Il Sacro Corano
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بسم الله الرحمن الرحيم

Sura LV

Ar-Rahmân

Il Compassionevole

Post-Eg. n. 97. Di 78 versetti. Il nome della sura deriva dal vers. 1.

La traduzione Bausani non ha testi importati per la sura 55 (controllare l'import: al momento sono disponibili principalmente le sure 100–114).

 1.
 الرَّحمٰنُ
 Il Compassionevole,
- Hamza P.
 Il Clemente [1]
- Zilio Grandi
 Il Sommamente Misericordioso
- Pasquini
 2.
 عَلَّمَ القُرءانَ
 ha insegnato il Corano,
- Hamza P.
 ha insegnato il Corano,
- Zilio Grandi
 ha insegnato il Corano,
- Pasquini
 3.
 خَلَقَ الإِنسٰنَ
 ha creato l’uomo
- Hamza P.
 ha creato l’uomo
- Zilio Grandi
 ha creato l’uomo,
- Pasquini
 4.
 عَلَّمَهُ البَيانَ
 e gli ha insegnato ad esprimersi [1] .
- Hamza P.
 e gli ha insegnato a parlare chiaramente. [4]
- Zilio Grandi
 gli ha dato la facoltà della parola.
- Pasquini
 5.
 الشَّمسُ وَالقَمَرُ بِحُسبانٍ
 Il sole e la luna [si muovono] secondo calcolo [preciso].
- Hamza P.
 Il sole e la luna procedono secondo un calcolo, [5]
- Zilio Grandi
 Il sole e la luna (viaggiano) in base a un calcolo.
- Pasquini
 6.
 وَالنَّجمُ وَالشَّجَرُ يَسجُدانِ
 E si prosternano le stelle e gli alberi [2] .
- Hamza P.
 l’albero e l’erba si prosternano. [6]
- Zilio Grandi
 Le stelle e gli alberi si prosternano.
- Pasquini
 7.
 وَالسَّماءَ رَفَعَها وَوَضَعَ الميزانَ
 Ha elevato il cielo e ha eretto la bilancia,
- Hamza P.
 Ha elevato il cielo, ha preparato la bilancia [7]
- Zilio Grandi
 Egli ha innalzato il cielo e posto la Bilancia.
- Pasquini
 8.
 أَلّا تَطغَوا فِى الميزانِ
 affinché non frodiate nella bilancia:
- Hamza P.
 – non trasgredite alla bilancia [8]
- Zilio Grandi
 Non ingannate sulla bilancia!
- Pasquini
 9.
 وَأَقيمُوا الوَزنَ بِالقِسطِ وَلا تُخسِرُوا الميزانَ
 stabilite il peso con equità e non falsate la bilancia.
- Hamza P.
 e pesate correttamente, non falsate la bilancia! –
- Zilio Grandi
 Fate peso preciso e non sottraete sulla bilancia!
- Pasquini
 10.
 وَالأَرضَ وَضَعَها لِلأَنامِ
 La terra l’ha disposta per le creature:
- Hamza P.
 e quanto alla terra, l’ha destinata agli uomini, [10]
- Zilio Grandi
 Per gli uomini ha creato la Terra,
- Pasquini
 11.
 فيها فٰكِهَةٌ وَالنَّخلُ ذاتُ الأَكمامِ
 vi crescono frutti e palme dalle spate protette
- Hamza P.
 con frutti e palme dai frutti ben protetti,
- Zilio Grandi
 ricca di frutti e di palmizi con i loro grappoli
- Pasquini
 12.
 وَالحَبُّ ذُو العَصفِ وَالرَّيحانُ
 e cereali nei loro involucri e piante aromatiche.
- Hamza P.
 e cereali con la loro pula e piante profumate.
- Zilio Grandi
 di grani inguainati, di fiori profumati.
- Pasquini
 13.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete [3] ?
- Hamza P.
 Voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete? [13]
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due (genere umano e genere dei ginn) negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 14.
 خَلَقَ الإِنسٰنَ مِن صَلصٰلٍ كَالفَخّارِ
 Creò l’uomo di argilla risonante come terraglia [4]
- Hamza P.
 Ha creato l’uomo d’argilla secca come i vasi, [14]
- Zilio Grandi
 Ha creato l’uomo da fango, come il vasellame,
- Pasquini
 15.
 وَخَلَقَ الجانَّ مِن مارِجٍ مِن نارٍ
 e i dèmoni da fiamma di un fuoco senza fumo.
- Hamza P.
 ha creato i jinn da fuoco senza fumo.
- Zilio Grandi
 e ha creato i ginn da fuoco senza fumo.
- Pasquini
 16.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 Voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete?
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 17.
 رَبُّ المَشرِقَينِ وَرَبُّ المَغرِبَينِ
 Il Signore dei due Orienti e il Signore dei due Occidenti [5] .
- Hamza P.
 È il Signore dei due occidenti, è il Signore dei due orienti. [17]
- Zilio Grandi
 Signore dei due Orienti e Signore dei due Occidenti.
- Pasquini
 18.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 Voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete?
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 19.
 مَرَجَ البَحرَينِ يَلتَقِيانِ
 Ha lasciato liberi i due mari affinché si incontrassero [6] ,
- Hamza P.
