Islam, Sufismo e Sufi
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Il Sermone d'Addio

Quando il Profeta (s.A.'a.s.) conquistò La Mecca, dopo vent'anni di lotte e di sofferenze, concesse un'amnistia generale e non rivendicò i beni immobili che lui e i suoi compagni avevano dovuto abbandonare al momento dell'emigrazione.

Nel 632 Muhammad (s.A.'a.s.) intraprese solennemente un hajj (il pellegrinaggio alla Mecca), accompagnato da novantamila pellegrini.

Un versetto del Corano, rivelato nel corso dell'ultimo pellegrinaggio del Profeta (s.A.'a.s.) (7 marzo 632) annunciava al Profeta (s.A.'a.s.) che la sua missione era compiuta:

Oggi ho reso perfetta la vostra religione, ho completato per voi la Mia grazia e Mi è piaciuto darvi per religione l'Islàm. (Corano, V, 3).

Lo stesso giorno il Profeta (s.A.'a.s.), nel corso del pellegrinaggio pronunciava il suo "sermone di addio" dall'alto del Monte della misericordia, ad Arafat, davanti a centoquarantamila fedeli. Quelle parole sono perennemente vive nel cuore di tutti i credenti.

Disse il Profeta (s.A.'a.s.) sul Monte della Misericordia nel pellegrinaggio di Addio:

"Popolo, ascoltate le mie parole (e fatene tesoro), poiché io non so se mi sarà concesso di potervi incontrare in questo luogo e di eseguire il pellegrinaggio, dopo quest'anno.

O gente! ALLAH dice: O uomini, vi abbiamo creato da un maschio e da una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù affinché vi conosceste a vicenda. Presso ALLAH, il più nobile di voi è colui che più lo teme. Un arabo non é superiore ad un persiano né un bianco ad un nero, tranne che in timor di ALLAH. Tutto il genere umano discende da Adamo ed Adamo fu creato dalla polvere. Ogni pratica dei giorni dell'ignoranza e oggi sotto i miei piedi! Tutti gli interessi e le usure sono aboliti.

Gente! il vostro sangue, i vostri beni e il vostro onore sono inviolabili fino al giorno in cui comparirete davanti al vostro Signore, come inviolabili sono questi giorni, questo mese, questa città.

In verità, tra non molto, ciascuno di voi dovrà rispondere delle sue azioni.

Gente! Quelli di voi che sono coniugati hanno dei diritti nei confronti delle loro mogli e le mogli, a loro volta hanno diritti nei confronti dei loro mariti. -

E dovere dei mariti rispettare I diritti coniugali delle mogli ed e loro diritto che le mogli si comportino onestamente. Se esse si comportano disonestamente, ALLAH vi autorizza a non adempiere il debito coniugale, allontanandole dai vostri letti e, castigarle, ma non severamente. Se si ravvedono é vostro dovere provvedere a vestirle e a nutrirle, mantenendole come si conviene.

Non é concesso alla moglie di dare a terzi una cosa di proprietà del marito, senza il consenso di lui. Trattate le donne con gentilezza, poiché esse sono le vostra compagne e sono il gentil sesso. Siate testimoni di ALLAH per quanto concerne le donne, poiché è ALLAH che ve le ha affidate e dalla Parola di ALLAH deriva il vostro diritto di unirvi con loro.

Nessuna cosa appartenente ad un fratello è lecita per un musulmano, ad eccezione di quella che gli viene data volontariamente. Perciò non fatevi torti a vicenda.

Gente! Ogni musulmano e fratello di ogni altro musulmano e tutti i musulmani costituiscono una fratellanza. Per quanto riguarda i vostri dipendenti, o padroni, siate solleciti a nutrirli con ciò' di cui voi stessi vi nutrite e a vestirli con gli abiti cui vi vestite voi stessi.

State attenti a non andare alla rovina, dopo di me, litigando tra voi e facendovi violenza gli uni gli altri. Gente! Nessun profeta verrà suscitato dopo di me e nessuna comunità religiosa si formerà dopo di voi (per volere di ALLAH). In verità, io vi lascio qualcosa che, se ad esse vi attenete, vi impedirà di andare in perdizione: il libro di ALLAH e la condotta del suo Profeta.

Satana ha ormai perduto ogni speranza di essere adorato in questa terra, però non si darà per vinto e cercherà di sedurvi in cosa minori dell’adorazione, perciò state attenti a non lasciarvi sedurre da lui in qualcuno degli aspetti minori della religione.

Adorate ALLAH, il Signor vostro, eseguite le cinque orazioni quotidiane, osservate il digiuno del mese di Ramadan, pagate prontamente la purificazione dei vostri beni (zakat), eseguite il pellegrinaggio alla casa di ALLAH, obbedite a chi tra voi ha il comando e, cosi facendo, entrerete nel paradiso del vostro Signore. Che coloro che sono presenti portino questo messaggio a chi é assente. Può darsi che molti di coloro a cui il messaggio sarà portato lo capiscono meglio di coloro che lo hanno udito con le loro orecchie.

E finalmente disse il profeta Muhammad  (s.A.'a.s.):
Quando vi chiederanno di me cosa direte?
All’unisono i presenti risposero:
Noi renderemo testimonianza che tu ci hai portato il messaggio che ti era affidato, hai adempiuto la tua missione e ci ha consigliato per il nostro bene!

Allora l'Apostolo di ALLAH (s.A.'a.s.) alzò verso il cielo la sua mano chiusa con l’indice teso e poi, rivolgendola verso i presenti, disse:

O ALLAH, rendi testimonianza! O ALLAH, rendi testimonianza!

 

Questo sermone può essere considerato il testamento del Profeta (s.A.'a.s.), che mori' tre mesi più tardi a Medina. Le sue ultime parole furono: " All'amico supremo ". Lavarono il suo corpo, l'avvolsero in un lenzuolo, e a uno a uno sfilarono i fedeli dicendo: " La pace sia con te, o rasul (inviato) di Allah! Noi testimoniamo che tu hai trasmesso il suo messaggio, che ti sei adoperato a seguire la sua traccia, sino a glorificarne la religione e condurla a compimento ". Con queste stesse parole, dopo tredici secoli, i musulmani rendono omaggio alla tomba del Profeta (s.A.'a.s.), nel medesimo punto in cui è morto.

" A distanza di tredici secoli, la sua presenza spirituale è quasi altrettanto viva come nei suoi giorni. A lui solo si deve se una spora di villaggi, anticamente chiamati Yathrib, divennero una città che fino a tutt'oggi è amata dai musulmani come mai nessuna città nel mondo. Città che tuttora è rimasta senza un suo nome, poiché viene chiamata da più di tredici secoli Madinat an-nabawi, "la città del Profeta (s.A.'a.s.)". Da più di tredici secoli tale amore vi è venuto a convergere, che tutte le forme, tutti i gesti vi hanno assunto come un'aria di famiglia e tutte le differenze esteriori si sono attenuate per integrarsi in un armonia comune.

Tale è la felicità che vi si pregusta sempre: questa unificante armonia... Il legame spirituale che unisce [tutti i musulmani] al loro grande passato spirituale si respira ancora in questi luoghi. Mai città nel mondo è stata a tale punto amata a causa di un solo uomo. Mai uomo, morto da più di tredici secoli, è stato amato personalmente, e da tale numero incalcolabile di uomini, come colui che giace sotto la cupola verde." (Muhammad Asad, L'itinerario della Mecca).

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