

Sura XLVI
Al-’Ahqâf [1]
Sura 46
Pre-Eg. n. 66 (a parte i verss. 10. 15, 35). Di 35 versetti. Il nome della sura deriva dal vers. 21.
La traduzione Bausani non ha testi importati per la sura 46 (controllare l'import: al momento sono disponibili principalmente le sure 100–114).
تَنزيلُ الكِتٰبِ مِنَ اللَّهِ العَزيزِ الحَكيمِ
La rivelazione del Libro proviene da Allah, l’Eccelso, il Saggio.
- Hamza P.
- Hamza P.
È rivelazione del libro che viene da Dio, il Potente, il Saggio.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
La discesa (Rivelazione) del Libro (proviene) da Allàh al-’azīz (il Possente), il Sapiente.
- Pasquini
- Pasquini
ما خَلَقنَا السَّمٰوٰتِ وَالأَرضَ وَما بَينَهُما إِلّا بِالحَقِّ وَأَجَلٍ مُسَمًّى وَالَّذينَ كَفَروا عَمّا أُنذِروا مُعرِضونَ
Non creammo i cieli e la terra e quel che vi è frammezzo se non con verità e fino ad un termine stabilito, ma i miscredenti non badano a ciò di cui sono stati avvertiti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Noi abbiamo creato i cieli e la terra e quel che è in mezzo in tutta verità e con un termine noto, ma i miscredenti si allontanano dall’avvertimento che è loro rivolto. [3]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Noi non creammo i cieli, la Terra e ciò che esiste tra essi due (come li creammo), se non per (far apparire chiaramente) la Verità (dell’Onnipotenza e dell’Unicità divina) e per un tempo determinato (nella sua durata), ma coloro che rifiutano di credere, se ne stanno alla larga da quello su cui furono ammoniti.
- Pasquini
- Pasquini
قُل أَرَءَيتُم ما تَدعونَ مِن دونِ اللَّهِ أَرونى ماذا خَلَقوا مِنَ الأَرضِ أَم لَهُم شِركٌ فِى السَّمٰوٰتِ ائتونى بِكِتٰبٍ مِن قَبلِ هٰذا أَو أَثٰرَةٍ مِن عِلمٍ إِن كُنتُم صٰدِقينَ
Di’: «Guardate coloro che invocate all’infuori di Allah. Mostratemi quel che hanno creato della terra. Oppure è nei cieli che sono associati [ad Allah] [3] ? Se siete sinceri, portate una Scrittura anteriore a questa, o una traccia di scienza».
- Hamza P.
- Hamza P.
Di’: «Cosa ne pensate? Quelli che voi invocate anziché Dio, fatemi vedere cosa hanno creato della terra; oppure hanno partecipato alla creazione dei cieli? E portatemi un libro anteriore a questo, o qualche traccia di scienza, se siete sinceri». [4]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Di’: “Che ne direste di mostrarmi quale parte della Terra hanno creato coloro che voi invocate invece di Allàh?”. Oppure: “Hanno essi forse condominio nei cieli? Portatemi un libro prima di questo o una traccia di conoscenza, se siete veritieri!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَمَن أَضَلُّ مِمَّن يَدعوا مِن دونِ اللَّهِ مَن لا يَستَجيبُ لَهُ إِلىٰ يَومِ القِيٰمَةِ وَهُم عَن دُعائِهِم غٰفِلونَ
E chi è più sviato di colui che invoca, all’infuori di Allah, chi non saprà rispondergli fino al Giorno della Resurrezione? Essi non hanno neppure coscienza dell’invocazione che viene loro rivolta,
- Hamza P.
- Hamza P.
Chi è più traviato di chi invoca all’infuori di Dio qualcuno che non potrà rispondergli fino al giorno della resurrezione e non fa caso alle suppliche?
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E chi mai è più fuorviato di chi invoca, al posto di Allàh, qualcuno che non gli risponderà fino al Giorno della Resurrezione, cioè divinità che sono incuranti delle loro invocazioni?
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذا حُشِرَ النّاسُ كانوا لَهُم أَعداءً وَكانوا بِعِبادَتِهِم كٰفِرينَ
e quando gli uomini saranno riuniti, saranno loro nemici e rinnegheranno la loro adorazione.
- Hamza P.
- Hamza P.
Nel giorno in cui tutti gli uomini saranno radunati, gli idoli saranno nemici per costoro, e rinnegheranno il culto che hanno ricevuto.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quando gli uomini saranno riuniti (nel Giorno del Giudizio) esse (le divinità da loro adorate all’infuori di Allàh) saranno loro nemiche e rinnegheranno le loro adorazioni.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذا تُتلىٰ عَلَيهِم ءايٰتُنا بَيِّنٰتٍ قالَ الَّذينَ كَفَروا لِلحَقِّ لَمّا جاءَهُم هٰذا سِحرٌ مُبينٌ
Quando vengono recitati loro i Nostri versetti espliciti, i miscredenti dicono della verità che viene ad essi: «È magia evidente».
- Hamza P.
- Hamza P.
Quando odono recitare i Nostri segni chiari, quelli che rinnegano la verità una volta che è giunta dicono: «È magia chiara».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quando vengono recitati i Nostri Segni evidenti, coloro i quali rifiutano di credere dicono, a proposito della Verità, quando viene portata loro: “Questa è una magia evidente!”.
- Pasquini
- Pasquini
أَم يَقولونَ افتَرىٰهُ قُل إِنِ افتَرَيتُهُ فَلا تَملِكونَ لى مِنَ اللَّهِ شَيـًٔا هُوَ أَعلَمُ بِما تُفيضونَ فيهِ كَفىٰ بِهِ شَهيدًا بَينى وَبَينَكُم وَهُوَ الغَفورُ الرَّحيمُ
Oppure dicono: «L’ha inventato lui». Di’: «Se l’avessi inventato io, non potreste fare nulla per me contro [la punizione di] Allah. Egli ben conosce quello che propalate ed è testimone sufficiente tra me e voi». Egli è il Perdonatore, il Misericordioso.
- Hamza P.
- Hamza P.
Oppure dicono: «Lo ha inventato lui». Rispondi: «Se lo avessi inventato io, voi non potreste nulla presso Dio a mio favore, ma Dio conosce i discorsi che diffondete ed è testimone sufficiente tra noi e voi, Egli è l’Indulgente, il Compassionevole».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Oppure: “L’ha inventato lui!”, essi dicono? Di’: “Se fosse una mia invenzione, voi non potreste far nulla per proteggermi dalla collera di Allàh, ma Egli conosce benissimo ciò che voi divulgate riguardo a esso (il Sublime Corano)! Bastevole tra me e voi, come Testimone, è Lui! Egli è Perdonatore e Clementissimo”.
- Pasquini
- Pasquini
قُل ما كُنتُ بِدعًا مِنَ الرُّسُلِ وَما أَدرى ما يُفعَلُ بى وَلا بِكُم إِن أَتَّبِعُ إِلّا ما يوحىٰ إِلَىَّ وَما أَنا۠ إِلّا نَذيرٌ مُبينٌ
Di’: «Non costituisco un’innovazione [4] rispetto agli inviati né conosco quel che avverrà a me e a voi [5] . Non faccio che seguire quello che mi è stato rivelato. Non sono che un ammonitore esplicito».
