Il Sacro Corano
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بسم الله الرحمن الرحيم

Sura XVII

Al-Isrâ’

Il Viaggio Notturno [1]

Pre-Eg. n. 50. a parte i verss. 26 e 32, 33, 57, 75-80. Di 111 versetti. Il nome della sura deriva dal vers. 1.

La traduzione Bausani non ha testi importati per la sura 17 (controllare l'import: al momento sono disponibili principalmente le sure 100–114).

 1.
 سُبحٰنَ الَّذى أَسرىٰ بِعَبدِهِ لَيلًا مِنَ المَسجِدِ الحَرامِ إِلَى المَسجِدِ الأَقصَا الَّذى بٰرَكنا حَولَهُ لِنُرِيَهُ مِن ءايٰتِنا إِنَّهُ هُوَ السَّميعُ البَصيرُ
 Gloria a Colui Che di notte trasportò il Suo servo dalla Santa Mo­schea alla Moschea remota, di cui benedicemmo i dintorni, per mo­strargli qualcuno dei Nostri segni.
Egli è Colui Che tutto ascolta e tutto osserva.
- Hamza P.
 Gloria a Colui che rapì di notte il Suo servo dal tempio sacro al tempio più remoto del quale Noi abbiamo benedetto il recinto, per mostrargli parte dei Nostri segni. Dio è Colui che ode, Colui che vede. [1]
- Zilio Grandi
 Incondivisa è la divinità di Colui che, in una notte, fece viaggiare il suo servo dalla Sacra Moschea [1] alla Moschea al-àqṣā [2] - della quale abbiamo benedetto i dintorni - per mostrargli alcuni Nostri Segni. In verità, Egli è l’Audiente, l’Osservatore.
- Pasquini
 2.
 وَءاتَينا موسَى الكِتٰبَ وَجَعَلنٰهُ هُدًى لِبَنى إِسرٰءيلَ أَلّا تَتَّخِذوا مِن دونى وَكيلًا
 Demmo a Mosè la Scrittura [2] e ne facemmo la Guida per i Figli di Israele [dicendo loro]: «Non prendete altro protettore che Me!».
- Hamza P.
 Abbiamo dato a Mosè il libro e lo abbiamo reso una guida per i figli di Israele: «Non prendete alcun protettore al di fuori di Me». [2]
- Zilio Grandi
 Noi demmo a Mūsā (Mosè) il Libro e di esso facemmo una Guida per i figli d’Israele (ordinando loro): “Non prendete alcun protettore all’infuori di Me!”.
- Pasquini
 3.
 ذُرِّيَّةَ مَن حَمَلنا مَعَ نوحٍ إِنَّهُ كانَ عَبدًا شَكورًا
 [Egli era un] discendente [3] di coloro che portammo insieme a Noè. In verità era un servo riconoscente.
- Hamza P.
 Mosè discendeva da quelli che Noi portammo con Noè sull’arca, era un servo pieno di gratitudine.
- Zilio Grandi
 Di chi Noi trasportammo con Nūḥ (Noè) egli era discendente. In verità, egli fu un servo riconoscente!
- Pasquini
 4.
 وَقَضَينا إِلىٰ بَنى إِسرٰءيلَ فِى الكِتٰبِ لَتُفسِدُنَّ فِى الأَرضِ مَرَّتَينِ وَلَتَعلُنَّ عُلُوًّا كَبيرًا
 Decretammo nella Scrittura, contro i Figli di Israele: «Per due volte porterete la corruzione sulla terra e sarete manifestamente su­perbi» [4] .
- Hamza P.
 Abbiamo decretato nel libro per i figli di Israele: «Voi porterete la corruzione sulla terra due volte, e molto sarete superbi». [4]
- Zilio Grandi
 Nel Libro, Noi stabilimmo riguardo ai Figli d’Israele: “Per due volte, certamente, voi propagherete il disordine sulla Terra, e di sicuro vi eleverete con grande arroganza!”.
- Pasquini
 5.
 فَإِذا جاءَ وَعدُ أولىٰهُما بَعَثنا عَلَيكُم عِبادًا لَنا أُولى بَأسٍ شَديدٍ فَجاسوا خِلٰلَ الدِّيارِ وَكانَ وَعدًا مَفعولًا
 Quando si realizzò la prima [delle Nostre promesse], mandammo contro di voi servi Nostri, di implacabile valore, che penetrarono nelle vostre contrade: la promessa è stata mantenuta.
- Hamza P.
 Quando si compirà la prima delle due promesse, susciteremo contro di voi dei Nostri servi pieni di forza grande, i quali entreranno in tutta libertà nelle vostre abitazioni e la promessa sarà compiuta. [5]
- Zilio Grandi
 Quando giunse il momento di attuare la prima minaccia delle due, Noi, contro di voi, suscitammo nostri servi dotati, di grande potenza, che frugarono entro le dimore: e fu promessa realizzata.
- Pasquini
 6.
 ثُمَّ رَدَدنا لَكُمُ الكَرَّةَ عَلَيهِم وَأَمدَدنٰكُم بِأَموٰلٍ وَبَنينَ وَجَعَلنٰكُم أَكثَرَ نَفيرًا
 Vi demmo quindi il sopravvento su di loro e vi corroborammo con ricchezze e progenie e facemmo di voi un popolo numeroso.
- Hamza P.
 Poi vi daremo la rivincita su di loro e vi assisteremo con ricchezze e figli e vi renderemo più numerosi.
- Zilio Grandi
 Poi restituimmo a voi la mano contro di essi e la nostra provvidenza vi donò ricchezza e figli, rendendovi superiori in numero.
- Pasquini
 7.
 إِن أَحسَنتُم أَحسَنتُم لِأَنفُسِكُم وَإِن أَسَأتُم فَلَها فَإِذا جاءَ وَعدُ الءاخِرَةِ لِيَسۥـٔوا وُجوهَكُم وَلِيَدخُلُوا المَسجِدَ كَما دَخَلوهُ أَوَّلَ مَرَّةٍ وَلِيُتَبِّروا ما عَلَوا تَتبيرًا
 Se fate il bene, lo fate a voi stessi; se fate il male, è a voi stessi che lo fate. Quando poi si realizzò l’ultima promessa i vostri volti furo­no oscurati ed essi entrarono nel tempio come già erano entrati e di­strussero completamente quello che avevano conquistato.
- Hamza P.
 Se farete del bene lo farete a vostro favore e se farete del male lo farete contro voi stessi. E quando si compirà l’altra promessa, ecco che essi affliggeranno i vostri volti, entreranno nel Tempio come vi entrarono la prima volta, distruggeranno del tutto ogni cosa che avranno conquistato. [7]
- Zilio Grandi
 Se fate del bene, lo fate a favore voi stessi e se fate del male contro di voi. Quando giunse l’attuazione dell’ultima minaccia (Noi suscitammo contro di voi nostri servi dotati di grande potenza) per affliggere le vostre facce, per entrare nel Santuario della Prosternazione [3], come v’erano entrati la prima volta,e per distrugger ciò di cui si impadronivano.
- Pasquini
 8.
 عَسىٰ رَبُّكُم أَن يَرحَمَكُم وَإِن عُدتُم عُدنا وَجَعَلنا جَهَنَّمَ لِلكٰفِرينَ حَصيرًا
 Forse il vostro Signore vi userà misericordia, ma se persisterete persisteremo. Abbiamo fatto dell’Inferno una prigione per i miscre­denti.
- Hamza P.
 Può darsi che il vostro Signore abbia misericordia di voi, ma se tornerete indietro anche Noi torneremo indietro, abbiamo fatto della Geenna una prigione per i miscredenti.
- Zilio Grandi
 Forse il vostro Signore avrà misericordia di voi, ma se vi ripeterete, ci ripeteremo e abbiamo fatto di giahànnam [4] un ergastolo per coloro che rifiutano di credere.
- Pasquini
 9.
 إِنَّ هٰذَا القُرءانَ يَهدى لِلَّتى هِىَ أَقوَمُ وَيُبَشِّرُ المُؤمِنينَ الَّذينَ يَعمَلونَ الصّٰلِحٰتِ أَنَّ لَهُم أَجرًا كَبيرًا
 In verità questo Corano conduce a ciò che è più giusto e annun­cia la lieta novella ai credenti, a coloro che compiono il bene: in verità avranno una grande ricompensa,
- Hamza P.
 Questo Corano guida alla via più diritta e annuncia un grande compenso ai credenti che compiono le azioni pure,
- Zilio Grandi
 Certo questo Corano, Guida alla via più diritta e dà ai credenti, che fanno le opere buone, il buon annuncio di una grande ricompensa,
- Pasquini
 10.
 وَأَنَّ الَّذينَ لا يُؤمِنونَ بِالءاخِرَةِ أَعتَدنا لَهُم عَذابًا أَليمًا
 e in verità per coloro che non credono nell’altra vita abbiamo preparato un doloroso castigo.
- Hamza P.
 mentre per chi non crede all’altra vita abbiamo preparato un doloroso castigo.
- Zilio Grandi
 e che a coloro i quali non credono nella Vita futura abbiamo preparato un castigo doloroso!
- Pasquini
 11.
 وَيَدعُ الإِنسٰنُ بِالشَّرِّ دُعاءَهُ بِالخَيرِ وَكانَ الإِنسٰنُ عَجولًا
 L’uomo invoca il male come invoca il bene. In verità l’uomo è frettoloso [5] .
- Hamza P.
 L’uomo invoca il male come invoca il bene, l’uomo è frettoloso. [11]
- Zilio Grandi
 L’uomo invoca il male con la stessa facilità con cui egli invoca il bene! E l’uomo vuole tutto e subito!
- Pasquini
 12.
 وَجَعَلنَا الَّيلَ وَالنَّهارَ ءايَتَينِ فَمَحَونا ءايَةَ الَّيلِ وَجَعَلنا ءايَةَ النَّهارِ مُبصِرَةً لِتَبتَغوا فَضلًا مِن رَبِّكُم وَلِتَعلَموا عَدَدَ السِّنينَ وَالحِسابَ وَكُلَّ شَيءٍ فَصَّلنٰهُ تَفصيلًا
 Abbiamo fatto la notte e il giorno come segni: è oscuro il segno della notte, mentre è chiaro il segno del giorno, affinché in essi cerchiate la grazia [6] del vostro Signore e conosciate lo scorrere degli anni e il computo [del tempo]. Ed ogni cosa l’abbiamo esposta in dettaglio.
- Hamza P.
 Abbiamo fatto della notte e del giorno due segni, e il segno della notte lo abbiamo reso scuro mentre abbiamo reso chiaro il segno del giorno, affinché voi possiate cercare il favore che viene dal vostro Signore e conoscere il numero degli anni e il conto del tempo, abbiamo spiegato chiaramente ogni cosa. [12]
- Zilio Grandi
 Eppure Noi abbiamo posto la notte e il giorno come due segni! Cancelliamo il segno della notte e poniamo il segno del giorno, che rende possibile la visione, affinché durante esso possiate andare in cerca della grazia del vostro Signore e per conoscere il numero degli anni e il conto del tempo. Tutto abbiamo ripartito con cura.
- Pasquini
 13.
 وَكُلَّ إِنسٰنٍ أَلزَمنٰهُ طٰئِرَهُ فى عُنُقِهِ وَنُخرِجُ لَهُ يَومَ القِيٰمَةِ كِتٰبًا يَلقىٰهُ مَنشورًا
 Al collo di ogni uomo abbiamo attaccato il suo destino [7] e nel Giorno della Resurrezione gli mostreremo uno scritto che vedrà dispie­gato.
- Hamza P.
 Abbiamo attaccato al collo di ogni uomo il suo destino e nel giorno della resurrezione gli presenteremo un libro che troverà aperto davanti a sé, [13]
- Zilio Grandi
 A ogni uomo appendiamo il suo destino al suo collo, e il Giorno della Resurrezione gli tireremo fuori un libro, che egli troverà aperto.
- Pasquini
 14.
 اقرَأ كِتٰبَكَ كَفىٰ بِنَفسِكَ اليَومَ عَلَيكَ حَسيبًا
 [Gli sarà detto:] «Leggi il tuo scritto [8] : oggi sarai il contabile di te stesso».
- Hamza P.
 e una voce dirà: «Leggi il tuo libro. In questo giorno, basta la tua anima per rendere conto contro di te».
- Zilio Grandi
 “Leggi il tuo libro - sarà detto - Sarai bastante tu, oggi, a fare il conto!”.
- Pasquini
 15.
 مَنِ اهتَدىٰ فَإِنَّما يَهتَدى لِنَفسِهِ وَمَن ضَلَّ فَإِنَّما يَضِلُّ عَلَيها وَلا تَزِرُ وازِرَةٌ وِزرَ أُخرىٰ وَما كُنّا مُعَذِّبينَ حَتّىٰ نَبعَثَ رَسولًا
 Chi segue la retta via, la segue a suo vantaggio; e chi si svia lo fa a suo danno; e nessuno porterà il peso di un altro. Non castigheremo alcun popolo senza prima inviar loro un messaggero.
- Hamza P.
 Chi è ben guidato lo è a proprio favore, mentre chi erra erra a proprio danno, e nessuno sarà caricato del fardello altrui. Non abbiamo mai castigato nessuno senza prima inviare un messaggero. [15]
- Zilio Grandi
 Chi si lascia dirigere, si lascia dirigere a suo vantaggio e chi devia, è a proprio danno che devia: nessuno porterà il peso di un altro! Non fummo mai castigatori, senza aver prima suscitato un Apostolo.
- Pasquini
 16.
 وَإِذا أَرَدنا أَن نُهلِكَ قَريَةً أَمَرنا مُترَفيها فَفَسَقوا فيها فَحَقَّ عَلَيهَا القَولُ فَدَمَّرنٰها تَدميرًا
 Quando vogliamo distruggere una città, ordiniamo [il bene] ai suoi ricchi, ma presto trasgrediscono.
Si realizza allora il Decreto e la distruggiamo completamente [9] .
- Hamza P.
 Quando vogliamo distruggere una città, mandiamo il Nostro ordine ai suoi notabili ed essi vi si danno all’empietà, e quindi la parola si avvera e Noi distruggiamo la città completamente. [16]
- Zilio Grandi
 Quando vogliam distruggere una città, Noi indichiamo la retta via alla sua classe dominante, sicché, quando gli appartenenti a essa escono dalla retta via, diventa giusta la sentenza e Noi la annientiamo!
- Pasquini
 17.
 وَكَم أَهلَكنا مِنَ القُرونِ مِن بَعدِ نوحٍ وَكَفىٰ بِرَبِّكَ بِذُنوبِ عِبادِهِ خَبيرًا بَصيرًا
 Quante generazioni sterminammo dopo Noè. Basta il Tuo Signo­re per conoscere e osservare perfettamente i peccati dei Suoi servi [10] .
- Hamza P.
 Tante generazioni abbiamo distrutto dopo Noè, basta il tuo Signore per contare le colpe dei Suoi servi.
- Zilio Grandi
 Quante generazioni abbiamo sterminato dopo Nūḥ (Noé)! Basta il tuo Signore come conoscitore e osservatore dei peccati dei suoi servi.
- Pasquini
 18.
 مَن كانَ يُريدُ العاجِلَةَ عَجَّلنا لَهُ فيها ما نَشاءُ لِمَن نُريدُ ثُمَّ جَعَلنا لَهُ جَهَنَّمَ يَصلىٰها مَذمومًا مَدحورًا
 Quanto a chi desidera il caduco, Ci affrettiamo a dare quello che vogliamo a chi vogliamo, quindi lo destiniamo all’Inferno che dovrà subire, bandito e reietto.
- Hamza P.
 Quanto a chi vuole quel che passa rapidamente, Noi rapidamente diamo ciò che vogliamo a chi vogliamo e poi gli diamo la Geenna dove brucerà, coperto di biasimo e reietto. [18]
- Zilio Grandi
 A chi desiderava “la passante in fretta”, Noi ci affrettammo a dargli in essa ciò che volevamo e poi gli demmo giahànnam [5] perché vi bruci dentro, biasimato e rigettato!
- Pasquini
 19.
 وَمَن أَرادَ الءاخِرَةَ وَسَعىٰ لَها سَعيَها وَهُوَ مُؤمِنٌ فَأُولٰئِكَ كانَ سَعيُهُم مَشكورًا
 Quanto invece a chi vuole l’altra vita, sforzandosi a tal fine ed è credente… il loro sforzo sarà accetto.
- Hamza P.
 Invece quelli che vogliono l’aldilà e pieni di zelo si sforzano per ottenerlo, e sono credenti, ebbene, i loro sforzi Dio li gradisce.
- Zilio Grandi
 Chi, invece, credente, desiderò la futura e mise in atto per essa le azioni che a essa portano, fu di quelli le cui opere furono accettate.
- Pasquini
 20.
 كُلًّا نُمِدُّ هٰؤُلاءِ وَهٰؤُلاءِ مِن عَطاءِ رَبِّكَ وَما كانَ عَطاءُ رَبِّكَ مَحظورًا
 Sosterremo con i doni del tuo Signore questi e quelli. I doni del tuo Signore non sono negati a nessuno [11] .
- Hamza P.
 A tutti, a questi e a quelli, Noi elargiremo il dono del tuo Signore, il dono del tuo Signore non è riservato ad alcuni soltanto.
- Zilio Grandi
 A tutti, a questi e a quelli, Noi forniamo i doni del tuo Signore, e i doni del tuo Signore non sono riservati a una sola classe di persone.
- Pasquini
 21.
 انظُر كَيفَ فَضَّلنا بَعضَهُم عَلىٰ بَعضٍ وَلَلءاخِرَةُ أَكبَرُ دَرَجٰتٍ وَأَكبَرُ تَفضيلًا
 Osserva come diamo ad alcuni eccellenza su altri; nell’altra vita, però, ci saranno livelli più elevati ed eccellenza maggiore.
