Il Sacro Corano
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بسم الله الرحمن الرحيم

Sura LXVIII

Al-Qalam

Il Calamo

Pre-Eg. n. 2 (a parte i verss. 17-33; 48-52). Di 52 versetti. Il nome della sura deriva dal versetto 1.

La traduzione Bausani non ha testi importati per la sura 68 (controllare l'import: al momento sono disponibili principalmente le sure 100–114).

 1.
 ن وَالقَلَمِ وَما يَسطُرونَ
 Nûn [1] .Per il calamo e ciò che scrivono [2] !
- Hamza P.
 N. Per il calamo e quel che essi scrivono. [1]
- Zilio Grandi
 Nūn. Per il Qàlam [1] e per ciò che vergano!
- Pasquini
 2.
 ما أَنتَ بِنِعمَةِ رَبِّكَ بِمَجنونٍ
 Per Grazia di Allah tu non sei un folle [3],
- Hamza P.
 Grazie a Dio tu non sei un posseduto.
- Zilio Grandi
 Tu non sei - per grazia del tuo Signore - fuori di senno.
- Pasquini
 3.
 وَإِنَّ لَكَ لَأَجرًا غَيرَ مَمنونٍ
 e in verità ci sarà per te infinita ricompensa,
- Hamza P.
 Avrai una ricompensa di cui non renderai conto.
- Zilio Grandi
 E, in verità, per te ci sarà una ricompensa senza fine.
- Pasquini
 4.
 وَإِنَّكَ لَعَلىٰ خُلُقٍ عَظيمٍ
 e in verità di un’immensa grandezza è il tuo carattere [4] .
- Hamza P.
 La tua indole è nobilissima. [4]
- Zilio Grandi
 Tu, certamente, possiedi una sublime personalità
- Pasquini
 5.
 فَسَتُبصِرُ وَيُبصِرونَ
 Vedrai, e pure loro vedranno
- Hamza P.
 Vedrai – e anche loro lo vedranno –
- Zilio Grandi
 e tra non molto vedrai - come pure vedranno i tuoi denigratori -
- Pasquini
 6.
 بِأَييِكُمُ المَفتونُ
 chi di voi ha perso la ragione.
- Hamza P.
 chi di voi è preso in un incantamento!
- Zilio Grandi
 chi è - tra te e loro - fuori di senno!
- Pasquini
 7.
 إِنَّ رَبَّكَ هُوَ أَعلَمُ بِمَن ضَلَّ عَن سَبيلِهِ وَهُوَ أَعلَمُ بِالمُهتَدينَ
 Il tuo Signore ben conosce chi si allontana dalla Sua via e ben conosce coloro che seguono la retta via.
- Hamza P.
 Il tuo Signore conosce meglio chi si è smarrito lontano dalla Sua via, conosce meglio chi sono i guidati. [7]
- Zilio Grandi
 In verità, nessuno meglio del tuo Signore conosce chi si allontana dalla Sua via e coloro che si lasciano guidare!
- Pasquini
 8.
 فَلا تُطِعِ المُكَذِّبينَ
 Non obbedire a coloro che tacciano di menzogna.
- Hamza P.
 Non dare ascolto a chi ti accusa di menzogna, [8]
- Zilio Grandi
 Perciò, non dare ascolto a coloro che dichiarano il Messaggio menzognero.
- Pasquini
 9.
 وَدّوا لَو تُدهِنُ فَيُدهِنونَ
 Vorrebbero che tu fossi accondiscendente e allora sarebbero accondiscendenti anche loro [5] .
- Hamza P.
 vogliono che tu sia condiscendente con loro e loro vogliono esserlo con te.
- Zilio Grandi
 Essi vorrebbero addivenire a una soluzione di compromesso,
- Pasquini
 10.
 وَلا تُطِع كُلَّ حَلّافٍ مَهينٍ
 Non dare ascolto ad alcun miserabile spergiuro [6] ,
- Hamza P.
 Non dare ascolto a chi giura ed è vile, [10]
- Zilio Grandi
 ma tu non dare ascolto a chi giura e spergiura!
- Pasquini
 11.
 هَمّازٍ مَشّاءٍ بِنَميمٍ
 al diffamatore, seminatore di maldicenza,
- Hamza P.
 a chi è diffamatore e calunniatore
- Zilio Grandi
 Egli è un uomo spregevole, diffamatore, propalatore di calunnie,
- Pasquini
 12.
