

Sura LXXXV
Al-Burûj
Le Costellazioni
Pre-Eg. n. 27. Di 22 versetti. Il nome della sura deriva dal vers. 1
وَالسَّماءِ ذاتِ البُروجِ
Per il cielo dalle costellazioni [1] ,
- Hamza P.
- Hamza P.
Per il cielo con le torri.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Pel cielo dalle molte torri!
- Bausani
- Bausani
Per il cielo dotato di Costellazioni!
- Pasquini
- Pasquini
وَاليَومِ المَوعودِ
per il Giorno promesso,
- Hamza P.
- Hamza P.
Per il giorno promesso. [2]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Per il Giorno promesso!
- Bausani
- Bausani
Per il giorno promesso (della Resurrezione)!
- Pasquini
- Pasquini
وَشاهِدٍ وَمَشهودٍ
per il testimone e la [sua] testimonianza [2] !
- Hamza P.
- Hamza P.
Per il testimone e il testimoniato. [3]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Pel testimoniante e il testimoniato!
- Bausani
- Bausani
Per uno che rende testimonianza (in esso) e uno nei confronti del quale (in esso) viene resa testimonianza!
- Pasquini
- Pasquini
قُتِلَ أَصحٰبُ الأُخدودِ
Sia maledetta la gente del Fossato [3]
- Hamza P.
- Hamza P.
Periscano quelli di ‘Ukhdūd [4]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Periscano quelli della fossa
- Bausani
- Bausani
Furono uccisi i compagni dell’Ukhdūd [1],
- Pasquini
- Pasquini
النّارِ ذاتِ الوَقودِ
dal fuoco incessantemente attizzato,
- Hamza P.
- Hamza P.
nel fuoco attizzato [5]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
quelli del fuoco acceso
- Bausani
- Bausani
con un fuoco, sempre riattizzato,
- Pasquini
- Pasquini
إِذ هُم عَلَيها قُعودٌ
quando se ne stavano seduti accanto,
- Hamza P.
- Hamza P.
attorno a cui sedevano,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
quando essi vi sedevano attorno
- Bausani
- Bausani
mentre essi, (i carnefici), seduti attorno a esso (all’ukhdūd),
- Pasquini
- Pasquini
وَهُم عَلىٰ ما يَفعَلونَ بِالمُؤمِنينَ شُهودٌ
testimoni di quel che facevano ai credenti.
- Hamza P.
- Hamza P.
testimoni di quel che facevano con i credenti.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
a guardare i tormenti che facevan soffrire ai credenti!
- Bausani
- Bausani
assistevano a quello che essi facevano ai credenti,
- Pasquini
- Pasquini
وَما نَقَموا مِنهُم إِلّا أَن يُؤمِنوا بِاللَّهِ العَزيزِ الحَميدِ
E non li tormentavano che per aver creduto in Allah, il Potente, il Degno di lode,
- Hamza P.
- Hamza P.
Se la prendevano con loro solo perché credevano in Dio, il Potente, degno di lode,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
E si vendicaron di loro solo perché credevano in Dio, potente degno di lode,
- Bausani
- Bausani
nei confronti dei quali essi non si vendicavano, se non perché quelli (i compagni dell’ukhdūd) credevano in Allah, al-’azìz (il Possente), il Meritevole di ogni esaltazione,
- Pasquini
- Pasquini
الَّذى لَهُ مُلكُ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ وَاللَّهُ عَلىٰ كُلِّ شَيءٍ شَهيدٌ
Colui al Quale appartiene la sovranità dei cieli e della terra.
Allah è Testimone di ogni cosa.
- Hamza P.
Allah è Testimone di ogni cosa.
- Hamza P.
a Lui appartiene il regno dei cieli e della terra, Dio è testimone di tutto.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
al quale appartiene il Regno dei cieli e della terra e d’ogni cosa è testimone.
- Bausani
- Bausani
al Quale appartiene il Regno dei cieli e della Terra! E Allàh d’ogni cosa è Testimone!
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّ الَّذينَ فَتَنُوا المُؤمِنينَ وَالمُؤمِنٰتِ ثُمَّ لَم يَتوبوا فَلَهُم عَذابُ جَهَنَّمَ وَلَهُم عَذابُ الحَريقِ
In verità coloro che perseguitano i credenti e le credenti e poi non se ne pentono, avranno il castigo dell’Inferno e il castigo dell’Incendio [4] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Quelli che tormenteranno i credenti e le credenti e poi non si pentiranno avranno il tormento della Geenna, avranno un tormento bruciante.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
In verità, coloro che avran tormentato i credenti e le credenti e non si pentiranno, avranno il tormento d’Inferno, avranno il tormento del Fuoco bruciante.
