Il Sacro Corano
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بسم الله الرحمن الرحيم

Sura XLVIII

Al-Fath [1]

La Vittoria

Post-Eg. n. 111. Di 29 versetti. Il nome della sura deriva dal vers. 1.

La traduzione Bausani non ha testi importati per la sura 48 (controllare l'import: al momento sono disponibili principalmente le sure 100–114).

 1.
 إِنّا فَتَحنا لَكَ فَتحًا مُبينًا
 In verità ti abbiamo concesso una vittoria evidente [2] ,
- Hamza P.
 Ti abbiamo concesso una chiara vittoria [1]
- Zilio Grandi
 In verità, Noi ti abbiamo concesso una vittoria evidente,
- Pasquini
 2.
 لِيَغفِرَ لَكَ اللَّهُ ما تَقَدَّمَ مِن ذَنبِكَ وَما تَأَخَّرَ وَيُتِمَّ نِعمَتَهُ عَلَيكَ وَيَهدِيَكَ صِرٰطًا مُستَقيمًا
 affinché Allah perdoni le tue colpe passate e future [3] , perfezioni su di te il Suo favore e ti guidi sulla retta via;
- Hamza P.
 affinché Dio ti perdoni i tuoi peccati di prima e di poi e completi la Sua grazia su di te e ti guidi lungo un cammino diritto, [2]
- Zilio Grandi
 affinché Allàh ti perdoni ciò che precede del tuo peccato e ciò che segue, perfezioni la sua grazia su te, ti guidi al sentiero diritto
- Pasquini
 3.
 وَيَنصُرَكَ اللَّهُ نَصرًا عَزيزًا
 e affinché Allah ti presti ausilio possente.
- Hamza P.
 e grandemente ti soccorra
- Zilio Grandi
 e ti sostenga Allàh con un sostegno possente.
- Pasquini
 4.
 هُوَ الَّذى أَنزَلَ السَّكينَةَ فى قُلوبِ المُؤمِنينَ لِيَزدادوا إيمٰنًا مَعَ إيمٰنِهِم وَلِلَّهِ جُنودُ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ وَكانَ اللَّهُ عَليمًا حَكيمًا
 Egli è Colui che ha fatto scendere la Pace [4] nel cuore dei credenti, affinché possano accrescere la loro fede: [appartengono] ad Allah le armate dei cieli e della terra, Allah è sapiente, saggio.
- Hamza P.
 – Egli è Colui che ha fatto discendere la Sua presenza acquietante nel cuore dei credenti per aggiungere fede alla loro fede. Dio possiede gli eserciti dei cieli e della terra, Egli è saggio e sapiente – [4]
- Zilio Grandi
 È Lui che ha fatto scendere la calma (Sakīnah [1]) nei cuori dei credenti, per far aumentare una fede con la loro fede - ad Allàh appartengono gli eserciti dei cieli e della Terra e Allàh è Sciente e Sapiente -
- Pasquini
 5.
 لِيُدخِلَ المُؤمِنينَ وَالمُؤمِنٰتِ جَنّٰتٍ تَجرى مِن تَحتِهَا الأَنهٰرُ خٰلِدينَ فيها وَيُكَفِّرَ عَنهُم سَيِّـٔاتِهِم وَكانَ ذٰلِكَ عِندَ اللَّهِ فَوزًا عَظيمًا
 [Lo ha fatto] per far entrare i credenti e le credenti nei Giardini in cui scorrono i ruscelli, dove rimarranno in perpetuo, per mondarli dei loro peccati – questo è successo enorme presso Allah –
- Hamza P.
 e affinché Egli accolga i credenti e le credenti nei giardini alla cui ombra scorrono i fiumi dove essi rimarranno in eterno, e cancelli le loro colpe – questo, presso Dio, è il trionfo sublime –
- Zilio Grandi
 per far entrare i credenti e le credenti in giardini, sotto i quali scorrono i fiumi, (Giardini) in cui dimoreranno in eterno, per cancellare le loro cattive azioni - è questo, presso Allàh, un grandioso trionfo -
- Pasquini
 6.
 وَيُعَذِّبَ المُنٰفِقينَ وَالمُنٰفِقٰتِ وَالمُشرِكينَ وَالمُشرِكٰتِ الظّانّينَ بِاللَّهِ ظَنَّ السَّوءِ عَلَيهِم دائِرَةُ السَّوءِ وَغَضِبَ اللَّهُ عَلَيهِم وَلَعَنَهُم وَأَعَدَّ لَهُم جَهَنَّمَ وَساءَت مَصيرًا
 e per castigare gli ipocriti e le ipocrite, gli associatori e le associatrici che hanno cattiva opinione di Allah. Che la sventura si abbatta su di loro! Allah è adirato contro di loro, li ha maledetti e ha preparato per loro l’Inferno: qual triste avvenire!
- Hamza P.
 e affinché Egli punisca gli ipocriti e le ipocrite e gli idolatri e le idolatre, i quali pensano malignità su Dio. Maligno è quel che li avvolgerà: Dio Si è adirato contro di loro e li ha maledetti, e ha preparato per loro la Geenna, che sorte orrenda.
- Zilio Grandi
 e castigare gli ipocriti e le ipocrite, gli associatori e le associatrici, che pensano riguardo ad Allàh un pensiero maligno. Su essi è la ricaduta della loro malignità, poiché Allàh si è adirato contro di loro, li ha maledetti, ha preparato per loro giahànnam [2] ed essi sono in una condizione tragica, per quanto attiene all’esito finale della loro esistenza.
- Pasquini
 7.
 وَلِلَّهِ جُنودُ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ وَكانَ اللَّهُ عَزيزًا حَكيمًا
 [Appartengono] ad Allah le armate dei cieli e della terra, Allah è eccelso, saggio.
- Hamza P.
 A Dio appartengono gli eserciti dei cieli e della terra, Dio è potente e saggio. [7]
- Zilio Grandi
 Ad Allàh appartengono gli eserciti dei cieli e della Terra e Allàh è Possente e Sapiente.
- Pasquini
 8.
 إِنّا أَرسَلنٰكَ شٰهِدًا وَمُبَشِّرًا وَنَذيرًا
 In verità ti abbiamo mandato come testimone, nunzio e ammonitore,
- Hamza P.
 Noi ti abbiamo inviato come testimone e annunciatore e ammonitore [8]
- Zilio Grandi
 In verità, Noi ti abbiamo inviato come testimone, annunciatore della buona novella e ammonitore,
- Pasquini
 9.
 لِتُؤمِنوا بِاللَّهِ وَرَسولِهِ وَتُعَزِّروهُ وَتُوَقِّروهُ وَتُسَبِّحوهُ بُكرَةً وَأَصيلًا
 affinché crediate in Allah e nel Suo Messaggero e affinché Lo assistiate, Lo onoriate e Gli rendiate gloria al mattino e alla sera.
- Hamza P.
 affinché voi crediate in Dio e nel Suo messaggero e lo assistiate e lo onoriate e glorifichiate Dio all’alba e al crepuscolo.
- Zilio Grandi
 affinché crediate in Allàh e nel Suo Apostolo, lo sosteniate, lo riveriate e proclamiate, alla mattina e alla sera, l’incondivisa divinità (del vostro Signore)!
- Pasquini
 10.
