Il Sacro Corano
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بسم الله الرحمن الرحيم

Sura L

Qâf

Sura 50

Pre-Eg. n. 34 (a parte il vers. 38). Di 45 versetti. Il nome della sura deriva dal vers. 1.

La traduzione Bausani non ha testi importati per la sura 50 (controllare l'import: al momento sono disponibili principalmente le sure 100–114).

 1.
 ق وَالقُرءانِ المَجيدِ
 Qâf [1] Per il glorioso Corano!
- Hamza P.
 Q Per il glorioso Corano. [1]
- Zilio Grandi
 Qàf. Per il mirabile Corano!
- Pasquini
 2.
 بَل عَجِبوا أَن جاءَهُم مُنذِرٌ مِنهُم فَقالَ الكٰفِرونَ هٰذا شَيءٌ عَجيبٌ
 E invece [2] si stupiscono che sia giunto loro un ammonitore della loro gente.
Dicono i miscredenti: «Questa è una cosa strana!
- Hamza P.
 Si meravigliano che sia giunto loro un ammonitore che è uno di loro. «Questa è una cosa strana» dicono i miscredenti;
- Zilio Grandi
 Coloro che rifiutano di credere si meravigliano che un ammonitore a essi di tra loro sia giunto e dicono: “Questa è una cosa incredibile!
- Pasquini
 3.
 أَءِذا مِتنا وَكُنّا تُرابًا ذٰلِكَ رَجعٌ بَعيدٌ
 Ma come, quando saremo morti e ridotti in polvere… [3] ?
Sarebbe tornare da lontano!».
- Hamza P.
 «forse quando saremo morti e saremo polvere del suolo allora … ma sarebbe tornare da molto lontano!» [3]
- Zilio Grandi
 Forse che dopo esser morti e diventati polvere (ritorneremo a vivere)? Questo ritorno è incredibile!”.
- Pasquini
 4.
 قَد عَلِمنا ما تَنقُصُ الأَرضُ مِنهُم وَعِندَنا كِتٰبٌ حَفيظٌ
 Ben sappiamo quel che la terra divorerà [4] , presso di Noi c’è un Libro che conserva [ogni cosa].
- Hamza P.
 Noi sappiamo cosa la terra consuma di loro, presso di Noi c’è un libro custode. [4]
- Zilio Grandi
 Noi lo sapppiamo già ciò che la terra consumerà di loro e presso Noi c’è un libro che conserva (ciò che dicono).
- Pasquini
 5.
 بَل كَذَّبوا بِالحَقِّ لَمّا جاءَهُم فَهُم فى أَمرٍ مَريجٍ
 E invece tacciano di menzogna la verità che è giunta loro, ed ecco che sono in grande confusione.
- Hamza P.
 Accusano di menzogna la verità dopo che è giunta, la loro vicenda è ingarbugliata. [5]
- Zilio Grandi
 Essi rifiutano di credere alla verità, quando essa giunge loro! E adesso sono invischiati in un affare inquietante!
- Pasquini
 6.
 أَفَلَم يَنظُروا إِلَى السَّماءِ فَوقَهُم كَيفَ بَنَينٰها وَزَيَّنّٰها وَما لَها مِن فُروجٍ
 Non osservano il cielo sopra di loro, come lo abbiamo edificato e abbellito e senza fenditura alcuna?
- Hamza P.
 Non guardano al cielo sopra di loro, come l’abbiamo edificato e reso bello, senza spaccature,
- Zilio Grandi
 Non guardano come abbiamo costruito e adornato il cielo, sopra loro, senza fessure?
- Pasquini
 7.
 وَالأَرضَ مَدَدنٰها وَأَلقَينا فيها رَوٰسِىَ وَأَنبَتنا فيها مِن كُلِّ زَوجٍ بَهيجٍ
 E la terra l’abbiamo distesa, vi infiggemmo le montagne e vi facemmo crescere ogni specie di meravigliosa vegetazione:
- Hamza P.
 non guardano alla terra che abbiamo disteso? Abbiamo gettato monti solidi, abbiamo fatto germogliare ogni incantevole cosa a coppie
- Zilio Grandi
 E la Terra? Noi, dopo averla distesa, l’abbiamo resa stabile con catene montuose! La rivestiamo d’una splendida vegetazione bisessuata,
- Pasquini
 8.
 تَبصِرَةً وَذِكرىٰ لِكُلِّ عَبدٍ مُنيبٍ
 invito [questo] alla riflessione e monito per ogni servo penitente.
- Hamza P.
 affinché fosse di monito e discernimento per ogni Nostro servo avveduto.
- Zilio Grandi
 come motivo di riflessione e di ricordo per ogni servo che torna.
- Pasquini
 9.
 وَنَزَّلنا مِنَ السَّماءِ ماءً مُبٰرَكًا فَأَنبَتنا بِهِ جَنّٰتٍ وَحَبَّ الحَصيدِ
 Abbiamo fatto scendere dal cielo un’acqua benedetta, per mezzo della quale abbiamo fatto germogliare giardini e il grano delle messi,
- Hamza P.
