

Sura II
Al-Baqara
La Giovenca [1]
Post-Eg. n. 87, di 286 versetti. Il nome della sura deriva dal vers. 67. Il vers. 281 è stato rivelato durante il pellegrinaggio dell’addio (10-632).
الم
Alif, Lâm, Mîm [2] .
- Hamza P.
- Hamza P.
A. L. M. [1]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
A.L.M.
- Bausani
- Bausani
Alif Lām Mīm
- Pasquini
- Pasquini
ذٰلِكَ الكِتٰبُ لا رَيبَ فيهِ هُدًى لِلمُتَّقينَ
Questo è il Libro su cui non ci sono dubbi, una guida per i timorati [3] ,
- Hamza P.
- Hamza P.
Questo è il libro scevro di dubbi, guida per chi ha timore di Dio, [2]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Questo è il Libro scevro di dubbi dato come guida per i timorati di Dio,
- Bausani
- Bausani
Quel Libro, senza alcun dubbio, è una guida per i timorati!
- Pasquini
- Pasquini
الَّذينَ يُؤمِنونَ بِالغَيبِ وَيُقيمونَ الصَّلوٰةَ وَمِمّا رَزَقنٰهُم يُنفِقونَ
coloro che credono nell’invisibile, assolvono all’orazione [4] e donano [5] di ciò di cui Noi li abbiamo provvisti,
- Hamza P.
- Hamza P.
per quelli che credono nel mistero, compiono la preghiera, dispensano parte di ciò che abbiamo loro donato [3]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
i quali credono nell’invisibile, eseguono la Preghiera ed elargiscono di ciò che loro abbiamo donato;
- Bausani
- Bausani
Coloro che credono nell’invisibile, che eseguono l’adorazione quotidiana, che elargiscono, prelevando da quanto Noi abbiamo fornito loro per nostra provvidenza
- Pasquini
- Pasquini
وَالَّذينَ يُؤمِنونَ بِما أُنزِلَ إِلَيكَ وَما أُنزِلَ مِن قَبلِكَ وَبِالءاخِرَةِ هُم يوقِنونَ
coloro che credono in ciò che è stato fatto scendere [6] su di te [7] e in ciò che è stato fatto scendere prima di te e che credono fermamente all’altra vita.
- Hamza P.
- Hamza P.
e credono in ciò che è stato rivelato a te e in ciò che è stato rivelato prima di te, e sono certi dell’aldilà. [4]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
e che credono in ciò che è stato rive lato a te e in ciò che è stato rivelato prima di te e son certi del mondo dell’Oltre.
- Bausani
- Bausani
e coloro che credono a ciò che su di te è stato fatto scendere, a ciò che è stato fatto scendere prima di te e nella vita futura hanno assoluta certezza,
- Pasquini
- Pasquini
أُولٰئِكَ عَلىٰ هُدًى مِن رَبِّهِم وَأُولٰئِكَ هُمُ المُفلِحونَ
Quelli seguono la guida del loro Signore; quelli sono coloro che prospereranno.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ecco chi è ben guidato dal suo Signore, ecco i fortunati.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Questi sono i ben guidati dal loro Signore, questi son coloro che prospereranno!
- Bausani
- Bausani
quelli sono sulla direzione (che proviene) dal loro Signore e quelli sono coloro che hanno successo!
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّ الَّذينَ كَفَروا سَواءٌ عَلَيهِم ءَأَنذَرتَهُم أَم لَم تُنذِرهُم لا يُؤمِنونَ
Quanto a quelli che non credono, a loro non fa differenza che tu li avverta oppure no: non crederanno.
- Hamza P.
- Hamza P.
E quanto ai miscredenti, è uguale per loro che tu li ammonisca o non li ammonisca, non crederanno, [6]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Che in verità, quanto a coloro che non credono, è per loro indifferente che tu li ammonisca o non li ammonisca: mai crederanno.
- Bausani
- Bausani
In verità, per quelli che rifiutano di credere è uguale che tu li avverta, o non li avverta. Essi non credono!
- Pasquini
- Pasquini
خَتَمَ اللَّهُ عَلىٰ قُلوبِهِم وَعَلىٰ سَمعِهِم وَعَلىٰ أَبصٰرِهِم غِشٰوَةٌ وَلَهُم عَذابٌ عَظيمٌ
Allah ha posto un sigillo sui loro cuori e sulle loro orecchie e sui loro occhi c’è un velo; avranno un castigo immenso [8] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Dio ha sigillato loro il cuore e l’udito e sui loro occhi c’è un velo, e avranno un castigo enorme.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Iddio ha suggellato loro il cuore e l’udito: e la vista loro è velata, e avranno castigo tremendo.
- Bausani
- Bausani
Allàh sigilla i loro cuori e tura le loro orecchie! Sui loro occhi c’è una benda e per loro c’è un castigo enorme.
- Pasquini
- Pasquini
وَمِنَ النّاسِ مَن يَقولُ ءامَنّا بِاللَّهِ وَبِاليَومِ الءاخِرِ وَما هُم بِمُؤمِنينَ
Tra gli uomini vi è chi dice: «Crediamo in Allah e nel Giorno Ultimo!» e invece non sono credenti [9] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Tra gli uomini, c’è chi dice: «Crediamo in Dio e nell’ultimo giorno», però non sono dei credenti. [8]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
V’è poi gente che dice: “Crediamo in Dio e nell’Ultimo Giorno”, eppure non sono credenti.
- Bausani
- Bausani
E tra gli uomini ci sono quelli che dicono: “Crediamo in Allàh e nella vita futura”, però non sono credenti!
- Pasquini
- Pasquini
يُخٰدِعونَ اللَّهَ وَالَّذينَ ءامَنوا وَما يَخدَعونَ إِلّا أَنفُسَهُم وَما يَشعُرونَ
Cercano di ingannare Allah e coloro che credono, ma non ingannano che loro stessi e non se ne accorgono.
- Hamza P.
- Hamza P.
Cercano di ingannare Dio e i credenti, e invece ingannano se stessi e non se ne accorgono.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Cercano d’ingannare Iddio e coloro che credono, ma, incoscienti, ingannano solo se stessi.
- Bausani
- Bausani
Essi si illudono di ingannare Allàh e coloro che credono. Essi non ingannano che loro medesimi e non se ne rendono conto.
- Pasquini
- Pasquini
فى قُلوبِهِم مَرَضٌ فَزادَهُمُ اللَّهُ مَرَضًا وَلَهُم عَذابٌ أَليمٌ بِما كانوا يَكذِبونَ
Nei loro cuori c’è una malattia [10] e Allah ha aggravato questa malattia. Avranno un castigo doloroso per la loro menzogna.
- Hamza P.
- Hamza P.
Hanno una malattia nel cuore e questa malattia Dio la accresce, e per la loro menzogna avranno un castigo doloroso.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Hanno una malattia nel cuore, e questa malattia Iddio l'accresce e avranno un castigo doloroso, per la loro menzogna.
- Bausani
- Bausani
Nei loro cuori c’è una malattia e Allàh aggrava la loro malattia. C’è per loro un castigo doloroso, poiché essi mentivano.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذا قيلَ لَهُم لا تُفسِدوا فِى الأَرضِ قالوا إِنَّما نَحنُ مُصلِحونَ
E quando si dice loro: «Non spargete la corruzione sulla terra», dicono: «Anzi, noi siamo dei conciliatori!» [11] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando si dice loro: «Non portate la corruzione sulla terra», rispondono: «Ma noi facciamo del bene».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando si dice loro: “Non portate corruzione sulla terra!”, essi rispondono: “Anzi, vi portiamo il bene!”
- Bausani
- Bausani
Quando si dice loro: “Non diffondete la corruzione sulla Terra!”. Essi dicono: “Noi, per la verità, siamo gente che promuove il bene!”.
- Pasquini
- Pasquini
أَلا إِنَّهُم هُمُ المُفسِدونَ وَلٰكِن لا يَشعُرونَ
Non sono forse questi i corruttori? Ma non se ne avvedono.
- Hamza P.
- Hamza P.
E invece sono dei corruttori e non se ne accorgono.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E invece sono dei corruttori, e non se ne rendono conto!
- Bausani
- Bausani
In verità, essi sono i corruttori, però non se ne rendono conto.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذا قيلَ لَهُم ءامِنوا كَما ءامَنَ النّاسُ قالوا أَنُؤمِنُ كَما ءامَنَ السُّفَهاءُ أَلا إِنَّهُم هُمُ السُّفَهاءُ وَلٰكِن لا يَعلَمونَ
E quando si dice loro: «Credete come hanno creduto gli altri uomini», rispondono: «Dovremmo credere come hanno creduto gli stolti?». Non sono forse loro gli stolti? Ma non lo sanno.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando si dice loro: «Credete, come credono gli altri», rispondono: «Dovremmo credere come credono gli stolti?». No, gli stolti sono loro e non lo sanno. [13]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando si dice loro: “Credete dunque, come credono gli altri!”, essi rispondono: “Dovremmo forse credere come credono gli sciocchi?” Loro, loro sono gli sciocchi, e non lo sanno!
- Bausani
- Bausani
Quando si dice loro: “Credete, come ha creduto la gente!”. Essi dicono: “Crederemo noi come hanno creduto gli stolti?”. Gli stolti sono loro, però non lo sanno.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذا لَقُوا الَّذينَ ءامَنوا قالوا ءامَنّا وَإِذا خَلَوا إِلىٰ شَيٰطينِهِم قالوا إِنّا مَعَكُم إِنَّما نَحنُ مُستَهزِءونَ
Quando incontrano i credenti, dicono: «Crediamo»; ma quando sono soli con i loro dèmoni [12] , dicono: «Invero siamo dei vostri; non facciamo che burlarci di loro».
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando incontrano i credenti dicono: «Anche noi crediamo», ma quando sono soli con i loro demoni dicono: «Certo siamo con voi, stavamo scherzando». [14]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando incontrano i credenti dicono loro: “Anche noi crediamo”, e quando son soli coi loro dèmoni dicono: “Siate certi che siamo con voi, scherzavamo!”
- Bausani
- Bausani
Quando incontrano coloro che credono dicono: “Crediamo!”. Quando, invece, si appartano con i loro Sciayāṭīn [1] (diavoli) dicono: “In verità, noi siamo con voi e di loro ci facciamo beffe!”.
- Pasquini
- Pasquini
اللَّهُ يَستَهزِئُ بِهِم وَيَمُدُّهُم فى طُغيٰنِهِم يَعمَهونَ
Allah si burla di loro, lascia che sprofondino [13] nella ribellione, accecati.
- Hamza P.
- Hamza P.
Dio scherzerà con loro, e li lascerà vagare ciechi nella loro ribellione.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma è Dio che scherzerà con loro e li lascerà ancora un po’ vagolare alla cieca nel loro ribelle errore.
- Bausani
- Bausani
Allàh si fa beffe di loro, facendoli brancolare nella loro ribellione!
- Pasquini
- Pasquini
أُولٰئِكَ الَّذينَ اشتَرَوُا الضَّلٰلَةَ بِالهُدىٰ فَما رَبِحَت تِجٰرَتُهُم وَما كانوا مُهتَدينَ
Sono quelli che hanno scambiato la retta Guida con la perdizione. Il loro è un commercio senza utile e non sono ben guidati.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ecco coloro che hanno barattato la guida con l’errore, ma l’affare che hanno fatto non porterà loro alcun guadagno, non saranno guidati.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Essi son quelli che han comprato l’Errore pagandolo con la Rettitudine, ma l’affare che han fatto non porterà loro guadagno alcuno e non avranno la Guida!
- Bausani
- Bausani
Quelli sono coloro che hanno acquistato il traviamento in cambio della giusta direzione. Pessimo affare hanno fatto, non essendo ben guidati!
- Pasquini
- Pasquini
مَثَلُهُم كَمَثَلِ الَّذِى استَوقَدَ نارًا فَلَمّا أَضاءَت ما حَولَهُ ذَهَبَ اللَّهُ بِنورِهِم وَتَرَكَهُم فى ظُلُمٰتٍ لا يُبصِرونَ
Assomigliano a chi accende un fuoco; poi, quando il fuoco ha illuminato i suoi dintorni, Allah sottrae loro la luce e li abbandona nelle tenebre in cui non vedono nulla [14] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Somigliano a qualcuno che abbia acceso un fuoco. Quando il fuoco ha illuminato tutto attorno, Dio toglie loro la luce e li lascia ciechi nelle tenebre,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
È come se uno abbia acceso un fuoco e, quando questo fuoco ha illuminato tutti i dintorni, Iddio toglie loro la luce e li lascia ciechi nelle tenebre:
- Bausani
- Bausani
Il paragone che si adatta a loro è quello di coloro che accendono un fuoco, ma non appena esso incomincia a rischiarare attorno a sé, Allàh li priva della loro luce, lasciandoli non vedenti nelle tenebre.
- Pasquini
- Pasquini
صُمٌّ بُكمٌ عُمىٌ فَهُم لا يَرجِعونَ
Sordi, muti, ciechi [15] , non possono ritornare [16] .
- Hamza P.
- Hamza P.
sordi, muti e ciechi, non faranno ritorno a Dio.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
sordi muti ciechi, non recedono dall’errore!
- Bausani
- Bausani
Sordi, muti e ciechi essi sono e senza possibilità di ravvedimento.
- Pasquini
- Pasquini
أَو كَصَيِّبٍ مِنَ السَّماءِ فيهِ ظُلُمٰتٌ وَرَعدٌ وَبَرقٌ يَجعَلونَ أَصٰبِعَهُم فى ءاذانِهِم مِنَ الصَّوٰعِقِ حَذَرَ المَوتِ وَاللَّهُ مُحيطٌ بِالكٰفِرينَ
[O come] una nuvola di pioggia nel cielo, gonfia di tenebre, di tuoni e di fulmini: mettono le loro dita nelle orecchie temendo la morte a causa dei fulmini [17] . E Allah accerchia i miscredenti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Oppure è come se venisse nel cielo una nuvola densa di pioggia, che porta tenebre, tuoni e saette. Si mettono le dita nelle orecchie per non udire i fulmini, per paura della morte, ma Dio ha circondato i miscredenti. [19]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Oppure è come se venisse nel cielo una nuvola gravida di pioggia, piena di tenebra e di tuoni e di fulmini, ed’ essi allora si mettono le dita nelle orecchie per non sentire il fragore delle saette, per timor della morte, mentre Dio circonda i Negatori possente.
- Bausani
- Bausani
Essi sono come coloro che, durante un temporale, con tuoni e lampi in un cielo tenebroso, si mettono le dita nelle orecchie, per timore di morire folgorati! Allàh circonda coloro che rifiutano di credere da ogni parte!
- Pasquini
- Pasquini
يَكادُ البَرقُ يَخطَفُ أَبصٰرَهُم كُلَّما أَضاءَ لَهُم مَشَوا فيهِ وَإِذا أَظلَمَ عَلَيهِم قاموا وَلَو شاءَ اللَّهُ لَذَهَبَ بِسَمعِهِم وَأَبصٰرِهِم إِنَّ اللَّهَ عَلىٰ كُلِّ شَيءٍ قَديرٌ
Il lampo quasi li acceca: ogni volta che rischiara, procedono; ma quando rimangono nell’oscurità si fermano. Se Allah avesse voluto, li avrebbe privati dell’udito e della vista. In verità Allah su tutte le cose è potente [18] .
- Hamza P.
- Hamza P.
La luce del lampo quasi toglie loro la vista, quando li illumina camminano alla sua luce e quando è buio si fermano. Se Dio volesse, li priverebbe della vista e dell’udito, Dio è potente su ogni cosa.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
La luce dei lampi quasi rapisce loro la vista, e quando li illumina camminano a quella luce, e quando si fa di nuovo nero si fermano; e se Dio volesse potrebbe toglier loro la vista e l’udito, perché Dio è onnipotente!
- Bausani
- Bausani
Il bagliore dei lampi li acceca quasi. Quando i lampi squarciano le tenebre, essi camminano, ma, appena torna buio, si fermano! Se Allàh volesse, potrebbe privarli dell’udito e della vista! In verità, Allàh ha potere su tutte le cose.
- Pasquini
- Pasquini
يٰأَيُّهَا النّاسُ اعبُدوا رَبَّكُمُ الَّذى خَلَقَكُم وَالَّذينَ مِن قَبلِكُم لَعَلَّكُم تَتَّقونَ
O uomini, adorate [19] il vostro Signore Che ha creato voi e quelli che vi hanno preceduto, cosicché possiate essere timorati.
- Hamza P.
- Hamza P.
Uomini, adorate il vostro Signore, che ha creato voi e quelli che furono prima di voi, affinché possiate avere timore di Dio, [21]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O uomini! Adorate dunque il vostro Signore che ha creato voi e coloro che furono prima di voi, a che possiate divenir timorati di Dio,
- Bausani
- Bausani
O uomini, adorate il vostro Signore, il Quale ha creato voi e quelli prima di voi - se volete essere timorati -
- Pasquini
- Pasquini
الَّذى جَعَلَ لَكُمُ الأَرضَ فِرٰشًا وَالسَّماءَ بِناءً وَأَنزَلَ مِنَ السَّماءِ ماءً فَأَخرَجَ بِهِ مِنَ الثَّمَرٰتِ رِزقًا لَكُم فَلا تَجعَلوا لِلَّهِ أَندادًا وَأَنتُم تَعلَمونَ
[Egli è] Colui che della terra ha fatto un letto e del cielo un edificio, e che dal cielo fa scendere l’acqua con la quale produce i frutti che sono il vostro cibo. Non attribuite consimili ad Allah ora che sapete.
- Hamza P.
- Hamza P.
il quale ha fatto per voi laterra come un tappeto e il cielo come un palazzo e ha fatto scendere dal cielo dell’acqua con cui Egli trae dalla terra dei frutti come dono per voi. Voi che sapete tutto questo, non date a Dio degli eguali,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
il quale ha fatto per voi della terra un tappeto e del cielo un castello, e ha fatto scendere dal cielo acqua con la quale estrae dalla terra quei frutti che sono il vostro pane quotidiano; non date dunque a Dio degli eguali, mentre voi sapete tutto questo!
- Bausani
- Bausani
il Quale ha fatto per voi della Terra un giaciglio, del cielo un tetto e ha fatto scendere dell’acqua dal cielo, rendendo possibile per suo mezzo la fruttificazione dei vegetali, sicché della loro frutta voi potete cibarvi. Perciò, dato che voi sapete, non date dei pari ad Allàh!
- Pasquini
- Pasquini
وَإِن كُنتُم فى رَيبٍ مِمّا نَزَّلنا عَلىٰ عَبدِنا فَأتوا بِسورَةٍ مِن مِثلِهِ وَادعوا شُهَداءَكُم مِن دونِ اللَّهِ إِن كُنتُم صٰدِقينَ
E se avete qualche dubbio in merito a quello che abbiamo fatto scendere sul Nostro Servo [20] , portate allora una Sura simile a questa [21] e chiamate altri testimoni all’infuori di Allah, se siete veritieri.
- Hamza P.
- Hamza P.
e se avete dei dubbi su quanto abbiamo rivelato al Nostro servo, portate una sūra come queste e chiamate i vostri testimoni al di fuori di Dio, se siete sinceri. [23]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E se avete dei dubbi su ciò che abbiamo rivelato al Nostro Servo, producete una sura simile a quelle e chiamate i vostri testimoni altri che Dio, se siete sinceri!
- Bausani
- Bausani
E se siete in dubbio su quanto abbiamo fatto scendere sul Nostro servo, mostrate una Sura simile alle sue e, se siete in buona fede, chiamate pure quelli che adorate invece di Allàh.
- Pasquini
- Pasquini
فَإِن لَم تَفعَلوا وَلَن تَفعَلوا فَاتَّقُوا النّارَ الَّتى وَقودُهَا النّاسُ وَالحِجارَةُ أُعِدَّت لِلكٰفِرينَ
Se non lo fate – e non lo farete – temete il Fuoco [22] , il cui combustibile sono gli uomini e le pietre, che è stato preparato per i miscredenti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ma se non lo fate – e non lo farete – temete il fuoco che avrà per alimento uomini e pietre, preparato per i miscredenti. [24]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma se non lo fate, e certo non lo farete, temete quel fuoco che avrà per alimento uomini e sassi e che fu preparato a quanti rifìutan la Fede.
- Bausani
- Bausani
Ma se non ci sarete riusciti, come non ci riuscirete, temete il fuoco, che si alimenta di uomini e di (idoli di) pietra e che è approntato a ricevere coloro che rifiutano di credere.
- Pasquini
- Pasquini
وَبَشِّرِ الَّذينَ ءامَنوا وَعَمِلُوا الصّٰلِحٰتِ أَنَّ لَهُم جَنّٰتٍ تَجرى مِن تَحتِهَا الأَنهٰرُ كُلَّما رُزِقوا مِنها مِن ثَمَرَةٍ رِزقًا قالوا هٰذَا الَّذى رُزِقنا مِن قَبلُ وَأُتوا بِهِ مُتَشٰبِهًا وَلَهُم فيها أَزوٰجٌ مُطَهَّرَةٌ وَهُم فيها خٰلِدونَ
E annuncia a coloro che credono e compiono il bene, che avranno i Giardini in cui scorrono i ruscelli [23] . Ogni volta che sarà loro dato un frutto diranno: «Già ci era stato concesso!» [24] . Ma è qualcosa di simile che verrà loro dato; avranno spose purissime e colà rimarranno in eterno.
- Hamza P.
- Hamza P.
Porta il lieto annuncio a quelli che credono e compiono le buone azioni, per loro ci sono giardini alla cui ombra scorrono i fiumi e ogni volta che riceveranno un frutto come dono diranno: «Questo ci è stato donato anche prima» perché sarà lo stesso in apparenza, lì avranno spose purissime, lì saranno eterni. [25]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma dà, o Muhammad, a coloro che credono e che fanno il bene, la buona novella che vi sono per loro Giardini alla cui ombra scorrono i fiumi, e quando si ciberanno di quei frutti diranno ogni volta: “Questo è il cibo che avevamo anche prima!” ma sarà solo in apparenza simile a quel cibo; ed avranno ivi spose purissime, e vi resteranno in Eterno!
- Bausani
- Bausani
A coloro che credono e fanno opere buone annuncia la buona novella! Per loro ci sono giardini, sotto cui scorrono i fiumi. Ogni volta che essi riceveranno un frutto (colto) da (gli alberi che ci sono in) essi, essi diranno: “Questo è quello che già prima noi ricevemmo!”. E ne riceveranno, perciò, uno simile! Ci saranno per loro, in quei giardini, dove in eterno soggiorneranno, delle spose sempre pure (cioè senza periodi mensili)!
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّ اللَّهَ لا يَستَحيۦ أَن يَضرِبَ مَثَلًا ما بَعوضَةً فَما فَوقَها فَأَمَّا الَّذينَ ءامَنوا فَيَعلَمونَ أَنَّهُ الحَقُّ مِن رَبِّهِم وَأَمَّا الَّذينَ كَفَروا فَيَقولونَ ماذا أَرادَ اللَّهُ بِهٰذا مَثَلًا يُضِلُّ بِهِ كَثيرًا وَيَهدى بِهِ كَثيرًا وَما يُضِلُّ بِهِ إِلَّا الفٰسِقينَ
In verità Allah non esita a prendere ad esempio un moscerino o qualsiasi altra cosa superiore [25] . Coloro che credono sanno che si tratta della verità che proviene dal loro Signore; i miscredenti invece dicono: «Cosa vuol dire Allah con un simile esempio?». [Con esso] ne allontana molti, e molti ne guida. Ma non allontana [26] che gli iniqui,
- Hamza P.
- Hamza P.
Dio non disdegna di portare come esempio una mosca qualunque o meno ancora: quelli che credono sanno che è la verità che viene dal loro Signore, e quanto ai miscredenti, dicono: «Cosa ha inteso Dio con questo esempio?». Dio travia molti e molti guida alla verità, ma altri non travia che gli empi [26]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ché certo Iddio non si vergogna di usare similitudini, anche di un moscerino o di qualcosa di ancor più piccolo: quelli che credono sanno che è verità che viene dal loro Signore, e quelli che non credono diranno: “Che cosa voleva intendere Iddio con questa parabola?” E così Dio travierà molti e molti guiderà al Vero, ma chi travierà non saranno che gli empi,
- Bausani
- Bausani
Allàh non disdegna trarre un paragone da una zanzara, o da un insetto al di sopra di essa! Quanto a coloro che credono, essi sanno che esso è la verità che proviene dal loro Signore; quanto a coloro che rifiutano di credere, essi dicono: “Cosa ha voluto (dire) Allàh con questo paragone?”. Con esso molto fuorvia e molto con esso Egli guida! Però soltanto i perversi risulteranno fuorviati.
- Pasquini
- Pasquini
الَّذينَ يَنقُضونَ عَهدَ اللَّهِ مِن بَعدِ ميثٰقِهِ وَيَقطَعونَ ما أَمَرَ اللَّهُ بِهِ أَن يوصَلَ وَيُفسِدونَ فِى الأَرضِ أُولٰئِكَ هُمُ الخٰسِرونَ
coloro che rompono il patto di Allah [27] dopo averlo accettato, spezzano ciò [28] che Allah ha ordinato di unire e spargono la corruzione sulla terra [29] . Quelli sono i perdenti.
- Hamza P.
- Hamza P.
i quali violano il patto di Dio dopo averlo accettato e spezzano ciò che Dio ha ordinato di tenere unito e portano la corruzione sulla terra, ecco i perdenti. [27]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
i quali violano il Patto di Dio dopo averlo accettato, spezzano ciò che Dio ha ordinato sia unito e portano la corruzione sulla terra: e questi son coloro che pèrdono.
- Bausani
- Bausani
Coloro i quali contravvengono agli impegni presi con Allàh, sciolgono [i legami che] Allàh ha ordinato debbano restare saldi, e diffondono la corruzione sulla Terra: quelli sono i perdenti!
- Pasquini
- Pasquini
كَيفَ تَكفُرونَ بِاللَّهِ وَكُنتُم أَموٰتًا فَأَحيٰكُم ثُمَّ يُميتُكُم ثُمَّ يُحييكُم ثُمَّ إِلَيهِ تُرجَعونَ
Come potete essere ingrati nei confronti di Allah, quando eravate morti ed Egli vi ha dato la vita? Poi vi farà morire e vi riporterà alla vita e poi a Lui sarete ricondotti [30] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Come potete non credere in Dio? Eravate morti ed Egli vi ha dato la vita, poi vi farà morire e poi vi farà rivivere e poi sarete ricondotti a Lui. [28]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma come potete voi rinnegare Iddio, mentre voi non eravate che morti ed egli vi ha suscitato a vita, e vi farà poi morire, e ancora vi farà rivivere e poi a Lui tornerete?
- Bausani
- Bausani
Com’è che rifiutate di credere in Allàh? Morti eravate ed Egli vi diede la vita; poi vi farà morire, poi di nuovo in vita vi richiamerà e, finalmente, a Lui ritornerete.
- Pasquini
- Pasquini
هُوَ الَّذى خَلَقَ لَكُم ما فِى الأَرضِ جَميعًا ثُمَّ استَوىٰ إِلَى السَّماءِ فَسَوّىٰهُنَّ سَبعَ سَمٰوٰتٍ وَهُوَ بِكُلِّ شَيءٍ عَليمٌ
Egli ha creato per voi tutto quello che c’è sulla terra. Poi si è rivolto al cielo e lo ha ordinato in sette cieli [31] . Egli è l’Onnisciente.
- Hamza P.
- Hamza P.
Egli è Colui che ha creato per voi tutto quel che è sulla terra, poi si è rivolto al cielo e ha spianato sette cieli, Egli è Colui che conosce ogni cosa. [29]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Egli è Colui che ha creato per voi tutto quanto v’è sulla terra, e poi si volse al cielo, ch’Egli foggiò in sette cieli: Egli è Colui che sa tutto.
- Bausani
- Bausani
Egli è Colui che creò per voi tutto ciò che esiste sulla Terra. Poi si rivolse al cielo, strutturandolo in sette cieli. Egli d’ogni cosa è a conoscenza.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ قالَ رَبُّكَ لِلمَلٰئِكَةِ إِنّى جاعِلٌ فِى الأَرضِ خَليفَةً قالوا أَتَجعَلُ فيها مَن يُفسِدُ فيها وَيَسفِكُ الدِّماءَ وَنَحنُ نُسَبِّحُ بِحَمدِكَ وَنُقَدِّسُ لَكَ قالَ إِنّى أَعلَمُ ما لا تَعلَمونَ
E quando il tuo Signore disse agli Angeli: «Porrò un vicario sulla terra» [32] , essi dissero: «Metterai su di essa qualcuno che vi spargerà la corruzione e vi verserà il sangue, mentre noi Ti glorifichiamo lodandoTi e Ti santifichiamo?». Egli disse: «In verità Io conosco quello che voi non conoscete…».
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando il tuo Signore disse agli angeli: «Io metterò sulla terra un Mio vicario», risposero: «Metterai sulla terra chi vi porterà la corruzione e spargerà il sangue, mentre noi innalziamo la Tua lode e glorifichiamo la Tua santità?». Rispose: «Io so ciò che voi non sapete». [30]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando il tuo Signore disse agli Angeli: “Ecco, io porrò sulla terra un Mio Vicario”, essi risposero: “Vuoi metter sulla terra chi vi porterà la corruzione e spargerà il sangue, mentre noi cantiamo le Tue lodi ed esaltiamo la Tua santità?” Ma Egli disse: “Io so ciò che voi non sapete”.
- Bausani
- Bausani
Disse il tuo Signore agli angeli: “In verità, Io sto per porre sulla Terra un vicario!”. Essi dissero: “Porrai sulla Terra chi su di essa diffonderà la corruzione e spargerà il sangue, mentre, invece, noi proclamiamo la Tua divinità incondivisa e proclamiamo la Tua Santità?”. Rispose: “In verità, Io so ciò che voi non sapete”.
- Pasquini
- Pasquini
وَعَلَّمَ ءادَمَ الأَسماءَ كُلَّها ثُمَّ عَرَضَهُم عَلَى المَلٰئِكَةِ فَقالَ أَنبِـٔونى بِأَسماءِ هٰؤُلاءِ إِن كُنتُم صٰدِقينَ
Ed insegnò ad Adamo i nomi di tutte le cose, quindi le presentò agli Angeli [33] e disse: «Ditemi i loro nomi, se siete veritieri».
- Hamza P.
- Hamza P.
Insegnò a Adamo tutti i nomi delle cose e poi le presentò agli angeli e disse: «Riferitemi i loro nomi, se siete sinceri». [31]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ed insegnò ad Adamo i nomi di tutte le cose, poi le presentò agli Angeli dicendo loro: “Or ditemi dunque i lor nomi, se siete sinceri”.
- Bausani
- Bausani
Egli insegnò ad Ādam [2] (Adamo) tutti i nomi. Ciò fatto, li fece passare davanti agli angeli, dopo aver detto: “Ditemi quei nomi se siete veritieri!”.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا سُبحٰنَكَ لا عِلمَ لَنا إِلّا ما عَلَّمتَنا إِنَّكَ أَنتَ العَليمُ الحَكيمُ
Essi dissero: «Gloria a Te. Non conosciamo se non quello che Tu ci hai insegnato: in verità Tu sei il Saggio, il Sapiente».
- Hamza P.
- Hamza P.
Risposero: «Sia gloria a Te, noi conosciamo solo quel che Tu ci hai insegnato, Tu sei il Sapiente, il Saggio».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ed essi risposero: “Sia gloria a Te! Noi non sappiamo altro che quel che Tu ci hai insegnato, poiché Tu sei il Saggio Sapiente”.
- Bausani
- Bausani
Dissero: “Per la Tua divinità incondivisa! Noi non sappiamo se non ciò che Tu ci insegni! In verità, Tu sei al-’alīm (lo Sciente) al-Ḥakīm (il Sapiente)!”
- Pasquini
- Pasquini
قالَ يٰـٔادَمُ أَنبِئهُم بِأَسمائِهِم فَلَمّا أَنبَأَهُم بِأَسمائِهِم قالَ أَلَم أَقُل لَكُم إِنّى أَعلَمُ غَيبَ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ وَأَعلَمُ ما تُبدونَ وَما كُنتُم تَكتُمونَ
Disse: «O Adamo, informali sui nomi di tutte [le cose]». Dopo che li ebbe informati sui nomi, Egli disse: «Non vi avevo forse detto che conosco il segreto dei cieli e della terra e che conosco ciò che manifestate e ciò che nascondete?».
- Hamza P.
- Hamza P.
Disse: «Adamo, riferisci loro i nomi delle cose». E quando Adamo ebbe riferito i loro nomi, Dio disse agli angeli: «Forse non vi ho detto che Io conosco il mistero dei cieli e della terra e conosco quel che avete palesato e quel che tenevate nascosto?».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ed Egli disse: “O Adamo, dì loro dunque i nomi di tutte queste cose!” E quando Adamo li ebbe edotti dei nomi, Iddio disse agli Angeli: “Non vi dissi che io conosco l’arcano dei cieli e della terra e so ciò che voi manifestate e ciò che celate in voi?”
- Bausani
- Bausani
Egli disse: “O Adamo, diglieli tu a loro i nomi!”. Dopo che Ādam [3] (Adamo) li ebbe informati (gli angeli) dei nomi, Egli (Allàh) disse (rivolto agli Angeli): “Non vi dissi che Io conosco i segreti dei cieli e della Terra e che Io so tanto ciò che esternate, quanto ciò che tenete nascosto?”.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ قُلنا لِلمَلٰئِكَةِ اسجُدوا لِءادَمَ فَسَجَدوا إِلّا إِبليسَ أَبىٰ وَاستَكبَرَ وَكانَ مِنَ الكٰفِرينَ
E quando dicemmo agli Angeli: «Prosternatevi ad Adamo», tutti si prosternarono, eccetto Iblîs [34] , che rifiutò per orgoglio e fu tra i miscredenti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando dicemmo agli angeli: «Prosternatevi davanti a Adamo», tutti si prosternarono tranne Iblīs, che si insuperbì e fu nel numero dei miscredenti. [34]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando dicemmo agli Angeli: “Prostratevi avanti ad Adamo!”, tutti si prosternarono salvo Iblis, che rifiutò superbo e fu dei Negatori.
- Bausani
- Bausani
Noi dicemmo agli angeli: “Prosternatevi davanti a Ādam [4] (Adamo)!”. Tutti si prosternarono, a eccezione di Iblīs [5], il quale si rifiutò, si insuperbì e fu uno di coloro che rifiutano di credere!
- Pasquini
- Pasquini
وَقُلنا يٰـٔادَمُ اسكُن أَنتَ وَزَوجُكَ الجَنَّةَ وَكُلا مِنها رَغَدًا حَيثُ شِئتُما وَلا تَقرَبا هٰذِهِ الشَّجَرَةَ فَتَكونا مِنَ الظّٰلِمينَ
E dicemmo: «O Adamo, abita il Paradiso, tu e la tua sposa. Saziatevene ovunque a vostro piacere, ma non avvicinatevi a quest’albero ché in tal caso sareste tra gli empi» [35] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Dicemmo: «Adamo, abita questo giardino, tu e la tua sposa, e mangiatene tranquillamente e dove volete ma non avvicinatevi a quest’albero, affinché non siate colpevoli». [35]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E dicemmo: “O Adamo, abita, tu e la tua compagna, questo giardino, e mangiatene abbondantemente e dove volete, ma non vi avvicinate a quest’albero, che non abbiate a divenir degli iniqui”.
- Bausani
- Bausani
Noi dicemmo: “O Ādam [6] (Adamo), abita con tua moglie nel Paradiso e mangiatene i frutti a vostro piacimento, cogliendoli ovunque vogliate, però, non avvicinatevi a quest’albero, perché, facendo ciò, sareste trasgressori!”.
- Pasquini
- Pasquini
فَأَزَلَّهُمَا الشَّيطٰنُ عَنها فَأَخرَجَهُما مِمّا كانا فيهِ وَقُلنَا اهبِطوا بَعضُكُم لِبَعضٍ عَدُوٌّ وَلَكُم فِى الأَرضِ مُستَقَرٌّ وَمَتٰعٌ إِلىٰ حينٍ
Poi Iblîs li fece inciampare e scacciare dal luogo in cui si trovavano. E Noi dicemmo: «Andatevene via, nemici gli uni degli altri [36] . Avrete una dimora sulla terra e ne godrete per un tempo stabilito».
- Hamza P.
- Hamza P.
Satana li fece scivolare di lì e li tolse dal luogo in cui stavano. Dicemmo loro: «Scendete di qui, siate nemici l’uno all’altro, sulla terra avrete un alloggio e della gioia fino a un tempo dato». [36]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma Satana li fece scivolar di li e dalla lor condizione li tolse. Così dicemmo loro: “Andatevene a odiarvi l’un l’altro come nemici; sulla terra avrete una sede e godimento d’un’ora”.
- Bausani
- Bausani
Santuario della Mecca [7], benché ambedue fossero stati avvertiti, riuscì a farli cadere e a farli uscire dalla loro condizione. Dicemmo allora: “Scendete! Ci sarà inimicizia tra voi, gli uni gli altri e sulla Terra avrete una dimora e un tempo limitato per godere la vita!”.
- Pasquini
- Pasquini
فَتَلَقّىٰ ءادَمُ مِن رَبِّهِ كَلِمٰتٍ فَتابَ عَلَيهِ إِنَّهُ هُوَ التَّوّابُ الرَّحيمُ
Adamo ricevette parole dal suo Signore [37] e Allah accolse il suo [pentimento]. In verità Egli è Colui Che accetta il pentimento, il Misericordioso.
- Hamza P.
- Hamza P.
Adamo ricevette parole dal suo Signore, Egli lo perdonò, perché è l’Indulgente, pieno di compassione. [37]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E Adamo ricevette Parole dal Signore, il quale lo perdonò, poiché egli è il Perdonatore, il Misericordioso.
- Bausani
- Bausani
Poi Ādam [8] (Adamo) ricevette delle parole dal suo Signore, il Quale aveva accolto il suo pentimento. In verità, Egli è al-Tawwāb (Colui il quale, facilmente, perdona), al-Raḥīm (il Clementissimo).
- Pasquini
- Pasquini
قُلنَا اهبِطوا مِنها جَميعًا فَإِمّا يَأتِيَنَّكُم مِنّى هُدًى فَمَن تَبِعَ هُداىَ فَلا خَوفٌ عَلَيهِم وَلا هُم يَحزَنونَ
Dicemmo: «Andatevene via tutti [quanti]! Se mai vi giungerà una guida da parte Mia, coloro che la seguiranno non avranno nulla da temere e non saranno afflitti» [38] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Dicemmo loro: «Scendete di qui tutti insieme, e quando vi giungerà una guida da parte Mia, quelli che seguiranno la Mia guida non dovranno temere, non patiranno tristezza,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dicemmo dunque loro: “Via tutti dal giardino, e quando riceverete da me una Guida, coloro che seguiranno la Mia Guida non avranno timore, né tristezza.
- Bausani
- Bausani
Dicemmo: “Scendete da esso (il Paradiso) insieme. Poi vi giungerà da Me una guida! Per chi segue la guida (mandata) da Me non ci sarà né paura né afflizione,
- Pasquini
- Pasquini
وَالَّذينَ كَفَروا وَكَذَّبوا بِـٔايٰتِنا أُولٰئِكَ أَصحٰبُ النّارِ هُم فيها خٰلِدونَ
E i miscredenti che smentiscono i Nostri segni, sono i compagni del Fuoco, in cui rimarranno per sempre.
- Hamza P.
- Hamza P.
mentre quelli che non crederanno e accuseranno di menzogna i Miei segni, ecco quelli del fuoco, dove resteranno eternamente».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma coloro che non crederanno e i Miei Segni smentiranno, ebbene sono del Fuoco, nel quale rimarranno in eterno”.
- Bausani
- Bausani
mentre coloro che rifiutano di credere e accusano di falsità i Miei segni, quelli sono i compagni del fuoco, nel quale rimarranno in eterno!”.
- Pasquini
- Pasquini
يٰبَنى إِسرٰءيلَ اذكُروا نِعمَتِىَ الَّتى أَنعَمتُ عَلَيكُم وَأَوفوا بِعَهدى أوفِ بِعَهدِكُم وَإِيّٰىَ فَارهَبونِ
O figli di Israele, ricordate i favori di cui vi ho colmati e rispettate il Mio patto e rispetterò il vostro [39] . Solo Me dovete temere.
- Hamza P.
- Hamza P.
Figli di Israele, ricordate la grazia di cui vi ho colmato, siate fedeli al Mio patto e Io sarò fedele al vostro, abbiate timore di Me. [40]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O figli d’Israele! Ricordate i favori che vi elargii, siate fedeli al Mio Patto e io sarò fedele al vostro, e Me solo temete!
- Bausani
- Bausani
O figli di Israele, ricordate le grazie di cui vi ho colmato e osservate gli impegni, contenuti nel Testamento (la Toràh), che voi avete preso verso di Me, così Io osserverò quelli che ho preso con voi! È Me che voi dovete temere!
- Pasquini
- Pasquini
وَءامِنوا بِما أَنزَلتُ مُصَدِّقًا لِما مَعَكُم وَلا تَكونوا أَوَّلَ كافِرٍ بِهِ وَلا تَشتَروا بِـٔايٰتى ثَمَنًا قَليلًا وَإِيّٰىَ فَاتَّقونِ
E credete in ciò che ho fatto scendere [40] a conferma di quello che già era sceso su di voi [41] e non siate i primi a rinnegarlo: non svendete i Miei segni per un prezzo vile. E temete soltanto Me.
- Hamza P.
- Hamza P.
Credete in ciò che ho rivelato a conferma dei vostri libri, non siate i primi a rinnegarli, non barattate i Miei segni a poco prezzo, abbiate timore di Me, [41]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E credete in ciò ch’io ho rivelato a conferma dei vostri Libri e non siate voi i primi a rinnegarli; non barattate dunque i Miei Segni per poco prezzo e temete Me solo!
- Bausani
- Bausani
Credete, pertanto, a ciò che ho fatto scendere a conferma di quanto è con voi e non siate proprio voi i primi a rifiutare di credere in esso! Non vendete a prezzo vile i Miei Segni. Siate timorati nei Miei confronti.
- Pasquini
- Pasquini
وَلا تَلبِسُوا الحَقَّ بِالبٰطِلِ وَتَكتُمُوا الحَقَّ وَأَنتُم تَعلَمونَ
E non avvolgete la verità di menzogna e non nascondete la verità ora che la conoscete.
- Hamza P.
- Hamza P.
nonvestite di falsità la verità e non nascondetela, voi che conoscete tutto questo.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Non rivestite di menzogna la verità e non nascondetela mentre voi ben la conoscete;
- Bausani
- Bausani
E non vestite la verità di menzogna. Non nascondete la verità, che voi ben conoscete.
- Pasquini
- Pasquini
وَأَقيمُوا الصَّلوٰةَ وَءاتُوا الزَّكوٰةَ وَاركَعوا مَعَ الرّٰكِعينَ
E assolvete all’orazione, pagate la decima [42] e inchinatevi con coloro che si inchinano.
- Hamza P.
- Hamza P.
Eseguite la preghiera, versate l’elemosina e prosternatevi insieme a chi si prosterna. [43]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
eseguite la Preghiera, pagate la Decima, e prostratevi come gli altri in preghiera.
- Bausani
- Bausani
Eseguite l’adorazione quotidiana, pagate la Zakāh [9] e inchinatevi con quelli che si inchinano!
- Pasquini
- Pasquini
أَتَأمُرونَ النّاسَ بِالبِرِّ وَتَنسَونَ أَنفُسَكُم وَأَنتُم تَتلونَ الكِتٰبَ أَفَلا تَعقِلونَ
Ordinerete ai popoli la carità e dimenticherete voi stessi, voi che leggete il Libro? Non ragionate dunque [43] ?
- Hamza P.
- Hamza P.
Chiamerete gli uomini alla pietà, dimenticando di chiamare voi stessi? Eppure i libri voi li leggete. Non ragionate?
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Potete forse invitare gli altri a esser pii dimenticando voi stessi, mentre pur leggete le Scritture? Siete forse privi di intelletto?
- Bausani
- Bausani
Ordinate alla gente la rettitudine e vi dimenticate di praticarla voi, che leggete il Libro? Non capite?
- Pasquini
- Pasquini
وَاستَعينوا بِالصَّبرِ وَالصَّلوٰةِ وَإِنَّها لَكَبيرَةٌ إِلّا عَلَى الخٰشِعينَ
Cercate aiuto nella pazienza e nell’adorazione, in verità essa è gravosa, ma non per gli umili [44]
- Hamza P.
- Hamza P.
Aiutatevi con la pazienza e con la preghiera: sono cose gravi ma non per coloro che si umiliano, [45]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Aiutatevi con la pazienza e con la Preghiera, che son cose gravi, ma non per gli umili,
- Bausani
- Bausani
Chiedete sostegno alla pazienza e all’adorazione quotidiana! Certamente, essa è gravosa, ma non così per i devoti,
- Pasquini
- Pasquini
الَّذينَ يَظُنّونَ أَنَّهُم مُلٰقوا رَبِّهِم وَأَنَّهُم إِلَيهِ رٰجِعونَ
che pensano che invero incontreranno il loro Signore e che invero torneranno a Lui [45] .
- Hamza P.
- Hamza P.
i quali pensano che incontreranno il loro Signore, che a Lui faranno ritorno.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
i quali pensano che incontreranno un giorno il Signore e infine torneranno a Lui!
- Bausani
- Bausani
i quali sanno che essi incontreranno il loro Signore e che a Lui faranno ritorno.
- Pasquini
- Pasquini
يٰبَنى إِسرٰءيلَ اذكُروا نِعمَتِىَ الَّتى أَنعَمتُ عَلَيكُم وَأَنّى فَضَّلتُكُم عَلَى العٰلَمينَ
O Figli di Israele, ricordate i favori di cui vi ho colmati e di come vi ho favorito sugli altri popoli del mondo [46] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Figli d’Israele, ricordate la grazia di cui vi ho colmato, Io vi ho preferito sui mondi. [47]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O figli d’Israele! Ricordate i favori che vi elargii, e come io vi resi nobili su tutti i popoli della terra,
- Bausani
- Bausani
O figli d’Israele, ricordate la grazia di cui vi ho colmato e ricordate che vi accordai il Mio favore, ponendovi al di sopra di tutto l’Universo!
- Pasquini
- Pasquini
وَاتَّقوا يَومًا لا تَجزى نَفسٌ عَن نَفسٍ شَيـًٔا وَلا يُقبَلُ مِنها شَفٰعَةٌ وَلا يُؤخَذُ مِنها عَدلٌ وَلا هُم يُنصَرونَ
E temete il Giorno in cui nessun’anima potrà alcunché per un’altra, in cui non sarà accolta nessuna intercessione e nulla potrà essere compensato. Essi non saranno soccorsi [47] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Temete il giorno in cui nessuno avrà la ricompensa di un altro, in nulla, e nessuna intercessione sarà accolta, e neppure compensazione, e nessuno sarà soccorso. [48]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
e temete un Giorno nel quale nessun’anima potrà pagar per un’al tra in nulla e non sarà accettata intercession di nessuno, né compensazione, e i malvagi non troveranno aiuto.
- Bausani
- Bausani
Perciò, temete un giorno, nel quale nessuno potrà esser di aiuto in nulla a un altro, nel quale non saranno accettati né l’intercessione né il riscatto e nel quale nessuno potrà ricevere aiuto.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ نَجَّينٰكُم مِن ءالِ فِرعَونَ يَسومونَكُم سوءَ العَذابِ يُذَبِّحونَ أَبناءَكُم وَيَستَحيونَ نِساءَكُم وَفى ذٰلِكُم بَلاءٌ مِن رَبِّكُم عَظيمٌ
E [ricordate] quando vi abbiamo liberato dalla gente di Faraone che vi infliggeva le torture più atroci!… Sgozzavano i vostri figli e lasciavano in vita le vostre femmine. In ciò vi fu un’immensa prova da [parte del] vostro Signore [48] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricordate quando vi salvammo dalla gente di Faraone che vi infliggeva un crudele tormento e sgozzava i vostri figli risparmiando le vostre donne, fu una dura prova da parte del vostro Signore. [49]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando vi salvai dalla gente di Faraone che vi infliggeva crudele tormento sgozzando i vostri figli e risparmiando solo le vostre donne, dura prova questa mandatavi dal vostro Signore;
- Bausani
- Bausani
Noi vi liberammo dall’oppressione di Faraone, il quale aveva ordinato ai suoi servi di sgozzare i vostri figli, lasciando in vita le vostre donne. Terribile fu la prova, a cui vi sottopose il vostro Signore!
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ فَرَقنا بِكُمُ البَحرَ فَأَنجَينٰكُم وَأَغرَقنا ءالَ فِرعَونَ وَأَنتُم تَنظُرونَ
E quando abbiamo diviso il mare per voi, quindi vi abbiamo tratti in salvo e abbiamo annegato la gente di Faraone, mentre voi stavate a guardare.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricordate quando dividemmo il mare in due e vi salvammo, e facemmo annegare la gente di Faraone davanti ai vostri occhi. [50]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
e di quando dividemmo il mare e salvammo voi e facemmo annegare la gente di Faraone davanti ai vostri occhi;
- Bausani
- Bausani
Noi, dopo aver aperto il mare, facendovi passare incolumi, facemmo annegare l’armata faraonica sotto i vostri occhi.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ وٰعَدنا موسىٰ أَربَعينَ لَيلَةً ثُمَّ اتَّخَذتُمُ العِجلَ مِن بَعدِهِ وَأَنتُم ظٰلِمونَ
E quando stabilimmo con Mosè [un patto in] quaranta notti… e voi vi prendeste il Vitello [49] e agiste da iniqui.
- Hamza P.
- Hamza P.
E ricordate quando stringemmo un patto con Mosè, per quaranta notti, e poi, in sua assenza, voi sceglieste il vitello e foste colpevoli, [51]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
e quando patteggiammo con Mosè per quaranta notti ed in sua assenza voi vi sceglieste come dio il vitello, agendo da iniqui;
- Bausani
- Bausani
Noi tenemmo impegnato Mosè in un incontro di quaranta notti e voi, dopo la sua partenza, prendeste il vitello, dandovi alla trasgressione.
- Pasquini
- Pasquini
ثُمَّ عَفَونا عَنكُم مِن بَعدِ ذٰلِكَ لَعَلَّكُم تَشكُرونَ
Ma Noi vi perdonammo: forse ne sareste stati riconoscenti.
- Hamza P.
- Hamza P.
ma in seguito Noi vi perdonammo affinché Ci foste grati.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
ma Noi vi perdonammo nella speranza che, poi, Ci avreste ringraziato.
- Bausani
- Bausani
Ciò nonostante, Noi vi perdonammo, affinché voi foste riconoscenti.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ ءاتَينا موسَى الكِتٰبَ وَالفُرقانَ لَعَلَّكُم تَهتَدونَ
E quando abbiamo dato a Mosè il Libro e il Discrimine [50] : forse sarete ben guidati!
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricordate quando demmo a Mosè il libro e il discernimento affinché fosse una guida per voi, [53]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E di quando demmo a Mosè il Libro e la Salvazione, che potesse servirvi di Guida;
- Bausani
- Bausani
Noi demmo a Mūsā [10] (Mosè) il Libro (la Toràh) e il Furqān [11], affinché voi vi poteste ben condurre.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ قالَ موسىٰ لِقَومِهِ يٰقَومِ إِنَّكُم ظَلَمتُم أَنفُسَكُم بِاتِّخاذِكُمُ العِجلَ فَتوبوا إِلىٰ بارِئِكُم فَاقتُلوا أَنفُسَكُم ذٰلِكُم خَيرٌ لَكُم عِندَ بارِئِكُم فَتابَ عَلَيكُم إِنَّهُ هُوَ التَّوّابُ الرَّحيمُ
E quando Mosè disse al suo popolo: «O popol mio, invero vi siete fatti un grande torto prendendovi il Vitello. Pentitevi al vostro Creatore e datevi la morte [51] : questa è la cosa migliore, di fronte al vostro Creatore». Poi Allah accolse il vostro [pentimento]. In verità Egli accoglie sempre [il pentimento], è il Misericordioso.
- Hamza P.
- Hamza P.
e quando Mosè disse al suo popolo: «Popolo mio, avete fatto torto a voi stessi scegliendo il vitello, fate ritorno al vostro creatore e uccidete i colpevoli tra voi, è meglio per voi presso Colui che vi ha creato», Egli vi perdonò, è l’Indulgente, il Compassionevole. [54]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
e di quando Mosè disse al suo popolo: “O popol mio! Voi avete fatto ingiustizia a voi stessi scegliendovi a dio il vitello, volgetevi dunque pentiti al vostro Creatore, uccidete i colpevoli. È questa la cosa migliore presso Chi vi ha creato!” Così Egli perdonò loro: che, in verità, Egli è Colui che sempre perdona, il Benigno!
- Bausani
- Bausani
Mūsā (Mosè) disse al suo popolo: “O popolo mio, voi, con la vostra adorazione del vitello, avete commesso un sacrilegio imperdonabile, sicché per voi sarebbe meglio, dopo avere offerto il vostro pentimento al vostro Creatore, togliervi la vita (giustiziare i colpevoli tra voi), poiché, così facendo, Egli accoglierà il vostro pentimento. Egli, infatti, è al-Tawwāb (Colui che accoglie facilmente il pentimento) ed è al-Raḥīm (il Clementissimo)”.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ قُلتُم يٰموسىٰ لَن نُؤمِنَ لَكَ حَتّىٰ نَرَى اللَّهَ جَهرَةً فَأَخَذَتكُمُ الصّٰعِقَةُ وَأَنتُم تَنظُرونَ
E quando diceste: «O Mosè, noi non ti crederemo finché non avremo visto Allah in maniera evidente». E la folgore vi colpì mentre stavate guardando.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricordate quando diceste: «Mosè, non ti crederemo finché non vedremo Dio chiaramente», e il fulmine vi colse, davanti ai vostri occhi, [55]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando diceste: “O Mosè! Non ti crederemo finché non vedremo Dio faccia a faccia” e vi colpì il fulmine mentre stavate guardando.
- Bausani
- Bausani
Voi diceste: “O Mūsā (Mosè), noi non ti crederemo, fino a quando non avremo visto Allàh con i nostri occhi!”. Perciò la folgore vi sterminò, mentre voi stavate aspettando di vedere.
- Pasquini
- Pasquini
ثُمَّ بَعَثنٰكُم مِن بَعدِ مَوتِكُم لَعَلَّكُم تَشكُرونَ
Poi vi resuscitammo dalla morte: forse sarete riconoscenti.
- Hamza P.
- Hamza P.
e poi, una volta morti, vi risuscitammo affinché Ci ringraziaste,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E poi, morti, vi risuscitammo, nella speranza che Ci foste riconoscenti.
- Bausani
- Bausani
Poi, dopo la vostra morte, Noi vi resuscitammo, affinché poi voi foste riconoscenti,
- Pasquini
- Pasquini
وَظَلَّلنا عَلَيكُمُ الغَمامَ وَأَنزَلنا عَلَيكُمُ المَنَّ وَالسَّلوىٰ كُلوا مِن طَيِّبٰتِ ما رَزَقنٰكُم وَما ظَلَمونا وَلٰكِن كانوا أَنفُسَهُم يَظلِمونَ
E vi coprimmo con l’ombra di una nuvola, e facemmo scendere su di voi la manna e le quaglie: «Mangiate queste delizie di cui vi abbiamo provvisti!». Non è a Noi che fecero torto, bensì a loro stessi.
- Hamza P.
- Hamza P.
e vi abbiamo mandato le nubi perché vi facessero ombra e abbiamo fatto discendere su di voi la manna e le quaglie: «Mangiate» dicemmo «delle cose buone che vi abbiamo donato come cibo». Essi non fecero torto a Noi, invece fecero torto a se stessi. [57]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E vi ombreggiammo di nubi e facemmo scendere su voi la manna e le quaglie: “Mangiate, dicemmo, delle cose buone che vi abbiam destinato!” Ed essi, nella loro perversità non Noi offesero, ma se stessi.
- Bausani
- Bausani
vi facemmo far ombra dalla nuvola e facemmo scendere su voi la manna e le quaglie. Mangiate le cose buone che Noi vi abbiamo fornito per Nostra provvidenza. Noi non facemmo torto a loro, ma essi fecero torto a loro stessi.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ قُلنَا ادخُلوا هٰذِهِ القَريَةَ فَكُلوا مِنها حَيثُ شِئتُم رَغَدًا وَادخُلُوا البابَ سُجَّدًا وَقولوا حِطَّةٌ نَغفِر لَكُم خَطٰيٰكُم وَسَنَزيدُ المُحسِنينَ
E quando dicemmo: «Entrate in questa città e rifocillatevi dove volete a vostro piacimento; ma entrate dalla porta inchinandovi e dicendo “perdono”. Noi perdoneremo i vostri peccati ed aumenteremo coloro che avranno operato il bene».
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricordate quando dicemmo: «Entrate in questa città e mangiate tranquillamente e dove volete, entrate dalla porta prosternandovi e chiedendo perdono e Noi vi perdoneremo le colpe, e a chi farà il bene daremo di più». [58]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando dicemmo: “Entrate in questa città e mangiate quel che volete, in abbondanza, ma entrate per la porta prostrandovi e dicendo: ‘Perdono!’ e Noi perdoneremo i vostri peccati e saremo larghi coi buoni I”
- Bausani
- Bausani
Dicemmo: “Entrate in questo piccolo luogo abitato e, a vostro piacimento, mangiate dove volete, dopo averne attraversato la porta prosternati e dicendo la parola Ḥìttah [12]. Se voi farete così, perdoneremo i vostri peccati e daremo di più ai bene operanti!”.
- Pasquini
- Pasquini
فَبَدَّلَ الَّذينَ ظَلَموا قَولًا غَيرَ الَّذى قيلَ لَهُم فَأَنزَلنا عَلَى الَّذينَ ظَلَموا رِجزًا مِنَ السَّماءِ بِما كانوا يَفسُقونَ
Ma gli empi cambiarono la parola [52] che era stata data loro. E facemmo scendere dal cielo un castigo sugli empi, per castigare la loro perversione.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ma i colpevoli scambiarono la parola che era stata detta loro con una parola diversa, e allora sui colpevoli inviammo un castigo dal cielo, perché erano degli empi.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma gli iniqui cambiarono quella parola in una diversa da quella che era stata loro ordinata, e sugli iniqui Noi inviammo un castigo dal cielo per la lor corruzione.
- Bausani
- Bausani
I trasgressori sostituirono con una parola diversa la parola che era stato ordinato di dire e Noi facemmo scendere dal cielo sui trasgressori un castigo, poiché commettevano empietà.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذِ استَسقىٰ موسىٰ لِقَومِهِ فَقُلنَا اضرِب بِعَصاكَ الحَجَرَ فَانفَجَرَت مِنهُ اثنَتا عَشرَةَ عَينًا قَد عَلِمَ كُلُّ أُناسٍ مَشرَبَهُم كُلوا وَاشرَبوا مِن رِزقِ اللَّهِ وَلا تَعثَوا فِى الأَرضِ مُفسِدينَ
E quando Mosè chiese acqua per il suo popolo, dicemmo: «Colpisci la roccia con il tuo bastone». E, improvvisamente, sgorgarono dodici fonti, e ogni tribù [53] seppe dove doveva bere! «Mangiate e bevete il sostentamento di Allah e non spargete la corruzione sulla terra.»
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricordate quando Mosè chiese dell’acqua per il suo popolo e Noi gli dicemmo: «Percuoti la roccia con il tuo bastone», e ne zampillarono dodici sorgenti e ogni tribù seppe a quale dissetarsi. Bevete e mangiate ciò che Dio vi ha donato e non portate violenza sulla terra, non portatevi la corruzione. [60]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando Mosè chiese acqua per il suo popolo e gli dicemmo: “Batti la roccia con la tua verga” e ne sgorgarono dodici sorgenti e ogni tribù seppe a quale doveva bere. Bevete e mangiate ciò che Iddio vi manda e non portate malignamente corruzione sulla terra!
- Bausani
- Bausani
وَإِذ قُلتُم يٰموسىٰ لَن نَصبِرَ عَلىٰ طَعامٍ وٰحِدٍ فَادعُ لَنا رَبَّكَ يُخرِج لَنا مِمّا تُنبِتُ الأَرضُ مِن بَقلِها وَقِثّائِها وَفومِها وَعَدَسِها وَبَصَلِها قالَ أَتَستَبدِلونَ الَّذى هُوَ أَدنىٰ بِالَّذى هُوَ خَيرٌ اهبِطوا مِصرًا فَإِنَّ لَكُم ما سَأَلتُم وَضُرِبَت عَلَيهِمُ الذِّلَّةُ وَالمَسكَنَةُ وَباءو بِغَضَبٍ مِنَ اللَّهِ ذٰلِكَ بِأَنَّهُم كانوا يَكفُرونَ بِـٔايٰتِ اللَّهِ وَيَقتُلونَ النَّبِيّۦنَ بِغَيرِ الحَقِّ ذٰلِكَ بِما عَصَوا وَكانوا يَعتَدونَ
E quando diceste: «O Mosè, non possiamo più tollerare un unico alimento. Prega per noi il tuo Signore che, dalla terra, faccia crescere per noi legumi, cetrioli, aglio, lenticchie e cipolle!». Egli disse: «Volete scambiare il meglio con il peggio? Tornate in Egitto [54] , colà troverete certamente quello che chiedete!». E furono colpiti dall’abiezione e dalla miseria e subirono la collera di Allah, perché dissimulavano i segni di Allah e uccidevano i profeti ingiustamente [55] . Questo perché disobbedivano e trasgredivano.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricordate quando diceste: «Mosè, non possiamo sopportare un unico cibo, prega per noi il tuo Signore che tragga per noi dalla terra ciò che vi germoglia, legumi, cetrioli, aglio, lenticchie e cipolle». E Mosè rispose: «Preferite il peggio al meglio? Allora scendete in Egitto e avrete quel che avete chiesto». Li colse l’abiezione e la miseria e incorsero nell’ira che viene da Dio, e così sia, perché rifiutavano i segni di Dio e uccidevano i profeti senza averne il diritto, così sia, perché si ribellarono a Dio e trasgredirono. [61]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando diceste: “O Mosè! Non possiam più sopportare un cibo unico: prega dunque per noi il tuo Signore che produca per noi frutti della terra come legumi, cetrioli, aglio, lenticchie e cipolle!” E Mosè rispose: “Preferite forse il peggio al meglio? Tornate in Egitto, e li troverete ciò che chiedete!” E li colpi l’abiezione e la miseria e incorsero nell’ira di Dio, e questo perché essi rifiutavano i Segni di Dio e uccidevano i Profeti ingiustamente, questo perché si ribellarono a Dio e passarono i limiti.
- Bausani
- Bausani
إِنَّ الَّذينَ ءامَنوا وَالَّذينَ هادوا وَالنَّصٰرىٰ وَالصّٰبِـٔينَ مَن ءامَنَ بِاللَّهِ وَاليَومِ الءاخِرِ وَعَمِلَ صٰلِحًا فَلَهُم أَجرُهُم عِندَ رَبِّهِم وَلا خَوفٌ عَلَيهِم وَلا هُم يَحزَنونَ
In verità coloro che credono e i giudei, nazareni o sabei, tutti quelli che credono in Allah e nell’Ultimo Giorno e compiono il bene riceveranno il compenso presso il loro Signore. Non avranno nulla da temere e non saranno afflitti [56] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Invece quelli che credono, siano essi ebrei, cristiani o sabei, quelli che credono in Dio e nell’ultimo giorno e compiono le buone azioni avranno la loro ricompensa presso il loro Signore e non dovranno temere, non patiranno tristezza. [62]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma quelli che credono, siano essi ebrei, cristiani o sabei, quelli che credono cioè in Dio e nell’ultimo Giorno e operano il bene, avranno la loro mercede presso il Signore, e nulla avran da temere né li coglierà tristezza.
- Bausani
- Bausani
In verità, coloro che credono, coloro che seguirono Mosè (prima della fabbricazione del Giudaismo), i Nazareni [13] (i seguaci di Gesù, prima della fabbricazione del Cristianesimo), i Sabei [14], chi credette in Allàh e nell’ultimo giorno e fece azioni, agendo onestamente (furono Musulmani), perciò c’è per loro una ricompensa presso il loro Signore! Non ci sarà per loro né paura né afflizione!
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ أَخَذنا ميثٰقَكُم وَرَفَعنا فَوقَكُمُ الطّورَ خُذوا ما ءاتَينٰكُم بِقُوَّةٍ وَاذكُروا ما فيهِ لَعَلَّكُم تَتَّقونَ
E quando stringemmo il Patto con voi ed elevammo [57] il Monte: «Tenetevi saldi a quello che vi abbiamo dato [58] e ricordatevi di quello che contiene!». Forse potrete essere timorati!
- Hamza P.
- Hamza P.
E ancora ricordate quando stringemmo il patto con voi ed elevammo il monte sopra di voi: «Prendete con forza quel che vi abbiamo donato e tenete a mente quanto contiene affinché abbiate timore di Dio». [63]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E ricordatevi ancora di quando stringemmo con voi il Patto e levammo possente su voi il Sinai: “Stringete forte quel che v’abbiam dato e ricordate quel che contiene, si che possiate temere Iddio!”
- Bausani
- Bausani
Quando stringemmo con voi un patto di alleanza, sollevando sopra voi il Monte Sinai [15], (ordinammo): “Prendete con forza ciò che vi abbiamo dato e ricordate ciò che in esso vi è, se volete essere timorati!”.
- Pasquini
- Pasquini
ثُمَّ تَوَلَّيتُم مِن بَعدِ ذٰلِكَ فَلَولا فَضلُ اللَّهِ عَلَيكُم وَرَحمَتُهُ لَكُنتُم مِنَ الخٰسِرينَ
Ma poi volgeste le spalle, e senza la grazia di Allah e la Sua misericordia per voi, sareste certamente stati tra i perdenti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ma poi vi allontanaste nuovamente e, non fosse per il favore di Dio e la Sua misericordia nei vostri confronti, sareste nel numero dei perdenti.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma, dopo, ancora vi allontanaste e se non fosse stato per il favore di Dio e la Sua misericordia per voi, avreste tutto perduto;
- Bausani
- Bausani
Poi voi, dopo quello, giraste le spalle e, se non fosse stato per il favore di Allàh e per la Sua misericordia nei vostri confronti, sareste stati dei perdenti.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَقَد عَلِمتُمُ الَّذينَ اعتَدَوا مِنكُم فِى السَّبتِ فَقُلنا لَهُم كونوا قِرَدَةً خٰسِـٔينَ
Avrete saputo di quelli dei vostri che trasgredirono il Sabato ai quali dicemmo: «Siate scimmie reiette» [59] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Eppure sapevate cosa era accaduto a quelli di voi che avevano trasgredito a proposito del sabato. Dicemmo loro: «Siate scimmie spregevoli» [65]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
eppur sapete quel che accadde a coloro di voi che disobbedirono violando il sabato e ai quali dicemmo: “Siate scimmie spregevoli!”
- Bausani
- Bausani
Conoscete la storia di quelli di voi che trasgredirono nel sabato? Dicemmo rivolti a loro: “Siate abominevoli scimmie!”.
- Pasquini
- Pasquini
فَجَعَلنٰها نَكٰلًا لِما بَينَ يَدَيها وَما خَلفَها وَمَوعِظَةً لِلمُتَّقينَ
Ne facemmo un terribile esempio per i loro contemporanei e per le generazioni che sarebbero seguite e un ammonimento ai timorati.
- Hamza P.
- Hamza P.
e ne facemmo un esempio per chi era con loro e anche per i posteri, un monito per chi teme Dio.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
e ne facemmo castigo esemplare per i presenti e pei posteri e monito pei timorati di Dio.
- Bausani
- Bausani
E facemmo di loro un esempio eloquente, per i contemporanei e i posteri e una lezione per i timorati.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ قالَ موسىٰ لِقَومِهِ إِنَّ اللَّهَ يَأمُرُكُم أَن تَذبَحوا بَقَرَةً قالوا أَتَتَّخِذُنا هُزُوًا قالَ أَعوذُ بِاللَّهِ أَن أَكونَ مِنَ الجٰهِلينَ
E quando Mosè disse al suo popolo: «Allah vi ordina di sacrificare una giovenca!» [60] . Risposero: «Ti prendi gioco di noi?». «Mi rifugio in Allah dall’essere tra gli ignoranti.» [61]
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricordate quando Mosè disse al suo popolo: «Dio vi ordina di sacrificare una vacca», ed essi risposero: «Ti prendi gioco di noi?». Disse: «Mi rifugio in Dio dall’essere tra gli ignoranti». [67]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando Mosè disse al suo popolo: “Iddio vi comanda di sacrificare una vacca!” ed essi risposero: “Ti prendi gioco di noi?” Ribatté: “Mi guardi Iddio dall’essere insensato!”
- Bausani
- Bausani
Disse Mūsā (Mosè) al suo popolo: “In verità, Allàh vi ordina di sacrificare una vacca (bàqarah)!”. Dissero: “Ci prendi forse in giro?”. Disse: “Che Allàh mi guardi dall’essere uno degli ignoranti!”. Dissero: “Invoca il tuo Signore per noi per darci spiegazioni riguardo a essa!”.
- Pasquini
- Pasquini
قالُوا ادعُ لَنا رَبَّكَ يُبَيِّن لَنا ما هِىَ قالَ إِنَّهُ يَقولُ إِنَّها بَقَرَةٌ لا فارِضٌ وَلا بِكرٌ عَوانٌ بَينَ ذٰلِكَ فَافعَلوا ما تُؤمَرونَ
Dissero: «Chiedi per noi al tuo Signore che ci indichi come deve essere». Rispose: «Allah dice che deve essere una giovenca né vecchia né vergine, ma di età media. Fate quello che vi si comanda!».
- Hamza P.
- Hamza P.
Chiesero: «Implora per noi il tuo Signore, che ci spieghi come deve essere». Rispose: «Egli ha detto: una vacca né vecchia né giovane, di età media. Fate quel che vi è stato ordinato».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
“Allora prega il Signore, gli dissero, che ci precisi come questa vacca ha da essere.” E Mosè riferì loro che doveva essere una vacca né vecchia né giovane, bensì di età media. “Fate, aggiunse, quel che vi è stato ordinato.”
- Bausani
- Bausani
Disse: “In verità, Egli dice che essa è una vacca né frusta né vergine, ma una via di mezzo. Perciò eseguite ciò che vi è stato ordinato!”.
- Pasquini
- Pasquini
قالُوا ادعُ لَنا رَبَّكَ يُبَيِّن لَنا ما لَونُها قالَ إِنَّهُ يَقولُ إِنَّها بَقَرَةٌ صَفراءُ فاقِعٌ لَونُها تَسُرُّ النّٰظِرينَ
Dissero: «Chiedi per noi al tuo Signore che ci indichi di che colore deve essere». Rispose: «Allah dice che dev’essere una giovenca gialla, di un colore vivo che rallegri la vista» [62] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Chiesero: «Implora per noi il tuo Signore che ci spieghi di quale colore dovrà essere». Rispose: «Egli ha detto: giallo vivo, di modo che rallegri chi guarda».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E dissero: “Prega ancora per noi il tuo Signore che ci dica di che colore ha da essere!” Ed egli rispose: “Iddio dice che ha da essere di color giallo vivo che rallegri la vista!”
- Bausani
- Bausani
Dissero: “Invoca il tuo Signore affinché ci precisi qual è il suo colore”. Disse: “In verità, Egli dice che essa è una vacca gialla, d’un giallo lucente che dà gioia a chi guarda”.
- Pasquini
- Pasquini
قالُوا ادعُ لَنا رَبَّكَ يُبَيِّن لَنا ما هِىَ إِنَّ البَقَرَ تَشٰبَهَ عَلَينا وَإِنّا إِن شاءَ اللَّهُ لَمُهتَدونَ
Dissero: «Chiedi al tuo Signore che dia maggiori particolari, perché veramente per noi le giovenche si assomigliano tutte. Così, se Allah vuole, saremo ben guidati».
- Hamza P.
- Hamza P.
Chiesero: «Implora per noi il tuo Signore che ci spieghi qual è la vacca, perché tutte le vacche ci sembrano uguali, e così, se Dio vuole, avremo una guida».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma essi chiesero: “Prega il tuo Signore che ci dica di quale vacca si tratta, perché tutte le vacche ci sembrano simili; saremo cosi, se piace a Dio, ben guidati!”
- Bausani
- Bausani
Dissero: “Invoca per noi il tuo Signore perché ci precisi com’è. Infatti, per noi tutte le vacche sono uguali. Così, se Allàh vuole, saremo ben diretti”.
- Pasquini
- Pasquini
قالَ إِنَّهُ يَقولُ إِنَّها بَقَرَةٌ لا ذَلولٌ تُثيرُ الأَرضَ وَلا تَسقِى الحَرثَ مُسَلَّمَةٌ لا شِيَةَ فيها قالُوا الـٰٔنَ جِئتَ بِالحَقِّ فَذَبَحوها وَما كادوا يَفعَلونَ
Rispose: «Egli dice che deve essere una giovenca che non sia stata soggiogata al lavoro dei campi o all’irrigazione, sana e senza difetti». Dissero: «Ecco, ora ce l’hai descritta esattamente». La sacrificarono, ma mancò poco che non lo facessero!
- Hamza P.
- Hamza P.
Rispose: «Egli ha detto che è una vacca non domata per il lavoro della terra né per l’irrigazione dei campi, sana, senza difetti». Risposero: «Adesso ci hai portato la verità». Così sacrificarono la vacca, e poco mancò che non lo facessero.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E Mosè ancora: “Egli dice che ha da essere una vacca che non sia stata domata pel lavoro dei campi o l’irrigazione, sana, senza segni sul pelo”. Risposero: “Ora ci hai portato una descrizione precisa!” e sacrificarono la vacca, mentre poco mancava che non lo facessero.
- Bausani
- Bausani
Disse: “In verità, Egli dice che essa è una vacca non logorata dal lavoro della terra, né dall’irrigazione dei campi, integra e senza macchie”. Dissero: “Adesso, sei stato preciso!”. Sacrificarono, quindi, ma poco ci mancò che non lo facessero!
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ قَتَلتُم نَفسًا فَادّٰرَءتُم فيها وَاللَّهُ مُخرِجٌ ما كُنتُم تَكتُمونَ
Avevate ucciso un uomo e vi accusavate a vicenda… Ma Allah palesò quello che cercavate di occultare.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricordate quando uccideste un uomo e vi incolpaste l’un l’altro, ma Dio portò alla luce quel che nascondevate. [72]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando uccideste un uomo e discuteste di questo e Iddio rese manifesto ciò che celavate,
- Bausani
- Bausani
Quando, dopo aver ucciso un’anima (un uomo), litigaste per essa, Allàh fece uscire ciò che voi tenevate nascosto!
- Pasquini
- Pasquini
فَقُلنَا اضرِبوهُ بِبَعضِها كَذٰلِكَ يُحىِ اللَّهُ المَوتىٰ وَيُريكُم ءايٰتِهِ لَعَلَّكُم تَعقِلونَ
Allora dicemmo: «Colpite il cadavere con una parte della giovenca». Così Allah resuscita i morti e vi mostra i Suoi segni affinché possiate comprendere.
- Hamza P.
- Hamza P.
Vi dicemmo: «Colpitelo con una sua parte». Così Dio risuscita i morti e vi mostra i Suoi segni affinché possiate ragionare.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
allorché vi dicemmo: “Colpitelo con una parte di essa”. Così Iddio risuscita i morti e vi mostra i Suoi Segni a che comprendiate.
- Bausani
- Bausani
Noi dicemmo: “Colpitelo (il morto) con una parte di essa!”. Così Allàh dà la vita ai morti e vi mostra i Suoi miracoli, affinché voi ragioniate.