- Bausani
- Bausani
Coloro che torturano i credenti e le credenti e non se ne pentono avranno il castigo di giahànnam [2] e avranno il castigo del rogo.
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّ الَّذينَ ءامَنوا وَعَمِلُوا الصّٰلِحٰتِ لَهُم جَنّٰتٌ تَجرى مِن تَحتِهَا الأَنهٰرُ ذٰلِكَ الفَوزُ الكَبيرُ
In verità coloro che credono e compiono il bene avranno i Giardini dove scorrono i ruscelli. Questo è il grande successo.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quelli che crederanno e faranno il bene avranno i giardini alla cui ombra scorrono i fiumi, questo è il trionfo grande. [11]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma coloro che avran cre duto e operato il Bene avranno Giardini alla cui ombra scor rono i fiumi: questo è il Supremo Successo.
- Bausani
- Bausani
In verità, coloro che credono e che bene operano avranno Giardini sotto i quali scorrono i fiumi!
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّ بَطشَ رَبِّكَ لَشَديدٌ
La risposta del tuo Signore è severa.
- Hamza P.
- Hamza P.
L’assalto del tuo Signore è tremendo, [12]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
In verità, la violenza del Signore è tremenda.
- Bausani
- Bausani
In verità, certamente, la potenza del tuo Signore nel colpire è tremenda!
- Pasquini
- Pasquini
إِنَّهُ هُوَ يُبدِئُ وَيُعيدُ
Invero Egli è Colui Che inizia e reitera [5] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Egli è Colui che dà inizio e poi lo fa di nuovo,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Egli è colui che produce e riconduce
- Bausani
- Bausani
In verità, Egli crea (gli uomini) e (li) risusciterà (nel Giorno della Resurrezione)
- Pasquini
- Pasquini
وَهُوَ الغَفورُ الوَدودُ
Egli è il Perdonatore, l’Amorevole,
- Hamza P.
- Hamza P.
Egli è Colui che perdona, pieno d’amore,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
ma è colui che perdona e che ama,
- Bausani
- Bausani
ed Egli è al-Ghafùr (il Perdonatore), l’Amorevole
- Pasquini
- Pasquini
ذُو العَرشِ المَجيدُ
il Signore del Trono glorioso,
- Hamza P.
- Hamza P.
il Padrone del trono, il Glorioso,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
troneggiante, Glorioso
- Bausani
- Bausani
il Possessore del Trono glorioso.
- Pasquini
- Pasquini
فَعّالٌ لِما يُريدُ
Colui che fa [tutto] ciò che vuole.
- Hamza P.
- Hamza P.
Dio fa quel che vuole.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
che fa quel ch’Ei vuole.
- Bausani
- Bausani
Egli è l’Unico a poter fare ciò che vuole!
- Pasquini
- Pasquini
هَل أَتىٰكَ حَديثُ الجُنودِ
Non ti è giunta la storia delle armate
- Hamza P.
- Hamza P.
Ti è giunta notizia degli eserciti [17]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Non t’è giunta la storia delle armate
- Bausani
- Bausani
Hai sentito il racconto degli eserciti,
- Pasquini
- Pasquini
فِرعَونَ وَثَمودَ
di Faraone e dei Thamûd?
- Hamza P.
- Hamza P.
di Faraone e dei Thamūd?
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
di Faraone e di Tamud?
- Bausani
- Bausani
di Faraone e dei Thamūd [3]?
- Pasquini
- Pasquini
بَلِ الَّذينَ كَفَروا فى تَكذيبٍ
I miscredenti continuano invece a tacciare di menzogna [6] ,
- Hamza P.
- Hamza P.
I miscredenti lo accusano di menzogna
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Eppure quei che non credono smentiscono tutto
- Bausani
- Bausani
Coloro che rifiutano di credere dicono che sono tutte falsità,
- Pasquini
- Pasquini
وَاللَّهُ مِن وَرائِهِم مُحيطٌ
nonostante che Allah sia dietro di loro e li circondi [7] .
- Hamza P.
- Hamza P.
– Dio è dietro di loro, li circonda –, [20]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
mentre Dio silenzioso li circonda alle spalle,
- Bausani
- Bausani
però Allàh sta alle loro spalle, circondandoli!
