Il Sacro Corano
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بسم الله الرحمن الرحيم

Sura LVIII

Al-Mujâdila

La Disputante [1]

Post-Eg. n.05. Di 22 versetti. Il nome della sura deriva dal contenuto del vers. 1

La traduzione Bausani non ha testi importati per la sura 58 (controllare l'import: al momento sono disponibili principalmente le sure 100–114).

 1.
 قَد سَمِعَ اللَّهُ قَولَ الَّتى تُجٰدِلُكَ فى زَوجِها وَتَشتَكى إِلَى اللَّهِ وَاللَّهُ يَسمَعُ تَحاوُرَكُما إِنَّ اللَّهَ سَميعٌ بَصيرٌ
 Allah ha udito il discorso di colei che discuteva con te a proposito del suo sposo e si lamentava [davanti] ad Allah. Allah ascoltava il vostro colloquio. Allah è audiente e vede con chiarezza.
- Hamza P.
 Dio ha ascoltato le parole della donna che discuteva con te di suo marito e di lui si lagnava presso Dio, Dio ascolta i vostri discorsi, Dio ascolta tutto e vede tutto. [1]
- Zilio Grandi
 2.
 الَّذينَ يُظٰهِرونَ مِنكُم مِن نِسائِهِم ما هُنَّ أُمَّهٰتِهِم إِن أُمَّهٰتُهُم إِلَّا الّٰـٔى وَلَدنَهُم وَإِنَّهُم لَيَقولونَ مُنكَرًا مِنَ القَولِ وَزورًا وَإِنَّ اللَّهَ لَعَفُوٌّ غَفورٌ
 Quanti fra voi che ripudiano le loro mogli dicendo: «Sii per me come la schiena di mia madre» [sappiano che] esse non sono affatto le loro madri. Le loro madri sono quelle che li hanno partoriti. In verità proferiscono qualcosa di riprovevole e una menzogna. Tuttavia Allah è indulgente, perdonatore.
- Hamza P.
 Quelli di voi che ripudiano le mogli dicendo: «Sii per me come il dorso di mia madre» sappiano che esse non sono affatto le loro madri, perché le loro madri sono soltanto quelle che li hanno generati. Così facendo dicono infamia e falsità, ma Dio perdona ed è indulgente. [2]
- Zilio Grandi
 Sappiano, quelli di voi, che pronunciano Zihār [1] (la formula del dorso) nei confronti delle loro mogli, che esse non sono le loro madri! Non sono le loro madri, se non quelle, che li hanno generati. Perciò essi usano una espressione riprovevole e falsa. Allàh è, certamente, Perdonatore e Indulgente.
- Pasquini
 3.
 وَالَّذينَ يُظٰهِرونَ مِن نِسائِهِم ثُمَّ يَعودونَ لِما قالوا فَتَحريرُ رَقَبَةٍ مِن قَبلِ أَن يَتَماسّا ذٰلِكُم توعَظونَ بِهِ وَاللَّهُ بِما تَعمَلونَ خَبيرٌ
 Coloro che paragonano le loro mogli alla schiena delle loro madri e poi si pentono di quello che hanno detto, liberino uno schiavo prima di riprendere i rapporti coniugali. Siete esortati a far ciò. Allah è ben informato di quello che fate.
- Hamza P.
 Quelli che divorziano dalle mogli dicendo: «Sii per me come il dorso di mia madre» e poi ritornano sulle loro parole, prima di accostarsi a loro nuovamente espieranno affrancando uno schiavo. Dio vi ammonisce a questo proposito, Dio sa quel che fate. [3]
- Zilio Grandi
 Coloro i quali pronunciano contro le loro mogli la formula del dorso e poi ritornano su ciò che hanno detto, devono liberare uno schiavo, prima che essi due (marito e moglie) abbiano rapporto coniugale. Questo è ciò, a cui siete esortati e Allàh è bene informato di ciò che voi fate.
- Pasquini
 4.
 فَمَن لَم يَجِد فَصِيامُ شَهرَينِ مُتَتابِعَينِ مِن قَبلِ أَن يَتَماسّا فَمَن لَم يَستَطِع فَإِطعامُ سِتّينَ مِسكينًا ذٰلِكَ لِتُؤمِنوا بِاللَّهِ وَرَسولِهِ وَتِلكَ حُدودُ اللَّهِ وَلِلكٰفِرينَ عَذابٌ أَليمٌ
 E colui che non ne abbia i mezzi, digiuni [allora] per due mesi consecutivi prima di riprendere i rapporti coniugali. E chi non ne abbia la possibilità nutra sessanta poveri. Ciò [vi è imposto] affinché crediate in Allah e nel Suo Inviato. Questi sono i limiti di Allah. I miscredenti avranno un doloroso castigo.
- Hamza P.
 Chi non troverà uno schiavo da affrancare digiunerà per due mesi consecutivi prima di accostarsi di nuovo a sua moglie; e chi non potesse fare neppure questo nutrirà sessanta poveri. Dovete credere in Dio e nel Suo messaggero. Questi sono i termini di Dio, e chi non crede avrà un castigo doloroso. [4]
- Zilio Grandi
 Chi non trova, faccia un digiuno di due mesi consecutivi prima che i due abbiano rapporto coniugale; chi non può, dovrà dare da mangiare a sessanta poveri. Questo affinché voi crediate in Allàh e nel suo Apostolo. Questi sono i limiti di Allàh! Per coloro che rifiutano di credere (c’è) un castigo doloroso.