- Pasquini
- Pasquini
ثُمَّ قَسَت قُلوبُكُم مِن بَعدِ ذٰلِكَ فَهِىَ كَالحِجارَةِ أَو أَشَدُّ قَسوَةً وَإِنَّ مِنَ الحِجارَةِ لَما يَتَفَجَّرُ مِنهُ الأَنهٰرُ وَإِنَّ مِنها لَما يَشَّقَّقُ فَيَخرُجُ مِنهُ الماءُ وَإِنَّ مِنها لَما يَهبِطُ مِن خَشيَةِ اللَّهِ وَمَا اللَّهُ بِغٰفِلٍ عَمّا تَعمَلونَ
Dopo di ciò i vostri cuori si sono induriti ancora una volta, ed essi sono come pietre o ancora più duri. Vi sono infatti pietre da cui scaturiscono i ruscelli, che si spaccano perché l’acqua fuoriesca, e altre che franano per il timore di Allah. E Allah non è incurante di quello che fate.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ma poi i vostri cuori si sono induriti, come pietre, anzi, più duri ancora. Vi sono pietre dalle quali sgorgano i fiumi e altre che si spaccano, e ne zampilla l’acqua, e altre ancora che crollano per paura di Dio, Dio non è disattento a quel che fate. [74]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma in seguito i cuori vostri s’indurirono e divennero come le pietre, anzi più duri ancora, ché vi son pietre dalle quali sgorgano i fiumi, ed altre si spaccano e n’esce l’acqua, ed altre crollano pel terrore di Dio; ma Iddio non è ignaro di ciò che voi fate!
- Bausani
- Bausani
Si indurirono i vostri cuori, dopo di ciò, poiché essi sono come la pietra, anzi più forti di essa, quanto a durezza! In verità, ci sono pietre, da cui scaturiscono i fiumi! In verità, ce ne sono di quelle che si fendono e l’acqua esce da esso (tipo di pietre) e, in verità, ce ne sono delle altre che precipitano per timore di Allàh. E Allàh non è disattento a ciò che fate.
- Pasquini
- Pasquini
أَفَتَطمَعونَ أَن يُؤمِنوا لَكُم وَقَد كانَ فَريقٌ مِنهُم يَسمَعونَ كَلٰمَ اللَّهِ ثُمَّ يُحَرِّفونَهُ مِن بَعدِ ما عَقَلوهُ وَهُم يَعلَمونَ
Sperate forse che divengano credenti per il vostro piacere, quando c’è un gruppo dei loro che ha ascoltato la Parola di Allah per poi corromperla scientemente dopo averla compresa?
- Hamza P.
- Hamza P.
Volete che essi credano a voi quando tra loro c’è un gruppo che ascolta la parola di Dio per poi alterarla scientemente, dopo averla compresa? [75]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Vi piacerebbe forse che essi credessero per dar gusto a voi, mentre c’è fra loro una banda di gente che ascoltano la parola di Dio per poi alterarla scientemente, dopo averla ben compresa?
- Bausani
- Bausani
Come potete sperare che essi credano a voi, quando c’è un gruppo di loro che, dopo aver udito il discorso di Allàh e averne compreso il significato, lo altera scientemente?
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذا لَقُوا الَّذينَ ءامَنوا قالوا ءامَنّا وَإِذا خَلا بَعضُهُم إِلىٰ بَعضٍ قالوا أَتُحَدِّثونَهُم بِما فَتَحَ اللَّهُ عَلَيكُم لِيُحاجّوكُم بِهِ عِندَ رَبِّكُم أَفَلا تَعقِلونَ
E quando incontrano i credenti, dicono: «Anche noi crediamo». Ma quando sono tra loro dicono: «Volete dibattere [63] con loro a proposito di quello che Allah vi ha mostrato, perché lo possano utilizzare contro di voi davanti al vostro Signore? Non comprendete?».
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando incontrano i credenti dicono: «Crediamo», ma quando sono soli tra di loro dicono: «Raccontereteloro quel che Dio vi ha rivelato perché lo usino come argomento contro di voi al cospetto del vostro Signore? Non ragionate?».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando incontrano i credenti dicono: “Crediamo!” e quando si ritrovano soli fra loro dicono: “Racconterete dunque loro quel che Iddio ci ha rivelato perché lo usino per argomentare con voi al cospetto del vostro Signore?” Non comprendete?
- Bausani
- Bausani
Quando essi incontrano coloro che credono, dicono: “Noi crediamo!”. Quando, invece, si riuniscono, segretamente, tra di loro, essi dicono: “Parlate forse loro di ciò che Allàh vi ha rivelato, affinché essi se ne servano come prova contro voi presso il vostro Signore?”. Non avete afferrato il concetto?
- Pasquini
- Pasquini
أَوَلا يَعلَمونَ أَنَّ اللَّهَ يَعلَمُ ما يُسِرّونَ وَما يُعلِنونَ
Non sanno che Allah conosce quello che celano e quello che palesano?
- Hamza P.
- Hamza P.
Dunque non sanno che Dio conosce ciò che tengono segreto e ciò che manifestano?
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma non sanno dunque che Iddio sa ciò che tengon segreto e ciò che manifestano?
- Bausani
- Bausani
Forse che non lo sanno che Allàh conosce ciò che essi tengono segreto e ciò che essi esternano?
- Pasquini
- Pasquini
وَمِنهُم أُمِّيّونَ لا يَعلَمونَ الكِتٰبَ إِلّا أَمانِىَّ وَإِن هُم إِلّا يَظُنّونَ
E tra loro ci sono illetterati che hanno solo una vaga idea delle Scritture sulle quali fanno vane congetture.
- Hamza P.
- Hamza P.
Tra loro ci sono degli analfabeti che non conoscono il libro ma solo delle invenzioni e altro non fanno che supporre. [78]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Fra loro ci son poi dei Gentili che non conoscon la Santa Scrittura ma solo delle invenzioni sulle quali vana mente congetturano.
- Bausani
- Bausani
Tra di loro ci sono analfabeti che non conoscono del Libro null’altro che i loro desideri e, in verità, non fanno altro che supposizioni.
- Pasquini
- Pasquini
فَوَيلٌ لِلَّذينَ يَكتُبونَ الكِتٰبَ بِأَيديهِم ثُمَّ يَقولونَ هٰذا مِن عِندِ اللَّهِ لِيَشتَروا بِهِ ثَمَنًا قَليلًا فَوَيلٌ لَهُم مِمّا كَتَبَت أَيديهِم وَوَيلٌ لَهُم مِمّا يَكسِبونَ
Guai a coloro che scrivono il Libro con le loro mani e poi dicono: «Questo proviene da Allah» e lo barattano per un vil prezzo! Guai a loro per quello che le loro mani hanno scritto, e per quello che hanno ottenuto in cambio.
- Hamza P.
- Hamza P.
Guai a coloro che scrivono il libro con le proprie mani e poi dicono: «Questo viene da Dio», per barattarlo a poco prezzo, guai a loro per quel che le loro mani hanno scritto, guai a loro per il guadagno che ne hanno ricavato.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma guai a coloro che scrivono il Libro con le proprie mani e poi dicono: “Questo è da Dio” per barattarlo a vii prezzo. Guai a loro per quel che le lor mani hanno scritto! Guai a loro per il guadagno che ne hanno cavato!
- Bausani
- Bausani
Perciò, guai a coloro che scrivono il Libro con le loro mani e poi, per un miserevole prezzo, dicono: “Questo viene da Allàh!”. Perciò, guai a loro per ciò che hanno scritto le loro mani e guai a loro per ciò che hanno ricavato.
- Pasquini
- Pasquini
وَقالوا لَن تَمَسَّنَا النّارُ إِلّا أَيّامًا مَعدودَةً قُل أَتَّخَذتُم عِندَ اللَّهِ عَهدًا فَلَن يُخلِفَ اللَّهُ عَهدَهُ أَم تَقولونَ عَلَى اللَّهِ ما لا تَعلَمونَ
E hanno detto: «Il Fuoco ci lambirà solo per pochi giorni!». Di’ loro: «Avete forse fatto un patto con Allah? In tal caso Allah non manca mai al Suo patto! Dite a proposito di Allah cose di cui non sapete nulla» [64] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Dicono: «Il fuoco ci toccherà solo per un dato numero di giorni». Rispondi: «Avete ricevuto qualche promessa da Dio? Dio non verrà meno alla sua promessa. Oppure dite di Dio quel che non sapete?».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Essi dicono: “Il fuoco non ci toccherà che per pochi giorni” Rispondi loro: “Avete forse ricevuto qualche promessa da Dio? In questo caso Iddio non romperà la sua promessa! Oppure dite di Dio quel che non sapete?”
- Bausani
- Bausani
Essi dicono: “Il fuoco non ci toccherà che per un limitato numero di giorni!”. Di’: “Avete forse fatto un patto con Allàh - e Allàh non viene mai meno ai Suoi impegni - oppure dite a proposito di Allàh ciò che non sapete?”.
- Pasquini
- Pasquini
بَلىٰ مَن كَسَبَ سَيِّئَةً وَأَحٰطَت بِهِ خَطيـَٔتُهُ فَأُولٰئِكَ أَصحٰبُ النّارِ هُم فيها خٰلِدونَ
Badate, chi opera il male ed è circondato dal suo errore, questi sono i compagni del Fuoco, vi rimarranno in perpetuità.
- Hamza P.
- Hamza P.
No, chi si acquista del male ed è avviluppato nella sua colpa, ecco chi sono quelli del fuoco dove rimarranno in eterno,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ché anzi chi acquista del male ed è irretito nel peccato sarà dannato al fuoco ove rimarrà in eterno!
- Bausani
- Bausani
Per l’appunto! Chi pratica il male e viene imprigionato nella rete dei suoi peccati, fa parte di coloro che sono i compagni del fuoco e che in esso, eternamente, rimarranno.
- Pasquini
- Pasquini
وَالَّذينَ ءامَنوا وَعَمِلُوا الصّٰلِحٰتِ أُولٰئِكَ أَصحٰبُ الجَنَّةِ هُم فيها خٰلِدونَ
E coloro che hanno creduto e operato nel bene, sono i compagni del Paradiso e vi rimarranno in perpetuità.
- Hamza P.
- Hamza P.
mentre quelli che credono e compiono le buone azioni sono quelli del giardino dove rimarranno in eterno.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Mentre quelli che credono ed operano il bene saran del Giardino, ove rimarranno in eterno.
- Bausani
- Bausani
Invece, coloro i quali credono e compiono le buone azioni, quelli sono i compagni del Paradiso, nel quale, eternamente, rimarranno.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ أَخَذنا ميثٰقَ بَنى إِسرٰءيلَ لا تَعبُدونَ إِلَّا اللَّهَ وَبِالوٰلِدَينِ إِحسانًا وَذِى القُربىٰ وَاليَتٰمىٰ وَالمَسٰكينِ وَقولوا لِلنّاسِ حُسنًا وَأَقيمُوا الصَّلوٰةَ وَءاتُوا الزَّكوٰةَ ثُمَّ تَوَلَّيتُم إِلّا قَليلًا مِنكُم وَأَنتُم مُعرِضونَ
E quando stringemmo il patto con i Figli di Israele [dicemmo]: «Non adorerete altri che Allah, vi comporterete bene con i genitori, i parenti, gli orfani e i poveri; userete buone parole con la gente, assolverete all’orazione e pagherete la decima!». Ma dopo di ciò avete voltato le spalle, a parte qualcuno tra voi, e vi siete sottratti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricordate quando stringemmo un patto con i figli di Israele: «Non adorate altri che Dio, farete del bene ai genitori, ai parenti, agli orfani e ai poveri, e direte parole buone a tutti, e adempirete alla preghiera e verserete l’elemosina». Ma voi, tranne pochi, avete voltato le spalle e vi siete allontanati. [83]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E ricordatevi ancora quando facemmo un patto coi figli d’Israele, che non avessero ad adorare altri che Dio, che beneficassero i genitori, i parenti, gli orfani e i poveri, e che dicessero parole buone a tutti, che compissero la Preghiera e pagassero la Decima; eppure voi, eccetto pochi, avete voltato le spalle e v’opponeste al Patto.
- Bausani
- Bausani
Stipulammo un patto con i Figli di Israele: “Voi non adorerete, se non Allàh e vi comporterete bene verso i genitori, i vicini, gli orfani e i poveri. Date buoni consigli alla gente, eseguite l’adorazione quotidiana e versate l’imposta per la purificazione!”. Poi giraste le spalle, tranne pochi di voi, allontanandovi.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ أَخَذنا ميثٰقَكُم لا تَسفِكونَ دِماءَكُم وَلا تُخرِجونَ أَنفُسَكُم مِن دِيٰرِكُم ثُمَّ أَقرَرتُم وَأَنتُم تَشهَدونَ
E quando accettammo la vostra alleanza [vi imponemmo]: «Non spargete il sangue tra voi e non scacciatevi l’un l’altro dalle vostre case!». Accettaste il patto e ne foste testimoni.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricordate quando stringemmo un patto con voi: «Non spargerete il sangue, non vi scaccerete a vicenda dalle vostre case». Voi avete accettato, ne siete stati i testimoni, [84]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando facemmo un patto con voi, che non aveste a sparger sangue e a cacciarvi dalle case a vicenda, allora voi confermaste quel patto e ne foste testimoni.
- Bausani
- Bausani
Stipulammo con voi un patto: “Voi non spargerete il vostro sangue e non vi scaccerete dalle vostre case”. Voi vi impegnaste e ne siete testimoni.
- Pasquini
- Pasquini
ثُمَّ أَنتُم هٰؤُلاءِ تَقتُلونَ أَنفُسَكُم وَتُخرِجونَ فَريقًا مِنكُم مِن دِيٰرِهِم تَظٰهَرونَ عَلَيهِم بِالإِثمِ وَالعُدوٰنِ وَإِن يَأتوكُم أُسٰرىٰ تُفٰدوهُم وَهُوَ مُحَرَّمٌ عَلَيكُم إِخراجُهُم أَفَتُؤمِنونَ بِبَعضِ الكِتٰبِ وَتَكفُرونَ بِبَعضٍ فَما جَزاءُ مَن يَفعَلُ ذٰلِكَ مِنكُم إِلّا خِزىٌ فِى الحَيوٰةِ الدُّنيا وَيَومَ القِيٰمَةِ يُرَدّونَ إِلىٰ أَشَدِّ العَذابِ وَمَا اللَّهُ بِغٰفِلٍ عَمّا تَعمَلونَ
E ora invece vi uccidete l’un l’altro e scacciate dalle loro case alcuni dei vostri, dandovi man forte nel crimine e nella trasgressione. E se sono prigionieri ne pagate il riscatto, quando anche solo l’espellerli vi era stato vietato. Accettate dunque una parte del Libro e ne rinnegate un’altra parte [65] ? Non c’è altro compenso per colui che agisce così se non l’obbrobrio in questa vita [66] e il castigo più terribile nel Giorno della Resurrezione.
Allah non è incurante di quello che fate.
- Hamza P.
Allah non è incurante di quello che fate.
- Hamza P.
ed ecco che proprio voi vi uccidete gli uni gli altri e alcuni dei vostri li scacciate dalle loro case facendo lega contro di loro per fare loro torto e per opprimerli, e poi quando vengono da voi come prigionieri voi li riscattate, quando anche il solo scacciarli vi era proibito. Credete in una parte del libro e l’altra la rinnegate? A quelli di voi che fanno così non è riservata altra punizione che l’ignominia nella vita terrena, e poi nel giorno della resurrezione saranno gettati nel più crudele tormento, Dio non è disattento a quel che fate.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E siete proprio voi che vi uccidete l’un l’altro e scacciate dalle loro dimore alcuni dei vostri, spalleggiandovi criminosamente l’un l’altro contro a loro per opprimerli, e poi quando vengono a voi prigionieri li riscattate, mentre anche il solo cacciarli dalle case loro era per voi proibito. Credete dunque in una parte della Scrittura rinnegando l’altra? Ma la punizione di quelli di voi che cosi agiscono non può essere altro che l’ignominia in questa vita terrena e al dì della Resurrezione saran gittati nel più crudele castigo, perché Iddio non è ignaro di ciò che voi fate!
- Bausani
- Bausani
Poi voi siete quelli che vi uccidete e una parte di voi scaccia un’altra parte di voi dalle sue case, sfogando su di loro la vostra cattiveria e il vostro odio. Se fate prigionieri, ne chiedete il riscatto, pur essendo per voi cosa proibita addirittura lo scacciarli. Credete forse a una parte del Libro e a una parte rifiutate di credere? La ricompensa per chi di voi si comporta così è l’ignominia nella vita terrena, mentre nel Giorno del Giudizio saranno condannati alla pena più grave. E Allàh non è disattento a quello che fate.
- Pasquini
- Pasquini
أُولٰئِكَ الَّذينَ اشتَرَوُا الحَيوٰةَ الدُّنيا بِالءاخِرَةِ فَلا يُخَفَّفُ عَنهُمُ العَذابُ وَلا هُم يُنصَرونَ
Ecco quelli che hanno barattato la vita presente con la vita futura, il loro castigo non sarà alleggerito e non saranno soccorsi.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ecco quelli che barattano la vita dell’aldilà con la vita terrena, il tormento non sarà loro alleviato, e nessuno li aiuterà.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Costoro son quelli che barattano la vita terrena con l’altra e il tormento non sarà loro alleggerito, né troveran chi li aiuti.
- Bausani
- Bausani
Quelli sono coloro che comprano la vita terrena a prezzo della vita futura. Perciò la loro pena non sarà alleviata ed essi non riceveranno aiuto.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَقَد ءاتَينا موسَى الكِتٰبَ وَقَفَّينا مِن بَعدِهِ بِالرُّسُلِ وَءاتَينا عيسَى ابنَ مَريَمَ البَيِّنٰتِ وَأَيَّدنٰهُ بِروحِ القُدُسِ أَفَكُلَّما جاءَكُم رَسولٌ بِما لا تَهوىٰ أَنفُسُكُمُ استَكبَرتُم فَفَريقًا كَذَّبتُم وَفَريقًا تَقتُلونَ
Abbiamo dato il Libro a Mosè, e dopo di lui abbiamo inviato altri messaggeri. E abbiamo dato a Gesù [67] , figlio di Maria, prove evidenti e lo abbiamo coadiuvato con lo Spirito di Santità [68] . Ogniqualvolta un messaggero vi portava qualcosa che vi spiaceva, vi gonfiavate d’orgoglio! Qualcuno di loro lo avete smentito e altri li avete uccisi.
- Hamza P.
- Hamza P.
Noi abbiamo dato il libro a Mosè e dopo di lui abbiamo fatto seguire i messaggeri, e abbiamo dato a Gesù figlio di Maria le prove evidenti e lo abbiamo confermato con lo spirito di santità. Dunque, ogni volta che un messaggero vi porta ciò che non gradite vi riempite di superbia? Alcuni messaggeri li avete accusati di menzogna, altri li avete uccisi. [87]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
In verità noi demmo a Mosè il Libro e gli facemmo successivamente seguire gli altri Messaggeri, e demmo a Gesù figlio di Maria prove evidenti e lo confermammo con lo Spirito di Santità. Ma dunque ogni qual volta un Messaggero vi porta ordini non graditi, voi superbamente vi ribellate e alcuni ne smentite, altri ne uccidete?
- Bausani
- Bausani
A suo tempo demmo a Mūsā (Mosè) il Libro e suscitammo dopo di lui degli Apostoli e demmo a ’Īsā (Gesù), figlio di Màryam [16] (Maria), le Prove evidenti sostenendolo con lo Spirito Santo. Non è forse vero che ogni volta che un Apostolo vi portò un messaggio che non assecondava i vostri gusti, metteste fuori la vostra arroganza e una parte (degli Apostoli) li avete contestati e una parte li avete messi a morte?
- Pasquini
- Pasquini
وَقالوا قُلوبُنا غُلفٌ بَل لَعَنَهُمُ اللَّهُ بِكُفرِهِم فَقَليلًا ما يُؤمِنونَ
E dissero: «I nostri cuori sono incirconcisi» [69] , ma è piuttosto Allah che li ha maledetti a causa della loro miscredenza. Tra loro sono ben pochi, quelli che credono.
- Hamza P.
- Hamza P.
Dicono: «I nostri cuori sono incirconcisi». Dio li maledica per la loro miscredenza, quanto poco credono! [88]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dicono: “I nostri cuori sono incirconcisi!” Anzi li maledica Iddio per la loro miscredenza: quanto poco essi credono!
- Bausani
- Bausani
Dissero: “Incirconcisi sono i nostri cuori!”. Anzi, Allàh li maledice per il loro rifiuto di credere e, raramente, essi credono.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَمّا جاءَهُم كِتٰبٌ مِن عِندِ اللَّهِ مُصَدِّقٌ لِما مَعَهُم وَكانوا مِن قَبلُ يَستَفتِحونَ عَلَى الَّذينَ كَفَروا فَلَمّا جاءَهُم ما عَرَفوا كَفَروا بِهِ فَلَعنَةُ اللَّهِ عَلَى الكٰفِرينَ
E quando, da parte di Allah, venne loro un Libro che confermava quello che avevano già – mentre prima invocavano la vittoria sui miscredenti – quando giunse loro quello che già conoscevano, lo rinnegarono [70] . Maledica Allah i miscredenti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando è giunto loro un libro da parte di Dio che confermava quel che avevano già avuto, ebbene, mentre prima invocavano la vittoria sui miscredenti, quando è giunto loro quel che ben conoscevano lo hanno rinnegato, Dio maledica i miscredenti.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando giunse loro un Libro da Dio che confermava quel che già essi avevano, mentre prima invocavano vittoria sugli empi, quando giunse loro quel che già ben conoscevano, lo rin negarono, maledica Iddio i Negatori!
- Bausani
- Bausani
Da presso Allàh giunge loro un Libro (il Sublime Corano) confermante ciò che essi possiedono ed essi, che prima chiedevano la vittoria sugli increduli, quando la profezia, che essi conoscono, si avvera, rifiutano di credere. Perciò la maledizione di Allàh è su coloro che rifiutano di credere.
- Pasquini
- Pasquini
بِئسَمَا اشتَرَوا بِهِ أَنفُسَهُم أَن يَكفُروا بِما أَنزَلَ اللَّهُ بَغيًا أَن يُنَزِّلَ اللَّهُ مِن فَضلِهِ عَلىٰ مَن يَشاءُ مِن عِبادِهِ فَباءو بِغَضَبٍ عَلىٰ غَضَبٍ وَلِلكٰفِرينَ عَذابٌ مُهينٌ
A che vil prezzo hanno barattato le loro anime! Negano quello che Allah ha fatto scendere, ribelli all’idea che Allah, con la Sua grazia, faccia scendere la Rivelazione su chi vuole dei Suoi servi. Sono incorsi in collera su collera. I miscredenti avranno un castigo avvilente.
- Hamza P.
- Hamza P.
Che pessimo baratto hanno fatto delle loro anime, non hanno creduto a quel che Dio ha rivelato, pieni di invidia perché Dio fa discendere il Suo favore su chi vuole tra i Suoi servi, e hanno albergato in se stessi ira su ira, i miscredenti avranno un tormento avvilente.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Che pessimo baratto han fatto dell’anime loro, rinnegando ciò che Iddio ha rivelato, invidiosi del fatto che Dio rivela la sua grazia a chi Egli vuole di fra i suoi servi; e sono incorsi così in ira su ira, che i Negatori avranno tormento turpe.
- Bausani
- Bausani
Pessimo affare hanno fatto, vendendo le loro anime per il loro rifiuto di credere a ciò che Allàh fa scendere, contrariati dal fatto che Allàh faccia scendere (la Sua Rivelazione) per Sua grazia su quello dei Suoi servi, che Egli vuole. Perciò si sono meritati collera su collera e a coloro che rifiutano di credere toccherà un castigo infamante.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذا قيلَ لَهُم ءامِنوا بِما أَنزَلَ اللَّهُ قالوا نُؤمِنُ بِما أُنزِلَ عَلَينا وَيَكفُرونَ بِما وَراءَهُ وَهُوَ الحَقُّ مُصَدِّقًا لِما مَعَهُم قُل فَلِمَ تَقتُلونَ أَنبِياءَ اللَّهِ مِن قَبلُ إِن كُنتُم مُؤمِنينَ
E quando si dice loro: «Credete in quello che Allah ha fatto scendere», rispondono: «Crediamo in quello che è stato fatto scendere su di noi». E rinnegano il resto [71] , anche se è la Verità che conferma quello che già avevano ricevuto. Di’ loro: «E se siete credenti, perché in passato avete ucciso i profeti di Allah?» [72].
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando si dice loro: «Credete in ciò che Dio ha rivelato», rispondono: «Crediamo in quel che è stato rivelato a noi», e così rinnegano quanto è venuto poi, che è la verità, e dà conferma di quel che già hanno. Di’: «Allora perché, se siete credenti, prima avete ucciso i profeti?». [91]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando si dice loro: “Credete dunque in ciò che Iddio ha rivelato!” essi rispondono: “Crediamo in quel che fu rivelato a noi” rinnegando ciò che è venuto dopo, mentre non è che la Verità che conferma quella che essi già hanno. Dì dunque loro: “Perché allora, se siete credenti come dite, uccideste anche prima i Profeti?”
- Bausani
- Bausani
Essi, quando si dice loro: “Credete a ciò che Allàh fa scendere!”, dicono: “Crediamo a ciò ch’è stato fatto scendere a noi!”. Essi rifiutano di credere alla Rivelazione successiva, mentre essa (la Rivelazione coranica) è l’avverarsi della profezia contenuta nelle loro scritture. Di’: “Ma perché, nel passato, uccidevate i Profeti di Allàh, se eravate credenti?”.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَقَد جاءَكُم موسىٰ بِالبَيِّنٰتِ ثُمَّ اتَّخَذتُمُ العِجلَ مِن بَعدِهِ وَأَنتُم ظٰلِمونَ
E certamente Mosè vi ha recato prove evidenti. Poi, in sua assenza, vi prendeste il Vitello [73] e prevaricaste.
- Hamza P.
- Hamza P.
Mosè vi portò le prove chiare e poi, in sua assenza, voi sceglieste il vitello e foste colpevoli.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Mosè vi aveva portato segni evi denti e voi avete preferito il Vitello, in sua assenza, iniqui!
- Bausani
- Bausani
A suo tempo Mūsā (Mosè) vi portò le prove! Eppure voi, lontano lui, prendeste il vitello e foste trasgressori.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ أَخَذنا ميثٰقَكُم وَرَفَعنا فَوقَكُمُ الطّورَ خُذوا ما ءاتَينٰكُم بِقُوَّةٍ وَاسمَعوا قالوا سَمِعنا وَعَصَينا وَأُشرِبوا فى قُلوبِهِمُ العِجلَ بِكُفرِهِم قُل بِئسَما يَأمُرُكُم بِهِ إيمٰنُكُم إِن كُنتُم مُؤمِنينَ
E [ricordate] quando stringemmo il Patto con voi ed elevammo il Monte. «Tenetevi saldamente a quello che vi abbiamo dato ed ascoltate!», dissero: «Ascoltiamo ma disobbediamo». E i loro cuori, per la miscredenza, si abbeverarono al Vitello [74] . Di’ loro: «Quanto è spregevole quel che vi ordina la vostra credenza, se davvero credete!».
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricordate quando stringemmo il patto con voi ed elevammo il monte sopra di voi. «Afferrate con forza» dicemmo «ciò che vi abbiamo dato, e prestate ascolto.» Risposero: «Ascoltiamo, ma ci ribelliamo», e furono in cuor loro abbeverati dal vitello, per la loro miscredenza. Di’: «Se davvero siete credenti, quali turpi ordini vi dà la vostra fede!». [93]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando stringemmo con voi il Patto e levammo alta la Santa Montagna su di voi: “Stringete forte, dicemmo, dò che v’abbiam dato, ed ascoltate!” ed essi: “Ascoltiamo, ma ci ribelliamo!” e furono in cuor loro abbeverati del vitello, per l’empietà loro. Dì dunque: “Che turpi ordini vi dà la fede vostra, se davvero credete!”
- Bausani
- Bausani
Quando Noi stipulammo il Testamento con voi, e sollevammo su di voi il Monte Sinai [17], dicemmo: “Prendete con forza ciò che vi abbiamo dato e ascoltate!”. Essi, però, dissero: “Abbiamo ascoltato e abbiamo disobbedito!”. A causa della loro incredulità si imbevvero nei loro cuori con il vitello. Di’: “Pessima cosa vi ordina la vostra fede, se siete credenti”.
- Pasquini
- Pasquini
قُل إِن كانَت لَكُمُ الدّارُ الءاخِرَةُ عِندَ اللَّهِ خالِصَةً مِن دونِ النّاسِ فَتَمَنَّوُا المَوتَ إِن كُنتُم صٰدِقينَ
Di’: «Se è vostra la dimora finale presso Allah, escludendo tutte le altre genti, auguratevi la morte se siete veritieri!».
- Hamza P.
- Hamza P.
Di’: «Se davvero l’ultima dimora, presso Dio, è riservata a voi al di fuori di ogni altro, auguratevi la morte, se siete sinceri».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E dì loro ancora: “Se davvero la dimora futura presso Dio è riservata per voi all’infuori di ogni altro, auguratevi allora la morte se siete sinceri!”
- Bausani
- Bausani
Di’: “Se, veramente, Allàh soltanto a voi, tra gli uomini, ha riservato il Paradiso, auguratevi la morte, se dite il vero!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَن يَتَمَنَّوهُ أَبَدًا بِما قَدَّمَت أَيديهِم وَاللَّهُ عَليمٌ بِالظّٰلِمينَ
Essi non lo faranno mai, per ciò che le loro mani hanno commesso [75] . Allah conosce bene i prevaricatori.
- Hamza P.
- Hamza P.
No, non se la augureranno mai, per quel che le loro mani hanno commesso, Dio conosce bene i colpevoli,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma no, non lo faranno mai, per tutto quel che han commesso le loro mani, ché Dio è ben informato degli iniqui!
- Bausani
- Bausani
Però, mai, a causa di quello che le loro mani hanno preparato, se la augureranno. Allàh conosce bene i trasgressori.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَتَجِدَنَّهُم أَحرَصَ النّاسِ عَلىٰ حَيوٰةٍ وَمِنَ الَّذينَ أَشرَكوا يَوَدُّ أَحَدُهُم لَو يُعَمَّرُ أَلفَ سَنَةٍ وَما هُوَ بِمُزَحزِحِهِ مِنَ العَذابِ أَن يُعَمَّرَ وَاللَّهُ بَصيرٌ بِما يَعمَلونَ
E vedrai che sono gli uomini più attaccati alla vita, persino più degli associatori [76] . Qualcuno di loro vorrebbe vivere mille anni. Ma tutto questo non lo salverebbe dal castigo, vivesse anche quanto desidera. Allah osserva quello che fanno.
- Hamza P.
- Hamza P.
e anzi troverai che bramano la vita più di tutti gli uomini, più degli idolatri. A qualcuno di loro piacerebbe restare in vita per mille anni, e comunque non sfuggirebbe al castigo, Dio vede bene quel che fanno. [96]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Anzi troverai che son bramosi di vita più di ogni altro, perfino più dei Pagani; a qualcuno di loro piacerebbe esser lasciato in vita magari mille anni, ma viva pur mill’anni, non sfuggirà al tormento d’inferno, perché Dio vede quel ch’essi fanno!
- Bausani
- Bausani
Certamente, attaccati alla vita li troverai quant’altri mai, come pure qualcuno di quelli che associano (divinità fittizie ad Allàh). Vorrebbe qualcuno di loro, addirittura, vivere mille anni e ciò senza rendersi conto che, per quanto viva a lungo, questo non lo terrà lontano dal castigo. Allàh osserva attentamente quello che essi fanno.
- Pasquini
- Pasquini
قُل مَن كانَ عَدُوًّا لِجِبريلَ فَإِنَّهُ نَزَّلَهُ عَلىٰ قَلبِكَ بِإِذنِ اللَّهِ مُصَدِّقًا لِما بَينَ يَدَيهِ وَهُدًى وَبُشرىٰ لِلمُؤمِنينَ
Di’: «Chi è nemico di Gabriele, che con il permesso di Allah lo [77] ha fatto scendere nel tuo cuore, a conferma di quello che era venuto in precedenza, come Guida e Buona novella per i credenti;
- Hamza P.
- Hamza P.
Di’: «Chi è nemico di Gabriele il quale ha fatto discendere il Corano sul tuo cuore, con il permesso di Dio, a conferma di quel che è giunto prima, come guida e lieto annuncio ai credenti? [97]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dì: “Chi sarà nemico di Gabriele (fu lui che depose il Corano nel tuo cuore, col permesso di Dio, a conferma dei precedenti messaggi, Guida divina e Buona Novella ai credenti)
- Bausani
- Bausani
Di’: “Chi è nemico di Gibrīl (Gabriele)?”. In verità, proprio lui (Gibrīl) l’ha fatto scendere (il Corano) con il permesso di Allàh sul tuo cuore, per confermare la profezia in loro possesso e come guida e buona novella per i credenti.
- Pasquini
- Pasquini
مَن كانَ عَدُوًّا لِلَّهِ وَمَلٰئِكَتِهِ وَرُسُلِهِ وَجِبريلَ وَميكىٰلَ فَإِنَّ اللَّهَ عَدُوٌّ لِلكٰفِرينَ
chi è nemico di Allah e dei Suoi Angeli e dei Suoi messaggeri e di Gabriele e di Michele, ebbene [sappia che] Allah è il nemico dei miscredenti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Chi è nemico di Dio e dei Suoi angeli e dei Suoi profeti e di Gabriele e di Michele? Ebbene, per i miscredenti il nemico è Dio».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
chi, dico, è nemico di Dio e dei suoi Angeli e de’ suoi Messaggeri e di Gabriele e di Michele, ebbene è Dio il nemico degli empi!”
- Bausani
- Bausani
Chi è nemico di Allàh, dei Suoi angeli, dei Suoi Apostoli, di Gibrīl (Gabriele) e di Mīkāl (Michele), sappia che Allàh è nemico di coloro che rifiutano di credere.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَقَد أَنزَلنا إِلَيكَ ءايٰتٍ بَيِّنٰتٍ وَما يَكفُرُ بِها إِلَّا الفٰسِقونَ
In verità abbiamo fatto scendere su di te segni evidenti e solo i perversi li rinnegano.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ti abbiamo rivelato dei segni evidenti che solo gli empi rinnegano.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Perché in verità t’abbiam rivelato dei Segni evidenti che solo gli empi potrebbero negare.
- Bausani
- Bausani
Noi già facemmo scendere a te segni evidenti, che non vengono contestati, se non dagli empi.
- Pasquini
- Pasquini
أَوَكُلَّما عٰهَدوا عَهدًا نَبَذَهُ فَريقٌ مِنهُم بَل أَكثَرُهُم لا يُؤمِنونَ
Ma come? Ogniqualvolta stringono un patto, una parte di loro lo infrange? In realtà la maggior parte di loro non è credente.
- Hamza P.
- Hamza P.
Forse ogni volta che stringono un patto alcuni di loro lo infrangono? Di più, la gran parte di loro non crede,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O che forse ogni volta che stringono un patto, alcuni di loro han da violarlo? Anzi, la più parte fra loro non credono a nulla!
- Bausani
- Bausani
Non è forse vero che ogni volta che venne stipulato un patto, una parte di loro lo violò? Eh, sì! La maggior parte di loro non credono.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَمّا جاءَهُم رَسولٌ مِن عِندِ اللَّهِ مُصَدِّقٌ لِما مَعَهُم نَبَذَ فَريقٌ مِنَ الَّذينَ أوتُوا الكِتٰبَ كِتٰبَ اللَّهِ وَراءَ ظُهورِهِم كَأَنَّهُم لا يَعلَمونَ
E quando giunse loro, da parte di Allah, un messaggero che confermava quello che già avevano ricevuto, alcuni di quelli a cui erano state date le Scritture, si gettarono alle spalle il Libro di Allah [78] , come se non sapessero nulla.
- Hamza P.
- Hamza P.
e quando è giunto loro un messaggero da parte di Dio, a confermare quel che già possedevano, alcuni di quelli che avevano ricevuto il libro si sono gettati alle spalle il libro di Dio, come se non sapessero nulla,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando venne loro un Messaggero da Dio, che confermava la rivelazione data a loro, parte di quei che avevan ricevuto il Libro si gettarono il Libro di Dio dietro le spalle, come se nulla sapessero.
- Bausani
- Bausani
E quando giunge loro un Apostolo mandato da Allàh, confermante ciò di cui erano in possesso, una parte di coloro che avevano ricevuto il Libro, si getta dietro le spalle il Libro di Allàh, come se non sapessero.
- Pasquini
- Pasquini
وَاتَّبَعوا ما تَتلُوا الشَّيٰطينُ عَلىٰ مُلكِ سُلَيمٰنَ وَما كَفَرَ سُلَيمٰنُ وَلٰكِنَّ الشَّيٰطينَ كَفَروا يُعَلِّمونَ النّاسَ السِّحرَ وَما أُنزِلَ عَلَى المَلَكَينِ بِبابِلَ هٰروتَ وَمٰروتَ وَما يُعَلِّمانِ مِن أَحَدٍ حَتّىٰ يَقولا إِنَّما نَحنُ فِتنَةٌ فَلا تَكفُر فَيَتَعَلَّمونَ مِنهُما ما يُفَرِّقونَ بِهِ بَينَ المَرءِ وَزَوجِهِ وَما هُم بِضارّينَ بِهِ مِن أَحَدٍ إِلّا بِإِذنِ اللَّهِ وَيَتَعَلَّمونَ ما يَضُرُّهُم وَلا يَنفَعُهُم وَلَقَد عَلِموا لَمَنِ اشتَرىٰهُ ما لَهُ فِى الءاخِرَةِ مِن خَلٰقٍ وَلَبِئسَ ما شَرَوا بِهِ أَنفُسَهُم لَو كانوا يَعلَمونَ
Prestarono fede a quel che i dèmoni raccontarono sul regno di Salomone. Non era stato Salomone il miscredente, ma i dèmoni: insegnarono ai popoli la magia e ciò che era stato rivelato ai due angeli Hârût e Mârût a Babele. Essi però non insegnarono nulla senza prima avvertire: «Badate che noi non siam altro che una tentazione: non siate miscredenti». E la gente imparò da loro come separare l’uomo dalla sua sposa, ma non potevano nuocere a nessuno senza il permesso di Allah. Imparavano dunque ciò che era loro dannoso e di nessun vantaggio. E ben sapevano che chi avesse acquistato quell’arte, non avrebbe avuto parte nell’altra vita. Com’era detestabile quello in cambio del quale barattarono la loro anima. Se l’avessero saputo [79] !
- Hamza P.
- Hamza P.
e hanno seguito il dettato dei demoni contro il regno di Salomone. Salomone non fu un miscredente e invece lo furono i demoni, che insegnavano agli uomini la magia e le rivelazioni dei due angeli, Hārūt e Mārūt, a Babilonia, ma non insegnavano nulla ad alcuno senza dire: «Noi siamo una tentazione, non cadere nell’empietà». La gente ha appreso da loro come dividere l’uomo dalla sua compagna, ma non nuocevano ad alcuno senza il permesso di Dio.
Hanno appreso ciò che nuoce, non ciò che giova, eppure sapevano che chi avesse acquistato quell’arte non avrebbe avuto parte nell’aldilà, hanno venduto se stessi a un prezzo tanto orribile, se lo avessero saputo. [102]
- Zilio Grandi
Hanno appreso ciò che nuoce, non ciò che giova, eppure sapevano che chi avesse acquistato quell’arte non avrebbe avuto parte nell’aldilà, hanno venduto se stessi a un prezzo tanto orribile, se lo avessero saputo. [102]
- Zilio Grandi
Ma seguono le invenzioni dei dèmoni contro il Regno di Salomone. Non fu Salomone un Negatore, bensì i dèmoni, i quali insegnavano agli uomini la magìa e quel che fu rivelato ai due angeli, Hàrut e Màrut, a Babilonia, i quali tuttavia non insegna vano nulla a nessuno senza prima dirgli: “Bada che noi siamo una tentazione, empio non essere dunque!” Gli uomini appresero da loro sortilegi per disgiungere l’uomo dalla sua donna (ma quegli angeli non danneggiavano alcuno se non col permesso di Dio) e appresero ancora ciò ch’era loro di danno e non di vantaggio, pur sapendo che chi avesse acqui stato quell’arte non avrebbe avuto parte nell’altra vita. A che turpe prezzo si son dunque venduti, se lo avesser Saputo!
- Bausani
- Bausani
Essi seguono, invece, quello che gli sciayaṭīn (i diavoli) raccontano del regno di Salomone. Non fu Sulaymān [18] (Salomone) che rifiutò di credere, ma, invece, furono gli sciayaṭīn (i diavoli) a rifiutare di credere, insegnando agli uomini la magia e ciò che fu fatto scendere ai due angeli, Hārūt e Mārūt [19], in Bābil (Babilonia). Quei due non insegnavano niente a nessuno, senza prima aver messo in guardia (dicendo): “Noi siamo una tentazione, perciò non esser miscredente!”. Essi (gli uomini) imparavano da quei due ciò che produce la rottura tra marito e moglie, tuttavia non nuocevano a nessuno, se non con il permesso di Allàh; imparavano ciò ch’era loro di nocumento e non ciò ch’era loro di giovamento. E ciò pur sapendo che inevitabilmente chi lo acquista (il potere magico), nella vita futura, sarà escluso (dal Paradiso). Per ben misera cosa si sono venduti! Se avessero saputo!
- Pasquini
- Pasquini
وَلَو أَنَّهُم ءامَنوا وَاتَّقَوا لَمَثوبَةٌ مِن عِندِ اللَّهِ خَيرٌ لَو كانوا يَعلَمونَ
Se avessero creduto e vissuto nel timor di Allah, avrebbero avuto da Allah ricompensa migliore. Se solo avessero saputo!
- Hamza P.
- Hamza P.
Se avessero avuto fede e timore di Dio, il loro premio presso Dio sarebbe stato migliore, se lo avessero saputo.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ché se avesser creduto e avessero temuto Iddio, migliore sarebbe stato il loro premio dappresso a Dio, oh, se avesser saputo!
- Bausani
- Bausani
Se essi credessero e fossero timorati! Certamente, una ricompensa presso Allàh è migliore. Se lo sapessero!
- Pasquini
- Pasquini
يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا لا تَقولوا رٰعِنا وَقولُوا انظُرنا وَاسمَعوا وَلِلكٰفِرينَ عَذابٌ أَليمٌ
O voi che credete, non dite «râ’inâ» ma dite «undhurnâ» [80] e ascoltate. Gli empi miscredenti avranno un doloroso castigo.
- Hamza P.
- Hamza P.
Voi che credete, non dite rā‘inā ma dite unẓurnā, e ascoltate questo monito, i miscredenti avranno un castigo doloroso. [104]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O voi che credete! Non dite Rāʾina , ma piuttosto unzurnā! Ascoltate questo ammonimento, ché agli empi toccherà castigo cocente!
- Bausani
- Bausani
O voi che credete, non dite ra’àinā [20], ma dite nẓùrnā [21] e ascoltate. Un doloroso castigo c’è per coloro che rifiutano di credere.
- Pasquini
- Pasquini
ما يَوَدُّ الَّذينَ كَفَروا مِن أَهلِ الكِتٰبِ وَلَا المُشرِكينَ أَن يُنَزَّلَ عَلَيكُم مِن خَيرٍ مِن رَبِّكُم وَاللَّهُ يَختَصُّ بِرَحمَتِهِ مَن يَشاءُ وَاللَّهُ ذُو الفَضلِ العَظيمِ
Quelli della gente del Libro [81] che sono miscredenti e gli associatori, detestano che il vostro Signore faccia scendere su di voi la Sua benevolenza. Ma Allah sceglie chi vuole per la Sua misericordia! Allah è il Padrone dell’immenso favore.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ai miscredenti della gente del libro e agli idolatri non piace che il vostro Signore faccia discendere su di voi il bene che viene da Lui, ma Dio ammette chi vuole alla Sua misericordia, Dio è Colui che dispensa il favore immenso.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quelli fra la gente del Libro che non credono, e i pagani, non amano che il Signore vostro vi elargisca de’ suoi favori; ma Dio trasceglie nella Sua misericordia chi Egli vuole e Dio ha grazia grande.
- Bausani
- Bausani
Coloro della Gente del Libro che rifiutano di credere e coloro che associano (divinità fittizie ad Allàh), non sono contenti, che da parte del vostro Signore venga fatto scendere del bene su voi; tuttavia, Allàh dà a chi Lui vuole la Sua misericordia. Allàh è il Titolare della Grazia, il Sublime.
- Pasquini
- Pasquini
ما نَنسَخ مِن ءايَةٍ أَو نُنسِها نَأتِ بِخَيرٍ مِنها أَو مِثلِها أَلَم تَعلَم أَنَّ اللَّهَ عَلىٰ كُلِّ شَيءٍ قَديرٌ
Non abroghiamo un versetto né te lo facciamo dimenticare, senza dartene uno migliore o uguale [82] . Non lo sai che Allah è Onnipotente?
- Hamza P.
- Hamza P.
Non abrogheremo un versetto, né te lo faremo dimenticare, senza sostituirlo con uno migliore o uguale. Non sai che Dio è potente su ogni cosa? [106]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Non abrogheremo, né ti faremo dimenticare, alcun versetto senza dartene uno migliore od uguale: non sai dunque che Iddio è onnipotente?
- Bausani
- Bausani
Noi non abroghiamo disposizione coranica, o la facciamo obliare, senza sostituirla con una migliore di essa o di uguale portata. Non lo sai che Allàh su tutte le cose ha potere?
- Pasquini
- Pasquini
أَلَم تَعلَم أَنَّ اللَّهَ لَهُ مُلكُ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ وَما لَكُم مِن دونِ اللَّهِ مِن وَلِىٍّ وَلا نَصيرٍ
Non sai che Allah possiede il Regno dei cieli e della terra e, all’infuori di Lui, non c’è per voi né patrono né soccorritore?
- Hamza P.
- Hamza P.
Non sai che Dio possiede il regno dei cieli e della terra e che, al di fuori di Dio, non c’è chi vi protegga, non c’è chi vi difenda?
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Non sai che a Dio appartiene il regno dei cieli e della terra e che voi non avete protettore ed amico altri che Dio?
- Bausani
- Bausani
Non lo sai che ad Allàh appartiene il regno dei cieli e della Terra e che, tranne Allàh, non c’è nessun patrono e nessun soccorritore?
- Pasquini
- Pasquini
أَم تُريدونَ أَن تَسـَٔلوا رَسولَكُم كَما سُئِلَ موسىٰ مِن قَبلُ وَمَن يَتَبَدَّلِ الكُفرَ بِالإيمٰنِ فَقَد ضَلَّ سَواءَ السَّبيلِ
Vorreste interrogare il vostro Messaggero [83] come in passato fu interrogato Mosè [84] ? Sappiate che chi scambia la fede con la miscredenza, in verità si allontana dalla retta via.
- Hamza P.
- Hamza P.
Forse volete chiedere al vostro inviato quel che nel tempo passato venne chiesto a Mosè? Ma chi ha barattato la fede con la miscredenza ha perso la via piana. [108]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O vorreste forse chiedere al vostro Messaggero quel che fu chiesto in tempi andati a Mosè? Ma chi scambia l’empietà con la fede ha smarrito la via piana.
- Bausani
- Bausani
Volete voi interrogare l’Apostolo che vi è stato mandato come fu interrogato in precedenza Mūsā (Mosè)? Chi mette l’incredulità al posto della fede si è fuorviato su una cattiva strada.
- Pasquini
- Pasquini
وَدَّ كَثيرٌ مِن أَهلِ الكِتٰبِ لَو يَرُدّونَكُم مِن بَعدِ إيمٰنِكُم كُفّارًا حَسَدًا مِن عِندِ أَنفُسِهِم مِن بَعدِ ما تَبَيَّنَ لَهُمُ الحَقُّ فَاعفوا وَاصفَحوا حَتّىٰ يَأتِىَ اللَّهُ بِأَمرِهِ إِنَّ اللَّهَ عَلىٰ كُلِّ شَيءٍ قَديرٌ
Tra la gente del Libro, ci sono molti [85] che, per invidia, vorrebbero farvi tornare miscredenti dopo che avete creduto e dopo che anche a loro la verità è apparsa chiaramente! Perdonateli e lasciateli da parte, finché Allah non invii il Suo ordine. In verità Allah è Onnipotente.
- Hamza P.
- Hamza P.
A molti della gente del libro piacerebbe farvi tornare miscredenti dopo che avete creduto, per l’invidia che hanno in se stessi dopo che la verità è apparsa loro con chiarezza. Perdonateli e non curatevi di loro, finché Dio porterà il Suo ordine, Dio su tutte le cose è potente. [109]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
A molti della Gente del Libro piacerebbe farvi tornar miscredenti dopo che voi avete accettato la Fede, per l’invidia che nasce loro nell’animo allorché vedono manifesta la verità; perdonate loro e lasciateli in pace, finché Dio non mandi il Suo ordine, ché Dio è, in verità, onnipotente.
- Bausani
- Bausani
A molti della Gente del Libro piacerebbe che voi, dopo aver trovato la fede, tornaste alla miscredenza, invidiosi di voi, dopo che la verità s’è manifestata loro con chiarezza. Perciò, perdonate e lasciate correre, fino a quando Allàh abbia emesso il Suo decreto. In verità, Allàh su tutte le cose ha potere.
- Pasquini
- Pasquini
وَأَقيمُوا الصَّلوٰةَ وَءاتُوا الزَّكوٰةَ وَما تُقَدِّموا لِأَنفُسِكُم مِن خَيرٍ تَجِدوهُ عِندَ اللَّهِ إِنَّ اللَّهَ بِما تَعمَلونَ بَصيرٌ
Assolvete l’orazione e pagate la decima [86] . E tutto quanto di bene avrete compiuto lo ritroverete presso Allah. Allah osserva tutto quello che fate.
- Hamza P.
- Hamza P.
Eseguite la preghiera e pagate l’elemosina e il bene che farete per le vostre anime lo ritroverete presso Dio, Dio quel che fate lo vede.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Eseguite la Preghiera, pagate la Decima, e il bene che opererete per le anime vostre lo troverete presso Dio, ché Iddio vede ciò che voi fate.
- Bausani
- Bausani
Eseguite l’adorazione quotidiana e purificatevi con la beneficenza [az-zakàt]. Fatevi precedere da opere buone, perché il bene che avrete fatto lo ritroverete presso Allàh. In verità, Allàh osserva attentamente ciò che fate.
- Pasquini
- Pasquini
وَقالوا لَن يَدخُلَ الجَنَّةَ إِلّا مَن كانَ هودًا أَو نَصٰرىٰ تِلكَ أَمانِيُّهُم قُل هاتوا بُرهٰنَكُم إِن كُنتُم صٰدِقينَ
E dicono: «Non entreranno nel Paradiso altri che i giudei e i nazareni» [87] . Questo è quello che vorrebbero! Di’: «Portatene una prova, se siete veritieri».
- Hamza P.
- Hamza P.
Dicono: «Entreranno nel giardino solo gli ebrei o i cristiani», ed è quel che sperano. Rispondi: «Portatene la prova certa, se siete sinceri».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dicono: “Non entreranno nel Paradiso altro che gli ebrei o i cristiani” Questo è quel che essi vorrebbero! Rispondi loro: “Portatene la prova se siete sinceri!”
- Bausani
- Bausani
Dicono (Giudei [22] e Nazareni [23]): “Non entrerà nel Paradiso nessuno che non sia giudeo o nazareno”. Sono soltanto loro desideri. Di’: “Fornite le prove, se siete veritieri”.
- Pasquini
- Pasquini
بَلىٰ مَن أَسلَمَ وَجهَهُ لِلَّهِ وَهُوَ مُحسِنٌ فَلَهُ أَجرُهُ عِندَ رَبِّهِ وَلا خَوفٌ عَلَيهِم وَلا هُم يَحزَنونَ
Invece coloro che sottomettono ad Allah il loro volto e compiono il bene, avranno la ricompensa presso il loro Signore, non avranno nulla da temere e non saranno afflitti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Chi ha sottomesso il proprio viso a Dio e fa il bene, costui avrà la sua ricompensa presso il suo Signore e non dovrà temere, non patirà tristezza.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Anzi è chi si dà intiero a Dio e fa il bene che avrà la sua ricompensa presso il Signore, né lo coglierà tristezza o paura.
- Bausani
- Bausani
Al contrario, solo colui che, dopo aver fatto Islām di se medesimo ad Allàh, avrà praticato il bene, avrà la sua ricompensa dal Suo Signore e, per quelli che saranno in questa situazione, non ci sarà paura ed essi non saranno afflitti.
- Pasquini
- Pasquini
وَقالَتِ اليَهودُ لَيسَتِ النَّصٰرىٰ عَلىٰ شَيءٍ وَقالَتِ النَّصٰرىٰ لَيسَتِ اليَهودُ عَلىٰ شَيءٍ وَهُم يَتلونَ الكِتٰبَ كَذٰلِكَ قالَ الَّذينَ لا يَعلَمونَ مِثلَ قَولِهِم فَاللَّهُ يَحكُمُ بَينَهُم يَومَ القِيٰمَةِ فيما كانوا فيهِ يَختَلِفونَ
Gli ebrei dicono: «I nazareni si basano sul nulla»; e i nazareni dicono: «I giudei si basano sul nulla»; e gli uni e gli altri recitano il Libro. Anche quelli che non conoscono nulla parlano alla stessa maniera. Allah, nel Giorno della Resurrezione, giudicherà dei loro dissensi.
- Hamza P.
- Hamza P.
Gli ebrei hanno detto: «I cristiani non sanno cosa alcuna», e i cristiani hanno detto: «Non sanno cosa alcuna gli ebrei», eppure gli uni e gli altri recitano lo stesso libro. Anche quelli che non conoscono nulla dicono le stesse parole e nel giorno della resurrezione Dio giudicherà delle loro discordie. [113]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Gli ebrei dicono: “I cristiani non san nulla!” e i cristiani: “Non san di nulla gli ebrei” rispondono, eppure recitano e gli uni e gli altri lo stesso Libro. E come loro dicono anche i pagani ignoranti; ma sarà Dio a giudicare dei loro dissensi, il dì della Resurrezione.
- Bausani
- Bausani
Dicono i Giudei [24]: “La dottrina nazarena è priva di fondamento!”. A loro volta dicono i Nazareni [25]: “Il giudaismo è privo di fondamento!”. Eppure essi leggono il Libro. E discorsi simili ai loro li fanno coloro che non sanno. Allàh giudicherà sulle loro divergenze nel Giorno del Giudizio.
- Pasquini
- Pasquini
وَمَن أَظلَمُ مِمَّن مَنَعَ مَسٰجِدَ اللَّهِ أَن يُذكَرَ فيهَا اسمُهُ وَسَعىٰ فى خَرابِها أُولٰئِكَ ما كانَ لَهُم أَن يَدخُلوها إِلّا خائِفينَ لَهُم فِى الدُّنيا خِزىٌ وَلَهُم فِى الءاخِرَةِ عَذابٌ عَظيمٌ
Chi è più ingiusto di chi impedisce che nelle moschee di Allah si menzioni il Suo nome e che, anzi, cerca di distruggerle? Costoro non dovranno entrarvi se non impauriti. Per loro ci sarà ignominia in questa vita e un castigo terribile nell’altra.
- Hamza P.
- Hamza P.
Chi è più ingiusto di chi impedisce il ricordo del nome di Dio nelle Sue moschee, e tenta di distruggerle? Invece, dovrebbero entrarvi solo pieni di timore. In questo mondo avranno umiliazione e nell’aldilà un castigo immenso. [114]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E chi è più iniquo di coloro che impediscono che nei luoghi d’orazione sia menzionato il nome di Dio e tentano anzi distruggerli, mentre dovrebbero entrarvi pieni di timore? Costoro avranno in questo mondo ignominia e nell’altro castigo cocente.
- Bausani
- Bausani
Chi è più trasgressore di chi impedisce che nelle moschee di Allàh venga invocato il Suo nome e si dà da fare per distruggerle? Gente di tal fatta non dovrebbe entrare in esse se non con grande timore. Costoro saranno afflitti dall’ignominia nella vita terrena e nella vita futura riceveranno un castigo tremendo.
- Pasquini
- Pasquini
وَلِلَّهِ المَشرِقُ وَالمَغرِبُ فَأَينَما تُوَلّوا فَثَمَّ وَجهُ اللَّهِ إِنَّ اللَّهَ وٰسِعٌ عَليمٌ
Ad Allah appartengono l’Oriente e l’Occidente. Ovunque vi volgiate, ivi è il Volto di Allah [88] . Allah è immenso e sapiente.
- Hamza P.
- Hamza P.
A Dio appartengono l’oriente e l’occidente, ovunque vi rivolgiate lì è il volto di Dio, Dio è ampio e sapiente. [115]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
A Dio appartiene l’oriente e l’occidente, e ovunque vi volgiate ivi è il volto di Dio, ché Dio è ampio sapiente.
- Bausani
- Bausani
L’Oriente e l’Occidente appartengono ad Allàh e in qualsiasi direzione voi vi rivolgiate, dovunque c’è la presenza di Allàh. In verità, Allàh è vasto e Sciente.
- Pasquini
- Pasquini
وَقالُوا اتَّخَذَ اللَّهُ وَلَدًا سُبحٰنَهُ بَل لَهُ ما فِى السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ كُلٌّ لَهُ قٰنِتونَ
Dicono: «Allah si è preso un figlio» [89] . Gloria a Lui! [90] Egli possiede tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Tutti Gli sono sottomessi.
- Hamza P.
- Hamza P.
Dicono: «Dio Si è preso un figlio». Sia gloria a Lui, tutti, nei cieli e sulla terra, sono devoti a Lui, [116]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E dicono: “Dio s’è scelto un figlio”. Gloria a Lui! Tutti quei che sono nei cieli e sulla terra, tutti servono Lui,
- Bausani
- Bausani
Essi hanno detto: “Allàh ha preso un figlio!”. No! La Sua qualità divina è incondivisa. Anzi, a Lui appartiene ciò che esiste nei cieli e sulla Terra e tutti Gli sono sottomessi.
- Pasquini
- Pasquini
بَديعُ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ وَإِذا قَضىٰ أَمرًا فَإِنَّما يَقولُ لَهُ كُن فَيَكونُ
Egli è il Creatore dei cieli e della terra; quando vuole una cosa, dice «Sii» ed essa è.
- Hamza P.
- Hamza P.
Egli è il Creatore dei cieli e della terra e quando ha decretato una cosa le dice: «Sii» ed essa è. [117]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
creatore nuovissimo de’ cieli e della terra, che quando ha decretato una cosa non fa che dire: “Sii!” ed essa è.
- Bausani
- Bausani
Egli è Colui che creò i cieli e la Terra nella perfezione e quando ha deciso una cosa dice a essa: “Esisti!”. Ed essa si produce.
- Pasquini
- Pasquini
وَقالَ الَّذينَ لا يَعلَمونَ لَولا يُكَلِّمُنَا اللَّهُ أَو تَأتينا ءايَةٌ كَذٰلِكَ قالَ الَّذينَ مِن قَبلِهِم مِثلَ قَولِهِم تَشٰبَهَت قُلوبُهُم قَد بَيَّنَّا الءايٰتِ لِقَومٍ يوقِنونَ
E quelli che non sanno nulla dicono: «Perché Allah non ci parla o perché non ci fa pervenire un segno divino?». Anche quelli che vennero prima di loro tennero simili discorsi. I loro cuori si assomigliano. Eppure abbiamo esposto con chiarezza i nostri segni a coloro che credono.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quelli che non conoscono nulla dicono: «Noi crederemmo se Dio ci parlasse oppure se ci arrivasse un segno da Lui». Lo stesso hanno detto quelli prima di loro, i loro cuori si somigliano. Eppure Noi abbiamo mostrato i segni a gente che crede fermamente,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E i pagani ignoranti dicono: “Crederemmo, se Dio ci parlasse o ci venisse da Lui un Segno...”. Similmente parlarono quei che furon prima di loro: i lor cuori si rassomigliano, ma Noi abbiam mandato Segni chiari a gente che fermamente crede.
- Bausani
- Bausani
Coloro che non sanno dicono: “Se Allàh parlasse a noi...”, oppure: “Ci fosse dato un segno!”. Così dissero quelli che furono prima di loro le loro stesse parole, poiché i loro cuori si somigliano. A gente che crede con forte convinzione, Noi abbiamo mostrato i segni con chiarezza!
- Pasquini
- Pasquini
إِنّا أَرسَلنٰكَ بِالحَقِّ بَشيرًا وَنَذيرًا وَلا تُسـَٔلُ عَن أَصحٰبِ الجَحيمِ
In verità ti abbiamo inviato [91] come nunzio e ammonitore, e non ti sarà chiesto conto [92] di quelli della Fornace [93] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Noi ti abbiamo inviato a portare il lieto annuncio e ad ammonire in tutta verità, e di quelli della fornace non ti verrà chiesto conto. [119]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ti abbiamo infatti inviato portatore di Verità, Nunzio di buona novella e Ammonitore, ma non ti verrà chiesta ragione dei dannati d’inferno.
- Bausani
- Bausani
In verità, Noi ti abbiamo affidato la missione di predicare la verità, di annunciatore di buone novelle e ammonitore e non sarai chiamato a rispondere per i compagni del giaḥīm [26][fuoco infernale tremendo].
- Pasquini
- Pasquini
وَلَن تَرضىٰ عَنكَ اليَهودُ وَلَا النَّصٰرىٰ حَتّىٰ تَتَّبِعَ مِلَّتَهُم قُل إِنَّ هُدَى اللَّهِ هُوَ الهُدىٰ وَلَئِنِ اتَّبَعتَ أَهواءَهُم بَعدَ الَّذى جاءَكَ مِنَ العِلمِ ما لَكَ مِنَ اللَّهِ مِن وَلِىٍّ وَلا نَصيرٍ
Né i giudei né i nazareni saranno mai soddisfatti di te, finché non seguirai la loro religione [94] . Di’ : «E la Guida di Allah, la vera Guida». E se acconsentirai ai loro desideri dopo che hai avuto la conoscenza, non troverai né patrono né soccorritore contro Allah.
- Hamza P.
- Hamza P.
Né gli ebrei né i cristiani saranno paghi di te finché non seguirai la loro religione. Rispondi: «La guida è quella di Dio», e se ubbidirai ai loro desideri dopo avere ricevuto la conoscenza che hai ricevuto, non ci sarà chi ti protegga, non ci sarà chi ti difenda contro l’ira di Dio.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E certo né ebrei né cristiani saran contenti di te finché tu non seguirai la loro religione, ma tu rispondi: “È la guida che viene da Dio che è la vera Guida!”, ché, se t’arrendessi ai loro desideri dopo che tu hai saputo quel che hai saputo, non avrai aiuti né protettori di contro all’ira di Dio.
- Bausani
- Bausani
Giudei [27] e Nazareni [28] non saranno contenti di te fino a quando non seguirai la fede loro. Di’: “In verità, la via indicata da Allàh è la via giusta!”. E se tu, dopo quanto ti è stato rivelato, di conoscenza della Verità, seguissi le loro invenzioni teologiche, nessuno potrebbe proteggerti da Allàh, né soccorrerti.
- Pasquini
- Pasquini
الَّذينَ ءاتَينٰهُمُ الكِتٰبَ يَتلونَهُ حَقَّ تِلاوَتِهِ أُولٰئِكَ يُؤمِنونَ بِهِ وَمَن يَكفُر بِهِ فَأُولٰئِكَ هُمُ الخٰسِرونَ
Coloro che hanno ricevuto il Libro e lo seguono correttamente [95] , quelli sono i credenti. Coloro che lo rinnegano sono quelli che si perderanno.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quelli a cui abbiamo dato il libro e lo recitano come va recitato, ecco i credenti, mentre chi lo rinnega, ecco i perdenti.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Coloro cui demmo il Libro e lo recitano come si deve, quelli sono i veri credenti, ma coloro che lo rinnegano, quelli sono i perdenti.
- Bausani
- Bausani
Coloro ai quali abbiamo dato il Libro, se lo (il Sublime Corano) leggono come va letto, credono in esso, mentre invece chi in esso si rifiuta di credere, mette se stesso nel novero di quelli che saranno perdenti.
- Pasquini
- Pasquini
يٰبَنى إِسرٰءيلَ اذكُروا نِعمَتِىَ الَّتى أَنعَمتُ عَلَيكُم وَأَنّى فَضَّلتُكُم عَلَى العٰلَمينَ
O Figli di Israele, ricordate i favori di cui vi ho colmati e di come vi ho favorito rispetto ad altri popoli del mondo.
- Hamza P.
- Hamza P.
Figli di Israele, ricordate la grazia di cui vi ho colmato, Io vi ho preferito sui mondi. [122]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O figli d’Israele! Ricordatevi L favori ch’io vi elargii c come vi resi nobili sopra tutti i popoli della terra
- Bausani
- Bausani
O Figli d’Israele, ricordatevi della grazia di cui vi ho colmato e ricordatevi che, concedendovi il Mio favore, vi ho posto al di sopra di tutto l’Universo.
- Pasquini
- Pasquini
وَاتَّقوا يَومًا لا تَجزى نَفسٌ عَن نَفسٍ شَيـًٔا وَلا يُقبَلُ مِنها عَدلٌ وَلا تَنفَعُها شَفٰعَةٌ وَلا هُم يُنصَرونَ
E temete il Giorno in cui nessun’anima potrà alcunché per un’altra [96] , e non sarà accolta nessuna intercessione e nulla potrà essere compensato. Ed essi non saranno soccorsi.
- Hamza P.
- Hamza P.
Temete il giorno in cui nessuno potrà pagare per un altro, in nulla, e non sarà accolta alcuna intercessione, né compensazione, e nessuno sarà soccorso. [123]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
e temete un giorno nei quale nessun’anima potrà pagar per un’altra, in nulla, e non sarà accettata intercession di nessuno, né compensazione, e i malvagi non troveranno aiuto.
- Bausani
- Bausani
E state in guardia da un giorno nel quale nessuno potrà essere d’aiuto a un altro e non sarà accettato riscatto e nessuna intercessione gioverà e nessuno potrà ricevere soccorso.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذِ ابتَلىٰ إِبرٰهۦمَ رَبُّهُ بِكَلِمٰتٍ فَأَتَمَّهُنَّ قالَ إِنّى جاعِلُكَ لِلنّاسِ إِمامًا قالَ وَمِن ذُرِّيَّتى قالَ لا يَنالُ عَهدِى الظّٰلِمينَ
E Abramo!… Quando il suo Signore lo provò con i Suoi ordini [97] ed egli li eseguì, [il Signore] [98] disse: «Farò di te un imâm [99] per gli uomini», «E i miei discendenti?», «Il Mio patto, disse [Allah], non riguarda quelli che prevaricano».
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricordate quando il suo Signore mise alla prova Abramo con certe parole cui egli ubbidì. Disse: «Io ti renderò un principe per gli uomini». Chiese: «Cosa ne sarà della mia discendenza?».
Rispose: «Il Mio patto non concerne gli ingiusti». [124]
- Zilio Grandi
Rispose: «Il Mio patto non concerne gli ingiusti». [124]
- Zilio Grandi
E quando il suo Signore provò Abramo con certe ingiunzioni ed egli le obbedì e Dio gli disse: “In verità io ti farò principe del popolo”, ed egli chiese: “E che ne sarà della mia posterità?” “Il Mio patto, rispose Iddio, non s’applica agli empi”.
- Bausani
- Bausani
Quando Ibrāhīm [29] (Abramo) fu messo alla prova dal suo Signore con delle parole, dopo che egli le ebbe messe in pratica, (Allàh) disse: “Farò di te un modello per gli uomini”. Disse: “E per la mia discendenza?”. (Allàh) Disse: “Il mio impegno non vale nei confronti dei trasgressori”.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ جَعَلنَا البَيتَ مَثابَةً لِلنّاسِ وَأَمنًا وَاتَّخِذوا مِن مَقامِ إِبرٰهۦمَ مُصَلًّى وَعَهِدنا إِلىٰ إِبرٰهۦمَ وَإِسمٰعيلَ أَن طَهِّرا بَيتِىَ لِلطّائِفينَ وَالعٰكِفينَ وَالرُّكَّعِ السُّجودِ
E quando facemmo della Casa [100] un luogo di riunione e un rifugio per gli uomini. Prendete come luogo di culto quello in cui Abramo ristette [101] ! E stabilimmo un patto con Abramo e Ismaele: «Purificate la Mia Casa per coloro che vi gireranno attorno [102] , vi si ritireranno [103] , si inchineranno e si prosterneranno [104] ».
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricordate quando facemmo della santa casa un luogo di riunione per gli uomini e un rifugio sicuro – prendete come oratorio la stazione di Abramo! – e pattuimmo con Abramo e Ismaele: «Purificate la Mia casa per quelli che vi correranno attorno e vi pregheranno e si inchineranno e si prosterneranno». [125]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando facemmo della Santa Casa luogo di riunione e di sicuro rifugio per gli uomini (prendete dunque il luogo dove ristette Abramo, per oratorio!) ed ingiungemmo ad Abramo e ad Ismaele: “Purificate la mia Casa per coloro che attorno vi correranno venerabondi, vi pregheranno devoti, vi s’inchineranno e si prostreranno reverenti”.
- Bausani
- Bausani
Noi facemmo della Casa (la nobile Ka’ba) un luogo di ritiro e un asilo per gli uomini ed essi presero come luogo di adorazione il punto dove Abramo si fermò (presso la nobile Ka’ba). Noi stabilimmo un patto con Ibrāhīm (Abramo) e Ismā’īl (Ismaele): “Purificate la Mia Casa (la nobile Kà’bah [30]) per quelli che girano attorno a essa, fanno ritiro spirituale, si inchinano e si prosternano.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ قالَ إِبرٰهۦمُ رَبِّ اجعَل هٰذا بَلَدًا ءامِنًا وَارزُق أَهلَهُ مِنَ الثَّمَرٰتِ مَن ءامَنَ مِنهُم بِاللَّهِ وَاليَومِ الءاخِرِ قالَ وَمَن كَفَرَ فَأُمَتِّعُهُ قَليلًا ثُمَّ أَضطَرُّهُ إِلىٰ عَذابِ النّارِ وَبِئسَ المَصيرُ
E quando Abramo disse: «Mio Signore, fanne una contrada sicura e provvedi di frutti la sua gente, quelli di loro che avranno creduto in Allah e nell’Ultimo Giorno», disse [il Signore]: «E a chi sarà stato miscredente concederò un godimento illusorio e poi lo destinerò al castigo del Fuoco. Che tristo avvenire!».
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricordate quando Abramo disse: «Signore mio, rendi questo paese un rifugio sicuro e dona i suoi frutti come cibo alla sua gente, a quelli di loro che credono in Dio e nell’ultimo giorno». Disse Dio: «Quanto a chi non crede, lo farò gioire per breve tempo e poi lo spingerò nel castigo del fuoco, che destino orribile».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando Abramo disse: “Signore! Fa di questo paese un luogo di sicuro rifugio e dona provvido dei Tuoi frutti ai suoi abitanti, a quelli di loro che credono in Dio e nell’ultimo giorno!” E Iddio disse: “Quanto poi a chi rinnega, gli farò godere per un breve tempo la vita e lo trascinerò poi nel tormento del fuoco, oh, quale tristo an dare!”
- Bausani
- Bausani
Quando Ibrāhīm (Abramo) disse: “Signore mio, fa’ che questo territorio sia sicuro e provvedi ai suoi abitanti, a quelli di loro che crederanno in Allàh e nel Giorno del Giudizio, con della frutta!”. Disse (in risposta Allàh): “A quelli che non crederanno, concederò di godersela per poco e poi li costringerò al castigo del fuoco!”. Che pessimo finale!
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ يَرفَعُ إِبرٰهۦمُ القَواعِدَ مِنَ البَيتِ وَإِسمٰعيلُ رَبَّنا تَقَبَّل مِنّا إِنَّكَ أَنتَ السَّميعُ العَليمُ
E quando Abramo e Ismaele posero le fondamenta della Casa, dissero: «O Signor nostro, accettala da noi! Tu sei Colui Che tutto ascolta e conosce [105] !
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando Abramo e Ismaele ebbero elevato le fondamenta della casa, invocarono: «Accettala da noi, Signore nostro, Tu sei Colui che ascolta e Colui che sa.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando Abramo e Ismaele ebbero levato le fondamenta della Casa, invocarono:, “Accettala da noi, o Signore! Tu che tutto ascolti e conosci!
- Bausani
- Bausani
Quando Ibrāhīm (Abramo) e Ismā’īl (Ismaele) costruirono, (partendo) dalle fondamenta della Casa (la nobile Kà’bah [31]), essi due invocarono: “Signor nostro, accetta da noi! In verità, Tu sei l’Audiente (Colui che tutto ode) lo Sciente (Colui che tutto sa).
- Pasquini
- Pasquini
رَبَّنا وَاجعَلنا مُسلِمَينِ لَكَ وَمِن ذُرِّيَّتِنا أُمَّةً مُسلِمَةً لَكَ وَأَرِنا مَناسِكَنا وَتُب عَلَينا إِنَّكَ أَنتَ التَّوّابُ الرَّحيمُ
O Signor nostro, fai di noi dei musulmani e della nostra discendenza una comunità musulmana [106] . Mostraci i riti e accetta il nostro pentimento. In verità Tu sei il Perdonatore, il Misericordioso!
- Hamza P.
- Hamza P.
Signore nostro, rendici sottomessi a Te, fa’ della nostra discendenza una comunità a Te sottomessa e mostraci i Tuoi riti, Tu sei l’Indulgente, il Compassionevole.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O Signor nostro! Fa che noi possiamo darci tutti a Te, e fa della nostra progenie una nazione a Te devota, mostraci i Tuoi santi riti, e volgiti benigno verso di noi, o Tu clemente, che sempre perdoni!
- Bausani
- Bausani
Signore nostro, fa’ di noi due Musulmani a Te e fa’ che nella nostra discendenza vi sia una comunità a Te musulmana. Mostraci i nostri riti e accogli il nostro pentimento. In verità, Tu sei al-Tawwāb (Colui che accoglie il pentimento) al-Raḥīm (il Clementissimo).
- Pasquini
- Pasquini
رَبَّنا وَابعَث فيهِم رَسولًا مِنهُم يَتلوا عَلَيهِم ءايٰتِكَ وَيُعَلِّمُهُمُ الكِتٰبَ وَالحِكمَةَ وَيُزَكّيهِم إِنَّكَ أَنتَ العَزيزُ الحَكيمُ
O Signor nostro, suscita tra loro un Messaggero che reciti i Tuoi versetti [107] e insegni il Libro e la saggezza, e accresca la loro purezza. Tu sei il Saggio, il Possente».
- Hamza P.
- Hamza P.
Signore nostro, fa’ che vi sia tra loro un inviato, uno di loro, che reciti loro i Tuoi segni e insegni il libro e la sapienza e li purifichi, Tu sei il Potente, il Saggio». [129]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O Signor nostro! Suscita fra loro un Messaggero della loro stirpe, che reciti loro i Tuoi seghi e che ap prenda loro la Scrittura e la Sapienza e li faccia puri, poi ché Tu sei il Potente, il Saggio!”
- Bausani
- Bausani
Signor nostro, suscita in mezzo a loro un Apostolo, di tra loro, che reciti loro i Tuoi Segni e insegni loro il Libro, la Sapienza e, infine, li purifichi. In verità, Tu sei al-’azīz (il Possente), al-Ḥakīm (il Sapiente)”.
- Pasquini
- Pasquini
وَمَن يَرغَبُ عَن مِلَّةِ إِبرٰهۦمَ إِلّا مَن سَفِهَ نَفسَهُ وَلَقَدِ اصطَفَينٰهُ فِى الدُّنيا وَإِنَّهُ فِى الءاخِرَةِ لَمِنَ الصّٰلِحينَ
Chi altri avrà dunque in odio la religione di Abramo, se non colui che coltiva la stoltezza nell’animo suo? Noi lo abbiamo scelto in questo mondo, e nell’altra vita sarà tra i devoti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Chi, tranne lo stolto, avversa la religione di Abramo? Noi lo abbiamo prescelto in questo mondo, e nell’aldilà sarà tra i santi.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E chi se non lo stolto potrebbe mai avversare la Nazione d’Abramo? Poiché Noi lo abbiamo eletto in questo mondo, e nell’altro egli è fra i Buoni.