 Ha lasciato che i due mari si incontrassero, [19]
- Zilio Grandi
 Egli ha diviso i due mari, che s’incontrano,
- Pasquini
 20.
 بَينَهُما بَرزَخٌ لا يَبغِيانِ
 [ma] fra loro vi è una barriera che non possono oltrepassare [7] .
- Hamza P.
 ma tra loro c’è una barriera invalicabile.
- Zilio Grandi
 ma il divisorio che è in mezzo essi due non attraversano.
- Pasquini
 21.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 Voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete?
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 22.
 يَخرُجُ مِنهُمَا اللُّؤلُؤُ وَالمَرجانُ
 Da entrambi si estraggono la perla e il corallo.
- Hamza P.
 Ne escono perle e coralli. [22]
- Zilio Grandi
 Da entrambi escono le perle e i coralli.
- Pasquini
 23.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 Voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete?
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 24.
 وَلَهُ الجَوارِ المُنشَـٔاتُ فِى البَحرِ كَالأَعلٰمِ
 A Lui [appartengono] le navi, alte sul mare come colline.
- Hamza P.
 Le navi alte sul mare come bandiere appartengono a Lui. [24]
- Zilio Grandi
 A Lui appartengono le navi che sul mare si ergono come fossero montagne.
- Pasquini
 25.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 Voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete?
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 26.
 كُلُّ مَن عَلَيها فانٍ
 Tutto quel che è sulla terra è destinato a perire,
- Hamza P.
 Ogni cosa perirà
- Zilio Grandi
 Tutto su essa (la Terra) sparirà,
- Pasquini
 27.
 وَيَبقىٰ وَجهُ رَبِّكَ ذُو الجَلٰلِ وَالإِكرامِ
 [solo] rimarrà il Volto del tuo Signore [8] , pieno di Maestà e di Magnificenza.
- Hamza P.
 e resterà solo il volto del tuo Signore, il Maestoso, il Generoso. [27]
- Zilio Grandi
 ma il volto del Signore resterà, del tuo Signore, il Possessore della gloria e della maestà.
- Pasquini
 28.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 Voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete?
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 29.
 يَسـَٔلُهُ مَن فِى السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ كُلَّ يَومٍ هُوَ فى شَأنٍ
 Lo invocano tutti quelli che sono nei cieli e sulla terra.
È ogni giorno in [nuova] opera [9] .
- Hamza P.
 Ogni cosa Lo implora nei cieli e sulla terra, e ogni giorno Egli agisce. [29]
- Zilio Grandi
 Nei cieli e sulla Terra ognuno lo implora e ogni giorno Egli è in faccenda
- Pasquini
 30.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 Voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete?
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 31.
 سَنَفرُغُ لَكُم أَيُّهَ الثَّقَلانِ
 Presto ci occuperemo di voi, o due pesi [10] !
- Hamza P.
 Ci occuperemo di voi, voi due che avete peso, [31]
- Zilio Grandi
 Ci occuperemo di voi, o appartenenti ai due generi (il genere degli uomini e quello dei ginn)!
- Pasquini
 32.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete?
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 33.
 يٰمَعشَرَ الجِنِّ وَالإِنسِ إِنِ استَطَعتُم أَن تَنفُذوا مِن أَقطارِ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ فَانفُذوا لا تَنفُذونَ إِلّا بِسُلطٰنٍ
 O consesso dei dèmoni e degli uomini, se potrete varcare i limiti dei cieli e della terra, fatelo. Non fuggirete senza un’autorità [proveniente da Allah].
- Hamza P.
 Popolo degli uomini e popolo dei jinn, se potete insinuarvi negli spazi dei cieli e della terra, fatelo, ma lo potreste fare solo grazie a un’autorità che non avete.
- Zilio Grandi
 O consorzio dei ginn e degli uomini, se ce la fate a evadere dai confini dei cieli e della Terra, evadete. Voi non evaderete, se non ve ne sarà dato potere.
- Pasquini
 34.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 Voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete?
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 35.
 يُرسَلُ عَلَيكُما شُواظٌ مِن نارٍ وَنُحاسٌ فَلا تَنتَصِرانِ
 Sarà inviata contro entrambi fiamma ardente e rame fuso e non sarete soccorsi.
- Hamza P.
 Una fiamma senza fumo e un fumo senza fiamma saranno mandati contro di voi, e nessuno vi soccorrerà.
- Zilio Grandi
 Vi sarà mandato addosso un getto di fuoco e di rame e non ci riuscirete.
- Pasquini
 36.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 Voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete?
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 37.
 فَإِذَا انشَقَّتِ السَّماءُ فَكانَت وَردَةً كَالدِّهانِ
 Quando si fenderà il cielo e sarà come cuoio rossastro [11] ,
- Hamza P.
 Quando il cielo si spaccherà, rosso come cuoio lucidato [37]
- Zilio Grandi
 Quando il cielo si fenderà e diventerà scarlatto, come cuoio rosso,
- Pasquini
 38.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 – voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete? –,
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 39.
 فَيَومَئِذٍ لا يُسـَٔلُ عَن ذَنبِهِ إِنسٌ وَلا جانٌّ
 In quel Giorno né gli uomini né i dèmoni saranno interrogati sui loro peccati [12] .
- Hamza P.
 in quel giorno, uomo o jinn, a nessuno sarà dato di scusarsi per la sua colpa. [39]
- Zilio Grandi
 Quel giorno non sarà interrogato intorno al suo peccato né uomo né ginn.