- Hamza P.
 Guarda come abbiamo favorito alcuni su altri, e nella vita dell’aldilà ci sono più gradi e più favori.
- Zilio Grandi
 Osserva come Noi mettiamo una parte di loro al disopra di una parte, nella vita futura, certamente, maggiori saranno i gradi e maggiori le preminenze!
- Pasquini
 22.
 لا تَجعَل مَعَ اللَّهِ إِلٰهًا ءاخَرَ فَتَقعُدَ مَذمومًا مَخذولًا
 Non accostare ad Allah un’altra divinità, ché saresti bandito e reietto.
- Hamza P.
 Non mettere accanto a Dio un altro dio, saresti coperto di biasimo e abbandonato.
- Zilio Grandi
 Non associare ad Allàh un’altra divinità, perché ti siederesti biasimato e abbandonato.
- Pasquini
 23.
 وَقَضىٰ رَبُّكَ أَلّا تَعبُدوا إِلّا إِيّاهُ وَبِالوٰلِدَينِ إِحسٰنًا إِمّا يَبلُغَنَّ عِندَكَ الكِبَرَ أَحَدُهُما أَو كِلاهُما فَلا تَقُل لَهُما أُفٍّ وَلا تَنهَرهُما وَقُل لَهُما قَولًا كَريمًا
 Il tuo Signore ha decretato di non adorare altri che Lui e di tratta­re bene i vostri genitori. Se uno di loro, o entrambi, dovessero invec­chiare presso di te, non dir loro «uff!» e non li rimproverare; ma parla loro con rispetto,
- Hamza P.
 Il tuo Signore ha decretato che non adoriate altri che Lui, e che siate buoni con i vostri genitori. Se uno di loro o entrambi rimangono con te fino alla vecchiaia non dire loro il tuo fastidio, non li rimproverare e invece parla generosamente. [23]
- Zilio Grandi
 Il tuo Signore comanda che voi non adoriate altri che Lui, che voi trattiate bene i vostri genitori! Sia che l’uno di essi, sia che entrambi, raggiungano presso di te la vecchiaia, non dire a loro due: “Uff!” e non prendere loro due a male parole, ma rivolgiti a loro due con parole buone.
- Pasquini
 24.
 وَاخفِض لَهُما جَناحَ الذُّلِّ مِنَ الرَّحمَةِ وَقُل رَبِّ ارحَمهُما كَما رَبَّيانى صَغيرًا
 e inclina con bontà, verso di loro, l’ala della tenerezza; e di’: «O Signore, sii misericordioso nei loro confronti, come essi lo sono stati nei miei, allevandomi quando ero piccolo» [12] .
- Hamza P.
 Piega davanti a loro l’ala dell’umiltà che viene dalla misericordia e di’: «Signore mio, abbi misericordia di loro come loro di me quando mi hanno cresciuto da bambino».
- Zilio Grandi
 Abbassa, umilmente, davanti a loro due le ali, per pietà filiale, e di’: “Signore mio, sii misericordioso con essi due, come loro due sono stati misericordiosi con me, quando essi due mi hanno allevato da piccolo!”.
- Pasquini
 25.
 رَبُّكُم أَعلَمُ بِما فى نُفوسِكُم إِن تَكونوا صٰلِحينَ فَإِنَّهُ كانَ لِلأَوّٰبينَ غَفورًا
 Il vostro Signore ben conosce quello che c’è nell’animo vostro. Se siete giusti, Egli è Colui Che perdona coloro che tornano a Lui pentiti.
- Hamza P.
 Il vostro Signore conosce meglio di chiunque il contenuto della vostra anima e se siete puri Egli lo sa, Egli è indulgente con chi fa ritorno pieno di pentimento. [25]
- Zilio Grandi
 Il tuo Signore ne sa di più, riguardo ciò che vi è nelle vostre anime. Se siete pii, in verità, Egli è Perdonatore di coloro che si pentono.
- Pasquini
 26.
 وَءاتِ ذَا القُربىٰ حَقَّهُ وَالمِسكينَ وَابنَ السَّبيلِ وَلا تُبَذِّر تَبذيرًا
 Rendi il loro diritto ai parenti, ai poveri e al viandante, senza [per questo] essere prodigo,
- Hamza P.
 Darai ai parenti il dovuto, e così ai viaggiatori e ai poveri, ma senza prodigalità, [26]
- Zilio Grandi
 Da’ al parente ciò che gli è dovuto, e così al povero e al viandante, ma non avere le mani bucate.
- Pasquini
 27.
 إِنَّ المُبَذِّرينَ كانوا إِخوٰنَ الشَّيٰطينِ وَكانَ الشَّيطٰنُ لِرَبِّهِ كَفورًا
 ché in verità i prodighi sono fratelli dei diavoli e Satana è molto ingrato nei confronti del suo Signore.
- Hamza P.
 i prodighi sono i fratelli dei diavoli, e il diavolo fu ingrato verso il tuo Signore.
- Zilio Grandi
 In verità, coloro che hanno le mani bucate sono fratelli degli Sciayāṭīn [6] e Sciayṭān fu ingrato al suo Signore.
- Pasquini
 28.
 وَإِمّا تُعرِضَنَّ عَنهُمُ ابتِغاءَ رَحمَةٍ مِن رَبِّكَ تَرجوها فَقُل لَهُم قَولًا مَيسورًا
 Se volti loro le spalle [perché nulla hai da dare], pur sperando nella misericordia del tuo Signore, di’ loro una parola di bontà [13] .
- Hamza P.
 E se dovrai allontanarti, mentre attendi una grazia del tuo Signore nella quale speri, almeno rivolgerai loro una parola buona. [28]
- Zilio Grandi
 Se, in vista di una misericordia che desideri dal tuo Signore, tu sei costretto ad allontanarti da loro, di’ loro, almeno, una parola benevola.
- Pasquini
 29.
 وَلا تَجعَل يَدَكَ مَغلولَةً إِلىٰ عُنُقِكَ وَلا تَبسُطها كُلَّ البَسطِ فَتَقعُدَ مَلومًا مَحسورًا
 Non portare la mano al collo [14] e non distenderla neppure con troppa larghezza [15] , ché ti ritroveresti biasimato e immiserito.
- Hamza P.
 Non serrerai la mano legandotela al collo ma nemmeno la aprirai completamente, ti ritroveresti coperto di vergogna e ridotto in povertà. [29]
- Zilio Grandi
 Non tenere la tua mano legata al tuo collo, ma nemmeno distendila troppo, perché ti troveresti seduto, disprezzato e tormentato dal rammarico.
- Pasquini
 30.
 إِنَّ رَبَّكَ يَبسُطُ الرِّزقَ لِمَن يَشاءُ وَيَقدِرُ إِنَّهُ كانَ بِعِبادِهِ خَبيرًا بَصيرًا
 In verità il tuo Signore concede con larghezza o parsimonia la Sua provvidenza a chi vuole. In verità Egli osserva i Suoi servi ed è ben Informato.
- Hamza P.
 Il tuo Signore dispensa la Sua provvidenza a chi vuole, e a chi vuole la lesina, Egli sa tutto dei Suoi servi e li osserva.
- Zilio Grandi
 In verità, il tuo Signore dispensa i suoi beni a chi vuole con larghezza e (a chi vuole) con misura. In verità, Egli è conoscitore e osservatore dei suoi servi.
- Pasquini
 31.
 وَلا تَقتُلوا أَولٰدَكُم خَشيَةَ إِملٰقٍ نَحنُ نَرزُقُهُم وَإِيّاكُم إِنَّ قَتلَهُم كانَ خِطـًٔا كَبيرًا
 Non uccidete i vostri figli per timore della miseria: siamo Noi a provvederli di cibo, come [provvediamo] a voi stessi. Ucciderli è vera­mente un peccato gravissimo.
- Hamza P.
 Non ucciderete i vostri figli per timore della miseria, Noi provvederemo a loro.
Badate bene, ucciderli è un crimine grande. [31]
- Zilio Grandi
 Non uccidete i vostri figli per timor di miseria. Noi provvederemo a loro e anche a voi. In verità, la loro uccisione è un peccato gravissimo!
- Pasquini
 32.
 وَلا تَقرَبُوا الزِّنىٰ إِنَّهُ كانَ فٰحِشَةً وَساءَ سَبيلًا
 Non avvicinatevi alla fornicazione. È davvero cosa turpe e un tristo sentiero.
- Hamza P.
 Non vi accosterete alla fornicazione, è cosa turpe, che sentiero orrendo. [32]
- Zilio Grandi
 Non avvicinatevi alla fornicazione. In verità, essa è cosa turpe. E che brutto modo di fare è questo!
- Pasquini
 33.
 وَلا تَقتُلُوا النَّفسَ الَّتى حَرَّمَ اللَّهُ إِلّا بِالحَقِّ وَمَن قُتِلَ مَظلومًا فَقَد جَعَلنا لِوَلِيِّهِ سُلطٰنًا فَلا يُسرِف فِى القَتلِ إِنَّهُ كانَ مَنصورًا
 E non uccidete, senza valida ragione, coloro che Allah vi ha proi­bito di uccidere. Se qualcuno viene ucciso ingiustamente, diamo auto­rità al suo rappresentante [16] ; che questi però non commetta eccessi [nell’uccisione] e sarà assistito [17] .
- Hamza P.
 Non ucciderete nessuno, Dio lo ha proibito, a meno che non sia per giusta causa, e quanto a chi è ucciso ingiustamente, Noi abbiamo concesso al suo curatore la potestà di vendicarlo, ma costui non sia eccessivo nell’uccisione, di certo sarà soccorso. [33]
- Zilio Grandi
 Non togliete la vita alle persone, a cui Allàh ha proibito di togliere la vita, se non per giusto motivo. Al curatore di chi è stato ucciso, ingiustamente, Noi abbiamo dato potere, però non ecceda nel togliere la vita! In verità, egli sarà aiutato.
- Pasquini
 34.
 وَلا تَقرَبوا مالَ اليَتيمِ إِلّا بِالَّتى هِىَ أَحسَنُ حَتّىٰ يَبلُغَ أَشُدَّهُ وَأَوفوا بِالعَهدِ إِنَّ العَهدَ كانَ مَسـٔولًا
 Non toccate i beni dell’orfano se non a suo vantaggio e [solo] fino a quando non raggiunga l’età adulta.
Rispettate il patto, ché in verità vi sarà chiesto di darne conto.
- Hamza P.
 Non vi accosterete alle ricchezze dell’orfano, tranne che nel modo migliore, finché non abbia raggiunto la maggiore età. Terrete fede al patto stipulato, del patto vi sarà chiesto conto. [34]
- Zilio Grandi
 Non avvicinatevi al patrimonio dell’orfano se non nel modo migliore, fino a quando egli abbia raggiunto la maggiore età, e rispettate l’impegno. In verità, dell’impegno si chiede conto.
- Pasquini
 35.
 وَأَوفُوا الكَيلَ إِذا كِلتُم وَزِنوا بِالقِسطاسِ المُستَقيمِ ذٰلِكَ خَيرٌ وَأَحسَنُ تَأويلًا
 Riempite la misura, quando misurate e pesate con la bilancia più esatta. Questo è il bene che conduce al miglior esito.
- Hamza P.
 Sarete esatti nella misura quando misurerete e peserete con una bilancia corretta, è bene, e l’esito è migliore. [35]
- Zilio Grandi
 Colmate la misura quando misurate e pesate con la bilancia giusta: questo è meglio ed è l’interpretazione più corretta.
- Pasquini
 36.
 وَلا تَقفُ ما لَيسَ لَكَ بِهِ عِلمٌ إِنَّ السَّمعَ وَالبَصَرَ وَالفُؤادَ كُلُّ أُولٰئِكَ كانَ عَنهُ مَسـٔولًا
 Non seguire ciò di cui non hai conoscenza alcuna. Di tutto sarà chiesto conto: dell’udito, della vista e del cuore.
- Hamza P.
 Non seguirai ciò che non conosci. L’udito, la vista e il cuore: su tutto ciò verrai interrogato. [36]
- Zilio Grandi
 Non seguire ciò di cui non hai conoscenza. In verità, l’udito, lo sguardo, il cuore: di tutti questi si dovrà rispondere.
- Pasquini
 37.
 وَلا تَمشِ فِى الأَرضِ مَرَحًا إِنَّكَ لَن تَخرِقَ الأَرضَ وَلَن تَبلُغَ الجِبالَ طولًا
 Non incedere sulla terra con alterigia, ché non potrai fenderla e giammai potrai essere alto come le montagne [18] !
- Hamza P.
 Non andrai sulla terra da insolente, tanto non potrai fendere la terra né raggiungere l’altezza dei monti,
- Zilio Grandi
 Non camminare nella terra dandoti arie di superiorità. In verità, non fenderai la terra né raggiungerai quanto ad altezza le montagne.
- Pasquini
 38.
 كُلُّ ذٰلِكَ كانَ سَيِّئُهُ عِندَ رَبِّكَ مَكروهًا
 Tutto ciò è abominio detestato dal tuo Signore.
- Hamza P.
 tutto ciò è un male riprovevole presso il tuo Signore. [38]
- Zilio Grandi
 L’obbrobrio di tutto ciò è detestabile presso il tuo Signore.
- Pasquini
 39.
 ذٰلِكَ مِمّا أَوحىٰ إِلَيكَ رَبُّكَ مِنَ الحِكمَةِ وَلا تَجعَل مَعَ اللَّهِ إِلٰهًا ءاخَرَ فَتُلقىٰ فى جَهَنَّمَ مَلومًا مَدحورًا
 Ciò è quanto ti è stato rivelato dal tuo Signore a titolo di saggez­za. Non porre assieme ad Allah un’altra divinità, ché saresti gettato nell’Inferno, bandito e reietto.
- Hamza P.
 Ecco una parte dei comandamenti di saggezza che il tuo Signore ti ha rivelato. E non metterai accanto a Dio un altro dio, saresti gettato nella Geenna coperto di vergogna e reietto. [39]
- Zilio Grandi
 Questo è parte della Sapienza che ti ha rivelato il tuo Signore e non mettere con Allàh un’altra divinità, perché saresti gettato in giahànnam [7], biasimato e respinto.­
- Pasquini
 40.
 أَفَأَصفىٰكُم رَبُّكُم بِالبَنينَ وَاتَّخَذَ مِنَ المَلٰئِكَةِ إِنٰثًا إِنَّكُم لَتَقولونَ قَولًا عَظيمًا
 Il vostro Signore vi avrebbe riservato dei maschi e avrebbe preso femmine tra gli angeli [19] ? Invero pronunciate parole mostruose.
- Hamza P.
 Forse Dio vi avrebbe preferito dando a voi dei figli maschi, e avrebbe preso per Sé delle figlie femmine tra gli angeli? Voi pronunciate un discorso mostruoso. [40]
- Zilio Grandi
 E allora il vostro Signore ha privilegiato voi con i figli e si è preso femmine dagli angeli? In verità, certamente, voi fate un discorso eccessivo e contrario al buon senso!
- Pasquini
 41.
 وَلَقَد صَرَّفنا فى هٰذَا القُرءانِ لِيَذَّكَّروا وَما يَزيدُهُم إِلّا نُفورًا
 In verità abbiamo esposto [la dottrina [20] ] in questo Corano per­ché [i miscredenti] dessero ascolto, ma ciò non fa che aumentare la loro avversione.
- Hamza P.
 Abbiamo esposto agli uomini ogni sorta di cose in questo Corano affinché riflettano, ma non ha fatto che accrescere la loro repulsione. [41]
- Zilio Grandi
 In questo Corano, Noi abbiamo regolato ogni cosa, affinché essi ricordino, ma ciò non aumenta nient’altro che la loro fuga in preda alla paura!
- Pasquini
 42.
 قُل لَو كانَ مَعَهُ ءالِهَةٌ كَما يَقولونَ إِذًا لَابتَغَوا إِلىٰ ذِى العَرشِ سَبيلًا
 Di’: «Se ci fossero dèi assieme a Lui, come dicono alcuni, [tali dèi] cercherebbero una via per giungere fino al padrone del Trono [celeste]».
- Hamza P.
 Di’: «Se davvero vi fossero altri dèi accanto a Lui, come essi dicono, di certo troverebbero un sentiero che li conduca fino a Colui che ha il trono». [42]
- Zilio Grandi
 Di’: “Se, come essi dicono, ci fossero con Lui delle divinità, esse attenterebbero al Possessore del Trono,
- Pasquini
 43.
 سُبحٰنَهُ وَتَعٰلىٰ عَمّا يَقولونَ عُلُوًّا كَبيرًا
 Gloria a Lui: Egli è ben più alto di quello che dicono.
- Hamza P.
 Sia gloria a Dio, Egli è altissimo, a grande elevatezza, e ben al di sopra di quel che dicono.
- Zilio Grandi
 ma incondivisa è la sua divinità ed Egli è al disopra di ciò che essi affermano di una enorme altezza!
- Pasquini
 44.
 تُسَبِّحُ لَهُ السَّمٰوٰتُ السَّبعُ وَالأَرضُ وَمَن فيهِنَّ وَإِن مِن شَيءٍ إِلّا يُسَبِّحُ بِحَمدِهِ وَلٰكِن لا تَفقَهونَ تَسبيحَهُم إِنَّهُ كانَ حَليمًا غَفورًا
 I sette cieli e la terra e tutto ciò che in essi si trova Lo glorificano, non c’è nulla che non Lo glorifichi lodandoLo, ma voi non percepite la loro lode. Egli è indulgente, perdonatore.
- Hamza P.
