Il Sacro Corano
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بسم الله الرحمن الرحيم

Sura LI

Adh-Dhâriyât

Quelle che spargono

Pre-Eg. n. 67. Di 60 versetti. Il nome della sura deriva dal vers. 1.

La traduzione Bausani non ha testi importati per la sura 51 (controllare l'import: al momento sono disponibili principalmente le sure 100–114).

 1.
 وَالذّٰرِيٰتِ ذَروًا
 Per i venti che spargono,
- Hamza P.
 Per le creature che disseminano ovunque, [1]
- Zilio Grandi
 Per quelle che disperdono, soffiando (le correnti d’aria)!
- Pasquini
 2.
 فَالحٰمِلٰتِ وِقرًا
 per quelle che portano un carico [1] ,
- Hamza P.
 per quelle oberate dal fardello,
- Zilio Grandi
 Per le portatrici di pesante carico (le nuvole)!
- Pasquini
 3.
 فَالجٰرِيٰتِ يُسرًا
 per quelle che scivolano leggere [2] ,
- Hamza P.
 per quelle che scorrono agili
- Zilio Grandi
 Per le correnti (sul mare) facilmente (le navi)!
- Pasquini
 4.
 فَالمُقَسِّمٰتِ أَمرًا
 per quelli che trasmettono l’ordine [3] .
- Hamza P.
 e distribuiscono un decreto.
- Zilio Grandi
 Per coloro che distribuiscono, in base a un ordine!
- Pasquini
 5.
 إِنَّما توعَدونَ لَصادِقٌ
 Quello che vi è stato promesso è vero,
- Hamza P.
 La promessa che avete ricevuto è verità,
- Zilio Grandi
 Di certo, ciò che vi viene promesso è, sicuramente, vero
- Pasquini
 6.
 وَإِنَّ الدّينَ لَوٰقِعٌ
 e il Giudizio avverrà inevitabilmente.
- Hamza P.
 accadrà il giorno della religione.
- Zilio Grandi
 e, in verità, il giudizio finale è, certamente, una realtà!
- Pasquini
 7.
 وَالسَّماءِ ذاتِ الحُبُكِ
 Per il cielo solcato di percorsi [4] ,
- Hamza P.
 Per il cielo e la sua nervatura. [7]
- Zilio Grandi
 Per i cieli dotati di striscie!
- Pasquini
 8.
 إِنَّكُم لَفى قَولٍ مُختَلِفٍ
 invero avete opinioni contrastanti [5] ,
- Hamza P.
 Discordate su un discorso [8]
- Zilio Grandi
 In verità, certamente, voi siete in contraddizione.
- Pasquini
 9.
 يُؤفَكُ عَنهُ مَن أُفِكَ
 è maldisposto chi è maldisposto [6] .
- Hamza P.
 da cui devia solo chi è traviato.
- Zilio Grandi
 Viene sviato da esso (dall’Islàm), colui che (gli altri) allontana (da esso)!
- Pasquini
 10.
 قُتِلَ الخَرّٰصونَ
 Maledetti i blasfemi [7]
- Hamza P.
 Periscano i diffamatori.
- Zilio Grandi
 Maledetti i bugiardi,
- Pasquini
 11.
 الَّذينَ هُم فى غَمرَةٍ ساهونَ
 che nell’abisso dimenticano [8] .
- Hamza P.
 Sono in un abisso di ignoranza.
- Zilio Grandi
 i quali in un abisso (di tenebre) sono noncuranti (della Verità).
- Pasquini
 12.
 يَسـَٔلونَ أَيّانَ يَومُ الدّينِ
 Chiedono: «A quando il Giorno del Giudizio?».
- Hamza P.
 Chiedono: «Quando sarà il giorno della religione?». [12]
- Zilio Grandi
 Chiedono: “Quando ci sarà il Giorno del Giudizio?”.
- Pasquini
 13.
 يَومَ هُم عَلَى النّارِ يُفتَنونَ
 Il Giorno in cui saranno messi alla prova del Fuoco
- Hamza P.
 In quel giorno saranno torturati al fuoco:
- Zilio Grandi
 Il giorno nel quale saranno messi alla prova del fuoco
- Pasquini
 14.
 ذوقوا فِتنَتَكُم هٰذَا الَّذى كُنتُم بِهِ تَستَعجِلونَ
 [sarà detto loro]: «Gustate la vostra prova! Ecco quello che volevate affrettare!».
- Hamza P.
 «Gustate la vostra tortura, che volevate in fretta».
- Zilio Grandi
 (Sarà detto loro): “Gustate ciò con cui siete stati messi alla prova. Questo è ciò (il fuoco) di cui voi avevate fretta!
- Pasquini
 15.
 إِنَّ المُتَّقينَ فى جَنّٰتٍ وَعُيونٍ
 I timorati staranno tra giardini e fonti,
- Hamza P.
 Quelli che temono il Signore staranno tra giardini e sorgenti [15]
- Zilio Grandi
 In verità, i timorati staranno in Giardini e tra fontane
- Pasquini
 16.
 ءاخِذينَ ما ءاتىٰهُم رَبُّهُم إِنَّهُم كانوا قَبلَ ذٰلِكَ مُحسِنينَ
 prendendo ciò che il Signore darà loro, poiché in passato facevano il bene,
- Hamza P.
 e prenderanno quanto il loro Signore avrà dato loro; prima avevano agito bene,
- Zilio Grandi
 e prenderanno ciò che darà a essi il loro Signore, poiché essi, prima di ciò, erano bene operanti.