- Pasquini
 40.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 Voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete?
- Zilio Grandi
 Quale dunque voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 41.
 يُعرَفُ المُجرِمونَ بِسيمٰهُم فَيُؤخَذُ بِالنَّوٰصى وَالأَقدامِ
 Gli empi saranno riconosciuti dai loro segni e afferrati per il ciuffo e per i piedi.
- Hamza P.
 I malvagi si riconosceranno per certi loro contrassegni, e saranno afferrati per i capelli e per i piedi. [41]
- Zilio Grandi
 I delinquenti saranno riconoscibili dal loro marchio e saranno afferrati per il ciuffo e per i piedi.
- Pasquini
 42.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 Voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete?
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 43.
 هٰذِهِ جَهَنَّمُ الَّتى يُكَذِّبُ بِهَا المُجرِمونَ
 [Sarà detto loro:] «Ecco l’Inferno che i colpevoli negavano!»
- Hamza P.
 Ecco la Geenna, che i malvagi hanno accusato di menzogna,
- Zilio Grandi
 Ecco com’è la giahànnam [1], la cui esistenza dichiarano menzogna i delinquenti.
- Pasquini
 44.
 يَطوفونَ بَينَها وَبَينَ حَميمٍ ءانٍ
 Vagheranno tra esso e il magma ribollente.
- Hamza P.
 andranno e verranno da lì all’acqua che bolle e arde.
- Zilio Grandi
 Essi gireranno, essendo fra essa (da una parte) e ḥamīm [2] bollente (dall’altra)
- Pasquini
 45.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 Voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete?
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 46.
 وَلِمَن خافَ مَقامَ رَبِّهِ جَنَّتانِ
 Per chi avrà temuto di presentarsi [al cospetto] del suo Signore ci saranno due Giardini.
- Hamza P.
 Chi ha temuto di comparire davanti al suo Signore avrà due giardini
- Zilio Grandi
 Per coloro che avranno temuto il luogo di comparizione alla presenza del loro Signore (nel Giorno del Giudizio), ci saranno due Giardini.
- Pasquini
 47.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 – voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete? –
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 48.
 ذَواتا أَفنانٍ
 Di fresche fronde.
- Hamza P.
 con frutti di ogni sorta
- Zilio Grandi
 Due (Giardini) dotati di fronde.
- Pasquini
 49.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 – voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete? –
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 50.
 فيهِما عَينانِ تَجرِيانِ
 In entrambi sgorgano due fonti.
- Hamza P.
 e due sorgenti che scorrono
- Zilio Grandi
 In essi due (Giardini) vi sono due sorgenti d’acqua.
- Pasquini
 51.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 – voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete? –
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 52.
 فيهِما مِن كُلِّ فٰكِهَةٍ زَوجانِ
 In entrambi due specie di ogni frutto.
- Hamza P.
 e di ogni frutto due varietà [52]
- Zilio Grandi
 In essi due (Giardini) v’è frutta d’ogni sorta.
- Pasquini
 53.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 – voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete? –,
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 54.
 مُتَّكِـٔينَ عَلىٰ فُرُشٍ بَطائِنُها مِن إِستَبرَقٍ وَجَنَى الجَنَّتَينِ دانٍ
 Saranno appoggiati, [i loro ospiti], su divani rivestiti internamente di broccato, e i frutti dei due giardini saranno a portata di mano.
- Hamza P.
 e lì saranno adagiati su letti rivestiti di broccato e con facilità coglieranno i frutti dei giardini [54]
- Zilio Grandi
 Essi, stando sdraiati su tappeti dal fondo di broccato, coglieranno con facilità (la frutta, a portata di mano) dei due Giardini
- Pasquini
 55.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 – voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete? –
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 56.
 فيهِنَّ قٰصِرٰتُ الطَّرفِ لَم يَطمِثهُنَّ إِنسٌ قَبلَهُم وَلا جانٌّ
 Vi saranno colà quelle dagli sguardi casti, mai toccate da uomini o da dèmoni.
- Hamza P.
 e ci saranno donne dallo sguardo modesto, mai uomo o jinn le avrà sfiorate prima
- Zilio Grandi
 Vi saranno fanciulle, mai toccate prima da uomini o da ginn, che, per pudicizia, non allungano lo sguardo.
- Pasquini
 57.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 – voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete? –
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 58.
 كَأَنَّهُنَّ الياقوتُ وَالمَرجانُ
 Saranno simili a rubino e corallo.
- Hamza P.
 come il giacinto e il corallo [58]
- Zilio Grandi
 Sembreranno esse rubini, sembreranno coralli.
- Pasquini
 59.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 – voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete?
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 60.
 هَل جَزاءُ الإِحسٰنِ إِلَّا الإِحسٰنُ
 Qual altro compenso del bene se non il bene?
- Hamza P.
 Il bene avrà per compenso altro che il bene? [60]
- Zilio Grandi
 Qual è la ricompensa del bene, se non il bene?
- Pasquini
 61.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 – voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete?
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 62.
 وَمِن دونِهِما جَنَّتانِ
 E [ci saranno] altri due giardini oltre a quelli.
- Hamza P.
 E oltre a questi, altri due giardini
- Zilio Grandi
 Oltre ai due (Giardini, testè descritti), vi saranno altri due Giardini.