- Hamza P.
- Hamza P.
Di’: «Io non sono un innovatore tra i messaggeri, e non so cosa avverrà di me e di voi. Seguo soltanto quel che mi è rivelato, altro non sono che un chiaro ammonitore.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Di’: “Io non sono una novità (come incaricato di una missione apostolica), non so che si farà di me, né di voi! Io non seguo che ciò che mi è stato rivelato e io altro non sono che un chiaro ammonitore”.
- Pasquini
- Pasquini
قُل أَرَءَيتُم إِن كانَ مِن عِندِ اللَّهِ وَكَفَرتُم بِهِ وَشَهِدَ شاهِدٌ مِن بَنى إِسرٰءيلَ عَلىٰ مِثلِهِ فَـٔامَنَ وَاستَكبَرتُم إِنَّ اللَّهَ لا يَهدِى القَومَ الظّٰلِمينَ
Di’: «Ma non vedete? Se esso viene da Allah [6] e voi non credete in esso, mentre un testimone dei Figli di Israele [7] conferma la sua conformità e crede, mentre voi lo rifiutate per orgoglio…?».
In verità Allah non guida gli ingiusti.
- Hamza P.
In verità Allah non guida gli ingiusti.
- Hamza P.
Cosa ne pensate? E se questo libro, in cui voi non credete, venisse davvero da Dio? E se uno dei figli di Israele testimoniasse della sua conformità alle altre scritture e vi prestasse fede, mentre voi siete pieni di superbia?». Dio non guida i colpevoli. [10]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Di’: “Se esso (il Sublime Corano) viene da presso Allàh e voi rifiutate di credere, che ne direste? Rese testimonianza (riguardo al Corano) un appartenente ai figli di Israele (sulla sua provenienza divina) e credette. E voi, invece, fate gli arroganti. In verità, Allàh non guida il popolo dei trasgressori”.
- Pasquini
- Pasquini
وَقالَ الَّذينَ كَفَروا لِلَّذينَ ءامَنوا لَو كانَ خَيرًا ما سَبَقونا إِلَيهِ وَإِذ لَم يَهتَدوا بِهِ فَسَيَقولونَ هٰذا إِفكٌ قَديمٌ
I miscredenti dicono ai credenti: «Se esso [8] fosse un bene, costoro non ci avrebbero preceduto» [9] . Siccome non sono affatto guidati [10] , diranno: «Questa non è che una vecchia menzogna».
- Hamza P.
- Hamza P.
I miscredenti dicono dei credenti: «Se questo libro fosse cosa buona, non lo avrebbero accolto prima di noi». E, poiché non si fanno guidare dal libro, diranno: «È una menzogna antica». [11]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Coloro i quali rifiutano di credere, dicono a coloro che credono: “Se (il Corano) fosse cosa buona, non ci avrebbero preceduto!”. E, quando non si lasciano guidare da esso, dicono: “Questa è una menzogna di vecchia data!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَمِن قَبلِهِ كِتٰبُ موسىٰ إِمامًا وَرَحمَةً وَهٰذا كِتٰبٌ مُصَدِّقٌ لِسانًا عَرَبِيًّا لِيُنذِرَ الَّذينَ ظَلَموا وَبُشرىٰ لِلمُحسِنينَ
Prima di esso c’era la Scrittura di Mosè, guida e misericordia. Questo Libro ne è la conferma, in lingua araba, per ammonire gli ingiusti ed essere lieta novella per coloro che fanno il bene.
- Hamza P.
- Hamza P.
Prima, il libro di Mosè è stato direzione e grazia; e questo è un libro di conferma, in lingua araba, che ammonisce chi ha agito ingiustamente e dà lieto annuncio ai buoni. [12]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Prima di esso (il Corano) il Libro di Mūsā (è stato fatto scendere) come guida e misericordia! Questo è un Libro in lingua araba, per ammonire coloro che trasgrediscono e come buona novella per i bene operanti!
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّ الَّذينَ قالوا رَبُّنَا اللَّهُ ثُمَّ استَقٰموا فَلا خَوفٌ عَلَيهِم وَلا هُم يَحزَنونَ
Sì, coloro che dicono: «Il nostro Signore è Allah!» e agiscono rettamente non avranno nulla da temere e non saranno afflitti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quelli che dicono: «Il nostro Signore è Dio» e poi si comportano rettamente non patiranno timore né tristezza: [13]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
In verità, per coloro che dicono: “Allàh è il nostro Signore!” e dopo si comportano rettamente, non ci sarà (nel Giorno del Giudizio) spavento, né essi saranno contristati!
- Pasquini
- Pasquini
أُولٰئِكَ أَصحٰبُ الجَنَّةِ خٰلِدينَ فيها جَزاءً بِما كانوا يَعمَلونَ
Essi saranno i compagni del Giardino, in cui rimarranno in perpetuo, compenso per quel che avranno fatto.
- Hamza P.
- Hamza P.
sono quelli del giardino, dove resteranno in eterno come premio per quel che hanno compiuto.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quelli sono i compagni del Paradiso, luogo in cui rimarranno in eterno, come ricompensa per quello che facevano.
- Pasquini
- Pasquini
وَوَصَّينَا الإِنسٰنَ بِوٰلِدَيهِ إِحسٰنًا حَمَلَتهُ أُمُّهُ كُرهًا وَوَضَعَتهُ كُرهًا وَحَملُهُ وَفِصٰلُهُ ثَلٰثونَ شَهرًا حَتّىٰ إِذا بَلَغَ أَشُدَّهُ وَبَلَغَ أَربَعينَ سَنَةً قالَ رَبِّ أَوزِعنى أَن أَشكُرَ نِعمَتَكَ الَّتى أَنعَمتَ عَلَىَّ وَعَلىٰ وٰلِدَىَّ وَأَن أَعمَلَ صٰلِحًا تَرضىٰهُ وَأَصلِح لى فى ذُرِّيَّتى إِنّى تُبتُ إِلَيكَ وَإِنّى مِنَ المُسلِمينَ
Abbiamo ordinato all’uomo la bontà verso i genitori: sua madre lo ha portato con fatica e con fatica lo ha partorito. Gravidanza e svezzamento durano trenta mesi. Quando raggiunge la maturità ed è giunto ai quarant’anni dice: «Signore, dammi modo di renderti grazia del favore di cui hai colmato me e i miei genitori, affinché compia il bene di cui Ti compiaci e concedimi una discendenza onesta. Io mi volgo pentito a Te e sono uno dei sottomessi».
- Hamza P.
- Hamza P.