- Pasquini
 17.
 كانوا قَليلًا مِنَ الَّيلِ ما يَهجَعونَ
 dormivano poco di notte,
- Hamza P.
 avevano dormito poco la notte [17]
- Zilio Grandi
 Poca parte della notte essi dormivano, tranquillamente,
- Pasquini
 18.
 وَبِالأَسحارِ هُم يَستَغفِرونَ
 e all’alba imploravano il perdono;
- Hamza P.
 e chiesto perdono all’alba, [18]
- Zilio Grandi
 e all’alba essi chiedevano perdono.
- Pasquini
 19.
 وَفى أَموٰلِهِم حَقٌّ لِلسّائِلِ وَالمَحرومِ
 e nei loro beni c’era un diritto per il mendicante e il diseredato [9] .
- Hamza P.
 e donavano la parte dovuta delle loro sostanze al mendicante e al misero. [19]
- Zilio Grandi
 Nei loro beni (essi riconoscevano) un diritto per il mendicante e per il misero.
- Pasquini
 20.
 وَفِى الأَرضِ ءايٰتٌ لِلموقِنينَ
 Sulla terra ci sono segni per coloro che credono fermamente,
- Hamza P.
 Per quelli che hanno fede certa ci sono segni sulla terra [20]
- Zilio Grandi
 Nella Terra ci sono segni per coloro che hanno fede saldissima
- Pasquini
 21.
 وَفى أَنفُسِكُم أَفَلا تُبصِرونَ
 E anche in voi stessi. Non riflettete dunque?
- Hamza P.
 e anche nelle vostre persone, non vedete? [21]
- Zilio Grandi
 e in voi stessi. Non vedete?
- Pasquini
 22.
 وَفِى السَّماءِ رِزقُكُم وَما توعَدونَ
 Nel cielo c’è la vostra sussistenza e anche ciò che vi è stato promesso [10] .
- Hamza P.
 E in cielo c’è la vostra ricchezza, quel che vi è stato promesso. [22]
- Zilio Grandi
 E nel cielo c’è il vostro sostentamento e ciò che vi è promesso.
- Pasquini
 23.
 فَوَرَبِّ السَّماءِ وَالأَرضِ إِنَّهُ لَحَقٌّ مِثلَ ما أَنَّكُم تَنطِقونَ
 Per il Signore del cielo e della terra: tutto questo è vero come è vero che parlate.
- Hamza P.
 Per il Signore dei cieli e della terra, questa è verità, com’è vero che parlate.
- Zilio Grandi
 Per il Signore del cielo e della Terra, in verità, esso è, certamente, vero come il fatto che voi parliate.
- Pasquini
 24.
 هَل أَتىٰكَ حَديثُ ضَيفِ إِبرٰهيمَ المُكرَمينَ
 Ti è giunta [11] la storia degli ospiti onorati di Abramo [12] ?
- Hamza P.
 Ti è giunto il racconto degli onorati ospiti di Abramo?
- Zilio Grandi
 Ti è giunto il racconto dei reverendi ospiti di Ibrāhīm?
- Pasquini
 25.
 إِذ دَخَلوا عَلَيهِ فَقالوا سَلٰمًا قالَ سَلٰمٌ قَومٌ مُنكَرونَ
 Quando entrarono da lui dicendo: «Pace», egli rispose: «Pace, o sconosciuti».
- Hamza P.
 Quando entrarono da lui dissero: «Pace»; ed egli rispose: «Pace», anche se non li conosceva.
- Zilio Grandi
 Quando essi entrarono presso lui, dissero: “Pace!”. Rispose: “Pace! (dicendo dentro sé) È gente sconosciuta!”.
- Pasquini
 26.
 فَراغَ إِلىٰ أَهلِهِ فَجاءَ بِعِجلٍ سَمينٍ
 Poi andò discretamente dai suoi e tornò con un vitello grasso [13] ,
- Hamza P.
 Si ritirò dai suoi e poi tornò con un vitello grasso
- Zilio Grandi
 Egli andò alla sua famiglia, portò un vitello grasso
- Pasquini
 27.
 فَقَرَّبَهُ إِلَيهِم قالَ أَلا تَأكُلونَ
 e l’offrì loro… [Disse]: «Non mangiate nulla?».
- Hamza P.
 che offrì loro e chiese: «Non mangiate?»,
- Zilio Grandi
 e lo offerse loro (ma essi non mangiarono). Egli chiese: “Non mangiate?”.
- Pasquini
 28.
 فَأَوجَسَ مِنهُم خيفَةً قالوا لا تَخَف وَبَشَّروهُ بِغُلٰمٍ عَليمٍ
 Ebbe allora paura di loro. Dissero: «Non aver paura» [14] .
Gli diedero la lieta novella di un figlio sapiente.
- Hamza P.
 e ne ebbe timore.
«Non temere» dissero, e gli annunciarono la nascita di un bambino sapiente.
- Zilio Grandi
 Fu preso, allora, da inquietudine, con un timore causato da quelli. Essi dissero: “Non temere!” e poi gli diedero la buona novella di un figlio sapiente.
- Pasquini
 29.
 فَأَقبَلَتِ امرَأَتُهُ فى صَرَّةٍ فَصَكَّت وَجهَها وَقالَت عَجوزٌ عَقيمٌ
 Venne dunque sua moglie gridando, colpendosi il volto e dicendo: «Sono una vecchia sterile!».
- Hamza P.
 Arrivò sua moglie che urlò, si batté il viso ed esclamò: «Sono una vecchia sterile».