 Lo glorificano i sette cieli e la terra e chiunque li abiti, non c’è nulla che non canti la Sua lode, però tale lode voi non la comprendete, ma Egli è mite e indulgente. [44]
- Zilio Grandi
 La sua divinità incondivisa proclamano i Sette cieli e la Terra e chi esiste in essi, e non vi è cosa che non proclami la divinità incondivisa di Lui con la lode di Lui, ma voi non intendete questa proclamazione della sua divinità incondivisa. In verità, Egli è Indulgente e Perdonatore.
- Pasquini
 45.
 وَإِذا قَرَأتَ القُرءانَ جَعَلنا بَينَكَ وَبَينَ الَّذينَ لا يُؤمِنونَ بِالءاخِرَةِ حِجابًا مَستورًا
 Quando leggi il Corano, mettiamo una spessa cortina tra te e co­loro che non credono nell’altra vita.
- Hamza P.
 Quando reciti il Corano, Noi poniamo tra te e quelli che non credono nell’aldilà un velo disteso [45]
- Zilio Grandi
 Quando tu reciti il Corano mettiamo tra te e coloro i quali non credono nella vita futura un sipario invisibile,
- Pasquini
 46.
 وَجَعَلنا عَلىٰ قُلوبِهِم أَكِنَّةً أَن يَفقَهوهُ وَفى ءاذانِهِم وَقرًا وَإِذا ذَكَرتَ رَبَّكَ فِى القُرءانِ وَحدَهُ وَلَّوا عَلىٰ أَدبٰرِهِم نُفورًا
 Abbiamo avviluppato i loro cuori e nelle loro orecchie abbiamo posto un peso, affinché non possano comprenderlo [21] . Quando menzio­ni nel Corano il tuo Signore, l’Unico, voltano le spalle con ripulsa.
- Hamza P.
 e sui loro cuori poniamo degli involucri affinché non lo comprendano, e un peso nelle loro orecchie, e così, quando fai il nome del tuo Signore, nella tua recitazione, l’unico Dio, ti voltano le spalle pieni di repulsione.
- Zilio Grandi
 e poniamo sui loro cuori delle coperture, perché non lo comprendano, e nelle loro orecchie sordità. E quando nel Corano tu ricordi il tuo Signore nella sua divinità incondivisa, essi girano le loro spalle, fuggendo in preda a spavento!
- Pasquini
 47.
 نَحنُ أَعلَمُ بِما يَستَمِعونَ بِهِ إِذ يَستَمِعونَ إِلَيكَ وَإِذ هُم نَجوىٰ إِذ يَقولُ الظّٰلِمونَ إِن تَتَّبِعونَ إِلّا رَجُلًا مَسحورًا
 Sappiamo molto bene cosa ascoltano, quando ti ascoltano, e an­che quando sono in segreti conciliaboli e dicono gli empi: «Voi non seguite altri che un uomo stregato».
- Hamza P.
 Noi sappiamo meglio di chiunque ciò che ascoltano quando ti ascoltano, e sappiamo che si riuniscono in colloqui segreti, quando i colpevoli dicono: «Voi non seguite che un uomo stregato». [47]
- Zilio Grandi
 Noi siamo i meglio informati del perché lo ascoltano quando stanno ad ascoltarti, e quando essi sono un conciliabolo, quando i trasgressori dicono: “Voi non seguite se non un uomo vittima di un incantesimo!”.
- Pasquini
 48.
 انظُر كَيفَ ضَرَبوا لَكَ الأَمثالَ فَضَلّوا فَلا يَستَطيعونَ سَبيلًا
 Guarda che metafore coniano su di te. Si sviano, incapaci di se­guire alcun sentiero.
- Hamza P.
 Guarda a cosa ti paragonano. Sono in errore, e non possono trovare alcun sentiero.
- Zilio Grandi
 Guarda a cosa ti paragonano! Essi, però, sono completamente fuori strada e non sono in grado di trovare la via d’uscita dal loro fuorviamento!
- Pasquini
 49.
 وَقالوا أَءِذا كُنّا عِظٰمًا وَرُفٰتًا أَءِنّا لَمَبعوثونَ خَلقًا جَديدًا
 E dicono: «Quando saremo ossa e polvere, saremo risuscitati a nuova creazione?».
- Hamza P.
 Dicono: «Forse, quando saremo ossa e polvere, saremo risuscitati a una nuova creazione?».
- Zilio Grandi
 Dicono: “Dunque, quando saremo ossa e polvere, saremo noi resuscitati con una nuova creazione?”.
- Pasquini
 50.
 قُل كونوا حِجارَةً أَو حَديدًا
 Di’ : «Foste anche pietra o ferro
- Hamza P.
 Rispondi: «Sì, siate pure pietra o ferro
- Zilio Grandi
 Di’: “Siate pietre o ferro
- Pasquini
 51.
 أَو خَلقًا مِمّا يَكبُرُ فى صُدورِكُم فَسَيَقولونَ مَن يُعيدُنا قُلِ الَّذى فَطَرَكُم أَوَّلَ مَرَّةٍ فَسَيُنغِضونَ إِلَيكَ رُءوسَهُم وَيَقولونَ مَتىٰ هُوَ قُل عَسىٰ أَن يَكونَ قَريبًا
 o qualunque altra creatura che possiate concepire…!». Diranno allora: «Chi mai ci farà ritornare?». Di’: «Colui Che vi ha creati la pri­ma volta». Scuoteranno allora le teste verso di te, dicendo: «Quando avverrà tutto ciò?». Di’: «È possibile che sia vicino.
- Hamza P.
 o un’altra cosa creata che possiate concepire dentro di voi». Chiederanno: «Chi ci farà tornare?». Rispondi: «Colui che vi ha creato la prima volta». Scuoteranno la testa nella tua direzione e diranno: «Quando?». Rispondi: «Può darsi tra poco, [51]
- Zilio Grandi
 o materia che è più importante nei vostri petti!”. Diranno: “Chi mai ci farà tornare?”. Di’: “Colui che vi creò la prima volta!”. Essi scuoteranno la testa verso di te e diranno: “Questo quando?”. Di’: “Può darsi sia presto
- Pasquini
 52.
 يَومَ يَدعوكُم فَتَستَجيبونَ بِحَمدِهِ وَتَظُنّونَ إِن لَبِثتُم إِلّا قَليلًا
 Nel Giorno in cui vi chiamerà, Gli risponderete lodandoLo e cre­derete di essere rimasti [nella tomba] ben poco».
- Hamza P.
 nel giorno in cui Egli vi chiamerà, e voi Gli risponderete lodando Lui e crederete di essere rimasti lì solo un istante». [52]
- Zilio Grandi
 e, comunque, il giorno in cui Egli vi chiamerà e voi risponderete con la lode di Lui e vi sembrerà di non aver atteso se non poco!”.
- Pasquini
 53.
 وَقُل لِعِبادى يَقولُوا الَّتى هِىَ أَحسَنُ إِنَّ الشَّيطٰنَ يَنزَغُ بَينَهُم إِنَّ الشَّيطٰنَ كانَ لِلإِنسٰنِ عَدُوًّا مُبينًا
 Di’ ai Miei servi che parlino nel modo migliore, poiché Satana si intromette tra loro [22] . Satana, per l’uomo, è un nemico manifesto.
- Hamza P.
 Di’ ai Miei servi che parlino nel modo più buono, perché Satana semina discordia tra loro, Satana è per l’uomo un chiaro nemico. [53]
- Zilio Grandi
 Di’ ai miei servi che parlino, usando il linguaggio migliore. In verità, Sciayṭān semina discordia fra loro! In verità, Sciayṭān è per l’uomo un nemico dichiarato!
- Pasquini
 54.
 رَبُّكُم أَعلَمُ بِكُم إِن يَشَأ يَرحَمكُم أَو إِن يَشَأ يُعَذِّبكُم وَما أَرسَلنٰكَ عَلَيهِم وَكيلًا
 Il vostro Signore vi conosce bene. Se vorrà, vi userà misericordia, altrimenti vi castigherà. Non ti inviammo [23] per essere responsabile di loro.
- Hamza P.
 Il vostro Signore vi conosce meglio di chiunque, e se vuole avrà misericordia di voi oppure, se vuole, vi castigherà, Noi non ti abbiamo inviato come loro protettore. [54]
- Zilio Grandi
 Il vostro Signore è il migliore conoscitore di voi. Se Egli vuole vi usa misericordia, e se vuole vi castiga e Noi non ti abbiamo mandato come loro custode.
- Pasquini
 55.
 وَرَبُّكَ أَعلَمُ بِمَن فِى السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ وَلَقَد فَضَّلنا بَعضَ النَّبِيّۦنَ عَلىٰ بَعضٍ وَءاتَينا داوۥدَ زَبورًا
 Il tuo Signore ben conosce quel che c’è nei cieli e sulla terra.
Ad alcuni profeti abbiamo dato eccellenza sugli altri e a Davide abbia­mo dato il Salterio.
- Hamza P.
 Il tuo Signore conosce meglio di chiunque chi è nei cieli e chi è sulla terra. Abbiamo preferito alcuni profeti ad altri, a Davide abbiamo dato i Salmi. [55]
- Zilio Grandi
 Il tuo Signore è Colui che ne sa di più riguardo ciò che sta nei cieli e nella Terra. Noi abbiamo dato preferenza a una parte di Profeti su una parte e a Dawūd [8] (Davide) abbiamo dato Zùbur (i Salmi).
- Pasquini
 56.
 قُلِ ادعُوا الَّذينَ زَعَمتُم مِن دونِهِ فَلا يَملِكونَ كَشفَ الضُّرِّ عَنكُم وَلا تَحويلًا
 Di’ [loro]: «Invocate quelli che pretendete [essere dèi] all’infuori di Lui. Essi non sono in grado di evitarvi la sventura e neppure di al­lontanarla».
- Hamza P.
 Di’: «Invocate pure quelli che pretendete dèi oltre a Dio, e vedrete che non hanno il potere di rimuovere il male da voi o di mutare il suo corso».
- Zilio Grandi
 Di’: “Invocate coloro che voi pretendete (essere divinità) a esclusione di Lui! Non hanno la capacità di farvi svelamento di danno né di rimozione!”.
- Pasquini
 57.
 أُولٰئِكَ الَّذينَ يَدعونَ يَبتَغونَ إِلىٰ رَبِّهِمُ الوَسيلَةَ أَيُّهُم أَقرَبُ وَيَرجونَ رَحمَتَهُ وَيَخافونَ عَذابَهُ إِنَّ عَذابَ رَبِّكَ كانَ مَحذورًا
 Quelli stessi che essi invocano, cercano il mezzo di avvicinarsi al loro Signore, sperano nella Sua misericordia e temono il Suo ca­stigo [24] . In verità il castigo del Signore è temibile!
- Hamza P.
 Quelli che essi invocano, anche quelli bramano il mezzo per avvicinarsi al loro Signore, e fanno a gara correndo verso di Lui, e sperano di ottenere la Sua misericordia, e temono il Suo castigo, il castigo del Signore è terribile.
- Zilio Grandi
 Coloro che essi invocano, anche i più vicini (a Lui), cercano un mezzo di avvicinamento al loro Signore, desiderano la Sua misericordia e temono il Suo castigo. In verità, il castigo del tuo Signore è un temibile pericolo!
- Pasquini
 58.
 وَإِن مِن قَريَةٍ إِلّا نَحنُ مُهلِكوها قَبلَ يَومِ القِيٰمَةِ أَو مُعَذِّبوها عَذابًا شَديدًا كانَ ذٰلِكَ فِى الكِتٰبِ مَسطورًا
 Non v’è città che non distruggeremo prima del Giorno della Re­surrezione o che non colpiremo con severo castigo [25] ; ciò è scritto nel Libro.
- Hamza P.
 E non c’è una sola città che Noi non distruggeremo prima del giorno del giudizio o che non puniremo con un castigo violento, questo sta scritto nel libro. [58]
- Zilio Grandi
 Non vi è città di cui Noi non saremo Distruttori, o Castigatori con severo castigo, prima del Giorno della Resurrezione. Ciò si trova nel Libro vergato!
- Pasquini
 59.
 وَما مَنَعَنا أَن نُرسِلَ بِالءايٰتِ إِلّا أَن كَذَّبَ بِهَا الأَوَّلونَ وَءاتَينا ثَمودَ النّاقَةَ مُبصِرَةً فَظَلَموا بِها وَما نُرسِلُ بِالءايٰتِ إِلّا تَخويفًا
 Nulla ci impedisce di inviare i segni, se non [il fatto] che gli anti­chi li tacciarono di menzogna. Come segno tangibile demmo la cammella ai Thamûd, ma essi le fecero torto. Inviamo i segni solo per incutere sgomento [26] .
- Hamza P.
 Quel che Ci trattiene dal mandare dei segni è che gli antichi hanno accusato quei segni di menzogna, null’altro: avevamo mandato ai Thamūd la cammella come segno evidente, ma a suo riguardo si sono resi colpevoli. Invieremo dei segni solo per spaventare. [59]
- Zilio Grandi
 Non ci ha impedito di mandare con segni, se non il fatto che le antiche civiltà li dichiararono non veri! Demmo ai Thamūd [9] la cammella come documento, ma essi commisero violenza su essa. Noi non mandiamo con i Segni, se non come mezzo di intimidazione.
- Pasquini
 60.
 وَإِذ قُلنا لَكَ إِنَّ رَبَّكَ أَحاطَ بِالنّاسِ وَما جَعَلنَا الرُّءيَا الَّتى أَرَينٰكَ إِلّا فِتنَةً لِلنّاسِ وَالشَّجَرَةَ المَلعونَةَ فِى القُرءانِ وَنُخَوِّفُهُم فَما يَزيدُهُم إِلّا طُغيٰنًا كَبيرًا
 [Ricorda] quando dicemmo: «In verità il tuo Signore ti protegge­rà dagli uomini [27] . E la visione che ti abbiamo dato, altro non è che una tentazione per le genti – come del resto l’albero maledetto nel Cora­no» [28] . Noi minacciamo, ma [ciò] non serve che ad accrescere la loro ribellione.
- Hamza P.
 Ricorda quando ti dicemmo: «Il tuo Signore ha circondato gli uomini». La visione che ti abbiamo mostrato non è che una tentazione per gli uomini, e anche l’albero maledetto nel Corano. Noi li spaventiamo, e questo accresce soltanto la loro grande ribellione. [60]
- Zilio Grandi
 Ti abbiamo detto che il tuo Signore circonda da ogni parte gli uomini. E non abbiamo posto la visione, che ti abbiamo fatto vedere, se non come mezzo per mettere alla prova gli uomini. E così, nel Corano, la pianta maledetta. Noi incutiamo loro timore, ma ciò non dà loro in maggiore quantità, se non una profonda ribellione .
- Pasquini
 61.
 وَإِذ قُلنا لِلمَلٰئِكَةِ اسجُدوا لِءادَمَ فَسَجَدوا إِلّا إِبليسَ قالَ ءَأَسجُدُ لِمَن خَلَقتَ طينًا
 Quando dicemmo agli angeli: «Prosternatevi davanti ad Adamo», tutti si prosternarono eccetto Iblîs che disse: «Mi dovrei prosternare da­vanti a colui che hai creato dal fango? [29] ».
- Hamza P.
 Quando dicemmo agli angeli: «Prosternatevi davanti a Adamo», tutti si prosternarono tranne Iblīs, che disse: «Dovrò prosternarmi davanti a colui che hai creato d’argilla?».
- Zilio Grandi
 Noi dicemmo agli Angeli: “Prosternatevi davanti ad Adamo!”. Tutti si prosternarono, fuorché Iblīs [10]. Egli disse: “Mi prosternerò a colui che Tu hai creato di argilla?”.
- Pasquini
 62.
 قالَ أَرَءَيتَكَ هٰذَا الَّذى كَرَّمتَ عَلَىَّ لَئِن أَخَّرتَنِ إِلىٰ يَومِ القِيٰمَةِ لَأَحتَنِكَنَّ ذُرِّيَّتَهُ إِلّا قَليلًا
 E disse ancora: «Che? Questo è l’essere che hai onorato più di me? Se mi darai tempo fino al Giorno della Resurrezione avrò potere sulla sua discendenza, eccetto pochi».
- Hamza P.
 Disse: «Cosa ne pensi? È costui che hai onorato al di sopra di me? Se mi lascerai attendere fino al giorno della resurrezione io annienterò tutta la sua discendenza con l’eccezione di pochi».
- Zilio Grandi
 Disse: “Vuoi vedere che della discendenza di questi, che Tu hai onorato più di me, se Tu mi darai tempo fino al Giorno del Giudizio, certamente, io me ne farò un boccone, tranne pochi?”.
- Pasquini
 63.
 قالَ اذهَب فَمَن تَبِعَكَ مِنهُم فَإِنَّ جَهَنَّمَ جَزاؤُكُم جَزاءً مَوفورًا
 [Allah] disse: «Vattene! E chiunque di loro ti seguirà, avrà l’In­ferno per compenso, abbondante compenso.
- Hamza P.
 Rispose: «Va’, e anche quelli che ti avranno seguito, la Geenna è il vostro compenso, un compenso abbondante.
- Zilio Grandi
 Disse: “Vattene! giahànnam [11] sarà abbondante ricompensa per voi! Per te e per chi di essi ti seguirà!”.
- Pasquini
 64.
 وَاستَفزِز مَنِ استَطَعتَ مِنهُم بِصَوتِكَ وَأَجلِب عَلَيهِم بِخَيلِكَ وَرَجِلِكَ وَشارِكهُم فِى الأَموٰلِ وَالأَولٰدِ وَعِدهُم وَما يَعِدُهُمُ الشَّيطٰنُ إِلّا غُرورًا
 Seduci con la tua voce quelli che potrai, riunisci contro di loro i tuoi cavalieri e i tuoi fanti, sii loro socio nelle ricchezze e nella proge­nie, blandiscili con promesse» [30] . Le promesse di Satana non sono altro che inganni.
- Hamza P.