- Pasquini
- Pasquini
بَل هُوَ قُرءانٌ مَجيدٌ
Questo è invece un Corano glorioso,
- Hamza P.
- Hamza P.
ma questo è un Corano glorioso,
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
e questa è Lettura Santissima
- Bausani
- Bausani
No! Questo è un Corano glorioso,
- Pasquini
- Pasquini
فى لَوحٍ مَحفوظٍ
[impresso] su di una Tavola protetta [8] .
- Hamza P.
- Hamza P.
scritto su una tavola custodita.
[22]
- Zilio Grandi
[22]
- Zilio Grandi
preservata su tavole pure.
- Bausani
- Bausani
in una Tavola ben custodita.
- Pasquini
- Pasquini
Note di Hamza Piccardo alla Sura
- [1] ^ Nel senso di «Segni zodiacali». Il sole, nel suo moto apparente, si sposta in una posizione, si sposta in una porzione del cielo in cui si provano le dodici costellazioni dello zodiaco: Ariete, Toro, Gemelli, Cancro, Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione, Sagittario, Capricorno, Acquario e Pesci.
- [2] ^ Secondo l’esegesi classica (Tabarî XXX, 131) il versetto ha una valenza generale e non è riferito a nessun particolare testimone o testimonianza.
- [3] ^ «gente del Fossato»: il versetto allude alla vicenda che vide protagonista un re israelita di Najrân, nel nord dello Yemen, Dhu Nuwâs, il quale perseguitò i cristiani e sottopose al martirio del fuoco un gran numero di loro. Secondo alcune tradizioni furono circa ventitremila i cristiani che perirono arsi vivi in un grande braciere acceso in un fossato, appositamente scavato. La storia ci dice che tanta ferocia non rimase impunita: un’armata di settantamila uomini venne inviata contro di lui dal Negus dell’Etiopia, il suo esercito fu sbaragliato, egli morì suicida e la sua gente venne sottoposta alla decimazione. Per vendicare i cristiani uccisi vennero passati a fil di spada un terzo degli uomini di Najrân e un sesto delle donne furono ridotte in schiavitù.
- [4] ^ «L’Incendio»; uno dei nomi dell’Inferno.
- [5] ^ Allah (gloria a Lui l’Altissimo) inizia la creazione, la reitera nei cicli della natura e infine nella Resurrezione dei morti.
- [6] ^ Anche «I miscredenti continuano a vivere nella menzogna».
- [7] ^ Con questa espressione il Corano intende l’assoluta impossibilità per i miscredenti di sottrarsi alla volontà di Allah e al Suo castigo.
- [8] ^ La Tavola celeste che contiene l’archetipo immutabile della Rivelazione divina. Secondo una tradizione questa Tavola è posta alla destra del Trono di Dio. Tabarî riferì che l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) disse: «Allah ha creato la Tavola protetta dalla perla bianca, le sue pagine dal rubino rosso, il suo calamo dalla luce e la sua Scrittura dalla luce».
Versione cartacea de Il Corano - Hamza Roberto Piccardo
Note di Mohammad Ali Amir-Moezzi alla traduzione di Zilio Grandi
- Nota alla Sura Si può osservare che questa antica sūra meccana è simile alla sūra 91 per il ricorso alla storia sacra (vv. 4-8, 17-18), messa al servizio della funzione soteriologica della rivelazione: i meccani subiranno la sorte dei popoli che hanno respinto gli ammonitori divini e rifiutato la fede in Dio (v. 8). «Quelli di ‘Ukhdūd» sarebbero i sudditi di un re della tribù dei Banū Ḥimyar, Dhū Nuwās, un convertito all’Ebraismo che prima dell’Islam aveva conquistato il Nord dello Yemen. Nel 523 d.C. egli fece scavare nelle sue terre un fossato e lo trasformò in un immenso rogo. Costretti ad abbracciare l’Ebraismo, molti cristiani del Najrān preferirono precipitarvi piuttosto che abiurare alla propria fede. I sopravvissuti di quel tragico olocausto, rimasto scolpito nelle memorie, furono i cristiani con i quali Muḥammad entrò in polemica nel 631 e ai quali propose una sacra ordalia (cfr. il commento a 3:61 e Dc 597-599). Il negus cristiano di Abissinia decise di vendicare i suoi correligionari e inviò nello Yemen due generali, uno dei quali, Abraha, cacciò Dhū Nuwās e divenne viceré dello Yemen. La tradizione musulmana vede nella sūra 105 un’allusione alla presunta campagna militare organizzata da questo generale contro Mecca nel 570. È stata anche avanzata l’ipotesi che questo racconto confonderebbe l’evento con l’episodio biblico in cui gli ebrei condotti dinnanzi a Nabucodonosor preferiscono bruciare sul rogo piuttosto che adorare una statua d’oro (Dn 3:19). Si può infine vedere in ‘Ukhdūd un toponimo infernale.