- Pasquini
 5.
 إِنَّ الَّذينَ يُحادّونَ اللَّهَ وَرَسولَهُ كُبِتوا كَما كُبِتَ الَّذينَ مِن قَبلِهِم وَقَد أَنزَلنا ءايٰتٍ بَيِّنٰتٍ وَلِلكٰفِرينَ عَذابٌ مُهينٌ
 In verità coloro che si oppongono ad Allah e al Suo Inviato, saranno sgominati come lo furono coloro che li precedettero. Già facemmo scendere prove inequivocabili. I miscredenti subiranno un avvilente castigo,
- Hamza P.
 Quanti si oppongono a Dio e al Suo messaggero saranno travolti, come furono travolti quelli vissuti prima; Noi abbiamo rivelato dei segni chiari, e i miscredenti avranno un castigo umiliante [5]
- Zilio Grandi
 In verità, coloro che fanno opposizione ad Allàh e al suo Apostolo saranno umiliati, come vennero umiliati, coloro che li hanno preceduti (nel rifiuto di credere)! Noi abbiamo fatto scendere dall’alto chiari Segni e per coloro che rifiutano di credere, c’è un castigo umiliante,
- Pasquini
 6.
 يَومَ يَبعَثُهُمُ اللَّهُ جَميعًا فَيُنَبِّئُهُم بِما عَمِلوا أَحصىٰهُ اللَّهُ وَنَسوهُ وَاللَّهُ عَلىٰ كُلِّ شَيءٍ شَهيدٌ
 nel Giorno in cui Allah tutti li resusciterà e li informerà delle loro opere. Allah le ha contate, mentre essi le hanno dimenticate. Allah è testimone di ogni cosa.
- Hamza P.
 nel giorno in cui Dio li risusciterà tutti insieme e li informerà di ciò che hanno fatto; essi lo scordano, ma Dio tiene il conto, Dio è testimone di ogni cosa.
- Zilio Grandi
 il giorno in cui Allàh li risusciterà tutti insieme e li informerà di quello che essi fecero. Allàh lo mise in conto e loro lo hanno dimenticato. Allàh, infatti, è Testimone d’ogni cosa.
- Pasquini
 7.
 أَلَم تَرَ أَنَّ اللَّهَ يَعلَمُ ما فِى السَّمٰوٰتِ وَما فِى الأَرضِ ما يَكونُ مِن نَجوىٰ ثَلٰثَةٍ إِلّا هُوَ رابِعُهُم وَلا خَمسَةٍ إِلّا هُوَ سادِسُهُم وَلا أَدنىٰ مِن ذٰلِكَ وَلا أَكثَرَ إِلّا هُوَ مَعَهُم أَينَ ما كانوا ثُمَّ يُنَبِّئُهُم بِما عَمِلوا يَومَ القِيٰمَةِ إِنَّ اللَّهَ بِكُلِّ شَيءٍ عَليمٌ
 Non vedi che Allah conosce quel che è nei cieli e sulla terra [2] ? Non c’è conciliabolo a tre in cui Egli non sia il quarto, né a cinque in cui non sia il sesto; siano in più o in meno, Egli è con loro ovunque si trovino. Poi, nel Giorno della Resurrezione, li porrà di fronte a quello che avranno fatto. In verità Allah conosce ogni cosa.
- Hamza P.
 Non vedi che Dio conosce tutto, nei cieli e sulla terra? Non c’è segreto colloquio di tre che non abbia Lui come quarto, né colloquio di cinque che non abbia Lui come sesto; siano più numerosi oppure meno, anch’Egli sarà con loro ovunque si trovino e nel giorno della resurrezione Dio li informerà di ciò che hanno fatto, Dio sa tutto.
- Zilio Grandi
 Non hai visto che Allàh conosce ciò che esiste nei cieli e nella Terra? Non c’è colloquio di tre senza che Egli sia il quarto di loro, né di cinque, senza che Egli sia il sesto di loro, né di un numero minore o maggiore di persone, senza che Egli sia insieme loro, ovunque essi si trovino! Poi Egli li informerà, nel Giorno della Resurrezione, di quello che fecero. In verità, Allàh d’ogni cosa è Sciente.
- Pasquini
 8.
 أَلَم تَرَ إِلَى الَّذينَ نُهوا عَنِ النَّجوىٰ ثُمَّ يَعودونَ لِما نُهوا عَنهُ وَيَتَنٰجَونَ بِالإِثمِ وَالعُدوٰنِ وَمَعصِيَتِ الرَّسولِ وَإِذا جاءوكَ حَيَّوكَ بِما لَم يُحَيِّكَ بِهِ اللَّهُ وَيَقولونَ فى أَنفُسِهِم لَولا يُعَذِّبُنَا اللَّهُ بِما نَقولُ حَسبُهُم جَهَنَّمُ يَصلَونَها فَبِئسَ المَصيرُ
 Non hai visto coloro ai quali sono stati vietati i conciliaboli? Hanno ricominciato [a fare] quel che era stato loro vietato e tengono conciliaboli peccaminosi, ostili e di disobbedienza nei confronti dell’Inviato [3] . Quando vengono a te, ti salutano in un modo in cui Allah non ti ha salutato [4] e dicono in cuor loro: «Perché Allah non ci castiga per quello che diciamo?». Basterà loro l’Inferno in cui saranno precipitati. Qual tristo avvenire!