 إِنَّ الَّذينَ يُبايِعونَكَ إِنَّما يُبايِعونَ اللَّهَ يَدُ اللَّهِ فَوقَ أَيديهِم فَمَن نَكَثَ فَإِنَّما يَنكُثُ عَلىٰ نَفسِهِ وَمَن أَوفىٰ بِما عٰهَدَ عَلَيهُ اللَّهَ فَسَيُؤتيهِ أَجرًا عَظيمًا
 In verità coloro che prestano giuramento [di fedeltà], è ad Allah che lo prestano: la mano di Allah è sopra le loro mani. [5]
Chi mancherà al giuramento lo farà solo a suo danno; a chi invece si atterrà al patto con Allah, Egli concederà una ricompensa immensa.
- Hamza P.
 Quelli che ti giurano fedeltà giurano fedeltà a Dio, e la mano di Dio sta sopra le loro mani. Chi viola il patto lo viola a proprio danno, e quanto a chi presta fede al patto che ha stretto con Dio, costui avrà un premio immenso. [10]
- Zilio Grandi
 Coloro i quali ti hanno giurato fedeltà, hanno giurato fedeltà ad Allàh. La mano di Allàh è sopra le loro mani. Chiunque infranga il giuramento, lo infrange contro se medesimo, mentre a chi manterrà fede al patto stipulato con Allàh, Egli darà una ricompensa grandiosa!
- Pasquini
 11.
 سَيَقولُ لَكَ المُخَلَّفونَ مِنَ الأَعرابِ شَغَلَتنا أَموٰلُنا وَأَهلونا فَاستَغفِر لَنا يَقولونَ بِأَلسِنَتِهِم ما لَيسَ فى قُلوبِهِم قُل فَمَن يَملِكُ لَكُم مِنَ اللَّهِ شَيـًٔا إِن أَرادَ بِكُم ضَرًّا أَو أَرادَ بِكُم نَفعًا بَل كانَ اللَّهُ بِما تَعمَلونَ خَبيرًا
 Quei beduini che sono rimasti indietro [6] ti diranno: «Ci hanno trattenuto i nostri beni e le nostre famiglie: chiedi perdono per noi». Con le loro lingue pronunciano cose che non sono nei loro cuori.
Di’: «Chi mai potrà [intervenire] in vostro favore di fronte ad Allah, che Egli voglia per voi un male o un bene? Sì, Allah è ben informato di quello che fate».
- Hamza P.
 I beduini rimasti indietro ti diranno: «Eravamo impegnati con i nostri beni e le nostre famiglie, chiedi perdono a Dio per noi», e diranno con la lingua quel che non hanno nel cuore. Rispondi: «Chi >può fare qualcosa per voi presso Dio se Egli vuole nuocervi oppure beneficarvi? Dio sa bene quel che fate. [11]
- Zilio Grandi
 Coloro i quali sono rimasti indietro, di fra i beduini, ti dicono: “I nostri beni ci hanno tenuto occupati e [ci hanno tenuto occupati] le nostre famiglie, perciò chiedi perdono per noi!”. Essi dicono con le loro lingue ciò che non è nei loro cuori. Di’: “Chi può presso Allàh qualcosa in vostro favore, se Egli vuole per voi un danno oppure vuole per voi un vantaggio?”. No! Allàh di ciò che voi fate è Informatissimo!
- Pasquini
 12.
 بَل ظَنَنتُم أَن لَن يَنقَلِبَ الرَّسولُ وَالمُؤمِنونَ إِلىٰ أَهليهِم أَبَدًا وَزُيِّنَ ذٰلِكَ فى قُلوبِكُم وَظَنَنتُم ظَنَّ السَّوءِ وَكُنتُم قَومًا بورًا
 Pensavate anzi che il Messaggero e i credenti non sarebbero mai più tornati alle loro famiglie. Questa convinzione è parsa bella ai vostri cuori e avete concepito un cattivo pensiero: foste gente perduta.
- Hamza P.
 Piuttosto, voi pensavate che il messaggero di Dio e i credenti non sarebbero mai più tornati alle loro famiglie. E questo pensiero vi è stato abbellito nel cuore, un pensiero malvagio, e voi siete gente spregevole».
- Zilio Grandi
 No! Voi avete pensato, che l’Apostolo e i credenti non avrebbero mai più fatto ritorno alle loro famiglie, vi è stato fatto apparire bello questo (pensiero), nei vostri cuori avete pensato il pensiero maligno e siete diventati gente che va alla malora!
- Pasquini
 13.
 وَمَن لَم يُؤمِن بِاللَّهِ وَرَسولِهِ فَإِنّا أَعتَدنا لِلكٰفِرينَ سَعيرًا
 Abbiamo preparato la Fiamma per i miscredenti, per coloro che non credono in Allah e nel Suo Inviato.
- Hamza P.
 Chi non crede in Dio e nel Suo messaggero sappia che ai miscredenti abbiamo preparato una vampa. [13]
- Zilio Grandi
 Per chi non crede in Allàh e nel Suo Apostolo, per coloro che rifiutano di credere, certamente, Noi abbiamo preparato sa’īr.
- Pasquini
 14.
 وَلِلَّهِ مُلكُ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ يَغفِرُ لِمَن يَشاءُ وَيُعَذِّبُ مَن يَشاءُ وَكانَ اللَّهُ غَفورًا رَحيمًا
 [Appartiene] ad Allah la sovranità sui cieli e sulla terra. Egli perdona chi vuole e castiga chi vuole. Allah è perdonatore, misericordioso.
- Hamza P.
 Dio possiede il regno dei cieli e della terra, Egli perdona chi vuole e punisce chi vuole, Dio è indulgente e compassionevole.
- Zilio Grandi
 Ad Allàh appartiene il regno dei cieli e della Terra; Egli perdona a chi vuole e chi vuole Egli castiga; Allàh è, comunque, Perdonatore e Clementissimo.
- Pasquini
 15.
 سَيَقولُ المُخَلَّفونَ إِذَا انطَلَقتُم إِلىٰ مَغانِمَ لِتَأخُذوها ذَرونا نَتَّبِعكُم يُريدونَ أَن يُبَدِّلوا كَلٰمَ اللَّهِ قُل لَن تَتَّبِعونا كَذٰلِكُم قالَ اللَّهُ مِن قَبلُ فَسَيَقولونَ بَل تَحسُدونَنا بَل كانوا لا يَفقَهونَ إِلّا قَليلًا
 Coloro che, quando vi metteste in marcia erano rimasti indietro, per impadronirvi di un bottino diranno: «Lasciate che vi seguiamo».
Vorrebbero cambiare la Parola di Allah. Di’: «Giammai ci seguirete: Allah ha detto così in precedenza». Diranno: «Siete gelosi di noi». Sono loro invece a capire ben poco [7] .
- Hamza P.
 Quando andrete a prendere il bottino, quelli rimasti indietro vi diranno: «Lasciate che vi seguiamo» e vorranno cambiare le parole di Dio. Di’: «Non ci seguirete, lo ha detto Dio». Replicheranno: «Siete gelosi di noi». È gente che capisce poco. [15]
- Zilio Grandi
 Quelli che sono rimasti indietro, quando partirete verso il bottino, per prenderlo, diranno: “Permetteteci che noi vi si segua!”. Essi vogliono modificare il discorso di Allàh. Di’: “Non ci seguirete!”. Così ha detto Allàh, in precedenza. Essi diranno: “No! Ci invidiate!”. No! Non comprendevano se non poco.