- Pasquini
 63.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 – voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete? –
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 64.
 مُدهامَّتانِ
 Entrambi di un verde scurissimo.
- Hamza P.
 scurissimi d’ombra
- Zilio Grandi
 di colore verde intenso.
- Pasquini
 65.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 – voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete?
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 66.
 فيهِما عَينانِ نَضّاخَتانِ
 In entrambi due sorgenti sgorganti.
- Hamza P.
 Ci saranno due sorgenti che scorrono in abbondanza
- Zilio Grandi
 In essi due (Giardini) vi sono due fonti zampillanti.
- Pasquini
 67.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 – voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete? –
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 68.
 فيهِما فٰكِهَةٌ وَنَخلٌ وَرُمّانٌ
 In entrambi frutti, palme e melograni.
- Hamza P.
 e frutti e palme e melograni
- Zilio Grandi
 In essi due (Giardini) vi saranno frutta e palme e melegrane.
- Pasquini
 69.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 – voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete? –
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 70.
 فيهِنَّ خَيرٰتٌ حِسانٌ
 E [fanciulle] pie e belle.
- Hamza P.
 e donne buone, bellissime
- Zilio Grandi
 E in essi ci saranno fanciulle buone e belle,
- Pasquini
 71.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 – voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete? –,
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 72.
 حورٌ مَقصورٰتٌ فِى الخِيامِ
 E fanciulle dai grandi occhi neri [13] ritirate nelle loro tende.
- Hamza P.
 Ḥūr protette nelle loro tende
- Zilio Grandi
 dai fulgenti e neri occhioni, accomodate in padiglioni.
- Pasquini
 73.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 – voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete? –
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 74.
 لَم يَطمِثهُنَّ إِنسٌ قَبلَهُم وَلا جانٌّ
 Che nessun uomo o demone mai han toccato.
- Hamza P.
 che mai uomo o jinn avrà sfiorato prima
- Zilio Grandi
 non toccate mai da mani né di ginn né di umani.
- Pasquini
 75.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 – voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete? –,
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 76.
 مُتَّكِـٔينَ عَلىٰ رَفرَفٍ خُضرٍ وَعَبقَرِىٍّ حِسانٍ
 Staranno appoggiati su verdi cuscini e meravigliosi tappeti.
- Hamza P.
 e lì staranno adagiati su letti verdi e splendidi tappeti, [76]
- Zilio Grandi
 Là staranno adagiati (i beati) sopra verdi guanciali e splendidi tappeti.
- Pasquini
 77.
 فَبِأَىِّ ءالاءِ رَبِّكُما تُكَذِّبانِ
 Quale dunque dei benefici del vostro Signore negherete?
- Hamza P.
 e allora, voi due, quale beneficio del vostro Signore smentirete?
- Zilio Grandi
 Quale, dunque, voi due negherete dei doni del vostro Signore?
- Pasquini
 78.
 تَبٰرَكَ اسمُ رَبِّكَ ذِى الجَلٰلِ وَالإِكرامِ
 Sia benedetto il Nome del tuo Signore, colmo di Maestà e di Magnificenza.
- Hamza P.
 Sia benedetto il nome del tuo Signore, il Maestoso, il Generoso. [78]
- Zilio Grandi
 Sia benedetto il nome del tuo Signore, il Possessore della Maestà divina e della Gloria!
- Pasquini

Note di Hamza Piccardo alla Sura

  • [1] ^ Lett. «gli ha insegnato il “bayân”», cioè il discorso chiaro ed esauriente.
  • [2] ^ «le stelle e gli alberi»: è anche possibile tradurre «l’erbe e l’albero». Oltre alla loro connaturata sottomissione al loro Signore (gloria a Lui l’Altissimo) queste creature si prosternano sorgendo e tramontando (le stelle) con la loro ombra e volgendosi verso il sole (le erbe e gli alberi).
  • [3] ^ Secondo la maggior parte dei commentatori coloro ai quali viene rivolta questa domanda, che si ripete ben 30 volte in questa sura, sono gli uomini e i dèmoni. Riferisce una tradizione che un giorno l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) recitò questa sura davanti ai suoi compagni e poi disse loro di averla salmodiata nella notte in cui predicò ai dèmoni. Essi ascoltarono con attenzione e ogniqualvolta udivano questo versetto rispondevano: «Signor nostro, non neghiamo nessuno dei benefici, Tu sei il Sapiente».
  • [4] ^ Racconta la tradizione che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) plasmò l’uomo con l’argilla e poi lo lasciò ad asciugare. Durante tutto questo periodo Iblîs, che avrebbe poi disobbedito rifiutando di prosternarsi davanti ad Adamo (vedi II, 30-34), colpiva la figura di argilla ed essa risuonava come «i vasi che il vasaio rigira per farli asciugare e che cozzano tra loro» (Tabarî).
  • [5] ^ Nel suo moto apparente il sole si leva in autunno/inverno a sud-est e tramonta a sud-ovest mentre in primavera/estate si leva a nord-est e tramonta a nord-ovest. Questa l’esegesi classica di questo versetto. Naturalmente altri significati che si riferiscono alla contemporanea pregnanza divina nel mondo terreno e in quello invisibile, in questa vita e nell’altra, non sono esclusi né escludibili.