 مَنّاعٍ لِلخَيرِ مُعتَدٍ أَثيمٍ
 a quel grande nemico del bene, trasgressore, peccatore,
- Hamza P.
 e ostacola il bene, ed è trasgressore, peccatore,
- Zilio Grandi
 nemico del bene, empio, peccatore,
- Pasquini
 13.
 عُتُلٍّ بَعدَ ذٰلِكَ زَنيمٍ
 arrogante e persino bastardo [7] .
- Hamza P.
 arrogante e inoltre di dubbia ascendenza,
- Zilio Grandi
 crudele e, in sovrappiù, bastardo!
- Pasquini
 14.
 أَن كانَ ذا مالٍ وَبَنينَ
 [Non dargli ascolto,] anche se possiede ricchezze e progenie.
- Hamza P.
 anche se possiede ricchezze e figli.
- Zilio Grandi
 Poiché egli possiede ricchezza e figliolanza,
- Pasquini
 15.
 إِذا تُتلىٰ عَلَيهِ ءايٰتُنا قالَ أَسٰطيرُ الأَوَّلينَ
 Quando i nostri versetti gli sono recitati, dice: «Favole degli antichi!».
- Hamza P.
 Quando gli vengono recitati i Nostri versetti, costui dice: «Sono le favole degli antichi». [15]
- Zilio Grandi
 quando gli vengono recitati i Nostri Segni, egli dice: “Sono favole antiche!”.
- Pasquini
 16.
 سَنَسِمُهُ عَلَى الخُرطومِ
 Lo marchieremo sul grugno [8] .
- Hamza P.
 E Noi lo marchieremo sulla faccia. [16]
- Zilio Grandi
 Noi gli stamperemo un marchio su quel naso a forma di proboscide.
- Pasquini
 17.
 إِنّا بَلَونٰهُم كَما بَلَونا أَصحٰبَ الجَنَّةِ إِذ أَقسَموا لَيَصرِمُنَّها مُصبِحينَ
 Li abbiamo messi alla prova come abbiamo messo alla prova quelli del giardino che avevano giurato di fare il raccolto al mattino [9] ,
- Hamza P.
 Li abbiamo sottoposti a una prova come abbiamo fatto con quelli del giardino quando giurarono che avrebbero raccolto i frutti al mattino,
- Zilio Grandi
 In verità, Noi li mettiamo alla prova, come mettemmo alla prova i proprietari del giardino, i quali giurarono che il giorno dopo avrebbero raccolto tutta la frutta,
- Pasquini
 18.
 وَلا يَستَثنونَ
 senza formulare riserva [10] .
- Hamza P.
 senza porre condizioni. [18]
- Zilio Grandi
 senza lasciar nemmeno un frutto.
- Pasquini
 19.
 فَطافَ عَلَيها طائِفٌ مِن رَبِّكَ وَهُم نائِمونَ
 Venne un uragano, proveniente dal tuo Signore, mentre dormivano:
- Hamza P.
 Mentre dormivano, qualcosa che volteggia e che viene dal tuo Signore volteggiò attorno a loro,
- Zilio Grandi
 Mentre essi dormivano, una tromba d’aria, mandata dal tuo Signore, lo devastò,
- Pasquini
 20.
 فَأَصبَحَت كَالصَّريمِ
 e al mattino fu come se [il giardino] fosse stato falciato.
- Hamza P.
 e la mattina successiva tutto fu come raso al suolo. [20]
- Zilio Grandi
 sicché al mattino esso era (spoglio di ogni frutto) come a raccolto avvenuto!
- Pasquini
 21.
 فَتَنادَوا مُصبِحينَ
 L’indomani si chiamarono gli uni con gli altri, di buon mattino:
- Hamza P.
 Quella mattina si erano dati voce l’un l’altro
- Zilio Grandi
 Si svegliarono sul far del giorno e - chiamandosi a vicenda -
- Pasquini
 22.
 أَنِ اغدوا عَلىٰ حَرثِكُم إِن كُنتُم صٰرِمينَ
 «Andate di buon’ora alla vostra piantagione, se volete raccogliere».
- Hamza P.
 – «Presto, è mattina, al raccolto, se volete raccoglierne i frutti!» –
- Zilio Grandi
 essi si dicevano: “Andate alla vostra proprietà se volete fare il raccolto!”.
- Pasquini
 23.
 فَانطَلَقوا وَهُم يَتَخٰفَتونَ
 Andarono parlando tra loro a bassa voce:
- Hamza P.
 ed erano partiti dicendosi l’un l’altro sottovoce:
- Zilio Grandi
 Si misero in cammino, dicendosi l’un l’altro, a bassa voce:
- Pasquini
 24.