- Pasquini
 16.
 قُل لِلمُخَلَّفينَ مِنَ الأَعرابِ سَتُدعَونَ إِلىٰ قَومٍ أُولى بَأسٍ شَديدٍ تُقٰتِلونَهُم أَو يُسلِمونَ فَإِن تُطيعوا يُؤتِكُمُ اللَّهُ أَجرًا حَسَنًا وَإِن تَتَوَلَّوا كَما تَوَلَّيتُم مِن قَبلُ يُعَذِّبكُم عَذابًا أَليمًا
 Di’ a quei beduini che sono rimasti indietro: «Presto sarete chiamati [a combattere] contro gente di grande valore [8] : dovrete combatterli finché non si sottomettono. Se obbedirete, Allah vi darà una bella ricompensa; se invece volgerete le spalle come già le avete voltate, vi punirà con un doloroso castigo».
- Hamza P.
 Dunque, di’ ai beduini rimasti indietro: «Presto sarete chiamati contro un popolo assai valoroso che voi dovrete combattere a meno che tutti abbraccino l’Islam. Se ubbidirete, Dio vi darà una buona ricompensa, ma se ve ne andrete come avete fatto poco fa. Egli vi punirà con un castigo doloroso; [16]
- Zilio Grandi
 Di’ a quelli di tra i beduini che sono rimasti indietro: “Sarete chiamati (ad affrontare) un popolo dotato di grande potenza: combatterete contro di loro, oppure faranno Islam. Perciò se voi obbedirete, Allàh vi darà una buona ricompensa, ma se volterete le spalle, come le avete voltate in precedenza, Egli vi infliggerà un castigo doloroso.
- Pasquini
 17.
 لَيسَ عَلَى الأَعمىٰ حَرَجٌ وَلا عَلَى الأَعرَجِ حَرَجٌ وَلا عَلَى المَريضِ حَرَجٌ وَمَن يُطِعِ اللَّهَ وَرَسولَهُ يُدخِلهُ جَنّٰتٍ تَجرى مِن تَحتِهَا الأَنهٰرُ وَمَن يَتَوَلَّ يُعَذِّبهُ عَذابًا أَليمًا
 Non ci sarà colpa per il cieco, né per lo storpio, né per il malato [9] . Quanto a chi obbedisce ad Allah e al Suo Messaggero, Allah lo introdurrà nei Giardini in cui scorrono i ruscelli. Quanto invece a chi volgerà le spalle, Egli lo punirà con un doloroso castigo.
- Hamza P.
 però nessuna colpa sarà imputata al cieco, nessuna colpa allo zoppo, nessuna colpa all’infermo. Chi ubbidisce a Dio e al Suo messaggero, Dio lo accoglierà nei giardini alla cui ombra scorrono i fiumi; quanto a chi si allontana, lo punirà con un castigo doloroso». [17]
- Zilio Grandi
 Tuttavia, non ci sarà riprovazione per il cieco, né per lo sciancato, né riprovazione per il malato. In ogni caso, chi obbedisce ad Allàh e al Suo Apostolo, Egli lo introdurrà in Giardini sotto cui scorrono i fiumi, mentre, chi volta le spalle, Egli lo punirà con un castigo doloroso.
- Pasquini
 18.
 لَقَد رَضِىَ اللَّهُ عَنِ المُؤمِنينَ إِذ يُبايِعونَكَ تَحتَ الشَّجَرَةِ فَعَلِمَ ما فى قُلوبِهِم فَأَنزَلَ السَّكينَةَ عَلَيهِم وَأَثٰبَهُم فَتحًا قَريبًا
 Già Allah si è compiaciuto dei credenti quando ti giurarono [fedeltà] sotto l’albero [10] . Sapeva quello che c’era nei loro cuori e fece scendere su di loro la Pace [11] : li ha ricompensati con un’imminente vittoria
- Hamza P.
 Dio Si è compiaciuto dei credenti quando ti hanno giurato fedeltà sotto l’albero, sapeva quel che avevano nel cuore e così ha fatto discendere su di loro la Sua presenza acquietante e li ricompenserà con una vittoria a breve tempo [18]
- Zilio Grandi
 Allàh si è compiaciuto con i credenti, quando ti hanno giurato fedeltà sotto l’albero! Egli ha conosciuto ciò che vi era nei loro cuori, perciò ha fatto scendere su loro la calma e li ricompenserà con una vittoria vicina
- Pasquini
 19.
 وَمَغانِمَ كَثيرَةً يَأخُذونَها وَكانَ اللَّهُ عَزيزًا حَكيمًا
 e con l’abbondante bottino che raccoglieranno. Allah è eccelso, saggio.
- Hamza P.
 e molto bottino che si prenderanno. Dio è potente e saggio.
- Zilio Grandi
 e un bottino ingente, di cui si impossesseranno. Allàh è Possente e Sapiente.
- Pasquini
 20.
 وَعَدَكُمُ اللَّهُ مَغانِمَ كَثيرَةً تَأخُذونَها فَعَجَّلَ لَكُم هٰذِهِ وَكَفَّ أَيدِىَ النّاسِ عَنكُم وَلِتَكونَ ءايَةً لِلمُؤمِنينَ وَيَهدِيَكُم صِرٰطًا مُستَقيمًا
 Allah vi promette l’abbondante bottino che raccoglierete, ha propiziato questa [tregua] [12] e ha trattenuto le mani di [quegli] uomini, affinché questo sia un segno per i credenti e per guidarvi sulla Retta via.
- Hamza P.
 Dio vi ha promesso molto bottino che vi prenderete; è cosa che Egli ha affrettato per voi allontanando da voi le mani della gente come segno per i credenti e per guidarvi su un retto cammino. [20]
- Zilio Grandi
 Allàh vi ha promesso un ingente bottino, di cui vi impossesserete, e vi ha dato come anticipo questo, tenendo lontane da voi le mani della gente, perché ciò fosse come un Segno per i credenti, per guidarvi a un retto sentiero
- Pasquini
 21.
 وَأُخرىٰ لَم تَقدِروا عَلَيها قَد أَحاطَ اللَّهُ بِها وَكانَ اللَّهُ عَلىٰ كُلِّ شَيءٍ قَديرًا
 [Vi ha promesso] altre [vittorie] che allora non erano alla vostra portata, ma Allah li ha soverchiati [13] . Allah è onnipotente.
- Hamza P.
 E vi ha promesso dell’altro bottino che non vi prenderete, ma Dio lo ha già afferrato, Dio è potente su ogni cosa. [21]
- Zilio Grandi
 e un altro - su cui ora non avete potere - Allàh ve lo tiene in serbo! Allàh ha potere su tutte le cose.
- Pasquini
 22.
 وَلَو قٰتَلَكُمُ الَّذينَ كَفَروا لَوَلَّوُا الأَدبٰرَ ثُمَّ لا يَجِدونَ وَلِيًّا وَلا نَصيرًا
 Se coloro che non credono vi combattono, certo volgeranno le spalle e non troveranno nessun alleato, nessun soccorritore.
- Hamza P.
 E se i miscredenti combatteranno contro di voi, finiranno per darsi alla fuga e poi non troveranno alleato, non troveranno chi li soccorrerà.