Abbiamo prescritto all’uomo bontà verso i suoi genitori. Sua madre lo ha portato in grembo con fatica, e con fatica lo ha partorito; la gestazione e lo svezzamento sono durati trenta mesi finché, raggiunta la maturità e raggiunti i quarant’anni, egli ha detto: «Signore, permettimi di ringraziarTi per il favore che hai concesso a me e ai miei genitori, permettimi di fare il bene che Ti soddisferà, e favoriscimi nella mia discendenza; a Te mi volgo pentito, sono tra quelli che si sottomettono a Te». [15]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Abbiamo raccomandato all’uomo il buon comportamento verso i suoi due genitori; lo portò in grembo sua madre con disagio e la gravidanza e l’allattameno durarono trenta mesi. Così egli, quando avrà raggiunto la maturità e l’età di quaranta anni, dirà: “Signor mio, concedimi di esser riconoscente, per la Tua grazia, quella che Tu che hai effuso su di me e sui miei due genitori, e di operare il bene, di cui ti compiaci! Trattami bene, inoltre, nella mia discendenza! In verità, io mi volgo a Te e, in verità, io sono uno dei Musulmani”.
- Pasquini
- Pasquini
أُولٰئِكَ الَّذينَ نَتَقَبَّلُ عَنهُم أَحسَنَ ما عَمِلوا وَنَتَجاوَزُ عَن سَيِّـٔاتِهِم فى أَصحٰبِ الجَنَّةِ وَعدَ الصِّدقِ الَّذى كانوا يوعَدونَ
Accetteremo le loro azioni più belle e sorvoleremo sui loro misfatti. [Saranno] tra i compagni del Giardino. Promessa veritiera fatta a loro.
- Hamza P.
- Hamza P.
Dai credenti Noi accetteremo quel che hanno fatto di meglio senza tenere conto delle loro cattive azioni; saranno tra quelli del giardino, è una promessa di verità che hanno ricevuto. [16]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Coloro dei quali accogliamo il meglio di ciò che fanno e sulle cui cattive azioni sorvoliamo, sono compagni del Paradiso, per la promessa di Verità che fu fatta loro.
- Pasquini
- Pasquini
وَالَّذى قالَ لِوٰلِدَيهِ أُفٍّ لَكُما أَتَعِدانِنى أَن أُخرَجَ وَقَد خَلَتِ القُرونُ مِن قَبلى وَهُما يَستَغيثانِ اللَّهَ وَيلَكَ ءامِن إِنَّ وَعدَ اللَّهِ حَقٌّ فَيَقولُ ما هٰذا إِلّا أَسٰطيرُ الأَوَّلينَ
Quanto invece a colui che dice ai suoi genitori: «Uff… a voi; vorreste promettermi che sarò fatto risorgere, quando già passarono molte generazioni prima di me?», essi invocheranno l’ausilio di Allah [dicendo]: «Guai a te! Credi, ché la promessa di Allah è veritiera».
Risponderà: «Sono le favole degli antichi» [11] .
- Hamza P.
Risponderà: «Sono le favole degli antichi» [11] .
- Hamza P.
Quanto a chi dice ai suoi genitori: «Voi – un malanno vi colga entrambi – mi promettete che sarò risuscitato dopo tante generazioni prima di me?» – e intanto essi implorano l’aiuto di Dio e dicono al figlio: «Guai a te, abbi fede, perché la promessa di Dio è vera», e quello replica: «Sono le favole degli antichi» –
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
C’è chi dice ai suoi due genitori: “Uffa a voi due! Mi promettete che sarò fatto uscire [resusciterò], mentre sono passate le generazioni prima di me?”. I due (genitori) implorano Allàh (di guidare il figlio) e dicono: “Guai a te! Credi! In verità, la promessa di Allàh si avvera!”. Risponde (il figlio): “Questo non sono altro che storielle degli antichi!”.
- Pasquini
- Pasquini
أُولٰئِكَ الَّذينَ حَقَّ عَلَيهِمُ القَولُ فى أُمَمٍ قَد خَلَت مِن قَبلِهِم مِنَ الجِنِّ وَالإِنسِ إِنَّهُم كانوا خٰسِرينَ
Essi sono coloro contro i quali si realizza la sentenza, [come si realizzò] fra le comunità di uomini e di dèmoni che li precedettero: in verità saranno i perdenti.
- Hamza P.
- Hamza P.
quanto a costui e ai suoi simili, contro di loro si avvererà la parola già pronunciata da Dio per le comunità del passato, popoli di jinn e di uomini, e saranno in perdizione.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quelli (che si comportano così) sono coloro per i quali si avverò, nel passato, la parola (di Allàh) per le comunità dei ginn e degli uomini; in verità, furono loro perdenti!
- Pasquini
- Pasquini
وَلِكُلٍّ دَرَجٰتٌ مِمّا عَمِلوا وَلِيُوَفِّيَهُم أَعمٰلَهُم وَهُم لا يُظلَمونَ
Ci saranno gradi [di merito] per ciascuno di loro in base a quello che avranno fatto. [Allah] li compenserà pienamente delle loro opere e non subiranno alcun torto.
- Hamza P.
- Hamza P.
Tutti avranno dei gradi secondo le loro azioni affinché Dio li retribuisca per quanto hanno compiuto; non subiranno alcun torto. [19]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Per ognuno c’è un grado, in relazione a ciò che fecero, (Allàh) li ricompensarà per le loro azioni ed essi non riceveranno torto.
- Pasquini
- Pasquini
وَيَومَ يُعرَضُ الَّذينَ كَفَروا عَلَى النّارِ أَذهَبتُم طَيِّبٰتِكُم فى حَياتِكُمُ الدُّنيا وَاستَمتَعتُم بِها فَاليَومَ تُجزَونَ عَذابَ الهونِ بِما كُنتُم تَستَكبِرونَ فِى الأَرضِ بِغَيرِ الحَقِّ وَبِما كُنتُم تَفسُقونَ
Nel Giorno in cui i miscredenti saranno condotti al Fuoco, [sarà detto loro]: «Avete dissipato i vostri beni nella vita terrena e ne avete goduto. Oggi siete compensati con un castigo avvilente, per l’orgoglio che, senza alcun diritto, manifestavate sulla terra e per la vostra perversione.
- Hamza P.
- Hamza P.
Nel giorno in cui i miscredenti saranno dati in pasto al fuoco, una voce dirà: «Avete dissipato le vostre ricchezze nella vita del mondo e ne avete gioito; ma in questo giorno sarete ricompensati con un castigo umiliante perché siete stati superbi sulla terra senza averne diritto, perché siete stati degli empi».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Il giorno in cui coloro che rifiutano di credere saranno messi in presenza del fuoco (sarà detto loro): “Avete dissipato le vostre cose buone nella vostra vita terrena e ne avete goduto! Oggi, sarete ricompensati con il castigo dell’ignominia, perché senza titolo vi facevate grandi sulla Terra e perché conducevate una vita peccaminosa!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَاذكُر أَخا عادٍ إِذ أَنذَرَ قَومَهُ بِالأَحقافِ وَقَد خَلَتِ النُّذُرُ مِن بَينِ يَدَيهِ وَمِن خَلفِهِ أَلّا تَعبُدوا إِلَّا اللَّهَ إِنّى أَخافُ عَلَيكُم عَذابَ يَومٍ عَظيمٍ
E ricorda il fratello degli ‘Âd [12] , quando ammonì il suo popolo presso al-’Ahqâf [13] ; vennero prima di lui e dopo di lui gli ammonitori. Disse: «Non adorate altri che Allah. Temo per voi il castigo di un Giorno terribile».
