

Sura LII
At-Tûr
Il Monte
Pre-Eg. n. 76. Di 49 versetti. Il nome della sura deriva dal vers. 1.
La traduzione Bausani non ha testi importati per la sura 52 (controllare l'import: al momento sono disponibili principalmente le sure 100–114).
وَالطّورِ
Per il Monte [1] ,
- Hamza P.
- Hamza P.
Per il monte. [1]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Per aṭ-Ṭūr [1] (il Monte Sinai)!
- Pasquini
- Pasquini
وَكِتٰبٍ مَسطورٍ
per un Libro scritto
- Hamza P.
- Hamza P.
Per un libro scritto [2]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Per un Libro vergato
- Pasquini
- Pasquini
فى رَقٍّ مَنشورٍ
su pergamena distesa,
- Hamza P.
- Hamza P.
su pergamena distesa. [3]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
su pergamena spiegata!
- Pasquini
- Pasquini
وَالبَيتِ المَعمورِ
per la Casa visitata [2] ,
- Hamza P.
- Hamza P.
Per la casa frequentata. [4]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Per la Casa popolata,
- Pasquini
- Pasquini
وَالسَّقفِ المَرفوعِ
per la volta elevata [3] ,
- Hamza P.
- Hamza P.
Per la cupola alta. [5]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
per la volta elevata,
- Pasquini
- Pasquini
وَالبَحرِ المَسجورِ
per il mare ribollente.
- Hamza P.
- Hamza P.
Per il mare gonfio. [6]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
per il mare gonfio!
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّ عَذابَ رَبِّكَ لَوٰقِعٌ
Il castigo del tuo Signore avverrà inevitabilmente,
- Hamza P.
- Hamza P.
Il castigo del tuo Signore accadrà, [7]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
In verità, con certezza il castigo del tuo Signore si verificherà
- Pasquini
- Pasquini
ما لَهُ مِن دافِعٍ
nessuno potrà impedirlo.
- Hamza P.
- Hamza P.
nulla lo potrà impedire,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
- e non ci sarà nessuno capace di impedirlo -
- Pasquini
- Pasquini
يَومَ تَمورُ السَّماءُ مَورًا
Il Giorno in cui il cielo tremante tremerà [4]
- Hamza P.
- Hamza P.
nel giorno in cui il cielo si squasserà [9]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
il giorno nel quale il cielo oscillerà con un moto pendolare
- Pasquini
- Pasquini
وَتَسيرُ الجِبالُ سَيرًا
e le montagne si metteranno in marcia,
- Hamza P.
- Hamza P.
e i monti cammineranno. [10]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
e le montagne viaggeranno!
- Pasquini
- Pasquini
فَوَيلٌ يَومَئِذٍ لِلمُكَذِّبينَ
guai in quel Giorno, a coloro che tacciano di menzogna,
- Hamza P.
- Hamza P.
Badino bene, in quel giorno, quelli che smentiscono
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quel giorno saranno guai per coloro che smentiscono
- Pasquini
- Pasquini
الَّذينَ هُم فى خَوضٍ يَلعَبونَ
a coloro che si dilettano nella vanità!
- Hamza P.
- Hamza P.
e si divertono, loro sì, vaneggiando,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
e si divertono nel vaniloquio!
- Pasquini
- Pasquini
يَومَ يُدَعّونَ إِلىٰ نارِ جَهَنَّمَ دَعًّا
Il Giorno in cui saranno spinti brutalmente nel fuoco dell’Inferno,
- Hamza P.
- Hamza P.
un giorno in cui saranno spinti a forza nel fuoco della Geenna. [13]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Quello è il giorno in cui saranno sospinti a forza verso il fuoco di giahànnam [2]
- Pasquini
- Pasquini
هٰذِهِ النّارُ الَّتى كُنتُم بِها تُكَذِّبونَ
[sarà detto loro]: «Ecco il fuoco che tacciavate di menzogna!
- Hamza P.
- Hamza P.
«Il fuoco che avete accusato di menzogna è questo.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
e questo è il fuoco di cui voi smentivate l’esistenza!
- Pasquini
- Pasquini
أَفَسِحرٌ هٰذا أَم أَنتُم لا تُبصِرونَ
E magia questa? O siete voi che non vedete?
- Hamza P.
- Hamza P.
È una magia oppure non vedete?
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
È forse questa una magia, oppure non avete ancora aperto gli occhi?
- Pasquini
- Pasquini
اصلَوها فَاصبِروا أَو لا تَصبِروا سَواءٌ عَلَيكُم إِنَّما تُجزَونَ ما كُنتُم تَعمَلونَ
Entrateci! Che lo sopportiate oppure no, sarà per voi la stessa cosa. Sarete compensati solo di quello che avrete fatto».
- Hamza P.
- Hamza P.