- Zilio Grandi
 Se vi avessero dato battaglia, coloro che rifiutano di credere avrebbero voltato le spalle e dopo non avrebbero trovato né protettore né sostenitore.
- Pasquini
 23.
 سُنَّةَ اللَّهِ الَّتى قَد خَلَت مِن قَبلُ وَلَن تَجِدَ لِسُنَّةِ اللَّهِ تَبديلًا
 Già questa fu la consuetudine di Allah [14] , e non troverai mai cambiamento nella consuetudine di Allah.
- Hamza P.
 Questa è l’abitudine di Dio, già da prima, e nell’abitudine di Dio non troverai mutamento. [23]
- Zilio Grandi
 E ciò per la linea di condotta costante di Allàh, che Egli già attuò in precedenza; non troverai mutamento nella linea di condotta di Allàh.
- Pasquini
 24.
 وَهُوَ الَّذى كَفَّ أَيدِيَهُم عَنكُم وَأَيدِيَكُم عَنهُم بِبَطنِ مَكَّةَ مِن بَعدِ أَن أَظفَرَكُم عَلَيهِم وَكانَ اللَّهُ بِما تَعمَلونَ بَصيرًا
 Egli è Colui Che nella valle della Mecca ha trattenuto da voi le loro mani e da loro le vostre, dopo avervi concesso la supremazia. Allah osserva quel che fate.
- Hamza P.
 È Lui che ha trattenuto le loro mani da voi e le vostre mani da loro nella valle di Mecca dopo avervi dato il sopravvento su di loro; quel che fate Dio lo osserva. [24]
- Zilio Grandi
 È Lui che ha tenuto lontane le loro mani da voi e le vostre mani da loro nella vallata della Mecca, dopo avervi concesso la superiorità su di loro. Allàh è attento Osservatore di ciò che voi fate.
- Pasquini
 25.
 هُمُ الَّذينَ كَفَروا وَصَدّوكُم عَنِ المَسجِدِ الحَرامِ وَالهَدىَ مَعكوفًا أَن يَبلُغَ مَحِلَّهُ وَلَولا رِجالٌ مُؤمِنونَ وَنِساءٌ مُؤمِنٰتٌ لَم تَعلَموهُم أَن تَطَـٔوهُم فَتُصيبَكُم مِنهُم مَعَرَّةٌ بِغَيرِ عِلمٍ لِيُدخِلَ اللَّهُ فى رَحمَتِهِ مَن يَشاءُ لَو تَزَيَّلوا لَعَذَّبنَا الَّذينَ كَفَروا مِنهُم عَذابًا أَليمًا
 Sono i miscredenti che hanno ostruito la via [per raggiungere] la Sacra Moschea e hanno impedito che le vittime sacrificali giungessero al luogo del sacrificio. Se non ci fossero stati uomini credenti e donne credenti che voi non conoscevate e che avreste potuto calpestar inconsapevolmente, rendendovi così colpevoli di una guerra contro di loro [15]
Così Allah farà entrare chi vuole nella Sua misericordia.
Se [i credenti] si fossero fatti riconoscere, certamente avremmo colpito con doloroso castigo coloro che non credevano.
- Hamza P.
 Quelli sono i miscredenti che vi hanno tenuti lontani dalla sacra moschea e hanno impedito alle vittime da immolare di raggiungere il luogo del sacrificio. Non fosse stato per alcuni credenti e alcune credenti – che voi non conoscevate e avreste potuto calpestare nella mischia, così che un delitto peserebbe su di voi a vostra insaputa –, avreste assalito i nemici. Dio ha fatto questo per accogliere alla Sua misericordia chi vuole. Se fossero stati divisi gli uni dagli altri, Noi avremmo punito i miscredenti con un castigo doloroso. [25]
- Zilio Grandi
 Essi sono coloro che rifiutano di credere e creano ostacoli sia all’accesso alla Sacra Moschea [3] sia all’arrivo al luogo del sacrificio delle vittime sacrificali. Se non fosse stato per uomini credenti e donne credenti, che voi non conoscete e che avreste potuto calpestare, per cui vi avrebbe colpito, senza saperlo, per il fatto loro, una infamia - affinché Allàh faccia entrare nella Sua Misericordia chi vuole! Se essi (gli uomini e le donne credenti) fossero stati distinguibili, avremmo castigato quelli di loro che rifiutano di credere con un castigo doloroso.
- Pasquini
 26.
 إِذ جَعَلَ الَّذينَ كَفَروا فى قُلوبِهِمُ الحَمِيَّةَ حَمِيَّةَ الجٰهِلِيَّةِ فَأَنزَلَ اللَّهُ سَكينَتَهُ عَلىٰ رَسولِهِ وَعَلَى المُؤمِنينَ وَأَلزَمَهُم كَلِمَةَ التَّقوىٰ وَكانوا أَحَقَّ بِها وَأَهلَها وَكانَ اللَّهُ بِكُلِّ شَيءٍ عَليمًا
 E quando i miscredenti riempirono di furore i loro cuori, il furore dell’ignoranza [16] , Allah fece scendere la Sua Pace sul Suo Messaggero e sui credenti e li volse all’espressione del timore [di Allah] [17] , di cui erano più degni e più vicini. Allah conosce tutte le cose.
- Hamza P.
 Quando i miscredenti hanno avuto in cuore la collera, la collera dell’epoca ignorante, Dio ha fatto discendere la Sua presenza acquietante sul Suo messaggero e sui credenti, e ha imposto loro la parola di pietà; ne erano i più degni, erano i più adatti a riceverla. Dio conosce ogni cosa. [26]
- Zilio Grandi
 Quando coloro che rifiutano di credere posero nei loro cuori la collera dell’ignoranza, Allàh fece scendere sul Suo Apostolo e sui credenti la calma, legandoli fermamente con le parole del Timore di Allàh, sicché essi furono meritevoli e degni di essa. Allàh d’ogni cosa è Sciente.
- Pasquini
 27.
 لَقَد صَدَقَ اللَّهُ رَسولَهُ الرُّءيا بِالحَقِّ لَتَدخُلُنَّ المَسجِدَ الحَرامَ إِن شاءَ اللَّهُ ءامِنينَ مُحَلِّقينَ رُءوسَكُم وَمُقَصِّرينَ لا تَخافونَ فَعَلِمَ ما لَم تَعلَموا فَجَعَلَ مِن دونِ ذٰلِكَ فَتحًا قَريبًا
 Allah mostrerà la veridicità della visione [concessa] al Suo Messaggero [18] : se Allah vuole, entrerete in sicurezza nella Santa Moschea, le teste rasate [o] i capelli accorciati [19] , senza più avere timore alcuno. Egli conosce quello che voi non conoscete e già ha decretato oltre a ciò una prossima vittoria [20] .
- Hamza P.
 Dio ha confermato al Suo messaggero la visione, in tutta verità: «Voi entrerete nella sacra moschea, se Dio vuole, sicuri, alcuni con le teste rasate e altri con i capelli accorciati, e non avrete timore alcuno, Dio sa quel che non sapete. E oltre a questo ha decretato per voi una vittoria a breve tempo. [27]
- Zilio Grandi
 Certamente, Allàh confermerà al suo Apostolo la visione! Certamente, entrerete nella Sacra Moschea [4] - se Allàh vuole - sicuri, con le vostre teste rasate e con i capelli accorciati, senza paura. Egli sa ciò che voi non sapete e, oltre a questo, vi concederà una conquista prossima.
