Il Sacro Corano
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Sura XVIII

Al-Kahf

La Caverna [1]

Pre-Eg. n. 69 a parte i verss. 28 e 83-101. Di 110 versetti. Il nome della sura deriva dai versetti 9, 10 ss.

La traduzione Bausani non ha testi importati per la sura 18 (controllare l'import: al momento sono disponibili principalmente le sure 100–114).

 1.
 الحَمدُ لِلَّهِ الَّذى أَنزَلَ عَلىٰ عَبدِهِ الكِتٰبَ وَلَم يَجعَل لَهُ عِوَجا
 La lode [appartiene] ad Allah, Che ha fatto scendere il Libro sul Suo schiavo senza porvi alcuna tortuosità.
- Hamza P.
 Sia lode a Dio che ha fatto discendere sul Suo servo il libro, e non vi ha posto alcuna stortura [1]
- Zilio Grandi
 La Lode appartiene ad Allàh, il Quale ha mandato dall’alto al Suo Servo il Libro, senza mettervi giri di parole,
- Pasquini
 2.
 قَيِّمًا لِيُنذِرَ بَأسًا شَديدًا مِن لَدُنهُ وَيُبَشِّرَ المُؤمِنينَ الَّذينَ يَعمَلونَ الصّٰلِحٰتِ أَنَّ لَهُم أَجرًا حَسَنًا
 [Un Libro] retto, per avvertire di un rigore proveniente da parte di Allah, per annunciare ai credenti che compiono il bene una ricompensa bella,
- Hamza P.
 ma lo ha reso piano, per minacciare dura calamità e per annunciare ai credenti, i quali compiono le azioni pure, che avranno una buona ricompensa [2]
- Zilio Grandi
 solido, per ammonire di una forte tribolazione - proveniente da presso di Lui - e per dare ai credenti, i quali fanno le opere di bene, la buona novella, che essi avranno una buona ricompensa,
- Pasquini
 3.
 مٰكِثينَ فيهِ أَبَدًا
 nella quale dimoreranno perpetuamente
- Hamza P.
 dove dimoreranno sempre,
- Zilio Grandi
 in cui staranno per l’eternità,
- Pasquini
 4.
 وَيُنذِرَ الَّذينَ قالُوا اتَّخَذَ اللَّهُ وَلَدًا
 e per ammonire coloro che dicono: «Allah si è preso un figlio».
- Hamza P.
 e per ammonire quelli che dicono: «Dio Si è preso un figlio». [4]
- Zilio Grandi
 e ammonire coloro i quali dicono, che Allàh si è preso un figlio.
- Pasquini
 5.
 ما لَهُم بِهِ مِن عِلمٍ وَلا لِءابائِهِم كَبُرَت كَلِمَةً تَخرُجُ مِن أَفوٰهِهِم إِن يَقولونَ إِلّا كَذِبًا
 Non hanno scienza alcuna, come del resto i loro avi. È mostruosa la parola che esce dalle loro bocche. Non dicono altro che menzogne.
- Hamza P.
 Essi non hanno alcuna conoscenza di questo, e nemmeno i loro padri, la parola che esce loro di bocca è gravissima, dicono soltanto una menzogna.
- Zilio Grandi
 Essi non hanno conoscenza alcuna al riguardo di ciò, né (ce l’avevano) i loro padri. È una parola assurda e senza senso, che esce dalle loro bocche. Essi non dicono nient’altro che una menzogna.
- Pasquini
 6.
 فَلَعَلَّكَ بٰخِعٌ نَفسَكَ عَلىٰ ءاثٰرِهِم إِن لَم يُؤمِنوا بِهٰذَا الحَديثِ أَسَفًا
 Ti struggerai seguendoli, se non credono in questo Discorso [2]?
- Hamza P.
 Vuoi forse consumarti di dolore per causa loro, perché non credono a questo racconto?
- Zilio Grandi
 E tu maceri te stesso nella sofferenza, sulle loro orme, se essi non credono a questo Discorso!
- Pasquini
 7.
 إِنّا جَعَلنا ما عَلَى الأَرضِ زينَةً لَها لِنَبلُوَهُم أَيُّهُم أَحسَنُ عَمَلًا
 In verità abbiamo voluto abbellire la terra di tutto quel che vi si trova per verificare chi di loro opera al meglio;
- Hamza P.
 Abbiamo reso tutte le cose che sono sulla terra un ornamento della terra per metterli alla prova e vedere chi di loro agisce meglio, [7]
- Zilio Grandi
 Noi - per metterli alla prova, al fine di vedere chi di loro è migliore, quanto ad agire - abbiamo posto sulla Terra degli ornamenti di essa,
- Pasquini
 8.
 وَإِنّا لَجٰعِلونَ ما عَلَيها صَعيدًا جُرُزًا
 e in verità, poi ridurremo tutto quanto in suolo arido.
- Hamza P.
 ma un giorno ridurremo tutto a suolo nudo. [8]
- Zilio Grandi
 e, in verità, Noi faremo uno sterile deserto di ciò che vi è in essa.
- Pasquini
 9.
 أَم حَسِبتَ أَنَّ أَصحٰبَ الكَهفِ وَالرَّقيمِ كانوا مِن ءايٰتِنا عَجَبًا
 Non ti sembra che il caso dei compagni della caverna [3] e di ar-Raqîm sia tra i Nostri segni meraviglioso [4]?
- Hamza P.
 Non pensi che, tra i Nostri segni, i Compagni della Caverna e di al-Raqīm siano una cosa mirabile? [9]
- Zilio Grandi
 Non ti pare che i compagni della spelonca (al-kàhf) e al-raqīm [1] furono, tra i Nostri Segni, un sorprendente miracolo?
- Pasquini
 10.
 إِذ أَوَى الفِتيَةُ إِلَى الكَهفِ فَقالوا رَبَّنا ءاتِنا مِن لَدُنكَ رَحمَةً وَهَيِّئ لَنا مِن أَمرِنا رَشَدًا
 Quando quei giovani si rifugiarono nella caverna, dissero: «Signor nostro, concedici la Tua misericordia, concedici retto comportamento nel nostro agire».
- Hamza P.
 Quando quei giovani si rifugiarono nella caverna, dissero: «Signore, dà a noi della misericordia che viene da Te, donaci la buona direzione nella nostra vicenda».
- Zilio Grandi
 I giovani si rifugiarono nella spelonca e dissero: “Signore nostro, concedici, da presso Te, misericordia e, nel nostro affare, aprici la strada alla vera fede!”.
- Pasquini
 11.
 فَضَرَبنا عَلىٰ ءاذانِهِم فِى الكَهفِ سِنينَ عَدَدًا
 Rendemmo sorde le loro orecchie, [rimasero] nella caverna per molti anni.
- Hamza P.
 Noi abbiamo colpito di sordità le loro orecchie, nella caverna, per numerosi anni [11]
- Zilio Grandi
 Per un certo numero di anni (facendoli cadere in un sonno profondo), Noi colpimmo loro le orecchie (di sordità) nella spelonca,
- Pasquini
 12.
 ثُمَّ بَعَثنٰهُم لِنَعلَمَ أَىُّ الحِزبَينِ أَحصىٰ لِما لَبِثوا أَمَدًا
 Li resuscitammo poi, per vedere quale delle due fazioni [5] meglio computasse il tempo che avevano trascorso.
- Hamza P.
 e poi li abbiamo risuscitati, per conoscere quale dei due gruppi avrebbe contato meglio per quanto tempo erano rimasti lì. [12]
- Zilio Grandi
 poi li risvegliammo, per sapere quale dei due gruppi sarebbe stato più preciso nel calcolare la durata di quanto rimasero.
- Pasquini
 13.
 نَحنُ نَقُصُّ عَلَيكَ نَبَأَهُم بِالحَقِّ إِنَّهُم فِتيَةٌ ءامَنوا بِرَبِّهِم وَزِدنٰهُم هُدًى
 Ti racconteremo la loro storia secondo verità: erano giovani che credevano nel loro Signore e Noi li rafforzammo sulla retta via;
- Hamza P.
 Noi ti racconteremo la loro storia in tutta verità. Erano dei giovani che credevano nel loro Signore.
Noi demmo loro un sovrappiù di guida
- Zilio Grandi
 Noi ti raccontiamo riguardo a essi la storia vera. In verità: essi erano un gruppo di giovani, ai quali, avendo essi creduto nel loro Signore, Noi aumentammo il discernimento
- Pasquini
 14.
 وَرَبَطنا عَلىٰ قُلوبِهِم إِذ قاموا فَقالوا رَبُّنا رَبُّ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ لَن نَدعُوَا۟ مِن دونِهِ إِلٰهًا لَقَد قُلنا إِذًا شَطَطًا
 fortificammo i loro cuori quando si levarono a dire: «Il nostro Signore è il Signore dei cieli e della terra: mai invocheremo dio all’infuori di Lui, ché allora pronunceremmo un’aberrazione.
- Hamza P.
 e fortificammo i loro cuori quando si alzarono e dissero: «Il nostro Signore è il Signore dei cieli e della terra, non invocheremo altro dio che Lui, se lo facessimo diremmo una cosa orrenda. [14]
- Zilio Grandi
 e consolidammo i cuori, quando insorsero, dicendo: “Il nostro Signore è il Signore dei cieli e della Terra e noi non invocheremo altra divinità accanto a Lui, poiché diremmo un’enormità!
- Pasquini
 15.
 هٰؤُلاءِ قَومُنَا اتَّخَذوا مِن دونِهِ ءالِهَةً لَولا يَأتونَ عَلَيهِم بِسُلطٰنٍ بَيِّنٍ فَمَن أَظلَمُ مِمَّنِ افتَرىٰ عَلَى اللَّهِ كَذِبًا
 Ecco che la nostra gente si è presa degli dèi all’infuori di Lui.
Perché non adducono una prova evidente su di loro?
Qual peggior iniquo di chi inventa menzogne contro Allah?
- Hamza P.
 Questa gente, il nostro popolo, si è scelta degli dèi al di fuori di Lui, almeno portassero un’autorità evidente a loro discolpa. Chi è più ingiusto di chi inventa menzogne contro Dio? [15]
- Zilio Grandi
 Quelli - il nostro popolo - hanno preso delle divinità all’infuori di Lui. Avessero, almeno, riguardo a esse una prova certa! Orbene, chi è più trasgressore di chi inventa una menzogna su Allàh?
- Pasquini
 16.
 وَإِذِ اعتَزَلتُموهُم وَما يَعبُدونَ إِلَّا اللَّهَ فَأوۥا إِلَى الكَهفِ يَنشُر لَكُم رَبُّكُم مِن رَحمَتِهِ وَيُهَيِّئ لَكُم مِن أَمرِكُم مِرفَقًا
 Quando vi sarete allontanati da loro e da ciò che adorano all’infuori di Allah, rifugiatevi nella caverna: il vostro Signore spargerà su di voi la Sua misericordia e deciderà del vostro caso nel migliore dei modi» [6].
- Hamza P.
 Quando vi sarete allontanati da loro e dagli idoli che essi adorano al di fuori di Dio, rifugiatevi nella caverna e allora il vostro Signore spargerà su di voi parte della Sua misericordia e addolcirà per voi la vostra sorte». [16]
- Zilio Grandi
 Allontanatevi da loro e da ciò che adorarono all’infuori di Allàh” - essi si rifugiarono nella spelonca - “il vostro Signore effonderà su voi la Sua misericordia e predisporrà per voi quanto serve a farvi stare bene in questo vostro affare!”.
- Pasquini
 17.
 وَتَرَى الشَّمسَ إِذا طَلَعَت تَزٰوَرُ عَن كَهفِهِم ذاتَ اليَمينِ وَإِذا غَرَبَت تَقرِضُهُم ذاتَ الشِّمالِ وَهُم فى فَجوَةٍ مِنهُ ذٰلِكَ مِن ءايٰتِ اللَّهِ مَن يَهدِ اللَّهُ فَهُوَ المُهتَدِ وَمَن يُضلِل فَلَن تَجِدَ لَهُ وَلِيًّا مُرشِدًا
 Avresti visto il sole, al levarsi sfiorare a destra la loro caverna, e scostarsi a sinistra, al calare mentre loro erano in un ampio spazio [7]. Questi sono i segni di Allah. Colui che Allah guida è ben guidato, ma per colui che Egli svia non troverai patrono alcuno che lo diriga.
- Hamza P.
 Avresti visto il sole, quando sorgeva, deviare verso destra dalla loro caverna e, quando tramontava, passare alla loro sinistra, e intanto essi stavano all’interno in un luogo spazioso. Fu uno dei segni di Dio. Colui che Dio guida è ben guidato, mentre non troverai alcun patrono che possa guidare chi Dio travia. [17]
- Zilio Grandi
 Tu avresti visto il sole, alla sua levata, declinare dalla loro spelonca, a destra, e al suo calare oltrepassarli, a sinistra, mentre stavano nei recessi di essa. Questo è uno dei segni di Allàh. Colui che Allàh guida è il ben diretto, mentre per chi Allàh fuorvia non troverai patrono, che lo rimetta sulla strada giusta.
- Pasquini
 18.
 وَتَحسَبُهُم أَيقاظًا وَهُم رُقودٌ وَنُقَلِّبُهُم ذاتَ اليَمينِ وَذاتَ الشِّمالِ وَكَلبُهُم بٰسِطٌ ذِراعَيهِ بِالوَصيدِ لَوِ اطَّلَعتَ عَلَيهِم لَوَلَّيتَ مِنهُم فِرارًا وَلَمُلِئتَ مِنهُم رُعبًا
 Avresti creduto che fossero svegli e invece dormivano. Li giravamo sul lato destro e su quello sinistro [8], mentre il loro cane era sulla soglia, le zampe distese. Se li avessi scorti saresti certamente fuggito volgendo le spalle e certo saresti stato preso dal terrore vedendoli [9].
- Hamza P.
 Li avresti creduti svegli, ma dormivano.
Li facevamo voltare sul fianco destro e sul fianco sinistro, mentre il loro cane stava accucciato sulla soglia, le zampe distese. Se li avessi visti saresti fuggito via da loro, ti saresti riempito di spavento. [18]
- Zilio Grandi
 Tu avresti creduto che fossero svegli, mentre, invece, essi erano dormienti e Noi li voltavamo a destra e a sinistra. Il loro cane, con le due gambe anteriori distese, era all’ingresso della spelonca. Se tu ti fossi affacciato (all’ingresso della spelonca) a guardarli, ti saresti, messo in fuga, allontanandoti da loro, pieno di paura.
- Pasquini
 19.
 وَكَذٰلِكَ بَعَثنٰهُم لِيَتَساءَلوا بَينَهُم قالَ قائِلٌ مِنهُم كَم لَبِثتُم قالوا لَبِثنا يَومًا أَو بَعضَ يَومٍ قالوا رَبُّكُم أَعلَمُ بِما لَبِثتُم فَابعَثوا أَحَدَكُم بِوَرِقِكُم هٰذِهِ إِلَى المَدينَةِ فَليَنظُر أَيُّها أَزكىٰ طَعامًا فَليَأتِكُم بِرِزقٍ مِنهُ وَليَتَلَطَّف وَلا يُشعِرَنَّ بِكُم أَحَدًا
 Li resuscitammo infine perché si interrogassero a vicenda. Disse uno di loro: «Quanto tempo siete rimasti?». Dissero: «Siamo rimasti una giornata o parte di una giornata». Dissero: «Il vostro Signore sa meglio quanto siete rimasti. Mandate uno di voi alla città con questo vostro denaro, ché cerchi il cibo più puro e ve ne porti per nutrirvi. Si comporti con gentilezza [10] e faccia sì che nessuno si accorga di voi.
- Hamza P.
 E così fu che li risvegliammo perché si interrogassero l’un l’altro. Uno di loro disse: «Per quanto tempo siete rimasti qui?».