 Abbiamo fatto discendere dell’acqua benedetta dal cielo e per suo tramite abbiamo fatto germogliare giardini e il grano della mietitura
- Zilio Grandi
 Facciamo scendere dal cielo un’acqua benedetta e per suo mezzo facciamo germogliare giardini, messi per la mietitura,
- Pasquini
 10.
 وَالنَّخلَ باسِقٰتٍ لَها طَلعٌ نَضيدٌ
 e palme slanciate dalle spate sovrapposte,
- Hamza P.
 e palme slanciate dai fiori sovrapposti
- Zilio Grandi
 palme dattilifere d’alto fusto con spàdici disposti l’uno sull’altro,
- Pasquini
 11.
 رِزقًا لِلعِبادِ وَأَحيَينا بِهِ بَلدَةً مَيتًا كَذٰلِكَ الخُروجُ
 sostentamento dei [Nostri] servi. Per suo tramite rivivifichiamo una terra che era morta, e in egual maniera [avverrà] la Resurrezione.
- Hamza P.
 come grazia per i servi; abbiamo riportato in vita un paese morto e lo stesso avverrà nell’uscita. [11]
- Zilio Grandi
 come sostamento per i servi e per suo mezzo facciamo rivivere un territorio morto. Così sarà l’uscita!
- Pasquini
 12.
 كَذَّبَت قَبلَهُم قَومُ نوحٍ وَأَصحٰبُ الرَّسِّ وَثَمودُ
 Prima di loro [5] tacciarono di menzogna [i Nostri segni] il popolo di Noè e quelli di ar-Rass [6] , i Thamûd
- Hamza P.
 Prima di loro, il popolo di Noè e la gente di alRass e di Thamūd accusarono di menzogna i profeti, [12]
- Zilio Grandi
 Prima di loro (che il Messaggio lo ricevono adesso e rifiutano di credere) rifiutarono di credere la gente di Nūḥ (Noè), i compagni di Al-rās e Thamūd [1];
- Pasquini
 13.
 وَعادٌ وَفِرعَونُ وَإِخوٰنُ لوطٍ
 e gli ‘Âd e Faraone e i fratelli di Lot [7]
- Hamza P.
 e anche gli ‘Ad, e Faraone, e i fratelli di Lot,
- Zilio Grandi
 poi ‘Ād, Faraone e i fratelli di Lūṭ (Lot),
- Pasquini
 14.
 وَأَصحٰبُ الأَيكَةِ وَقَومُ تُبَّعٍ كُلٌّ كَذَّبَ الرُّسُلَ فَحَقَّ وَعيدِ
 e le genti di al-’Aykah [8] e il popolo di Tubba‘ [9] : tutti quanti accusarono di menzogna i messaggeri. La Mia minaccia dunque si realizzò.
- Hamza P.
 e la gente di al-Ayka e il popolo di Tubba‘: tutti hanno smentito gli inviati, e così la Mia minaccia si avverò. [14]
- Zilio Grandi
 i compagni di Al-àyka e la gente di Tubbà’! Tutti rifiutarono di credere agli Apostoli, perciò la mia minaccia divenne realtà!
- Pasquini
 15.
 أَفَعَيينا بِالخَلقِ الأَوَّلِ بَل هُم فى لَبسٍ مِن خَلقٍ جَديدٍ
 Saremmo forse spossati dalla prima creazione? No, sono invece loro ad essere confusi [a proposito] della nuova creazione [10] .
- Hamza P.
 Ci ha forse affaticato la prima creazione? Eppure, la nuova creazione li confonde. [15]
- Zilio Grandi
 Forse che Noi ci siamo esauriti nel primo creato? No! Son essi che hanno dubbi riguardo a una nuova creazione!
- Pasquini
 16.
 وَلَقَد خَلَقنَا الإِنسٰنَ وَنَعلَمُ ما تُوَسوِسُ بِهِ نَفسُهُ وَنَحنُ أَقرَبُ إِلَيهِ مِن حَبلِ الوَريدِ
 In verità siamo stati Noi ad aver creato l’uomo e conosciamo ciò che gli sussurra l’animo suo. Noi siamo a lui più vicini della sua vena giugulare [11] .
- Hamza P.
 Noi abbiamo creato l’uomo e sappiamo quel che la sua anima gli sussurra, Noi siamo più vicini a lui della sua stessa carotide. [16]
- Zilio Grandi
 Noi lo creammo l’uomo e Noi sappiamo quel che l’anima sua gli sussurra, ché Noi gli siamo vicini ben più della sua vena jugulare!
- Pasquini
 17.
 إِذ يَتَلَقَّى المُتَلَقِّيانِ عَنِ اليَمينِ وَعَنِ الشِّمالِ قَعيدٌ
 Quando i due che registrano [12] seduti alla sua destra e alla sua sinistra, raccoglieranno [il suo dire],
- Hamza P.
