

Sura LXII
Al-Jumu‘a
Il Venerdì
Post-Eg. n. 110. Di 11 versetti. Il nome della sura deriva dal vers. 9.
La traduzione Bausani non ha testi importati per la sura 62 (controllare l'import: al momento sono disponibili principalmente le sure 100–114).
يُسَبِّحُ لِلَّهِ ما فِى السَّمٰوٰتِ وَما فِى الأَرضِ المَلِكِ القُدّوسِ العَزيزِ الحَكيمِ
Glorifica Allah ciò che è nei cieli e sulla terra, il Re, il Santo, l’Eccelso, il Saggio.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ogni cosa nei cieli e sulla terra celebra la gloria di Dio, Egli è il Re, il Santo, il Potente, il Saggio, [1]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ciò che esiste nei cieli e ciò che esiste nella Terra proclama la incondivisa divinità di Allàh, il Re, il Santo, al-’azìz (il Possente), il Sapiente.
- Pasquini
- Pasquini
هُوَ الَّذى بَعَثَ فِى الأُمِّيّۦنَ رَسولًا مِنهُم يَتلوا عَلَيهِم ءايٰتِهِ وَيُزَكّيهِم وَيُعَلِّمُهُمُ الكِتٰبَ وَالحِكمَةَ وَإِن كانوا مِن قَبلُ لَفى ضَلٰلٍ مُبينٍ
Egli è Colui Che ha inviato tra gli illetterati un Messaggero [1] della loro gente, che recita i Suoi versetti, li purifica e insegna loro il Libro e la Saggezza, anche se in precedenza erano in errore evidente,
- Hamza P.
- Hamza P.
Colui che ha inviato un Profeta agli ignoranti, scelto tra loro, il quale recita loro i segni di Dio e li purifica e insegna loro il libro e la saggezza anche se prima erravano chiaramente; [2]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
È Lui che ha suscitato di tra gli illetterati un Apostolo di loro, il quale recita loro le Sue ayāt, li purifica e insegna loro il Libro e la Sapienza - quantunque, prima, essi fossero in fuorviamento manifesto -
- Pasquini
- Pasquini
وَءاخَرينَ مِنهُم لَمّا يَلحَقوا بِهِم وَهُوَ العَزيزُ الحَكيمُ
e ad altri che ancora non li hanno raggiunti [nella fede].
Egli è l’Eccelso, il Saggio.
- Hamza P.
Egli è l’Eccelso, il Saggio.
- Hamza P.
alcuni non si sono ancora uniti al Profeta, ma Dio è il Potente, il Saggio. [3]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
e ad altri di loro, che non li hanno ancora raggiunti. Egli è al-’azìz (il Possente), il Sapiente.
- Pasquini
- Pasquini
ذٰلِكَ فَضلُ اللَّهِ يُؤتيهِ مَن يَشاءُ وَاللَّهُ ذُو الفَضلِ العَظيمِ
Questa è la Grazia di Allah, Egli la concede a chi vuole.
Allah è il Detentore della Grazia immensa.
- Hamza P.
Allah è il Detentore della Grazia immensa.
- Hamza P.
Questo è il favore di Dio che Egli dona a chi vuole, Dio è il Signore del favore supremo.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Questo è il favore di Allàh, il Quale lo concede a chi vuole e Allàh è il Possessore del favore sublime.
- Pasquini
- Pasquini
مَثَلُ الَّذينَ حُمِّلُوا التَّورىٰةَ ثُمَّ لَم يَحمِلوها كَمَثَلِ الحِمارِ يَحمِلُ أَسفارًا بِئسَ مَثَلُ القَومِ الَّذينَ كَذَّبوا بِـٔايٰتِ اللَّهِ وَاللَّهُ لا يَهدِى القَومَ الظّٰلِمينَ
Coloro cui fu affidata la Torâh e che non la osservarono, assomigliano all’asino che porta i libri. Quanto è detestabile la similitudine di coloro che tacciano di menzogna i segni di Allah: Allah non guida gli ingiusti.
- Hamza P.
- Hamza P.
Quelli cui fu data la Torah ma non seppero portare il suo peso somigliano a un asino che porta dei libri: com’è brutto l’esempio di un popolo che ha accusato di menzogna i segni di Dio! Ma Dio non guida i colpevoli. [5]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Il paragone di coloro che furono caricati dell’obbligo di mettere in pratica la Toràh - e non l’hanno messa in pratica - è quello dell’asino che porta dei libri! Pessimo paragone per il popolo, di coloro i quali dichiarano falsi i Segni di Allàh. Allàh non guida il popolo dei trasgressori.