- [2] ^ «Giorno promesso»: quello della resurrezione; si potrebbe anche trattare, secondo i commentatori, del giorno in cui i pellegrini compiono la sosta ad ‘Arafāt, che, al momento di questa rivelazione, non aveva ancora il significato che gli attribuirà in seguito il pellegrinaggio islamico.
- [3] ^ Il versetto, breve al punto da risultare sibillino, come tutte le formule sacramentali del Corano ha suscitato commenti divergenti. Poiché il discorso coranico prende a testimoni le realtà più disparate, verrebbe da pensare che il versetto invochi la disposizione alla giustizia, che ci si riferisca o no al giorno del giudizio.
- [4] ^ Il giuramento si interrompe qui per fare posto a un’invettiva che, secondo i commentatori, sarebbe rivolta contro i Qurayshiti. Sarebbe dunque da intendere: «Periscano i Qurayshiti come sono periti quelli di ‘Ukhdūd». Gli esegeti concordano nell’attribuire a ‘Ukhdūd il significato di «fossato».
- [5] ^ Il «fuoco» è con ogni verosimiglianza quello dell’inferno, se raffrontiamo il versetto con altri passi dove compaiono immagini simili (cfr. 3:10 e 66:6). I persecutori, «quelli di ‘Ukhdūd», sono il soggetto del v. 6.
- [11] ^ I vv. 4-11 si rifanno al tema dei popoli annientati per la loro ribellione alla legge divina. I meccani sono assimilati ai persecutori dei veri credenti. Destinati alla Geenna, periranno nelle braci simboliche che hanno acceso contro i musulmani. Il passo risale dunque a un’epoca in cui Muḥammad pensava di fare riconoscere il suo apostolato agli altri monoteisti. D’altro canto, esso rende plausibile l’esilio in Abissinia di un gruppo di musulmani attorno al 615-617.
- [12] ^ Sono qui elencate alcune qualità che nella teologia tradizionale diventano altrettanti nomi divini: Vendicatore, Creatore, Incline al perdono, Re, Sovrano.
- [17] ^ Il testo si propone soltanto di richiamare alla memoria del Profeta o del «recitatore» (qāri’, muqri’) due fra le storie dei «racconti sui profeti»: si suppone dunque che essi le conoscano.
- [20] ^ «Li circonda»: immagine frequente, che significa che non avranno alcuna via di fuga.
- [22] ^ «Tavola custodita» (lawḥ maḥfūẓ): sarebbe la tavola sulla quale è inciso l’archetipo del Corano; le tradizioni la situano al di là del settimo cielo, dunque vicina a Dio. La tavola è «custodita», cioè al riparo da ogni minaccia, da ogni alterazione, e perciò immutabile. Tale è in effetti l’idea che i teologi si fanno della parola divina. Tuttavia, sul modo in cui questa parola eterna e immutabile possa trovare un’espressione materiale sulla terra si sono create anticamente profonde divisioni. Il versetto non dice ancora, però, che la «tavola» sia celeste.
Versione cartacea de Il Corano / a cura di Alberto Ventura; traduzione di Ida Zilio-Grandi
Note di Abdur Rahman Pasquini alla Sura
- [1] ^ Nome di una località della regione di Naǧrān nella quale durante il regno di un regolo, di nome Dhū-n-Nuwās, che aveva imposto il giudaismo come “religione di stato”, fu eseguito un massacro [nel 523 e.v.] di cristiani monofisiti mediante il rogo, per motivi di odio di religione.
- [2] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
- [3] ^ Nome del popolo che aveva affermato la sua potenza sulla Terra dopo la distruzione degli ‘Ād. Discendevano da Thamūd, figlio di ‘Abir, figlio di Sem, figlio di Noè. Divenuti senza dio e arroganti, Allàh inviò loro il Profeta Ṣāliḥ con un segno, la cammella miracolosa, con cui essi avrebbero dovuto dividere l’acqua e che avrebbero dovuto lasciar pascolare liberamente nel loro territorio in un periodo di siccità e carestia. La sgarrettarono e Allàh li distrusse per la loro miscredenza.