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricorda il fratello degli ‘Ad quando ammonì il suo popolo ad al-Aḥqāf – alcuni ammonitori erano già venuti prima di lui, e altri ne vennero in seguito –: «Adorate soltanto Dio; io temo per voi il castigo di un giorno tremendo». [21]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ricorda il fratello degli ‘Ād, quando ammonì il suo popolo ad al-aḥqāf - e già c’erano stati gli ammonitori prima di lui e (e ce ne furono) dopo di lui: “Non adorate che Allàh! In verità, io temo per voi il castigo di un giorno tremendo!”.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا أَجِئتَنا لِتَأفِكَنا عَن ءالِهَتِنا فَأتِنا بِما تَعِدُنا إِن كُنتَ مِنَ الصّٰدِقينَ
Dissero: «Sei venuto per allontanarci dai nostri dèi? Fa’ venire ciò di cui ci minacci, se sei sincero».
- Hamza P.
- Hamza P.
Risposero: «Sei venuto da noi per allontanarci dai nostri dèi? Allora portaci quel che ci hai minacciato, se sei sincero».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Dissero: “Sei forse venuto a noi per farci rinnegare le nostre divinità? Portaci quello che ci prometti, se sei uno di quelli, che dicono la verità!”.
- Pasquini
- Pasquini
قالَ إِنَّمَا العِلمُ عِندَ اللَّهِ وَأُبَلِّغُكُم ما أُرسِلتُ بِهِ وَلٰكِنّى أَرىٰكُم قَومًا تَجهَلونَ
Disse: «La Scienza è solo presso Allah. Io vi comunico ciò con cui sono stato inviato, ma vedo che siete gente ignorante».
- Hamza P.
- Hamza P.
Disse: «La scienza è solo presso Dio; io vi trasmetto il messaggio che mi è stato dato.
Mi accorgo che siete un popolo ignorante». [23]
- Zilio Grandi
Mi accorgo che siete un popolo ignorante». [23]
- Zilio Grandi
Egli disse: “Certamente, la conoscenza (dell’Ora) è presso Allàh e io vi comunico ciò con cui sono stato inviato, però vedo che siete un popolo che ignorate”.
- Pasquini
- Pasquini
فَلَمّا رَأَوهُ عارِضًا مُستَقبِلَ أَودِيَتِهِم قالوا هٰذا عارِضٌ مُمطِرُنا بَل هُوَ مَا استَعجَلتُم بِهِ ريحٌ فيها عَذابٌ أَليمٌ
Quando videro una densa nuvola dirigersi verso le loro valli, dissero: «Ecco una nuvola, sta per piovere». No, è proprio quello che cercavate di affrettare, è un vento che porta seco un doloroso castigo,
- Hamza P.
- Hamza P.
Ed ecco, la videro, una nuvola che attraversava il cielo volando verso le loro valli. Gridarono: «C’è una nuvola, avremo la pioggia!». «No,» disse «è quel che avete sollecitato, un vento carico di tormenti dolorosi [24]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quando lo videro (l’incombente castigo), come nuvola che si affacciava alle loro valli, dissero: “Quella è una nuvola, che ci porta la pioggia!”. “No! (disse l’Apostolo) In verità, (ciò che si sta avvicinando) è ciò di cui avevate chiesto l’accadimento in fretta: un vento - nel quale c’è un castigo doloroso
- Pasquini
- Pasquini
تُدَمِّرُ كُلَّ شَيءٍ بِأَمرِ رَبِّها فَأَصبَحوا لا يُرىٰ إِلّا مَسٰكِنُهُم كَذٰلِكَ نَجزِى القَومَ المُجرِمينَ
che tutto distruggerà per ordine del suo Signore.
Al mattino non erano visibili che [i resti delle] loro case.
Così compensiamo i malvagi.
- Hamza P.
Al mattino non erano visibili che [i resti delle] loro case.
Così compensiamo i malvagi.
- Hamza P.
che sterminerà ogni cosa per ordine del suo Signore.» E il mattino seguente non restava più nulla di loro, solo dimore deserte, così Noi puniamo i malvagi.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
- che sterminerà ogni cosa per ordine del suo Signore!”. Vennero così a trovarsi in una situazione tale che, oggi, nei luoghi dove erano insediati, non si vede nient’altro che le (rovine delle) loro dimore. Così Noi ricompensiamo i malfattori.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَقَد مَكَّنّٰهُم فيما إِن مَكَّنّٰكُم فيهِ وَجَعَلنا لَهُم سَمعًا وَأَبصٰرًا وَأَفـِٔدَةً فَما أَغنىٰ عَنهُم سَمعُهُم وَلا أَبصٰرُهُم وَلا أَفـِٔدَتُهُم مِن شَيءٍ إِذ كانوا يَجحَدونَ بِـٔايٰتِ اللَّهِ وَحاقَ بِهِم ما كانوا بِهِ يَستَهزِءونَ
Avevamo dato loro mezzi che a voi non abbiamo dato. Avevamo donato loro l’udito, gli occhi e i cuori, ma il loro udito i loro occhi e i loro cuori non giovarono loro, perché negavano i segni di Allah.
Li avvolse ciò di cui si burlavano.
- Hamza P.
Li avvolse ciò di cui si burlavano.
- Hamza P.
Avevamo dato loro un rango tale e quale il vostro, avevamo dato loro orecchie, occhi e cuori, ma a nulla giovarono loro orecchie, occhi e cuori quando rinnegarono i segni di Dio, e ciò che prima deridevano li avvolse.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Eppure Noi avevamo messo loro in una posizione, nella quale non abbiamo messo voi! Noi avevamo dato loro orecchie, occhi e cuori, ma non furono loro di nessuna utilità le loro orecchie, né i loro cuori, allorché respinsero i Segni di Allàh, sicché li avvolse, ciò di cui essi si facevano beffe.
- Pasquini
- Pasquini
وَلَقَد أَهلَكنا ما حَولَكُم مِنَ القُرىٰ وَصَرَّفنَا الءايٰتِ لَعَلَّهُم يَرجِعونَ
Già annientammo le città attorno a voi, eppure avevamo mostrato loro i Nostri segni affinché ritornassero [a Noi pentiti].
- Hamza P.
- Hamza P.
Abbiamo sterminato le città attorno a voi; avevamo dispensato loro i Nostri segni affinché si potessero pentire. [27]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E già distruggemmo (le popolazioni del) le località, che a voi stanno attorno (gli ’àd, i Thamūd [1] e gli abitanti delle città capovolte (Sodoma e Gomorra) dopo avere spiegato i Segni, affinché essi ritornassero (al culto monolatrico).