Risposero: «Siamo rimasti un giorno o parte di un giorno». Dissero gli altri: «Il vostro Signore sa meglio di chiunque per quanto tempo siete rimasti qui. Mandate qualcuno in città, con queste monete, per cercare chi abbia il cibo più puro e quindi procurare qualche provvista. Costui sia dolce e faccia sì che nessuno si accorga di voi,
- Zilio Grandi
 Così Noi li risvegliammo, perché s’interrogassero fra di loro. Disse uno di loro: “Quanto siete rimasti?”. Dissero: “Siamo rimasti un giorno, o una parte di giorno”. Dissero: “Riguardo a quanto siete rimasti, il vostro Signore ne sa di più, perciò mandate qualcuno di voi, con questi vostri spiccioli, alla città, per vedere quale cosa sia più pura quanto a cibo e vi porti da esso sostentamento. Ma si comporti con circospezione e faccia in modo che nessuno abbia sentore di voi,
- Pasquini
 20.
 إِنَّهُم إِن يَظهَروا عَلَيكُم يَرجُموكُم أَو يُعيدوكُم فى مِلَّتِهِم وَلَن تُفلِحوا إِذًا أَبَدًا
 Se s’impadronissero di voi vi lapiderebbero o vi riporterebbero alla loro religione e, in tal caso, non avreste alcun successo» [11].
- Hamza P.
 perché se vi scopriranno vi lapideranno oppure vi condurranno alla loro credenza e non prospererete». [20]
- Zilio Grandi
 poiché, in verità, se essi vi scoprono, vi lapidano o vi costringono a rientrare nella loro credenza, e allora non avreste salvezza per sempre”.
- Pasquini
 21.
 وَكَذٰلِكَ أَعثَرنا عَلَيهِم لِيَعلَموا أَنَّ وَعدَ اللَّهِ حَقٌّ وَأَنَّ السّاعَةَ لا رَيبَ فيها إِذ يَتَنٰزَعونَ بَينَهُم أَمرَهُم فَقالُوا ابنوا عَلَيهِم بُنيٰنًا رَبُّهُم أَعلَمُ بِهِم قالَ الَّذينَ غَلَبوا عَلىٰ أَمرِهِم لَنَتَّخِذَنَّ عَلَيهِم مَسجِدًا
 Facemmo sì che fossero scoperti, affinché si sapesse che la promessa di Allah è verità e che non c’è dubbio alcuno a proposito dell’Ora. Discutevano sul caso loro e dicevano: «Innalzate su di loro un edificio. Il loro Signore meglio li conosce». Quelli che infine prevalsero dissero: «Costruiamo su di loro un santuario» [12].
- Hamza P.
 E così fu che Noi facemmo scoprire la loro presenza, perché la gente sapesse che la promessa di Dio è verità e che l’ora verrà indubbiamente. Si misero a discutere sulla loro vicenda, e alcuni dissero: «Costruite sopra di loro un edificio, il vostro Signore li conosce meglio di chiunque». Ma quelli la cui opinione prevalse dissero: «Eleviamo un santuario sopra di loro». [21]
- Zilio Grandi
 Così li facemmo scoprire, affinché sapessero che la promessa di Allàh si avvera e che riguardo all’ora non v’è alcun dubbio. Ci fu allora tra essi (gli abitanti della città) una divergenza sul da farsi al loro riguardo. Dissero: “Costruite su di loro un muro! Il loro Signore ne sa di più su loro!”. Quelli che vinsero sul da farsi riguardo a loro dissero: “Prendiamo il luogo su di loro come moschea!”.
- Pasquini
 22.
 سَيَقولونَ ثَلٰثَةٌ رابِعُهُم كَلبُهُم وَيَقولونَ خَمسَةٌ سادِسُهُم كَلبُهُم رَجمًا بِالغَيبِ وَيَقولونَ سَبعَةٌ وَثامِنُهُم كَلبُهُم قُل رَبّى أَعلَمُ بِعِدَّتِهِم ما يَعلَمُهُم إِلّا قَليلٌ فَلا تُمارِ فيهِم إِلّا مِراءً ظٰهِرًا وَلا تَستَفتِ فيهِم مِنهُم أَحَدًا
 Diranno: «Erano tre, e il quarto era il cane». Diranno congetturando sull’ignoto: «Cinque, sesto il cane» e diranno: «Sette, e l’ottavo era il cane». Di’: «Il mio Signore meglio conosce il loro numero. Ben pochi lo conoscono». Non discutere di ciò eccetto per quanto è palese e non chiedere a nessuno un parere in proposito [13].
- Hamza P.
 Alcuni diranno: «Erano tre, e quattro con il cane». Altri diranno: «Erano cinque, e sei con il cane». E altri ancora: «Erano sette, e otto con il cane». Rispondi: «Il mio Signore sa meglio di chiunque quale fosse il loro numero, solo pochi sono quelli che lo conoscono». Discuti di loro solo superficialmente, non domandare di loro a nessuno. [22]
- Zilio Grandi
 Essi diranno, tirando a indovinare l’ignoto, che essi (i compagni della spelonca) erano tre e quarto il loro cane, oppure (dicono) che erano cinque e sesto il loro cane, oppure (dicono) che erano sette e il loro cane faceva otto. Di’: “Il mio Signore ne sa di più riguardo al loro numero, che non lo conoscono, se non pochi! Non discutere riguardo a essi (i compagni della spelonca), se non con una discussione chiara, non chiedere, a nessuno di essi, chiarimenti al loro riguardo,
- Pasquini
 23.
 وَلا تَقولَنَّ لِشَا۟يءٍ إِنّى فاعِلٌ ذٰلِكَ غَدًا
 Non dire mai di nessuna cosa: «Sicuramente domani farò questo…,
- Hamza P.
 E di nessuna cosa dirai: «La farò domani» [23]
- Zilio Grandi
 non dire, per qualsiasi cosa - senza aggiungere “se Allàh lo vuole”. “In verità, farò questo, domani!”
- Pasquini
 24.
 إِلّا أَن يَشاءَ اللَّهُ وَاذكُر رَبَّكَ إِذا نَسيتَ وَقُل عَسىٰ أَن يَهدِيَنِ رَبّى لِأَقرَبَ مِن هٰذا رَشَدًا
 senza dire «se Allah vuole» [14]. Ricordati del tuo Signore quando avrai dimenticato [di dirlo] e di’ : «Spero che il mio Signore mi guidi in una direzione ancora migliore».
- Hamza P.
 senza aggiungere: «Se Dio vuole», e se lo dimenticherai invocherai il nome del tuo Signore dicendo: «Può darsi che il mio Signore mi guidi a fare qualcosa di più retto».
- Zilio Grandi
 menziona il tuo Signore, se hai dimenticato, e di’: “Può darsi che il mio Signore mi guidi più vicino (al vero) di questo, quanto a buona direzione!”.
- Pasquini
 25.
 وَلَبِثوا فى كَهفِهِم ثَلٰثَ مِا۟ئَةٍ سِنينَ وَازدادوا تِسعًا
 Rimasero trecento anni nella loro caverna, e ne aggiungono altri nove [15].
- Hamza P.
 Sono rimasti nella loro caverna trecento anni, con l’aggiunta di nove. [25]
- Zilio Grandi
 Essi (i compagni della spelonca) rimasero nella loro spelonca trecento anni e (alcuni) aumentano (il numero degli anni) di nove.
- Pasquini
 26.
 قُلِ اللَّهُ أَعلَمُ بِما لَبِثوا لَهُ غَيبُ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ أَبصِر بِهِ وَأَسمِع ما لَهُم مِن دونِهِ مِن وَلِىٍّ وَلا يُشرِكُ فى حُكمِهِ أَحَدًا
 Di’: «Allah sa meglio quanto rimasero». Appartiene a Lui il segreto dei cieli e della terra [16]. Ha il miglior udito e la migliore vista. All’infuori di Lui non avranno patrono alcuno ed Egli non associa nessuno al Suo giudizio.
- Hamza P.
 Rispondi: «Dio sa meglio di chiunque quanto tempo sono rimasti lì, a Lui appartiene il mistero dei cieli e della terra, e com’è lucida la Sua vista, com’è acuto il Suo udito, gli uomini non hanno altro patrono che Lui, Egli non associa nessuno al Suo decreto».
- Zilio Grandi
 Di’: “Allàh ne sa di più, riguardo a quanto tempo rimasero!”. A Lui appartengono i segreti dei cieli e della Terra. Cosa Egli non vede e cosa non ode! Essi non hanno nessun patrono, all’infuori di Lui ed Egli non associa a Sé nessuno nel Suo governo di tutto ciò che esiste!
- Pasquini
 27.
 وَاتلُ ما أوحِىَ إِلَيكَ مِن كِتابِ رَبِّكَ لا مُبَدِّلَ لِكَلِمٰتِهِ وَلَن تَجِدَ مِن دونِهِ مُلتَحَدًا
 Recita quello che ti è stato rivelato del Libro del tuo Signore. Nessuno può cambiare le Sue parole [17] e non troverai [18], all’infuori di Lui, alcun rifugio.
- Hamza P.
 Leggi quel che ti è stato rivelato del libro del tuo Signore, nessuno può mutare le Sue parole, al di fuori di Lui non troverai rifugio.
- Zilio Grandi
 Recita ciò che ti è stato rivelato del Libro del tuo Signore! Non c’è variazione alle parole di Lui e non troverai all’infuori di Lui nessun rifugio.
- Pasquini
 28.
 وَاصبِر نَفسَكَ مَعَ الَّذينَ يَدعونَ رَبَّهُم بِالغَدوٰةِ وَالعَشِىِّ يُريدونَ وَجهَهُ وَلا تَعدُ عَيناكَ عَنهُم تُريدُ زينَةَ الحَيوٰةِ الدُّنيا وَلا تُطِع مَن أَغفَلنا قَلبَهُ عَن ذِكرِنا وَاتَّبَعَ هَوىٰهُ وَكانَ أَمرُهُ فُرُطًا
 E persevera insieme con coloro che invocano il loro Signore al mattino e alla sera, desiderando il Suo Volto. Non vadano oltre loro i tuoi occhi, in cerca degli agi di questa vita. Non dar retta a colui il cui cuore abbiamo reso indifferente al Ricordo di Noi, che si abbandona alle sue passioni ed è oltraggioso nel suo agire [19].
- Hamza P.
 Sii paziente con quelli che invocano il loro Signore di mattina e di sera per desiderio del Suo volto, e i tuoi occhi non si distolgano da loro desiderando gli ornamenti di questa vita terrena. Non ubbidire a colui a cui abbiamo reso il cuore sbadato nel ricordare il Nostro nome, che segue la propria passione insolente nel comportamento. [28]
- Zilio Grandi
 Abbi pazienza con coloro che, mattina e sera, invocano il loro Signore - desiderando il Suo Volto - e non allontanare da loro i tuoi due occhi - desiderando gli ornamenti della vita terrena. Non obbedire a colui, il cuore del quale Noi abbiamo reso indifferente al Nostro Ricordo, segue il suo capriccio e agisce con insolenza!
- Pasquini
 29.
 وَقُلِ الحَقُّ مِن رَبِّكُم فَمَن شاءَ فَليُؤمِن وَمَن شاءَ فَليَكفُر إِنّا أَعتَدنا لِلظّٰلِمينَ نارًا أَحاطَ بِهِم سُرادِقُها وَإِن يَستَغيثوا يُغاثوا بِماءٍ كَالمُهلِ يَشوِى الوُجوهَ بِئسَ الشَّرابُ وَساءَت مُرتَفَقًا
 Di’: «La verità [proviene] dal vostro Signore: creda chi vuole e chi vuole neghi» [20]. In verità abbiamo preparato per gli ingiusti un fuoco le cui fiamme li circonderanno, e quando imploreranno da bere, saranno abbeverati da un’acqua simile a metallo fuso che ustionerà i loro volti. Che terribile bevanda, che atroce dimora!
- Hamza P.
 Invece di’: «La verità viene dal vostro Signore, chi vuole credere creda, e chi non vuole credere non creda, per i colpevoli abbiamo preparato un fuoco le cui fiamme li avvolgeranno da ogni parte, e se chiederanno da bere saranno dissetati con un liquido che è come rame fuso e brucerà loro il volto, che bevanda orribile, quale orrendo luogo». [29]
- Zilio Grandi
 Tu di’: “La Verità viene dal vostro Signore: chi vuole creda e chi vuole rifiuti pure di credere!”. In verità, Noi abbiamo preparato per i trasgressori un fuoco, le cui spire li avvolgerà, e chi chiederà da bere sarà abbeverato con acqua simile a pece fusa, che arrostirà le loro facce. Che orrenda bevanda! E staranno male, quanto a punto di appoggio!
- Pasquini
 30.
 إِنَّ الَّذينَ ءامَنوا وَعَمِلُوا الصّٰلِحٰتِ إِنّا لا نُضيعُ أَجرَ مَن أَحسَنَ عَمَلًا
 Quanto a coloro che credono e compiono il bene, non lasceremo andar perduta la ricompensa di chi avrà agito per il bene.
- Hamza P.
 Quanto a coloro che hanno creduto e compiuto le azioni pure, ebbene, Noi non manderemo perduto il compenso di chi ha agito bene.
- Zilio Grandi
 In verità, coloro che credono e la cui linea di condotta è costituita dalle azioni buone (avranno successo). In verità, Noi non trascuriamo la ricompensa di chi si è comportato bene, quanto ad azione.
- Pasquini
 31.
 أُولٰئِكَ لَهُم جَنّٰتُ عَدنٍ تَجرى مِن تَحتِهِمُ الأَنهٰرُ يُحَلَّونَ فيها مِن أَساوِرَ مِن ذَهَبٍ وَيَلبَسونَ ثِيابًا خُضرًا مِن سُندُسٍ وَإِستَبرَقٍ مُتَّكِـٔينَ فيها عَلَى الأَرائِكِ نِعمَ الثَّوابُ وَحَسُنَت مُرتَفَقًا
 Ecco coloro che avranno i Giardini dell’Eden dove scorrono i ruscelli. Saranno ornati di bracciali d’oro e vestiranno verdi abiti di seta finissima e di broccato e staranno appoggiati su alti divani. Che eccellente ricompensa, che splendida dimora!
- Hamza P.
 Per loro ci sono i giardini di Eden alla cui ombra scorrono i fiumi, e lì ciascuno sarà adornato di bracciali d’oro, vestiranno abiti verdi di seta e di broccato, staranno adagiati su divani alti, che bella ricompensa, che magnifico luogo. [31]
- Zilio Grandi
 Quelli avranno giardini di ’Adn [2] e sotto i loro piedi scorreranno i fiumi. Si adorneranno in essi di bracciali di oro, porteranno abiti verdi di seta e di broccato, stando sdraiati in essi su divani. Che bella ricompensa! E staranno bene, quanto a punto d’appoggio!
- Pasquini
 32.
 وَاضرِب لَهُم مَثَلًا رَجُلَينِ جَعَلنا لِأَحَدِهِما جَنَّتَينِ مِن أَعنٰبٍ وَحَفَفنٰهُما بِنَخلٍ وَجَعَلنا بَينَهُما زَرعًا
 Proponi loro la metafora dei due uomini [21]: ad uno di loro demmo due giardini di vigna circondati da palme da datteri, separati da un campo coltivato.
- Hamza P.
 Porta loro l’esempio di due uomini. Per l’uno facemmo due giardini di vigne che circondammo di palme, tra le quali mettemmo un campo se minato.
- Zilio Grandi
 Proponi loro, come esempio, due uomini, a uno dei quali demmo due giardini a vigna, li circondammo di palme e ponemmo loro in mezzo una coltivazione.
- Pasquini
 33.
 كِلتَا الجَنَّتَينِ ءاتَت أُكُلَها وَلَم تَظلِم مِنهُ شَيـًٔا وَفَجَّرنا خِلٰلَهُما نَهَرًا
 Davano il loro frutto i due giardini senza mancare in nulla e in mezzo a loro facemmo sgorgare un ruscello.
- Hamza P.