- Pasquini
 28.
 هُوَ الَّذى أَرسَلَ رَسولَهُ بِالهُدىٰ وَدينِ الحَقِّ لِيُظهِرَهُ عَلَى الدّينِ كُلِّهِ وَكَفىٰ بِاللَّهِ شَهيدًا
 Egli è Colui Che ha inviato il Suo Messaggero con la guida e la religione della verità, per farla prevalere su ogni altra religione.
Allah è testimone sufficiente.
- Hamza P.
 È Lui che ha inviato il Suo messaggero con la retta guida e la religione di verità perché trionfi su ogni altra religione, e Dio è testimone sufficiente.
- Zilio Grandi
 Egli è Colui che ha inviato il Suo Apostolo con la Guida e la Religione della Verità per farla trionfare su ogni altra religione. E basta Allàh come Testimone!
- Pasquini
 29.
 مُحَمَّدٌ رَسولُ اللَّهِ وَالَّذينَ مَعَهُ أَشِدّاءُ عَلَى الكُفّارِ رُحَماءُ بَينَهُم تَرىٰهُم رُكَّعًا سُجَّدًا يَبتَغونَ فَضلًا مِنَ اللَّهِ وَرِضوٰنًا سيماهُم فى وُجوهِهِم مِن أَثَرِ السُّجودِ ذٰلِكَ مَثَلُهُم فِى التَّورىٰةِ وَمَثَلُهُم فِى الإِنجيلِ كَزَرعٍ أَخرَجَ شَطـَٔهُ فَـٔازَرَهُ فَاستَغلَظَ فَاستَوىٰ عَلىٰ سوقِهِ يُعجِبُ الزُّرّاعَ لِيَغيظَ بِهِمُ الكُفّارَ وَعَدَ اللَّهُ الَّذينَ ءامَنوا وَعَمِلُوا الصّٰلِحٰتِ مِنهُم مَغفِرَةً وَأَجرًا عَظيمًا
 Muhammad è il Messaggero di Allah e quanti sono con lui sono duri con i miscredenti e compassionevoli fra loro. Li vedrai inchinarsi e prosternarsi, bramando la grazia di Allah e il Suo compiacimento. Il loro segno è, sui loro volti, la traccia della prosternazione: ecco l’immagine che ne dà di loro la Torâh. L’immagine che invece ne dà il Vangelo è quella di un seme che fa uscire il suo germoglio, poi lo rafforza e lo ingrossa, ed esso si erge sul suo stelo nell’ammirazione dei seminatori. Tramite loro Allah fa corrucciare i miscredenti. Allah promette perdono e immensa ricompensa a coloro che credono e compiono il bene.
- Hamza P.
 Muḥammad è il messaggero di Dio, e quelli che lo accompagnano sono duri con i miscredenti ma tra di loro pieni di pietà; li vedi inchinarsi e prosternarsi per desiderio della grazia del Signore e del Suo compiacimento, il volto segnato dalle molte prosternazioni. Ecco il loro esempio nella Torah, il loro esempio nel Vangelo: sono come un seme che produce un germoglio che poi si rafforza, si irrobustisce e si alza saldo sul gambo, per la gioia dei seminatori e il corruccio dei miscredenti. A quelli di loro che credono e fanno il bene Dio ha promesso perdono e immenso premio. [29]
- Zilio Grandi
 Muhammad è l’Apostolo di Allàh e i suoi compagni sono duri con coloro i quali rifiutano di credere, ma misericordiosi tra loro. Tu li vedi inchinarsi e prosternarsi alla ricerca di favore e di compiacimento da parte di Allàh. Il loro distintivo è sui loro volti, in forma di traccia della Prosternazione [5]: questo è il loro paragone nella Torāh [6]! Mentre, invece, nell’Inǧīl, il loro paragone è quello di un campo che fa uscire le sue spighe, che si appesantiscono e diventano sempre più grosse, innalzandosi solidamente sui loro gambi - una meraviglia per gli agricoltori! - affinché coloro i quali rifiutano di credere muoiano di rabbia a causa loro. Allàh ha promesso a quelli di loro che credono e operano il bene perdono e grande ricompensa.
- Pasquini

Note di Hamza Piccardo alla Sura

  • [1] ^ II termine «fath» che traduciamo con «vittoria», significa fondamentalmente «apertura di qualcosa che era chiuso».
  • [2] ^ Nel primo versetto di questa sura Allah (gloria a Lui l’Altissimo) si rivolge al Suo Inviato (pace e benedizioni su di lui) annunciandogli una grande vittoria: secondo la maggior parte degli esegeti si tratta di un riferimento esplicito al patto di Hudaybiya stipulato con i Quraysh nel VI anno dall’Egira (628 d.C.). L’accordo aveva suscitato reazioni di sconcerto e delusione tra i musulmani che videro svanire la possibilità di recarsi in quell’anno alla Mecca per assolvere ai riti dell’Umra (il piccolo pellegrinaggio). Le condizioni della tregua e le modalità in cui era stato steso il documento erano inoltre sembrate una resa alle pretese dei politeisti (vedi in calce alla nota il testo dell’accordo). In quell’occasione l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) ricevette una rivelazione in base alla quale chiamò i suoi compagni a rinnovargli il patto di obbedienza (vedi vers. 18 della sura). In tal modo riuscì a rinsaldare la comunità e corroborarne la fede nel disegno divino di cui era strumento.
  • [3] ^ L’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) è lo strumento precipuo della volontà di Allah (gloria a Lui l’Altissimo): i suoi «errori» sono occasioni di rivelazione o di riflessione critica da parte dei credenti sui loro stessi comportamenti. La personalità di Muhammad che già era cristallina negli anni precedenti la sua missione, venne illuminata dalla rivelazione al punto che, come disse sua moglie ‘Aisha (che Allah sia soddisfatto di lei) «egli era un Corano vivente». Commentando questo versetto egli soleva dire: «Mi è stato rivelato un versetto che mi è più caro di tutto questo mondo e quel che contiene». Ma anche questo dono non lo rese incurante o peggio ingrato, anzi! La stessa ‘Aisha ci ha tramandato che una volta, presa dalla pena nel vedere i piedi di Muhammad, gonfi e tumefatti per il lungo stare ritto nelle sue orazioni notturne, gli disse: «Perché ti dai tanta pena visto che Allah ti ha perdonato tutti i tuoi peccati?». Il Messaggero di Allah rispose: «Non dovrei essere un servo riconoscente al mio Signore?».
  • [4] ^ La pace interiore («Sakina»): che proviene direttamente da Allah.
  • [5] ^ Allusione al giuramento di Hudaybiya. Vedi nota 2.
  • [6] ^ «Quei beduini»: il versetto si riferisce ai beduini delle tribù Juhayna, Muzayna, Aslam e Ghifâr, che avevano stipulato un accordo con l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui). Quando Muhammad decise di assolvere al pellegrinaggio (vedi nota 2) si defilarono temendo uno scontro con i Quraysh, accampando miseri pretesti (Tabarî XXVI, 77).
  • [7] ^ I beduini di cui al vers. 11 (vedi anche la nota precedente) pretendono di seguire i credenti in una campagna che promette un ricco bottino (la presa di Khaybar secondo Tabarî) ma Allah (gloria a Lui l’Altissimo) lo aveva promesso ai credenti che avevano seguito il Suo Inviato (pace e benedizioni su di lui) a Hudaybiya e gli avevano prestato giuramento di fedeltà.