 All’incontro con i due che accolgono, l’uno seduto a destra e l’altro a sinistra, [17]
- Zilio Grandi
 Seduti accanto (all’uomo) - uno alla destra e l’altro alla sinistra - stanno i due (Angeli) che prendono nota d’ogni cosa ch’egli fa.
- Pasquini
 18.
 ما يَلفِظُ مِن قَولٍ إِلّا لَدَيهِ رَقيبٌ عَتيدٌ
 [l’uomo] non pronuncerà nessuna parola senza che presso di lui ci sia un osservatore solerte.
- Hamza P.
 ogni parola che l’uomo dirà sarà in presenza di un sorvegliante pronto. [18]
- Zilio Grandi
 Non una sola parola egli articola senza che a lui vicino sia pronto un sorvegliante (ad annotare)!
- Pasquini
 19.
 وَجاءَت سَكرَةُ المَوتِ بِالحَقِّ ذٰلِكَ ما كُنتَ مِنهُ تَحيدُ
 L’agonia della morte farà apparire la verità: ecco da cosa fuggivi.
- Hamza P.
 Così verrà l’ebrietà della morte, secondo verità; una voce dirà: «Ecco quel che hai creduto di evitare», [19]
- Zilio Grandi
 E l’agonia porterà la verità: “Questo è ciò da cui tu ti discostavi!”.
- Pasquini
 20.
 وَنُفِخَ فِى الصّورِ ذٰلِكَ يَومُ الوَعيدِ
 Sarà soffiato nel corno. Ecco il Giorno della minaccia!
- Hamza P.
 e si darà fiato alla tromba, sarà il giorno della minaccia,
- Zilio Grandi
 Alla tromba sarà dato fiato - quello è il giorno della minaccia -
- Pasquini
 21.
 وَجاءَت كُلُّ نَفسٍ مَعَها سائِقٌ وَشَهيدٌ
 Ogni anima verrà accompagnata da una guida e da un testimone [13] .
- Hamza P.
 e ogni anima verrà accompagnata da uno che conduce e uno che testimonia. [21]
- Zilio Grandi
 e ogni anima verrà in compagnia d’un conducente e d’un testimone.
- Pasquini
 22.
 لَقَد كُنتَ فى غَفلَةٍ مِن هٰذا فَكَشَفنا عَنكَ غِطاءَكَ فَبَصَرُكَ اليَومَ حَديدٌ
 [Uno dirà]: «Davvero trascuravi tutto ciò: [ora] abbiamo sollevato il tuo velo e quindi oggi la tua vista è acuta».
- Hamza P.
 «A questo non hai badato, ma Noi ti abbiamo levato il velo e oggi la tua vista è penetrante.» [22]
- Zilio Grandi
 Per negligenza tu hai trascurato questo (il Giorno della Resurrezione), ma ora Noi ti abbiamo tolto il tuo velo, sicché oggi la tua vista è molto acuta!
- Pasquini
 23.
 وَقالَ قَرينُهُ هٰذا ما لَدَىَّ عَتيدٌ
 E dirà il suo compagno [14] : «Ecco quello che ho pronto».
- Hamza P.
 Il suo compagno dirà: «Ecco quel che ho preparato».
- Zilio Grandi
 Uno dei due che l’accompagnano, dirà: “Questo è il conto già pronto!”.
- Pasquini
 24.
 أَلقِيا فى جَهَنَّمَ كُلَّ كَفّارٍ عَنيدٍ
 «O voi due, gettate nell’Inferno ogni miscredente testardo,
- Hamza P.
 «Voi due, gettate nella Geenna ogni gran miscredente ribelle,
- Zilio Grandi
 “O voi due (Allàh dirà) gettate nell’inferno ogni ostinato nel rifiuto di credere,
- Pasquini
 25.
 مَنّاعٍ لِلخَيرِ مُعتَدٍ مُريبٍ
 nemico del bene, trasgressore e scettico,
- Hamza P.
 ostacolo al bene, arrogante, pieno di dubbi,
- Zilio Grandi
 ostile al bene, prevaricatore, ambiguo,
- Pasquini
 26.
 الَّذى جَعَلَ مَعَ اللَّهِ إِلٰهًا ءاخَرَ فَأَلقِياهُ فِى العَذابِ الشَّديدِ
 che pose, a fianco di Allah, un’altra divinità: gettatelo nell’orrendo castigo.»
- Hamza P.
 che ha messo un altro dio accanto a Dio. Gettatelo nell’orrendo supplizio.»
- Zilio Grandi
 il quale ha collocato un’altra divinità con Allàh! O voi due gettatelo nel castigo più atroce!”.
- Pasquini
 27.
 قالَ قَرينُهُ رَبَّنا ما أَطغَيتُهُ وَلٰكِن كانَ فى ضَلٰلٍ بَعيدٍ
 Dirà il suo compagno [15] : «Signore, non sono stato io ad incitarlo alla ribellione, già era profondamente traviato».
