito di Giuseppe? Eppure siamo sinceri nei suoi confronti [12] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Dissero: «Padre nostro, perché non ci affidi Giuseppe? Siamo per lui degli amici sinceri. [11]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Essi dissero: “O padre nostro, che hai, da non affidarci Yūsuf? In verità, noi siamo affezionati a lui!
- Pasquini
- Pasquini
أَرسِلهُ مَعَنا غَدًا يَرتَع وَيَلعَب وَإِنّا لَهُ لَحٰفِظونَ
Lascia che venga con noi domani a divertirsi e a giocare; veglieremo su di lui».
- Hamza P.
- Hamza P.
Mandalo domani insieme a noi, si divertirà e giocherà, e noi gli faremo buona guardia».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Mandalo insieme a noi, domani, a divertirsi giocando, e, in verità, lo custodiremo con grande cura!”.
- Pasquini
- Pasquini
قالَ إِنّى لَيَحزُنُنى أَن تَذهَبوا بِهِ وَأَخافُ أَن يَأكُلَهُ الذِّئبُ وَأَنتُم عَنهُ غٰفِلونَ
Disse: «Mi rattrista che lo conduciate [con voi]; temo che il lupo lo divori mentre non badate a lui».
- Hamza P.
- Hamza P.
Rispose: «Mi rattrista che lo portiate via, ho paura che il lupo lo divori mentre siete distratti».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Egli disse: “In verità, mi rattrista il pensiero che voi andiate con lui e temo che il lupo lo divori, mentre voi non gli state attenti”.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا لَئِن أَكَلَهُ الذِّئبُ وَنَحنُ عُصبَةٌ إِنّا إِذًا لَخٰسِرونَ
Dissero: «Se lo mangiasse il lupo mentre siamo tanto numerosi, veramente saremmo disgraziati!».
- Hamza P.
- Hamza P.
«Se il lupo lo divorerà pur essendo noi tanto numerosi» dissero «davvero saremmo tra i perdenti.» [14]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dissero: “Certamente, in verità, noi saremmo proprio dei perdenti se il lupo lo divorasse, benché noi si sia gruppo!”.
- Pasquini
- Pasquini
فَلَمّا ذَهَبوا بِهِ وَأَجمَعوا أَن يَجعَلوهُ فى غَيٰبَتِ الجُبِّ وَأَوحَينا إِلَيهِ لَتُنَبِّئَنَّهُم بِأَمرِهِم هٰذا وَهُم لا يَشعُرونَ
Quando poi lo ebbero condotto con loro e furono d’accordo nel gettarlo in fondo alla cisterna, Noi gli ispirammo: «Ricorderai loro quello che hanno commesso quando meno se lo aspetteranno».
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando l’ebbero portato con sé ed ebbero concordato di metterlo nell’oscuro fondo del pozzo, Noi gli ispirammo così: «Tu racconterai loro questa loro azione, ed essi non si accorgeranno di nulla». [15]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Essi lo portarono con loro e si trovarono d’accordo di gettarlo nella profondità del pozzo. Noi gli parlammo per ispirazione, dicendogli: “Di certo, un giorno, tu li informerai di questa loro azione, senza che essi si rendano conto (che sei tu)!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَجاءو أَباهُم عِشاءً يَبكونَ
Quella sera tornarono al padre loro piangendo.
- Hamza P.
- Hamza P.
La sera tornarono piangendo dal padre loro:
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Al calare della notte essi andarono dal padre loro, piangendo.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا يٰأَبانا إِنّا ذَهَبنا نَستَبِقُ وَتَرَكنا يوسُفَ عِندَ مَتٰعِنا فَأَكَلَهُ الذِّئبُ وَما أَنتَ بِمُؤمِنٍ لَنا وَلَو كُنّا صٰدِقينَ
Dissero: «Abbiamo fatto una gara di corsa, abbiamo lasciato Giuseppe a guardia della nostra roba e il lupo lo ha divorato. Tu non ci crederai, eppure siamo veritieri».
- Hamza P.
- Hamza P.
«Padre nostro,» dissero «siamo andati a fare una corsa, abbiamo lasciato Giuseppe vicino alle nostre cose e il lupo l’ha divorato. Tu non credi a noi, eppure siamo sinceri».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Essi dissero: “O padre nostro, in verità, noi, lasciando incustodito Yūsuf vicino ai nostri effetti personali, gareggiammo tra noi in una corsa e il lupo l’ha divorato. Però tu non vuoi credere a noi, benché noi si dica la verità!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَجاءو عَلىٰ قَميصِهِ بِدَمٍ كَذِبٍ قالَ بَل سَوَّلَت لَكُم أَنفُسُكُم أَمرًا فَصَبرٌ جَميلٌ وَاللَّهُ المُستَعانُ عَلىٰ ما تَصِفونَ
Gli presentarono la sua camicia, macchiata di un sangue che non era il suo. Disse [Giacobbe]: «I vostri animi vi hanno suggerito un misfatto. Bella pazienza [13] … mi rivolgo ad Allah contro quello che raccontate».
- Hamza P.
- Hamza P.
E gli portarono la sua tunica, macchiata di sangue falso. Giacobbe disse: «No, è la vostra anima che vi ha istigato a questa azione, pazienterò arrendevolmente e chiederò aiuto a Dio contro le vostre macchinazioni». [18]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E portarono un sangue menzognero sulla sua camicia. Disse Giacobbe: “No! Voi siete stati indotti a far qualcosa! Però la pazienza è bella cosa assai e contro ciò che voi mi state raccontando è Allàh, il Chiamato in soccorso!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَجاءَت سَيّارَةٌ فَأَرسَلوا وارِدَهُم فَأَدلىٰ دَلوَهُ قالَ يٰبُشرىٰ هٰذا غُلٰمٌ وَأَسَرّوهُ بِضٰعَةً وَاللَّهُ عَليمٌ بِما يَعمَلونَ
Giunse una carovana e mandarono uno di loro ad attingere acqua. Questi fece scendere il secchio e poi disse: «Buona nuova, c’è un ragazzo!». Lo nascosero come fosse merce.
Allah era ben a conoscenza di quel che facevano.
- Hamza P.
Allah era ben a conoscenza di quel che facevano.
- Hamza P.
Alcuni viandanti passarono nei pressi del pozzo e mandarono uno di loro ad attingere dell’acqua. Costui calò il secchio e gridò: «Un lieto annuncio! Qui c’è un giovane».
Lo nascosero per venderlo in seguito come merce, Dio sapeva bene quel che avrebbero fatto. [19]
- Zilio Grandi
Lo nascosero per venderlo in seguito come merce, Dio sapeva bene quel che avrebbero fatto. [19]
- Zilio Grandi
Una carovana di viaggiatori giunse (al luogo dov’era il pozzo) e mandarono il loro acquaiolo (per attingere acqua), il quale calò il suo secchio (nel pozzo). Disse: “Oh! Belle notizie! Questo è un giovinetto!”. Così (i carovanieri) lo tennero nascosto, come una merce - Allàh era Sciente di ciò che essi facevano -
- Pasquini
- Pasquini
وَشَرَوهُ بِثَمَنٍ بَخسٍ دَرٰهِمَ مَعدودَةٍ وَكانوا فيهِ مِنَ الزّٰهِدينَ
Lo vendettero [14] a basso prezzo, qualche pezzo d’argento, e furono in ciò deprezzatori [15] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Lo vendettero per poco prezzo, qualche dirham; non desideravano tenerlo con loro. [20]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
e lo vendettero a prezzo vile, per alcuni Darāhim [3] contati, tanto poco era considerato il suo valore!
- Pasquini
- Pasquini
وَقالَ الَّذِى اشتَرىٰهُ مِن مِصرَ لِامرَأَتِهِ أَكرِمى مَثوىٰهُ عَسىٰ أَن يَنفَعَنا أَو نَتَّخِذَهُ وَلَدًا وَكَذٰلِكَ مَكَّنّا لِيوسُفَ فِى الأَرضِ وَلِنُعَلِّمَهُ مِن تَأويلِ الأَحاديثِ وَاللَّهُ غالِبٌ عَلىٰ أَمرِهِ وَلٰكِنَّ أَكثَرَ النّاسِ لا يَعلَمونَ
Colui che in Egitto lo acquistò disse a sua moglie: «Trattalo bene, ché forse ci sarà utile o potremo adottarlo come figlio». Stabilimmo così Giuseppe in quella terra, affinché imparasse da Noi l’interpretazione dei sogni. Allah ha il predominio nei Suoi disegni, ma la maggior parte degli uomini non lo sa.
- Hamza P.
- Hamza P.
Colui che lo comprò, un egiziano, disse a sua moglie: «Fa’ che egli abbia buona accoglienza, forse un giorno ci tornerà utile, oppure lo prenderemo come figlio». Così, stabilimmo Giuseppe in quella terra, per insegnargli l’interpretazione dei racconti di sogno. Dio porta sempre a compimento il Suo decreto, ma la gran parte della gente non lo sa. [21]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Colui che lo acquistò - il quale era di Miṣr [4] - disse a sua moglie: “Rendi confortevole il suo luogo di riposo! Può darsi che egli ci sia utile, o che noi lo si prenda come figlio. In tal modo, Noi demmo una sistemazione a Yūsuf sulla Terra, per insegnargli l’interpretazione dei sogni. Allàh è vincente riguardo all’affare Suo, però la maggior parte degli uomini non lo sanno.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَمّا بَلَغَ أَشُدَّهُ ءاتَينٰهُ حُكمًا وَعِلمًا وَكَذٰلِكَ نَجزِى المُحسِنينَ
Quando raggiunse la sua età adulta, gli concedemmo saggezza e scienza. Così compensiamo coloro che compiono il bene.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando raggiunse la maggiore età gli demmo saggezza e sapienza, ecco come ricompensiamo chi fa il bene.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando Yūsuf raggiunse l’età adulta, Noi gli demmo giudizio e scienza. In tal modo, Noi ricompensiamo coloro i quali si comportano bene.
- Pasquini
- Pasquini
وَرٰوَدَتهُ الَّتى هُوَ فى بَيتِها عَن نَفسِهِ وَغَلَّقَتِ الأَبوٰبَ وَقالَت هَيتَ لَكَ قالَ مَعاذَ اللَّهِ إِنَّهُ رَبّى أَحسَنَ مَثواىَ إِنَّهُ لا يُفلِحُ الظّٰلِمونَ
Avvenne che colei nella cui casa egli si trovava s’innamorò di lui. Chiuse le porte e gli disse: «Accostati a me!». Disse: «Che Allah non voglia! Il mio padrone mi ha dato buona accoglienza: gli ingiusti non prospereranno».
- Hamza P.
- Hamza P.
La donna nella cui casa egli abitava volle che egli si desse a lei, chiuse tutte le porte e disse: «Vieni, eccomi a te». Rispose: «Dio me ne scampi, il mio Signore mi ha dato un buon rifugio, i colpevoli non saranno felici». [23]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma colei, nella casa della quale egli stava, cercò di sedurlo e, dopo aver chiuso accuratamente le porte, disse: “Vieni!”, ed egli disse: “Allàh mi protegga! In verità, (tuo marito) lui è il mio signore! Lui mi ha dato una confortevole ospitalità! In verità, non hanno successo i trasgressori!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَقَد هَمَّت بِهِ وَهَمَّ بِها لَولا أَن رَءا بُرهٰنَ رَبِّهِ كَذٰلِكَ لِنَصرِفَ عَنهُ السّوءَ وَالفَحشاءَ إِنَّهُ مِن عِبادِنَا المُخلَصينَ
Certamente ella lo desiderava ed egli l’avrebbe respinta con violenza [16] se non avesse visto un segno del suo Signore [17] ; così allontanammo da lui il male e l’ignominia, perché era uno dei Nostri sinceri servitori.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ma lei lo desiderava e anche lui la desiderava, non fosse che aveva visto la prova del suo Signore; in questo modo lo abbiamo distolto dal male e dalla turpitudine perché era un Nostro servo purificato.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ella, ardentemente, lo desiderava, e anche lui l’avrebbe desiderata, se non avesse capito che si trattava di una prova del suo Signore. E così, Noi allontanammo da lui il male e le turpitudini. In verità, egli era uno dei nostri servi sinceri.
- Pasquini
- Pasquini
وَاستَبَقَا البابَ وَقَدَّت قَميصَهُ مِن دُبُرٍ وَأَلفَيا سَيِّدَها لَدَا البابِ قالَت ما جَزاءُ مَن أَرادَ بِأَهلِكَ سوءًا إِلّا أَن يُسجَنَ أَو عَذابٌ أَليمٌ
Entrambi corsero verso la porta, [lei] gli strappò la camicia da dietro. Alla porta incontrarono il marito di lei. Disse [la donna]: «Cosa merita colui che ha voluto male a tua moglie? Nient’altro che la prigione o un doloroso castigo!».
- Hamza P.
- Hamza P.
Entrambi corsero verso la porta, lei lo afferrò e gli strappò la tunica da dietro, si imbatterono nel marito di lei. Gli disse: «Quale punizione spetterà a chi disonora la tua famiglia? La prigionia, o un doloroso castigo?».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Così tutt’e due corsero verso la porta e lei strappò la camicia di lui nella parte posteriore. E presso la porta trovarono il marito di lei. Ella disse: “Uno che ha voluto far del male alla tua famiglia, merita altro che l’esser messo in prigione, o un castigo doloroso?”.
- Pasquini
- Pasquini
قالَ هِىَ رٰوَدَتنى عَن نَفسى وَشَهِدَ شاهِدٌ مِن أَهلِها إِن كانَ قَميصُهُ قُدَّ مِن قُبُلٍ فَصَدَقَت وَهُوَ مِنَ الكٰذِبينَ
Disse [Giuseppe]: «È lei che voleva sedurmi». Un testimone della famiglia di lei intervenne: «Se la camicia è strappata davanti, è lei che dice la verità e lui è un mentitore;
- Hamza P.
- Hamza P.
«È lei» disse Giuseppe «che voleva che mi dessi a lei.» Uno dei presenti, che apparteneva alla famiglia della donna, osservò: «Se la sua tunica è strappata davanti, lei è sincera e lui mente,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Disse: “È lei che ha tentato di sedurmi!”. E un testimone, appartenente alla famiglia di lei, rese testimonianza, dicendo: “Se la camicia di lui è strappata davanti, lei ha detto la verità e lui è uno dei mentitori,
- Pasquini
- Pasquini
وَإِن كانَ قَميصُهُ قُدَّ مِن دُبُرٍ فَكَذَبَت وَهُوَ مِنَ الصّٰدِقينَ
se invece la camicia è strappata sul dietro, ella mente ed egli dice la verità».
- Hamza P.
- Hamza P.
ma se la sua tunica è strappata dietro, lei mente e lui è sincero».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
mentre, se la sua camicia è strappata di dietro, lei è una mentitrice e lui è uno dei veritieri.
- Pasquini
- Pasquini
فَلَمّا رَءا قَميصَهُ قُدَّ مِن دُبُرٍ قالَ إِنَّهُ مِن كَيدِكُنَّ إِنَّ كَيدَكُنَّ عَظيمٌ
Vista la camicia che era strappata sul dietro, disse: «È certamente un’astuzia di femmine! La vostra astuzia [o donne] è davvero grande!
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando vide che la tunica era strappata dietro, disse: «È una delle vostre insidie, donne, la vostra insidia è immensa. [28]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Così, quando vide che la camicia di lui era strappata dietro, disse: “Questo, in verità, fa parte dell’astuzia di voi donne. In verità, la vostra astuzia è tremenda!
- Pasquini
- Pasquini
يوسُفُ أَعرِض عَن هٰذا وَاستَغفِرى لِذَنبِكِ إِنَّكِ كُنتِ مِنَ الخاطِـٔينَ
Vai pure, Giuseppe. E [tu donna], implora perdono per la tua colpa, ché in verità sei colpevole!».
- Hamza P.
- Hamza P.
Giuseppe, allontanati; e tu chiedi perdono per la tua colpa, sei una peccatrice». [29]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O Yūsuf, tieniti lontano da ciò! E tu, o donna, chiedi perdono per il tuo peccato! In verità, tu sei stata di quelli che sbagliano!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَقالَ نِسوَةٌ فِى المَدينَةِ امرَأَتُ العَزيزِ تُرٰوِدُ فَتىٰها عَن نَفسِهِ قَد شَغَفَها حُبًّا إِنّا لَنَرىٰها فى ضَلٰلٍ مُبينٍ
Le donne in città malignavano: «La moglie del principe ha cercato di sedurre il suo garzone! Egli l’ha resa folle d’amore. Ci sembra che si sia del tutto smarrita».
- Hamza P.
- Hamza P.
Certe donne in città presero a dire: «La moglie del principe si è innamorata del suo servitore, si è infiammata d’amore per lui, vediamo che erra chiaramente».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
فَلَمّا سَمِعَت بِمَكرِهِنَّ أَرسَلَت إِلَيهِنَّ وَأَعتَدَت لَهُنَّ مُتَّكَـًٔا وَءاتَت كُلَّ وٰحِدَةٍ مِنهُنَّ سِكّينًا وَقالَتِ اخرُج عَلَيهِنَّ فَلَمّا رَأَينَهُ أَكبَرنَهُ وَقَطَّعنَ أَيدِيَهُنَّ وَقُلنَ حٰشَ لِلَّهِ ما هٰذا بَشَرًا إِن هٰذا إِلّا مَلَكٌ كَريمٌ
Avendo sentito i loro discorsi, inviò loro qualcuno e preparò i cuscini [18] ; [giunte che furono], diede a ciascuna un coltello, quindi disse [a Giuseppe]: «Entra al loro cospetto». Quando lo videro, lo trovarono talmente bello [19] , che si tagliuzzarono le mani dicendo: «Che Allah ci protegga! Questo non è un essere umano, ma un angelo nobilissimo!».
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando lei seppe delle loro dicerie le mandò a chiamare, preparò loro un banchetto e a ognuna diede un coltello. Disse a Giuseppe: «Vieni e fa’ che ti vedano». Quando lo videro lo ammirarono tanto che si procurarono dei tagli alle mani. Dicevano: «Dio ce ne guardi, non è un uomo, è un angelo sublime». [31]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando lei (la moglie del Potente) venne a sapere delle loro mormorazioni, mandò a esse un invito e preparò per loro un ricevimento, in cui diede a ciascuna di esse un coltello. Poi essa disse (a Yūsuf): “Vieni fuori davanti a loro!”. Quando esse lo videro, mostrarono grande ammirazione e rispetto per lui, sicché (per l’emozione) si tagliarono le mani e dissero: “Che Allàh ci conservi! Questi non è un uomo. Altro questi non è, se non un angelo d’alto rango!”.
- Pasquini
- Pasquini
قالَت فَذٰلِكُنَّ الَّذى لُمتُنَّنى فيهِ وَلَقَد رٰوَدتُهُ عَن نَفسِهِ فَاستَعصَمَ وَلَئِن لَم يَفعَل ما ءامُرُهُ لَيُسجَنَنَّ وَلَيَكونًا مِنَ الصّٰغِرينَ
Disse: «Questi è colui per il quale mi avete biasimato. Ho cercato di sedurlo, ma lui vuole mantenersi casto. Ebbene, se rifiuta di fare ciò che gli comando, sarà gettato in prigione e sarà tra i miserabili».