Arrostiteci dentro e siate pazienti, oppure non siate pazienti, è lo stesso per voi, comunque siete ripagati di quel che avete compiuto.»
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Arrostite dentro esso (fuoco)! Che siate pazienti o non lo siate, sarà la stessa cosa per voi. Soltanto, riceverete la ricompensa per ciò che facevate.
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّ المُتَّقينَ فى جَنّٰتٍ وَنَعيمٍ
In verità i timorati saranno nei Giardini, nelle delizie,
- Hamza P.
- Hamza P.
Quelli che temono il Signore staranno nei giardini, beati,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
In verità, i timorati saranno in Giardini e in Na’īm [3].
- Pasquini
- Pasquini
فٰكِهينَ بِما ءاتىٰهُم رَبُّهُم وَوَقىٰهُم رَبُّهُم عَذابَ الجَحيمِ
a godersi quello che il loro Signore avrà dato loro.
Il loro Signore li avrà preservati dal castigo della Fornace [5] .
- Hamza P.
Il loro Signore li avrà preservati dal castigo della Fornace [5] .
- Hamza P.
lieti di quel che il loro Signore avrà dato loro, il loro Signore li avrà preservati dal castigo della fornace:
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Raggianti di gioia saranno, per ciò che il loro Signore, dopo averli salvati dal castigo di giaḥīm [4], avrà dato loro.
- Pasquini
- Pasquini
كُلوا وَاشرَبوا هَنيـًٔا بِما كُنتُم تَعمَلونَ
[Sarà detto loro]: «Mangiate e bevete in serenità, [ricompensa questa] per quel che avete fatto!».
- Hamza P.
- Hamza P.
«Mangiate e bevete in tutta comodità, per quel che avete compiuto».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Mangiate, bevete e: “Salute!” (sarà detto loro) “per ciò che facevate!”.
- Pasquini
- Pasquini
مُتَّكِـٔينَ عَلىٰ سُرُرٍ مَصفوفَةٍ وَزَوَّجنٰهُم بِحورٍ عينٍ
[Staranno] appoggiati su divani disposti in ranghi e daremo loro in spose le fanciulle dai grandi occhi neri.
- Hamza P.
- Hamza P.
Distesi su letti schierati, avranno spose dagli occhi nerissimi.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Essi staranno adagiati, comodamente, su letti disposti in file e Noi li ammoglieremo con Ḥūrun ‘īn (giovinette dagli occhi grandi e belli).
- Pasquini
- Pasquini
وَالَّذينَ ءامَنوا وَاتَّبَعَتهُم ذُرِّيَّتُهُم بِإيمٰنٍ أَلحَقنا بِهِم ذُرِّيَّتَهُم وَما أَلَتنٰهُم مِن عَمَلِهِم مِن شَيءٍ كُلُّ امرِئٍ بِما كَسَبَ رَهينٌ
Coloro che avranno creduto e che saranno stati seguiti nella fede dalla loro progenie, Noi li riuniremo ai loro figli. Non diminuiremo in nulla il merito delle loro azioni, poiché ognuno è pegno di quello che si sarà guadagnato.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quelli che hanno creduto, se la loro discendenza li seguirà nella fede, li riuniremo alla loro discendenza e non li defrauderemo di alcuna azione, ciascuno è pegno di ciò che si è acquistato. [21]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Coloro i quali credono - e li seguì nella fede la loro discendenza - Noi li faremo riunire alla loro discendenza e non toglieremo nulla dalle loro opere. Ogni uomo è responsabile delle sue azioni.
- Pasquini
- Pasquini
وَأَمدَدنٰهُم بِفٰكِهَةٍ وَلَحمٍ مِمّا يَشتَهونَ
Provvederemo loro i frutti e le carni che desidereranno.
- Hamza P.
- Hamza P.
Daremo loro in abbondanza quel che vorranno, frutti, carne,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Noi forniremo loro frutta e carne, secondo i loro desideri,
- Pasquini
- Pasquini
يَتَنٰزَعونَ فيها كَأسًا لا لَغوٌ فيها وَلا تَأثيمٌ
Si scambieranno un calice immune da vanità o peccato.
- Hamza P.
- Hamza P.
si contenderanno un calice che non rende stolti e non induce al peccato, [23]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
faremo girare fra loro, in esso (il Paradiso), una coppa, in cui non ci sarà vaniloquio, non ci sarà peccato
- Pasquini
- Pasquini
وَيَطوفُ عَلَيهِم غِلمانٌ لَهُم كَأَنَّهُم لُؤلُؤٌ مَكنونٌ
E per servirli circoleranno tra loro giovanetti simili a perle nascoste.
- Hamza P.
- Hamza P.
e tra loro andranno fanciulli come perle nascoste. [24]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
e circoleranno tra loro giovinetti dalla bianchezza splendente, come perle ben custodite.