- Hamza P.
 Il suo compagno dirà: «Signore nostro, non sono stato io a renderlo ribelle, è lui che si è perduto lontano». [27]
- Zilio Grandi
 Il suo compagno dirà: “Signor nostro, se lui si è ribellato non è stata colpa mia, ma lui era in un errore, ormai, senza ritorno!”.
- Pasquini
 28.
 قالَ لا تَختَصِموا لَدَىَّ وَقَد قَدَّمتُ إِلَيكُم بِالوَعيدِ
 Dirà [Allah]: «Non polemizzate al Mio cospetto: già vi resi nota la minaccia.
- Hamza P.
 Risponderà: «Non discutete davanti a Me, Io vi avevo avvertito
- Zilio Grandi
 Egli dirà: “Non discutete adesso, in Mia presenza. A suo tempo vi diedi il preavviso!
- Pasquini
 29.
 ما يُبَدَّلُ القَولُ لَدَىَّ وَما أَنا۠ بِظَلّٰمٍ لِلعَبيدِ
 Di fronte a Me la sentenza non cambia, né sono ingiusto verso i Miei servi».
- Hamza P.
 e presso di Me la parola non muta, Io non compio ingiustizie contro il servo».
- Zilio Grandi
 Presso di Me non muta la parola e Io non faccio torto ai miei servi!”.
- Pasquini
 30.
 يَومَ نَقولُ لِجَهَنَّمَ هَلِ امتَلَأتِ وَتَقولُ هَل مِن مَزيدٍ
 Il Giorno in cui diremo all’Inferno: «Sei pieno?», esso risponderà: «C’è altro [da aggiungere]?».
- Hamza P.
 È il giorno in cui chiederemo alla Geenna: «Ti sei già riempita?». E lei chiederà se c’è dell’altro,
- Zilio Grandi
 Un giorno, Noi chiederemo all’inferno: “Sei colmo?”. Esso risponderà: “C’è dell’altro?”.
- Pasquini
 31.
 وَأُزلِفَتِ الجَنَّةُ لِلمُتَّقينَ غَيرَ بَعيدٍ
 Il Giardino sarà avvicinato ai timorati,
- Hamza P.
 mentre il giardino sarà vicino, non sarà lontano per quelli che temono Dio.
- Zilio Grandi
 Il Paradiso sarà fatto avvicinare ai timorati, non molto lontano.
- Pasquini
 32.
 هٰذا ما توعَدونَ لِكُلِّ أَوّابٍ حَفيظٍ
 «Ecco quel che vi è stato promesso, a [voi e a] chi è pentito, a chi si preserva [dal peccato],
- Hamza P.
 «Ecco quel che è stato promesso a voi e a chiunque si penta e sia osservante,
- Zilio Grandi
 “Questo è ciò che è stato promesso a voi, a ogni ravveduto attento,
- Pasquini
 33.
 مَن خَشِىَ الرَّحمٰنَ بِالغَيبِ وَجاءَ بِقَلبٍ مُنيبٍ
 a chi teme il Compassionevole nell’invisibile e ritorna [a Lui] con cuore contrito.
- Hamza P.
 a chi ha temuto il Clemente in segreto, a chi è venuto con il cuore pieno di pentimento.
- Zilio Grandi
 il quale teme nel suo intimo il Sommamente Misericordioso e ha un cuore devoto!
- Pasquini
 34.
 ادخُلوها بِسَلٰمٍ ذٰلِكَ يَومُ الخُلودِ
 Entratevi in pace». Questo è il Giorno della perpetuità;
- Hamza P.
 Entrate in pace, questo è il giorno dell’eternità.» [34]
- Zilio Grandi
 Entrateci in pace! Quel giorno è il giorno dell’eternità!”.
- Pasquini
 35.
 لَهُم ما يَشاءونَ فيها وَلَدَينا مَزيدٌ
 colà avranno tutto quel che vorranno e presso di Noi c’è ancora di più [16] .
- Hamza P.
 Lì avranno quel che vorranno e più ancora, presso di Noi.
- Zilio Grandi
 In esso ci sarà per loro tutto ciò che desiderano e presso Noi la gratifica!
- Pasquini
 36.
 وَكَم أَهلَكنا قَبلَهُم مِن قَرنٍ هُم أَشَدُّ مِنهُم بَطشًا فَنَقَّبوا فِى البِلٰدِ هَل مِن مَحيصٍ
 Quante generazioni sterminammo prima di loro, che pure erano più potenti di loro e che inutilmente cercarono, percorrendo le contrade, di sfuggire [al castigo]!
- Hamza P.
 Quante generazioni abbiamo sterminato prima di loro, che erano più forti di loro e andarono per i paesi cercando un rifugio. [36]
- Zilio Grandi
 Quante generazioni sterminammo prima di loro? Quelli (che sterminammo) furono più potenti di loro e più di loro penetrarono nel paese! Ci fu forse per essi via di scampo?