- Hamza P.
- Hamza P.
E la donna esclamò: «Ecco colui per cui mi avete biasimato, ho desiderato che si desse a me, ma lui ha mantenuto la sua castità. Se non farà quello che voglio sarà imprigionato, sarà nel numero degli abbietti».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ella disse: “Quegli è colui, per il quale voi mi biasimavate! Io cercai di sedurlo, ma lui stette fermo e se adesso non fa ciò che io gli ordino di fare, sarà certamente gettato in prigione e certamente sarà uno degli umiliati!”.
- Pasquini
- Pasquini
قالَ رَبِّ السِّجنُ أَحَبُّ إِلَىَّ مِمّا يَدعونَنى إِلَيهِ وَإِلّا تَصرِف عَنّى كَيدَهُنَّ أَصبُ إِلَيهِنَّ وَأَكُن مِنَ الجٰهِلينَ
Disse: «O mio Signore, preferisco la prigione a ciò cui mi invitano; ma se Tu non allontani da me le loro arti, cederò loro e sarò uno di quelli che disconoscono [la Tua legge]».
- Hamza P.
- Hamza P.
Egli disse: «Signore mio, preferisco la prigionia alle loro offerte, storna da me la loro insidia, finirò per cedere e sarò tra gli ignoranti». [33]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Egli disse: “Signore mio, la prigione mi è più cara di ciò che vengo invitato a fare, ma - a meno che tu mi tenga indenne dalla loro astuzia - io mi lascerò andare e sarò uno degli ignoranti!”.
- Pasquini
- Pasquini
فَاستَجابَ لَهُ رَبُّهُ فَصَرَفَ عَنهُ كَيدَهُنَّ إِنَّهُ هُوَ السَّميعُ العَليمُ
Lo esaudì il suo Signore e allontanò da lui le loro arti.
In verità Egli è Colui Che tutto ascolta e conosce.
- Hamza P.
In verità Egli è Colui Che tutto ascolta e conosce.
- Hamza P.
Il suo Signore lo esaudì e stornò da lui le loro insidie, Egli è Colui che ascolta, Colui che sa.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Il suo Signore esaudì la sua preghiera, rendendo inefficaci nei confronti di lui le loro astuzie! In verità, Egli è l’Audiente, lo Sciente.
- Pasquini
- Pasquini
ثُمَّ بَدا لَهُم مِن بَعدِ ما رَأَوُا الءايٰتِ لَيَسجُنُنَّهُ حَتّىٰ حينٍ
E così, nonostante avessero avuto le prove [20] , credettero [fosse bene] imprigionarlo per un certo periodo.
- Hamza P.
- Hamza P.
In seguito decisero di imprigionarlo per un tempo dato, malgrado i segni che avevano visto. [35]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Poi parve opportuno a loro (agli uomini), nonostante la sua provata innocenza, di metterlo in prigione (al fine di toglierlo dalla circolazione) per un certo tempo.
- Pasquini
- Pasquini
وَدَخَلَ مَعَهُ السِّجنَ فَتَيانِ قالَ أَحَدُهُما إِنّى أَرىٰنى أَعصِرُ خَمرًا وَقالَ الءاخَرُ إِنّى أَرىٰنى أَحمِلُ فَوقَ رَأسى خُبزًا تَأكُلُ الطَّيرُ مِنهُ نَبِّئنا بِتَأويلِهِ إِنّا نَرىٰكَ مِنَ المُحسِنينَ
Insieme con lui entrarono in prigione due giovani [21] .
Uno di loro disse: «Mi sono visto [in sogno] mentre schiacciavo dell’uva…». Disse l’altro: «Mi sono visto mentre portavo sulla testa del pane e gli uccelli ne mangiavano. Dacci l’interpretazione di tutto ciò. Invero vediamo che sei uno di coloro che compiono il bene».
- Hamza P.
Uno di loro disse: «Mi sono visto [in sogno] mentre schiacciavo dell’uva…». Disse l’altro: «Mi sono visto mentre portavo sulla testa del pane e gli uccelli ne mangiavano. Dacci l’interpretazione di tutto ciò. Invero vediamo che sei uno di coloro che compiono il bene».
- Hamza P.
Insieme a lui, entrarono in prigione due giovani. Uno dei due gli disse: «Ho sognato di spremere dell’uva»; disse l’altro: «Io ho sognato di portare sul capo del pane, che gli uccelli mangiavano. Informaci sull’interpretazione di questi sogni, vediamo che sei di quelli che fanno il bene». [36]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Due giovinetti entrarono nella prigione con lui. Disse uno dei due: “Mi vedo (nel sogno) che spremo vino!”. Disse l’altro: “Io mi vedo che porto sulla mia testa del pane, da cui gli uccelli mangiano!”. “Dacci la spiegazione di ciò (essi chiesero a Yūsuf). In verità, noi vediamo che tu sei uno di coloro che si comportano rettamente”.
- Pasquini
- Pasquini
قالَ لا يَأتيكُما طَعامٌ تُرزَقانِهِ إِلّا نَبَّأتُكُما بِتَأويلِهِ قَبلَ أَن يَأتِيَكُما ذٰلِكُما مِمّا عَلَّمَنى رَبّى إِنّى تَرَكتُ مِلَّةَ قَومٍ لا يُؤمِنونَ بِاللَّهِ وَهُم بِالءاخِرَةِ هُم كٰفِرونَ
[Rispose Giuseppe]: «Non vi sarà distribuito cibo prima che [22] vi abbia reso edotti sulla loro interpretazione. Ciò è parte di quel che il mio Signore mi ha insegnato. In verità ho abbandonato la religione di un popolo che non crede in Allah e disconosce l’altra vita [23]
- Hamza P.
- Hamza P.
«Non vi sia portato alcun cibo per nutrirvi» disse Giuseppe «finché vi avrò informato sull’interpretazione di questi sogni.
Me l’ha insegnata il mio Signore perché ho lasciato la religione di un popolo che non crede in Dio e rinnega l’aldilà. [37]
- Zilio Grandi
Me l’ha insegnata il mio Signore perché ho lasciato la religione di un popolo che non crede in Dio e rinnega l’aldilà. [37]
- Zilio Grandi
Egli, allora, disse: “Non vi giungerà un cibo - che a voi due è stato assegnato (da Allàh) - senza che io abbia informato voi due della loro interpretazione, prima che si avveri per voi due ciò che voi due avete sognato! Ciò fa parte di quanto il mio Signore mi ha insegnato. In verità, io ho lasciato il culto di un popolo (di uomini) che non credono in Allàh e che rifiutano di credere nell’esistenza della vita futura.
- Pasquini
- Pasquini
وَاتَّبَعتُ مِلَّةَ ءاباءى إِبرٰهيمَ وَإِسحٰقَ وَيَعقوبَ ما كانَ لَنا أَن نُشرِكَ بِاللَّهِ مِن شَيءٍ ذٰلِكَ مِن فَضلِ اللَّهِ عَلَينا وَعَلَى النّاسِ وَلٰكِنَّ أَكثَرَ النّاسِ لا يَشكُرونَ
e seguo la religione dei miei avi, Abramo, Isacco e Giacobbe. Non dobbiamo associare ad Allah alcunché. Questa è una grazia di Allah per noi e per gli uomini, ma la maggior parte di loro sono ingrati.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ho seguito la religione dei miei padri, Abramo, Isacco e Giacobbe, noi non associamo nulla a Dio ed è un favore che Dio ha donato a noi e agli uomini tutti, ma la gran parte della gente non Lo ringrazia. [38]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E io seguo il culto dei miei padri: Ibrāhīm (Abramo), Isḥāq (Isacco) e Ya‘qūb [5] (Giacobbe): Non è da noi associare ad Allàh cosa alcuna (nel nostro culto di adorazione)! E ciò avviene per il favore che Allàh ci ha concesso e che concede agli uomini, però la maggior parte degli uomini non sono riconoscenti.
- Pasquini
- Pasquini
يٰصىٰحِبَىِ السِّجنِ ءَأَربابٌ مُتَفَرِّقونَ خَيرٌ أَمِ اللَّهُ الوٰحِدُ القَهّارُ
O miei compagni di prigione! Una miriade di signori sono forse meglio di Allah, l’Unico, Colui Che prevale?
- Hamza P.
- Hamza P.
Voi che siete i miei compagni di prigionia, cos’è meglio? Signori diversi oppure il Dio unico, il Soggiogatore? [39]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O due compagni della prigione, secondo voi, meglio Signori sparpagliati o meglio Allàh, l’Unico, al volere del Quale nulla e nessuno può resistere?
- Pasquini
- Pasquini
ما تَعبُدونَ مِن دونِهِ إِلّا أَسماءً سَمَّيتُموها أَنتُم وَءاباؤُكُم ما أَنزَلَ اللَّهُ بِها مِن سُلطٰنٍ إِنِ الحُكمُ إِلّا لِلَّهِ أَمَرَ أَلّا تَعبُدوا إِلّا إِيّاهُ ذٰلِكَ الدّينُ القَيِّمُ وَلٰكِنَّ أَكثَرَ النّاسِ لا يَعلَمونَ
Non adorate all’infuori di Lui altro che nomi che voi e i vostri avi avete inventato, e a proposito dei quali Allah non ha fatto scendere nessuna prova. In verità il giudizio appartiene solo ad Allah. Egli vi ha ordinato di non adorare altri che Lui. Questa la religione immutabile [24] , eppure la maggior parte degli uomini lo ignora.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quelli che adorate al di fuori di Lui sono soltanto dei nomi che voi e i vostri padri avete dato loro, e Dio non ha fatto discendere su di voi l’autorità per farlo. Il giudizio spetta solo a Dio il quale vi ordina di non adorare altri che Lui, questa è la religione retta, ma la gran parte della gente non lo sa. [40]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Tutto ciò che voi adorate, invece di adorare Lui, non sono altro che nomi - che voi stessi e i vostri padri avete coniato - per i quali Allàh non ha fatto scendere nessuna autorizzazione! L’autorità non appartiene ad altri che Allàh, il Quale ha ordinato di non adorare e in maniera esclusiva, se non Lui. Questo è il culto perenne, però la maggior parte degli uomini non lo sa.
- Pasquini
- Pasquini
يٰصىٰحِبَىِ السِّجنِ أَمّا أَحَدُكُما فَيَسقى رَبَّهُ خَمرًا وَأَمَّا الءاخَرُ فَيُصلَبُ فَتَأكُلُ الطَّيرُ مِن رَأسِهِ قُضِىَ الأَمرُ الَّذى فيهِ تَستَفتِيانِ
O miei compagni di prigione, uno di voi due verserà il vino al suo signore, l’altro sarà crocifisso e gli uccelli beccheranno la sua testa. Le questioni sulle quali mi avete interpellato sono così stabilite».
- Hamza P.
- Hamza P.
Voi che siete i miei compagni di prigionia, quanto al sogno dell’uno di voi, egli verserà il vino al suo signore, e quanto all’altro, verrà crocifisso e gli uccelli mangeranno dal suo capo.
Quel che mi avete chiesto è decretato.» [41]
- Zilio Grandi
Quel che mi avete chiesto è decretato.» [41]
- Zilio Grandi
O due compagni di prigione: uno di voi due mescerà del vino al suo signore; l’altro sarà mandato al patibolo e gli uccelli mangeranno dalla sua testa! Così è stato decretato, a proposito di ciò, su cui voi due mi avete chiesto di esprimere un giudizio!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَقالَ لِلَّذى ظَنَّ أَنَّهُ ناجٍ مِنهُمَا اذكُرنى عِندَ رَبِّكَ فَأَنسىٰهُ الشَّيطٰنُ ذِكرَ رَبِّهِ فَلَبِثَ فِى السِّجنِ بِضعَ سِنينَ
E disse a quello dei due che a suo avviso si sarebbe salvato: «Ricordami presso il tuo signore». Satana fece sì che dimenticasse di ricordarlo al suo signore [25] . Giuseppe restò quindi in prigione per altri anni.
- Hamza P.
- Hamza P.
Disse a quello dei due che credeva votato alla salvezza: «Ricordami al tuo signore». Ma Satana gli fece dimenticare il ricordo del suo signore, e così Giuseppe rimase in prigione per anni ancora. [42]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
A quello dei due che egli pensava sarebbe stato salvo disse: “Ricordati di me presso il tuo signore!”. Sciaytàn, però, glielo fece dimenticare di ricordare lui al suo signore, cosicché egli (Yūsuf) rimase in prigione diversi anni.
- Pasquini
- Pasquini
وَقالَ المَلِكُ إِنّى أَرىٰ سَبعَ بَقَرٰتٍ سِمانٍ يَأكُلُهُنَّ سَبعٌ عِجافٌ وَسَبعَ سُنبُلٰتٍ خُضرٍ وَأُخَرَ يابِسٰتٍ يٰأَيُّهَا المَلَأُ أَفتونى فى رُءيٰىَ إِن كُنتُم لِلرُّءيا تَعبُرونَ
Disse il re: «Invero vidi [in sogno] sette vacche grasse che sette vacche magre divoravano e sette spighe verdi e sette altre secche. O notabili, interpretatemi la mia visione, se siete capaci di interpretare i sogni!».
- Hamza P.
- Hamza P.
Disse il re: «Ho sognato sette vacche grasse, e sette vacche magre le divorarono, e sette spighe verdi e altre secche. Notabili miei, interpretate questo mio sogno se sapete interpretare i sogni». [43]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Il Re disse: “Ho visto sette vacche grasse, che le mangiavano sette (vacche) magre, sette spighe di grano verdi e altrettante secche. O dignitari, datemi la spiegazione della mia visione, se siete in grado di interpretare i sogni!”.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا أَضغٰثُ أَحلٰمٍ وَما نَحنُ بِتَأويلِ الأَحلٰمِ بِعٰلِمينَ
Risposero: «Sogni confusi. Non sappiamo interpretare i sogni».
- Hamza P.
- Hamza P.
Risposero: «Sono sogni confusi, noi i sogni non li sappiamo interpretare».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dissero: “Sono sogni confusi e noi non sappiamo nulla sull’interpretazione dei sogni”.
- Pasquini
- Pasquini
وَقالَ الَّذى نَجا مِنهُما وَادَّكَرَ بَعدَ أُمَّةٍ أَنا۠ أُنَبِّئُكُم بِتَأويلِهِ فَأَرسِلونِ
Quello dei due che era stato liberato, si ricordò infine di lui ed esclamò: «Io vi rivelerò il significato! Lasciate che vada».
- Hamza P.
- Hamza P.
Quello dei due che si era salvato e infine si era ricordato disse: «Io vi informerò sull’interpretazione di questi sogni, fatemi andare». [45]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Allora, quello dei due (compagni di prigione di Yūsuf) che era stato salvo, ricordandosi di lui, disse: “Io sono in grado di informarvi riguardo al significato di esso, perciò lasciatemi andare”.
- Pasquini
- Pasquini
يوسُفُ أَيُّهَا الصِّدّيقُ أَفتِنا فى سَبعِ بَقَرٰتٍ سِمانٍ يَأكُلُهُنَّ سَبعٌ عِجافٌ وَسَبعِ سُنبُلٰتٍ خُضرٍ وَأُخَرَ يابِسٰتٍ لَعَلّى أَرجِعُ إِلَى النّاسِ لَعَلَّهُم يَعلَمونَ
[Disse]: «O Giuseppe, o veridico, spiegaci [il significato] di sette vacche grasse che sette magre divorano e di sette spighe verdi e di sette altre secche. Ché io possa tornare a quella gente ed essi possano sapere» [26] .
- Hamza P.
- Hamza P.
«Giuseppe, tu che sei sincero, informaci sulle sette vacche grasse e sulle sette vacche magre che le divorarono, e sulle sette spighe verdi e su quelle secche, così tornerò da quegli uomini perché possano sapere.» [46]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
“O Yūsuf, o veridico, (disse l’ex-compagno di prigione) spiegami il significato di sette vacche grasse che ne mangiano sette secche e di sette spighe verdi e di altre seccate, affinché io ritorni dagli uomini, perché sappiano!”.
- Pasquini
- Pasquini
قالَ تَزرَعونَ سَبعَ سِنينَ دَأَبًا فَما حَصَدتُم فَذَروهُ فى سُنبُلِهِ إِلّا قَليلًا مِمّا تَأكُلونَ
Rispose: «Coltiverete per sette anni come è vostra consuetudine. Tutto quello che avrete raccolto lasciatelo in spiga, eccetto il poco che consumerete.
- Hamza P.
- Hamza P.
Rispose: «Seminerete come al solito per sette anni, ma quel che mieterete lo lascerete in spiga tutto, tranne un poco che mangerete.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Disse: “Voi seminerete per sette anni consecutivi! Quanto voi mieterete, tranne un poco di cui vi nutrirete, lasciatelo nelle spighe!
- Pasquini
- Pasquini
ثُمَّ يَأتى مِن بَعدِ ذٰلِكَ سَبعٌ شِدادٌ يَأكُلنَ ما قَدَّمتُم لَهُنَّ إِلّا قَليلًا مِمّا تُحصِنونَ
Verranno poi sette anni di carestia che consumeranno tutto quello che avrete risparmiato, eccetto quel poco che conserverete [27] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Poi verranno sette anni durissimi che divoreranno ogni cosa che avrete tenuto in serbo, tranne il poco che avrete conservato, [48]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Poi verranno sette anni di carestia, nei quali mangerete ciò che avete conservato per il futuro, tranne un poco di ciò, che metterete in un luogo sicuro.
- Pasquini
- Pasquini
ثُمَّ يَأتى مِن بَعدِ ذٰلِكَ عامٌ فيهِ يُغاثُ النّاسُ وَفيهِ يَعصِرونَ
Dopo di ciò verrà un’annata in cui gli uomini saranno soccorsi e andranno al frantoio» [28] .
- Hamza P.
- Hamza P.
e in seguito verrà un anno in cui gli uomini saranno irrorati di pioggia e spremeranno il raccolto».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Poi verrà, dopo quello, un anno in cui gli uomini avranno acqua in abbondanza e in cui spremeranno”.
- Pasquini
- Pasquini
وَقالَ المَلِكُ ائتونى بِهِ فَلَمّا جاءَهُ الرَّسولُ قالَ ارجِع إِلىٰ رَبِّكَ فَسـَٔلهُ ما بالُ النِّسوَةِ الّٰتى قَطَّعنَ أَيدِيَهُنَّ إِنَّ رَبّى بِكَيدِهِنَّ عَليمٌ
Disse il re: «Conducetemelo». Quando giunse il messaggero [Giuseppe] disse: «Ritorna presso il tuo signore e chiedigli: “Cosa volevano le donne che si tagliuzzarono le mani?”.
Invero il mio Signore ben conosce le loro astuzie» [29] .
- Hamza P.