- Pasquini
- Pasquini
وَأَقبَلَ بَعضُهُم عَلىٰ بَعضٍ يَتَساءَلونَ
Si andranno vicendevolmente incontro, interpellandosi.
- Hamza P.
- Hamza P.
Alcuni si avvicineranno ad altri e si faranno domande. [25]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Essi (i beati) staranno gli uni davanti agli altri e si faranno domande gli uni gli altri.
- Pasquini
- Pasquini
قالوا إِنّا كُنّا قَبلُ فى أَهلِنا مُشفِقينَ
Diranno: «Vivevamo tra la nostra gente nel timore [di Allah]
- Hamza P.
- Hamza P.
Diranno: «Prima, tra di noi, ci angustiavamo, [26]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Diranno: “In verità, noi, prima, eravamo trepidanti nella nostra famiglia,
- Pasquini
- Pasquini
فَمَنَّ اللَّهُ عَلَينا وَوَقىٰنا عَذابَ السَّمومِ
ma Allah ci ha favorito e ci ha protetti dal castigo del Soffio Infuocato [6] .
- Hamza P.
- Hamza P.
ma Dio è stato buono con noi, ci ha preservato dal castigo del vento infuocato. [27]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
ma Allàh ci ha favorito e ci ha preservato dal castigo del Samūm [5].
- Pasquini
- Pasquini
إِنّا كُنّا مِن قَبلُ نَدعوهُ إِنَّهُ هُوَ البَرُّ الرَّحيمُ
Già noi Lo invocavamo.
Egli è veramente il Caritatevole, il Misericordioso».
- Hamza P.
Egli è veramente il Caritatevole, il Misericordioso».
- Hamza P.
Prima lo invocavamo, Egli è il Pietoso, il Compassionevole».
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
In verità, noi lo supplicavamo prima e, in verità, Egli è al-Bàrru (il Pietoso), al-Rahìm (il Clementissimo)!”.
- Pasquini
- Pasquini
فَذَكِّر فَما أَنتَ بِنِعمَتِ رَبِّكَ بِكاهِنٍ وَلا مَجنونٍ
Ammonisci dunque, poiché per grazia del tuo Signore non sei né un indovino né un folle.
- Hamza P.
- Hamza P.
Dunque ricorda: tu, per grazia di Dio, non sei né un indovino né un invasato. [29]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Perciò tu richiama alla memoria (il dovere d’obbedienza ad Allàh)! Tu, per grazia del tuo Signore, non sei un indovino, né un pazzo.
- Pasquini
- Pasquini
أَم يَقولونَ شاعِرٌ نَتَرَبَّصُ بِهِ رَيبَ المَنونِ
Diranno: «È un poeta, aspettiamo che subisca qualche vicissitudine mortale» [7] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Oppure diranno: «È un poeta, aspettiamo che lo colga una disgrazia». [30]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
“Egli è un poeta e noi stiamo aspettando di vedere ciò che l’imponderabilità della sorte gli riserva!”. È così che dicono (di te)?
- Pasquini
- Pasquini
قُل تَرَبَّصوا فَإِنّى مَعَكُم مِنَ المُتَرَبِّصينَ
Di’: «Aspettate, ché anch’io aspetterò con voi».
- Hamza P.
- Hamza P.
E tu rispondi: «Aspettate, e anch’io aspetterò con voi». [31]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Tu, allora, di’: “Aspettate pure, anche io (starò) con voi tra coloro che aspettano”.
- Pasquini
- Pasquini
أَم تَأمُرُهُم أَحلٰمُهُم بِهٰذا أَم هُم قَومٌ طاغونَ
E la loro ragione che li induce a ciò, o sono un popolo di superbi?
- Hamza P.
- Hamza P.
Ricevono ordini in sogno? Sono gente ribelle? [32]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Sono i loro sogni a ordinare loro ciò, oppure sono un popolo di prevaricatori?
- Pasquini
- Pasquini
أَم يَقولونَ تَقَوَّلَهُ بَل لا يُؤمِنونَ
Diranno: «Lo ha inventato lui stesso».
Piuttosto [sono loro che] non vogliono credere.
- Hamza P.
Piuttosto [sono loro che] non vogliono credere.
- Hamza P.
Oppure diranno: «Se l’è inventato lui». No, non credono. [33]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Essi dicono: “È un parto della sua fantasia!”. No! Essi non sono credenti!
- Pasquini
- Pasquini
فَليَأتوا بِحَديثٍ مِثلِهِ إِن كانوا صٰدِقينَ
Producano dunque un discorso simile a questo, se sono sinceri.
- Hamza P.
- Hamza P.
Portino allora un racconto come questo, se sono sinceri.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Presentino un discorso simile a esso (al Sublime Corano), se sono veritieri.
- Pasquini
- Pasquini
أَم خُلِقوا مِن غَيرِ شَيءٍ أَم هُمُ الخٰلِقونَ
Sono stati forse creati dal nulla oppure sono essi stessi i creatori?