- Pasquini
 37.
 إِنَّ فى ذٰلِكَ لَذِكرىٰ لِمَن كانَ لَهُ قَلبٌ أَو أَلقَى السَّمعَ وَهُوَ شَهيدٌ
 In ciò vi è un monito per chi ha un cuore, per chi presta attenzione e testimonia.
- Hamza P.
 In questo c’è un monito per chi ha un cuore, per chi ode e vede.
- Zilio Grandi
 In verità, certamente, c’è un Ricordo in questo per chi possiede un cuore, oppure ascolta e si fa testimone!
- Pasquini
 38.
 وَلَقَد خَلَقنَا السَّمٰوٰتِ وَالأَرضَ وَما بَينَهُما فى سِتَّةِ أَيّامٍ وَما مَسَّنا مِن لُغوبٍ
 Già creammo i cieli, la terra e quel che vi è frammezzo in sei giorni, senza che Ci cogliesse fatica alcuna.
- Hamza P.
 Abbiamo creato i cieli e la terra e quel che è in mezzo in sei giorni e non ci siamo affaticati per nulla;
- Zilio Grandi
 Noi abbiamo creato i cieli, la Terra e tutto ciò che si trova nel mezzo, in sei giorni, senza esser toccati da stanchezza,
- Pasquini
 39.
 فَاصبِر عَلىٰ ما يَقولونَ وَسَبِّح بِحَمدِ رَبِّكَ قَبلَ طُلوعِ الشَّمسِ وَقَبلَ الغُروبِ
 Sopporta dunque con pazienza quel che ti dicono e glorifica il tuo Signore prima che si levi il sole e prima che tramonti [17] ;
- Hamza P.
 dunque sii paziente di fronte a quel che dicono e glorifica il tuo Signore prima che sorga il sole e prima del tramonto, [39]
- Zilio Grandi
 perciò tu sopporta con pazienza tutto quello che vanno dicendo e proclama con la lode del tuo Signore la sua divinità incondivisa, prima del sorgere del sole, prima del suo tramonto
- Pasquini
 40.
 وَمِنَ الَّيلِ فَسَبِّحهُ وَأَدبٰرَ السُّجودِ
 glorificaLo in una parte della notte e dopo la prosternazione.
- Hamza P.
 glorificalo di notte e dopo la prosternazione.
- Zilio Grandi
 e, altresì, per una parte della notte, proclama la divinità incondivisa di Lui e dopo la Prosternazione [2]!
- Pasquini
 41.
 وَاستَمِع يَومَ يُنادِ المُنادِ مِن مَكانٍ قَريبٍ
 Ascolta: il Giorno in cui l’Araldo [18] chiamerà da un luogo vicino,
- Hamza P.
 Ascolta: il giorno in cui l’araldo chiamerà, da un luogo vicino, [41]
- Zilio Grandi
 Sta’ in ascolto per renderti conto dell’arrivo del giorno, nel quale il Gridatore griderà da un luogo vicino.
- Pasquini
 42.
 يَومَ يَسمَعونَ الصَّيحَةَ بِالحَقِّ ذٰلِكَ يَومُ الخُروجِ
 il Giorno in cui davvero sentiranno il Grido, quello sarà il Giorno della Resurrezione.
- Hamza P.
 il giorno in cui il grido si udirà, quello sarà davvero il giorno dell’uscita.
- Zilio Grandi
 Il giorno, in cui udranno, veramente, l’urlo, quello sarà il giorno dell’uscita -
- Pasquini
 43.
 إِنّا نَحنُ نُحيۦ وَنُميتُ وَإِلَينَا المَصيرُ
 Siamo Noi che diamo la vita e che diamo la morte. A Noi ritorna ogni cosa.
- Hamza P.
 Noi diamo la vita, Noi uccidiamo e a Noi sarete ricondotti.
- Zilio Grandi
 in verità, siamo Noi che diamo la vita e la morte e il ritorno a Noi termina -
- Pasquini
 44.
 يَومَ تَشَقَّقُ الأَرضُ عَنهُم سِراعًا ذٰلِكَ حَشرٌ عَلَينا يَسيرٌ
 Il Giorno in cui la terra si spaccherà all’improvviso [19] , Ci sarà facile radunarli.
- Hamza P.
 Nel giorno in cui la terra si spaccherà rapida sotto i loro piedi, in quel giorno radunarli tutti sarà una cosa facile per Noi. [44]
- Zilio Grandi
 il giorno in cui la Terra si fenderà per farli uscire (dalle tombe) rapidamente! Questo è un raduno per Noi molto facile!
- Pasquini
 45.
 نَحنُ أَعلَمُ بِما يَقولونَ وَما أَنتَ عَلَيهِم بِجَبّارٍ فَذَكِّر بِالقُرءانِ مَن يَخافُ وَعيدِ
 Ben conosciamo quello che dicono: tu non sei tiranno nei loro confronti [20] ! Ammonisci dunque con il Corano chi teme la Mia minaccia.