Invero il mio Signore ben conosce le loro astuzie» [29] .
- Hamza P.
Il re ordinò: «Portatelo al mio cospetto». Quando il messaggero del re giunse da lui, Giuseppe disse: «Torna dal tuo signore e chiedigli quale intenzione avevano quelle donne che si sono procurate dei tagli alle mani, il mio Signore conosce le loro insidie». [50]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Allora il Re disse: “Portatemelo!” e quando il messo reale giunse a lui disse: “Ritorna al tuo signore e chiedigli la spiegazione del perché le donne si erano tagliate le mani. Certo, il mio signore è al corrente delle loro macchinazioni”.
- Pasquini
- Pasquini
قالَ ما خَطبُكُنَّ إِذ رٰوَدتُنَّ يوسُفَ عَن نَفسِهِ قُلنَ حٰشَ لِلَّهِ ما عَلِمنا عَلَيهِ مِن سوءٍ قالَتِ امرَأَتُ العَزيزِ الـٰٔنَ حَصحَصَ الحَقُّ أَنا۠ رٰوَدتُهُ عَن نَفسِهِ وَإِنَّهُ لَمِنَ الصّٰدِقينَ
Chiese allora [il re alle donne]: «Qual era la vostra intenzione quando volevate sedurre Giuseppe?». Risposero: «Allah ce ne guardi. Non conosciamo male alcuno a suo riguardo». La moglie del principe disse: «Ormai la verità è manifesta: ero io che cercavo di sedurlo. In verità egli è uno di coloro che dicono il vero».
- Hamza P.
- Hamza P.
Il re chiese alle donne: «Quale intenzione avevate quando avete chiesto a Giuseppe di darsi a voi?».
Risposero: «Dio ce ne scampi, di lui non sappiamo che bene». Ma la moglie del principe esclamò: «La verità si è resa evidente, sono io che gli ho chiesto di darsi a me e, quanto a lui, è uno dei sinceri». [51]
- Zilio Grandi
Risposero: «Dio ce ne scampi, di lui non sappiamo che bene». Ma la moglie del principe esclamò: «La verità si è resa evidente, sono io che gli ho chiesto di darsi a me e, quanto a lui, è uno dei sinceri». [51]
- Zilio Grandi
Disse: “Che cosa avete da dire voi donne di quando cercaste di sedurre Yūsuf?”. Dicemmo: “Allàh ci guardi! (risposero le donne) Non abbiamo trovato in lui alcun male!”. La moglie del Potente disse: “Ora, la verità si è consolidata! Io ho cercato di sedurlo, ma lui, in verità, è certamente uno di quelli che sono fedeli”.
- Pasquini
- Pasquini
ذٰلِكَ لِيَعلَمَ أَنّى لَم أَخُنهُ بِالغَيبِ وَأَنَّ اللَّهَ لا يَهدى كَيدَ الخائِنينَ
[Disse Giuseppe]: «[Ho sollecitato] questa [inchiesta] affinché il mio padrone sappia che non l’ho tradito in segreto, ché in verità Allah non guida le astuzie dei traditori [30] .
- Hamza P.
- Hamza P.
«Così sia, perché il mio signore sappia che io non l’ho tradito segretamente, Dio non guida a buon fine l’insidia dei traditori, [52]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
“Questo (disse Yūsuf) affinché egli (il mio padrone) sappia che non l’ho mai tradito in sua assenza e che Allàh non permette che le macchinazioni dei traditori abbiano successo.
- Pasquini
- Pasquini
وَما أُبَرِّئُ نَفسى إِنَّ النَّفسَ لَأَمّارَةٌ بِالسّوءِ إِلّا ما رَحِمَ رَبّى إِنَّ رَبّى غَفورٌ رَحيمٌ
Non voglio assolvere me stesso! In verità l’anima [31] è propensa al male, a meno che il mio Signore per la misericordia [non la preservi dal peccato]. In verità il mio Signore è perdonatore, misericordioso».
- Hamza P.
- Hamza P.
e comunque non dichiaro innocente la mia anima – l’anima spinge al male – a meno che il mio Signore abbia misericordia, il mio Signore è indulgente e pieno di compassione.» [53]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Io non dichiaro innocente la mia anima! In verità, certamente, l’anima è istigatrice al male (e ha successo), tranne quando il mio Signore abbia usato misericordia. In verità, il mio Signore è Perdonatore e Clementissimo”.
- Pasquini
- Pasquini
وَقالَ المَلِكُ ائتونى بِهِ أَستَخلِصهُ لِنَفسى فَلَمّا كَلَّمَهُ قالَ إِنَّكَ اليَومَ لَدَينا مَكينٌ أَمينٌ
Disse il re: «Conducetemelo: voglio tenerlo presso di me». Quando poi gli ebbe parlato, disse: «D’ora in poi rimarrai al nostro fianco, con autorità e fiducia».
- Hamza P.
- Hamza P.
Il re ordinò: «Portatelo a me, lo prenderò al mio servizio». Quando gli ebbe parlato, disse: «Da oggi starai presso noi, saldo e fidato». [54]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Il Re disse: “Portatemelo subito! Io lo voglio al mio servizio particolare!”. Dopo che egli ebbe parlato con lui, disse: “In verità, tu, oggi, sei, presso noi, in posizione di primo piano e tu godi la nostra piena e completa fiducia!”.
- Pasquini
- Pasquini
قالَ اجعَلنى عَلىٰ خَزائِنِ الأَرضِ إِنّى حَفيظٌ عَليمٌ
Rispose: «Affidami i tesori della terra [32] : sarò buon guardiano ed esperto».
- Hamza P.
- Hamza P.
Giuseppe chiese: «Rendimi custode dei tesori della terra, io sono un custode sapiente».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Disse: “Mettimi (come sovrintendente) sopra i magazzini della Terra! In verità, io sono un conservatore, che sa il fatto suo!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَكَذٰلِكَ مَكَّنّا لِيوسُفَ فِى الأَرضِ يَتَبَوَّأُ مِنها حَيثُ يَشاءُ نُصيبُ بِرَحمَتِنا مَن نَشاءُ وَلا نُضيعُ أَجرَ المُحسِنينَ
Così demmo a Giuseppe autorità su quella terra e dimorava dove voleva. Facciamo sì che la Nostra misericordia raggiunga chi vogliamo e che non vada perso il compenso di coloro che operano il bene.
- Hamza P.
- Hamza P.
Così stabilimmo Giuseppe in quella terra, ed egli vi dimorò ovunque volle, Noi colmiamo della Nostra misericordia chi vogliamo e non mandiamo perduta la ricompensa di chi fa il bene,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E, così, Noi demmo una solida posizione a Yūsuf sulla Terra, sulla quale egli aveva pieni poteri! Noi concediamo la Nostra misericordia a chi vogliamo e non togliamo nulla alla ricompensa dei bene operanti.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَأَجرُ الءاخِرَةِ خَيرٌ لِلَّذينَ ءامَنوا وَكانوا يَتَّقونَ
E il compenso dell’altra vita è migliore per coloro che credono e hanno timor [di Allah].
- Hamza P.
- Hamza P.
ma per quelli che credono e hanno timore di Dio la ricompensa dell’aldilà è migliore.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Certamente, la ricompensa della vita futura è migliore, per coloro i quali credevano ed erano timorati.
- Pasquini
- Pasquini
وَجاءَ إِخوَةُ يوسُفَ فَدَخَلوا عَلَيهِ فَعَرَفَهُم وَهُم لَهُ مُنكِرونَ
Giunsero [33] i fratelli di Giuseppe e si presentarono davanti a lui. Egli li riconobbe, mentre essi non lo riconobbero.
- Hamza P.
- Hamza P.
Giunsero i fratelli di Giuseppe ed entrarono da lui. Egli li riconobbe, ma loro non lo riconobbero. [58]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
I fratelli di Yūsuf si recarono da lui. Egli li riconobbe, mentre loro non lo riconobbero.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَمّا جَهَّزَهُم بِجَهازِهِم قالَ ائتونى بِأَخٍ لَكُم مِن أَبيكُم أَلا تَرَونَ أَنّى أوفِى الكَيلَ وَأَنا۠ خَيرُ المُنزِلينَ
Dopo che li ebbe riforniti di provviste disse loro: «Conducetemi il vostro fratello da parte di padre. Non vedete come vi ho colmato il carico e che sono il migliore degli ospiti?
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando li ebbe forniti delle loro provviste, disse: «Conducete a me uno dei vostri fratelli, uno che sia figlio di vostro padre.
Non vedete che io colmo la misura e sono il migliore degli ospiti? [59]
- Zilio Grandi
Non vedete che io colmo la misura e sono il migliore degli ospiti? [59]
- Zilio Grandi
Quando ebbe caricato la loro mercanzia, disse: “Portatemi un vostro fratello da vostro padre. Non vedete che io faccio piena la misura e che sono il migliore degli ospiti?
- Pasquini
- Pasquini
فَإِن لَم تَأتونى بِهِ فَلا كَيلَ لَكُم عِندى وَلا تَقرَبونِ
Se non lo condurrete, da parte mia non ci saranno più carichi per voi e non mi potrete più avvicinare».
- Hamza P.
- Hamza P.
Se non me lo condurrete, presso di me non troverete alcuna misura di grano, a me non potrete avvicinarvi».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Se non me lo portate, allora non ci sarà peso per voi presso me e non avvicinatevi neppure!”.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا سَنُرٰوِدُ عَنهُ أَباهُ وَإِنّا لَفٰعِلونَ
Dissero: «Cercheremo di convincere suo padre e certamente ci riusciremo».
- Hamza P.
- Hamza P.
Risposero: «Lo chiederemo a suo padre, lo faremo certamente».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dissero: “Noi cercheremo di ottenerlo da suo padre e, in verità, certamente, lo faremo!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَقالَ لِفِتيٰنِهِ اجعَلوا بِضٰعَتَهُم فى رِحالِهِم لَعَلَّهُم يَعرِفونَها إِذَا انقَلَبوا إِلىٰ أَهلِهِم لَعَلَّهُم يَرجِعونَ
Disse [poi] ai suoi garzoni: «Nascondete le loro merci nei loro bagagli, ché le riconoscano quando saranno giunti presso la loro gente e forse ritorneranno» [34] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Giuseppe disse ai suoi servi: «Rimettete nei loro sacchi quel che hanno speso, se ne accorgeranno quando saranno di nuovo a casa loro, forse allora torneranno qui».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Disse (Yūsuf) al suo seguito: “Mettete la merce (di scambio) che essi hanno portato, nei loro bagagli, affinché la riconoscano al loro arrivo alla loro famiglia e affinché ritornino”.
- Pasquini
- Pasquini
فَلَمّا رَجَعوا إِلىٰ أَبيهِم قالوا يٰأَبانا مُنِعَ مِنَّا الكَيلُ فَأَرسِل مَعَنا أَخانا نَكتَل وَإِنّا لَهُ لَحٰفِظونَ
Quando furono di ritorno presso il padre loro, gli dissero:
«O padre, non potremo più avere altri carichi. Lascia venire con noi nostro fratello, ci potremo rifornire e certamente veglieremo su di lui».
- Hamza P.
«O padre, non potremo più avere altri carichi. Lascia venire con noi nostro fratello, ci potremo rifornire e certamente veglieremo su di lui».
- Hamza P.
Quando furono nuovamente dal padre, dissero: «Padre nostro, ci hanno negato la misura di grano, manda con noi nostro fratello e la otterremo, noi gli faremo buona guardia».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quando (i fratelli di Yūsuf) furono tornati dal padre loro, dissero: “O padre nostro, ci è stato proibita la misura (se non portiamo con noi nostro fratello Ben yamīn), perciò manda con noi nostro fratello per ottenere la misura e, in verità, noi gli staremo molto attenti”.
- Pasquini
- Pasquini
قالَ هَل ءامَنُكُم عَلَيهِ إِلّا كَما أَمِنتُكُم عَلىٰ أَخيهِ مِن قَبلُ فَاللَّهُ خَيرٌ حٰفِظًا وَهُوَ أَرحَمُ الرّٰحِمينَ
Disse: «Ve lo dovrei affidare come già vi affidai suo fratello? È Allah il Migliore dei guardiani, ed Egli è il Più misericordioso dei misericordiosi!».
- Hamza P.
- Hamza P.
Rispose: «Dovrei affidarvelo, come già vi ho affidato l’altro suo fratello? Ma Dio è il migliore dei custodi, Egli è il più clemente dei misericordiosi».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Disse: “Devo avere fiducia in voi come ebbi fiducia in precedenza riguardo a suo fratello? Come conservatore è meglio Allàh! Egli è il più Misericordioso dei misericordiosi!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَمّا فَتَحوا مَتٰعَهُم وَجَدوا بِضٰعَتَهُم رُدَّت إِلَيهِم قالوا يٰأَبانا ما نَبغى هٰذِهِ بِضٰعَتُنا رُدَّت إِلَينا وَنَميرُ أَهلَنا وَنَحفَظُ أَخانا وَنَزدادُ كَيلَ بَعيرٍ ذٰلِكَ كَيلٌ يَسيرٌ
Quando poi disfecero i bagagli, scoprirono che gli erano state rese le loro merci. Dissero: «O padre, cosa potremmo desiderare di più? Ecco, le nostre merci ci sono state restituite. Provvederemo alla nostra gente e veglieremo su nostro fratello, aggiungeremo un altro carico di cammello: sarà un carico facile» [35] .
- Hamza P.
- Hamza P.
E quando aprirono la loro roba trovarono che era stato loro restituito quel che avevano speso. Esclamarono: «Padre nostro, cosa possiamo chiedere di più? Quel che abbiamo speso ci è stato restituito, faremo provviste per la nostra famiglia, custodiremo nostro fratello e ci faremo aggiungere un altro carico di cammello, un carico facile».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dopo che ebbero aperti i loro bagagli, trovarono che la merce (che avevano portato per lo scambio) era stata resa loro. Dissero: “O padre nostro, che desideriamo di più? Questa è la merce nostra di scambio che ci è stata restituita, approvvigioneremo così la nostra famiglia, avremo cura di vegliare su nostro fratello e aggiungeremo il carico d’un cammello. Quello è un carico facile!”.
- Pasquini
- Pasquini
قالَ لَن أُرسِلَهُ مَعَكُم حَتّىٰ تُؤتونِ مَوثِقًا مِنَ اللَّهِ لَتَأتُنَّنى بِهِ إِلّا أَن يُحاطَ بِكُم فَلَمّا ءاتَوهُ مَوثِقَهُم قالَ اللَّهُ عَلىٰ ما نَقولُ وَكيلٌ
Disse [Giacobbe]: «Non lo manderò con voi finché non giurerete su Allah che me lo riporterete, a meno che non siate del tutto sopraffatti». Poi, dopo che ebbero giurato, disse loro: «Allah è il garante di quello che abbiamo detto».
- Hamza P.
- Hamza P.
«Non lo manderò con voi» disse «finché non stringerete con me un patto davanti a Dio che me lo riporterete se non sarete costretti al contrario.» Strinsero con lui il patto e quindi egli disse: «Dio sia garante di quel che diciamo».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Disse: “Non lo manderò con voi, finché voi non mi abbiate fatto un impegno formale, garantito da un vostro giuramento su Allàh, che voi me lo riporterete, a meno che voi siate circondati da tutte le parti!”. E dopo che essi ebbero dato a lui il loro impegno, egli disse: “Allàh è garante di ciò che diciamo!
- Pasquini
- Pasquini
وَقالَ يٰبَنِىَّ لا تَدخُلوا مِن بابٍ وٰحِدٍ وَادخُلوا مِن أَبوٰبٍ مُتَفَرِّقَةٍ وَما أُغنى عَنكُم مِنَ اللَّهِ مِن شَيءٍ إِنِ الحُكمُ إِلّا لِلَّهِ عَلَيهِ تَوَكَّلتُ وَعَلَيهِ فَليَتَوَكَّلِ المُتَوَكِّلونَ
Disse: «O figli miei, non entrate da una sola porta, ma entrate da porte diverse [36] . In nulla potrei proteggervi nei confronti di Allah. La decisione appartiene solo ad Allah e in Lui confido.
In Lui confidino coloro che confidano».
- Hamza P.
In Lui confidino coloro che confidano».
- Hamza P.
Disse ancora: «Figli miei, non entrate per una sola porta, invece entrate per porte diverse. Io non vi servirò a nulla contro Dio, il giudizio spetta a Dio, in Lui confido, in Lui confidi chi si affida a Lui». [67]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O figli miei, non entrate da una porta sola, ma entrate per porte diverse. Tuttavia, in nulla vi potrò essere di giovamento contro Allàh (se la Sua volontà vi è contraria), poiché la decisione non appartiene se non ad Allàh. Su Lui io faccio affidamento, e su Lui (solamente) facciano affidamento coloro che fanno affidamento!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَمّا دَخَلوا مِن حَيثُ أَمَرَهُم أَبوهُم ما كانَ يُغنى عَنهُم مِنَ اللَّهِ مِن شَيءٍ إِلّا حاجَةً فى نَفسِ يَعقوبَ قَضىٰها وَإِنَّهُ لَذو عِلمٍ لِما عَلَّمنٰهُ وَلٰكِنَّ أَكثَرَ النّاسِ لا يَعلَمونَ
Pur essendo entrati nel modo che loro padre aveva raccomandato, ciò non li avrebbe protetti da Allah. Non fu altro che uno scrupolo, nell’animo di Giacobbe, ed egli lo soddisfece. Invero egli era colmo della scienza che Noi gli avevamo insegnato, mentre la maggior parte degli uomini non sanno.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando entrarono come aveva loro consigliato il padre, non servì loro a nulla contro Dio. Fu solo un bisogno dell’anima di Giacobbe che egli aveva portato a compimento, possedeva la scienza che Noi gli avevamo insegnato mentre la gran parte della gente non sa nulla. [68]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quando essi entrarono per dove aveva loro ordinato il loro padre, in nulla fu loro di giovamento contro Allàh, se non per una esigenza presente nell’anima di Ya‘qūb [6], che egli soddisfece. In verità, presso di lui c’era conoscenza di ciò che Noi gli avevamo insegnato, però la maggior parte degli uomini non sanno.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَمّا دَخَلوا عَلىٰ يوسُفَ ءاوىٰ إِلَيهِ أَخاهُ قالَ إِنّى أَنا۠ أَخوكَ فَلا تَبتَئِس بِما كانوا يَعمَلونَ
E quando furono introdotti da Giuseppe, questi trasse in disparte suo fratello [Beniamino] e gli disse: «Io sono tuo fratello, non essere dunque triste per quello che mi hanno fatto».
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando entrarono da Giuseppe, quest’ultimo alloggiò il proprio fratello con sé e gli disse: «Io sono tuo fratello, non angustiarti per quel che hanno compiuto». [69]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E, quando essi furono entrati da Yūsuf, egli accolse suo fratello (tenendolo vicino) a sé. Disse: “In verità, io sono tuo fratello! Non addolorarti per quello che essi facevano”.