  • [6] ^ Possono essere le acque piovane e quelle dei fiumi, laghi, mari, oppure quelle dolci e quelle salate, o ancora quelle dell’Atlantico e del Mediterraneo.
  • [7] ^ L’oceanografia ha stabilito che i mari si compenetrano solo apparentemente e che ogni mare ha sue peculiari caratteristiche per quanto riguarda salinità, densità, temperatura. In realtà esistono delle vere e proprie barriere, di cui si è avuta la prova (utilizzando ad esempio la fotografia all’infrarosso). Quando le acque oltrepassano queste barriere, si trasformano e assumendo le caratteristiche del mare in cui sono confluite, «diventano» il mare in cui sono confluite.
  • [8] ^ «[solo] rimarrà il Volto del tuo Signore»: nel senso dell’eternità della realtà divina (vedi XXVIII, 88 e la nota).
  • [9] ^ L’attività divina è continua, Allah (gloria a Lui l’Altissimo) non è indifferente alle vicissitudini delle Sue creature. La Sua presenza e la Sua opera governano il creato in modo dinamico.
  • [10] ^ «o due pesi»: gli uomini e i dèmoni.
  • [11] ^ « cuoio rossastro »: anche « come olio infuocato »
  • [12] ^ Tutto sarà evidente a tutti e per tutti parleranno i registri delle azioni, ognuno porterà in sé i segni delle sue colpe (vedi anche vers. 41) e non ci sarà scampo per i peccatori.
  • [13] ^ «Quelle bianche dai grandi occhi scuri», questo è il significato del termine arabo «hurî».

Note di Mohammad Ali Amir-Moezzi alla traduzione di Zilio Grandi

  • Nota alla Sura La sūra risale al primo periodo meccano, ma per l’esegesi tradizionale è in parte medinese. È organizzata secondo uno schema tripartito. La prima celebra la creazione, manifestazione della bontà di Dio nei confronti dell’uomo (vv. 1-32). Segue un’evocazione della comparizione e del giudizio dei dannati (vv. 33-45). La sūra si sofferma infine sul soggiorno paradisiaco, descritto mediante alcuni aspetti materiali. Questa terza parte è la più peculiare. Contrariamente alle altre sūre, dove l’evocazione del paradiso non occupa più di due o tre versetti, qui la descrizione continua fino alla conclusione, in forma di elogio, e sviluppa un aspetto della misericordia divina (raḥma) che apre il testo. Ricordiamo che il paradiso coranico comporta tre elementi principali: una cornice – i giardini –, un banchetto e dei colloqui; gli ultimi due danno risalto a un tema comune: la socievolezza. La sūra insiste soprattutto sul primo elemento. Altrove si aggiungono i dettagli seguenti: le carni delicate di volatili gustosi per gli eletti (cfr. 56:21), i loro abiti (cfr. 18:31), le stanze edificate dei loro appartamenti (cfr. 39:20), i quattro fiumi del paradiso (cfr. 47:15) e i vassoi d’oro (cfr. 43:71). Un altro tratto caratteristico del testo è la presenza di un ritornello in forma di domanda, che dal v. 13 al v. 28 si ripete quasi sempre un versetto ogni tre, poi, a partire dal v. 28, ogni due. Il suo tenore non ha in sé nulla di particolare: in molti passi la rivelazione si rivolge ai contemporanei idolatri di Muḥammad per interpellare direttamente coloro che rifiutano il suo messaggio. La formula di tipo duale qui non sorprende: la spiegazione tradizionale accettata è che il testo apostrofa gli esseri umani e i jinn. Ma il tratto, che si riscontra nella poesia preislamica, potrebbe essere puramente stilistico; se così fosse, bisognerebbe concludere che ciò che viene detto riguarderebbe solo i contemporanei di Muḥammad. D’altra parte la formula è in forma interrogativa; la ripetizione della domanda mira a sottolineare l’importanza del riconoscimento di ciò che l’uomo deve all’opera creatrice di Dio. Ne è prova il fatto che esso ritorna nella seconda parte, dove ci si aspetterebbe piuttosto di riscontrare l’effetto del rigore divino. Questa manifestazione di gratitudine, che potrebbe sembrare insignificante, è portatrice dei più alti valori etici in senso coranico: fa comprendere all’uomo la sua finitezza ontologica e pertanto la vulnerabilità della sua condizione, l’una conseguenza naturale dell’altra. Si spiega, quindi, che la domanda ricorrente ritorni in altri passi, e soprattutto nelle sūre meccane. In questa sūra la domanda compare trentuno volte, cifra che naturalmente ha dato luogo a molte speculazioni numerologiche.La sūra, infine, appare collocata sotto il segno della dualità. Si noterà la frequenza delle opposizioni o delle complementarità fra parola e parola, delle simmetrie, delle enumerazioni ridotte a due elementi. È un tratto caratteristico della retorica semitica che costituisce l’oggetto di recenti ricerche. Bisogna sottolineare una parentela della struttura e del tema con il Salmo 136. Una struttura binaria, in particolare, è chiaramente individuabile nella terza parte. Si noti innanzitutto che i vv. 61-77 costituiscono una duplicazione, ritornello compreso, della serie precedente, 46-59. Così il v. 62 è l’omologo del 46, il 63 del 47 e così via. Una disposizione del testo su due colonne farebbe risaltare questa stretta corrispondenza versetto per versetto. Duplicazione, ma non ripetizione, eccetto la formula del ritornello. Così, per esempio, gli eletti, nel v. 54 saranno «adagiati su letti rivestiti di broccato»; nel versetto corrispondente (76), sono «adagiati su letti verdi e splendidi tappeti». Fra le due serie di rivelazioni, compare un versetto isolato, il 60, che ha un carattere particolare: forma al tempo stesso la transizione dall’una all’altra, ma anche la loro conclusione.