 I due giardini diedero il loro frutto e in nulla fecero torto al loro padrone, e tra essi facemmo zampillare una sorgente.
- Zilio Grandi
 Entrambi i giardini produssero il loro frutto, senza deluderlo in nulla. E attraverso essi due facemmo sgorgare un fiume.
- Pasquini
 34.
 وَكانَ لَهُ ثَمَرٌ فَقالَ لِصٰحِبِهِ وَهُوَ يُحاوِرُهُ أَنا۠ أَكثَرُ مِنكَ مالًا وَأَعَزُّ نَفَرًا
 Alla raccolta disse al suo compagno: «Ti sono superiore per beni e più potente per clan!».
- Hamza P.
 Quell’uomo ne ebbe dei frutti e disse al suo compagno, mentre conversava con lui: «Io possiedo più ricchezze di te e sono più potente di te grazie alla mia gente». [34]
- Zilio Grandi
 Ebbe un (buon) risultato. Egli disse al suo compagno, conversando con lui: “Io, quanto a ricchezza, sono più di te e sono anche più potente di te, quanto a gruppo di appartenenza!”.
- Pasquini
 35.
 وَدَخَلَ جَنَّتَهُ وَهُوَ ظالِمٌ لِنَفسِهِ قالَ ما أَظُنُّ أَن تَبيدَ هٰذِهِ أَبَدًا
 Entrò nel suo giardino e, ingiusto nei suoi stessi confronti, disse: «Non credo che tutto questo possa giammai perire;
- Hamza P.
 Entrò nel proprio giardino facendo torto a se stesso e dicendo tra sé: «Non credo che tutto questo finirà,
- Zilio Grandi
 Egli entrò nel suo giardino, e, facendo torto a se stesso, disse: “Non credo che questo perisca mai,
- Pasquini
 36.
 وَما أَظُنُّ السّاعَةَ قائِمَةً وَلَئِن رُدِدتُ إِلىٰ رَبّى لَأَجِدَنَّ خَيرًا مِنها مُنقَلَبًا
 non credo che l’Ora [22] sia imminente, e se mi si condurrà al mio Signore, certamente troverò qualcosa di meglio che questo giardino!».
- Hamza P.
 non credo che l’ora verrà mai e comunque, se sarò ricondotto al mio Signore ne avrò del bene in cambio». [36]
- Zilio Grandi
 non credo che l’Ora stia per arrivare e, se sarò ricondotto al mio Signore, troverò, certamente, qualcosa di meglio di esso, quanto a destino finale!”.
- Pasquini
 37.
 قالَ لَهُ صاحِبُهُ وَهُوَ يُحاوِرُهُ أَكَفَرتَ بِالَّذى خَلَقَكَ مِن تُرابٍ ثُمَّ مِن نُطفَةٍ ثُمَّ سَوّىٰكَ رَجُلًا
 Gli rispose il suo compagno argomentando con lui: «Vorresti rinnegare Colui Che ti creò dalla polvere e poi dallo sperma e ti ha dato forma d’uomo?
- Hamza P.
 Il suo compagno gli disse, mentre conversava con lui: «Rifiuti di credere in Colui che ti ha creato di terra e poi da una goccia di sperma e poi ti ha dato la forma di un uomo?
- Zilio Grandi
 Il suo compagno, conversando con lui, gli disse: “Sei forse ingrato verso Colui che ti ha creato da polvere, poi da una goccia e poi ti ha foggiato in forma di uomo?
- Pasquini
 38.
 لٰكِنّا۠ هُوَ اللَّهُ رَبّى وَلا أُشرِكُ بِرَبّى أَحَدًا
 Per quanto mi concerne è Allah il mio Signore e non assocerò nessuno al mio Signore.
- Hamza P.
 Ma Egli è Dio, il mio Signore, al quale io non associo alcuno.
- Zilio Grandi
 Per me, Egli è Allàh, il mio Signore! Al mio Signore io non associo nessuno.
- Pasquini
 39.
 وَلَولا إِذ دَخَلتَ جَنَّتَكَ قُلتَ ما شاءَ اللَّهُ لا قُوَّةَ إِلّا بِاللَّهِ إِن تَرَنِ أَنا۠ أَقَلَّ مِنكَ مالًا وَوَلَدًا
 Conveniva che entrando nel tuo giardino dicessi: “Così Allah ha voluto! Non c’è potenza se non in Allah!” [23]. Sebbene tu mi veda inferiore a te nei beni e nei figli
- Hamza P.
 Perché, quando sei entrato nel tuo giardino, non hai detto: “Sia fatta la volontà di Dio, non c’è forza che in Dio”? Tu mi vedi inferiore a te per ricchezze e figli,
- Zilio Grandi
 Perché non hai detto: ‘Sia quel che vuole Allàh, non c’è forza se non grazie ad Allàh!’, quando tu sei entrato nel tuo giardino? Se tu mi pensi inferiore a te, quanto a ricchezza e quanto a figli,
- Pasquini
 40.
 فَعَسىٰ رَبّى أَن يُؤتِيَنِ خَيرًا مِن جَنَّتِكَ وَيُرسِلَ عَلَيها حُسبانًا مِنَ السَّماءِ فَتُصبِحَ صَعيدًا زَلَقًا
 può darsi che presto il mio Signore mi dia qualcosa di meglio del tuo giardino e che invii dal cielo una calamità contro di esso riducendolo a nudo suolo,
- Hamza P.
 ma può darsi che il mio Signore mi dia qualcosa di più bello del tuo giardino e mandi dal cielo un flagello che lo colpirà e all’indomani sarà suolo nudo,
- Zilio Grandi
 può, però, darsi che il mio Signore mi dia qualcosa di meglio del tuo giardino, o mandi su esso un uragano dal cielo, per cui diventi un deserto sdrucciolevole,
- Pasquini
 41.
 أَو يُصبِحَ ماؤُها غَورًا فَلَن تَستَطيعَ لَهُ طَلَبًا
 o che l’acqua che irriga scenda a tale profondità che tu non possa più raggiungerla».
- Hamza P.
 oppure può darsi che la sua acqua sparisca, e non potrai ritrovarla».
- Zilio Grandi
 o che la sua acqua sprofondi nelle sue viscere, in modo che tu non possa far nulla per attingerla?”.
- Pasquini
 42.
 وَأُحيطَ بِثَمَرِهِ فَأَصبَحَ يُقَلِّبُ كَفَّيهِ عَلىٰ ما أَنفَقَ فيها وَهِىَ خاوِيَةٌ عَلىٰ عُروشِها وَيَقولُ يٰلَيتَنى لَم أُشرِك بِرَبّى أَحَدًا
 Fu distrutto il suo raccolto, ed egli si torceva le mani per quello che aveva speso: i pergolati erano distrutti. Diceva: «Ah! Se non avessi associato nessuno al mio Signore!».
- Hamza P.
 Una calamità avvolse i suoi frutti e la mattina dopo quell’uomo si torceva le mani per tutto quel che aveva speso nel giardino, la vigna era distrutta, crollata sui sostegni, ed egli diceva: «Povero me, magari non avessi associato a Dio nessuno». [42]
- Zilio Grandi
 Fu distrutta la sua ricchezza con il suo giardino ed egli, torcendosi le sue due mani, per ciò che aveva speso per esso, diceva: “Non avessi mai associato nessuno al mio Signore!”.
- Pasquini
 43.
 وَلَم تَكُن لَهُ فِئَةٌ يَنصُرونَهُ مِن دونِ اللَّهِ وَما كانَ مُنتَصِرًا
 E non ci fu schiera che potesse essergli d’aiuto contro Allah ed egli stesso non poté aiutarsi.
- Hamza P.
 Al di fuori di Dio non trovò alleati che lo soccorressero,
- Zilio Grandi
 Non trovò gente che lo aiutasse, all’infuori di Allàh, né seppe darsi aiuto da sé.
- Pasquini
 44.
 هُنالِكَ الوَلٰيَةُ لِلَّهِ الحَقِّ هُوَ خَيرٌ ثَوابًا وَخَيرٌ عُقبًا
 Ché in tal caso [spetta] ad Allah, il Vero, la protezione.
Egli è il Migliore nella ricompensa e nel [giusto] esito.
- Hamza P.
 qui la protezione è solo quella di Dio che è la verità, Egli ricompensa meglio di chiunque e meglio di chiunque pone fine alle cose. [44]
- Zilio Grandi
 Là il patronato appartiene ad Allàh, il Vero! Egli è il meglio quanto a ricompensa e il meglio quanto a esito.
- Pasquini
 45.
 وَاضرِب لَهُم مَثَلَ الحَيوٰةِ الدُّنيا كَماءٍ أَنزَلنٰهُ مِنَ السَّماءِ فَاختَلَطَ بِهِ نَباتُ الأَرضِ فَأَصبَحَ هَشيمًا تَذروهُ الرِّيٰحُ وَكانَ اللَّهُ عَلىٰ كُلِّ شَيءٍ مُقتَدِرًا
 Proponi loro la metafora di questa vita: è simile ad un’acqua che facciamo scendere dal cielo; la vegetazione della terra si mescola ad essa, ma poi diventa secca stoppia che i venti disperdono.
Allah ha potenza su tutte le cose.
- Hamza P.
 Porta loro l’esempio della vita terrena: è come acqua che abbiamo fatto discendere dal cielo perché la assorbano le piante della terra, e all’indomani sono paglia dispersa dai venti, Dio è potente su tutte le cose. [45]
- Zilio Grandi
 Proponi loro l’esempio della vita di quaggiù. Essa è come dell’acqua, che Noi mandiamo dal cielo e le erbe della terra la assorbono (e verdeggiano), ma, il giorno dopo, esse diventano erba secca dispersa dai venti! Allàh ha potere sul destino di ogni cosa.
- Pasquini
 46.
 المالُ وَالبَنونَ زينَةُ الحَيوٰةِ الدُّنيا وَالبٰقِيٰتُ الصّٰلِحٰتُ خَيرٌ عِندَ رَبِّكَ ثَوابًا وَخَيرٌ أَمَلًا
 Ricchezze e figli sono l’ornamento di questa vita. Tuttavia le buone tracce [24] che restano sono, presso Allah, le migliori quanto a ricompensa e [suscitano] una bella speranza.
- Hamza P.
 Le ricchezze e i figli sono gli ornamenti della vita terrena e invece le azioni pure, che non periscono, hanno migliore ricompensa presso il tuo Signore, sono speranza migliore.
- Zilio Grandi
 La ricchezza e i figli sono l’ornamento della vita di quaggiù, ma quelle che rimangono, le opere buone, sono meglio presso il Tuo Signore, quanto a ricompensa e meglio quanto a speranza.
- Pasquini
 47.
 وَيَومَ نُسَيِّرُ الجِبالَ وَتَرَى الأَرضَ بارِزَةً وَحَشَرنٰهُم فَلَم نُغادِر مِنهُم أَحَدًا
 Nel Giorno in cui faremo muovere le montagne [25] vedrai la terra spianata e tutti li riuniremo senza eccezione.
- Hamza P.
 Nel giorno in cui faremo camminare i monti e vedrai la terra spianata, Noi li raduneremo tutti insieme, nessuno lasceremo indietro, [47]
- Zilio Grandi
 Il giorno in cui faremo viaggiare le montagne, nel quale tu vedrai la terra spianata, nel quale li raduneremo senza lasciarne uno,
- Pasquini
 48.
 وَعُرِضوا عَلىٰ رَبِّكَ صَفًّا لَقَد جِئتُمونا كَما خَلَقنٰكُم أَوَّلَ مَرَّةٍ بَل زَعَمتُم أَلَّن نَجعَلَ لَكُم مَوعِدًا
 Compariranno in file schierate davanti al tuo Signore: «Eccovi ritornati a Noi come vi creammo la prima volta. E invece pretendevate che mai vi avremmo fissato un termine?».
- Hamza P.
 saranno presentati a schiere davanti al loro Signore e una voce dirà: «Siete venuti a Noi come vi abbiamo creato la prima volta, eppure pensavate che Noi avremmo mancato l’incontro». [48]
- Zilio Grandi
 e nel quale a schiere saranno presentati al tuo Signore.(Egli dirà loro): “Siete venuti a Noi come vi abbiamo creato la prima volta! Eppure voi non ci credevate che vi avremmo dato appuntamento!”.
- Pasquini
 49.
 وَوُضِعَ الكِتٰبُ فَتَرَى المُجرِمينَ مُشفِقينَ مِمّا فيهِ وَيَقولونَ يٰوَيلَتَنا مالِ هٰذَا الكِتٰبِ لا يُغادِرُ صَغيرَةً وَلا كَبيرَةً إِلّا أَحصىٰها وَوَجَدوا ما عَمِلوا حاضِرًا وَلا يَظلِمُ رَبُّكَ أَحَدًا
 E vi si consegnerà il Registro [26]. Allora vedrai gli empi, sconvolti da quel che contiene. Diranno: «Guai a noi! Cos’è questo Registro che non lascia passare azione piccola o grande senza computarla?». E vi troveranno segnato tutto quello che avranno fatto. Il tuo Signore non farà torto ad alcuno.
- Hamza P.
 A ciascuno sarà messo in mano il libro delle sue azioni e allora vedrai i malfattori pieni di angoscia per quel che il libro contiene. Diranno: «Guai a noi, che libro è questo che non manca di contare alcuna cosa, piccola o grande che sia?». Vi troveranno, lì davanti a loro, quel che avranno fatto, a nessuno fa torto il tuo Signore. [49]
- Zilio Grandi
 Il Libro verrà portato e tu vedrai i delinquenti atterriti da ciò che vi è in esso! Essi diranno, allora: «Poveri noi! Ciò che c’è in questo libro non tralascia azione grande o piccola! Anzi le ha messe in conto!”. Essi troveranno presente ciò che hanno fatto e il tuo Signore non farà torto a nessuno.
- Pasquini
 50.
 وَإِذ قُلنا لِلمَلٰئِكَةِ اسجُدوا لِءادَمَ فَسَجَدوا إِلّا إِبليسَ كانَ مِنَ الجِنِّ فَفَسَقَ عَن أَمرِ رَبِّهِ أَفَتَتَّخِذونَهُ وَذُرِّيَّتَهُ أَولِياءَ مِن دونى وَهُم لَكُم عَدُوٌّ بِئسَ لِلظّٰلِمينَ بَدَلًا
 E quando dicemmo agli angeli: «Prosternatevi davanti ad Adamo», si prosternarono, eccetto Iblîs, che era uno dei dèmoni e che si rivoltò all’Ordine di Allah [27]. Prenderete lui e la sua progenie come alleati in luogo di Me, nonostante siano i vostri nemici? Un pessimo scambio per gli ingiusti.
- Hamza P.
 Ricorda quando dicemmo agli angeli: «Prosternatevi davanti a Adamo», e si prosternarono tutti tranne Iblīs, uno dei jinn, che deviò dall’ordine del Signore.
Prenderete per patroni lui e la sua progenie anziché Me, loro che sono vostri nemici? Che pessimo scambio per gli ingiusti! [50]
- Zilio Grandi
 Noi dicemmo agli Angeli: “Prosternatevi ad Adamo!”. Tutti si prosternarono a eccezione di Iblīs [3], il quale, essendo uno dei Gìnn [4], si allontanò dall’ordine del suo Signore. Prenderete lui e la sua discendenza come vostri patroni al posto mio, mentre essi sono i vostri nemici? Quale cattivo cambio per i trasgressori!
- Pasquini
 51.
 ما أَشهَدتُهُم خَلقَ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ وَلا خَلقَ أَنفُسِهِم وَما كُنتُ مُتَّخِذَ المُضِلّينَ عَضُدًا
 Non li presi a testimoni della creazione dei cieli e della terra e neppure della creazione di loro stessi e certamente non accetterei l’aiuto dei corruttori!
- Hamza P.
 Non li presi come testimoni della creazione dei cieli e della terra, né della creazione di loro stessi, né presi come aiutanti quelli che traggono in errore.