- Pasquini
- Pasquini
فَلَمّا جَهَّزَهُم بِجَهازِهِم جَعَلَ السِّقايَةَ فى رَحلِ أَخيهِ ثُمَّ أَذَّنَ مُؤَذِّنٌ أَيَّتُهَا العيرُ إِنَّكُم لَسٰرِقونَ
Dopo che li ebbe riforniti, fece nascondere una coppa nei bagagli di suo fratello. Gridò un messo: «O voi della carovana, invero siete dei ladri!».
- Hamza P.
- Hamza P.
E quando li ebbe riforniti delle loro provviste mise la coppa nel sacco del fratello. Allora un araldo gridò: «Voi della carovana, siete dei ladri». [70]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
. Quando li ebbe riforniti della loro fornitura, mise la coppa nella bisaccia di suo fratello. Poi un banditore annunciò: “O voi della carovana, in verità, voi siete, certamente, dei ladri”.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا وَأَقبَلوا عَلَيهِم ماذا تَفقِدونَ
Si arrestarono e chiesero: «Cosa cercate?».
- Hamza P.
- Hamza P.
Risposero, mentre quelli si avvicinavano: «Cosa cercate?».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Essi, andando loro incontro dissero: “Che cosa avete perduto?”.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا نَفقِدُ صُواعَ المَلِكِ وَلِمَن جاءَ بِهِ حِملُ بَعيرٍ وَأَنا۠ بِهِ زَعيمٌ
Risposero: «La coppa del re. Un carico di cammello è destinato a chi la riporterà, io ne sono garante!».
- Hamza P.
- Hamza P.
«Cerchiamo» dissero «la coppa del re, e chi la riporterà avrà un carico di cammello. Lo garantisco.» [72]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dissero: “Non troviamo la coppa del Re e per chi ce la riporta (c’è come ricompensa) il carico d’un cammello! Lo garantisco”.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا تَاللَّهِ لَقَد عَلِمتُم ما جِئنا لِنُفسِدَ فِى الأَرضِ وَما كُنّا سٰرِقينَ
Dissero: «Per Allah, sapete bene che non siamo venuti a spargere la corruzione sulla terra e che non siamo dei ladri».
- Hamza P.
- Hamza P.
Risposero: «Nel nome di Dio, sapete bene che non siamo venuti per portare la corruzione su questa terra, e non siamo dei ladri».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dissero: “Per Allàh! Voi lo sapete bene che noi non siamo venuti per seminare il disordine nella Terra e che non siamo dei ladri!”.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا فَما جَزٰؤُهُ إِن كُنتُم كٰذِبينَ
«Quale sarà la sanzione se mentite?», dissero [gli Egiziani].
- Hamza P.
- Hamza P.
Chiesero: «Quale punizione vi spetterà se avete mentito?». [74]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dissero: “E quale sarà la sua ricompensa, se voi siete dei mentori?”.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا جَزٰؤُهُ مَن وُجِدَ فى رَحلِهِ فَهُوَ جَزٰؤُهُ كَذٰلِكَ نَجزِى الظّٰلِمينَ
Risposero: «Il riscatto? Colui nei cui bagagli troverete la coppa, sarà egli stesso il suo riscatto [37] . È così che sanzioniamo gli ingiusti».
- Hamza P.
- Hamza P.
Risposero: «La punizione sarà colui nel cui sacco si troverà la coppa, lui stesso sarà trattenuto come punizione, così ricompensiamo i colpevoli». [75]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dissero: “La sua ricompensa? Colui nel cui bagaglio sarà trovata, sarà lui la ricompensa. Così noi ricompensiamo i trasgressori”.
- Pasquini
- Pasquini
فَبَدَأَ بِأَوعِيَتِهِم قَبلَ وِعاءِ أَخيهِ ثُمَّ استَخرَجَها مِن وِعاءِ أَخيهِ كَذٰلِكَ كِدنا لِيوسُفَ ما كانَ لِيَأخُذَ أَخاهُ فى دينِ المَلِكِ إِلّا أَن يَشاءَ اللَّهُ نَرفَعُ دَرَجٰتٍ مَن نَشاءُ وَفَوقَ كُلِّ ذى عِلمٍ عَليمٌ
[Giuseppe] iniziò dai sacchi degli altri prima che da quello di suo fratello, e infine la trasse dai bagagli di quest’ultimo. Suggerimmo Noi quest’astuzia [38] a Giuseppe, ché altrimenti non avrebbe potuto trattenere suo fratello nel rispetto della legge del re, a meno che Allah non l’avesse voluto. Eleviamo il rango di chi vogliamo, e sopra ogni sapiente c’è l’Onnisciente.
- Hamza P.
- Hamza P.
Giuseppe iniziò dai loro sacchi, prima del sacco di suo fratello, e infine tolse la coppa dal sacco del fratello. Così sia, Noi abbiamo suggerito a Giuseppe questa insidia perché non avrebbe potuto riprendere suo fratello secondo la legge del re, solo se Dio avesse voluto. Noi eleviamo di vari gradi chi vogliamo, e sopra chiunque sia dotato di scienza c’è un sapiente. [76]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Egli incominciò dalle loro bisacce, prima dalla bisaccia di suo fratello, poi la estrasse (la coppa) dalla bisaccia di suo fratello. Così, Noi tendemmo un’insidia a Yūsuf, poiché non poteva prendere come schiavo suo fratello nella giustizia del Re, tranne che l’avesse voluto Allàh. Noi eleviamo quanto a gradi chi Noi vogliamo. E al di sopra di ogni detentore di conoscenza c’è uno Sciente!
- Pasquini
- Pasquini
قالوا إِن يَسرِق فَقَد سَرَقَ أَخٌ لَهُ مِن قَبلُ فَأَسَرَّها يوسُفُ فى نَفسِهِ وَلَم يُبدِها لَهُم قالَ أَنتُم شَرٌّ مَكانًا وَاللَّهُ أَعلَمُ بِما تَصِفونَ
Disse: «Se ha rubato, già uno dei suoi fratelli aveva rubato» [39] . Giuseppe nascose [il sentimento] nel suo cuore, senza mostrare loro nulla. Disse: «Invero la vostra situazione è peggiore, e Allah sa cosa affermate!».
- Hamza P.
- Hamza P.
Dissero: «Se ha rubato, ebbene, uno dei suoi fratelli ha rubato prima di lui». Giuseppe celò ogni cosa nel proprio cuore, non manifestò loro alcunché. Disse: «È una situazione pessima la vostra, Dio sa benissimo quel che avete inventato». [77]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dissero: “Se egli ha rubato, già rubò un suo fratello in precedenza!”. Yūsuf se lo tenne per sé e non lo svelò a loro. Disse: “Voi state male, quanto a posizione! Allàh è più informato su ciò che voi riferite”.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا يٰأَيُّهَا العَزيزُ إِنَّ لَهُ أَبًا شَيخًا كَبيرًا فَخُذ أَحَدَنا مَكانَهُ إِنّا نَرىٰكَ مِنَ المُحسِنينَ
Implorarono [40] : «O potente, suo padre è molto vecchio! Prendi uno di noi in sua vece. Tu sei tra coloro che ben agiscono».
- Hamza P.
- Hamza P.
Risposero: «Principe, suo padre è in tarda età, è un vecchio, prendi al suo posto uno di noi, noi vediamo che sei tra quelli che fanno il bene». [78]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dissero: “O potente, in verità, egli ha un padre vegliardo, prendi qualcuno di noi al suo posto. In verità, abbiamo visto che sei un bene operante”.
- Pasquini
- Pasquini
قالَ مَعاذَ اللَّهِ أَن نَأخُذَ إِلّا مَن وَجَدنا مَتٰعَنا عِندَهُ إِنّا إِذًا لَظٰلِمونَ
Disse: «Ci guardi Allah dal prendere altri che colui presso il quale abbiamo ritrovato i nostri beni, ché in tal caso saremmo ingiusti!».
- Hamza P.
- Hamza P.
Disse Giuseppe: «Dio ci scampi dal prendere altri e non colui presso cui abbiamo trovato quel che ci appartiene, saremmo tra i colpevoli».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Disse: “Mi guardi Allàh dal prendere se non colui presso il quale abbiamo trovato la roba nostra! Saremmo, allora, certamente, dei trasgressori (se trattenessimo un altro al posto suo)!”.
- Pasquini
- Pasquini
فَلَمَّا استَيـَٔسوا مِنهُ خَلَصوا نَجِيًّا قالَ كَبيرُهُم أَلَم تَعلَموا أَنَّ أَباكُم قَد أَخَذَ عَلَيكُم مَوثِقًا مِنَ اللَّهِ وَمِن قَبلُ ما فَرَّطتُم فى يوسُفَ فَلَن أَبرَحَ الأَرضَ حَتّىٰ يَأذَنَ لى أَبى أَو يَحكُمَ اللَّهُ لى وَهُوَ خَيرُ الحٰكِمينَ
Quando persero la speranza [di riaverlo], discussero [tra loro] in segreto. Disse il maggiore: «Non ricordate che vostro padre vi chiese di giurare davanti ad Allah? E come già una volta mancaste nei confronti di Giuseppe? Non lascerò questo territorio, senza che mio padre me ne dia il permesso o [senza] che Allah abbia giudicato in mio favore. Egli è il migliore dei giudici.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando ebbero perduto ogni speranza si ritirarono, in colloquio segreto, e il maggiore di loro disse: «Non ricordate? Vostro padre ha stretto con voi un patto davanti a Dio. E la vostra negligenza di prima, con Giuseppe? Non lascerò questa terra finché mio padre non me lo permetterà o finché Dio non giudicherà di me, Egli è il migliore dei giudici. [80]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quando si furono resi conto che per lui non c’era niente da fare, si appartarono per fare un consiglio segreto. Disse il più anziano di loro: “Non sapete che suo padre ha preso da voi un impegno giurato su Allàh (a cui voi state venendo meno) e che in precedenza non avete mantenuto il vostro impegno riguardo a Yūsuf? Non lascerò, quindi, questa Terra fino a quando mio padre me lo abbia permesso, o fino a quando Allàh non giudichi in mio favore. In verità, Allàh è il migliore dei giudici.
- Pasquini
- Pasquini
ارجِعوا إِلىٰ أَبيكُم فَقولوا يٰأَبانا إِنَّ ابنَكَ سَرَقَ وَما شَهِدنا إِلّا بِما عَلِمنا وَما كُنّا لِلغَيبِ حٰفِظينَ
Tornate dal padre vostro e ditegli: «“O padre nostro, tuo figlio ha rubato. Non abbiamo testimoniato eccetto che per quello che sappiamo: non potevamo prevedere l’ignoto [41] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Tornate da vostro padre e ditegli: “Padre nostro, tuo figlio ha rubato, ti portiamo testimonianza solo di quel che sappiamo, contro il mistero la nostra guardia non è servita a nulla, [81]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Tornate a vostro padre e ditegli: ‘O padre nostro, in verità, tuo figlio ha commesso un furto e noi non siamo stati testimoni se non di ciò che abbiamo saputo (vedendo con i nostri occhi), mentre nulla sappiamo dell’ignoto’.
- Pasquini
- Pasquini
وَسـَٔلِ القَريَةَ الَّتى كُنّا فيها وَالعيرَ الَّتى أَقبَلنا فيها وَإِنّا لَصٰدِقونَ
Chiedi pure [agli abitanti della] città e a quelli della carovana con la quale siamo tornati. Davvero siamo sinceri!”».
- Hamza P.
- Hamza P.
chiedi alla gente della città dove siamo stati e alla carovana con cui siamo arrivati, noi siamo sinceri”». [82]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Chiedi informazioni alla città in cui siamo stati e alla carovana con cui siamo ritornati. In verità, noi, certamente, siamo veritieri”.
- Pasquini
- Pasquini
قالَ بَل سَوَّلَت لَكُم أَنفُسُكُم أَمرًا فَصَبرٌ جَميلٌ عَسَى اللَّهُ أَن يَأتِيَنى بِهِم جَميعًا إِنَّهُ هُوَ العَليمُ الحَكيمُ
Disse [Giacobbe]: «Sono piuttosto le vostre passioni che vi hanno ispirato qualcosa. Bella pazienza! Chissà che Allah me li restituisca tutti quanti! In verità Egli è il Sapiente, il Saggio».
- Hamza P.
- Hamza P.
Rispose: «No, è la vostra anima che vi ha istigato a questa azione, pazienterò arrendevolmente, forse Dio mi restituirà tutti i miei figli, Egli è il Sapiente, il Saggio». [83]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Disse: “No! Voi siete stati indotti a far qualcosa, però la pazienza è bella! Può darsi che Allàh me li riporti insieme! In verità, Egli è l’Audiente il Sapiente”.
- Pasquini
- Pasquini
وَتَوَلّىٰ عَنهُم وَقالَ يٰأَسَفىٰ عَلىٰ يوسُفَ وَابيَضَّت عَيناهُ مِنَ الحُزنِ فَهُوَ كَظيمٌ
Volse loro le spalle e disse: «Ahimè! Quanto mi dolgo per Giuseppe!». Sbiancarono i suoi occhi [42] per la tristezza e fu sopraffatto dal dispiacere.
- Hamza P.
- Hamza P.
Si allontanò da loro e prese a dire: «Quale sventura si è abbattuta su Giuseppe!». I suoi occhi divennero bianchi per la tristezza, era affranto dal dolore. [84]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Poi si allontanò da loro e disse: “Come è grande la mia sofferenza per Yūsuf!”. I suoi due occhi divennero bianchi per la tristezza ed egli era in uno stato di profonda angoscia.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا تَاللَّهِ تَفتَؤُا۟ تَذكُرُ يوسُفَ حَتّىٰ تَكونَ حَرَضًا أَو تَكونَ مِنَ الهٰلِكينَ
Dissero: «Per Allah! Smetti di ricordare Giuseppe, finirai per consumarti e morirne!».
- Hamza P.
- Hamza P.
I figli esclamarono: «Nel nome di Dio, smetterai di ricordare Giuseppe solo quando sarai in fin di vita o tra i defunti!».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dissero: “Per Allàh! Non cesserai, dunque, mai di ricordare Yūsuf, fino a quando sarai prossimo a morire, oppure sarai uno dei distrutti (dall’angoscia)?”.
- Pasquini
- Pasquini
قالَ إِنَّما أَشكوا بَثّى وَحُزنى إِلَى اللَّهِ وَأَعلَمُ مِنَ اللَّهِ ما لا تَعلَمونَ
Rispose: «Mi lamento solo davanti ad Allah della mia disgrazia e del mio dolore, e grazie ad Allah conosco cose che voi non sapete.
- Hamza P.
- Hamza P.
Rispose: «Solo davanti a Dio mi dolgo della mia afflizione e della mia tristezza, Dio mi ha insegnato quel che voi non conoscete. [86]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Disse: “Io non faccio che lamentarmi con Allàh per la mia angoscia e per la mia tristezza! Io so da parte di Allàh ciò che voi non sapete.
- Pasquini
- Pasquini
يٰبَنِىَّ اذهَبوا فَتَحَسَّسوا مِن يوسُفَ وَأَخيهِ وَلا تَا۟يـَٔسوا مِن رَوحِ اللَّهِ إِنَّهُ لا يَا۟يـَٔسُ مِن رَوحِ اللَّهِ إِلَّا القَومُ الكٰفِرونَ
Andate figli miei, cercate Giuseppe e suo fratello e non disperate del soccorso di Allah, ché solo i miscredenti disperano del soccorso di Allah».
- Hamza P.
- Hamza P.
Figli miei, andate e cercate Giuseppe e suo fratello, non disperate della misericordia di Dio, quelli che disperano della misericordia di Dio sono i miscredenti». [87]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O figli miei, andate a fare ricerche di Yūsuf e di suo fratello e non disperate della Misericordia di Allàh. In verità, non disperano della Misericordia di Allàh, se non coloro che rifiutano di credere!”.
- Pasquini
- Pasquini
فَلَمّا دَخَلوا عَلَيهِ قالوا يٰأَيُّهَا العَزيزُ مَسَّنا وَأَهلَنَا الضُّرُّ وَجِئنا بِبِضٰعَةٍ مُزجىٰةٍ فَأَوفِ لَنَا الكَيلَ وَتَصَدَّق عَلَينا إِنَّ اللَّهَ يَجزِى المُتَصَدِّقينَ
Quando poi entrarono [ancora una volta] al cospetto di lui, dissero: «O principe, ci ha colpiti la disgrazia, noi e la nostra famiglia. Abbiamo recato merce di scarso valore. Riempici comunque la misura e facci la carità, ché Allah compensa i caritatevoli».
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando entrarono da lui, dissero: «Principe, l’avversità ci ha toccato, e anche la nostra famiglia. Siamo venuti con poco denaro, donaci comunque una misura di grano e sii caritatevole con noi, i caritatevoli Dio li ricompensa». [88]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quando (i fratelli di Yūsuf) furono entrati da lui, dissero: “O Potente, la penuria ha colpito noi e la nostra famiglia e siamo venuti con merce di poco valore; ciò nonostante tu dacci una misura piena e considerala una beneficenza che tu ci fai. In verità, Allàh ricompensa coloro che fanno beneficenza”.
- Pasquini
- Pasquini
قالَ هَل عَلِمتُم ما فَعَلتُم بِيوسُفَ وَأَخيهِ إِذ أَنتُم جٰهِلونَ
Rispose: «Non ricordate quello che faceste a Giuseppe e a suo fratello nella vostra ignoranza?».
- Hamza P.
- Hamza P.
Rispose: «Forse non sapete quel che avete fatto di Giuseppe e di suo fratello, nella vostra ignoranza?». [89]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Disse: “Lo sapete quello che avete fatto a Yūsuf e a suo fratello, quando eravate ignoranti?”.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا أَءِنَّكَ لَأَنتَ يوسُفُ قالَ أَنا۠ يوسُفُ وَهٰذا أَخى قَد مَنَّ اللَّهُ عَلَينا إِنَّهُ مَن يَتَّقِ وَيَصبِر فَإِنَّ اللَّهَ لا يُضيعُ أَجرَ المُحسِنينَ
Dissero: «Sei tu proprio Giuseppe?». Disse: «Io sono Giuseppe e questi è mio fratello. In verità Allah ci ha colmato di favori! Chi è timorato e paziente, [sappia che] in verità Allah non trascura di compensare chi fa il bene».
- Hamza P.
- Hamza P.
Chiesero: «Tu sei davvero Giuseppe?». «Io sono Giuseppe» rispose «e questo è mio fratello, Dio ci ha beneficato, chi ha timore di Dio ed è paziente, ebbene, Dio non manda perduta la ricompensa di chi fa il bene.»
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dissero: “Ma tu...! Certo, tu sei Yūsuf!”. Disse: “Io sono Yūsuf e questi è mio fratello! Allàh è stato benevolo con noi! In verità, Egli è benevolo nei confronti di chi è timorato e pazienta! In verità, Allàh non sottrae nulla alla ricompensa di coloro che operano il bene!”.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا تَاللَّهِ لَقَد ءاثَرَكَ اللَّهُ عَلَينا وَإِن كُنّا لَخٰطِـٔينَ
Dissero: «Per Allah, certo Allah ti ha preferito a noi e certo noi siamo colpevoli».