- Pasquini
- Pasquini
فَلَولا نَصَرَهُمُ الَّذينَ اتَّخَذوا مِن دونِ اللَّهِ قُربانًا ءالِهَةً بَل ضَلّوا عَنهُم وَذٰلِكَ إِفكُهُم وَما كانوا يَفتَرونَ
Perché mai non li soccorsero coloro che si erano presi come intermediari e dèi, all’infuori di Allah? Anzi, li abbandonarono, non erano altro che calunnie e menzogne.
- Hamza P.
- Hamza P.
Perché quelli che si erano presi per dèi e mediatori al di fuori di Dio non li hanno soccorsi? Al contrario, li hanno abbandonati, ecco la loro impostura, ecco le loro invenzioni.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Perché coloro che essi avevano preso, al posto di Allàh, come divinità intermediarie, non andarono in loro soccorso? No! Esse li abbandonarono! Questa è la loro impostura e ciò che essi inventavano.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذ صَرَفنا إِلَيكَ نَفَرًا مِنَ الجِنِّ يَستَمِعونَ القُرءانَ فَلَمّا حَضَروهُ قالوا أَنصِتوا فَلَمّا قُضِىَ وَلَّوا إِلىٰ قَومِهِم مُنذِرينَ
E [ricorda] quando ti conducemmo una schiera di dèmoni affinché ascoltassero il Corano; si presentarono dicendosi: «[Ascoltate in] silenzio». Quando poi [la lettura] fu conclusa, fecero ritorno al loro popolo per avvertirlo [14] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricorda quando ti abbiamo mandato un gruppo di jinn ad ascoltare la predicazione; mentre erano presenti si dicevano l’un l’altro: «Tacete, ascoltiamo». E al termine della recitazione sono tornati dal loro popolo per ammonire i fratelli. [29]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quando un gruppo di ginn, che Noi dirigemmo verso di te per ascoltare il Corano (mentre tu recitavi), furono in tua presenza, dissero: “Fate silenzio e prestate ascolto!”. Poi, quando (la recitazione) ebbe termine, essi tornarono al loro popolo come ammonitori.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا يٰقَومَنا إِنّا سَمِعنا كِتٰبًا أُنزِلَ مِن بَعدِ موسىٰ مُصَدِّقًا لِما بَينَ يَدَيهِ يَهدى إِلَى الحَقِّ وَإِلىٰ طَريقٍ مُستَقيمٍ
Dissero: «O popolo nostro, in verità abbiamo sentito [la recitazione] di un Libro rivelato dopo [quello di] Mosè, a conferma di quello che lo precede: guida alla verità e alla retta via.
- Hamza P.
- Hamza P.
Hanno detto: «Popolo nostro, abbiamo udito un libro rivelato dopo quello di Mosè a conferma dei libri anteriori, che guida alla verità, guida a una strada diritta.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Essi dissero: “O popolo nostro, in verità, noi udimmo un libro - che è stato fatto scendere dopo Mūsā (Mosé) - confermante ciò che l’ha preceduto e che guida alla Verità e a una via diritta.
- Pasquini
- Pasquini
يٰقَومَنا أَجيبوا داعِىَ اللَّهِ وَءامِنوا بِهِ يَغفِر لَكُم مِن ذُنوبِكُم وَيُجِركُم مِن عَذابٍ أَليمٍ
O popolo nostro, rispondete all’Araldo di Allah e credete in Lui, affinché Egli vi perdoni una [parte dei] vostri peccati e vi preservi dal doloroso castigo.
- Hamza P.
- Hamza P.
Popolo nostro, rispondete all’araldo di Dio e credete in Dio affinché Egli vi perdoni le vostre colpe e vi protegga da un castigo doloroso.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O popolo nostro, rispondete al Chiamante di Allàh e credete in Lui! Egli vi perdonerà parte dei vostri peccati, preservandovi da un castigo doloroso.
- Pasquini
- Pasquini
وَمَن لا يُجِب داعِىَ اللَّهِ فَلَيسَ بِمُعجِزٍ فِى الأَرضِ وَلَيسَ لَهُ مِن دونِهِ أَولِياءُ أُولٰئِكَ فى ضَلٰلٍ مُبينٍ
Quanto a colui che non risponde all’Araldo di Allah, non potrà diminuire [la Sua potenza] sulla terra e non avrà patroni all’infuori di Lui. Costoro sono in manifesto errore.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quelli che non rispondono all’araldo di Dio non potranno rendere inefficace la Sua potenza sulla terra, non troveranno alleato al di fuori di Lui, e saranno in chiaro errore». [32]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Chi non risponde al Chiamante di Allàh non riuscirà a sfuggirGli sulla Terra e non ci sarà per lui patrono alcuno, all’infuori di Lui!”. Quelli, invece, sono in un errore manifesto.
- Pasquini
- Pasquini
أَوَلَم يَرَوا أَنَّ اللَّهَ الَّذى خَلَقَ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضَ وَلَم يَعىَ بِخَلقِهِنَّ بِقٰدِرٍ عَلىٰ أَن يُحۦِىَ المَوتىٰ بَلىٰ إِنَّهُ عَلىٰ كُلِّ شَيءٍ قَديرٌ
Non vedono che Allah ha creato i cieli e la terra, che non Si è stancato della loro creazione ed è capace di ridare la vita ai morti?
Sì, in verità Egli è l’Onnipotente».
- Hamza P.
Sì, in verità Egli è l’Onnipotente».
- Hamza P.
Non vedono? Dio, che ha creato i cieli e la terra e non si è affaticato affatto con la loro creazione, può restituire la vita ai morti, Egli è potente su tutte le cose. [33]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Non riescono a capire che Allàh, che ha creato i cieli e la Terra senza affaticarsi nella creazione di essi, possiede la potenza di dare la vita ai morti? Anzi, Egli ha potere su tutte le cose!
- Pasquini
- Pasquini
وَيَومَ يُعرَضُ الَّذينَ كَفَروا عَلَى النّارِ أَلَيسَ هٰذا بِالحَقِّ قالوا بَلىٰ وَرَبِّنا قالَ فَذوقُوا العَذابَ بِما كُنتُم تَكفُرونَ
E il Giorno in cui i miscredenti saranno condotti al Fuoco [verrà chiesto loro]: «Non è questa la verità?». Diranno: «Sì, per il nostro Signore!».
Dirà [Allah]: «Gustate allora il castigo della vostra miscredenza».
- Hamza P.
Dirà [Allah]: «Gustate allora il castigo della vostra miscredenza».
- Hamza P.
Nel giorno in cui i miscredenti saranno dati in pasto al fuoco, una voce chiederà: «Questo fuoco non è verità?». «Sì,» risponderanno «nel nome del Signore.» E Dio dirà: «Gustate il castigo perché non avete creduto».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quando coloro che rifiutano di credere saranno presentati al fuoco (verrà chiesto loro): “Non è forse reale?”. “Sì! Per il nostro Signore!” (risponderanno essi). Allora dirà una voce: “Gustatelo, quindi, il castigo, per aver voi rifiutato di credere!”.