- Zilio Grandi
 Allora, si fece avanti la moglie di lui in un grido e batté la sua faccia, dicendo: “Sono una vecchia e sterile”.
- Pasquini
 30.
 قالوا كَذٰلِكِ قالَ رَبُّكِ إِنَّهُ هُوَ الحَكيمُ العَليمُ
 Dissero: «Così ha comandato il tuo Signore.
In verità Egli è il Saggio, il Sapiente».
- Hamza P.
 Risposero: «Così ha detto il tuo Signore, Egli è il Saggio, il Sapiente».
- Zilio Grandi
 Dissero: “Così ha detto il tuo Signore! In verità, Egli è il Sapiente, lo Sciente”.
- Pasquini
 31.
 قالَ فَما خَطبُكُم أَيُّهَا المُرسَلونَ
 Disse [Abramo] : «O inviati, qual è la vostra missione?».
- Hamza P.
 Chiese: «Messaggeri, qual è il vostro compito?».
- Zilio Grandi
 Disse “Cosa volete, o Inviati?”.
- Pasquini
 32.
 قالوا إِنّا أُرسِلنا إِلىٰ قَومٍ مُجرِمينَ
 Risposero: «Siamo stati inviati a un popolo di criminali,
- Hamza P.
 Risposero: «Siamo stati inviati a un popolo di peccatori
- Zilio Grandi
 Dissero: “In verità, noi siamo stati inviati a un popolo di malfattori,
- Pasquini
 33.
 لِنُرسِلَ عَلَيهِم حِجارَةً مِن طينٍ
 per lanciare su di loro pietre d’argilla
- Hamza P.
 per colpirli con pietre d’argilla
- Zilio Grandi
 per scagliare contro di loro, come proiettili, pietre di argilla,
- Pasquini
 34.
 مُسَوَّمَةً عِندَ رَبِّكَ لِلمُسرِفينَ
 contrassegnate [15] presso il tuo Signore, per coloro che eccedono».
- Hamza P.
 marchiate presso il tuo Signore e destinate ai trasgressori».
- Zilio Grandi
 marchiate presso il tuo Signore, destinati a coloro che oltrepassano la misura!”.
- Pasquini
 35.
 فَأَخرَجنا مَن كانَ فيها مِنَ المُؤمِنينَ
 Ne facemmo uscire i credenti
- Hamza P.
 Abbiamo fatto uscire i credenti dalla città; [35]
- Zilio Grandi
 Facemmo uscire coloro che in mezzo a essi erano credenti,
- Pasquini
 36.
 فَما وَجَدنا فيها غَيرَ بَيتٍ مِنَ المُسلِمينَ
 e non vi trovammo che una casa di sottomessi [16] .
- Hamza P.
 c’era una sola casa di gente sottomessa a Dio
- Zilio Grandi
 ma non trovammo in mezzo a loro, se non una casa di Musulmani.
- Pasquini
 37.
 وَتَرَكنا فيها ءايَةً لِلَّذينَ يَخافونَ العَذابَ الأَليمَ
 Colà lasciammo un segno per coloro che temono il castigo doloroso;
- Hamza P.
 e lì abbiamo lasciato un segno per chi teme un castigo doloroso. [37]
- Zilio Grandi
 E lasciammo in essi un Segno, per coloro che temono il castigo doloroso
- Pasquini
 38.
 وَفى موسىٰ إِذ أَرسَلنٰهُ إِلىٰ فِرعَونَ بِسُلطٰنٍ مُبينٍ
 come in Mosè, quando lo inviammo a Faraone con autorità incontestabile,
- Hamza P.
 E lo stesso abbiamo fatto con Mosè. Ricorda quando lo abbiamo inviato con autorità manifesta a Faraone,
- Zilio Grandi
 come pure in Mūsā (lasciammo un Segno), quando lo inviammo a Faraone con una autorità manifesta,
- Pasquini
 39.
 فَتَوَلّىٰ بِرُكنِهِ وَقالَ سٰحِرٌ أَو مَجنونٌ
 ma volse le spalle insieme coi suoi.
Disse: «È uno stregone o un posseduto».
- Hamza P.
 il quale voltò le spalle, saldo, e disse: «È un mago, è un invasato».
- Zilio Grandi
 però si sottrasse (Faraone) con l’apparato di sostegno al suo potere e disse: “Mago o pazzo!”.
- Pasquini
 40.
 فَأَخَذنٰهُ وَجُنودَهُ فَنَبَذنٰهُم فِى اليَمِّ وَهُوَ مُليمٌ
 Afferrammo lui e le sue truppe e li gettammo nei flutti, per il suo comportamento biasimevole.
- Hamza P.
 Allora lo abbiamo afferrato, e anche il suo esercito, e li abbiamo respinti nelle acque profonde, sia egli coperto di biasimo.
- Zilio Grandi
 Noi lo castigammo, lui e il suo esercito, gettandolo nel mare, poiché (nel suo comportamento) era riprovevole.
- Pasquini
 41.
 وَفى عادٍ إِذ أَرسَلنا عَلَيهِمُ الرّيحَ العَقيمَ
 E [ci fu segno] negli ‘Âd, quando inviammo contro di loro il vento devastante
- Hamza P.
 Lo stesso abbiamo fatto con gli ‘Ad, quando abbiamo inviato contro di loro quel vento devastante
- Zilio Grandi
 E in ‘Ād,(lasciammo un Segno) quando inviammo contro loro un vento, che produceva sterilità
- Pasquini
 42.