- Hamza P.
- Hamza P.
Esclamarono: «Nel nome di Dio, Dio ti ha preferito a noi, davvero siamo dei peccatori». [91]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dissero: “Per Allàh! Certamente, Allàh ti ha preferito a noi. Noi fummo, certamente, peccatori”.
- Pasquini
- Pasquini
قالَ لا تَثريبَ عَلَيكُمُ اليَومَ يَغفِرُ اللَّهُ لَكُم وَهُوَ أَرحَمُ الرّٰحِمينَ
Disse: «Oggi non subirete nessun rimprovero! Che Allah vi perdoni, Egli è il più misericordioso dei misericordiosi.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ma egli disse: «In questo giorno nulla vi sia rimproverato, Dio vi perdoni, Egli è il più clemente dei misericordiosi.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Egli disse: “Oggi non c’è rimprovero per voi. Allàh vi perdonerà. Egli è il più Misericordioso dei misericordiosi.
- Pasquini
- Pasquini
اذهَبوا بِقَميصى هٰذا فَأَلقوهُ عَلىٰ وَجهِ أَبى يَأتِ بَصيرًا وَأتونى بِأَهلِكُم أَجمَعينَ
Andate con questa mia camicia e posatela sul viso di mio padre: riacquisterà la vista. Conducetemi tutta la vostra gente».
- Hamza P.
- Hamza P.
Portate con voi questa mia tunica, mettetela sul viso di mio padre ed egli riacquisterà la vista. Poi venite da me con la vostra famiglia, tutti insieme». [93]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Andate con questa mia camicia e gettatela sul volto di mio padre, ritornerà vedente! Poi, portatemi tutta la vostra famiglia”.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَمّا فَصَلَتِ العيرُ قالَ أَبوهُم إِنّى لَأَجِدُ ريحَ يوسُفَ لَولا أَن تُفَنِّدونِ
Non appena la carovana fu ripartita, disse il padre loro: «Davvero sento l’odore di Giuseppe, e non dite che sto delirando» [43] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Appena la carovana partì, il padre disse: «Mi contraddirete, eppure sento l’odore di Giuseppe». [94]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quando la carovana si allontanò (da Miṣr [7], sulla via del ritorno), il loro padre disse: “In verità, io sento l’odore di Yūsuf, con certezza, anche se voi mi dimostrate che sono in errore!”.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا تَاللَّهِ إِنَّكَ لَفى ضَلٰلِكَ القَديمِ
Gli risposero: «Per Allah, sei ancora in preda alla tua vecchia fissazione».
- Hamza P.
- Hamza P.
Risposero: «Nel nome di Dio, sei nuovamente nel tuo antico errore». [95]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dissero: “Per Allàh! In verità, tu, certamente, sei nel tuo antico errore!”.
- Pasquini
- Pasquini
فَلَمّا أَن جاءَ البَشيرُ أَلقىٰهُ عَلىٰ وَجهِهِ فَارتَدَّ بَصيرًا قالَ أَلَم أَقُل لَكُم إِنّى أَعلَمُ مِنَ اللَّهِ ما لا تَعلَمونَ
Quando giunse il latore della buona novella, pose la camicia sul volto di [Giacobbe]. Egli riacquistò la vista e disse: «Non vi avevo appunto detto che grazie ad Allah, conosco cose che voi non sapete?».
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando giunse il messaggero di buone notizie, gli mise la tunica sul viso ed egli riacquistò la vista. Esclamò: «Non vi ho detto che Dio mi ha insegnato quel che voi non conoscete?». [96]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quando il portatore di buone notizie, dopo essere giunto, gettò sul viso di lui (la camicia di Yūsuf), egli tornò vedente. Disse: “Forse non vi dissi che, in verità, io so da Allàh ciò che voi non sapete?”.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا يٰأَبانَا استَغفِر لَنا ذُنوبَنا إِنّا كُنّا خٰطِـٔينَ
Dissero: «O padre, implora perdono per i nostri peccati, ché veramente siamo colpevoli».
- Hamza P.
- Hamza P.
«Padre nostro,» gli dissero «chiedi perdono a Dio per i nostri peccati, siamo dei peccatori.»
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dissero: “O padre nostro, perdona a noi i nostri peccati! In verità, noi siamo stati peccatori”.
- Pasquini
- Pasquini
قالَ سَوفَ أَستَغفِرُ لَكُم رَبّى إِنَّهُ هُوَ الغَفورُ الرَّحيمُ
Rispose: «Implorerò per voi il perdono del mio Signore. Egli è il Perdonatore, il Misericordioso».
- Hamza P.
- Hamza P.
Rispose: «Chiederò perdono per voi al mio Signore, Egli è l’Indulgente, pieno di compassione».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Disse: “Vi perdonerà il mio Signore. In verità, Egli è Lui al-Ghafùr (il Perdonatore) al-Rahìm (il Clementissimo)”.
- Pasquini
- Pasquini
فَلَمّا دَخَلوا عَلىٰ يوسُفَ ءاوىٰ إِلَيهِ أَبَوَيهِ وَقالَ ادخُلوا مِصرَ إِن شاءَ اللَّهُ ءامِنينَ
Quando furono introdotti alla presenza di Giuseppe, questi accolse il padre e la madre [44] e disse: «Entrate in Egitto in sicurezza, se Allah vuole!».
- Hamza P.
- Hamza P.
Poi, quando giunsero da Giuseppe, egli accolse i genitori dicendo: «Entrate in Egitto sicuri, se Dio vuole». [99]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando entrarono da Yūsuf (i membri tutti della sua famiglia), egli accolse i suoi due genitori, dicendo: “Entrate in Miṣr [8], se Allàh vuole, con sicurezza!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَرَفَعَ أَبَوَيهِ عَلَى العَرشِ وَخَرّوا لَهُ سُجَّدًا وَقالَ يٰأَبَتِ هٰذا تَأويلُ رُءيٰىَ مِن قَبلُ قَد جَعَلَها رَبّى حَقًّا وَقَد أَحسَنَ بى إِذ أَخرَجَنى مِنَ السِّجنِ وَجاءَ بِكُم مِنَ البَدوِ مِن بَعدِ أَن نَزَغَ الشَّيطٰنُ بَينى وَبَينَ إِخوَتى إِنَّ رَبّى لَطيفٌ لِما يَشاءُ إِنَّهُ هُوَ العَليمُ الحَكيمُ
Fece salire i suoi genitori sul suo trono e [tutti] caddero in prosternazione. Disse: «O padre, ecco il significato del mio sogno di un tempo. Il mio Signore lo ha avverato. Egli è stato buono con me quando mi ha tratto dalla prigione, e vi ha condotti qui dal deserto dopo che Satana si era intromesso tra me e i miei fratelli. In verità il mio Signore è dolcissimo in quello che vuole, Egli è il Sapiente, il Saggio.
- Hamza P.
- Hamza P.
E fece salire i genitori fino al trono ed essi si prosternarono, il volto a terra, davanti a lui. Disse: «Padre mio, ecco l’interpretazione del mio antico sogno, ecco, il mio Signore lo ha avverato, Egli è stato buono con me quando mi ha tolto dalla prigione, vi ha fatto venire dal deserto dopo che Satana aveva seminato la discordia tra me e i miei fratelli, il mio Signore è pieno di benevolenza con chi vuole, Egli è il Sapiente, il Saggio. [100]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Egli innalzò i suoi due genitori sul trono ed essi (tutti i fratelli) caddero prosternati davanti a lui. Allora, egli disse: “O padre mio, questa è la spiegazione del mio sogno, che adesso il mio Signore ha reso realtà! Egli è stato buono con me, quando mi ha fatto uscire dalla prigione e vi ha fatto venire dalla campagna, dopo che Sciayṭān aveva messo discordia tra me e i miei fratelli. In verità, il mio Signore è Benevolo con chi Egli vuole. In verità, Egli è lo Sciente, il Sapiente!”.
- Pasquini
- Pasquini
رَبِّ قَد ءاتَيتَنى مِنَ المُلكِ وَعَلَّمتَنى مِن تَأويلِ الأَحاديثِ فاطِرَ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ أَنتَ وَلِيّۦ فِى الدُّنيا وَالءاخِرَةِ تَوَفَّنى مُسلِمًا وَأَلحِقنى بِالصّٰلِحينَ
O mio Signore, mi hai dato qualche potere e mi hai insegnato l’interpretazione dei sogni. O Creatore dei cieli e della terra, Tu sei il mio patrono, in questa vita come nell’altra.
Fammi morire musulmano e ponimi tra i devoti!».
- Hamza P.
Fammi morire musulmano e ponimi tra i devoti!».
- Hamza P.
Signore mio, mi hai dato parte del regno, mi hai insegnato a interpretare i racconti di sogno, Creatore dei cieli e della terra, Tu sei il mio patrono nella vita terrena e nell’aldilà, fammi morire sottomesso a Te e fa’ che io mi unisca ai beati». [101]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Poi, rivolgendosi ad Allàh: “Signore mio, tu mi hai dato partecipazione nel Regno e mi hai insegnato l’interpretazione dei sogni. O Creatore dal nulla dei cieli e della Terra, Tu sei il mio Protettore nella vita terrena e nella futura. Fammi morire Musulmano e annoverami nel numero dei bene operanti!”.
- Pasquini
- Pasquini
ذٰلِكَ مِن أَنباءِ الغَيبِ نوحيهِ إِلَيكَ وَما كُنتَ لَدَيهِم إِذ أَجمَعوا أَمرَهُم وَهُم يَمكُرونَ
Sono queste le storie segrete che ti riveliamo, ché certo non eri tra loro quando si riunivano per tramare [45] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Questa è una notizia del mistero che Noi ti riveliamo, perché tu non eri con loro quando decidevano il loro piano, quando tramavano insidie, [102]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Questo fa parte delle notizie dell’ignoto, che Noi ti riveliamo. Tu non eri presso di loro, quando essi si mettevano d’accordo sul da farsi e tramavano!
- Pasquini
- Pasquini
وَما أَكثَرُ النّاسِ وَلَو حَرَصتَ بِمُؤمِنينَ
La maggior parte degli uomini non crederanno, nonostante il tuo ardente desiderio.
- Hamza P.
- Hamza P.
ma la gran parte degli uomini non crede, anche se tu lo desideri ardentemente.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
La maggior parte degli uomini, nonostante il tuo ardente desiderio, non sono credenti.
- Pasquini
- Pasquini
وَما تَسـَٔلُهُم عَلَيهِ مِن أَجرٍ إِن هُوَ إِلّا ذِكرٌ لِلعٰلَمينَ
Eppure non chiedi loro alcun compenso. [Questo Corano] non è che un monito per i mondi.
- Hamza P.
- Hamza P.
Eppure tu non chiedi alcuna ricompensa per questo, non è che un monito per i mondi. [104]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Tu non chiedi loro per esso nessuna ricompensa, poiché esso (il Sublime Corano) altro non è che un Ricordo per tutti gli universi.
- Pasquini
- Pasquini
وَكَأَيِّن مِن ءايَةٍ فِى السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ يَمُرّونَ عَلَيها وَهُم عَنها مُعرِضونَ
E quanti segni nei cieli e sulla terra, cui gli uomini passano accanto voltando loro le spalle!
- Hamza P.
- Hamza P.
Vi sono molti segni nei cieli e sulla terra, ma essi vi passano accanto e se ne allontanano [105]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
In mezzo a quanti miracoli nei cieli e nella Terra (i destinatari del Messaggio coranico) passano e, pur tuttavia, si allontanano da essi!
- Pasquini
- Pasquini
وَما يُؤمِنُ أَكثَرُهُم بِاللَّهِ إِلّا وَهُم مُشرِكونَ
La maggior parte di loro non crede in Allah se non attribuendoGli associati.
- Hamza P.
- Hamza P.
e la gran parte di loro crede in Dio solo associando a Lui altre divinità. [106]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
La maggior parte di loro non crede in Allàh senza fargli delle associazione (di divinità immaginarie).
- Pasquini
- Pasquini
أَفَأَمِنوا أَن تَأتِيَهُم غٰشِيَةٌ مِن عَذابِ اللَّهِ أَو تَأتِيَهُمُ السّاعَةُ بَغتَةً وَهُم لا يَشعُرونَ
Sono forse certi che non li avvolga il castigo di Allah o che non giunga improvvisa l’Ora mentre sono incoscienti?
- Hamza P.
- Hamza P.
Sono sicuri che il castigo di Dio non li avvolgerà all’improvviso o che l’ora non giunga mentre non si accorgono di nulla? [107]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Si sentono forse al sicuro dall’essere raggiunti da una calamità facente parte del castigo di Allàh o dall’esser raggiunti dall’Ora, all’improvviso, senza che essi se ne accorgano?
- Pasquini
- Pasquini
قُل هٰذِهِ سَبيلى أَدعوا إِلَى اللَّهِ عَلىٰ بَصيرَةٍ أَنا۠ وَمَنِ اتَّبَعَنى وَسُبحٰنَ اللَّهِ وَما أَنا۠ مِنَ المُشرِكينَ
Di’: «Ecco la mia via: invito ad Allah in tutta chiarezza, io stesso e coloro che mi seguono. Gloria ad Allah, non sono uno dei politeisti».
- Hamza P.
- Hamza P.
Di’: «Questo è il mio sentiero. Io chiamo a Dio fondandomi su una prova evidente, io e quelli che mi seguono.
Sia gloria a Dio, io non sono un idolatra». [108]
- Zilio Grandi
Sia gloria a Dio, io non sono un idolatra». [108]
- Zilio Grandi
Di’: “Questa è la mia via! Io invito ad Allàh, per scienza certa, io e coloro che mi seguono. Incondivisa è la divinità di Allàh e io non appartengo al novero di coloro che associano (ad Allàh divinità fittizie)!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَما أَرسَلنا مِن قَبلِكَ إِلّا رِجالًا نوحى إِلَيهِم مِن أَهلِ القُرىٰ أَفَلَم يَسيروا فِى الأَرضِ فَيَنظُروا كَيفَ كانَ عٰقِبَةُ الَّذينَ مِن قَبلِهِم وَلَدارُ الءاخِرَةِ خَيرٌ لِلَّذينَ اتَّقَوا أَفَلا تَعقِلونَ
Non inviammo prima di te altro che uomini abitanti delle città e che Noi ispirammo. Non viaggiano forse sulla terra e non vedono quale è stata la fine di coloro che furono prima di loro? Certo la dimora dell’altra vita è migliore per quelli che temono [Allah]. Non capite dunque?
- Hamza P.
- Hamza P.
Già prima di te, Noi abbiamo inviato soltanto uomini nelle città, ispirati da Noi. Non vanno sulla terra? Non guardano quale fu la fine di chi è vissuto prima di loro? La dimora dell’aldilà è cosa migliore per chi ha timore di Dio. Non ragionate? [109]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Noi non inviammo prima di te se non uomini, cui facemmo scendere la Rivelazione, di tra la famiglia di ogni città. Non viaggiano sulla Terra per rendersi conto di quale fu la fine di coloro che li precedettero? Però la Casa della vita futura è migliore per coloro che temono. Non capite?
- Pasquini
- Pasquini
حَتّىٰ إِذَا استَيـَٔسَ الرُّسُلُ وَظَنّوا أَنَّهُم قَد كُذِبوا جاءَهُم نَصرُنا فَنُجِّىَ مَن نَشاءُ وَلا يُرَدُّ بَأسُنا عَنِ القَومِ المُجرِمينَ
Quando poi i messaggeri stavano per perdere la speranza, ritenendo che sarebbero passati per bugiardi, ecco che giunse il Nostro soccorso. Abbiamo salvato quelli che abbiamo voluto, ché la Nostra severità non sarà allontanata dagli empi.
- Hamza P.
- Hamza P.
Finché, quando ormai i messaggeri disperavano e pensavano di essere accusati di menzogna, giunse loro il Nostro soccorso, e chi Noi volemmo ebbe salvezza. La Nostra ira non sarà stornata dal popolo dei malfattori. [110]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quando gli Apostoli ebbero perduto ogni speranza e credettero di essere stati ingannati, proprio in quel momento giunse loro il nostro sostegno! Noi salvammo chi volemmo, mentre il nostro castigo non viene allontanato dal popolo dei delinquenti.
- Pasquini
- Pasquini
لَقَد كانَ فى قَصَصِهِم عِبرَةٌ لِأُولِى الأَلبٰبِ ما كانَ حَديثًا يُفتَرىٰ وَلٰكِن تَصديقَ الَّذى بَينَ يَدَيهِ وَتَفصيلَ كُلِّ شَيءٍ وَهُدًى وَرَحمَةً لِقَومٍ يُؤمِنونَ
Nelle loro storie [46] c’è una lezione per coloro che hanno intelletto. Questo [Corano] non è certo un discorso inventato, ma è la conferma di ciò che lo precede, una spiegazione dettagliata di ogni cosa, una guida e una misericordia per coloro che credono.
- Hamza P.
- Hamza P.
Nelle loro storie c’è una lezione per chi ha sano intelletto. Questo non è un racconto inventato ma una conferma di quel che è avvenuto prima, una spiegazione chiara di tutto, guida e misericordia per un popolo che crede. [111]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
C’è nelle loro storie una lezione per i dotati di intelletto. Esso (il Sublime Corano) non è un racconto inventato, ma è la conferma di ciò che lo ha preceduto, una spiegazione dettagliata di ogni cosa, una guida e una misericordia per un popolo (di uomini) che credono.
- Pasquini
- Pasquini
Note di Hamza Piccardo alla Sura
- [1] ^ La storia di Giuseppe, che il Corano stesso definisce «la più bella delle storie», è contenuta in questa dodicesima Sura rivelata quasi interamente alla Mecca. Diversamente dagli altri profeti (pace su tutti loro), le cui vicende sono accennate e riprese più volte nel Libro santo, alla storia di Giuseppe il Corano dedica un’intera sura, il cui svolgimento cronologico e narrativo è compiuto e non reiterato. Il Corano cita Giuseppe solo in altri due versetti: IV, 84 riferendo della discendenza di Abramo e XL, 34 considerandolo un messaggero di Allah (gloria a Lui l’Altissimo) al popolo d’Egitto.
- [2] ^ Vedi Appendice 2.
- [3] ^ «Corano arabo»: ricordiamo brevemente che, in arabo, Qur’ân significa «lettura» e la lettura per antonomasia è il Libro Santo rivelato al Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui).
- [4] ^ «ti raccontiamo la più bella storia»: anche con il senso di «ti racconteremo la storia nel migliore dei modi».
- [5] ^ II termine «ghafil» che solitamente traduciamo con «noncurante, indifferente, distratto» assume in questo caso il senso di «colui che non è al corrente, non è a conoscenza di qualcosa».
- [6] ^ Giuseppe, figlio di Giacobbe, figlio di Isacco, figlio di Abramo.