- Zilio Grandi
 Noi non li prendemmo come testimoni della creazione dei cieli e della Terra, né della creazione di essi medesimi. Non avrei preso come assistenti i fuorviatori.
- Pasquini
 52.
 وَيَومَ يَقولُ نادوا شُرَكاءِىَ الَّذينَ زَعَمتُم فَدَعَوهُم فَلَم يَستَجيبوا لَهُم وَجَعَلنا بَينَهُم مَوبِقًا
 Nel Giorno in cui dirà: «Chiamate coloro che pretendevate Miei consimili», li invocheranno, ma essi non risponderanno e tra loro [28] avremo posto un abisso.
- Hamza P.
 Un giorno una voce dirà: «Chiamate adesso quelli che avete creduto Miei compagni», ed essi li chiameranno, ma non risponderanno, e Noi metteremo fra loro una valle di perdizione.
- Zilio Grandi
 Quel giorno, Egli dirà: “Chiamate i miei soci che voi pretendevate!”. Essi li chiameranno, ma quelli non risponderanno loro e, allora, Noi porremo fra gli uni e gli altri un abisso.
- Pasquini
 53.
 وَرَءَا المُجرِمونَ النّارَ فَظَنّوا أَنَّهُم مُواقِعوها وَلَم يَجِدوا عَنها مَصرِفًا
 Gli iniqui vedranno il fuoco. Allora capiranno di stare per cadervi e non avranno nessuno scampo.
- Hamza P.
 Allora i malfattori vedranno il fuoco e penseranno di essere sul punto di cadervi, e non troveranno modo di sfuggirvi.
- Zilio Grandi
 I delinquenti vedranno il fuoco, si renderanno conto di doverci stare dentro e non troveranno da esso via di scampo.
- Pasquini
 54.
 وَلَقَد صَرَّفنا فى هٰذَا القُرءانِ لِلنّاسِ مِن كُلِّ مَثَلٍ وَكانَ الإِنسٰنُ أَكثَرَ شَيءٍ جَدَلًا
 Certamente, in questo Corano, abbiamo offerto alle genti ogni sorta di esempi. Ciononostante l’uomo è la più polemica delle creature.
- Hamza P.
 Questo Corano lo abbiamo riempito di ogni sorta di esempi per gli uomini, ma l’uomo è il più cavilloso che ci sia. [54]
- Zilio Grandi
 Noi abbiamo dato agli uomini, in questo Corano, ogni sorta di esempi, ma l’uomo è amante della polemica più d’ogni altra cosa!
- Pasquini
 55.
 وَما مَنَعَ النّاسَ أَن يُؤمِنوا إِذ جاءَهُمُ الهُدىٰ وَيَستَغفِروا رَبَّهُم إِلّا أَن تَأتِيَهُم سُنَّةُ الأَوَّلينَ أَو يَأتِيَهُمُ العَذابُ قُبُلًا
 Cosa mai impedisce agli uomini di credere, dopo che è giunta loro la Guida, e di chiedere perdono al loro Signore? [Vogliono] subire il destino dei loro avi e [che] li colpisca in pieno il castigo?
- Hamza P.
 Ciò che ha impedito agli uomini di credere, quando è giunta loro la guida, e di chiedere perdono al loro Signore è solo che toccherà loro quel che già toccò agli antichi, o che li coglierà il castigo al cospetto di tutti, null’altro. [55]
- Zilio Grandi
 E quando arrivò alla gente la buona direzione, cosa impedì loro di credere e domandare perdono al loro Signore, se non il fatto che essi volessero che giungesse loro addosso parte della linea di condotta (da Noi tenuta nei confronti) degli antichi o giungesse loro addosso del castigo?
- Pasquini
 56.
 وَما نُرسِلُ المُرسَلينَ إِلّا مُبَشِّرينَ وَمُنذِرينَ وَيُجٰدِلُ الَّذينَ كَفَروا بِالبٰطِلِ لِيُدحِضوا بِهِ الحَقَّ وَاتَّخَذوا ءايٰتى وَما أُنذِروا هُزُوًا
 Non inviammo i profeti se non per annunciare ed ammonire. I miscredenti usano le menzogne per indebolire la verità. Deridono i Nostri segni e ciò di cui li si avverte.
- Hamza P.
 Ma Noi mandiamo i messaggeri divini solo come annunciatori e ammonitori, e i miscredenti discutono, in tutta vanità, per confutare la verità, e si burlano dei Miei segni e del Mio ammonimento.
- Zilio Grandi
 Noi non mandiamo i nostri Apostoli, se non in veste di annunciatori e ammonitori, ma coloro che rifiutano di credere contraddicono con discorsi futili per respingere la Verità, si fanno beffa dei miei segni e di ciò di cui sono stati ammoniti.
- Pasquini
 57.
 وَمَن أَظلَمُ مِمَّن ذُكِّرَ بِـٔايٰتِ رَبِّهِ فَأَعرَضَ عَنها وَنَسِىَ ما قَدَّمَت يَداهُ إِنّا جَعَلنا عَلىٰ قُلوبِهِم أَكِنَّةً أَن يَفقَهوهُ وَفى ءاذانِهِم وَقرًا وَإِن تَدعُهُم إِلَى الهُدىٰ فَلَن يَهتَدوا إِذًا أَبَدًا
 Quale peggior ingiusto di colui che si allontana dai segni di Allah, dopo che essi gli sono stati ricordati, e che dimentica quello che ha commesso [29]? Abbiamo posto un velo sui loro cuori, sì che non capiscano e abbiamo messo una pesantezza nelle loro orecchie. Anche se li richiami alla retta via, essi non la seguiranno mai.
- Hamza P.
 Chi è più ingiusto di chi ha ricevuto avvertimento dei segni del tuo Signore e ha dato le spalle e ha dimenticato quel che le Sue mani hanno compiuto? Abbiamo messo loro un involucro sul cuore affinché non comprendano, e abbiamo reso pesanti le loro orecchie, anche se li chiamerai alla guida non saranno mai guidati. [57]
- Zilio Grandi
 Chi è più trasgressore di chi, messo sull’avviso dai Segni del suo Signore, si allontana da essi e dimentica ciò che hanno prodotto le sue due mani? In verità, Noi abbiamo posto sui loro cuori delle coperture perché non comprendano il Corano, e nelle loro orecchie sordità! Se tu li inviti alla giusta direzione, non si dirigeranno mai.
- Pasquini
 58.
 وَرَبُّكَ الغَفورُ ذُو الرَّحمَةِ لَو يُؤاخِذُهُم بِما كَسَبوا لَعَجَّلَ لَهُمُ العَذابَ بَل لَهُم مَوعِدٌ لَن يَجِدوا مِن دونِهِ مَوئِلًا
 Il tuo Signore è il Perdonatore, Colui Che detiene la misericordia. Se considerasse quello che hanno fatto, certamente affretterebbe il castigo; ma ognuno di loro ha un termine e nessuno potrà sfuggirvi.
- Hamza P.
 Il tuo Signore è pieno di perdono, Egli ha misericordia, se avesse voluto punirli per quel che si sono meritati avrebbe affrettato loro il castigo, ma essi hanno un incontro fissato per un dato giorno, e al di fuori di Lui non troveranno rifugio. [58]
- Zilio Grandi
 Il tuo Signore è al-Ghafùr (il Perdonatore), il Possessore della misericordia! Se Egli volesse prendersela nei loro confronti, per ciò che essi commettono, già Egli avrebbe affrettato loro il castigo. Però c’è per loro un appuntamento, da cui non troveranno, all’infuori di Lui, nessuna via di scampo.
- Pasquini
 59.
 وَتِلكَ القُرىٰ أَهلَكنٰهُم لَمّا ظَلَموا وَجَعَلنا لِمَهلِكِهِم مَوعِدًا
 Quelle città [30] le facemmo perire quando [i loro abitanti] furono ingiusti; per ognuna avevamo stabilito un termine per la loro distruzione.
- Hamza P.
 Quelle antiche città Noi le abbiamo distrutte quando hanno agito ingiustamente e abbiamo fissato un termine per la loro distruzione. [59]
- Zilio Grandi
 (Gli abitanti di) quelle Città (che abbiamo distrutto) li sterminammo quando trasgredirono e fissammo al loro sterminio una data precisa di appuntamento.
- Pasquini
 60.
 وَإِذ قالَ موسىٰ لِفَتىٰهُ لا أَبرَحُ حَتّىٰ أَبلُغَ مَجمَعَ البَحرَينِ أَو أَمضِىَ حُقُبًا
 [Ricorda] quando Mosè disse al suo garzone [31]: «Non avrò pace finché non avrò raggiunto la confluenza dei due mari [32] dovessi anche camminare per degli anni!».
- Hamza P.
 Ricorda quando Mosè disse al suo servo: «Non smetterò di andare avanti finché giungerò al confluire dei due mari, anche se dovrò passare lunghi anni in cammino». [60]
- Zilio Grandi
 Mūsā (Mosè) disse al suo attendente: “Non mi fermerò, finché non sarò giunto alla confluenza dei due mari, oppure finché non sia trascorso un lungo periodo di tempo!”.
- Pasquini
 61.
 فَلَمّا بَلَغا مَجمَعَ بَينِهِما نَسِيا حوتَهُما فَاتَّخَذَ سَبيلَهُ فِى البَحرِ سَرَبًا
 Quando poi giunsero alla confluenza, dimenticarono il loro pesce che, miracolosamente, riprese la sua via nel mare.
- Hamza P.
 E quando giunsero al confluire dei due mari dimenticarono il pesce che avevano portato, ed esso, liberamente, prese la sua via nel mare.
- Zilio Grandi
 Quando giunsero alla confluenza di essi due (dei due mari), essi dimenticarono il loro pesce, il quale prese la sua via nel mare
- Pasquini
 62.
 فَلَمّا جاوَزا قالَ لِفَتىٰهُ ءاتِنا غَداءَنا لَقَد لَقينا مِن سَفَرِنا هٰذا نَصَبًا
 Quando poi furono andati oltre, disse al suo garzone: «Tira fuori il nostro pranzo, ché ci siamo affaticati in questo nostro viaggio!».
- Hamza P.
 E quando furono andati oltre, Mosè disse al suo servo: «Porta il cibo per la nostra colazione, questo viaggio ci ha stancato molto».
- Zilio Grandi
 Quando essi due furono passati oltre, (Mosè) disse al suo attendente: “Dacci il nostro pranzo, giacché a causa di questo nostro viaggio abbiamo incontrato fatica”.
- Pasquini
 63.
 قالَ أَرَءَيتَ إِذ أَوَينا إِلَى الصَّخرَةِ فَإِنّى نَسيتُ الحوتَ وَما أَنسىٰنيهُ إِلَّا الشَّيطٰنُ أَن أَذكُرَهُ وَاتَّخَذَ سَبيلَهُ فِى البَحرِ عَجَبًا
 Rispose: «Vedi un po’ [cos’è accaduto], quando ci siamo rifugiati vicino alla roccia, ho dimenticato il pesce – solo Satana mi ha fatto scordare di dirtelo – e miracolosamente ha ripreso la sua via nel mare.
- Hamza P.
 Il servo rispose: «Ti dirò cos’è accaduto: quando ci siamo rifugiati contro la roccia, ho dimenticato il pesce – è solo Satana che mi ha fatto scordare di parlartene – ed esso, mirabilmente, ha preso la sua via nel mare».
- Zilio Grandi
 Disse: “Lo sai? Quando siamo giunti alla roccia, in verità, ho dimenticato il pesce - e non mi ha fatto dimenticare di ricordarmi di esso, se non Sciayṭān - sicché esso ha preso, miracolosamente, la sua via nel mare!”.
- Pasquini
 64.
 قالَ ذٰلِكَ ما كُنّا نَبغِ فَارتَدّا عَلىٰ ءاثارِهِما قَصَصًا
 Disse [Mosè]: «Questo è quello che cercavamo».
Poi entrambi ritornarono sui loro passi.
- Hamza P.
 «È proprio ciò che volevamo» disse Mosè, e quindi tornarono indietro seguendo al contrario i propri passi. [64]
- Zilio Grandi
 Disse: “È proprio ciò che desideravamo!”. E ritornarono sui loro passi con racconti.
- Pasquini
 65.
 فَوَجَدا عَبدًا مِن عِبادِنا ءاتَينٰهُ رَحمَةً مِن عِندِنا وَعَلَّمنٰهُ مِن لَدُنّا عِلمًا
 Incontrarono uno dei Nostri schiavi [33], al quale avevamo concesso misericordia da parte Nostra e al quale avevamo insegnato una scienza da Noi proveniente.
- Hamza P.
 Si imbatterono in uno dei Nostri servi a cui avevamo dato della misericordia da parte Nostra, e gli avevamo insegnato della scienza che viene da Noi.
- Zilio Grandi
 E i due trovarono un Nostro servo, al quale avevamo dato misericordia da parte Nostra e al quale avevamo insegnato scienza proveniente da Noi.
- Pasquini
 66.
 قالَ لَهُ موسىٰ هَل أَتَّبِعُكَ عَلىٰ أَن تُعَلِّمَنِ مِمّا عُلِّمتَ رُشدًا
 Chiese [Mosè]: «Posso seguirti per imparare quello che ti è stato insegnato [a proposito] della retta via?».
- Hamza P.
 Mosè gli disse: «Posso seguirti affinché tu mi insegni parte di quel che è stato insegnato a te, così da guidarmi nella buona direzione?». [66]
- Zilio Grandi
 Disse a lui Mūsā (Mosè): “Posso seguirti perché tu mi sia maestro di un po’ di quello che ti è stato insegnato quanto a sapienza?”.
- Pasquini
 67.
 قالَ إِنَّكَ لَن تَستَطيعَ مَعِىَ صَبرًا
 Rispose: «Non potrai essere paziente con me.
- Hamza P.
 Rispose: «Tu non saprai pazientare con me,
- Zilio Grandi
 Disse (il Nostro servo): “In verità, tu non la potrai con me, quanto a pazienza!
- Pasquini
 68.
 وَكَيفَ تَصبِرُ عَلىٰ ما لَم تُحِط بِهِ خُبرًا
 Come potresti aver pazienza dinnanzi a cose che non potrai comprendere?».
- Hamza P.
 e come potresti avere pazienza su ciò che non comprendi?».
- Zilio Grandi
 Come potrai, infatti, essere paziente in ciò che tu non possiedi, quanto a esperienza?”.
- Pasquini
 69.
 قالَ سَتَجِدُنى إِن شاءَ اللَّهُ صابِرًا وَلا أَعصى لَكَ أَمرًا
 Disse [Mosè]: «Se Allah vuole sarò paziente e non disobbedirò ai tuoi ordini»;
- Hamza P.
 Disse Mosè: «Se Dio vuole mi troverai paziente, non ti disubbidirò».
- Zilio Grandi
 Disse (Mosè): “Mi troverai, se Allàh vuole, paziente e non ti disubbidirò, quanto ad azione!”.
- Pasquini
 70.
 قالَ فَإِنِ اتَّبَعتَنى فَلا تَسـَٔلنى عَن شَيءٍ حَتّىٰ أُحدِثَ لَكَ مِنهُ ذِكرًا
 [e l’altro] ribadì: «Se vuoi seguirmi, non dovrai interrogarmi su alcunché prima che io te ne parli».
- Hamza P.
 Disse: «Se vuoi seguirmi, non domandarmi nulla di alcuna cosa finché non te la spiegherò».
- Zilio Grandi
 Disse (il Nostro servo): “Se mi segui, non mi fare domande intorno a cosa alcuna, finché non sia io a fartene menzione!”.
- Pasquini
 71.
 فَانطَلَقا حَتّىٰ إِذا رَكِبا فِى السَّفينَةِ خَرَقَها قالَ أَخَرَقتَها لِتُغرِقَ أَهلَها لَقَد جِئتَ شَيـًٔا إِمرًا
 Partirono entrambi e, dopo essere saliti su una nave, quello vi produsse una falla. Chiese [Mosè]: «Hai prodotto la falla per far annegare tutti quanti? Hai certo commesso qualcosa di atroce!».