- Bausani
- Bausani
Chi, dunque, si oppone alla credenza di Ibrāhīm (Abramo), se non colui che voglia rendersi spregevole? Egli (Ibrahīm) fu prescelto da Noi sulla Terra e, in verità, nella vita futura è tra coloro che praticarono il bene.
- Pasquini
- Pasquini
إِذ قالَ لَهُ رَبُّهُ أَسلِم قالَ أَسلَمتُ لِرَبِّ العٰلَمينَ
Quando il suo Signore gli disse: «Sottomettiti», disse: «Mi sottometto al Signore dei mondi».
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando il suo Signore gli disse: «Sii sottomesso a Me», egli rispose: «Sono sottomesso al Signore dei mondi». [131]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quando il suo Signore gli disse: “Datti a Me!” Egli rispose: “Ecco tutto a Te mi son dato, al Signor del Creato!”
- Bausani
- Bausani
Quando il suo Signore gli disse: “Fa’ Islām!” (sottomettiti!)”, egli rispose, dicendo: “Faccio Islām (mi sottometto) al Signore degli Universi”.
- Pasquini
- Pasquini
وَوَصّىٰ بِها إِبرٰهۦمُ بَنيهِ وَيَعقوبُ يٰبَنِىَّ إِنَّ اللَّهَ اصطَفىٰ لَكُمُ الدّينَ فَلا تَموتُنَّ إِلّا وَأَنتُم مُسلِمونَ
Fu questo che Abramo inculcò ai suoi figli, e anche Giacobbe: «Figli miei, Allah ha scelto per voi la religione: non morite se non musulmani».
- Hamza P.
- Hamza P.
È questa la fede che Abramo ha raccomandato ai suoi figli e a Giacobbe: «Figli miei, Dio ha prescelto la fede per voi, badate di non morire in altra fede che non sia la sottomissione a Lui».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E questa fede Abramo raccomandò ai suoi figli e Giacobbe ancora: “Figlioli miei, Iddio v’ha scelto la Sua religione, e non morite in altra fede che non sia la dedizione a Lui”.
- Bausani
- Bausani
Questo è ciò che prescrisse Ibrāhīm (Abramo) ai suoi figlioli e pure ciò che prescrisse Ya‘qūb [32] (Giacobbe): “O figli miei, in verità, Allàh ha scelto per voi la religione, perciò non morite se non Musulmani”.
- Pasquini
- Pasquini
أَم كُنتُم شُهَداءَ إِذ حَضَرَ يَعقوبَ المَوتُ إِذ قالَ لِبَنيهِ ما تَعبُدونَ مِن بَعدى قالوا نَعبُدُ إِلٰهَكَ وَإِلٰهَ ءابائِكَ إِبرٰهۦمَ وَإِسمٰعيلَ وَإِسحٰقَ إِلٰهًا وٰحِدًا وَنَحنُ لَهُ مُسلِمونَ
Forse eravate presenti [108] quando la morte si presentò a Giacobbe ed egli disse ai suoi figli: «Chi adorerete dopo di me?». Risposero: «Adoreremo la tua divinità, la divinità dei tuoi padri Abramo e Ismaele e Isacco, il Dio unico al quale saremo sottomessi».
- Hamza P.
- Hamza P.
Forse eravate presenti quando Giacobbe fu in punto in morte? Disse ai suoi figli: «Chi adorerete, quando non ci sarò più?». Risposero: «Adoreremo il tuo Dio, il Dio dei tuoi padri, il Dio di Abramo, di Ismaele e di Isacco, un unico Dio al quale siamo sottomessi». [133]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Eravate forse presenti quando venne a Giacobbe la morte ed egli disse ai figli suoi: “Che cosa adorerete, quando io non ci sarò più?” Risposero: “Adoreremo il tuo Dio, l’Iddio dei tuoi padri, l’Iddio d’Abramo, d’Ismaele e d’Isacco, un Dio solo, al quale noi ci diamo!”
- Bausani
- Bausani
Eravate presenti quando la morte si presentò a Ya‘qūb [33] (Giacobbe)? Quando chiese ai suoi figli: “Chi adorerete dopo di me?”, essi risposero: “Adoreremo il tuo ilāh [34] (titolare del diritto di essere adorato), al-ilāh [il Dio] dei tuoi antenati Ibrāhīm (Abramo), Ismā’īl (Ismaele) e Isḥāq [35] (Isacco), un ilāh unico [un Dio] uno e uni-personale) e a Lui noi saremo Musulmani”.
- Pasquini
- Pasquini
تِلكَ أُمَّةٌ قَد خَلَت لَها ما كَسَبَت وَلَكُم ما كَسَبتُم وَلا تُسـَٔلونَ عَمّا كانوا يَعمَلونَ
Questa è gente del passato. Avrà quello che ha meritato e voi avrete quello che meriterete, e non dovrete rispondere della loro condotta.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quella è una comunità del passato che avrà quel che ha guadagnato, come voi avrete quel che avete guadagnato voi, e non vi sarà chiesto conto di ciò che hanno fatto gli altri.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma questa fu una nazione ormai passata, che avrà quel che s’è guadagnata, come voi avrete quel che avrete guadagnato, né sari chiesta ragione a voi di ciò che essi operarono.
- Bausani
- Bausani
Quella è una comunità che fece la sua parte; avrà ciò che si è guadagnato e voi avrete ciò che vi siete guadagnato; voi non sarete chiamati a rispondere delle loro azioni.
- Pasquini
- Pasquini
وَقالوا كونوا هودًا أَو نَصٰرىٰ تَهتَدوا قُل بَل مِلَّةَ إِبرٰهۦمَ حَنيفًا وَما كانَ مِنَ المُشرِكينَ
Dicono: «Siate giudei o nazareni, sarete sulla retta via». Di’: «[Seguiamo] piuttosto la religione di Abramo, che era puro credente e non associatore» [109] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Diranno: «Fatevi ebrei o cristiani e sarete ben guidati». Rispondi: «Noi siamo della religione di Abramo, che era ḥanīf e non idolatra». [135]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Vi diranno ancora: “Diventate ebrei o cristiani e sarete ben guidati! “Ma tu rispondi: “No, noi siamo della Nazione d’Abramo, ch’era un hanif, e non già un pagano.”
- Bausani
- Bausani
Essi hanno detto: “Siate Giudei [36], o Nazareni [37], per esser nella giusta direzione!”. Di’: “Anzi, nella credenza di Ibrāhīm (Abramo), che adorò Allàh nella Sua divinità incondivisa e non fu adoratore di più divinità”.
- Pasquini
- Pasquini
قولوا ءامَنّا بِاللَّهِ وَما أُنزِلَ إِلَينا وَما أُنزِلَ إِلىٰ إِبرٰهۦمَ وَإِسمٰعيلَ وَإِسحٰقَ وَيَعقوبَ وَالأَسباطِ وَما أوتِىَ موسىٰ وَعيسىٰ وَما أوتِىَ النَّبِيّونَ مِن رَبِّهِم لا نُفَرِّقُ بَينَ أَحَدٍ مِنهُم وَنَحنُ لَهُ مُسلِمونَ
Dite: «Crediamo in Allah e in quello che è stato fatto scendere su di noi e in quello che è stato fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e sulle Tribù [110] , e in quello che è stato dato a Mosè e a Gesù e in tutto quello che è stato dato ai Profeti da parte del loro Signore, non facciamo differenza alcuna tra di loro e a Lui siamo sottomessi».
- Hamza P.
- Hamza P.
Dite: «Noi crediamo in Dio e in ciò che è stato rivelato a noi e in ciò che è stato rivelato ad Abramo, a Ismaele, a Isacco, a Giacobbe e alle tribù, in ciò che è stato dato a Mosè e a Gesù, in ciò che è stato dato ai profeti da parte del loro Signore, noi non facciamo alcuna differenza tra costoro, noi siamo sottomessi a Dio». [136]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E dite loro ancora: “Noi crediamo in Dio, in ciò ch’è stato rivelato a noi e in ciò che fu rivelato ad Abramo, a Ismaele, a Isacco, a Giacobbe, e alle Dodici Tribù, e in ciò che fu dato a Mosè e a Gesù, e ai profeti dal Signore; non facciamo differenza alcuna fra loro e a Lui tutti ci diamo!”
- Bausani
- Bausani
Dite: “Crediamo in Allàh, in ciò che fu fatto scendere a noi, in ciò che fu fatto scendere a Ibrāhīm (Abramo), Ismā‛īl [38] (Ismaele), Isḥāq (Isacco), Ya‘qūb [39] (Giacobbe) e alle Tribù, in ciò che dal loro Signore ricevettero Mūsā (Mosè) e ’Īsā [40] (Gesù) e in ciò che han ricevuto i Profeti dal loro Signore, a nessuno dei quali neghiamo la qualità di profeta e noi a Lui Musulmani siamo in tutto e per tutto!”.
- Pasquini
- Pasquini
فَإِن ءامَنوا بِمِثلِ ما ءامَنتُم بِهِ فَقَدِ اهتَدَوا وَإِن تَوَلَّوا فَإِنَّما هُم فى شِقاقٍ فَسَيَكفيكَهُمُ اللَّهُ وَهُوَ السَّميعُ العَليمُ
Se crederanno nelle stesse cose in cui voi avete creduto, saranno sulla retta via; se invece volgeranno le spalle, saranno nell’eresia. Ma Allah ti basterà contro di loro. Egli è Colui che tutto ascolta e conosce.
- Hamza P.
- Hamza P.
Se crederanno in quel che credete voi, saranno ben guidati, ma se vi daranno le spalle, allora si troveranno in dissenso aperto e contro di loro Dio ti è sufficiente, Egli è Colui che ascolta e conosce.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E se ebrei e cristiani avranno questa stessa vostra fede saranno ben guidati, ma se vi volgeranno le spalle si porranno in aperta scissione e allora ti basterà Dio contro di loro, Dio che ascolta e conosce.
- Bausani
- Bausani
Se credono come voi credete sono sulla giusta via, ma coloro che voltano le spalle, non lo fanno che per contrastarti; a te basterà Allàh nel confronto con loro. Egli è al-Samī’u (Colui che ascolta) al-’alīm (Colui che tutto sa).
- Pasquini
- Pasquini
صِبغَةَ اللَّهِ وَمَن أَحسَنُ مِنَ اللَّهِ صِبغَةً وَنَحنُ لَهُ عٰبِدونَ
Questa è la tintura di Allah [111] ! Chi mai può tingere meglio che Allah? Noi Lo adoriamo.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ecco la tintura di Dio, e chi sa tingere meglio di Dio? Noi adoriamo Lui soltanto. [138]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ecco la tintura di Dio1 E chi può tingere meglio di Dio? Lui solo noi adoriamo.
- Bausani
- Bausani
La religione di Allàh (lett. Il colore di Allàh)! E chi è migliore di Allàh quanto a colore di chi ha il colore di Allàh? Perciò noi siamo Suoi adoratori.
- Pasquini
- Pasquini
قُل أَتُحاجّونَنا فِى اللَّهِ وَهُوَ رَبُّنا وَرَبُّكُم وَلَنا أَعمٰلُنا وَلَكُم أَعمٰلُكُم وَنَحنُ لَهُ مُخلِصونَ
Di’: «Volete polemizzare con noi a proposito di Allah, Che è il nostro e vostro Signore? A noi le nostre opere e a voi le vostre! Noi ci diamo solo a Lui [112] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Di’: «Volete discutere di Dio con noi? Ma Dio è il Signore nostro e il Signore vostro, noi abbiamo le nostre azioni e voi le azioni vostre, noi Gli rendiamo il culto puro. [139]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Di loro: “Volete discutere di Dio con noi? Ma Dio è il nostro e vostro Signore, noi abbiamo le nostre opere e voi le vostre, ma noi siamo sinceri con Lui.
- Bausani
- Bausani
Di’: “Volete forse voi polemizzare con noi su Allàh, quando Egli è il Signore di noi e il Signore di voi e a noi le nostre azioni e a voi le vostre azioni, e noi soltanto a Lui siamo devoti?”.
- Pasquini
- Pasquini
أَم تَقولونَ إِنَّ إِبرٰهۦمَ وَإِسمٰعيلَ وَإِسحٰقَ وَيَعقوبَ وَالأَسباطَ كانوا هودًا أَو نَصٰرىٰ قُل ءَأَنتُم أَعلَمُ أَمِ اللَّهُ وَمَن أَظلَمُ مِمَّن كَتَمَ شَهٰدَةً عِندَهُ مِنَ اللَّهِ وَمَا اللَّهُ بِغٰفِلٍ عَمّا تَعمَلونَ
Vorreste forse sostenere [113] che Abramo e Ismaele e Isacco e Giacobbe e le Tribù erano giudaizzati o nazareni?». Di’: «Ne sapete forse più di Allah?». Chi è peggior empio di chi nasconde qualcosa che ha ricevuto da Allah? Ma Allah non è incurante di quello che fate.
- Hamza P.
- Hamza P.
O forse pretendete che Abramo e Ismaele e Isacco e Giacobbe e le tribù fossero ebrei o cristiani?». Di’: «Siete voi i più sapienti, oppure Dio?». Chi è più ingiusto di chi nasconde una testimonianza che ha ricevuto da parte di Dio? Dio non è disattento a quel che fate. [140]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O pretendete voi che Abramo e Ismaele e Isacco e Giacobbe e le Dodici Tribù fossero ebrei o cristiani?” E dì loro ancora: “Ne sapete più voi o Dio? E chi è più iniquo di chi cela una testimonianza ch’ebbe da Dio? Ma Egli non è ignaro di ciò che voi fate!
- Bausani
- Bausani
“Volete forse dire che Ibrāhīm (Abramo), Ismā’īl (Ismaele), Isḥāq (Isacco), Ya‘qūb [41] (Giacobbe) e le Tribù erano Giudei [42] o Nazareni [43]?” Di’: “Ne sapete di più voi oppure Allàh?”. Chi è più trasgressore di colui che, avendo ricevuto una testimonianza da parte di Allàh, la nasconde? E Allàh non è disattento a ciò che fate.
- Pasquini
- Pasquini
تِلكَ أُمَّةٌ قَد خَلَت لَها ما كَسَبَت وَلَكُم ما كَسَبتُم وَلا تُسـَٔلونَ عَمّا كانوا يَعمَلونَ
Questa è gente del passato. Avrà quello che ha meritato e voi avrete quello che meriterete e non dovrete rispondere della loro condotta.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quella è una comunità del passato che avrà quel che ha guadagnato, come voi avrete quel che avete guadagnato voi, e non vi sarà chiesto conto di ciò che hanno fatto gli altri.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Questa fu una nazione ormai passata, che avrà quel che s’è guadagnata, come voi avrete quel che avrete guadagnato né sarà chiesta ragione a voi di ciò che essi operarono”
- Bausani
- Bausani
Quella è una comunità, che fece la sua parte; avrà ciò che si è guadagnato e voi avrete ciò che vi siete guadagnato; voi non sarete chiamati a rispondere delle loro azioni.
- Pasquini
- Pasquini
سَيَقولُ السُّفَهاءُ مِنَ النّاسِ ما وَلّىٰهُم عَن قِبلَتِهِمُ الَّتى كانوا عَلَيها قُل لِلَّهِ المَشرِقُ وَالمَغرِبُ يَهدى مَن يَشاءُ إِلىٰ صِرٰطٍ مُستَقيمٍ
E gli stolti diranno: «Chi li ha sviati dall’orientamento [114] che avevano prima?». Di’: «Ad Allah appartiene l’Oriente e l’Occidente, Egli guida chi vuole sulla Retta Via».
- Hamza P.
- Hamza P.
Gli stolti tra gli uomini diranno: «Cosa li ha stornati dalla qibla di prima?». Rispondi: «A Dio appartiene l’oriente e l’occidente, Egli guida chi vuole a una via diritta». [142]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Gli stolti diranno: “Che cosa li ha stornati dalla qibla che avevano prima?” Rispondi dunque: “A Dio appartiene l’oriente e l’occidente, Egli guida chi vuole alla retta via”.
- Bausani
- Bausani
Gli stolti che ci sono in mezzo agli uomini diranno: “Che cosa li ha distolti dalla direzione dell’adorazione quotidiana che avevano prima?”. Di’: “Ad Allàh appartengono l’Oriente e l’Occidente. Egli guida chi vuole a un retto sentiero!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَكَذٰلِكَ جَعَلنٰكُم أُمَّةً وَسَطًا لِتَكونوا شُهَداءَ عَلَى النّاسِ وَيَكونَ الرَّسولُ عَلَيكُم شَهيدًا وَما جَعَلنَا القِبلَةَ الَّتى كُنتَ عَلَيها إِلّا لِنَعلَمَ مَن يَتَّبِعُ الرَّسولَ مِمَّن يَنقَلِبُ عَلىٰ عَقِبَيهِ وَإِن كانَت لَكَبيرَةً إِلّا عَلَى الَّذينَ هَدَى اللَّهُ وَما كانَ اللَّهُ لِيُضيعَ إيمٰنَكُم إِنَّ اللَّهَ بِالنّاسِ لَرَءوفٌ رَحيمٌ
E così facemmo di voi una comunità equilibrata [115] , affinché siate testimoni di fronte ai popoli e il Messaggero sia testimone di fronte a voi. Non ti abbiamo prescritto l’orientamento se non al fine di distinguere coloro che seguono il Messaggero da coloro che si sarebbero girati sui tacchi.
Fu una dura prova, eccetto che per coloro che sono guidati da Allah. Allah non lascerà che la vostra fede si perda.
Allah è dolce e misericordioso con gli uomini.
- Hamza P.
Fu una dura prova, eccetto che per coloro che sono guidati da Allah. Allah non lascerà che la vostra fede si perda.
Allah è dolce e misericordioso con gli uomini.
- Hamza P.
Abbiamo fatto di voi una comunità del giusto mezzo perché siate testimoni di fronte agli uomini e perché l’inviato di Dio sia testimone di fronte a voi. La qibla di prima l’abbiamo stabilita solo per riconoscere chi seguiva l’inviato e chi se ne discostava, è stato un fatto grave, tranne per chi è ben guidato, Dio non voleva mandare perduta la vostra fede, Dio è pieno di dolcezza e di compassione. [143]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Abbiam fatto di voi una nazione che segue il medio cammino acciocché siate testimoni di fronte a tutti gli uomini c il Messaggero di Dio sia testimone di fronte a voi. E fossero la qibla che avevi dapprima solo per distinguere chi seguiva il Messaggero di Dio da chi se ne allontanava, e questa fu cosa dura salvo che per i ben guidati da Dio; ma Dio non intendeva distruggere la fede vostra, ché Dio è affettuoso e misericorde con gli uomini.
- Bausani
- Bausani
Abbiamo fatto di voi una comunità posizionata nel mezzo, affinché siate testimoni nei confronti dell’umanità e l’Apostolo sia testimone nei vostri confronti. Noi non abbiamo permesso che fosse eseguita la adorazione nella direzione, in cui tu ti rivolgevi, se non per sapere, chi sarebbe rimasto fedele all’Apostolo e chi si sarebbe ritirato. Tranne che per coloro i quali Allàh guidò, il fatto fu gravissimo, certamente! Allàh non permetterà che la vostra fede sia stata vana. In verità, Allàh è, certamente, benevolo verso gli uomini e Clementissimo.
- Pasquini
- Pasquini
قَد نَرىٰ تَقَلُّبَ وَجهِكَ فِى السَّماءِ فَلَنُوَلِّيَنَّكَ قِبلَةً تَرضىٰها فَوَلِّ وَجهَكَ شَطرَ المَسجِدِ الحَرامِ وَحَيثُ ما كُنتُم فَوَلّوا وُجوهَكُم شَطرَهُ وَإِنَّ الَّذينَ أوتُوا الكِتٰبَ لَيَعلَمونَ أَنَّهُ الحَقُّ مِن رَبِّهِم وَمَا اللَّهُ بِغٰفِلٍ عَمّا يَعمَلونَ
Ti abbiamo visto volgere il viso al cielo. Ebbene, ti daremo un orientamento che ti piacerà [116] . Volgiti dunque verso la Sacra Moschea [117] . Ovunque siate, rivolgete il volto nella sua direzione. Certo, coloro a cui è stato dato il Libro, sanno che questa è la verità che viene dal loro Signore. Allah non è incurante di quello che fate.
- Hamza P.
- Hamza P.
Vediamo che volgi il viso verso il cielo e adesso ti daremo una qibla che ti soddisferà: volgi il viso verso la sacra moschea, tutti volgetevi verso quella direzione ovunque siate. Quelli a cui fu dato il libro sanno che è la verità che viene dal loro Signore, Dio non è disattento a quel che fanno.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Vediamo che tu volgi la faccia verso il cielo, ma ti doneremo ora una qibla che ti piacerà: volgi dunque il volto verso il Tempio Sacro, rivolgetevi tutti, ovunque siate, verso quella direzione. Certo coloro cui fu dato il Libro sanno che questa è verità che viene dal loro Signore, e Dio non è incurante di quello ch’essi fanno.
- Bausani
- Bausani
Abbiamo visto il tuo rivolgerti in direzioni diverse (guardando) nel cielo, perciò, sicuramente, ti facciamo volgere in una direzione che tu gradisci. Volgi, perciò, il tuo volto in direzione della Sacra Moschea [44] e, dovunque voi siate, volgete i vostri volti in quella direzione. In verità, coloro ai quali, in precedenza, fu rivelato il Libro, sanno con certezza che che questo fatto è la Verità dal loro Signore. E Allàh non è disattento a ciò che fanno.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَئِن أَتَيتَ الَّذينَ أوتُوا الكِتٰبَ بِكُلِّ ءايَةٍ ما تَبِعوا قِبلَتَكَ وَما أَنتَ بِتابِعٍ قِبلَتَهُم وَما بَعضُهُم بِتابِعٍ قِبلَةَ بَعضٍ وَلَئِنِ اتَّبَعتَ أَهواءَهُم مِن بَعدِ ما جاءَكَ مِنَ العِلمِ إِنَّكَ إِذًا لَمِنَ الظّٰلِمينَ
Anche se tu recassi a coloro che hanno ricevuto la Scrittura, ogni specie di segno, essi non seguiranno il tuo orientamento, né tu seguirai il loro, né seguiranno gli uni l’orientamento degli altri. E se dopo che ti è giunta la scienza, seguissi i loro desideri, saresti certamente uno degli ingiusti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Se anche tu portassi ogni sorta di segni a quelli che hanno avuto il libro, essi non seguirebbero la tua qibla, né tu devi seguire la loro, e del resto essi non seguono la qibla gli uni degli altri e se ubbidirai ai loro desideri dopo la conoscenza che hai ricevuto sarai tra i colpevoli.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Anche se apportassi a coloro cui fu dato il Libro ogni sorta di Segni divini, essi non seguirebbero la tua qibla, né tu devi seguire la loro, né del resto essi stessi seguono la qibla gli uni degli altri. Ma se tu obbedissi alle loro voglie dopo quanto hai appreso di scienza certa, saresti, in verità, fra gli iniqui.
- Bausani
- Bausani
Se tu dimostrassi a coloro che hanno ricevuto il Libro la Verità di tutte le ayāt [45], essi non seguirebbero la tua direzione! Tu non seguire la loro. Gli uni non seguono, peraltro, la direzione degli altri e tu, se dopo quanto ti è stato rivelato di conoscenza della Verità, seguissi le loro fantasie teologiche, entreresti a far parte, di sicuro, del novero dei trasgressori.
- Pasquini
- Pasquini
الَّذينَ ءاتَينٰهُمُ الكِتٰبَ يَعرِفونَهُ كَما يَعرِفونَ أَبناءَهُم وَإِنَّ فَريقًا مِنهُم لَيَكتُمونَ الحَقَّ وَهُم يَعلَمونَ
Coloro ai quali abbiamo dato la Scrittura, lo riconoscono [118] come riconoscono i loro figli. Ma una parte di loro nasconde la verità pur conoscendola.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quelli a cui abbiamo dato il libro lo conoscono come conoscono i loro figli, ma un gruppo di loro tiene nascosta la verità, scientemente, [146]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Coloro cui demmo il Libro lo conoscono come conoscono i figli loro, ma una banda fra loro tien nascosta la verità, scientemente;
- Bausani
- Bausani
Coloro, ai quali abbiamo rivelato il Libro in precedenza, ben lo sanno (che il Sublime Corano proviene da Allàh), come sanno chi sono i loro figli e, in verità, una parte di loro nasconde la Verità, pur sapendola.
- Pasquini
- Pasquini
الحَقُّ مِن رَبِّكَ فَلا تَكونَنَّ مِنَ المُمتَرينَ
La verità appartiene al tuo Signore. Non essere tra i dubbiosi [119] .
- Hamza P.
- Hamza P.
ma la verità viene dal tuo Signore e dunque non siate tra i dubbiosi.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
ma la verità viene dal Signore, non siate dunque dubbiosi!
- Bausani
- Bausani
La Verità proviene dal tuo Signore, perciò non ti mettere nel numero dei dubitanti.
- Pasquini
- Pasquini
وَلِكُلٍّ وِجهَةٌ هُوَ مُوَلّيها فَاستَبِقُوا الخَيرٰتِ أَينَ ما تَكونوا يَأتِ بِكُمُ اللَّهُ جَميعًا إِنَّ اللَّهَ عَلىٰ كُلِّ شَيءٍ قَديرٌ
Ognuno ha una direzione [120] verso la quale volgere il viso. Gareggiate nel bene. Ovunque voi siate, Allah vi riunirà tutti.
In verità Allah è Onnipotente.
- Hamza P.
In verità Allah è Onnipotente.
- Hamza P.
Ognuno ha una direzione verso cui si volgerà, ma ovunque vi troviate fate a gara nel compiere il bene, e Dio vi riunirà tutti insieme, Egli è potente su ogni cosa. [148]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ognuno ha una direzione verso la quale Dio li volge nella preghiera: ma dovunque vi troviate gareggiate nel fare il bene e Dio vi riunirà tutti insieme, ché Egli è sovra ogni cosa potente.
- Bausani
- Bausani
Per ciascuno c’è una direzione a cui rivolgersi, sicché fate a gara verso le grazie di Allàh. Dovunque voi siate, Allàh vi adunerà tutti. In verità, Allàh ha potere su tutte le cose.
- Pasquini
- Pasquini
وَمِن حَيثُ خَرَجتَ فَوَلِّ وَجهَكَ شَطرَ المَسجِدِ الحَرامِ وَإِنَّهُ لَلحَقُّ مِن رَبِّكَ وَمَا اللَّهُ بِغٰفِلٍ عَمّا تَعمَلونَ
E da qualunque luogo tu esca, volgi il tuo viso verso la Santa Moschea [121] , ecco la verità data dal tuo Signore e Allah non è disattento a quello che fate.
- Hamza P.
- Hamza P.
Volgi il viso verso la sacra moschea da qualunque luogo uscirai, questa è la verità che viene dal tuo Signore, Dio non è disattento a quel che fate,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E da qualunque luogo tu esca volgi la faccia verso il Sacro Tempio: questa è la Verità data dal tuo Signore, e Dio non è incurante di quel che operate.
- Bausani
- Bausani
Da qualsiasi punto tu esca, rivolgi il tuo volto verso la Sacra Moschea [46] ed esso (il Sublime Corano) in verità, è, certamente, la Verità proveniente dal tuo Signore. E Allàh non è disattento a ciò che fate.
- Pasquini
- Pasquini
وَمِن حَيثُ خَرَجتَ فَوَلِّ وَجهَكَ شَطرَ المَسجِدِ الحَرامِ وَحَيثُ ما كُنتُم فَوَلّوا وُجوهَكُم شَطرَهُ لِئَلّا يَكونَ لِلنّاسِ عَلَيكُم حُجَّةٌ إِلَّا الَّذينَ ظَلَموا مِنهُم فَلا تَخشَوهُم وَاخشَونى وَلِأُتِمَّ نِعمَتى عَلَيكُم وَلَعَلَّكُم تَهتَدونَ
E allora, da qualunque luogo tu esca, volgi il tuo viso verso la Santa Moschea. Ovunque voi siate, rivolgetele il viso, sì che la gente non abbia pretesti contro di voi [122] – eccetto quelli di loro che prevaricano -: non temeteli, ma temete Me, affinché realizzi per voi la Mia Grazia e forse sarete ben guidati.
- Hamza P.
- Hamza P.
da qualunque luogo uscirai volgi il viso verso la sacra moschea e ovunque voi siate volgetevi in quella stessa direzione affinché la gente non trovi pretesti contro di voi. Solo gli ingiusti lo faranno, ma voi non temeteli e invece abbiate timore di Me, Io porterò a compimento la Mia grazia su di voi affinché siate guidati.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dunque, da qualunque luogo tu esca volgi la faccia verso il Sacro Tempio, e dovunque voi siate volgetevi a quella direzione, a ché la gente non trovi pretesti contro di voi. Lo faranno solo gli iniqui, ma non temeteli, temete Me piuttosto, ed Io farò perfetta su voi la Mia grazia, nella speranza che voi troviate la retta Via.
- Bausani
- Bausani
Da qualsiasi punto tu esca, rivolgi il tuo volto verso la Sacra Moschea [47] e, dovunque voi siate, rivolgete i vostri volti in quella direzione, affinché la gente non abbia nulla da dire nei vostri confronti, a eccezione di coloro che trasgrediscono. Perciò non temete loro, ma temete Me, affinché Io possa completare la grazia su di voi e affinché voi siate ben guidati.
- Pasquini
- Pasquini
كَما أَرسَلنا فيكُم رَسولًا مِنكُم يَتلوا عَلَيكُم ءايٰتِنا وَيُزَكّيكُم وَيُعَلِّمُكُمُ الكِتٰبَ وَالحِكمَةَ وَيُعَلِّمُكُم ما لَم تَكونوا تَعلَمونَ
Infatti vi abbiamo inviato un Messaggero della vostra gente, che vi reciti i Nostri versetti, vi purifichi e vi insegni il Libro e la saggezza e vi insegni quello che non sapevate.
- Hamza P.
- Hamza P.
Così abbiamo inviato un messaggero tra voi, uno di voi, che recita i Miei segni e vi purifica e vi insegna il libro e la sapienza e vi insegna ciò che non sapevate. [151]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E così appunto abbiamo inviato fra voi un Messaggero della vostra gente, che vi recita i Miei Segni, e vi purifica e vi insegna il Libro e la Sapienza e vi insegna ciò che prima non sapevate.
- Bausani
- Bausani
È per questo che abbiamo suscitato in mezzo a voi uno di voi, come Apostolo, il quale vi reciti i Nostri Segni, vi purifichi, vi insegni il Libro e la sapienza e vi insegni ciò che voi non sapevate.
- Pasquini
- Pasquini
فَاذكُرونى أَذكُركُم وَاشكُروا لى وَلا تَكفُرونِ
Ricordatevi dunque di Me e Io Mi ricorderò di voi, siateMi riconoscenti e non rinnegateMi.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricordatevi di Me e Io mi ricorderò di voi, siate grati a Me e non Mi rinnegate. [152]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ricordatevi dunque di Me ed Io Mi ricorderò di voi, siate grati a Me e non Mi rinnegate.
- Bausani
- Bausani
Ricordatevi di Me e Io mi ricorderò di voi! SiateMi grati e non rifiutate di credere in Me!
- Pasquini
- Pasquini
يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنُوا استَعينوا بِالصَّبرِ وَالصَّلوٰةِ إِنَّ اللَّهَ مَعَ الصّٰبِرينَ
O voi che credete, rifugiatevi nella pazienza e nell’orazione. Invero Allah è con coloro che perseverano [123] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Voi che credete, aiutatevi con la pazienza e la preghiera, Dio è con i pazienti, [153]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O voi che credete, cercate aiuto nella pazienza e nella Preghiera, ché Dio è coi pazienti.
- Bausani
- Bausani
O voi che credete, chiedete soccorso alla pazienza e al rito di adorazione! In verità, Allàh è con i pazienti.
- Pasquini
- Pasquini
وَلا تَقولوا لِمَن يُقتَلُ فى سَبيلِ اللَّهِ أَموٰتٌ بَل أَحياءٌ وَلٰكِن لا تَشعُرونَ
E non dite che sono morti coloro che sono stati uccisi sulla via di Allah [124] , ché invece sono vivi e non ve ne accorgete [125] .
- Hamza P.
- Hamza P.
e non dite di chi è stato ucciso sulla via di Dio: «Sono morti», no, sono vivi anche se non ve ne accorgete. [154]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E non dite di coloro che son stati uccisi sulla via di Dio: “Son morti”. No! Che anzi essi sono viventi, senza che voi li sentiate.
- Bausani
- Bausani
E non dite, quando uno è caduto per la Causa di Allàh: “È morto!”. Anzi è vivo, ma non ve ne accorgete.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَنَبلُوَنَّكُم بِشَيءٍ مِنَ الخَوفِ وَالجوعِ وَنَقصٍ مِنَ الأَموٰلِ وَالأَنفُسِ وَالثَّمَرٰتِ وَبَشِّرِ الصّٰبِرينَ
Sicuramente vi metteremo alla prova con terrore, fame e diminuzione dei beni, delle persone e dei raccolti [126] . Ebbene, da’ [127] la buona novella a coloro che perseverano [128] ,
- Hamza P.
- Hamza P.
Noi vi metteremo alla prova con la paura e con la fame, privandovi delle ricchezze e della vostra vita e dei frutti della terra, ma tu, porta un lieto annuncio a quelli che hanno pazienza,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Noi vi metteremo alla prova col terrore, con la fame, con la privazione dei beni e della vita e dei frutti della terra. Ma dà, o Muhammad, una buona novella ai pazienti!
- Bausani
- Bausani
E, certamente, vi metteremo alla prova con qualcosa della paura, della fame, della perdita di beni e di persone e di frutti. Annuncia, perciò, una buona novella ai pazienti!
- Pasquini
- Pasquini
الَّذينَ إِذا أَصٰبَتهُم مُصيبَةٌ قالوا إِنّا لِلَّهِ وَإِنّا إِلَيهِ رٰجِعونَ
coloro che quando li coglie una disgrazia dicono: «Siamo di Allah e a Lui ritorniamo» [129] .
- Hamza P.
- Hamza P.
quelli che, se li coglie una disgrazia, dicono: «Noi siamo di Dio e a Lui facciamo ritorno»: [156]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
I quali, quando li colga disgrazia esclamano: “In verità noi siamo di Dio ed a Lui ritorniamo!”
- Bausani
- Bausani
Su coloro i quali, quando una sventura li colpisce, dicono: “In verità, apparteniamo ad Allàh e, in verità, a Lui noi facciamo ritorno!”,
- Pasquini
- Pasquini
أُولٰئِكَ عَلَيهِم صَلَوٰتٌ مِن رَبِّهِم وَرَحمَةٌ وَأُولٰئِكَ هُمُ المُهتَدونَ
Quelli saranno benedetti dal loro Signore e saranno ben guidati.
- Hamza P.
- Hamza P.
avranno le benedizioni del loro Signore, avranno misericordia, i ben guidati sono loro.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Avranno benedizioni dal loro Signore e misericordia: son essi i ben diretti nella Via!
- Bausani
- Bausani
(scendono) benedizioni e misericordia da parte del loro Signore! Quelli sono i ben guidati.
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّ الصَّفا وَالمَروَةَ مِن شَعائِرِ اللَّهِ فَمَن حَجَّ البَيتَ أَوِ اعتَمَرَ فَلا جُناحَ عَلَيهِ أَن يَطَّوَّفَ بِهِما وَمَن تَطَوَّعَ خَيرًا فَإِنَّ اللَّهَ شاكِرٌ عَليمٌ
Safâ e Marwa [130] sono veramente fra i segni di Allah e non ci sarà male alcuno se coloro che fanno il Pellegrinaggio alla Casa o la Visita, correranno tra questi due [colli]. Allah sarà riconoscente a chi si sarà imposto volontariamente un’opera meritoria. Allah è grato, sapiente.
- Hamza P.
- Hamza P.
Al-Ṣafā e al-Marwa sono tra i riti di Dio, e per chi compie il pellegrinaggio alla casa oppure compie la visita non sarà un peccato andare attorno a entrambi, perché chi fa una buona azione volontariamente, Dio è riconoscente e pieno di sapienza. [158]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
I colli di Safà e di Marma son segni di Dio, e non sarà male, per chi fa il pellegrinaggio alla Casa di Dio o b visita, di girarvi attorno; perché chi fa volontariamente un’opera buona, Dio lo sa e gli è grato.
- Bausani
- Bausani
In verità, aṣ-Ṣàfā e al-Màrwah [48] fanno parte dei luoghi consacrati ad Allàh, per cui chi fa il Pellegrinaggio [49] alla Casa (di Allàh), o la visitazione (al-’ùmrah) non commette peccato se gira attorno alle due (piccole alture). E se qualcuno compie del bene in sovrappiù, sappia che Allàh è Riconoscente e sa.
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّ الَّذينَ يَكتُمونَ ما أَنزَلنا مِنَ البَيِّنٰتِ وَالهُدىٰ مِن بَعدِ ما بَيَّنّٰهُ لِلنّاسِ فِى الكِتٰبِ أُولٰئِكَ يَلعَنُهُمُ اللَّهُ وَيَلعَنُهُمُ اللّٰعِنونَ
E coloro che dissimulano i segni e le direttive che Noi abbiamo rivelato, dopo che nel Libro chiaramente li esponemmo agli uomini… ebbene, ecco coloro che Allah ha maledetto e che tutti maledicono.
- Hamza P.
- Hamza P.
E quelli che nascondono le prove chiare e la guida che abbiamo rivelato dopo che le abbiamo spiegate agli uomini nel libro, ebbene, sono maledetti da Dio e sono maledetti dagli uomini, [159]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quelli poi che nascondono le prove evidenti e la retta Guida che Noi rivelammo, dopo che le dichiarammo agli uomini nel Libro, saranno maledetti da Dio e dagli uomini.
- Bausani
- Bausani
In verità, Allàh maledice coloro che nascondono ciò, che delle prove evidenti e della Guida è stato fatto scendere, dopo che Noi l’abbiamo spiegato agli uomini nel Libro, e li maledicono coloro che maledicono!
- Pasquini
- Pasquini
إِلَّا الَّذينَ تابوا وَأَصلَحوا وَبَيَّنوا فَأُولٰئِكَ أَتوبُ عَلَيهِم وَأَنَا التَّوّابُ الرَّحيمُ
Invece coloro che si sono pentiti e si sono emendati… da costoro Io accetto il pentimento. Io sono Colui che accoglie il pentimento, il Misericordioso.
- Hamza P.
- Hamza P.
tranne quelli che si pentono e fanno ammenda manifestamente, a costoro Io farò ritorno, Io sono l’Indulgente, il Compassionevole.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Eccetto coloro che si pentiranno e faranno ammenda e dichiareranno la Verità: verso di loro Io mi volgerò benigno, poiché sono il Misericordioso, Colui che sempre per dona.
- Bausani
- Bausani
Sono, però, esclusi (dalla maledizione) quelli che si ravvedono, si correggono e rendono manifesto ciò che prima tenevano nascosto. Io accetto il loro ravvedimento. Io sono al-Tawwāb (Colui il quale accetta il ravvedimento) al-Raḥīm (il Clementissimo).
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّ الَّذينَ كَفَروا وَماتوا وَهُم كُفّارٌ أُولٰئِكَ عَلَيهِم لَعنَةُ اللَّهِ وَالمَلٰئِكَةِ وَالنّاسِ أَجمَعينَ
E i miscredenti che muoiono nella miscredenza, saranno maledetti da Allah, dagli angeli e da tutti gli uomini.
- Hamza P.
- Hamza P.
E quelli che Mi rinnegano e muoiono nella miscredenza sono maledetti da Dio, dagli angeli e dagli uomini insieme.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma coloro che Mi rinnegano e muoiono negando, saranno maledetti da Dio, dagli Angeli e dagli uomini insieme.
- Bausani
- Bausani
In verità, su coloro che rifiutano di credere e muoiono nel loro rifiuto di credere, pesa la maledizione di Allàh, degli angeli e di tutta l’umanità
- Pasquini
- Pasquini
خٰلِدينَ فيها لا يُخَفَّفُ عَنهُمُ العَذابُ وَلا هُم يُنظَرونَ
Rimarranno in questo stato in eterno e il castigo non sarà loro alleviato, né avranno attenuanti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Lì resteranno in eterno, non avranno alleviato il castigo e non avranno dilazione alcuna.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
In questa maledizione essi resteranno in eterno, non sarà loro alleggerito il tormento né sarà data loro dilazione alcuna.
- Bausani
- Bausani
e in essa (maledizione) resteranno in eterno; il castigo non sarà loro alleviato e non sarà accordato loro alcun differimento.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِلٰهُكُم إِلٰهٌ وٰحِدٌ لا إِلٰهَ إِلّا هُوَ الرَّحمٰنُ الرَّحيمُ
Il vostro Dio è il Dio Unico, non c’è altro dio che Lui, il Compassionevole, il Misericordioso [131] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Il vostro Dio è un Dio unico, non c’è altro dio che Lui, pieno di clemenza, pieno di compassione.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ché l’iddio vostro è un dio Unico, non c’è altro dio che Lui, il Misericordioso, il Clemente.
- Bausani
- Bausani
Il vostro ilāh [50] (titolare del diritto di essere adorato) è un ilāh unico (uno e uni-personale); non c’è ilāh tranne Lui, al-Raḥmān (il Sommamente Misericordioso) al-Raḥīm (il Clementissimo).
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّ فى خَلقِ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ وَاختِلٰفِ الَّيلِ وَالنَّهارِ وَالفُلكِ الَّتى تَجرى فِى البَحرِ بِما يَنفَعُ النّاسَ وَما أَنزَلَ اللَّهُ مِنَ السَّماءِ مِن ماءٍ فَأَحيا بِهِ الأَرضَ بَعدَ مَوتِها وَبَثَّ فيها مِن كُلِّ دابَّةٍ وَتَصريفِ الرِّيٰحِ وَالسَّحابِ المُسَخَّرِ بَينَ السَّماءِ وَالأَرضِ لَءايٰتٍ لِقَومٍ يَعقِلونَ
Nella creazione dei cieli e della terra, nell’alternarsi della notte e del giorno, nella nave che solca i mari carica di ciò che è utile agli uomini, nell’acqua che Allah fa scendere dal cielo, rivivificando la terra morta e disseminandovi animali di ogni tipo, nel mutare dei venti e nelle nuvole costrette a restare tra il cielo e la terra, in tutto ciò vi sono segni per la gente dotata di intelletto.
- Hamza P.
- Hamza P.
Nella creazione dei cieli e della terra, nell’alternarsi della notte e del giorno, nelle navi che solcano il mare cariche di vantaggi per gli uomini, e nell’acqua che Dio fa discendere dal cielo vivificando la terra che era morta, dove Egli ha sparso ogni sorta di animali, e anche nel mutare dei venti e delle nubi, gli uni e le altre asserviti, tra il cielo e la terra, in tutto questo ci sono dei segni per gente che sa ragionare.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
In verità, nella creazione dei cieli e della terra, nell’alternarsi della notte e del giorno e nelle navi che solcano il mare cariche di cose utili agli uomini, e nell’acqua che Dio fa scender dal cielo vivificandone la terra morta, nella quale Egli dissemina ogni sorta di bestie, e nel cangiare de’ venti e delle nubi soggiogati fra il cielo e la terra, vi son Segni per gente dotata d’intelletto.
- Bausani
- Bausani
In verità, per gente che ragiona vi sono certamente segni nella creazione dei cieli e della Terra, nella successione della notte e del giorno, nella nave che corre sul mare, portando ciò ch’è utile per gli uomini, in quanto d’acqua Allàh fa scendere dal cielo, per dar vita con essa alla Terra dopo la sua morte, in essa suscitando ogni forma di vita animale, nella variazione dei venti e nelle nuvole, costrette a rimanere tra il cielo e la Terra.
- Pasquini
- Pasquini
وَمِنَ النّاسِ مَن يَتَّخِذُ مِن دونِ اللَّهِ أَندادًا يُحِبّونَهُم كَحُبِّ اللَّهِ وَالَّذينَ ءامَنوا أَشَدُّ حُبًّا لِلَّهِ وَلَو يَرَى الَّذينَ ظَلَموا إِذ يَرَونَ العَذابَ أَنَّ القُوَّةَ لِلَّهِ جَميعًا وَأَنَّ اللَّهَ شَديدُ العَذابِ
E fra gli uomini vi sono coloro che attribuiscono ad Allah degli uguali e li amano come amano Allah. Ma coloro che credono hanno per Allah un amore ben più grande. Se gli empi potessero vedere, [come] quando vedranno il castigo, che tutta la forza è di Allah, e che Allah è implacabile nel castigo!
- Hamza P.
- Hamza P.
Tra gli uomini, alcuni si sono scelti degli idoli al di fuori di Dio, che essi amano come si ama Dio, ma i credenti amano Dio più ardentemente. Se i colpevoli vedessero, quando si troveranno davanti al castigo, che tutta la forza appartiene a Dio e Dio nel castigare è violento!
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma vi son uomini che danno a Dio degli eguali, che essi amano come Dio; però quei che credono, più forte di loro amano Dio, anche se gli iniqui vedranno, quando si troveranno avanti al castigo, che la forza appartiene tutta a Dio e che Dio violentemente castiga.
- Bausani
- Bausani
E tra la gente ci sono quelli che hanno preso come loro divinità altri che Allàh e li amano con un amore che è dovuto soltanto ad Allàh. invece, coloro che credono sono fortissimi quanto ad amore per Allàh. Potessero i sacrileghi vedere, come quando vedranno il castigo, che la potenza appartiene tutta ad Allàh e che Allàh è severo nel punire!
- Pasquini
- Pasquini
إِذ تَبَرَّأَ الَّذينَ اتُّبِعوا مِنَ الَّذينَ اتَّبَعوا وَرَأَوُا العَذابَ وَتَقَطَّعَت بِهِمُ الأَسبابُ
Quando, alla vista del castigo, i seguìti sconfesseranno i loro seguaci [132] , quando ogni legame sarà spezzato,
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando chi ha avuto seguaci abbandonerà i propri seguaci, quando vedranno il tormento e ogni legame sarà infranto,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quando i duci abbandoneranno i loro seguaci, vedranno il castigo, e ogni corda tra loro sarà rotta.
- Bausani
- Bausani
Quando coloro che vennero seguiti si dichiareranno incolpevoli del sacrilegio di quelli che li seguirono e vedranno il castigo che li attende, quel giorno i loro legami saranno spezzati.
- Pasquini
- Pasquini
وَقالَ الَّذينَ اتَّبَعوا لَو أَنَّ لَنا كَرَّةً فَنَتَبَرَّأَ مِنهُم كَما تَبَرَّءوا مِنّا كَذٰلِكَ يُريهِمُ اللَّهُ أَعمٰلَهُم حَسَرٰتٍ عَلَيهِم وَما هُم بِخٰرِجينَ مِنَ النّارِ
diranno i seguaci: «Ah, se avessimo la possibilità di tornare indietro! Li abbandoneremmo come ci hanno abbandonati!». Così Allah li metterà di fronte alle loro azioni affinché si rammarichino. Non usciranno dal Fuoco.
- Hamza P.
- Hamza P.
allora i seguaci diranno: «Se potessimo tornare sulla terra li abbandoneremmo, come essi hanno abbandonato noi». Così sia, Dio mostrerà loro le azioni che hanno compiuto, per la loro rovina, e non scamperanno al fuoco.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E diranno i seguaci: “Ah, se noi potessimo tornar sulla terra, ci sbarazzeremmo di loro com’essi ora si son sbarazzati di noi!” Così Iddio mostrerà loro le loro azioni a cocente rimpianto, ma non usciranno dal fuoco!
- Bausani
- Bausani
I seguaci diranno: “Potessimo vivere un’altra volta! Noi li ripudieremmo come essi hanno ripudiato noi!”. Siffattamente, Allàh mostrerà a essi il loro sacrilegio e rimpiangeranno di averlo commesso, tuttavia non usciranno dal fuoco.
- Pasquini
- Pasquini
يٰأَيُّهَا النّاسُ كُلوا مِمّا فِى الأَرضِ حَلٰلًا طَيِّبًا وَلا تَتَّبِعوا خُطُوٰتِ الشَّيطٰنِ إِنَّهُ لَكُم عَدُوٌّ مُبينٌ
O uomini, mangiate ciò che è lecito e puro di quel che è sulla terra, e non seguite le orme di Satana. In verità egli è un vostro nemico dichiarato.
- Hamza P.
- Hamza P.
Uomini, mangiate quel che di lecito e di buono c’è sulla terra e non seguite le orme di Satana che è un vostro chiaro nemico, [168]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O uomini! Mangiate quel che di lecito e buono v’è sulla terra e non seguite le orme di Satana, ch’è vostro evi dente nemico.
- Bausani
- Bausani
O uomini, mangiate di ciò che sulla Terra c’è di lecito e di buono e non seguite le orme di Sciayṭān (Satana). Egli, infatti, è vostro nemico dichiarato.
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّما يَأمُرُكُم بِالسّوءِ وَالفَحشاءِ وَأَن تَقولوا عَلَى اللَّهِ ما لا تَعلَمونَ
Certamente vi ordina il male e la turpitudine e di dire, a proposito di Allah, cose che non sapete.
- Hamza P.
- Hamza P.
il quale vi induce al male e alla turpitudine e a dire di Dio ciò che non sapete.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
È lui che v’invita al male e alla turpitudine e a dir di Dio quel che non potete sapere.
- Bausani
- Bausani
Solamente vi ordina il male e le turpitudini e di dire su Allàh ciò che voi non sapete.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذا قيلَ لَهُمُ اتَّبِعوا ما أَنزَلَ اللَّهُ قالوا بَل نَتَّبِعُ ما أَلفَينا عَلَيهِ ءاباءَنا أَوَلَو كانَ ءاباؤُهُم لا يَعقِلونَ شَيـًٔا وَلا يَهتَدونَ
E quando si dice loro: «Seguite quello che Allah ha fatto scendere», essi dicono: «Seguiremo piuttosto quello che seguivano i nostri antenati!». E ciò anche se i loro antenati non comprendevano e non erano ben guidati.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando si dice loro: «Seguite quel che Dio ha rivelato», rispondono: «Ma noi preferiamo seguire la tradizione dei nostri padri». Anche se i loro padri non capivano nulla? Anche se non erano guidati?
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quando si dice loro: “Seguite quel che Dio ha rivelato”, rispondono: “Preferiamo seguire le tradizioni che avemmo dai padri nostri”, anche se i padri loro non capivano nulla ed eran privi di guida!
- Bausani
- Bausani
Quando viene detto loro: “Seguite ciò che Allàh ha fatto scendere!”, essi rispondono: “No! Seguiremo le tradizioni dei nostri padri!”. E se i loro padri non avessero capito niente e non fossero stati ben guidati?
- Pasquini
- Pasquini
وَمَثَلُ الَّذينَ كَفَروا كَمَثَلِ الَّذى يَنعِقُ بِما لا يَسمَعُ إِلّا دُعاءً وَنِداءً صُمٌّ بُكمٌ عُمىٌ فَهُم لا يَعقِلونَ
I miscredenti sono come bestiame di fronte al quale si urla, ma che non ode che un indistinto richiamo [133] . Sordi, muti, ciechi, non comprendono nulla.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ecco l’esempio dei miscredenti: è come gridare a degli armenti, che nulla percepiscono tranne uno strillo e un appello, sordi, muti e ciechi, non ragionano.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Questa gente che non crede è come quando uno grida e chi lo ascolta non percepisce che voce indistinta d’invito: sordi, muti, ciechi, non intendono nulla!
- Bausani
- Bausani
Il paragone di coloro che rifiutano di credere è quello della bestia, che non ode, se non il suono di un grido, o di un richiamo. Sono sordi, muti, ciechi e non capiscono.
- Pasquini
- Pasquini
يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا كُلوا مِن طَيِّبٰتِ ما رَزَقنٰكُم وَاشكُروا لِلَّهِ إِن كُنتُم إِيّاهُ تَعبُدونَ
O voi che credete, mangiate le buone cose di cui vi abbiamo provvisto e ringraziate Allah, se è Lui che adorate.
- Hamza P.
- Hamza P.
Voi che credete, mangiate le buone cose che vi abbiamo donato come cibo e siate riconoscenti a Dio, se adorate Lui.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O voi che credete! Mangiate delle cose buone che la Provvidenza Nostra v’ha dato, e ringraziatene Iddio, se Lui solo adorate!
- Bausani
- Bausani
O voi che credete, mangiate del cibo di tra le cose buone che vi abbiamo fornito nella nostra provvidenza e siate grati ad Allàh, se, veramente, Lui soltanto adoravate.
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّما حَرَّمَ عَلَيكُمُ المَيتَةَ وَالدَّمَ وَلَحمَ الخِنزيرِ وَما أُهِلَّ بِهِ لِغَيرِ اللَّهِ فَمَنِ اضطُرَّ غَيرَ باغٍ وَلا عادٍ فَلا إِثمَ عَلَيهِ إِنَّ اللَّهَ غَفورٌ رَحيمٌ
In verità vi sono state vietate le bestie morte, il sangue, la carne di porco [134] e quello su cui sia stato invocato altro nome che quello di Allah. E chi vi sarà costretto, senza desiderio o intenzione, non farà peccato. Allah è perdonatore, misericordioso.
- Hamza P.
- Hamza P.
Dio vi ha proibito gli animali morti, il sangue, la carne di maiale e gli animali dedicati ad altri che a Dio, però chi si troverà costretto, senza desiderio e senza intenzione, costui non farà peccato, Dio è indulgente e compassionevole. [173]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
In verità Iddio v’ha proibito gli animali morti e il sangue e la carne di porco e animali macellati invocando altro nome che quello di Dio. Ma chi sarà per necessità costretto contro sua voglia e senza intenzione di trasgredire la legge, non farà peccato, perché Dio è perdonatore e clemente.
- Bausani
- Bausani
Solamente, vi proibisce la bestia morta, il sangue, la carne di porco, ciò su cui viene invocato il nome d’altri che Allàh. Tuttavia è esente da peccato chi è costretto (e mangia cose proibite) senza spirito di ribellione o trasgressione. In verità, Allàh è Perdonatore e Clementissimo.
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّ الَّذينَ يَكتُمونَ ما أَنزَلَ اللَّهُ مِنَ الكِتٰبِ وَيَشتَرونَ بِهِ ثَمَنًا قَليلًا أُولٰئِكَ ما يَأكُلونَ فى بُطونِهِم إِلَّا النّارَ وَلا يُكَلِّمُهُمُ اللَّهُ يَومَ القِيٰمَةِ وَلا يُزَكّيهِم وَلَهُم عَذابٌ أَليمٌ
Coloro che nascondono parti del Libro che Allah ha fatto scendere e lo svendono a vil prezzo [135] , si riempiranno il ventre solo di fuoco. Allah non rivolgerà loro la parola nel Giorno della Resurrezione e non li purificherà. Avranno un castigo doloroso.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quelli che nascondono parte del libro che Dio ha rivelato e lo comprano a vile prezzo non avranno che fuoco da divorare nel loro ventre. Nel giorno della resurrezione Dio non rivolgerà loro la parola e non li purificherà, e avranno un castigo doloroso. [174]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Invero coloro che nascondono parte delle Scritture rivelate, lucrandone vil prezzo, non divoreranno altro che fuoco nei loro ventri, e Dio non parlerà loro il dì della Resurrezione, né li purificherà, ma avranno cocente tormento.
- Bausani
- Bausani
In verità, coloro che celano ciò che Allàh fece scendere del Libro e ne vendono (parti) a prezzo vile, non fanno entrare nei loro ventri altro che fuoco e nel Giorno della Resurrezione Allàh non rivolgerà loro parola e non li purificherà. Un castigo doloroso li attende.
- Pasquini
- Pasquini
أُولٰئِكَ الَّذينَ اشتَرَوُا الضَّلٰلَةَ بِالهُدىٰ وَالعَذابَ بِالمَغفِرَةِ فَما أَصبَرَهُم عَلَى النّارِ
Hanno scambiato la retta via con la perdizione e l’assoluzione con il castigo. Come sopporteranno il Fuoco?
- Hamza P.
- Hamza P.
Sono coloro che hanno barattato la guida con l’errore e il perdono con il castigo, non potranno resistere al fuoco.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Essi sono coloro che han barattato l’errore con la Retta Guida, e il castigo col perdono. Quanto amaro sarà il fuoco per loro!
- Bausani
- Bausani
Quelli sono coloro che barattano, dando la guida in cambio dell’errore e il perdono in cambio del castigo. Come dovranno sopportare il fuoco!
- Pasquini
- Pasquini
ذٰلِكَ بِأَنَّ اللَّهَ نَزَّلَ الكِتٰبَ بِالحَقِّ وَإِنَّ الَّذينَ اختَلَفوا فِى الكِتٰبِ لَفى شِقاقٍ بَعيدٍ
Questo perché Allah ha fatto scendere il Libro con la Verità e coloro che dissentono a proposito del Libro si allontanano nello scisma [136] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Così sia, perché Dio ha rivelato un libro in tutta verità e quelli che dissentono sul libro si troveranno in dissenso aperto e lontano.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Questo perché Iddio ha rivelato una Scrittura di verità, e coloro che dissentono sulla Scrittura, se ne strappano via, lontano.
- Bausani
- Bausani
Questo perché Allàh fa scendere il Libro con la Verità e, in verità, coloro che non sono d’accordo sul Libro sono, certamente, in profondo disaccordo.
- Pasquini
- Pasquini
لَيسَ البِرَّ أَن تُوَلّوا وُجوهَكُم قِبَلَ المَشرِقِ وَالمَغرِبِ وَلٰكِنَّ البِرَّ مَن ءامَنَ بِاللَّهِ وَاليَومِ الءاخِرِ وَالمَلٰئِكَةِ وَالكِتٰبِ وَالنَّبِيّۦنَ وَءاتَى المالَ عَلىٰ حُبِّهِ ذَوِى القُربىٰ وَاليَتٰمىٰ وَالمَسٰكينَ وَابنَ السَّبيلِ وَالسّائِلينَ وَفِى الرِّقابِ وَأَقامَ الصَّلوٰةَ وَءاتَى الزَّكوٰةَ وَالموفونَ بِعَهدِهِم إِذا عٰهَدوا وَالصّٰبِرينَ فِى البَأساءِ وَالضَّرّاءِ وَحينَ البَأسِ أُولٰئِكَ الَّذينَ صَدَقوا وَأُولٰئِكَ هُمُ المُتَّقونَ
La carità non consiste [137] nel volgere i volti verso l’Oriente e l’Occidente, ma nel credere in Allah e nell’Ultimo Giorno, negli Angeli, nel Libro e nei Profeti e nel dare, dei propri beni, per amore Suo, ai parenti, agli orfani, ai poveri, ai viandanti diseredati, ai mendicanti e per liberare gli schiavi; assolvere l’orazione e pagare la decima. Coloro che mantengono fede agli impegni presi, coloro che sono pazienti nelle avversità e nelle ristrettezze, e nella guerra, ecco coloro che sono veritieri, ecco i timorati.
- Hamza P.
- Hamza P.
La vera pietà non è volgere il viso verso oriente o verso occidente, la vera pietà è quella di chi crede in Dio e nell’ultimo giorno, negli angeli, nel libro e nei profeti, di chi dona dei propri beni per amore Suo ai parenti, agli orfani, ai poveri, ai viandanti e ai mendicanti e per il riscatto dei prigionieri, è quella di chi compie la preghiera e paga l’elemosina e tiene fede al patto dopo averlo stipulato, di chi è paziente nei dolori, nelle avversità e nei momenti di tribolazione. Ecco quelli che sono sinceri, ecco quelli che temono Dio. [177]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
La pietà non consiste nel volger la faccia verso Ponente o verso l’occidente, bensì la vera pietà è quella di chi crede in Dio, e nell’Ultimo Giorno, e negli Angeli, e nel Libro, e nei Profeti, e dà dei suoi averi, per amore di Dio, ai parenti e agli orfani e ai poveri e ai viandanti e ai mendicanti e per riscattar prigionieri, di chi compie la Preghiera e paga la Decima, chi mantiene le proprie promesse quando le ha fatte, di chi nei dolori e nelle avversità è paziente e nei dì di strettura; questi sono i sinceri, questi i timorati di Dio!
- Bausani
- Bausani
La religiosità non consiste nell’alzare gli occhi al cielo verso il Levante, o verso il Ponente. La religiosità è il sentimento di colui che crede in Allàh, nella vita futura, negli angeli, nei libri e nei Profeti; però, oltre a credere, (il credente) dà per amore di Lui (Allàh) al prossimo parente, agli orfani, ai poveri, ai viandanti, ai questuanti e dà per il riscatto dei prigionieri di guerra e, inoltre, esegue l’adorazione e paga l’imposta coranica. Ci sono, poi, coloro che mantengono gli impegni, quando si sono impegnati e i pazienti nelle avversità, nella malattia e nei momenti difficili. Quelli sono coloro che dicono il vero, quelli sono i timorati di Allàh.
- Pasquini
- Pasquini
يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا كُتِبَ عَلَيكُمُ القِصاصُ فِى القَتلَى الحُرُّ بِالحُرِّ وَالعَبدُ بِالعَبدِ وَالأُنثىٰ بِالأُنثىٰ فَمَن عُفِىَ لَهُ مِن أَخيهِ شَيءٌ فَاتِّباعٌ بِالمَعروفِ وَأَداءٌ إِلَيهِ بِإِحسٰنٍ ذٰلِكَ تَخفيفٌ مِن رَبِّكُم وَرَحمَةٌ فَمَنِ اعتَدىٰ بَعدَ ذٰلِكَ فَلَهُ عَذابٌ أَليمٌ
O voi che credete, in materia di omicidio vi è stato prescritto il contrappasso [138] : libero per libero, schiavo per schiavo, donna per donna. E colui che sarà stato perdonato da suo fratello, venga perseguito nella maniera più dolce e paghi un indennizzo [139] : questa è una facilitazione da parte del vostro Signore, e una misericordia. Ebbene, chi di voi, dopo di ciò, trasgredisce la legge, avrà un doloroso castigo.
- Hamza P.
- Hamza P.
Voi che credete, in materia di omicidio vi è prescritto il taglione: uomo libero per uomo libero, schiavo per schiavo, donna per donna, e quanto a chi abbia condonato qualcosa dal suo fratello, verso costui si procederà come si conviene ma egli ripagherà l’offeso con generosità. Così sono alleviate le sanzioni di prima da parte del vostro Signore, per Sua misericordia, ma chi in seguito trasgredirà avrà un castigo doloroso. [178]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O voi che credete! In materia d’omicidio v’è prescritta la legge del taglione: libero per libero, schiavo per schiavo, donna per donna; quanto a colui cui venga condonata la pena dal suo fratello si proceda verso di lui con dolcezza; ma paghi un tanto, con gentilezza, all’offeso. Con questo il vostro Signore ha voluto misericordiosamente alleggerire le precedenti sanzioni; ma chi, dopo tutto questo, trasgredisca la legge, avrà castigo cocente.
- Bausani
- Bausani
O voi che credete, vi è stato prescritto il contrappasso nell’omicidio: il libero per il libero, il servo per il servo, la donna per la donna. Tuttavia, colui al quale viene perdonato qualcosa da suo fratello, deve essere perseguito, ragionevolmente, e deve adempiere con benevolenza il suo debito (di risarcimento). Questo è un alleviamento e una misericordia da parte del vostro Signore. E chi dopo ciò questi limiti oltrepasserà, riceverà un doloroso castigo.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَكُم فِى القِصاصِ حَيوٰةٌ يٰأُولِى الأَلبٰبِ لَعَلَّكُم تَتَّقونَ
Nel contrappasso c’è una possibilità di vita, per voi che avete intelletto [140] . Forse diventerete timorati [di Allah].
- Hamza P.
- Hamza P.
Voi che avete sano intelletto, nel taglione c’è una garanzia di vita per voi, affinché temiate Dio. [179]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
La legge del taglione è garanzia di vita, o voi dagli intelletti sani, a che forse acqui stiate timor di Dio.
- Bausani
- Bausani
E per voi, o dotati d’intelletto, c’è vita nel contrappasso, affinché siate timorati [e non cadiate nella faida].
- Pasquini
- Pasquini
كُتِبَ عَلَيكُم إِذا حَضَرَ أَحَدَكُمُ المَوتُ إِن تَرَكَ خَيرًا الوَصِيَّةُ لِلوٰلِدَينِ وَالأَقرَبينَ بِالمَعروفِ حَقًّا عَلَى المُتَّقينَ
Quando la morte si avvicina a uno di voi, se lascia dei beni, gli è prescritto il testamento in favore dei genitori e dei parenti, secondo il buon uso. Questo è un dovere per i timorati.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando a uno di voi si presenterà la morte, vi è prescritto, se costui lascia dei beni, che faccia testamento a favore dei genitori e dei parenti, come si conviene, e questo è un dovere per chi teme Dio. [180]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quando a qualcuno di voi si presenti la morte, v’è prescritto, se lascia dei beni, di farne testamento ai genitori e ai parenti con equità; è un dovere questo per gli uomini timorati di Dio.
- Bausani
- Bausani
Vi è prescritto di fare testamento, quando qualcuno di voi giunge in punto di morte e lascia un patrimonio, in favore dei genitori e dei parenti prossimi, con equità. È un dovere per i timorati.
- Pasquini
- Pasquini
فَمَن بَدَّلَهُ بَعدَما سَمِعَهُ فَإِنَّما إِثمُهُ عَلَى الَّذينَ يُبَدِّلونَهُ إِنَّ اللَّهَ سَميعٌ عَليمٌ
E chi lo altererà dopo averlo ascoltato [141] , ebbene il peccato grava su coloro che l’hanno alterato. Allah è audiente, sapiente.
- Hamza P.
- Hamza P.
Se qualcuno, una volta udito il testamento, lo altererà, è un peccato per chi lo ha alterato, Dio ascolta e conosce.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Se qualcuno, ascoltato il testamento, lo altererà, la colpa ricadrà sui contraffattori, perché Dio ascolta e sa.
- Bausani
- Bausani
Chiunque, dopo aver udito le ultime volontà le alteri, commette peccato, e su coloro che le alterano, ricadono le conseguenze del peccato. In verità, Allàh è Audiente (Colui che tutto ode) e Sciente (colui che tutto sa).
- Pasquini
- Pasquini
فَمَن خافَ مِن موصٍ جَنَفًا أَو إِثمًا فَأَصلَحَ بَينَهُم فَلا إِثمَ عَلَيهِ إِنَّ اللَّهَ غَفورٌ رَحيمٌ
Ma chi teme un’ingiustizia o un peccato da parte di un testatore, e ristabilisce la concordia [142] , non avrà commesso peccato [143] .
Allah è perdonatore, misericordioso.
- Hamza P.
Allah è perdonatore, misericordioso.
- Hamza P.
Ma chi teme che il testatore abbia commesso una parzialità o un’ingiustizia e mette concordia tra gli eredi non commette un peccato, Dio è Colui che perdona, pieno di compassione.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma chi teme che il testatore abbia commesso un’ingiustizia o un’iniquità e mette concordia fra gli eredi, non commette peccato, perché Dio è perdonatore misericordioso.
- Bausani
- Bausani
Non commette, invece, peccato, colui che, per tema di uno sbaglio o di un peccato da parte del testatore, con appropriate modifiche, metta d’accordo gli eredi per sanare la situazione. In verità, Allàh è Perdonatore, Clementissimo.
- Pasquini
- Pasquini
يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا كُتِبَ عَلَيكُمُ الصِّيامُ كَما كُتِبَ عَلَى الَّذينَ مِن قَبلِكُم لَعَلَّكُم تَتَّقونَ
O voi che credete, vi è prescritto il digiuno [144] come era stato prescritto a coloro che vi hanno preceduto. Forse diverrete timorati;
- Hamza P.
- Hamza P.
Voi che credete, vi è prescritto il digiuno come è stato prescritto a quelli prima di voi affinché temiate Dio, [183]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O voi che credete! V’è prescritto il digiuno, come fu prescritto a coloro che furono prima di voi, nella speranza che voi possiate divenir timorati di Dio,
- Bausani
- Bausani
O voi che credete, vi è prescritto il digiuno, come venne prescritto a coloro che vi hanno preceduto, per farvi diventare timorati.
- Pasquini
- Pasquini
أَيّامًا مَعدودٰتٍ فَمَن كانَ مِنكُم مَريضًا أَو عَلىٰ سَفَرٍ فَعِدَّةٌ مِن أَيّامٍ أُخَرَ وَعَلَى الَّذينَ يُطيقونَهُ فِديَةٌ طَعامُ مِسكينٍ فَمَن تَطَوَّعَ خَيرًا فَهُوَ خَيرٌ لَهُ وَأَن تَصوموا خَيرٌ لَكُم إِن كُنتُم تَعلَمونَ
[digiunerete] per un determinato numero di giorni. Chi però è malato o è in viaggio, digiuni in seguito altrettanti giorni [145] . Ma per coloro che [a stento] potrebbero sopportarlo [146] , c’è un’espiazione: il nutrimento di un povero. E se qualcuno dà di più, è un bene per lui. Ma è meglio per voi digiunare, se lo sapeste!
- Hamza P.
- Hamza P.
per un dato numero di giorni, e chi di voi è malato o in viaggio, costui digiunerà in seguito per altrettanti giorni. Gli abili che lo infrangeranno lo riscatteranno nutrendo un povero, ma chi farà del bene spontaneamente sarà meglio per lui. Digiunare è un bene per voi, se lo sapeste.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
per un numero determinato di giorni; ma chi di voi è malato o si trovi in viaggio, digiunerà in seguito per altrettanti giorni. Quanto agli abili che lo rompano, lo riscatteranno col nutrire un povero. Ma chi fa spontaneamente del bene, meglio sarà per lui; il digiuno è un’opera buona per voi, se ben lo sapeste!
- Bausani
- Bausani
Per un numero di giorni determinati. Chi di voi sia malato oppure in viaggio (dovrà digiunare) un numero di altri giorni. Per coloro che non lo osservano, una penitenza: il pasto di un povero. E chi farà di più, meglio per lui. Però è meglio che digiuniate, se siete consapevoli.
- Pasquini
- Pasquini
شَهرُ رَمَضانَ الَّذى أُنزِلَ فيهِ القُرءانُ هُدًى لِلنّاسِ وَبَيِّنٰتٍ مِنَ الهُدىٰ وَالفُرقانِ فَمَن شَهِدَ مِنكُمُ الشَّهرَ فَليَصُمهُ وَمَن كانَ مَريضًا أَو عَلىٰ سَفَرٍ فَعِدَّةٌ مِن أَيّامٍ أُخَرَ يُريدُ اللَّهُ بِكُمُ اليُسرَ وَلا يُريدُ بِكُمُ العُسرَ وَلِتُكمِلُوا العِدَّةَ وَلِتُكَبِّرُوا اللَّهَ عَلىٰ ما هَدىٰكُم وَلَعَلَّكُم تَشكُرونَ
È nel mese di Ramadân che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni [l’inizio] digiuni [147] . E chiunque è malato o in viaggio assolva [in seguito] altrettanti giorni. Allah vi vuole facilitare e non procurarvi disagio, affinché completiate il numero dei giorni e proclamiate la grandezza di Allah Che vi ha guidato. Forse sarete riconoscenti!
- Hamza P.
- Hamza P.
Il ramaḍān è il mese in cui è stato rivelato il Corano come guida per gli uomini, prove chiare di guida e di discernimento. Quando vedete la luna nuova digiunate per l’intero mese, e chi è malato o in viaggio digiunerà in seguito per altrettanti giorni. Dio vuole l’agio per voi, non vuole il disagio per voi, e vuole che portiate a termine il numero dei giorni e rendiate gloria a Dio che vi ha guidato affinché Gli siate riconoscenti.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E il mese di Ramadàn, il mese in cui fu rivelato il Corano come guida per gli uomini e prova chiara di retta direzione e salvazione, non appena ne vedete la nuova luna, digiunate per tutto quel mese, e chi è malato o in viaggio digiuni in seguito per altrettanti giorni. Iddio desidera agio per voi, non disagio, e vuole che compiate il numero dei giorni e che glorifichiate Iddio, perché vi ha guidato sulla retta Via, nella speranza che Gli siate grati.
- Bausani
- Bausani
È il mese di Ramaḍān, nel quale venne fatto scendere il Corano, codice di vita per gli uomini, esposizione chiara delle direttive, criterio per distinguere il bene dal male. Chi di voi veda (l’inizio di) il mese, digiuni! Chi di voi sia malato oppure in viaggio (dovrà digiunare) un numero di altri giorni. Allàh vuole per voi il facile, non vuole per voi il difficile; perciò, completate il numero e magnificate Allàh per avervi guidato, affinché siate riconoscenti.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذا سَأَلَكَ عِبادى عَنّى فَإِنّى قَريبٌ أُجيبُ دَعوَةَ الدّاعِ إِذا دَعانِ فَليَستَجيبوا لى وَليُؤمِنوا بى لَعَلَّهُم يَرشُدونَ
Quando i Miei servi ti chiedono di Me, ebbene Io sono vicino! Rispondo all’appello di chi Mi chiama quando Mi invoca. Procurino quindi di rispondere al Mio richiamo e credano in Me, sì che possano essere ben guidati.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando i Miei servi ti chiedono di Me, di’ loro che Io sono vicino. Io esaudirò la supplica di chi prega quando Mi prega, ma essi Mi rispondano e credano in Me affinché siano ben diretti. [186]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quando i Miei servi ti chiedono di Me, Io sono vicino; ed esaudirò la preghiera di chi prega quando Mi prega; ma essi Mi rispondano e credano in Me, a che possano esser nel vero.
- Bausani
- Bausani
E quando i Miei servi ti domandano di Me, Io sono vicino! Io rispondo all’invocazione di chi, supplice, a Me si rivolge; perciò Mi rispondano e credano in Me, in tal modo saranno ben diretti.
- Pasquini
- Pasquini
أُحِلَّ لَكُم لَيلَةَ الصِّيامِ الرَّفَثُ إِلىٰ نِسائِكُم هُنَّ لِباسٌ لَكُم وَأَنتُم لِباسٌ لَهُنَّ عَلِمَ اللَّهُ أَنَّكُم كُنتُم تَختانونَ أَنفُسَكُم فَتابَ عَلَيكُم وَعَفا عَنكُم فَالـٰٔنَ بٰشِروهُنَّ وَابتَغوا ما كَتَبَ اللَّهُ لَكُم وَكُلوا وَاشرَبوا حَتّىٰ يَتَبَيَّنَ لَكُمُ الخَيطُ الأَبيَضُ مِنَ الخَيطِ الأَسوَدِ مِنَ الفَجرِ ثُمَّ أَتِمُّوا الصِّيامَ إِلَى الَّيلِ وَلا تُبٰشِروهُنَّ وَأَنتُم عٰكِفونَ فِى المَسٰجِدِ تِلكَ حُدودُ اللَّهِ فَلا تَقرَبوها كَذٰلِكَ يُبَيِّنُ اللَّهُ ءايٰتِهِ لِلنّاسِ لَعَلَّهُم يَتَّقونَ
Nelle notti del digiuno vi è stato permesso di accostarvi alle vostre donne; esse sono una veste per voi e voi siete una veste per loro. Allah sa come ingannavate voi stessi. Ha accettato il vostro pentimento e vi ha perdonati. Frequentatele dunque e cercate quello che Allah vi ha concesso. Mangiate e bevete finché, all’alba, possiate distinguere il filo bianco dal filo nero; quindi digiunate fino a sera. Ma non frequentatele se siete in ritiro nelle moschee. Ecco i limiti di Allah, non li sfiorate! Così Allah spiega agli uomini i Suoi segni, affinché siano timorati [148] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Nelle notti del digiuno vi è permesso avere rapporti con le vostre donne, esse sono una veste per voi come voi siete una veste per loro. Dio sa che ingannavate voi stessi e Si è rivolto a voi e vi ha assolto, dunque accostatevi a loro e desiderate quel che Dio vi ha permesso, bevete e mangiate finché distinguerete il filo bianco dal filo nero e poi osserverete il digiuno fino a notte e non vi accosterete alle vostre donne ma starete in preghiera nei luoghi di preghiera, ecco i termini di Dio, non li trasgredite. Così Dio spiega i Suoi segni agli uomini affinché abbiano timore di Lui. [187]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
V’è permesso, nelle notti del mese del digiuno, d’accostarvi alle vostre donne: esse sono una veste per voi e voi una veste per loro. Iddio sapeva che voi ingannavate voi stessi, e s’è rivolto misericorde su di voi, condonandovi quel rigore; pertanto ora giacetevi pure con loro e desiderate liberamente quel che Dio vi ha concesso, bevete e mangiate, fino a quell’ora dell’alba in cui potrete distinguere un filo bianco da un filo nero, poi compite il digiuno fino alla notte e non giacetevi con le vostre donne, ma ritiratevi in preghiera nei luoghi d’orazione. Questi sono i termini di Dio, non li sfiorate. Cosi Iddio dichiara i suoi Segni agli uomini, nella speranza ch’essi Lo temano.