- [7] ^ Potrebbe trattarsi dei primi musulmani che interrogavano il Profeta (pace e benedizioni su di lui) per istruirsi sulla religione o i politeisti che cercavano di metterlo in difficoltà.
- [8] ^ «anche se noi siamo un gruppo capace»: in arabo «’usba», che significa un numero tra 10 e 40. Il senso è: «un gruppo più numeroso e capace di soddisfare le necessità di nostro padre». Giuseppe e Beniamino erano figli di Rachele, la moglie preferita di Giacobbe, gli altri figli erano: Ruben, Simeone, Levi, Giuda, Issacar e Zabulon, figli di Lia sorella di Rachele; Dan e Neftali erano figli di Baia (serva di Rachele), Gad e Aser erano figli di Zelfa (serva di Lia): vedi Genesi XXXV, 23-26.
- [9] ^ «Uccidete…»: i fratelli parlano tra loro ma per fedeltà allo stile coranico abbiamo reso il discorso usando la seconda persona plurale. Questa forma è comunemente usata nel Corano e può dare l’impressione dell’estraneità di chi parla rispetto al gruppo cui si rivolge. Noi diremmo: «Uccidiamo Giuseppe. Oppure abbandoniamolo in qualche contrada, sì che il volto di nostro padre…».
- [10] ^ Ecco il movente del gesto criminoso che si prepara contro Giuseppe, invidia per la predilezione del padre e disappunto per il fatto di essere sconfitti nel paragone con le virtù del fratello.
- [11] ^ Secondo la Bibbia (Genesi XXXVII, 21-22) si tratta del fratello maggiore Ruben (vedi nota introd.).
- [12] ^ Si noti il particolare stile coranico. Vengono omessi tutti i dettagli non strettamente necessari alla comprensione del racconto. Tra le due proposizioni, quella della trama e quella in cui essa viene messa in atto non vi è alcun elemento di sceneggiatura.
- [13] ^ «Bella pazienza»: l’espressione che abbiamo così tradotto è «Sabrun jamîl». Giacobbe invoca Allah (gloria a Lui l’Altissimo) affinché gli dia la forza e la compostezza in un momento di così grande difficoltà emotiva.
- [14] ^ Nella Bibbia sono i fratelli a venderlo alla carovana di passaggio (Genesi XXXVII, 25- 28) per venti sicli d’argento; il Corano non precisa la circostanza, anzi dà l’idea che eseguirono il piano stabilito nel vers. 10, gettando Giuseppe nella cisterna e allontanandosi.
- [15] ^ «e furono in ciò deprezzatori»: abbiamo rispettato la forma letterale per dare il senso più profondo dell’espressione, e cioè che non avevano idea del valore che Allah attribuiva a quel giovane.
- [16] ^ «ella lo desiderava ed egli l’avrebbe respinta con violenza»: un’altra possibilità di comprensione condurrebbe ad una traduzione ben diversa: «ella lo desiderava e anche lui l’avrebbe desiderata se…».
- [17] ^ «se non avesse visto un segno»: Tabarî (XII, 185-191) dice che udì una voce che lo mise in guardia dalla tentazione.
- [18] ^ «inviò loro qualcuno e preparò i cuscini»: espressione di estrema sinteticità per rendere tutto il concetto della formulazione degli inviti e dei preparativi del ricevimento. Il «cuscino» (in arabo «muttaka’») è proprio quello che viene offerto all’ospite non appena si siede, in modo che si sostenga o si appoggi. È un modo di comunicare la massima volontà di mettere l’ospite a suo agio.
- [19] ^ «lo trovarono talmente bello»: la bellezza di Giuseppe è confermata da altri dati tradizionali. Il Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui) disse che nel Paradiso gli uomini avranno le migliori caratteristiche che mai abbiano avuto nella storia dell’umanità, e tra l’altro saranno «belli come Giuseppe».
- [20] ^ «nonostante avessero avuto le prove»: l’innocenza di Giuseppe era evidente e provata ma egli fu messo comunque in prigione per difendere l’onorabilità del grande notabile la cui moglie era sulla bocca di tutta la città.
- [21] ^ «due giovani»: la Genesi (40, 1) precisa che erano il capo coppiere e il capo panettiere del Faraone, accusati di malversazione.
- [22] ^ «Non vi sarà distribuito cibo prima che…»: prima che vi sia distribuito un’altra volta il cibo…
- [23] ^ «ho abbandonato la religione di un popolo che non crede»: Giuseppe rivela la sua fede nel Dio unico.
- [24] ^ Prima di rispondere alle domande che i due giovani gli avevano rivolto, Giuseppe insegna loro la religione del suo avo Abramo. Egli cerca di convertirli alla fede nell’Unicità di Allah in maniera che entrambi, e soprattutto quello che sarebbe stato di lì a poco condannato a morte, potessero salvare le loro anime. Al contempo, il Corano rende evidente che la sua fede e il suo culto erano quelle caratteristiche che avevano favorevolmente colpito i suoi compagni di prigione, al punto da spingerli a rivolgersi a lui affinché interpretasse i loro sogni.
- [25] ^ «Satana fece sì che dimenticasse di ricordarlo al suo signore»: nel caso il soggetto sia il coppiere, il pronome «lo» si riferisce a Giuseppe mentre «il signore» è il Faraone. Un’altra interpretazione tradurrebbe: «Ma Satana fece sì che dimenticasse di ricordare il suo Signore» e considera la continuazione della prigionia di Giuseppe come un castigo impostogli da Allah (gloria a Lui l’Altissimo) per essersi raccomandato alla clemenza di un uomo (il Faraone) piuttosto che a Lui.
- [26] ^ Con lo stile narrativo che gli è caratteristico, il Corano tralascia tutti gli aspetti di sceneggiatura ed eccoci immediatamente nella prigione in cui si trova Giuseppe.
- [27] ^ «eccetto quel poco che conserverete» [per la semina].
- [28] ^ «in cui gli uomini saranno soccorsi e andranno…»: dalla pioggia e potranno andare a spremere i frutti (mandorle, olive ecc.).
- [29] ^ Giuseppe conscio della funzione che Allah gli aveva riservato, vuole uscire di prigione a testa alta, e solo dopo che la sua innocenza fosse stata inequivocabilmente riconosciuta. Riferisce la tradizione che il Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui) disse in proposito: «Che Allah abbia misericordia di mio fratello Giuseppe, se fossi stato al suo posto sarei uscito dalla prigione senza altro indugio».
- [30] ^ È Giuseppe che parla dopo essere stato informato della confessione della seduttrice mancata. Questo almeno è il parere del Tabarî (XII, 238).
- [31] ^ II testo coranico descrive tre condizioni dell’anima:
- [32] ^ «i tesori della terra»: Giuseppe chiede di sovraintendere ai depositi dei prodotti alimentari. In base a questo versetto è stato stabilito che coloro che sentano di avere una capacità specifica da mettere al servizio della comunità possono sollecitare un incarico.
- [33] ^ La carestia imperversava in tutta la regione, solo l’Egitto grazie all’operato di Giuseppe aveva da mangiare. I figli di Giacobbe informati del fatto, vi si recarono per acquistarvi grano. Solo Beniamino rimase presso il padre che temeva la gelosia dei fratelli.
- [34] ^ «Nascondete le loro merci… forse ritorneranno»: le merci che erano state scambiate con il grano. Giuseppe confida nell’onestà dei fratelli o nella loro avidità?
- [35] ^ I fratelli di Giuseppe, ritrovando le loro merci, sono presi da entusiasmo e, spinti dal desiderio di un facile guadagno, cercano di coinvolgere il padre.
- [36] ^ Giacobbe invita i figli ad entrare per porte diverse per evitare che l’entrare tutti insieme dalla stessa porta, giovani e prestanti, potesse attirare su di loro il malocchio degli invidiosi.
- [37] ^ «egli stesso sarà il suo riscatto»: rimarrà prigioniero per pagare la sua colpa.
- [38] ^ «Suggerimmo Noi quest’astuzia»: l’astuzia cui si riferisce il testo è quella di aver chiesto agli ebrei quale fosse la punizione per il furto nella loro legge (vedi versetto precedente). La legge egiziana infatti, non consentiva che si potesse ridurre in schiavitù un individuo colpevole di furto (Tabarî XIII, 24).
- [39] ^ «già uno dei suoi fratelli aveva rubato»: la maggior parte dei commentatori (Tabarî XIII, 29) riferiscono questa affermazione ad un episodio dell’infanzia di Giuseppe. Sembra che avesse sottratto un idolo al nonno materno pagano e lo avesse rotto e gettato.
- [40] ^ «Implorarono»: il testo dice solo: «dissero».
- [41] ^ «non potevamo prevedere l’ignoto»: cioè che Beniamino fosse accusato di furto e trattenuto in Egitto.
- [42] ^ «Sbiancarono i suoi occhi»: Giacobbe perse la vista per il dolore. Vedi vers. 93.
- [43] ^ Giacobbe ha un segno del ritrovamento di Giuseppe non appena la carovana lasciò l’Egitto.
- [44] ^ L’esegesi ritiene che il titolo di «madre» possa attribuirsi a Lia, sorella di Rachele, anch’essa sposa di Giacobbe.
- [45] ^ Ora Allah (gloria a Lui l’Altissimo) si rivolge al Suo Profeta (pace e benedizioni su di lui).
- [46] ^ «Nelle loro storie»: nelle storie dei messaggeri di cui al versetto precedente.
Versione cartacea de Il Corano - Hamza Roberto Piccardo
Note di Mohyddin Yahia alla traduzione di Zilio Grandi
- Nota alla Sura Secondo la cronologia tradizionale, la sūra risalirebbe all’epoca meccana, eccetto i vv. 1, 2, 3 e 7, e sarebbe stata rivelata in risposta a una sfida dei pagani di Mecca, che avevano chiesto, su istigazione di alcuni ebrei, di ascoltare la storia di Giuseppe (cfr. il commento al v. 7).La sūra ruota interamente intorno a un’unica figura, il patriarca Giuseppe della tradizione biblica, pronipote di Abramo, che per il Corano fu un profeta (cfr. dc 362-364). Egli è qui il protagonista della «migliore delle storie», come è detto nel v. 3; al suo valore di base si aggiungono infatti l’armonia formale e l’unità tematica. Pertanto la sūra è una delle più apprezzate del libro sacro ed è stata fonte di ispirazione sia nella letteratura araba (come per Le mille e una notte), sia in quella persiana (come per il Giuseppe e Zulaykhā di Jāmī).Costituita per la maggior parte da un racconto ininterrotto, la sūra di Giuseppe colpisce per la considerevole omogeneità e la mancanza di digressioni. La storia è presa in prestito dalla Genesi (37 e 39-45), ma il Corano si prende qualche libertà, pur rispettando il canovaccio complessivo. Il prestito è dunque consistito nell’adattare liberamente la fonte di ispirazione di un testo sacro straniero. Quanto ai dettagli mancanti, e a volte necessari per il completamento della storia, i commentatori non esitano ad attingerli alla letteratura rabbinica (cfr. dc 425-427). Di conseguenza il Giuseppe del Corano differisce sensibilmente da quello della Bibbia. Se egli è, come in quest’ultima, il simbolo dell’innocente che resiste vittoriosamente alla malvagità degli uomini e perdona i propri persecutori, nel Corano è anche un giusto, un eletto di Dio, un profeta. L’Islam gli attribuisce altri tratti virtuosi, che ne fanno un santo tipicamente musulmano: umiltà di fronte a Dio, sacrificio dell’amor proprio (v. 53), intransigenza di fronte alle ingiustizie (v. 50), pazienza di fronte alle avversità (v. 83), generosità. Tuttavia il tratto dominante è una fede incrollabile: timore di Dio (v. 90), eroica fiducia in Lui nelle difficoltà e nelle umiliazioni più crudeli, certezza assoluta che la grazia del Signore, attiva per vie imperscrutabili, lo salverà dai più gravi pericoli e lo farà resistere a tutte le debolezze umane. La versione coranica inserisce il racconto in un disegno preciso, quello di confermare la missione divina di Muḥammad e profetizzare il crollo delle false divinità. Quanto al significato anagogico di questa lunga parabola, consiste nell’esaltare l’onnipotenza di Dio e il Suo amore per le creature. La Sua onnipotenza, perché il disegno divino raggiunge lo scopo attraverso vie totalmente sconosciute e inaccessibili ai calcoli della ragione umana, che si ostina a ostacolarli; il Suo amore, perché il destino di Giuseppe afferma, a dispetto delle apparenze contrarie, il trionfo ineluttabile della verità sulla menzogna, della giustizia sull’ingiustizia, del perdono sull’odio, del bene sul male, suggellando la promessa divina di una riconciliazione finale dell’umanità con se stessa.Benché ininterrotto, il racconto presenta scollamenti evidenti: passa in modo brusco da una scena all’altra e da un protagonista all’altro senza fornire spiegazioni, come se il lettore stesso dovesse supplire alle omissioni. La sūra è talvolta difficilmente comprensibile senza fare ricorso alla fonte biblica. Quanto ai compagni di Muḥammad, è poco probabile che essi abbiano avuto la possibilità di richiamarsi alle fonti originali: secondo la tradizione, solo un numero molto ristretto di loro era versato nelle scritture giudaico-cristiane. Bisogna dunque supporre che il racconto biblico fosse loro familiare, ipotesi rafforzata dal procedimento narrativo (cfr. il commento al v. 11).
- [1] ^ Sulle lettere isolate che aprono questa sūra, cfr. il commento a 2:1.
«Libro chiaro» (mubīn): gli esegeti intendono il Corano, che è «chiaro» per gli ascoltatori arabofoni in quanto è stato rivelato «in lingua araba chiara».
Mubīn significa anche illuminante e, infatti, il Corano si autodefinisce «luce» (4:174) e «indici chiari» (baṣā’ir, 6:104; 45:20). Occorre osservare la successione dei termini nel discorso sacro. In un primo momento si parla di un «libro», poi della sua discesa come «recitazione»: il «libro» è dunque l’archetipo celeste della parola divina, collocato sulla tavola custodita. - [3] ^ «Anche se prima sei stato davvero uno degli indifferenti»: il giudizio, che rimprovera a Muḥammad di essere negligente, ha suscitato l’imbarazzo dei commentatori perché implica che il Profeta aveva dimostrato di essere ignorante su questa storia, o di non avervi prestato attenzione.
Secondo i teologi, i profeti non sono necessariamente perfetti (altre volte il Corano dice che Muḥammad è un uomo come gli altri); le loro debolezze non comportano tuttavia conseguenze per quanto concerne la legge che comunicano: ogni errore in materia viene corretto da una rivelazione divina mentre sono in vita. - [4] ^ Si espone a partire da qui la storia di Giuseppe, che termina con il v. 101. Fino al v. 20 si parla del tradimento ai danni di Giuseppe da parte dei fratelli. Il sogno rievocato dal versetto è premonitore, e la predizione si avvera nel v. 100. Le undici stelle simboleggiano i fratelli, e gli altri astri il padre e la madre. Cfr. Gen 37:3-9: «Israele amava Giuseppe più di tutti i suoi figli … I suoi fratelli, vedendo che il loro padre amava lui più di tutti i suoi figli, lo odiavano e non riuscivano a parlargli amichevolmente. Ora Giuseppe fece un sogno e lo raccontò ai fratelli … Egli fece ancora un altro sogno e lo narrò ai fratelli e disse: “Ho fatto ancora un sogno, sentite: il sole, la luna e undici stelle si prostravano davanti a me”».
Il Corano non parla del primo sogno di Giuseppe, ma solo del secondo, che inoltre viene raccontato al padre e non ai fratelli. - [5] ^ Qui è il padre a rispondere. Il versetto dà vita alla trama del racconto: la lotta fra l’innocenza (rappresentata da Giuseppe) e il male (rappresentato dai suoi fratelli, strumenti di Satana).
- [6] ^ «Così»: allo stesso modo in cui Dio ti ha eletto accordandoti questa visione, così Egli ti eleggerà in quanto «ti insegnerà l’interpretazione dei racconti di sogno». Il seguito del passo mostra infatti Giuseppe oniromante; il v. 44 lascia intendere che questa interpretazione è oggetto di una «scienza». In altri passi (6:84; 11:71; 19:49) Giacobbe è, come Isacco, un figlio, non un nipote di Abramo. Tuttavia, qui Abramo e Isacco sono presentati come gli antenati che hanno preceduto Giacobbe. Senza dubbio bisogna intendere che Isacco è il padre e non il fratello maggiore di Giacobbe. In 2:133 Isacco è citato tra gli avi e gli antenati di Giacobbe.
- [7] ^ Su questo tipo di inciso nel testo, cfr. il commento a 11:35. I «segni» servono infatti a colui che «cerca la verità» (letteralmente «coloro che domandano»), in virtù del carattere proprio di tali segni (cfr. il commento a 10:1).
«Coloro che domandano» sono, storicamente, i compagni che consultavano il Profeta; il Corano l’attesta a volte attraverso l’espressione: «se essi ti fanno delle domande su [in genere una questione giuridica] …, rispondi loro …» (cfr., per esempio, 3:20). Qui viene riportato che i dottori ebrei, desiderosi di accertare la sincerità di Muḥammad o di metterlo in difficoltà, suggerirono ad alcuni meccani di porre delle domande al Profeta su Giuseppe. - [8] ^ Qui sono i fratelli a parlare. «E suo fratello»: nella Bibbia è chiamato Beniamino, nato dalla stessa madre di Giuseppe (Rachele), mentre gli altri fratelli di Giuseppe erano figli di una madre diversa e dunque dei fratellastri (Gen 29:30-31); ciò è senza dubbio all’origine del loro rancore nei suoi confronti.
- [9] ^ «Uccidete Giuseppe»: il soggetto compare nel versetto successivo (è «uno di loro», dunque uno dei fratelli). «Sarete un popolo di giusti»: l’aggiunta mostra la cinica gelosia di colui che parla. Giuseppe è conosciuto come un giusto dal padre; una volta sbarazzatisi di lui, i fratelli intendono prenderne il posto e distruggerne l’immagine virtuosa agli occhi del genitore. La Bibbia presenta le cose un po’ diversamente: «Essi [cioè i fratelli] lo videro da lontano e, prima che giungesse vicino a loro, complottarono contro di lui per farlo morire. Si dissero l’un l’altro: “Eccolo! È arrivato il signore dei sogni! Orsù, uccidiamolo e gettiamolo in una cisterna! Poi diremo: ‘Una bestia feroce l’ha divorato!’. Così vedremo che ne sarà dei suoi sogni!”. Ma Ruben sentì e, volendo salvarlo dalle loro mani, disse: “Non togliamogli la vita”» (Gen 37:21-22).
- [11] ^ Le frasi precedenti costituivano una congiura a porte chiuse dei fratelli, senza che il padre ne fosse al corrente. Il testo passa ora bruscamente a una conversazione tra loro e Giacobbe.
- [14] ^ «Tra i perdenti»: a prima vista sembra significare che i fratelli perderanno ogni considerazione agli occhi degli altri. Ma è possibile che usino il linguaggio dei falsi devoti, perché l’espressione, tipicamente coranica, è utilizzata in altri passi mentre è estranea alla Bibbia. Abbiamo visto la metafora che la sottintende: lo scambio della vita presente contro quella futura.