- Hamza P.
 Così partirono e, quando salirono sulla nave, egli la forò. «L’hai forata» gli chiese Mosè «per fare annegare la sua gente? Hai commesso un’enormità.»
- Zilio Grandi
 I due si misero in movimento (e andarono) finché, quando furono montati sulla nave, (il Nostro servo) la bucò. Disse (Mosè): “L’hai bucata per fare annegare il suo equipaggio? Grave cosa hai fatto!”
- Pasquini
 72.
 قالَ أَلَم أَقُل إِنَّكَ لَن تَستَطيعَ مَعِىَ صَبرًا
 Rispose: «Non ti avevo detto che non avresti avuto pazienza insieme con me?».
- Hamza P.
 Rispose: «Non ti ho detto che non avresti potuto pazientare con me?».
- Zilio Grandi
 Disse (il Nostro servo): “Non te l’ho detto che tu non l’avresti potuta con me, quanto a pazienza?”.
- Pasquini
 73.
 قالَ لا تُؤاخِذنى بِما نَسيتُ وَلا تُرهِقنى مِن أَمرى عُسرًا
 Disse: «Non essere in collera per la mia dimenticanza e non impormi una prova troppo difficile».
- Hamza P.
 Disse Mosè: «Non mi riprendere se ho dimenticato, non mi imporre una grave punizione».
- Zilio Grandi
 Disse (Mosé): “Non rimproverarmi, perché ho dimenticato e non farmi subire danno per la mia azione!”.
- Pasquini
 74.
 فَانطَلَقا حَتّىٰ إِذا لَقِيا غُلٰمًا فَقَتَلَهُ قالَ أَقَتَلتَ نَفسًا زَكِيَّةً بِغَيرِ نَفسٍ لَقَد جِئتَ شَيـًٔا نُكرًا
 Continuarono insieme e incontrarono un giovanetto che [quello] uccise. Insorse [Mosè]: «Hai ucciso un incolpevole, senza ragione di giustizia? Hai certo commesso un’azione orribile».
- Hamza P.
 E andarono avanti finché incontrarono un ragazzo, ed egli lo uccise. «Hai ucciso un’anima pura senza necessità di vendicare altri? Hai commesso una cosa abominevole.» [74]
- Zilio Grandi
 I due ripresero il cammino, (andarono avanti) fino a quando incontrarono un ragazzo e (il Nostro servo) l’uccise. Disse (Mosè): “Hai tolto la vita a un innocente non in cambio di un’altra vita? Hai commesso una cosa nefanda!”.
- Pasquini
 75.
 قالَ أَلَم أَقُل لَكَ إِنَّكَ لَن تَستَطيعَ مَعِىَ صَبرًا
 Rispose: «Non ti avevo detto che non avresti avuto pazienza insieme con me?».
- Hamza P.
 Rispose: «Non ti ho detto che non avresti potuto pazientare con me?».
- Zilio Grandi
 Disse (il Nostro servo): “Non te l’ho detto che tu non l’avresti potuta con me, quanto a pazienza?”.
- Pasquini
 76.
 قالَ إِن سَأَلتُكَ عَن شَيءٍ بَعدَها فَلا تُصٰحِبنى قَد بَلَغتَ مِن لَدُنّى عُذرًا
 Disse [Mosè]: «Se dopo di ciò ancora ti interrogherò, non mi tenere più insieme con te. Ti prego di scusarmi».
- Hamza P.
 Disse Mosè: «Se ti chiederò ancora una cosa sola, non accompagnarti più a me e riceverai le mie scuse».
- Zilio Grandi
 Disse (Mosè): “Se ti domando ancora qualche cosa, non ti accompagnare più con me, avresti un buon motivo da parte mia!”.
- Pasquini
 77.
 فَانطَلَقا حَتّىٰ إِذا أَتَيا أَهلَ قَريَةٍ استَطعَما أَهلَها فَأَبَوا أَن يُضَيِّفوهُما فَوَجَدا فيها جِدارًا يُريدُ أَن يَنقَضَّ فَأَقامَهُ قالَ لَو شِئتَ لَتَّخَذتَ عَلَيهِ أَجرًا
 Continuarono insieme e giunsero nei pressi di un abitato. Chiesero da mangiare agli abitanti, ma costoro rifiutarono l’ospitalità. S’imbatterono poi in un muro che minacciava di crollare e [quello] lo raddrizzò. Disse [Mosè]: «Potresti ben chiedere un salario per quello che hai fatto».
- Hamza P.
 E andarono avanti finché giunsero dagli abitanti di una città, chiesero del cibo, ma quelli rifiutarono di ospitarli. Nella città trovarono un muro che minacciava di crollare ed egli lo raddrizzò. Disse Mosè: «Se tu avessi voluto, avresti potuto chiedere una retribuzione per questo».
- Zilio Grandi
 Proseguirono i due, giungendo agli abitanti di una città. Essi due chiesero da mangiare agli abitanti di essa, ma quelli si rifiutarono di ospitarli. Trovarono un muro che voleva esser sul punto di crollare e (il Nostro servo) lo raddrizzò. Disse (Mosè): “Se volessi, potresti farti dare un compenso!”.
- Pasquini
 78.
 قالَ هٰذا فِراقُ بَينى وَبَينِكَ سَأُنَبِّئُكَ بِتَأويلِ ما لَم تَستَطِع عَلَيهِ صَبرًا
 Disse: «Questa è la separazione. Ti spiegherò il significato di ciò che non hai potuto sopportare con pazienza.
- Hamza P.
 Rispose: «È giunto il momento della nostra separazione, ma prima ti spiegherò ciò su cui non hai avuto pazienza.
- Zilio Grandi
 Disse (il Nostro servo): “Questa è la separazione tra te e me! Però, prima, ti annuncerò la spiegazione di ciò per cui tu non hai avuto pazienza.
- Pasquini
 79.
 أَمَّا السَّفينَةُ فَكانَت لِمَسٰكينَ يَعمَلونَ فِى البَحرِ فَأَرَدتُ أَن أَعيبَها وَكانَ وَراءَهُم مَلِكٌ يَأخُذُ كُلَّ سَفينَةٍ غَصبًا
 Per quel che riguarda la nave, apparteneva a povera gente che lavorava sul mare. L’ho danneggiata perché li inseguiva un tiranno che l’avrebbe presa con la forza.
- Hamza P.
 La nave apparteneva a della povera gente che lavorava in mare, ho voluto danneggiarla perché li inseguiva un re che si impadroniva di ogni nave.
- Zilio Grandi
 Quanto alla nave, essa apparteneva a dei poveri che lavoravano nel mare. Io l’ho voluta lesionare, perché li attendeva un re che si impadronisce con la forza di ogni nave.
- Pasquini
 80.
 وَأَمَّا الغُلٰمُ فَكانَ أَبَواهُ مُؤمِنَينِ فَخَشينا أَن يُرهِقَهُما طُغيٰنًا وَكُفرًا
 Il giovane aveva padre e madre credenti, abbiamo voluto impedire [34] che imponesse loro ribellione e miscredenza
- Hamza P.
 E quanto al ragazzo, i suoi genitori erano credenti e abbiamo temuto che egli li forzasse alla ribellione e alla miscredenza, [80]
- Zilio Grandi
 Quanto al ragazzo, i suoi due genitori erano dei credenti, e - temendo noi che egli imponesse a loro due violenza e miscredenza -
- Pasquini
 81.
 فَأَرَدنا أَن يُبدِلَهُما رَبُّهُما خَيرًا مِنهُ زَكوٰةً وَأَقرَبَ رُحمًا
 e abbiamo voluto che il loro Signore desse loro in cambio [un figlio] più puro e più degno di affetto.
- Hamza P.
 abbiamo voluto che il loro Signore desse loro in cambio un figlio più puro e più degno di misericordia.
- Zilio Grandi
 volemmo che il loro Signore desse a loro due un (figlio) migliore di lui, quanto a purezza, e più vicino per pietà filiale.
- Pasquini
 82.
 وَأَمَّا الجِدارُ فَكانَ لِغُلٰمَينِ يَتيمَينِ فِى المَدينَةِ وَكانَ تَحتَهُ كَنزٌ لَهُما وَكانَ أَبوهُما صٰلِحًا فَأَرادَ رَبُّكَ أَن يَبلُغا أَشُدَّهُما وَيَستَخرِجا كَنزَهُما رَحمَةً مِن رَبِّكَ وَما فَعَلتُهُ عَن أَمرى ذٰلِكَ تَأويلُ ما لَم تَسطِع عَلَيهِ صَبرًا
 Il muro apparteneva a due orfani della città e alla sua base c’era un tesoro che apparteneva loro. Il loro padre era uomo virtuoso e il tuo Signore volle che raggiungessero la loro età adulta e disseppellissero il loro tesoro; segno questo della misericordia del tuo Signore. Io non l’ho fatto di mia iniziativa. Ecco la spiegazione di quello che non hai potuto sopportare con pazienza».
- Hamza P.
 Infine il muro apparteneva a due giovani orfani di quella città e sotto c’era un tesoro che era loro; il padre era un uomo puro e il tuo Signore ha voluto che essi raggiungessero la maggiore età e poi trovassero il tesoro per loro conto, fu una misericordia da parte del tuo Signore. Quel che ho fatto non l’ho deciso da me, ecco la spiegazione di ciò su cui non hai potuto pazientare». [82]
- Zilio Grandi
 Quanto al muro, esso apparteneva a due ragazzi orfani della città. Sotto c’era per loro due un tesoro e il padre di loro due era un uomo pio. Ora il tuo Signore ha voluto che siano loro due, una volta pervenuti alla maggiore età, a estrarre, per misericordia del loro Signore, il tesoro appartenente a loro due. E non ho fatto (tutto ciò) di mia iniziativa! Questa è la spiegazione di quelle cose, riguardo alle quali tu nulla hai potuto, quanto a pazienza!”.
- Pasquini
 83.
 وَيَسـَٔلونَكَ عَن ذِى القَرنَينِ قُل سَأَتلوا عَلَيكُم مِنهُ ذِكرًا
 Ti interrogheranno a proposito del Bicorne [35].
Di’: «Vi racconterò qualcosa sul suo conto».
- Hamza P.
 Ti chiederanno di Dhū l-Qarnayn. Rispondi: «Vi narrerò una storia su di lui». [83]
- Zilio Grandi
 Essi interrogheranno su Dhū-l-qarnàyn [5]. Di’: “Vi raccon­terò una storia a proposito di lui!”.
- Pasquini
 84.
 إِنّا مَكَّنّا لَهُ فِى الأَرضِ وَءاتَينٰهُ مِن كُلِّ شَيءٍ سَبَبًا
 In verità gli abbiamo dato ampi mezzi sulla terra e modo di riuscire in ogni impresa.
- Hamza P.
 Noi lo rendemmo potente sulla terra e gli donammo una via a ogni cosa,
- Zilio Grandi
 In verità, Noi lo facemmo potente sulla Terra e gli demmo di ogni cosa scienza e via per conseguirla.
- Pasquini
 85.
 فَأَتبَعَ سَبَبًا
 Egli seguì una via [36].
- Hamza P.
 ed egli seguì una via.
- Zilio Grandi
 Egli fu conseguente (dirigendosi a occidente)!
- Pasquini
 86.
 حَتّىٰ إِذا بَلَغَ مَغرِبَ الشَّمسِ وَجَدَها تَغرُبُ فى عَينٍ حَمِئَةٍ وَوَجَدَ عِندَها قَومًا قُلنا يٰذَا القَرنَينِ إِمّا أَن تُعَذِّبَ وَإِمّا أَن تَتَّخِذَ فيهِم حُسنًا
 Quando giunse all’[estremo] occidente [37], vide il sole che tramontava in una sorgente ribollente e nei pressi c’era un popolo. Dicemmo: «O Bicorne, puoi punirli oppure esercitare benevolenza nei loro confronti».
- Hamza P.
 Quando ebbe raggiunto il luogo in cui tramonta il sole, trovò che tramontava in una fonte limacciosa e vicino a essa trovò un popolo. Gli dicemmo: «Dhū l-Qarnayn, puniscili oppure prendili con bontà». [86]
- Zilio Grandi
 Quando egli giunse al luogo dove il sol tramonta, lo trovò che tramontava in una sorgente melmosa, presso la quale trovò un popolo. Dicemmo: “O Dhū-l-qarnàyn [6] puniscili oppure trattali bene!”.
- Pasquini
 87.
 قالَ أَمّا مَن ظَلَمَ فَسَوفَ نُعَذِّبُهُ ثُمَّ يُرَدُّ إِلىٰ رَبِّهِ فَيُعَذِّبُهُ عَذابًا نُكرًا
 Disse: «Puniremo chi avrà agito ingiustamente e poi sarà ricondotto al suo Signore che gli infliggerà un terribile castigo.
- Hamza P.
 Rispose: «Quanto a chi di loro ha agito ingiustamente, noi lo puniremo e poi sarà ricondotto al suo Signore che lo castigherà di un tormento terribile, [87]
- Zilio Grandi
 Disse: “Chi trasgredisce, lo puniremo e poi verrà rimesso al suo Signore, che lo punirà con un castigo tremendo!
- Pasquini
 88.
 وَأَمّا مَن ءامَنَ وَعَمِلَ صٰلِحًا فَلَهُ جَزاءً الحُسنىٰ وَسَنَقولُ لَهُ مِن أَمرِنا يُسرًا
 E chi crede e compie il bene avrà la migliore delle ricompense e gli daremo ordini facili».
- Hamza P.
 e invece chi ha creduto e compiuto azioni pure avrà come premio l’ottima cosa e gli daremo ordini facili da eseguire». [88]
- Zilio Grandi
 Ma colui che crede e la cui linea di condotta è fatta di buone azioni avrà in compenso la cosa più bella e gli daremo, di nostra iniziativa, ricchezza!”.
- Pasquini
 89.
 ثُمَّ أَتبَعَ سَبَبًا
 Seguì poi una via.
- Hamza P.
 Poi seguì un’altra via.
- Zilio Grandi
 Poi egli fu conseguente (dirigendosi a oriente)!
- Pasquini
 90.
 حَتّىٰ إِذا بَلَغَ مَطلِعَ الشَّمسِ وَجَدَها تَطلُعُ عَلىٰ قَومٍ لَم نَجعَل لَهُم مِن دونِها سِترًا
 E, quando giunse dove sorge il sole, trovò che sorgeva su di un popolo cui non avevamo fornito alcunché per ripararsene.
- Hamza P.
 Quando ebbe raggiunto il luogo in cui sorge il sole, trovò che sorgeva su un popolo al quale, dal sole, non avevamo dato riparo.
- Zilio Grandi
 Quando giunse al luogo dove spunta il sole, lo trovò che spuntava sopra un po­polo, al quale non avevamo dato copertura da esso.
- Pasquini
 91.
 كَذٰلِكَ وَقَد أَحَطنا بِما لَدَيهِ خُبرًا
 Così avvenne e Noi abbracciavamo nella Nostra scienza tutto quello che era presso di lui.
- Hamza P.
 Così fu.
Noi sapevamo tutto quel che possedeva. [91]
- Zilio Grandi
 Precisamente così. E Noi circondavamo (con la nostra scienza) ciò che era presso di lui, quanto a conoscenza esatta.
- Pasquini
 92.
 ثُمَّ أَتبَعَ سَبَبًا
 Seguì poi una via.
- Hamza P.
 Poi seguì un’altra via.
- Zilio Grandi
 Poi egli fu conseguente (dirigendosi ai due argini).
- Pasquini
 93.
 حَتّىٰ إِذا بَلَغَ بَينَ السَّدَّينِ وَجَدَ مِن دونِهِما قَومًا لا يَكادونَ يَفقَهونَ قَولًا
 Quando giunse alle due barriere [38], trovò tra di loro un popolo che quasi non comprendeva alcun linguaggio.
- Hamza P.