- Bausani
- Bausani
Vi è lecito, la notte del digiuno, il rapporto sessuale con le vostre mogli; esse sono una veste per voi e voi una veste per loro. Allàh sa che voi facevate torto a voi stessi, però vi concede di nuovo la Sua Grazia, perdonandovi. Perciò, adesso, abbiate pure rapporti con esse e cercate quanto Allàh vi ha prescritto. Mangiate e bevete fino a quando, nel chiarore dell’alba, distinguete il filo bianco dal filo nero (dell’orizzonte). Poi osservate il digiuno fino al tramonto del sole. Non abbiate rapporti coniugali, durante il vostro ritiro nelle moschee. Questi sono i limiti di Allàh, non avvicinatevi a essi. Così chiarisce Allàh i Suoi Segni agli uomini, affinché siano timorati.
- Pasquini
- Pasquini
وَلا تَأكُلوا أَموٰلَكُم بَينَكُم بِالبٰطِلِ وَتُدلوا بِها إِلَى الحُكّامِ لِتَأكُلوا فَريقًا مِن أَموٰلِ النّاسِ بِالإِثمِ وَأَنتُم تَعلَمونَ
Non divoratevi l’un l’altro i vostri beni, e non datene ai giudici affinché vi permettano di appropriarvi di una parte dei beni altrui, iniquamente e consapevolmente [149] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Non dilapidate tra voi le vostre ricchezze e non impiegatele per corrompere i giudici affinché consumino parte dei beni della gente, ben sapendo quel che fate.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Non consumate fra voi le vostre ricchezze invano, e non fatevene un mezzo per corrompere i giudici perché defraudino peccaminosamente parte della gente dei loro beni, sapendo il male che fate.
- Bausani
- Bausani
Non mangiatevi gli uni gli altri le vostre ricchezze con ingiustizia e non adoperatele per corrompere l’autorità per mangiare, peccaminosamente, una parte della ricchezza della gente, sapendo voi (che ciò non è giusto)!
- Pasquini
- Pasquini
يَسـَٔلونَكَ عَنِ الأَهِلَّةِ قُل هِىَ مَوٰقيتُ لِلنّاسِ وَالحَجِّ وَلَيسَ البِرُّ بِأَن تَأتُوا البُيوتَ مِن ظُهورِها وَلٰكِنَّ البِرَّ مَنِ اتَّقىٰ وَأتُوا البُيوتَ مِن أَبوٰبِها وَاتَّقُوا اللَّهَ لَعَلَّكُم تُفلِحونَ
Quando ti interrogano sui noviluni [150] rispondi: «Servono alle genti per il computo del tempo e per il Pellegrinaggio [151] . Non è una azione pia entrare in casa dalla parte posteriore [152] , la pietà è nel timore di Allah. Entrate pure nelle case passando per le porte e temete Allah, affinché possiate essere tra coloro che prospereranno.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ti chiederanno delle lunazioni. Rispondi: «Sono periodi stabiliti a vantaggio degli uomini e per il pellegrinaggio». La vera pietà non consiste nel rientrare in casa dalla parte posteriore, la vera pietà è quella di chi teme Dio, perciò entrate in casa dalla porta, e temete Dio affinché abbiate fortuna. [189]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ti chiederanno delle lunazioni. Rispondi: "Esse sono periodi stabiliti a vantaggio degli uomini e per il pellegrinaggio". La pietà, non consiste nel rientrare in casa dalla parte posteriore, ma la vera pietà sta nel temere Iddio. Perciò entrate in casa dalla porta e temete Iddio, sì che abbiate a prosperare.
- Bausani
- Bausani
Quando ti interrogano sulle lune nuove, rispondi: “Servono alla gente per il computo del tempo e per il Pellegrinaggio. Non è un’azione pia entrare nelle case dal dietro. La pietà è nel timore di Allàh! Entrate pure nelle case, passando per i loro ingressi e temete Allàh, per esser tra coloro che prospereranno.
- Pasquini
- Pasquini
وَقٰتِلوا فى سَبيلِ اللَّهِ الَّذينَ يُقٰتِلونَكُم وَلا تَعتَدوا إِنَّ اللَّهَ لا يُحِبُّ المُعتَدينَ
Combattete per la causa di Allah contro coloro che vi combattono, ma senza eccessi, ché Allah non ama coloro che eccedono.
- Hamza P.
- Hamza P.
Combatterete sulla via di Dio quelli che vi combatteranno, ma non trasgredite, Dio non ama gli eccessivi. [190]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Combattete sulla via di Dio coloro che vi combattono ma non oltrepassate i limiti, ché Dio non ama gli eccessivi.
- Bausani
- Bausani
Combattete per la Causa di Allàh coloro che vi combattono e non siate voi gli aggressori! In verità, Allàh non ama gli aggressori.
- Pasquini
- Pasquini
وَاقتُلوهُم حَيثُ ثَقِفتُموهُم وَأَخرِجوهُم مِن حَيثُ أَخرَجوكُم وَالفِتنَةُ أَشَدُّ مِنَ القَتلِ وَلا تُقٰتِلوهُم عِندَ المَسجِدِ الحَرامِ حَتّىٰ يُقٰتِلوكُم فيهِ فَإِن قٰتَلوكُم فَاقتُلوهُم كَذٰلِكَ جَزاءُ الكٰفِرينَ
Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione [153] è peggiore dell’omicidio. Ma non attaccateli vicino alla Santa Moschea, fino a che essi non vi abbiano aggredito. Se vi assalgono, uccideteli. Questa è la ricompensa dei miscredenti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ucciderete quelli che vi combatteranno ovunque li troverete e li scaccerete da dove hanno scacciato voi perché la discordia è peggiore dell’uccisione, ma non li combatterete presso la sacra moschea a meno che non siano loro ad aggredirvi lì, e in tal caso li ucciderete, è il compenso che spetta ai miscredenti,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Uccidete dunque chi vi combatte dovunque li troviate e scacciateli di dove hanno scacciato voi, ché 10 scandalo è peggio dell’uccidere; ma non combatteteli presso il Sacro Tempio, a meno che non siano essi ad attaccarvi colà: in tal caso uccideteli. Tale è la ricompensa dei Negatori.
- Bausani
- Bausani
Perciò, (se vi aggrediscono) siete autorizzati a ucciderli - dovunque li troviate - e a cacciarli da qualsiasi luogo da cui vi abbiano cacciato. La persecuzione religiosa è più grave dell’uccisione. Nessuna azione militare deve esser compiuta da voi nei pressi della Sacra Moschea [51], tranne che per rispondere a una azione militare, promossa contro voi in quell’area. Se essi uccidono voi, voi uccidete loro; e questa è la ricompensa per i miscredenti.
- Pasquini
- Pasquini
فَإِنِ انتَهَوا فَإِنَّ اللَّهَ غَفورٌ رَحيمٌ
Se però cessano, allora Allah è perdonatore, misericordioso.
- Hamza P.
- Hamza P.
ma se desisteranno, ebbene, Dio è indulgente e compassionevole.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Se però essi sospendono la battaglia, Iddio è indulgente e misericorde.
- Bausani
- Bausani
Se essi sospendono le ostilità, (sappiate che) Allàh è Perdonatore e Clementissimo.
- Pasquini
- Pasquini
وَقٰتِلوهُم حَتّىٰ لا تَكونَ فِتنَةٌ وَيَكونَ الدّينُ لِلَّهِ فَإِنِ انتَهَوا فَلا عُدوٰنَ إِلّا عَلَى الظّٰلِمينَ
Combatteteli finché non ci sia più persecuzione e il culto sia [reso solo] ad Allah. Se desistono, non ci sia ostilità [154] , a parte contro coloro che prevaricano.
- Hamza P.
- Hamza P.
Li combatterete fino a che non ci sarà più scandalo e la religione sarà quella di Dio, ma se desisteranno, in tal caso non vi sia più inimicizia, solo nei confronti dei colpevoli.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Combatteteli dunque fino a che non ci sia più scandalo, e la religione sia quella di Dio; ma se cessati la lotta, non ci sia più inimicizia che per gli iniqui.
- Bausani
- Bausani
Combatteteli, perciò, soltanto fino a quando non ci sia più persecuzione religiosa e il culto sia reso ad Allàh. Perciò, se sospendono le ostilità, cessino le ostilità da parte vostra, tranne che contro gli oppressori.
- Pasquini
- Pasquini
الشَّهرُ الحَرامُ بِالشَّهرِ الحَرامِ وَالحُرُمٰتُ قِصاصٌ فَمَنِ اعتَدىٰ عَلَيكُم فَاعتَدوا عَلَيهِ بِمِثلِ مَا اعتَدىٰ عَلَيكُم وَاتَّقُوا اللَّهَ وَاعلَموا أَنَّ اللَّهَ مَعَ المُتَّقينَ
Mese sacro [155] per mese sacro e per ogni cosa proibita un contrappasso [156] . Aggredite coloro che vi aggrediscono. Temete Allah e sappiate che Allah è con coloro che Lo temono.
- Hamza P.
- Hamza P.
Il mese sacro per il mese sacro, tutti i luoghi sacri seguono il taglione, e chi vi aggredirà in quei luoghi anche voi lo aggredirete come egli vi ha aggredito. Temete Dio e sappiate che Dio è con chi Lo teme. [194]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
II mese sacro per il mese sacro e tutti i luoghi sacri seguono la legge del taglione; chi in quei luoghi vi aggredisce aggreditelo come egli ha aggredito voi, temete Iddio e sappiate che Dio è con chi Lo teme.
- Bausani
- Bausani
Il Mese sacro [52] per il mese sacro; le cose sacre sono equivalenti infatti! Perciò, se qualcuno vi aggredisce, aggreditelo voi pure, nello stesso modo nel quale vi ha aggredito, però siate timorati di Allàh e sappiate che Allàh è con i timorati.
- Pasquini
- Pasquini
وَأَنفِقوا فى سَبيلِ اللَّهِ وَلا تُلقوا بِأَيديكُم إِلَى التَّهلُكَةِ وَأَحسِنوا إِنَّ اللَّهَ يُحِبُّ المُحسِنينَ
Siate generosi sul sentiero di Allah, non gettatevi da soli nella perdizione, e fate il bene, Allah ama coloro che compiono il bene.
- Hamza P.
- Hamza P.
Dispenserete parte dei vostri beni sulla via di Dio e non vi getterete in perdizione con le vostre stesse mani, invece farete il bene perché Dio ama chi fa il bene.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Erogate dei vostri beni sulla via di Dio e non gettatevi in perdizione con le vostre stesse mani, ma fate del bene, perché Dio ama i benèfici.
- Bausani
- Bausani
Elargite per la Causa di Allàh e non mandatevi in rovina voi stessi con le vostre mani. Comportatevi bene, poiché Allàh ama coloro i quali agiscono bene.
- Pasquini
- Pasquini
وَأَتِمُّوا الحَجَّ وَالعُمرَةَ لِلَّهِ فَإِن أُحصِرتُم فَمَا استَيسَرَ مِنَ الهَدىِ وَلا تَحلِقوا رُءوسَكُم حَتّىٰ يَبلُغَ الهَدىُ مَحِلَّهُ فَمَن كانَ مِنكُم مَريضًا أَو بِهِ أَذًى مِن رَأسِهِ فَفِديَةٌ مِن صِيامٍ أَو صَدَقَةٍ أَو نُسُكٍ فَإِذا أَمِنتُم فَمَن تَمَتَّعَ بِالعُمرَةِ إِلَى الحَجِّ فَمَا استَيسَرَ مِنَ الهَدىِ فَمَن لَم يَجِد فَصِيامُ ثَلٰثَةِ أَيّامٍ فِى الحَجِّ وَسَبعَةٍ إِذا رَجَعتُم تِلكَ عَشَرَةٌ كامِلَةٌ ذٰلِكَ لِمَن لَم يَكُن أَهلُهُ حاضِرِى المَسجِدِ الحَرامِ وَاتَّقُوا اللَّهَ وَاعلَموا أَنَّ اللَّهَ شَديدُ العِقابِ
E assolvete, per Allah, al Pellegrinaggio e alla Visita [157] . Se siete impediti a ciò, [inviate] un’offerta di quel che potete e non rasatevi le teste prima che l’offerta sia giunta al luogo del sacrificio. Se però siete malati o avete un morbo alla testa, vi riscatterete con il digiuno, con un’elemosina o con offerta sacrificale. Quando poi sarete al sicuro, colui che si è desacralizzato tra la Visita e il Pellegrinaggio deve fare un sacrificio a seconda delle sue possibilità.
E chi non ne ha i mezzi digiuni per tre giorni durante il Pellegrinaggio e altri sette una volta tornato a casa sua, quindi in tutto dieci giorni. Questo per chi non ha famiglia nei pressi della Santa Moschea.
Temete Allah e sappiate che Allah è severo nel castigo.
- Hamza P.
E chi non ne ha i mezzi digiuni per tre giorni durante il Pellegrinaggio e altri sette una volta tornato a casa sua, quindi in tutto dieci giorni. Questo per chi non ha famiglia nei pressi della Santa Moschea.
Temete Allah e sappiate che Allah è severo nel castigo.
- Hamza P.
Adempierete, per Dio, al pellegrinaggio e alla visita, e se ne sarete impediti farete le offerte che potrete fare facilmente e non vi raderete il capo finché l’offerta non sia giunta a destinazione. Se uno di voi è malato o soffre di un inconveniente alla testa, espierà digiunando o facendo della carità o dei sacrifici. E quando sarete ristabiliti, chi approfitterà della visita per fare il pellegrinaggio farà le offerte che potrà, e se non troverà il modo digiunerà tre giorni durante il pellegrinaggio e sette al suo ritorno, e sono dieci giorni completi. Così sia per chi non ha famiglia presso la sacra moschea.
Temete Dio e sappiate che Dio è violento a castigare. [196]
- Zilio Grandi
Temete Dio e sappiate che Dio è violento a castigare. [196]
- Zilio Grandi
Compite il pellegrinaggio e la visita ai luoghi santi per amore di Dio, ma se ne siete trattenuti, andranno bene in cambio le offerte che potrete con facilità inviare, e, finché l’offerta non sia giunta a destinazione, non radetevi la testa. Se però qualcuno di voi è malato o ha un inconveniente alla testa, dovrà riscattare l’obbligo con un digiuno, o con una elemosina, o dei sacrifici. Quando siete al sicuro, chi profitta della visita per fare il pellegrinaggio, farà quelle offerte che potrà e se non gli riesce, digiunerà tre giorni durante il pellegrinaggio e sette al ritorno, il che fa dieci giorni completi. Questo è d’obbligo per chi non abbia la famiglia presente nel Sacro Tempio, ma temete Iddio e sappiate che Iddio con violenza punisce.
- Bausani
- Bausani
Eseguite al-ḥàgg (il Pellegrinaggio) e al-‘ùmrah (la Visitazione) per amore di Allàh. Se sorgono ostacoli che vi impediscono di eseguirli, offrite una vittima sacrificale, il cui sacrificio vi sia facile fare. Non tagliatevi i capelli fino al giorno del sacrificio. Però chi di voi è malato o ha la testa infestata (può rasarsi il capo), ma deve far la penitenza o di un digiuno, o di una elemosina, o d’un sacrificio. Se, invece, siete sicuri, colui che, dopo aver eseguito al-‘umrah, fa al-tamattu’, deve eseguire un sacrificio che gli sia facile fare. Chi non trova (la vittima per il sacrificio) deve fare un digiuno di tre giorni durante il Pellegrinaggio e di sette giorni quando è tornato (a casa sua): in totale dieci giorni completi e ciò per chi non vive (alla Mecca) al cospetto della Sacra Moschea [53] con la sua famiglia. Siate, quindi, timorati di Allàh e sappiate che Allàh è severo nel castigare.
- Pasquini
- Pasquini
الحَجُّ أَشهُرٌ مَعلومٰتٌ فَمَن فَرَضَ فيهِنَّ الحَجَّ فَلا رَفَثَ وَلا فُسوقَ وَلا جِدالَ فِى الحَجِّ وَما تَفعَلوا مِن خَيرٍ يَعلَمهُ اللَّهُ وَتَزَوَّدوا فَإِنَّ خَيرَ الزّادِ التَّقوىٰ وَاتَّقونِ يٰأُولِى الأَلبٰبِ
Il Pellegrinaggio avviene nei mesi ben noti [158] . Chi decide di assolverlo, si astenga dai rapporti sessuali, dalla perversità e dai litigi durante il Pellegrinaggio. Allah conosce il bene che fate. Fate provviste [159] , ma la provvista migliore è il timor di Allah, e temete Me, voi che siete dotati di intelletto.
- Hamza P.
- Hamza P.
Il pellegrinaggio avviene nei mesi già noti, e chi adempirà all’obbligo del pellegrinaggio, in quei mesi non dovrà accostarsi a donne né darsi al libertinaggio e ai litigi, e il bene che farete Dio lo saprà. Preparate le provviste per il viaggio, ma la migliore provvista è il timore di Dio, temete Me, voi che avete sano intelletto.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
II pellegrinaggio si compirà nei mesi già noti: chiunque in quei mesi compie l’obbligo del pellegrinaggio, durante quel periodo non dovrà accostarsi a donne, né commettere atti osceni, né risse; il bene che farete, Iddio lo saprà; preparatevi provviste pel viaggio, ma la miglior provvista è il timor di Dio: temeteMi dunque, o voi dagli intelletti sani!
- Bausani
- Bausani
Il Pellegrinaggio (si esegue) in mesi conosciuti e colui che in essi adempie l’obbligo del Pellegrinaggio deve astenersi dal rapporto coniugale, dalla cattiveria e dalle discussioni oziose (da evitare) nel Pellegrinaggio. E ciò che di bene farete, Allàh lo saprà. Fate provviste! Ma la miglior provvista è il timore di Allàh. Siate, quindi, timorati di Me, o voi dotati di discernimento.
- Pasquini
- Pasquini
لَيسَ عَلَيكُم جُناحٌ أَن تَبتَغوا فَضلًا مِن رَبِّكُم فَإِذا أَفَضتُم مِن عَرَفٰتٍ فَاذكُرُوا اللَّهَ عِندَ المَشعَرِ الحَرامِ وَاذكُروهُ كَما هَدىٰكُم وَإِن كُنتُم مِن قَبلِهِ لَمِنَ الضّالّينَ
Non sarà per nulla peccato se cercherete di guadagnarvi la Grazia [160] del vostro Signore. Poi quando lasciate ‘Arafa [161] ricordatevi di Allah presso il Sacro Monumento [162] . E ricordatevi di Lui, di come vi ha mostrato la Via, nonostante foste fra gli sviati.
- Hamza P.
- Hamza P.
Non sarà peccato per voi se cercherete di guadagnarvi il favore di Dio durante il pellegrinaggio, e quando avrete compiuto l’ifāḍa da ‘Arafāt, ricordate il nome di Dio presso il monumento sacro, ricordate come Egli vi ha indicato la via mentre prima eravate tra gli erranti. [198]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Non sarà peccato se voi cercherete di guadagnarvi grazia di Dio durante il pellegrinaggio, e, quando avrete fatto la ifàda da 'Arafài, menzionate il nome di Dio presso il monumento sacro, e ricordate com’Egli v’ha mostrato la Via, mentre prima eravate traviati.
- Bausani
- Bausani
Non vi se ne fa una colpa se cercate favore dal vostro Signore e quando vi allontanate di corsa da ‘àrafāt ricordate Allàh nei pressi del Luogo Consacrato (a-màsh’ar al-ḥarām [54] = Muzdàlifah [55]) e ricordateLo per come vi guidò, benché foste, in precedenza, nel novero degli aberranti.
- Pasquini
- Pasquini
ثُمَّ أَفيضوا مِن حَيثُ أَفاضَ النّاسُ وَاستَغفِرُوا اللَّهَ إِنَّ اللَّهَ غَفورٌ رَحيمٌ
Fate la marcia [163] da dove la fanno tutti gli altri e chiedete perdono ad Allah. Allah è perdonatore misericordioso.
- Hamza P.
- Hamza P.
Compirete l’ifāḍa dove la compiono tutti e chiederete perdono a Dio, Dio è indulgente e compassionevole.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Compiete quindi la ifàda da dove la compiono tutti e chiedete perdono a Dio, che perdona, misericordioso.
- Bausani
- Bausani
Allontanatevi, quindi, correndo da dove la gente di corsa si allontana, e chiedete perdono ad Allàh. In verità, Allàh è Perdonatore e Clementissimo.
- Pasquini
- Pasquini
فَإِذا قَضَيتُم مَنٰسِكَكُم فَاذكُرُوا اللَّهَ كَذِكرِكُم ءاباءَكُم أَو أَشَدَّ ذِكرًا فَمِنَ النّاسِ مَن يَقولُ رَبَّنا ءاتِنا فِى الدُّنيا وَما لَهُ فِى الءاخِرَةِ مِن خَلٰقٍ
E quando avrete terminato i riti, ricordate Allah come ricordate i vostri padri e con maggior venerazione. Ci sono persone che dicono: «Signore dacci le cose buone di questo mondo!». Questi non avranno parte nell’altra vita.
- Hamza P.
- Hamza P.
E quando avrete compiuto i riti, ricordate il nome di Dio come si ricorda il nome dei propri padri, e ancora più vivido sia il ricordo. Tra gli uomini c’è chi dice: «Signore nostro, accordaci le ricchezze della vita terrena», e nell’aldilà non avranno alcuna parte.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando avrete compiuto i riti, menzionate il nome santo di Dio con la stessa venerazione che il nome dei vostri padri o più ancora. C’è gente che chiede a Dio: “Signore! Dacci delle cose del mondo!”, e non avran parte nell’altro.
- Bausani
- Bausani
Infine, quando avete eseguito tutti i riti (del Pellegrinaggio), ricordatevi di Allàh con un ricordo pari a quello con cui ricordate i vostri padri o con un ricordo più forte. C’è tra la gente chi dice: “Signore nostro, dacci nella vita terrena!”. Costui non avrà parte nella vita futura (in Paradiso).
- Pasquini
- Pasquini
وَمِنهُم مَن يَقولُ رَبَّنا ءاتِنا فِى الدُّنيا حَسَنَةً وَفِى الءاخِرَةِ حَسَنَةً وَقِنا عَذابَ النّارِ
E ci sono persone che dicono: «Signor nostro! Dacci le cose buone di questo mondo e le cose buone dell’altra vita e allontanaci dal Fuoco!».
- Hamza P.
- Hamza P.
Altri dicono: «Signore nostro, accordaci del bene nella vita terrena e del bene nell’aldilà e preservaci dal tormento del fuoco», [201]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E altri chiedono: “Dacci in questo mondo cosa buona, e nell’altro cosa buona, e preservaci dal castigo del fuoco!”
- Bausani
- Bausani
Tra loro c’è anche chi dice: “Signore nostro, dacci il bene nella vita terrena, dacci il bene nella vita futura e scampaci dal castigo del fuoco”.
- Pasquini
- Pasquini
أُولٰئِكَ لَهُم نَصيبٌ مِمّا كَسَبوا وَاللَّهُ سَريعُ الحِسابِ
Questi avranno la parte che si saranno meritati. Allah è rapido al conto.
- Hamza P.
- Hamza P.
e avranno parte di quel che hanno meritato, Dio conta rapidamente.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Questi avran parte in quel che si son meritati, ché Dio è rapido al conto.
- Bausani
- Bausani
Quelli avranno una parte di ciò che hanno meritato e Allàh nel fare i conti è rapido.
- Pasquini
- Pasquini
وَاذكُرُوا اللَّهَ فى أَيّامٍ مَعدودٰتٍ فَمَن تَعَجَّلَ فى يَومَينِ فَلا إِثمَ عَلَيهِ وَمَن تَأَخَّرَ فَلا إِثمَ عَلَيهِ لِمَنِ اتَّقىٰ وَاتَّقُوا اللَّهَ وَاعلَموا أَنَّكُم إِلَيهِ تُحشَرونَ
E ricordatevi di Allah nei giorni contati [164] . Ma non ci sarà peccato per chi affretta il ritorno dopo due giorni, e neppure per chi si attarda se teme Allah. Temete Allah e sappiate che sarete tutti ricondotti a Lui.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricordate Dio nei giorni computati, ma se qualcuno anticiperà, nei primi due giorni, questo non sarà una colpa per costui, né sarà una colpa se qualcuno si attarderà, se teme Dio. Abbiate timore di Dio e sappiate che voi tutti sarete radunati al Suo cospetto. [203]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E menzionate il nome di Dio in giorni numerati; ma chi si affretterà nei due primi giorni, non farà peccato, come non farà peccato chi s’indugerà, se teme Dio. Temete dunque Iddio e sappiate che avanti a Lui sarete tutti adunati.
- Bausani
- Bausani
E ricordate Allàh in giorni contati! Però chi abbrevia in due giorni, non fa peccato e non fa peccato chi ritarda la partenza. Per chi è timorato! E temete Allàh e sappiate che certamente sarete radunati a Lui (davanti).
- Pasquini
- Pasquini
وَمِنَ النّاسِ مَن يُعجِبُكَ قَولُهُ فِى الحَيوٰةِ الدُّنيا وَيُشهِدُ اللَّهَ عَلىٰ ما فى قَلبِهِ وَهُوَ أَلَدُّ الخِصامِ
Tra gli uomini c’è qualcuno di cui ti piacerà l’eloquio a proposito della vita mondana; chiama Allah a testimone di quello che ha nel cuore, quando invece è un polemico inveterato;
- Hamza P.
- Hamza P.
Tra gli uomini c’è chi ti piace per come parla della vita terrena e chiama Dio a testimone di quel che ha nel cuore, e invece è il tuo avversario più insistente. [204]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E fra gli uomini v’è qualcuno di cui ti piacerà il modo di parlare della vita terrena e che chiamerà Dio a testimonio di quel che ha nel cuore, eppure è il tuo più insistente avversario
- Bausani
- Bausani
C’è tra la gente chi sulla vita terrena fa dei discorsi che ti piacciono e chiama a testimone Allàh di ciò che egli ha in cuore, mentre invece è un acerrimo oppositore.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذا تَوَلّىٰ سَعىٰ فِى الأَرضِ لِيُفسِدَ فيها وَيُهلِكَ الحَرثَ وَالنَّسلَ وَاللَّهُ لا يُحِبُّ الفَسادَ
quando ti volge le spalle, percorre la terra spargendovi la corruzione e saccheggiando le colture e il bestiame. E Allah non ama la corruzione [165] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando ti volge le spalle, corre sulla terra per corromperla e per rovinare le messi e il bestiame – Dio non ama la corruzione –
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
e quando ti volge le spalle corre per tutta la terra a portarvi la corruzione e a rovinar le messi e gli armenti, ma Dio non ama la corruzione
- Bausani
- Bausani
Infatti, quando egli si allontana, fa opera di corruzione sulla Terra, distruggendo la campagna e la prole. Allàh non ama la corruzione!
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذا قيلَ لَهُ اتَّقِ اللَّهَ أَخَذَتهُ العِزَّةُ بِالإِثمِ فَحَسبُهُ جَهَنَّمُ وَلَبِئسَ المِهادُ
E quando gli si dice: «Temi Allah», un orgoglio criminale lo agita. L’Inferno gli basterà, che tristo giaciglio!
- Hamza P.
- Hamza P.
e quando gli si dice: «Temi Dio», è colto da un orgoglio peccaminoso.
Avrà per compenso la Geenna, che giaciglio orribile.
- Zilio Grandi
Avrà per compenso la Geenna, che giaciglio orribile.
- Zilio Grandi
e quando gli si dice: “Temi Dio!”, lo prende orgoglio peccaminoso. Gli basterà l’inferno, ma che orrendo giaciglio!
- Bausani
- Bausani
Un criminoso orgoglio si impadronisce di lui, quando gli viene detto: “Temi Allàh!”. Perciò suo destino è giahànnam [56]. Che pessima fine!
- Pasquini
- Pasquini
وَمِنَ النّاسِ مَن يَشرى نَفسَهُ ابتِغاءَ مَرضاتِ اللَّهِ وَاللَّهُ رَءوفٌ بِالعِبادِ
Ma tra gli uomini ce n’è qualcuno che ha dato tutto se stesso alla ricerca del compiacimento di Allah. Allah è dolce con i Suoi servi.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ma c’è anche, tra gli uomini, chi si sacrifica per desiderio di compiacere Dio, e Dio con i Suoi servi è mite.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma c’è anche fra gli uomini chi si sacrifica bramoso del compiacimento di Dio, e Dio è dolce coi servi.
- Bausani
- Bausani
C’è, invece, tra la gente, chi si dedica esclusivamente alla ricerca del compiacimento di Allàh. Allàh è benigno verso i Suoi servi.
- Pasquini
- Pasquini
يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنُوا ادخُلوا فِى السِّلمِ كافَّةً وَلا تَتَّبِعوا خُطُوٰتِ الشَّيطٰنِ إِنَّهُ لَكُم عَدُوٌّ مُبينٌ
O voi che credete! Entrate tutti nella Pace [166] . Non seguite le tracce di Satana. In verità egli è il vostro dichiarato nemico.
- Hamza P.
- Hamza P.
Voi che credete, entrate tutti nella pace e non seguite le orme di Satana che è un vostro chiaro nemico,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O voi che credete! Entrate tutti nella Pace e non se guite le orme di Satana, ch’è vostro nemico chiaro.
- Bausani
- Bausani
O voi che credete, tutti entrate nella pratica dell’Islām e non seguite le orme di Sciayṭān (Satana) che per voi è un nemico evidente.
- Pasquini
- Pasquini
فَإِن زَلَلتُم مِن بَعدِ ما جاءَتكُمُ البَيِّنٰتُ فَاعلَموا أَنَّ اللَّهَ عَزيزٌ حَكيمٌ
Ma se cadete ancora [in errore], dopo che avete ricevuto le prove, sappiate allora che Allah è eccelso, saggio.
- Hamza P.
- Hamza P.
e se scivolerete nell’errore dopo che avete ricevuto le prove della fede, sappiate che Dio è potente e saggio.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma se scivolerete di nuovo nell’errore dopo che avrete ricevuto prove evidenti della Fede, sappiate che Dio è potente e saggio.
- Bausani
- Bausani
Perciò, se dopo le prove che vi sono state offerte, scivolerete, sappiate che Allàh è Possente e Sapiente.
- Pasquini
- Pasquini
هَل يَنظُرونَ إِلّا أَن يَأتِيَهُمُ اللَّهُ فى ظُلَلٍ مِنَ الغَمامِ وَالمَلٰئِكَةُ وَقُضِىَ الأَمرُ وَإِلَى اللَّهِ تُرجَعُ الأُمورُ
Forse aspettano che Allah venga, avvolto in ombre di nuvole e con gli angeli [167] ? Ma tutto è ormai deciso ed è ad Allah che ritorna ogni cosa.
- Hamza P.
- Hamza P.
Cosa resta loro da attendere oltre a Dio che li afferrerà, all’ombra di nubi, insieme agli angeli? L’ordine è ormai decretato, a Dio faranno ritorno tutte le cose. [210]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Stan forse attendendo altra cosa che un soprav venire di Dio in ombre di nubi, e degli Angeli insieme? Ma tutto è ormai deciso e a Dio ritornan le cose.
- Bausani
- Bausani
Forse che aspettano qualcos’altro che non sia la venuta di Allàh, all’ombra della nuvola, in compagnia degli angeli, quando tutto sarà finito? Ogni cosa ritorna ad Allàh.
- Pasquini
- Pasquini
سَل بَنى إِسرٰءيلَ كَم ءاتَينٰهُم مِن ءايَةٍ بَيِّنَةٍ وَمَن يُبَدِّل نِعمَةَ اللَّهِ مِن بَعدِ ما جاءَتهُ فَإِنَّ اللَّهَ شَديدُ العِقابِ
Chiedi ai figli di Israele quanti segni evidenti abbiamo inviato loro. Ebbene, chi altera il favore di Allah, dopo che esso gli è giunto, allora veramente Allah è violento nel castigo.
- Hamza P.
- Hamza P.
Chiedi ai figli di Israele quanti segni chiari abbiamo dato loro, e chi altera la grazia di Dio dopo che gli è giunta, costui Dio lo punisce con violenza.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Domanda ai figli di Israele quanti Segni chiari abbiam loro inviati, ma chi adultera la grazia di Dio che gli è giunta, ebbene Dio violentemente castiga.
- Bausani
- Bausani
Chiedi ai figli d’Israele quanti chiari segni abbiamo dato loro. Sappia chi altera la Grazia di Allàh, dopo che l’ha ricevuta, che Allàh è severo nel castigo.
- Pasquini
- Pasquini
زُيِّنَ لِلَّذينَ كَفَرُوا الحَيوٰةُ الدُّنيا وَيَسخَرونَ مِنَ الَّذينَ ءامَنوا وَالَّذينَ اتَّقَوا فَوقَهُم يَومَ القِيٰمَةِ وَاللَّهُ يَرزُقُ مَن يَشاءُ بِغَيرِ حِسابٍ
Ai miscredenti abbiamo reso piacevole la vita terrena ed essi scherniscono i credenti. Ma coloro che saranno stati timorati saranno superiori a loro nel Giorno della Resurrezione. Allah dà a chi vuole, senza contare.
- Hamza P.
- Hamza P.
La vita terrena è parsa bella ai miscredenti che si fanno beffe dei credenti, ma quelli che temono Dio saranno sopra di loro nel giorno della resurrezione, Dio favorisce chi vuole, senza contare.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
È tutta adorna, per quei che non credono, la vita del mondo, per quelli che scherniscono j credenti. Ma coloro che temono Dio saranno alti sopra di loro nel giorno della Resurrezione, ché Dio dà della Sua provvidenza a chi vuole, senza contarla.
- Bausani
- Bausani
A coloro che rifiutano di credere è stata resa attraente la vita terrena ed essi si fanno beffe dei credenti, ma coloro che temono saranno posti al di sopra di loro, nel Giorno della Resurrezione, e Allàh provvede in favore di chi vuole senza fare conteggi.
- Pasquini
- Pasquini
كانَ النّاسُ أُمَّةً وٰحِدَةً فَبَعَثَ اللَّهُ النَّبِيّۦنَ مُبَشِّرينَ وَمُنذِرينَ وَأَنزَلَ مَعَهُمُ الكِتٰبَ بِالحَقِّ لِيَحكُمَ بَينَ النّاسِ فيمَا اختَلَفوا فيهِ وَمَا اختَلَفَ فيهِ إِلَّا الَّذينَ أوتوهُ مِن بَعدِ ما جاءَتهُمُ البَيِّنٰتُ بَغيًا بَينَهُم فَهَدَى اللَّهُ الَّذينَ ءامَنوا لِمَا اختَلَفوا فيهِ مِنَ الحَقِّ بِإِذنِهِ وَاللَّهُ يَهدى مَن يَشاءُ إِلىٰ صِرٰطٍ مُستَقيمٍ
Gli uomini formavano un’unica comunità [168] . Allah poi inviò loro i profeti in qualità di nunzi e ammonitori; fece scendere su di loro la Scrittura con la verità, affinché si ponesse come criterio tra le genti a proposito di ciò su cui divergevano. E disputarono, ribelli gli uni contro gli altri, proprio coloro che lo avevano. Eppure erano giunte loro le prove! Allah, con la Sua volontà, guidò coloro che credettero [169] a quella parte di Verità sulla quale gli altri litigavano. Allah guida chi vuole sulla retta Via.
- Hamza P.
- Hamza P.
Un tempo gli uomini formavano una sola comunità. Dio ha inviato i profeti ad avvertire e ad ammonire, e insieme a loro ha fatto discendere il libro in tutta verità per giudicare delle discordie sorte tra gli uomini. E oggetto delle discordie altro non fu che il libro, tra quelli a cui era stato rivelato, dopo che erano giunte loro le prove chiare, per reciproca invidia.
Ma Dio ha guidato i credenti verso quella verità sulla quale, con il Suo permesso, essi erano stati discordi, Dio guida chi vuole sulla via diritta. [213]
- Zilio Grandi
Ma Dio ha guidato i credenti verso quella verità sulla quale, con il Suo permesso, essi erano stati discordi, Dio guida chi vuole sulla via diritta. [213]
- Zilio Grandi
Erano un tempo, gli uomini, una nazione sola; e Dio mandò i Profeti, araldi e ammonitori, e con loro rivelò il Libro pieno di verità per giudicare delle divergenze sorte fra gli uomini; e le divergenze sorsero proprio sul Libro fa quelli cui esso fu dato, dopo le prove chiare che ebbero, per mutua gelosia. Ma Dio guidò quei che credettero verso quel Vero sul quale, col suo permesso, eran stati discordi, perché Dio guida chi vuole al retto sentiero.
- Bausani
- Bausani
L’umanità era un tempo un’unica comunità. Allàh suscitò i Profeti per annunciare la buona novella e ammonire. Egli con essi fece scendere il Libro, contenente la Verità, per dirimere le controversie tra gli uomini sul messaggio in esso contenuto. E non ci fu controversia su di esso, tra coloro che lo avevano ricevuto, se non per astio reciproco dopo che furon giunte loro le prove evidenti. Allàh, però, guida coloro che credono, facendo loro conoscere, con il Suo permesso, la Verità su quanto aveva formato oggetto di controversia. Allàh, infatti, guida chi vuole su un sentiero diritto.
- Pasquini
- Pasquini
أَم حَسِبتُم أَن تَدخُلُوا الجَنَّةَ وَلَمّا يَأتِكُم مَثَلُ الَّذينَ خَلَوا مِن قَبلِكُم مَسَّتهُمُ البَأساءُ وَالضَّرّاءُ وَزُلزِلوا حَتّىٰ يَقولَ الرَّسولُ وَالَّذينَ ءامَنوا مَعَهُ مَتىٰ نَصرُ اللَّهِ أَلا إِنَّ نَصرَ اللَّهِ قَريبٌ
Credete forse [170] che entrerete nel Paradiso senza provare quello che provarono coloro che furono prima di voi? Furono toccati da disgrazie e calamità e furono talmente scossi, che il Messaggero e coloro che erano con lui gridarono: «Quando verrà il soccorso di Allah?». Non è forse vicino il soccorso di Allah?
- Hamza P.
- Hamza P.
Credete di entrare nel giardino senza patire ciò che patirono quelli prima di voi? Toccò loro l’angustia e la calamità, e hanno vacillato. E così l’inviato, insieme ai credenti, dirà: «Quando arriverà il soccorso di Dio? Il soccorso di Dio non è prossimo?».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Credete forse di entrare in Paradiso senza che vi tocchino cose si mili a quelle avvenute a coloro che v’han preceduti? Li close angustia ed angoscia, e tentennarono, sì che disse il Messaggero di Dio insieme con quei che credettero: “Quando verrà il soccorso di Dio? Non è dunque il soccorso di Dio vicino?”
- Bausani
- Bausani
Pensate forse voi d’entrare in Paradiso (senza difficoltà)? Ben conoscete l’esempio di coloro che vissero prima di voi! Furono colpiti da ogni genere di avversità e furono sconquassati a tal punto che l’Apostolo e coloro che avevano creduto con lui dissero: “Quando (arriva) l’aiuto di Allàh?”. In verità, l’aiuto d’Allàh è vicino.
- Pasquini
- Pasquini
يَسـَٔلونَكَ ماذا يُنفِقونَ قُل ما أَنفَقتُم مِن خَيرٍ فَلِلوٰلِدَينِ وَالأَقرَبينَ وَاليَتٰمىٰ وَالمَسٰكينِ وَابنِ السَّبيلِ وَما تَفعَلوا مِن خَيرٍ فَإِنَّ اللَّهَ بِهِ عَليمٌ
Ti chiederanno: «Cosa dobbiamo dare in elemosina?». Di’: «I beni che erogate siano destinati ai genitori, ai parenti, agli orfani, ai poveri e ai viandanti diseredati. E Allah conosce tutto il bene che fate».
- Hamza P.
- Hamza P.
Ti chiederanno cosa devono dare in carità. Rispondi: «Quel che donate del bene che possedete sia per i genitori, i parenti, gli orfani, i poveri, i viandanti, e tutto il bene che farete Dio lo conoscerà». [215]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ti chiederanno che cosa dovran dar via dei loro beni. Rispondi: “Quel che date via delle vostre sostanze sia per i genitori, i parenti, gli orfani, i poveri, i viandanti; tutto ciò che farete di bene, Dio lo saprà”.
- Bausani
- Bausani
Ti chiedono cosa elargire. Di’: “Ciò che elargirete di bene (datelo) ai genitori, ai parenti prossimi, agli orfani, ai poveri e ai viandanti. E (sappiate che) quanto voi fate di bene Allàh lo sa”.
- Pasquini
- Pasquini
كُتِبَ عَلَيكُمُ القِتالُ وَهُوَ كُرهٌ لَكُم وَعَسىٰ أَن تَكرَهوا شَيـًٔا وَهُوَ خَيرٌ لَكُم وَعَسىٰ أَن تُحِبّوا شَيـًٔا وَهُوَ شَرٌّ لَكُم وَاللَّهُ يَعلَمُ وَأَنتُم لا تَعلَمونَ
Vi è stato ordinato di combattere, anche se non lo gradite [171] . Ebbene, è possibile che abbiate avversione per qualcosa che invece è un bene per voi, e può darsi che amiate una cosa che invece vi è nociva. Allah sa e voi non sapete.
- Hamza P.
- Hamza P.
Vi è prescritta la guerra anche se vi dispiacerà. Può darsi che vi dispiaccia qualcosa che invece è un bene per voi e può darsi che vi piaccia qualcosa che invece è un male per voi, Dio sa e voi non sapete. [216]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
V’è prescritta la guerra anche se ciò possa spiacervi: ché può darsi vi spiaccia qualcosa che è invece un bene per voi, e può darsi vi piaccia qualcosa, mentre invece è un male per voi, ma Dio sa e voi non sapete.
- Bausani
- Bausani
Vi è prescritto il combattimento, ma esso vi dispiace. Può darsi che vi dispiaccia una cosa nella quale c’è bene per voi; e può darsi che vi piaccia una cosa nella quale c’è male per voi. Allàh sa, mentre voi non sapete.
- Pasquini
- Pasquini
يَسـَٔلونَكَ عَنِ الشَّهرِ الحَرامِ قِتالٍ فيهِ قُل قِتالٌ فيهِ كَبيرٌ وَصَدٌّ عَن سَبيلِ اللَّهِ وَكُفرٌ بِهِ وَالمَسجِدِ الحَرامِ وَإِخراجُ أَهلِهِ مِنهُ أَكبَرُ عِندَ اللَّهِ وَالفِتنَةُ أَكبَرُ مِنَ القَتلِ وَلا يَزالونَ يُقٰتِلونَكُم حَتّىٰ يَرُدّوكُم عَن دينِكُم إِنِ استَطٰعوا وَمَن يَرتَدِد مِنكُم عَن دينِهِ فَيَمُت وَهُوَ كافِرٌ فَأُولٰئِكَ حَبِطَت أَعمٰلُهُم فِى الدُّنيا وَالءاخِرَةِ وَأُولٰئِكَ أَصحٰبُ النّارِ هُم فيها خٰلِدونَ
Ti chiedono del combattimento nel mese sacro. Di’: «Combattere in questo tempo è un grande peccato, ma più grave è frapporre ostacoli sul sentiero di Allah e distogliere da Lui e dalla Santa Moschea. Ma, di fronte ad Allah, peggio ancora scacciarne gli abitanti. L’oppressione [172] è peggiore dell’omicidio. Ebbene, essi non smetteranno di combattervi fino a farvi allontanare dalla vostra religione, se lo potessero. E chi di voi rinnegherà la fede e morirà nella miscredenza, ecco chi avrà fallito in questa vita e nell’altra. Ecco i compagni del Fuoco: vi rimarranno in perpetuo».
- Hamza P.
- Hamza P.
Ti chiederanno se la guerra è lecita nel mese sacro. Rispondi: «La guerra in quel mese è un peccato grave ma allontanare gli altri dalla via di Dio, rinnegare Lui e la sacra moschea e scacciare di lì la sua gente è un peccato più grave presso Dio, la discordia è peggiore dell’uccisione. Non smetteranno di combattervi finché non vi toglieranno dalla vostra fede se lo potranno fare, e quanto a quelli di voi che avranno abbandonato la loro fede e saranno morti nell’empietà, tutte le loro azioni in questo mondo e nell’aldilà saranno vanificate, ecco quelli del fuoco, dove resteranno in eterno. [217]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ti chiederanno se è lecito far guerra nel mese sacro. Rispondi: “Far guerra in quel mese è peccato grave. Ma più grave è agli occhi di Dio stornare dalla via di Dio, bestemmiare Lui e il Sacro Tempio e scacciarne la Sua gente, poiché lo scandalo è peggiore dell’uccidere, e costoro non cesseranno di combattervi fino a quando loro riuscisse di farvi apostatar dalla fede; quanto a quelli di voi che avranno abbandonato la fede e saran morti negando, vane saranno tutte le opere loro in questo e nell’altro mondo, e saran dannati al fuoco, dove rimarranno in eterno.
- Bausani
- Bausani
Ti chiedono se nel Mese sacro [57] è lecito combattere. Rispondi: “Combattere in esso è grande peccato, però l’allontanamento dalla via di Allàh, rifiutare Lui e la Sacra Moschea [58] (al Pellegrinaggio) e l’espulsione da essa dei suoi abitanti è peccato più grande presso Allàh”. Infatti, la persecuzione è più grave dell’uccisione. Non cesseranno di combattervi finché non vi avranno fatto rinnegare la vostra religione, se potranno! Però chi di voi, dopo avere rinnegato la sua religione, morirà in istato di miscredenza (avrà una sorte spaventosa), poiché quelli avranno fallito nella vita terrena e in quella futura. Quelli sono i compagni del fuoco, nel quale in eterno rimarranno.
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّ الَّذينَ ءامَنوا وَالَّذينَ هاجَروا وَجٰهَدوا فى سَبيلِ اللَّهِ أُولٰئِكَ يَرجونَ رَحمَتَ اللَّهِ وَاللَّهُ غَفورٌ رَحيمٌ
In verità, coloro che hanno creduto, sono emigrati [173] e hanno combattuto sulla via di Allah, questi sperano nella misericordia di Allah. Allah è perdonatore, misericordioso.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ma quelli che hanno creduto e sono emigrati e hanno lottato sul sentiero di Dio, ecco coloro che sperano nella misericordia di Dio, Dio è Colui che perdona, pieno di pietà».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma quelli che credettero, e che emigrarono, e lottarono sulla via di Dio, posson sperare la misericordia di Dio, che Dio perdona misericorde”.
- Bausani
- Bausani
In verità, coloro che credono e coloro che sono emigrati e che combattono per la Causa di Allàh, quelli sperano nella misericordia di Allàh. E Allàh è Perdonatore Clementissimo.
- Pasquini
- Pasquini
يَسـَٔلونَكَ عَنِ الخَمرِ وَالمَيسِرِ قُل فيهِما إِثمٌ كَبيرٌ وَمَنٰفِعُ لِلنّاسِ وَإِثمُهُما أَكبَرُ مِن نَفعِهِما وَيَسـَٔلونَكَ ماذا يُنفِقونَ قُلِ العَفوَ كَذٰلِكَ يُبَيِّنُ اللَّهُ لَكُمُ الءايٰتِ لَعَلَّكُم تَتَفَكَّرونَ
Ti chiedono del vino e del gioco d’azzardo. Di’: «In entrambi c’è un grande peccato e qualche vantaggio per gli uomini, ma in entrambi il peccato è maggiore del beneficio!» [174] . E ti chiedono: «Cosa dobbiamo dare in elemosina?». Di’: «Il sovrappiù». Così Allah vi espone i Suoi segni, affinché meditiate
- Hamza P.
- Hamza P.
Ti chiederanno del vino e del maysir. Rispondi: «In entrambi c’è un peccato grave e anche un vantaggio per gli uomini, però il peccato è maggiore del vantaggio». Ti chiederanno quanto devono donare in carità. Rispondi: «Donate il superfluo. Così Dio spiega i Suoi segni affinché meditiate [219]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ti domanderanno ancora del vino e del maysir. Rispondi: “C’è peccato grave e ci sono vantaggi per gli uomini in ambe le cose: ma il peccato è più grande del vantaggio”. Ti domanderanno quanto dovranno dare in elemosina. Rispondi: “Date il superfluo. Così Iddio vi dichiara i suoi segni acciocché meditate,
- Bausani
- Bausani
Ti fanno domande a proposito delle bevande alcooliche e del gioco d’azzardo. Tu rispondi: “In quelle e in questo c’è un grande peccato e un vantaggio per gli uomini, però il peccato è maggiore del vantaggio”. Ti fanno domande a proposito di cosa elargire. Rispondi: “Il superfluo!”. In questo modo Allàh chiarisce i Segni, affinché meditiate.
- Pasquini
- Pasquini
فِى الدُّنيا وَالءاخِرَةِ وَيَسـَٔلونَكَ عَنِ اليَتٰمىٰ قُل إِصلاحٌ لَهُم خَيرٌ وَإِن تُخالِطوهُم فَإِخوٰنُكُم وَاللَّهُ يَعلَمُ المُفسِدَ مِنَ المُصلِحِ وَلَو شاءَ اللَّهُ لَأَعنَتَكُم إِنَّ اللَّهَ عَزيزٌ حَكيمٌ
su questa vita e sull’altra. E ti interrogano a proposito degli orfani. Di’: «Far loro del bene è l’azione migliore. E se vi occupate dei loro affari, considerate che sono vostri fratelli!». Allah sa distinguere chi semina il disordine da chi fa il bene. Se Allah avesse voluto, vi avrebbe afflitti. Egli è potente e saggio!
- Hamza P.
- Hamza P.
sulle cose del mondo e sull’aldilà». Ti chiederanno degli orfani. Rispondi: «Beneficarli è una buona azione, e se mescolerete i loro affari ai vostri allora essi saranno i vostri fratelli. Dio distingue chi porta la corruzione da chi fa il bene, se Dio volesse vi tormenterebbe, Egli è potente e saggio». [220]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
sulle cose di questo mondo e del mondo dell’Oltre”. E ancora ti chiederanno degli orfani. Rispondi: “Amministrare bene le loro sostanze è bene. E se mescolate i vostri affari con i loro sappiate che son vostri fratelli, e Dio distingue chi amministra male da chi ammini stra bene, e se Dio volesse potrebbe duramente punirvi, ché è potente e saggio”.
- Bausani
- Bausani
Sulla vita terrena e sulla vita futura (riflettete)! Ti fanno domande a proposito degli orfani. Rispondi: “La cosa migliore è fare loro del bene!”. Se mettete insieme con il vostro il loro patrimonio, essi sono vostri fratelli. Allàh sa distinguere l’iniquo dal benefattore! Se Allàh l’avesse voluto, avrebbe potuto crearvi delle difficoltà. In verità, Allàh è Possente e Sapiente.
- Pasquini
- Pasquini
وَلا تَنكِحُوا المُشرِكٰتِ حَتّىٰ يُؤمِنَّ وَلَأَمَةٌ مُؤمِنَةٌ خَيرٌ مِن مُشرِكَةٍ وَلَو أَعجَبَتكُم وَلا تُنكِحُوا المُشرِكينَ حَتّىٰ يُؤمِنوا وَلَعَبدٌ مُؤمِنٌ خَيرٌ مِن مُشرِكٍ وَلَو أَعجَبَكُم أُولٰئِكَ يَدعونَ إِلَى النّارِ وَاللَّهُ يَدعوا إِلَى الجَنَّةِ وَالمَغفِرَةِ بِإِذنِهِ وَيُبَيِّنُ ءايٰتِهِ لِلنّاسِ لَعَلَّهُم يَتَذَكَّرونَ
Non sposate [175] le [donne] associatrici finché non avranno creduto, ché certamente una schiava credente è meglio di una associatrice, anche se questa vi piace. E non date spose agli associatori finché non avranno creduto, ché, certamente, uno schiavo credente è meglio di un associatore, anche se questi vi piace. Costoro vi invitano al Fuoco, mentre Allah, per Sua grazia, vi invita al Paradiso e al perdono. E manifesta ai popoli i segni Suoi affinché essi li ricordino.
- Hamza P.
- Hamza P.
Non sposate donne idolatre finché non abbiano creduto, è meglio una schiava credente di una sposa idolatra, anche se vi piace. Non date donne credenti in spose a degli idolatri finché essi non abbiano creduto, è meglio lo schiavo credente di uno sposo idolatra, anche se vi piace. Gli idolatri vi chiamano al fuoco mentre Dio vi chiama al giardino e al perdono se Egli vuole, e spiega i Suoi segni agli uomini affinché ricordino. [221]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Non sposate donne idolatre finché non abbian creduto, ché è meglio una schiava credente che una donna ido latra, anche se questa vi piace, e non date spose donne credenti a idolatri finché essi non abbian creduto, perché lo schiavo credente è meglio di un uomo idolatra, anche se questi vi piaccia. Quelli invitano al fuoco, ma Iddio invita ai giardini del cielo e al perdono, se vuole; e dichiara i Suoi segni agli uomini a ché essi si rammentin di Lui.
- Bausani
- Bausani
Non sposate le donne politeiste, fino a quando non credano; infatti, una ancella credente è meglio di una politeista, per quanto quest’ultima possa ammaliarvi. Non sposate i politeisti, fino a quando non credano. Certamente, un servitore credente è meglio di un politeista, per quanto possa piacervi. Quelli invitano al fuoco, mentre Allàh invita al Paradiso e al perdono, con il Suo permesso. Egli spiega con chiarezza i Suoi Segni agli uomini, affinché se ne ricordino.
- Pasquini
- Pasquini
وَيَسـَٔلونَكَ عَنِ المَحيضِ قُل هُوَ أَذًى فَاعتَزِلُوا النِّساءَ فِى المَحيضِ وَلا تَقرَبوهُنَّ حَتّىٰ يَطهُرنَ فَإِذا تَطَهَّرنَ فَأتوهُنَّ مِن حَيثُ أَمَرَكُمُ اللَّهُ إِنَّ اللَّهَ يُحِبُّ التَّوّٰبينَ وَيُحِبُّ المُتَطَهِّرينَ
Ti chiederanno dei [rapporti durante i] mestrui. Di’: «Sono un danno [176] . Non accostatevi alle vostre spose durante i mestrui e non avvicinatele prima che si siano purificate. Quando poi si saranno purificate, avvicinatele nel modo che Allah vi ha comandato» [177] .
In verità Allah ama coloro che si pentono e coloro che si purificano.
- Hamza P.
In verità Allah ama coloro che si pentono e coloro che si purificano.
- Hamza P.
Ti chiederanno delle mestruazioni. Rispondi: «È una sozzura. Astenetevi dalle donne durante le mestruazioni e non accostatevi a loro finché siano purificate, e quando sono purificate vi accosterete a loro nel modo che Dio vi ha ordinato, Dio ama chi si pente, ama chi è puro». [222]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ti do manderanno ancora delle mestruazioni. Rispondi: “È cosa immonda. Pertanto astenetevi dalle donne durante le mestruazioni e non avvicinatevi loro finché non si siano purificate, e quando si saranno purificate accostatevi a loro dalla parte che Dio v’ha comandato, poiché Dio ama i pentiti, ama i puri”
- Bausani
- Bausani
Ti fanno domande a proposito della mestruazione. Rispondi: “È un’impurità!”. Perciò state lontani dalle vostre mogli mentre sono mestruate e non abbiate con esse rapporti sessuali, finché il mestruo non sia cessato. Quando è cessato, fate pure l’amore con esse, come comanda Allàh. In verità, Allàh ama coloro che si pentono e che si purificano.
- Pasquini
- Pasquini
نِساؤُكُم حَرثٌ لَكُم فَأتوا حَرثَكُم أَنّىٰ شِئتُم وَقَدِّموا لِأَنفُسِكُم وَاتَّقُوا اللَّهَ وَاعلَموا أَنَّكُم مُلٰقوهُ وَبَشِّرِ المُؤمِنينَ
Le vostre spose per voi sono come un campo [178] Venite pure al vostro campo come volete [179] , ma predisponetevi [180] ; temete Allah e sappiate che Lo incontrerete. Danne la lieta novella ai credenti!
- Hamza P.
- Hamza P.
Le vostre donne sono come un campo per voi. Recatevi al vostro campo come volete ma premettete, a vostro vantaggio, una buona azione e temete Dio e sappiate che Lo incontrerete, di questo porta ai credenti un annuncio lieto. [223]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Le vostre donne sono come un campo pei voi, venite dunque al vostro campo a vostro piacere, ma premettete qualche atto pio, utile a voi, e temete Iddio, e sappiate che lo incontrerete: dànne la lieta novella ai credenti.
- Bausani
- Bausani
Le vostre mogli sono per voi un campo, entrate, perciò, nel vostro campo come meglio desiderate, facendovi precedere da qualcosa in vostro favore! Siate timorati di Allàh e sappiate che, indubitabilmente, un giorno, voi Lo incontrerete. Annuncia la buona novella ai credenti.
- Pasquini
- Pasquini
وَلا تَجعَلُوا اللَّهَ عُرضَةً لِأَيمٰنِكُم أَن تَبَرّوا وَتَتَّقوا وَتُصلِحوا بَينَ النّاسِ وَاللَّهُ سَميعٌ عَليمٌ
Con i vostri giuramenti non fate di Allah un ostacolo all’essere caritatevoli, devoti e riconciliatori fra gli uomini [181].
Allah è Colui che tutto ascolta e conosce.
- Hamza P.
Allah è Colui che tutto ascolta e conosce.
- Hamza P.
Non giurate su Dio che sarete giusti e avrete timore di Dio e metterete pace tra gli uomini, Dio sa e ascolta.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Non fate di Dio l’oggetto dei vostri giuramenti, che sarete giusti, che temerete Dio e che metterete pace fra gli uomini, poiché Dio sa ed ascolta.
- Bausani
- Bausani
Per essere religiosi, timorati di Allàh e mettere pace tra gli uomini, non c’è proprio bisogno di giurare su Allàh. Allàh è Audiente e Sciente.
- Pasquini
- Pasquini
لا يُؤاخِذُكُمُ اللَّهُ بِاللَّغوِ فى أَيمٰنِكُم وَلٰكِن يُؤاخِذُكُم بِما كَسَبَت قُلوبُكُم وَاللَّهُ غَفورٌ حَليمٌ
Allah non vi punirà per la leggerezza nei vostri giuramenti, vi punirà per ciò che i vostri cuori avranno espresso [182] . Allah è perdonatore paziente.
- Hamza P.
- Hamza P.
Dio non vi punirà per la leggerezza nei vostri giuramenti ma vi punirà per ciò che il vostro cuore si è guadagnato, Dio è indulgente e compassionevole.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dio comunque non vi riprenderà per una svista nei vostri giuramenti, bensì vi riprenderà per ciò che avranno inteso fare i vostri cuori, e Dio è misericordioso e benigno.
- Bausani
- Bausani
Allàh non vi riprende per il vaniloquio nei vostri giuramenti, bensì per ciò che hanno meritato i vostri cuori e Allàh è Perdonatore e Indulgente.
- Pasquini
- Pasquini
لِلَّذينَ يُؤلونَ مِن نِسائِهِم تَرَبُّصُ أَربَعَةِ أَشهُرٍ فَإِن فاءو فَإِنَّ اللَّهَ غَفورٌ رَحيمٌ
Per coloro che giurano di astenersi dalle loro donne, è fissato il termine di quattro mesi [183] . Se recedono, Allah è perdonatore, misericordioso.
- Hamza P.
- Hamza P.
A quelli che hanno giurato di separarsi dalle loro donne è imposta un’attesa di quattro mesi. Se ritorneranno sul loro proposito, ebbene, Dio perdona ed è compassionevole, [226]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
A coloro che giurano di separarsi dalle loro donne è imposta un’attesa di quattro mesi. Se ritornano sul loro proposito, ebbene Dio è indulgente e perdona,
- Bausani
- Bausani
Per coloro che con un giuramento si privano delle loro mogli è dato un termine di quattro mesi. Se ci ripensano, Allàh è Perdonatore e Clementissimo.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِن عَزَمُوا الطَّلٰقَ فَإِنَّ اللَّهَ سَميعٌ عَليمٌ
Ma se poi decidono il divorzio, in verità Allah ascolta e conosce.
- Hamza P.
- Hamza P.
se invece resteranno saldi sul proposito di ripudio, Dio è Colui che ascolta e conosce.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
e se poi saran confermati nella loro decisione di divorziarle, Iddio ascolta e conosce.
- Bausani
- Bausani
Se invece si decidono al divorzio, Allàh è Audiente e Sciente
- Pasquini
- Pasquini
وَالمُطَلَّقٰتُ يَتَرَبَّصنَ بِأَنفُسِهِنَّ ثَلٰثَةَ قُروءٍ وَلا يَحِلُّ لَهُنَّ أَن يَكتُمنَ ما خَلَقَ اللَّهُ فى أَرحامِهِنَّ إِن كُنَّ يُؤمِنَّ بِاللَّهِ وَاليَومِ الءاخِرِ وَبُعولَتُهُنَّ أَحَقُّ بِرَدِّهِنَّ فى ذٰلِكَ إِن أَرادوا إِصلٰحًا وَلَهُنَّ مِثلُ الَّذى عَلَيهِنَّ بِالمَعروفِ وَلِلرِّجالِ عَلَيهِنَّ دَرَجَةٌ وَاللَّهُ عَزيزٌ حَكيمٌ
Le donne divorziate osservino un ritiro della durata di tre cicli [184] , e non è loro permesso nascondere quello che Allah ha creato nei loro ventri, se credono in Allah e nell’Ultimo Giorno. E i loro sposi avranno priorità se, volendosi riconciliare, le riprenderanno durante questo periodo. Esse hanno diritti equivalenti ai loro doveri, in base alle buone consuetudini, ma gli uomini hanno maggior responsabilità [185] . Allah è potente, è saggio.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quanto alle donne ripudiate, prima di risposarsi attenderanno tre cicli mestruali. Non è concesso loro occultare quel che Dio ha creato nel loro ventre se credono in Dio e nell’ultimo giorno, e se i loro mariti vorranno rappacificarsi con loro, è più giusto che le riprendano mentre si trovano in quello stato. Esse agiranno con i mariti come i mariti agiranno con loro, in modo conveniente, tuttavia gli uomini sono un gradino più in alto, Dio è potente e saggio. [228]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quanto alle divorziate, attendano, prima di rimaritarsi, per tre periodi mestruali. E non è loro lecito nascondere quel che Iddio ha creato nel loro ventre, se esse credono in Dio e nell’ultimo Giorno. Ché è più giu sto che i loro mariti le riprendano quando si trovano in questo stato, se vogliono rappacificarsi. Esse agiscano coi mariti come i mariti agiscono con loro, con gentilezza; tuttavia gli uomini sono un gradino più in alto, e Dio è potente c saggio.
- Bausani
- Bausani
Le divorziate devono attendere (prima di risposarsi) per loro stesse tre periodi e non è loro lecito nascondere ciò che Allàh sta creando nei loro uteri, se sono credenti in Allàh e nell’ultimo giorno. Le loro mogli, è più giusto da parte dei mariti che in questo periodo le riprendano come mogli [tornando sui loro passi], se vogliono una composizione. Esse hanno diritti come pure doveri, in forma amichevole, però, i mariti sono rispetto a esse un gradino più su. Allàh è Possente e Sapiente.
- Pasquini
- Pasquini
الطَّلٰقُ مَرَّتانِ فَإِمساكٌ بِمَعروفٍ أَو تَسريحٌ بِإِحسٰنٍ وَلا يَحِلُّ لَكُم أَن تَأخُذوا مِمّا ءاتَيتُموهُنَّ شَيـًٔا إِلّا أَن يَخافا أَلّا يُقيما حُدودَ اللَّهِ فَإِن خِفتُم أَلّا يُقيما حُدودَ اللَّهِ فَلا جُناحَ عَلَيهِما فيمَا افتَدَت بِهِ تِلكَ حُدودُ اللَّهِ فَلا تَعتَدوها وَمَن يَتَعَدَّ حُدودَ اللَّهِ فَأُولٰئِكَ هُمُ الظّٰلِمونَ
Si può divorziare due volte. Dopo di che, trattenetele convenientemente o rimandatele [186] con bontà; e non vi è permesso riprendervi nulla di quello che avevate donato loro [187] , a meno che entrambi non temano di trasgredire i limiti di Allah [188] . Se temete di non poter osservare i limiti di Allah, allora non ci sarà colpa se la donna si riscatta [189] . Ecco i limiti di Allah, non li sfiorate. E coloro che trasgrediscono i termini di Allah, quelli sono i prevaricatori.
- Hamza P.
- Hamza P.
Il ripudio potrà avvenire due volte dopodiché terrete la donna presso di voi, come si conviene, oppure la allontanerete con bontà, e non vi è concesso riprendere nulla di quel che le avete donato; a meno che entrambi non temano di non osservare i termini di Dio, perché se temono di non osservare i termini di Dio allora non sarà peccato per loro se la moglie offrirà una compensazione.
Questi sono i termini di Dio, non li trasgredite perché quelli che trasgrediscono i termini di Dio sono i colpevoli. [229]
- Zilio Grandi
Questi sono i termini di Dio, non li trasgredite perché quelli che trasgrediscono i termini di Dio sono i colpevoli. [229]
- Zilio Grandi
II ripudio v’è concesso due volte: poi dovete o ritenerla con gentilezza presso di voi, o rimandarla con dolcezza; e non v’è lecito riprendervi nulla di quel che avete loro dato; a meno che ambedue non temano di non poter osservare le leggi di Dio, ché se temono di non poter osservare le leggi di Dio, non sarà peccato se la moglie si riscatterà pagando una somma. Questi sono i termini di Dio: non oltrepassateti, ché quelli che oltrepassano i termini di Dio, sono gli empi.
- Bausani
- Bausani
La dichiarazione di divorzio può essere fatta soltanto due volte. Poi, o ripresa del rapporto coniugale, in forma amichevole, oppure congedo con gentilezza. Non vi è lecito riprendervi quanto avete loro donato, salvo che lui e lei temano di non osservare i limiti di Allàh; perciò, se temono di non osservare i limiti di Allàh, non sarà fatto carico a lui e a lei in ciò che ella paga per il riscatto. Questi sono i limiti posti da Allàh e chiunque oltrepassa i limiti posti da Allàh è un prevaricatore.
- Pasquini
- Pasquini
فَإِن طَلَّقَها فَلا تَحِلُّ لَهُ مِن بَعدُ حَتّىٰ تَنكِحَ زَوجًا غَيرَهُ فَإِن طَلَّقَها فَلا جُناحَ عَلَيهِما أَن يَتَراجَعا إِن ظَنّا أَن يُقيما حُدودَ اللَّهِ وَتِلكَ حُدودُ اللَّهِ يُبَيِّنُها لِقَومٍ يَعلَمونَ
Se divorzia da lei [per la terza volta] non sarà più lecita per lui finché [190] non abbia sposato un altro. E se questi divorzia da lei, allora non ci sarà peccato per nessuno dei due se si riprendono, purché pensino di poter osservare i limiti di Allah.
Ecco i limiti di Allah, che Egli manifesta alle genti che comprendono.
- Hamza P.
Ecco i limiti di Allah, che Egli manifesta alle genti che comprendono.
- Hamza P.
Dunque, se un uomo avrà ripudiato sua moglie, essa non gli sarà più lecita se prima non avrà sposato un altro uomo e, se costui la ripudierà a sua volta, non sarà una colpa se i due coniugi si riuniranno nuovamente, se riterranno di poter osservare i termini di Dio. Ecco i termini di Dio che Egli spiega a gente che sa.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dunque se uno ripudia per la terza volta la moglie essa non potrà più lecitamente tornare da lui se non sposa prima un altro marito; il quale se a sua volta la divorzia, non sarà peccato se i due coniugi si ricongiungano, se pensano di poter osservare le leggi di Dio. Questi sono i termini di Dio che Egli dichiara a uomini che comprendono.
- Bausani
- Bausani
Se il marito la divorzia dopo le due volte, non è lecito a lui sposarla fino a quando non sia stata divorziata da un altro marito da lei sposato dopo il divorzio. In questo caso non è per loro un peccato risposarsi, se pensano di osservare i limiti posti da Allàh. Questi sono i limiti di Allàh, che Egli espone con chiarezza a gente che sa.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذا طَلَّقتُمُ النِّساءَ فَبَلَغنَ أَجَلَهُنَّ فَأَمسِكوهُنَّ بِمَعروفٍ أَو سَرِّحوهُنَّ بِمَعروفٍ وَلا تُمسِكوهُنَّ ضِرارًا لِتَعتَدوا وَمَن يَفعَل ذٰلِكَ فَقَد ظَلَمَ نَفسَهُ وَلا تَتَّخِذوا ءايٰتِ اللَّهِ هُزُوًا وَاذكُروا نِعمَتَ اللَّهِ عَلَيكُم وَما أَنزَلَ عَلَيكُم مِنَ الكِتٰبِ وَالحِكمَةِ يَعِظُكُم بِهِ وَاتَّقُوا اللَّهَ وَاعلَموا أَنَّ اللَّهَ بِكُلِّ شَيءٍ عَليمٌ
Quando divorziate dalle vostre spose, e sia trascorso il ritiro, riprendetele secondo le buone consuetudini o rimandatele secondo le buone consuetudini [191] . Ma non trattenetele con la forza, sarebbe una trasgressione e chi lo facesse mancherebbe contro se stesso. Non burlatevi dei segni di Allah. Ricordate i benefici che Allah vi ha concesso e ciò che ha fatto scendere della Scrittura e della Saggezza, con i quali vi ammonisce. Temete Allah e sappiate che in verità Allah conosce tutte le cose.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando avrete ripudiato le donne ed esse avranno trascorso il periodo stabilito, le terrete presso di voi, in modo conveniente, oppure in modo conveniente le allontanerete e non le terrete con voi ingiustamente, chi agirà così farà torto a se stesso. Non fatevi beffe dei segni di Dio ma siate riconoscenti per la grazia che Dio vi ha dato, per il libro che vi ha rivelato e la sapienza con cui vi ammonisce. Temete Dio e sappiate che Dio conosce ogni cosa.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando ripudiate le donne e sian giunte al termine fissato per il ripudio, ritenetele con gentilezza o con gentilezza rimandatele, e non trattenetele a forza trattandole iniquamente, perché chi fa ciò fa ingiustizia a se stesso. Non prendete dunque a gabbo i Segni di Dio, ma siate grati per la grazia che Dio v’ha elargito, per il Libro che v’ha rivelato, e pei savii precetti coi quali v’ammonisce, e temete Iddio e sappiate che Dio sa tutto.
- Bausani
- Bausani
Dopo aver dichiarato alle vostre mogli la vostra volontà di divorziare, una volta che sia trascorso il termine, o ripristinate il rapporto coniugale, amichevolmente, oppure le congedate, amichevolmente. Non trattenetele con l’intenzione di nuocere loro, perché trasgredireste l’ordine di Allàh e, ciò facendo, nuocerete a voi stessi. Non scherzate con i segni di Allàh, ma ricordate, invece, la grazia che vi concesse Allàh e ciò che vi fa scendere del Libro e della Sapienza, per istruirvi. Temete Allàh e sappiate che Allàh è conoscitore di tutte le cose.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذا طَلَّقتُمُ النِّساءَ فَبَلَغنَ أَجَلَهُنَّ فَلا تَعضُلوهُنَّ أَن يَنكِحنَ أَزوٰجَهُنَّ إِذا تَرٰضَوا بَينَهُم بِالمَعروفِ ذٰلِكَ يوعَظُ بِهِ مَن كانَ مِنكُم يُؤمِنُ بِاللَّهِ وَاليَومِ الءاخِرِ ذٰلِكُم أَزكىٰ لَكُم وَأَطهَرُ وَاللَّهُ يَعلَمُ وَأَنتُم لا تَعلَمونَ
Quando divorziate dalle vostre spose, e sia trascorso il termine, non impedite loro di risposarsi con i loro ex mariti [192] , se si accordano secondo le buone consuetudini. Questa è l’ammonizione per coloro di voi che credono in Allah e nell’Ultimo giorno. Ciò è più decente per voi, e più puro. Allah sa e voi non sapete.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando avrete ripudiato le donne ed esse avranno trascorso il periodo stabilito, non impedirete loro di sposare i loro mariti se si accorderanno tra loro nel modo conveniente. Queste parole ammoniscono quelli di voi che credono in Dio e nell’ultimo giorno, è quanto di più puro e di più lindo possiate fare, Dio sa e voi non sapete.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando ripudiate le donne e sian giunte al termine fissato pel ripudio, non impedite loro di sposare i loro mariti, se s’accordano fra loro umanamente; con queste parole s’ammoniscono coloro fra voi che credono in Dio e nell’ Ultimo Giorno: questa è infatti per voi la cosa più pura e pulita da farsi, ma Dio sa e voi non sapete.
- Bausani
- Bausani
Dopo che avete dichiarato il divorzio alle vostre mogli e sia trascorso il termine, non impedite loro di sposare i loro ex-mariti, se ambedue gli ex-coniugi sono d’accordo di sposarsi ancora, come si conviene. A fare così viene esortato chi di voi creda in Allàh e nell’ultimo giorno. Questo è per voi il comportamento più degno e più puro. Allàh sa e voi non sapete.
- Pasquini
- Pasquini
وَالوٰلِدٰتُ يُرضِعنَ أَولٰدَهُنَّ حَولَينِ كامِلَينِ لِمَن أَرادَ أَن يُتِمَّ الرَّضاعَةَ وَعَلَى المَولودِ لَهُ رِزقُهُنَّ وَكِسوَتُهُنَّ بِالمَعروفِ لا تُكَلَّفُ نَفسٌ إِلّا وُسعَها لا تُضارَّ وٰلِدَةٌ بِوَلَدِها وَلا مَولودٌ لَهُ بِوَلَدِهِ وَعَلَى الوارِثِ مِثلُ ذٰلِكَ فَإِن أَرادا فِصالًا عَن تَراضٍ مِنهُما وَتَشاوُرٍ فَلا جُناحَ عَلَيهِما وَإِن أَرَدتُم أَن تَستَرضِعوا أَولٰدَكُم فَلا جُناحَ عَلَيكُم إِذا سَلَّمتُم ما ءاتَيتُم بِالمَعروفِ وَاتَّقُوا اللَّهَ وَاعلَموا أَنَّ اللَّهَ بِما تَعمَلونَ بَصيرٌ
Per coloro che vogliono completare l’allattamento, le madri allatteranno per due anni completi [193] . Il padre del bambino ha il dovere di nutrirle e vestirle in base alla consuetudine. Nessuno è tenuto a fare oltre i propri mezzi. La madre non deve essere danneggiata a causa del figlio e il padre neppure. Lo stesso obbligo per l’erede [194] . E se, dopo che si siano consultati, entrambi sono d’accordo per svezzarlo, non ci sarà colpa alcuna. E se volete dare i vostri figli a balia, non ci sarà nessun peccato, a condizione che versiate realmente il salario pattuito, secondo la buona consuetudine.
Temete Allah e sappiate che in verità Egli osserva quello che fate.
- Hamza P.
Temete Allah e sappiate che in verità Egli osserva quello che fate.
- Hamza P.