- Hamza P.
 Non hai visto quelli a cui era stato vietato tenere colloqui segreti? Sono tornati a fare quel che era stato vietato, lo fanno e parlano di peccato, trasgressione, ribellione al messaggero divino. Quando vengono da te ti salutano diversamente da come ti saluta Dio e quando sono tra loro dicono: «Perché Dio non ci castiga per quel che diciamo?». Avranno castigo sufficiente nella Geenna dove bruceranno, che sorte orrenda. [8]
- Zilio Grandi
 Coloro, ai quali è stato proibito di tenere segrete confabulazioni, ricadono, poi, in ciò che è stato loro vietato di fare, confabulando in segreto di azioni criminose, di violenza e di ribellione all’Apostolo. Non lo vedi? Quando essi si presentano a te, essi ti salutano con ciò (con un saluto) con cui non ti saluta Allàh, dicendo fra sé: “Perché Allàh non ci punisce per quello che diciamo?”. Basterà per loro giahànnam [2] (l’inferno), in cui arrostiranno: pessimo destino!
- Pasquini
 9.
 يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا إِذا تَنٰجَيتُم فَلا تَتَنٰجَوا بِالإِثمِ وَالعُدوٰنِ وَمَعصِيَتِ الرَّسولِ وَتَنٰجَوا بِالبِرِّ وَالتَّقوىٰ وَاتَّقُوا اللَّهَ الَّذى إِلَيهِ تُحشَرونَ
 O credenti, non siano peccaminosi ostili e di disobbedienza nei confronti dell’Inviato i vostri colloqui privati, ma nel bene e nel timor di Allah. Temete Allah, davanti al Quale sarete radunati.
- Hamza P.
 Voi che credete, quando vi incontrate per parlare tra voi non parlate di peccato, trasgressione, ribellione al messaggero divino, invece parlate di bontà e pietà e temete Dio, davanti a Lui sarete radunati.
- Zilio Grandi
 O voi che credete, quando confabulate in segreto, non confabulate di azioni criminose né di violenza né di ribellione contro l’Apostolo di Allàh, ma di pietà e timoratezza! Guardatevi da Allàh, davanti al Quale voi sarete convocati.
- Pasquini
 10.
 إِنَّمَا النَّجوىٰ مِنَ الشَّيطٰنِ لِيَحزُنَ الَّذينَ ءامَنوا وَلَيسَ بِضارِّهِم شَيـًٔا إِلّا بِإِذنِ اللَّهِ وَعَلَى اللَّهِ فَليَتَوَكَّلِ المُؤمِنونَ
 Il conciliabolo non è altro che opera di Satana, per affliggere i credenti [5] ; ma in nulla può nuocer loro senza il permesso di Allah. Confidino dunque in Allah i credenti.
- Hamza P.
 I segreti colloqui vengono da Satana che vuole rattristare i credenti, ma Satana non potrà fare loro alcun male senza il permesso di Dio; dunque i credenti confidino in Dio.
- Zilio Grandi
 La confabulazione clandestina viene da Sciayṭān, affinché contristi coloro che credono, ma non potrà nuocere loro in nulla, se non con il permesso di Allàh. Su Allàh, pertanto, facciano affidamento i credenti.
- Pasquini
 11.
 يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا إِذا قيلَ لَكُم تَفَسَّحوا فِى المَجٰلِسِ فَافسَحوا يَفسَحِ اللَّهُ لَكُم وَإِذا قيلَ انشُزوا فَانشُزوا يَرفَعِ اللَّهُ الَّذينَ ءامَنوا مِنكُم وَالَّذينَ أوتُوا العِلمَ دَرَجٰتٍ وَاللَّهُ بِما تَعمَلونَ خَبيرٌ
 O credenti, quando vi si dice: «Fate spazio [agli altri] nelle assemblee», allora fatelo: Allah vi farà spazio [in Paradiso]. E quando vi si dice: «Alzatevi», fatelo. Allah innalzerà il livello di coloro che credono e che hanno ricevuto la scienza. Allah è ben informato di quel che fate [6] .
- Hamza P.
 Voi che credete, quando vi si dice: «Fate largo nelle vostre riunioni», fate largo, e Dio farà largo a voi.
E quando vi si dice: «Alzatevi», alzatevi, e Dio alzerà di molti gradi quelli di voi che credono e hanno ricevuto la scienza, Dio sa tutto delle vostre azioni. [11]
- Zilio Grandi
 O voi che credete, fate largo, quando nelle riunioni vi si dice: “Fate largo!” - Allàh farà largo a voi - e alzatevi, quando vi si dice: “Alzatevi!”. Allàh innalzerà in grado quelli di voi che hanno creduto e hanno ricevuto la scienza. Allàh è bene informato di ciò che voi fate.