 Quando ebbe raggiunto un luogo fra le due barriere, trovò, al di qua di esse, un popolo che a malapena capiva una parola. [93]
- Zilio Grandi
 Quando giunse ai due argini, trovò al di qua di essi due un popolo, gli appartenenti al quale quasi non capivano una parola.
- Pasquini
 94.
 قالوا يٰذَا القَرنَينِ إِنَّ يَأجوجَ وَمَأجوجَ مُفسِدونَ فِى الأَرضِ فَهَل نَجعَلُ لَكَ خَرجًا عَلىٰ أَن تَجعَلَ بَينَنا وَبَينَهُم سَدًّا
 Dissero: «O Bicorne, invero Gog e Magog [39] portano grande disordine sulla terra! Ti pagheremo un tributo se erigerai una barriera tra noi e loro».
- Hamza P.
 Gli dissero: «Dhū l-Qarnayn, Gog e Magog portano la corruzione sulla terra. Accetterai un tributo da noi per costruire una barriera tra noi e loro?». [94]
- Zilio Grandi
 Essi dissero: “O Dhū-l-qarnàyn [7], in verità, Ya‹giūg e Ma‹giūg [8] sono provocatori di disordine nella Terra. Potremmo noi pagarti un tributo, affinché tu eriga fra noi ed essi un argine?”.
- Pasquini
 95.
 قالَ ما مَكَّنّى فيهِ رَبّى خَيرٌ فَأَعينونى بِقُوَّةٍ أَجعَل بَينَكُم وَبَينَهُم رَدمًا
 Disse: «Ciò che il mio Signore mi ha concesso è assai migliore [40]. Voi aiutatemi con energia e porrò una diga tra voi e loro.
- Hamza P.
 Rispose: «Il potere che il Signore mi ha dato è meglio di ogni altra cosa, voi aiutatemi con forza e io porrò fra voi e loro una muraglia.
- Zilio Grandi
 Disse: “Ciò in cui il mio Signore mi ha dato potere è meglio! Aiutatemi, perciò, con energia e io porrò fra voi ed essi una solida ostruzione.
- Pasquini
 96.
 ءاتونى زُبَرَ الحَديدِ حَتّىٰ إِذا ساوىٰ بَينَ الصَّدَفَينِ قالَ انفُخوا حَتّىٰ إِذا جَعَلَهُ نارًا قالَ ءاتونى أُفرِغ عَلَيهِ قِطرًا
 Portatemi masse di ferro». Quando poi ne ebbe colmato il valico [tra le due montagne] disse: «Soffiate!». Quando fu incandescente, disse: «Portatemi rame, affinché io lo versi sopra» [41].
- Hamza P.
 Portatemi dei blocchi di ferro finché lo spazio tra i due versanti dei monti sarà colmato». Disse: «Soffiate finché diverrà fuoco». Disse: «Portatemi del bronzo fuso, lo verserò sopra». [96]
- Zilio Grandi
 Portatemi blocchi di ferro!”. Quando ebbe riempito con essi lo spazio fra i due versanti, egli disse: “Soffiate!” e quando di esso fece fuoco, egli disse: “Portatemi del rame da versarci sopra!”.
- Pasquini
 97.
 فَمَا اسطٰعوا أَن يَظهَروهُ وَمَا استَطٰعوا لَهُ نَقبًا
 Così non poterono scalarlo [42] e neppure aprirvi un varco.
- Hamza P.
 E Gog e Magog non poterono scalare la muraglia né poterono aprirvi una breccia.
- Zilio Grandi
 E (Ya‹giūg e Ma‹giūg) non riuscirono né a scalarlo né a forarlo.
- Pasquini
 98.
 قالَ هٰذا رَحمَةٌ مِن رَبّى فَإِذا جاءَ وَعدُ رَبّى جَعَلَهُ دَكّاءَ وَكانَ وَعدُ رَبّى حَقًّا
 Disse: «Ecco una misericordia che proviene dal mio Signore. Quando verrà la promessa [43] del mio Signore, sarà ridotta in polvere; e la promessa del mio Signore è veridica».
- Hamza P.
 Dhū l-Qarnayn disse: «Ecco una misericordia che viene dal mio Signore. Quando si avvererà la promessa del mio Signore, Egli ridurrà la muraglia in polvere, la promessa del mio Signore è verità».
- Zilio Grandi
 Egli disse: “Questa è misericordia da parte del mio Signore! Quando verrà la promessa dal mio Signore, Egli lo spianerà, e la promessa del mio Signore diverrà realtà!”.
- Pasquini
 99.
 وَتَرَكنا بَعضَهُم يَومَئِذٍ يَموجُ فى بَعضٍ وَنُفِخَ فِى الصّورِ فَجَمَعنٰهُم جَمعًا
 In quel Giorno lasceremo che calino in ondate gli uni sugli altri. Sarà soffiato nel Corno e li riuniremo tutti insieme.
- Hamza P.
 In quel giorno, Noi lasceremo che gli uomini sbattano l’uno contro l’altro come fossero onde, la tromba squillerà e poi li raduneremo tutti insieme. [99]
- Zilio Grandi
 Lasceremo, in quel giorno, che una parte di loro si accavalli su un’altra parte come onde. Si soffierà nel corno, e Noi li riuniremo tutti.
- Pasquini
 100.
 وَعَرَضنا جَهَنَّمَ يَومَئِذٍ لِلكٰفِرينَ عَرضًا
 In quel Giorno mostreremo l’Inferno ai miscredenti
- Hamza P.
 In quel giorno esporremo apertamente la Geenna a quelli che non hanno creduto,
- Zilio Grandi
 In quel giorno, Noi presenteremo giahànnam [9] con una bella presentazione a coloro che rifiutano di credere,
- Pasquini
 101.
 الَّذينَ كانَت أَعيُنُهُم فى غِطاءٍ عَن ذِكرى وَكانوا لا يَستَطيعونَ سَمعًا
 che hanno avuto gli occhi velati di fronte al Mio Monito e che non potevano udire.
- Hamza P.
 i quali hanno avuto gli occhi velati al Mio ammonimento e non hanno potuto udire.
- Zilio Grandi
 i quali avevano i loro occhi in un involucro di fronte al mio Ricordo ed erano impotenti, quanto a udito!
- Pasquini
 102.
 أَفَحَسِبَ الَّذينَ كَفَروا أَن يَتَّخِذوا عِبادى مِن دونى أَولِياءَ إِنّا أَعتَدنا جَهَنَّمَ لِلكٰفِرينَ نُزُلًا
 I miscredenti credono di potersi scegliere per patroni i Miei servi all’infuori di Me? In verità abbiamo preparato l’Inferno come dimora dei miscredenti.
- Hamza P.
 I miscredenti pensano forse di prendersi come patroni dei servi Miei anziché Me? Per i miscredenti abbiamo preparato come rifugio la Geenna. [102]
- Zilio Grandi
 Ritengono forse coloro che rifiutano di credere di poter prendere dei miei servi per loro patroni, invece di Me? Noi abbiamo preparato giahànnam [10] come albergo a coloro che rifiutano di credere.
- Pasquini
 103.
 قُل هَل نُنَبِّئُكُم بِالأَخسَرينَ أَعمٰلًا
 Di’: «Volete che vi citiamo coloro le cui opere sono più inutili,
- Hamza P.
 Di’: «Vi informerò su chi sono quelli che più hanno mandato perdute le loro azioni?
- Zilio Grandi
 Di’: “Volete che Noi vi informiamo chi saranno i falliti nel peggiore dei modi, quanto a opere?
- Pasquini
 104.
 الَّذينَ ضَلَّ سَعيُهُم فِى الحَيوٰةِ الدُّنيا وَهُم يَحسَبونَ أَنَّهُم يُحسِنونَ صُنعًا
 coloro il cui sforzo in questa vita li ha sviati, mentre credevano di fare il bene?».
- Hamza P.
 Sono quelli il cui sforzo nella vita terrena è stato sviato mentre pensavano di agire bene,
- Zilio Grandi
 Coloro le cui opere nella vita di quaggiù erano completamente fuori strada, mentre essi credevano di star facendo bene, quanto a opere!”.
- Pasquini
 105.
 أُولٰئِكَ الَّذينَ كَفَروا بِـٔايٰتِ رَبِّهِم وَلِقائِهِ فَحَبِطَت أَعمٰلُهُم فَلا نُقيمُ لَهُم يَومَ القِيٰمَةِ وَزنًا
 Sono coloro che negarono i segni del loro Signore e l’Incontro con Lui. Le loro azioni falliscono e non avranno alcun peso nel Giorno della Resurrezione.
- Hamza P.
 sono quelli che non hanno avuto fede nei segni del Signore e nell’incontro con Lui, e così le loro azioni sono vanificate e a esse non daremo alcun peso nel giorno del giudizio. [105]
- Zilio Grandi
 Quelli sono coloro che hanno rifiutato di credere ai segni del loro Signore e all’incontro con Lui. Per questo le loro opere sono state vane e Noi non daremo a essi nel Giorno della Resurrezione peso alcuno.
- Pasquini
 106.
 ذٰلِكَ جَزاؤُهُم جَهَنَّمُ بِما كَفَروا وَاتَّخَذوا ءايٰتى وَرُسُلى هُزُوًا
 La loro retribuzione sarà l’Inferno, per la loro miscredenza e per essersi burlati dei Miei segni e dei Miei Messaggeri.
- Hamza P.
 La loro ricompensa sarà la Geenna perché non hanno avuto fede, perché hanno schernito i Miei segni e i Miei inviati.
- Zilio Grandi
 Proprio così! La loro retribuzione è giahànnam [11], per aver rifiutato di credere e per essersi fatto beffe dei miei segni e dei miei Apostoli.
- Pasquini
 107.
 إِنَّ الَّذينَ ءامَنوا وَعَمِلُوا الصّٰلِحٰتِ كانَت لَهُم جَنّٰتُ الفِردَوسِ نُزُلًا
 Coloro che credono e compiono il bene avranno per dimora i giardini del Paradiso,
- Hamza P.
 Invece quelli che hanno creduto e agito bene avranno come rifugio i giardini del paradiso
- Zilio Grandi
 In verità, quelli che credono e la cui linea di condotta è costituita dalle buone azioni avranno come albergo i Giardini del Paradiso,
- Pasquini
 108.
 خٰلِدينَ فيها لا يَبغونَ عَنها حِوَلًا
 dove rimarranno in perpetuo senza desiderare alcun cambiamento.
- Hamza P.
 dove resteranno in eterno, e non brameranno alcun mutamento».
- Zilio Grandi
 che essi occuperanno, senza desiderare traslochi, per l’eternità.
- Pasquini
 109.
 قُل لَو كانَ البَحرُ مِدادًا لِكَلِمٰتِ رَبّى لَنَفِدَ البَحرُ قَبلَ أَن تَنفَدَ كَلِمٰتُ رَبّى وَلَو جِئنا بِمِثلِهِ مَدَدًا
 Di’: «Se il mare fosse inchiostro per scrivere le Parole del mio Signore, di certo si esaurirebbe prima che fossero esaurite le Parole del mio Signore, anche se Noi ne aggiungessimo altrettanto a rinforzo».
- Hamza P.
 Di’: «Se il mare fosse inchiostro per scrivere le parole del mio Signore, il mare si esaurirebbe prima che si esauriscano le parole del mio Signore, anche se aggiungessimo altrettanto inchiostro». [109]
- Zilio Grandi
 Di’: “Se il mare fosse inchiostro (per scrivere), le parole del mio Signore, si esaurirebbe il mare, prima che si esauriscano le parole del mio Signore, anche se noi portassimo, quanto a rinforzo, una quantità (di inchiostro) come esso!”.
- Pasquini
 110.
 قُل إِنَّما أَنا۠ بَشَرٌ مِثلُكُم يوحىٰ إِلَىَّ أَنَّما إِلٰهُكُم إِلٰهٌ وٰحِدٌ فَمَن كانَ يَرجوا لِقاءَ رَبِّهِ فَليَعمَل عَمَلًا صٰلِحًا وَلا يُشرِك بِعِبادَةِ رَبِّهِ أَحَدًا
 Di’: «Non sono altro che un uomo come voi. Mi è stato rivelato che il vostro Dio è un Dio Unico. Chi spera di incontrare il suo Signore compia il bene e nell’adorazione non associ alcuno al suo Signore».
- Hamza P.
 Di’: «Io sono un uomo come voi. Mi è stato rivelato che il vostro Dio è un Dio unico, dunque chi spera di incontrare il suo Signore compia azioni pure, e non associ nessuno al culto del suo Signore».
- Zilio Grandi
 Di’: “Io sono un uomo come voi, al quale viene rivelato che il vostro ilāh [12] è un ilāh unico. Perciò, chi spera di incontrare il suo Signore, compia opere di bene, e non associ nessuno al culto di adorazione del suo Signore!”.
- Pasquini

Note di Hamza Piccardo alla Sura

  • [1] ^ Questa sura, centrale rispetto al Corano, contiene tre storie di notevole spessore spirituale e concettuale: «i compagni della Caverna», «l’incontro di Mosè con al-Khidr», «la vicenda del Bicorne».
  • [2] ^ «…Discorso»: in arabo «hadith»: discorso, racconto, in questo caso si riferisce al Corano stesso.
  • [3] ^ «compagni della caverna»: vedi nota introduttiva.
  • [4] ^ L’esegesi avanza diverse ipotesi a proposito del significato di «Ar-Raqîm», secondo quella più accreditata (in base all’interpretazione di Ibn ‘Abbâs), si tratterebbe del nome di un fiume nella vallata del quale si trovava la caverna. Tabarî (XV, 198) afferma essere il nome di una scrittura posta sull’entrata della caverna; qualcuno ritiene invece che sia il nome del cane di cui al vers. 18.
  • [5] ^ «quale delle due fazioni»: a proposito di queste due fazioni, l’esegesi non è unanime. Secondo alcuni si tratterebbe di un’allusione all’esistenza di due sette diverse di cristiani, una credeva nella Resurrezione del corpo e dell’anima, l’altra solo in quella dell’anima; altri ritengono che l’espressione si riferisca ai «Dormienti» e agli abitanti della città, altri ancora alla gente della città che si divise in due fazioni a proposito degli anni che i sette avevano passato nella caverna.
  • [6] ^ Abbiamo riferito, letteralmente, alla seconda persona plurale il discorso che i giovani si rivolgevano l’un altro. Si tratta di una costruzione sintattica araba. Cfr. la Sura di Giuseppe (pace su di lui) al vers. 9 quando i fratelli complottano contro di lui.
  • [7] ^ «Avresti visto»: «se ci fossi stato o Muhammad avresti visto che Allah aveva voluto che il sole non penetrasse nella caverna e non la scaldasse troppo».
  • [8] ^ «Li giravamo…»: per rendere meno penoso il loro decubito, Tabarî XV, 214.
  • [9] ^ II terrore che avrebbe preso chi li avesse scoperti fu una potente protezione che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) concesse ai Suoi devoti, affinché non fossero oggetto di alcuna molestia o ingiuria.
  • [10] ^ Gli esegeti che hanno proceduto al computo delle lettere che compongono il Corano hanno verificato che la parola «wa lyatalattaf» (che abbiamo tradotto: «che si comporti con gentilezza», è il centro esatto del Libro Santo.
  • [11] ^ I giovani parlano tra loro, a proposito dell’uso della seconda persona plurale vedi sopra nota al vers.16.
  • [12] ^ «un santuario»: il termine arabo è «masjid» (luogo in cui si pratica il «sujûd», la prosternazione), la cui traduzione esatta è «moschea». Si è preferito il più generico termine «santuario» in quanto la moschea si identifica tradizionalmente con il luogo di culto della religione islamica.
  • [13] ^ Su istigazione dei rabbini i meccani insistettero a lungo sul numero dei dormienti. sulla loro postura nel sonno e su mille altri particolari. Allah (gloria a Lui L Altissimo), ordina al Suo Inviato (pace e benedizioni su di lui) di non raccogliere tali provocazioni.