Quanto a chi vorrà dare ai suoi figli un allattamento completo, le madri li allatteranno per due anni interi. Il padre dovrà provvedere al cibo della madre e ai suoi abiti, come si conviene, ma nessuno è obbligato a fare più di quello che può. La madre non dovrà patire un danno per il figlio, e nemmeno il padre. L’erede ha i medesimi obblighi. Se i due sposi vorranno interrompere l’allattamento per mutuo accordo, non faranno peccato; né farete peccato voi se darete da allattare i vostri figli a una nutrice a patto che versiate il dovuto, come si conviene. Temete Dio e sappiate che Dio quel che fate lo osserva. [233]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E le madri divorziate allatteranno i loro figli per due anni pieni se il padre vuole completare l’allattamento, e il padre è obbligato a fornir loro gli alimenti e le vesti, con gentilezza; comunque nessuno può essere obbligato a fare più di quanto può: né la madre soffra danno per il figlio, né il padre; e l’erede ha gli stessi obblighi. Se poi i due coniugi vorranno interrompere l’allattamento di comune accordo, e dopo essersi insieme consultati, non faranno alcun peccato; né farete peccato se darete ad allattare i vostri figli a una nutrice, se consegnerete il prezzo pattuito, gentilmente. Temete dunque Iddio e sappiate che Iddio osserva ciò che voi fate.
- Bausani
- Bausani
Le madri, per chi vuole che l’allattamento sia completo, allattino i loro figli per due anni interi. Colui che ha la patria potestà sul nato ha il dovere di provvedere al mantenimento e all’abbigliamento di esse in modo conveniente. Nessuno è tenuto oltre il limite delle sue possibilità. La madre non dovrà subire danno a causa del figlio e neppure il padre. All’erede incombono gli stessi obblighi. Se i genitori, dopo essersi consultati, si accordano per lo svezzamento, non incorreranno in peccato, così pure non incorrete in peccato, se volete far allattare i vostri figli da una balia, purché voi paghiate il baliatico, come si conviene. Temete Allàh e sappiate che Allàh di ciò che voi fate è Osservatore attento.
- Pasquini
- Pasquini
وَالَّذينَ يُتَوَفَّونَ مِنكُم وَيَذَرونَ أَزوٰجًا يَتَرَبَّصنَ بِأَنفُسِهِنَّ أَربَعَةَ أَشهُرٍ وَعَشرًا فَإِذا بَلَغنَ أَجَلَهُنَّ فَلا جُناحَ عَلَيكُم فيما فَعَلنَ فى أَنفُسِهِنَّ بِالمَعروفِ وَاللَّهُ بِما تَعمَلونَ خَبيرٌ
E coloro di voi che muoiono lasciando delle spose, queste devono osservare un ritiro di quattro mesi e dieci [giorni]. Passato questo termine non sarete responsabili del modo in cui dispongono di loro stesse, secondo la buona consuetudine. Allah è ben informato di quello che fate.
- Hamza P.
- Hamza P.
Se uno di voi morirà lasciando delle mogli, esse attenderanno quattro mesi e dieci giorni e poi, trascorso quel periodo, i tutori non saranno responsabili di quel che le donne vorranno fare di se stesse nel modo conveniente, Dio sa tutto delle vostre azioni.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Se qualcuno di voi muore e lascia delle mogli, queste attenderanno per quattro mesi e dieci giorni; trascorso questo periodo, non avrete, o tutori, alcuna responsabilità di quello ch’esse vorran far di se stesse onestamente. Badate che Dio sa ciò che fate!
- Bausani
- Bausani
Le mogli di coloro di voi che muoiono dovranno osservare una vedovanza di quattro mesi e dieci giorni; trascorso il termine, non vi sarà fatto carico di quello che esse decideranno di fare in modo dignitoso, riguardo a loro stesse. Allàh di ciò che voi fate è perfettamente informato.
- Pasquini
- Pasquini
وَلا جُناحَ عَلَيكُم فيما عَرَّضتُم بِهِ مِن خِطبَةِ النِّساءِ أَو أَكنَنتُم فى أَنفُسِكُم عَلِمَ اللَّهُ أَنَّكُم سَتَذكُرونَهُنَّ وَلٰكِن لا تُواعِدوهُنَّ سِرًّا إِلّا أَن تَقولوا قَولًا مَعروفًا وَلا تَعزِموا عُقدَةَ النِّكاحِ حَتّىٰ يَبلُغَ الكِتٰبُ أَجَلَهُ وَاعلَموا أَنَّ اللَّهَ يَعلَمُ ما فى أَنفُسِكُم فَاحذَروهُ وَاعلَموا أَنَّ اللَّهَ غَفورٌ حَليمٌ
Non sarete rimproverati se accennerete a una proposta di matrimonio, o se ne coltiverete segretamente l’intenzione [195] . Allah sa che ben presto vi ricorderete di loro. Ma non proponete loro il libertinaggio [196] : dite solo parole oneste. Ma non risolvetevi al contratto di matrimonio prima che sia trascorso il termine prescritto.
Sappiate che Allah conosce quello che c’è nelle anime vostre e quindi state in guardia. Sappiate che in verità Allah è perdonatore, magnanimo.
- Hamza P.
Sappiate che Allah conosce quello che c’è nelle anime vostre e quindi state in guardia. Sappiate che in verità Allah è perdonatore, magnanimo.
- Hamza P.
Non farete peccato se durante quel periodo avanzerete alle donne proposte di matrimonio oppure se avrete l’intenzione di farlo; queste donne non ve le levereste dalla mente, e Dio lo sa. Ma non impegnatevi in promesse segrete, dite solo parole oneste e non decidete di unirvi in matrimonio con loro finché la loro prescrizione sia giunta al termine.
Sappiate che Dio conosce il contenuto delle vostre anime, badate bene e sappiate che Dio è indulgente e compassionevole.
- Zilio Grandi
Sappiate che Dio conosce il contenuto delle vostre anime, badate bene e sappiate che Dio è indulgente e compassionevole.
- Zilio Grandi
Non v’è nulla di male se farete in questo periodo proposte di matrimonio a queste donne, o se celerete questa intenzione nei vostri cuori, Dio sa infatti che vi ricorderete poi di esse. Ma non impegnatevi in prò messe segrete, bensì dite solo parole oneste, e non decidete di unirvi con loro in matrimonio finché la prescrizione non sia giunta al suo termine, e sappiate che Dio conosce quel che avete in cuore, badate! Ma sappiate che Dio è pietoso e clemente.
- Bausani
- Bausani
Non è peccato che voi facciate in cuor vostro pensieri di matrimonio riguardo a vedove [durante il termine]. Allàh lo sa che voi vi ricorderete di esse, per cui non date loro appuntamenti segreti, ma incontratele in modo lecito. Non decidete il matrimonio fino a quando non sia trascorso il termine di vedovanza. Sappiate che Allàh conosce ciò che avete in voi, perciò state attenti, e sappiate che Allàh è Perdonatore e Indulgente.
- Pasquini
- Pasquini
لا جُناحَ عَلَيكُم إِن طَلَّقتُمُ النِّساءَ ما لَم تَمَسّوهُنَّ أَو تَفرِضوا لَهُنَّ فَريضَةً وَمَتِّعوهُنَّ عَلَى الموسِعِ قَدَرُهُ وَعَلَى المُقتِرِ قَدَرُهُ مَتٰعًا بِالمَعروفِ حَقًّا عَلَى المُحسِنينَ
Non ci sarà colpa se divorzierete dalle spose che non avete ancora toccato e alle quali non avete stabilito la dote [197] . Fate loro comunque, il ricco secondo le sue possibilità e il povero secondo le sue possibilità, un dono di cui possano essere liete, secondo la buona consuetudine. Questo è un dovere per chi vuol fare il bene.
- Hamza P.
- Hamza P.
Non sarà peccato se ripudierete le donne prima di averle toccate o prima di avere stabilito una dote per loro, ma provvedete alla loro sussistenza, ricchi o poveri che siate, ciascuno come può e nel modo conveniente, e questo è un dovere per i buoni.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Non v’è nulla di male se ripudierete le donne prima di averle toccate o prima di aver loro fissato una dote; ma assegnate loro mezzi per vivere, ricchi o po veri ciascuno secondo le sue possibilità, in modo umano: è un dovere, questo, per chi è benefico.
- Bausani
- Bausani
Non è peccato dichiarare la volontà di divorziare prima della consumazione, o della fissazione della dote matrimoniale obbligatoria. Indennizzatele! Il ricco (indennizzi) secondo le sue possibilità e il povero (indennizzi) secondo le sue possibilità, in modo conveniente. E un dovere per i ben operanti!
- Pasquini
- Pasquini
وَإِن طَلَّقتُموهُنَّ مِن قَبلِ أَن تَمَسّوهُنَّ وَقَد فَرَضتُم لَهُنَّ فَريضَةً فَنِصفُ ما فَرَضتُم إِلّا أَن يَعفونَ أَو يَعفُوَا۟ الَّذى بِيَدِهِ عُقدَةُ النِّكاحِ وَأَن تَعفوا أَقرَبُ لِلتَّقوىٰ وَلا تَنسَوُا الفَضلَ بَينَكُم إِنَّ اللَّهَ بِما تَعمَلونَ بَصيرٌ
Se divorzierete da loro prima di averle toccate ma dopo che abbiate fissato la dote, versate loro la metà di quello che avevate stabilito, a meno che esse non vi rinuncino o vi rinunci colui che ha in mano [198] il contratto di matrimonio.
Se rinunciate voi, è comunque più vicino alla pietà. Non dimenticate la generosità tra voi. In verità Allah osserva quello che fate.
- Hamza P.
Se rinunciate voi, è comunque più vicino alla pietà. Non dimenticate la generosità tra voi. In verità Allah osserva quello che fate.
- Hamza P.
E se le ripudierete prima di averle toccate ma avrete già assegnato loro una dote, la metà resterà a loro a meno che non vi rinuncino o che non vi rinunci chi ha in mano il vincolo del matrimonio. Però è più vicino al timore di Dio che vi rinunciate voi. Non dimenticate di favorirvi l’un l’altro, Dio osserva quel che fate.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E se le ripudierete prima di averle toccate, ma avete già assegnata loro una dote, una metà di questa resterà a loro, a meno che non vi rinuncino, o non vi rinunci colui che ha in mano il vincolo del matrimonio. Ma è più vicino al timor di Dio che rinunciate voi. Non dimenticate mai la generosità, nei rapporti fra voi, che Dio osserva ciò che voi fate.
- Bausani
- Bausani
Nel caso che dichiariate la volontà di divorziare prima della consumazione, se la dote matrimoniale è già stata fissata, siete tenuti a pagare la metà dell’importo stabilito, a meno che la sposa, o il suo rappresentante matrimoniale, ci rinunci. E il rinunciare è più vicino alla timoratezza. Non dimenticate di scambiarvi favori tra di voi. In verità, Allàh di ciò che fate è attento Osservatore.
- Pasquini
- Pasquini
حٰفِظوا عَلَى الصَّلَوٰتِ وَالصَّلوٰةِ الوُسطىٰ وَقوموا لِلَّهِ قٰنِتينَ
Siate assidui alle orazioni e all’orazione mediana [199] e, devotamente, state ritti davanti ad Allah.
- Hamza P.
- Hamza P.
Siate assidui nelle preghiere e nella preghiera di mezzo, state in piedi rivolti a Dio con devozione. [238]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Eseguite accuratamente le Preghiere, e la Preghiera di mezzogiorno: devotamente ritti in piedi volgetevi a Dio.
- Bausani
- Bausani
Eseguite con scrupolosa devozione le adorazioni quotidiane e l’adorazione mediana! E state al cospetto di Allàh con umiltà.
- Pasquini
- Pasquini
فَإِن خِفتُم فَرِجالًا أَو رُكبانًا فَإِذا أَمِنتُم فَاذكُرُوا اللَّهَ كَما عَلَّمَكُم ما لَم تَكونوا تَعلَمونَ
Ma se siete in pericolo, [pregate] in piedi o a cavallo. Poi, quando sarete al sicuro, ricordatevi di Allah, [in preghiera] nel modo che vi ha insegnato quando ancora non sapevate.
- Hamza P.
- Hamza P.
Pregate se temete un pericolo, a piedi oppure a cavallo, e quando sarete al sicuro ricordate Dio come Egli vi ha insegnato, vi ha insegnato quel che non sapevate. [239]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Se temete qualche pericolo pregate a piedi o a cavallo, quando poi state al sicuro menzionate il nome di Dio, com’Egli vi ha insegnato, mentre prima non sapevate.
- Bausani
- Bausani
Se temete qualcosa, vi è consentito di eseguire l’adorazione quotidiana in piedi o a cavallo. Quando, invece, siete sicuri, allora ricordate Allàh nel modo in cui vi ha insegnato, quando voi non sapevate.
- Pasquini
- Pasquini
وَالَّذينَ يُتَوَفَّونَ مِنكُم وَيَذَرونَ أَزوٰجًا وَصِيَّةً لِأَزوٰجِهِم مَتٰعًا إِلَى الحَولِ غَيرَ إِخراجٍ فَإِن خَرَجنَ فَلا جُناحَ عَلَيكُم فى ما فَعَلنَ فى أَنفُسِهِنَّ مِن مَعروفٍ وَاللَّهُ عَزيزٌ حَكيمٌ
Quelli di voi che moriranno lasciando delle mogli, [stabiliscano] un testamento a loro favore, assegnando loro un anno di mantenimento e di residenza. Se esse vorranno andarsene, non sarete rimproverati per quello che faranno di sé in conformità alle buone consuetudini [200] . Allah è potente e saggio.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quelli di voi che moriranno lasciando delle mogli provvederanno per testamento alla sussistenza delle loro mogli fino a un anno dopo, così non saranno scacciate, e se invece se ne andranno, quel che faranno di se stesse nel modo conveniente non è un vostro peccato, Dio è potente e saggio.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quelli di voi che moriranno lasciando delle mogli, assegnino per testa mento alle loro mogli beni sufficienti per vivere per un anno dopo la loro morte, sì da non costringerle ad essere cacciate di casa. Se poi esse stesse se ne andranno, voi non avete alcuna colpa delle decisioni che esse prenderanno per sé, con onestà, ché Dio è potente e saggio.
- Bausani
- Bausani
Chi di voi ha moglie, in previsione della sua premorienza a essa, è tenuto a stabilire in favore della vedova il diritto di stare per un anno nella casa coniugale e di non esserne allontanata. Se, però, la vedova vuole andarsene e disporre convenientemente di se medesima, non ve ne sarà fatta una colpa. Allàh è Possente e Sapiente.
- Pasquini
- Pasquini
وَلِلمُطَلَّقٰتِ مَتٰعٌ بِالمَعروفِ حَقًّا عَلَى المُتَّقينَ
Le divorziate hanno il diritto al mantenimento, in conformità alle buone consuetudini [201] . Un dovere per i timorati.
- Hamza P.
- Hamza P.
Alle ripudiate spettano mezzi di sussistenza, come si conviene, e questo è un dovere per chi teme Dio.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Alle ripudiate spettano mezzi di sussistenza secondo onestà: è un dovere per i timorati di Dio.
- Bausani
- Bausani
Anche le divorziate hanno diritto a un trattamento di riguardo, in modo conveniente (secondo le usanze). Un dovere questo per i timorati.
- Pasquini
- Pasquini
كَذٰلِكَ يُبَيِّنُ اللَّهُ لَكُم ءايٰتِهِ لَعَلَّكُم تَعقِلونَ
Così Allah manifesta i Suoi segni affinché possiate capire.
- Hamza P.
- Hamza P.
Così Dio vi spiega i Suoi segni affinché ragioniate.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Così Iddio vi dichiara i Suoi Segni, acciocché possiate comprendere.
- Bausani
- Bausani
In questo modo, Allàh vi spiega i Suoi Segni, affinché voi comprendiate.
- Pasquini
- Pasquini
أَلَم تَرَ إِلَى الَّذينَ خَرَجوا مِن دِيٰرِهِم وَهُم أُلوفٌ حَذَرَ المَوتِ فَقالَ لَهُمُ اللَّهُ موتوا ثُمَّ أَحيٰهُم إِنَّ اللَّهَ لَذو فَضلٍ عَلَى النّاسِ وَلٰكِنَّ أَكثَرَ النّاسِ لا يَشكُرونَ
Non hai forse visto [202] coloro che uscirono dalle loro case a migliaia per timore della morte? Poi Allah disse: «Morite!». E poi rese loro la vita.
Allah è veramente pieno di grazia verso gli uomini, ma la maggior parte di loro non sono riconoscenti.
- Hamza P.
Allah è veramente pieno di grazia verso gli uomini, ma la maggior parte di loro non sono riconoscenti.
- Hamza P.
Non hai visto? A migliaia sono usciti dalle loro case per paura della morte e Dio ha detto loro: «Morite», e poi li ha risuscitati, Dio è generoso con gli uomini ma la gran parte di loro non ringrazia. [243]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Non hai visto coloro che a migliaia uscirono dalle loro case per timor della morte e Dio disse loro: “Morite!”, poi li risuscitò, poiché Dio è generoso con gli uomini, seppure la maggior parte di essi non è grata a Lui.
- Bausani
- Bausani
Non hai visto che cosa successe a coloro - ed erano migliaia - che avevano abbandonato le loro case per paura della morte? Allàh disse: “Morite!”. Essi morirono tutti. Poi Allàh li riportò in vita, poiché Allàh è benevolo nei confronti degli uomini, anche se la maggior parte degli uomini non è riconoscente.
- Pasquini
- Pasquini
وَقٰتِلوا فى سَبيلِ اللَّهِ وَاعلَموا أَنَّ اللَّهَ سَميعٌ عَليمٌ
Combattete sulla via di Allah [203] e sappiate che Allah è audiente, sapiente.
- Hamza P.
- Hamza P.
Combattete sul sentiero di Dio e sappiate che Dio ascolta e conosce.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Combattete sulla via di Dio e. sappiate che Dio ascolta e conosce.
- Bausani
- Bausani
Combattete per la Causa di Allàh e sappiate che Allàh è Audiente e Sciente!
- Pasquini
- Pasquini
مَن ذَا الَّذى يُقرِضُ اللَّهَ قَرضًا حَسَنًا فَيُضٰعِفَهُ لَهُ أَضعافًا كَثيرَةً وَاللَّهُ يَقبِضُ وَيَبصُۜطُ وَإِلَيهِ تُرجَعونَ
Chi fa ad Allah un prestito bello, Egli glielo raddoppia molte volte.
È Allah che stringe [la mano e la] apre [204] . A Lui sarete ricondotti.
- Hamza P.
È Allah che stringe [la mano e la] apre [204] . A Lui sarete ricondotti.
- Hamza P.
Chi di voi vuole fare a Dio un prestito buono, che gli sarà restituito, raddoppiato molte volte? Dio lesina la Sua grazia oppure la dispensa ampiamente, e sarete tutti ricondotti a Lui. [245]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Chi è colui che vorrà fare a Dio un prestito bello, un prestito che gli sarà restituito raddoppiato di molti doppi? Dio stringe ed allenta, e a Lui tutti sarete fatti tornare.
- Bausani
- Bausani
A chi fa un prestito grazioso ad Allàh, Egli lo restituisce moltiplicato più volte. Allàh stringe e allarga e a Lui ritornerete.
- Pasquini
- Pasquini
أَلَم تَرَ إِلَى المَلَإِ مِن بَنى إِسرٰءيلَ مِن بَعدِ موسىٰ إِذ قالوا لِنَبِىٍّ لَهُمُ ابعَث لَنا مَلِكًا نُقٰتِل فى سَبيلِ اللَّهِ قالَ هَل عَسَيتُم إِن كُتِبَ عَلَيكُمُ القِتالُ أَلّا تُقٰتِلوا قالوا وَما لَنا أَلّا نُقٰتِلَ فى سَبيلِ اللَّهِ وَقَد أُخرِجنا مِن دِيٰرِنا وَأَبنائِنا فَلَمّا كُتِبَ عَلَيهِمُ القِتالُ تَوَلَّوا إِلّا قَليلًا مِنهُم وَاللَّهُ عَليمٌ بِالظّٰلِمينَ
Non hai visto i notabili dei Figli di Israele quando, dopo Mosè, dissero al loro profeta [205] : «Suscita tra noi un re, affinché possiamo combattere sul sentiero di Allah». Disse: «E se non combatterete quando vi sarà ordinato di farlo?». Dissero: «Come potremmo non combattere sulla via di Allah, quando ci hanno scacciato dalle nostre case, noi e i nostri figli?».
Ma quando fu loro ordinato di combattere, tutti voltarono le spalle, tranne un piccolo gruppo. Allah ben conosce gli iniqui.
- Hamza P.
Ma quando fu loro ordinato di combattere, tutti voltarono le spalle, tranne un piccolo gruppo. Allah ben conosce gli iniqui.
- Hamza P.
Non hai visto i notabili dei figli di Israele, dopo Mosè? Ricorda quando dissero a un loro profeta: «Fa’ che vi sia un re per noi, e noi combatteremo sul sentiero di Dio». Rispose: «Potrà accadere che non combattiate, qualora vi fosse prescritto di combattere». Dissero: «Come potrà accadere che noi non combattiamo sul sentiero di Dio? Siamo stati scacciati dalle nostre case, lontano dai nostri figli». Però, quando fu loro prescritta la guerra, tutti voltarono le spalle tranne pochi, Dio sa bene chi sono i colpevoli. [246]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Non hai visto il consesso dei figli d’Israele quando, dopo la morte di Mosè, dissero a un loro profeta: “Suscitaci un re e noi combatteremo sulla via di Dio!” Ed Egli rispose: “Potrebbe mai accadere che, se vi fosse prescritto combattere, non combattereste?” Ed essi replicarono: “Come potremmo non combattere sulla via di Dio, mentre siamo stati scacciati dalle nostre case e dai nostri figli?” Eppure quando fu loro prescritta la guerra tutti volser le spalle, salvo pochi. Ma Dio sa quali sono gli iniqui.
- Bausani
- Bausani
Hai visto cosa successe quando, dopo Mūsā (Mosè), il gruppo dirigente dei Figli d’Israele disse a un loro Profeta: “Dacci un re; combatteremo per la Causa di Allàh!”. Disse: “E se voi non combatterete, quando vi sarà ordinato di combattere?”. Dissero: “Come potremo rifiutarci di combattere per la Causa di Allàh, quando noi e i nostri figli siamo stati espulsi dalle nostre case?”. Però, quando fu loro ordinato di combattere voltarono le spalle, tranne un piccolo gruppo di loro. Allàh conosce bene i trasgressori!
- Pasquini
- Pasquini
وَقالَ لَهُم نَبِيُّهُم إِنَّ اللَّهَ قَد بَعَثَ لَكُم طالوتَ مَلِكًا قالوا أَنّىٰ يَكونُ لَهُ المُلكُ عَلَينا وَنَحنُ أَحَقُّ بِالمُلكِ مِنهُ وَلَم يُؤتَ سَعَةً مِنَ المالِ قالَ إِنَّ اللَّهَ اصطَفىٰهُ عَلَيكُم وَزادَهُ بَسطَةً فِى العِلمِ وَالجِسمِ وَاللَّهُ يُؤتى مُلكَهُ مَن يَشاءُ وَاللَّهُ وٰسِعٌ عَليمٌ
E disse il loro profeta: «Ecco che Allah vi ha dato per re Saul». Dissero: «Come potrà regnare su di noi? Noi abbiamo più diritto di lui a regnare, e a lui non sono state concesse ricchezze!». Disse: «In verità Allah lo ha scelto tra voi e lo ha dotato di scienza e di prestanza». Allah dà il regno a chi vuole, Egli è immenso, sapiente.
- Hamza P.
- Hamza P.
Il loro profeta disse loro: «Dio vi ha dato Saul come re».
Risposero: «Come potrà regnare su di noi, se noi abbiamo maggior diritto di lui al regno, se non possiede ricchezze in abbondanza?».
Il loro profeta rispose: «Dio lo ha eletto su di voi e gli ha dispensato in abbondanza scienza e forte corporatura, Dio dà il Suo regno a chi vuole, Dio è ampio e conosce ogni cosa».
- Zilio Grandi
Risposero: «Come potrà regnare su di noi, se noi abbiamo maggior diritto di lui al regno, se non possiede ricchezze in abbondanza?».
Il loro profeta rispose: «Dio lo ha eletto su di voi e gli ha dispensato in abbondanza scienza e forte corporatura, Dio dà il Suo regno a chi vuole, Dio è ampio e conosce ogni cosa».
- Zilio Grandi
E disse loro il Profeta: “In verità Dio vi ha suscitato Saul a re”. Dissero: “Come potrebbe mai regnare su di noi, mentre siamo più degni noi di lui di regnare, che non gli fu data abbondanza di beni?” E rispose il Profeta: “Ma Dio lo ha eletto su di voi, gli ha elargito distesa di scienza e di forza, ché Dio dà il regno a chi vuole: è ampio, sapiente”
- Bausani
- Bausani
Il loro Profeta disse loro: “In verità, Allàh ha suscitato per voi Ṭālūt [59] (Sàul) come re”. Dissero: “Come? Regnerà egli sopra di noi, quando ciascuno di noi è più degno di lui di essere re? Dov’è la sua potenza economica?”. Disse: “In verità, Allàh l’ha scelto sopra di voi e l’ha reso forte nella scienza e nel corpo!”. Infatti Allàh dà il regno (che appartiene) a Lui a chi vuole. Allàh è Vasto e Sciente.
- Pasquini
- Pasquini
وَقالَ لَهُم نَبِيُّهُم إِنَّ ءايَةَ مُلكِهِ أَن يَأتِيَكُمُ التّابوتُ فيهِ سَكينَةٌ مِن رَبِّكُم وَبَقِيَّةٌ مِمّا تَرَكَ ءالُ موسىٰ وَءالُ هٰرونَ تَحمِلُهُ المَلٰئِكَةُ إِنَّ فى ذٰلِكَ لَءايَةً لَكُم إِن كُنتُم مُؤمِنينَ
E disse il loro profeta: «Il segno della sovranità sarà che verrà con l’Arca [206] . Conterrà una presenza di pace [207] da parte del vostro Signore, nonché quel che resta di ciò che lasciarono la famiglia di Mosè e la famiglia di Aronne. Saranno gli angeli a portarla. Ecco un segno per voi, se siete credenti».
- Hamza P.
- Hamza P.
Il loro profeta aggiunse: «E il segno del suo regno sarà che vi giungerà l’arca con la divina presenza che viene dal vostro Signore e inoltre con quel che resta del lascito della gente di Mosè e della gente di Aronne, e sarà portata dagli angeli. C’è un segno in questo per voi, se siete credenti». [248]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E disse loro il Profeta: “In verità segno del suo regnare sarà questo, che verrà a voi l’Arca nella quale dimorerà Divina Presenza inviata dal Signore vostro e un resto di ciò che lasciaron la gente di Mosè e la gente d’Aronne: sarà portata dagli Angeli. In questo, certo, v’è un Segno per voi, se siete credenti”.
- Bausani
- Bausani
Disse loro il loro Profeta: “In verità, il segno della sua regalità sarà che gli angeli porteranno l’arca, nella quale c’è una sicurezza proveniente dal vostro Signore e reliquie, lasciate dalla famiglia di Mūsā (Mosè) e di Hārūn [60] (Aronne)”. In questo c’è un segno per voi, se veramente eravate credenti.
- Pasquini
- Pasquini
فَلَمّا فَصَلَ طالوتُ بِالجُنودِ قالَ إِنَّ اللَّهَ مُبتَليكُم بِنَهَرٍ فَمَن شَرِبَ مِنهُ فَلَيسَ مِنّى وَمَن لَم يَطعَمهُ فَإِنَّهُ مِنّى إِلّا مَنِ اغتَرَفَ غُرفَةً بِيَدِهِ فَشَرِبوا مِنهُ إِلّا قَليلًا مِنهُم فَلَمّا جاوَزَهُ هُوَ وَالَّذينَ ءامَنوا مَعَهُ قالوا لا طاقَةَ لَنَا اليَومَ بِجالوتَ وَجُنودِهِ قالَ الَّذينَ يَظُنّونَ أَنَّهُم مُلٰقُوا اللَّهِ كَم مِن فِئَةٍ قَليلَةٍ غَلَبَت فِئَةً كَثيرَةً بِإِذنِ اللَّهِ وَاللَّهُ مَعَ الصّٰبِرينَ
Mettendosi in marcia con le sue truppe Saul disse: «Ecco che Allah vi metterà alla prova per mezzo di un fiume: chi ne berrà non sarà dei miei, eccetto chi ne prenderà un sorso con il palmo della mano» [208] .
Tutti bevvero, eccetto un piccolo gruppo. Poi, dopo che lui e coloro che erano credenti ebbero attraversato il fiume, gli altri dissero: «Oggi non abbiamo forza contro Golia e le sue truppe!». Quelli che pensavano che avrebbero incontrato Allah dissero: «Quante volte, con il permesso di Allah, un piccolo gruppo ha battuto un grande esercito!». Allah è con coloro che perseverano [209] .
- Hamza P.
Tutti bevvero, eccetto un piccolo gruppo. Poi, dopo che lui e coloro che erano credenti ebbero attraversato il fiume, gli altri dissero: «Oggi non abbiamo forza contro Golia e le sue truppe!». Quelli che pensavano che avrebbero incontrato Allah dissero: «Quante volte, con il permesso di Allah, un piccolo gruppo ha battuto un grande esercito!». Allah è con coloro che perseverano [209] .
- Hamza P.
Quando Saul partì con le sue truppe, disse: «Dio vi metterà alla prova con l’acqua di un fiume: chi ne berrà non sarà dei miei mentre chi non la assaggerà oppure ne prenderà nel cavo della mano, costui sarà dei miei». Essi ne bevvero, tranne pochi, e quando lui e quelli che avevano creduto insieme a lui ebbero passato il fiume, gli altri dissero: «In questo giorno non potremo resisterecontro Golia e le sue truppe». Invece quelli che pensavano di incontrare Dio dissero: «Molte volte è accaduto che dei piccoli eserciti prevalessero su eserciti consistenti, con il permesso di Dio, Dio i pazienti li accompagna». [249]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando Saul partì con le truppe, disse: “Iddio vi metterà alla prova Con l’acqua di un fiume, e chi ne berrà non sarà dei miei, mentre chi non ne gusterà affatto, a meno che non ne prenda un sorso nel cavo della mano, sarà dei miei”. E ne bevvero tutti, eccetto pochi; quando dunque egli, e quei che con lui credettero, ebbero trovato il fiume, gli altri dissero: “Oggi non abbiam forza alcuna di resistere a Golia e ai suoi eserciti”. Ma quei che pensavano che un giorno avrebbero in contrato Dio dissero invece: “Quanti piccoli eserciti non han vinto un esercito numeroso, col permesso di Dio! Ché Iddio è coi pazienti”.
- Bausani
- Bausani
Quando Ṭālūt [61] (Sàul) ebbe passato in rassegna le sue truppe, disse: “Allàh vi metterà alla prova, per mezzo di un fiume! Chi di voi ne berrà non sarà dei miei, mentre, invece, chi non ne berrà, oppure ne berrà soltanto un sorso, sarà dei miei!”. Tutti, tranne un piccolo gruppo di loro, bevvero da esso. Quando egli lo ebbe attraversato con quelli che avevano creduto insieme a lui, dissero: “Oggi, non ce la faremo a sconfiggere Giālūt (Golia) e il suo esercito!”. Però quelli che pensavano che avrebbero incontrato Allàh dissero: “Quante volte una piccola armata ha sconfitto una grande armata, con il permesso di Allàh?”. E Allàh è con coloro che hanno pazienza.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَمّا بَرَزوا لِجالوتَ وَجُنودِهِ قالوا رَبَّنا أَفرِغ عَلَينا صَبرًا وَثَبِّت أَقدامَنا وَانصُرنا عَلَى القَومِ الكٰفِرينَ
E quando affrontarono Golia e le sue truppe dissero: «Signore, infondi in noi la perseveranza, fai saldi i nostri passi e dacci la vittoria sul popolo dei miscredenti».
- Hamza P.
- Hamza P.
E quando affrontarono Golia e le sue truppe dissero: «Signore nostro, colmaci di pazienza, rendi saldi i nostri piedi e donaci la vittoria sul popolo dei miscredenti».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando scesero in campo contro Golia e i suoi eserciti dissero: “Signor nostro! Infondici pazienza, fa saldi i nostri piedi, e dacci vittoria sul popolo infedele!”
- Bausani
- Bausani
E, quando si furono messi in ordine di battaglia, per affrontare Giālūt e le sue truppe, invocarono Allàh, dicendo: “Signore nostro, infondici pazienza, dà saldezza ai nostri piedi e concedici la vittoria sui miscredenti!”.
- Pasquini
- Pasquini
فَهَزَموهُم بِإِذنِ اللَّهِ وَقَتَلَ داوۥدُ جالوتَ وَءاتىٰهُ اللَّهُ المُلكَ وَالحِكمَةَ وَعَلَّمَهُ مِمّا يَشاءُ وَلَولا دَفعُ اللَّهِ النّاسَ بَعضَهُم بِبَعضٍ لَفَسَدَتِ الأَرضُ وَلٰكِنَّ اللَّهَ ذو فَضلٍ عَلَى العٰلَمينَ
E li misero in fuga con il permesso di Allah. Davide uccise Golia e Allah gli diede la sovranità e la saggezza e gli insegnò quello che volle [210] .
Se Allah non respingesse alcuni per mezzo di altri, la terra sarebbe certamente corrotta, ma Allah è pieno di grazia per le creature.
- Hamza P.
Se Allah non respingesse alcuni per mezzo di altri, la terra sarebbe certamente corrotta, ma Allah è pieno di grazia per le creature.
- Hamza P.
E li misero in fuga, con il permesso di Dio. Davide uccise Golia e Dio gli diede il regno e la sapienza e gli insegnò quel che Egli volle. Se Dio non respingesse gli uomini gli uni per mezzo degli altri la terra si corromperebbe, Dio è generoso con i mondi. [251]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E li misero in fuga, col permesso di Dio, e David uccise Golia, e Dio gli diede il Regno e la Saggezza e gli insegnò quel che volle; e se Dio non respingesse gli uomini gli uni mediante gli altri, la terra si corromperebbe, ma Dio è pieno di grazia pel mondo.
- Bausani
- Bausani
Li sconfissero, con il permesso di Allàh, e Dawūd [62] (Davide) uccise Giālūt (Golia)! Allàh gli diede il regno e la sapienza e gli insegnò ciò che volle insegnargli. E se Allàh non tenesse a bada gli uomini gli uni per mezzo degli altri, sulla Terra regnerebbe il disordine, però Allàh è prodigo di grazie verso gli universi.
- Pasquini
- Pasquini
تِلكَ ءايٰتُ اللَّهِ نَتلوها عَلَيكَ بِالحَقِّ وَإِنَّكَ لَمِنَ المُرسَلينَ
Questi sono i Segni di Allah che ti recitiamo [211] secondo verità. Invero tu sei uno degli inviati.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ecco i segni di Dio che ti recitiamo in tutta verità, tu sei tra i messaggeri di Dio,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Questi sono i Segni di Dio che noi ti recitiamo con verità, poiché tu sci, certo, uno dei Messaggeri di Dio.
- Bausani
- Bausani
Queste sono le ayāt [63] di Allàh, che Noi ti abbiamo rivelato con la Verità. E tu sei, certamente, in verità, uno degli Apostoli.
- Pasquini
- Pasquini
تِلكَ الرُّسُلُ فَضَّلنا بَعضَهُم عَلىٰ بَعضٍ مِنهُم مَن كَلَّمَ اللَّهُ وَرَفَعَ بَعضَهُم دَرَجٰتٍ وَءاتَينا عيسَى ابنَ مَريَمَ البَيِّنٰتِ وَأَيَّدنٰهُ بِروحِ القُدُسِ وَلَو شاءَ اللَّهُ مَا اقتَتَلَ الَّذينَ مِن بَعدِهِم مِن بَعدِ ما جاءَتهُمُ البَيِّنٰتُ وَلٰكِنِ اختَلَفوا فَمِنهُم مَن ءامَنَ وَمِنهُم مَن كَفَرَ وَلَو شاءَ اللَّهُ مَا اقتَتَلوا وَلٰكِنَّ اللَّهَ يَفعَلُ ما يُريدُ
Tra i messaggeri, a taluni abbiamo dato eccellenza sugli altri [212] . A qualcuno Allah ha parlato, e altri li ha elevati a gradi superiori.
A Gesù, figlio di Maria, abbiamo dato prove chiare e lo abbiamo coadiuvato con lo Spirito puro [213] . E se Allah avesse voluto, quelli che vennero dopo di loro non si sarebbero uccisi tra loro, dopo aver ricevuto le prove. Ma caddero nel disaccordo: alcuni credettero e altri negarono. Se Allah avesse voluto, non si sarebbero uccisi tra loro; ma Allah fa quello che vuole.
- Hamza P.
A Gesù, figlio di Maria, abbiamo dato prove chiare e lo abbiamo coadiuvato con lo Spirito puro [213] . E se Allah avesse voluto, quelli che vennero dopo di loro non si sarebbero uccisi tra loro, dopo aver ricevuto le prove. Ma caddero nel disaccordo: alcuni credettero e altri negarono. Se Allah avesse voluto, non si sarebbero uccisi tra loro; ma Allah fa quello che vuole.
- Hamza P.
alcuni di quegli inviati li abbiamo innalzati sugli altri. Tra loro c’è chi parlò con Dio, Egli ne ha elevati alcuni sugli altri di vari gradi, e a Gesù figlio di Maria abbiamo dato le prove chiare e lo abbiamo confermato con lo spirito di santità. Se Dio avesse voluto, i loro seguaci non si sarebbero uccisi l’un l’altro dopo che erano giunte loro le prove chiare, e invece furono discordi, ci fu chi credette e ci fu chi rinnegò. Se Dio avesse voluto non si sarebbero uccisi l’un l’altro, ma Dio fa ciò che vuole. [253]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Di tali Messaggeri Divini alcuni li abbiam resi superiori ad altri; fra essi c’è chi parlò con Dio, ed Egli ne ha elevati alcuni di vari gradi. Così demmo a Gesù figlio di Maria prove chiare e lo confermammo con lo Spirito di Santità; e se Dio avesse voluto, coloro che li seguirono non si sarebbero uccisi l’un l’altro, dopo aver ricevuto prove così evidenti; ma essi furon discordi; ci fu chi credette, ci fu chi negò, ma se Dio avesse voluto non si sarebbero uccisi l’un l’altro. Dio però, fa ciò che vuole.
- Bausani
- Bausani
A ciascuno degli Apostoli abbiamo dato un segno di distinzione, preferendone alcuni sugli altri: tra essi (c’è) colui al quale Allàh parlò. Alcuni di loro Egli elevò in grado e a ’Īsā (Gesù), il figlio di Màryam (Maria), demmo le prove chiare e lo fortificammo con lo Spirito della santità. Se Allàh l’avesse voluto, non ci sarebbero stati conflitti tra coloro che vennero dopo essi, di poi che furono state date loro le prove evidenti; però le discordie sorsero tra loro e ci fu chi credette e chi rifiutò di credere. Se Allàh l’avesse voluto non sarebbero sorti conflitti, però Allàh quello che vuole fa.
- Pasquini
- Pasquini
يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا أَنفِقوا مِمّا رَزَقنٰكُم مِن قَبلِ أَن يَأتِىَ يَومٌ لا بَيعٌ فيهِ وَلا خُلَّةٌ وَلا شَفٰعَةٌ وَالكٰفِرونَ هُمُ الظّٰلِمونَ
O voi che credete, elargite di quello che vi abbiamo concesso, prima che venga il Giorno in cui non ci saranno più commerci, amicizie e intercessioni. I negatori sono coloro che prevaricano.
- Hamza P.
- Hamza P.
Voi che credete, date in carità parte di ciò che vi abbiamo donato prima che arrivi un giorno in cui non varranno a nulla commerci e amicizie e nessuna intercessione sarà accolta, i miscredenti sono i colpevoli.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O voi che credete1 donate parte dei beni che la Nostra provvidenza vi ha elargito, prima che sopravvenga un giorno in cui non ci saranno vendite, né amicizie, né intercessioni, e gli infedeli non saranno null’altro che iniqui.
- Bausani
- Bausani
O voi che credete, elargite (per la Causa di Allàh) da ciò di cui Noi vi abbiamo fornito per nostra provvidenza, prima che sopraggiunga un giorno, nel quale non ci sarà compravendita, né amicizia intima né raccomandazione. Coloro che rifiutano di credere sono loro i trasgressori.
- Pasquini
- Pasquini
اللَّهُ لا إِلٰهَ إِلّا هُوَ الحَىُّ القَيّومُ لا تَأخُذُهُ سِنَةٌ وَلا نَومٌ لَهُ ما فِى السَّمٰوٰتِ وَما فِى الأَرضِ مَن ذَا الَّذى يَشفَعُ عِندَهُ إِلّا بِإِذنِهِ يَعلَمُ ما بَينَ أَيديهِم وَما خَلفَهُم وَلا يُحيطونَ بِشَيءٍ مِن عِلمِهِ إِلّا بِما شاءَ وَسِعَ كُرسِيُّهُ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضَ وَلا يَـٔودُهُ حِفظُهُما وَهُوَ العَلِىُّ العَظيمُ
Allah! Non c’è altro dio che Lui, il Vivente, l’Assoluto [214] . Non Lo prendon mai sopore né sonno. A Lui appartiene tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Chi può intercedere presso di Lui senza il Suo permesso? Egli conosce quello che è davanti a loro e quello che è dietro di loro e, della Sua scienza, essi apprendono solo ciò che Egli vuole.
Il Suo Trono è più vasto dei cieli e della terra, e custodirli non Gli costa sforzo alcuno. Egli è l’Altissimo, l’Immenso [215] .
- Hamza P.
Il Suo Trono è più vasto dei cieli e della terra, e custodirli non Gli costa sforzo alcuno. Egli è l’Altissimo, l’Immenso [215] .
- Hamza P.
Dio, non c’è altro dio che Lui, il Vivo, il Sussistente, non Lo prendono mai né sopore né sonno, quel che è nei cieli e quel che è sulla terra Gli appartengono, e chi potrebbe intercedere presso di Lui senza il Suo permesso? Egli conosce ciò che è avanti a loro e ciò che è alle loro spalle e invece essi abbracciano della Sua scienza solo ciò che Egli vuole, il Suo trono si estende sui cieli e sulla terra e custodirli non Lo stanca, Egli è l’Altissimo, l’Eccelso. [255]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dio! Non v’è altro Dio che Lui, il Vivente, che di Sé vive: non lo prende mai né sopore né sonno, a Lui appartiene tutto ciò che è nei cieli e tutto ciò che è sulla terra. Chi mai potrebbe intercedere presso di Lui senza il Suo per messo? Egli conosce ciò che è avanti a loro e ciò che è die tro di loro, mentre essi non abbracciano della Sua scienza se non ciò che Egli vuole. Spazia il suo trono sui cieli e sulla terra, né Lo stanca vegliare a custodirli: è l’Eccelso, il Possente!
- Bausani
- Bausani
Allàh, non c’è ilāh [64] (titolare del diritto di essere adorato) tranne Lui, al-Ḥàyyu (il Vivente), al-Qayyūm (L’Assoluto). Non Lo prendono né torpore né sonno. A Lui appartiene ciò ch’è nei cieli e ciò ch’è sulla Terra. Chi mai presso Lui intercede, se non con il Suo permesso? Egli conosce la loro situazione attuale [nella duniā/(vita terrena)] e ciò che di loro viene dopo [nella akhirah (la vita futura)], mentre nulla essi possiedono di sapere riguardo a Lui, se non ciò che Egli ha voluto far sapere di Sé. Il Suo Seggio (al-kursìyy) è più vasto dei cieli e della Terra, la conservazione dei quali due (dei cieli e della Terra) non costa a Lui fatica alcuna ed Egli è al-’alīyyu (l’Altissimo) al-’aẓīm (il Sublime).
- Pasquini
- Pasquini
لا إِكراهَ فِى الدّينِ قَد تَبَيَّنَ الرُّشدُ مِنَ الغَىِّ فَمَن يَكفُر بِالطّٰغوتِ وَيُؤمِن بِاللَّهِ فَقَدِ استَمسَكَ بِالعُروَةِ الوُثقىٰ لَا انفِصامَ لَها وَاللَّهُ سَميعٌ عَليمٌ
Non c’è costrizione nella religione [216] . La retta via ben si distingue dall’errore. Chi dunque rifiuta l’idolo [217] e crede in Allah, si aggrappa all’impugnatura più salda senza rischio di cedimenti. Allah è audiente, sapiente.
- Hamza P.
- Hamza P.
Non c’è costrizione nella fede, la guida si è ben distinta dall’errore, e chi ha rinnegato i Ṭāghūt e ha avuto fede in Dio ha afferrato l’impugnatura salda, che non si spezza, Dio ascolta e conosce. [256]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Non vi sia costrizione nella Fede: la retta via ben si distingue dall’errore, e chi rifiuta Ṭāgūt e crede in Dio s’è afferrato all’impugnatura saldissima che mai si può spez zare, e Dio ascolta e conosce.
- Bausani
- Bausani
Non ci deve essere forzamento nell’Islàm! Infatti, la differenza tra la rettitudine e il peccato è evidente; perciò chi rinnega il Tāghūt (l’idolo) e crede in Allàh ha afferrato il sostegno sicuro, in cui non c’è incrinatura. E Allàh è Audiente e Sciente.
- Pasquini
- Pasquini
اللَّهُ وَلِىُّ الَّذينَ ءامَنوا يُخرِجُهُم مِنَ الظُّلُمٰتِ إِلَى النّورِ وَالَّذينَ كَفَروا أَولِياؤُهُمُ الطّٰغوتُ يُخرِجونَهُم مِنَ النّورِ إِلَى الظُّلُمٰتِ أُولٰئِكَ أَصحٰبُ النّارِ هُم فيها خٰلِدونَ
Allah è il patrono di coloro che credono, li trae dalle tenebre verso la luce. Coloro che non credono hanno per patroni gli idoli che dalla luce li traggono alle tenebre. Ecco i compagni del Fuoco in cui rimarranno in eterno.
- Hamza P.
- Hamza P.
Dio è il protettore di quelli che credono e che Egli trae dalle tenebre alla luce, mentre quelli che rifiutano Dio hanno per protettori i Ṭāghūt che li traggono dalla luce alle tenebre, ecco quelli del fuoco dove rimarranno in eterno.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dio è il patrono di coloro che credono e che Egli trae dalle tenebre alla luce, mentre coloro che rifiutano Dio avran per patroni i Ṭāgūt che li traggon dalla luce alle tenebre. Questi sono i dannati al fuòco, dove rimarranno in eterno.
- Bausani
- Bausani
Allàh, il Patrono di quelli che credono, li fa uscire dalle tenebre alla luce, mentre patroni di coloro che rifiutano di credere sono i Tāghūt, che li fanno uscire dalla luce e sprofondare nelle tenebre. Quelli sono i compagni del fuoco, nel quale staranno in eterno.
- Pasquini
- Pasquini
أَلَم تَرَ إِلَى الَّذى حاجَّ إِبرٰهۦمَ فى رَبِّهِ أَن ءاتىٰهُ اللَّهُ المُلكَ إِذ قالَ إِبرٰهۦمُ رَبِّىَ الَّذى يُحيۦ وَيُميتُ قالَ أَنا۠ أُحيۦ وَأُميتُ قالَ إِبرٰهۦمُ فَإِنَّ اللَّهَ يَأتى بِالشَّمسِ مِنَ المَشرِقِ فَأتِ بِها مِنَ المَغرِبِ فَبُهِتَ الَّذى كَفَرَ وَاللَّهُ لا يَهدِى القَومَ الظّٰلِمينَ
Non hai visto colui che per il fatto che Allah lo aveva fatto re, discuteva con Abramo a proposito del suo Signore [218] ? Quando Abramo disse: «Il mio Signore è Colui che dà la vita e la morte», rispose [l’altro]: «Sono io che do la vita e la morte!». E Abramo: «Allah fa sorgere il sole da Oriente, fallo nascere da Occidente».
Restò confuso il miscredente: Allah non guida i popoli che prevaricano.
- Hamza P.
Restò confuso il miscredente: Allah non guida i popoli che prevaricano.
- Hamza P.
Non hai visto chi discuteva con Abramo del suo Signore perché Dio gli aveva dato l’autorità regale? Abramo disse: «Il mio Signore è Colui che dà la vita e dà la morte». L’altro replicò: «Sono io che do la vita e do la morte». Disse Abramo: «Dio fa sorgere il sole dall’oriente. Tu fallo nascere dall’occidente». E il miscredente rimase confuso, Dio non guida la gente ingiusta. [258]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Non hai tu visto colui che argomentava del suo Signore con Abramo, poiché Dio gli aveva dato il supremo potere? Quando Abramo disse: “È il mio Signore colui che dà la vita e dà la morte!”, quello rispose: “Sono io che dò la vita e dò la morte!” E Abramo replicò: “Iddio certo fa sorgere il sole dall’oriente. Tu dunque fallo nascere dal ponente!” Così il Negatore restò scornato, ché Dio non guida gli iniqui.
- Bausani
- Bausani
Sei al corrente dell’episodio nel quale un uomo al quale Allàh aveva concesso di essere re disputava con Ibrāhīm (Abramo) sul suo Signore? Quando Ibrāhīm (Abramo) disse: “Il mio Signore è Colui che dà la vita e dà la morte”, disse: “Io do la vita e do la morte”. Allora Ibrāhīm (Abramo) disse: “Allàh fa sorgere il sole dall’Oriente; tu prova a farlo sorgere dall’Occidente”. Restò senza parole colui che rifiutava di credere. Allàh non guida i trasgressori.
- Pasquini
- Pasquini
أَو كَالَّذى مَرَّ عَلىٰ قَريَةٍ وَهِىَ خاوِيَةٌ عَلىٰ عُروشِها قالَ أَنّىٰ يُحيۦ هٰذِهِ اللَّهُ بَعدَ مَوتِها فَأَماتَهُ اللَّهُ مِا۟ئَةَ عامٍ ثُمَّ بَعَثَهُ قالَ كَم لَبِثتَ قالَ لَبِثتُ يَومًا أَو بَعضَ يَومٍ قالَ بَل لَبِثتَ مِا۟ئَةَ عامٍ فَانظُر إِلىٰ طَعامِكَ وَشَرابِكَ لَم يَتَسَنَّه وَانظُر إِلىٰ حِمارِكَ وَلِنَجعَلَكَ ءايَةً لِلنّاسِ وَانظُر إِلَى العِظامِ كَيفَ نُنشِزُها ثُمَّ نَكسوها لَحمًا فَلَمّا تَبَيَّنَ لَهُ قالَ أَعلَمُ أَنَّ اللَّهَ عَلىٰ كُلِّ شَيءٍ قَديرٌ
O colui [219] che passando presso una città in completa rovina [disse]: «Come potrà Allah ridarle la vita dopo che è morta?». Allah allora lo fece morire per cento anni, poi lo resuscitò e gli chiese: «Quanto [tempo] sei rimasto?». Rispose: «Rimasi un giorno o una parte di esso». «No, disse Allah, sei rimasto cento anni. Guarda il tuo cibo e la tua acqua, sono intatti; poi guarda il tuo asino, [Ti mostriamo tutto ciò] affinché tu divenga un segno per gli uomini. Guarda come riuniamo le ossa e come le rivestiamo di carne.» Davanti all’evidenza disse: «So che Allah è onnipotente».
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricorda chi passò accanto a una città deserta e in rovina. Disse: «Come potrà Dio farla rivivere dopo la morte?». Allora Dio lo fece morire e restare così per cento anni, poi lo risuscitò e gli chiese: «Per quanto tempo sei rimasto così?». Rispose: «Sarò rimasto così per un giorno o parte di un giorno». Disse Dio: «Invece sei rimasto così per cento anni. Guarda il tuo cibo e la tua bevanda che non sono avariati e guarda il tuo asino, Noi ti renderemo un segno per gli uomini. Guarda le ossa, come le raduniamo e poi le rivestiamo di carne». E quando gli fu mostrato chiaramente, quello esclamò: «So che Dio è potente su ogni cosa». [259]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O come avvenne a colui che passò presso una città distrutta dalle fondamenta e disse: “Potrebbe mai Iddio far rinascere una città così morta?” Allora Dio lo fece morire e restar così per cento anni, poi lo risuscitò e gli chiese: “Quanto tempo sei restato così?”, rispose: “Ci sarò restato un giorno o parte d’un giorno”. E Dio gli disse: “No, che anzi ci sei restato cent’anni; guarda dunque il tuo cibo e la tua bevanda che non si sono ancora ammuffite, e guarda il tuo asino. Ma il Nostro scopo era quello di far di te un Segno per gli uomini. E guarda anche le ossa come Noi le richiamiamo alla vita e le rivestiamo di carne”. E quando tutto questo gli fu chiaramente mostrato disse: “Riconosco ora che Dio è sovra tutte le cose potente!”
- Bausani
- Bausani
Oppure (sei al corrente dell’episodio) di colui che si trovò a passare in vicinanza di rovine di una località devastata, alla cui vista esclamò: “In che modo Allàh potrà far rivivere questa località dopo la sua morte?”. Per questo motivo Allàh lo fece morire, facendolo poi risuscitare dopo cent’anni. Disse: “Quanto sei rimasto?”. Rispose: “Un giorno o poco più!”. Replicò: “No. Sei rimasto cent’anni. Da’ un’occhiata al tuo cibo e alla tua bevanda. Non s’è guastato (nulla)! E guarda al tuo somaro. Noi faremo di te un Segno per gli uomini. Guarda le ossa e osserva in che modo le vivifichiamo e le rivestiamo di carne!”. Davanti all’evidenza, egli, allora, disse: “Sì!(Ora) so che Allàh su tutte le cose ha potere!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ قالَ إِبرٰهۦمُ رَبِّ أَرِنى كَيفَ تُحىِ المَوتىٰ قالَ أَوَلَم تُؤمِن قالَ بَلىٰ وَلٰكِن لِيَطمَئِنَّ قَلبى قالَ فَخُذ أَربَعَةً مِنَ الطَّيرِ فَصُرهُنَّ إِلَيكَ ثُمَّ اجعَل عَلىٰ كُلِّ جَبَلٍ مِنهُنَّ جُزءًا ثُمَّ ادعُهُنَّ يَأتينَكَ سَعيًا وَاعلَم أَنَّ اللَّهَ عَزيزٌ حَكيمٌ
E quando Abramo disse: «Signore, mostrami come resusciti i morti», Allah disse: «Ancora non credi?». «Sì, disse Abramo, ma [fa] che il mio cuore si acquieti.» Disse Allah: «Prendi quattro uccelli e falli a pezzi, poi mettine una parte su ogni monte e chiamali: verranno da te con volo veloce. Sappi che Allah è eccelso e saggio».
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricorda quando Abramo disse: «Signore mio, mostrami come ridoni la vita ai morti». Dio disse: «Non sei credente?». «Sì» rispose Abramo. «Te lo chiedo perché il mio cuore si acquieti.» Dio disse: «Prendi quattro uccelli e poi falli a pezzi e metti un pezzo su ogni montagna, poi chiamali ed essi ritorneranno di corsa da te. Sappi che Dio è potente e saggio». [260]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando Abramo disse: “Signore! Mostrami come Tu ridoni vita ai morti!” Non credi tu dunque?” disse Dio. “Si, disse Abramo, ma Te’l chiedo perché sia sicuro il mio cuore” E disse Dio: “Prendi allora quattro uccelli e traili a te; poi falli a brani e mettine un pezzo su ogni montagna, poi chiamali ed èssi verranno a te a corsa veloce, e sappi che Iddio è potente e saggio!”
- Bausani
- Bausani
E quando Ibrāhīm (Abramo) disse: “Mio Signore, fammi vedere come dai vita ai morti”. Disse: “Non ci credi?”. Rispose: “Certamente, sì! Ma (te lo chiedo) per tranquillizzare il mio cuore”. Disse: “Prendi quattro volatili e, dopo averne smembrato i corpi, sali sulle sommità delle alture circostanti, lasciando su ciascuna di esse una parte dei corpi. Poi, scendi [a valle] e chiamali: essi verranno a te con movimento rapido d’ali. E sappi che Allàh è Possente e Sapiente”.
- Pasquini
- Pasquini
مَثَلُ الَّذينَ يُنفِقونَ أَموٰلَهُم فى سَبيلِ اللَّهِ كَمَثَلِ حَبَّةٍ أَنبَتَت سَبعَ سَنابِلَ فى كُلِّ سُنبُلَةٍ مِا۟ئَةُ حَبَّةٍ وَاللَّهُ يُضٰعِفُ لِمَن يَشاءُ وَاللَّهُ وٰسِعٌ عَليمٌ
Quelli che con i loro beni sono generosi per la causa di Allah, sono come un seme da cui nascono sette spighe e in ogni spiga ci sono cento chicchi. Allah moltiplica il merito di chi vuole Lui.
Allah è immenso, sapiente.
- Hamza P.
Allah è immenso, sapiente.
- Hamza P.
Quelli che donano parte delle loro ricchezze sul sentiero di Dio somigliano a un seme da cui germogliano sette spighe, ciascuna con cento semi. Così Dio raddoppia molte volte la Sua grazia a chi vuole, Dio è ampio e sapiente. [261]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E quando uno dona dei suoi beni sulla via di Dio è come un granello che fa germinare sette spighe, ognuna delle quali contiene cento granelli; così Dio darà il doppio a chi vuole, e Dio è ampio sapiente.
- Bausani
- Bausani
La parabola di chi elargisce i suoi beni per la Causa di Allàh è quella del chicco di grano, dal quale nascono sette spighe, delle quali ciascuna ha cento chicchi. In verità, Allàh multifica in favore di chi vuole; Allàh è Vasto e Sciente.
- Pasquini
- Pasquini
الَّذينَ يُنفِقونَ أَموٰلَهُم فى سَبيلِ اللَّهِ ثُمَّ لا يُتبِعونَ ما أَنفَقوا مَنًّا وَلا أَذًى لَهُم أَجرُهُم عِندَ رَبِّهِم وَلا خَوفٌ عَلَيهِم وَلا هُم يَحزَنونَ
Quelli che con i loro beni sono generosi per la causa di Allah senza far seguire il bene da rimproveri [220] e vessazioni, avranno la loro ricompensa presso il loro Signore, non avranno nulla da temere e non saranno afflitti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quelli che donano parte delle loro ricchezze sul sentiero di Dio e poi non rinfacciano quello che hanno donato e non offendono avranno la loro ricompensa presso il loro Signore; non avranno nulla da temere e non patiranno tristezza. [262]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Coloro che donano dei propri beni sulla via di Dio e in seguito non rinfacciano quello che hanno donato e non offendono”avranno la loro ricompensa presso il Signore; nessun timore essi avranno né li coglierà tristezza.
- Bausani
- Bausani
Coloro i quali elargiscono i loro beni per il trionfo della Causa di Allàh, se non fanno seguire alla loro elargizione un rinfacciamento o un torto, ricevono da Allàh la ricompensa, che Egli tiene in serbo per loro. Nulla essi avranno da temere e non saranno contristati.
- Pasquini
- Pasquini
قَولٌ مَعروفٌ وَمَغفِرَةٌ خَيرٌ مِن صَدَقَةٍ يَتبَعُها أَذًى وَاللَّهُ غَنِىٌّ حَليمٌ
Le buone parole e il perdono sono migliori dell’elemosina seguita da vessazioni. Allah è Colui che non ha bisogno di nulla, è indulgente.
- Hamza P.
- Hamza P.
Parlare come si conviene e perdonare è meglio della carità seguita da un’offesa, Dio basta a Se stesso ed è mite.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Una parola gentile e di perdono è meglio di un’elemosina seguita da offesa; Dio è ricco e clemente.
- Bausani
- Bausani
Una parola buona e un perdono sono meglio di una elargizione, seguita da un torto. Allàh è Ricco e Indulgente.
- Pasquini
- Pasquini
يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا لا تُبطِلوا صَدَقٰتِكُم بِالمَنِّ وَالأَذىٰ كَالَّذى يُنفِقُ مالَهُ رِئاءَ النّاسِ وَلا يُؤمِنُ بِاللَّهِ وَاليَومِ الءاخِرِ فَمَثَلُهُ كَمَثَلِ صَفوانٍ عَلَيهِ تُرابٌ فَأَصابَهُ وابِلٌ فَتَرَكَهُ صَلدًا لا يَقدِرونَ عَلىٰ شَيءٍ مِمّا كَسَبوا وَاللَّهُ لا يَهدِى القَومَ الكٰفِرينَ
O voi che credete, non vanificate le vostre elemosine con rimproveri e vessazioni, come quello che dà per mostrarsi alla gente e non crede in Allah e nell’Ultimo Giorno. Egli è come una roccia ricoperta di polvere sulla quale si rovescia un acquazzone e la lascia nuda. Essi non avranno nessun vantaggio dalle loro azioni. Allah non guida il popolo dei miscredenti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Voi che credete, non vanificate le vostre offerte rinfacciandole e offendendo, come colui che dona i suoi beni per farsi vedere dalla gente e non crede in Dio e nell’ultimo giorno. Il suo esempio è quello di una rocciacoperta di terra: quando un acquazzone la colpisce la denuda, e similmente costoro non avranno alcun potere su ciò che si saranno guadagnati, Dio non guida la gente infedele.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O voi che credete, non rovinate le vostre elemosine rinfacciandole e offendendo, come colui che dona i suoi beni per farsi veder dalla gente e non crede in Dio e nell’Ultimo Giorno. Di lui sarà come d’una roccia coperta di terriccio, che la colpisce un acquazzone e la lascia nuda: così quelli non avranno alcun potere su ciò che avran gua dagnato, che Dio non guida gente infedele!
- Bausani
- Bausani
O voi che credete, non vanificate le vostre elargizioni con rinfacciamenti e torti, come fa colui che elargisce la sua ricchezza, per farsi vedere dalla gente, ma non crede in Allàh e nell’ultimo giorno. Si può paragonare a una roccia su cui c’è della polvere; un temporale la investe e la lascia nuda. Costoro non hanno potere di disporre su ciò che hanno guadagnato e Allàh non guida la gente che non crede.
- Pasquini
- Pasquini
وَمَثَلُ الَّذينَ يُنفِقونَ أَموٰلَهُمُ ابتِغاءَ مَرضاتِ اللَّهِ وَتَثبيتًا مِن أَنفُسِهِم كَمَثَلِ جَنَّةٍ بِرَبوَةٍ أَصابَها وابِلٌ فَـٔاتَت أُكُلَها ضِعفَينِ فَإِن لَم يُصِبها وابِلٌ فَطَلٌّ وَاللَّهُ بِما تَعمَلونَ بَصيرٌ
Coloro che invece elargiscono i loro averi per la soddisfazione di Allah e per rafforzarsi, saranno come un giardino su di un colle: quando l’acquazzone vi si rovescia raddoppierà i suoi frutti. E se l’acquazzone non lo raggiunge, sarà allora la rugiada. Allah osserva quello che fate.
- Hamza P.
- Hamza P.
Invece quelli che donano i loro beni per desiderio di compiacere Dio e confermare se stessi somigliano a un giardino sopra una collina: quando un acquazzone lo colpisce esso produce i suoi frutti raddoppiati e, se un acquazzone non lo colpirà, lo bagnerà la rugiada, Dio quel che fate lo osserva.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Invece, di quelli che donano dei loro beni bramosi solo di soddisfare Iddio e di confermare se stessi, sarà come di un giardino sopra un’altura, che lo colpisce un acquazzone e produce i suoi frutti due volte tanti. E se non lo colpirà un acquazzone vi cadrà leggera la rugiada. Ché Iddio ciò che fate l’osserva.
- Bausani
- Bausani
Il paragone di coloro che elargiscono i loro beni per ottenere il compiacimento di Allàh e per rafforzare loro stessi è un giardino al sommo di un’altura; un temporale lo investe ed esso raddoppia la sua frutta e quando non è temporale è pioggerella. Allàh di ciò che fate è attento Osservatore.
- Pasquini
- Pasquini
أَيَوَدُّ أَحَدُكُم أَن تَكونَ لَهُ جَنَّةٌ مِن نَخيلٍ وَأَعنابٍ تَجرى مِن تَحتِهَا الأَنهٰرُ لَهُ فيها مِن كُلِّ الثَّمَرٰتِ وَأَصابَهُ الكِبَرُ وَلَهُ ذُرِّيَّةٌ ضُعَفاءُ فَأَصابَها إِعصارٌ فيهِ نارٌ فَاحتَرَقَت كَذٰلِكَ يُبَيِّنُ اللَّهُ لَكُمُ الءايٰتِ لَعَلَّكُم تَتَفَكَّرونَ
Chi di voi vorrebbe possedere un giardino di palme e vigne, dove scorrono i ruscelli e dove crescono per lui ogni specie di frutti e, colto dalla vecchiaia con i figli ancora piccoli, [vorrebbe vedere] un uragano di fuoco investirlo e bruciarlo [221] ?
Così Allah vi dichiara i Suoi segni, affinché meditiate.
- Hamza P.
Così Allah vi dichiara i Suoi segni, affinché meditiate.
- Hamza P.
Piacerebbe a qualcuno di voi possedere un giardino di palme e di viti alla cui ombra scorrono i fiumi, pieno di ogni sorta di frutti, e che poi la vecchiaia lo cogliesse, con i suoi figli ancora deboli, e che un uragano infuocato colpisse il giardino e lo bruciasse? Così Dio vi spiega i Suoi segni affinché meditiate.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Piacerebbe forse a qualcuno di voi possedere un giardino di palme e vigneti alle cui ombre scorran ruscelli, pieno d'ogni specie di frutta, e lo cogliesse ivi la vecchiaia circon dato di figli ancor deboli e che lo colpisse un uragano infuo cato e tutto s’abbruciasse? Così Iddio vi dichiara i Segni acciocché possiate meditare.
- Bausani
- Bausani
A chi di voi piacerebbe che, una volta giunto alla vecchiaia e con figli ancora in tenera età, il suo giardino, piantato a palmizi e vigneti, sotto i quali scorrono fiumi e in cui c’è abbondanza di frutta, venisse investito da un uragano e distrutto dal fulmine? In questo modo Allàh vi rende espliciti i Suoi Segni, sicché voi possiate riflettere.
- Pasquini
- Pasquini
يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا أَنفِقوا مِن طَيِّبٰتِ ما كَسَبتُم وَمِمّا أَخرَجنا لَكُم مِنَ الأَرضِ وَلا تَيَمَّمُوا الخَبيثَ مِنهُ تُنفِقونَ وَلَستُم بِـٔاخِذيهِ إِلّا أَن تُغمِضوا فيهِ وَاعلَموا أَنَّ اللَّهَ غَنِىٌّ حَميدٌ
O voi che credete, elargite le cose migliori che vi siete guadagnati e di ciò che Noi abbiamo fatto spuntare per voi dalla terra. Non scegliete appositamente il peggio, ciò che [voi] accettereste soltanto chiudendo gli occhi [222]
Sappiate che Allah è Colui che non ha bisogno di nulla, il Degno di lode.
- Hamza P.
Sappiate che Allah è Colui che non ha bisogno di nulla, il Degno di lode.
- Hamza P.
Voi che credete, donate parte delle cose buone che vi siete procurati da voi e anche di quel che Noi abbiamo fatto germogliare dalla terra per vostra utilità. Non scegliete per donarlo ciò che è vile, ciò che potreste prendere per voi solo con gli occhi chiusi, e sappiate che Dio basta a Se stesso ed è degno di lode. [267]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O voi che credete, donate delle cose buone che avete guadagnato e che Noi abbiam fatto germinare per voi dalla terra, e non proponetevi di dar via il cattivo, quel che voi stessi non prendereste altro che chiudendoci sopra un occhio, e sappiate che Dio è ricco e lodato.
- Bausani
- Bausani
O voi che credete, elargite del meglio che avete guadagnato e di ciò che per voi abbiamo fatto uscire dalla terra; non scegliete la parte peggiore! Elargirete forse ciò che non prendereste, se non a occhi chiusi [se non turandovi il naso]? Sappiate che Allàh non ha bisogno di nulla ed è degno d’esser molto lodato.
- Pasquini
- Pasquini
الشَّيطٰنُ يَعِدُكُمُ الفَقرَ وَيَأمُرُكُم بِالفَحشاءِ وَاللَّهُ يَعِدُكُم مَغفِرَةً مِنهُ وَفَضلًا وَاللَّهُ وٰسِعٌ عَليمٌ
Satana vi minaccia di povertà e vi ordina l’avarizia, mentre Allah vi promette il perdono e la grazia, Allah è immenso, sapiente.
- Hamza P.
- Hamza P.
Satana vi minaccia di povertà e vi induce all’avarizia, mentre Dio vi promette perdono che viene da Lui e vi promette favore, Dio è vasto e sa, [268]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Satana vi minaccia la povertà e vi ingiunge l’avarizia, ma Dio vi promette perdono e abbondante grazia, ché Dio è vasto sapiente.
- Bausani
- Bausani
Sciayṭān (Satana), minacciandovi la povertà, vi ordina di commettere cose turpi, mentre Allàh vi promette perdono e favore da parte Sua. Allàh è Vasto e Sciente.
- Pasquini
- Pasquini
يُؤتِى الحِكمَةَ مَن يَشاءُ وَمَن يُؤتَ الحِكمَةَ فَقَد أوتِىَ خَيرًا كَثيرًا وَما يَذَّكَّرُ إِلّا أُولُوا الأَلبٰبِ
Egli dà la saggezza a chi vuole. E chi riceve la saggezza, ha ricevuto un bene enorme. Ma si ricordano di ciò solo coloro che sono dotati di intelletto.
- Hamza P.
- Hamza P.
Egli dà la sapienza a chi vuole e chi ha avuto la sapienza ha avuto un bene abbondante, ma solo gli uomini di sano intelletto ricordano.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Egli dà la saggezza a chi vuole e colui cui è stata data la saggezza ha avuto un bene abbondante, ma questo non lo ricordano che gli uomini di sano intelletto.
- Bausani
- Bausani
Egli fa dono della sapienza a chi vuole e colui che riceva in dono la sapienza ha ricevuto un dono inestimabile. Non c’è nessuno che di ciò si ricordi, a eccezione di coloro che sono dotati d’intelletto.
- Pasquini
- Pasquini
وَما أَنفَقتُم مِن نَفَقَةٍ أَو نَذَرتُم مِن نَذرٍ فَإِنَّ اللَّهَ يَعلَمُهُ وَما لِلظّٰلِمينَ مِن أَنصارٍ
Quali che siano i beni che darete in elemosina, o i voti che avete fatto, Allah li conosce. E per gli iniqui non ci saranno soccorritori.
- Hamza P.
- Hamza P.
Qualunque elemosina donerete e qualunque voto vi proporrete Dio lo sa, e gli ingiusti non avranno alleati.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Qualsiasi cosa diate in elemosina e qualsiasi voto facciate, Dio lo sa, e gli ingiusti non avranno alleati.
- Bausani
- Bausani
Sappiate che Allàh è al corrente di quanto avete elargito e dei voti che avete fatto. E per i trasgressori non ci sarà nessuno in grado di soccorrerli!
- Pasquini
- Pasquini
إِن تُبدُوا الصَّدَقٰتِ فَنِعِمّا هِىَ وَإِن تُخفوها وَتُؤتوهَا الفُقَراءَ فَهُوَ خَيرٌ لَكُم وَيُكَفِّرُ عَنكُم مِن سَيِّـٔاتِكُم وَاللَّهُ بِما تَعمَلونَ خَبيرٌ
Se lasciate vedere le vostre elargizioni, è un bene; ma è ancora meglio per voi, se segretamente date ai bisognosi; [ciò] espierà una parte dei vostri peccati. Allah è ben informato su quello che fate.
- Hamza P.
- Hamza P.
Le elemosine che farete pubblicamente sono una cosa buona, ma nasconderle e darle ai poveri è cosa migliore per voi, serviranno a rimettervi parte delle vostre colpe. Dio è bene informato di quel che fate
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Se le elemosine le farete pubblicamente, buona cosa è questa; ma se le farete in segreto dando dei vostri beni ai poveri, questa è cosa migliore per voi e servirà d’espiazione per le vostre colpe, che Dio è bene informato di quello che fate.
- Bausani
- Bausani
È cosa lodevole che voi facciate vedere le vostre elargizioni, però se volete soccorrere i poveri è meglio che lo facciate con riservatezza. Allàh cancellerà una parte dei vostri peccati e Allàh è ben informato di tutto ciò che fate.
- Pasquini
- Pasquini
لَيسَ عَلَيكَ هُدىٰهُم وَلٰكِنَّ اللَّهَ يَهدى مَن يَشاءُ وَما تُنفِقوا مِن خَيرٍ فَلِأَنفُسِكُم وَما تُنفِقونَ إِلَّا ابتِغاءَ وَجهِ اللَّهِ وَما تُنفِقوا مِن خَيرٍ يُوَفَّ إِلَيكُم وَأَنتُم لا تُظلَمونَ
Non sta a te guidarli, ma è Allah che guida chi vuole. E tutto quello che darete nel bene sarà a vostro vantaggio, se darete solo per tendere al Volto di Allah [223] . E tutto quello che darete nel bene vi sarà restituito e non subirete alcun torto.
- Hamza P.
- Hamza P.
– guidarli non spetta a te, è Dio che guida chi vuole – e quel che donerete di bene sarà a vostro vantaggio, ma dovrete donare solo per desiderio del volto di Dio, e quel che di buono avrete donato vi sarà reso senza farvi alcun torto. [272]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Non sei tu, o Muhammad che devi guidarli, ma è Dio che guida chi vuole; quel che donerete di bene sarà a vostro vantaggio, ma dovete donare soltanto per desiderio del volto di Dio, e quel che di buono donerete vi sarà ripa gato, e non sarete frodati.
- Bausani
- Bausani
Il guidarli non fa parte della tua missione, poiché è Allàh che guida chi vuole. Ciò che avete elargito andrà a vostro vantaggio, ma quello che avete elargito non sarà elargizione se non sarà stata fatta soltanto per amore di Allàh. Ciò che voi avete elargito vi sarà reso e non riceverete torto alcuno.
- Pasquini
- Pasquini
لِلفُقَراءِ الَّذينَ أُحصِروا فى سَبيلِ اللَّهِ لا يَستَطيعونَ ضَربًا فِى الأَرضِ يَحسَبُهُمُ الجاهِلُ أَغنِياءَ مِنَ التَّعَفُّفِ تَعرِفُهُم بِسيمٰهُم لا يَسـَٔلونَ النّاسَ إِلحافًا وَما تُنفِقوا مِن خَيرٍ فَإِنَّ اللَّهَ بِهِ عَليمٌ
[Date] ai poveri che sono assediati per la causa di Allah, che non possono andare per il mondo a loro piacere. L’ignorante li crede agiati perché si astengono dalla mendicità. Li riconoscerai per questo segno, che non chiedono alla gente importunandola [224] .
E tutto ciò che elargirete nel bene, Allah lo conosce.
- Hamza P.
E tutto ciò che elargirete nel bene, Allah lo conosce.
- Hamza P.
Donerete ai poveri che sono caduti in miseria sul sentiero di Dio e non possono percorrere la terra per commerciare. L’ignorante li crede ricchi per la loro riservatezza. La loro caratteristica, per cui li riconoscerai, è che non chiedono la carità alla gente inopportunamente. Ciò che donerete di buono Dio lo sa.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E dovete dare a quei poveri divenuti tali sulla via di Dio e che non posson percorrer la terra per commerciare; chi è ignaro di loro li crede ricchi, per la loro dignitosa modestia. Ma li riconoscerai da questo segno: essi non chiedono importunamente l’elemosina alla gente. Dunque quel che di buono donerete, certo Dio lo conosce.
- Bausani
- Bausani
Elargite per i poveri che sono stati impediti sul sentiero di Allàh e non possono muoversi. Gli ignoranti credono che essi siano ricchi e ciò per la loro dignità. Li riconosci dai loro comportamenti qualificanti, tra i quali c’è quello che non chiedono niente a nessuno con petulanza. E Allàh sa ciò che voi avete elargito.