- Pasquini
- Pasquini
قُل يٰأَيُّهَا الَّذينَ هادوا إِن زَعَمتُم أَنَّكُم أَولِياءُ لِلَّهِ مِن دونِ النّاسِ فَتَمَنَّوُا المَوتَ إِن كُنتُم صٰدِقينَ
Di’: «O voi che praticate il giudaismo, se pretendete di essere gli alleati di Allah, ad esclusione degli altri uomini [2] , auguratevi la morte, se siete veritieri».
- Hamza P.
- Hamza P.
Di’: «Voi che siete ebrei, se pensate di essere gli amici di Dio a esclusione di tutti gli altri uomini, auguratevi la morte, se siete sinceri». [6]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Di’: “O voi che avete abbracciato il Giudaismo, se ritenete che voi siete gli amici di Allàh, con esclusione di tutti gli altri uomini, auguratevi la morte se siete veritieri!”.
- Pasquini
- Pasquini
وَلا يَتَمَنَّونَهُ أَبَدًا بِما قَدَّمَت أَيديهِم وَاللَّهُ عَليمٌ بِالظّٰلِمينَ
Giammai se l’augureranno, a causa di quel che hanno commesso le loro mani. Allah ben conosce gli empi.
- Hamza P.
- Hamza P.
Ma non se la augureranno mai, per quello che hanno compiuto le loro mani, Dio conosce bene i colpevoli.
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Però, essi non se la augureranno mai, per ciò che hanno prodotto le loro mani e Allàh è Conoscitore dei trasgressori.
- Pasquini
- Pasquini
قُل إِنَّ المَوتَ الَّذى تَفِرّونَ مِنهُ فَإِنَّهُ مُلٰقيكُم ثُمَّ تُرَدّونَ إِلىٰ عٰلِمِ الغَيبِ وَالشَّهٰدَةِ فَيُنَبِّئُكُم بِما كُنتُم تَعمَلونَ
Di’ [loro, o Muhammad]: «Invero, la morte che fuggite vi verrà incontro, quindi sarete ricondotti a Colui Che conosce l’invisibile e il palese, e vi informerà a proposito di quel che avrete fatto».
- Hamza P.
- Hamza P.
Di’: «La morte che adesso evitate vi verrà incontro, e allora sarete ricondotti a Colui che conosce il mistero e il visibile, ed Egli vi informerà di quel che facevate». [8]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Di’: “In verità, la morte da cui fuggite, la incontrerete! Poi sarete portati davanti al Conoscitore dell’occulto e del manifesto e sarete informati di ciò che facevate”.
- Pasquini
- Pasquini
يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا إِذا نودِىَ لِلصَّلوٰةِ مِن يَومِ الجُمُعَةِ فَاسعَوا إِلىٰ ذِكرِ اللَّهِ وَذَرُوا البَيعَ ذٰلِكُم خَيرٌ لَكُم إِن كُنتُم تَعلَمونَ
O credenti, quando viene fatto l’annuncio per l’orazione del Venerdì [3] , accorrete al ricordo di Allah e lasciate ogni traffico.
Ciò è meglio per voi, se lo sapeste.
- Hamza P.
Ciò è meglio per voi, se lo sapeste.
- Hamza P.
Credenti, nel giorno dell’adunanza del venerdì, quando udite l’appello alla preghiera, accorrete al ricordo del nome di Dio e lasciate ogni altra occupazione; questo è meglio per voi, se lo sapeste. [9]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
O voi che credete, quando vien fatta la chiamata alla preghiera del giorno del giùmu’ah, affrettatevi al Ricordo di Allàh e lasciate in disparte il commercio! Questo è meglio per voi, se lo sapeste!
- Pasquini
- Pasquini
فَإِذا قُضِيَتِ الصَّلوٰةُ فَانتَشِروا فِى الأَرضِ وَابتَغوا مِن فَضلِ اللَّهِ وَاذكُرُوا اللَّهَ كَثيرًا لَعَلَّكُم تُفلِحونَ
Quando poi l’orazione è conclusa, spargetevi sulla terra in cerca della grazia di Allah [4] , e molto ricordate Allah, affinché possiate avere successo.
- Hamza P.
- Hamza P.
E quando la preghiera è terminata, disperdetevi sulla terra e cercate il favore di Dio e ricordate spesso il Suo nome affinché possiate prosperare. [10]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Ma quando la preghiera è terminata, sciamate sulla Terra, cercate del favore di Allàh e ricordate molto Allàh, affinché possiate raggiungere il successo.