 Conturba con la tua voce quelli di loro che potrai, prendili d’assalto con i tuoi cavalieri e i tuoi fanti, associati a loro nelle ricchezze e nei figli e fa’ loro promesse, Satana non promette che inganno. [64]
- Zilio Grandi
 Chiama dunque a raccolta con la tua voce tutti quelli di loro che puoi, e piomba su di loro con i tuoi cavalli e i tuoi fanti! Associateli nella ricchezza e nella prole! Fa’ loro promesse! Ma Sciayṭān non promette loro se non illusioni.
- Pasquini
 65.
 إِنَّ عِبادى لَيسَ لَكَ عَلَيهِم سُلطٰنٌ وَكَفىٰ بِرَبِّكَ وَكيلًا
 «Non avrai però nessuna autorità sui Miei servi: il tuo Signore basterà a proteggerli.»
- Hamza P.
 Sui Miei servi non avrai alcuna autorità, per proteggerli il loro Signore è sufficiente».
- Zilio Grandi
 In verità, sui miei servi, però, tu non hai alcun potere! Basta il tuo Signore, come protettore!
- Pasquini
 66.
 رَبُّكُمُ الَّذى يُزجى لَكُمُ الفُلكَ فِى البَحرِ لِتَبتَغوا مِن فَضلِهِ إِنَّهُ كانَ بِكُم رَحيمًا
 È il vostro Signore che spinge la nave sul mare, affinché ricer­chiate la Sua grazia [31] . In verità Egli è misericordioso nei vostri con­fronti.
- Hamza P.
 Il vostro Signore è Colui che per voi fa correre la nave sul mare affinché voi possiate cercare del Suo favore, con voi Egli è compassionevole. [66]
- Zilio Grandi
 Il vostro Signore, il quale spinge per voi le navi nel mare, affinché possiate cercar doni della Sua grazia. In verità, Egli è Clementissimo nei vostri confronti.
- Pasquini
 67.
 وَإِذا مَسَّكُمُ الضُّرُّ فِى البَحرِ ضَلَّ مَن تَدعونَ إِلّا إِيّاهُ فَلَمّا نَجّىٰكُم إِلَى البَرِّ أَعرَضتُم وَكانَ الإِنسٰنُ كَفورًا
 Quando siete in pericolo sul mare, coloro che invocate svanisco­no. Lui no! Quando poi vi riconduce a terra salvi, vi allontanate da Lui. L’uomo è ingrato.
- Hamza P.
 Quando sul mare vi tocca una calamità, quelli che invocate al di fuori di Lui scompaiono tutti e non resta che Lui, e poi quando vi ha portato in salvo sulla terraferma vi allontanate da Lui, l’uomo è ingrato.
- Zilio Grandi
 Quando vi tocca un male sul mare, coloro che voi invocate si perdono, a eccezione di Lui. Quando, però, vi ha condotto in salvo a terra, vi allontanate. E l’uomo non è riconoscente!
- Pasquini
 68.
 أَفَأَمِنتُم أَن يَخسِفَ بِكُم جانِبَ البَرِّ أَو يُرسِلَ عَلَيكُم حاصِبًا ثُمَّ لا تَجِدوا لَكُم وَكيلًا
 Siete forse certi che non vi faccia inghiottire da un baratro della terra o non invii contro di voi un uragano senza che possiate trovare chi vi protegga?
- Hamza P.
 Siete sicuri che non farà sprofondare sotto di voi un lembo di terra o non manderà contro di voi una tempesta di sabbia? Poi nessuno vi proteggerà.
- Zilio Grandi
 Siete voi forse sicuri che Egli non vi faccia sprofondare il terreno sotto i piedi, oppure non invii su di voi dei ciottoli, senza che troviate per voi un protettore?
- Pasquini
 69.
 أَم أَمِنتُم أَن يُعيدَكُم فيهِ تارَةً أُخرىٰ فَيُرسِلَ عَلَيكُم قاصِفًا مِنَ الرّيحِ فَيُغرِقَكُم بِما كَفَرتُم ثُمَّ لا تَجِدوا لَكُم عَلَينا بِهِ تَبيعًا
 O siete forse certi che non vi conduca un’altra volta [sul mare], mandi contro di voi un ciclone e vi faccia annegare per la vostra mi­scredenza senza che possiate trovare chi vi difenda contro di Noi?
- Hamza P.
 Siete sicuri che non vi farà tornare sul mare e non manderà contro di voi un turbine di vento annegandovi tutti per la vostra miscredenza? Non troverete nessuno che prenderà le vostre difese contro di Noi.
- Zilio Grandi
 Siete forse sicuri ch’egli non vi faccia tornare un’altra volta in esso e non vi scateni addosso un vento travolgente, sommergendovi come castigo per la vostra ingratitudine, senza che troviate contro di Noi un aiutante per voi?
- Pasquini
 70.
 وَلَقَد كَرَّمنا بَنى ءادَمَ وَحَمَلنٰهُم فِى البَرِّ وَالبَحرِ وَرَزَقنٰهُم مِنَ الطَّيِّبٰتِ وَفَضَّلنٰهُم عَلىٰ كَثيرٍ مِمَّن خَلَقنا تَفضيلًا
 In verità abbiamo onorato i figli di Adamo, li abbiamo condotti sulla terra e sul mare [32] e abbiamo concesso loro cibo eccellente e li abbiamo fatti primeggiare su molte delle Nostre creature.
- Hamza P.
 Abbiamo colmato di onori i figli di Adamo, li abbiamo portati sulla terraferma e sul mare e abbiamo donato loro una provvista di buon cibo, li abbiamo ampiamente preferiti a molte Nostre creature.
- Zilio Grandi
 Noi abbiamo onorato i figli di Adamo, li abbiamo trasportati per terra e per mare, provvisti delle cose buone e abbiamo dato loro una forte preferenza su molte creature del nostro creato.
- Pasquini
 71.
 يَومَ نَدعوا كُلَّ أُناسٍ بِإِمٰمِهِم فَمَن أوتِىَ كِتٰبَهُ بِيَمينِهِ فَأُولٰئِكَ يَقرَءونَ كِتٰبَهُم وَلا يُظلَمونَ فَتيلًا
 Nel Giorno in cui ogni comunità sarà richiamata assieme alla loro guida [33] , coloro che riceveranno il rotolo nella destra leggeranno il loro rotolo e non subiranno il minimo torto.
- Hamza P.
 Un giorno chiameremo tutti gli uomini insieme ai loro capi, e quelli che riceveranno il libro nella destra, quelli leggeranno il loro libro e non sarà fatto loro torto, neppure un filo. [71]
- Zilio Grandi
 Il giorno nel quale convocheremo ogni gruppo di uomini, con il loro imām, colui che riceverà il suo libro nella destra, sarà di quelli che leggeranno il loro libro e non riceveranno nemmeno un filo di torto.
- Pasquini
 72.
 وَمَن كانَ فى هٰذِهِ أَعمىٰ فَهُوَ فِى الءاخِرَةِ أَعمىٰ وَأَضَلُّ سَبيلًا
 E colui che sarà stato cieco in questa vita lo sarà nell’altra e più traviato ancora.
- Hamza P.
 Chi è stato cieco in questa vita sarà cieco anche nell’aldilà e ancora più sviato dal sentiero.
- Zilio Grandi
 Colui che fu cieco in questa (vita), sarà nell’altra cieco e più fuorviato.
- Pasquini
 73.
 وَإِن كادوا لَيَفتِنونَكَ عَنِ الَّذى أَوحَينا إِلَيكَ لِتَفتَرِىَ عَلَينا غَيرَهُ وَإِذًا لَاتَّخَذوكَ خَليلًا
 Intendevano infatti sviarti da ciò che ti abbiamo rivelato, nella speranza che Ci attribuissi, inventandolo, altro che questo [Corano]. E allora ti avrebbero preso come amico [34] .
- Hamza P.
 Per poco i miscredenti non ti hanno distolto da quel che ti avevamo rivelato, perché tu inventassi dell’altro a Nostro riguardo, e allora ti avrebbero preso per amico. [73]
- Zilio Grandi
 Ci mancò poco che essi riuscissero a distrarti da ciò che ti avevamo rivelato, per farti inventare una rivelazione diversa! Allora ti avrebbero preso come amico intimo.
- Pasquini
 74.
 وَلَولا أَن ثَبَّتنٰكَ لَقَد كِدتَ تَركَنُ إِلَيهِم شَيـًٔا قَليلًا
 E se non ti avessimo rafforzato, avresti inclinato un po’ verso di loro.
- Hamza P.
 Se Noi non ti avessimo confermato, saresti quasi stato incline a seguirli, un poco,
- Zilio Grandi
 Se non ti avessimo tenuto saldo, saresti stato sul punto di inclinare un po’ verso di loro.
- Pasquini
 75.
 إِذًا لَأَذَقنٰكَ ضِعفَ الحَيوٰةِ وَضِعفَ المَماتِ ثُمَّ لا تَجِدُ لَكَ عَلَينا نَصيرًا
 [E allora] ti avremmo fatto soffrire un doppio [supplizio] nella vita e un doppio [supplizio] nella morte, quindi non avresti trovato chi ti sarebbe stato d’ausilio contro di Noi.
- Hamza P.
 e allora Noi ti avremmo fatto assaporare il doppio della vita e il doppio della morte, e contro di Noi non avresti trovato nessun difensore. [75]
- Zilio Grandi
 Allora Noi ti avremmo fatto gustare il doppio della vita e il doppio della morte e non avresti trovato nessun difensore per te contro Noi.
- Pasquini
 76.
 وَإِن كادوا لَيَستَفِزّونَكَ مِنَ الأَرضِ لِيُخرِجوكَ مِنها وَإِذًا لا يَلبَثونَ خِلٰفَكَ إِلّا قَليلًا
 Poco mancò che non ti spingessero ad abbandonare questa regio­ne esiliandoti; in tal caso, vi sarebbero rimasti ben poco dopo di te,
- Hamza P.
 Per poco non ti hanno incitato a fuggire da questa terra, per scacciarti via, e allora essi non vi sarebbero rimasti che poco, dopo di te, [76]
- Zilio Grandi
 Essi sono anche stati sul punto di farti scappare per lo spavento dal territorio, per allontanarti da esso. Allora, essi non ci sarebbero rimasti dopo di te, se non per poco.
- Pasquini
 77.
 سُنَّةَ مَن قَد أَرسَلنا قَبلَكَ مِن رُسُلِنا وَلا تَجِدُ لِسُنَّتِنا تَحويلًا
 [poiché questo è il Nostro] modo di agire nei confronti degli in­viati che mandammo prima di te e non c’è cambiamento nel Nostro agire [35] .
- Hamza P.
 secondo l’abitudine che abbiamo seguito con gli inviati prima di te, la Nostra abitudine non muta. [77]
- Zilio Grandi
 È la linea di condotta che abbiamo applicata ai nostri Apostoli, che mandammo prima di te, e tu non troverai nella nostra linea di condotta nessun mutamento.
- Pasquini
 78.
 أَقِمِ الصَّلوٰةَ لِدُلوكِ الشَّمسِ إِلىٰ غَسَقِ الَّيلِ وَقُرءانَ الفَجرِ إِنَّ قُرءانَ الفَجرِ كانَ مَشهودًا
 Esegui l’orazione [36] , dal declino del sole fino alla caduta delle tenebre [e fa’] la Recitazione dell’alba, ché la Recitazione dell’alba è testimoniata [37] .
- Hamza P.
 Adempi alla preghiera quando il sole declina fino a quando si oscura la notte, e adempi alla recitazione dell’alba, nella recitazione dell’alba ci sono dei testimoni, [78]
- Zilio Grandi
 Esegui l’adorazione dal declinare del sole al primo calare della notte e recita il Corano dell’alba. In verità, la recitazione dell’alba è testimoniata.
- Pasquini
 79.
 وَمِنَ الَّيلِ فَتَهَجَّد بِهِ نافِلَةً لَكَ عَسىٰ أَن يَبعَثَكَ رَبُّكَ مَقامًا مَحمودًا
 Veglia [in preghiera] parte della notte, sarà per te un’opera supererogatoria [38] ; presto il tuo Signore ti risusciterà ad una stazione loda­ta [39] .
- Hamza P.
 e veglia parte della notte in volontaria orazione, forse il Signore ti susciterà a un luogo pieno di gloria, [79]
- Zilio Grandi
 E con essa fa’ Tahàggiud [12] nel corso della notte, come Nàfl [13] esclusivo per te! Può darsi che il tuo Signore ti resusciti in una posizione degna di ringraziamento!
- Pasquini
 80.
 وَقُل رَبِّ أَدخِلنى مُدخَلَ صِدقٍ وَأَخرِجنى مُخرَجَ صِدقٍ وَاجعَل لى مِن لَدُنكَ سُلطٰنًا نَصيرًا
 E di’: «O Signor mio, fammi entrare con la verità e fammi uscire con la verità, e concedimi potere e ausilio da parte Tua» [40] .
- Hamza P.
 e di’: «Signore mio, fa’ che io entri da giusto e fa’ che da giusto io esca, accordami un’autorità che venga da Te e che mi assista». [80]
- Zilio Grandi
 E di’: “Signore mio, introducimi con una entrata di veridicità, fammi uscire con una uscita di veridicità e investimi di un’autorità da parte tua, che mi assista!”.
- Pasquini
 81.
 وَقُل جاءَ الحَقُّ وَزَهَقَ البٰطِلُ إِنَّ البٰطِلَ كانَ زَهوقًا
 E di’: «È giunta la verità, la falsità è svanita» [41] .
Invero la falsità è destinata a svanire.
- Hamza P.
 Di’: «La verità è giunta, la falsità è svanita, la falsità è cosa che svanisce».
- Zilio Grandi
 E di’: “È venuta la verità ed è scomparsa la falsità! In verità, pronta a scomparire è la falsità”.
- Pasquini
 82.
 وَنُنَزِّلُ مِنَ القُرءانِ ما هُوَ شِفاءٌ وَرَحمَةٌ لِلمُؤمِنينَ وَلا يَزيدُ الظّٰلِمينَ إِلّا خَسارًا
 Facciamo scendere nel Corano ciò che è guarigione e misericor­dia per i credenti e ciò che accresce la sconfitta degli oppressori [42] .
- Hamza P.
 Quel che Noi facciamo discendere, del Corano, è guarigione e misericordia per i credenti, mentre per i colpevoli non accresce che perdizione. [82]
- Zilio Grandi
 Noi facciamo discendere dal Corano ciò che è medicina e misericordia per i credenti, mentre esso non accresce ai trasgressori se non la perdizione.
- Pasquini
 83.
 وَإِذا أَنعَمنا عَلَى الإِنسٰنِ أَعرَضَ وَنَـٔا بِجانِبِهِ وَإِذا مَسَّهُ الشَّرُّ كانَ يَـٔوسًا
 Quando colmiamo l’uomo di favori, si sottrae e si allontana [43] ; quando invece lo coglie sventura, si dispera.
- Hamza P.
 Quando colmiamo l’uomo di grazie egli volge le spalle e si allontana e poi quando gli tocca il male è disperato.
- Zilio Grandi
 Quando Noi effondiamo la grazia sull’uomo, egli si scosta e s’allontana e, quando lo tocca il male, si dispera.
- Pasquini
 84.
 قُل كُلٌّ يَعمَلُ عَلىٰ شاكِلَتِهِ فَرَبُّكُم أَعلَمُ بِمَن هُوَ أَهدىٰ سَبيلًا
 Di’: «Ognuno agisce secondo la sua disposizione e il vostro Si­gnore ben conosce chi segue la via migliore».
- Hamza P.
 Di’: «Ognuno agisce a suo modo, ma il vostro Signore sa meglio di chiunque chi è guidato sul retto sentiero».
- Zilio Grandi
 Di’: “Ognuno agisce secondo la sua struttura mentale e il vostro Signore è il miglior conoscitore di chi è meglio guidato quanto a via”.
- Pasquini
 85.
 وَيَسـَٔلونَكَ عَنِ الرّوحِ قُلِ الرّوحُ مِن أَمرِ رَبّى وَما أوتيتُم مِنَ العِلمِ إِلّا قَليلًا
 Ti interrogheranno a proposito dell’anima [44] . Rispondi: «L’ani­ma procede dall’ordine del mio Signore e non avete ricevuto che ben poca scienza [a riguardo].
- Hamza P.
 Ti chiederanno dello spirito. Rispondi: «Lo spirito viene dall’ordine del mio Signore, avete ricevuto solo un po’ di scienza». [85]
- Zilio Grandi
 Ti interrogano riguardo allo Spirito. Di’: “Lo Spirito opera su comando del mio Signore e della scienza voi non ne avete ricevuta se non poca!”.
- Pasquini
 86.
 وَلَئِن شِئنا لَنَذهَبَنَّ بِالَّذى أَوحَينا إِلَيكَ ثُمَّ لا تَجِدُ لَكَ بِهِ عَلَينا وَكيلًا
 Se volessimo, potremmo ritirare quello che ti abbiamo rivelato e allora non potresti trovare alcun protettore contro di Noi;
- Hamza P.
 Se volessimo ti porteremmo via quel che ti abbiamo rivelato, e allora non troveresti nessuno che ti protegga da Noi,
- Zilio Grandi
 Se Noi volessimo, potremmo fare scomparire ciò che ti abbiamo rivelato; allora tu, per esso, non troveresti un patrono verso di Noi.
- Pasquini
 87.
 إِلّا رَحمَةً مِن رَبِّكَ إِنَّ فَضلَهُ كانَ عَلَيكَ كَبيرًا
 se non [lo facciamo è] per una misericordia del tuo Signore, poi­ché in verità la Sua grazia su di te è grande».
- Hamza P.
 se non per misericordia del tuo Signore, il Suo favore per te è grande. [87]
- Zilio Grandi
 Se non per una misericordia da parte del tuo Signore (esso è conservato)! In verità, la Sua grazia verso te è grande.