- Pasquini
 12.
 يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا إِذا نٰجَيتُمُ الرَّسولَ فَقَدِّموا بَينَ يَدَى نَجوىٰكُم صَدَقَةً ذٰلِكَ خَيرٌ لَكُم وَأَطهَرُ فَإِن لَم تَجِدوا فَإِنَّ اللَّهَ غَفورٌ رَحيمٌ
 O credenti! Quando desiderate un incontro privato con il Messaggero, fate precedere il vostro incontro da un’elemosina: è meglio per voi e più puro [7] . Se però non ne avete i mezzi, in verità Allah è perdonatore, misericordioso.
- Hamza P.
 Voi che credete, quando avete un colloquio con il messaggero di Dio, prima di incontrarlo donate qualcosa, sarà cosa migliore e più pura per voi; e se non trovate nulla da donare, sappiate che Dio è indulgente e compassionevole. [12]
- Zilio Grandi
 O voi che credete, quando avete un colloquio con l’Apostolo, offrite prima dell’udienza una ṣàdaqah: ciò è meglio per voi ed è più puro! Se non trovate, Allàh è Perdonatore e Clementissimo.
- Pasquini
 13.
 ءَأَشفَقتُم أَن تُقَدِّموا بَينَ يَدَى نَجوىٰكُم صَدَقٰتٍ فَإِذ لَم تَفعَلوا وَتابَ اللَّهُ عَلَيكُم فَأَقيمُوا الصَّلوٰةَ وَءاتُوا الزَّكوٰةَ وَأَطيعُوا اللَّهَ وَرَسولَهُ وَاللَّهُ خَبيرٌ بِما تَعمَلونَ
 Forse temete [di cadere in miseria] se farete precedere un’elemosina ai vostri incontri privati [con l’Inviato]? Se non lo avrete fatto – e che Allah accolga il vostro pentimento – eseguite l’orazione, versate la decima [8] e obbedite ad Allah e al Suo Inviato. Allah è ben informato di quello che fate.
- Hamza P.
 Vi è di peso far precedere donazioni al vostro colloquio? Se non lo farete e se Dio vi ha perdonato, allora osservate la preghiera e pagate l’elemosina, ubbidite a Dio e al Suo messaggero, Dio sa tutto delle vostre azioni. [13]
- Zilio Grandi
 Temete di offrire ṣadaqāt [3] prima del vostro colloquio? Se non lo fate, e Allàh ve le condona, eseguite la adorazione rituale, corrispondete al-Zakāh [4] e obbedite ad Allàh e al suo Apostolo! Allàh è bene informato di quello che fate.
- Pasquini
 14.
 أَلَم تَرَ إِلَى الَّذينَ تَوَلَّوا قَومًا غَضِبَ اللَّهُ عَلَيهِم ما هُم مِنكُم وَلا مِنهُم وَيَحلِفونَ عَلَى الكَذِبِ وَهُم يَعلَمونَ
 Non hai visto coloro che si sono alleati con quelli con i quali Allah è adirato? Non sono né dei vostri né dei loro, e giurano il falso sapendo di farlo [9] .
- Hamza P.
 Non hai visto? C’è chi si prende per amici quelli contro i quali Dio è adirato, che non sono né dei vostri né dei loro e giurano il falso consapevolmente; [14]
- Zilio Grandi
 Hai visto coloro che hanno buone relazioni con gente, nei confronti dei quali Allàh è adirato? Non sono né con loro né con voi; essi giurano il falso e lo sanno.
- Pasquini
 15.
 أَعَدَّ اللَّهُ لَهُم عَذابًا شَديدًا إِنَّهُم ساءَ ما كانوا يَعمَلونَ
 Allah ha preparato per loro un severo castigo. È malvagio quel che hanno commesso:
- Hamza P.
 ma Dio ha preparato per loro un castigo violento perché quel che fanno è male.
- Zilio Grandi
 Allàh riserva loro un terribile castigo. In verità, pessimo era quello che facevano.
- Pasquini
 16.
 اتَّخَذوا أَيمٰنَهُم جُنَّةً فَصَدّوا عَن سَبيلِ اللَّهِ فَلَهُم عَذابٌ مُهينٌ
 facendosi scudo dei loro giuramenti, frappongono ostacoli sulla via di Allah. Avranno un avvilente castigo.
- Hamza P.
 Si sono nascosti dietro i loro giuramenti, si sono allontanati dal sentiero di Dio e avranno un castigo umiliante. [16]
- Zilio Grandi
 Hanno utilizzato i loro giuramenti come uno scudo e hanno allontanato (gli altri) dalla via di Allàh! Per questo motivo c’è per essi un castigo umiliante.
- Pasquini
 17.
 لَن تُغنِىَ عَنهُم أَموٰلُهُم وَلا أَولٰدُهُم مِنَ اللَّهِ شَيـًٔا أُولٰئِكَ أَصحٰبُ النّارِ هُم فيها خٰلِدونَ
 I loro beni e la loro progenie non gioveranno loro in alcun modo contro Allah. Sono i compagni del Fuoco, in cui rimarranno in perpetuo.
