

Sura XCVII
Al-Qadr
Il Destino [1]
Pre-Eg. n. 25. Di 5 versetti. Il nome della sura deriva dal vers. 1
إِنّا أَنزَلنٰهُ فى لَيلَةِ القَدرِ
Invero lo [2] abbiamo fatto scendere nella Notte del Destino [3] .
- Hamza P.
- Hamza P.
Noi lo abbiamo rivelato nella notte del destino. [1]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
In verità lo rivelammo nella Notte del Destino.
- Bausani
- Bausani
In verità, Noi lo abbiamo fatto scendere (il Sublime Corano) nella Notte del Destino.
- Pasquini
- Pasquini
وَما أَدرىٰكَ ما لَيلَةُ القَدرِ
E chi potrà farti comprendere cos’è la Notte del Destino?
- Hamza P.
- Hamza P.
Chissà cos’è la notte del destino?
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Cos’è mai la Notte del Destino?
- Bausani
- Bausani
Cosa ti spiegherà che cosa è la Notte del Destino?
- Pasquini
- Pasquini
لَيلَةُ القَدرِ خَيرٌ مِن أَلفِ شَهرٍ
La Notte del Destino è migliore di mille mesi.
- Hamza P.
- Hamza P.
La notte del destino è migliore di mille mesi. [3]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
La Notte del Destino è più bella di mille mesi.
- Bausani
- Bausani
La Notte del Destino è più ricca di bene che mille mesi!
- Pasquini
- Pasquini
تَنَزَّلُ المَلٰئِكَةُ وَالرّوحُ فيها بِإِذنِ رَبِّهِم مِن كُلِّ أَمرٍ
In essa discendono gli angeli e lo Spirito [4] , con il permesso del loro Signore, per [fissare] ogni decreto [5] .
- Hamza P.
- Hamza P.
È quando gli angeli e lo spirito discendono con il permesso del loro Signore, per ogni Suo ordine. [4]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Vi scendono gli angeli e lo Spirito, col permesso di Dio, a fissare ogni cosa.
- Bausani
- Bausani
Discendono in essa gli Angeli e lo Spirito, con il permesso del Signore, per dare a ogni cosa il destino (assegnato a essa da Allàh)!
- Pasquini
- Pasquini
سَلٰمٌ هِىَ حَتّىٰ مَطلَعِ الفَجرِ
È pace, fino al levarsi dell’alba.
- Hamza P.
- Hamza P.
Sia una notte di pace finché spunterà l’alba.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Notte di pace fino allo spuntar dell’aurora.
- Bausani
- Bausani
Essa è pace fino allo spuntare dell’alba.
- Pasquini
- Pasquini
Note di Hamza Piccardo alla Sura
- [1] ^ La Notte del destino di cui è questione in questa sura è quella in cui Allah (gloria a Lui l’Altissimo) rivelò al Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui) il Sublime Corano. Il fatto avvenne in una delle notti dispari dell’ultima decade del mese di Ramadan (vedi anche nota alla sura XCVI). La consuetudine islamica, appoggiandosi su alcune tradizioni, ha individuato nella ventisettesima notte del mese la fatidica notte (inizia al tramonto del ventiseiesimo giorno di Ramadan) e ne ha fatto una ricorrenza liturgica di grande importanza. Durante questa notte nelle moschee e nelle case dei musulmani si veglia, si legge il Corano, si chiede perdono ad Allah e si invocano la Sua Grazia e la Sua Misericordia per tutto l’anno a venire.
- [2] ^ Il pronome si riferisce al Sublime Corano?
- [3] ^ Il termine che abbiamo tradotto con «Destino» è «qadr» che significa anche «potere, valore, merito, decisione».
- [4] ^ «lo Spirito»: con questo termine Allah (gloria a Lui l’Altissimo) designa nel Corano l’angelo Gabriele (pace su di lui).
- [5] ^ L’esegesi ha stabilito che il significato dell’espressione «min kulli ’amr» sia appunto quello che abbiamo tradotto con «per [fissare] ogni decreto», attribuendo alla particella «min» (da) il valore di «bi» (con, per).
Versione cartacea de Il Corano - Hamza Roberto Piccardo
Note di Mohammad Ali Amir-Moezzi alla traduzione di Zilio Grandi
- [1] ^ Il celebre versetto, secondo l’interpretazione più comune, significa che il Corano nella sua globalità (indicato dal pronome «lo» del primo versetto) sarebbe stato rivelato sinteticamente al Profeta nel corso di un’unica notte, detta la «notte del destino» (laylat al-qadr), dove il «destino» rappresenta i decreti immutabili di Dio, l’espressione della Sua volontà. La parola divina si sarebbe in seguito dispiegata nel tempo, sotto la forma di versetti comunicati in successione al Profeta, nel corso di un apostolato di ventitré anni. L’esegesi tradizionale adduce come prova i versetti che parlano di una discesa avvenuta progressivamente, e non in una volta sola (25:32; 17:106). I commentatori aggiungono che questa «discesa» della parola divina è avvenuta a partire dal cielo più alto, dove si trova la «tavola custodita», fino a raggiungere il cielo più vicino alla terra, attraverso Gabriele (menzionato nel v. 4 come «lo spirito»). Per ulteriori interpretazioni, cfr. Dc 586-587. La tradizione popolare crede che in questa notte siano stabiliti i destini dell’universo per l’anno successivo.
- [3] ^ Questa notte è tradizionalmente fissata al 27 del mese di ramaḍān, perché è in questo mese che, secondo 2:185, fu rivelato il Corano; i musulmani praticanti non mancano di trascorrere tale notte in devozioni facoltative e in preghiera nelle moschee. La data del 27 è arbitraria, perché alcune tradizioni assicurano che Dio solo conosce quando cade esattamente la «notte del destino» durante il ramaḍān.
- [4] ^ Superiore a mille mesi e con il suo marchio di «pace», questa notte benedetta è molto cara ai pii musulmani. Una sola notte è necessaria agli angeli per scendere dal cielo sulla terra, mentre secondo 70:4 essi hanno bisogno di un tempo molto più lungo, nei termini del conto temporale di questo mondo, per risalire fino a Dio.
Versione cartacea de Il Corano / a cura di Alberto Ventura; traduzione di Ida Zilio-Grandi