- Pasquini
- Pasquini
فَاصبِر كَما صَبَرَ أُولُوا العَزمِ مِنَ الرُّسُلِ وَلا تَستَعجِل لَهُم كَأَنَّهُم يَومَ يَرَونَ ما يوعَدونَ لَم يَلبَثوا إِلّا ساعَةً مِن نَهارٍ بَلٰغٌ فَهَل يُهلَكُ إِلَّا القَومُ الفٰسِقونَ
Sopporta con pazienza, come sopportarono i messaggeri risoluti [15] . Non cercare di affrettare alcunché per loro. Il Giorno in cui vedranno quel che è stato promesso loro, sarà come se fossero rimasti solo un’ora del giorno [16] . [Questo è solo un] annuncio: chi altri sarà annientato se non i perversi
- Hamza P.
- Hamza P.
E tu abbi pazienza, come già pazientarono i messaggeri forti d’animo, e non sollecitare il castigo per loro. Nel giorno in cui vedranno quel che era stato loro promesso, crederanno di essere rimasti nella tomba solo un’ora del giorno. Il messaggio è questo: «Chi sarà annientato? Solo il popolo degli empi». [35]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Pazienta, perciò - come pazientarono i dotati di forza d’animo di tra gli Apostoli - e non chiedere che venga affrettato per essi (il castigo). Il giorno in cui vedranno ciò, che viene loro promesso, sarà per loro, come se non fossero rimasti (nella terra) se non un’ora della giornata. È un annuncio! E non sarà sterminato che il popolo dei perversi!
- Pasquini
- Pasquini
Note di Hamza Piccardo alla Sura
- [1] ^ «Al-’Ahqâf» (dune tortuose, colli, oppure piccole caverne scavate sul fianco di una montagna). In questo territorio vivevano gli ‘Âd, il popolo che ricevette e rifiutò il messaggio recato dal profeta Hûd (pace su di lui).
- [2] ^ Vedi Appendice 1.
- [3] ^ «Oppure è nei cieli che sono associati [ad Allah]»: cioè: «hanno partecipato alla creazione dei cieli?».
- [4] ^ «Non costituisco un’innovazione»: il Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui) è il prosieguo, il coronamento e il suggello della profezia, la sua missione non è eterodossa rispetto a quella che fu affidata agli altri inviati di Allah (pace su tutti loro).
- [5] ^ Come gli altri inviati, anche Muhammad (pace e benedizioni su di lui) ricevette il dono della profezia solo per quello che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) volle dargli e pertanto ignorava quale sarebbe stato il suo destino e quello dei suoi avversari (vedi anche VII, 187-189).
- [6] ^ «Se esso viene da Allah»: il Corano.
- [7] ^ «un testimone dei Figli di Israele»: l’esegesi non è unanime a proposito dell’identificazione di questo «testimone». La maggior parte dei commentatori ritengono trattarsi di Abd-Allah Ibn Sallâm, un ebreo medinese convertito all’Islàm. In tal caso il versetto sarebbe un inserimento nella sura meccana avvenuto in un tempo successivo all’Egira. Tabarî e altri commentatori ritengono che possa essere un’allusione a Mosè, che nell’altra vita, riconoscerà la conformità del Corano con la Torâh che gli fu rivelata dall’Altissimo.
- [8] ^ «Se esso»: il Corano.
- [9] ^ I miscredenti di cui si parla in questo versetto sono i notabili della Mecca, per i quali l’unico «bene» riconoscibile era quello materiale. Poiché molti tra i primi musulmani erano i membri più umili e poveri della loro comunità, essi ritenevano fosse una diminuzione del loro «status» sociale il mescolarsi a questi diseredati. A questo proposito si potrebbe ricordare la storia di Eraclio, l’imperatore bizantino che secondo la tradizione islamica, in un primo momento si convertì all’Islàm. Ricevendo una delegazione di Quraysh, l’imperatore chiese informazioni su Muhammad (pace e benedizioni su di lui) proprio ad Abû Sufyân, cugino dell’Inviato di Allah e suo grande oppositore. Gli chiese tra l’altro se erano i nobili o i ricchi a seguirlo. Abù Sufyân rispose che erano gli umili ed egli concluse che proprio questi erano i primi seguaci dei veri inviati di Allah (vedi in Appendice la traduzione dell’intero hadith).
- [10] ^ «non sono affatto guidati»: rifiuteranno di conformarsi al Corano e lo negheranno in toto.
- [11] ^ Una parte dell’esegesi classica individua in Abdu-r-Rahmân, figlio di Abû Bakr, il protagonista di questo versetto. Nonostante le insistenze e le pressioni dei suoi genitori rifiutava di convertirsi all’Islàm ed era uno dei più accaniti avversari di Muhammad (pace e benedizioni su di lui). Di fronte alle argomentazioni di chi lo invitava a riflettere sulla religione rispondeva insolentemente: «Se Muhammad dice la verità, allora perché non fa risorgere mio nonno o mio bisnonno?». Secondo questa interpretazione i precedenti verss. 15 e 16 si riferiscono a lui, che si convertì all’età di quarant’anni e a cui Allah promette il perdono dei peccati precedenti la conversione. Altri commentatori (che si basano su un detto di Aisha) negano questa identificazione e attribuiscono al versetto il solo valore generale.
- [12] ^ «il fratello degli ‘Âd»: Hûd, il profeta inviato agli ‘Âd (vedi VII, 65). A proposito dell’espressione «fratello de…» vedi nota a III, 7 e XIX, 28.
- [13] ^ Vedi nota 1.
- [14] ^ II versetto allude alla predicazione ai jinn (i dèmoni) avvenuta nell’anno 620 dopo il fallimento della missione a Taif (Tabarî XXVI, 31-33). Vedi anche note al titolo delle sure XVII e LXXII.
- [15] ^ «i messaggeri risoluti»: secondo l’esegesi con questa espressione Allah (gloria a Lui l’Altissimo) allude ai «dotati di fermezza»: oltre a Muhammad stesso Noè, Abramo, Mosè e Gesù (pace su tutti loro).
- [16] ^ «se fossero rimasti solo un’ora del giorno»: ad attendere nelle loro tombe.
- [17] ^ «se fossero rimasti solo un’ora del giorno»: ad attendere nelle loro tombe.
