Islam, Sufismo e Sufi
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XXVIII

La riparazione per un animale selvatico
ucciso o fatto perire in territorio sacro

Abd Allah figlio di Abbas raccontò che al-Sa'b figlio di Gattamah al Layti aveva offerto in omaggio all'Inviato di Dio - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - un asino seivaggio,
mentre questi si trovava ad Abwa o a Widdan. Egli lo rifiutò; però, vedendo l'espressione che comparve sul volto di al-Sa'b, disse:
Sta tranquillo! Lo rifiuto solo perché sono in ihram.



Abd AIlah figlio di Umar - sia soddisfatto Iddio di ambedue - riferì che rInviato di Dio - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - aveva detto:
Sono cinque gli animali che non fanno commettere peccato a chi si trova in istato di ihram se questi li uccide:
il corvo, il nibbio, il topo, lo scorpione, ogni cane feroce.



Abd Allah - sia soddisfatto Iddio di lui -. raccontò:
Mentre eravamo col Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - nella grotta di Mina, fu fatta scendere dai cielo la Sura cosiddetta " degli angeli inviati"(LXXVII).
Egli la recitava, ed io la raccoglievo direttamente dalla sua bocca. Ricordo benissimo che la sua bocca era ancora fresca di queste parole meravigliose, quando scattò verso di noi una vipera.
Subito il Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - disse:
Ammazzatela!
Noi ci lanciammo, ma la vipera fuggi. Allora il Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - ci disse: É riuscita a sfuggire al male che volevate farle, e voi siete sfuggiti al male che voleva fare a voi.


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