- Hamza P.
- Hamza P.
Sono stati creati dal nulla? Sono i creatori?
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Essi sono forse stati creati senza uno scopo? Sono, forse, loro i creatori?
- Pasquini
- Pasquini
أَم خَلَقُوا السَّمٰوٰتِ وَالأَرضَ بَل لا يوقِنونَ
O hanno creato i cieli e la terra? In realtà non sono affatto convinti [8] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Hanno creato loro i cieli e la terra? No, non hanno fede certa.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Hanno, forse, creato loro i cieli e la Terra? No! Non hanno alcuna credenza certa.
- Pasquini
- Pasquini
أَم عِندَهُم خَزائِنُ رَبِّكَ أَم هُمُ المُصَۣيطِرونَ
Hanno presso di loro i tesori del tuo Signore o sono loro i dominatori?
- Hamza P.
- Hamza P.
Possiedono i tesori del tuo Signore? Sono i supremi sovrani?
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ci sono, forse, presso di loro i tesori del tuo Signore? Son essi, forse, ad avere il predominio?
- Pasquini
- Pasquini
أَم لَهُم سُلَّمٌ يَستَمِعونَ فيهِ فَليَأتِ مُستَمِعُهُم بِسُلطٰنٍ مُبينٍ
Hanno forse una scala per ascoltare [9] ? Chi ascolta per conto loro, lo provi irrefutabilmente.
- Hamza P.
- Hamza P.
Hanno una scala sulla quale salgono per ascoltare? Allora, chi ha ascoltato porti una prova chiara. [38]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Possiedono essi una scala, stando sulla quale origliano? Porti, allora, il loro origliatore una autorità manifesta!
- Pasquini
- Pasquini
أَم لَهُ البَنٰتُ وَلَكُمُ البَنونَ
[Allah] avrebbe forse figlie e voi figli [10] ?
- Hamza P.
- Hamza P.
A Lui figlie femmine e a voi figli maschi? [39]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Forse che a Lui le figlie e a voi i figli?
- Pasquini
- Pasquini
أَم تَسـَٔلُهُم أَجرًا فَهُم مِن مَغرَمٍ مُثقَلونَ
Forse chiedi loro un compenso, [tale] che si sentano gravati da un peso insopportabile [11] ?
- Hamza P.
- Hamza P.
Chiederai loro un compenso, mentre sono oberati dai debiti?
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Chiedi tu, forse, a loro una ricompensa, a loro che sono oberati dai debiti?
- Pasquini
- Pasquini
أَم عِندَهُمُ الغَيبُ فَهُم يَكتُبونَ
Possiedono l’invisibile in modo tale da descriverlo?
- Hamza P.
- Hamza P.
Conoscono il mistero? Lo mettono per iscritto? [41]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Conoscono essi forse il mistero e lo mettono per iscritto?
- Pasquini
- Pasquini
أَم يُريدونَ كَيدًا فَالَّذينَ كَفَروا هُمُ المَكيدونَ
Vogliono tramare un’insidia? Saranno piuttosto i miscredenti ad essere ingannati.
- Hamza P.
- Hamza P.
Vogliono tendere insidie? Ma le insidie le subiranno i miscredenti. [42]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Vogliono (ordire) un complotto? Coloro i quali rifiutano di credere saranno loro le vittime del complotto che avranno ordito!
- Pasquini
- Pasquini
أَم لَهُم إِلٰهٌ غَيرُ اللَّهِ سُبحٰنَ اللَّهِ عَمّا يُشرِكونَ
Oppure hanno un altro dio all’infuori di Allah? Gloria a Lui, Egli è ben al di sopra di quanto [Gli] associano.
- Hamza P.
- Hamza P.
Hanno un dio che non è Dio? Dio sia glorificato, Egli è ben oltre quel che Gli associano.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Hanno essi, forse, una divinità diversa da Allàh, mentre la divinità di Allàh è incondivisa, nonostante quello che gli associano?
- Pasquini
- Pasquini
وَإِن يَرَوا كِسفًا مِنَ السَّماءِ ساقِطًا يَقولوا سَحابٌ مَركومٌ
Se vedessero cadere un pezzo di cielo, direbbero: «E un cumulo di nuvole».
- Hamza P.
- Hamza P.
Se vedessero cadere lembi di cielo direbbero che sono ammassi di nuvole, [44]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Se dovessero vedere un pezzo di cielo cadere, essi direbbero: “È una nuvola accumulata!”.
- Pasquini
- Pasquini
فَذَرهُم حَتّىٰ يُلٰقوا يَومَهُمُ الَّذى فيهِ يُصعَقونَ
Lasciali [stare] dunque, finché non incontreranno quel loro Giorno [12] in cui saranno folgorati,
- Hamza P.