- Pasquini
 88.
 قُل لَئِنِ اجتَمَعَتِ الإِنسُ وَالجِنُّ عَلىٰ أَن يَأتوا بِمِثلِ هٰذَا القُرءانِ لا يَأتونَ بِمِثلِهِ وَلَو كانَ بَعضُهُم لِبَعضٍ ظَهيرًا
 Di’: «Se anche si riunissero gli uomini e i dèmoni per produrre qualcosa di simile di questo Corano, non ci riuscirebbero, quand’anche si aiutassero gli uni con gli altri».
- Hamza P.
 Di’: «Se gli uomini e i jinn si unissero per portare un Corano come questo non vi riuscirebbero, nemmeno se si aiutassero l’un l’altro». [88]
- Zilio Grandi
 Di’: “Se si mettessero insieme gli uomini e i Gìnn [14] per produrre qualche cosa di simile a questo Corano, non riuscirebbero a produrre qualcosa di simile a esso, anche se una parte di loro fosse di appoggio a una parte.
- Pasquini
 89.
 وَلَقَد صَرَّفنا لِلنّاسِ فى هٰذَا القُرءانِ مِن كُلِّ مَثَلٍ فَأَبىٰ أَكثَرُ النّاسِ إِلّا كُفورًا
 In questo Corano abbiamo proposto agli uomini ogni specie di metafora. La maggior parte di loro rifiuta [tutto quanto], eccetto la mi­scredenza.
- Hamza P.
 In questo Corano Noi abbiamo presentato agli uomini ogni sorta di esempi, ma la gran parte di loro rifiuta tutto, tranne l’incredulità.
- Zilio Grandi
 Abbiamo offerto agli uomini, in questo Corano, ogni sorta di paragoni, però la maggior parte degli uomini non si compiace d’altro che di contestazione!”.
- Pasquini
 90.
 وَقالوا لَن نُؤمِنَ لَكَ حَتّىٰ تَفجُرَ لَنا مِنَ الأَرضِ يَنبوعًا
 E dicono: «Non ti presteremo fede finché non farai sgorgare per noi una sorgente dalla terra;
- Hamza P.
 Hanno detto: «Non ti crederemo finché non avrai fatto sgorgare dalla terra una sorgente, [90]
- Zilio Grandi
 Essi hanno detto: “Noi non ti crederemo, fino a quando non ci avrai fatto scaturire dalla terra una sorgente!”.
- Pasquini
 91.
 أَو تَكونَ لَكَ جَنَّةٌ مِن نَخيلٍ وَعِنَبٍ فَتُفَجِّرَ الأَنهٰرَ خِلٰلَها تَفجيرًا
 o non avrai un giardino di palme e vigne nel quale farai sgorga­re ruscelli copiosi,
- Hamza P.
 oppure non avrai un giardino di palme e di viti e non vi avrai fatto sgorgare in mezzo ruscelli in abbondanza,
- Zilio Grandi
 Oppure: “Fino a quando tu non avrai un giardino di palme e di viti e avrai fatto sgorgare attraverso esso i fiumi”.
- Pasquini
 92.
 أَو تُسقِطَ السَّماءَ كَما زَعَمتَ عَلَينا كِسَفًا أَو تَأتِىَ بِاللَّهِ وَالمَلٰئِكَةِ قَبيلًا
 o non avrai fatto cadere, come pretendi, il cielo in pezzi su di noi; o non avrai fatto venire, davanti a noi, Allah e gli angeli in tuo aiuto».
- Hamza P.
 oppure finché non avrai fatto cadere il cielo, come pretendi, pezzo a pezzo sopra di noi, e ci avrai portato di fronte Dio e gli angeli,
- Zilio Grandi
 Oppure: “Fino a quando non ci avrai fatto cadere addosso il cielo a pezzi, come hai preteso!”. Oppure: “Fino a quando ci avrai portato davanti Allàh e gli Angeli!”.
- Pasquini
 93.
 أَو يَكونَ لَكَ بَيتٌ مِن زُخرُفٍ أَو تَرقىٰ فِى السَّماءِ وَلَن نُؤمِنَ لِرُقِيِّكَ حَتّىٰ تُنَزِّلَ عَلَينا كِتٰبًا نَقرَؤُهُ قُل سُبحانَ رَبّى هَل كُنتُ إِلّا بَشَرًا رَسولًا
 Oppure: «[finché] non avrai una casa d’oro»; o: «[finché] non sarai asceso al cielo, e comunque non crederemo alla tua ascesa al cie­lo [45] finché non farai scendere su di noi un Libro che possiamo legge­re». Rispondi: «Gloria al mio Signore: non sono altro che un uomo, un messaggero».
- Hamza P.
 o finché non avrai una casa piena di ornamenti o non sarai asceso al cielo, e comunque non crederemo alla tua ascesa finché non ci avrai portato un libro che possiamo leggere». Rispondi: «Sia glorificato il Signore, io sono soltanto un uomo che vi è stato inviato».
- Zilio Grandi
 Oppure: “Fino a quando non avrai una casa con ornamenti!”. Oppure: “Fino a quando non sarai asceso nel cielo, ma noi non crederemo alla tua ascensione, finché non ci avrai fatto scendere un libro che noi leggiamo!”. Di’: “Incondivisa è la divinità del mio Signore! Sono io forse altro che un umano investito della missione apostolica?”.
- Pasquini
 94.
 وَما مَنَعَ النّاسَ أَن يُؤمِنوا إِذ جاءَهُمُ الهُدىٰ إِلّا أَن قالوا أَبَعَثَ اللَّهُ بَشَرًا رَسولًا
 Nulla impedisce alle genti di credere dopo che la Guida è giunta loro, se non il dire: «Allah ha davvero inviato un uomo per messagge­ro?».
- Hamza P.
 Quel che ha trattenuto la gente dal credere, quando è giunta la guida, è soltanto che hanno detto: «Dio avrebbe forse inviato un uomo come Suo messaggero?».
- Zilio Grandi
 Non ha impedito agli uomini di credere, quando è giunta loro la buona direzione, se non l’aver detto: “Forse che Allàh ha suscitato come Apostolo un umano?”.
- Pasquini
 95.
 قُل لَو كانَ فِى الأَرضِ مَلٰئِكَةٌ يَمشونَ مُطمَئِنّينَ لَنَزَّلنا عَلَيهِم مِنَ السَّماءِ مَلَكًا رَسولًا
 Di’: «Qualora sulla terra ci fossero gli angeli e vi camminassero in pace, avremmo certamente fatto scendere su di loro un angelo come messaggero».
- Hamza P.
 Di’: «Qualora sulla terra vi fossero degli angeli che camminano tranquillamente, come messaggero avremmo inviato loro un angelo dal cielo». [95]
- Zilio Grandi
 Di’: “Se ci fossero Angeli a camminare sulla Terra tranquilli, certamente, faremmo discendere loro dal cielo un Angelo, come Apostolo”.
- Pasquini
 96.
 قُل كَفىٰ بِاللَّهِ شَهيدًا بَينى وَبَينَكُم إِنَّهُ كانَ بِعِبادِهِ خَبيرًا بَصيرًا
 Di’: «Allah è testimone sufficiente tra me e voi».
In verità Egli è ben informato e osserva i Suoi servi.
- Hamza P.
 Di’: «Come testimone fra me e voi Dio è sufficiente, Egli è informato di tutto e osserva tutto dei Suoi servi».
- Zilio Grandi
 E di’: “Allàh basta come testimone fra me e voi! In verità, Egli è dei suoi servi perfetto conoscitore e osservatore!”.
- Pasquini
 97.
 وَمَن يَهدِ اللَّهُ فَهُوَ المُهتَدِ وَمَن يُضلِل فَلَن تَجِدَ لَهُم أَولِياءَ مِن دونِهِ وَنَحشُرُهُم يَومَ القِيٰمَةِ عَلىٰ وُجوهِهِم عُميًا وَبُكمًا وَصُمًّا مَأوىٰهُم جَهَنَّمُ كُلَّما خَبَت زِدنٰهُم سَعيرًا
 Colui che Allah guida è ben diretto; ma, quanto a coloro che Al­lah svia, non troverai per loro patroni all’infuori di Lui, e nel Giorno della Resurrezione li riuniremo [trascinandoli] sui loro volti, ciechi, muti e sordi. L’Inferno sarà la loro dimora e ogni volta che si raffred­derà ne ravviveremo le fiamme.
- Hamza P.
 Chi Dio guida è ben guidato, chi Dio fa errare non troverà alleati al di fuori di Lui.
Li raduneremo nel giorno della resurrezione, sordi, muti, ciechi, il volto a terra, la loro dimora sarà la Geenna, e ogni volta che si affievolirà la ravviveremo di fuoco ardente. [97]
- Zilio Grandi
 E chi Allàh dirige, è il ben guidato, mentre, a chi Allàh fuorvia, non troverai, al di fuori di Lui, un patrono! Noi li riuniremo, il Giorno della Resurrezione, con la faccia a terra, ciechi, muti, sordi; e il loro albergo sarà giahànnam [15]! Ogni volta che essa si affievolirà, daremo loro una maggior quantità di Sa‛īr [16].
- Pasquini
 98.
 ذٰلِكَ جَزاؤُهُم بِأَنَّهُم كَفَروا بِـٔايٰتِنا وَقالوا أَءِذا كُنّا عِظٰمًا وَرُفٰتًا أَءِنّا لَمَبعوثونَ خَلقًا جَديدًا
 Sarà il loro compenso, perché tacciano di menzogna i Nostri se­gni e dicono: «Quando saremo ossa e polvere saremo resuscitati a nuo­va creazione?».
- Hamza P.
 Questo è il loro compenso perché non hanno creduto ai Nostri segni e hanno detto: «Cosa? Quando saremo ossa e polvere saremo risuscitati a una nuova creazione?».
- Zilio Grandi
 Questa è la loro ricompensa perché essi rifiutano di credere ai Nostri Segni e dicono: “Forse che quando saremo ossa e polvere. Forse che saremo resuscitati con una nuova creazione?”.
- Pasquini
 99.
 أَوَلَم يَرَوا أَنَّ اللَّهَ الَّذى خَلَقَ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضَ قادِرٌ عَلىٰ أَن يَخلُقَ مِثلَهُم وَجَعَلَ لَهُم أَجَلًا لا رَيبَ فيهِ فَأَبَى الظّٰلِمونَ إِلّا كُفورًا
 Ma non vedono dunque che Allah, Che ha creato i cieli e la ter­ra, è capace di creare il loro eguale e ha fissato loro un termine sul qua­le non c’è dubbio alcuno? Gli ingiusti non ammettono altro che la mi­scredenza.
- Hamza P.
 Ma non vedono che Dio, Colui che ha creato i cieli e la terra, ha la potenza di crearne altri di simili? Ha posto per loro un termine indubitabile, ma gli ingiusti rifiutano tutto, tranne l’incredulità.
- Zilio Grandi
 Non vedono che Allàh, il quale creò i cieli e la Terra, è capace di creare (nuovamente loro) come (creò) loro (la prima volta) e ha stabilito per loro un termine, su cui non v’è dubbio? Però i trasgressori non si compiacciono d’altro che rifiutare di credere!
- Pasquini
 100.
 قُل لَو أَنتُم تَملِكونَ خَزائِنَ رَحمَةِ رَبّى إِذًا لَأَمسَكتُم خَشيَةَ الإِنفاقِ وَكانَ الإِنسٰنُ قَتورًا
 Di’: «Se possedeste i tesori della misericordia del mio Signore, li lesinereste per paura di spenderli, ché l’uomo è avaro».
- Hamza P.
 Di’: «Se possedeste i tesori della misericordia del mio Signore li conservereste per timore di spenderli, l’uomo è avaro».
- Zilio Grandi
 Di’: “Se voi possedeste i tesori della misericordia del mio Signore, certamente, li terreste per voi, per paura di farne elargizione e l’uomo è taccagno!”.
- Pasquini
 101.
 وَلَقَد ءاتَينا موسىٰ تِسعَ ءايٰتٍ بَيِّنٰتٍ فَسـَٔل بَنى إِسرٰءيلَ إِذ جاءَهُم فَقالَ لَهُ فِرعَونُ إِنّى لَأَظُنُّكَ يٰموسىٰ مَسحورًا
 In verità abbiamo dato a Mosè nove segni evidenti [46] .
Chiedi ai Figli di Israele di quando giunse a loro e Faraone gli disse: «O Mosè, io credo che tu sia stregato».
- Hamza P.
 Abbiamo dato a Mosè nove segni chiari, chiedi ai figli di Israele. Quando egli giunse da loro, Faraone gli disse: «Io ritengo, Mosè, che tu sia stregato». [101]
- Zilio Grandi
 Noi demmo a Mūsā (Mosè) nove segni evidenti. Chiedi ai figli d’Israele, quando egli giunse loro e Faraone gli disse: “In verità, tu per me, o Mūsā (Mosè), sei vittima di una magia!”.
- Pasquini
 102.
 قالَ لَقَد عَلِمتَ ما أَنزَلَ هٰؤُلاءِ إِلّا رَبُّ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ بَصائِرَ وَإِنّى لَأَظُنُّكَ يٰفِرعَونُ مَثبورًا
 Disse: «Sai bene che non ha fatto scendere questi segni altri che il Signore dei cieli e della terra, prove inequivocabili [della mia missio­ne]. Io credo, Faraone, che tu sia perduto!».
- Hamza P.
 Rispose: «Sai che questi segni non li ha mandati altri che il Signore dei cieli e della terra, e sono evidenti. Io ritengo, Faraone, che tu sia perduto».
- Zilio Grandi
 Disse: “Hai saputo che quelli non è stato il Signore dei cieli e della Terra, che li ha fatti scendere dall’alto come prove? In verità, o Faraone, io penso che tu sia già annientato!”.
- Pasquini
 103.
 فَأَرادَ أَن يَستَفِزَّهُم مِنَ الأَرضِ فَأَغرَقنٰهُ وَمَن مَعَهُ جَميعًا
 [Faraone] voleva scacciarli dalla terra, ma Noi li facemmo an­negare, lui e quelli che erano con lui.
- Hamza P.
 Faraone volle scacciarli da quella terra, e Noi li affogammo, lui e quelli che erano con lui, tutti insieme. [103]
- Zilio Grandi
 Volle sloggiarli dal Paese, e Noi annegammo lui e coloro che erano con lui, tutti assieme.
- Pasquini
 104.
 وَقُلنا مِن بَعدِهِ لِبَنى إِسرٰءيلَ اسكُنُوا الأَرضَ فَإِذا جاءَ وَعدُ الءاخِرَةِ جِئنا بِكُم لَفيفًا
 Dicemmo poi ai Figli di Israele: «Abitate la terra!». Quando si compì l’ultima promessa, vi facemmo venire in massa eterogenea.
- Hamza P.
 Dopodiché dicemmo ai figli di Israele: «Abitate questa terra e quando si compirà l’altra promessa vi faremo ritornare, in gran quantità». [104]
- Zilio Grandi
 Dopo di lui, Noi dicemmo ai figli d’Israele: “Abitate la Terra e quando si adempirà la promessa della vita futura, Noi vi porteremo in grande massa!”.
- Pasquini
 105.
 وَبِالحَقِّ أَنزَلنٰهُ وَبِالحَقِّ نَزَلَ وَما أَرسَلنٰكَ إِلّا مُبَشِّرًا وَنَذيرًا
 Con la verità abbiamo fatto scendere [il Corano] e con la verità è sceso: non ti inviammo se non come annunciatore di buona novella e come ammonitore.
- Hamza P.
 In tutta verità lo abbiamo rivelato al mondo, e in tutta verità esso è disceso, ti abbiamo inviato soltanto ad annunciare e ad ammonire. [105]
- Zilio Grandi
 Con la Verità lo abbiamo fatto scendere, e con la verità è sceso! Non ti abbiamo inviato se non come annunciatore di buona notizia e ammonitore,
- Pasquini
 106.
 وَقُرءانًا فَرَقنٰهُ لِتَقرَأَهُ عَلَى النّاسِ عَلىٰ مُكثٍ وَنَزَّلنٰهُ تَنزيلًا
 È un Corano che abbiamo suddiviso, affinché tu lo reciti lenta­mente agli uomini e lo facemmo scendere gradualmente [47] .
- Hamza P.
 È una recitazione che abbiamo diviso in parti affinché tu la recitassi agli uomini lentamente, l’abbiamo fatta discendere rivelazione dopo rivelazione. [106]
- Zilio Grandi
 con un Corano che Noi abbiamo diviso in brani, perché tu lo possa recitare agli uomini, a poco a poco, e l’abbiamo fatto scendere dall’alto come Rivelazione!
- Pasquini
 107.
 قُل ءامِنوا بِهِ أَو لا تُؤمِنوا إِنَّ الَّذينَ أوتُوا العِلمَ مِن قَبلِهِ إِذا يُتلىٰ عَلَيهِم يَخِرّونَ لِلأَذقانِ سُجَّدًا
 Di’: «Crediate in esso oppure no, coloro ai quali in precedenza fu data la Scienza si gettano prosternati, i volti contro la terra, quando viene loro recitato
- Hamza P.
 Sia che vi crediate sia che non vi crediate, ebbene, quelli cui fu data la scienza prima di voi, quando è loro recitata, cadono a terra in prosternazione [107]
- Zilio Grandi
 Di’: “Credeteci o non credeteci! In verità, coloro ai quali è stata data la scienza prima (della Rivelazione) di esso, quando esso (il Sublime Corano) viene recitato, cadono prosternati sui loro menti
- Pasquini
 108.
 وَيَقولونَ سُبحٰنَ رَبِّنا إِن كانَ وَعدُ رَبِّنا لَمَفعولًا
 e dicono: “Gloria al nostro Signore! La promessa del nostro Si­gnore si realizza”.