  • [14] ^ «se Allah vuole»: la formula «in shâ’ Allah» che i musulmani aggiungono ad ogni espressione che implichi una qualche progettualità, speranza o aspettativa, è stata oggetto di molte interpretazioni pseudoculturali e sociologiche sulla mentalità araba. In realtà essa è assolutamente islamica, coranica, come si può ben leggere in questo versetto. Significa l’assoluta consapevolezza del credente sul fatto che solo Allah (gloria a Lui l’Altissimo) è il Padrone della volontà e del futuro.
  • [15] ^ Trecento anni solari corrispondono a trecentonove anni lunari, infatti a ogni secolo di anni lunari vanno aggiunti tre anni per avere la concordanza con quelli solari. Si tratta solo di un’interpretazione possibile: infatti, l’inizio del versetto seguente, con la tipica formula dell’incertezza, lascia spazio al dubbio.
  • [16] ^ Tutto quanto non cade sotto il dominio dei nostri sensi, o non ci sia stato notificato da una Sacra Scrittura o una rivelazione profetica, fa parte del «ghayb», un termine che abbiamo tradotto anche con «l’invisibile, l’occulto» che appartiene ad Allah (gloria a Lui l’Altissimo) e solo a Lui.
  • [17] ^ A proposito dell’immutabilità della rivelazione coranica vedi anche nota a XV, 9.
  • [18] ^ «non troverai»: secondo l’esegesi classica: «nel caso, o Muhammad, che non obbedirai ai Suoi ordini».
  • [19] ^ I meccani miscredenti avevano chiesto all’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) di lasciar perdere gli schiavi e la povera gente che lo seguiva e pregava con lui dicendo che «puzzavano». Lo invitavano a frequentarli, nelle loro belle case, partecipando a ricchi banchetti, in maniera da «discutere» con loro. Il versetto scese per dare a Muhammad un avvertimento chiaro ed inequivocabile.
  • [20] ^ La fede è una libera scelta dell’uomo o è un dono di Allah a coloro che la desiderano? Ma chi mette nel cuore il desiderio di fede se non Allah Stesso (gloria a Lui l’Altissimo)? I fautori del libero arbitrio hanno fatto di questo versetto uno dei punti di forza della loro speculazione dottrinale e filosofica, cui si oppongono quei pensatori islamici convinti assertori della predestinazione della grazia divina. Allah ne sa di più.
  • [21] ^ Pare che la metafora contenuta nei versetti che seguono sia rivolta in particolare a quegli idolatri di cui abbiamo già parlato nella nota al vers. 28. I beni materiali provengono da Allah e una condizione agiata non deve essere motivo di superbia e di disprezzo per i poveri. Ingratitudine e miscredenza sono intimamente legate l’una all’altra, anzi è la miscredenza che crea i presupposti dell’ingratitudine verso il Creatore, è l’ingratitudine a far ricadere l’uomo nella miscredenza. In arabo i due concetti sono espressi da nomi derivati dalla medesima radice K-F-R, avente il senso di «negazione». È infatti miscredente (kâfir) colui che nega le verità rivelate; ed ingrato (kafûr) colui che nega di rendere grazie al suo Signore.
  • [22] ^ L’Ora escatologica, quella della Resurrezione e del Giudizio.
  • [23] ^ «Così Allah ha voluto! Non c’è potenza se non in Allah!»: (mâ shâ’ Allâh lâ quwwata illâ bi-Llah), questa è un’altra delle formule che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ci suggerisce per esprimere l’abbandono del credente alla Sua divina volontà. (Vedi anche nota al vers. 24).
  • [24] ^ «Le buone tracce»: le opere buone, materiali e morali compiute nella vita terrena.
  • [25] ^ Il muoversi delle montagne è uno dei prodigi del Giorno del Giudizio. Il Corano ne parla in altri tre brani, LII, 10; LXXVIII, 20; LXXXI, 3.
  • [26] ^ «il Registro»: l’annotazione della vita dell’uomo: tutte le sue azioni diligentemente registrate dai due angeli che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ha destinato ad ognuno di noi.
  • [27] ^ A proposito della ribellione di Iblîs, vedi Appendice 10.
  • [28] ^ «e tra loro»: tra i politeisti e i loro idoli, i loro «intercessori».
  • [29] ^ «quello che ha commesso»: lett. «quello che le sue mani gli hanno preparato».
  • [30] ^ «Quelle città»: il riferimento è alla città degli ‘Âd, dei Thamûd, a Sodoma e Gomorra ecc. che furono distrutte per l’empietà e la perversione dei loro abitanti.
  • [31] ^ Secondo la tradizione si tratta di Yushâ’ ibn Nûn (Giosuè). A proposito dell’intera parabola (verss. 60-82) vedi nota 1.
  • [32] ^ «la confluenza dei due mari»: molte e diverse le interpretazioni classiche a proposito di questa «confluenza». A prescindere dall’identificazione del luogo geografico, ci sembra che essa possa altresì essere intesa in senso allegorico. Si tratta infatti del punto di contatto tra la conoscenza assoluta di Allah (gloria a Lui l’Altissimo) e quella relativa dell’uomo. Vedi nota 1.
  • [33] ^ «uno dei Nostri schiavi»: «‘abd min ‘ibâdinâ» con questa definizione Allah (gloria a Lui l’Altissimo) introduce la figura di quello che secondo tutta l’esegesi è «al-Khidr». (Vedi nota 1.)
  • [34] ^ «abbiamo voluto impedire»: abbiamo tradotto così «fakhashînâ», forma del verbo «khashiya» in base ad uno dei significati del verbo. Infatti, un altro significato darebbe il senso di «temevamo che…» il che ci pare un’incongruenza in quanto, come detto nel vers. 82, Khidr agisce non di sua iniziativa ma per ordine di Allah, che tutto conosce e non teme alcunché.
  • [35] ^ Vedi nota 1.
  • [36] ^ «seguì una via»: nel senso di: «seguì il percorso necessario per giungere al suo obiettivo».
  • [37] ^ «all’[estremo] occidente»: come più sotto (vers. 90) si dovrebbe intendere come il luogo più occidentale (oppure orientale).
  • [38] ^ «giunse alle due barriere»: secondo i commentatori (Tabarî, Ibn Kathîr) si tratta di due montagne.
  • [39] ^ L’escatologia islamica afferma che Gog e Magog sono due popoli che avranno un ruolo nei tempi ultimi. La tradizione ce ne parla come creature mostruose, nemiche del genere umano a cui non appartengono. Tra i segni riferiti dall’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) a proposito della fine del mondo c’è appunto lo straripamento di Gog e Magog che saranno riusciti ad abbattere la barriera con cui il Bicorne riuscì a contenerli (vedi versetto successivo). La Sunna riferisce che una notte il Profeta (pace e benedizioni su di lui) si svegliò e disse: «Disgrazia sugli arabi! Hanno appena fatto un buco così (e indicò un cerchio con il pollice e l’indice) nella barriera di Gog e Magog». Sua moglie (che Allah sia soddisfatto di lei) chiese: «Periremo anche se tra noi ci saranno dei Santi?». Rispose: «Sarà più grande il numero degli iniqui». Cfr. Apocalisse XX, 7.
  • [40] ^ «… è assai migliore»: la ricompensa per la quale il Bicorne agisce.
  • [41] ^ II Corano descrive la tecnica costruttiva che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ispirò al Bicorne. Riempito il varco di minerale di ferro, lo fece fondere con l’aiuto di mantici aggiungendo poi rame fuso.
  • [42] ^ II pronome si riferisce a Gog e Magog.
  • [43] ^ «la promessa»: la venuta dell’Ora e il Giudizio.
  • [44] ^ «la promessa»: la venuta dell’Ora e il Giudizio.

Note di Mohyddin Yahia alla traduzione di Zilio Grandi

  • Nota alla Sura La tradizione fa risalire la sūra al periodo meccano dell’apostolato di Muḥammad e la annovera fra i capitoli ai quali si attribuisce una particolare importanza (cfr. dc 516). È una successionedi diversi racconti, indipendenti fra loro e inseriti in un contesto rivolto agli increduli, senza una relazione immediata con gli aneddoti. Tre di questi appartengono alle tradizioni del Vicino Oriente, e la loro caratteristica più interessante è che non sono di origine biblica.1) Il primo ha per protagonisti sette personaggi che si risvegliano dopo un sonno di trecento anni (vv. 9-26), racconto identificato con la leggenda dei sette dormienti di Efeso. Questa favola cristiana narra di alcuni giovani che, per sfuggire alle persecuzioni dell’imperatore romano Decio (200-251 d.C.), si rifugiarono in una caverna e dormirono per lunghi anni. L’aneddoto ha per origine un fatto reale: la scoperta di alcuni corpi ben conservati in una caverna in Grecia. Da questo nucleo autentico nacquero racconti edificanti, le cui prime versioni compaiono nelle omelie di Giacomo di Sarug (521) e poi, in Occidente, nel De Gloria martyrum di Gregorio di Tours (m. 594). Riportando questi giovani all’epoca di Decio, al di là di ogni verosimiglianza storica, la leggenda dei sette dormienti era stata ripresa per difendere il dogma conciliare della resurrezione e contrastare le nascenti eresie. La sūra della caverna riprende quindi un mito che circolava nel Vicino Oriente da un secolo, pur richiamando molto da vicino l’aneddoto dell’uomo addormentato da cento anni di cui si narra in 2:259. La versione coranica riafferma anch’essa la realtà della resurrezione e sembra inserirsi nella polemica musulmana sulla divinità di Cristo (cfr. dc 330-333). Il lettore musulmano ne ricava un altro aspetto edificante: senza fare l’apologia del monachesimo (cfr. v. 19), la sūra loda la determinazione dei credenti che scelsero l’esilio piuttosto che transigere rispetto alla vera fede.2) Vi è poi il viaggio di Mosè in compagnia di un misterioso personaggio (vv. 60-82): questo racconto non compare nella Bibbia, ma ha dei precedenti, come la ricerca della vita eterna da parte di Gilgamesh dopo la morte della sua amata Enkidū, o il viaggio di Yoshua ben Levi raccontato nella Qayrawān ebraica dell’XI secolo, o ancora una fonte greco-siriaca del Romanzo di Alessandro. Il significato religioso è evidente: si tratta del tema della finitezza, del carattere necessariamente limitato delle conoscenze umane rispetto alla scienza infinita di Dio. Mosè poteva ritenersi detentore di ogni sapere accessibile a uno spirito umano: Dio gli rivelò che uno dei Suoi servitori ne possedeva di più. In compagnia del suo misterioso visitatore, Mosè assiste ad alcune scene che suscitano la sua indignazione. Lo sconosciuto gli spiegherà l’inesplicabile agli occhi della logica umana. Un’apparente ingiustizia, o perlomeno ritenuta tale dalla ragione, può rivelarsi a lungo termine un bene per colui che conosce l’avvenire. Il racconto conferma l’insegnamento coranico secondo il quale i profeti conoscono del «mistero» (ghayb) solo la parte che Dio concede loro. 3) Compare infine, inopinatamente, la leggenda di Dhū l-Qarnayn (identificato con Alessandro Magno). La storia, enigmatica e ricca di simboli, trova un precedente nel ciclo letterario del Romanzo di Alessandro ed è stata diversamente interpretata dai commentatori (cfr. dc 209-212). La costruzione a opera di Dhū l-Qarnayn di una diga per fermare leorde di Gog e Magog si intreccia con una reminiscenza biblica. In questo racconto di carattere epico, l’eroe appare come un docile esecutore dei decreti divini: i supposti padroni del mondo non sono che ministri della provvidenza. Alessandro diviene nel Corano l’araldo del monoteismo, così come nella Bibbia Ciro è il rappresentante del Dio unico (Is 44:28).Ai tre racconti si aggiunge (vv. 45-49) una parabola sul valore effimero e insignificante della vita di questo mondo. L’ultima parte (vv. 99-110) combina un’evocazione escatologica con gli abituali avvertimenti agli increduli.
  • [1] ^ Il «Suo servo»: Muḥammad; la formula indica che il Profeta è il «servo» per eccellenza, l’uomo perfettamente sottomesso a Dio, e che a questo titolo può essere «inviato» (rasūl) agli uomini. Vi è qui qualche analogia con le prime parole della sūra 17. «Ha fatto discendere» (anzala): ha rivelato; il libro senza «alcuna stortura» è il Corano, reputato senza ambiguità. Tale caratteristica è accostata dai commentatori ai passi in cui si dice che è in «chiara lingua araba» (lisān ‘arabī mubīn), proveniente da un «chiaro ammonitore» (nadhīr mubīn), il quale è portatore di un libro o «ricordo chiaro» (kitāb mubīn, dhikr mubīn).
  • [2] ^ «Piano» (qayyim): il senso resta oscuro per i commentatori, che attribuiscono all’aggettivo il significato di «senza alcuna stortura». La fine del versetto evoca la condizione paradisiaca.
  • [4] ^ «Quelli che dicono» sono probabilmente gli Arabi pagani (cfr. il commento a 53:21), ma qui gli esegeti leggono anche la polemica coranica contro Gesù «figlio di Dio». Infatti, «gravissima» evoca il «mostruosa» di 19:89, che contrasta con forza l’idea di una filiazione divina.
  • [7] ^ «Metterli»: il pronome rappresenta gli uomini in generale.
  • [8] ^ Il testo profetizza che un giorno la terra sarà privata delle sue ricchezze, che ne costituivano l’«ornamento» (v. 7). Senza dubbio bisogna vedere qui uno dei «segni» che precedono la fine del mondo.
  • [9] ^ I commentatori non concordano sul significato di al-Raqīm, se sia cioè il nome della regione, della città o del cane dei sette dormienti. Un’autorità antica in materia di esegesi, Ṭabarī, propende piuttosto per vedervi un’iscrizione posta sull’entrata della loro caverna, elemento che compare nella leggenda cristiana. La tradizione vuole che la rivelazione sia avvenuta dopo che alcuni ebrei o pagani avevano sfidato Muḥammad a raccontare la strana storia dei giovani del tempo antico.
    Il Profeta avrebbe raccolto la sfida troppo in fretta, come lascia intendere il v. 23.
  • [11] ^ «Abbiamo colpito di sordità»: i commentatori intendono unanimemente che i giovani furono fatti piombare nel sonno.
  • [12] ^ «Due gruppi»: i commentatori intendono in genere il gruppo dei dormienti e quello dei testimoni, cioè gli abitanti della città.
  • [14] ^ «Fortificammo i loro cuori»: per gli esegeti, deve essere inteso in senso metaforico. I giovani si erano mantenuti sulla «retta via»: condotti al cospetto del sovrano, grazie a questo aiuto divino furono in grado di sopportare ogni prova. «Si alzarono e dissero»: si tratterebbe di un’allusione alla loro ribellione contro la legge empia dell’imperatore persecutore.
  • [15] ^ «Questa gente»: i concittadini dei sette dormienti. «Un’autorità evidente»: una prova irrefutabile della fondatezza del culto politeista.
  • [16] ^ L’utilizzo del pronome «vi» fa pensare che i giovani parlino tra loro, o che uno si stia rivolgendo agli altri, a meno che non sia Dio che ispira loro questa riflessione. I commentatori forniscono il nome della caverna, ma non è possibile localizzarla con certezza.
  • [17] ^ Il soggetto del versetto e del successivo è il Profeta, al quale Dio si rivolge direttamente. I dettagli relativi alla posizione del sole rispetto alla caverna significano che questa era sempre immersa nell’oscurità: non vi penetrava alcun raggio di luce, che avrebbe potuto risvegliare i dormienti. Il testo dimostra che si tratta di sonno: gli ospiti della caverna si girano ora a destra ora a sinistra, movimento caratteristico del corpo di chi dorme.