- Hamza P.
dunque allontanati da loro, vanno incontro al loro giorno, il giorno in cui verranno fulminati,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Perciò lasciali, finché incontreranno questo loro giorno nel qual saranno colpiti dalla folgore,
- Pasquini
- Pasquini
يَومَ لا يُغنى عَنهُم كَيدُهُم شَيـًٔا وَلا هُم يُنصَرونَ
il Giorno in cui la loro astuzia non gioverà loro in alcunché e non saranno aiutati.
- Hamza P.
- Hamza P.
il giorno in cui le loro insidie non serviranno a nulla e nessuno li soccorrerà.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
il giorno, nel quale non servirà loro a nulla il loro stratagemma e (nel quale) non riceveranno soccorso.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِنَّ لِلَّذينَ ظَلَموا عَذابًا دونَ ذٰلِكَ وَلٰكِنَّ أَكثَرَهُم لا يَعلَمونَ
In verità gli ingiusti saranno puniti già prima di quello. Ma la maggior parte di loro non lo sa.
- Hamza P.
- Hamza P.
Per i colpevoli c’è un altro castigo oltre a questo, ma la gran parte di loro non sa nulla. [47]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
In verità, per i prevaricatori c’è un castigo, oltre a questo! Però la maggior parte di loro non lo sanno.
- Pasquini
- Pasquini
وَاصبِر لِحُكمِ رَبِّكَ فَإِنَّكَ بِأَعيُنِنا وَسَبِّح بِحَمدِ رَبِّكَ حينَ تَقومُ
Sopporta con pazienza il decreto del tuo Signore [13] , poiché in verità sei sotto i Nostri occhi. Glorifica e loda il tuo Signore quando ti alzi,
- Hamza P.
- Hamza P.
Sii paziente di fronte al giudizio del tuo Signore, sei sotto i Nostri occhi.
Glorifica il tuo Signore quando ti alzi, [48]
- Zilio Grandi
Glorifica il tuo Signore quando ti alzi, [48]
- Zilio Grandi
Pazienta riguardo alla sentenza del Tuo Signore, poiché tu, in verità, sei sotto i nostri occhi. Proclama, perciò, la divinità incondivisa del tuo Signore e la Sua lode, quando ti alzi
- Pasquini
- Pasquini
وَمِنَ الَّيلِ فَسَبِّحهُ وَإِدبٰرَ النُّجومِ
e glorificaLo durante la notte e al declinare delle stelle.
- Hamza P.
- Hamza P.
e anche di notte, celebra la Sua lode quando tramontano le stelle.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
e proclama la Sua divinità incondivisa durante una parte della notte e allo svanire delle stelle.
- Pasquini
- Pasquini
Note di Hamza Piccardo alla Sura
- [1] ^ Il Sinai, il monte per antonomasia, sul quale Mosè ricevette le Tavole della Legge.
- [2] ^ La celeste dimora popolata dagli angeli simmetria celeste della Ka‘ba frequentata dai pellegrini ventiquattro ore su ventiquattro.
- [3] ^ Il cielo.
- [4] ^ Tremante per il timor di Allah, tremerà nello sconvolgimento del Giorno del Giudizio.
- [5] ^ «la Fornace»: uno dei nomi dell’Inferno.
- [6] ^ «il Soffio Infuocato»: una delle pene dell’Inferno.
- [7] ^ Un giorno che i Quraysh si erano riuniti per discutere i provvedimenti da prendere contro l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui), uno di loro se ne sortì con la proposta di imprigionarlo e lasciarlo morire di stenti.
- [8] ^ «non sono affatto convinti»: del castigo che li attende nell’altra vita.
- [9] ^ «una scala per ascoltare»: quello che avviene in cielo.
- [10] ^ A proposito delle «figlie» che i pagani attribuivano ad Allah, vedi nota a XVI, 57.
- [11] ^ Se Muhammad (pace e benedizioni su di lui) avesse chiesto un compenso per trasmettere agli uomini il Sublime Corano, per retribuire un così immenso servigio certamente gli uomini avrebbero dovuto indebitarsi pesantemente.
- [12] ^ «Subiranno le conseguenze del loro comportamento prima che giunga il Giorno del Giudizio finale, la loro vita terrena sarà gravata da angoscia e disperazione.
- [13] ^ Allah (gloria a Lui l’Altissimo) invita il Suo Profeta (pace e benedizioni su di lui) a sopportare virilmente le molestie e gli scherni dei miscredenti e lo rassicura del fatto che Egli veglia su di lui.