- Hamza P.
 E a nulla serviranno le loro ricchezze e i loro figli contro Dio, perché sono quelli del fuoco dove resteranno per sempre;
- Zilio Grandi
 Non gioveranno a essi, al cospetto Allàh, le loro ricchezze né i loro figli. Quelli sono i compagni del fuoco, nel quale essi resteranno in eterno.
- Pasquini
 18.
 يَومَ يَبعَثُهُمُ اللَّهُ جَميعًا فَيَحلِفونَ لَهُ كَما يَحلِفونَ لَكُم وَيَحسَبونَ أَنَّهُم عَلىٰ شَيءٍ أَلا إِنَّهُم هُمُ الكٰذِبونَ
 Il Giorno in cui Allah li resusciterà tutti, giureranno [davanti] a Lui come giuravano [davanti] a voi, credendo di basarsi su qualcosa [di vero]. Non sono forse loro i bugiardi?
- Hamza P.
 nel giorno in cui Dio li risusciterà tutti insieme, giureranno a Lui come giurano a voi e penseranno così di ottenere qualcosa. Non sono i bugiardi? [18]
- Zilio Grandi
 Il giorno in cui Allàh li risusciterà tutti assieme, faranno giuramenti a Lui come facevano giuramenti a voi, e crederanno di spuntarla. Bugiardi essi sono!
- Pasquini
 19.
 استَحوَذَ عَلَيهِمُ الشَّيطٰنُ فَأَنسىٰهُم ذِكرَ اللَّهِ أُولٰئِكَ حِزبُ الشَّيطٰنِ أَلا إِنَّ حِزبَ الشَّيطٰنِ هُمُ الخٰسِرونَ
 Satana si è impadronito di loro, al punto di far sì che dimenticassero il Ricordo di Allah. Sono il partito di Satana e il partito di Satana in verità è perdente.
- Hamza P.
 Satana li ha dominati e ha fatto in modo che dimenticassero Dio, sono il partito di Satana, e il partito di Satana non è quello dei perdenti?
- Zilio Grandi
 Shaṭyān si è impadronito di loro e ha fatto dimenticare loro il Ricordo di Allàh. Essi sono il partito di Sciayṭān, e il partito di Sciayṭān, senza dubbio, saranno loro i perdenti!
- Pasquini
 20.
 إِنَّ الَّذينَ يُحادّونَ اللَّهَ وَرَسولَهُ أُولٰئِكَ فِى الأَذَلّينَ
 In verità, coloro che si oppongono ad Allah e al Suo Inviato saranno fra i più umiliati.
- Hamza P.
 Chi avversa Dio e il Suo messaggero sarà umiliato.
- Zilio Grandi
 In verità, coloro che fanno opposizione ad Allàh e al suo Apostolo, quelli saranno nel novero dei più umiliati.
- Pasquini
 21.
 كَتَبَ اللَّهُ لَأَغلِبَنَّ أَنا۠ وَرُسُلى إِنَّ اللَّهَ قَوِىٌّ عَزيزٌ
 Allah ha scritto: «Invero vincerò, Io e i Miei messaggeri». In verità Allah è forte, eccelso.
- Hamza P.
 Dio ha scritto: «Io vincerò, e anche i Miei messaggeri», e Dio è forte e potente. [21]
- Zilio Grandi
 Allàh ha scritto: “Vincerò Io con i miei Apostoli!” e, in verità, Allàh è Onnipotente e Possente.
- Pasquini
 22.
 لا تَجِدُ قَومًا يُؤمِنونَ بِاللَّهِ وَاليَومِ الءاخِرِ يُوادّونَ مَن حادَّ اللَّهَ وَرَسولَهُ وَلَو كانوا ءاباءَهُم أَو أَبناءَهُم أَو إِخوٰنَهُم أَو عَشيرَتَهُم أُولٰئِكَ كَتَبَ فى قُلوبِهِمُ الإيمٰنَ وَأَيَّدَهُم بِروحٍ مِنهُ وَيُدخِلُهُم جَنّٰتٍ تَجرى مِن تَحتِهَا الأَنهٰرُ خٰلِدينَ فيها رَضِىَ اللَّهُ عَنهُم وَرَضوا عَنهُ أُولٰئِكَ حِزبُ اللَّهِ أَلا إِنَّ حِزبَ اللَّهِ هُمُ المُفلِحونَ
 Non troverai alcuno, tra la gente che crede in Allah e nell’Ultimo Giorno, che sia amico di coloro che si oppongono ad Allah e al Suo Inviato, fossero anche i loro padri, i loro figli, i loro fratelli o appartenessero al loro clan [10] . Egli ha impresso la fede nei loro cuori e li ha rafforzati con uno spirito proveniente da Lui. Li farà entrare nei Giardini dove scorrono i ruscelli, in cui rimarranno in perpetuo. Allah si compiace di loro e loro si compiacciono di Lui. Essi sono il partito di Allah. Ebbene, il partito di Allah non è forse quello di coloro che trionferanno?
- Hamza P.