 أَن لا يَدخُلَنَّهَا اليَومَ عَلَيكُم مِسكينٌ
 «Che oggi non si presenti a voi un povero!» [11] .
- Hamza P.
 «Non sia mai che entri un povero, oggi, da voi».
- Zilio Grandi
 “Oggi nessun povero entrerà nella nostra proprietà!”.
- Pasquini
 25.
 وَغَدَوا عَلىٰ حَردٍ قٰدِرينَ
 Uscirono di buon’ora, in preda all’avarizia, pur avendo i mezzi [per fare l’elemosina].
- Hamza P.
 Dunque erano partiti di mattina presto, decisi,
- Zilio Grandi
 . Per via, si rafforzarono in questo loro proposito,
- Pasquini
 26.
 فَلَمّا رَأَوها قالوا إِنّا لَضالّونَ
 Quando poi videro [quel che era avvenuto], dissero: «Davvero abbiamo sbagliato [strada]!
- Hamza P.
 e quando videro, dissero: «Ci siamo smarriti [26]
- Zilio Grandi
 ma, quando (dopo esser giunti alla loro proprietà) la videro, essi dissero: “In verità, noi abbiamo sbagliato!
- Pasquini
 27.
 بَل نَحنُ مَحرومونَ
 [Ma poi convennero:] Siamo rovinati» [12] .
- Hamza P.
 e siamo nell’indigenza».
- Zilio Grandi
 Si! Siamo stati puniti [frustrati]!”.
- Pasquini
 28.
 قالَ أَوسَطُهُم أَلَم أَقُل لَكُم لَولا تُسَبِّحونَ
 Il più equilibrato tra loro disse: «Non vi avevo forse avvertito di rendere gloria ad Allah?».
- Hamza P.
 Il più giudizioso di loro parlò: «Non vi avevo detto: “Perché non glorificate Dio?”?».
- Zilio Grandi
 Uno di mezzo a loro disse: “Io ve lo avevo detto, che dovevate proclamare la incondivisa divinità (di Allàh)!”.
- Pasquini
 29.
 قالوا سُبحٰنَ رَبِّنا إِنّا كُنّا ظٰلِمينَ
 Dissero: «Gloria al nostro Signore, invero siamo stati ingiusti».
- Hamza P.
 Risposero: «Sia glorificato il nostro Signore, siamo stati colpevoli».
- Zilio Grandi
 Allora, dissero: “Incondivisa è la divinità del Signor nostro! In verità, noi siamo stati trasgressori”.
- Pasquini
 30.
 فَأَقبَلَ بَعضُهُم عَلىٰ بَعضٍ يَتَلٰوَمونَ
 Si volsero poi gli uni agli altri, biasimandosi a vicenda.
- Hamza P.
 Si avvicinarono l’uno all’altro, biasimandosi a vicenda:
- Zilio Grandi
 Poi una parte di loro si avvicinò a una parte e si rimproveravano gli uni gli altri,
- Pasquini
 31.
 قالوا يٰوَيلَنا إِنّا كُنّا طٰغينَ
 Dissero: «Guai a noi, invero siamo stati iniqui.
- Hamza P.
 «Guai a noi, siamo stati dei ribelli,
- Zilio Grandi
 dicendo: “Guai a noi! In verità, noi siamo stati prevaricatori!
- Pasquini
 32.
 عَسىٰ رَبُّنا أَن يُبدِلَنا خَيرًا مِنها إِنّا إِلىٰ رَبِّنا رٰغِبونَ
 È possibile che il nostro Signore ci compensi di questo con qualcosa di migliore. Noi bramiamo il nostro Signore» [13] .
- Hamza P.
 chissà che il nostro Signore cambi in meglio la nostra condizione, noi imploriamo il nostro Signore». [32]
- Zilio Grandi
 Però può darsi che il nostro Signore ci dia un giardino migliore di quello! In verità, (questo è ciò che) noi chiediamo al nostro Signore”.
- Pasquini
 33.
 كَذٰلِكَ العَذابُ وَلَعَذابُ الءاخِرَةِ أَكبَرُ لَو كانوا يَعلَمونَ
 Questo fu il castigo, ma il castigo dell’altra vita è ancora maggiore, se solo lo sapessero!
- Hamza P.
 Questo fu il loro castigo, e il castigo dell’ultima vita è maggiore, se lo sapessero,
- Zilio Grandi
 Questo (la perdita del raccolto) è il castigo, ma certamente il castigo della vita futura è assai più grave! Se l’avessero saputo!
- Pasquini
 34.
 إِنَّ لِلمُتَّقينَ عِندَ رَبِّهِم جَنّٰتِ النَّعيمِ
 I devoti avranno presso il loro Signore i Giardini della Delizia.