  • [8] ^ «gente di grande valore»: le tribù arabe ribelli, i Persiani e i Romani; il versetto annuncia le molte guerre che i musulmani avrebbero combattuto negli anni a venire e che ancora combattono.
  • [9] ^ «Non ci sarà colpa per il cieco…»: se non combatteranno.
  • [10] ^ Allusione all’albero sotto il quale i musulmani rinnovarono la loro fedeltà all’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) vedi nota 2.
  • [11] ^ Vedi vers. 4 e la nota.
  • [12] ^ «ha propiziato questa [tregua]»: lett.: «ha affrettato questa», in base al testo successivo propendiamo per questa traduzione. Un’altra versione possibile: «ha propiziato il bottino» riferendosi a quello che i musulmani avrebbero preso a Khaybar. (Vedi nota 2.)
  • [13] ^ La presa della Mecca, in primo luogo, e in generale la sfolgorante serie di vittorie militari che condussero i musulmani a conquistare tutto il Nord Africa e la Persia.
  • [14] ^ «consuetudine di Allah»: la maniera di comportarsi dell’Altissimo, che è immutabilmente conforme alla Sua divina logica.
  • [15] ^ «Se non ci fossero stati uomini credenti…» [vi sarebbe stato permesso di attaccare La Mecca],
  • [16] ^ «il furore dell’ignoranza»: «jâhilya», l’ignoranza preislamica. Il versetto allude all’insolenza con la quale i rappresentanti dei Quraysh trattarono l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) neîla fase conclusiva del trattato di Hudaybiya. Non accettarono che il documento iniziasse con la basmala (In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso) e neppure che Muhammad si qualificasse come Inviato di Allah. Vedi nota al vers. 2.
  • [17] ^ «all’espressione del timore [di Allah]»: l’attestazione di fede «Non c’è dio all’infuori di Allah, Muhammad è l’Inviato di Allah».
  • [18] ^ «la veridicità della visione»: l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) aveva avuto in sogno la visione dell’entrata alla Mecca e si decise a tentare il viaggio per l’Umra che si concluse a Hudaybiya. Delusi e amareggiati molti musulmani gliela rinfacciarono. Quando nell’anno successivo portarono a termine la ‘Umra Muhammad (pace e benedizioni su di lui) li rimproverò per la loro impazienza e la loro poca fede.
  • [19] ^ La rasatura del capo o il taglio di (almeno) una ciocca di capelli fanno parte dei riti conclusivi del pellegrinaggio e sono il segno del ritorno allo stato profano. (Vedi Appendice 5.)
  • [20] ^ La conquista dell’oasi di Khaybar.

Note di Mohammad Ali Amir-Moezzi alla traduzione di Zilio Grandi

  • Nota alla Sura La sūra fu rivelata quando il Profeta ritornò a Medina dopo aver stipulato con i politeisti meccani, nell’anno 6 dell’egira (più precisamente il 6 di dhū l-qa‘da: 6 febbraio 628 d.C.), la tregua detta di Ḥudaybiyya, che risulterà d’importanza decisiva per l’avvenire della nuova religione. Il testo non si comprende se non in relazione a questo avvenimento, di cui è necessario ricordare in breve le circostanze. Gli Arabi erano soliti fissare un pellegrinaggio minore (‘umra, una sorta di ḥajj alleggerito) alla Ka‘ba nel mese sacro di dhū l-qa‘da di ogni anno. Durante questi trenta giorni, la sicurezza di ciascun pellegrino era assicurata (cfr. l’introduzione alla sūra 9) in virtù di una consuetudine unanimemente rispettata dalle tribù. Sei anni dopo l’egira, il Profeta decise di effettuare il rito in quel mese, in seguito a una visione avuta in sogno (cfr. v. 27). L’impresa però era molto rischiosa: i Qurayshiti, decimati da diverse battaglie, si trovavano in una condizione di debolezza, ma erano decisi a lottare fino in fondo. Partito disarmato, Muḥammad fu raggiunto da una piccola armata dei suoi. Si fermò a Ḥudaybiyya, spianata situata a un giorno di marcia a nord di Mecca, perché il suo cammello si era rifiutato, si dice, di proseguire oltre. Le intenzioni del Profeta non sono del tutto chiare, ma è quasi certo che egli avesse a cuore di evitare un conflitto aperto con la sua città natale. ‘Uthmān fu inviato a Mecca per convincere l’aristocrazia qurayshita delle intenzioni pacifiche dell’inviato di Dio. Ma i meccani, estremamente sospettosi, trattennero l’ambasciatore improvvisato, e tra le file musulmane si sparse la notizia che i Qurayshiti l’avessero ucciso. Tutto il campo musulmano giurò allora fedeltà al Profeta, impegnandosi a sostenerlo qualunque cosa dovesse accadere. A questo solenne omaggio allude il v. 10. L’aristocrazia meccana era preoccupata di dover aprire le porte della città al proprio nemico giurato e minacciò Muḥammad di dar battaglia se avesse persistito nel voler compiere il pellegrinaggio. Il fatto era carico di conseguenze politiche: se fosse stato autorizzato, l’Islam sarebbe stato riconosciuto come religione, finendo così per escludere il culto ancestrale di cui i meccani erano i guardiani minacciosi. D’altra parte, era importante per l’aristocrazia meccana salvaguardare la pace, essenziale per il commercio dal quale traeva le proprie ricchezze. Essa propose dunque condizioni di tregua che le permettessero di salvare la faccia, e il Profeta diede il proprio consenso. Le due parti si impegnavano a non impugnare le armi per due anni. Le altre clausole dell’accordo erano sfavorevoli e umilianti agli occhi dei musulmani, ma il Profeta, a dispetto dei suoi stessi seguaci, le accettò: raggiunse i suoi obiettivi senza violenza, perché l’accordo lo autorizzava, sia pure per l’anno successivo, a entrare a Mecca per svolgere il rito. Sul posto Muḥammad e i suoi compagni si rasarono la testa e ciascuno sacrificò un cammello in segno della volontà di compiere il pellegrinaggio annunciato. Ma la cerimonia fu puramente simbolica, in quanto si svolse al di fuori del luogo consacrato (cfr. v. 25).Il patto di Ḥudaybiyya è d’importanza strategica capitale: sfociò in un armistizio duraturo con i meccani, anche se costoro due anni dopo lo avrebbero rotto unilateralmente. L’accordo rivela da parte del Profeta un’abilità da politico consumato: mettendo fine allo stato di guerra con i nemici, Muḥammad favoriva la propria strategia a lungo termine. Avendo ormai le mani libere per consolidare l’organizzazione religiosa e politica della sua comunità, poteva consacrare le proprie aspirazioni a guadagnare o a costringere alla propria causa le tribù nomadi arabe, rafforzando in tal modo la propria autorità politica. A poco a poco si stringeva la morsa attorno a Mecca e, all’interno della città, l’incolumità assicurata favoriva le conversioni individuali e proteggeva coloro che segretamente si collocavano al fianco del Profeta (cfr. la seconda metà del v. 25).Questa pace onorevole, ottenuta senza spargimento di sangue, è presentata dal Corano come un grande successo (la «chiara vittoria» del v. 1). Tuttavia, secondo alcuni esegeti, il successo fu tale in quanto preludeva a una serie di vittorie militari, che un’interpretazione pia e apologetica dei vv. 20-21 vorrebbe qui preannunciate. Secondo l’interpretazione degli orientalisti, questi versetti sono semplicemente successivi agli avvenimenti ai quali fanno riferimento, e dunque non c’è alcun motivo di leggerli come profezie. Per gli spiriti più indipendenti, meno asserviti ai canoni dell’esegesi tradizionale, come Ibn Khaldūn e Fakhr al-dīn al-Rāzī, la parentesi pacifica nei rapporti conflittuali tra Muḥammad e i suoi compatrioti avrebbe permesso numerose conversioni: «vittoria» sarebbe quindi una vittoria pacifica, il trionfo senza colpo ferire della vera fede sul paganesimo. Il senso del titolo sarebbe quindi metaforico.La sūra contiene anche allusioni ad altri fatti d’arme, che non sono oggetto di narrazione ma hanno piuttosto finalità edificanti. Come nella sūra precedente, si esalta il coraggio dei credenti pronti a combattere sotto gli ordini divinamente ispirati del Profeta, e lo si confronta con il tradimento degli ipocriti disertori o con il disfattismo degli alleati infedeli. Imperniata sul tema della guerra, la sūra rivela la sua reale intenzione: sottolineare l’abisso insormontabile che separa la fede dalla miscredenza. L’evocazione del patto di Ḥudaybiyya ha la funzione di ricordare ai credenti che Dio si pone al fianco di coloro la cui fede e la cui determinazione nell’ubbidienza al Profeta sono irremovibili. La fiducia in Dio è essenziale: il credente non si prefigge vantaggi immediati, ma solo il trionfo definitivo, secondo le strade conosciute dall’Altissimo, della «religione di verità» (v. 28). Le altre allusioni fattuali qui contenute ne sono illustrazioni supplementari. La sūra si conclude con una celebre parabola evangelica, usata qui per descrivere i compagni più leali (v. 29).