  • [18] ^ Nell’evocazione dei morti resuscitati in vista del giudizio finale, in 10:45 si precisa che non sanno per quanto tempo sono rimasti nelle tombe. La stessa idea ritorna nella parabola di 2:259. Così, per il lettore imbevuto del testo, il risveglio dei sette dormienti è il più delle volte interpretato come un simbolo della resurrezione dell’intera umanità.
  • [20] ^ La prudenza dei giovani si spiega con il fatto che, inconsapevoli di essere stati resuscitati dopo tre secoli, credono di trovarsi ancora sotto il regno dello stesso persecutore idolatra e temono di dover rispondere di fronte a lui del proprio monoteismo.
  • [21] ^ «Noi facemmo scoprire la loro presenza»: il soggetto è Dio, che rivela la presenza dei dormienti alla gente della città. «La promessa di Dio»: per gli esegeti è la resurrezione, simboleggiata dal risveglio dei sette giovani; «l’ora» è quella della resurrezione. «Si misero a discutere»: si tratta degli abitanti della città vicina. La discussione, secondo i commentatori, verteva sulla questione di sapere se bisognava murare l’entrata della caverna o costruire al suo interno un santuario dedicato ai sette dormienti morti in quel luogo. In alcune versioni si dice che siano morti quasi subito.
  • [22] ^ «Alcuni diranno»: per l’esegesi, coloro che discutevano in tal modo erano i meccani o i cristiani del Najrān. Nella prosecuzione del versetto, il Profeta riceve l’ordine di non cercare di saperne di più sui numeri menzionati. A dispetto dell’interdizione, o forse proprio per questa, non è mancata una fioritura di interpretazioni esoteriche al riguardo. Per esempio, gli sciiti li considerano allusioni al numero dei loro imām, mentre il cane rappresenterebbe ‘Alī. In ogni caso, la raccomandazione dimostra che in Arabia esistevano diverse versioni della storia.
  • [23] ^ L’avvertimento divino sarebbe stato causato dall’eccessiva sicurezza dimostrata dal Profeta sulla propria capacità di rispondere alle domande riguardo al racconto. «Se Dio vuole» (in shā’ Allāh): la formula di precauzione sul futuro, chiamata «formula dell’eccezione» (istithnā’), si trova sulla bocca dei musulmani virtuosi (cfr. 12:99; 37:102, ecc.); esprime la coscienza di una subordinazione delle azioni alla volontà divina, segno distintivo dell’Islam autentico. Come forma di rispetto nei confronti dell’ordine rivelato, i musulmani pii non mancano mai, quando si riferiscono al futuro, di aggiungere questa formula. Cfr. Gc 4:13-15: «E ora a voi, che dite: “Oggi o domani andremo nella tal città e vi passeremo un anno e faremo affari e guadagni”, mentre non sapete quale sarà domani la vostra vita! Siete come vapore che appare per un istante e poi scompare. Dovreste dire invece: “Se il Signore vorrà, vivremo e faremo questo o quello”».
  • [25] ^ Il numero di trecentonove è corretto dal v. 26; viene dunque pronunciato dagli interlocutori che discutono con Muḥammad. Comunque sia, la storia rivela qui il suo lato edificante: i giovani preferirono rimanere e morire nella grotta, lontano dal mondo, piuttosto che essere costretti a rinnegare la loro fede. Il racconto sui sette dormienti ha termine con il v. 26. Il v. 27 ordina al Profeta di proseguire la sua missione.
  • [28] ^ Si rivolge qui un rimprovero a Muḥammad, tentato di cedere alle sollecitazioni dei politeisti, i quali, secondo la tradizione, cercarono di allontanare dall’inviato di Dio i compagni provenienti dai clan meno in vista, disprezzati o economicamente disagiati (cfr. il commento a 11:27).
  • [29] ^ Il versetto è uno dei più favorevoli al libero arbitrio dell’uomo. Lo schema escatologico qui descritto è conforme alle altre rappresentazioni dell’inferno (cfr. 44:45; 56:54-55), in particolare quelle in cui si parla del consumo di un cibo esecrabile: il piacere o il dispiacere sono costantemente rappresentati nel Corano dal mangiare e dal bere. È nota l’importanza simbolica che in numerose culture rivestono i pasti in comune.
  • [31] ^ Secondo un procedimento stilistico caro al Corano, le descrizioni escatologiche menzionano unicamente i dettagli suscettibili di acquistare tutta la loro importanza nel contesto: qui sono descritte solo le vesti degli eletti, la cui bellezza contrasta con il viso orrendo dei dannati, consumato dal fuoco (v. 29).
  • [34] ^ Il proprietario arrogante personifica l’oligarchia mercantile di Mecca: come quei notabili, egli trae un orgoglio ingiustificato dalla sua famiglia e dalle sue ricchezze.
  • [36] ^ Il malvagio proprietario si ritiene, grazie alle sue ricchezze, al riparo dai colpi della sorte, cioè, in termini coranici, fuori dalla portata della volontà divina. «L’ora»: può essere quella della devastazione del suo giardino, che egli crede indistruttibile, ma anche quella della resurrezione, che egli nega. Il testo ricorda qui che il proprietario deve la sua fortuna esclusivamente a Dio, il quale può sottrargliela quando meglio crede.
  • [42] ^ Come nella parabola di 68:17-32, per quest’uomo è stata necessaria una prova affinché si rendesse conto della fragilità dei suoi beni più cari.
  • [44] ^ Dal punto di vista del Creatore, la «protezione» (walāya) divina è quella accordata da Dio, cioè il Suo soccorso decisivo; dal punto di vista delle creature, può essere intesa come la relazione di fiducia che queste stabiliscono con Dio, considerato come il loro padrone, e l’amicizia elettiva di cui beneficiano. Ne consegue che il termine ha assunto per i sufi un’accezione tecnica, che serve a designare la nozione di santità.
  • [45] ^ Cfr. il commento a 57:20, che è simile a questo versetto e al precedente.
  • [47] ^ «Noi li raduneremo»: l’oggetto del verbo è l’umanità.
  • [48] ^ «L’incontro»: quello degli uomini resuscitati da Dio prima del giudizio finale. La parola ritorna con lo stesso significato nel v. 58. Essi sono schierati in ranghi dinnanzi a Dio, immagine della sovranità divina: allo stesso modo gli angeli sono allineati e si succedono in un ordine preciso (cfr. 37:1, 164-165; 78:38, a proposito del giudizio finale).
  • [49] ^ Si tratta di un «libro» diverso dalla scrittura vista sin qui: non è quello della rivelazione, ma il registro strettamente personale in cui sono riportate le azioni degli uomini durante l’esistenza. Esso testimonierà in modo irrefutabile delle opere da essi compiute in questo mondo, e sarà la qualità di quelle opere a decidere della loro sorte. L’immagine è frequente nel testo (cfr. 17:13-14; 45:28-29; 65:19). Nondimeno, nella misura in cui i destini individuali preesistono nella scienza divina e sono impressi in uno scritto celeste (spesso confuso con la tavola custodita), libro delle azioni e libro del destino non sono quasi più distinguibili.
  • [50] ^ Cfr. 2:34; 7:11 sgg.; 15:28 sgg. I versetti ricordano al lettore che gli uomini sedotti dalla vita presente (vv. 45-46) avranno Satana per padrone (v. 50) e dovranno renderne conto (vv. 48-49). «Prenderete per patroni»: Dio questa volta apostrofa gli uomini, e il Suo discorso continua nel versetto successivo.
  • [54] ^ La tendenza innata dell’uomo a essere «cavilloso» trova un’illustrazione nel v. 56: polemista inveterato, l’uomo si serve di sofismi nella sua ribellione contro la verità.
  • [55] ^ «Quel che già toccò agli antichi»: l’arabo impiega la parola sunna, che connota qui l’idea di una giustizia superiore (cfr. il commento a 17:77) che «viene» agli uomini, dice letteralmente il testo, come «guida». Questi «antichi» sono per i commentatori i popoli di Noè, Lot, ecc.
  • [57] ^ Sulle immagini della seconda parte del versetto, cfr. il commento a 17:45.
  • [58] ^ Qui si dà risalto al tema ricorrente dei popoli annientati da una giusta decisione di Dio. Vi si aggiunge l’idea che la Sua misericordia prevale sul Suo rigore (cfr. il commento a 6:11).
  • [59] ^ Le «città» in questione sono quelle dei popoli antichi castigati da Dio.
  • [60] ^ Questo «servo» di Mosè è identificato con il Giosuè biblico. Il «confluire dei due mari» simboleggia quello delle due scienze, l’umana e la divina; come dimostrerà l’episodio, quest’ultima supera infinitamente la prima. Il mare è ancora in relazione con la scienza in 31:27, ma il simbolo è ambivalente: la scienza è fonte di traviamento in 24:39-41, perché è accompagnata da opere vane, e in 51:11 la massa d’acqua, l’«abisso» (jamra), diventa ignoranza. Abbiamo visto che la rivelazione del libro, che contiene il sapere divino, si accompagna a quella della saggezza.
  • [64] ^ La risposta di Mosè si spiega, secondo i commentatori, in quanto Dio gli aveva rivelato che avrebbe incontrato di nuovo il suo visitatore nel luogo in cui il pesce sarebbe fuggito verso il mare. Per gli esegeti si tratta di prodigio, che mette Mosè sulla strada del sant’uomo che sta cercando, un personaggio designato nel v. 65 come «uno dei Nostri servi». Questo misterioso compagno, spesso chiamato Khaḍir e identificato di volta in volta con Elia, Eliseo, san Giorgio, ecc., ha dato luogo a ogni sorta di leggende, in particolare nella letteratura popolare (cfr. Dc 434-438 e 242-243). Presente in molti miti orientali, egli è il detentore di un sapere nascosto, dunque, nel linguaggio coranico, del «mistero» (ghayb), al quale inizia Mosè. La tradizione ebraica e l’Islam ne fanno un essere immortale, che si manifesta attraverso le epoche a esseri privilegiati e in particolari circostanze. Khaḍir svolge un ruolo importante nel sufismo, in quanto conduce l’aspirante a superare la legge attraverso la sapienza mistica.
  • [66] ^ «Buona direzione»: secondo i commentatori, quella della vita religiosa.
  • [74] ^ «Un’anima pura»: una persona innocente.
  • [80] ^ La decisione divina, messa sulla bocca del viaggiatore sconosciuto, evita all’adolescente di essere precipitato nell’inferno per la sua empietà nei confronti dei genitori, condotta contraria all’etica coranica (cfr. 17:23-24).
  • [82] ^ Khaḍir era a conoscenza della malvagità del re, ma Dio solo sapeva del tesoro ai piedi del muro che stava per crollare. Il racconto illustra il fatto che soltanto Dio conosce la totalità del «mistero», ma ne comunica una parte ai servitori da Lui scelti, come Khaḍir o i profeti.
  • [83] ^ I commentatori identificano in genere Dhū l-Qarnayn, letteralmente il «Bicorne», con Alessandro Magno, venerato nell’Islam come un profeta. Il corno è un simbolo diffuso di forza e divinità presso i popoli semitici. I due corni possono significare la doppia autorità di Alessandro sull’Occidente e sull’Oriente. «Gli donammo una via a ogni cosa»: un’espressione simile compare a proposito della regina di Saba (cfr. 27:23), il che fa supporre che si tratti di qualche potere magico.
  • [86] ^ «Tramontava in una fonte»: i commentatori non prendono alla lettera questo dettaglio del racconto, ma non ne forniscono una spiegazione.
  • [87] ^ «Rispose»: il soggetto del verbo è Dhū l-Qarnayn.
  • [88] ^ «L’ottima cosa»: il paradiso.
  • [91] ^ «Tutto quel che possedeva»: per i commentatori, il testo sottintende «in fatto di scienza».
  • [93] ^ «Le due barriere»: per i commentatori si tratta degli sbarramenti situati nei «paesi dei Turchi».
  • [94] ^ La tradizione musulmana ha cercato di completare con altre fonti le scarne informazioni coraniche sulle orde di Gog e Magog. Nella Bibbia essi rappresentano gli Sciti, genia maledetta generata da Noè e considerata nemica di Dio e degli uomini. L’Antico Testamento profetizza che le orde di Gog e Magog si scateneranno contro l’umanità poco prima della fine del mondo (cfr. anche Dc 368-369). La risposta di Dhū l-Qarnayn, alla fine del v. 95, ripete una verità ricorrente del Corano: le ricchezze vicine al trono divino valgono di più dei beni terreni.
  • [96] ^ Il fuoco così prodotto era destinato a fondere il ferro.
  • [99] ^ Si passa ora a un’evocazione escatologica. Sulla «tromba», cfr. il commento a 69:13 e Dc 873-874.
  • [102] ^ Questi «servi» presi per «patroni» sono le false divinità venerate dagli idolatri (cfr., per esempio, 7:194-195).
  • [105] ^ Pesi e misure sono immagini polisemiche nel Corano. In vari punti si afferma che, al momento del giudizio, gli imputati che vedranno la loro bilancia alleggerita perderanno le loro anime (cfr. 7:8; 23:102; 101:6-7). I pesi sono qui quelli delle buone azioni, ma simboleggiano anche i peccati, e in questo caso la bilancia escatologica sarà appesantita (cfr. 29:12; 35:18). Infine, la pesantezza può indicare l’importanza e la solennità: l’ora della fine del mondo sarà pesante nei cieli e sulla terra (cfr. 52:40; 68:46) e la parola divina è «un discorso grave» per il Profeta (73:5). Il versetto ripete anche una grande verità coranica: nel giorno del giudizio l’opera umana non avrà valore che per la fede in Dio, nei Suoi segni, nei Suoi profeti e nella resurrezione.
  • [109] ^ L’allegoria esprime il dogma dell’inimitabilità del Corano e ricorda la chiusura del quarto Vangelo (Gv 21:25): «Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere». Il discorso coranico risponde qui alle obiezioni degli interlocutori di Muḥammad, così come il v. 110, che si riferisce implicitamente alle loro perplessità: secondo loro, un inviato di Dio non dovrebbe essere un semplice mortale, bensì un angelo (cfr. 25:7-9; 6:9 e il commento a 17:95).

Note di Abdur Rahman Pasquini alla Sura

  • [1] ^ Nome con cui viene designato nel Sublime Corano il cane dei “Dormienti nella Spelonca”.
  • [2] ^ Giardini del Paradiso, dove Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, collocò Adamo ed Eva.
  • [3] ^ (Con l’accento sulla seconda “i”) È un altro nome di Satana (in arabo Shàyṭān, leggi Sciaitàn).
  • [4] ^ Con il nome di gìnn anche al-ginnah il Sublime Corano indica una specie di creature, diverse dagli Angeli, in comune ai quali hanno l’invisibilità, e diverse dagli uomini, in comune ai quali hanno la re­sponsabilità delle loro azioni. In relazione a questa loro responsabilità ci sono dei ginn “Musulmani” e dei ginn “non Musulmani”. Allàh ci ha informato, nella Sura del Misericordioso, che essi sono stati creati da “fuoco senza fumo”.
  • [5] ^ Nome di un personaggio del passato remoto, ricordato da Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, per il suo monoteismo. L’espressione significa “il dotato di due corna”. È da escludersi l’identificazione con Alessandro il Macedone, avanzata da qualcuno.
  • [6] ^ Nome di un personaggio del passato remoto, ricordato da Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, per il suo monoteismo. L’espressione significa “il dotato di due corna”. È da escludersi l’identificazione con Alessandro il Macedone, avanzata da qualcuno.
  • [7] ^ Nome di un personaggio del passato remoto, ricordato da Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, per il suo monoteismo. L’espressione significa “il dotato di due corna”. È da escludersi l’identificazione con Alessandro il Macedone, avanzata da qualcuno.
  • [8] ^ (Gog e Magog) Nomi di due popoli aggressivi, per difendere dai quali popolazioni pacifiche fu chiesto a Dhū-l-qarnàyn di costruire un muro di rame.
  • [9] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [10] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [11] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [12] ^ Termine indicante il soggetto che ha autorità e titolo per dettare norme di comportamento e ricevere obbedienza.