 ما تَذَرُ مِن شَيءٍ أَتَت عَلَيهِ إِلّا جَعَلَتهُ كَالرَّميمِ
 che nulla lasciava sul suo percorso senza ridurlo in polvere.
- Hamza P.
 che non lasciò nulla di quel che travolse e rese ogni cosa come ossa secche;
- Zilio Grandi
 e non lasciava cosa, su cui si abbatteva, se non come le ossa putrefatte.
- Pasquini
 43.
 وَفى ثَمودَ إِذ قيلَ لَهُم تَمَتَّعوا حَتّىٰ حينٍ
 E [ci fu segno] nei Thamûd, quando fu detto loro: «Godete per un periodo».
- Hamza P.
 e anche con i Thamūd, quando dissero loro: «Gioite, fino a un tempo dato»;
- Zilio Grandi
 E in Thamūd [1], (lasciammo un Segno) quando fu detto loro: “Godetevela pure per un tempo!”.
- Pasquini
 44.
 فَعَتَوا عَن أَمرِ رَبِّهِم فَأَخَذَتهُمُ الصّٰعِقَةُ وَهُم يَنظُرونَ
 Trasgredirono l’ordine del loro Signore. Li colpì una folgore mentre ancora guardavano [17] ,
- Hamza P.
 ma trasgredirono al decreto del loro Signore e allora li afferrammo con il fulmine mentre stavano a guardare
- Zilio Grandi
 Trasgredirono l’ordine del loro Signore e li colpì la folgore, mentre stavano a guardare!
- Pasquini
 45.
 فَمَا استَطٰعوا مِن قِيامٍ وَما كانوا مُنتَصِرينَ
 e non poterono restare in piedi né essere soccorsi.
- Hamza P.
 senza potersi alzare in piedi né trovare via di fuga.
- Zilio Grandi
 Essi non poterono stare in piedi e non riuscirono a vincere.
- Pasquini
 46.
 وَقَومَ نوحٍ مِن قَبلُ إِنَّهُم كانوا قَومًا فٰسِقينَ
 Già [distruggemmo] il popolo di Noè: erano gente malvagia.
- Hamza P.
 E prima, anche il popolo di Noè era stato un popolo di empi.
- Zilio Grandi
 E nel il Popolo di Nūḥ (lasciammo un segno) in precedenza; in verità, essi erano un popolo di empi!
- Pasquini
 47.
 وَالسَّماءَ بَنَينٰها بِأَيي۟دٍ وَإِنّا لَموسِعونَ
 Il cielo lo abbiamo costruito con la Nostra potenza e [costante- mente] lo estendiamo nell’immensità;
- Hamza P.
 Noi abbiamo edificato il cielo in tutta solidità, Noi siamo gli allargatori, [47]
- Zilio Grandi
 Il cielo lo abbiamo costruito, magistralmente, e Noi ne allarghiamo di continuo gli spazi!
- Pasquini
 48.
 وَالأَرضَ فَرَشنٰها فَنِعمَ المٰهِدونَ
 la terra l’abbiamo distesa, e quanto bene la distendemmo [18] !
- Hamza P.
 e abbiamo disteso la terra, quali spianatori ottimi! [48]
- Zilio Grandi
 La Terra l’abbiamo distesa e quali eccellenti stenditori (Noi siamo)!
- Pasquini
 49.
 وَمِن كُلِّ شَيءٍ خَلَقنا زَوجَينِ لَعَلَّكُم تَذَكَّرونَ
 Di ogni cosa creammo una coppia, affinché possiate riflettere.
- Hamza P.
 Di ogni cosa abbiamo creato una coppia affinché rifletteste. [49]
- Zilio Grandi
 Di ogni cosa, Noi creammo una coppia, affinché riflettiate.
- Pasquini
 50.
 فَفِرّوا إِلَى اللَّهِ إِنّى لَكُم مِنهُ نَذيرٌ مُبينٌ
 «Accorrete allora verso Allah! In verità io sono per voi un ammonitore esplicito da parte Sua.
- Hamza P.
 Fuggite presso il Signore – io sono un ammonitore chiaro giunto a voi da parte Sua –, [50]
- Zilio Grandi
 Fuggite, perciò, (dal politeismo, rifugiandovi) presso Allàh! In verità, io per voi sono, da parte sua, chiaro ammonitore.
- Pasquini
 51.
 وَلا تَجعَلوا مَعَ اللَّهِ إِلٰهًا ءاخَرَ إِنّى لَكُم مِنهُ نَذيرٌ مُبينٌ
 Non associate altra divinità ad Allah. In verità io sono per voi un ammonitore esplicito da parte Sua.»
- Hamza P.
 non mettete accanto a Dio un altro dio, io sono un ammonitore chiaro giunto a voi da parte Sua,
- Zilio Grandi
 Non ponete insieme ad Allàh un’altra divinità! In verità, io sono per voi, da parte sua, chiaro ammonitore!
- Pasquini
 52.
 كَذٰلِكَ ما أَتَى الَّذينَ مِن قَبلِهِم مِن رَسولٍ إِلّا قالوا ساحِرٌ أَو مَجنونٌ
 Non mai giunse un messaggero a quelli che li precedettero senza che gli dicessero: «Sei uno stregone, un pazzo!».
- Hamza P.
 e lo stesso accadde a ogni messaggero che giunse, anche quelli prima di loro altro non dissero che: «È un mago, è un invasato». [52]
- Zilio Grandi
 Così non giunsero Apostoli a quelli (che vissero) prima di loro, senza che (i destinatari del messaggio) dicessero: “È un mago!”, oppure “è un pazzo!”.