- Pasquini
- Pasquini
الَّذينَ يُنفِقونَ أَموٰلَهُم بِالَّيلِ وَالنَّهارِ سِرًّا وَعَلانِيَةً فَلَهُم أَجرُهُم عِندَ رَبِّهِم وَلا خَوفٌ عَلَيهِم وَلا هُم يَحزَنونَ
Quelli che di giorno o di notte, in segreto o apertamente, danno dei loro beni, avranno la ricompensa presso il loro Signore, non avranno nulla da temere e non saranno afflitti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quelli che danno in carità parte delle loro ricchezze di notte e di giorno, in segreto e in pubblico, avranno la loro ricompensa presso il loro Signore, non dovranno temere, non patiranno tristezza.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Coloro che donano dei loro beni di notte e di giorno, in segreto e apertamente, avranno la loro ricompensa presso il Signore, non ci sarà timore per loro, né li coglierà tristezza.
- Bausani
- Bausani
Coloro i quali elargiscono quanto posseggono, nottetempo e di giorno, in segreto e alla presenza di terzi, hanno presso il loro Signore una ricompensa. Per loro non ci sarà timore né saranno contristati.
- Pasquini
- Pasquini
الَّذينَ يَأكُلونَ الرِّبوٰا۟ لا يَقومونَ إِلّا كَما يَقومُ الَّذى يَتَخَبَّطُهُ الشَّيطٰنُ مِنَ المَسِّ ذٰلِكَ بِأَنَّهُم قالوا إِنَّمَا البَيعُ مِثلُ الرِّبوٰا۟ وَأَحَلَّ اللَّهُ البَيعَ وَحَرَّمَ الرِّبوٰا۟ فَمَن جاءَهُ مَوعِظَةٌ مِن رَبِّهِ فَانتَهىٰ فَلَهُ ما سَلَفَ وَأَمرُهُ إِلَى اللَّهِ وَمَن عادَ فَأُولٰئِكَ أَصحٰبُ النّارِ هُم فيها خٰلِدونَ
Coloro invece che si nutrono di usura [225] resusciteranno come chi sia stato toccato da Satana. E questo perché dicono: «Il commercio è come la usura!». Ma Allah ha permesso il commercio e ha proibito l’usura.
Chi desiste dopo che gli è giunto il monito del suo Signore, tenga per sé quello che ha e il suo caso dipende da Allah.
Quanto a chi persiste, ecco i compagni del Fuoco.
Vi rimarranno in perpetuo.
- Hamza P.
Chi desiste dopo che gli è giunto il monito del suo Signore, tenga per sé quello che ha e il suo caso dipende da Allah.
Quanto a chi persiste, ecco i compagni del Fuoco.
Vi rimarranno in perpetuo.
- Hamza P.
E quanto a quelli che praticano l’usura, nel giorno della resurrezione si leveranno dalle tombe come chi sia indemoniato, per il contatto di Satana. Così sia, perché essi hanno detto: «La compravendita è come l’usura», mentre Dio ha permesso la compravendita e invece ha vietato l’usura. Chi sarà raggiunto da questo ammonimento che viene dal suo Signore e la smetterà, costui terrà per sé quanto ha già avuto e giudicarlo sta a Dio, ma quelli che faranno ritorno all’usura, ecco quelli del fuoco dove rimarranno in eterno, [275]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Coloro che praticano l’usura, il dì della Resurrezione sorgeran dai sepolcri come chi è reso epilettico dal contatto di Satana. Questo perché essi hanno detto: “La compravendita è come l’usura”. Ma Dio ha permesso la compra vendita e ha proibito l’usura. E colui cui arrivi questo avvertimento divino e desista da questo peccato, gli sarà con donato quel ch’è passato, e la sua causa sarà giudicata da Dio; coloro però che tornano a praticar l’usura, saran dannati al fuoco, nel quale rimarranno in eterno.
- Bausani
- Bausani
Coloro i quali mangiano al-Ribā [65] (usura) non saranno capaci di stare in piedi diversamente da come sta in piedi colui che Sciayṭān colpisce con un attacco. E ciò perché essi hanno detto che commercio e al-rìbā (usura) sono la stessa cosa, mentre, invece, Allàh ha dichiarato lecito il commercio e proibito al-rìbā (usura) Perciò colui che cessa, dopo avere ricevuto un avvertimento dal suo Signore, di praticare al-rìbā (usura) potrà tenere i profitti usurari già percepiti e se la vedrà con Allàh, ma coloro che dopo il divieto insisteranno, saranno condannati al fuoco, nel quale in eterno resteranno.
- Pasquini
- Pasquini
يَمحَقُ اللَّهُ الرِّبوٰا۟ وَيُربِى الصَّدَقٰتِ وَاللَّهُ لا يُحِبُّ كُلَّ كَفّارٍ أَثيمٍ
Allah vanifica l’usura e fa decuplicare l’elemosina.
Allah non ama nessun ingrato peccatore.
- Hamza P.
Allah non ama nessun ingrato peccatore.
- Hamza P.
Dio annienterà l’usura e accrescerà le opere di carità, Dio non ama l’empio, il peccatore.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma Dio distruggerà l’usura e moltiplicherà il frutto dell’elemosine, ché Dio non ama nessun negatore perverso.
- Bausani
- Bausani
Allàh vanifica i proventi di al-rìbā (usura) e fa fruttare le elargizioni di beneficenza. Allàh non ama gli ingrati e i peccatori.
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّ الَّذينَ ءامَنوا وَعَمِلُوا الصّٰلِحٰتِ وَأَقامُوا الصَّلوٰةَ وَءاتَوُا الزَّكوٰةَ لَهُم أَجرُهُم عِندَ رَبِّهِم وَلا خَوفٌ عَلَيهِم وَلا هُم يَحزَنونَ
In verità coloro che avranno creduto e avranno compiuto il bene, avranno assolto l’orazione e versato la decima, avranno la loro ricompensa presso il loro Signore. Non avranno nulla da temere e non saranno afflitti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quelli che credono e compiono le buone azioni e adempiono alla preghiera e versano l’elemosina, costoro avranno la loro ricompensa presso il Signore, non dovranno temere e non patiranno tristezza.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
in verità coloro che credono ed operano il bene, e compiono la Preghiera, e pagano la Decima, avranno la loro ricompensa presso il Signore, non ci sarà timore per loro né li coglierà tristezza.
- Bausani
- Bausani
In verità, coloro che credono, fanno opere di bene, eseguono le preghiere, pagano la Zakāh [66], essi hanno il loro compenso presso il loro Signore e non avranno timore né saranno contristati.
- Pasquini
- Pasquini
يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنُوا اتَّقُوا اللَّهَ وَذَروا ما بَقِىَ مِنَ الرِّبوٰا۟ إِن كُنتُم مُؤمِنينَ
O voi che credete, temete Allah e rinunciate ai profitti dell’usura se siete credenti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Voi che credete, temete Dio e rinunciate a ogni residuo dei proventi dell’usura se siete credenti,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O voi che credete! Temete Dio e lasciate ogni resto d’usura, se siete credenti!
- Bausani
- Bausani
O voi che credete, se veramente siete credenti, temete Allàh, rinunciando a riscuotere al-rìbā (usura) che ancor non avete riscosso.
- Pasquini
- Pasquini
فَإِن لَم تَفعَلوا فَأذَنوا بِحَربٍ مِنَ اللَّهِ وَرَسولِهِ وَإِن تُبتُم فَلَكُم رُءوسُ أَموٰلِكُم لا تَظلِمونَ وَلا تُظلَمونَ
Se non lo farete vi è dichiarata guerra da parte di Allah e del Suo Messaggero; se vi pentirete, conserverete il vostro patrimonio. Non fate torto e non subirete torto.
- Hamza P.
- Hamza P.
e se non lo farete, allora aspettatevi una guerra da parte di Dio e del Suo inviato. Se vi pentirete i vostri capitali resteranno a voi, non farete torto ad alcuno e a voi non sarà fatto torto;
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E se non lo fate, ascoltate la dichiarazione di guerra da parte di Dio e del Suo Messaggero; se vi pentite, i vostri capitali resteranno a voi, non froderete né sarete frodati.
- Bausani
- Bausani
Se non lo fate, ricevete l’annuncio che Allàh e il Suo Apostolo v’han dichiarato guerra. Se vi ravvedete, potrete tenere il capitale e così non farete torto e non vi sarà fatto torto.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِن كانَ ذو عُسرَةٍ فَنَظِرَةٌ إِلىٰ مَيسَرَةٍ وَأَن تَصَدَّقوا خَيرٌ لَكُم إِن كُنتُم تَعلَمونَ
Chi è nelle difficoltà, abbia una dilazione fino a che si risollevi. Ma è meglio per voi se rimetterete il debito, se solo lo sapeste!
- Hamza P.
- Hamza P.
se il vostro debitore si troverà in difficoltà gli sia accordata dilazione finché una buona occasione gli si presenterà, ma se rimetterete il debito sarà meglio per voi, se lo sapeste.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Se il vostro debitore si trova in difficoltà, gli sia accordata una dilazione fino a che una facilità gli si presenti; ma se rimetterete il debito, sarà meglio per voi, se sapeste!
- Bausani
- Bausani
Se un debitore si trova in difficoltà, una dilazione gli sia concessa fino a quando gli sia agevole sdebitarsi, però sarà meglio per voi che glielo rimettiate come opera di beneficenza. Ah, se sapeste!
- Pasquini
- Pasquini
وَاتَّقوا يَومًا تُرجَعونَ فيهِ إِلَى اللَّهِ ثُمَّ تُوَفّىٰ كُلُّ نَفسٍ ما كَسَبَت وَهُم لا يُظلَمونَ
E temete il giorno in cui sarete ricondotti verso Allah. Allora ogni anima avrà quello che si sarà guadagnato. Nessuno subirà un torto.
- Hamza P.
- Hamza P.
Temete un giorno in cui sarete tutti ricondotti a Dio e ogni anima riceverà quello che ha guadagnato e non sarà fatto torto a nessuno.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E temete un giorno nel quale sa rete tutti riportati a Dio e ad ogni anima sarà pagato quel che s’è guadagnata, e non sarà frodata.
- Bausani
- Bausani
E abbiate timore di un giorno, nel quale sarete fatti ritornare davanti ad Allàh, quando a ciascuno sarà reso ciò che si sarà meritato e a nessuno sarà fatto torto.
- Pasquini
- Pasquini
يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا إِذا تَدايَنتُم بِدَينٍ إِلىٰ أَجَلٍ مُسَمًّى فَاكتُبوهُ وَليَكتُب بَينَكُم كاتِبٌ بِالعَدلِ وَلا يَأبَ كاتِبٌ أَن يَكتُبَ كَما عَلَّمَهُ اللَّهُ فَليَكتُب وَليُملِلِ الَّذى عَلَيهِ الحَقُّ وَليَتَّقِ اللَّهَ رَبَّهُ وَلا يَبخَس مِنهُ شَيـًٔا فَإِن كانَ الَّذى عَلَيهِ الحَقُّ سَفيهًا أَو ضَعيفًا أَو لا يَستَطيعُ أَن يُمِلَّ هُوَ فَليُملِل وَلِيُّهُ بِالعَدلِ وَاستَشهِدوا شَهيدَينِ مِن رِجالِكُم فَإِن لَم يَكونا رَجُلَينِ فَرَجُلٌ وَامرَأَتانِ مِمَّن تَرضَونَ مِنَ الشُّهَداءِ أَن تَضِلَّ إِحدىٰهُما فَتُذَكِّرَ إِحدىٰهُمَا الأُخرىٰ وَلا يَأبَ الشُّهَداءُ إِذا ما دُعوا وَلا تَسـَٔموا أَن تَكتُبوهُ صَغيرًا أَو كَبيرًا إِلىٰ أَجَلِهِ ذٰلِكُم أَقسَطُ عِندَ اللَّهِ وَأَقوَمُ لِلشَّهٰدَةِ وَأَدنىٰ أَلّا تَرتابوا إِلّا أَن تَكونَ تِجٰرَةً حاضِرَةً تُديرونَها بَينَكُم فَلَيسَ عَلَيكُم جُناحٌ أَلّا تَكتُبوها وَأَشهِدوا إِذا تَبايَعتُم وَلا يُضارَّ كاتِبٌ وَلا شَهيدٌ وَإِن تَفعَلوا فَإِنَّهُ فُسوقٌ بِكُم وَاتَّقُوا اللَّهَ وَيُعَلِّمُكُمُ اللَّهُ وَاللَّهُ بِكُلِّ شَيءٍ عَليمٌ
O voi che credete, quando contraete un debito con scadenza precisa, mettetelo per iscritto; che uno scriba tra di voi lo metta per iscritto, secondo giustizia. Lo scriba non si rifiuti di scrivere secondo quel che Allah gli ha insegnato; che scriva dunque e sia il contraente a dettare, temendo il suo Signore Allah e badi a non diminuire in nulla. Se il debitore è deficiente, o minorato o incapace di dettare lui stesso, detti il suo procuratore secondo giustizia. Chiamate a testimoni due dei vostri uomini o in mancanza di due uomini, un uomo e due donne, tra coloro di cui accettate la testimonianza, in maniera che, se una sbagliasse l’altra possa rammentarle. E i testimoni non rifiutino quando sono chiamati. Non fatevi prendere da pigrizia nello scrivere il debito e il termine suo, sia piccolo o grande. Questo è più giusto verso Allah, più corretto nella testimonianza e atto ad evitarvi ogni dubbio; a meno che non sia una transazione che definite immediatamente tra voi: in tal caso non ci sarà colpa se non lo scriverete. Chiamate testimoni quando trattate tra voi e non venga fatto alcun torto agli scribi e ai testimoni; e se lo farete, sarà il segno dell’empietà che è in voi. Temete Allah, è Allah che vi insegna. Allah conosce tutte le cose [226] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Voi che credete, il debito che contrarrete con scadenza fissa lo scriverete, e uno scrivano tra voi lo scriverà giustamente. Lo scrivano non rifiuterà di scrivere come Dio gli ha insegnato, scriva dunque il debito sotto la dettatura del debitore e abbia timore di Dio, il suo Signore, e non tolga nulla. Se il debitore è un folle, se è debilitato, se non può dettare da sé, allora detterà il suo tutore, giustamente. Convocherete due testimoni scelti tra i vostri uomini e, se non vi saranno due uomini, siano allora un uomo e due donne scelti fra coloro che accettate come testimoni, cosicché se una donna sbaglierà l’altra potrà farle memoria. I testimoni non rifiuteranno di testimoniare quando sono invitati a farlo. Non disdegnate di mettere per iscritto il debito, piccolo o grande che sia, fissandone la scadenza, questa è cosa più equa presso Dio, più utile alla testimonianza e più atta a tenervi al riparo dal dubbio, a meno che non si tratti di un commercio da concludersi immediatamente, perché allora non farete peccato se non scriverete nulla. Comunque chiamate dei testimoni al momento della compravendita. Gli scrivani e i testimoni non siano oppressi, se lo farete sarà una cosa turpe, abbiate timore di Dio e Dio vi insegnerà, Dio conosce ogni cosa. [282]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O voi che credete, quando contraete un debito a scadenza fissa, scrivetelo, e lo scriva fra voi uno scrivano, con giustizia, e non rifiuti lo scrivano di scrivere come Iddio gli ha insegnato; che scriva dunque sotto dettatura del debitore, e tema Iddio, il suo Signore, e non ne diminuisca nulla; se poi il debitore è deficiente o debole di mente o non possa dettare egli stesso, detti allora il suo tutore con giustizia; convocate due testimoni, uomini della vostra gente, e se non ci sono due uomini, un uomo e due donne, scelti fra coloro che accettate come testimoni, cosicché se una delle donne sbagliasse, l’altra le possa ricordare il fatto; i testimoni, quando sono invitati a testimoniare, non si rifiutino di farlo; non vi disgusti metter per iscritto il debito, piccolo o grande che sia, fissandone il termine di scadenza: questo è cosa più giusta presso Dio e più acconcia alla testimonianza, e più facile a non farvi venir dubbi. Ma se l’oggetto del contratto è merce pronta che fate girare fra di voi non ci sarà nulla di male se non metterete la cosa per iscritto. Chiamate comunque dei testimoni quando fate un atto di com pravendita, e non si faccia violenza né a scrivani né a testimoni, ché se lo farete sarà una turpitudine; temete dunque Iddio e Dio vi istruirà, ché Egli conosce tutte le cose.
- Bausani
- Bausani
O voi che credete, quando assumete impegni per il futuro a un termine prefissato, mettete gli accordi per iscritto e scriva il contratto un notaro, che non dovrà rifiutare di scrivere come Allàh gli insegnò; scriva egli, dunque, sotto dettatura del debitore, e tema Allàh, suo Signore, senza nulla tralasciare. Se il debitore è incapace, o minore, o non è in grado di dettare, detti, allora, per lui il suo legale rappresentante. Siano presenti (all’accordo) due testimoni maschi e se non ce ne sono, allora sian presenti un testimone maschio e due testimoni femmine, scelti tra persone di vostra fiducia, sicché, se una delle due si dimentica, l’altra rammenti a essa come stanno le cose. Quando i testimoni vengono chiamati non devono rifiutarsi di rendere testimonianza. Non abbiate vergogna di mettere per iscritto i vostri impegni per il futuro a termine prefissato, sia che riguardino somme ingenti che piccoli importi. Questo è per voi il modo più giusto presso Allàh, più corretto per dar valore alla testimonianza e più idoneo a impedire che non vi mettiate d’accordo. Però se si tratta di un contratto, che si esegue subito, non vi è fatta colpa se non lo mettete per iscritto. Quando stipulate contratti tra voi prendete testimoni e non sia fatta violenza né a notaro né a testimone, poiché chi la facesse, sarà, presso voi, un perverso. Temete Allàh e Allàh vi insegnerà. Allàh, infatti, è conoscitore di tutte le cose.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِن كُنتُم عَلىٰ سَفَرٍ وَلَم تَجِدوا كاتِبًا فَرِهٰنٌ مَقبوضَةٌ فَإِن أَمِنَ بَعضُكُم بَعضًا فَليُؤَدِّ الَّذِى اؤتُمِنَ أَمٰنَتَهُ وَليَتَّقِ اللَّهَ رَبَّهُ وَلا تَكتُمُوا الشَّهٰدَةَ وَمَن يَكتُمها فَإِنَّهُ ءاثِمٌ قَلبُهُ وَاللَّهُ بِما تَعمَلونَ عَليمٌ
Se siete in viaggio e non trovate uno scriba, scambiatevi dei pegni. Se qualcuno affida qualcosa ad un altro, restituisca il deposito il depositario e tema Allah il suo Signore. Non siate reticenti nella testimonianza, ché invero, chi agisce così, ha un cuore peccatore.
Allah conosce tutto quello che fate.
- Hamza P.
Allah conosce tutto quello che fate.
- Hamza P.
Se sarete in viaggio e non troverete uno scrivano, si esigerà un pegno; se uno di voi affiderà qualcosa a un altro, il depositario restituirà il deposito nel timore di Dio, suo Signore. Non occultate la vostra testimonianza, chi lo fa ha il cuore pieno di colpa, Dio ciò che fate lo sa.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Se siete in viaggio e non trovate uno scrivano, si ricevano pegni; ma se qualcuno di voi affida a un altro una cosa, il depositario restituisca il suo deposito e tema Iddio, suo Signore. Non nascondete cose che avete da testimoniare, che chi lo fa ha il cuore peccaminoso, e Dio sa ciò che fate.
- Bausani
- Bausani
Se siete in viaggio e non trovate un notaro, lasciate una garanzia e se avete fiducia l’un dell’altro, chi ha ricevuto un deposito in fiducia lo restituisca e tema Allàh, suo Signore. Non nascondete la testimonianza, poiché chi la nasconde ha un cuore peccatore e Allàh è a conoscenza di ciò che voi fate.
- Pasquini
- Pasquini
لِلَّهِ ما فِى السَّمٰوٰتِ وَما فِى الأَرضِ وَإِن تُبدوا ما فى أَنفُسِكُم أَو تُخفوهُ يُحاسِبكُم بِهِ اللَّهُ فَيَغفِرُ لِمَن يَشاءُ وَيُعَذِّبُ مَن يَشاءُ وَاللَّهُ عَلىٰ كُلِّ شَيءٍ قَديرٌ
Ad Allah appartiene tutto ciò che è nei cieli e sulla terra.
Che lo manifestiate o lo nascondiate, Allah vi chiederà conto di quello che è negli animi vostri.
E perdonerà chi vuole e castigherà chi vuole. Allah è onnipotente.
- Hamza P.
Che lo manifestiate o lo nascondiate, Allah vi chiederà conto di quello che è negli animi vostri.
E perdonerà chi vuole e castigherà chi vuole. Allah è onnipotente.
- Hamza P.
Manifestate il contenuto del vostro cuore oppure nascondetelo, Dio ve ne chiederà conto e perdonerà chi vuole e chi vuole punirà, Dio è potente su ogni cosa. [284]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
A Dio appartiene ciò che è nei cieli e ciò ch’è sulla terra e sia che manifestiate o nascondiate quel che avete in cuore, Dio ve ne chiederà conto, e perdonerà chi vuole e castigherà chi vuole, ché Dio è sovra tutte le cose potente.
- Bausani
- Bausani
Appartiene ad Allàh tutto quello che esiste nei cieli e sulla Terra e Allàh vi chiederà conto di ciò che è dentro voi, sia che lo manifestiate sia che lo teniate nascosto. Egli perdona a chi vuole e chi vuole Egli punisce. Allàh, infatti, ha potere su tutto ciò che esiste!
- Pasquini
- Pasquini
ءامَنَ الرَّسولُ بِما أُنزِلَ إِلَيهِ مِن رَبِّهِ وَالمُؤمِنونَ كُلٌّ ءامَنَ بِاللَّهِ وَمَلٰئِكَتِهِ وَكُتُبِهِ وَرُسُلِهِ لا نُفَرِّقُ بَينَ أَحَدٍ مِن رُسُلِهِ وَقالوا سَمِعنا وَأَطَعنا غُفرانَكَ رَبَّنا وَإِلَيكَ المَصيرُ
Il Messaggero [227] crede in quello che è stato fatto scendere su di lui da parte del suo Signore, come del resto i credenti: tutti credono in Allah, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri e nei Suoi Messaggeri. «Non facciamo differenza alcuna tra i Suoi Messaggeri.» [228] E dicono: «Abbiamo ascoltato e obbediamo. Perdono, Signore! È a Te che tutto ritorna».
- Hamza P.
- Hamza P.
L’inviato di Dio crede in ciò che gli è stato rivelato dal suo Signore e così tutti i credenti, ognuno crede in Dio, nei Suoi angeli, nei Suoi libri e nei Suoi inviati, «tra i Suoi messaggeri non facciamo alcuna differenza, abbiamo udito e ubbidito, perdonaci, Signore nostro, tutti faremo ritorno a Te», così essi dicono. [285]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
II Messaggero di Dio crede in ciò che gli è stato rivelato dal suo Signore e cosi tutti i credenti credono ciascuno in Dio e nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri, nei Suoi Messaggeri. “Non facciamo distinzione alcuna, essi professano, fra i Messaggeri tutti che Dio ha inviato”. E dicono: “Abbiamo udito e obbediamo: perdono, o Signore! Ché tutti a Te ritorniamo!”
- Bausani
- Bausani
L’Apostolo ha creduto in ciò ch’è stato fatto scendere su lui dal suo Signore e (così pure) i credenti. Tutti hanno creduto in Allàh, nei Suoi angeli, nei Suoi Libri, nei Suoi Apostoli. Noi non facciamo distinzione tra nessuno degli Apostoli. Essi dissero: “Abbiamo udito e abbiamo ubbidito! Perdonaci, o Signore nostro. In Te si conclude ogni ritorno!”.
- Pasquini
- Pasquini
لَا يُكَلِّفُ ٱللَّهُ نَفْسًا إِلَّا وُسْعَهَا ۚ لَهَا مَا كَسَبَتْ وَعَلَيْهَا مَا ٱكْتَسَبَتْ ۗ رَبَّنَا لَا تُؤَاخِذْنَا إِن نَّسِينَا أَوْ أَخْطَأْنَا ۚ رَبَّنَا وَلَا تَحْمِلْ عَلَيْنَا إِصْرًا كَمَا حَمَلْتَهُۥ عَلَى ٱلَّذِينَ مِن قَبْلِنَا ۚ رَبَّنَا وَلَا تُحَمِّلْنَا مَا لَا طَاقَةَ لَنَا بِهِۦ ۖ وَٱعْفُ عَنَّا وَٱغْفِرْ لَنَا وَٱرْحَمْنَا ۚ أَنتَ مَوْلَىٰنَا فَٱنصُرْنَا عَلَى ٱلْقَوْمِ ٱلْكَٰفِرِينَ
Allah non impone a nessun’anima un carico al di là delle sue capacità [229] . Quello che ognuno avrà guadagnato sarà a suo favore e ciò che avrà demeritato sarà a suo danno. «Signore, non ci punire per le nostre dimenticanze e i nostri sbagli. Signore, non caricarci di un peso grave come quello che imponesti a coloro che furono prima di noi. Signore, non imporci ciò per cui non abbiamo la forza. Assolvici, perdonaci, abbi misericordia di noi. Tu sei il nostro patrono, dacci la vittoria sui miscredenti.» [230]
- Hamza P.
- Hamza P.
Dio non imporrà a nessuno un carico pesante più di quanto ognuno possa portare, e ciò che ognuno ha guadagnato sarà a suo vantaggio, oppure sarà a suo danno ciò che ha guadagnato.
«Signore nostro, se dimentichiamo e sbagliamo non ci riprendere.
Signore nostro, non ci imporre il carico che hai imposto a quelli prima di noi. Signore nostro, non ci imporre il carico che non possiamo portare ma condona, perdona e abbi misericordia di noi. Tu sei il nostro protettore, dunque donaci la vittoria sulla gente infedele.»
- Zilio Grandi
«Signore nostro, se dimentichiamo e sbagliamo non ci riprendere.
Signore nostro, non ci imporre il carico che hai imposto a quelli prima di noi. Signore nostro, non ci imporre il carico che non possiamo portare ma condona, perdona e abbi misericordia di noi. Tu sei il nostro protettore, dunque donaci la vittoria sulla gente infedele.»
- Zilio Grandi
Iddio non imporrà a nessun’anima pesi più gravi di quel che possa portare. Quel che s; sarà guadagnata sarà a suo vantaggio e quel che si sarà guadagnata sarà a suo svantaggio. Signore! Non ci riprendere se dimentichiamo e sbagliamo. Signore! Non ci imporre un carico pesante come quel che imponesti a coloro che furon prima di noi. Signore! Non ci caricare di quel che non abbiamo la forza di por tare. Condona, perdona, abbi pietà di noi: Tu sei il Protettore nostro, dacci vittoria sulla gente infedele!
- Bausani
- Bausani
Allàh non impone a un’anima qualcosa, se non nei limiti delle sue forze. A favore di un’anima il suo merito e a suo carico il suo demerito. Signor nostro, non prendertela con noi se dimentichiamo o se facciamo sbagli! O Signore nostro, non ci addossare un gravoso fardello, come l’hai addossato a quelli che ci hanno preceduto. Signor nostro, non ci gravare di cose superiori alle nostre capacità, ma sii Indulgente con noi, perdonaci, usaci misericordia, Tu sei il nostro Protettore, perciò sostienici, facendoci trionfare su coloro che rifiutano di credere.
- Pasquini
- Pasquini
Note di Hamza Piccardo alla Sura
- [1] ^ Rivelata a Medina immediatamente dopo l’Egira, questa sura è la più lunga di tutto il Corano e contiene elementi di grande importanza sia dal punto di vista dottrinale, che da quello giuridico.
- [2] ^ Vedi Appendice 1.
- [3] ^ «i timorati»: con questa allocuzione abbiamo tradotto il termine «muttaqûn». La «taqwâ», che è appunto quello che provano i muttaqûn, è il timore reverenziale di Allah (gloria a Lui l’Altissimo). Qualcosa che non ha nulla a che fare con la paura, che è molto più grande ma che non diventa mai terrore. Il musulmano piange per timor di Allah, ma è piuttosto la dolcezza e non l’ansia quella che scioglie il suo cuore, scuote il petto nei singhiozzi e fa colare le lacrime.
- [4] ^ «assolvono all’orazione»: vedi Appendice 2.
- [5] ^ «e donano…» lett. spendono (caritatevolmente). Si tratta di elemosina volontaria; per quella obbligatoria, «zakât», vedi Appendice 3.
- [6] ^ «ciò che è stato fatto scendere»: questa espressione indica la Rivelazione.
- [7] ^ «su di te e… prima di te»: «su di te o Muhammad». Il Corano non rinnega la tradizione profetica precedente, anzi la conferma e la rafforza.
- [8] ^ Quando l’uomo rifiuta con pervicacia il timore di Allah, condizione necessaria e sufficiente per poter ricevere il Suo messaggio, Allah lo ottenebra completamente, rende impenetrabile il suo cuore, sorde le sue orecchie, ciechi i suoi occhi (vedi II, 18).
- [9] ^ In questo versetto Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ci parla dei falsi credenti. Quelli nel cui cuore c’è il «nifâq», l’ipocrisia e che, pertanto, vengono chiamati «munâfiqûn». Come sempre il Corano ha una valenza particolare e universale: ogni versetto ha un significato relativamente alle contingenze specifiche della sua rivelazione e un significato per tutti gli uomini e per tutti i tempi. Per quanto riguarda il significato contingente, i commentatori classici ci vedono un’allusione ad alcuni clan medinesi che avevano accettato di malavoglia la presenza dell’Inviato di Dio (pace e benedizioni su di lui) e gli avevano promesso obbedienza solo con la segreta intenzione di tramare contro di lui con chiunque gli fosse nemico.
- [10] ^ «una malattia»: il dubbio. Nella cultura occidentale si è scritto e detto molto a proposito dell’importanza del dubbio, del valore assoluto della critica per preservare la società e la cultura dalle aberrazioni totalitarie e assolutiste. Tutto questo può anche essere vero, in una cultura che si basa su teorie umane, su assunti ideologici o filosofici concepiti dall’uomo, su princìpi etici contingenti e instabili. Quando però ci si trova di fronte alla Parola di Allah, alla Rivelazione della Sua Dottrina e della Sua Legge, questo dubbio è davvero una malattia, un qualcosa di distruttivo e destabilizzante per l’equilibrio dell’uomo e della società in cui vive. Immaginate la condizione di un uomo che pretenda di analizzare ogni singola boccata d’aria prima di respirarla, ogni cibo e bevanda prima di consumarli. Immaginate qualcuno che voglia verificare tutto un impianto elettrico prima di accendere una lampadina o che non accetti di iniziare una giornata senza prima aver eseguito un check-up completo delle sue condizioni fisiche, con tanto di elettrocardiogramma, elettroencefalogramma, analisi del sangue, TAC e simili. Dubitare di Allah, dei Suoi Libri, dei Suoi Angeli e dei Suoi Inviati ha un effetto ancora più devastante sulla mente di chi dubita e sulla società che è afflitta dal dubbio e dai dubbiosi.
- [11] ^ «siamo dei conciliatori»; traducendo il termine «muslihûn» con «conciliatori», abbiamo scelto l’interpretazione di Ibn Abbâs che disse: «Innama nahnu muslihûna, significa “noi cerchiamo di conciliare le due parti, i credenti e la Gente del Libro”. Mujâhid invece ritenne che volesse significare: «Noi agiamo nella buona direzione». In entrambi i casi quello che il Corano stigmatizza è il comportamento degli ipocriti.
- [12] ^ «i loro dèmoni»: in questo caso si tratta di certi dottori ebrei e cristiani che facevano di tutto per distogliere la gente dalla fede nell’Islàm. In senso generale consideriamo che ogni uomo ha il suo demone (e a volte più di uno), che è connaturato alle sue passioni terrene; nella solitudine del dialogo interiore può avvenire un discorso di questo genere.
- [13] ^ «che sprofondino»: lett. «che si estendano nella…»; noi diremmo che «si allarghino…».
- [14] ^ II fuoco acceso è la luce della fede che dà forma alla realtà storica dell’uomo, con leggi, usi, tradizioni. Nel caso degli ipocriti questa illuminazione si riferisce solo ad un fatto esteriore. Se hanno accettato l’Islàm solo come forma della loro realtà materiale, senza una sincera adesione interiore, al momento della morte Allah (gloria a Lui l’Altissimo) sottrarrà loro la luce della fede e quelli saranno come ciechi per l’eternità.
- [15] ^ Tre aggettivi pesanti come macigni: sordi alla Parola di Allah, muti perché non la ripetono, ciechi perché privati della luce di cui, comunque, l’Islàm ha irradiato la loro esistenza.
- [16] ^ «non possono ritornare»: il pentimento tardivo è del tutto inutile. Secondo la dottrina islamica Allah (gloria a Lui l’Altissimo) accetta il pentimento dell’uomo finché in esso c’è ancora una ragionevole speranza di vita. Quando l’anima «risale alla gola» per lasciare l’uomo, il destino si è compiuto e non c’è più nessuna possibilità di modificarlo.
- [17] ^ Continua la descrizione della condizione dei «munâfiqûn» (gli ipocriti): il loro comportamento ricorda quello degli struzzi: sono convinti che basti non sentire il fragore dei fulmini che si abbattono per sfuggire al loro effetto. La luce dell’Islàm, che hanno accettato solo esteriormente, provoca in loro un grande sconvolgimento. Ciononostante l’effetto positivo della pratica religiosa fa sì che possano esserne rischiarati e possano procedere. Il fragore e la luce sono mezzi attraverso i quali Allah (gloria a Lui l’Altissimo), li vuole condurre sulla retta via e, pertanto, non li ha privati dell’udito e della vista.
- [18] ^ «In verità Allah su tutte le cose è potente.» Crediamo che talvolta la traduzione letterale renda meglio il significato di un’espressione che ricorre molto spesso nel Corano. In altre occasioni tradurremo «Egli è L’Onnipotente».
- [19] ^ L’adorazione è un mezzo per realizzare la «taqwâ», il timor di Allah (vedi II, 2), ed essere quindi i veri destinatari del Messaggio coranico.
- [20] ^ «sul Nostro Servo»: Muhammad (pace e benedizioni su di lui), quello che è sceso su di lui è il Corano.
- [21] ^ «portate…»: A proposito dell’inimitabilità del Corano vedi anche X, 38; XI, 1, 13; XVII, 88; XXVIII, 49.
- [22] ^ «il Fuoco»: quello dell’Inferno, il Corano gli dà diversi nomi: Al-Jahîm (la Fornace), As-Sa‘îr (la Fiamma), Hutama (Quella che distrugge), Hâwiya (Il Baratro, l’Abisso), Al- Harîq (l’Incendio).
- [23] ^ «Giardini in cui scorrono i ruscelli»: il giardino percorso dall’acqua e ricco di frutti: è questa l’immagine del Paradiso che più frequentemente ricorre nel Corano. Per chiunque abbia avuto la possibilità di vedere un’oasi nel deserto, l’immagine è di grande eloquenza: con attorno sabbia o sassi, per un raggio di decine o centinaia di chilometri, l’oasi è la vita dopo la morte, la frescura dopo la calura insopportabile, l’acqua dopo la disidratazione, la vegetazione dopo l’aridità quasi assoluta, il cibo dopo la fame, il riposo dopo la fatica, in definitiva una promessa di vita dopo una minaccia di morte.
- [24] ^ «… Già ci era stato concesso!» La vita eterna è specchio solo apparente della vita terrena. I credenti riconosceranno i frutti che avevano goduto o desiderato sulla terra, ma ben diversa è la qualità di quello che viene loro offerto. E anche per quanto riguarda le «spose purissime», vale lo stesso discorso. La malevolenza della critica occidentale più rozza e prevenuta ha spesso ironizzato pesantemente sulla «forma» del Paradiso islamico, gratificandolo di: «materiale, sensuale, rigurgitante di donne disponibili ed efebi coppieri». Nulla di più sviante e mistificante. Senza entrare nel merito delle diverse interpretazioni che tradizionalisti e mistici hanno avanzato a proposito della realtà o della allegoria delle descrizioni coraniche, ci si consenta citare l’hadith con il quale l’imam Al-Nawawî conclude il «Riyâdu aş-Şâlihîn». «L’Inviato di Allah disse: “Quando gli abitanti del Paradiso vi entreranno, Allah Benedetto ed Altissimo dirà: ‘Volete che vi sia qualcosa in sovrappiù?’. ‘Non hai forse rischiarato i nostri volti?’ diranno ‘Non ci hai forse fatti entrare in Paradiso e liberati dal Fuoco?”’, ed Egli strapperà il velo: e non sarà stata data loro cosa più cara della vista del loro Signore”». (Muslim) [Il Giardino dei Devoti, 28 (2.17), Trieste, SITI, 1990].
- [25] ^ Tramite il Corano Allah (gloria a Lui l’Altissimo) risponde a quei critici che argomentavano che una Sacra Scrittura non poteva abbassarsi ad esempi vili (le formiche, le api, il ragno ecc.). Allah Onnipotente ribadisce la Sua potestà di usare le parabole per spiegare la Verità alle menti umane.
- [26] ^ «allontana»: Allah allontana coloro che non vogliono essere ricondotti a Lui. Chi si permette un’orgogliosa polemica con la Parola di Allah certamente non brama la Sua Guida e il Suo Volto, e certamente non lo avrà; questi sono i «fâsiqûn» che abbiamo tradotto con «iniqui».
- [27] ^ «il patto di Allah»: proviamo un certo disagio ad usare il termine «Patto» quando una delle parti è Allah (gloria a Lui l’Altissimo). Ciononostante è questo il significato esatto di «‘ahdu Llâh». Secondo i commentatori c’è una diretta allusione agli ebrei, che accettarono la missione che Allah diede loro e poi la tradirono.
- [28] ^ «spezzano ciò»: i legami della solidarietà islamica, quelli di alleanza e quelli di sangue. Ogni impegno lecito e lecitamente accettato diventa vincolante per il credente.
- [29] ^ «che spargono la corruzione sulla terra»: il concetto che viene espresso con «corruzione» è proprio quello che deriva dalla concezione di un mondo creato puro da Allah (gloria a Lui, l’Altissimo) e degradato dal peccato dell’uomo.
- [30] ^ Ecco gli stati dell’uomo, che il Corano ci ricorderà in molti brani esemplificandoli in maniere diverse. Una prima condizione di «non-vita» durante la quale l’uomo è solo un’intenzione divina, poi la vita terrena attraverso le fasi del concepimento, la gestazione, la nascita, la crescita, la maturazione, il decadimento cui segue la morte fisica; preludio «sine qua non» della Resurrezione, del Giudizio e della vita eterna.
- [31] ^ «in sette cieli»: il sette non indica un valore numerico preciso ma un concetto di pluralità.
- [32] ^ «un vicario»: il termine (in arabo khalîfa) deriva da un verbo che significa rilevare, venire dopo, e pertanto ha assunto il significato di successore, vicario, luogotenente. Nello Stato Islamico fondato dall’inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) vennero così chiamati coloro che via via esercitarono le funzioni politiche e istituzionali di Muhammad.
- [33] ^ «le presentò agli Angeli»: presentò loro le creature i cui nomi aveva insegnato all’uomo. – Allah ha dimostrato agli angeli che non c’è scienza se non in Lui. Allah (gloria a Lui l’Altissimo) realizza il Suo disegno su Adamo; insegnandogli i nomi delle cose, gli dà la possibilità di conoscerle, identificarle, utilizzarle. Attraverso la conoscenza dei «nomi» si realizza la supremazia della natura umana su qualsiasi altra natura creata. Allah diede vita ad Adamo soffiando in lui «del Suo spirito» e questo fatto fece sì che egli potesse acquisire le capacità logiche, induttive e deduttive che caratterizzano la mente umana.
- [34] ^ Iblîs non è un angelo decaduto ma un jinn (vedi XVIII, 50). A proposito della prosternazione degli angeli e del rifiuto di Iblîs (vedi anche VII, 11; XV, 31; XVII, 61; XVIII, 50; XX, 116; XXXVIII, 74).
- [35] ^ L’uomo è creatura finita, imperfetta, effimera e caduca. La sua esaltazione sta nella sua condizione di «servo di Allah»: il limite dell’«albero» è il segno della sua inferiorità, della necessità della sua sottomissione, della sua obbedienza al suo Creatore e Signore.
- [36] ^ L’inimicizia di cui parla il versetto si riferisce a quella sempiterna tra gli uomini e i dèmoni e non già tra l’uomo e la donna come si potrebbe equivocare.
- [37] ^ «Adamo ricevette parole»: Allah gli insegnò la maniera di pentirsi. La capacità di pentirsi è già un segno della misericordia di Allah. A questo proposito vedi anche sura IX, 118. Secondo un hadith citato da al Bayhaqî, ‘Umar Ibn al Khattâb disse: «Quando Adamo si pentì della sua colpa disse: “Mio Signore, ti chiedo di perdonarmi per il diritto di Muhammad”. Allah (gloria a Lui l’Altissimo) disse: “Come conosci Muhammad se ancora non l’ho creato?”. Rispose: “Quando mi hai creato con la Tua mano e hai soffiato in me del Tuo Spirito ho alzato la testa e ho visto che sul basamento del Tuo trono era scritto ‘Non vi è altro dio all’infuori di Allah e Muhammad è l’Inviato di Allah’. Ho dunque capito che, a fianco del Tuo nome, non avresti posto altro che il nome della creatura che ami di più”. Allah disse: “O Adamo, dal momento che hai chiesto nel suo nome, ti ho perdonato, poiché se non fosse per Muhammad, non ti avrei nemmeno creato”».
- [38] ^ Allah preannuncia la Rivelazione.
- [39] ^ «e rispetterò il vostro»: nel senso di «rispetterò le promesse che vi ho fatto». Vedi più sopra nota al vers. 27.
- [40] ^ «ciò che ho fatto scendere»: il Corano.
- [41] ^ «quello che già era sceso su di voi»: le Scritture rivelate in precedenza.
- [42] ^ «orazione, decima»: vedi Appendici 2 e 3.
- [43] ^ II versetto è rivolto a coloro che predicano il bene e non lo compiono. In particolare sono i rabbini e i saggi cristiani quelli che vengono presi di mira. Essi conoscono le Scritture e non le applicano.
- [44] ^ Sommando il tempo necessario per assolvere correttamente alle orazioni giornaliere, ci si accorge che esso può essere contenuto in una mezz’ora complessiva: 1/48 della giornata che Allah ci concede: non è certamente da questo punto di vista che essa è gravosa. I movimenti e le stazioni che ne sono l’aspetto esteriore, sono tali da essere facilmente compiuti da chiunque sia in condizioni fisiche normali. In caso di malattia o altro impedimento è prevista tutta una serie di facilitazioni che giungono fino all’assolvimento dell’orazione con i soli movimenti delle palpebre. Quindi non è neppure sotto questo aspetto che può essere considerata gravosa. Le formule e i versetti da recitare possono essere facilmente appresi con poche ore di studio da chiunque e non ci sono particolari necessità di spazio o ristrettezze temporali. La pesantezza dell’orazione è quella dell’abito mentale che deve indossare chi si rivolge al suo Signore con devozione e costanza. È l’abito della sottomissione ad Allah e all’insegnamento del Suo Inviato. È l’intima certezza che il massimo della dimensione umana si realizza quando, nella prosternazione, la testa del fedele è bassa, bassissima, la fronte è a terra e lo spirito al suo culmine. Abbassare la testa, inchinare con metodo e convinzione la scatola dell’intelligenza, il contenitore dei pensieri, l’archivio della memoria, questa è la difficoltà della prosternazione. Quando l’io pretende di essere più grande di Dio certamente l’orazione è gravosa, ma quando l’uomo è umile di fronte al suo Signore, quando riesce a scorgere anche solo una scintilla della Sua Grandezza, allora l’orazione è davvero il momento in cui la natura umana giganteggia e si eleva verso una forma angelicata. L’orazione è un rifugio per l’uomo di fronte alla fatica del vivere quotidiano.
- [45] ^ Nel Giorno del Giudizio.
- [46] ^ Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ricorda agli ebrei la Sua benevolenza e la grande tradizione profetica di cui li fece destinatari.
- [47] ^ «Essi non saranno…»: i malvagi.
- [48] ^ II versetto si riferisce alla servitù degli ebrei in Egitto e alla loro liberazione attuata per il tramite della missione che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) affidò a Mosè. La storia di Mosè, e le storie di molti altri Profeti, ricorrono molte volte nel Corano, a volte in maniera estesa, più spesso in modo sintetico.
- [49] ^ «e voi vi prendeste il Vitello»: lett. adottaste il Vitello, così come si dice «adottare un bambino». Cfr. II, 116. Si deve intendere «vi prendeste il Vitello a guisa di divinità»; è evidente che si tratta del Vitello d’oro.
- [50] ^ «il Discrimine» (al-Furqân): lo strumento per distinguere il vero dal falso. Con questo termine si designa spesso la Scrittura (la Torâh o il Corano).
- [51] ^ «e datevi la morte»: a proposito di quest’ordine sono state avanzate diverse spiegazioni: una interpretazione parla di «an-nafs» (anima bestiale), contrapposta ad «ar-rûh» (Spirito, anima di essenza divina) e afferma che venne comandato agli ebrei di uccidere la loro anima bestiale. Un’altra interpretazione si basa sull’esegesi di Ibn ‘Abbas che disse: «In seguito ad un ordine ricevuto dal suo Signore, Mosè ordinò al suo popolo “Uccidetevi!”. Allora quelli che si erano abbandonati all’adorazione del Vitello si misero da parte, si sedettero e gli altri brandirono i coltelli. Scese su di loro una notte profondissima e cominciarono ad uccidersi l’un l’altro finché l’oscurità non si dissipò. Ci furono settantamila vittime. Tutti quelli che furono uccisi e tutti quelli che sopravvissero furono perdonati».
- [52] ^ «cambiarono la parola»: cambiarono «hitta» (perdono) con «hinta» (grano) o «habba» (granaglia) (Tabarî, ı 304).
- [53] ^ «dodici fonti, e ogni tribù…»: i dodici figli di Israele diedero origine ad altrettante tribù che si riconobbero in questa fase dell’esodo (vedi Esodo, XVII).
- [54] ^ «Tornate in Egitto»: Tabarî, ı 314; è anche possibile tradurre «fermatevi in una città».
- [55] ^ «e uccidevano i profeti…»: allusione a Zakariyâ, a Yahyâ (Giovanni Battista), ecc. (pace su di loro).
- [56] ^ Non si potrà utilizzare questo versetto per rivendicare una sorta di atteggiamento di tipo irenistico o, peggio ancora sincretista, da parte della dottrina islamica. Tutta l’esegesi afferma che esso si riferisce a quelli che vissero prima della rivelazione del Corano e della missione profetica affidata a Muhammad (pace e benedizioni su di lui). Non c’è nessuna alternativa all’Islàm (vedi III, 85). Ciononostante il versetto stabilisce tolleranza e rispetto per i seguaci di un culto monoteista. Grazie a questo atteggiamento da parte islamica, abbiamo visto nella storia la pacifica sopravvivenza di comunità autoctone di «gente del Libro», in tutti (o quasi) i paesi conquistati dai musulmani e islamizzati. Sorte ben diversa subirono purtroppo i musulmani di Sicilia e di Spagna dopo le riconquiste cristiane.
- [57] ^ «ed elevammo il Monte»: il Monte per antonomasia: il Sinai.
- [58] ^ «quello che vi abbiamo dato»: la Torâh.
- [59] ^ «Siate scimmie reiette.» Secondo una tradizione si sarebbe trattato di un gruppo di ebrei che vivevano sul golfo di Aqaba, ai tempi di Davide (pace su di lui). Si lasciarono tentare da una facile pesca nel giorno di sabato. La trasformazione può essere intesa in senso fisico (in questi termini l’hadith) ma ancora di più in senso morale e testimonierebbe il baratro di abiezione in cui sprofonda l’uomo a causa della sua disobbedienza ad Allah.
- [60] ^ «una giovenca»: vedi nota 11.
- [61] ^ Incontriamo per la prima volta un’espressione contenente l’Isti’âdha, la formula della protezione: «A‘ûdhu billâhi mina sh-shaytâni r-rajîm» (mi rifugio in Allah da Satana il lapidato).
- [62] ^ «rallegri la vista»: lett. che piaccia a quelli che la guardano.
- [63] ^ «Volete dibattere.» La seconda persona plurale è utilizzata per riferire quello che costoro si dicono gli uni agli altri. Gli ebrei non accettano di riconoscere che il Corano è la Rivelazione di Allah (vedi II, 14).
- [64] ^ Secondo la tradizione questo versetto fu rivelato in seguito a questo episodio della vita dell’Inviato di Allah riferito da ‘Ikrima: «Gli ebrei si erano riuniti per polemizzare con il Profeta (pace e benedizioni su di lui). Dicevano che il Fuoco li avrebbe toccati solo per un numero ben delimitato di giorni, dicevano quaranta giorni e aggiungevano che altri uomini avrebbero preso il loro posto nel Fuoco e, così dicendo, indicavano l’Inviato di Allah e i suoi compagni. Il Profeta rispose loro: “Mentite! Voi vi resterete in eterno, noi non prenderemo il vostro posto e non vi raggiungeremo”».
- [65] ^ È bene inquadrare storicamente questo versetto: Ibn ‘Abbâs, As-Suûdi e Ibn Zayd hanno detto che questo versetto allude agli ebrei di Medina che si lasciavano coinvolgere nei conflitti che scoppiavano tra i clan arabi ai quali erano alleati. Ibn ‘Abbâs ha così commentato «Significa: Date man forte agli idolatri per opprimere i vostri correligionari con crimini ed ostilità fino al punto di spargere il loro sangue e scacciarli dalle loro case. Allah ricorda loro che la Torâh proibiva che si facessero la guerra gli uni agli altri come esigeva che riscattassero quelli che erano stati fatti prigionieri dai nemici. In quel tempo a Medina c’erano due schieramenti, da un lato i Banî Qaynuqâ’ alleati dei Khazrâj (clan arabo) e dall’altro i Banî Nadir e i Banî Quraydha alleati degli Aws (l’altro clan arabo). In caso di conflitto tra i Khazrâj e gli Aws i rispettivi alleati ebrei entravano in campo e combattevano contro i loro fratelli di religione e versavano il loro sangue (…) Quando il conflitto era terminato riscattavano quelli dei loro che erano stati fatti prigionieri, obbedendo in questo alla Torâh. Agendo in questo modo rispettavano una parte della Scrittura e ne trasgredivano un’altra».
- [66] ^ «in questa vita»: il termine è «dunyâ» cioè basso, per cui la traduzione letterale dovrebbe essere: «il basso» (della vita).
- [67] ^ Gesù, (pace su di lui) è Inviato di Allah, amato e riverito da tutti i musulmani.
- [68] ^ «lo Spirito di Santità»: «ar-Rûh al-qudus»; con questo nome viene qui indicato l’angelo Gabriele (pace su di lui). Il termine santità va comunque inteso nel senso di «purezza», infatti solo Allah è «il Santo».
- [69] ^ «cuori sono incirconcisi»: nel senso di «cuori miscredenti». La circoncisione è intesa come iniziazione all’alleanza con Allah.
- [70] ^ Disse Ibn ‘Abbâs: «Gli ebrei di Medina chiedevano ad Allah l’aiuto di un Inviato contro gli Aws e i Khazrâj [clan arabi medinesi] e ciò prima che giungesse. Quando poi Allah lo suscitò tra gli arabi, lo rifiutarono».
- [71] ^ «E rinnegano il resto»: cioè il Corano, che conferma la Torâh.
- [72] ^ «perché in passato avete ucciso i profeti di Allah», cfr. l’invettiva di Gesù contro i Farisei e gli Scribi in Matteo XXXIII, 29-34.
- [73] ^ «vi prendeste il Vitello», vedi II, 51.
- [74] ^ «si abbeverarono al Vitello»: trad. lett. Significa: «si lasciarono andare al culto idolatrico del Vitello d’oro».
- [75] ^ «per ciò che…»: lett. «hanno messo avanti». Questa espressione ricorre spesso. Le mani, che nella vita terrena credono di agire e fare, in realtà non fanno altro che preparare la ricompensa o il castigo nella vita ultima.
- [76] ^ «associatori»: nel Sacro Testo «mushrikûn». Questo termine indica tutti coloro che oltre ad Allah, o in vece Sua, adorano divinità, intermediari, semidei inventati dall’uomo.
- [77] ^ «lo [il Corano ] ha fatto scendere nel tuo cuore.»
- [78] ^ «si gettarono alle spalle il Libro di Allah»: lo rifiutarono categoricamente.
- [79] ^ Gli ebrei di Medina consideravano Salomone (pace su di lui) una sorta di re-mago e, conformemente a quanto si legge nel Libro dei Re (I Re 11, 1-13), lo accusavano di essersi lasciato irretire dalle donne abbandonando il culto del Dio Unico. Con la rivelazione coranica Allah (gloria a Lui l’Altissimo) prende le difese del Suo Profeta e ristabilisce la verità. La tradizione islamica racconta che Salomone, con il potere che Allah gli aveva concesso, aveva soggiogato i dèmoni. Aveva fatto seppellire i loro libri della magia sotto il suo trono e li costringeva a lavorare per lui. Il versetto prosegue accennando alla storia di Hârût e Mârût. La tradizione ce ne parla come di due angeli che schernivano gli uomini per la loro debolezza e che furono messi alla prova da Allah. Inviati sulla terra, cedettero alla libidine e furono condannati ad espiare la loro colpa appesi per i piedi in un pozzo di Babilonia. La tradizione islamica fa risalire a loro l’inizio dell’arte magica, il Corano ci dice che in essa non c’è alcun bene e condanna alla dannazione chi la esercita.
- [80] ^ Non dite «râ’inâ» ma dite «un dhurnâ»: râ’inâ significa «ascoltaci», ma nel dialetto parlato dagli ebrei di Medina, la stessa parola poteva assomigliare a un’espressione di dileggio. Essi si rivolgevano al Profeta (pace e benedizioni su di lui) utilizzando questo gioco di parole. I musulmani provenienti da Mecca non se ne rendevano conto e rischiavano, imitandoli, di prestarsi al gioco dei nemici del Profeta. Il Corano invita i credenti ad utilizzare un’espressione più rispettosa e non equivocabile (vedi anche IV, 46).
- [81] ^ «gente del Libro»: si tratta degli Ebrei e dei Cristiani e di tutti coloro che affermano di riferirsi a una Scrittura rivelata.
- [82] ^ Allah (gloria a Lui l’Altissimo), si rivolge al Suo Inviato (vedi XVI, 101; LXXXVII, 6-7).
- [83] ^ «Vorreste»: «o musulmani»; «il vostro Messaggero»: Muhammad.
- [84] ^ «come in passato fu interrogato Mosè»: forse la gente chiese anche a Muhammad (pace e benedizioni su di lui) di mostrare loro il volto di Allah (vedi II, 55) oppure il riferimento è all’interrogatorio cui fu sottoposto a proposito del sacrificio della giovenca (vedi II, 67-73).
- [85] ^ Allah mette in guardia in merito all’ostilità che appartenenti a tradizioni precedenti avranno per coloro che seguiranno la predicazione di Muhammad (pace e benedizioni su di lui). Non si tratta, sia chiaro di un’ostilità dovuta a ragioni spirituali ma di potere. L’Islam, con la sua intransigenza etica, tradizionalmente consolidata, si pone a tutt’oggi come la sola speranza di liberazione dell’uomo da tutte le forme di dominazione umana. Quando ci si riconosce servi di Allah, non si può essere servi dell’uomo, delle sue ideologie, delle sue merci, delle sue passioni, delle sue illusioni.
- [86] ^ «orazione, decima»: vedi Appendici 2 e 3.
- [87] ^ «i giudei e i nazareni»: gli ebrei e cristiani. Nella traduzione abbiamo preferito utilizzare questi due termini per ragioni di fedeltà al testo coranico. Il termine «giudei» deriva da Giuda, uno dei figli di Giacobbe; «nazareni» deriva da Nasira (Nazareth), città in cui Gesù era vissuto con la sua famiglia.
- [88] ^ In base a questo versetto alcuni sostengono che anche l’orazione compiuta con un errore di orientamento (qiblah) è comunque valida. Quello che conta è sempre l’intenzione di assolverla correttamente, per ottenere il compiacimento di Allah. Secondo un altro parere l’orazione è valida solo se ci si accorge dell’errore dopo l’inizio del tempo dell’orazione successiva, mentre se ci si accorge dell’errore in tempo utile è necessario ripeterla.
- [89] ^ «Allah si è preso un figlio»: netto e lapidario il versetto smentisce le affermazioni dei cristiani a proposito della «paternità divina». Nelle lingue semitiche i termini che per noi indicano inequivocabili rapporti di consanguineità o di parentela (come padre, madre, figlio, fratello, sorella) hanno significati più generali e complessi. Il Corano proibisce l’uso dell’espressione «figlio di Allah» perché foriera di equivoci.
- [90] ^ «Gloria a Lui»: «Subhâna Allah», esclamazione molto usata con la quale si esprime meraviglia, ammirazione, stupore, si ribadisce la prevalenza di Allah (gloria a Lui l’Altissimo).
- [91] ^ «ti abbiamo inviato»: (O Muhammad).
- [92] ^ «non ti sarà chiesto conto»: il Messaggero (pace e benedizioni su di lui), ha solo la responsabilità di trasmettere il Messaggio di Allah, non dovrà rendere conto delle azioni degli uomini che lo hanno ascoltato.
- [93] ^ «Fornace», vedi nota a II, 24.
- [94] ^ Come già in II, 109, Allah (gloria a Lui l’Altissimo), informa il Suo Inviato (pace e benedizioni su di lui) in merito all’atteggiamento che molti fedeli ebrei e cristiani avranno nei suoi confronti (e in quelli dell’Islam). Inevitabilmente la nuova rivelazione e la conseguente predicazione sarebbero state viste come “concorrenti” e foriere di un rimescolamento degli equilibri religiosi presenti.
- [95] ^ Gli ebrei e i cristiani rispettosi di Allah e delle Scritture che Egli ha voluto rivelare loro, non possono esimersi dal prestare fede alla rivelazione coranica.
- [96] ^ In questo versetto viene tratteggiata la solitudine dell’uomo nel Giorno del Giudizio. A nulla serviranno il potere e le ricchezze godute nella vita terrena.
- [97] ^ «lo provò con i Suoi ordini»: lett. «lo provò con certe parole»; la prova è probabilmente quella di sacrificare Ismaele, vedi XXXVII , 100-113.
- [98] ^ «[il Signore] disse», «disse Allah»: nel Corano solo «disse». La maggior parte dei dialoghi riferiti non hanno alcun elemento scenico: ogni replica è introdotta dal «disse» senza menzionare il soggetto. Ogniqualvolta inseriremo un’aggiunta che riteniamo indispensabile alla corretta comprensione del testo, la metteremo in parentesi quadra […].
- [99] ^ «un imâm»: il termine di imâm (dalla radice ‘amama, «star davanti»), che nel contesto di questo versetto significa un esempio di perfetto monoteismo, si applica comunemente a chi dirige l’orazione congregazionale (salâ al-jamâ), nonché, in senso eminente, a colui che, per via delle sue eccellenti qualificazioni, assuma una funzione di guida nei confronti della comunità. L’espressione «i quattro imam» designa per antonomasia i fondatori delle quattro scuole giurisprudenziali sunnite, cioè Abû Hanîfa, Mâlik ibn Anas, Ash-Shâf‘î e Ahmad Ibn Hanbal.
- [100] ^ «Casa»: la Santa Ka‘ba della Mecca, il luogo del pellegrinaggio.
- [101] ^ «in cui Abramo ristette»: in preghiera? (lett. Makâm Ibrâhîm: il posto di Abramo).
- [102] ^ «vi gireranno attorno»: allusione al Tawâf (la circoambulazione) del Pellegrinaggio o dell’’Umra (la visita ai Luoghi Santi).
- [103] ^ «vi si ritireranno»: lo I’tikâf (il ritiro) nelle moschee è una Sunna particolarmente meritevole negli ultimi dieci giorni del mese di Ramadan.
- [104] ^ «si inchineranno e…» nella salât.
- [105] ^ «Colui che tutto ascolta e conosce»: l’Audiente, Sapiente (al-Samî al-‘Alîm).
- [106] ^ «dei musulmani e…», «una comunità musulmana», e poi al vers. 132: «se non musulmani»: si potrebbe anche dire «sottomessi/a» ma abbiamo preferito la traduzione più letterale in quanto chiara dimostrazione che tutta la rivelazione di Allah (gloria a Lui l’Altissimo) si inquadra nello stesso divino disegno dell’Islàm, la sottomissione ad Allah.
- [107] ^ «i Tuoi versetti»: «ayât»: versetti, segni. La parola «aya» indica qualsiasi manifestazione dell’intervento di Allah. I fatti che accadono nella vita sono degli «ayât»; anche ogni versetto rivelato lo è, e così pure il racconto di un miracolo o di una catastrofe o la definizione di un precetto.
- [108] ^ «Forse eravate presenti»: come dire: «voi che non credete certamente non eravate presenti». Allah (gloria a Lui l’Altissimo) si rivolge a quegli ebrei e cristiani che riconoscevano la tradizione Profetica della famiglia di Abramo ma rifiutavano di credere nel Messaggio recato da Muhammad (pace e benedizioni su di lui).
- [109] ^ «era puro credente e non associatore»: i due termini sono assolutamente antitetici: «puro credente (hanîf) significa monoteista (in origine «sincero»), l’associatore invece è un fabbricatore di dèi, colui che associa qualcosa alla Unicità di Allah (gloria a Lui l’Altissimo). Il messaggio coranico è chiaro: ebraismo e cristianesimo sono religioni che hanno alla loro origine una Rivelazione divina ma gli ebrei e cristiani si sono allontanati dalla verità alterando i princìpi della loro religione e non hanno voluto riconoscere nel Corano il prosieguo, il coronamento e la conclusione della profezia. Ricollegandosi direttamente al padre Abramo, i musulmani evitano di ereditare tutte le deviazioni e le miopie.
- [110] ^ «sulle Tribù»: le dodici tribù di Israele che ebbero origine dai dodici figli di Giacobbe (Israele), figlio di Isacco, figlio di Abramo.
- [111] ^ «la tintura di Allah»: il termine arabo sibghah che abbiamo tradotto con «tintura», sta a significare secondo Ibn ‘Abbâs la religione. Egli disse: «as-sibghah non è altro che la religione di Allah». Secondo altri commentatori si tratta della fitra, della natura profonda che Allah ha dato al genere umano, la religione naturale: la sottomissione a Lui.
- [112] ^ Nessuna polemica tra la «Gente del Libro». Esiste un solo Dio ed è il Dio di tutti quanti. Per quanto riguarda il giudizio sul modo di rapportarsi a Lui, ognuno risponderà delle sue azioni.
- [113] ^ «Vorreste forse sostenere…»: ebraismo e cristianesimo sono forme di culto successive ad Abramo, ai suoi figli, ai suoi nipoti. Qualsiasi tentativo di legittimarle in opposizione all’Islàm è prodotto dall’ignoranza («Ne sapete forse più di Allah?») o dalla malafede («Chi è peggior empio di chi nasconde qualcosa che ha ricevuto da Allah?»).
- [114] ^ «l’orientamento»: la qiblah, la direzione verso la quale ci si rivolge durante l’orazione (vedi Appendice 2). Nei primi mesi che seguirono l’Egira, i musulmani avevano per «qiblah» Gerusalemme poi, dopo dieci mesi secondo alcuni o dopo sedici secondo altri, Allah ordinò che si girassero verso la Ka‘ba, il tempio al Dio Unico edificato da Abramo e Ismaele nel luogo in cui sarebbe sorta la città di Mecca. Quando avvenne questa modifica nell’orientamento rituale, i nemici dell’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) ne fecero un argomento di derisione e scherno. Vedi nota 116.
- [115] ^ «equilibrata»: con questa espressione abbiamo tradotto «wasatâ» che in arabo implica i concetti di media, moderata, equilibrata. È il concetto romano di «aurea mediocritas» che non c’entra niente con la «mediocrità» come è intesa nell’attuale accezione. Questo concetto di equilibrio è molto importante nell’Islàm. La dottrina islamica e tutto ciò che essa informa, diritto, etica, norme consuetudinarie, è improntata al rifiuto dell’estremismo, della radicalità, del fanatismo. Solo l’equilibrio tra gli elementi che costituiscono l’uomo: lo spirito, l’intelletto e il corpo, potranno dare pienezza e serenità all’individuo, alla famiglia in cui vive, alla comunità di cui fa parte.
- [116] ^ Allah (gloria a Lui l’Altissimo) conferma di aver voluto rispondere all’aspettativa del Suo Inviato (pace e benedizioni su di lui). Dopo aver cercato di convincere gli ebrei e i cristiani di Medina che il Corano confermava e superava la loro Legge e che l’Islàm era «la religione», Muhammad sentiva che erano maturi i tempi di dare un segno certo del ritorno alla purezza iniziale del culto abramico. Quale miglior segno se non quello di rivolgersi verso il Tempio che lo stesso Abramo e suo figlio Ismaele avevano costruito? Il fatto era avvenuto in maniera netta e clamorosa. L’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) stava guidando l’orazione del mezzogiorno nella casa di Bishr ibnu Barâ, quando a metà dell’orazione, ricevette il seguente vers. 144 e, abbandonando l’orientamento verso Gerusalemme, si volse in direzione della Ka‘ba. Quando poi vennero inviati messi per informare tutti i credenti a proposito di questo fatto, essi giunsero presso alcune comunità mentre erano riunite in preghiera. Essendo rivolto a Nord l’imam si alzò, risalì le file degli oranti per compiere una rotazione di 180° che lo ponesse con fronte a Sud, in direzione della Mecca. Questo fatto provocò un minimo di scompiglio e la gente dovette riallinearsi. Le tradizioni ci hanno riferito questi episodi con grande precisione.
- [117] ^ «Sacra Moschea»: AI-Masjid Al-Harâm, Masjid significa luogo in cui si pratica il sujud, la prosternazione dell’orazione.
- [118] ^ «Coloro… lo riconoscono»: gli ebrei e cristiani che sono consci del fatto che Muhammad (pace e benedizioni su di lui) è il Messaggero di Allah, ma non vogliono ammetterlo. Vedi nota 540 a VI, 20.
- [119] ^ Vedi nota a II, 10.
- [120] ^ «una direzione»: si tratta sempre dell’orientamento rituale di cui ai versetti precedenti.
- [121] ^ «la Santa Moschea»: la Ka‘ba (vedi nota 117).
- [122] ^ «non abbia pretesti contro di voi»: se i musulmani non avessero accettato la nuova qiblah, questo fatto avrebbe certamente scatenato polemiche nei loro confronti.
- [123] ^ «Invero Allah è con coloro che perseverano»: «inna Allâh ma‘as-sâbirîn». Questa espressione molto nota e usata in tutto il mondo islamico, testimonia di un atteggiamento che spesso la cultura occidentale ha definito «fatalismo islamico». In realtà è frutto della tranquilla coscienza che tutto quello che accade è volontà di Allah, ed accade per il bene del credente, in questa vita e nell’altra. Se è pur vero che in alcuni casi è stato l’alibi per condotte rinunciatarie e ignave, è altrettanto vero che in generale ha preservato da due delle grandi malattie contemporanee, la disperazione e la nevrosi.
- [124] ^ «sulla via di Allah» («fî sabîl Allâh»): sul sentiero di Allah, per la causa di Allah, al servizio di Allah.
- [125] ^ La vera morte è quella dello spirito e, in tal caso, non sono certamente morti coloro che sono caduti combattendo per la causa di Allah. Nell’Islàm sono chiamati «shuhadâ’» (sing. shahîd) (il termine deriva da un verbo che significa testimoniare) che tradurremmo con «martiri» (coloro che hanno testimoniato la loro fede con l’estremo sacrificio). Cfr. III, 169-195.
- [126] ^ Allah non promette vita facile ai credenti, tutt’altro! Il musulmano dà prova della sua fede accettando con dignitosa rassegnazione quello che il suo Signore ha deciso per lui.
- [127] ^ «Ebbene da’»: (o Muhammad!).
- [128] ^ «coloro che perseverano»: un altro significato di «sabr»: perseveranza.
- [129] ^ «Siamo di Allah e a Lui ritorniamo»: questa espressione è la sintesi di quello che è l’atteggiamento del credente di fronte alla morte e alla disgrazia. L’accettazione della volontà di Allah (gloria a Lui l’Altissimo), si trasforma in forza e serenità per il musulmano.
- [130] ^ «Safâ e Marwa»: Safâ (la Roccia) e Marwa (la Pietra) sono due colline che si trovano all’interno del recinto del Masjid al Harâm di Mecca. Il «correre tra» di cui si parla nel testo è il «Sa‘î», uno dei riti fondamentali del Hajj, il Pellegrinaggio e della ’Umra, la visita ai Luoghi Santi (vedi Appendice 5). Questo rito commemora e rivive la storia di Agar che Abramo, per volontà di Allah, abbandonò in quel luogo insieme al figlioletto Ismaele. Quando l’otre che Abramo aveva lasciato fu vuoto, Agar presa dall’ansia e dal timore di vedere morire di sete Ismaele, corse tra Safâ e Marwa, nella speranza di poter avvistare qualcuno a cui chiedere aiuto. Al settimo percorso Allah fece sgorgare la fonte di Zamzam che li salvò dalla morte e rese possibile la vita in quell’arida valle dell’Hijâz. Immemori del significato, ma fedeli al rito, gli Arabi avevano continuato a compiere questi sette percorsi. Il versetto scese per fugare i dubbi dei musulmani a proposito di questa pratica rituale.
- [131] ^ In base ad una tradizione questo sarebbe uno dei versetti in cui si trova il Nome Sublime di Allah. Vedi Appendice 9 (vedi anche III, 1-2 e XXI, 163).
- [132] ^ «i seguìti sconfesseranno i loro seguaci»: i capi non si assumeranno la responsabilità dei peccati dei loro accoliti.
- [133] ^ La similitudine risponde ad un angoscioso interrogativo che spesso il credente si pone: «perché molti non recepiscono il messaggio di Allah quando lo ascoltano?». La risposta è chiara: è inutile dare a chi non ha capacità di ricevere. La traduzione del versetto è stata formulata in base all’interpretazione del Tabarî (II, 79-83).
- [134] ^ Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ci proibisce tutto quello che è un male per noi. In moltissime lingue il maiale è sinonimo di sporcizia fisica e morale. Maiale, maialata, porco, porcheria, porcata, porcile, troia, troiata: quanto di peggio possa esprimere il comportamento umano viene espresso con colore ed efficacia per mezzo di questi termini. Basterebbe questa semplice considerazione per rendere l’idea della ripugnanza che dovrebbero ispirare le carni suine. Purtroppo la grande convenienza economica dell’allevamento fa sì che i non musulmani se ne cibino, con grave pregiudizio per la loro salute fisica c spirituale.
- [135] ^ II Corano condanna severamente coloro che, conoscendo la Parola di Allah, ne dissimulano una parte o ne fanno simonia.
- [136] ^ «si allontanano nello scisma»: lett. «sono in uno scisma lontano».
- [137] ^ La carità è amore di Allah, non formalismo ma fede sincera, generosità, devozione, obbedienza, senso dell’onore, pazienza.
- [138] ^ «il contrappasso»: abbiamo scelto questo termine per tradurre «al-qisâs» piuttosto che quello usuale di «taglione» in accordo con le considerazioni di uno dei massimi traduttori e commentatori contemporanei del Santo Corano, il prof. Yusuf Alì. Il taglione era un istituto giuridico rozzo e feroce, per il quale ad esempio non si distingueva tra omicidio volontario, involontario e preterintenzionale. In base alla legge islamica (sharia) il «qisâs» si applica solo per l’omicidio volontario.
- [139] ^ In questo versetto vengono stabiliti tre princìpi giuridici di grandissima importanza. Mentre nelle culture primitive tutta la famiglia o il clan dell’uccisore subiva la vendetta della gente dell’ucciso, l’Islàm afferma il principio della responsabilità personale. Il secondo riguarda la vendetta, che deve essere proporzionata all’offesa subita. Il terzo quello della remissione mediante indennizzo.
- [140] ^ II valore deterrente della legge del contrappasso è evidente. Chi si fosse macchiato di una colpa grave contro la persona, omicidio o lesioni gravi, non avrebbe più potuto sperare nella solidarietà tribale per sfuggire alla vendetta (magari scatenando una faida sanguinosa).
- [141] ^ «lo altererà dopo averlo ascoltato»: è il caso delle disposizioni testamentarie rese verbalmente.
- [142] ^ «e ristabilisce la concordia»: tra gli eredi e coloro che sono stati diseredati ingiustamente.
- [143] ^ «non avrà commesso peccato»: se per far ciò cambia qualcosa nel testamento con il consenso dei beneficiari.
- [144] ^ «il digiuno» (al-Sawm) si svolge durante il mese di Ramadân (il nono dell’anno). A causa dello sfasamento tra il calendario islamico (anno lunare di 355 giorni) e quello solare (365-366 giorni), ogni anno la data di inizio del Ramadân anticipa di 11-12 giorni rispetto a quella dell’anno precedente. Vedi anche Appendice 4.
- [145] ^ «Chi… altrettanti giorni»: «digiuni quando sarà nelle condizioni di farlo».
- [146] ^ «per coloro che [a stento] potrebbero sopportarlo»: secondo i commentatori sono i credenti in età avanzata o in stato di debilitazione permanente (una malattia cronica ad esempio). Costoro non possono digiunare e non possono neppure sperare di recuperare in seguito. Coloro che invece possono digiunare e non lo fanno, sono soggetti ad una espiazione per ognuno dei giorni che hanno mancato al precetto. L’espiazione consiste nella liberazione di uno schiavo, o nell’impossibilità di farlo, nel nutrire 60 poveri o ancora, non avendone i mezzi, in un digiuno di 60 giorni consecutivi.
- [147] ^ «Chi di voi ne testimoni [l’inizio]»: l’avvistamento della luna del mese di Ramadân segna l’inizio del periodo di digiuno.
- [148] ^ Con questo versetto sono fissati con chiarezza alcuni punti fondamentali del digiuno di Ramadân. Innanzitutto il fatto che i rapporti coniugali sono leciti nel periodo notturno: «vi è stato permesso di avvicinarvi…» e la maniera in cui devono essere intesi e vissuti questi rapporti, con naturalezza e intima donazione: «esse sono una veste per voi e voi…»; poi il momento in cui iniziare l’astinenza. A questo proposito, nonostante che il testo dica: «… finché all’alba possiate distinguere il filo bianco dal filo nero», si deve intendere: «finché possiate scorgere ad oriente il filo bianco della luce dell’alba, distinguendolo dal filo nero [della notte]». Inoltre, viene istituita la pratica dell’i‘tikâf, il ritiro nella moschea: una pratica devota per trascorrere nella maniera migliore gli ultimi dieci giorni di Ramadân.
- [149] ^ La corruzione è un flagello che affligge le società, essa corrode profondamente il tessuto etico-sociale, semina prevaricazione e sfiducia. In certi paesi essere giudice è la maniera più rapida e meno rischiosa per arricchirsi. Ed era già così al tempo dell’inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui), Egli disse: «Su tre giudici due conosceranno il castigo dell’inferno e solo uno entrerà in Paradiso».
- [150] ^ «ti interrogano sui noviluni»: in questo fatto non ci sono magici arcani ma solo un fatto astronomico di grande importanza per la scansione del tempo.
- [151] ^ «il Pellegrinaggio»: l’Hajj, vedi Appendice 5.
- [152] ^ «entrare in casa dalla parte posteriore»: prima della predicazione di Muhammad (pace e benedizioni su di lui), i pellegrini in stato di sacralizzazione non osavano rientrare nelle loro case prima di aver esaurito i riti del pellegrinaggio. In caso di urgenza entravano per una porta posteriore o una finestra.
- [153] ^ «la persecuzione»: il termine che, in questo caso traduciamo con persecuzione è in arabo «fitna». Una parola pesante come una montagna e che presenta grandi difficoltà di traduzione. Non abbiamo trovato di meglio che formulare questa lunga (e senz’altro non esaustiva) definizione: «fitna»: tutti i fenomeni, i comportamenti e le intenzioni connessi a persecuzione, sedizione, sovversione, scandalo, vizio, inquinamento, corruzione, discordia, disordine, disobbedienza, ribellione, contro Allah, le Sue leggi, le Sue creature.
- [154] ^ «Se desistono, non ci sia ostilità»: la guerra è un aspro dovere da compiere per amore di Allah, non è un mestiere, non è una ragione di vita. E, soprattutto, non è la distruzione del nemico l’obiettivo dei credenti, ma la cessazione della fitna (oppressione-persecuzione, vedi sopra nota al vers. 191), escludendo in seguito qualsiasi genere di rappresaglia.
