Islam, Sufismo e Sufi
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LXXIX

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Narrò Abd Allah figlio di Mas'ud:
Quando eseguivamo la preghiera col Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - dicevamo:
La pace sia su Dio prima che sui servi Suoi; la pace sia su Gabriele, la pace sia su Michele, la pace sia sul tale e sul tal altro.
E il Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute -, quando se ne andava, voltava la faccia verso di noi e diceva:
In verità è Dio la pace; quando uno di voi si dispone alla preghiera, dica:
A Dio i saluti, le preghiere e le cose buone; a te, o Profeta, la pace, la misericordia di Dio e le sue benedizioni; la pace sia su di noi e sui buoni servi di Dio.
La pace, quand'egli dirà questo, scenderà su ogni buon servo di Dio, in Cielo e sulla terra. Dica poi:
Attesto che non v'è dio fuorché Iddio e che Muhammed è il Suo servo e il Suo Inviato.
Detto questo, scelga poi le parole che preferisce.



Narrò Abu Hurayrah che l'Inviato di Dio - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - aveva detto:
Chi cavalca saluti chi va a piedi; chi va a piedi saluti chi sta seduto; il giovane saluti il vecchio.



tabit al-Bunani narrò che Anas figlio di Malik - sia soddisfatto Iddio di lui - passando accanto a certi bambini, diede loro il saluto dicendo:
Il Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - faceva così.



Narrò Gabir - sia soddisfatto Iddio di lui -:
Andai dal Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - per un debito di mio padre e bussai alla porta. Disse: Chi è? Risposi: Io!
E lui: Io,io, come se provasse fastidio.



Narrò Alì figlio di Abi Talib - sia soddisfatto Iddio di lui- L'inviato di Dio - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - mi mandò insieme con al-Zubayr figlio di al-'Awwam e con Abu Martad al-Gana'wi. Eravamo a cavallo; ci disse:
Andate fino a Rawdat Hah; li c'è una donna politeista che ha una lettera di Hatib figlio di Abu Balta'ah per i politeisti della Mecca.
La raggiungemmo dove l'Inviato di Dio - Iddio Io benedica e gli dia tema salute - aveva detto; viaggiava sopra un suo cammello. Le dicemmo:
Dove sta la lettera che porti?
Rispose:
Non ho nessuna lettera.
La facemmo scendere dal cammello, che frugammo senza trovare niente. I miei compagni dicevano:
La lettera, non si vede.
Risposi:
Io so che non mentisce l'Inviato di Dio - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute -; per Colui per il quale si giura, o tiri fuori la lettera o ti denuderemo.
Quando vide che dicevo sul serio, infilò una mano sotto la sciarpa che le cingeva il mantello ed estrasse la lettera, che consegnammo poi all'Inviato di Dio - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute -.
Egli disse allora a Hatib:
Perché hai fatto questo?
Rispose:
Posso dire soltanto che credo in Dio e nel Suo Profeta; non sono cambiato, non ho tradito. Ho voluto trovare presso quella gente della Mecca una mano con cui Dio difendesse mia moglie e la mia roba. A nessuno dei tuoi Compagni manca chi difenda le mogli e le robe loro.
Il Profeta disse:
Ha ragione. Non gli dite altro che buone parole.
Umar figlio di al-Khattab esclamò:
Ha tradito Dio, il Suo Inviato e i credenti. Lascia che gli tagli la testa.
Senti, Umar: chi ti dice che Dio non abbia guardato i combattenti di Badr e non abbia detto: Fate quel che volete. Per voi il Paradiso è sicuro?
Disse Umar con le lacrime agli occhi:
Dio è il Suo Inviato ne sanno certamente di più.