- Hamza P.
 Noi conosciamo meglio quel che dicono e tu non sei stato inviato a obbligarli. Dunque ammonisci, con il Corano, chi teme la Mia minaccia.
- Zilio Grandi
 Noi ben sappiamo ciò che essi vanno dicendo! Tu non devi forzarli, ma devi rammentare per mezzo del Corano, soltanto, a chi la Mia minaccia teme!
- Pasquini

Note di Hamza Piccardo alla Sura

  • [1] ^ Vedi Appendice 1.
  • [2] ^ Secondo i commentatori l’avversativa iniziale sottintende questo seguito del primo versetto: «Per il Glorioso Corano!… i miscredenti non credono alla missione di Muhammad».
  • [3] ^ «quando saremo morti…»: l’interrogativo che rimane sospeso è quello già esplicitato in altri brani: «saremo riportati alla vita?». La conclusione ha una sfumatura dell’amara ironia tipica di chi non crede in altro che nella materia e nelle sue forme nello spazio e nel tempo.
  • [4] ^ «quel che la terra divorerà»… dei loro corpi.
  • [5] ^ I politeisti della Mecca.
  • [6] ^ «quelli di ar-Rass»: vedi XXV, 38.
  • [7] ^ «i fratelli di Lot»: la gente della tribù di Lot.
  • [8] ^ «le genti di al-’Aykah»: i Madianiti, la gente di Shu‘ayb.
  • [9] ^ «il popolo di Tubba‘»: vedi XLIV, 37.
  • [10] ^ La resurrezione dei corpi è come una nuova creazione.
  • [11] ^ L’onnipresenza divina, che suscita al contempo nel credente timore e senso di sicurezza, è espressa con divina sintesi in questo notissimo versetto. La coscienza della presenza di Allah (gloria Lui l’Altissimo) nella vita dei Suoi servi è esperienza mistica quotidiana e puntuale di tutti i musulmani che credono con sincerità e che assolvono ai doveri rituali che Egli ha imposto.
  • [12] ^ «i due che registrano»: lett. «i due che raccolgono». Gli angeli incaricati di annotare le azioni degli uomini oppure i due angeli che procederanno all’esame che subiremo nella tomba subito dopo la nostra morte terrena.
  • [13] ^ Nel Giorno del Giudizio ogni uomo sarà preso in consegna da due angeli. Uno lo condurrà e l’altro renderà testimonianza del suo operato sulla terra (Tabarî XXVI, 161- 162).
  • [14] ^ «il suo compagno»: l’angelo che testimonia.
  • [15] ^ «il suo compagno»: l’esegesi tende ad identificare in questo compagno, il demone che ogni uomo ha presso di sé e che lo incita al male.
  • [16] ^ Oltre tutti i desideri umanamente concepibili Allah (gloria a Lui l’Altissimo) concederà ai Suoi servi la visione di Sé. A questo proposito citiamo la parte finale dell’hadith che abbiamo riferito nella nota al vers. 25 della Sura della Giovenca: «… ed Egli strapperà il velo: e non sarà stata data loro cosa più cara della vista del loro Signore».
  • [17] ^ In questo versetto (e nel successivo), c’è un preciso invito alla salât, l’adorazione rituale (vedi Appendice 2). In particolare l’accenno è all’orazione del Fajr (tra la prima luce dell’alba e il levarsi del sole) a quella dell’Asr (durante il pomeriggio) e all’‘Ishâ’ (dopo la caduta delle tenebre, prima dell’alba). Al contempo c’è una raccomandazione al Dhikr, il Ricordo di Allah, da recitare alla fine di ogni orazione.
  • [18] ^ Israfil, l’angelo che darà l’annuncio della Resurrezione.
  • [19] ^ Per lasciar uscire i corpi risorti degli uomini morti in tutti i tempi.
  • [20] ^ Nel senso di: «Non hai per missione il costringerli alla fede». Vedi anche II, 256.

Note di Mohammad Ali Amir-Moezzi alla traduzione di Zilio Grandi

  • Nota alla Sura La sūra, essenzialmente meccana a eccezione del v. 38, trae il titolo dal nome della lettera isolata che apre il testo e presenta temi che richiamano tutt’altra atmosfera rispetto a quella delle sūre precedenti.