- Hamza P.
 e dicono: «Sia gloria al nostro Signore, la promessa del nostro Signore è compiuta».
- Zilio Grandi
 e dicono: ‘Incondivisa è la divinità del nostro Signore. La promessa del nostro Signore si è avverata!’”.
- Pasquini
 109.
 وَيَخِرّونَ لِلأَذقانِ يَبكونَ وَيَزيدُهُم خُشوعًا
 Cadono prosternati sui loro volti, piangendo, e la loro umiltà si accresce».
- Hamza P.
 E cadono, il volto a terra, e piangono, e in loro cresce l’umiltà.
- Zilio Grandi
 Essi si prosternano sui loro menti e piangono e li accresce (la recitazione del Corano) in umiltà!
- Pasquini
 110.
 قُلِ ادعُوا اللَّهَ أَوِ ادعُوا الرَّحمٰنَ أَيًّا ما تَدعوا فَلَهُ الأَسماءُ الحُسنىٰ وَلا تَجهَر بِصَلاتِكَ وَلا تُخافِت بِها وَابتَغِ بَينَ ذٰلِكَ سَبيلًا
 Di’: «Invocate Allah o invocate il Compassionevole, qualunque sia il nome con il quale Lo invochiate, Egli possiede i nomi più belli [48] . Durante l’orazione non recitare ad alta voce e neppure in sordina, cerca piuttosto una via mediana» [49] .
- Hamza P.
 Di’: «Invocatelo con il nome di Dio, oppure invocatelo con il nome di Clemente, comunque Lo invochiate Gli appartengono i nomi più belli». Quando preghi non alzare la voce e non abbassarla troppo ma cerca una via di mezzo. [110]
- Zilio Grandi
 Di’: “Invocate Allàh oppure invocate il Sommamente Misericordioso! Con qualunque dei due nomi invocate, i nomi più belli appartengono a Lui!”. Non recitare a voce alta né a voce bassa, durante l’adorazione quotidiana, ma prendi una via di mezzo
- Pasquini
 111.
 وَقُلِ الحَمدُ لِلَّهِ الَّذى لَم يَتَّخِذ وَلَدًا وَلَم يَكُن لَهُ شَريكٌ فِى المُلكِ وَلَم يَكُن لَهُ وَلِىٌّ مِنَ الذُّلِّ وَكَبِّرهُ تَكبيرًا
 E di’: «La lode appartiene ad Allah, Che non ha figlio alcuno, Che non ha associati nella Sua sovranità e non ha bisogno di protettori contro l’umiliazione». Magnifica la sua grandezza.
- Hamza P.
 Di’: «Sia lode a Dio il quale non si è preso un figlio, non ha compagni nel regno, e non gli occorre un amico che lo salvi dall’umiliazione». E magnifica la Sua grandezza. [111]
- Zilio Grandi
 e di’: “La Lode appartiene ad Allàh, il Quale non ha preso figlio, non ha compartecipe nel Regno e non ha bisogno di patrono per difenderlo dall’umiliazione. E tu magnificaLo con il Takbīr [17].
- Pasquini

Note di Hamza Piccardo alla Sura

  • [1] ^ Correva «’âm ul huzn», l’Anno della tristezza (619-620 d.C.). In soli tre giorni l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) aveva perso i due capisaldi della sua realtà affettiva e sociale, l’amatissima moglie Khadîja (che Allah sia soddisfatto di lei) e lo zio Abû Tâlib, capo del suo clan e suo protettore. Abû Lahab, suo zio paterno ma al contempo suo implacabile oppositore, era diventato il decano dei Banî Hâshim ed aveva fatto sì che Muhammad fosse isolato dal resto del clan. Senza protezione tribale, in quei tempi l’esistenza poteva essere molto difficile per chi si fosse messo in contrasto con la maggior parte dei notabili della città. Stretto in questa situazione l’Inviato di Allah tentò una missione rivolta agli abitanti di Ta’if, una città a un centinaio di chilometri dalla Mecca, sede del culto della dea al-Lat. Il risultato fu disastroso: respinto e ingiuriato, Muhammad (pace e benedizioni su di lui) corse gravi rischi per la sua incolumità e nel pieno dello sconforto pregò così il suo Signore: «Mi rifugio in Te, Signore, [afflitto] dal­la mia debolezza e dalla mia impotenza. Tu sei il Dio dei deboli, Tu sei il mio Signore e il mio Dio. Mi abbandonerai a stranieri nemici? Se non ho suscitato il Tuo corruccio, non temo alcunché. Mi rifugio nella Luce del Tuo Volto che ha illuminato. Non c’è forza e non c’è potenza se non in te». Dopo che ebbe pronunciato questa invocazione scese in lui una ritrovata serenità, rinacque la speranza e, ottenuta una protezione tribale, rientrò alla Mecca scortato da Mut‘im ibn ‘Adiy e dai membri del suo clan. Poco tempo dopo Allah (gloria a Lui l’Altissimo) gli diede un meraviglioso segno della Sua Benevolenza. La tra­dizione, ricchissima a questo proposito, ci riferisce che una notte, mentre Muhammad (pace e benedizioni su di lui) stava dormendo, fu svegliato da Gabriele (pace su di lui) e condotto a Gerusalemme. Colà, nel recinto del Masjid al Aqsâ (la «Moschea remota» di cui al vers. 1), pregò Allah insieme ad Abramo, Mosè e Gesù e tutti gli altri profeti (pace su tutti loro) e poi ascese fino al «Sidrâtu-l-Muntahâ» (il Loto del Limite) che si trova alla destra del Trono di Allah.
  • [2] ^ «la Scrittura»: la Torâh (il Pentateuco).
  • [3] ^ «discendente»: il riferimento è a Mosè.
  • [4] ^ Vedi sopra nota 1.
  • [5] ^ La fretta è una delle caratteristiche principali dell’uomo; Tabarî racconta di quando Adamo ricevette la vita: «Allah ordinò all’anima di entrare nel suo corpo. Dalla gola l’anima scese nel petto e nel ventre e man mano che pervadeva quella forma l’argilla il fango si trasformavano in ossa, nervi, vene, carne e pelle. Quando l’anima giunse alla testa Adamo starnutì e Allah gli ispirò le sue prime parole: “al-hamdu li-Llàh” (la lode appartiene ad Allah), Gabriele allora gli disse: “Che Allah abbia misericordia di te o Adamo!”. Adamo volse il capo e vide il Paradiso e le meraviglie che conteneva. Sentì la sensazione della fame e volle mangiare, cercò di alzarsi ma tutta la parte inferiore del suo corpo era ancora argilla e non poté farlo. Gabriele gli disse: “O Adamo, non avere fretta”».
  • [6] ^ «in essi cerchiate la grazia»: possiate lavorare per il soddisfacimento dei vostri biso­gni materiali.
  • [7] ^ «il suo destino»: il testo dice «il suo uccello». Il linguaggio ci tramanda tracce cultu­rali delle pratiche di ornitomanzia in uso nell’Arabia preislamica. Anche le parti del cor­po avevano significato simbolico e il «collo» rappresentava la responsabilità, la mano la forza o il misfatto, il cuore l’intelligenza, il fegato l’afflizione, la lingua l’indiscrezione ecc. (Tabarî XV, 51).
  • [8] ^ II registro che nel Giorno del Giudizio sarà consegnato ad ogni uomo e che conterrà la registrazione fedele di ogni sua azione.
  • [9] ^ È certo che la volontà divina è assolutamente libera e non può subire condiziona­menti di sorta, ma è altrettanto certo che Allah è il Bene e che Lui Stesso ce lo dice (vedi vers. 77), non cambia la Sua Sunna (il Suo modo di comportarsi); in base a queste due premesse cerchiamo di spiegare quel «Quando vogliamo distruggere una città». Forse che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) decide aprioristicamente la rovina di un popo­lo senza che esso abbia commesso gravi crimini e iniquità? Non è questa la Sunna di Allah. Ci pare illuminante a riguardo un discorso tra l’Altissimo e Iblîs che ci è stato trasmesso da un racconto tradizionale: «Disse Iblîs: “Perché se volevi che disobbedissi mi hai ordinato di prosternarmi davanti alla Tua creatura e mi hai indotto a sbagliare per poi maledirmi?”. Disse Allah: “Quando hai saputo che volevo che Mi disobbedissi, prima di farlo o dopo averlo fatto?”. “Dopo”, rispose Iblîs; concluse l’Altissimo: “Così ti ho colto in fallo”». L’insegnamento che possiamo trarre da questo discorso ci pare di poterlo applicare anche alla comprensione del versetto. Gli uomini sono liberi delle loro intenzioni e se queste intenzioni sono tese al male, all’ingiustizia, alla miscredenza, esse stesse determinano le condizioni in cui si realizza il castigo. Per quanto riguarda la re­sponsabilità delle classi agiate nella rovina di una città, basta leggere la storia e guardar­si attorno per rendersi conto che la ricchezza, conseguita e/o goduta in una società che ha ben poco di etico è foriera di grande ingiustizia e corruzione. Quando il denaro diven­ta strumento di potere e si avvolge atrocemente su se stesso utilizzando il meccani­smo della riba (usura, speculazione), la comunità si ammala, la tensione morale si ab­bassa sempre più, la circolazione del benessere ristagna in gruppi sempre esclusivi e mi­noritari, cessa la solidarietà e infine la società collassa afflitta dalla violenza e dalla dis­solutezza.
  • [10] ^ La trad. lett. suonerebbe: «Il tuo Signore basta a Se stesso come conoscitore ed os­servatore dei peccati dei Suoi servi».
  • [11] ^ Allah (gloria a Lui I’Altissimo), è Ar-Razzâq (Colui Che provvede), Egli dà all’uomo in base alla Sua Volontà, secondo le Sue intenzioni. Chi desidera i beni dell’effimero li potrebbe ottenere dal Suo Signore, ma essi saranno il viatico della dannazione. L’altra vita invece non dipende solo dal desiderio, ma è subordinata ad una fede e ad uno sforzo che promana da tale fede. In ogni caso Allah dispensa a tutti i Suoi doni.
  • [12] ^ Questo è il fondamento teologico, testuale, dell’importanza che l’Islàm attribuisce al rispetto nei confronti dei genitori. Il Sublime Corano arriva fino a prescrivere il massimo rispetto anche in caso di avanzato stato di senilità, e anche quando i genitori stessi siano miscredenti. Allah (gloria a Lui l’Altissimo) pone questo rispetto immediatamente dopo quello che si deve a Lui, riconoscendoGli l’Unicità assoluta. La società esistente nei pae­si islamici ci offre frequentissimi esempi di quanto sia viva e vissuta la considerazione nei confronti dell’anziano, di fronte alla quale la situazione del suo coetaneo in ambiente occidentale, cristiano o laico, è veramente triste.
  • [13] ^ Secondo gli esegeti la «parola di bontà» è la promessa di dare al momento propizio, confortando in tal modo il mendicante o il bisognoso. Inoltre, quando non può dare, il musulmano dimostra la sua solidarietà verso il disagiato rivolgendogli un’espressione come «Allah ti darà».
  • [14] ^ «Non portare la mano al collo»: in un gesto di giuramento tipico degli arabi che vuol significare: «sono strozzato, non ho nulla da dare».
  • [15] ^ In questo versetto (come sopra nei verss. 26-27) è contenuta anche una decisa condanna della prodigalità, considerata come il peccato diametralmente opposto all’a­varizia ma non meno grave. L’equilibrio di cui deve dar prova chi fa parte di una co­munità che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) definisce «wustâ» mal si concilia con ge­sti stravaganti che susciterebbero la riprovazione pubblica e potrebbero condurre alla ro­vina economica. Anche la condizione materiale dell’individuo, oltre quella spirituale e intellettuale, provengono dall’Altissimo e comportano precise responsabilità di giustizia nei propri confronti e in quelli della società in cui si vive.
  • [16] ^ Questo versetto conferma la pena del contrappasso, attribuendo agli eredi della vittima il diritto di ottenere la morte dell’uccisore senza efferatezze o torture e senza coinvolgere altri che il colpevole. Sarà bene precisare che la pena capitale si può appli­care solo in caso di omicidio intenzionale (di primo grado) in cui sia accertata la volontà di uccidere e che sia stato compiuto con mezzi o tecniche atte ad uccidere. La procedura penale islamica è molto attenta alla valutazione delle prove, all’escussione dei testi e alla valutazione delle circostanze. Inoltre, l’applicazione della pena avviene solo quando non sia possibile concedere nessuna attenuante. Fatto salvo il diritto del contrappasso, Allah (gloria a Lui l’Altissimo) raccomanda alla parte lesa l’accettazione del guidrigildo (il prezzo del sangue).
  • [17] ^ «sarà assistito»: dalla legge, che garantisce anche dagli eccessi dell’offeso.
  • [18] ^ Creatura tra le creature, l’uomo non ha nessuna ragione di alterigia nei confronti della natura. Solida è la terra sotto i suoi piedi che lo sostiene senza sforzo, alte le montagne che lo sovrastano e mai potrà eguagliarne l’altezza.
  • [19] ^ Vedi XVI, 57 e la nota.
  • [20] ^ [la dottrina] questo è il termine che secondo Tabarî è sottointeso (Tabarî XV, 91), cioè tutto quel complesso di Rivelazioni, promesse, minacce, precetti e parabole che costituiscono il contenuto del Corano.
  • [21] ^ La lettura del Corano suscita nel credente una grande emozione, c’è chi lo com­prende con l’intelletto e con il cuore, e chi lo «sente» solo con il cuore (ed è il caso di molte centinaia di milioni di musulmani non arabofoni), tuttavia ci risulta impossibile ritenere che si possa rimanere indifferenti ascoltandolo. Il fatto che molti, anche com­prendendone le parole, non si sentano profondamente toccati dipende appunto da que­sta «spessa cortina» che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ha posto tra la rivelazione e i miscredenti. Vedi anche il vers. 7 della Sura della Giovenca: «Allah ha sigillato i loro cuori e le loro orecchie e sui loro occhi c’è un velo: avranno un castigo tremendo».
  • [22] ^ II versetto sembra indicare una regola di «adab» (di buon comportamento) che, in caso di contrasto tra due o più persone, impedisce di trascendere verbalmente dando modo al Maligno di intromettersi e provocare violenza.
  • [23] ^ «Non ti inviammo»: come già in altri passi il Sublime Corano ribadisce l’assoluta autonomia della volontà divina e nel contempo rassicura il Profeta (pace e benedizioni su di lui) a proposito delle sue responsabilità, che riguardano solo l’esatta trasmissione del messaggio divino.
  • [24] ^ «Quelli stessi che…»: «che gli associatori invocano». Angeli, profeti o santi che gli uomini ritengono possano fungere da intermediari tra essi e la divina misericordia.
  • [25] ^ Tutte le comunità umane saranno provate dalla potenza di Allah: a causa dei loro peccati: saranno annientate o severamente provate per mezzo di carestie, guerre, pesti­lenze… (Tabarî XV, 107).
  • [26] ^ La domanda del miracolo come prova della veridicità della Rivelazione ricorre spes­so da parte dei politeisti contemporanei dell’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui). Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ricorda la cammella mandata ai Thamûd per raffor­zare la predicazione di Salîh (vedi VII, 73) e il trattamento che le fu riservato. Le ultime parole del versetto sembrano dire che dopo il Corano gli unici segni che Allah invierà sa­ranno cataclismi e sventure per incutere il timore nel cuore degli uomini.
  • [27] ^ «ti proteggerà dagli uomini»: lett. «circonderà gli uomini».
  • [28] ^ II racconto del viaggio notturno (vedi nota 1) suscitò grande ilarità nei meccani av­versari del Profeta (pace e benedizioni su di lui) e Allah (gloria a Lui l’Altissimo), avver­te il Suo Inviato che anche questa è una «fitna» (in questo caso un’occasione di ribellio­ne) come lo è l’albero «zaqqûm» di cui si parla spesso nel Corano (XXXVII, 62-68; XLIV, 43; LVI, 52). I disgustosi frutti di quest’albero saranno infatti cibo dei dannati e tormento dei loro visceri. I pagani schernivano la Parola di Allah affermando che in mezzo ad un fuoco che fonde pietre e metalli nessun albero potrebbe crescere. Grande è la presunzio­ne dei miscredenti ed essa stessa è fonte e ragione della loro rovina.
  • [29] ^ A proposito della ribellione di Iblîs vedi la nota a ii, 34.
  • [30] ^ Seduzione, violenza, benessere materiale e progenie illecitamente acquisita sono le armi della tentazione che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) concede a Satana.
  • [31] ^ Come già in altri passi l’andare per mare è associato ai commerci tendenti alla rea­lizzazione dei bisogni materiali dell’uomo.
  • [32] ^ Certamente il Corano non parla del viaggio aereo né di quello spaziale. Al tempo della sua rivelazione, tali imprese erano talmente estranee allo stato delle conoscenze umane che anche il solo accennarne, avrebbe dato vita a comprensioni equivoche e svianti della parola di Allah.
  • [33] ^ «alla loro guida»: in arabo «imam». L’imam, nell’Islàm, è colui che guida una comu­nità. In questo caso sono i profeti (Tabarî XV, 126) che chiameranno i popoli presso i quali esercitarono la loro missione e li condurranno al Giudizio.
  • [34] ^ Intorno al 619 d.C. i meccani proposero all’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) un compromesso che prevedeva il rispetto da parte sua di alcune divinità princi­pali dell’olimpo pagano in cambio della loro tolleranza per il Dio di cui egli parlava. Spinto dalla sua devozione, che soffriva nel sentire le bestemmie che i politeisti pronun­ciavano contro Allah, Muhammad (pace e benedizioni su di lui) considerò la proposta (vedi versetti successivi). Allah intervenne con una rivelazione e nel contempo gli diede segno dell’astuzia di Satana.