  • [1] ^ «Ti abbiamo concesso»: letteralmente «ti abbiamo aperto». Dio, che qui parla al plurale, si rivolge al Profeta per ricordargli che Egli ha «aperto» davanti a lui una vittoria evidente. Questa apertura, per i commentatori, è quella del cielo, che permette ai favori divini di diffondersi sulla terra.
  • [2] ^ Anche qui ci si rivolge al Profeta, menzionando chiaramente i suoi peccati passati e futuri (cfr. 40:55), a conferma del fatto che il Profeta è da ritenersi, come tutti gli esseri umani, fallibile e soggetto a tentazioni. I commentatori, imbarazzati dalla testimonianza, ritengono che questi peccati sarebbero da collocare nel periodo precedente alla sua vocazione. I teologi osservano di solito che l’infallibilità dei profeti riguarda soltanto la trasmissione della legge e che nessuno di loro può scientemente infrangerla, essendo i loro peccati dovuti a distrazione (cfr. Dc 396-397).
    Secondo la tradizione, Muḥammad avrebbe avuto una particolare predilezione per questo versetto, «più prezioso di questo mondo e di tutto quello che esso contiene», dice una tradizione.
  • [4] ^ Sulla «presenza» (sakīna), cfr. 2:248. «Per aggiungere fede alla loro fede»: essendo questa suscettibile, per una parte dei teologi, di accrescimento e diminuzione. «Eserciti dei cieli»: le schiere degli angeli, come quelle citate in 8:9.
  • [7] ^ Gli «eserciti» sono quelli degli esseri umani e quelli degli angeli che li assistono: gli uni e gli altri osservano i disegni divini in ogni circostanza decisiva, come in questa situazione. Il soccorso divino apportato al campo dei combattenti è evocato nel v. 24 e in altri passi (3:122-127; 8:9-10; 9:25-26; 33:9-10).
  • [8] ^ «Testimone»: gli esegeti intendono che Muḥammad, nel giorno del giudizio, si troverà direttamente a testimoniare caso per caso a favore o contro ciascun musulmano. Lo stesso accadrà per ogni profeta di fronte alla rispettiva comunità (cfr. 16:89).
  • [10] ^ Allusione all’episodio noto come il «giuramento del compiacimento» (bay‘at al-riḍwān, cfr. l’introduzione alla sūra). Prestato individualmente al Profeta da ciascun musulmano a Ḥudaybiyya, trae il nome dal verbo utilizzato nel v. 18 (raḍiya, «è compiaciuto»). Secondo alcune fonti, si trattò del giuramento di combattere fino alla morte; per altri, invece, stabiliva solo l’impegno a non fuggire. «La mano di Dio … mani»: la fede giurata era espressa, nel caso di un’alleanza, ponendo le palme aperte di ciascun contraente l’una sull’altra. Il giuramento ebbe luogo in un momento particolarmente critico, come è detto nell’introduzione, e il patto è interpretato in maniera diversa dai commentatori. In genere sostengono che stringere un’alleanza con il Profeta significa allearsi con Dio, consacrando così la superiorità della condizione di mu’min (credente sincero) rispetto a quella di muslim (semplice osservante). Per altri, il patto è più semplicemente una maniera di intendere che Dio benediceva e proteggeva questa allenza. Nella stipula dell’atto, Muḥammad permise addirittura agli avversari qurayshiti di utilizzare formule che non menzionavano la sua condizione di profeta.
  • [11] ^ Questi beduini sostenevano che, trattenuti dagli affari domestici, non potevano seguire il Profeta nella campagna militare. Si tratta di diverse tribù dei dintorni di Medina che, pur essendosi impegnate a seguire Muḥammad nei suoi spostamenti, si rifiutarono di accompagnarlo in occasione della marcia su Mecca nel 628. Di fronte alla piega spiacevole presa dalla situazione subito prima della tregua di Ḥudaybiyya, si liberarono dai loro obblighi verso il Profeta, adducendo come pretesto rappresaglie da parte dei Qurayshiti. Rifiuto di prestare aiuto, viltà, segreta speranza nella disfatta del Profeta: a tutto ciò allude il v. 12. Contro questo atteggiamento ipocrita si scagliano di continuo le altre sūre «guerriere», come la sūra 9. Il Corano è particolarmente severo contro le conversioni di circostanza seguite dalla ricaduta nell’idolatria. Il discorso coranico rivolto ai beduini continua fino al v. 17.
  • [13] ^ «Vampa» (sa‘īr): uno dei nomi dell’inferno.
  • [15] ^ «Siete gelosi di noi»: a causa del bottino assegnato. Per i commentatori, ci si riferisce ai beduini che chiesero, per pura sete di guadagno, di arruolarsi nella spedizione contro Khaybar. Muḥammad avrebbe accettato di farvi partecipare soltanto i musulmani che avevano rinnovato la fedeltà giurata a Ḥudaybiyya.
  • [16] ^ «Popolo assai valoroso»: gli esegeti sono incerti sulla sua identità; si potrebbe trattare delle tribù beduine dei dintorni di Ṭā’if (gli Hawāzin, alleati dei Banū Thaqīf), che il Profeta sottomise; o dei Persiani; o ancora degli adepti di Musaylima, definito «falso profeta» e «mentitore» dalle fonti musulmane.
  • [17] ^ «Nessuna colpa»: non sarà loro rivolta alcuna recriminazione per essersi astenuti dall’accompagnare il Profeta a causa della loro infermità.