- Hamza P.
 e invece chi teme Dio avrà i giardini della beatitudine presso il suo Signore. [34]
- Zilio Grandi
 In verità, per i timorati ci sono presso il loro Signore i Giardini del Na’īm [2].
- Pasquini
 35.
 أَفَنَجعَلُ المُسلِمينَ كَالمُجرِمينَ
 Tratteremo i sottomessi [14] come i criminali?
- Hamza P.
 Tratteremo i credenti come i peccatori? [35]
- Zilio Grandi
 Forse che tratteremo i Musulmani come i malfattori?
- Pasquini
 36.
 ما لَكُم كَيفَ تَحكُمونَ
 Che cosa vi prende? Come giudicate?
- Hamza P.
 Cosa avete? Come potete pensarlo?
- Zilio Grandi
 Cosa avete per come giudicate?
- Pasquini
 37.
 أَم لَكُم كِتٰبٌ فيهِ تَدرُسونَ
 Avete forse una Scrittura che vi istruisca,
- Hamza P.
 Avete un libro su cui avete letto [37]
- Zilio Grandi
 Avete forse un libro, su cui voi studiate
- Pasquini
 38.
 إِنَّ لَكُم فيهِ لَما تَخَيَّرونَ
 e in cui troviate quel che desiderate?
- Hamza P.
 che vi spetterà quel che vorrete voi?
- Zilio Grandi
 e nel quale sta scritto che avrete quello che voi stessi sceglierete?
- Pasquini
 39.
 أَم لَكُم أَيمٰنٌ عَلَينا بٰلِغَةٌ إِلىٰ يَومِ القِيٰمَةِ إِنَّ لَكُم لَما تَحكُمونَ
 Ci siamo forse legati a voi con solenni giuramenti che Ci impegnino fino al Giorno della Resurrezione, a darvi quello che chiederete?
- Hamza P.
 Vi abbiamo giurato che fino al giorno della resurrezione vi spetterà quel che decidete voi?
- Zilio Grandi
 Oppure siete in possesso di una promessa da parte Nostra, valida fino al Giorno del Giudizio, che, certamente, avrete ciò che giudicherete?
- Pasquini
 40.
 سَلهُم أَيُّهُم بِذٰلِكَ زَعيمٌ
 Interpellali su chi di loro se ne faccia garante.
- Hamza P.
 Chiedi loro chi di loro lo garantisce.
- Zilio Grandi
 Chiedi a essi, chi di loro è garante di ciò!
- Pasquini
 41.
 أَم لَهُم شُرَكاءُ فَليَأتوا بِشُرَكائِهِم إِن كانوا صٰدِقينَ
 Oppure, hanno forse degli [dèi] associati? Allora facciano venire i loro associati, se sono sinceri.
- Hamza P.
 Hanno dei soci? Allora vengano insieme ai loro soci, se sono sinceri, [41]
- Zilio Grandi
 Oppure hanno un patto di alleanza con dei soci? Presentino, allora, i loro soci, se dicono la verità!
- Pasquini
 42.
 يَومَ يُكشَفُ عَن ساقٍ وَيُدعَونَ إِلَى السُّجودِ فَلا يَستَطيعونَ
 Il Giorno in cui affronteranno gli orrori [15] , saranno chiamati a prosternarsi, ma non potranno farlo:
- Hamza P.
 nel giorno in cui a gambe nude saranno chiamati a prosternarsi ma non potranno, [42]
- Zilio Grandi
 Il giorno in cui sarà messa a nudo una coscia e saranno invitati a prosternarsi, senza riuscirvi,
- Pasquini
 43.
 خٰشِعَةً أَبصٰرُهُم تَرهَقُهُم ذِلَّةٌ وَقَد كانوا يُدعَونَ إِلَى السُّجودِ وَهُم سٰلِمونَ
 saranno bassi i loro sguardi e saranno coperti di ignominia. Eppure furono chiamati a prosternarsi quando ancora erano sani e salvi.
- Hamza P.
 gli occhi bassi, pieni di contrizione perché erano stati chiamati a prosternarsi quando ancora lo potevano fare. [43]
- Zilio Grandi
 i loro sguardi saranno abbassati e loro saranno coperti di ignominia. A suo tempo, quando potevano farlo, furono inviati a prosternarsi, ma non lo fecero.
- Pasquini
 44.
 فَذَرنى وَمَن يُكَذِّبُ بِهٰذَا الحَديثِ سَنَستَدرِجُهُم مِن حَيثُ لا يَعلَمونَ
 LasciaMi solo con coloro che tacciano di menzogna questo Discorso. Li condurremo passo passo per vie che non conoscono [16] .