 Nessuno troverai tra quelli che credono in Dio e nell’ultimo giorno che nutra affetto per chi avversa Dio e il Suo messaggero, fosse pure il loro padre o il fratello o un parente. Dio ha scritto nel loro cuore la fede e li ha confermati con uno spirito che viene da Lui e poi li accoglierà nei giardini alla cui ombra scorrono i fiumi dove resteranno per sempre. Dio è soddisfatto di loro e loro sono soddisfatti di Dio.
E il partito di Dio non è quello dei beati? [22]
- Zilio Grandi
 Tu non vedrai mai gente che crede in Allàh e nell’ultimo giorno fare amicizia con coloro che si oppongono ad Allàh e al suo Apostolo, siano essi pure i loro padri, o figli, o fratelli o appartenenti alla stessa tribù. A quelli Allàh ha scritto nel cuore la fede, li ha fortificati con uno spirito da Lui e li introdurrà in giardini percorsi da fiumi, ove resteranno in eterno. Allàh si compiace di loro ed essi si compiacciono di Lui. Essi sono il partito di Allàh e, in verità, il partito di Allàh, sono loro quelli che hanno successo!
- Pasquini

Note di Hamza Piccardo alla Sura

  • [1] ^ La tradizione riferisce che la rivelazione del versetto che dà il nome alla sura e i tre successivi ad esso collegati fu occasionata dal caso di una donna di nome Khawla che era stata ripudiata dal marito con la formula del «zhar» che paragona la moglie alla schiena della propria madre (vedi anche XXX, 4 e la nota). L’uomo aveva pronunciato pubblicamente la formula del divorzio irrevocabile, ma era disposto a ritornare sulla sua affrettata decisione. Khawla espose il suo problema all’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) ma questi, suo malgrado, non poté che confermarle la validità del divorzio. La rivelazione di questi versetti risolse la questione. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) fece chiamare il marito e gli offrì di espiare la sua avventatezza in uno dei modi previsti nei verss. 3 e 4 (liberazione di uno schiavo o due mesi di digiuno o provvedere al cibo necessario a nutrire 60 poveri per un’intera giornata). L’uomo non aveva i mezzi materiali per provvedere alla liberazione di uno schiavo e non si sentiva capace di affrontare un digiuno di due mesi e pertanto decise di nutrire i poveri e il Profeta gli promise che lo avrebbe aiutato a farlo.
  • [2] ^ «Non vedi che Allah…»: con il tuo cuore (Tabarî XXVIII,2).
  • [3] ^ Il versetto si riferisce agli ipocriti medinesi che tramavano contro il Profeta (pace e benedizioni su di lui) e contro i musulmani e gli ebrei di Medina che ricorrevano a contorti giochi di parole per insultare vilmente l’Inviato di Allah (vedi II, 104 e la nota).
  • [4] ^ «in un modo in cui Allah non ti ha salutato»: la tradizione riferisce che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) nel corso del Mi‘râj, l’Ascensione al cielo del Profeta, Si rivolse a lui dicendo: «Pace su te o Profeta e Misericordia di Allah e le Sue benedizioni».
  • [5] ^ Il versetto mira a mettere in guardia i credenti dal male che può procedere dalla riservatezza di un colloquio. Il giudizio e la riprovazione sociale sono, nella società islamica, un grande strumento di moderazione e di controllo dei comportamenti e delle azioni. Le norme della sharià infatti, colpiscono solo la manifestazione pubblica e oggettiva di comportamenti e azioni ostili o scandalose nei confronti della comunità. L’assenza di questo deterrente può favorire l’azione demoniaca contro i fedeli, facendo balenare alle coscienze dei più deboli improbabili nicchie di anonimato e di fosca impunibilità.
  • [6] ^ Nel corso delle riunioni che teneva l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui), la gente era restia a stringersi per far posto a quelli che sopraggiungevano.
  • [7] ^ Una moltitudine di credenti cercava di ottenere incontri personali con l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) al punto che egli era letteralmente assillato. Con questo versetto Allah (gloria a Lui l’Altissimo) stabilisce una sorta di elemosina obbligatoria, per scoraggiare quelli che non avevano veramente validi motivi. Tuttavia la norma rimase valida per poco tempo ed è considerata abrogata dal versetto successivo.
  • [8] ^ «orazione rituale ed elemosina obbligatoria»: (vedi Appendici 2 e 3).
  • [9] ^ L’esegesi è unanime nel ritenere che il versetto si riferisca a quegli ipocriti di Medina che avevano stabilito segrete alleanze con i clan ebraici della città, subdoli oppositori dell’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui). Nei loro incontri segreti insultavano il Profeta ma quando ciò veniva loro rinfacciato, negavano e spergiuravano la loro innocenza.
  • [10] ^ La lealtà nei confronti di Allah e del Suo Inviato travalica e supera i legami del sangue e quelli tribali.