- [155] ^ «Mese sacro»: «Se il nemico rispetta la tregua del mese sacro, fatelo anche voi». Già in epoca «jahilî» (lett. dell’ignoranza: anteriore alla predicazione e all’affermazione dell’Islàm) gli arabi osservano una tregua durante i mesi di Dhû l-Qa‘da, Dhû l-Hijja, Muharram e Rajab (XI, XII, I e VII). Il Corano ribadisce però che in caso di attacco la difesa è sacrosanta.
- [156] ^ «per ogni cosa proibita un contrappasso»: tutto quanto ha a che fare con i sacri riti è in qualche modo protetto dalla legge del contrappasso (Tabarî II, 198). Il termine «harâm» intende in questo caso qualsiasi violazione degli interdetti rituali. Vedi Pellegrinaggio nell’Appendice 5. In generale harâm significa divieto, proibizione. La moschea di Mecca che ospita la Sacra Ka‘ba si chiama appunto «Al-Masjid Al-harâm» espressione che traduciamo «la Moschea Santa» (vedi XVII, 1) e che potrebbe intendersi come «la moschea degli interdetti», riferendoci alle proibizioni rituali connesse con il Pellegrinaggio o la ’Umra.
- [157] ^ «Pellegrinaggio e Visita»: vedi Appendice 5.
- [158] ^ «nei mesi ben noti»: cioè nei mesi di Shawwâl, Dhû l-Qa‘da e Dhû l-Hijja. E possibile iniziare la Visita dal primo giorno di Shawwâl in poi, quindi attendere sino all’ottavo giorno di Dhû l-Hijja per iniziare il Pellegrinaggio.
- [159] ^ II Corano impone ai pellegrini di prepararsi per il viaggio e il soggiorno, sia spiritualmente che materialmente. Ben diversamente dalle culture più orientali, in cui il pellegrino è a carico della comunità, la dottrina islamica insiste sull’autosufficienza, foriera di dignità personale e di libertà dell’individuo.
- [160] ^ «cercherete di guadagnarvi la Grazia»: secondo la maggior parte dei commentatori, questa espressione coranicamente molto frequente, significa l’acquisizione di qualche bene materiale mediante il commercio, il cui profitto altro non è che il segno della Grazia di Allah. In base a questo versetto il commercio del pellegrino durante il Pellegrinaggio è considerato lecito.
- [161] ^ «‘Arafa»: la valle in cui si trova la Montagna della Misericordia. In questo luogo i pellegrini stazionano nel IX giorno del mese di Dhû l-Hijja, pregando e chiedendo perdono ad Allah dei loro peccati.
- [162] ^ «il Sacro Monumento»: si trova a Muzdalifa; è il luogo in cui, durante il Pellegrinaggio, si trascorre la notte del 10 di Dhû l-Hijja.
- [163] ^ «Fate la marcia»: si tratta di uno dei riti del Pellegrinaggio e consiste nel percorrere a passo di corsa un breve tratto del cammino tra ‘Arafa e Muzdalifa. Questo versetto abolì un privilegio tribale dei Meccani, quello di non recarsi ad ‘Arafa durante il Pellegrinaggio fermandosi a Muzdalifa. Vedi anche Appendice 5.
- [164] ^ «nei giorni contati»: i tre giorni che seguono quello di ‘Arafa in cui, durante il Pellegrinaggio, si rimane a Minâ.
- [165] ^ Oltre ai significati generali, eterni ed universali, questi due ultimi versetti, che prendono di mira coloro che utilizzano la parola per confondere la gente e fare del male, sono stati messi in relazione alla vicenda di un certo al-Aknas ibn Shurayq-th-Thaqîfî, che si recò dal Profeta (pace e benedizioni su di lui), per abbracciare l’Islàm nelle sue mani. La conversione, però era solo un espediente per fare, indisturbato, i suoi affari a Medina. Quando ripartì dalla città del Profeta, predò le colture dei musulmani che trovò sulla via e uccise il loro bestiame.
- [166] ^ «nella Pace», in arabo Silm, parola che ha la stessa radice di Islàm.
- [167] ^ Quando, nel Giorno del Giudizio, i miscredenti si renderanno conto della realtà divina, non avranno più la possibilità di modificare il loro destino.
- [168] ^ Dalla creazione di Adamo, e fino a Noè, gli uomini facevano parte di una sola comunità di credenti. Quando empietà e miscredenza cominciarono a manifestarsi Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ispirò la predicazione di Noè che durò 950 anni (vedi XXIX, 14) e poi inviò il castigo del diluvio.
- [169] ^ «coloro che credettero»: i musulmani.
- [170] ^ Credete forse [o musulmani] che…
- [171] ^ Questo è uno dei versetti più conosciuti da quanti hanno sempre sostenuto la tesi che l’Islàm sia «la religione della spada» e che i musulmani sono fondamentalmente, dottrinalmente aggressivi. La verità è molto diversa. I musulmani hanno il diritto e il dovere di combattere solo se vengono aggrediti, personalmente o come comunità di credenti (umma islamica). A parte le conquiste islamiche dei primi secoli, che furono in verità delle vere e proprie guerre di liberazione di popolazioni oppresse da regni dispotici e ingiusti, quali erano quello bizantino e quello persiano, ogniqualvolta i musulmani hanno combattuto è stato per difendersi: dalla guerra contro le crociate, tese a ristabilire il dominio cristiano sulla Palestina, alle lotte anticoloniali di questo ultimo secolo, alla resistenza islamica contro i tentativi di deislamizzazione palesi o striscianti. Alcune vicende internazionali (Guerra del Golfo, inverno 1991) hanno riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica occidentale comportamenti equivoci e discordanti pareri giuridici a proposito della «guerra per la causa di Allah». Il fatto che due parti in conflitto rivendicassero la loro guerra come «jihâd fi-sabili-llah» (sforzo per la causa di Allah) non significa assolutamente che: 1. di jihâd si trattasse, 2. che le due parti combattessero veramente per la causa di Allah. Non ci si stupisca di ciò. Tutta la storia è costellata di guerre grandi e piccole in cui, in nome della stessa identica concezione di Dio, venivano benedette le armate e le armi degli avversi contendenti.
- [172] ^ «fitna»: in questo caso il termine ha il significato di «oppressione, persecuzione». Vedi nota a II, 191.
- [173] ^ «coloro che… sono emigrati»: coloro che hanno fatto l’Egira con il Profeta (pace e benedizioni su di lui), o che lo hanno raggiunto a Medina.
- [174] ^ Ad Allah (gloria a Lui l’Altissimo) piacque che il Corano scendesse sul Suo Inviato (pace e benedizione su di lui) in un arco di tempo lungo ventitré anni. Si trattava infatti di costruire una comunità di credenti che avesse in sé doti di solidità e di coesione eccezionali. Il dato di partenza era davvero infimo. La maggior parte degli arabi della jahiliya (lett. l’ignoranza, la condizione dell’uomo prima che gli giunga la luce della Parola di Allah) avevano stili di vita ed etiche personali particolarmente discutibili. L’abuso di alcool era diffuso e riguardava anche il notabilato delle città. Nella Sua Lungimiranza e Magnanimità Allah (gloria a Lui l’Altissimo) formulò per gradi la Sua legge a proposito dell’ebbrezza. In questa prima «comunicazione» attira l’attenzione sulla nocività spirituale del vino (e del gioco d’azzardo). Poi in IV, 43 rende incompatibile la condizione dell’ubriachezza con quella necessaria per assolvere all’orazione. Infine con il vers. 90 e 91 della sura V, venne decretato il divieto nella maniera più netta; di conseguenza, i credenti si astennero immediatamente dal consumo di bevande alcoliche.
- [175] ^ Una donna musulmana non può sposare un non musulmano, vedi anche LX, 10. Per quanto riguarda l’uomo musulmano e la donna non musulmana vedi V, 5.
- [176] ^ «un danno»: anche «dolore, inconveniente, fonte di male, sporcizia», il termine «adhâ» significa tutte queste cose.
- [177] ^ «nel modo che Allah vi ha comandato»: l’Islàm considera contro natura il rapporto sessuale per via anale e lo proibisce, come del resto proibisce i rapporti omosessuali.
- [178] ^ II rapporto che lega un uomo al suo campo, è certamente un qualcosa di complesso e complessivo. Egli può godere della sua bellezza intrinseca, senza però dimenticare gli impegni che esso comporta. Può amarlo per i frutti che produce e allo stesso tempo confortarsi della sicurezza che esso ispira. Il campo, se amato, rispettato, lavorato, curato, dà il meglio di sé. Questo il significato della metafora che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ci offre.
- [179] ^ «Venite pure al vostro campo come volete»: secondo i commentatori classici questa espressione tende a far tabula rasa di molte superstizioni che gravavano sulla forma dei rapporti sessuali.
- [180] ^ «ma predisponetevi»: non dimenticatevi che anche l’atto sessuale lecitamente compiuto equivale «a un’elemosina», come ebbe a dire l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui), e pertanto iniziatelo in nome di Allah. L’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) suggerì questa invocazione da pronunciare prima di iniziare l’atto coniugale: «Bismi-Llâh. Signore, proteggici da Satana e proteggi da lui i figli che ci concederai». Ci sono altre possibilità di comprensione di questa espressione: alcuni commentatori vi leggono l’ordine di compiere correttamente i preparativi dell’atto sessuale e si appoggiano su un hadith nel quale il Profeta (pace e benedizioni su di lui) invitò a farsi precedere, nell’atto sessuale, da un messaggero. Quando gli chiesero di che messaggero si trattasse, citò esplicitamente i preliminari affettuosi dell’atto coniugale.
- [181] ^ Non è lecito giurare in Nome di Allah, qualcosa che ostacoli la generosità, la devozione, la magnanimità. Vedi nota a XXIV, 22.
- [182] ^ II diritto islamico ha stabilito norme precise che regolano i giuramenti e puntuali sanzioni per lo spergiuro. Oltre il diritto degli uomini c’è la giustizia di Allah (gloria a Lui l’Altissimo), ed Egli, che conosce la profondità del cuore degli uomini, non ci castigherà per le nostre leggerezze, ma per le intenzioni reali dell’animo nostro.
- [183] ^ Si tratta in questo caso di una forma di giuramento diffuso nell’Arabia preislamica; un uomo ad esempio diceva: «Giuro di non toccare più mia moglie finché non sarò riuscito a…». Se poi non riusciva ad ottenere quello che voleva, il suo senso dell’onore gli impediva di recedere dal giuramento, danneggiando i diritti alla relazione coniugale della sposa. In base a questo versetto del Corano si è stabilito che, dopo quattro mesi, la moglie ha diritto di chiedere e ottenere il ripristino dei rapporti coniugali oppure il divorzio.
- [184] ^ «un ritiro della durata di tre cicli»: il periodo di attesa (‘idda) che la donna deve osservare prima di risposarsi. Il Corano utilizza un termine che significa stagione secca e siccome il divorzio è vietato durante il mestruo della donna non c’è dubbio alcuno che la «‘idda» inizierà con la fine del primo mestruo. Un altro autorevole parere sostiene che devono essere contati tre «tuhûr», stati di purificazione: la donna avrà osservato il suo periodo di ‘idda appena iniziato il terzo periodo mestruale, e cioè prima della terza purificazione. Es.: la donna viene ripudiata dopo il mestruo, in stato di purificazione (1), senza aver più avuto rapporti con il marito, ha il primo mestruo a cui segue la purificazione (2), ha il secondo mestruo e la relativa purificazione (3), inizia quindi il terzo periodo mestruale avendo già avuto tre stati di purificazione e pertanto il suo obbligo è assolto.
- [185] ^ «ma gli uomini hanno maggior responsabilità»: letteralmente «sugli uomini c’è un grado maggiore». Questo versetto può dar luogo a equivoci, in quanto si ha l’impressione che sancisca una disparità tra i diritti degli uomini e delle donne. Tenendo conto che esso è inserito nel contesto di un discorso sui rapporti familiari, si deve interpretare questa superiorità maschile non in senso assoluto, ma relativo all’ambito domestico, posizione maschile che troviamo ribadita anche in IV, 34, con il verbo qa^ma (da qiwa^ma) che significa occuparsi di qualcosa, prendersene cura. Si tratta quindi di una superiorità relativa a certi ambiti, per l’assunzione di alcuni compiti, mai da intendersi in ogni caso sul piano del valore intrinseco dell’essere femminile e maschile, e mai da espletarsi nel senso di un odioso dominio o di una cieca imposizione. Ben al contrario, l’autorità familiare deve esser basata su concertazione e rispetto reciproci. Le differenze fisiologiche e psicologiche tra l’essere maschile e quello femminile debbono, proprio nella realizzazione della loro diversità, creare uno sviluppo armonico familiare e sociale. La sensibilità maschile è per lo più esteriore, proiettata in un ambito extrafamiliare che tende a diventare pubblico e politico. Quella femminile è per lo più interiore, attenta a se stessa, tesa alla protezione di quanto acquisito o alla acquisizione di semplici mezzi di sostentamento e di sicurezza. La psicologia maschile in generale immaginifica, creativa, sperimentale, amante di un certo rischio, desiderosa di novità di affermazione dell’io, per lo più ampia e superficiale. Quella femminile è invece solitamente concreta, tradizionale, nemica dell’azzardo, desiderosa di certezze, di conservazione del “mio”, il più delle volte profonda e limitata. Nell’ambito famigliare, il rispetto della Legge di Allah e della Sunna dell’Inviato, fa sì che non si creino situazioni tali da esigere un’affermazione di potere che mortifichi la complementarietà dei coniugi. L’abolizione completa della diversità dei ruoli, propugnata in ambito contemporaneo, è altrettanto ingiusta e contro natura che la fissità assoluta di questi. Essere diversi e complementari implica anche l’assunzione, da parte dell’uomo, di un ruolo di guida, che esercitato nel giusto senso, non svalorizza l’essere femminile, ma lo completa.
- [186] ^ «trattenetele… o rimandatele…»: Durante il periodo del ritiro legale il marito può riprendere la moglie precedentemente ripudiata senza altre formalità. Questa facoltà gli è data per due volte. Vedi anche nota 189.
- [187] ^ «non vi è permesso riprendervi»: in caso di divorzio la moglie trattiene (in alcuni casi incassa) tutta la dote che il marito aveva stabilito all’atto del contratto nuziale.
- [188] ^ «i limiti di Allah»: in questo caso si tratta della mutua accettazione tra gli sposi.
- [189] ^ Se la moglie non si sentisse in condizione di continuare la convivenza matrimoniale, può ottenere il divorzio offrendo al marito una compensazione materiale.
- [190] ^ «non sarà più lecita per lui»: la consuetudine preislamica permetteva agli arabi una pratica vessatoria nei confronti delle mogli di cui volevano liberarsi. Il marito pronunciava un divorzio non definitivo e riprendeva la moglie prima che la ‘idda (il ritiro legale di tre mestrui) fosse trascorso. La cosa poteva andare avanti indefinitamente e mirava a stancare la moglie in modo tale da imporle il pagamento di un riscatto, o la restituzione della dote per ottenere il divorzio definitivo e la libertà di risposarsi. Questo versetto coranico rende impraticabile questa tecnica vessatoria.
- [191] ^ La rottura di un matrimonio, per quanto possa essere spiacevole e a volte traumatica, si può e si deve fare nel rispetto delle norme consuetudinarie e con la più grande cortesia.
- [192] ^ «non impedite loro di risposarsi con i loro mariti»: «risposarsi», si tratta dunque di un nuovo matrimonio con l’ex marito dopo aver divorziato da un marito intermediario, oppure è l’esortazione a non impedire il matrimonio delle proprie ex spose una volta trascorso il periodo di «’idda».
- [193] ^ «allatteranno per due anni completi»: nell’Islàm, ogni creatura ha i suoi diritti, anche il neonato, che ha diritto al latte e alle cure della madre. Oltre al grande vantaggio psicofisico che il bambino ricava dalla suzione del seno materno si consideri anche che per tutta la durata dell’allattamento permane nella donna una condizione di cosiddetto «conflitto ormonale» che rende difficile un nuovo concepimento e l’inizio di un’ulteriore gravidanza. Questo fa sì che sommando i nove mesi della gestazione ai ventiquattro dell’allattamento si arrivi ad un periodo minimo di quasi tre anni tra una gravidanza e l’altra.
- [194] ^ «per l’erede»: che si deve accollare le responsabilità civili del de cuius nei confronti della madre che allatta.
- [195] ^ Nella società araba preislamica la vedova si trovava in una condizione molto difficile: era considerata facente parte del patrimonio del marito defunto e poteva venire attribuita in eredità al maggiore dei suoi figliastri, che disponeva di lei come gli pareva. Poteva sposarla egli stesso, lasciarla in condizione di vedovanza o sposarla ad un terzo incassando la dote.
- [196] ^ «non proponete loro il libertinaggio»: traduzione in base all’interpretazione data da Tabarî (II, 522-523).
- [197] ^ «la dote»: il termine che traduciamo con «dote» è «farîda». Si tratta di uno degli otto termini (mahr, sadâq, nihla, hibâ, ‘ajr, ‘uqr, ‘alâq) che precisano l’esatto significato del denaro e dei doni che intervengono in un contratto nuziale. Ognuno di questi termini ha un significato preciso e indica una particolare situazione. Il «mahr» ad esempio viene versato al padre della sposa, mentre il «sadâq» appartiene alla donna stessa; «‘uqr» è il termine che viene utilizzato in caso di matrimonio con una vergine, «nihla, hibâ e ‘alâq» indicano oltre alla dote anche tutto l’insieme dei doni e delle spese a carico dello sposo. Attribuendo alla donna una personalità giuridica completa, l’Islàm ha stabilito che la sposa potesse godere pienamente del dono versato dal marito. Non esistono limiti a questo dono che può essere anche molto consistente, anche se è considerata azione pia limitare la pretesa a termini ragionevoli.
- [198] ^ «colui che ha in mano…»: in base ad una interpretazione che è stata consolidata dal diritto malichita e sciafiita si tratta del tutore matrimoniale della sposa. Gli hanafiti ritengono invece che si tratti dello stesso sposo. In tal caso il versetto significherebbe: «a meno che non rinuncino esse al loro diritto (ad avere la metà della dote) o non rinunci lo sposo al suo (di versare solo la metà e versi pertanto l’intera dote).
- [199] ^ «l’orazione mediana»: «al-salât al wustâ»: secondo la maggior parte dei commentatori si tratta della preghiera del pomeriggio, la terza delle cinque canoniche, a partire da quella dell’alba. Altri, facendo iniziare la giornata al maghrib (tramonto), ritengono che la terza sia quella del «fajr» (l’alba). Altri ancora optano per la preghiera del mezzogiorno. Un’altra opinione pone la questione sotto un altro punto di vista e considera un altro significato di «wustâ» e cioè quello di «migliore»; in quest’ottica ogni salât è «wustâ».
- [200] ^ Secondo alcuni commentatori il versetto sarebbe abrogato dal precedente vers.234, in quanto prevederebbe un anno di ritiro della vedova e non i quattro mesi e dieci giorni di cui sopra. Altri invece, affermano che viene stabilito il diritto della vedova di rimanere almeno un anno nel domicilio coniugale, una specie di usufrutto temporaneo dell’abitazione. Naturalmente dopo l”idda prevista dal vers. 234 potranno risposarsi e di conseguenza abbandoneranno anzitempo il domicilio vedovile.
- [201] ^ Ci sono tre tipi di divorziate, quelle con le quali non è stato consumato il matrimonio e alle quali non è stata fissata la dote il cui trattamento è regolato dal precedente vers. 236; quelle cui è stata fissata la dote ma con le quali non si è consumato il matrimonio che vengono trattate in base al vers. 237; quelle che hanno consumato il matrimonio, la cui dote è stata fissata che dovranno incassarla per intero ed avere ancora qualcosa a titolo di compensazione.
- [202] ^ «Non hai forse visto»: secondo l’esegesi il Corano allude ad una città abitata da ebrei da cui gli abitanti fuggirono per scampare ad una epidemia. Allah (gloria a Lui l’Altissimo) li fece morire e li risuscitò.
- [203] ^ «sulla via di Allah»: vedi nota a II, 154.
- [204] ^ «È Allah che stringe [la mano e la] apre»: (Tabarî II, 594) nel senso di «elargisce agli uomini abbondanza o carestia».
- [205] ^ II Profeta cui allude il versetto dovrebbe essere Samuele (Tabarî II, 596; Ibn Kathir I, 300). Saul, il re designato, fu rifiutato da molti in quanto appartenente alla tribù di Beniamino e non a quella di Giuda.
- [206] ^ «l’Arca»: dell’Alleanza. Sua origine vedi Esodo XXV, 10 ss.; uso che ne fece Saul vedi I Samuele XIV, 18; sulla sua riapparizione al tempo di Davide II Samuele VI, 2 ss.
- [207] ^ «sakîna»: la serenità irradiante dalla presenza di Allah.
- [208] ^ Di fronte alle proteste che c’erano state a proposito della sua investitura, Saul aveva bisogno di verificare il grado di fedeltà e di obbedienza dei suoi soldati. La prova dell’acqua è quindi rivelatrice dell’adesione da parte dei Figli di Israele, alla volontà di Allah, che attraverso il Suo Profeta Samuele aveva designato Saul loro re.
- [209] ^ «Allah è con coloro che perseverano»: «Pazienza, costanza e perseveranza, doti indispensabili per chi si rivolge al Suo Signore e chiede il Suo aiuto. Vedi anche nota a II, 153 (in cui abbiamo tradotto: «Allah è con coloro che perseverano»).
- [210] ^ A proposito di Davide e Golia vedi I Samuele XVII.
- [211] ^ «che ti recitiamo» (o Muhammad).
- [212] ^ Vedi nota a II, 285.
- [213] ^ «lo Spirito puro»: con questo nome il Corano si riferisce all’angelo Gabriele (pace su di lui).
- [214] ^ «l’Assoluto»: questo termine, in mancanza di migliori, esprime in una parola il concetto di: «Colui Che esiste di per Se Stesso e per il Quale tutto esiste».
- [215] ^ Questo è il celeberrimo «ayat-al kursi», il versetto del Trono, conosciuto a memoria da moltissimi musulmani; contiene una splendida sintesi di alcune delle caratteristiche di Allah (gloria a Lui l’Altissimo).
- [216] ^ «Non c’è costrizione nella religione»: nessuno può essere costretto a seguire una religione e d’altra parte nessuno può essere impedito dal praticarla. Questo il significato generale del versetto. Secondo alcuni esegeti il versetto scese per tutelare la libertà religiosa della gente della Scrittura (nazareni ed israeliti). Vedi in proposito anche la sura CIX.
- [217] ^ «l’idolo»: at-Tâghût, indica idoli, diavoli e tutto quanto viene adorato dagli uomini erroneamente e al di fuori di Allah.
- [218] ^ «colui che… discuteva»: Nemrod, re di Babilonia.
- [219] ^ Sull’identità del personaggio ci sono pareri discordanti: ’Uzayr, (Esdra) secondo una tradizione, altri indicano Elia o Geremia.
- [220] ^ «da rimproveri»: il vers. 264 precisa che rinfacciare un bene ne annulla il merito.
- [221] ^ Tutto quello che l’uomo possiede in questa vita è caduco, la delusione e la disperazione di chi si accorge tardivamente di questa verità è esemplificata con la parabola di un uomo che vede distruggersi il suo patrimonio quando la vecchiaia gli impedisce di ricostituirlo e i suoi figli non possono essergli d’aiuto.
- [222] ^ La qualità dell’elemosina è importante come la sua quantità. È certamente vero che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ci domanda di dare il «sovrappiù», ma questo non è certo lo scarto. Anche la maniera di dare fa parte della carità.
- [223] ^ L’unica carità che sarà compensata è quella del tutto disinteressata, che brama solo il Volto di Allah.
- [224] ^ II versetto, per il suo significato contingente al momento della Rivelazione, si riferisce ad un gruppo consistente di musulmani che erano fuggiti dalla Mecca per raggiungere il Profeta a Medina. Li chiamavano ash-shâbu al-suffa (la gente del portico), vivevano all’entrata della moschea in condizioni di povertà assoluta.
- [225] ^ «Coloro invece che si nutrono di usura»: netta e assoluta la condanna dell’interesse sul denaro, dell’usura, della speculazione finanziaria sull’oro e sulle valute.
- [226] ^ L’Islàm tende alla prevenzione di tutto ciò che può portare turbamento all’interno della comunità dei credenti. Le questioni di denaro sono una delle maggiori occasioni di contrasto tra gli uomini e pertanto Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ci ha imposto di regolarizzarle con documenti scritti e controfirmati da testimoni.
- [227] ^ «Il Messaggero»: Muhammad.
- [228] ^ «Non facciamo differenza…»: l’Islàm, lo ribadiamo, riconosce tutta la tradizione Profetica, a partire da Adamo fino a Gesù e afferma che Muhammad (pace e benedizioni su di lui) è l’ultimo inviato di Allah. In questa tradizione distinguiamo quelli che hanno recato una rivelazione (313 tra i quali Abramo, Mosè, Davide, Gesù, Muhammad) e sono chiamati Messaggeri (rusul, sing. rasûl) e quelli che, ispirati da Allah, hanno predicato agli uomini, il culto del Dio unico e li hanno esortati al bene (‘anbiyâ, sing. nabi). Secondo una tradizione questo versetto fu rivelato durante l’ascensione di Muhammad al cospetto di Allah: vedi nota iniziale della sura XVII.
- [229] ^ «Allah non impone a nessun’anima al di là delle sue capacità»: la sensazione che il «destino» ci sottoponga a prove troppo difficili per le nostre forze, fa parte di una fede strutturalmente od occasionalmente debole. Allah è il Giusto (gloria a Lui l’Altissimo), e certamente conosce esattamente le capacità di ognuna delle Sue creature.
- [230] ^ La sura si conclude con un’invocazione all’Altissimo affinché sia misericordioso e paziente con noi, indulgente verso le nostre debolezze e le nostre sviste, renda chiara alle nostre menti e facile da seguire la legge che ci impone, ci aiuti e ci dia la vittoria, amin.
- [234] ^ E coloro di voi che muoiono lasciando delle spose, queste devono osservare un ritiro di quattro mesi e dieci [giorni]. Passato questo termine non sarete responsabili del modo in cui dispongono di loro stesse, secondo la buona consuetudine. Allah è ben informato di quello che fate.
- [239] ^ Ma se siete in pericolo, [pregate] in piedi o a cavallo. Poi, quando sarete al sicuro, ricordatevi di Allah, [in preghiera] nel modo che vi ha insegnato quando ancora non sapevate.
- [242] ^ Così Allah manifesta i Suoi segni affinché possiate capire.
- [245] ^ Chi fa ad Allah un prestito bello, Egli glielo raddoppia molte volte.
- [247] ^ E disse il loro profeta: «Ecco che Allah vi ha dato per re Saul». Dissero: «Come potrà regnare su di noi? Noi abbiamo più diritto di lui a regnare, e a lui non sono state concesse ricchezze!». Disse: «In verità Allah lo ha scelto tra voi e lo ha dotato di scienza e di prestanza». Allah dà il regno a chi vuole, Egli è immenso, sapiente.
- [250] ^ E quando affrontarono Golia e le sue truppe dissero: «Signore, infondi in noi la perseveranza, fai saldi i nostri passi e dacci la vittoria sul popolo dei miscredenti».
- [254] ^ O voi che credete, elargite di quello che vi abbiamo concesso, prima che venga il Giorno in cui non ci saranno più commerci, amicizie e intercessioni. I negatori sono coloro che prevaricano.
- [257] ^ Allah è il patrono di coloro che credono, li trae dalle tenebre verso la luce. Coloro che non credono hanno per patroni gli idoli che dalla luce li traggono alle tenebre. Ecco i compagni del Fuoco in cui rimarranno in eterno.
- [260] ^ E quando Abramo disse: «Signore, mostrami come resusciti i morti», Allah disse: «Ancora non credi?». «Sì, disse Abramo, ma [fa] che il mio cuore si acquieti.» Disse Allah: «Prendi quattro uccelli e falli a pezzi, poi mettine una parte su ogni monte e chiamali: verranno da te con volo veloce. Sappi che Allah è eccelso e saggio».
- [261] ^ Quelli che con i loro beni sono generosi per la causa di Allah, sono come un seme da cui nascono sette spighe e in ogni spiga ci sono cento chicchi. Allah moltiplica il merito di chi vuole Lui.
- [263] ^ Le buone parole e il perdono sono migliori dell’elemosina seguita da vessazioni. Allah è Colui che non ha bisogno di nulla, è indulgente.
- [264] ^ O voi che credete, non vanificate le vostre elemosine con rimproveri e vessazioni, come quello che dà per mostrarsi alla gente e non crede in Allah e nell’Ultimo Giorno. Egli è come una roccia ricoperta di polvere sulla quale si rovescia un acquazzone e la lascia nuda. Essi non avranno nessun vantaggio dalle loro azioni. Allah non guida il popolo dei miscredenti.
- [265] ^ Coloro che invece elargiscono i loro averi per la soddisfazione di Allah e per rafforzarsi, saranno come un giardino su di un colle: quando l’acquazzone vi si rovescia raddoppierà i suoi frutti. E se l’acquazzone non lo raggiunge, sarà allora la rugiada. Allah osserva quello che fate.
- [267] ^ O voi che credete, elargite le cose migliori che vi siete guadagnati e di ciò che Noi abbiamo fatto spuntare per voi dalla terra. Non scegliete appositamente il peggio, ciò che [voi] accettereste soltanto chiudendo gli occhi [222]
- [268] ^ Satana vi minaccia di povertà e vi ordina l’avarizia, mentre Allah vi promette il perdono e la grazia, Allah è immenso, sapiente.
- [269] ^ Egli dà la saggezza a chi vuole. E chi riceve la saggezza, ha ricevuto un bene enorme. Ma si ricordano di ciò solo coloro che sono dotati di intelletto.
- [270] ^ Quali che siano i beni che darete in elemosina, o i voti che avete fatto, Allah li conosce. E per gli iniqui non ci saranno soccorritori.
- [271] ^ Se lasciate vedere le vostre elargizioni, è un bene; ma è ancora meglio per voi, se segretamente date ai bisognosi; [ciò] espierà una parte dei vostri peccati. Allah è ben informato su quello che fate.
- [274] ^ Quelli che di giorno o di notte, in segreto o apertamente, danno dei loro beni, avranno la ricompensa presso il loro Signore, non avranno nulla da temere e non saranno afflitti.
- [276] ^ Allah vanifica l’usura e fa decuplicare l’elemosina.
- [277] ^ In verità coloro che avranno creduto e avranno compiuto il bene, avranno assolto l’orazione e versato la decima, avranno la loro ricompensa presso il loro Signore. Non avranno nulla da temere e non saranno afflitti.
- [278] ^ O voi che credete, temete Allah e rinunciate ai profitti dell’usura se siete credenti.
- [279] ^ Se non lo farete vi è dichiarata guerra da parte di Allah e del Suo Messaggero; se vi pentirete, conserverete il vostro patrimonio. Non fate torto e non subirete torto.
- [280] ^ Chi è nelle difficoltà, abbia una dilazione fino a che si risollevi. Ma è meglio per voi se rimetterete il debito, se solo lo sapeste!
- [281] ^ E temete il giorno in cui sarete ricondotti verso Allah. Allora ogni anima avrà quello che si sarà guadagnato. Nessuno subirà un torto.
- [283] ^ Se siete in viaggio e non trovate uno scriba, scambiatevi dei pegni. Se qualcuno affida qualcosa ad un altro, restituisca il deposito il depositario e tema Allah il suo Signore. Non siate reticenti nella testimonianza, ché invero, chi agisce così, ha un cuore peccatore.
- [284] ^ Ad Allah appartiene tutto ciò che è nei cieli e sulla terra.
Versione cartacea de Il Corano - Hamza Roberto Piccardo
Note di Alberto Ventura alla traduzione di Zilio Grandi
- Nota alla Sura La più lunga delle sūre ha una cronologia controversa. Secondo l’opinione più accettata dai commentatori, risalirebbe al primo periodo medinese, vale a dire subito dopo l’egira (il «trasferimento» da Mecca a Medina cui furono costretti i musulmani nel 622 d.C.), con l’unica eccezione del v. 281, rivelato molto più tardi, durante gli ultimi mesi di vita del Profeta. Il titolo della sūra è desunto dall’episodio della vacca sacrificale, della quale si parla nel v. 67. Il Profeta avrebbe detto: «Ogni cosa ha un suo culmine: il culmine del Corano è la sūra della vacca». L’importanza di questo lungo capitolo è giustificata non solo dalla ricchezza e dalla varietà dei suoi temi (ammonimenti spirituali, storie di profeti del passato, prescrizioni giuridiche fondamentali), ma anche dal valore che i musulmani attribuiscono alla sua recitazione. La devozione dei fedeli si è soffermata in particolare su alcuni passi, come i versetti conclusivi e soprattutto il celeberrimo versetto del trono (255), recitato con grande frequenza e utilizzato anche in veste talismanica.
- [1] ^ Sono ben ventinove le sūre che si aprono con sigle enigmatiche composte da lettere isolate (al-ḥurūf al-muqaṭṭa‘a), delle quali gli esegeti antichi e moderni, musulmani e occidentali, hanno invano tentato di decifrare il segreto (cfr. dc 442-445). I commenti islamici più antichi hanno cercato di risolvere l’enigma considerando queste lettere come tracce del «libro» celeste in cui è scritta la parola di Dio, del quale il Corano non è che l’ultima fra le manifestazioni terrene, o come iniziali di nomi divini o di parole che racchiudessero un senso compiuto; altri hanno fatto ricorso al valore numerico che in arabo (come in ebraico) ogni lettera possiede, cercando un significato nella somma di quei numeri; gli studiosi occidentali hanno poi aggiunto i loro tentativi di interpretazione, spesso tanto ingegnosi quanto arbitrari. Alcuni commentatori musulmani, sin da tempi antichi, si sono astenuti da ogni spiegazione di queste lettere isolate, sostenendo che appartengono a quei versetti che il Corano definisce «allegorici» o «ambigui» (3:7), dei quali solo Dio conosce il significato e che è pericoloso per gli uomini «interpretare fantasiosamente».
Tale natura enigmatica e simbolica delle lettere isolate ha indotto molti commentatori a sostenere che vi siano racchiusi profondi significati esoterici, comprensibili più con l’intuizione interiore che non attraverso le risorse della ragione. - [2] ^ Il testo dice in realtà: «Quello è il libro», il che ha procurato incertezze nell’interpretazione. I commentatori, soprattutto i più antichi, propongono di riferire l’aggettivo «quello» (dhālika), che indica una cosa lontana, alle tre lettere misteriose del versetto precedente, che sarebbero segni del libro celeste, archetipo divino di tutte le scritture; l’ipotesi sembrerebbe confermata da un passo analogo (cfr. 13:1), dove ancor più chiaramente il dimostrativo «quelli» (tilka, qui tradotto con «ecco») si riferisce alle lettere isolate iniziali. Altri sostengono invece che l’uso di «quello» si giustifica in quanto ci si riferisce alla sūra precedente, nella quale l’uomo ha chiesto a Dio di essere guidato sulla diritta via: secondo questa lettura, il libro, cioè il Corano, sarebbe la risposta a quella invocazione. Altri ancora pensano che si debba cogliere qui un riferimento alle scritture che hanno preceduto l’Islam, come l’Antico o il Nuovo Testamento. Molti propendono infine per un’interpretazione più semplice, che legge la frase nel senso di: «Ecco il libro», intendendola come una sorta di presentazione del Corano. La stessa parola «libro» non è di immediata evidenza, perché il termine kitāb è utilizzato nel Corano in accezioni molteplici e non sempre facilmente discernibili. Il più delle volte può riferirsi al libro sacro dell’Islam, ma sono anche frequenti le occasioni in cui è impiegato per indicare le scritture precedenti, come l’Antico o il Nuovo Testamento. Ancor più spesso, tuttavia, la parola «libro» assume un significato più sfumato, in quanto non si riferisce a uno scritto concreto, ma piuttosto all’idea stessa della parola rivelata, indipendentemente dalle sue materiali manifestazioni. Così, si può incontrare il termine «libro» riferito alle rivelazioni ricevute dal Profeta anche quando non erano state ancora trascritte e non erano racchiuse in un volume; o ancora il «libro» può alludere alla scrittura celeste, immateriale ed eterna, della quale i libri sacri che conosciamo non sono che parziali manifestazioni terrene. Su questi significati molteplici, che saranno segnalati nei commenti ai rispettivi passi, cfr. l’analisi complessiva che ne viene data in dc 445-449. «Chi ha timore di Dio»: l’espressione rimanda al concetto di taqwā, parola di non facile traduzione. Resa perlopiù con «timore di Dio», la sua etimologia ci riporta in primo luogo ai significati di «proteggere», «vigilare», «salvaguardare»: esprime dunque quella virtù interiore che spinge ad astenersi scrupolosamente dal male e alla rispettosa osservanza della volontà divina.
- [3] ^ Il termine ghayb, qui reso con «mistero», indica letteralmente ciò che è assente, invisibile. In altri passi è di frequente opposto a shahāda, che indica al contrario ciò che può essere «testimoniato», cioè colto dalla percezione dei sensi (cfr. il commento a 23:92). La preghiera (ṣalāt) è il rito canonico da compiersi cinque volte al giorno (alba, mezzogiorno, pomeriggio, tramonto e notte), secondo modalità sulle quali tace il Corano, ma che sono fissate in base all’insegnamento del Profeta. Il dispensare parte dei propri beni allude invece all’elemosina, sia nella sua forma di tassa annuale obbligatoria per legge (zakāt), sia in quella dell’elargizione spontanea. Preghiera ed elemosina sono spesso nominate insieme come segni caratteristici dei veri fedeli.
- [4] ^ «Ciò che è stato rivelato»: il verbo usato per «rivelare» significa letteralmente «fare discendere», perché la rivelazione consiste nella discesa (tanzīl) della parola divina nel cuore del Profeta (cfr. il commento al v. 97). «Prima di te»: è il messaggio dei profeti del passato, contenuto nei libri e negli insegnamenti che hanno preceduto l’Islam. Il Corano vuole sottolineare qui la sua assoluta continuità con le scritture più antiche, come la Torah e il Vangelo, delle quali si fa conferma e garante. «E sono certi dell’aldilà»: la prospettiva ultraterrena domina tutto il discorso coranico, che individua nella vita futura, e non nel mondo di quaggiù, il vero scopo del suo messaggio. Il termine usato per «aldilà» (ākhira) significa alla lettera «ultimo», «altro», a segnalare la sua estrema distanza da ciò che è più «vicino», più «basso» (dunyā), cioè il mondo che cade sotto i nostri sensi. Le due realtà, quella del mondo e quella dell’oltre, vengono di continuo messe a confronto, e dal contrasto emerge immancabilmente che la vita terrena, rispetto all’aldilà, è «gioia da poco» (13:26), mentre la realtà dell’avvenire è «migliore e più durevole» (87:17). Alcuni commenti notano che qui non si dice «credono nell’aldilà», ma «sono certi dell’aldilà», il che esprime con maggiore forza uno dei requisiti essenziali della fede: il vero credente non si limita ad affermare teoricamente la realtà dei castighi e dei premi ultraterreni, ma li «vede» con una certezza interiore immediata.
- [6] ^ I miscredenti sono etimologicamente «coloro che coprono» (alladhīna kafarū), nel senso che cercano di occultare e soffocare la verità della rivelazione. L’idea che sia inutile richiamare i miscredenti alla fede perché Dio stesso li rende sordi all’appello è ricorrente nel Corano e nella dottrina dell’Islam: la fede non è qualcosa che si possa acquisire con lo sforzo, ma è un dono divino, un’innata predisposizione del cuore a riconoscere la verità. Gli interpreti si sono a questo punto posti il problema della responsabilità umana: se, infatti, è Dio a sigillare il cuore degli increduli, se cioè Lui stesso ha creato gli uomini credenti o miscredenti (cfr. 64:2), come si possono ritenere questi ultimi personalmente responsabili della loro colpa? In realtà, osservano i commentatori, il v. 83:14 risponde al quesito affermando: «No, quel che si vanno procurando ha riempito il loro cuore di ruggine». Sono dunque gli uomini che si procurano da soli la perdizione, coscientemente, e Dio conosce e preconizza questa predisposizione al rifiuto, ma non la impone loro per forza.
- [8] ^ Qui e nei versetti seguenti si introduce il tema dell’ipocrisia, che affiora più volte nel Corano (cfr. dc 420-422). In generale, si vuole stigmatizzare un atteggiamento dello spirito che spinge alcuni individui a proclamarsi fedeli senza esserlo davvero. Ma gli strali coranici sono innanzitutto rivolti contro una precisa categoria di persone, appunto gli «ipocriti» (munāfiqūn), vale a dire quei singoli o quei gruppi che, nei difficili anni dell’attività di Muḥammad a Medina, manifestavano a parole la propria adesione alla predicazione del Profeta, ma di nascosto tramavano contro di lui e contro la nascente comunità musulmana. «L’ipocrita» disse il Profeta secondo una tradizione «si riconosce da tre segni: quando riferisce, mente, quando promette, non mantiene e quando gli si dà fiducia, la tradisce.»
- [13] ^ I commentatori interpretano il sintagma «gli altri» (letteralmente «la gente», al-nās) come riferito ai compagni del Profeta, che credettero nel Corano mentre veniva rivelato.
- [14] ^ Questi «demoni» (shayāṭīn) possono venire intesi, secondo l’opinione di alcuni commentatori, come esseri umani diabolici (politeisti, ebrei o cristiani), che insinuavano dubbi e ostilità nell’animo degli ipocriti. Un’altra opinione li considera invece come forze non umane, simili ai geni maligni, che ispirano dal di dentro tenebrose suggestioni. Sulla complessa demonologia coranica, cfr. dc 195-197.
- [19] ^ Dio è più volte definito nel Corano muḥīṭ, cioè «Colui che abbraccia», «che circonda»: la Sua conoscenza è così presente e corposa che non solo Gli fa comprendere tutte le cose, ma Gli permette anche di accerchiare e di cogliere alle spalle chi si fa gioco di Lui.
- [21] ^ «Affinché possiate avere timore di Dio»: la particella qui tradotta con «affinché» è la‘alla, che non esprime una conseguenza certa ma piuttosto un’aspettativa («nella speranza che»). Gli interpreti ne hanno desunto che si vuole in questo modo evitare l’idea che l’agire dell’uomo possa avere, in sé e per sé, conseguenze necessarie, in quanto il retto comportamento è sempre un dono concesso da Dio, e non il risultato meccanico di un’azione umana.
- [23] ^ La sfida agli increduli affinché producano qualcosa di simile al linguaggio coranico era stata già lanciata ripetutamente nel periodo meccano della rivelazione (cfr. 10:38; 11:13; 17:88; 28:49) ed è qui ribadita ancora una volta come una sfida impossibile. Il linguaggio di Dio non può essere fabbricato né dagli uomini né dai jinn, perché è un prodigio (mu‘jiza) che nessun altro può replicare. Di qui la dogmatica islamica ha desunto l’articolo di fede dell’inimitabilità (i‘jāz) del Corano (cfr. dc 403-405). Tutti i profeti hanno prodotto miracoli a conferma del loro messaggio: il principale miracolo di Muḥammad è appunto quello di essere stato lo strumento di una rivelazione ineguagliabile.
- [24] ^ «Fuoco» (nār) è il nome principale dell’inferno islamico, chiamato anche jahannam («Geenna»), jaḥīm o con altri epiteti (cfr. dc 400-403).
I commentatori musulmani si sono interrogati sul perché le pietre vengano considerate assieme agli uomini un alimento del fuoco infernale, e in genere hanno risposto che deve trattarsi di pietre sulfuree, che per la loro natura ignea aggiungeranno tormento al calore delle fiamme (cfr. anche il commento a 66:6). - [25] ^ «Giardini»: il paradiso in genere è descritto come un giardino (janna) ricco di corsi d’acqua, frescura, frutti e delizie d’ogni genere (cfr. dc 611-614). In altri passi è anche chiamato firdaws (dalla stessa parola persiana all’origine del nostro «paradiso»; cfr. il commento a 78:32) o Eden (‘adn). «Ogni volta che riceveranno un frutto»: alcuni commentatori interpretano il passo nel senso che i frutti del paradiso, pur se uguali per forma, avranno ogni volta un sapore differente; altri intendono invece che i frutti celesti saranno analoghi nell’aspetto a quelli terreni, ma faranno assaporare ai beati un gusto completamente diverso. Le «spose purissime», alle quali accennano svariati altri passi (cfr., per esempio, 3:15; 44:54; 55:56; 56:22), sono le urì (ḥūr), vergini candide dagli occhi neri e dallo sguardo modesto, che saranno le compagne dei fedeli nelle beatitudini celesti. Il v. 26 chiarisce che si tratta di un esempio, nel senso che le immagini del paradiso devono essere intese come simboli di realtà spirituali (per esempio, le urì sono tradizionalmente interpretate come una rappresentazione della luminosità divina). Ciò non ha impedito sin dal Medioevo ai cristiani di imputare all’Islam una concezione tutta carnale delle beatitudini celesti, facendo di questa presunta sensualità una delle argomentazioni preferite della polemica antimusulmana.
- [26] ^ L’«esempio» (mathal) è un modo consueto attraverso il quale Dio si esprime. Il Corano ricorre di frequente all’uso di simboli e para bole che, come afferma il versetto, sono immediatamente riconosciuti come verità dai credenti e risultano invece incomprensibili per gli empi.
Sul ruolo delle parabole e dei simboli nel Corano, cfr. l’ampia voce relativa in dc 606-611. Secondo i teologi e i giuristi, gli «empi» (fāsiqūn) rappresentano una categoria che non è costituita esclusivamente da coloro che rifiutano la fede. L’«empietà» (fisq) è infatti la condizione comune dei miscredenti e di coloro che, pur essendo musulmani, si comportano da peccatori abituali e non si pentono delle loro colpe. - [27] ^ Il «patto» (‘ahd) al quale si accenna è, secondo molti commentatori, l’impegno primordiale stabilito fra Dio e gli uomini prima della creazione e descritto in 7:172.
- [28] ^ La condizione umana è segnata da due morti e due vite (cfr. 40:11): la prima morte è lo stato di nullità che precede l’esistenza; la prima vita è quella che inizia con la nascita; la seconda morte è quella del corpo; la seconda vita è quella successiva alla resurrezione. Il Corano ritorna con particolare insistenza sul tema della resurrezione dei corpi, che i politeisti arabi del tempo erano refrattari ad accettare.
- [29] ^ I sette cieli sono quelli di tutte le cosmologie antiche, che suddividevano la volta celeste in sette sfere concentriche. «Poi si è rivolto al cielo»: l’espressione ha creato imbarazzo a vari commentatori, che si sono sforzati di interpretare il passo in senso metaforico, sottolineando che nell’atto creativo non vi è in realtà né successione temporale né movimento nello spazio.
- [30] ^ «Vicario» (khalīfa): termine di straordinaria importanza che qui il Corano riferisce alla creazione di Adamo e in 38:26 a Davide. Significa letteralmente «colui che viene dopo» ed è interpretato nel senso di «successore», «luogotenente». Il testo qui dice semplicemente «un vicario», e alcuni commentatori ritengono che l’uomo sia stato posto sulla terra come successore degli angeli o dei jinn, i geni, creati prima di lui. La traduzione con «Mio vicario» è più conforme alla maggioranza dei commenti, che invece intendono l’uomo come un vero vicereggente di Dio sulla terra.
Ciò giustifica il fatto che Adamo gode di un privilegio rispetto a tutti gli altri esseri, perché nella creazione rappresenta la «forma» (ṣūra) più perfetta di Dio: «Il Misericordioso» ricorda un insegnamento del Profeta «ha creato Adamo secondo la propria forma». Nella storia dell’Islam il termine khalīfa (da cui il nostro «califfo») è stato anche usato per indicare il capo della comunità musulmana (per ulteriori osservazioni sul termine, cfr. il commento a 10:73). - [31] ^ Adamo è per l’Islam non solo il progenitore del genere umano, ma anche il primo dei profeti inviati da Dio sulla terra. Il suo nome (Adam in arabo) secondo i commentatori tradizionali si giustifica per il fatto che egli fu creato dalla «crosta della terra» (adīm al-arḍ). Per ulteriori approfondimenti sulla figura di Adamo nell’Islam, cfr. dc 18-22.
Anche la Bibbia mette in relazione Adamo con i nomi delle cose: «Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici» (Gen 2:19-20). Il Corano aggiunge a questa idea una sfumatura importante, perché afferma che Adamo ha appreso i nomi da Dio: ciò ha portato i teologi musulmani, con l’eccezione di una minoranza, a sostenere che il linguaggio ha origini rivelate e che non è un’invenzione dell’uomo (cfr. anche il commento a 55:4). Questo accenno alla rivelazione chiarisce anche perché l’uomo sia considerato superiore agli angeli e possa esercitare con pienezza la sua funzione di vicario di Dio: all’uomo è stata concessa una conoscenza che gli angeli non possiedono, quella dei «nomi» delle cose, vale a dire della loro essenza più reale e profonda. I commentatori notano infine che la superiorità di Adamo (e della sua discendenza) rispetto agli angeli è ulteriormente dimostrata dal fatto che a questi ultimi Dio dice: «Riferitemi», mentre al primo si rivolge con: «Riferisci loro», il che pone Adamo nella condizione del maestro e gli angeli in quella dei discepoli. - [34] ^ L’eccellenza di Adamo sugli altri esseri è ribadita da questo accenno all’ordine che Dio dà agli angeli di prosternarsi davanti alla nuova creatura. L’episodio, sul quale si soffermano numerosi altri passi (cfr. 7:11-12; 15:28-31; 17:61; 18:50; 20:116; 38:71-76), è ignoto alla Bibbia, ma ne possiamo trovare riscontro nella letteratura rabbinica, secondo la quale Satana trascina nel suo rifiuto anche una schiera di angeli a lui fedeli. Nel Nuovo Testamento è invece a proposito del Cristo come secondo Adamo che viene pronunciato l’ordine: «Lo adorino tutti gli angeli di Dio» (Eb 1:6). Iblīs (nome che probabilmente deriva da una corruzione del greco diabolos) è l’angelo che per superbia si rifiuta di ubbidire all’ordine divino e per questo è condannato alla dannazione e a svolgere la funzione di tentatore per tutti gli esseri umani. Come si vedrà nel v. 36, egli diviene il «nemico» (shayṭān, Satana) che provocherà la caduta dell’uomo dal paradiso. È da notare che nell’interpretazione di alcuni mistici, come al-Ḥallāj e Rūmī, la figura di Iblīs è inaspettatamente rivalutata: il suo rifiuto di prosternarsi dinnanzi a Adamo rappresenterebbe infatti l’esito estremo del monoteismo, disposto alla dannazione pur di non adorare altri che Dio.
- [35] ^ I commentatori non concordano sulla localizzazione del giardino paradisiaco abitato da Adamo e dalla sua sposa. Alcuni sostengono che si trovasse in cielo, altri sulla terra; la maggioranza, basandosi sul fatto che la caduta dal paradiso è sempre descritta come una discesa, propendono per la collocazione celeste. Il Corano non cita mai il nome della sposa di Adamo, ma la tradizione ha universalmente accettato la versione biblica: «L’uomo chiamò Eva sua moglie, perché ella fu la madre di tutti i viventi» (Gen 3:20). Anche in arabo il nome Eva (Ḥawwā’) ha una forte assonanza con il concetto di «vita» (ḥayāt). Il Corano tace, inoltre, sulle modalità della creazione della donna, ma molti commentatori hanno ripreso la tradizione ebraica secondo la quale sarebbe stata creata da una costola di Adamo. Come nella Bibbia, non si specifica quale sia l’albero del frutto proibito. La tradizione, forse subendo anche in questo caso l’influenza di leggende ebraiche, lo identifica in prevalenza con la spiga, perciò il «frutto» sarebbe un chicco di grano; ma non sono mancate le ipotesi secondo cui si sarebbe trattato di un melo, un fico, una palma o una vite. È interessante notare che i giuristi hanno tratto una singolare indicazione dall’uso del verbo «mangiatene», che essendo in forma duale (kulā) si riferisce sia a Adamo sia alla sua sposa: se ne deduce che la moglie non può essere subordinata al marito in fatto di cibo, ma che ha diritto di mangiare quanto le necessita o le piace.
- [36] ^ Satana significa letteralmente il «nemico» (shayṭān). La storia della tentazione satanica, raccontata con maggiori dettagli in altri passi (cfr. 7:19-22; 20:120-121), nell’Islam ha dato origine a un’interessante letteratura esegetica sulle origini del male. «Scendete di qui»: esistono tradizioni discordanti riguardo al luogo in cui Adamo ed Eva sono discesi sulla terra, ma i più ritengono che i due siano caduti in posti diversi, per poi incontrarsi di nuovo nei pressi della città di Mecca, in una località celebrata come tappa importante nei riti del pellegrinaggio islamico. «Siate nemici l’uno all’altro»: alcuni commentatori interpretano la frase nel senso che Satana sarà da allora l’irriducibile nemico degli uomini; altri pensano invece che si voglia alludere al destino riservato da Dio a Adamo ed Eva, che, oltre a farli scendere dal paradiso, provocherà reciproche inimicizie e ostilità nella loro discendenza, a cominciare dai loro figli Caino e Abele.
- [37] ^ Adamo viene perdonato per la sua disubbidienza (cfr. 20:121-122), ma l’attenzione dei commentatori si è appuntata soprattutto sul fatto che questo perdono è conseguenza delle parole che Dio ha rivolto alla Sua creatura. Il perdono divino e il pentimento umano sono dunque frutto di un moto reciproco, nel quale Dio e Adamo si riavvicinano l’uno all’altro. Gli interpreti sottolineano che il verbo «perdonare» (tāba) e il «pentimento» (tawba) sono varianti della stessa radice (t-w-b), che esprime il senso di «ritornare»: l’indulgenza di Dio è così un volgersi indietro dalla collera alla misericordia, e nel pentimento l’uomo si volge dal peccato alla contrizione (cfr. il commento a 9:102).
- [40] ^ Si apre qui un lungo brano dedicato a un tema ricorrente nel Corano, quello degli ammonimenti rivolti ai figli di Israele. Rievocando episodi salienti della storia biblica, il Corano intende sottolineare i benefici che in passato Dio ha elargito al popolo ebraico, benefici che non sempre questo popolo ha dimostrato di saper meritare. La polemica è indirizzata soprattutto agli ebrei d’Arabia, che dimostravano indifferenza o ostilità verso il messaggio di Muḥammad, quando invece avrebbero dovuto riconoscerne per primi il valore divino.
- [41] ^ «A conferma» (muṣaddiqan): la rivelazione coranica si considera una ratifica e una certificazione delle scritture precedenti (cfr. 3:3; 10:37; 12:111; 46:12). In 5:48 all’idea di «conferma» si aggiunge quella di «protezione» (muhayminan), a significare che il Corano custodisce il senso autentico della parola divina contro ogni forma di contraffazione. «Non barattate i Miei segni a poco prezzo»: nel Corano è frequente l’accusa rivolta agli ebrei di mistificare la verità in cambio di effimeri interessi terreni (cfr. il commento al v. 174). I giuristi hanno aperto a questo proposito una discussione sulla liceità di attribuire compensi per l’insegnamento o la recitazione del Corano. La tendenza prevalente è stata quella di considerarli leciti solo a patto che tali attività rivestano un carattere di pubblica utilità (istruzione dei bambini, formazione religiosa, trasmissione del testo), e non quando siano frutto di iniziative individuali.
- [43] ^ Ancora una volta preghiera ed elemosina sono associate come segni di appartenenza alla fede (cfr. v. 3).
- [45] ^ La «pazienza» (ṣabr) è una delle virtù più frequentemente lodate nel Corano. «Il Paziente» (al-Ṣabūr) è del resto considerato nell’Islam l’ultimo fra i novantanove nomi canonici di Dio (cfr. il commento a 7:180).
È da notare che il termine ṣabr designa l’atto di astenersi da qualcosa, di esercitare il controllo su di sé, e dunque non esprime solo l’idea di una passiva sopportazione, ma allude anche a un severo e attivo esercizio di autodisciplina. - [47] ^ I commentatori intendono in genere il termine «mondi» come sinonimo in questo caso di «popoli».
- [48] ^ Il versetto è invocato di solito dai rigoristi dell’Islam per escludere la possibilità di ogni forma di intercessione umana nel giorno del giudizio, più volte negata nel Corano (cfr., però, l’eccezione ammessa in 20:109). La tradizione ortodossa dell’Islam, al contrario, sostiene tuttora con forza il ruolo di intercessore di Muḥammad, elemento essenziale nell’intensa devozione dei popoli islamici verso il loro Profeta.
- [49] ^ Questo episodio delle persecuzioni egiziane inaugura la lunga serie di storie coraniche riferite a Mosè e alla sua missione. Mosè (Mūsā in arabo) è il personaggio citato il maggior numero di volte nel Corano (il suo nome ricorre in ben 137 occasioni) e i racconti che lo riguardano sono di gran lunga i più numerosi fra le storie dei profeti passati. Faraone (Fir‘awn) è usato nel Corano e nella successiva letteratura islamica come un nome proprio e non come un titolo regale. Egli rappresenta il prototipo del sovrano arrogante, che sfida con superbia Dio e i Suoi messaggeri.
Sul suo ruolo nel Corano, cfr. il commento a 23:46 e dc 308-310. L’episodio del tormento inflitto agli ebrei dagli Egiziani, ricordato più volte nel Corano (cfr. 7:127, 141; 14:6; 28:4; 40:25), è descritto con diversi particolari dai commentatori. Il parallelo biblico più vicino è: «Il re d’Egitto disse alle levatrici degli ebrei, delle quali una si chiamava Sifra e l’altra Pua: “Quando assistete le donne ebree durante il parto, osservate bene tra le due pietre: se è un maschio, fatelo morire; se è una femmina, potrà vivere”» (Es 1:15). Nel racconto biblico, tuttavia, le ostetriche non seguono gli ordini ricevuti e non uccidono i neonati maschi. - [50] ^ Accenno al celebre miracolo dell’apertura del Mar Rosso, narrato con maggiori dettagli nel racconto biblico (Es 14:15-27). Il Corano fornisce ulteriori particolari in 26:60-66.
- [51] ^ Sulle quaranta notti del patto con Mosè, cfr. il commento a 7:142.
L’episodio del vitello d’oro, costruito e adorato dagli Israeliti durante l’assenza di Mosè sul Sinai, è descritto con maggiori dettagli in altri passi (cfr. 7:148-154; 20:83-98). Il precedente biblico, dal quale il Corano si discosta per alcuni particolari, è contenuto in Es 32:1-35. - [53] ^ Il libro è la Torah, vale a dire il Pentateuco, anche se nella tradizione islamica il termine «Torah» (Tawrāt in arabo) è talvolta attribuito per estensione all’intero Antico Testamento e in qualche caso anche ai testi ebraici postbiblici. Il «discernimento» (furqān) è innanzitutto la capacità di distinguere il bene dal male e la verità dall’errore, ma nel linguaggio islamico il termine è usato come appellativo dei libri sacri in generale e del Corano in particolare (cfr. 3:4).
- [54] ^ L’eccidio dei colpevoli è riportato in dettaglio nella Bibbia: «Dice il Signore, il Dio d’Israele: “Ciascuno di voi tenga la spada al fianco. Passate e ripassate nell’accampamento da una porta all’altra: uccida ognuno il proprio fratello, ognuno il proprio amico, ognuno il proprio vicino”. I figli di Levi agirono secondo il comando di Mosè e in quel giorno perirono circa tremila uomini del popolo» (Es 32:27-28).
- [55] ^ L’episodio qui accennato è di problematica ricostruzione.
Alcuni commentatori raccontano che degli Israeliti avevano seguito Mosè durante uno dei suoi incontri con Dio, ma non avevano potuto vedere nulla a causa di una cortina di fumo discesa su di loro. A quel punto avrebbero detto a Mosè le parole riferite dal Corano, provocando l’ira divina che li avrebbe annientati. Le richieste di perdono rivolte da Mosè avrebbero infine convinto Dio a ridare la vita a quei temerari. - [57] ^ Sia le nubi sia il cibo inviato da Dio hanno un preciso precedente biblico: «Il Signore marciava alla loro testa di giorno con una colonna di nube, per guidarli sulla via da percorrere» (Es 13:21). «La sera le quaglie salirono e coprirono l’accampamento; al mattino c’era uno strato di rugiada intorno all’accampamento. Quando lo strato di rugiada svanì, ecco, sulla superficie del deserto c’era una cosa fine e granulosa, minuta come è la brina sulla terra … Mosè disse loro: “È il pane che il Signore vi ha dato in cibo”» (Es 16:13-15).
- [58] ^ Questa storia sulla disubbidienza degli ebrei ha creato numerose difficoltà ai commentatori. C’è disaccordo sull’individuazione della città (per alcuni Gerusalemme, per altri Gerico, Damasco, Palmira o altre ancora), sul periodo in cui l’episodio avvenne (l’epoca di Mosè o di Giosuè) e infine sul significato complessivo della storia. Per sintetizzare fra le varie ipotesi, Dio avrebbe ordinato agli ebrei di passare sotto una porta prosternandosi e dicendo ḥiṭṭa («perdono», «remissione»), ma essi si sarebbero fatti gioco di Lui pronunciando una parola simile ma senza senso in quel contesto (ḥinta, «chicco di grano»), provocando il castigo divino. «Chi farà il bene» traduce muḥsinūn, termine che ricorre frequentemente nel Corano e la cui traduzione è quanto mai problematica. La virtù dei muḥsinūn è l’iḥsān, che etimologicamente significa «fare una cosa in maniera bella» e dunque «comportarsi correttamente», «conformarsi interiormente alla norma». Il termine è di importanza capitale nella tradizione islamica, che vede nell’iḥsān l’ultima tappa di una perfezione spirituale che ha i suoi primi gradini nella pratica religiosa (islām) e nella fede del cuore (īmān). Secondo uno dei più celebri racconti sul Profeta, questi un giorno ricevette la visita dell’angelo Gabriele, che gli chiese cosa fossero l’islām, l’īmān e l’iḥsān. La risposta del Profeta fu che il primo consiste nel rispetto degli obblighi formali della religione, il secondo è la fede negli aspetti essenziali del credo, e il terzo, fine ultimo di tutto, significa «adorare Dio come se Lo vedessi, perché anche se non Lo vedi, Lui vede te».
- [60] ^ Secondo il racconto biblico di Es 17, dopo l’uscita dall’Egitto gli Israeliti rimproverarono a Mosè di averli portati in un deserto a morire di sete. Mosè parlò allora con Dio, che gli ordinò di colpire una roccia con lo stesso bastone con il quale aveva in precedenza toccato il Mar Rosso per farlo aprire: l’acqua sgorgò miracolosamente dalla roccia e il popolo di Israele poté così dissetarsi e proseguire il suo viaggio. Per i giuristi musulmani il versetto conferma che è lecito chiedere a Dio l’acqua e dunque autorizza, in caso di siccità, il compimento di speciali preghiere per ottenere la pioggia, cosa che lo stesso Profeta fece in diverse circostanze.
- [61] ^ Si rievoca qui l’episodio narrato dalla Bibbia: «La gente raccogliticcia, in mezzo a loro, fu presa da grande bramosia, e anche gli Israeliti ripresero a piangere e dissero: “Chi ci darà carne da mangiare? Ci ricordiamo dei pesci che mangiavamo in Egitto gratuitamente, dei cetrioli, dei cocomeri, dei porri, delle cipolle e dell’aglio. Ora la nostra gola inaridisce; non c’è più nulla, i nostri occhi non vedono altro che questa manna”» (Nm 11:4-6). Nel Corano Mosè, spazientito per queste lamentele, rivolge al suo popolo un invito sarcastico a tornarsene da dove è venuto.
Alcuni commenti sostengono che il termine Miṣr, nome arabo dell’Egitto, non voglia in questo caso indicare un paese preciso, ma piuttosto un generico abitato fuori dal deserto. L’abiezione, la miseria e l’ira di Dio che da allora hanno colto gli ebrei sono ribadite con ulteriori specificazioni in un versetto successivo (cfr. il commento a 3:112). Quanto all’uccisione dei profeti perpetrata dagli ebrei, si allude in particolare al caso di Zaccaria, che per la Bibbia fu un profeta dell’epoca del re Ioas di Giuda (2 Cr 24:20-22), mentre nel Vangelo è il profeta postesilico Zaccaria figlio di Barachia (Mt 23:35). Il Corano non cita il nome del profeta assassinato, ma la tradizione lo ha identificato con lo Zaccaria padre di Giovanni Battista, che sarebbe stato ucciso dai suoi correligionari in circostanze sulle quali i vari racconti divergono. Più in generale, l’idea che gli ebrei abbiano assassinato dei profeti è diffusa nell’Islam, che del resto riprende le dure accuse rivolte da Gesù contro gli scribi e i farisei: «Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti … Perciò ecco, io mando a voi profeti, sapienti e scribi: di questi, alcuni li ucciderete e crocifiggerete, altri li flagellerete nelle vostre sinagoghe e li perseguiterete di città in città … Gerusalemme, Gerusalemme, tu che uccidi i profeti e lapidi quelli che sono stati mandati a te» (Mt 23:31-37). Sono le stesse accuse che il protomartire Stefano pronuncia dinanzi al Sinedrio di Gerusalemme: «Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete diventati traditori e uccisori» (At 7:52). - [62] ^ Il versetto ha comportato notevoli difficoltà agli interpreti, dal punto di vista sia teologico sia storico. Molti commentatori hanno infatti voluto limitare la portata universalistica del messaggio qui contenuto, sostenendo che la validità delle altre religioni è di fatto venuta a cessare con l’avvento dell’Islam. Il versetto si riferirebbe dunque al passato, o è da considerarsi abrogato dall’esplicita affermazione contenuta in 3:85: «E chiunque desideri una religione diversa dall’Islam, ebbene, Dio non la accetterà da costui, che nell’aldilà sarà tra i perdenti». In ogni caso, è indiscutibile l’apertura verso i credenti degli altri monoteismi, simboleggiata da quell’assenza di paura e tristezza (cfr. anche 5:69) che più volte nel Corano è indicata come la caratteristica dei veri «amici di Dio» (awliyā’ Allāh). Molto più problematico risulta identificare a quale religione appartenessero quelli che qui sono chiamati «sabei» (ṣābi’a). Storicamente, questo nome fu rivendicato dagli esponenti di un antico culto astrale che vivevano nella città irachena di Ḥarrān (la Carrhae dei Romani), i quali, identificandosi con questi sabei di cui parla il Corano, riuscirono a fare sì che la loro religione venisse per qualche secolo riconosciuta e tollerata dalle autorità musulmane. Ma i commentatori, sia musulmani sia occidentali, non sono d’accordo sulle esatte origini e sulla natura di questa religione. Alcuni ipotizzano che si trattasse di un culto pagano degli astri, altri vi hanno voluto vedere una setta di battisti seguaci di san Giovanni, altri ancora dei filosofi di ispirazione neoplatonica. Quale che sia stata la loro precisa identità, il Corano li accomuna agli esponenti del vero monoteismo, enumerandoli più volte fra coloro «che hanno creduto». Per ulteriori ipotesi sulla natura dei sabei, cfr. dc 731-732.
- [63] ^ Secondo i commentatori, il monte di cui si parla è il Sinai, e l’episodio (ricordato anche in 2:93) è quello della rivelazione delle tavole della legge, che il popolo di Israele si dimostrò refrattario ad accettare.
- [65] ^ I commenti spiegano i versetti con la storia secondo la quale alcuni pescatori ebrei erano soliti trasgredire l’osservanza del sabato, per dedicarsi in quel giorno alla cattura dei pesci che si affollavano presso la riva del mare. Dopo averli inutilmente ammoniti, Dio li avrebbe infine puniti trasformandoli in scimmie. La storia è ripresa con qualche ulteriore aggiunta in 7:163-166, mentre in un altro passo (5:60), che però non si riferisce alla trasgressione del sabato, si parla più in generale di una trasformazione in scimmie e porci. Alcuni commenti riportano le perplessità di coloro che, a proposito di queste metamorfosi, in presenza di scimmie o di porci si chiedevano se non fosse possibile che qualcuno di loro discendesse dagli uomini trasformati un tempo in quelle forme animali. La risposta del Profeta fu che, dopo averli mutati in bestie, Dio aveva tolto loro la capacità di generare, e dunque nessuno di loro aveva potuto avere una discendenza.
- [67] ^ Il rito sacrificale della vacca è descritto nella Bibbia (Nm 19:1-10).
Nella versione coranica la storia serve più che altro a suggerire che, di fronte a un ordine divino, l’uomo non deve porsi troppe domande, rischiando di vanificare il rito e di esasperare quella mentalità eccessivamente legalistica che l’Islam rimprovera spesso agli ebrei. - [72] ^ I commenti spiegano che questo omicidio fu la causa del sacrificio della vacca. Si narra che un ebreo aveva ucciso un proprio simile, accusando poi altri del delitto. Mosè, interpellato sulla questione, su ispirazione di Dio ordinò di sgozzare una vacca e di colpire poi il cadavere dell’ucciso con una parte dell’animale sacrificato. Il morto a quel punto risuscitò e svelò l’identità del suo assassino.
- [74] ^ L’affermazione secondo cui vi sono pietre che «crollano per paura di Dio» ha attirato l’attenzione degli interpreti, che in genere traggono dal versetto il principio per cui neanche i minerali sono del tutto sprovvisti di una loro forma di sensibilità.
- [75] ^ Il versetto (insieme a 5:13) è alla base dell’idea di un’«alterazione» della scrittura di cui si addossa la responsabilità a ebrei e cristiani. In realtà il verbo ḥarrafa (e il sostantivo che ne deriva, taḥrīf) non esprime così esplicitamente il senso di «alterare», ma significa alla lettera «cambiare di lato» e quindi, per estensione, «mutare di senso». In che cosa consista di preciso questa trasformazione del significato è argomento sul quale i commenti tradizionali e gli scritti dei teologi non sono del tutto concordi. Vi è in effetti chi, come avviene spesso oggigiorno, interpreta il taḥrīf come una vera e propria falsificazione della Torah e del Vangelo, operata scientemente al fine di contraddire su alcuni punti determinanti il messaggio del Corano; ma molti, soprattutto fra gli interpreti più antichi, sono stati coloro che hanno fornito interpretazioni diverse, sostenendo per esempio che l’alterazione consistette nell’occultare determinati passi delle scritture, o ancora che, più che di una modifica dei testi, si trattò di una devianza nell’interpretazione dei loro significati.
- [78] ^ «Analfabeti»: questo è il significato che la tradizione attribuisce in genere alla parola ummiyyūn, che tuttavia potrebbe secondo alcuni averne anche altri (cfr. il commento a 3:20).
- [83] ^ «E direte parole buone a tutti»: la tradizione ha desunto da questa frase il principio secondo il quale bisogna sempre rivolgersi in maniera gentile e educata agli interlocutori, indipendentemente dal fatto che siano buoni o cattivi, fedeli o infedeli, religiosi o empi; si ricorda, tuttavia, che è riprovevole in materia di dottrina religiosa omettere di affermare la verità per non dispiacere agli altri.
- [84] ^ Si allude qui, secondo i commentatori, alla situazione degli ebrei di Medina, che all’epoca in cui vi giunse Muḥammad erano ancora legati da rapporti di alleanza con le due tribù politeiste arabe dominanti in città. Quando queste si facevano guerra, gli ebrei si schieravano con l’una o con l’altra a seconda dei loro rapporti di alleanza e si facevano dunque la guerra reciprocamente; cessate le ostilità, gli ebrei riscattavano i propri confratelli caduti prigionieri durante il conflitto. Il Corano rimprovera dunque loro di non aver saputo scegliere fra l’ubbidienza a Dio e la fedeltà ai patti con gli uomini.
- [87] ^ Il nome di Gesù (‘¢sā in arabo) è quasi sempre accompagnato nel Corano dalla specificazione «figlio di Maria», in opposizione polemica all’idea cristiana della figliolanza divina, negata dal Corano (cfr. v. 116).
Non vi è accordo fra i commentatori su cosa si debba intendere con lo «spirito di santità» (rūḥ al-quds), associato a Gesù anche in 2:253 e 5:110.
Molti vi vedono un appellativo dell’angelo Gabriele, altri lo identificano con il Vangelo, altri ancora con lo stesso spirito divino. Sull’uccisione dei messaggeri divini, cfr. il commento al v. 61. - [88] ^ Il cuore non circonciso è come fosse sigillato, duro e incapace di aprirsi alle realtà spirituali. Il Nuovo Testamento usa un’identica immagine: «Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo» (At 7:51).
- [91] ^ Gli ebrei sono ancora una volta accusati di avere in passato ucciso dei profeti (cfr. v. 61).
- [93] ^ Si ribadisce qui il ribelle rifiuto della legge divina imputato agli ebrei, di cui si è già fatto cenno in precedenza (v. 64). «Abbeverati dal vitello»: i commentatori dimostrano qualche incertezza nell’interpretare l’espressione, che tuttavia risulta perfettamente comprensibile se ci riferiamo al relativo passo biblico: «Poi afferrò il vitello che avevano fatto, lo bruciò nel fuoco, lo frantumò fino a ridurlo in polvere, ne sparse la polvere nell’acqua e la fece bere agli Israeliti» (Es 32:20).
- [96] ^ L’attaccamento degli ebrei ai beni effimeri di questa vita è più volte stigmatizzato nel Corano (cfr. il commento a 59:13).
- [97] ^ Secondo i commentatori, gli ebrei di Medina si dichiaravano devoti a Michele, l’arcangelo deputato alle piogge che fanno fruttare le sementi, ma provavano avversione nei confronti di Gabriele, perché questi in passato aveva recato loro guerre e disgrazie. Agli occhi degli interpreti è inoltre importante l’affermazione (ripetuta in 26:193-194) secondo la quale la rivelazione è discesa nel cuore (qalb) del Profeta; la tradizione islamica ribadirà di continuo che è il cuore, e non la mente, l’organo di ogni conoscenza di ordine spirituale.
- [102] ^ Secondo la versione islamica, differente in questo dalla Bibbia, Salomone fu un profeta e, benché dotato di poteri sovrannaturali, non ebbe nulla a che fare con la magia. Furono i demoni che tentarono di utilizzare contro di lui le loro arti magiche e infine seppellirono sotto il suo trono, per screditarlo, numerosi libri di stregoneria. Gli ebrei avevano scoperto quei libri e si erano costruiti l’immagine di un Salomone mago, il che spiega perché si burlassero di Muḥammad, il quale lo considerava invece un autentico inviato divino. Hārūt e Mārūt sono i nomi, di incerta origine (forse persiana attraverso l’aramaico), di due angeli che erano stati inviati da Dio in Babilonia, allo scopo di ripristinarvi l’ordine e la giustizia. Una volta iniziata la loro missione, si imbatterono tuttavia in una donna dalla cui bellezza furono sedotti: appresero le arti magiche e le utilizzarono per separare quella donna dal marito. Dio li punì costringendoli a rimanere sulla terra per tentare gli uomini con la magia, non senza averli prima avvertiti della natura peccaminosa di quell’arte. Per più ampi sviluppi delle storie di Salomone e di Hārūt e Mārūt, cfr. dc 383-384; 743-745; sulla magia nel Corano e nella tradizione islamica, cfr. dc 476-479.
- [104] ^ Si allude qui al fatto che gli ebrei, quando si rivolgevano a Muḥammad, utilizzavano l’espressione araba rā‘inā («guardaci», «presta attenzione a noi») con l’intento di farsi beffe di lui: la parola era infatti quasi identica a un’espressione ebraica che aveva invece un significato fortemente offensivo. Il versetto invita dunque i credenti a non rivolgersi al loro Profeta con quell’espressione, utilizzando al suo posto un sinonimo che non si prestasse a equivoci.