Versione cartacea de Il Corano - Hamza Roberto Piccardo
Note di Mohammad Ali Amir-Moezzi alla traduzione di Zilio Grandi
- Nota alla Sura La sūra deve il titolo a un termine geografico che compare nel v. 21 e designa il territorio montuoso abitato dagli ‘Ad, popolazione ormai estinta che viveva nell’attuale Hadramawt, della quale non è possibile stabilire con precisione la reale entità. Il contenuto della sūra riflette la sua origine eminentemente meccana. Interrotta da alcune apparenti digressioni, a una prima lettura, come avviene spesso nel Corano, suscita una netta impressione di incoerenza. Possiamo tuttavia riscontrare una certa unità. I primi dodici versetti riprendono, senza cambiamenti di forma o di sostanza, i temi incontrati e commentati nella sūre precedenti: il rifiuto e la vacuità di ogni idolatria, la condanna senza appello dell’atteggiamento dei politeisti in nome della missione divina di cui Muḥammad è investito, la conformità del Corano con le scritture sacre precedenti, la realtà del giudizio finale. Un versetto sul rispetto dovuto dai figli ai genitori interrompe la prima parte. Segue un richiamo alla sorte destinata al popolo di Hūd (vv. 21-25). Si omettono i dettagli, e il racconto si limita al rifiuto ostinato degli ‘Ad di ascoltare il loro profeta ammonitore e alla menzione del castigo divino. L’episodio ha la funzione di confermare il tema iniziale attraverso un precedente storico. Allo stesso modo, esso si conclude con un confronto edificante tra la città empia e la Mecca contemporanea del Profeta (vv. 26-28). Nei versetti successivi Muḥammad è presentato come un profeta inviato ai jinn. La «circostanza della rivelazione» (sabab al-nuzūl) di questa digressione mostra d’altro canto che si tratta di un’argomentazione supplementare a sostegno di ciò che la precede. Ma appare anche come lo sviluppo del v. 18, secondo il quale queste creature invisibili, come gli esseri umani, saranno giudicate alla fine dei tempi. È su questo tema escatologico che termina la sūra: ancora una volta, come avviene nelle sūre rivelate a Mecca, con una raccomandazione fatta a Muḥammad d’invocare il giudizio finale e di perseverare instancabilmente nella sua missione.
- [1] ^ Sulle lettere isolate che aprono questa sūra, cfr. il commento a 2:1.
Il «libro» è il Corano. Si enuncia qui uno dei punti centrali del credo islamico: il Corano è la parola stessa di Dio, in quanto scrittura che Dio in persona fa discendere, cioè rivela agli esseri umani, anzi a tutte le creature. Sui nomi divini (qui ne sono menzionati due: «Potente» e «Saggio») che caratterizzano l’essenza divina, e sulle loro implicazioni per la teologia e la devozione musulmana, cfr. Dc 580-585. - [3] ^ «In tutta verità»: a buon diritto (cfr. il commento a 14:19). «Quel che è in mezzo»: cfr. il commento a 15:85. «Con un termine noto»: allusione alla fine del mondo. La vita sulla terra non sarà eterna, contrariamente a certe credenze condivise dai politeisti (cfr. 26:129).
- [4] ^ Al Profeta viene qui ripetuto l’ordine di denunciare il culto idolatrico dei suoi contemporanei. Il politeismo fatica a invocare in suo favore qualche scrittura, perché il Corano si dice conforme alla rivelazione che Dio, l’Unico, ha comunicato ai popoli attraverso i secoli, e gli Arabi non ne sono esclusi. «Qualche traccia di scienza»: un frammento di sapere rivelato, trasmesso dagli antichi e che giustifichi le pretese che attribuite ai vostri idoli. In più di un’occasione il Corano afferma di essere stato rivelato a Muḥammad contemporaneamente alla scienza divina (cfr. 4:166; 11:14, ecc.), ma anche alla saggezza, alla verità.
- [10] ^ La frase rimane in sospeso, quindi occorre ipotizzare un’aggiunta del tipo: perché tanta superbia e negare l’evidenza, perché non prestare fede a questa rivelazione che è il libro di Dio? «Uno dei figli di Israele»: una corrente esegetica pensa che l’israelita in questione sia ‘Abdallāh ibn Salām, il quale avrebbe dichiarato che Muḥammad era il profeta annunciato dall’Antico Testamento. Questo annuncio di Muḥammad nelle sacre scritture precedenti ha dato origine a un’abbondante letteratura. L’idea ha qualche verosimiglianza; Mosè, infatti, ha istituito il profetismo nel secondo discorso del Deuteronomio (18:17-19): «Il Signore mi rispose: “… Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò. Se qualcuno non ascolterà le parole che egli dirà in mio nome, io gliene domanderò conto”». In realtà, è sulla base di questo testo capitale che gli ebrei attendono il messia come un nuovo Mosè, e il Vangelo di Giovanni sottolinea il parallelo tra Gesù e Mosè. ‘Abdallāh ibn Salām si sarebbe convertito all’Islam. Che il versetto si riferisca a lui o no, il Profeta ha in ogni caso la certezza che i dottori versati nelle scritture sacre precedenti – qui le «altre scritture» sono intese come l’Antico Testamento – potevano attestare l’origine divina della rivelazione coranica (cfr. 10:94; 13:43; 28:52-53). Il Corano può anche servire come libro sacro per gli ebrei, perché sa spiegare i punti oscuri delle loro scritture (cfr. 27:76-77). D’altra parte, la tradizione riporta che diversi compagni del Profeta avevano una conoscenza approfondita delle scritture ebraiche e cristiane, e che alcuni conoscevano perfino il siriaco. Le fonti musulmane aggiungono che essi trovarono in quelle scritture più antiche la prova della veridicità di Muḥammad. Il versetto risale al periodo in cui il Profeta non era ancora in aperto conflitto con i clan ebrei e si aspettava la loro rapida conversione.
- [11] ^ «Non lo avrebbero accolto prima di noi»: allusione al fatto che i primi convertiti alla nuova religione erano di condizione umile. Il Corano fa qui parlare l’aristocrazia qurayshita, di cui rivela il superbo disprezzo nei confronti dei clan inferiori (cfr. il commento a 18:28).
- [12] ^ Quasi identico a 11:17 (cfr. il commento).
- [13] ^ Da mettere a confronto con 39:61. Nei commenti sufi il versetto è interpretato in termini di «stati» e «stazioni» della via mistica: «che dicono» si applicherebbe alla menzione rituale del nome divino (dhikr), mentre «si comportano» è riferito più in generale alla via, dato che questa consiste in una correzione della natura umana. L’interpretazione è giustificata dalle altre occorrenze di questa formulazione, dove compare inoltre l’idea di perfezionamento (radice ṣ-l-ḥ) o di amicizia con Dio (radice w-l-y): cfr. 3:170; 5:69; 6:48; 7:35; 10:62.
- [15] ^ Qui si inserisce un versetto sui doveri da osservare nei confronti dei genitori. «Trenta mesi»: ai nove mesi della gravidanza si aggiunge la durata dell’allattamento, di circa due anni. Il versetto appare come l’amalgama di due unità originariamente indipendenti, forse a imitazione di 31:14 (anche in quel caso una preghiera è aggiunta a una raccomandazione generale). La prima parte sembra rivolta a tutti gli esseri umani ed esprime una nozione effettivamente centrale nell’etica islamica. È anche uno dei comandamenti del Decalogo (Es 20:12: «Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà»; cfr. anche la preghiera di Paolo in Ef 6:1-2, che rievoca questo testo come «il primo comandamento che è accompagnato da una promessa»). Più in generale, il Corano non reclama «nessuna ricompensa» per la missione compiuta da Muḥammad in quanto profeta, se non il rispetto dei legami di parentela («l’amore del prossimo», 42:23). Quanto alla seconda parte («e raggiunti i quarant’anni»), secondo la tradizione riguarda una figura specifica, il figlio primogenito di Abū Bakr. Molto ostile all’inizio a Muḥammad, si convertì tardi all’Islam, dopo i quarant’anni, età tradizionalmente considerata come quella in cui la ragione raggiunge la piena maturità. Per altri esegeti si tratta invece dello stesso Profeta, in quanto il suo apostolato iniziò nel quarantesimo anno d’età.