- Pasquini
 53.
 أَتَواصَوا بِهِ بَل هُم قَومٌ طاغونَ
 È questo quel che si sono tramandati [19] ? È davvero gente ribelle.
- Hamza P.
 Si sono trasmessi queste parole in eredità? No, è gente piena di ribellione. [53]
- Zilio Grandi
 Si sono forse esortati a vicenda a questo? Niente affatto! Sono un popolo di prevaricatori.
- Pasquini
 54.
 فَتَوَلَّ عَنهُم فَما أَنتَ بِمَلومٍ
 Volgi loro le spalle: non sarai biasimato [20] ;
- Hamza P.
 Dunque, volgi loro le spalle e non sarai biasimato [54]
- Zilio Grandi
 Allontanati da loro, poiché tu non sei biasimevole.
- Pasquini
 55.
 وَذَكِّر فَإِنَّ الذِّكرىٰ تَنفَعُ المُؤمِنينَ
 e ricorda, ché il ricordo giova ai credenti [21] .
- Hamza P.
 e avverti, perché l’avvertimento giova ai credenti.
- Zilio Grandi
 Rammenta (ai credenti l’incondivisa divinità di Allàh), poiché giova ai credenti il ricordo.
- Pasquini
 56.
 وَما خَلَقتُ الجِنَّ وَالإِنسَ إِلّا لِيَعبُدونِ
 È solo perché Mi adorassero che ho creato i dèmoni e gli uomini [22] .
- Hamza P.
 Ho creato i jinn e gli uomini solo perché Mi adorassero, [56]
- Zilio Grandi
 E Noi non creammo i ginn e gli uomini, se non perché mi adorino.
- Pasquini
 57.
 ما أُريدُ مِنهُم مِن رِزقٍ وَما أُريدُ أَن يُطعِمونِ
 Non chiedo loro nessun sostentamento e non chiedo che Mi nutrano.
- Hamza P.
 non voglio doni da loro, non voglio che Mi nutrano.
- Zilio Grandi
 Io non voglio da loro sostentamento, né voglio da loro che mi diano da mangiare.
- Pasquini
 58.
 إِنَّ اللَّهَ هُوَ الرَّزّاقُ ذُو القُوَّةِ المَتينُ
 In verità Allah è il Sostentatore, il Detentore della forza, l’Irremovibile.
- Hamza P.
 Dio è pieno di grazia, è il Forte, è il Saldo. [58]
- Zilio Grandi
 In verità, Allàh è il Dispensatore di sostentamento, dotato di enorme potenza.
- Pasquini
 59.
 فَإِنَّ لِلَّذينَ ظَلَموا ذَنوبًا مِثلَ ذَنوبِ أَصحٰبِهِم فَلا يَستَعجِلونِ
 Coloro che saranno stati ingiusti avranno la stessa sorte che toccò ai loro simili: non cerchino quindi di affrettarla.
- Hamza P.
 Gli ingiusti hanno colpe come le colpe dei loro compagni del passato, dunque non abbiano troppa fretta
- Zilio Grandi
 E, in verità, per quelli che trasgrediscono c’è una punizione della stessa natura della punizione dei loro compagni (del passato)! Perciò non sollecitateMi.
- Pasquini
 60.
 فَوَيلٌ لِلَّذينَ كَفَروا مِن يَومِهِمُ الَّذى يوعَدونَ
 Guai a coloro che non credono, per via del Giorno di cui sono stati minacciati.
- Hamza P.
 e badino bene, i miscredenti, al loro giorno promesso. [60]
- Zilio Grandi
 Guai a coloro che rifiutano di credere, in quel giorno, di cui hanno ricevuto la promessa.
- Pasquini

Note di Hamza Piccardo alla Sura

  • [1] ^ Le nuvole cariche di pioggia.
  • [2] ^ Le navi sulle onde del mare.
  • [3] ^ Gli angeli di Allah (gloria a Lui l’Altissimo).
  • [4] ^ Le orbite delle stelle.
  • [5] ^ II discorso è rivolto ai politeisti meccani in particolare (e a tutti i miscredenti in generale) i quali a proposito di Muhammad (pace e benedizioni su di lui) avevano opinioni divergenti: qualcuno lo trattava da poeta, altri da stregone, altri ancora dicevano che era posseduto dai dèmoni.
  • [6] ^ «è maldisposto [verso il Profeta] chi è maldisposto [verso Allah e la Sua Rivelazione].»
  • [7] ^ «i blasfemi»: quelli cioè che avanzano a proposito di Allah (gloria a Lui l’Altissimo) e della Resurrezione personalissime e contraddittorie ipotesi (vedi vers. 8 e la nota).
  • [8] ^ Nell’abisso della loro ignoranza, della loro miscredenza, dimenticano la Verità.
  • [9] ^ II diritto dei bisognosi sui beni concessi da Allah ad altri uomini è il fondamento della Zakât, uno dei cinque pilastri dell’Islàm (vedi Appendice 3).
  • [10] ^ «ciò che vi è stato promesso»: nel bene e nel male (Tabarî XXVI, 206).
  • [11] ^ … o Muhammad!
  • [12] ^ Si tratta degli angeli che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) inviò per annunciare ad Abramo che avrebbe avuto un figlio da Sara.
  • [13] ^ Naturalmente il vitello era arrostito e preparato. Il Corano trascura i particolari inessenziali.