    La sūra verte su tre temi già trattati più volte: di fronte alle negazioni degli idolatri, afferma, come già i Padri della Chiesa, che la resurrezione sarà una seconda creazione, altrettanto facile per Dio di quella dell’umanità presente; il tema si intreccia con quello dei segni del cosmo, che ricordano alle anime giuste l’esistenza di Dio e la Sua sollecitudine per le Sue creature; seguono un’evocazione del tribunale dell’umanità nel giorno del giudizio e degli avvenimenti precedenti la resurrezione. Come in altri passi simili, le descrizioni non sono fine a se stesse, e neppure destinate a chiunque: hanno la funzione di promuovere l’edificazione degli esseri umani che hanno già accolto con la massima fede il messaggio di Muḥammad (vv. 8 e 37). La sūra descrive già la forma nella quale Dio vuole che la devozione sia rivolta a Lui (vv. 39-40) e termina, come molte altre rivelazioni di questo periodo, con un invito al Profeta a continuare a predicare pacificamente il proprio messaggio.
  • [1] ^ Sulla lettera isolata che apre questa sūra, cfr. il commento a 2:1.
    Si tratterebbe, a quanto pare, di un giuramento, nel quale gli angeli o Dio stesso attestano che gli increduli meccani si sono ostinatamente rifiutati di credere in Muḥammad e nella sua missione. Sui giuramenti introdotti all’inizio delle sūre, cfr. l’introduzione alla sūra 51.
  • [3] ^ Lasciata in sospeso, l’esclamazione dei meccani deve essere completata così: «Saremo riportati in vita?». Gli interlocutori meccani di Muḥammad negavano di dovere risuscitare un giorno. Ora, l’escatologia e il fine ultimo sono il tema principale delle rivelazioni meccane del Profeta, e continueranno a ricorrere nella sua predicazione medinese. 768 Muḥammad si definisce profeta ammonitore; i suoi ammonimenti hanno appunto lo scopo di mettere davanti agli occhi dei suoi compatrioti il destino dell’oltretomba che attende tutta l’umanità (cfr. la parabola in 2:259).
  • [4] ^ «Cosa la terra consuma di loro»: sottinteso, dei loro corpi. «Libro custode»: si deve intendere quello di cui si è trattato varie volte nelle sūre precedenti, cioè il libro che, nelle mani di Dio, contiene gli avvenimenti del mondo e il destino di ciascun essere. È talvolta confuso dai commentatori con la tavola custodita che costituisce l’archetipo della parola divina. Questo libro delle azioni sarà rimesso agli esseri umani nel corso di un giudizio, nella mano destra per gli eletti, nella sinistra per i dannati (cfr. 17:71 e 45:28). La rappresentazione è anche giudeo-cristiana: «Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi; erano tutti scritti nel tuo libro i giorni che furono fissati quando ancora non ne esisteva uno» (Sal 139:16); «La corte sedette e i libri furono aperti» (Dn 7:10).
  • [5] ^ «La loro vicenda è ingarbugliata»: secondo i commentatori, gli increduli sono in uno stato di perplessità e smarrimento; non sapendo cosa pensare di Muḥammad, lo consideravano di volta in volta un indovino, un posseduto o uno stregone.
  • [11] ^ L’«uscita» è la resurrezione dei corpi precedente il giudizio che seguirà la fine del mondo.
  • [12] ^ «Prima di loro»: prima dell’epoca di Muḥammad, che si rivolge ai suoi concittadini pagani. «Gente di al-Rass» (cfr. 25:38): popolo non ben identificato, per il quale l’esegesi propone spiegazioni e localizzazioni tanto numerose quanto divergenti. Potrebbe essere il nome delle ultime tribù dei Thamūd o di una popolazione straniera (della Siria, dei dintorni del Mar Caspio, ecc.). Rass sembra significare «vecchio pozzo rinforzato da uno scavatore di pozzi in muratura». Nel Corano, il popolo di alRass fu castigato come altri con i quali condivide un destino simile: per aver misconosciuto e perseguitato il proprio profeta, la loro storia-simbolo è ricordata a più riprese nel testo.
  • [14] ^ «Gente di al-Ayka»: cfr. il commento a 15:78. «Il popolo di Tubba‘» è propriamente, tra diverse identificazioni, quello degli antichi re preislamici dello Yemen originari della tribù degli Ḥimyar, i quali sarebbero stati abbastanza potenti da conquistare parte della Siria.
  • [15] ^ Si condanna implicitamente, come nel v. 38, un’interpretazione antropomorfica della Genesi, dove è detto che Dio si riposa nel settimo giorno della creazione del mondo. Il tema si trova in 46:33. Non è certo che si abbia qui di mira l’Ebraismo in quanto tale, dato che l’Antico Testamento aveva già espresso l’idea coranica in Is 40:28: «Dio eterno è il Signore, che ha creato i confini della terra. Egli non si affatica né si stanca, la sua intelligenza è inscrutabile». Cfr. anche Sal 121:4: «Non si addormenterà, non prenderà sonno il custode d’Israele». È anche possibile leggere qui una replica a un altro dileggio da parte dei meccani.
  • [16] ^ L’immagine finale, che esprime l’onnipresenza divina in ogni tempo e in ogni luogo, è molto cara alla devozione dei mistici. L’idea è legata all’onniscienza divina, sovente evocata nel testo (cfr., per esempio, 10:61: «fosse pure del peso di una tarma … tutto è scritto in un libro chiaro»).