  • [1] ^ «Il Clemente» (al-Raḥmān): per i teologi questo nome divino dimostra che Dio non cessa di manifestare a tutti gli esseri umani la Sua compassione e la Sua benevolenza in tutte le loro forme: favori, perdono, misericordia, ecc. Dire di Dio che è al-Raḥmān significa dunque dire che Egli è Amore nel senso cristiano del termine. I culti monoteisti contemporanei di Muḥammad, come anche quello del «falso profeta» Musaylima, definivano Dio al-Raḥmān, mentre Allāh, per i politeisti, era il nome convenzionale della divinità superiore agli dèi locali. Nel Corano al-Raḥmān è un nome divino fra gli altri, ma l’esame delle sue occorrenze mostra che possiede uno statuto linguistico particolare. Al di fuori della coppia al-Raḥmān/al-Raḥīm, al-Raḥmān è sempre impiegato da solo, come se detenesse, più degli altri nomi divini, un diritto speciale alla sinonimia con il nome Allāh. Qui al-Raḥmān costituisce da solo un versetto, fatto eccezionale nel Corano. La sua collocazione nella sūra lascia pensare che tutto il resto dipenda da questa parola e sia posto sotto la sua egida, mostrando i differenti aspetti della misericordia divina, a cominciare dai primi versetti: la creazione dell’uomo, il dono del linguaggio, la concessione della terra agli esseri umani, il soggiorno nel paradiso, ecc. Così si spiega il ritornello del v. 13: davanti a una tale manifestazione della generosità divina (in 14:34 si aggiunge che questi favori sono innumerevoli), come può l’uomo contestarne l’evidenza? La ripetizione della domanda accresce la forza persuasiva dell’argomentazione, punto di partenza della conversione religiosa alla quale Dio chiama Muḥammad, perché l’adorazione di Dio è contropartita di questa riconoscenza.
  • [4] ^ Alcuni commentatori fanno riferimento al versetto per sostenere la tesi secondo cui il linguaggio umano è di origine divina (tawqīf), e non il risultato di una convenzione fra gli uomini (waḍ‘), come sostiene una parte dei filologi arabo-musulmani (cfr. il commento a 2:31-33). Tuttavia, il termine bayān, reso qui con «parlare chiaramente», può anche significare «rivelazione»: è proprio questa l’accezione che gli danno i teorici della giurisprudenza. Il bayān è l’esposizione divina, intellegibile per l’uomo, dei suoi obblighi religiosi, e a questo titolo è portatrice di una perfezione formale e semantica. Perciò la parola bayān andrà a designare la scienza retorica negli studi arabi classici.
  • [5] ^ Per i contemporanei di Muḥammad, il «calcolo» poteva significare solo che i due astri in questione seguono in apparenza un corso ciclico perfettamente regolare. In un versetto corrispondente (13:2), dove si tratta dei «cieli elevati» come nel v. 7, il fenomeno è un «segno» di Dio, dunque un simbolo del monoteismo; qui tale regolarità diventa quella della misericordia divina, come in 6:95 sgg.
  • [6] ^ L’intera creazione loda Dio (cfr. 13:15; 16:48; 22:18); si prosterna come fa il musulmano durante la preghiera. La sottomissione a Dio caratterizza la condizione creata, e in 51:56 diventa la sua ragion d’essere. Essa indica dunque contemporaneamente la riconoscenza di questa condizione, una gratitudine nei confronti del Creatore e la Sua misericordia. In alcuni dei passi citati si afferma, per meglio sottolineare l’universalità di tale adorazione, che anche le ombre, per quanto impalpabili, si prosternano.
  • [7] ^ «La bilancia»: per i commentatori, la giustizia. Il versetto riecheggia secondo loro 21:47, che verte in effetti sul giorno del giudizio, e dove le «bilance giuste» non lederanno alcuna anima neppure nella misura di un «granello di senape». Essendo quest’ultimo la più piccola particella visibile a occhio nudo, è adatto per mostrare la perfezione della giustizia divina.
  • [8] ^ Dio invita l’uomo a imitare la giustizia divina nelle transazioni commerciali, dove pure si utilizzano bilance. Il Corano insiste a più riprese sull’onestà negli affari, come la Bibbia (cfr., per esempio, Lv 19:35-36: «Non commetterete ingiustizia nei giudizi, nelle misure di lunghezza, nei pesi o nelle misure di capacità … Io sono il Signore, vostro Dio, che vi ho fatto uscire dalla terra d’Egitto»). All’equità dell’uomo con i suoi simili corrisponde quella di Dio verso l’uomo. In altri termini, la bilancia, realtà comune a Dio e all’uomo commerciante, offre un simbolismo particolarmente appropriato: l’uomo pesa i beni dei suoi simili, e Dio peserà allo stesso modo i suoi.
