Il Sacro Corano
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Sura IX

Sura 9

Sura 9

La traduzione Bausani non ha testi importati per la sura 9 (controllare l'import: al momento sono disponibili principalmente le sure 100–114).

 1.
 بَراءَةٌ مِنَ اللَّهِ وَرَسولِهِ إِلَى الَّذينَ عٰهَدتُم مِنَ المُشرِكينَ
 Disapprovazione [2] da parte di Allah e del Suo Messaggero, nei confronti di quei politeisti con i quali concludeste un patto.
- Hamza P.
 Un’immunità è accordata da Dio e dal Suo messaggero agli idolatri con i quali abbiate stretto un patto: [1]
- Zilio Grandi
 Ripudio, da parte Allàh e del Suo Apostolo, di quelli tra gli associatori con cui avete un patto.
- Pasquini
 2.
 فَسيحوا فِى الأَرضِ أَربَعَةَ أَشهُرٍ وَاعلَموا أَنَّكُم غَيرُ مُعجِزِى اللَّهِ وَأَنَّ اللَّهَ مُخزِى الكٰفِرينَ
 Per quattro mesi [3] potrete liberamente viaggiare sulla terra e sappiate che non potrete ridurre Allah all’impotenza. Allah svergogna i miscredenti.
- Hamza P.
 «Viaggiate sulla terra per quattro mesi ma sappiate che non potrete rendere inefficace la potenza di Dio e che Dio coprirà di vergogna i miscredenti». [2]
- Zilio Grandi
 Perciò [o associatori] vi è concesso [d’ora in avanti] di andare pure, liberamente, sul territorio, per quattro mesi, ma sappiate che voi non potete frustrare Allàh e che Allàh coprirà di obbrobrio coloro che rifiutano di credere.
- Pasquini
 3.
 وَأَذٰنٌ مِنَ اللَّهِ وَرَسولِهِ إِلَى النّاسِ يَومَ الحَجِّ الأَكبَرِ أَنَّ اللَّهَ بَريءٌ مِنَ المُشرِكينَ وَرَسولُهُ فَإِن تُبتُم فَهُوَ خَيرٌ لَكُم وَإِن تَوَلَّيتُم فَاعلَموا أَنَّكُم غَيرُ مُعجِزِى اللَّهِ وَبَشِّرِ الَّذينَ كَفَروا بِعَذابٍ أَليمٍ
 Ecco, da parte di Allah e del Suo Messaggero, un proclama alle genti nel giorno del Pellegrinaggio [4] : Allah e il Suo Messaggero disconoscono i politeisti. Se vi pentite, sarà meglio per voi; se invece volgerete le spalle, sappiate che non potrete ridurre Allah all’impotenza. Annuncia, a coloro che non credono, un doloroso castigo.
- Hamza P.
 Ecco un proclama da parte di Dio e del Suo inviato agli uomini, per il giorno del grande pellegrinaggio: «Dio non è responsabile degli idolatri né lo è il Suo messaggero. Se vi pentirete sarà un bene per voi e se invece volgerete le spalle, sappiate che non potrete rendere inefficace la potenza di Dio». Annuncia un castigo doloroso ai miscredenti, [3]
- Zilio Grandi
 È un avviso, da parte di Allàh e del Suo Apostolo, per gente adunata nel giorno del Grande Pellegrinaggio: Allàh e il Suo Apostolo [con questo decreto] ripudiano coloro che associano (ad Allàh divinità fittizie). Se vi ravvedete [o associatori], sarà meglio per voi, ma se girate le spalle, sappiate, che voi non potete frustrare Allàh! Tu annuncia a coloro che rifiutano di credere, la buona notizia di un castigo doloroso.
- Pasquini
 4.
 إِلَّا الَّذينَ عٰهَدتُم مِنَ المُشرِكينَ ثُمَّ لَم يَنقُصوكُم شَيـًٔا وَلَم يُظٰهِروا عَلَيكُم أَحَدًا فَأَتِمّوا إِلَيهِم عَهدَهُم إِلىٰ مُدَّتِهِم إِنَّ اللَّهَ يُحِبُّ المُتَّقينَ
 Fanno eccezione quei politeisti con i quali concludeste un patto [5] , che non lo violarono in nulla e non aiutarono nessuno contro di voi: rispettate il patto fino alla sua scadenza. Allah ama coloro che [Lo] temono.
- Hamza P.
 esclusi quegli idolatri con i quali abbiate già stretto un patto e che in seguito non hanno mancato in nulla nei vostri confronti né hanno prestato soccorso ad alcuno contro di voi. Dunque osservate pienamente il patto con loro, fino al termine convenuto, Dio ama chi ha timore di Lui. [4]
- Zilio Grandi
 Tranne quegli associatori (ad Allàh di divinità fittizie), con i quali avete un patto a termine, che, dopo il patto, non si sono dimostrati ostili nei vostri confronti e non hanno aiutato nessuno contro voi. Perciò rispettate il patto con essi, fino al suo scadere. In verità, Allàh ama i timorati.
- Pasquini
 5.
 فَإِذَا انسَلَخَ الأَشهُرُ الحُرُمُ فَاقتُلُوا المُشرِكينَ حَيثُ وَجَدتُموهُم وَخُذوهُم وَاحصُروهُم وَاقعُدوا لَهُم كُلَّ مَرصَدٍ فَإِن تابوا وَأَقامُوا الصَّلوٰةَ وَءاتَوُا الزَّكوٰةَ فَخَلّوا سَبيلَهُم إِنَّ اللَّهَ غَفورٌ رَحيمٌ