Versione cartacea de Il Corano - Hamza Roberto Piccardo
Note di Mohammad Ali Amir-Moezzi alla traduzione di Zilio Grandi
- Nota alla Sura La sūra, considerata anteriore all’egira dalla tradizione, potrebbe appartenere per intero alla prima o alla seconda fase della predicazione di Muḥammad, tranne il v. 21. Inizia con un preambolo sotto forma di giuramento, che attesta la terribile realtà della fine del mondo (vv. 1-12), sulla quale si articola naturalmente un quadro degli eletti e dei dannati nell’aldilà. Nella seconda parte, il Profeta replica, in nome di Dio, agli scherni degli increduli sul suo messaggio, con una serie di domande di cui si può supporre conoscessero già le risposte. Questa sezione è anch’essa contenuta in sintesi nel giuramento iniziale, che menziona nel v. 2 uno scritto celeste. Le domande poste mirano a mettere in difficoltà gli interlocutori, nella speranza di suscitare in loro un ravvedimento salutare, esattamente come la scena infernale anticipata nella prima parte. Le domande si ritrovano nelle sūre successive, dove offrono lo spunto per nuovi sviluppi. La conclusione, in cui Muḥammad è chiamato a lodare Dio, è quella di molte sūre meccane.
- [1] ^ «Il monte» (al-ṭūr): il Sinai (Sīnīn o Sīnā’/Saynā‘ in arabo), qui preso a testimone di un giuramento (cfr. l’introduzione alla sūra 51). La parola al-ṭūr è un prestito dalla lingua siriaca e significa «bella montagna elevata».
- [2] ^ «Libro scritto»: per i commentatori, è il Corano celeste, l’archetipo della parola divina, o il libro degli atti e dei destini umani. Ma potrebbe anche essere il Pentateuco, se il versetto completa il precedente, dato che Mosè sul Sinai ricevette le tavole della legge. Così il giuramento, a differenza della sūra 51, fa riferimento a dei luoghi sacri, come accade anche per le sūre 68, 90, 95. Qui i luoghi sono associati a una teofania o a una manifestazione divina e ai loro simboli rispettivamente più significativi: uno scritto celeste e il tempio della Ka‘ba, che conferiscono un altissimo livello di forza oratoria.
- [3] ^ La tradizione ricollega il versetto al precedente e fa di questa «pergamena» il rotolo su cui è scritta la parola divina, la Torah o il Corano.
- [4] ^ «Casa frequentata»: secondo i commentatori, una dimora abitata dagli angeli nelle vicinanze del trono di Dio, o la Ka‘ba con i suoi sacerdoti, assistenti e pellegrini.
- [5] ^ «Cupola»: la volta celeste.
- [6] ^ In 11:40 si utilizza la stessa immagine di un’acqua ribollente a proposito del diluvio («il forno fu bollente»).
- [7] ^ Le formule rituali precedenti rivelano senza ambiguità la loro funzione: passando bruscamente all’evocazione dell’ora del giudizio, fanno fruttare l’effetto dell’espediente retorico per accrescere la carica emotiva.
- [9] ^ L’apocalisse non è soltanto un cataclisma terrestre, ma è anche accompagnata, secondo le descrizioni coraniche, da fenomeni celesti; è dunque concepita come qualcosa che colpisce l’intera creazione, come uno sconvolgimento cosmico. La rivelazione fornisce a questo argomento qualche precisazione: il sole sarà oscurato, le stelle perderanno il loro splendore e il cielo recherà un fumo evidente (cfr. 44:10 e 81:1-2), si ripiegherà come un rotolo (cfr. 21:104), simile a metallo fuso (cfr. 70:8), si fenderà e diventerà rosso come il cuoio (cfr. 55:37); la luna incontrerà il sole (cfr. 75:9). Tratti analoghi sono presenti nell’Apocalisse di Giovanni e in Is 34:2, 4: «Poiché il Signore è adirato contro tutte le nazioni … Tutto l’esercito celeste si dissolve, i cieli si arrotolano come un libro, tutto il loro esercito cade come cade il pampino della vite, la foglia avvizzita dal fico». Le tradizioni musulmane aggiungono che i cieli saranno ritirati come un velo e lasceranno intravedere dalla terra il paradiso e l’inferno.
- [10] ^ Quanto alle montagne, è detto che si sposteranno (cfr. 81:3) e che in quel giorno ondeggeranno come fiocchi di lana (cfr. 70:9).
- [13] ^ «Saranno spinti»: il testo parla qui degli avversari meccani di Muḥammad, con una visione che anticipa, fino al v. 16, il loro soggiorno all’inferno. Il verbo utilizzato (da‘a) significa propriamente «spingere con violenza e disprezzo». Questo tratto deve essere completato da 19:86, dove il linguaggio coranico ricorre a una realtà familiare ai beduini, occupati a spingere gli animali verso una fonte d’acqua (sāqa wirdan). La stessa metafora, ripetuta con implacabile ironia, è utilizzata a proposito di Faraone, il quale, il giorno della resurrezione, precederà il suo popolo e lo spingerà verso la Geenna come si spinge un gregge verso l’abbeveratoio (cfr. il commento a 11:98).