  • [18] ^ «Sotto l’albero»: l’albero dove, a Ḥudaybiyya, ebbe luogo il giuramento menzionato nel v. 10. «Una vittoria a breve tempo» alluderebbe alla conquista dell’oasi di Khaybar, che procurò in effetti «molto bottino» (cfr. Dc 114).
  • [20] ^ «Le mani della gente»: la violenza di questi nemici. La tregua di Ḥudaybiyya era anche una sorta di patto di non aggressione dei meccani nei confronti di Muḥammad.
  • [21] ^ «Dell’altro bottino»: il bottino, secondo i commentatori, era la conquista dell’oasi di Khaybar, avvenuta un anno dopo la tregua di Ḥudaybiyya. L’esercito vittorioso si appropriò delle terre e dei possedimenti delle tribù ebraiche sconfitte. La formulazione al futuro autorizza altri esegeti a pensare che possa trattarsi delle ricchezze promesse per l’aldilà, molto superiori al bottino di questo mondo.
  • [23] ^ «L’abitudine di Dio» (sunnat Allāh): il termine sunna, che finirà per riguardare esclusivamente il Profeta (le sue azioni prese a modello, come norme), riveste, nell’Arabia antica, il senso generale di via tracciata da antenati esemplari. Il Corano utilizza il vocabolo in due sole espressioni: sunnat al-awwalīn, le consuetudini consacrate dai popoli passati, e sunnat Allāh, la maniera con cui Dio procede nei confronti dei popoli, che implica di conseguenza un disegno, un piano, con un’idea di regolarità. In seguito la parola finirà per indicare le leggi fisiche che regolano l’universo.
  • [24] ^ Da accostare, secondo i commentatori, a 5:11. Il Profeta sarebbe intervenuto affinché l’incidente non degenerasse in un casus belli.
  • [25] ^ «Sacra moschea»: il tempio della Ka‘ba. «Vittime»: gli animali del sacrificio prescritto per il pellegrinaggio. Allusione al fatto che il Profeta li aveva portati con sé per compiere il rito, ma i Qurayshiti non lo autorizzarono e così il sacrificio avvenne sul posto e non nel luogo consacrato. La seconda parte del versetto si spiega con il fatto che se il Profeta, anziché concludere questo accordo, avesse marciato contro Mecca, avrebbe messo in pericolo la vita dei meccani convertiti. Il versetto afferma che firmando l’accordo il Profeta si era attenuto a un disegno che proveniva dall’Alto. Le rivelazioni vennero anche, dicono i teologi, per approvare le decisioni profetiche, ma qualche volta per biasimarle. Al Profeta, guidato in permanenza da Dio mediante questi giudizi rivelati, era dovuta un’ubbidienza assoluta.
  • [26] ^ «Collera dell’epoca ignorante»: per gli esegeti, il fanatismo dei politeisti, caratteristico del periodo che precedette l’Islam, l’epoca dell’ignoranza pagana (jāhiliyya) pesantemente condannata nel Corano (le congetture pagane in 3:154, l’iniquità nei giudizi in 5:50, l’ignoranza in 6:111 e qui la violenza cieca). Il versetto la mette in contrasto con la serenità che apporta la «presenza» divina, giunta a confortare le anime dei credenti e ad assicurare loro la vittoria. Sul termine «presenza», cfr. il commento a 2:248. «Parola di pietà»: linguaggio conforme alla pietà, o enunciazione della shahāda, la professione di fede musulmana, ma potrebbe anche trattarsi del giuramento di alleanza del v. 18.
  • [27] ^ «La visione» è quella di un sogno premonitore, nel quale il Profeta si vedeva entrare pacificamente e in tutta sicurezza a Mecca per compiere la ‘umra del pellegrinaggio, rituale che in effetti ebbe luogo nel 629, un anno dopo la vittoria di Khaybar. Si menziona qui qualche dettaglio del rito (tonsura dei capelli e rasatura dei peli). La tonsura segna la desacralizzazione, cioè la fine dello stato particolare (iḥrām) nel quale si trova il pellegrino che compie il pellegrinaggio; l’iḥrām è costituito da un certo numero di interdizioni che non figurano nella vita ordinaria di un musulmano. «Vittoria a breve tempo»: quella che sarà ottenuta dai musulmani a Khaybar. v. 28 «La religione di verità» (dīn al-ḥaqq) è chiamata altrove islām (3:19), nel senso di pura sottomissione, abbandono totale alla volontà divina, «religione di Dio» (3:83), «religione retta (dīn qiyām, dīn qayyim) di Abramo» (6:161).
  • [29] ^ L’inizio del versetto costituisce la seconda parte della professione di fede (shahāda), mentre la prima parte («non vi è divinità all’infuori di Dio») ricorre di frequente nel Corano. Tale professione è dunque formata dall’unione di due passi, benché i due articoli figurino anche in uno stesso versetto, come in 7:158. «Il volto segnato»: le prosternazioni musulmane richiedono di poggiare la fronte per terra, e quindi i segni sulla fronte sono la prova di preghiere frequenti e prolungate, cioè di una intensa devozione. «Ecco il loro esempio nella Torah» fa riferimento, secondo i commentatori, a uno dei passi delle scritture giudaico-cristiane che si presume profetizzino la venuta di Muḥammad e della sua comunità. Ve ne sono altri, come il Paràclito di Gv 14:26, che sarebbe Muḥammad per i musulmani, ma i cristiani e gli ebrei interpretano in modo diverso i passi in questione. Per alcuni esegeti vi sarebbe qui un’allusione ad Ap 14:1 («E vidi: ecco l’Agnello in piedi sul monte Sion, e insieme a lui centoquarantaquattromila persone, che recavano scritto sulla fronte il suo nome e il nome del Padre suo»), che si spiegherebbe dunque in base alla rivelazione divina successiva, il Corano. «Loro esempio nel Vangelo»: una parabola affine – ma questa volta del regno di Dio, assimilato al granello di senape – figura in Mt 13:31-32 («Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami» e in Mc 4:6.

Note di Abdur Rahman Pasquini alla Sura

  • [1] ^ Serenità, calma, tranquillità. Presenza interiore di Allàh, calma che viene da Allàh, spirito della pace.
  • [2] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [3] ^ Al-màsgid al-ḥarām. È il vasto cortile, al centro (circa) del quale si erge la Nobile Ka’bah e ha un perimetro quadrango­lare costituito da portici. In esso si trovano, oltre alla Nobile Ka’bah, il “muretto di lsmaele”, “la stazione di Abramo” e “la fonte di zàmzam”.
  • [4] ^ Al-màsgid al-ḥarām. È il vasto cortile, al centro (circa) del quale si erge la Nobile Ka’bah e ha un perimetro quadrango­lare costituito da portici. In esso si trovano, oltre alla Nobile Ka’bah, il “muretto di lsmaele”, “la stazione di Abramo” e “la fonte di zàmzam”.
  • [5] ^ Quando il testo coranico contiene una voce verbale del verbo SaGiaDa (prosternarsi in adorazione di Allàh), il fedele che recita il Corano [tilāwah] deve sospendere la recitazione ed eseguire una prosternazione [sàǧdatu-t-tilāwah].
  • [6] ^ È il nome del testo della Rivelazione ricevuto da Mosè, su lui la pace, sul Monte Sinai, di cui non esiste più l’originale.