  • [35] ^ L’Egira del Profeta (pace e benedizioni su di lui) non fu certo provocata dalle minac­ce e dalle persecuzioni che gli idolatri misero in atto contro di lui, ma da un preciso ordine dell’Altissimo (gloria a Lui) che s’inseriva nel Suo disegno provvidenziale di for­mazione della comunità islamica di Medina. Il versetto dice inoltre che se invece fossero stati i miscredenti a cacciare l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui), sarebbe stato l’inizio della fine per la loro comunità. Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ricorda che questo fu il destino dei popoli che agirono in tal modo e che anch’essi avrebbero avuto uguale sorte.
  • [36] ^ Vedi Appendice 2.
  • [37] ^ «la Recitazione dell’alba è testimoniata»: all’alba gli angeli assistono alla lettura del Corano (Tabarî 134-141). La salât del fajr (dell’alba appunto) è quella in cui è racco­mandato di prolungare la recitazione del Corano. Per tale ragione questa orazione è nota anche con il nome di «Qur’ânu l-fajr» (Corano, o recitazione, dell’alba).
  • [38] ^ Si tratta della preghiera detta «tahajjud» che veniva assolta dall’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) dopo aver dormito una parte della notte. La tradizione ci riferisce che egli si svegliava, recitava alcuni versetti del Corano, si alzava, eseguiva l’a­bluzione e poi pregava. Prima di riaddormentarsi leggeva un’altra parte del Libro Santo, il più delle volte gli ultimi dieci versetti della sura della Famiglia di ‘Imran (III, 190-200). Grazie a questa particolare devozione Allah (gloria a Lui l’Altissimo) promette al Suo Inviato (pace e benedizioni su di lui) il più alto livello del Paradiso (il Wasîla) e la facoltà di intercedere per la sua comunità.
  • [39] ^ «una stazione lodata»; «maqâmu l-mahmud» è la dimora più elevata del Paradiso. Ad eccezione del Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui), nessuna creatura potrà mai accedervi.
  • [40] ^ Questa l’invocazione dell’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) quando la­sciò la sua città natale per emigrare verso quell’oasi di Yatrib che proprio a causa della sua presenza sarebbe poi diventata per tutti quanti la Medina (la città) del Profeta. L’invocazione ha comunque una portata generale tanto che il Profeta (pace e benedizio­ni su di lui) la recitava spesso quando usciva di casa.
  • [41] ^ Recitando questo versetto Muhammad (pace e benedizioni su di lui) rientrò trion­falmente alla Mecca e distrusse i 360 idoli che si trovavano nel recinto della Santa Mo­schea.
  • [42] ^ La parola di Allah è conforto e pace per coloro che la riconoscono come tale men­tre per gli empi che la negano è fonte di tormento in questa vita e di dannazione nell’al­tra.
  • [43] ^ «si sottrae e si allontana»: dai suoi obblighi di riconoscenza nei confronti del Crea­tore dei mondi.
  • [44] ^ «Anima»: «ar-rûhu», vedi nota a XVI, 2.
  • [45] ^ Vedi nota 1.
  • [46] ^ «nove segni evidenti»: a proposito di questi segni ci sono due interpretazioni classi­che entrambe accettabili. La prima afferma trattarsi dei comandamenti con l’esclusione del precetto sabbatico (vedi XVI, 124), l’altra ritiene che siano i prodigi che Allah diede a Mosè: la mano che divenne bianca (da bruna che era, vedi XX, 22), il bastone che si tra­sforma in serpe (XX, 17-21), il suo eloquio, che da stentato divenne fluente (XX, 27), il di­luvio, le cavallette, le pulci, le rane e l’acqua del fiume mutata in sangue (VII, 133) e infi­ne la traversata del mar Rosso (XX, 77-88 e XXVI, 63-66).
  • [47] ^ «lo facemmo scendere gradualmente»: il Corano fu rivelato (scese) durante un lungo periodo (ventitré anni) in base alle esigenze della costituenda comunità islamica.
  • [48] ^ A proposito dei nomi di Allah (gloria a Lui l’Altissimo) vedi Appendice 7.
  • [49] ^ «una via mediana»: recitando cioè «ad alta voce» le orazioni del tramonto, della not­te e del primo mattino, in sordina quelle del mezzogiorno e del pomeriggio.

Note di Mohyddin Yahia alla traduzione di Zilio Grandi

  • Nota alla Sura Secondo la tradizione, la sūra è meccana a eccezione di qualche versetto. Alcuni orientalisti sono più cauti, ma ammettono che alcune parti sono antiche.Il titolo è legato al primo versetto, che secondo il parere unanime dei commentatori allude al mi‘rāj, il celebre periplo celeste effettuato una notte da Muḥammad. Non tutti sono d’accordo sulle modalità di questo viaggio: il Profeta ebbe soltanto una visione o fu trasportato fisicamente sino in cielo? L’evento fu una realtà materiale o una sorta di sogno? Quanto al «tempio sacro», per i contemporanei sembra il santuario della Ka‘ba, o qualche altro luogo di culto nelle vicinanze di Mecca. Non vi è invece unanimità nell’individuare il «tempio più remoto». Per alcuni esegeti tale santuario si troverebbe in cielo, ma la tradizione maggioritaria lo situa a Gerusalemme, città che proprio per questo occupa nella coscienza musulmana il rango di terza città santa (dopo Mecca e Medina). La sūra non è più unitaria della precedente. Il primo versetto non ha alcun rapporto con il resto; i successivi (2-10) si riferiscono alla storia di Israele, mentre la parte restante sviluppa senza apparenti connessioni alcuni temi fondamentali: la generosità divina, le minacce contro i miscredenti, il rifiuto delle loro argomentazioni sull’apostolato, gli ordini indirizzati ai credenti, la riaffermazione dell’unità e dell’onnipotenza divine, le esortazioni rivolte in particolare a Muḥammad, l’inimitabilità della parola divina, il castigo dei popoli empi, in particolare quello di Faraone.
  • [1] ^ Il versetto, uno dei più celebri del Corano, ha alimentato una vasta letteratura, sia nell’esegesi sia nella tradizione; è divenuto inoltre uno dei soggetti preferiti dell’iconografia islamica. I particolari del miracoloso viaggio notturno al quale si accenna sono stati oggetto di numerosi sviluppi, che hanno integrato lo scarno testo. Per i dettagli sui dati forniti dalla tradizione, e per le ricerche recenti sull’argomento, cfr. Dc 90-94.
    Nel periodo iniziale dell’Islam si è a lungo discusso sulla natura di questa ascensione notturna, che per alcuni commentatori sarebbe stata effettuata in uno stato intermedio tra la veglia e il sonno. Secondo altri, Muḥammad sarebbe stato rapito in corpo e anima. La prima teoria ha dalla sua la testimonianza di Mu‘āwiya e di ‘A’isha, due personaggi odiati dalla tradizione sciita, che ha accreditato la tesi contraria, tanto più che rispondeva ai detrattori che rimproveravano a Muḥammad di essere un profeta senza miracoli. La credenza popolare aggiunge che l’inviato di Dio sarebbe stato in sella a una misteriosa cavalcatura chiamata al-Burāq, «Fulmine», chimera alata dal volto femminile con il corpo di cavallo e la coda di pavone. Nell’interpretazione mistica, questo viaggio sta a significare la rimozione degli ostacoli interiori che velano all’anima la percezione del divino. L’ascensione del Profeta è divenuta il prototipo con il quale si deve confrontare ogni esperienza spirituale simile.
  • [2] ^ Il «libro» portato a Mosè è il Pentateuco. Il Corano impiega anche il termine Tawrāt (forma arabizzata di Torah), sul quale cfr. il commento a 2:53.
  • [4] ^ «Abbiamo decretato»: abbiamo annunciato, predetto. «La corruzione» causata per «due volte» allude, secondo i commentatori musulmani, all’uccisione dei profeti (cfr. il commento a 2:61), che tuttavia qui non compaiono, ma sono menzionati espressamente, per esempio, in 3:181; 4:155; 5:70, ecc. I commentatori parlano prima dell’assassinio di Isaia e dell’imprigionamento di Geremia, poi dell’uccisione di Zaccaria (cfr. 2 Cr 24:21) e della congiura contro Gesù o Giovanni Battista. L’Antico Testamento menziona la prigionia di Geremia (Ger 37-39), ma non il martirio di Isaia, che compare solo nel Talmud di Babilonia e nel Targum sul Secondo Libro dei Re (21:16). Il martirio di Giovanni Battista è raccontato nel Nuovo Testamento. La fine del versetto sottintende un duplice castigo per i «figli di Israele»: il primo («la prima delle promesse») è spiegato nel v. 5, il secondo nel v. 7.
  • [5] ^ «Servi pieni di forza»: per i commentatori si tratta del filisteo Golia, dell’assiro Sennacherib o del babilonese Nabucodonosor, che distrusse una prima volta il tempio di Gerusalemme nel 587 a.C.
  • [7] ^ «L’altra promessa»: secondo i commentatori, riguarda la conquista di Gerusalemme da parte dei Romani nel 79-81 dell’era cristiana, con la distruzione del tempio compiuta da Tito. Non è da escludere neanche la politica precedente di Antioco IV Epifane (215-163 a.C.), che condusse al saccheggio di Gerusalemme e alla rivolta dei Maccabei e di Giuda. Il versetto però potrebbe anche riferirsi a qualche avvenimento atteso dai musulmani durante la vita di Muḥammad.
  • [11] ^ Il versetto significa che l’uomo nell’avversità grida alla disgrazia e invoca la divinità, alterna maledizioni e suppliche. Ciò rappresenta il contrario della virtù del ṣabr, l’abnegazione costante di chi sa che tutto viene da Dio (cfr. il commento a 70:19-20) e si abbandona senza protestare alla Sua volontà.
  • [12] ^ «Il favore che viene dal vostro Signore»: per i commentatori consiste nella possibilità di approfittare della luce del giorno per viaggiare e della notte per riposare: l’alternanza del giorno e della notte è uno dei «segni» ricorrenti del Corano (cfr. 3:190-191; 10:67; 36:37).
  • [13] ^ Il destino «attaccato al collo» dell’uomo significa che quest’ultimo non sarebbe in grado di sfuggire al destino che Dio gli riserva: la parola araba per «destino» è ṭā’ir, letteralmente «uccello»: il Corano riprende qui in maniera manifesta il fatalismo degli antichi Arabi che, come i Romani, ricavavano presagi dal volo degli uccelli. La predestinazione tuttavia è riferita solo a Dio. Il «libro» dell’uomo è quello in cui sono registrate le azioni, buone o malvagie, della sua esistenza (cfr. il commento a 18:49). Questa rappresentazione è frequente nelle sūre finali, di carattere prevalentemente escatologico.
  • [15] ^ Cfr. 34:50 e 45:15. Contrariamente al v. 13, si afferma che l’uomo è l’artefice della propria sfortuna: questi versetti gli attribuiscono il libero arbitrio senza ambiguità, proprio mentre il testo suggerisce anche che il bene e il male vengono da Dio (cfr. il commento a 4:79). Il v. 16 va nella stessa direzione, poiché afferma che Dio ordina agli uomini il contrario di ciò che essi fanno, «non ordina la turpidine» (7:28) e li lascia scegliere fra la strada del bene e quella del male (cfr. il commento a 90:10). «Non abbiamo mai castigato»: il Corano definisce la sua concezione della «storia della salvezza», che è diversa da quella giudaico-cristiana. Dio suscita un profeta in seno a ogni popolo, ma questo nella maggior parte dei casi rimane sordo agli avvertimenti rivelati e si vede infliggere un castigo divino.
  • [16] ^ Sulla spiegazione della scelta da parte di Dio dei «notabili», che sono anche dei benestanti (mutrafīn), cfr. v. 64.
  • [18] ^ I versetti, da collegare con il v. 16, riflettono la concezione coranica della vita: il mondo di quaggiù non è che un godimento temporaneo rispetto all’aldilà, «migliore e più durevole» (13:26; 87:16-17; cfr. Dc 925-928).
  • [23] ^ Neppure la differenza di religione autorizza a manifestare disprezzo verso i genitori, sebbene in questo caso un musulmano possa disubbidire loro. Nei paesi islamici gli anziani conservano un’autorità morale sul resto della famiglia e sono da sempre circondati di rispetto.
    Il titolo di shaykh, attribuito a ogni persona in possesso di un sapere religioso, significa propriamente «anziano». Sull’importanza della pietà filiale nell’Islam, cfr. il commento a 46:15. Il v. 24 contiene una delle invocazioni pronunciate dal fedele a favore dei genitori. Le raccolte di tradizioni contengono un capitolo sul dovere della pietà filiale.
  • [25] ^ Come nella Bibbia, il Signore è onnisciente. Questo attributo divino si traduce in numerosi appellativi (Dio è detto ‘alīm, ‘allām, khabīr, muḥīṭ, ecc.).
  • [26] ^ Questo «dovuto» (ḥaqq) comprende il dovere di solidarietà verso la famiglia e i bisognosi. Il versetto e il successivo sono citati dai filosofi di ispirazione ellenistica, che vi ritrovano la nozione aristotelica di virtù come «giusto mezzo», perché la vera generosità sta fra la prodigalità e l’avarizia.
  • [28] ^ «Mentre attendi una grazia»: poiché sei temporaneamente in ristrettezze, sperando di trovarti in seguito in condizione di assistere i «viaggiatori» e i «poveri» del v. 26.
  • [29] ^ Parafrasi dei vv. 26-27. «Serrerai la mano legandotela al collo»: espressione idiomatica che accompagna il giuramento solenne di non possedere nulla; «la aprirai completamente», al contrario, significa mostrarsi prodigo. Presso i semiti il collo simboleggia la responsabilità.
  • [31] ^ Gli esegeti vedono qui un’allusione all’infanticidio delle bambine alla loro nascita, anche se si potrebbe trattare di neonati di entrambi i sessi (cfr. il commento a 16:59).
  • [32] ^ «Fornicazione»: i commentatori la intendono in senso ampio e vi includono ogni forma di sessualità deviata (depravazione, sodomia, omosessualità, ecc.); per i contemporanei di Muḥammad, essa si riferiva alle sole relazioni carnali al di fuori del matrimonio. All’epoca del Profeta, la pena capitale prevista per l’adulterio riguardava solo i colpevoli sposati e di condizione libera, non i giovani non sposati o gli schiavi. Paradossalmente, è solo per quest’ultima categoria che il Corano specifica una pena (cfr. 4:25 e 24:2), e la sua severità è ben inferiore. Il peccato era considerato nelle sue implicazioni sociali e non solo per il suo significato religioso.
  • [33] ^ «Giusta causa»: per i commentatori non si riferisce alla «guerra santa», ma ai tre casi in cui la società autorizza la pena capitale: apostasia, adulterio e omicidio. Le opere di giurisprudenza studiano i casi in cui è autorizzata la pena capitale. Il «curatore» che esercita il diritto del taglione è uno dei più stretti parenti della vittima. Il Corano, senza interdire la vendetta, tende tuttavia a renderla proporzionata al crimine. La legge imporrà «pene stabilite» (ḥudūd) da non superare (cfr. Dc 640-647). Altri versetti raccomandano come preferibile il perdono (cfr. 16:126; 42:40). «Sarà soccorso»: allude probabilmente alla solidarietà della comunità in caso di omicidio; può significare anche, al contrario, che l’omicida sarebbe assistito e vendicato a sua volta dal proprio gruppo.
  • [34] ^ «Non vi accosterete»: si rivolge al tutore dell’orfano e gli proibisce di appropriarsi dei suoi beni.
  • [35] ^ Sulla giustizia in materia di commercio, cfr. il commento a 55:8-9.
  • [36] ^ «Non seguirai» è stato interpretato come: «non cercare di conoscere ciò che è vano o dubbio» o «non accusare nessuno se non ne hai la certezza»; la prima interpretazione sembra meglio accordarsi con il seguito del versetto.
  • [38] ^ «Tutto ciò»: i comportamenti trattati nei vv. 36 e 37.
  • [39] ^ La fine del v. 39 riproduce il v. 22, come se si trattasse di una stessa conclusione, riguardante da un lato uno sviluppo sulla sollecitudine divina (vv. 11-22), e dall’altro un insieme di prescrizioni etiche (vv. 23-39).
  • [40] ^ Cfr. il commento a 53:21. È un «discorso mostruoso» perché, se fosse vero, «i cieli quasi si squarciano e la terra quasi si spacca» (19:90).
    Cfr. anche il commento al v. 42.
  • [41] ^ «Uomini»: per i commentatori si tratta degli idolatri meccani.
  • [42] ^ Gli esegeti intendono che queste divinità cercherebbero di contendere a Dio il suo trono. Ma in 21:22 si dichiara che, se esistessero, «il cielo e la terra andrebbero in rovina», e in 23:91 il senso è analogo.
    Questo è il punto di partenza di una famosa argomentazione dei teologi scolastici contro la possibilità di una pluralità di dèi. Il versetto può anche significare che tali divinità, se pure esistessero, non potrebbero che essere riassorbite in Dio, che è la loro origine. In altri termini, l’uomo che invoca degli idoli è un adoratore di Dio, sebbene lo ignori. La «via diritta» da cui l’idolatra si è allontanato deve essere un culto cosciente reso al Dio unico.
  • [44] ^ Sul tema dell’intera creazione che loda Dio, cfr. il commento a 51:56.
  • [45] ^ «Un velo disteso» è interpretato sia come una barriera invisibile posta da Dio fra il Profeta e gli idolatri, sia come un velo messo sul cuore di questi ultimi. Secondo alcuni commentatori, Dio prende in parola, qui e nel v. 46, l’insolente dichiarazione dei politeisti e accresce la loro incredulità. D’altro canto, questo velo simboleggia il rifiuto di accogliere la parola divina e lasciarsi guidare da essa; così si spiega il «peso nelle loro orecchie», che significa l’incapacità di comprendere questa parola, in quanto non vogliono ascoltarla.