- Hamza P.
 Lasciami solo con chi accusa di menzogna questo discorso. Noi li condurremo, un gradino dopo l’altro, in un luogo che non sanno. [44]
- Zilio Grandi
 Perciò, adesso, lasciami solo con chi dichiara falso questo discorso. Noi li faremo andare alla rovina, passo dopo passo, da dove non sanno!
- Pasquini
 45.
 وَأُملى لَهُم إِنَّ كَيدى مَتينٌ
 Concedo loro una dilazione: in verità il Mio piano è infallibile.
- Hamza P.
 Accorderò loro una dilazione, ma la Mia insidia è ferma. [45]
- Zilio Grandi
 Tuttavia, accorderò loro un termine! In verità, la mia trama è solida!
- Pasquini
 46.
 أَم تَسـَٔلُهُم أَجرًا فَهُم مِن مَغرَمٍ مُثقَلونَ
 Forse chiedi loro un compenso che li gravi di un peso insopportabile [17] ?
- Hamza P.
 Chiederai loro un compenso, mentre sono oberati dai debiti? [46]
- Zilio Grandi
 Forse che tu chiedi una ricompensa a loro, mentre loro sono oberati di debiti?
- Pasquini
 47.
 أَم عِندَهُمُ الغَيبُ فَهُم يَكتُبونَ
 Forse possiedono l’invisibile e lo descrivono?
- Hamza P.
 Conoscono il mistero, lo mettono per iscritto?
- Zilio Grandi
 Possiedono essi, forse, l’invisibile e lo scrivono?
- Pasquini
 48.
 فَاصبِر لِحُكمِ رَبِّكَ وَلا تَكُن كَصاحِبِ الحوتِ إِذ نادىٰ وَهُوَ مَكظومٌ
 Sopporta dunque con pazienza il Decreto del tuo Signore e non essere come l’uomo della balena [18] , che invocò al colmo dell’angoscia.
- Hamza P.
 Sii paziente di fronte al decreto del tuo Signore, non essere come quello del pesce quando, angustiato, gridò, [48]
- Zilio Grandi
 Sii paziente al decreto del tuo Signore e non esser come quello del cetaceo, che invocò quando fu angosciato!
- Pasquini
 49.
 لَولا أَن تَدٰرَكَهُ نِعمَةٌ مِن رَبِّهِ لَنُبِذَ بِالعَراءِ وَهُوَ مَذمومٌ
 Se una grazia del tuo Signore non lo avesse toccato, sarebbe stato gettato sulla riva deserta, reietto.
- Hamza P.
 e se una grazia del tuo Signore non gli avesse portato rimedio sarebbe stato buttato a terra coperto di biasimo.
- Zilio Grandi
 Se non fosse stato per il fatto che egli era in grazia del suo Signore, gli sarebbe, di certo, andata a finir male.
- Pasquini
 50.
 فَاجتَبٰهُ رَبُّهُ فَجَعَلَهُ مِنَ الصّٰلِحينَ
 Poi il suo Signore lo scelse e ne fece uno dei giusti.
- Hamza P.
 Ma il suo Signore lo prescelse e lo volle tra i giusti.
- Zilio Grandi
 Però il suo Signore lo scelse e lo mise nel novero dei pii!
- Pasquini
 51.
 وَإِن يَكادُ الَّذينَ كَفَروا لَيُزلِقونَكَ بِأَبصٰرِهِم لَمّا سَمِعُوا الذِّكرَ وَيَقولونَ إِنَّهُ لَمَجنونٌ
 Manca poco che i miscredenti ti trapassino con gli sguardi, quando sentono il Monito; dicono: «Davvero è uno posseduto!» [19] .
- Hamza P.
 Quando i miscredenti odono l’avvertimento, poco manca che ti facciano cadere con i loro sguardi. Dicono: «È un invasato». [51]
- Zilio Grandi
 Poco ci manca che con i loro sguardi ti abbattano, quando odono il Ricordo, coloro che rifiutano di credere. Essi dicono: “In verità, egli è proprio fuori di senno!”.
- Pasquini
 52.
 وَما هُوَ إِلّا ذِكرٌ لِلعٰلَمينَ
 Ma questo [Corano] non è che un Monito per il Creato.
- Hamza P.
 Questo è un avvertimento per i mondi.
- Zilio Grandi
 Esso (il Sublime Corano) altro non è che un Ricordo per tutto l’Universo”.
- Pasquini

Note di Hamza Piccardo alla Sura

  • [1] ^ Vedi Appendice 1.