  • [14] ^ II fatto che gli invitati, sazi della loro natura angelica, non toccassero cibo spaventò l’ignaro Abramo, che poteva interpretare il fatto come un segno di grande ostilità nei suoi confronti.
  • [15] ^ «contrassegnate»: secondo la tradizione su ognuno di quei blocchi c’era scritto il nome della persona cui era destinato.
  • [16] ^ «una casa di sottomessi»: la casa della famiglia di Lot, gente sottomessa ad Allah (muslim) ad eccezione della moglie di Lot, che trasgredì gli ordini dell’Altissimo e perì con gli altri peccatori.
  • [17] ^ «mentre ancora guardavano»: mentre osservano ignari i segni del cataclisma che si stava preparando.
  • [18] ^ «e quanto bene la distendemmo»: lett: «che Eccellente Distensore fummo».
  • [19] ^ «quel che si sono tramandati»: anche il male e l’ignoranza vengono dunque tramandati; i miscredenti sembrano lasciare i loro comportamenti in eredità ad altri miscredenti.
  • [20] ^ Lascia pure che percorrano fino in fondo la loro strada di perdizione.
  • [21] ^ II Ricordo di Allah, l’attività che meravigliosamente realizza ed esalta l’esistenza del credente, quanto di più utile e produttivo in senso assoluto possa fare l’uomo nella sua vita.
  • [22] ^ Ecco in estrema sintesi la risposta agli interrogativi esistenziali classici della filosofia. Siamo servi di Allah, il nostro fine è quello di adorarLo, veniamo da Lui che è il nostro Creatore, andiamo verso di Lui che è il nostro divenire.

Note di Mohammad Ali Amir-Moezzi alla traduzione di Zilio Grandi

  • Nota alla Sura Per la maggioranza dei commentatori, la sūra è meccana e risale probabilmente alla fase intermedia della predicazione di Muḥammad. Il titolo è tratto dal v. 1, che ricorre a un giuramento (qasam, cfr. 56:76, dove è definito «supremo»), figura retorica che incontreremo spesso nel testo, in particolare nelle rivelazioni dell’apostolato iniziale. La formula rituale, che sovente si dispiega su diversi versetti, prende a testimoni vari fenomeni naturali: il cielo, gli astri, il giorno e la notte, i venti, i luoghi sacri, ecc., se non addirittura tutto ciò che esiste e tende così verso l’astrazione (cfr. 69:38-39: «Lo giuro per quel che vedete e quel che non vedete»); forse anche certi riti preislamici, o addirittura la parola divina o lo stesso Dio. Questo modo caratteristico di esprimersi è di uso corrente nelle civiltà semitiche. Conviene osservare che le formule rituali, ancorché sorprendenti, non sono solo un artificio oratorio: manifestavano la volontà solenne di suffragare un discorso e attestare la veridicità di chi parla (l’espressione «in verità» che talvolta poniamo all’inizio di un discorso ne è come un’eco lontana e molto affievolita). Gli Arabi pagani non contravvenivano alla regola, come è attestato in 16:94 o in 5:53, ma soprattutto in 38:82, dove Satana stesso giura di fuorviare una parte dell’umanità. Che si trattasse di mantenere una promessa o di sostenere una verità, il giuramento invocava il castigo divino, se l’impegno fosse stato deliberatamente violato o pronunciato con leggerezza. A questo titolo, i giuramenti vincolavano fortemente chi li faceva, esponendo lo spergiuro alle conseguenze del suo atto. L’Islam non soppresse questa pratica culturale. I giuramenti, che restarono in uso sotto forma di voti relativi al rituale e di formule convenzionali nelle procedure giuridiche e nelle transazioni matrimoniali, furono oggetto di prescrizioni precise del diritto musulmano (cfr. Dc 361-362). I giuramenti che aprono le sūre in questione riproducono il linguaggio oracolare degli indovini preislamici, ma evocano anche la scrittura giudaico-cristiana, dove Dio attesta la verità delle Sue parole mediante giuramenti: «Perciò ho giurato nella mia ira: “Non entreranno nel luogo del mio riposo”» (Sal 95:11). Un altro tratto sorprendente dei prologhi rituali delle rivelazioni meccane è che la dimensione assertiva possiede anche un aspetto retorico e letterario: il giuramento non è generico, ma è in rapporto con il tema chiave della sūra, il più delle volte una scena escatologica terrificante. I termini utilizzati hanno posto problemi d’interpretazione ai lessicografi medievali. L’oscurità è la stessa che caratterizza gli oracoli preislamici e le formule magiche: intenzionale, essa rafforza l’impatto emotivo nell’ascoltatore. Un’altra questione ostica si pone sul piano teologico: se è Dio a parlare, Lui che per definizione è Verità (al-Ḥaqq, uno dei Suoi nomi), che bisogno ha di attestare la veridicità del Suo discorso? Le risposte dei teologi rivelano imbarazzo. Per certi commentatori, Dio non può proferire tali formule, che quindi bisogna considerare come pronunciate dagli angeli; per altri, Dio adotta semplicemente una modalità di comunicazione comune presso gli Arabi contemporanei del Profeta. La sūra consiste di tre parti ben distinte. La prima, basata sull’efficacia rituale, mette agli antipodi gli increduli e le anime nelle quali gli ammonimenti di Muḥammad hanno dato frutti. La seconda (vv. 24-46) è un breve cenno alla storia sacra; solo l’episodio di Abramo è un po’ meno scarno. È presente comunque il filo conduttore che sarà sviluppato nei passi simili delle sūre successive: l’esperienza vissuta dall’inviato è proiettata simbolicamente sui profeti del passato, anche loro sono tacciati di essere dei maghi e dei posseduti (v. 52); la vita di Muḥammad diviene l’esempio su cui si modella quella degli altri profeti, il metro su cui si misura la loro storia, giacché anch’essi si esprimono come lui (v. 43) e lanciano invano avvertimenti simili a suoi. Allo stesso modo Muḥammad è «un ammonitore, come gli ammonitori che vennero prima» (53:56). La terza parte unisce in brevi frasi esortazioni e minacce abituali nel testo e richiama altri passi analoghi, ma nel v. 56, lapidario nella sua concisione, riassume meglio che altrove la servitù ontologica rispetto a Dio e la finalità della creazione.