- [16] ^ Dopo la digressione del v. 15, il testo riprende il soggetto dei vv. 13-14, la ricompensa secondo le opere. L’idea è qui che nessun credente potrà intercedere per la sua parentela miscredente e viceversa, come in 35:18: nessuno troverà di fronte a Dio alcuna protezione, se non quella della sua fede e delle sue opere (cfr. 14:31), la famiglia non sarà di alcun aiuto (cfr. 60:3) e nessuno porterà il fardello dell’altro (cfr. 6:164; 17:15, ecc.). Il principio è enunciato nelle sue linee generali in 2:123. Un nesso collega tuttavia questa rivelazione con il v. 17: la mancanza di rispetto che questi figli manifestano nei confronti dei genitori («un malanno vi colga entrambi»). Ciò, comunque, vale esclusivamente per il giudizio finale. Nella vita di questo mondo, l’Islam raccomanda di pregare, al di fuori della ṣalāt rituale, per i propri genitori. Del resto, in alcune scuole giuridico-religiose, un figlio o una figlia possono compiere il pellegrinaggio canonico (ḥajj) a beneficio di un genitore invalido o defunto. D’altra parte, il versetto risponde senza dubbio ai meccani e trova chiaramente rispondenza in 16:25 o in 29:12, dove i miscredenti pretendono di accollarsi le colpe dei credenti.
- [19] ^ «Gradi»: quelli della felicità o della sofferenza, a seconda che ci si trovi in paradiso o all’inferno. Trattando della punizione dei colpevoli, si enuncia che la sentenza di Dio si abbatte su di loro con piena giustizia.
Quanto alla ricompensa dei virtuosi, è la misericordia divina a prevalere sul conteggio aritmetico delle opere, cosicché questi riceveranno, come nel Vangelo, ben più di quanto abbiano operato (cfr. 28:84). - [21] ^ «Il fratello degli ‘Ad»: il loro profeta Hūd. Si ricorda che era uno degli ‘Ad, non uno straniero, un’eco dei versetti che affermano che ciascun profeta parla la lingua del suo popolo.
- [23] ^ «La scienza»: anche in questo caso ispirata, verterebbe in particolare sulla data del castigo annunciato dal Profeta. La dichiarazione di Hūd trova chiara rispondenza nel v. 9, come se Muḥammad la riutilizzasse di fronte ai meccani idolatri, dei quali indica i lontani antenati. Egli non ha altra funzione, come il suo predecessore, che ammonire un popolo empio, non già di detenere la scienza speciale che essi reclamano. Le scritture precedenti sono sufficienti per dimostrare la fondatezza della sua missione.
- [24] ^ Si noti che la nuvola malefica trova corrispondenza nella nube portatrice di pioggia che Hūd promise loro nel caso in cui non si fossero pentiti (11:50-52).
- [27] ^ Le città annientate, menzionate in particolare nella sūra 7 e in altri passi, sono quelle dei Thamūd, degli ‘Ad e del popolo di Lot. I due versetti rappresentano una prima conclusione della sūra e indicano le due idee-guida della rivelazione riguardo ai politeisti: al di fuori di Dio non vi può essere soccorso; gli idoli, in particolare, non hanno alcun potere di intercessione nei Suoi confronti.
- [29] ^ Sul significato dei versetti che iniziano con «ricorda quando», cfr. il commento a 8:7. Gli esegeti riferiscono questa nuova digressione ad alcuni jinn che si convertirono, si dice, a Nakhla, nel 619 o 620, ascoltando la preghiera notturna del Profeta, effettuata quindi ad alta voce. Muḥammad ritornava umiliato da Ṭā’if, inseguito dagli scherni degli abitanti di quella città che non era riuscito a convertire. I jinn ammonitori sono i portavoce del suo discorso e suscitano presso i loro simili le stesse reazioni che si manifestano negli esseri umani: una parte di loro risponde al suo appello, gli altri sono infedeli. La sūra 72 apporta precisazioni sulla concezione coranica dei jinn.
- [32] ^ «Non potranno rendere inefficace la Sua potenza»: non potranno sospendere il castigo divino e impedire alla volontà di Dio di compiersi (cfr. 9:2). Sugli «alleati», cfr. il commento a 8:73.
- [33] ^ Di fronte ai dinieghi ostinati dei meccani schernitori e increduli, si ribadisce che gli esseri umani un giorno risusciteranno. Questa realtà, la resurrezione, non è un prodigio, ma una nuova creazione: non è quindi più sbalorditiva di quella del mondo, la cui esistenza è davanti ai nostri occhi (cfr. 6:94 e la splendida parabola di 2:259). Inoltre, la parola di Dio è verità, e Gli è sufficiente una parola perché una cosa sia (è il kun fa-yakūnu, il fiat coranico). Questa è l’argomentazione di 36:79-82. Il versetto aggiunge un’indicazione importante: gli infedeli saranno posti in condizioni tali da non poter più negare la verità che quaggiù hanno rifiutato di testimoniare: in quest’ora solenne di giustizia, essa proromperà alla luce del sole, irresistibile come la voce della loro coscienza fino ad allora soffocata. «Non si è affaticato»: l’idea è presente anche nella Bibbia: «Dio eterno è il Signore, che ha creato i confini della terra. Egli non si affatica né si stanca, la sua intelligenza è inscrutabile» (Is 40:28).
- [35] ^ Il Corano dice in un altro passo (6:33) che le sgarberie e le ostilità dei suoi contemporanei «riempiono di tristezza» il Profeta. «Forti d’animo»: in possesso di una fiducia totale nella provvidenza divina, che permette di accettare il costo delle conseguenze che derivano da una missione profetica. Adamo (cfr. 20:115) e Giona (cfr. 68:48), che hanno dubitato della propria capacità di assolvere a tale missione, ne sono due esempi in negativo. Accanto alla pazienza (ṣabr), la forza d’animo (‘azm) è quindi la virtù della perfezione nell’islām, cioè nella totale sottomissione a Dio.
Versione cartacea de Il Corano / a cura di Alberto Ventura; traduzione di Ida Zilio-Grandi
Note di Abdur Rahman Pasquini alla Sura
- [1] ^ Nome del popolo che aveva affermato la sua potenza sulla Terra dopo la distruzione degli ‘Ād. Discendevano da Thamūd, figlio di ‘Abir, figlio di Sem, figlio di Noè. Divenuti senza dio e arroganti, Allàh inviò loro il Profeta Ṣāliḥ con un segno, la cammella miracolosa, con cui essi avrebbero dovuto dividere l’acqua e che avrebbero dovuto lasciar pascolare liberamente nel loro territorio in un periodo di siccità e carestia. La sgarrettarono e Allàh li distrusse per la loro miscredenza.