- [15] ^ «Tu racconterai loro questa loro azione»: Dio rassicura Giuseppe e gli rivela una parte del suo futuro, quando smaschererà l’impostura dei suoi fratelli (cfr. v. 89). Giuseppe, pur essendo al colmo dello sgomento, continua ad ascoltare la voce divina e non presta orecchio a quella dello sconforto. Ecco il «segno» proposto ai credenti.
- [18] ^ Nella Bibbia, i fratelli di Giuseppe lo vendettero a una carovana di Ismailiti giunta da Galaad: «Allora presero la tunica di Giuseppe, sgozzarono un capro e intinsero la tunica nel sangue. Poi mandarono al padre la tunica con le maniche lunghe e gliela fecero pervenire con queste parole: “Abbiamo trovato questa; per favore, verifica se è la tunica di tuo figlio o no”. Egli la riconobbe e disse: “È la tunica di mio figlio! Una bestia feroce l’ha divorato. Giuseppe è stato sbranato”» (Gen 37:31-33). «Vi ha istigato»: il verbo qui significa propriamente «rappresentare sotto colori falsamente belli», e abbiamo visto (cfr. il commento a 8:48) che si tratta del modo abituale con cui Satana agisce sull’anima.
- [19] ^ «Lieto annuncio»: il guadagno che questi mercanti si aspettano di ricavare dalla vendita di Giuseppe. La loro gioia è tanto più grande in quanto il giovane, di eccezionale bellezza (cfr. v. 31), lascia intravedere un guadagno notevole. Cfr. Gen 37:24, 28, 36: «Lo afferrarono e lo gettarono nella cisterna: era una cisterna vuota, senz’acqua … Passarono alcuni mercanti madianiti; essi tirarono su ed estrassero Giuseppe dalla cisterna e per venti sicli d’argento vendettero Giuseppe agli Ismaeliti. Così Giuseppe fu condotto in Egitto … i Madianiti lo vendettero in Egitto a Potifàr, eunuco del faraone e comandante delle guardie». «Lo nascosero per venderlo»: i commentatori ipotizzano svariate spiegazioni. Secondo una di queste, plausibile, i mercanti sono costretti ad agire in tal modo perché pensano di avere messo le mani su un fuggiasco. Se gli uomini partiti alla sua ricerca lo riconoscessero incrociando la carovana, i mercanti sarebbero obbligati a restituirlo.
- [20] ^ Il testo originale parla di dirham, tipica moneta araba che ovviamente non era in corso all’epoca nella regione. Il dirham era d’argento e valeva meno del dīnār, la moneta d’oro. Giuseppe viene dunque acquistato a poco prezzo dai suoi salvatori.
- [21] ^ Il Corano riassume qui liberamente Gen 39:1-6, ma alcuni dettagli non figurano nella Bibbia, che si limita alla narrazione degli avvenimenti. L’intera sūra aggiunge al suo discorso le massime tipiche di cui è cosparso il Corano, come per orientare e «coranizzare» l’interpretazione del racconto. «Colui che lo comprò»: si apprende in seguito (v. 30) che è il «principe» (al-‘azīz, letteralmente «il potente») della città, grande intendente di Faraone. Nella Bibbia egli ha il nome di Potifàr (Qitfir), «eunuco del faraone e comandante delle guardie» (Gen 37:36; 39:1). Il dono divino della «saggezza» (ḥukm), unito a quello della «sapienza», sembra qui riferirsi a un potere di giudizio; si tratta dunque di un discernimento particolare che opera immancabilmente secondo giustizia. Il versetto indica che Giuseppe avvertì la vocazione alla profezia solo in età adulta, e la tradizione islamica fissa quest’età intorno ai quarant’anni. Qui si dice inoltre che tale qualità venne a coronare una vita di virtù (iḥsān), fatta di rettitudine e di bontà, e che, d’altra parte, «saggezza» e «sapienza» possono essere conferite a tutti gli uomini dotati della stessa virtù dell’iḥsān, anche all’infuori della profezia.
- [23] ^ Rispetto alla Bibbia, il Corano mantiene l’idea generale del tentativo fallito di sedurre Giuseppe da parte della donna, ma ne modifica sensibilmente la narrazione, aggiungendo dettagli inediti che ritroviamo nella tradizione rabbinica. La Genesi non menziona le donne della città né i tagli sulle mani, ma solo le serve; il padrone ritiene che la moglie sia sincera e non si parla del dono di interpretare i sogni conferito a Giuseppe, né della «prova del suo Signore» (v. 24). Questa «prova» sarebbe, secondo i commentatori, l’apparizione miracolosa del padre: egli colpì il petto del figlio, e questi sentì che la concupiscenza abbandonava il suo corpo attraverso le estremità delle dita, cessando così definitivamente di tormentarlo. Tale elemento si trova anche nella tradizione della Haggadah ebraica. Per altri commentatori, il prodigio fu l’ascolto di una voce angelica che lo dissuase dall’abbandonarsi alla fornicazione. «Il mio Signore mi ha dato un buon rifugio» (v.23): Giuseppe ritiene l’atto ignominioso una forma di ingratitudine verso il Signore, quindi di miscredenza (kufr).
- [28] ^ «Quando vide»: si tratta del marito.
- [29] ^ «E tu chiedi»: il marito si rivolge alla moglie seduttrice. Questi testimoni costituiscono un’aggiunta del Corano all’originale biblico.
- [31] ^ «Quando lei seppe»: «lei» indica la moglie. «Ammirarono»: il verbo implica, secondo i commentatori, una sfumatura di stupore, di sbigottimento. Le ferite alle mani non figurano nel testo biblico, ma sono presenti nelle narrazioni della letteratura rabbinica. La bellezza fisica può essere vista come il simbolo della bellezza spirituale, caratteristica dei profeti e dei santi; quella di Giuseppe è illustrata ampiamente nella sūra.
- [33] ^ Giuseppe, che è colui che qui parla, dimostra una virtù eroica, preferendo subire l’ingiustizia piuttosto che sfidare la legge del Signore (accettando le «loro offerte», cioè la proposta di quelle donne), e riponendo ogni fiducia in Dio. «Tra gli ignoranti»: cfr. il commento a 10:39; l’ignoranza in questione è quella dei comandamenti divini, e tale oblio induce al peccato.
- [35] ^ «Decisero»: il soggetto sono le autorità egiziane. Non si spiega perché avessero gettato Giuseppe in prigione, dato che le prove della sua innocenza erano state rese manifeste, e i commentatori ipotizzano che fosse necessario soffocare lo scandalo sul nascere.
- [36] ^ Confrontare la versione biblica (Gen 40:2-9): «Il faraone si adirò contro i suoi due eunuchi, il capo dei coppieri e il capo dei panettieri, e li fece mettere in custodia … nella prigione dove Giuseppe era detenuto … Ora, in una medesima notte, il coppiere e il panettiere del re d’Egitto, detenuti nella prigione, ebbero tutti e due un sogno, ciascuno il suo sogno, con un proprio significato … Risposero [a Giuseppe che era venuto a trovarli]: “Abbiamo fatto un sogno e non c’è chi lo interpreti”. Giuseppe replicò loro: “Non è forse Dio che ha in suo potere le interpretazioni? Raccontatemi dunque”. Allora il capo dei coppieri raccontò il suo sogno».
La descrizione del sogno è più precisa che nel Corano e Giuseppe ne dà un’interpretazione leggermente differente. Inoltre, la scrittura islamica fa parlare Giuseppe come gli altri profeti e aggiunge una condanna del politeismo (vv. 37-40), che non è presente nell’episodio biblico. - [37] ^ «Ho lasciato la religione di un popolo»: qui si rivela la grandezza della figura di Giuseppe: lungi dall’essere un semplice interprete di sogni, egli è istruito da Dio; inoltre è un apostolo che ha la missione di convertire gli idolatri in adoratori del Dio unico.
- [38] ^ Allusione alla «religione immutabile» (millat Ibrāhīm, cfr. il commento a 10:84).
- [39] ^ «Signori diversi»: quindi il politeismo.
- [40] ^ «L’autorità per farlo»: senza alcuna conferma venuta da Dio. «La religione retta»: cfr. i commenti a 9:36 e 10:84.
- [41] ^ La funzione premonitrice dei sogni è un argomento importante a favore della predestinazione. «Quel che mi avete chiesto è decretato»: tale è la mia risposta, conforme a quanto io so della sentenza divina al vostro riguardo. Si può anche intendere: la questione su cui mi consultate è già stabilita da Dio. La prima spiegazione tiene conto del fatto che Giuseppe ha ricevuto il dono dell’interpretazione dei sogni.
- [42] ^ Qui il peccato di Giuseppe non è quello di chiedere al compagno di cella di intercedere per lui, quindi di pensare alla propria liberazione, ma di dimenticare di rivolgersi prima a Dio. Satana è presentato come colui che causa l’oblio degli uomini, e, in particolare, della «memoria di Dio» (dhikr Allāh) (cfr. 6:68; 18:63).
- [43] ^ Veniamo ora riportati a un momento successivo: è tipico del Corano lasciare al lettore la ricostruzione delle sequenze temporali. Inizia qui, e prosegue fino al v. 57, un passo dedicato al sogno di Faraone e alla sua interpretazione da parte di Giuseppe (Gen 41:1 sgg.). Le osservazioni fatte in precedenza sulla consuetudine coranica di ispirarsi liberamente al testo biblico restano valide. Si noterà la tecnica narrativa specifica del Corano: giustappone le scene bruscamente, senza curarsi della successione temporale, riducendole agli elementi che compongono l’etica coranica.
- [45] ^ «Quello dei due»: uno dei due compagni di cella. «Si era ricordato»: gli era tornato in mente che Giuseppe sapeva interpretare i sogni.
«Fatemi andare»: mandatemi a cercare Giuseppe, solo lui è in grado di fornire l’interpretazione del sogno del re. - [46] ^ Il vecchio compagno di prigionia di Giuseppe viene a trovarlo nella sua cella. L’amato figlio di Giacobbe è definito «sincero» (ṣiddīq, letteralmente «che riconosce la verità»), perché sa interpretare i sogni.
L’aggettivo ṣiddīq è attribuito nel Corano ad alcuni profeti (Abramo, Idrīs) e a personaggi eccezionali come Maria, nonché a una categoria di santi (cfr. in particolare 4:68 e il commento a 5:75). - [48] ^ «Tranne il poco che avrete conservato»: in vista della semina.
- [50] ^ «Portatelo»: il re desidera che Giuseppe sia condotto presso di lui. In Gen 41:14-36, Giuseppe interpreta il sogno dinnanzi a Faraone, e non, come qui, davanti ai fratelli. D’altra parte, nella versione coranica Giuseppe vorrà uscire di prigione solo quando Faraone l’avrà dichiarato completamente innocente, anziché esprimere la propria gioia all’annuncio di questa grazia concessa dal re. Giuseppe appare dunque come la voce della giustizia, che reclama per i deboli il diritto alla riparazione della loro dignità oltraggiata dai potenti di questo mondo.
- [51] ^ Nuova scena distinta dalle precedenti, dove le donne che si sono ferite le mani davanti a Giuseppe (v. 31) vengono convocate al cospetto di Faraone.
- [52] ^ L’esegesi ritiene che la frase sia pronunciata da Giuseppe.
- [53] ^ «L’anima spinge al male» (al-nafs al-ammāra bi-l-sū’): si allude qui allo stadio inferiore dello sviluppo dell’anima, quando, deviata dal retto cammino, non è ancora convertita né pentita. Seguono poi altre due tappe, delle quali si parla in 75:2 e 89:27.
- [54] ^ L’accesso di Giuseppe alle più alte funzioni segna il trionfo della virtù e della verità, di cui i credenti sinceri sono invitati a non disperare mai. Ecco la versione della Genesi (41:37-46): «La proposta piacque al faraone e a tutti i suoi ministri. Il faraone disse ai ministri: “Potremo trovare un uomo come questo, in cui sia lo spirito di Dio?”. E il faraone disse a Giuseppe: “Dal momento che Dio ti ha manifestato tutto questo, non c’è nessuno intelligente e saggio come te. Tu stesso sarai il mio governatore e ai tuoi ordini si schiererà tutto il mio popolo: solo per il trono io sarò più grande di te”. Il faraone disse a Giuseppe: “Ecco, io ti metto a capo di tutta la terra d’Egitto”. Il faraone si tolse di mano l’anello e lo pose sulla mano di Giuseppe; lo rivestì di abiti di lino finissimo e gli pose al collo un monile d’oro. Lo fece salire sul suo secondo carro e davanti a lui si gridava: “Abrech”. E così lo si stabilì su tutta la terra d’Egitto … Giuseppe aveva trent’anni quando entrò al servizio del faraone, re d’Egitto». Il Corano si attiene all’ossatura del racconto, di cui elimina i dettagli e, inoltre, arabizza alcune realtà straniere: per esempio, gli ufficiali di Faraone diventano qui un consiglio di notabili (malā’, realtà familiare ai meccani). Per di più, passa sotto silenzio certi episodi (il nome egiziano che Faraone dà a Giuseppe, il matrimonio di quest’ultimo con la figlia di un sacerdote, ecc.). Dunque, il Corano opera una lettura del racconto biblico adattata al proprio uditorio, alla sua visione della storia della salvezza e agli insegnamenti di Muḥammad.
- [58] ^ Inizia qui l’epilogo della storia di Giuseppe, in cui egli getta nella confusione i fratelli e ritrova il padre. Il lungo racconto della Bibbia (Gen 42-47) è notevolmente ridotto nel Corano, al punto da rendere il testo a volte oscuro. Il presente versetto si comprende solo alla luce di Gen 42:1-17: «Giacobbe venne a sapere che in Egitto c’era grano; perciò disse ai figli: … “Andate laggiù a comprarne per noi” … Allora i dieci fratelli di Giuseppe scesero per acquistare il frumento dall’Egitto. Quanto a Beniamino, fratello di Giuseppe, Giacobbe non lo lasciò partire con i fratelli, perché diceva: “Che non gli debba succedere qualche disgrazia!”.
Arrivarono dunque i figli d’Israele per acquistare il grano, in mezzo ad altri che pure erano venuti, perché nella terra di Canaan c’era la carestia.
Giuseppe aveva autorità su quella terra e vendeva il grano a tutta la sua popolazione. Perciò i fratelli di Giuseppe vennero da lui e gli si prostrarono davanti con la faccia a terra. Giuseppe vide i suoi fratelli e li riconobbe, ma fece l’estraneo verso di loro … Giuseppe riconobbe dunque i fratelli, mentre essi non lo riconobbero. Allora Giuseppe si ricordò dei sogni che aveva avuto a loro riguardo e disse loro: “Voi siete spie! … In questo modo sarete messi alla prova: per la vita del faraone, voi non uscirete di qui se non quando vi avrà raggiunto il vostro fratello più giovane. Mandate uno di voi a prendere il vostro fratello; voi rimarrete prigionieri”… E li tenne in carcere per tre giorni». - [59] ^ Cfr. Gen 42:18-29, che permette di seguire le discordanze del Corano rispetto all’originale ebraico: «Il terzo giorno Giuseppe disse loro: “… Se voi siete sinceri, uno di voi fratelli resti prigioniero nel vostro carcere e voi andate a portare il grano per la fame delle vostre case.
Poi mi condurrete qui il vostro fratello più giovane. Così le vostre parole si dimostreranno vere e non morirete” … Quindi Giuseppe diede ordine di riempire di frumento i loro sacchi e di rimettere il denaro di ciascuno nel suo sacco e di dare loro provviste per il viaggio … Arrivati da Giacobbe loro padre, nella terra di Canaan, gli riferirono tutte le cose che erano loro capitate». Il testo biblico consente di comprendere la laconica allusione del Corano («rimettete nei loro sacchi quel che hanno speso»): Giuseppe restituisce agli ospiti le merci con cui essi avevano pagato il grano. «Di vostro padre»: il testo sottintende dello stesso padre, ma di madre diversa (cfr. il commento al v. 8). «Io colmo la misura»: espressione coranica per esprimere l’onestà nelle transazioni commerciali (cfr. 7:85; 17:35; 26:181). O il testo significa che Giuseppe arriva a restituire integralmente ai suoi fratelli le merci portate da Canaan, o si riferisce implicitamente al testo biblico (Gen 41:47-49, 53-57): «Durante i sette anni di abbondanza … [Giuseppe] ripose i viveri nelle città: in ogni città i viveri della campagna circostante … Finirono i sette anni di abbondanza nella terra d’Egitto e cominciarono i sette anni di carestia … La carestia imperversava su tutta la terra. Allora Giuseppe aprì tutti i depositi in cui vi era grano e lo vendette agli Egiziani … da ogni paese venivano in Egitto per acquistare grano da Giuseppe». Comunque sia, né il Corano né la Bibbia sono molto espliciti sulle ragioni per cui Giuseppe rimanda i propri fratelli alla casa paterna. «Padre nostro … faremo buona guardia»: i fratelli ripetono al padre le condizioni poste da Giuseppe nel v. 59 per la consegna del grano. «L’altro suo fratello» è Giuseppe: il padre non vuole che il piccolo subisca la stessa sorte. «Un altro carico di cammello»: la presenza di Beniamino permetteva loro di ottenere, in tempi di carestia e razionamento, un carico di grano supplementare, che gli sarebbe stato assegnato. «Se non sarete costretti al contrario»: a meno che non ne siate del tutto impossibilitati in caso di impedimento maggiore; il testo dice letteralmente: «tranne che siate accerchiati». - [67] ^ «Non entrate per una sola porta»: non entrate nella capitale del paese attraverso un unico ingresso. Il dettaglio si trova anche nel Midrash.
Si può pensare che, procedendo così, cioè facendosi più discreti, essi speravano di accrescere le probabilità di entrare in Egitto. Il testo senza dubbio sottintende: per non dare luogo al sospetto di spionaggio (cfr. Gen 42:9).
Ma per gli esegeti musulmani tradizionali si tratta di un modo per proteggersi dal malocchio. Il versetto sembra piuttosto indicare che Giacobbe agì così perché aveva ricevuto un’indicazione divina, come sembrerebbe confermare il v. 86. - [68] ^ «Non servì loro a nulla contro Dio»: nessuna precauzione umana sarebbe in grado di contrastare i piani del Creatore, perché la ragione umana non può nulla contro la provvidenza divina, che si serve degli uomini a loro insaputa come Suoi strumenti. Il versetto fornisce una chiara conferma del fatto che Giacobbe è un uomo di Dio, e infatti la tradizione musulmana lo considera un profeta.
- [69] ^ Il Corano tralascia un lungo passo della fonte biblica in cui i fratelli di Giuseppe, ritornati per presentarsi dinnanzi a lui, si profondono in scuse e gli consegnano il denaro trovato nei loro bagagli. L’evento misterioso aveva fatto nascere in loro un timore superstizioso. Giuseppe riconosce Beniamino ma, a differenza del v. 69, tace la sua identità e fa buona accoglienza a tutti. Qui Beniamino è complice di Giuseppe ed è stato rassicurato in anticipo sulla svolta che il profeta intende imporre agli eventi.