  • [17] ^ «I due che accolgono»: la tradizione completa qui alcune vaghe indicazioni: a ciascun uomo sono destinati due angeli che lo accompagnano sempre e prendono nota delle sue azioni fino al termine della sua vita terrena, per poi scriverle in un libro. L’angelo collocato a destra registra le buone azioni, mentre quello di sinistra annota i peccati. Questo libro (cfr. 18:49) sarà mostrato nel giorno del giudizio (cfr. v. 23).
  • [18] ^ «Un sorvegliante pronto»: pronto ad annotare questa parola.
  • [19] ^ «L’ebrietà della morte»: ebrietà e stupore, dicono i commentatori, quando la loro anima è estratta dal corpo dall’angelo; per gli empi la morte è più precisamente una prova dolorosa (ghamarāt al-mawt, «abissi della morte», 6:93). Naturalmente, la letteratura della tradizione su questo tema è ampia (cfr. Dc 574).
  • [21] ^ «Uno che conduce»: l’angelo incaricato di fare comparire ciascun uomo di fronte al tribunale presieduto da Dio nel corso del giudizio finale. «Uno che testimonia»: l’angelo che l’accuserà in presenza di Dio (o in quella del Profeta?), chiamato «il suo compagno» nei vv. 23 e 27. In altri passi sono le membra e gli organi di quest’uomo che testimonieranno contro di lui (cfr. 36:65 e 41:20). Questi due angeli sono a volte confusi con quelli del v. 17.
  • [22] ^ Il discorso questa volta si rivolge all’uomo miscredente. «Il velo»: quello dell’ignoranza, che impediva a quest’uomo di essere persuaso o persino di percepire, come invece accadeva al Profeta, gli avvenimenti della fine del mondo.
  • [27] ^ «Il suo compagno» (qarīnu-hu): secondo gli esegeti, sarebbe l’angelo incaricato di osservare le azioni malvagie degli esseri umani, o l’angelo accompagnatore del v. 21, o ancora il demonio, il genio malvagio legato agli esseri umani e che li incita a commettere il male. In effetti, secondo la tradizione profetica, un essere di questo genere accompagna il corso della vita di ogni uomo, compreso lo stesso Muḥammad.
    Un’altra ipotesi fa del «compagno» un complice che ha spinto quest’uomo alla perdizione.
  • [34] ^ «Giorno dell’eternità» (yawm al-khulūd): il giorno in cui l’uomo sarà fissato per sempre – con le riserve già espresse riguardo all’eternità del paradiso e dell’inferno (cfr. il commento a 78:23) – al suo destino ultimo.
  • [36] ^ Il discorso divino cambia nuovamente interlocutore e si rivolge ora agli idolatri meccani. Queste generazioni empie cercavano un «rifugio» contro il castigo di Dio, ma invano, perché Egli ha immancabilmente distrutto le città ribelli.
  • [39] ^ Menzione della prima forma delle preghiere canoniche musulmane durante il periodo meccano: all’alba, prima del tramonto del sole e durante la notte. Da tre saranno portate in seguito a cinque (cfr. il commento a 11:114).
  • [41] ^ «Un luogo vicino»: dal quale tutti potranno intendere, ovunque siano sepolti. «Il grido» (ṣayha) sarà quello della resurrezione; per gli esegeti, si tratta della voce celeste dell’angelo Serafiele, o del suono della sua tromba che preluderà agli altri avvenimenti escatologici. Questo grido chiamerà tutti gli esseri umani a comparire separatamente di fronte a Dio. È stato anche lanciato in questo mondo contro i popoli empi, per segnalare l’imminenza del castigo divino che si abbatterà immancabilmente su di loro (cfr. 11:67).
  • [44] ^ Secondo le descrizioni della fine del mondo riportate dalle tradizioni, la terra si dischiuderà per permettere agli esseri umani di tutte le generazioni, ovunque sulla terra, di uscire dalle tombe quando riecheggerà il grido celeste del v. 42.

Note di Abdur Rahman Pasquini alla Sura

  • [1] ^ Nome del popolo che aveva affermato la sua potenza sulla Terra dopo la distruzione degli ‘Ād. Discendevano da Thamūd, figlio di ‘Abir, figlio di Sem, figlio di Noè. Divenuti senza dio e arroganti, Allàh inviò loro il Profeta Ṣāliḥ con un segno, la cammella miracolosa, con cui essi avrebbero dovuto dividere l’acqua e che avrebbero dovuto lasciar pascolare liberamente nel loro territorio in un periodo di siccità e carestia. La sgarrettarono e Allàh li distrusse per la loro miscredenza.
  • [2] ^ Quando il testo coranico contiene una voce verbale del verbo SaGiaDa (prosternarsi in adorazione di Allàh), il fedele che recita il Corano [tilāwah] deve sospendere la recitazione ed eseguire una prosternazione [sàǧdatu-t-tilāwah].