  • [1] ^ Si prendono qui a testimonianza i fenomeni naturali. «Creature che disseminano»: per i commentatori, i venti vorticosi che sollevano e disseminano la polvere al loro passaggio; il «fardello» sarebbe la pioggia accumulata da questi venti; «scorrono» farebbe riferimento alle imbarcazioni che navigano il mare, e il soggetto di «distribuiscono» sarebbero gli angeli. Tutti questi termini designano movimenti rapidi, annunciatori di un evento violento, una tempesta o un naufragio in mare. Il v. 4 non può dunque non evocare un esito tragico che, contrariamente ai preludi rituali alle altre sūre, è designato per nome nel v. 7: si tratta del giorno del giudizio, e il passo invita a temere l’avvenimeno traumatico. Queste immagini sono, in altri termini, l’anticipazione di uno sconvolgimento annunciato, una visione parziale dei «segni dell’ora». Si noterà anche lo stretto rapporto fra il quadro iniziale e le scene di castigo dei popoli menzionati nel seguito nella sūra: polvere di «pietre d’argilla» (v. 33) per il popolo di Lot, «vento devastante» (v. 41) per quello degli ‘Ad, «fulmine» (v. 44) per i Thamūd. La catastrofe è giunta dal cielo per ciascuno di loro, come i venti del discorso: non c’è dunque affatto bisogno di evocare il diluvio del popolo di Noè, pur menzionato nel v. 46.
  • [7] ^ «La sua nervatura»: si tratta delle stelle e delle costellazioni che abbondano nel cielo dei paesi aridi e danno l’impressione di formare le maglie di un tessuto. Nell’immaginario coranico costituiscono un baluardo efficace, che impedisce ai demoni di accedere al mondo superiore (cfr. il commento a 15:17-18 e Dc 833).
  • [8] ^ Da accostare a 50:5; secondo i commentatori, i due versetti si chiariscono l’un l’altro. Il «discorso» da cui questi increduli sono deviati ruota intorno a Muḥammad e alle rivelazioni ricevute.
  • [12] ^ «Il giorno della religione»: quello del giudizio ultimo.
  • [15] ^ Il versetto, breve come la maggior parte delle rivelazioni meccane, evoca sinteticamente il paradiso in due elementi essenziali: un giardino e delle fonti.
  • [17] ^ Questi credenti sacrificano il sonno notturno alle preghiere. Il Corano definisce in ben altri modi l’uomo pio e caritatevole, insistendo su diverse virtù cardinali (cfr., per esempio, 70:23-33; 33:35). Ma una sola di queste caratteristiche è menzionata qui, per sottolineare che questi compagni si comportano seguendo l’esempio del Profeta, il quale si svegliava di notte per pregare (cfr. 73:2), abitudine sufficiente a farne l’antitesi degli empi. Il versetto riecheggia 39:9, ma qui le cose sono dette con maggiore precisione.
  • [18] ^ Qui si rendono particolarmente meritorie le invocazioni rivolte entro la fine della notte e il richiamo alla preghiera che precede il levar del sole (ṣalāt al-fajr).
  • [19] ^ I commentatori distinguono in generale il «mendicante» (sā’il) dal «misero» (mahrūm): il primo è un povero che reclama la carità, il secondo dissimula la sua miseria e non osa chiedere l’elemosina, è cioè un indigente contegnoso. La distinzione ritorna anche altrove (cfr. 70:25). Per altre osservazioni sulla carità, cfr. i commenti a 2:215, 262.
  • [20] ^ I segni sono innumerevoli e il Corano ne cita un certo numero nella maggior parte delle sūre, desumendoli dalle realtà materiali, dalla storia dei popoli passati o dal mondo psichico.
  • [21] ^ «Nelle vostre persone»: i vostri corpi come le vostre anime.
    Secondo il Corano, tutto il cosmo nel senso più ampio, materiale o no, porta un segno divino per chiunque non veda nelle realtà percettibili dei semplici fenomeni da constatare, ma dei simboli da decifrare nell’opera del Creatore.
  • [22] ^ «La vostra ricchezza»: la sussistenza che l’uomo ricava per esempio dalla pioggia, propizia alle colture. «Quel che vi è stato promesso»: il premio di ciascuno scritto nel libro celeste dei destini. La parola «cielo» è considerata qui in due significati, proprio e metaforico: il cielo della nostra terra consente la vita del mondo di quaggiù; il cielo spirituale assicurerà la felicità dell’altra vita.
  • [35] ^ La «città» è quella del popolo di Lot, Sodoma o Gomorra della Pentapoli. La «sola casa» in possesso della fede è quella del Profeta e delle sue due figlie, che praticano il culto della sottomissione a Dio, di cui l’Islam non è che l’ultima forma.