- [21] ^ In altri termini, la bontà di Dio si spingerà al punto di non separare un uomo pio dai suoi congiunti, a condizione che questi abbiano avuto la fede. I commentatori affermano, sulla base delle tradizioni, che non è necessario che la discendenza abbia avuto la devozione dei suoi genitori.
«Ciascuno è pegno»: sarà ritenuto responsabile di ciò che avrà compiuto. - [23] ^ Questa bevanda, che è vino, non sarà simile al vino terreno, perché quest’ultimo ottenebra la ragione, «induce al peccato».
- [24] ^ Il ruolo dei «fanciulli» paradisiaci, che non è descritto qui in maniera compiuta, viene precisato in 56:17-19 (cfr. il commento).
- [25] ^ Il versetto è identico a 37:50.
- [26] ^ «Ci angustiavamo»: vivevamo nel timore di Dio e della vita futura.
- [27] ^ «Vento infuocato» (samūn): uno dei nomi dell’inferno.
- [29] ^ Tacciando Muḥammad di essere un indovino, un posseduto o un mago, i meccani idolatri attribuivano le sue rivelazioni ai jinn e negavano che fossero ispirate da Dio. Il Profeta, per voce del locutore divino, risponde negando categoricamente (cfr. il giuramento di 69:38-43). Lui stesso avrebbe subito l’implacabile castigo divino (69:44-47), se avesse mischiato le proprie parole con quelle che gli provenivano dall’angelo Gabriele. Il punto è che fare mentire Dio o attribuirGli cose menzognere (kadhaba ‘alā Allāh) costituisce un crimine gravissimo (cfr. 7:37 e 61:7-8), perché significa «spegnere la luce di Dio» sulla terra, sprofondarla nelle tenebre e provocare la morte spirituale dell’umanità. Un’accusa simile pesa sugli ebrei contemporanei del Profeta (cfr. 3:94).
- [30] ^ Parlano ora gli idolatri meccani. I poeti beduini, nell’antica Arabia, avevano fama di condurre una vita burrascosa, che a volte si concludeva tragicamente. Alcuni, che altro non erano se non briganti, seminavano il terrore con le loro razzie e perivano miseramente, come Shanfara.
Altri, che si mettevano al servizio di un sovrano locale, non erano al riparo da una disgrazia fatale, come Ṭarafa, poeta mercenario della corte di Ḥīra. Sull’atteggiamento ambivalente del Corano nei confronti della poesia, suscettibile di contrastare o, al contrario, di facilitare il progetto divino incarnato dalla religione nascente, cfr. Dc 653-655. - [31] ^ «Aspettate»: «aspettate che io subisca le vicissitudini della sorte; da parte mia io attendo che colpiscano voi prima di me». L’espressione equivale al proverbio: «ride bene chi ride ultimo». La risposta, che fa del tempo (dahr, simile al fatum latino) una potenza ostile all’uomo, esprime un atteggiamento tipico del paganesimo e si ritrova nella poesia preislamica. L’Islam conserverà l’idea di predestinazione, ma la svuoterà del suo carattere di fatalità cieca e impersonale, assimilandola alla volontà divina (qadar), come mostra chiaramente una parola divina riferita dal Profeta: «Non maledite il tempo, perché Dio è il tempo».
- [32] ^ I sogni possono al contrario essere ispirati da Dio, come quelli di Giuseppe (cfr. la sūra 12). Sulla funzione dei sogni nell’Islam, cfr.
Dc 821-824. - [33] ^ «Se l’è inventato»: oltre ad accusarlo di ispirazione demoniaca, gli increduli sostengono che Muḥammad abbia inventato di sana pianta le rivelazioni che presenta come parola divina, un’accusa che ritorna regolarmente nel testo. La risposta, come in questo caso, consiste sempre in una sfida a produrre qualcosa di simile (cfr. il commento a 2:23, sul dogma teologico dell’inimitabilità del Corano).
- [38] ^ «Una scala sulla quale salgono per ascoltare»: il Corano risponde in modo simile ai miscredenti che disperano della misericordia di Dio (cfr. 22:15). Ora, alzare una scala fino al cielo è una cosa irrealizzabile (cfr. 6:35): questi contraddittori, sottintende il Corano, non hanno alcun mezzo per provare ciò che sostengono. Anche se tale scala esistesse, essi non sarebbero per questo sicuri di ascoltare ciò che si dice in cielo: i demoni, che tentano di afferrare i frammenti delle conversazioni degli angeli, sono spietatamente respinti (cfr. il commento a 15:17-18). Così, solo gli angeli possono assicurare una comunicazione fra la terra e il cielo, mentre gli esseri umani non hanno accesso al mondo superiore. Muḥammad, che è un uomo come gli altri, non fa eccezione, e dichiara che la sua rivelazione è trasmessa da Gabriele. Nessuno può vedere Dio in questo mondo: lo stesso Mosè, al quale Dio ha parlato direttamente, non si è trovato faccia a faccia con il suo Signore, ma ha inteso la voce divina sprigionarsi da un roveto (cfr. 20:12-14). Pretendere di elevarsi fino al cielo è per di più un segno di orgoglio, come quello di Faraone, che fece costruire una torre gigantesca per sfidare il Dio degli Israeliti (cfr. 28:38). In Gen 28:12 si menziona una scala che, in un sogno di Giacobbe, sale dalla terra al cielo e dall’alto della quale l’Eterno parla agli esseri umani.