  • [2] ^ Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ha assegnato due angeli ad ogni uomo, uno sulla sua destra che annota il bene che esso compie e uno sulla sua sinistra che registra il male; ma oltre ad accennare a queste angeliche presenze e alla loro funzione, il versetto richiama l’attenzione sull’importanza del calamo, strumento di conoscenza e di diffusione della conoscenza (vedi XCVI, 4).
  • [3] ^ Come già in altri brani, Allah (gloria a Lui l’Altissimo) si rivolge direttamente al Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui) per rassicurarlo e aiutarlo a sopportare l’ostilità della sua gente.
  • [4] ^ Allah (gloria a Lui l’Altissimo) conferma le eccezionali caratteristiche del Suo Inviato Muhammad.
  • [5] ^ I politeisti cercarono a lungo di giungere ad un «compromesso» con l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui): se lui avesse cessato di affermare l’Unicità di Allah (gloria a Lui l’Altissimo) loro lo avrebbero lasciato in pace e avrebbero permesso «anche» il culto dell’Unico.
  • [6] ^ Molti esegeti, che si basano su un detto di Ibn ‘Abbâs (che Allah sia soddisfatto di lui) dicono che questo versetto e i sei che lo seguono, alludono ad al-Walid ibn Mughira, uno dei più feroci nemici del Profeta e dei musulmani.
  • [7] ^ Il padre naturale di al-Walid ibn Mughira (vedi nota sopra) lo riconobbe quando già aveva 18 anni.
  • [8] ^ Al-Walid ibn Mughira (vedi sopra nota al vers. 10) sarà poi ferito al naso durante la battaglia di Badr e rimarrà deturpato.
  • [9] ^ Riferisce la tradizione (Tabarî XXIX, 29) che i verss. 17-32 si riferiscono alla storia degli eredi di un ebreo generoso che possedeva delle palme da dattero e che, al momento della raccolta, lasciava che i poveri prendessero una parte dei frutti. Alla sua morte i figli decisero di cambiare stile e si accordarono per raccogliere i datteri al mattino presto e non dare nulla ai poveri. Allah li punì devastando la loro piantagione.
  • [10] ^ Senza dire «Se Allah vuole», riconoscendo la priorità della volontà divina su ogni intenzione umana.
  • [11] ^ Ricordiamo che per fedeltà al testo coranico manteniamo la seconda persona plurale anche quando in realtà si tratta di un discorso che coinvolge colui che parla e quindi, in italiano, si userebbe la prima plurale.
  • [12] ^ Di fronte al disastro del loro giardino dapprima stentano a riconoscerlo e pensano di aver sbagliato strada ma poi devono constatare la loro rovina.
  • [13] ^ Capire i segni che il nostro Signore ci invia è segno di intelligenza, il pentimento che ne deriva sollecita il dono più grande di Allah, la sua Misericordia, e già la capacità di pentirsi è un dono di Allah.
  • [14] ^ «i sottomessi», i musulmani sono coloro che sono sottomessi ad Allah.
  • [15] ^ «… in cui affronteranno gli orrori»: lett. «sarà scoperta una tibia», questa espressione che è mutuata dal linguaggio militare, significa prepararsi allo scontro (accorciando appunto le vesti e scoprendo le gambe). In questo caso indica il Giorno del Giudizio.
  • [16] ^ «Li condurremo… per vie che non conoscono»: alla loro rovina materiale e spirituale.
  • [17] ^ Vedi LII, 40 e la nota.
  • [18] ^ «l’uomo della balena»: Giona (vedi sura X). Si rivolse ad Allah dallo stomaco della balena.
  • [19] ^ Nell’intento di fare del male all’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) i miscredenti avevano ingaggiato gente reputata capace di «dare il malocchio» con l’incarico di esercitare su di lui la loro arte malefica. Tutti i loro tentativi fallirono (sia lode ad Allah l’Altissimo) e allora quelli affermarono che certamente Muhammad era già posseduto (e protetto) da qualche potente dèmone.