  • [37] ^ «Un segno»: le vestigia delle città distrutte per essersi ribellate a Dio (cfr. il commento a 3:137).
  • [47] ^ La «solidità» del cielo è un «segno» nelle sūre meccane. In 67:3, la creazione è senza «fessure». In 79:28, il cielo è «modellato». «Noi siamo gli allargatori»: Dio è in grado di dilatare i confini del cielo; affermazione dell’onnipotenza di Dio.
  • [48] ^ Anche questa immagine è privilegiata nelle sūre meccane. Più precisamente, la terra è descritta come simile a un tappeto (cfr. 71:19) e le montagne sono i pioli che la fissano saldamente, per impedirle di capovolgersi e annientare l’umanità (cfr. 16:15).
  • [49] ^ «Di ogni cosa abbiamo creato una coppia»: i commentatori ricordano che l’universo è segnato dalla duplicità (i due sessi di ogni specie, la luce e le tenebre, la fede e la miscredenza, ecc.), e solo Dio non ha nulla che gli possa essere opposto o complementare.
  • [50] ^ A parlare questa volta è il Profeta. «Fuggite presso il Signore»: trovate rifugio presso di Lui, perché è presso Dio che si trova la felicità suprema.
  • [52] ^ Per sottrarsi agli inviti di Muḥammad, i suoi avversari lo accusavano regolarmente di essere un pazzo, un poeta (cfr. il commento a 21:5), un posseduto, un mago. Tali epiteti dispregiativi o ingiuriosi a volte vanno addirittura insieme, come in questo caso, o in 37:36 («poeta invasato») e 52:29 («indovino … invasato»). Cfr. anche Dc 319-320 e 653-655.
  • [53] ^ Gli interlocutori di Muḥammad parlano esattamente come i popoli avvertiti invano dai profeti citati in precedenza. La storia dell’umanità rivela inoltre una delle sue costanti: è invariabilmente esposta a rifiutare i profeti venuti ad avvertirla, e a deviare dalla rivelazione originale.
  • [54] ^ L’idea espressa qui è che il Profeta non ha altra funzione se non quella di avvertire i concittadini meccani: il castigo divino che li attende non riguarda il Profeta (cfr. 3:128), che non deve chiedere conto a loro (cfr.
    6:52), e neanche proteggerli (cfr. 17:54). Egli non è altro che un «ammonitore» (mudhakkir, 88:21), con il compito di «comunicare chiaramente il messaggio» (al-balāgh al-mubīn): è in questo che consiste la sua funzione di nadhīr («ammonitore»). In compenso, al momento del giudizio finale dell’umanità, avrà la missione di testimoniare a favore o contro di loro.
  • [56] ^ Versetto di capitale importanza che esprime la natura e la finalità della creazione, che non è vana, come è detto varie volte, ma ha il fine di onorare il Creatore. La condizione dell’uomo è la ‘ubūdiyya, uno stato di dipendenza originaria nei Suoi confronti: adorare Dio non è altro che riconoscere, attraverso la lingua, i gesti e il comportamento quotidiano, questa condizione di servitù ontologica. Nella rappresentazione coranica l’uomo non è il re della creazione, ma si trova a metà strada fra essa e il Creatore: quella è fatta per lui, ma al tempo stesso lui è fatto per Dio. Così si spiega perché in 24:41 in tutto l’universo, in cielo come in terra, «tutti lodano Dio» e «ognuno sa come pregare e come glorificare» (cfr. anche 6:76-78, dove gli astri fanno professione di fede monoteista); l’uomo, adorando Dio, non fa che ritrovare il suo posto e la sua vocazione naturali nel «concerto» della creazione. Questa dossologia è ripetuta nel primo versetto di cinque sūre: 57, 59, 61 e 62. Anche nella Bibbia è detto: «Lodate il Signore dai cieli, lodatelo nell’alto dei cieli … Lodatelo, sole e luna, lodatelo, voi tutte, fulgide stelle … Lodate il Signore dalla terra, mostri marini e voi tutti, abissi, fuoco e grandine, neve e nebbia, vento di bufera che esegue la sua parola, monti e voi tutte, colline, alberi da frutto e voi tutti, cedri, voi, bestie e animali domestici, rettili e uccelli alati» (Sal 148:1-10).
  • [58] ^ È raro che un versetto sia costituito, come in questo caso, soltanto da nomi divini. Quelli menzionati qui sono in rapporto con il resto della sūra. Un altro esempio tipico di questa caratteristica strutturale è la sūra 55, interamente costruita attorno al nome divino al-Raḥmān e che si conclude con Dhū l-jalāl wa l-ikrām («il Maestoso, il Generoso). Nelle rivelazioni più tarde i versetti a volte terminano con una chiusa formata da due nomi divini.
  • [60] ^ «Giorno promesso»: il giorno in cui saranno giudicati.

Note di Abdur Rahman Pasquini alla Sura

  • [1] ^ Nome del popolo che aveva affermato la sua potenza sulla Terra dopo la distruzione degli ‘Ād. Discendevano da Thamūd, figlio di ‘Abir, figlio di Sem, figlio di Noè. Divenuti senza dio e arroganti, Allàh inviò loro il Profeta Ṣāliḥ con un segno, la cammella miracolosa, con cui essi avrebbero dovuto dividere l’acqua e che avrebbero dovuto lasciar pascolare liberamente nel loro territorio in un periodo di siccità e carestia. La sgarrettarono e Allàh li distrusse per la loro miscredenza.