- Pasquini
- Pasquini
وَإِذا رَأَوا تِجٰرَةً أَو لَهوًا انفَضّوا إِلَيها وَتَرَكوكَ قائِمًا قُل ما عِندَ اللَّهِ خَيرٌ مِنَ اللَّهوِ وَمِنَ التِّجٰرَةِ وَاللَّهُ خَيرُ الرّٰزِقينَ
Quando vedono un commercio o un divertimento, si precipitano e ti lasciano ritto [5] . Di’ : «Quel che è presso Allah, è migliore del divertimento e del commercio e Allah è il Migliore dei sostentatori».
- Hamza P.
- Hamza P.
Ma quando vedono qualche commercio o divertimento si precipitano e ti lasciano in piedi da solo. Di’: «Quel che è presso Dio è migliore del divertimento e del commercio, e Dio provvede a voi meglio di tutti». [11]
- Zilio Grandi
- Zilio Grandi
Essi, però, quando vedono un affare, o un divertimento, ti abbandonano, mentre tu sei ritto (in preghiera). Di’: “Ciò che (si trova) presso Allàh è meglio del divertimento e di qualsiasi affare. E Allàh è il migliore dei Sostentatori.
- Pasquini
- Pasquini
Note di Hamza Piccardo alla Sura
- [1] ^ «inviato tra gli illetterati un Messaggero»: il Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui) inviato tra gli arabi che vengono indicati come «ummiy», termine tradotto con illetterato. Non che tutti gli arabi lo fossero (certo lo era la stragrande maggioranza) ma costituivano un popolo che non aveva ricevuto nessuna parte della Scrittura. Nel versetto successivo, come abbiamo già visto in numerosi altri brani, Allah (gloria a Lui l’Altissimo) non manca di ribadire l’universalità del messaggio affidato a Muhammad.
- [2] ^ Vedi II, 94.
- [3] ^ La preghiera congregazionale che avviene il giorno di venerdì, vedi nota a II, 3 e XVI, 124.
- [4] ^ «in cerca della grazia di Allah»: con questa espressione il Corano allude ai beni materiali necessari alla sussistenza umana.
- [5] ^ Il versetto si riferisce ad un episodio avvenuto nel corso di una preghiera congregazionale. Mentre l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) stava ancora predicando, i musulmani furono distratti da uno strepito proveniente dall’esterno (un matrimonio secondo alcuni, l’arrivo di una carovana secondo altri). Spinti dalla curiosità corsero quasi tutti fuori dalla moschea per vedere cosa stava accadendo; solo dodici credenti rimasero ad ascoltare l’Inviato di Allah.
Versione cartacea de Il Corano - Hamza Roberto Piccardo
Note di Mohammad Ali Amir-Moezzi alla traduzione di Zilio Grandi
- Nota alla Sura La sūra, considerata medinese, contiene due versetti sulla preghiera del venerdì che le danno il titolo. Essendo gli unici che menzionano questa preghiera, fondano il suo carattere obbligatorio e sono all’origine di una pratica ampiamente osservata nel mondo musulmano. L’imperativo del v. 10 («disperdetevi»), che invece non costituisce un obbligo, ha contribuito a orientare l’esegesi giuridica verso analisi di tipo linguistico. La sūra reca inoltre il segno delle controversie teologiche con gli ebrei, paragonati in un celebre versetto a un asino carico di libri dei quali nulla comprendono.
- [1] ^ La sūra fa parte delle musabbiḥāt (cfr. il commento a 57:1).
- [2] ^ «Ignoranti» (ummiyyūn): vi è accordo nell’utilizzare il termine per indicare i popoli sprovvisti di una scrittura rivelata, e dunque ignoranti delle leggi divine: in particolare gli Arabi pagani, a differenza di ebrei e cristiani. Secondo i commentatori, questo stato di ignoranza, che ritroviamo nella parola jāhiliyya («paganesimo»), spiega la fine del versetto («erravano chiaramente»). Sul termine ummiyyūn, cfr. il commento a 3:20 e Dc 882-883. «Scelto tra loro»: ciò è conforme all’idea coranica in base alla quale Dio invia un profeta che fa parte del popolo cui è destinato e parla la sua lingua, altrimenti la missione dell’inviato sarebbe destinata al fallimento (cfr. 17:15). «I segni di Dio»: i versetti. Il Profeta «li purifica» nel senso che li sbarazza dalla «sporcizia» del paganesimo, a meno che il pronome «li» non si riferisca agli Arabi, nel qual caso il verbo potrebbe significare che Muḥammad assegna loro l’elemosina legale (zakāt), la quale in effetti possiede una virtù purificatrice (significato primario del verbo zakkā).