- [39] ^ Le figlie di Allāh (banāt Allāh) sono, secondo la tradizione, tre delle più importanti divinità dell’Arabia contemporanea di Muḥammad: al-Lāt, al-‘Uzzā e Manāt. Venerate in tutta la Penisola arabica, erano dotate di potere di intercessione e un tempio era loro dedicato rispettivamente a Ṭā’if, Nakhla (vicino a Mecca) e nei dintorni di Medina. Al-‘Uzzā era la dea della tribù di Muḥammad, i Quraysh. Il discorso coranico fa supporre con qualche verosimiglianza che gli interlocutori politeisti avevano almeno la consapevolezza che Allāh era una divinità superiore a quelle dei culti locali.
- [41] ^ Se i politeisti fossero a conoscenza dei decreti divini, disporrebbero di una sacra scrittura (cfr. 68:47), come gli ebrei e i cristiani, e potrebbero leggere direttamente la tavola custodita che contiene l’espressione del pensiero divino e saprebbero dunque come regolarsi a proposito delle affermazioni di Muḥammad, che si ritiene l’inviato di Dio. Il versetto fornisce un’indicazione interessante sulla funzione della scrittura nell’Arabia antica.
- [42] ^ «Insidie»: per i commentatori, si tratta dei piani orditi dai meccani per sbarazzarsi del Profeta, il quale per salvarsi fu costretto a recarsi in esilio a Medina.
- [44] ^ Il versetto si comprende mettendolo in relazione con 26:187, dove i politeisti pretendono da Muḥammad, come prova della sua veridicità, che faccia cadere il cielo in pezzi. Ma non si trattava che di un pretesto: nella Sua scienza suprema, Dio sapeva che, se pure questo prodigio si fosse realizzato, non avrebbe minimamente impedito loro di persistere nell’idolatria e continuare a deridere il messaggio del Profeta. Un argomento simile compare in 15:13-15: anche se le porte del cielo (cosa impossibile, cfr. il commento al v. 38) fossero loro aperte, essi smentirebbero la testimonianza dei loro sensi. Il testo sottintende che i meccani, in realtà, sanno perfettamente come regolarsi con Muḥammad e la sua ispirazione: solo la malafede fa loro negare l’evidenza; al di là delle loro negazioni, il Corano li accusa piuttosto di non volere credere.
- [47] ^ «Un altro castigo»: potrebbe essere, secondo i commentatori, una sventura nel mondo terreno, le sconfitte militari che li attendono o i «supplizi della tomba».
- [48] ^ Il «giudizio» di Dio sarebbe la missione affidata a Muḥammad.
La preghiera notturna è particolarmente meritoria nell’Islam (cfr. 73:6-7) e il Corano, che all’inizio raccomandava al Profeta e ai suoi primi discepoli di passare la maggior parte della notte in preghiera, attenua a poco a poco questa esigenza (cfr. 73:20; 17:79). La tradizione vuole vedere negli ultimi due versetti della sūra la prova dell’introduzione, all’inizio dell’apostolato del Profeta, di tre delle cinque preghiere canoniche (ṣalāt al-fajr, all’alba; ṣalāt al-maghrib, al tramonto; ṣalāt al-‘ishā’, durante la notte), ma il testo non parla affatto, in quest’epoca, della preghiera rituale con i suoi gesti canonici (genuflessioni, prostrazioni, ecc.). La lettura tradizionale è dunque un anacronismo, o più esattamente l’estensione arbitraria di un principio del diritto secondo cui ogni articolo della legge divina (qui l’obbligo di compiere la ṣalāt) ha il suo punto di ancoraggio nella scrittura.
Versione cartacea de Il Corano / a cura di Alberto Ventura; traduzione di Ida Zilio-Grandi
Note di Abdur Rahman Pasquini alla Sura
- [1] ^ Nome del monte Sinai dove Mosè, su lui la pace, ricevette la Rivelazione della Toràh durante l’Esodo dall’Egitto.
- [2] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
- [3] ^ Nome del Paradiso, luogo di delizie e della felicità.
- [4] ^ Uno dei nomi dell’Inferno: fuoco fiammeggiante.
- [5] ^ Castigo sottoforma di vento bruciante.