  • [10] ^ Qui riecheggiano altri aspetti della misericordia che Dio ha manifestato agli uomini creando la terra e i cieli (cfr. 13:2; 21:32, «solido soffitto»; 22:65).
  • [13] ^ «Voi due»: per i commentatori, gli uomini e i jinn, o l’uomo e la donna.
  • [14] ^ Cfr. i commenti a 15:26 e 15:27.
  • [17] ^ «Signore dei due occidenti», «Signore dei due orienti»: gli esegeti giustificano il duale con il fatto che il tramonto e l’alba si osservano in due punti diversi dell’orizzonte in inverno e in estate. La formulazione, che corrisponde a un fenomeno di osservazione comune, fa dunque riferimento ai due solstizi annuali. Più frequentemente il Dio unico è detto nel Corano «Signore dell’oriente e dell’occidente» (cfr. 70:40).
    L’impiego della forma al duale si può comprendere in rapporto alla misericordia divina (raḥma), come per le altre coppie di termini. Può anche ricordare ai politeisti che solo Dio è degno di essere adorato, non il sole (‘Abd Shams, «servo del sole», è un nome attestato in epoca preislamica).
    Si riporta che Muḥammad abbia vietato di pregare immediatamente prima del tramonto, per non confondere il nuovo rituale con il culto del sole.
  • [19] ^ «I due mari»: l’esegesi esita sul senso della formulazione: potrebbe trattarsi sia di acqua dolce, sia di acqua marina. Secondo un’interpretazione, la «barriera invalicabile» sarebbe quella delle acque del Tigri e dell’Eufrate, che si mescolano a quelle del Golfo Persico solo dopo essersi considerevolmente allontanate dalle loro foci, dunque al largo. Se invece si tratta di due mari veri e propri, la «barriera invalicabile» dovrebbe essere un istmo: si può pensare a quello che separa il Mar Rosso dall’Oman (Bab el Mandeb), o allo stretto di Ormuz. «Barriera invalicabile» (barzakh): l’espressione ricorre per tre volte nel Corano (cfr. 25:53; 27:61). In quest’ultima occorrenza è un segno che «non vi è altra divinità all’infuori di Dio». Il passo ha conosciuto ampie interpretazioni mistiche.
  • [22] ^ «Perle e coralli» erano i principali ornamenti ricavati dal mare, il che giustifica la loro menzione dopo quella dei «due mari» (cfr. 35:12).
  • [24] ^ In 31:31 si aggiunge che le navi navigano sul mare per grazia di Dio, il che spiega la presenza del ritornello nel v. 25. In 42:31-34 lo stesso fenomeno serve a magnificare l’onnipotenza divina. Ogni segno di cui gli uomini sono testimoni è un simbolo molteplice, che può richiamare, a seconda dell’aspetto considerato, questo o quel nome divino.
  • [27] ^ Il volto di Dio, simbolo usato anche dalla Bibbia, è citato spesso nel Corano, e dà luogo a un’altra metonimia frequente: ricercare il «volto del … Signore», qualità del vero credente che cerca Dio per Lui stesso (92:17-20). I teologi ammettono la visione di Dio nell’aldilà, tranne la scuola mu‘tazilita, per la quale non sarà reale ma simbolica. I due nomi divini «il Maestoso» e «il Generoso» (dhū l-Jalāl wa l-Ikrām) ricorrono spesso nelle orazioni e nelle litanie. Per alcuni commentatori, qui sono da mettere in relazione al volto di Dio; per gli sciiti, tale volto rappresenta la figura dell’imām, guida spirituale per eccellenza.
  • [29] ^ Dio si occupa senza sosta né riposo dei Suoi decreti, ma non ne cura direttamente l’esecuzione: nel Corano, tale compito è da Lui delegato a quella moltitudine di intermediari che sono gli angeli. Teologicamente parlando, questa attività è opera degli attributi di Dio, non della Sua essenza, una, immutabile e non associabile a essi. Inoltre, la creazione è continua. Tale concezione si accorda con l’occasionalismo degli accidenti, divenuti un dogma nella teologia scolastica: ciò che esiste non è dotato di esistenza in se stesso; ogni cambiamento nell’universo, fino al più infimo dei movimenti, deriva dalla produzione incessante da parte di Dio di accidenti aggiunti alle sostanze per formare i corpi percepibili con i sensi. I commenti mistici mettono in relazione il versetto con 10:4 («Egli dà inizio alla creazione e poi la rinnova»): l’atto creativo non si riduce alla ricreazione degli esseri al momento della resurrezione o alla produzione del mondo destinato a succedere al nostro.
  • [31] ^ «Voi due che avete peso»: per i commentatori, si tratta del giudizio finale sugli uomini e su quello dei jinn, entrambi colpevoli (cfr. v. 32); «peso» esprime il fatto che questo giudizio è simboleggiato dalla bilancia del v. 7. Sul ruolo dei demoni, cfr. l’introduzione alla sūra 72.
  • [37] ^ Cfr. At 2:20-21: «Il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue, prima che giunga il giorno del Signore, giorno grande e glorioso. E avverrà: chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato».
  • [39] ^ Il versetto, che sembra contraddire l’esistenza di un giudizio finale, si può spiegare in diversi modi: o questa idea non esiste ancora nelle rivelazioni di Muḥammad (interpretazione degli orientalisti, preoccupati di ricostruire l’evoluzione cronologica della rivelazione), oppure Dio interrogherà gli uomini e i jinn solo su una parte dei loro peccati; o ancora, l’interrogatorio dei peccatori non avverrà al momento della resurrezione, ma solo in quello del giudizio (interpretazione degli esegeti musulmani).