Note di Mohammad Ali Amir-Moezzi alla traduzione di Zilio Grandi

  • Nota alla Sura La sūra, considerata medinese sia dai commentatori tradizionali sia dagli orientalisti, è legata a una lamentela presentata al Profeta (cfr. il commento al v. 1), episodio che diede il titolo alla sūra. Dopo il preambolo suscitato dall’«affare Khawla», seguono dei versetti relativi a una categoria di oppositori medinesi, gli ipocriti, dei quali ha già trattato la sūra 9.I primi versetti chiariscono che la rivelazione coranica, ritenuta atemporale dai musulmani, riflette tuttavia i costumi dell’Arabia contemporanea del Profeta, in questo caso il ripudio, cioè la separazione perpetua degli sposi per decisione unilaterale del marito. Qui si accenna solo a una delle modalità di separazione, chiamata ẓihār, «giuramento del dorso» (cfr. il commento al v. 2; per la questione più in generale, cfr. l’introduzione alla sūra 65).Il ripudio era da tempo radicato nel mondo semitico anche al di fuori dell’Arabia. La Bibbia per esempio afferma, in termini simili a quelli della giurisprudenza musulmana: «Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito, se poi avviene che ella non trovi grazia ai suoi occhi, perché egli ha trovato in lei qualche cosa di vergognoso, scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni in mano e la mandi via dalla casa» (Dt 24:1); e all’epoca di Gesù, Giuseppe pensò di ripudiare Maria quando la scoprì incinta. La situazione muterà soltanto nei paesi di confessione cristiana, da quando san Paolo (1 Cor 7:10-11) proibirà sia il ripudio sia il nuovo matrimonio delle divorziate.
  • [1] ^ La «donna che discuteva con te»: secondo la tradizione, Khawla bint Tha‘laba, che era stata ripudiata con una procedura antica in uso nell’Arabia dell’epoca, un giuramento di anatema (li‘ān) che rendeva definitivo il divorzio. La sposa, avendo dei figli in tenera età, era andata a lamentarsi con il Profeta (indicato da «te») perché il ripudio la metteva in una condizione insostenibile. Muḥammad le avrebbe risposto che non era in suo potere modificare quell’usanza. Qualche tempo dopo gli giunse una rivelazione, enunciata nei vv. 1-4, per precisare la decisione divina riguardo a quella modalità di separazione dei coniugi. L’incidente rivela che a Medina il Profeta esercitava le funzioni di arbitro in seno alla sua comunità, come conveniva a un capo politico dell’epoca.
  • [2] ^ «Il dorso di mia madre»: l’espressione, metafora per indicare l’incesto, è contenuta nella formula di anatema; si voleva in tal modo significare la separazione irrevocabile fra i due sposi, ed è il carattere incestuoso della formula che il Corano condanna. L’interdizione è ribadita in 33:4.
  • [3] ^ La ripetizione della formula significava senza dubbio che non era stata pronunciata alla leggera e che a questo titolo aveva una forza legale. Il versetto prevede il ritorno alla vita in comune previa un’espiazione: attenua dunque il rigore della pratica pagana, che probabilmente veniva utilizzata in maniera abusiva. Da questo caso particolare possiamo dedurre che le prescrizioni coraniche, che sono in parte all’origine della sharī‘a, inglobano, pur modificandole, le disposizioni del diritto consuetudinario preislamico.
    Le opere di giurisprudenza musulmana contengono un capitolo sulla procedura dell’anatema, benché l’usanza, resa inutile dalla procedura del ripudio ordinario, sia caduta presto in disuso. La sua sopravvivenza si spiega con il fatto che costituiva l’unico modo, nella società araba, di impedire l’attribuzione al marito di un figlio che non fosse il suo.
  • [4] ^ «Dovete credere in Dio e nel Suo messaggero»: secondo una variante irregolare di lettura (qirā’a shādhdha) attribuita a due compagni del Profeta, Ibn ‘Abbās e Ibn Mas‘ūd, la frase diviene: «Affinché sappiate che Dio è vicino a voi quando pregate». La variante è invocata da un maestro del sufismo, Ibn ‘Arabī, per sostenere che Dio non è mai così vicino al credente come quando quest’ultimo si prosterna (sujūd) nel corso della preghiera rituale (ṣalāt): tale postura, infatti, è quella che meglio simboleggia la cancellazione della creatura, manifestando adeguatamente la sua condizione di dipendenza fondamentale (‘ubūdiyya) nei confronti di Dio. Il concetto, centrale nell’Islam, ha ricevuto ampi sviluppi nella dottrina di Ibn ‘Arabī e in quella di tutti i grandi mistici. Non è raro che gli esegeti tradizionali del Corano si appoggino paradossalmente su varianti irregolari di lettura per chiarire la versione ufficiale. «I termini di Dio»: la nozione di «termine» è alla base del concetto islamico di legge.
    Questa delimita un territorio per l’azione dell’uomo, varcando il quale si vive al di fuori della legge, se ne oltrepassano i «termini» prima ancora di infrangerli. Ignorare quei «termini» senza la guida di Dio significa credere a torto che l’uomo è stato «lasciato libero» (75:36).
  • [5] ^ La collera divina nelle sūre rivelate a Mecca era indirizzata ai meccani colpevoli di disubbidire a Dio. Nelle sūre medinesi Muḥammad è un profeta e un capo di Stato: al rifiuto di ascoltare la voce di Dio, il Corano aggiunge il peccato altrettanto grave di disubbidienza al Profeta. Il biasimo è ripetuto nel v. 20. Sul dovere di ubbidire a Dio e al Profeta, cfr. il commento a 8:20.