Note di Mohammad Ali Amir-Moezzi alla traduzione di Zilio Grandi

  • Nota alla Sura Per la tradizione, la sūra è cronologicamente la seconda a essere stata rivelata, anche se si ammette che la seconda parte possa essere medinese. La critica moderna la considera invece semplicemente di ispirazione meccana. Il testo comprende tre parti distinte: nella prima si invita il Profeta a lasciare a Dio la cura di castigare i nemici inveterati della predicazione. Il v. 15 dimostra che il richiamo alle missioni dei profeti anteriori è già fortemente presente in questo stadio della predicazione di Muḥammad, che tuttavia non è altro che una «predicazione nel deserto». Il Profeta può ben predicare che i politeisti di Mecca avranno la stessa sorte delle nazioni empie, ma quelli gli rispondono che sono racconti da donnicciole, «favole degli antichi» (v. 15). Segue uno sviluppo che è senza dubbio una prima versione della parabola dei proprietari di giardini della sūra 18 (vv. 32-42); il senso è lo stesso, e ci si può dunque riferire al commento di quella sūra. Nella terza parte, che contiene una serie di avvertimenti agli empi, si esorta il Profeta a perseverare nella sua abnegazione, virtù necessaria alla funzione di chi deve ammonire un popolo incredulo.
  • [1] ^ Sulla lettera isolata che apre questa sūra, cfr. il commento a 2:1.
    Secondo alcuni esegeti, la lettera iniziale (N, nūn) fa parte del giuramento e allude a Giona, menzionato nel v. 48 e il cui epiteto è Dhū l-Nūn («quello della balena», ma che alla lettera significa «quello della nūn»). «Essi scrivono»: gli esegeti concordano nel ritenere che si tratti degli angeli che scrivono sul registro i destini individuali, o degli angeli assegnati a ciascun uomo per registrarne le azioni. Visto il legame fra la scrittura e il «mistero» (al-ghayb), si può anche pensare agli scribi che preservano nei libri la rivelazione di questo mistero. Secondo tale ipotesi, il giuramento sarebbe fatto in nome delle scritture precedenti, che si ritiene confermino la missione di Muḥammad, o della stessa rivelazione coranica, dato che il tema della rivelazione inscritta nella «tavola custodita» risale all’epoca della predicazione meccana.
  • [4] ^ «La tua indole» (khuluq): il termine ha un significato più ampio: designa la natura creata (è il senso della radice kh-l-q) dell’essere profetico, in vista della sua missione di apostolato terreno, che lo rende dunque unico; non potrebbe fornire appiglio per la possessione da parte di un jinn (v. 2). La persona del Profeta ha dato luogo a una vasta letteratura biografica e mistica. Segnaliamo qui la famosa descrizione della natura di Muḥammad attribuita alla moglie ‘A’isha: «La sua natura era tutta intera il Corano», che fa pensare al Cristo-Logos. In ogni formula di orazione rivolta a Dio, il Profeta è l’«esempio buono» (33:21) da imitare, dal punto di vista legale, etico o spirituale. Così, egli è al centro di tutte le componenti – religiosa, mistica o politica – della civiltà musulmana.
  • [7] ^ Fa eco a 1:6-7.
  • [8] ^ Si allude al fatto che Muḥammad era forse tentato di cercare un compromesso fra l’Islam e l’idolatria. Altri indizi in questo senso sono: i cosiddetti «versetti satanici» (cfr. l’introduzione alla sūra 53) e le ingiunzioni divine a non seguire le congetture (cfr. 6:116 e 13:37) e ad allontanarsi dai politeisti (cfr. 15:94 e 53:30). Più in generale, il Corano ordina ai credenti di non partecipare a discussioni religiose con gli scettici più accaniti (cfr. 4:140).
  • [10] ^ Per la tradizione questo personaggio sarebbe al-Walīd ibn al-Mughīra, del quale si è già parlato (cfr. commenti a 15:90-97 e a 53:33). Ma gli storici lo considerano un «moderato», al pari di Abū Sufyān. «Di dubbia ascendenza»: di padre ignoto o di origine vile.
  • [15] ^ «Favole degli antichi» (asāṭīr al-awwalīn): cfr. il commento a 8:31. Questo argomento degli idolatri meccani ricorre otto volte nel Corano.
    Agli insegnamenti del Profeta essi rispondevano infatti che quei discorsi ricordavano loro vecchie leggende, alle quali non prestavano più attenzione.
  • [16] ^ Il verbo significa più alla lettera «marchiare (un animale, un criminale) con il ferro rovente», il che rende l’immagine molto suggestiva.
  • [18] ^ «Senza porre condizioni»: il dettaglio allude, secondo i commentatori, al fatto che i proprietari non dicevano «se Dio vuole» prima di fare la raccolta nel giardino. Ora, Dio chiede di pronunciare, prima di ogni iniziativa, questa formula pia (cfr. 18:23-24), che nei paesi musulmani è ripetuta di continuo a proposito delle azioni future.
  • [20] ^ «Fu come raso al suolo»: l’immagine torna più volte nel testo, sempre per esprimere il carattere imprevedibile di una distruzione, che è un «segno» o un castigo di Dio (cfr. 10:24 e 18:40).