- [3] ^ «Alcuni (ākharīn) non si sono ancora uniti al Profeta»: gli Arabi, contemporanei o no; secondo l’esegesi, giustifica l’universalismo dell’Islam.
Ma forse ākharīn nel contesto originale significava le tribù nomadi. - [5] ^ Agli ebrei contemporanei del Profeta si rimprovera di «non saper portare la Torah», perché ne avevano talmente moltiplicato le prescrizioni da renderne impossibile l’osservanza. Del resto, gli Arabi le consideravano eccessivamente pesanti. Secondo altri esegeti, i libri rappresentano la scienza divina: gli Israeliti medinesi, infatuati delle loro scritture, sono paragonati agli asini, in quanto detengono un sapere che non capiscono e che è per loro lettera morta. Agli occhi del Corano, infatti, gli ebrei si sono allontanati dall’insegnamento di Abramo (cfr. 5:13 e 7:169), restaurato da Muḥammad (cfr. il commento a 14:35).
- [6] ^ Da accostare a 5:18, dove ebrei e cristiani sono accusati di avere la pretesa di essere «i figli di Dio e i Suoi amici». «Auguratevi la morte»: il versetto è forse ironico, perché gli ebrei danno per scontato che andranno in paradiso (cfr. 2:111); ma non si può escludere un’allusione al loro attaccamento eccessivo a questa vita, come è detto in 2:96 e 7:169.
- [8] ^ «Colui che conosce il mistero e il visibile»: cfr. il commento a 9:94.
- [9] ^ «Giorno dell’adunanza»: quello scelto per la preghiera collettiva del venerdì, che da allora si esegue in moschee, sotto la direzione di un imam che ha in precedenza pronunciato un sermone. Questa arringa settimanale risalirebbe al Profeta, il quale l’avrebbe senza dubbio istituita a imitazione dell’usanza cristiana. La sacralità del venerdì peraltro risale a prima dell’Islam, in quanto i meccani commemoravano in quel giorno la conquista della loro città a opera di Qusayy, il quale svolse un ruolo decisivo nell’unificazione del clan qurayshita, cinque generazioni prima della nascita di Muḥammad. La tradizione musulmana, tuttavia, al fine di tagliare ogni legame con il paganesimo, assegna a tale pratica un’origine divina di gran lunga precedente, attribuendone la paternità a Adamo: il venerdì egli esprimeva la sua gratitudine nei confronti di Dio, che aveva gradito il suo pentimento dopo la cacciata della prima coppia dal paradiso (cfr. 7:24-25 e 2:37). L’adozione del venerdì è dunque un ritorno alla purezza religiosa originaria, alterata dalle «innovazioni» delle altre confessioni. Si aggiunge inoltre che Adamo fu creato a Mecca proprio di venerdì. «L’appello alla preghiera»: gli esegeti ritengono che si tratti qui dell’appello del muezzin (adhān), ma non è certo che all’epoca del Profeta la sua forma fosse quella divenuta in seguito usuale e il cui testo figura negli ḥadīth. Secondo la tradizione, il Profeta in persona avrebbe chiesto a Bilāl, compagno di origine abissina celebre per la sua voce stentorea, di lanciare l’appello da un luogo elevato; in seguito, l’edificazione delle moschee implicò la costruzione dei minareti, torri specificamente dedicate a tale scopo, quando l’adhān era divenuto ormai parte integrante della preghiera collettiva.
- [10] ^ «Cercate il favore di Dio»: tornate alle occupazioni lucrative che la preghiera ha momentaneamente interrotto.
- [11] ^ «Ti lasciano»: il pronome indica il Profeta. L’esegesi tradizionale vuole che la rivelazione sia stata provocata da una carovana commerciale che passò mentre il Profeta teneva il sermone settimanale del venerdì nella moschea di Medina. Parecchi fedeli uscirono dalla moschea e fecero suonare i tamburi per annunciare la buona notizia, e il versetto prenderebbe di mira questo comportamento troppo disinvolto nei confronti della religione. La letteratura pia lo cita per inserirlo in un contesto più generale.
Versione cartacea de Il Corano / a cura di Alberto Ventura; traduzione di Ida Zilio-Grandi