  • [8] ^ Qui si prendono di mira gli ipocriti medinesi, le loro maldicenze e la loro conversione di facciata. Il v. 10 li dipinge ancora una volta come i seguaci di Satana. «Ti salutano diversamente da come ti saluta Dio»: secondo i commentatori, il «saluto di Dio» sarebbe la formula usata dall’Islam: «la pace su di voi» (cfr. il commento a 4:86). Gli interpreti sostengono che gli ipocriti o gli ebrei medinesi storpiavano la formula con un perverso gioco di parole. Il versetto evocherebbe quindi i propositi sovversivi o gli intrighi ostili a Muḥammad orditi dalla tribù ebraica dei Banū Naḍīr e dal partito degli ipocriti guidati da ‘Abdallāh ibn Ubayy.
  • [11] ^ «Fate largo nelle vostre riunioni»: secondo i commentatori, si tratta delle riunioni in presenza del Profeta. Si raccomanda di lasciare a ogni nuovo entrato un posto libero per sedere per terra, affinché possa approfittare anche lui di quei colloqui. La consuetudine araba consiste infatti nell’ascoltare l’oratore in quella posizione, e non in piedi, e si è mantenuta sino ai giorni nostri durante i sermoni settimanali nelle moschee, che in genere ignorano l’uso delle sedie. «Dio farà largo a voi»: vi riserverà un posto in paradiso, secondo alcuni commentatori. L’interpretazione si spiega con il fatto che «alzatevi» significa secondo loro: «levatevi per compiere la preghiera o per disporvi a qualche opera di bene». Si noterà che ad alcuni compagni è stata data la «scienza», vale a dire un insegnamento venuto dal Profeta.
  • [12] ^ Si enuncia qui, come all’inizio della sūra 49, il dovere di ubbidienza verso il Profeta, fino al punto di osservare un preciso protocollo per gli incontri con lui. Rāzī spiega l’obbligo di questo dono, che sarebbe stato di natura pecuniaria, con il fatto che a Medina il Profeta era sempre più infastidito dagli importuni, che gli rendevano visita senza alcun riguardo per le sue occupazioni (cfr. anche 49:2-4). Questa specie di tassa sarebbe stata redistribuita dal profeta ai bisognosi. La tradizione aggiunge che la disposizione fu ben presto abolita e rimpiazzata, in virtù del v. 13, dall’elemosina legale (zakāt).
  • [13] ^ «Vi è di peso»: secondo la tradizione, esprimerebbe la reticenza dei credenti a pagare quella sorta di gabella; il seguito si spiega con il fatto che nel frattempo fu inglobata nella zakāt: attraverso quest’ultima, Dio ha perdonato coloro che si sottraevano alle «donazioni».
  • [14] ^ «Quelli contro i quali Dio è adirato»: l’espressione designa secondo certi commentatori alcuni ebrei medinesi che se la intendevano con gli ipocriti per schernire il Profeta (cfr. v. 20). Ma altri esegeti pensano piuttosto ai costruttori della «moschea del danno» (masjid al-ḍirār), guidati da colui che la tradizione designa come «l’altro capo degli ipocriti» (cfr. Dc 420-422).
  • [16] ^ «Si sono nascosti dietro i loro giuramenti»: la loro conversione è mera apparenza, puro opportunismo che occulta le loro manovre contro Muḥammad.
  • [18] ^ Nel giorno della resurrezione gli ipocriti resteranno quello che sono; ma quel giorno sarà il momento della verità, nel quale, davanti a Dio, le anime non potranno dissimulare nulla (cfr. 69:18; 4:42).
  • [21] ^ È qui enunciato a chiare lettere che la guerra condotta contro Muḥammad è una guerra contro Dio e dunque è persa in partenza.
  • [22] ^ La tradizione riferisce che in alcune battaglie i compagni affrontarono qualche parente rimasto pagano. Si cita in particolare il caso di Abū Bakr, il quale avrebbe affermato, contro le raccomandazioni del Profeta, di non esitare a sacrificare i membri della propria famiglia. Il versetto fa pensare alle parole di Gesù, ancora più precise: «Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me» (Mt 10:35-37). «Li ha confermati con uno spirito»: l’esegesi è divisa sul significato di «spirito», che per alcuni sta qui a significare una luce.

Note di Abdur Rahman Pasquini alla Sura

  • [1] ^ Formula particolare di divorzio che il marito diceva alla moglie con le parole: “Sei come il dorso di mia madre”.
  • [2] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [3] ^ Elargizione super-erogatoria; il termine è usato nel Sublime Corano per Zakāh, che, invece, in presenza delle condizioni richieste, è obbligatoria.
  • [4] ^ L’imposta coranica che - dopo essere stata raccolta (nella misura del 2,50 % di ogni cespite tassabile superiore al minimo imponibile, trascorso un anno senza impiego dal momento della sua entrata nel patrimonio del debitore d’imposta - deve essere destinata ai beneficiari indicati dal Sublime Corano.