  • [26] ^ «Ci siamo smarriti» (ḍāllūn): dispersi come quando si è perduto il cammino. Essenziale per la loro vita materiale, il giardino di questi uomini rovinati si dimostra senza valore per la vita spirituale. Il solo atteggiamento degno del vero credente è quello del ṣabr e del tawakkul: rendere grazie a Dio per il carattere effimero che Egli ha attribuito alla vita terrena, cosa che fa il «più giudizioso» del v. 28. La parabola sviluppa l’allegoria sulla vita del mondo contenuta in 10:24 e illustra l’arroganza dell’oligarchia dei commercianti di Mecca e la loro sete di lucro.
  • [32] ^ I cattivi proprietari hanno appreso la lezione del loro giardino devastato e implorano il loro Signore.
  • [34] ^ «Giardini della beatitudine» (jannat al-na‘īm): per gli esegeti, uno dei nomi del paradiso. Questi giardini si trovano presso Dio.
  • [35] ^ La domanda dimostra che Dio si obbliga alla giustizia; è questo uno dei versetti invocati dai teologi mu‘taziliti per basare sulla scrittura una delle loro tesi principali, contraria alla teologia sunnita dominante: per quest’ultima, Dio, nella sua assoluta libertà, potrebbe punire i giusti e ricompensare i malvagi. I teologi mu‘taziliti respinsero categoricamente tale concezione, e si definivano perciò «partigiani della giustizia e dell’unità divine» (ahl al-‘adl wa l-tawḥīd).
  • [37] ^ Ritroviamo qui l’argomento di 52:41. Nel v. 40 il discorso divino si rivolge a Muḥammad.
  • [41] ^ «Soci»: le codivinità associate ad Allāh, idea che il Corano denuncia continuamente in tutte le sue pagine. Questi idoli illusori «se ne andranno lontano da loro» (16:87) nel giorno del giudizio, quando si tratterà di implorarli.
  • [42] ^ «Nel giorno in cui a gambe nude»: traduzione letterale. L’espressione si ritrova nella poesia preislamica: davanti a un pericolo imminente, si sollevavano le vesti per fuggire più in fretta, scoprendo in tal modo le gambe. Qui è impiegata per suggerire l’intensità del terrore dei risorti prima di comparire davanti al tribunale divino. Se l’accostiamo a un’altra occorrenza (cfr. 27:44), può anche significare che quel giorno saranno palesate l’ampiezza della loro ignoranza e l’inconsistenza del loro culto, come nel caso della regina di Saba. La gamba è in effetti una parte del corpo che nei paesi musulmani rimane coperta tanto quanto le vergogne: metterla a nudo rivela ciò che l’uomo nasconde agli altri, le sue azioni colpevoli e le sue passioni segrete.
  • [43] ^ «Prosternarsi»: davanti a Dio, atteggiamento di adorazione ed elemento fondamentale del rito (ṣalāt) della religione islamica.
  • [44] ^ «Chi accusa di menzogna questo discorso», cioè la rivelazione, commette un crimine supremo, perché causa la propria e l’altrui perdizione (cfr. 11:18-19).
  • [45] ^ «Accorderò loro una dilazione»: prima di giudicarli o castigarli, Dio lascerà agli infedeli un certo lasso di tempo, durante il quale potranno approfittare dell’esistenza senza essere molestati; l’affermazione ricorre spesso nel testo, per persuadere il Profeta che il decreto divino contro di loro è ineluttabile, anche se non immediato.
  • [46] ^ Si riprende l’argomento di 52:40-41.
  • [48] ^ «Quello del pesce»: Giona (cfr. l’introduzione alla sūra 10), il quale per il Corano è un profeta che ebbe la mala sorte di essere gettato in mare e di essere inghiottito da un pesce (cfr. 37:139 sgg.). In un primo momento disperò della misericordia divina (cfr. 21:87-88), atteggiamento contrario a quello esemplificato nella parabola precedente.
  • [51] ^ «Ti facciano cadere con i loro sguardi»: gli esegeti vedono qui un’allusione al malocchio, il cui presunto potere nocivo era legato alle credenze magiche dell’epoca. Secondo il versetto, Muḥammad ne fu bersaglio, e forse anche vittima. Il Corano vi allude anche in 113:5. La realtà del malocchio e la sua condanna figurano in detti attribuiti al Profeta.

Note di Abdur Rahman Pasquini alla Sura

  • [1] ^ La penna.
  • [2] ^ Nome del Paradiso, luogo di delizie e della felicità.