    Si può rilevare che, non potendo più i miscredenti dissimulare la loro natura, non sarà necessario fare il conto degli altri peccati. In effetti, la miscredenza (kufr) nella concezione coranica è la radice di tutti i mali e sarà sufficiente per incorrere nel castigo dell’oltretomba.
  • [41] ^ Si moltiplicano i segni di umiliazione che il tribunale divino infliggerà ai miscredenti. Si può interpretare il versetto nel senso che costoro, afferrati in tutto il loro essere, non avranno alcuna possibilità di sfuggire alla pena. vv. 46 sgg. La terza e ultima parte descrive il soggiorno degli eletti. I versetti si inscrivono nello schema binario visto in precedenza, a sua volta divisibile in due. I beati saranno divisi in due categorie; poiché ognuno soggiorna in due giardini, vi sono quattro giardini in tutto il paradiso, e per questo nel Corano viene talvolta usato il plurale jannāt. I vv. 46-59 riguardano la prima categoria di eletti; i vv. 61-77 descrivono la condizione della seconda categoria, di rango inferiore (cfr. il commento ai vv. 61 sgg.). L’osservazione fatta a proposito della dualità intrinseca associata alla clemenza divina si conferma quasi in ogni versetto. Non soltanto i giardini sono in numero di due, ma la dualità compare nelle loro descrizioni o negli elementi che le compongono: cfr. le «due sorgenti» (vv. 50 e 66), le urì sono «buone, bellissime» (v. 70), accattivanti «come il giacinto e il corallo» (v. 58), ogni frutto è di «due varietà», ecc. Si possono anche contrapporre parola per parola gli eletti e i dannati: acque di sorgenti, acque ribollenti; gli uni errano, gli altri sono comodamente sistemati; i dannati sono soli, gli eletti in compagnia, ecc. Altre interpretazioni sono state proposte per spiegare i due giardini: per esempio, quello degli uomini e quello dei jinn; o ancora, a ciascun individuo saranno offerti due giardini, uno come ricompensa delle sue opere, l’altro indipendentemente da queste, per pura grazia divina. Un’interpretazione meno frequente riferisce i vv. 46-77 alle conquiste dei primi eserciti musulmani che soggiogarono le fertili contrade del Vicino Oriente.
  • [52] ^ «Di ogni frutto due varietà»: per i commentatori, una sarebbe una specie simile a quella che esiste sulla terra, l’altra sarebbe propria del paradiso. Si può anche pensare che le sorgenti (v. 50) e i frutti saranno divisi fra i due giardini del v. 46: i frutti saranno dunque di un genere diverso in ciascun luogo.
  • [54] ^ Il dettaglio ritorna in 76:14. La sūra 83 ripete in due punti (vv. 23 e 35) che gli eletti, seduti su «letti alti», guardano l’ambiente che li circonda. La descrizione coranica mostra che saranno sempre sazi, ignari dei morsi della fame, del calore o del freddo (cfr. 76:13 e Ap 7:16: «Non avranno più fame né avranno più sete, non li colpirà il sole né arsura alcuna»).
  • [58] ^ Il giacinto, il corallo e il velo delle tende dissimulano gelosamente la bellezza e proteggono il candore dell’epidermide (v. 72).
  • [60] ^ Questa verità generale e astratta risalta sul carattere concreto e reale dell’insieme della descrizione. Ritroviamo lo spirito della retorica coranica, che procede volentieri per giustapposizioni di elementi diversi, se non addirittura antitetici: qui il richiamo alla riflessione, alla ragione, succede bruscamente alle evocazioni rivolte all’immaginazione. vv. 61 sgg. Mettendo a confronto i versetti con i loro omologhi della serie precedente (46-59), constatiamo che i giardini di questa categoria inferiore di credenti sono meno attraenti. Analogamente, gli eletti della sūra 56 sono di due tipi e ciascuno risiede in un giardino distinto. O meglio, li si può fare corrispondere a quelli della presente sūra: per esempio, 55:54 con 56:15; poi 55:76 con 56:34, e così via. È, dunque, legittimo supporre che i giardini dei vv. 61 sgg. siano riservati ad altri credenti: si potrebbe trattare di «quelli della destra» della sūra precedente, dato che «quelli che vengono prima» (56:10) saranno condotti ai giardini superiori descritti nei vv. 46-59.
  • [76] ^ «Lì staranno adagiati»: si tratta degli eletti, forse quelli della seconda categoria.
  • [78] ^ La posizione di questa dossologia finale non è casuale: figura già alla fine della prima parte, che illustra l’attributo primario divino menzionato nella formula («il Maestoso»). Qui chiude la terza parte che, descrivendo il paradiso, illustra il secondo attributo citato («il Generoso»), e dunque conclude in modo logico l’intera sūra. Aggiungiamo che i due nomi corrispondono in arabo allo stesso attributo sdoppiato (dhū l-Jalāl wa l-Ikrām), il quale fa parte degli asmā’ al-ḥusnā (i novantanove «bellissimi nomi di Dio»).

Note di Abdur Rahman Pasquini alla Sura

  • [1] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [2] ^ Acqua bollente.