- [106] ^ Il passo riveste una notevole importanza giuridica, in quanto costituisce il fondamento della teoria dell’«abrogante» (nāsikh) e dell’«abrogato» (mansūkh) (cfr. 13:39 e 16:101). Si tratta dell’idea che alcune rivelazioni precedenti possano essere state modificate o annullate da rivelazioni successive. Gli interpreti, non senza disaccordi, hanno cercato di definire quali siano i versetti che sarebbero stati abrogati da altri, e le liste possono variare da esperto a esperto e da epoca a epoca, anche in maniera consistente. In generale si può affermare che il numero delle presunte abrogazioni è molto superiore per gli interpreti più antichi che non per quelli più recenti (si va da qualche centinaio a poche unità): con il passare del tempo, infatti, si è ristretto sempre di più il senso tecnico dell’abrogazione, riservandolo esclusivamente a quei casi in cui la nuova norma risulta del tutto incompatibile con la precedente, e non quando si tratti di semplici variazioni di dettaglio o di condizioni aggiuntive. Il problema più rilevante sollevato per gli studiosi musulmani dall’idea di abrogazione è consistito nel fatto che l’arrangiamento definitivo del testo non segue l’ordine cronologico delle rivelazioni. Ciò non ha consentito di riconoscere immediatamente quale sia la norma rivelata per ultima e ha imposto la necessità di una rigorosa definizione della cronologia interna. Così, per ciascuna sūra si è dovuto stabilire dopo quale altra sūra fosse stata rivelata, ma non sempre si è raggiunto un totale accordo su questa ricostruzione cronologica, lasciando quindi aperti alcuni spazi di incertezza e discussione Per ulteriori approfondimenti del concetto di abrogazione, cfr. dc 10-13.
- [108] ^ «Quel che nel tempo passato venne chiesto a Mosè»: mostrare Dio apertamente, affinché si potesse credere nella verità della rivelazione.
- [109] ^ «Perdonateli e non curatevi di loro, finché Dio porterà il Suo ordine»: per i commentatori, i musulmani sono invitati a ignorare le macchinazioni degli infedeli finché un esplicito ordine divino non imponga di dichiarare loro un’aperta ostilità.
- [113] ^ Secondo i commentatori, la reciproca ostilità fa ebrei e cristiani, ben nota anche in Arabia, aveva avuto un’evidente conferma quando una delegazione cristiana proveniente dalla regione sudarabica del Najrān si era recata a Medina per discutere con Muḥammad di questioni religiose (cfr. l’introduzione alla sūra 3). Si dice che in quell’occasione alcuni ebrei medinesi si fossero confrontati con gli ospiti cristiani scambiandosi a vicenda accuse di infedeltà.
- [114] ^ Alcuni commentatori interpretano il versetto in riferimento a precise situazioni storiche dell’epoca del Profeta (come l’episodio di Ḥudaybiyya, cfr. l’introduzione alla sūra 48) o del passato, e le «moschee» minacciate di offesa sono variamente individuate nella Ka‘ba di Mecca o nel tempio di Gerusalemme. Ma il passo ha per molti un significato più universale e intende stigmatizzare qualunque atteggiamento ostile contro i luoghi dove si osserva il «ricordo del nome di Dio».
- [115] ^ Bellissimo versetto sull’onnipresenza divina, che nella tradizione spirituale dell’Islam è divenuto quasi un’icona del Dio che riempie di sé ogni aspetto dell’esistenza.
- [116] ^ «Dio Si è preso un figlio»: allusione polemica rivolta in primo luogo ai cristiani e alla loro dottrina della genesi divina di Gesù, che per l’Islam non può essere considerato il figlio di Dio, ma semplicemente un Suo profeta e inviato. Secondo i commentatori, il versetto prende di mira anche i politeisti arabi, che credevano nell’esistenza di varie figlie della divinità, e gli ebrei, accusati dal Corano di credere che il profeta ‘Uzayr (variamente identificato con Esdra, Enoch o altri personaggi) fosse figlio di Dio (cfr. il commento a 9:30).
- [117] ^ L’imperativo «sii» (kun) è l’esatto equivalente del biblico fiat, vale a dire lo strumento attraverso il quale si esprime l’ordine creativo di Dio. In riferimento alla polemica sul figlio di Dio del versetto precedente, si sottolinea qui che con questa semplice parola Dio può, come nel caso di Gesù, creare miracolosamente un essere senza per questo esserne il genitore: come Adamo, Gesù è venuto al mondo per un semplice «sii» pronunciato da Dio, senza intervento di un padre terreno (cfr. 3:47, 59; 19:35). L’espressione che caratterizza l’atto creativo di Dio – «sii, ed essa è» (kūn fa-yakūnu) – è divenuta un tema centrale nella riflessione teologica musulmana. Alcuni interpreti hanno infatti notato che sarebbe illogico supporre che Dio rivolga la parola a un qualcosa che ancora non esiste, e dunque l’espressione coranica deve essere intesa necessariamente in senso metaforico. Altre scuole teologiche ritengono invece che la frase riportata dal Corano è da assumere nella sua precisa formulazione, perché Dio, quando crea, non si rivolge in realtà a un «nulla» assoluto, bensì a una possibilità che è presente nella Sua scienza non soggetta al tempo: ciò che per l’uomo è ancora un niente, è da sempre presente nell’immutabile mente divina.
- [119] ^ Versetto consolatorio nei confronti del Profeta, che deve compiere il suo dovere di ammonitore senza rammaricarsi per la sorte di coloro che sono destinati all’inferno.
- [122] ^ «Mondi»: come nel caso di 2:47, qui deve essere inteso nel senso di «popoli».
- [123] ^ È il giorno del giudizio, nel quale gli uomini non potranno essere protetti da alcuna interferenza (cfr. però il commento al v. 48).
- [124] ^ La figura di Abramo riveste un’importanza eccezionale nel l’Islam (cfr. il commento a 26:69 e dc 5-10). Egli è considerato il vero restauratore del primitivo culto monoteistico e dunque il padre di tutte le fedi, il che giustifica la sua qualifica di «principe per gli uomini». I commentatori hanno invano cercato di individuare le «parole» con le quali Dio lo aveva messo alla prova: alcuni le intendono come ordini di compiere determinati rituali, altri vi vedono una serie di afflizioni da sopportare pazientemente. Quali che fossero le prove, Abramo si dimostrò in grado di superarle e di meritarsi la qualifica di «colui che tenne fede alle promesse» (53:37). Il patto di fedeltà stipulato da Dio con Abramo coinvolge anche tutti coloro che dopo di lui si dimostreranno fedeli a quell’alleanza, tranne gli «ingiusti», che in quanto tali non potranno beneficiare della promessa divina.
- [125] ^ Il versetto e i successivi riguardano la storia della fondazione della «santa casa», il tempio della Ka‘ba a Mecca (cfr. dc 432-434). Vera e propria dimora di Dio al centro del mondo, questo tempio era stato fatto discendere ai tempi di Adamo sotto forma di tenda circolare, dentro la quale gli uomini potessero essere al sicuro dalle influenze maligne dei demoni. Spazzata via dal diluvio, se ne erano perdute le tracce finché Dio non ordinò ad Abramo di ricostruirla in una forma rinnovata. Abramo fu assistito nell’impresa dal figlio Ismaele, considerato l’ascendente degli Arabi, e insieme i due edificarono il nuovo tempio secondo le direttive divine. La «stazione di Abramo», ancor oggi visitata dai musulmani che si recano in pellegrinaggio a Mecca, è una lastra di roccia sulla quale rimasero miracolosamente impresse le orme del patriarca nel momento stesso in cui si apprestava a collocare l’ultimo tassello della costruzione, la «pietra nera» incastonata in uno degli angoli dell’edificio. «Quelli che vi correranno attorno»: uno degli elementi fondamentali del pellegrinaggio è rappresentato dal ṭawāf, antichissimo rito preislamico confermato dal Corano, che consiste nel girare attorno alla Ka‘ba per sette volte in senso antiorario (cfr. il commento a 22:26).
- [129] ^ Abramo e suo figlio pregano Dio affinché faccia sorgere tra gli abitatori di quella contrada un loro discendente di stirpe araba, che possa insegnare alle sue genti la lettura e la comprensione del libro, possa dare loro la saggezza e li possa purificare (aspetti della funzione profetica di Muḥammad ribaditi con identiche parole in 3:164 e 62:2). I commentatori si sono soffermati a lungo sul senso del versetto, considerato capitale per comprendere il ruolo del Profeta e la portata della sua missione. L’auspicio di Abramo e Ismaele è stato esaudito da Dio con la missione profetica finale affidata a Muḥammad (cfr. v. 151), ma in realtà questa missione era decretata sin dal principio, ancor prima che l’uomo fosse creato. Il Profeta disse a questo proposito di essere stato scelto come inviato quando l’argilla di cui è fatto Adamo veniva ancora impastata e che nel corso della storia i segni di questo destino si sono manifestati per tre volte: con la preghiera di «suo padre» Abramo, di cui si parla in questo versetto; poi con la buona novella portata da Gesù, che ha annunciato la venuta dopo di lui di un messaggero di nome Aḥmad (cfr. 61:6); e, infine, con il sogno fatto da sua madre, che quando era incinta di lui vide una luce uscire da lei e illuminare la terra fino ai paesi della Siria.
- [131] ^ «Sii sottomesso a Me»: è questa l’origine del termine «Islam», che in effetti significa «sottomissione». Non si tratta dunque della religione islamica in senso storico, ma di quella sottomissione a Dio che rappresenta l’ordine naturale e primordiale dell’universo e della quale l’Islam storico non è che l’ultima e definitiva rappresentazione. È in questo senso che occorre interpretare tutte le occasioni in cui nel Corano i termini «Islam» e «musulmano» sono impiegati in maniera apparentemente anacronistica, perché la sottomissione di cui si parla è un fatto perpetuo e, come ricorda un altro versetto, «la religione, presso Dio, è l’Islam» (3:19).
- [133] ^ Il racconto delle ultime parole di Giacobbe è diverso da quello della Bibbia, dove egli in punto di morte si rivolge ai propri figli e benedice una per una le tribù che da essi discenderanno (Gen 49).
- [135] ^ Il termine ḥanīf, che nel Corano compare per ben otto volte accostato al nome di Abramo, è di incerte origini etimologiche e ha stimolato la curiosità dei commentatori, che si sono in vario modo provati a interpretarlo (cfr. dc 380-383). In genere è inteso nel senso di «monoteista puro», in quanto Abramo ha incarnato perfettamente questo spirito di innata intransigenza verso ogni forma di idolatria. Anche Muḥammad in alcuni casi è ricordato come ḥanīf, e le più antiche storie islamiche raccontano che in Arabia sono vissuti, sino all’epoca del Profeta, alcuni personaggi chiamati con lo stesso appellativo, che seguivano in maniera naturale l’idea monoteistica pur senza appartenere a una religione formalmente costituita.
- [136] ^ Nel versetto (ripetuto in maniera pressoché identica in 3:84) si afferma con forza la continuità fra la rivelazione islamica e quelle che l’hanno preceduta. Il Corano invita più volte a non stabilire distinzioni o gerarchie fra i vari profeti: agli occhi degli uomini essi devono essere considerati con eguale venerazione, anche se Dio ne ha scelti alcuni al di sopra degli altri (cfr. v. 253 e 17:55).
- [138] ^ «La tintura di Dio» (ṣibghat Allāh): l’enigmatica espressione ha creato numerose difficoltà interpretative. In genere i commentatori la intendono come una sorta di crisma, con il quale Dio impregna, purifica e «colora» i suoi adoratori, e la identificano con la vera fede dell’Islam. In realtà gli esegeti più antichi sembrano intendere la parola nel significato di «battesimo» e mettono a confronto il «battesimo» della misericordia divina con quello materiale dell’acqua. Il senso del versetto sarebbe dunque che il battesimo operato da Dio, cioè la disposizione naturale nella quale Egli ha creato gli esseri, è migliore di quello fatto dagli uomini (cfr. dc 115-118).
- [139] ^ Il «culto puro» è l’ikhlāṣ, al quale è intitolata una delle brevi sūre finali (112). La purezza di questo culto è tale che non si traduce in atti esteriori visibili, ma rappresenta piuttosto una virtù squisitamente interiore, che, secondo alcuni interpreti, non può essere colta né dagli uomini, né da Satana, né dagli angeli, ma rimane un segreto fra Dio e il Suo servo.
- [140] ^ Abramo e la sua discendenza sono qui considerati i progenitori comuni del monoteismo: nessuna religione, quindi, può rivendicare con loro un legame esclusivo.
- [142] ^ Agli inizi della sua storia, la comunità musulmana usava compiere la preghiera rivolgendosi in direzione di Gerusalemme, considerata la patria dei profeti. Questo orientamento rituale (qibla) fu improvvisamente cambiato poco più di un anno dopo il trasferimento della comunità a Medina, con l’imposizione ai fedeli di rivolgersi da allora in poi verso il tempio della «sacra moschea» di Mecca. Questo versetto e i successivi giustificano le ragioni del cambiamento e prevengono le obiezioni che gli avversari dell’Islam – e alcuni fra gli stessi musulmani, sconcertati per la radicale innovazione – potevano sollevare al riguardo. Una minoranza dei commentatori sostiene invece che l’orientamento originario era quello verso la sacra moschea di Mecca, in seguito cambiato per Gerusalemme e infine, con la rivelazione di questo versetto, ripristinato definitivamente nella sua modalità primitiva. Molto più che un semplice dettaglio del rituale, il cambiamento della qibla ebbe un profondo significato simbolico: l’Islam, assumendo un suo specifico orientamento, prendeva le distanze dalle altre espressioni religiose, con le quali si era forse sperato in un primo momento di fare fronte comune contro il politeismo, e affermava una sua più spiccata identità nei confronti degli ebrei e dei cristiani.
- [143] ^ «Comunità del giusto mezzo» (umma wasaṭ): l’Islam predilige la via mediana fra gli eccessi, nel senso che si propone un giusto equilibrio riguardo a ciò che veniva rimproverato agli esponenti delle altre due religioni, cioè la frequente ribellione degli ebrei verso gli ordini di Dio, che li ha indotti a disconoscere e talvolta a uccidere i profeti, e l’esagerazione opposta dei cristiani, che si sono spinti sino a divinizzare Gesù; e ancora l’eccessiva attenzione degli ebrei verso gli aspetti esteriori, che porta al legalismo e al letteralismo, e l’attitudine contraria dei cristiani, che tendono invece a fare prevalere gli aspetti interiori a detrimento delle osservanze legali. I commentatori si sono soffermati a lungo sulla natura «mediana» della rivelazione coranica, sottolineando come questa via di mezzo rappresenti la perfezione dell’umanità, dell’equilibrio e della giustizia. Così, sia il musulmano individualmente, sia la comunità islamica nel suo insieme devono ispirarsi a questo principio, facendosi esempio e modello di armonia e giustizia, in conformità con una celebre raccomandazione del Profeta: «La migliore delle cose è quella che sta nel mezzo».
- [146] ^ Gli ebrei e i cristiani («quelli a cui abbiamo dato il libro») sanno benissimo che Muḥammad è un profeta, perché la sua venuta è stata annunciata nelle loro scritture, ma occultano volontariamente questa verità a se stessi e ai loro seguaci, come un genitore che finge di non conoscere i propri figli. Il Corano esprime più volte l’idea che la missione di Muḥammad come ultimo dei profeti è stata annunciata nella Torah e nel Vangelo (cfr. 7:157; 61:6 e il commento a 46:10); gli interpreti hanno cercato in vario modo di identificare i passi dell’Antico e del Nuovo Testamento nei quali è contenuto questo annuncio.
- [148] ^ «Dio vi riunirà tutti insieme»: nel giorno della resurrezione finale.
- [151] ^ L’avvento del profeta arabo è testimonianza del fatto che la preghiera di Abramo e Ismaele citata nel v. 129 è stata esaudita da Dio.
- [152] ^ Il «ricordo» (dhikr) è un elemento fondamentale della spiritualità musulmana. «Ricordarsi» di Dio significa menzionarne il nome e fare sì che la presenza divina rimanga costante nel cuore dell’uomo (cfr. il commento a 3:191-194). Questo passo stabilisce un importante elemento di reciprocità fra l’attenzione dell’uomo rivolta a Dio e quella divina nei confronti della Sua creatura, come se la concentrazione spirituale da parte umana provocasse un’equivalente tensione da parte di Dio verso colui che Lo menziona e Lo ricorda.
- [153] ^ Sulla pazienza, cfr. il commento al v. 45.
- [154] ^ «Chi è stato ucciso sulla via di Dio»: chi ha incontrato il martirio combattendo in nome della fede non può essere considerato realmente morto (cfr. il commento a 3:169-171). I martiri godono di uno statuto speciale anche dal punto di vista della legge, in quanto il loro cadavere non deve essere sottoposto, prima della sepoltura, al lavaggio prescritto per le normali onoranze funebri: mentre il sangue è di norma considerato dall’Islam (e dall’Ebraismo) un’impurità, il sangue dei martiri è ritenuto puro, e dunque non necessita di essere lavato prima dei funerali (per approfondire il concetto di martirio nell’Islam, cfr. dc 497-499).
- [156] ^ «Noi siamo di Dio e a Lui facciamo ritorno»: la frase è divenuta quasi un’espressione rituale e viene pronunciata dai musulmani ogniqualvolta siano messi di fronte alla morte e alle disgrazie.
- [158] ^ Al-Ṣafā e al-Marwa sono i nomi di due modesti speroni rocciosi che fronteggiano il tempio sacro di Mecca. La leggenda narra che nei tempi antichi due amanti, dopo avere fornicato all’interno del tempio, erano stati pietrificati dalla divinità come punizione per il loro sacrilegio. I loro corpi di pietra erano stati quindi eretti in cima alle due collinette e ben presto gli antichi Arabi avevano iniziato a venerarli come effigi di divinità, compiendo un rito di deambulazione fra i due rilievi. I primi musulmani, considerando quel rito un’eredità del paganesimo, ne avevano sospeso l’esecuzione, ma questo versetto lo inserì di nuovo fra le procedure del pellegrinaggio, cambiandone però totalmente il significato. Le due colline, secondo la storia sacra musulmana, diventano quelle tra le quali Agar, la concubina di Abramo abbandonata nel deserto assieme al figlioletto Ismaele, compì per sette volte un’angosciosa corsa in cerca di salvezza. Alla fine di quella corsa, Dio fece sgorgare miracolosamente dell’acqua da una roccia vicina e Agar e suo figlio poterono così sopravvivere. In quel luogo, anni dopo, Abramo e Ismaele avrebbero edificato la Ka‘ba, dove tutt’oggi, nel corso del pellegrinaggio, i fedeli musulmani ripetono la corsa fra al-Ṣafā e al-Marwa e bevono l’acqua di quella fonte, chiamata Zamzam.
- [159] ^ Il versetto si riferisce in primo luogo alle genti del libro, rimproverando loro, come nel v. 146, di occultare la verità sulla rivelazione islamica. I commentatori traggono anche da questo passo il principio se condo cui chiunque possegga delle conoscenze è tenuto a insegnarle agli altri. Un detto del Profeta afferma: «Chi viene interrogato riguardo a una scienza che egli possiede e la occulta, il giorno della resurrezione Dio lo imbriglierà con redini di fuoco».
- [168] ^ Si allude qui a certe usanze dell’Arabia preislamica, che consacravano alcuni animali agli dèi e proibivano di cibarsene; il Corano contesta queste pratiche come ispirate da Satana e difformi dalla vera legge divina. L’argomento è ripreso con maggiori dettagli in altri passi (cfr. i commenti a 5:103 e 6:138-139). «Ma noi preferiamo seguire la tradizione dei nostri padri»: i commentatori sottolineano che non si vuole condannare qui la tradizione in generale, ma solo quella che ha un’origine puramente umana, senza alcun richiamo a princìpi di natura superiore. A dimostrazione di questo fatto si citano di solito i vv. 12:37-38, nei quali il profeta Giuseppe oppone alle usanze degli uomini la tradizione ispirata da Dio: «Ho lasciato la religione di un popolo che non crede in Dio e rinnega l’aldilà. Ho seguito la religione dei miei padri, Abramo, Isacco e Giacobbe».
- [173] ^ Sono qui esposte nelle loro linee generali le norme alimentari dell’Islam (ulteriori dettagli in 5:3 e 6:145). Tranne casi di estrema necessità, ove per garantirsi la salute o addirittura la sopravvivenza l’uomo sia costretto altrimenti, la norma prevede che non ci si possa cibare di alcuni generi alimentari e impone di uccidere gli animali legittimamente commestibili dedicandoli al nome di Dio – la formula da utilizzare è: «In nome di Dio, Dio è più grande» –, con una macellazione rituale che faccia defluire del tutto il sangue dalla bestia e la renda così lecita come alimento.
- [174] ^ «Lo comprano a vile prezzo»: ne traggono un miserabile guadagno terreno. Gli ebrei erano accusati di nascondere la verità sul Profeta, che pure era annunciato nel loro libro, per mantenere intatto il proprio prestigio e per non troncare del tutto i rapporti con i politeisti arabi, dai quali ricevevano numerose regalie.
- [177] ^ Questo brano incisivo, conosciuto come «il versetto della pietà» (āyat al-birr), è spesso citato per sottolineare il rischio che si nasconde dietro la mera osservanza formale dei precetti, perdendo di vista gli aspetti realmente essenziali della vita religiosa.
- [178] ^ Il Corano ribadisce in materia di omicidio intenzionale la biblica legge dell’«occhio per occhio, dente per dente». La ritorsione del taglione (qiṣāṣ) era in uso fra gli Arabi (e fra i semiti in generale) anche prima dell’Islam, ma già nell’Arabia preislamica si era provveduto a mitigarla prevedendo una compensazione economica (definita «prezzo del sangue», diyya) in luogo dell’uccisione del colpevole. Il versetto conferma che, qualora i familiari della vittima di un omicidio vi acconsentano, la pena per il colpevole potrà essere commutata nel pagamento di una somma di denaro o di altri beni. La legge ha poi stabilito che l’entità del risarcimento sia diversa a seconda che l’omicidio sia stato volontario (qatl al-‘amad), preterintenzionale (qatl shibh al-‘amad) o colposo (qatl al-khaṭā’).
- [179] ^ Il taglione, secondo i commenti, costituisce una «garanzia di vita» perché rappresenta un forte deterrente a commettere omicidio.
- [180] ^ Diversi commentatori ritengono che il versetto e i due successivi siano stati di fatto abrogati dalle più ampie e dettagliate disposizioni in materia di eredità contenute in 4:7-14.
- [183] ^ Fino a questa rivelazione, i primi musulmani osservavano il digiuno ebraico della ‘ashurā’, che si teneva nel decimo giorno del mese di muḥarram (il primo mese dell’anno lunare arabo). Il versetto e i successivi istituiscono una forma di digiuno specifica dell’Islam, che diventerà uno dei fondamenti rituali obbligatori della nuova fede. Il digiuno dovrà protrarsi per l’intero mese di ramaḍān (il nono del calendario), durante il quale ai musulmani è fatto divieto, dall’alba al tramonto, di mangiare, bere e compiere atti sessuali. L’avvistamento della luna nuova sarà necessario per accertare l’inizio del mese, poiché la luna, al contrario del sole, non è regolare nel suo corso e dunque la sua comparsa può essere verificata solo grazie a un’osservazione diretta. Il mese sacro di ramaḍān costituisce il periodo di gran lunga più importante dell’anno musulmano, perché fu proprio durante questo mese che avvenne la prima rivelazione del Corano, in una notte benedetta che gli interpreti non hanno identificato in modo unanime ma che la tradizione ha fissato al 27 del mese. Chi è malato o in viaggio è esentato dall’osservanza dell’obbligo, ma in seguito dovrà recuperare i giorni di digiuno; la legge ha definito poi tutte le altre cause di esenzione dal precetto, che ne escludono i bambini, le donne durante l’allattamento, gli uomini in guerra, ecc.
- [186] ^ Si racconta che il versetto sia stato rivelato in risposta alla domanda di un credente, che aveva interrogato il Profeta sulla distanza che separa l’uomo da Dio. La vicinanza divina, tema carissimo alla letteratura spirituale musulmana, è ricordata numerose volte nel Corano (cfr. in particolare 50:16; 56:85): l’assoluta trascendenza di Dio non Gli impedisce di avere un contatto intimo e profondo con le Sue creature.
- [187] ^ I commentatori ricordano che, quando fu istituita la pratica del digiuno, le norme sulle restrizioni alimentari e sessuali erano molto più severe anche per ciò che concerne il periodo notturno. Qualche compagno del Profeta avrebbe dunque «ingannato se stesso» nelle notti di ramaḍān, nel senso che non avrebbe rispettato rigorosamente la prassi, e il versetto fu rivelato per assolvere quei comportamenti e rendere la prescrizione più leggera, consentendo di avere liberamente rapporti sessuali con le proprie mogli nel corso della notte. Il paragone della veste riprende una metafora comune nella poesia araba del tempo, per la quale «essere una veste» esprimeva il senso di ricoprire, abbracciare o giacere con qualcuno (cfr. il commento a 25:47). Distinguere il filo bianco da quello nero è un modo empirico per accertare la fine della notte, quando cioè i primi chiarori dell’alba permettono di intravedere le cose e annunciano l’inizio di un nuovo giorno di digiuno.
- [189] ^ Come già accennato nel v. 185, la lunazione, vale a dire la comparsa della luna nuova, serve a stabilire l’esatto momento di inizio del mese, importante in varie circostanze: oltre al digiuno, è infatti necessario osservare la falce di luna crescente per determinare l’inizio dei riti del pellegrinaggio e il periodo di astensione sessuale per le donne dopo il divorzio o la vedovanza (onde evitare problemi di attribuzione di paternità in caso di eventuali gravidanze successive). L’entrare in casa (o nella tenda) dal retro, evitando l’ingresso principale, era un’antica superstizione molto diffusa fra gli Arabi, che si attenevano a questa pratica quando erano in stato di purificazione per qualche occasione rituale.
- [190] ^ Il versetto e i quattro che seguono costituiscono la prima rivelazione che autorizza i musulmani, fino ad allora tenuti a una condotta pacifica, all’uso delle armi. Gli eccessi che il Corano comanda di evitare sono stati in seguito individuati dai giuristi nelle azioni esageratamente e inutilmente violente, quali l’uccisione di donne, bambini, anziani, monaci e in generale di tutti coloro che non partecipano all’azione bellica; e poi la distruzione degli edifici, il massacro degli animali, la distruzione di alberi e raccolti.
- [194] ^ Gli Arabi all’epoca del Profeta consideravano sacri quattro mesi dell’anno – nell’ordine del calendario lunare il primo (muḥarram), il settimo (rajab), l’undicesimo (dhū l-qa‘da) e il dodicesimo (dhū’l-ḥijja) –, durante i quali erano sospese tutte le operazioni militari. Qui si afferma che la ritorsione del taglione vale anche in quei mesi, nel senso che i musulmani sono autorizzati a rispondere con le armi alle offese subite in quei periodi (cfr. v. 217 e 9:36).
- [196] ^ Il pellegrinaggio alla Ka‘ba è uno dei riti fondamentali dell’Islam.
Vi è una differenza fra i due termini utilizzati nel versetto, e cioè il pellegrinaggio propriamente detto (ḥajj) e la visita (‘umra), definita anche «pellegrinaggio minore»: il primo, che consiste in una serie di riti da compiersi nella sacra moschea di Mecca e in un percorso a tappe al di fuori della città, si svolge in un preciso mese dell’anno (detto appunto «del pellegrinaggio», dhū’l-ḥijja) e i musulmani sono tenuti a compierlo almeno una volta nella vita; il secondo, che è facoltativo e si può svolgere in qualsiasi momento dell’anno, si riduce ai soli riti meccani. La rasatura del capo (ḥalq) è il rito che di fatto conclude le procedure del pellegrinaggio e simboleggia l’atto di sottomissione dello schiavo nei riguardi del suo padrone. - [198] ^ Il permesso di guadagnarsi i favori di Dio significa che è lecito esercitare i commerci nel periodo del pellegrinaggio. ‘Arafāt (nome la cui radice rimanda al senso di «conoscere») è un altopiano distante una ventina di chilometri da Mecca, così chiamato perché secondo la tradizione fu il luogo dove Adamo ed Eva si «riconobbero» sulla terra dopo la separazione che seguì la loro caduta dal paradiso. L’ifāḍa è lo «straripamento», vale a dire il rito con il quale i pellegrini cominciano a defluire dalla piana di ‘Arafāt per rientrare a Mecca e ha questo nome perché la massa dei fedeli in movimento assume veramente l’aspetto di un fiume in piena.
Il monumento sacro (che non corrisponde a un edificio vero e proprio) è la spianata di Muzdalifa, luogo in cui i pellegrini fanno sosta per la notte nel viaggio di rientro a Mecca. - [201] ^ La frase è divenuta una delle preghiere canoniche del pellegrinaggio, che i fedeli recitano ripetutamente nel corso dei riti, in particolare durante i giri attorno alla Ka‘ba.
- [203] ^ «Giorni computati»: i tre giorni che seguono il sacrificio conclusivo del pellegrinaggio, durante i quali i fedeli si trattengono nella località di Minā per compiervi varie devozioni. Il versetto autorizza ad abbreviare questa fase a due soli giorni o ad allungarla ulteriormente.
- [204] ^ I commentatori in genere identificano questo personaggio con un uomo che a Medina si presentò davanti al Profeta dichiarando di voler accettare l’Islam, ma poi si dedicò a procurare danno ai musulmani distruggendone le messi e ferendone gli animali. Altri ritengono invece che non si tratti qui di una persona precisa, ma che si alluda in generale all’atteggiamento di tutti gli ipocriti, che a parole professano fede e nel cuore nutrono miscredenza.
- [210] ^ La rappresentazione di Dio che raggiunge gli uomini per afferrarli ha creato qualche imbarazzo agli interpreti, data la corposità quasi antropomorfica dell’immagine. Ma nel Corano sono frequenti le raffigurazioni di Dio che si fa presente al creato e vi agisce dal di dentro, simboli che per la spiritualità musulmana non risultano affatto contraddittori con l’assoluta trascendenza divina.
- [213] ^ I commentatori non concordano nell’individuare fino a quando la comunità umana è rimasta unita in un’unica fede. Alcuni sostengono che ci si riferisca a quel «passato» dell’eternità (azal) nel quale gli uomini, prima ancora di accedere all’esistenza di questo mondo, hanno tutti riconosciuto la signoria divina (cfr. 7:172); altri pensano che si tratti dei primi discendenti di Adamo, e altri ancora del periodo di tempo che va da Adamo fino al profeta antidiluviano Idrīs. La maggioranza ritiene tuttavia che la comunità sia rimasta unica dai primi uomini sino all’epoca di Noè, quando iniziarono a manifestarsi le prime divergenze. Fu allora che Dio iniziò a inviare profeti agli esseri umani, per riportarli sulla retta via, ma le invidie e le incomprensioni sono continuate, e gli uomini si sono divisi proprio sul contenuto dei messaggi divini.
- [215] ^ I commenti osservano che non si tratta qui dell’elemosina rituale (zakāt), un’imposta obbligatoria per legge che non è dunque lasciata alla libera iniziativa dei singoli, ma piuttosto delle elargizioni facoltative (ṣadaqāt nāfila), che i credenti sono invitati a donare come atto spontaneo di carità. Quanto all’entità di questa beneficenza, il v. 219 chiarisce che bisogna donare «il superfluo» (al-afw), nel senso che tali atti di generosità non devono compromettere le necessità essenziali della vita familiare.
- [216] ^ Qui e nei versetti seguenti si ritorna sul tema della guerra, a proposito della quale cfr. il commento ai vv. 190-194. I commentatori unanimi sottolineano che la prescrizione di combattere per la fede, che dal versetto potrebbe apparire come un obbligo per ciascun musulmano, in realtà non è un dovere per tutti indiscriminatamente. I giuristi hanno in effetti stabilito che non si tratta di un obbligo individuale (farḍ ‘ayn), ma è da ritenersi fra i cosiddetti «obblighi di sufficienza» (farḍ ‘alā l-kifāya), cioè quei doveri che è sufficiente vengano assolti dalla comunità nel suo complesso (cfr. il commento a 4:95). Per questo motivo la legge stabilisce una serie di condizioni necessarie affinché qualcuno possa recarsi in guerra (per esempio, il consenso dei genitori, l’assenza di situazioni debitorie, ecc.), in assenza delle quali è preferibile servire la propria religione assolvendo ad altri doveri.
- [217] ^ Sui mesi sacri, cfr. i commenti al v. 194 e a 9:2, 36.
- [219] ^ Nei giudizi del Corano, il vino è costantemente associato al maysir, un antico gioco arabo eseguito con piccole frecce, la cui posta era rappresentata in genere da capi di bestiame e che la letteratura giuridica successiva ha equiparato ai giochi d’azzardo. In questo versetto il vino e l’azzardo, malgrado l’enfasi sui loro aspetti prevalentemente negativi, non sono del tutto interdetti. Tale orientamento sarà abrogato da un passo successivo (5:90-91), nel quale il vino e l’azzardo sono bollati come opere di Satana e saranno dunque considerati formalmente proibiti dalla legge. Sul vino, le altre bevande inebrianti e le droghe, cfr. dc 914-918; sul gioco d’azzardo, cfr. dc 350-351.
- [220] ^ Gli orfani sono oggetto di particolare attenzione da parte del Corano e delle successive norme della legge, che ha stabilito una serie di rigorose tutele nei loro confronti (cfr. dc 603-604). Muḥammad rimase orfano del padre già al momento della nascita e della madre quando era ancora in tenerissima età.
- [221] ^ È proibito dunque ai musulmani contrarre matrimonio con gli idolatri. Per quanto riguarda invece i rapporti matrimoniali con le «genti del libro», come ebrei o cristiani, cfr. 5:5.
- [222] ^ Il mestruo (come il puerperio) è considerato causa di impurità maggiore, che necessita di una purificazione consistente nel lavaggio totale del corpo. Si dice che il versetto sia stato rivelato allorché qualcuno interrogò il Profeta sull’usanza degli ebrei di Medina, che mettevano in isolamento le donne mestruate e non mangiavano né bevevano con loro.
La rivelazione coranica confermò la presa di distanza dalle donne mestruate, ma esclusivamente per quanto riguarda l’atto sessuale completo. - [223] ^ La «buona azione» da premettere all’atto sessuale dovrebbe consistere, secondo i commentatori, nella recitazione di una formula religiosa che benedica l’accoppiamento. La tradizione ha in effetti consegnato alla pietà musulmana alcune preghiere suggerite dal Profeta per l’occasione, e comunque si consiglia prima dell’unione di pronunciare almeno la basmala (cfr. il commento a 1:1).
- [226] ^ Il ripudio (ṭalāq) è la pratica legale con cui un uomo può separarsi dalla moglie. Questa facoltà è unilaterale, nel senso che la moglie non può ricorrere alla stessa procedura nei confronti del marito.
- [228] ^ Le mogli ripudiate, così come le vedove, prima di contrarre un nuovo matrimonio devono attendere un periodo di tre lunazioni complete, al fine di evitare problemi di attribuzione di paternità in caso di eventuali gravidanze. Per tutti i dettagli riguardo alla complessa giurisprudenza su questo punto, cfr. 65:1-7 e commenti. Pur nell’eguaglianza dei reciproci doveri matrimoniali, l’uomo è dichiarato al di sopra della donna. Il v. 4:34 chiarisce che questa superiorità è dovuta sia al disegno divino, che ha preposto alcuni esseri ad altri, sia al fatto che l’uomo deve sostenere l’onere economico del mantenimento.
- [229] ^ L’uomo può riprendere con sé la moglie ripudiata per due volte; dopo il terzo ripudio, come chiarisce il versetto seguente, il matrimonio è da considerarsi definitivamente cessato e il marito non potrà più riavere la moglie finché questa non abbia contratto un ulteriore matrimonio con un altro uomo e sia stata poi ripudiata o sia rimasta vedova. «Quel che le avete donato»: si tratta della dote, o meglio del «dono nuziale» (mahr), elemento fondante del contratto matrimoniale che lo sposo è tenuto a versare alla sposa dopo libera contrattazione fra le parti (cfr. il commento a 4:4). Secondo la legge islamica, il matrimonio prevede la rigorosa separazione dei beni, perciò il marito che rinuncia alla moglie non può pretendere da questa la restituzione del denaro o dei beni concessi in dote.
- [233] ^ Due anni erano considerati il normale periodo di allattamento all’epoca del Profeta, e secondo l’Islam è sacrosanto diritto del bambino essere allattato per quel periodo di tempo. Alcuni giuristi hanno stabilito che tale periodo può essere esteso per validi motivi sino a trenta mesi, dopo i quali, tuttavia, ogni forma di allattamento è da considerarsi proibita.
Il padre deve provvedere alle spese del caso e all’eventuale pagamento di una balia, ove per qualsiasi motivo la madre decidesse di non provvedere personalmente ad allattare il figlio, perché la legge concede alla donna un ampio margine di discrezionalità in questa materia; solo nel caso in cui il bambino rifiutasse il latte di estranee una madre può essere in effetti costretta a provvedere personalmente alla sua alimentazione. L’Islam attribuisce una notevole importanza all’allattamento e alla figura della balia, al punto che nella giurisprudenza la parentela di latte è equiparata sotto molti aspetti a quella di sangue (cfr. dc 39-41). - [238] ^ È questa una delle rare occasioni nelle quali il Corano, che in genere si limita a generici inviti alla preghiera, cita una precisa orazione rituale. Benché non siano elencate nel libro sacro, le preghiere che i musulmani sono tenuti obbligatoriamente a compiere nell’arco di una giornata sono cinque: alba, mezzogiorno, pomeriggio, tramonto e notte. La definizione del numero, delle modalità e degli orari di queste preghiere è contenuta nelle raccolte degli insegnamenti orali del Profeta. Ma qual è la «preghiera di mezzo»? I commentatori non sono d’accordo, e le opinioni più diffuse si dividono fra la preghiera del mezzogiorno e quella del pomeriggio.
- [239] ^ Si allude qui alla cosiddetta «preghiera della paura», sulla quale cfr. il commento a 4:101-103.
- [243] ^ «Non hai visto?»: trattandosi evidentemente di una storia accaduta in un lontano passato, il Profeta non aveva certo potuto assistere a quegli eventi; per questo gli interpreti sostengono che non si allude qui alla vista del corpo, ma a quella interiore. Vi è invece un notevole disaccordo sulla storia cui accenna il versetto. Secondo una fra le varie ricostruzioni proposte, ai tempi dell’antico Israele, diverse migliaia di persone erano fuggite un giorno dalle loro case per paura di un’epidemia, ma la morte le aveva comunque raggiunte in una vallata fuori città. Nell’impossibilità di seppellire un numero così grande di cadaveri, i sopravvissuti avevano provveduto a recintare la zona e quei corpi si erano consumati all’aperto. Molto tempo dopo il profeta Ezechiele (Ḥizqīl in arabo) era passato da quelle parti e, alla vista dei resti umani, aveva chiesto a Dio se potesse resuscitare quelle persone. Dio gli suggerì allora di dire queste parole: «O ossa vecchie e consumate, Dio vi ordina di raccogliervi»: gli scheletri a quel punto ripresero la loro forma e i cadaveri assunsero di nuovo l’aspetto di un corpo.
Poi il profeta disse: «O spiriti, Dio ordina a ciascuno di voi di tornare nei corpi che un tempo abitavate». I cadaveri si animarono di una nuova vita e, ancora stupefatti, esclamarono: «Gloria a Te, non c’è divinità all’infuori di Te!». In questa versione, il racconto si avvicina molto a un passo biblico, nel quale Ezechiele scopre un grande numero di ossa consunte in una valle e assiste alla loro resurrezione (Ez 37:1-14). - [245] ^ Il «prestito» (qarḍ) è qui una metafora per la generosità spesa in nome di Dio, che riceverà una ricompensa moltiplicata nell’aldilà.
- [246] ^ Il profeta è Samuele, il re è Saul. Il racconto è solo vagamente simile a quello della Bibbia (1 Sam 8:4-9; 10:17-27).
- [248] ^ La divina presenza contenuta nell’arca è la sakīna, la «grande pace» che annuncia la discesa divina in mezzo agli uomini. Il concetto era già noto alla letteratura rabbinica, dove l’equivalente parola ebraica shekinah sta a rappresentare la presenza di Dio che «dimora laddove risiede Israele». Il Corano cita la sakīna varie volte e ne indica spesso la dimora nel cuore stesso degli uomini (cfr. dc 738-739).
- [249] ^ Il seguito della storia corrisponde a due differenti racconti biblici: la prova del fiume si trova nel capitolo 7 del Libro dei Giudici, dove tuttavia il protagonista dell’episodio non è Saul, ma Gedeone; l’uccisione di Golia per mano di Davide, nel Corano appena accennata, è narrata con maggiori dettagli nel capitolo 17 del Primo Libro di Samuele. Sulle figure di Saul (Ṭālūt in arabo) e Golia (Jālūt) secondo la tradizione islamica, cfr. dc 369-370.
- [251] ^ «Se Dio non respingesse gli uomini»: l’espressione (ripresa e sviluppata in 22:40) significa che le violenze e la guerra rappresentano un disordine necessario per prevenire disordini ancora più gravi, come l’oppressione del popolo d’Israele che Golia avrebbe certamente esercitato se non fosse stato ucciso.
- [253] ^ «Alcuni di quegli inviati li abbiamo innalzati sugli altri»: cfr. il commento al v. 136. «Spirito di santità»: cfr. il commento al v. 87.
- [255] ^ È questo il celeberrimo «versetto del trono» (āyat al-kursī), considerato una delle parti più eccellenti dell’intero Corano e usatissimo nelle devozioni dei musulmani. La sua simbologia è stata oggetto di numerosi commenti teologici e spirituali, e le storie sulle sue proprietà sono innumerevoli. Un commentatore racconta: «Quando fu rivelato il versetto del trono, tutti gli idoli e i re della terra caddero a terra prostrati e le corone scivolarono via dalle teste dei re. I demoni fuggirono, scontrandosi nella confusione gli uni con gli altri, e si recarono dal loro capo, Iblīs. Questi ordinò loro di andare a vedere cosa fosse successo, e quando raggiunsero Medina vennero a sapere che era stato rivelato il versetto del trono». Secondo un’altra storia, lo stesso Satana, apparso sotto sembianze umane a uno dei più stretti discepoli del Profeta, Abū Hurayra, gli confessò che la semplice lettura di questo versetto al momento di addormentarsi è sufficiente ad allontanare i demoni sino al mattino successivo.
- [256] ^ «Non c’è costrizione nella fede» (lā ikrāha fī l-dīn): affermazione di capitale importanza, che ha dettato l’orientamento dell’Islam in fatto di libertà religiosa. Nessuno può essere costretto ad abbracciare una fede contro la propria volontà. L’Islam si è sempre rigorosamente attenuto a questo precetto, che fa piazza pulita del luogo comune secondo il quale i musulmani avrebbero imposto il proprio credo con la violenza: la storia dell’Islam non ricorda neppure un solo caso di conversione forzata.
A questo proposito, è considerato esemplare il comportamento del califfo ‘Umar, che una volta cercò di convincere una vecchia cristiana a convertirsi all’Islam. «Sono ormai vecchia e prossima alla morte» aveva risposto quella, e il califfo non poté che concludere: «Non c’è costrizione nella fede». Ṭāghūt è un nome di incerta origine che rappresenta, secondo le varie ipotesi dei commentatori, Satana in persona, o i demoni, gli idoli o gli stregoni, mentre l’«impugnatura salda» è una metafora che sta ovviamente a indicare la vera fede. - [258] ^ Il personaggio che discute con Abramo è Nemrod, il quale per la Bibbia fu il primo fra i potenti re della terra (Gen 10:8), il costruttore della torre di Babele. Per la tradizione islamica Nemrod è il prototipo di chi esercita l’autorità regale in modo arrogante, e questa storia della disputa con Abramo, per molti versi anticipatrice del successivo conflitto tra Faraone e Mosè, è un tipico esempio del potere temporale che cerca di sottrarsi con superbia all’autorità spirituale.
- [259] ^ Non vi è accordo fra i commentatori su chi sia il protagonista di questo racconto. La maggioranza propende per identificarlo con Esdra o con Geremia e la città in rovina per molti sarebbe Gerusalemme dopo la sua distruzione per mano di Nabucodonosor. «Guarda il tuo asino»: al contrario del cibo e delle bevande, rimasti intatti, il secolo trascorso ha ridotto l’asino a un cumulo di ossa, che Dio provvederà a ricomporre risuscitando l’animale. La parabola intende mettere in risalto la realtà della resurrezione, che gli increduli non ritengono possibile, ma che è cosa facile per Dio. L’episodio è una sorta di anticipazione della più ampia storia raccontata in 18:9-26, dove i giovani miracolosamente addormentati nella caverna e risvegliati dopo lunghi anni rappresentano il simbolo per eccellenza della resurrezione finale.
- [260] ^ Come nel v. 259, ancora una volta gli animali sono utilizzati per illustrare la capacità divina di dare nuova vita ai morti. Anche la Bibbia (Gen 15:9-11) racconta una storia in cui Abramo fa a pezzi degli animali, senza tuttavia alcun riferimento al tema della resurrezione.
- [261] ^ I copiosi frutti di una buona semina ricordano la parabola evangelica (Mc 4:3-8; Mt 13:3-8), dove i semi deposti nella buona terra fruttarono «il trenta, il sessanta, il cento per uno».
- [262] ^ «Non rinfacciano quello che hanno donato e non offendono»: la tradizione ha recepito il suggerimento come una precisa clausola di invalidità della beneficenza, che perde ogni valore se viene pubblicizzata e se risulta umiliante per chi la riceve. Secondo la legge, la carità deve inoltre sottostare ad altre tre condizioni: ciò che si dona deve essere puro e lecito; il donatore deve avere una retta intenzione e buoni comportamenti; il destinatario deve essere meritevole dell’atto di carità. La beneficenza volontaria è dunque diversa dall’elemosina rituale (zakāt) che, in quanto tassa obbligatoria per legge, deve invece essere elargita pubblicamente.
- [267] ^ Si dice che il versetto sia stato rivelato perché alcuni musulmani avevano dato al Profeta in elemosina dei datteri di cattiva qualità. La legge islamica insisterà in seguito sulla qualità dei beni da dare in elemosina, considerando ingiusto pretendere l’elargizione delle cose migliori, ma biasimando fortemente la donazione di quelle peggiori.
- [268] ^ L’avarizia e la cupidigia sono considerate fra le tentazioni più diaboliche, e il peccato degli avari sarà punito nell’aldilà con un castigo tremendo (cfr. 9:34-35).
- [272] ^ «Guidarli non spetta a te»: da queste parole i giuristi hanno tratto la conseguenza che è lecito destinare la carità volontaria (ma non la tassa legale) anche ai non musulmani, purché non lo si faccia con l’intenzione di persuaderli ad abbracciare l’Islam.
- [275] ^ L’usura (ribā) è formalmente proibita dall’Islam, che la considera uno dei peccati più gravi. La legge islamica considera usura qualsiasi forma di prestito a interesse, e questo ha provocato storicamente diverse difficoltà alle economie dei paesi islamici e ha fatto escogitare numerosi espedienti nel tentativo di aggirare il divieto. I musulmani osservanti hanno tuttavia stigmatizzato questo tipo di artifici, e ancor oggi rifiutano ogni forma di interesse bancario (cfr. dc 893-895).
- [282] ^ «Un uomo e due donne»: la donna è considerata meno affidabile dell’uomo in fatto di testimonianza; la legge islamica prevede dunque che la testimonianza di due donne sia equivalente a quella di un solo uomo.
- [284] ^ Si racconta che, al momento della rivelazione del versetto, i discepoli del Profeta siano stati colti dallo sconforto, perché il rendere conto non solo dei propri atti esteriori, ma anche dei moti interiori dell’animo sembrò loro un carico insostenibile. Dopo che il Profeta li ebbe esortati alla perseveranza, Dio rivelò i due versetti successivi, nei quali si promette di sollevare le anime dai carichi insopportabili.
- [285] ^ I due versetti conclusivi della seconda sūra sono considerati di eccezionale importanza e hanno goduto di enorme popolarità nelle devozioni dell’Islam. Innumerevoli sono i meriti e le benedizioni che a essi vengono attribuiti negli insegnamenti del Profeta, il quale ricordava di averli ricevuti nel corso della sua ascensione celeste, sotto al trono di Dio, assieme agli altri due grandi doni che gli erano stati elargiti in quella occasione: le cinque preghiere quotidiane e il perdono per la gente della sua comunità. Muḥammad ebbe a dire che Dio aveva scritto di Suo pugno quei versetti duemila anni prima di creare il mondo, che da soli essi costituiscono quasi un intero Corano e che Satana mai si avvicinerà alla casa di chi li recita per tre notti. È questo il motivo per cui se ne consiglia la recitazione in occasione della preghiera notturna o prima del sonno, perché è proprio all’avvicinarsi della notte che quelle parole raggiungono la loro maggiore efficacia.
Versione cartacea de Il Corano / a cura di Alberto Ventura; traduzione di Ida Zilio-Grandi
Note di Abdur Rahman Pasquini alla Sura
- [1] ^ Plurale di Shayṭān (la sua prole).
- [2] ^ Il primo uomo, che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, creò dall’argilla.
- [3] ^ Il primo uomo, che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, creò dall’argilla.
- [4] ^ Il primo uomo, che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, creò dall’argilla.
- [5] ^ (Con l’accento sulla seconda “i”) È un altro nome di Satana (in arabo Shàyṭān, leggi Sciaitàn).
- [6] ^ Il primo uomo, che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, creò dall’argilla.
- [7] ^ È Masǧid al-Ḥarām la grande “piazza” al centro della quale si erge la Nobile Kà’bah.
- [8] ^ Il primo uomo, che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, creò dall’argilla.
- [9] ^ L’imposta coranica che - dopo essere stata raccolta (nella misura del 2,50 % di ogni cespite tassabile superiore al minimo imponibile, trascorso un anno senza impiego dal momento della sua entrata nel patrimonio del debitore d’imposta - deve essere destinata ai beneficiari indicati dal Sublime Corano.
- [10] ^ È il nome coranico del profeta Mosè, su lui la pace, figlio di lmrān. Apostolo e Profeta di Allàh, inviato ai Figli di Israele, per liberarli dall’oppressione faraonica, a cui erano sottoposti nel paese di Miṣr. Allàh gli parlò sul Monte Sinai, dove gli diede la Toràh, il Libro della Legge per i Figli di Israele. Non è, come si sente dire, il fondatore del Giudaismo o dell’Ebraismo, ma è uno dei protagonisti della storia dell’lslàm in quanto Profeta-Apostolo di Allàh e, quindi, MUSULMANO, come tutti i Profeti e come tutti i loro seguaci, fino a quando questi ultimi non si sono allontanati dall’Obbedienza ad Allàh (lslam).
- [11] ^ Significa “il divisore del bene dal male” si legge con l’accento sulla “a”, che va pronunciata lunga - Parola che viene dalla radice F R Q e che indica il concetto di “separazione”, di “discrimine”. Con questo termine Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, ha voluto indicare e definire una informazione divina, diversa da quella scritta Libro, nella quale viene offerto all’uomo il criterio per distinguere il bene dal male. Nel testo “al kitab wa 1-furqan” la parola furqan potrebbe essere il secondo membro della endiadi “il libro e la separazione”, per dire “discrimine scritto tra il bene e il male”.
- [12] ^ Parola derivante dal verbo Hitta, che significa “togliere (i peccati)”. Una invocazione (Perdono!) e un atto di obbedienza ad Allàh, il Quale aveva ordinato ai figli di Israele di invocarLo così. La parola non fu detta e la manipolazione del comando comportò gravi conseguenze negative a carico dei trasgressori.
- [13] ^ In lingua coranica an-naṣāra. È il nome dei Seguaci del Messia, Gesù, figlio di Maria, da Nazaret. Erano Musulmani, in quanto, come Gesù, obbedivano al libro rivelato a Gesù (al-lngīl) e imitavano l’esempio di Gesù, come modello dell’lslàm evangelico. Con l’andar del tempo e con la sua fuoriuscita dall’ambiente monoteistico dei Figli di Israele, alla salvezza dei quali era limitata la missione di Gesù, l’lslàm evangelico si degradò nel culto idolatrico di Gesù, considerato Dio, figlio di Dio, persona di una Uni-trinità divina. Onde evitare il pericolo di equivoci abbiamo usato il termine “nazareno”, nel quale non è implicito il concetto teologico, implicito nel termine “cristiano” (colui che rende a Cristo il culto divino), di una realtà estranea all’lslàm di Gesù e dei suoi primi seguaci.
- [14] ^ Nome di una comunità religiosa, sicuramente monoteistica, di incerta identificazione storica, i cui appartenenti, come Allàh assicura, non avranno problemi nel Giorno del Giudizio. La loro identificazione storica nel tempo e geografica nello spazio sono assolutamente irrilevanti ai fini della salvezza dal fuoco, per cui sono inutili tutte le illazioni fatte in proposito.
- [15] ^ È la traduzione di al-thūr. È il nome della montagna dove Mosè ricevette da Allàh il testo scritto della Toràh per i Figli di Israele, sulla testa dei quali Allàh sollevò la montagna come segno, per autenticare la provenienza divina della legge e pretenderne l’obbedienza.
- [16] ^ È il nome coranico della vergine madre di Gesù, il Messia, il figlio di Maria. Figlia di ‘lmrān e appartenente alla discendenza di Aronne. A lei è intitolata la Sura diciannovesima del Sublime Corano.
- [17] ^ È la traduzione di al-thūr. È il nome della montagna dove Mosè ricevette da Allàh il testo scritto della Toràh per i Figli di Israele, sulla testa dei quali Allàh sollevò la montagna come segno, per autenticare la provenienza divina della legge e pretenderne l’obbedienza.
- [18] ^ È il nome del profeta-re dei Figli di Israele, meglio noto in Italia come Re Salomone. Figlio di Davide, a cui succedette sul trono di Israele.
- [19] ^ Sono i nomi di due Angeli, i quali chiesero ad Allàh di prendere forma umana e vivere in mezzo agli uomini a Babilonia (Bàbel). Allàh concesse loro di trasformarsi in uomini. Persero l’impeccabilità angelica e caddero in peccato. Come insegna il Sublime Corano, presero ad ammaestrare gli uomini nella magia, ma non lo facevano senza aver prima avvertito del maleficio in essa contenuto gli apprendisti della loro arte e averli invitati a non allontanarsi dalla religione.
- [20] ^ Ra’ày-nā wa nzùr-nā. Sono due voci verbali che derivano da due verbi, il cui significato è il medesimo: “dedicare del tempo”: “dedicaci del tempo”. Con una lieve variazione fonetica la prima voce verbale costituisce un grave insulto e per questo i fedeli vengono invitati a non usare un verbo che detto malamente potrebbe offendere il Profeta, come erano soliti fare gli Ebrei di Medina, i quali offendevano a man salva il Profeta, senza poter essere puniti per la loro offesa, a causa della ambiguità della parola. Con l’invito ai fedeli di usare termini, su cui non si possa giocare a rimpiattino, Allàh mette in risalto la perfidia giudaica.
- [21] ^ Ra’ày-nā wa nzùr-nā. Sono due voci verbali che derivano da due verbi, il cui significato è il medesimo: “dedicare del tempo”: “dedicaci del tempo”. Con una lieve variazione fonetica la prima voce verbale costituisce un grave insulto e per questo i fedeli vengono invitati a non usare un verbo che detto malamente potrebbe offendere il Profeta, come erano soliti fare gli Ebrei di Medina, i quali offendevano a man salva il Profeta, senza poter essere puniti per la loro offesa, a causa della ambiguità della parola. Con l’invito ai fedeli di usare termini, su cui non si possa giocare a rimpiattino, Allàh mette in risalto la perfidia giudaica.
- [22] ^ “Al-Yahūd” nel testo coranico. Seguaci del Giudaismo, che è una contraffazione della religione islamica contenuta nella Toràh, la Legge rivelata a Mosè sul Monte Sinai.
- [23] ^ In lingua coranica an-naṣāra. È il nome dei Seguaci del Messia, Gesù, figlio di Maria, da Nazaret. Erano Musulmani, in quanto, come Gesù, obbedivano al libro rivelato a Gesù (al-lngīl) e imitavano l’esempio di Gesù, come modello dell’lslàm evangelico. Con l’andar del tempo e con la sua fuoriuscita dall’ambiente monoteistico dei Figli di Israele, alla salvezza dei quali era limitata la missione di Gesù, l’lslàm evangelico si degradò nel culto idolatrico di Gesù, considerato Dio, figlio di Dio, persona di una Uni-trinità divina. Onde evitare il pericolo di equivoci abbiamo usato il termine “nazareno”, nel quale non è implicito il concetto teologico, implicito nel termine “cristiano” (colui che rende a Cristo il culto divino), di una realtà estranea all’lslàm di Gesù e dei suoi primi seguaci.
- [24] ^ “Al-Yahūd” nel testo coranico. Seguaci del Giudaismo, che è una contraffazione della religione islamica contenuta nella Toràh, la Legge rivelata a Mosè sul Monte Sinai.
- [25] ^ In lingua coranica an-naṣāra. È il nome dei Seguaci del Messia, Gesù, figlio di Maria, da Nazaret. Erano Musulmani, in quanto, come Gesù, obbedivano al libro rivelato a Gesù (al-lngīl) e imitavano l’esempio di Gesù, come modello dell’lslàm evangelico. Con l’andar del tempo e con la sua fuoriuscita dall’ambiente monoteistico dei Figli di Israele, alla salvezza dei quali era limitata la missione di Gesù, l’lslàm evangelico si degradò nel culto idolatrico di Gesù, considerato Dio, figlio di Dio, persona di una Uni-trinità divina. Onde evitare il pericolo di equivoci abbiamo usato il termine “nazareno”, nel quale non è implicito il concetto teologico, implicito nel termine “cristiano” (colui che rende a Cristo il culto divino), di una realtà estranea all’lslàm di Gesù e dei suoi primi seguaci.
- [26] ^ Uno dei nomi dell’Inferno: fuoco fiammeggiante.
- [27] ^ “Al-Yahūd” nel testo coranico. Seguaci del Giudaismo, che è una contraffazione della religione islamica contenuta nella Toràh, la Legge rivelata a Mosè sul Monte Sinai.
- [28] ^ In lingua coranica an-naṣāra. È il nome dei Seguaci del Messia, Gesù, figlio di Maria, da Nazaret. Erano Musulmani, in quanto, come Gesù, obbedivano al libro rivelato a Gesù (al-lngīl) e imitavano l’esempio di Gesù, come modello dell’lslàm evangelico. Con l’andar del tempo e con la sua fuoriuscita dall’ambiente monoteistico dei Figli di Israele, alla salvezza dei quali era limitata la missione di Gesù, l’lslàm evangelico si degradò nel culto idolatrico di Gesù, considerato Dio, figlio di Dio, persona di una Uni-trinità divina. Onde evitare il pericolo di equivoci abbiamo usato il termine “nazareno”, nel quale non è implicito il concetto teologico, implicito nel termine “cristiano” (colui che rende a Cristo il culto divino), di una realtà estranea all’lslàm di Gesù e dei suoi primi seguaci.
- [29] ^ È il nome coranico di Abramo, il Padre dei Profeti È protagonista di racconti biblici nella letteratura religiosa del giudaismo e del cristianesimo. Padre di due Profeti fondamentali nella storia dell’lslàm: il profeta Ismā’īl e il profeta Isḥāq. Suo padre si chiamava Azar, un mesopotamico fabbricatore di idoli. I sacerdoti del politeismo idolatrico del suo paese lo misero al rogo, ma Allàh, l’Altissimo, lo salvò con un miracolo. Emigrò dalla sua Terra, trasferendosi nella Terra di Canān (Palestina). Fu nel Ḥigiāz per ordine di Allàh e ivi abbandonò la moglie Agar e il figlioletto lsmā’īl. Una seconda volta vi si recò quando Allàh gli chiese come vittima per un sacrificio cruento il suo stesso figlioletto unigenito. La terza volta vi si recò per edificare la nobile Kà’bah nella valle di Bakka, con l’aiuto del figlio, su ambedue la pace.
- [30] ^ È il nome del Santuario a forma di cubo edificato dal Profeta Abramo, per ordine di Allàh, con la collaborazione di suo figlio lsmaele. Fu costruita nella valle di Bakka, che si trova nel cuore del Ḥigiāz, una regione che si affaccia sul Mar Rosso, nella zona centrale della penisola araba. Le sue dimensioni sono: lunghezza 12 m.; larghezza 10 m. e altezza 15 m. Nello spigolo Est, ad altezza d’uomo, si trova la Pietra nera, la cui funzione è quella di regolare il movimento dei pellegrini, indicando il punto di inizio e di fine della circumambulazione (al-tawwàf), che consiste in sette giri in senso antiorario del Santuario. La nobile Ka’bah è la Casa di Allàh, il punto di riferimento verso il quale si orientano tutti i Musulmani del mondo, quando eseguono il rito di adorazione.
- [31] ^ È il nome del Santuario a forma di cubo edificato dal Profeta Abramo, per ordine di Allàh, con la collaborazione di suo figlio lsmaele. Fu costruita nella valle di Bakka, che si trova nel cuore del Ḥigiāz, una regione che si affaccia sul Mar Rosso, nella zona centrale della penisola araba. Le sue dimensioni sono: lunghezza 12 m.; larghezza 10 m. e altezza 15 m. Nello spigolo Est, ad altezza d’uomo, si trova la Pietra nera, la cui funzione è quella di regolare il movimento dei pellegrini, indicando il punto di inizio e di fine della circumambulazione (al-tawwàf), che consiste in sette giri in senso antiorario del Santuario. La nobile Ka’bah è la Casa di Allàh, il punto di riferimento verso il quale si orientano tutti i Musulmani del mondo, quando eseguono il rito di adorazione.
- [32] ^ L’accento cade sulla “u” che va pronunciata lunga. Figlio di lsacco [Isḥāq] e nipote di Abramo [Ibrāhīm], su tutti e tre la pace. È il capostipite e l’eponimo dei “figli d’Israele”, avendo assunto il nome di lsrā‹īl. Padre di Giuseppe Yūsuf e dei suoi fratelli. Emigrò con la famiglia dalla Terra di Canān in Mìṣr [Egitto].
- [33] ^ L’accento cade sulla “u” che va pronunciata lunga. Figlio di lsacco [Isḥāq] e nipote di Abramo [Ibrāhīm], su tutti e tre la pace. È il capostipite e l’eponimo dei “figli d’Israele”, avendo assunto il nome di lsrā‹īl. Padre di Giuseppe Yūsuf e dei suoi fratelli. Emigrò con la famiglia dalla Terra di Canān in Mìṣr [Egitto].
- [34] ^ Termine indicante il soggetto che ha autorità e titolo per dettare norme di comportamento e ricevere obbedienza.
- [35] ^ Si legge is-hàq (e non isciàq) con la “a” lunga. È il nome del profeta Isacco, figlio di Abramo e di Sara. Padre di Giacobbe, detto Israele, e, quindi, primo antenato, dopo Abramo, dei discendenti di Israele, chiamati Banū Isrā’īl.
- [36] ^ “Al-Yahūd” nel testo coranico. Seguaci del Giudaismo, che è una contraffazione della religione islamica contenuta nella Toràh, la Legge rivelata a Mosè sul Monte Sinai.
- [37] ^ In lingua coranica an-naṣāra. È il nome dei Seguaci del Messia, Gesù, figlio di Maria, da Nazaret. Erano Musulmani, in quanto, come Gesù, obbedivano al libro rivelato a Gesù (al-lngīl) e imitavano l’esempio di Gesù, come modello dell’lslàm evangelico. Con l’andar del tempo e con la sua fuoriuscita dall’ambiente monoteistico dei Figli di Israele, alla salvezza dei quali era limitata la missione di Gesù, l’lslàm evangelico si degradò nel culto idolatrico di Gesù, considerato Dio, figlio di Dio, persona di una Uni-trinità divina. Onde evitare il pericolo di equivoci abbiamo usato il termine “nazareno”, nel quale non è implicito il concetto teologico, implicito nel termine “cristiano” (colui che rende a Cristo il culto divino), di una realtà estranea all’lslàm di Gesù e dei suoi primi seguaci.
- [38] ^ È il nome coranico del profeta Ismaele, figlio di Abramo e fratello di Isacco. Capostipite degli Arabi, perciò detti anche Ismaeliti, i quali, essendo lsmaele figlio di Agar, principessa egiziana, vengono detti anche Agareni. Collaborò con il padre alla costruzione della Nobile Ka’bah e un muretto ad arco nei pressi del Santuario cubico (higr lsmā‹īl) ne commemora l’impresa santa. La sua vita fu chiesta in sacrificio da Allàh ad Abramo ed egli, quando il padre lo informò del volere divino, si dichiarò pronto a farsi sacrificare per obbedire ad Allàh. Allàh, sia gloria a Lui l’Altissimo, dopo aver verificato la fedeltà dei Suoi due servi, revocò l’ordine del sacrificio umano e Si fece sacrificare da Abramo un montone. L’episodio viene commemorato il 10 di dhū-l-hìggiah, con la Festa del Sacrificio.
- [39] ^ L’accento cade sulla “u” che va pronunciata lunga. Figlio di lsacco [Isḥāq] e nipote di Abramo [Ibrāhīm], su tutti e tre la pace. È il capostipite e l’eponimo dei “figli d’Israele”, avendo assunto il nome di lsrā‹īl. Padre di Giuseppe Yūsuf e dei suoi fratelli. Emigrò con la famiglia dalla Terra di Canān in Mìṣr [Egitto].
- [40] ^ È il nome coranico di Gesù. ll nome completo è: Il Messia Gesù, figlio di Maria. È creatura umana, a cui Allàh ha dato esistenza miracolosamente, alitando nel grembo di Maria, figlia di Imràn, un Suo Verbo. È Segno dell’Onnipotenza divina. È segno dell’imminenza dell’Ora (della fine del mondo). Fu esecutore di miracoli, di cui Allàh fu l’Autore. La sua crocifissione fu illusoria, poiché Allàh lo sottrasse al complotto omicida della classe dirigente israelita del tempo, facendolo ascendere al cielo. Il suo status teologico è quello di Servo di Allàh, Suo Profeta e Apostolo. Il Libro rivelato del quale egli portò il Messaggio ai Figli di Israele è AL-INGIL, contenente, tra l’altro, l’annuncio della Missione profetica universale che Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, avrebbe affidato a Muḥàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria.
- [41] ^ L’accento cade sulla “u” che va pronunciata lunga. Figlio di lsacco [Isḥāq] e nipote di Abramo [Ibrāhīm], su tutti e tre la pace. È il capostipite e l’eponimo dei “figli d’Israele”, avendo assunto il nome di lsrā‹īl. Padre di Giuseppe Yūsuf e dei suoi fratelli. Emigrò con la famiglia dalla Terra di Canān in Mìṣr [Egitto].
- [42] ^ “Al-Yahūd” nel testo coranico. Seguaci del Giudaismo, che è una contraffazione della religione islamica contenuta nella Toràh, la Legge rivelata a Mosè sul Monte Sinai.
- [43] ^ In lingua coranica an-naṣāra. È il nome dei Seguaci del Messia, Gesù, figlio di Maria, da Nazaret. Erano Musulmani, in quanto, come Gesù, obbedivano al libro rivelato a Gesù (al-lngīl) e imitavano l’esempio di Gesù, come modello dell’lslàm evangelico. Con l’andar del tempo e con la sua fuoriuscita dall’ambiente monoteistico dei Figli di Israele, alla salvezza dei quali era limitata la missione di Gesù, l’lslàm evangelico si degradò nel culto idolatrico di Gesù, considerato Dio, figlio di Dio, persona di una Uni-trinità divina. Onde evitare il pericolo di equivoci abbiamo usato il termine “nazareno”, nel quale non è implicito il concetto teologico, implicito nel termine “cristiano” (colui che rende a Cristo il culto divino), di una realtà estranea all’lslàm di Gesù e dei suoi primi seguaci.
- [44] ^ Al-màsgid al-ḥarām. È il vasto cortile, al centro (circa) del quale si erge la Nobile Ka’bah e ha un perimetro quadrangolare costituito da portici. In esso si trovano, oltre alla Nobile Ka’bah, il “muretto di lsmaele”, “la stazione di Abramo” e “la fonte di zàmzam”.
- [45] ^ Con l’accento sulla seconda, che deve essere pronunciata lunga. È il plurale regolare femminile della parola araba “àyah”, che significa “segno”. Si intende con la parola “àyah” una unità elementare di “Rivelazione coranica”. Quando si parla del Sublime Corano è meglio usare la parola “àyah” e “ayāt” invece delle parole “versetto” o “versetti”, per evitare il ricorso a parole che sono in uso nei riferimenti e nelle citazioni delle scritture vetero - e neo - testamentarie.
- [46] ^ Al-màsgid al-ḥarām. È il vasto cortile, al centro (circa) del quale si erge la Nobile Ka’bah e ha un perimetro quadrangolare costituito da portici. In esso si trovano, oltre alla Nobile Ka’bah, il “muretto di lsmaele”, “la stazione di Abramo” e “la fonte di zàmzam”.
- [47] ^ Al-màsgid al-ḥarām. È il vasto cortile, al centro (circa) del quale si erge la Nobile Ka’bah e ha un perimetro quadrangolare costituito da portici. In esso si trovano, oltre alla Nobile Ka’bah, il “muretto di lsmaele”, “la stazione di Abramo” e “la fonte di zàmzam”.
- [48] ^ Sono i nomi di due piccole alture nei pressi della nobile Ka’bah, tra le quali si svolge al-sà’y, consistente in un andata-e-ritorno con inizio a Safā e fine a Marwah al settimo percorso. È la commemorazione dell’lslàm di Agar, la moglie di Abramo, quando, dopo essere stata lasciata da Abramo per ordine di Allàh nella valle di Bakka, si abbandonò fiduciosa ad Allàh riguardo alla salvezza sua e del figlioletto lsmaele, dopo aver invano cercato acqua correndo tra le due alture.
- [49] ^ Il Pellegrinaggio (al-hàgg) è il 5° pilastro dell’lslàm, come risulta dall’insegnamento del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, quando spiegò che l’lslàm si fonda su cinque (pilastri): [professione di fede che non c’è divinità tranne Allàh e che Muhàmmad è l’Apostolo di Allàh; esecuzione del rito di adorazione; pagamento dell’imposta coranica, digiuno di Ramaḍān e Pellegrinaggio alla Casa, obbligatorio per chi ne abbia le possibilità]. I riti e le cerimonie si eseguono nell’ordine esemplificato dal Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, durante il suo Pellegrinaggio, poi detto dell’Addio, in base all’insegnamento profetico: “Fate il Pellegrinaggio con le modalità con cui l’ho fatto io”. Si esegue nei “mesi del Pellegrinaggio”, ma si conclude nei giorni 9 e 10 dell’ultimo mese dell’anno lunare. Il suo momento essenziale è la sosta nella piana di ‘àrafah. Disse il Profeta: “il Pellegrinaggio è ‘àrafah”. Il giorno 9 dell’ultimo mese dell’anno lunare (dhū-l-hìggiah). La ‘ùmrah è un mini-Pellegrinaggio, che si può fare in ogni giorno dell’anno e consiste in una circumambulazione della Ka’bah e nella corsa tra Safa e Marwa (al-sa’y).
- [50] ^ Termine indicante il soggetto che ha autorità e titolo per dettare norme di comportamento e ricevere obbedienza.
- [51] ^ Al-màsgid al-ḥarām. È il vasto cortile, al centro (circa) del quale si erge la Nobile Ka’bah e ha un perimetro quadrangolare costituito da portici. In esso si trovano, oltre alla Nobile Ka’bah, il “muretto di lsmaele”, “la stazione di Abramo” e “la fonte di zàmzam”.
- [52] ^ Nel calendario islamico (lunare), ci sono quattro mesi sacri; essi sono: Muḥàrram (1°), Ràgiab (7°), Dhū-l-qà’dā (11°) e Dhū-l-ḥìggiah (12°). In questi mesi era interdetta ogni forma di ostilità, ma nel caso di aggressione da parte dei nemici dell’lslàm, in violazione dell’interdetto, i Musulmani erano autorizzati a respingere l’aggressione con la forza.
- [53] ^ Al-màsgid al-ḥarām. È il vasto cortile, al centro (circa) del quale si erge la Nobile Ka’bah e ha un perimetro quadrangolare costituito da portici. In esso si trovano, oltre alla Nobile Ka’bah, il “muretto di lsmaele”, “la stazione di Abramo” e “la fonte di zàmzam”.
- [54] ^ Termine con il quale si designa tutto ciò che è espressamente vietato.
- [55] ^ Località tra la piana di ‘àrafah e la valle di Mina. Vi si erge al-mašhar al-harām (il sacro monumento), che è una altura, ai piedi della quale i pellegrini raccolgono le pietruzze per la lapidazione di Satana, dopo aver eseguito uniti i riti del tramonto e quello della notte.
- [56] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
- [57] ^ Nel calendario islamico (lunare), ci sono quattro mesi sacri; essi sono: Muḥàrram (1°), Ràgiab (7°), Dhū-l-qà’dā (11°) e Dhū-l-ḥìggiah (12°). In questi mesi era interdetta ogni forma di ostilità, ma nel caso di aggressione da parte dei nemici dell’lslàm, in violazione dell’interdetto, i Musulmani erano autorizzati a respingere l’aggressione con la forza.
- [58] ^ Al-màsgid al-ḥarām. È il vasto cortile, al centro (circa) del quale si erge la Nobile Ka’bah e ha un perimetro quadrangolare costituito da portici. In esso si trovano, oltre alla Nobile Ka’bah, il “muretto di lsmaele”, “la stazione di Abramo” e “la fonte di zàmzam”.
- [59] ^ (Con l’accento sulla “u”, che è lunga). Re costituito da Allàh per mezzo di un Suo Profeta sui figli di Israele durante il loro conflitto con i Filistei. Condusse una piccola armata contro la grande armata filistea comandata da Gialūt. Allàh diede la vittoria ai Figli di Israele, dopo che Davide ebbe ucciso Golia. Suo successore nel regno fu Davide.
- [60] ^ Hārūn con la u lunga - Aronne, Profeta e Inviato di Allàh, fratello di Mosè e suo compagno nella missione loro affidata da Allàh al fine di liberare i Figli di Israele dal dominio di Faraone, su ambedue la pace.
- [61] ^ (Con l’accento sulla “u”, che è lunga). Re costituito da Allàh per mezzo di un Suo Profeta sui figli di Israele durante il loro conflitto con i Filistei. Condusse una piccola armata contro la grande armata filistea comandata da Gialūt. Allàh diede la vittoria ai Figli di Israele, dopo che Davide ebbe ucciso Golia. Suo successore nel regno fu Davide.
- [62] ^ Davide Inviato-Profeta di Allàh ai Figli d’Israele e loro Re, su lui la pace. Succedette a Ṭālūt Saul sul trono d’Israele, dopo la vittoria su Giālūt Golia e il suo esercito. Ricevette da Allàh la Rivelazione del libro “Al-Zabūr”, il libro dei Salmi.
- [63] ^ Con l’accento sulla seconda, che deve essere pronunciata lunga. È il plurale regolare femminile della parola araba “àyah”, che significa “segno”. Si intende con la parola “àyah” una unità elementare di “Rivelazione coranica”. Quando si parla del Sublime Corano è meglio usare la parola “àyah” e “ayāt” invece delle parole “versetto” o “versetti”, per evitare il ricorso a parole che sono in uso nei riferimenti e nelle citazioni delle scritture vetero - e neo - testamentarie.
- [64] ^ Termine indicante il soggetto che ha autorità e titolo per dettare norme di comportamento e ricevere obbedienza.
- [65] ^ La parola indica tutto ciò che viene dato o preso in più rispetto a un capitale che ha formato oggetto di prestito. Ogni pattuizione in tal senso, nell’lslàm è proibito tassativamente farla. Non c’è nella legge islamica la differenziazione tra interessi (legali, convenzionali) e usura. Ogni ricompensa per l’uso o il consumo di un capitale è illecita, quale che ne sia l’ammontare.
- [66] ^ L’imposta coranica che - dopo essere stata raccolta (nella misura del 2,50 % di ogni cespite tassabile superiore al minimo imponibile, trascorso un anno senza impiego dal momento della sua entrata nel patrimonio del debitore d’imposta - deve essere destinata ai beneficiari indicati dal Sublime Corano.