- [70] ^ Il Corano presuppone la coscienza del testo biblico. La coppa di cui si parla è quella di Giuseppe: «Diede poi quest’ordine al suo maggiordomo: “Riempi i sacchi di quegli uomini di tanti viveri quanti ne possono contenere e rimetti il denaro di ciascuno alla bocca del suo sacco. Metterai la mia coppa, la coppa d’argento, alla bocca del sacco del più giovane, insieme con il denaro del suo grano”. Quello fece secondo l’ordine di Giuseppe» (Gen 44:1-2). «Un araldo gridò»: cfr. Gen 44:4-6 («Erano appena usciti dalla città e ancora non si erano allontanati, quando Giuseppe disse al suo maggiordomo: “Su, insegui quegli uomini, raggiungili e di’ loro: ‘Perché avete reso male per bene?’” … Egli li raggiunse e ripeté loro queste parole»).
- [72] ^ «Dissero» rimanda senza dubbio agli Egiziani partiti per riacciuffare i fratelli di Giuseppe (il soggetto di «lo garantisco» è l’araldo).
- [74] ^ Gli Egiziani chiedono qui di essere informati sul castigo previsto dalla legge israelita per applicarlo a Beniamino, perché il ladro e il derubato appartengono alla stessa comunità. Allo stesso modo il diritto musulmano lascia alle comunità presenti in terra d’Islam il diritto di organizzarsi secondo le loro leggi civili e religiose. I fratelli rispondono nel versetto successivo.
- [75] ^ «Sarà trattenuto come punizione»: si riferisce sicuramente alla schiavitù prevista come castigo nella Bibbia: «Ebbene, come avete detto, così sarà: colui, presso il quale si troverà la coppa, diventerà mio schiavo e voi sarete innocenti» (Gen 44:10). Il Decalogo riduceva i ladri in schiavitù (cfr. Es 22:2).
- [76] ^ «Noi abbiamo suggerito»: «Noi» rappresenta Dio. «Solo se Dio avesse voluto»: la riserva, tipicamente islamica, attesta che Giuseppe è un santo musulmano, per il quale la legge del Dio unico prevale su qualsiasi legge umana. L’espressione suggerisce inoltre che l’applicazione del Decalogo sul suolo egiziano era soggetta all’approvazione dell’autorità egiziana. Infatti l’antico codice penale di Faraone era diverso dalla legge ebraica. «Sopra chiunque … sapiente»: Dio è ancora più saggio di qualunque altro sapiente, ovvero i sapienti formano una gerarchia che ha al suo vertice Dio.
- [77] ^ I fratelli parlano e ritorcono l’accusa di furto contro Giuseppe.
I commentatori musulmani, riprendendo una tradizione ebraica, vedono qui un’implicita allusione a un piccolo furto da lui commesso da bambino, quando aveva rubato una statuetta d’oro al nonno materno; aggiungono, per discolpare Giuseppe, che egli l’avrebbe rotta per non adorarla.
In questo particolare si riflette l’imbarazzo dei teologi (come nel caso di Noè, cfr. 11:46) nell’imputare peccati ai profeti. I fratelli sperano di fare espiare Giuseppe con la liberazione di Beniamino, ma egli sa che si trovano in una «situazione pessima». È stato venduto come schiavo e loro mentono, come spiega la fine del versetto. - [78] ^ «Principe»: i fratelli di Giuseppe gli attribuiscono il titolo che designa il grande intendente d’Egitto (cfr. il commento ai vv. 21-22).
- [80] ^ «Quando ebbero perduto ogni speranza»: la speranza di salvare Beniamino.
- [81] ^ In altri termini Giuseppe rammenta loro, per giustificare la pena inflitta a Beniamino, che hanno giurato a Giacobbe di assumersi la responsabilità del giovane fratello. La dichiarazione è ironica e sembra voler dire: adducete dunque come scusa che non potevate prevedere che il figlio tanto amato di Giacobbe sarebbe stato un ladro. Nel testo biblico i fratelli non ritornano a vedere il padre; è Giuda che si incarica di difendere la loro buona fede e dimostrare la loro innocenza riguardo al furto (Gen 44:18-34). A quel punto Giuseppe, incapace di trattenersi, si fa riconoscere dai fratelli e racconta la sua storia. Poi rimanda i suoi ospiti dal padre, affida loro l’incarico di riportare quest’ultimo con tutta la famiglia e offre loro la regione di Gosen, dove non dovranno più soffrire privazioni (Gen 45). Questa generosità di Giuseppe non è menzionata nel Corano, il cui racconto termina quando Giuseppe denuncia, senza alcuno spirito di vendetta, la malvagità iniziale dei fratelli. La Bibbia si attiene a un filo narrativo degli avvenimenti, mentre il Corano preferisce servirsene per le sue finalità morali: la prima racconta, l’altro edifica. Il dettaglio coranico della tunica di Giuseppe che restituisce la vista al padre (vv. 93-95) è assente nella Bibbia. Allo stesso modo, la scena finale in cui Giuseppe, in presenza dei suoi, onora i genitori e li illumina sul suo sogno, costituisce un’aggiunta originale del Corano (vv. 99-101).
- [82] ^ I fratelli sono ora di nuovo a Canaan, perché a parlare nel versetto successivo è Giacobbe.
- [83] ^ «Rispose»: si tratta del padre, e gli interlocutori sono i fratelli.
«È la vostra anima che vi ha istigato a questa azione»: Giacobbe si esprime esattamente come nel v. 18, e dunque si rifiuta di credere nella colpevolezza di Beniamino. - [84] ^ «I suoi occhi divennero bianchi»: l’esegesi intende che gli occhi di Giacobbe si ammalarono per le abbondanti lacrime versate all’arrivo di questa notizia. Alcuni aggiungono che gli occhi erano diventati ciechi, in linea con il v. 93. La giurisprudenza islamica invoca il versetto per giustificare il pianto durante i cortei funebri.
- [86] ^ «Davanti a Dio»: si noterà la precisazione, che richiama la stessa osservazione sull’umiltà fatta nel commento a 11:23.
- [87] ^ La «misericordia» qui non è la raḥma, generica bontà di Dio, bensì un aspetto di quest’ultima (rawḥ), che placa e dà sollievo. Giacobbe, nonostante la cattiveria dei suoi figli, prodiga loro pie raccomandazioni alla vigilia del secondo ed estenuante viaggio che intraprendono in quei tempi di carestia.
- [88] ^ «Entrarono da lui»: i fratelli sono introdotti presso Giuseppe.
- [89] ^ Poiché l’«ignoranza», la jāhiliyya del politeismo, era la condizione dell’Arabia prima dell’Islam, il versetto è una nuova illustrazione del fatto che Muḥammad non cessa di proiettare sull’umanità passata la degenerazione religiosa dei suoi concittadini. Allo stesso modo, nel v. 101 Giuseppe prega Dio di farlo morire in una condizione di sottomissione a Lui, che è esattamente la professione di fede musulmana.
- [91] ^ Il riconoscimento di Giuseppe da parte dei fratelli è subito seguito dal loro pentimento, dato che in vista di questo obiettivo Giuseppe ha guidato gli eventi. Il resto è secondario e la storia si conclude rapidamente.
- [93] ^ «Questa mia tunica»: la Bibbia tace su questo episodio miracoloso. Secondo alcuni commentatori, si tratterebbe della tunica macchiata di sangue che Giuseppe indossava all’inizio del racconto (cfr. v. 18). La stessa, secondo certe leggende, indossata da Abramo quando era sul punto di essere consumato dal fuoco (cfr. 21:68-69); proveniva dal paradiso, di cui aveva conservato il profumo, e guariva qualsiasi persona malata che le si avvicinasse.
- [94] ^ Qui si dice con parole immaginifiche che Giacobbe intuisce l’arrivo imminente dei figli, senza dubbio grazie alla scienza che Dio gli ha donato. Egli si rivolge al suo seguito, o alla sua famiglia che dimora a Canaan, e quelli gli rispondono nel v. 95.
- [95] ^ «Risposero»: gli interlocutori del patriarca, increduli, lo ritengono vittima di un’allucinazione, tanto più che è ossessionato dal ricordo del figlio (v. 85). Quanto ai fratelli ricevuti da Giuseppe, non sono ancora arrivati alla casa paterna.
- [96] ^ Il «messaggero» mette la tunica di Giuseppe sul volto del padre.
«Esclamò»: è Giacobbe che parla e ricorda ai suoi ascoltatori che egli possiede, come dono di Dio, la conoscenza del futuro (v. 86). - [99] ^ Giacobbe e i suoi figli sono ora in Egitto, al cospetto di Giuseppe: la famiglia è di nuovo riunita, come all’inizio del racconto. «I genitori»: quindi il padre e la madre. Il Corano si prende una nuova libertà rispetto alla fonte biblica, in quanto Rachele, la madre di Giuseppe, era morta dando alla luce Beniamino (Gen 35:17-20).
- [100] ^ I genitori si siedono sul trono di Giuseppe – segno di altissimo onore –, prendendo così il suo posto: Giuseppe si conforma ai suoi obblighi filiali, riaffermati nel Corano come una prescrizione divina. Solo successivamente si attiene al protocollo di corte, dunque alle leggi umane. Qui si avvera la predizione divina annunciata dal suo sogno (v. 4) e il racconto ha termine. Giuseppe, al colmo della gloria, si umilia davanti ai genitori, ma anche davanti a Dio: nella sua dichiarazione riconosce in pieno il suo debito nei confronti del Signore e riassume in una frase il disegno divino che ha segretamente disposto il corso degli eventi. «Satana aveva seminato»: modello di carità, Giuseppe non accusa i fratelli che pure l’hanno perseguitato, ma il diavolo. D’altra parte, già quest’ultimo «abbellisce» le azioni degli uomini, suggerisce loro una via tortuosa per tornare verso il Signore – «al quale tutti ritorneranno» inevitabilmente, dice il Corano – e fa loro dimenticare Dio. Qui si rivela un’altra delle azioni peculiari di Satana, che questa volta non riguarda direttamente la vita religiosa: suscitare le discordie tra gli uomini, comprese quelle nel seno della stessa famiglia. «Il mio Signore è pieno di benevolenza»: la parola araba per «benevolenza» (laṭīf) è un attributo divino, nel quale rientra anche l’idea di sottigliezza. Giuseppe ringrazia il Signore per avergli riservato questo destino, perché solo Dio, con la Sua intelligenza che penetra l’intero universo, può contrastare i calcoli del Maligno, che del resto rientrano anch’essi nell’economia divina. La storia di Giuseppe aiuta a comprendere, in un senso più generale, che il male – qui la malizia dei fratelli, l’avidità dei mercanti, la lussuria sfrenata – è in realtà un bene che apparirà tale solo alla fine dei secoli.
- [101] ^ In questa preghiera Giuseppe si esprime nei termini della pietà musulmana, e chiede pertanto a Dio di essere un musulmano ante litteram, cioè un seguace della religione immutabile (cfr. il commento a 10:72). Tale sottomissione alla volontà divina, che definisce l’Islam, trova un’illustrazione perfetta nella dichiarazione iniziale del versetto: «Mi hai insegnato a interpretare i racconti di sogno». La comprensione che Giuseppe aveva degli avvenimenti proveniva da una scienza divina ricevuta prima degli eventi, e non da una semplice presa di coscienza dopo il loro compimento. Per questo Giuseppe, certo di non seguire una vaga intuizione personale, fin dall’inizio si è conformato strettamente a questa scienza di Dio, ovvero alla Sua volontà. A questa egli deve la salvezza, e la sua famiglia, salva come l’intero Egitto grazie alla giustizia di Giuseppe, deve anch’essa rendere grazie alla divina provvidenza. Giuseppe è l’incarnazione di ciò che i mistici sviluppano nel concetto di ‘ubūdiyya, sottomissione ontologica totale nei confronti di un Dio creatore.
- [102] ^ Qui inizia la perorazione edificante della sūra, chiaramente distinta dalla storia narrata in precedenza. La rivelazione si rivolge questa volta a Muḥammad. «Non eri con loro»: tu non eri, Muḥammad, accanto ai fratelli di Giuseppe, quindi puoi averne conoscenza soltanto per rivelazione. Quanto agli Arabi contemporanei, conoscevano questi racconti solo per sentito dire. Muḥammad riferisce loro la verità proveniente dal mondo del «mistero» (ghayb), di solito nascosto agli uomini, e dimostra così l’autenticità della propria missione.
- [104] ^ «Per questo»: per aver trasmesso agli uomini questa rivelazione; la frase è ripetuta più volte nel Corano. Indipendentemente dalla portata etica di questo gesto, significa che il discorso profetico non ha prezzo, perché niente nel mondo di quaggiù può essere un controvalore – la nozione stessa di prezzo – di una rivelazione divina. «Monito per i mondi»: cfr. il commento a 6:90.
- [105] ^ Questi «segni» fanno riferimento al Creatore (cfr. il commento a 10:1).
- [106] ^ Alcuni esegeti ritengono che questo passo si riferisca solamente ai meccani (come i vv. 103-105). Ma, preso in senso generale, il versetto è fondamentale in quanto afferma che la miscredenza combattuta da Muḥammad non era solo quella dei concittadini politeisti: era un atteggiamento presente anche in altre credenze prive di idolatria visibile. Si giustifica così il carattere universale della sua missione.
- [107] ^ Allusione a due aspetti dell’«ora» della fine del mondo: subitaneità («all’improvviso») e impossibilità di sfuggire («avvolgere»). La parola araba corrispondente (ghāshiya) indica per i sufi tutto ciò che offusca la superficie del cuore e impedisce ai raggi della grazia divina di riflettersi. Così, un altro significato si può sovrapporre a quello letterale, senza del resto contraddirlo: l’anticipazione dell’apocalisse.
- [108] ^ Essenziale è la possibilità per la funzione profetica di essere delegata ad altri, attraverso l’opera di apostolato. Il versetto è alla base del dovere comunitario di svolgere tale apostolato (da‘wa), che tuttavia, per il diritto religioso tradizionale, è solo una raccomandazione etica, non un obbligo individuale o collettivo.
- [109] ^ «Soltanto uomini»: non angeli. Abbiamo visto che i politeisti meccani, adducendo a pretesto questa esigenza, negavano la funzione profetica di Muḥammad. «Uomini nelle città»: secondo i commentatori, bisogna intendere che i beduini sono esclusi dal profetismo. L’interpretazione è tendenziosa, perché riflette l’antagonismo tra nomadi e sedentari.
Erano infatti le città, in contrade semidesertiche, i luoghi nei quali si concentrava la maggioranza della popolazione. Si può dunque ritenere che in realtà il versetto ripeta, con l’ausilio di una metafora, che a ciascuna comunità umana fu inviato un profeta. - [110] ^ «Finché»: bisogna sottintendere che a Muḥammad è accordato un rinvio, come ai profeti (quando sono tentati dalla disperazione). Dio rassicura il Profeta soggetto a persecuzioni: l’aiuto divino arriva sempre al momento opportuno, come giunse a Giuseppe nel momento in cui si disperava di più. I «messaggeri» sono qui i profeti in senso coranico.
- [111] ^ «Loro storie»: i racconti sui profeti, come quelli delle sūre prece denti. Il versetto dà una definizione sintetica della rivelazione coranica e dei suoi scopi, pur rispondendo alle accuse dei politeisti. «Spiegazione chiara di tutto»: si può intendere in senso letterale, come un invito ai credenti a trovare nel libro sacro persino le scoperte scientifiche più recenti, ma questo atteggiamento apologetico non era quello dei teologi medievali. La parola araba per «spiegazione» è tafṣīl: si tratta dunque della spiegazione delle realtà religiose (cfr. i commenti a 10:37 e 11:1).
Versione cartacea de Il Corano / a cura di Alberto Ventura; traduzione di Ida Zilio-Grandi
Note di Abdur Rahman Pasquini alla Sura
- [1] ^ Con l’accento sulla seconda, che deve essere pronunciata lunga. È il plurale regolare femminile della parola araba “àyah”, che significa “segno”. Si intende con la parola “àyah” una unità elementare di “Rivelazione coranica”. Quando si parla del Sublime Corano è meglio usare la parola “àyah” e “ayāt” invece delle parole “versetto” o “versetti”, per evitare il ricorso a parole che sono in uso nei riferimenti e nelle citazioni delle scritture vetero - e neo - testamentarie.
- [2] ^ Nome coranico di Giuseppe, il figlio di Giacobbe. Profeta di Allàh. Fu primo ministro del Re d’Egitto nel tempo delle vacche grasse e delle vacche magre. Fece immigrare in Egitto Giacobbe, la madre e i suoi fratelli. La sua storia è raccontata nel Sublime Corano nella Sura che porta il suo nome.
- [3] ^ Plurale di dirham. Nome di una moneta.
- [4] ^ È il nome del Paese, di cui era sovrano Faraone al tempo della Missione apostolico-profetica di Mosè. Dal Paese di Miṣr, sotto la guida di Mosè, i Figli di Israele si diressero verso la terra promessa, sottraendosi al dominio schiavistico di Faraone. È il nome coranico dell’Egitto, parola, questa di origine greco-romana. Meglio usare il nome coranico.
- [5] ^ L’accento cade sulla “u” che va pronunciata lunga. Figlio di lsacco [Isḥāq] e nipote di Abramo [Ibrāhīm], su tutti e tre la pace. È il capostipite e l’eponimo dei “figli d’Israele”, avendo assunto il nome di lsrā‹īl. Padre di Giuseppe Yūsuf e dei suoi fratelli. Emigrò con la famiglia dalla Terra di Canān in Mìṣr [Egitto].
- [6] ^ L’accento cade sulla “u” che va pronunciata lunga. Figlio di lsacco [Isḥāq] e nipote di Abramo [Ibrāhīm], su tutti e tre la pace. È il capostipite e l’eponimo dei “figli d’Israele”, avendo assunto il nome di lsrā‹īl. Padre di Giuseppe Yūsuf e dei suoi fratelli. Emigrò con la famiglia dalla Terra di Canān in Mìṣr [Egitto].
- [7] ^ È il nome del Paese, di cui era sovrano Faraone al tempo della Missione apostolico-profetica di Mosè. Dal Paese di Miṣr, sotto la guida di Mosè, i Figli di Israele si diressero verso la terra promessa, sottraendosi al dominio schiavistico di Faraone. È il nome coranico dell’Egitto, parola, questa di origine greco-romana. Meglio usare il nome coranico.
- [8] ^ È il nome del Paese, di cui era sovrano Faraone al tempo della Missione apostolico-profetica di Mosè. Dal Paese di Miṣr, sotto la guida di Mosè, i Figli di Israele si diressero verso la terra promessa, sottraendosi al dominio schiavistico di Faraone. È il nome coranico dell’Egitto, parola, questa di origine greco-romana. Meglio usare il nome coranico.