Narrò Abd Allah figlio di Abbas:
Alì figlio di Abu Talib usci dalla camera del Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute -, ch'era stato già colpito dalla malattia di cui mori. La gente gli domandava: « Abu Hasan, come sta l'Inviato di Dio - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - stamattina?
Alì rispondeva: Stamattina, Dio sia lodato, è guarito. Abbas, allora, lo prese per mano e gli disse:
Tu non vedi, perdio, che fra tre giorni sarai schiavo del bastone?
Io, perdio, sono sicuro che l'Inviato di Dio morirà di questa malattia. Io so ben riconoscere sulla faccia dei figli di Abd al-Muttalib la morte . Andiamo dall'Inviato di Dio - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - e domandiamogli a chi toccheranno le cose. Se toccano a noi, lo sapremo; se toccassero ad altri, ci consiglieremo con lui, e le affiderà a noi.
Rispose Alì:
Se chiediamo il potere all'Inviato di Dio - Iddio Io benedica e gli dia eterna salute - e ce lo rifiuta, la gente non ce lo darà mai. Ed io, per me, non glielo chiederò mai.



Narrò Mu'ad:
Cavalcavo dietro il Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - ed egli mi chiamò: Mu'ad!
Io risposi:
Labbaykae sa'dayka. Egli ripeté quelle parole tre volte, poi disse:
Sai qual è il diritto di Dio sui Suoi servi?
No!
Il diritto di Dio sui suoi servi è che lo adorino e non associno nulla a Lui.
Dopo breve pausa riprese:
Mu'ad!
Labbayka e sa'dayka » risposi.
Sai qual è il diritto su Dio dei Suoi servi?
Quando dicono queste parole hanno il diritto di non essere puniti da Lui.



Narrò Zayd figlio di Wahb che Abu Darr gli aveva dett ad aI-Rabadah:
Una sera passeggiavamo nella Harrah di Medina, di fronte a Uhud, e il Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - mi disse:
Abu Darr, come vonei che il monte Uhud fosse d'oro per me, e che ogni sera, o ogni tre sere, me ne venisse un dinar da dare ai servi di Dio così e così e così.
E fece con la mano il gesto di distribuire monete. Poi mi disse:
Labbayka e sa'dayka, o Inviato di Dio!
Quelli che hanno più denari avranno meno da Dio, salvo che non facciano così e così.
Poi mi disse: Resta qui fino al mio ritorno. E andò via, lontano da me. Poco dopo sentii una voce; ebbi paura che avesse fatto un cattivo incontro e avrei voluto raggiungerlo, ma ricordai che mi aveva detto di star fermo. Quando tornò glielo dissi, e rispose:
Era Gabriele, venuto a dirmi che i morti della mia nazione, purché non abbiano associato nessuna cosa a Dio, andranno in Paradiso.
Anche se hanno fornicato e rubato?
Si, anche se hanno forrticato e rubato.



Narrò Sahl figlio di Sa'd:
Dopo la preghiera pubblica del venerdì noi facevamo un sonnellino e mangiavamo.



Narrò Abbad figlio di Tamin che suo zio paterno gli av'eva detto:
Ho visto l'Inviato di Dio - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - disteso nella moschea, con una gamba sopra l'altra.



Narrò Abd Allah - sia soddisfatto Iddio di lui - che l'Inviato di Dio - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - aveva detto:
Quando siete in tre, che due non si parlino privatamente escludendo il terzo.



Narrò Abd Allah - sia soddisfatto Iddio di lui - che il Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - aveva detto:
Quando siete in tre, che due non si parlino privatamente escludendo il terzo, finché non vi sarete mescolati ad altre persone, per non dispiacergli.



Narrò Abd Allah: Un giorno il Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - distribuiva le quote del bottino di guerra e uno degli Ansar disse:
Questa non è una dlstribuzione che mira al volto di Dio. Io esclamai:
Perdio, lo riferirò al Profeta. Andai da lui, ch'era circondato da molte persone, e glielo dissi in segreto. La sua faccia si lece scura di collera e disse: Dio abbia misericordia di Mosè: ricevette un'offesa peggiore di questa e tollerò.



Narrò Abu Musa - sia soddisfatto Iddio di lui -:
Una notte s'incendiò a Medina una casa dove stavano delle persone; il Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - tu informato e disse:
Il fuoco è certamente un vostro nemico; quando dormite, spegnetelo.



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