  • [47] ^ I meccani increduli accusano in diversi versetti il Profeta di essere un indovino, un posseduto o un poeta (21:5; 25:8; 37:36, ecc.); a questo allude il v. 48. Secondo le concezioni dell’epoca, ciò significa che imputavano l’ispirazione del Profeta non a un angelo, ma a un jinn, un demone, un essere malefico che, per di più, mentiva riguardo alle loro divinità. Il Corano si erge categoricamente contro questo sospetto, che demolisce l’origine divina della rivelazione. La stessa accusa fu mossa contro Noè, Mosè e i profeti in generale (cfr. 51:52). Su questo aspetto specifico della poesia preislamica, cfr. Dc 653-655.
  • [51] ^ «O un’altra cosa creata che possiate concepire»: la maggioranza dei commentatori suggerisce di aggiungere a questo spezzone di frase «voi sarete resuscitati». La risposta del Profeta alla domanda sull’ora della fine del mondo si spiega con il fatto che egli la ignora (cfr. v. 99 e 7:187; 33:63; 20:15; 79:42-44) e teme per i suoi interlocutori che arrivi in un momento molto prossimo e all’improvviso (7:187).
  • [52] ^ L’inizio del versetto si riferisce secondo i commentatori alla resurrezione. «Crederete di essere rimasti»: nelle vostre tombe, fino a quel giorno.
  • [53] ^ Satana aizza i credenti gli uni contro gli altri, quindi è lui l’artefice della fitna, della sedizione, il peggior nemico della comunità (cfr. il commento a 8:39).
  • [54] ^ «Noi non ti abbiamo inviato»: il discorso coranico, dopo i credenti, si rivolge ora al Profeta.
  • [55] ^ Il Corano dice altrove (2:285; 3:84) che i credenti non devono fare «alcuna differenza» tra i profeti, perché l’apostolato ha una sola e identica funzione: i profeti formano una comunità, la umma (cfr. 23:52-54). Ciononostante, esiste una gerarchia tra di loro, come è detto in 2:253; i favori loro accordati sono diversi e alcuni sono guidati e prescelti (cfr. 19:58).
    Così, a Mosè fu dato di ascoltare la voce di Dio e fu preferito a tutti gli altri uomini (7:144); Abramo beneficiò dell’amicizia divina; Muḥammad poté elevarsi fino al trono divino; Idris (Enoch) fu collocato in un «luogo alto» (19:57), ecc. In 4:163, i profeti biblici sono classificati in tre gruppi (come in 2:136 e 3:84). Alcuni commentatori classificano i profeti in ordine di eccellenza nel seguente modo: Muḥammad, poi Abramo, Mosè e Gesù (in virtù di 33:7, nel quale si parla di impegni presi nei confronti di Dio da parte dei profeti citati).
  • [58] ^ «Libro»: quello in cui il destino di ogni cosa è scritto per l’eternità.
  • [59] ^ «Mandare dei segni»: produrre miracoli. Il senso dell’argomentazione è che Muḥammad non è stato inviato con il potere di operarli, poiché i popoli antichi non vi avevano creduto. Ciò corrisponde ancora una volta ad assimilare i meccani ai popoli puniti per la loro incredulità. La fine del versetto si collega alla storia di Mosè e Faraone.
  • [60] ^ «Gli uomini»: di nuovo i meccani increduli. L’inizio del versetto può alludere a 85:20. «La visione» sarebbe quella mostrata al Profeta in occasione del suo viaggio celeste, ma può essere anche quella di 81:23.
    «L’albero maledetto»: l’albero chiamato Zaqqūm, di cui si parla in particolare in 56:52 (cfr. il commento).
  • [64] ^ Questa «voce» del diavolo è un bisbiglio nell’orecchio dell’uomo, quando Satana sussurra tentazioni alla sua anima (cfr. 7:20; 20:120; 114:5).
    Il verbo utilizzato (waswasa) è riferito esclusivamente al diavolo e all’anima tentatrice (cfr. 50:16). L’azione è così caratteristica del Maligno che gli ha valso l’epiteto di «sussurratore» (waswās, 114:4). Ai suoi «cavalieri» e «fanti» corrispondono le armate angeliche che assistono i credenti alle prese con i nemici (cfr. 8:9, 12). Spesso si intende con questa allegoria che Satana è un nemico temibile dell’uomo, ma di fronte alle armate degli angeli volta le spalle con le sue legioni (8:48). Contrariamente a 15:39, l’iniziativa del diavolo risponde a un ordine divino: sottomesso a Dio, Iblīs è quindi un credente. Il caso paradossale di Satana è stato ampiamente commentato negli scritti mistici. Questo mito originario può alimentare una riflessione filosofica sul male: esso viene dall’uomo, ma anche, in ultima analisi, da Dio stesso. «Associati a loro nelle ricchezze»: i beni dell’uomo e della sua progenie sono per lui un’occasione di caduta. Per quanto riguarda la progenie, cfr. il commento a 64:14. Satana tenta l’uomo nelle sue ricchezze, non solo perché sono motivo di orgoglio e disprezzo per gli altri, ma anche perché il lusso è nemico dell’ascesi (zuhd, cfr. il commento a 21:11). D’altra parte, le ricchezze portano l’uomo a ritenersi autosufficiente, a disprezzare il legame di dipendenza che lo unisce al suo divino Benefattore: attribuendo questo favore a se stesso e alle proprie doti, egli dimentica che dipende in tutto da Dio e si allontana da Lui (cfr. 70:19-21). Ora, Dio solo è realmente ricco e autosufficiente (cfr. 96:6-8).
  • [66] ^ Il testo evoca un «segno» della bontà divina (cfr. 31:31); sul «Suo favore», cfr. il commento a 16:14. Il v. 67 illustra l’ingratitudine dell’uomo nei confronti di Dio: i mortali Lo dimenticano quando sono salvi dalle calamità marine. Il passo si conclude con un richiamo alla posizione dell’uomo all’interno della creazione (v. 70).
  • [71] ^ Cfr. 69:19-20; 84:7-10 e il commento a 56:8. «Insieme ai loro capi»: il giorno del giudizio finale, ogni comunità si presenterà dinnanzi a Dio con alla testa il proprio profeta, ma «capi» può anche riferirsi a tutti coloro che hanno guidato o smarrito la loro comunità. Il v. 72 mostra che il Corano si serve dell’immagine della cecità per tradurre lo smarrimento, il fatto di allontanarsi dalla via di Dio.
  • [73] ^ Secondo i commentatori, il versetto si applicherebbe a due «tentazioni» storiche, alle quali il Profeta avrebbe potuto soccombere senza l’assistenza divina del v. 74: a Mecca i politeisti gli proposero di riconoscerlo come profeta a condizione che stringesse alleanza con le loro divinità o cacciasse i convertiti provenienti dai clan inferiori; a Ṭā’if la tribù dei Banū Thaqīf pretese, per convertirsi, che il Profeta riconoscesse il carattere sacro della loro regione e concedesse loro il diritto di prestare il culto ad al-Lāt. Si può anche legittimamente pensare alla questione dei cosiddetti «versetti satanici» (cfr. 22:52 e l’introduzione alla sūra 53).
  • [75] ^ «Il doppio della vita e il doppio della morte»: Dio avrebbe raddoppiato le disgrazie in questa vita e dopo la morte. In 7:38, si tratta di «un doppio castigo di fuoco». Se Muḥammad è doppiamente punito e, ciononostante, la «bilancia» di Dio sarà infallibilmente giusta, è perché la sua condizione in questa vita non è quella di un comune mortale. Tale distinzione si evidenzia in altre sue particolarità, elencate in dettaglio nelle opere dei «privilegi profetici» (khaṣā’iṣ al-rasūl): poligamia oltre il numero di quattro mogli, mancanza di eredi maschi, infallibilità, assistenza divina per quanto riguarda la trasmissione della legge, costante stato di purità rituale, ecc.
  • [76] ^ Il versetto riguarderebbe alcuni ebrei di Medina, che cercarono di convincere Muḥammad a predicare con maggior successo la sua religione in Palestina, terra di profeti, allo scopo di allontanarlo dalla città.
    La spiegazione non è accettata da tutti i commentatori e non ha riscontri storici a suo favore. La fine del versetto allude alla sorte dei popoli che misero al bando i loro profeti (Noè, Lot, Ṣāliḥ).
  • [77] ^ Per «abitudine» (sunna) dei profeti di Dio bisogna intendere i disegni divini rivelati nella storia di Abramo, Mosè, ecc. La sunna è qui un ordine che dipende dalla saggezza divina, in quanto è detta immutabile (cfr. 35:43 e 48:23). Ora, le leggi divine impartite agli uomini sono soggette ad abrogazione (cfr. il commento a 16:101); i passi in cui figura questa sunna dimostrano chiaramente che è l’espressione di un giudizio di Dio conforme al senso di giustizia umano (35:43; 48:23). Ricordiamo che sunna significa letteralmente «via tracciata» (dai predecessori).
  • [78] ^ «Quando il sole declina»: si può trattare del sole che tramonta o dell’inizio del pomeriggio, dopo l’ora dello zenith. «Testimoni»: gli angeli, e questo perché l’ufficio del mattino acquista un merito particolare per i devoti e i mistici.
  • [79] ^ Questa «orazione» è considerata come facoltativa, al contrario della «preghiera» del v. 78. I musulmani pii cercano attraverso di essa di imitare il Profeta, che si dice interrompesse regolarmente il sonno notturno per pregare. «Un luogo pieno di gloria» (maqām maḥmūd): per i commentatori, riferito a Muḥammad è il suo privilegio di intercessione. Per i sufi, questo «luogo» designa un grado di avvicinamento a Dio.
  • [80] ^ «Fa’ che io entri … fa’ che … io esca»: sono state proposte diverse ipotesi interpretative di questa preghiera profetica. Si tratterebbe dell’entrata a Medina e dell’uscita da Mecca al momento dell’egira, o dell’entrata e dell’uscita da Mecca (quando Muḥammad vi fece il suo ingresso vittorioso nel gennaio del 630), o della morte e della resurrezione.
    Vi è anche un’interpretazione mistica: l’entrata sarebbe quella della via spirituale, e l’uscita il suo termine.
  • [82] ^ Il v. 82 è simile ai vv. 9-10, così come il v. 83 riprende l’argomento dei vv. 11 e 67-69.
  • [85] ^ Potrebbe trattarsi dello spirito in generale, e la domanda sarebbe stata posta a Muḥammad dagli ebrei di Medina. In tal caso il versetto sarebbe da mettere in relazione con il famoso detto: «Dio ha creato Adamo secondo la Propria forma», dato che questa forma è in rapporto con lo spirito divino insufflato in lui (cfr. 15:29). Ma «spirito» può designare semplicemente la rivelazione, come appare in 40:15-16, ovvero gli angeli incaricati di comunicare i messaggi divini, e in primo luogo Gabriele (cfr. Dc 46-48 e 828-831). L’«ordine» divino accompagna lo «spirito», nel senso di rivelazione, anche in 16:1 e 42:52.
  • [87] ^ Questo «favore» fa del Profeta un «eletto» (muṣṭafā), e il Corano insiste sull’aiuto costante che Dio gli ha prodigato (33:47-48; 68:1-3; 9:40; 48:1-3).
  • [88] ^ Questo è uno dei classici versetti con i quali il Corano sfida i suoi contraddittori a produrre un discorso che possa eguagliarlo.
  • [90] ^ Il versetto e i tre successivi sono interessanti in quanto costituiscono una sorta di documento storico che riporta una parte delle obiezioni poste dai politeisti a Muḥammad. Per il v. 92, cfr. 52:44; 26:4-5, nonché il tema di 15:13-15.
  • [95] ^ I meccani, per credere nella rivelazione, pretendevano che il Profeta fosse un angelo o che fosse accompagnato dagli angeli (cfr. v. 92 e 25:7-9; 11:12). Il Corano risponde che la loro incredulità sarebbe la stessa se Muḥammad producesse dei miracoli (cfr. 6:25; 46:7-8), esattamente come avvenne per Faraone (cfr. v. 104). Qui bisogna intendere che Dio avrebbe inviato un angelo invece del Profeta soltanto se la terra fosse stata popolata di angeli e non di esseri umani (cfr. il commento a 18:109; il tema si ripete in 6:8-9). L’idea è utile nel quadro del dialogo islamo-cristiano, perché qui si afferma la mediazione indispensabile di un uomo affinché l’umanità possa essere guidata verso Dio.
  • [97] ^ «Il volto a terra»: segno di umiliazione che si ritrova in particolare nelle sūre escatologiche (cfr., per esempio, 25:34; 88:2-5, ecc.).
  • [101] ^ «Segni chiari»: secondo i commentatori, i prodigi compiuti da Mosè sotto gli occhi di Faraone (7:106-122).
  • [103] ^ «Quella terra»: l’Egitto.
  • [104] ^ «Questa terra»: la Palestina o l’Egitto, secondo i commentatori. «L’altra promessa» per i commentatori è quella della comparizione davanti a Dio dopo la resurrezione.
  • [105] ^ «Lo abbiamo rivelato»: si tratta della parola divina, il Corano.
  • [106] ^ Qui c’è la risposta a coloro che pretendono la produzione miracolosa, in un’unica volta, di una scrittura celeste che abbia la forma del canone delle altre religioni (domanda rivolta nel v. 93). Il versetto risponde al contrario che la rivelazione si dispiega nel tempo e non è un libro rivelato in blocco (cfr. il commento a 97:1).
  • [107] ^ «Quelli cui fu data la scienza»: i seguaci delle religioni monoteiste, l’Ebraismo e il Cristianesimo. Secondo i commentatori, però, si tratta dei «veri credenti» fra loro, perché solo questi riconoscono nel Corano la parola divina.
  • [110] ^ Sull’adorazione del «Clemente» (al-Raḥmān) in alcuni luoghi dell’Arabia prima dell’Islam, cfr. il commento a 55:1. I «nomi più belli» di Dio sono già stati evocati in 7:180.
  • [111] ^ Il versetto significa che l’unico Dio, essendo al di sopra di tutto ciò che esiste, non ha alcun bisogno d’aiuto contro l’«umiliazione», la quale, precisano i teologi, non può toccarLo. Qui il discorso coranico parla il linguaggio dei politeisti, per i quali le divinità avevano bisogno del culto degli uomini. Non a caso, la parola tradotta qui con «amico» è, come nei vv. 2 e 54, wakīl, che letteralmente significa «colui al quale ci si appoggia» ed è uno dei «più bei nomi di Dio». Per i teologi, al-Wakīl è nello stesso tempo Colui al quale i credenti rimettono in totale fiducia i loro destini, Colui che è garante di loro, Colui che è per loro sufficiente per gli affari e i mezzi di sussistenza.

Note di Abdur Rahman Pasquini alla Sura

  • [1] ^ Al-màsgid al-ḥarām. È il vasto cortile, al centro (circa) del quale si erge la Nobile Ka’bah e ha un perimetro quadrango­lare costituito da portici. In esso si trovano, oltre alla Nobile Ka’bah, il “muretto di lsmaele”, “la stazione di Abramo” e “la fonte di zàmzam”.
  • [2] ^ Il santuario di al-Quds “il remoto”. Edificato 40 anni dopo l’edificazione della Nobile Ka’bah dal profeta Isḥāq, su lui la pace. In essa il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, eseguì da Imām di tutti i Profeti, su tutti loro la pace, il rito di adorazione nella notte di al-isrā‹ wa l-mi’āǧ, prima dell’ascensione.
  • [3] ^ Quando il testo coranico contiene una voce verbale del verbo SaGiaDa (prosternarsi in adorazione di Allàh), il fedele che recita il Corano [tilāwah] deve sospendere la recitazione ed eseguire una prosternazione [sàǧdatu-t-tilāwah].
  • [4] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [5] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [6] ^ Plurale di Shayṭān (la sua prole).
  • [7] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [8] ^ Davide Inviato-Profeta di Allàh ai Figli d’Israele e loro Re, su lui la pace. Succedette a Ṭālūt Saul sul trono d’Israele, dopo la vittoria su Giālūt Golia e il suo esercito. Ricevette da Allàh la Rivelazione del libro “Al-Zabūr”, il libro dei Salmi.
  • [9] ^ Nome del popolo che aveva affermato la sua potenza sulla Terra dopo la distruzione degli ‘Ād. Discendevano da Thamūd, figlio di ‘Abir, figlio di Sem, figlio di Noè. Divenuti senza dio e arroganti, Allàh inviò loro il Profeta Ṣāliḥ con un segno, la cammella miracolosa, con cui essi avrebbero dovuto dividere l’acqua e che avrebbero dovuto lasciar pascolare liberamente nel loro territorio in un periodo di siccità e carestia. La sgarrettarono e Allàh li distrusse per la loro miscredenza.
  • [10] ^ (Con l’accento sulla seconda “i”) È un altro nome di Satana (in arabo Shàyṭān, leggi Sciaitàn).
  • [11] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [12] ^ Lunga devozione notturna.
  • [13] ^ Devozione super-erogatoria.
  • [14] ^ Con il nome di gìnn anche al-ginnah il Sublime Corano indica una specie di creature, diverse dagli Angeli, in comune ai quali hanno l’invisibilità, e diverse dagli uomini, in comune ai quali hanno la re­sponsabilità delle loro azioni. In relazione a questa loro responsabilità ci sono dei ginn “Musulmani” e dei ginn “non Musulmani”. Allàh ci ha informato, nella Sura del Misericordioso, che essi sono stati creati da “fuoco senza fumo”.
  • [15] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [16] ^ È il nome di un fuoco infernale.
  • [17] ^ Magnificazione di Allàh. [Allàhu àkbar].