 Quando poi siano trascorsi i mesi sacri, uccidete questi associatori ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati [6] . Se poi si pentono, eseguono l’orazione e pagano la decima [7] , lasciateli andare per la loro strada. Allah è perdonatore, misericordioso.
- Hamza P.
 Quando poi saranno trascorsi i mesi sacri, ucciderete gli idolatri ovunque li troverete: catturateli, circondateli, tendete loro delle imboscate. Ma se si pentiranno, se osserveranno la preghiera e pagheranno l’elemosina, lascerete che essi riprendano il loro cammino. Dio è indulgente e compassionevole. [5]
- Zilio Grandi
 Trascorso, però, il termine dei mesi sacri, combattete contro gli associatori, dovunque voi li troviate, fateli prigionieri, assediateli e usate nei loro confronti ogni stratagemma bellico. Però se essi si ravvedono, eseguono l’adorazione quotidiana e pagano la imposta coranica, aprite loro la via, poiché Allàh è Perdonatore e Clementissimo.
- Pasquini
 6.
 وَإِن أَحَدٌ مِنَ المُشرِكينَ استَجارَكَ فَأَجِرهُ حَتّىٰ يَسمَعَ كَلٰمَ اللَّهِ ثُمَّ أَبلِغهُ مَأمَنَهُ ذٰلِكَ بِأَنَّهُم قَومٌ لا يَعلَمونَ
 E se qualche associatore ti chiede asilo, concediglielo affinché possa ascoltare la Parola di Allah, e poi rimandalo in sicurezza [8] . Ciò in quanto è gente che non conosce!
- Hamza P.
 Se uno degli idolatri ti chiederà asilo, glielo accorderai affinché oda la parola di Dio e poi lo rimanderai a un luogo sicuro per lui. Così sia, perché quella è gente che non sa nulla. [6]
- Zilio Grandi
 Se qualcuno degli associatori ti chiede asilo, accordaglielo, sicché egli possa udire la Parola di Allàh e poi scortalo fino al luogo dove egli si senta sicuro! Ciò perché essi son popolo, che non sanno.
- Pasquini
 7.
 كَيفَ يَكونُ لِلمُشرِكينَ عَهدٌ عِندَ اللَّهِ وَعِندَ رَسولِهِ إِلَّا الَّذينَ عٰهَدتُم عِندَ المَسجِدِ الحَرامِ فَمَا استَقٰموا لَكُم فَاستَقيموا لَهُم إِنَّ اللَّهَ يُحِبُّ المُتَّقينَ
 Come potrebbe esserci un patto tra Allah e il Suo Messaggero e i politeisti, ad eccezione di coloro con i quali stipulaste un accordo presso la Santa Moschea [9] ? Finché si comportano rettamente con voi, comportatevi rettamente verso di loro. Allah ama i timorati.
- Hamza P.
 E come potrebbero gli idolatri avere un patto con Dio e il Suo inviato, esclusi quelli con i quali abbiate già stretto un patto presso la moschea sacra? Con costoro comportatevi rettamente fintanto che essi si comporteranno rettamente nei vostri confronti. Dio ama chi ha timore di Lui. [7]
- Zilio Grandi
 Come può esserci un trattato tra Allàh e il Suo Apostolo e coloro che ad Allàh associano (false divinità), tranne quelli con cui avete stipulato un trattato vicino alla Sacra Moschea [1] e nei confronti dei quali - fino a quando terranno fede ai patti con voi - anche voi li dovrete mantenere? In verità, Allàh ama i timorati.
- Pasquini
 8.
 كَيفَ وَإِن يَظهَروا عَلَيكُم لا يَرقُبوا فيكُم إِلًّا وَلا ذِمَّةً يُرضونَكُم بِأَفوٰهِهِم وَتَأبىٰ قُلوبُهُم وَأَكثَرُهُم فٰسِقونَ
 Come [ci può essere un patto], quando hanno il sopravvento su di voi, non vi rispettano né per la parentela né per i giuramenti? A parole vi compiaceranno, ma nel loro cuore vi rinnegano. La maggior parte di loro è ingiusta.
- Hamza P.
 E come potrebbero? Se avranno la meglio su di voi non guarderanno né a parentele né ad alleanze; a parole vi accontenteranno, ma il loro cuore è infedele, per la gran parte sono degli empi. [8]
- Zilio Grandi
 . E come (può avere vigore un trattato, vedendo che essi), qualora possono avere la meglio su voi, non rispettano né i legami di sangue, che hanno con voi, né quelli pattizi? Essi vi piacciono per le loro bocche, ma i loro cuori vi odiano e la maggior parte di loro sono corrotti.
- Pasquini
 9.
 اشتَرَوا بِـٔايٰتِ اللَّهِ ثَمَنًا قَليلًا فَصَدّوا عَن سَبيلِهِ إِنَّهُم ساءَ ما كانوا يَعمَلونَ
 Svendono a vil prezzo i segni di Allah e frappongono ostacoli sul Suo sentiero. È veramente nefando quello che fanno.
- Hamza P.
 Hanno venduto i segni di Dio a prezzo vile e hanno distolto gli altri dal Suo sentiero, com’è malvagio quel che fanno.
- Zilio Grandi
 Essi hanno fatto mercato delle Parole di Allàh - per un prezzo vile - e molti di loro hanno deviato dalla Sua strada. In verità, è maleficio quello che facevano.
- Pasquini
 10.
 لا يَرقُبونَ فى مُؤمِنٍ إِلًّا وَلا ذِمَّةً وَأُولٰئِكَ هُمُ المُعتَدونَ
 Nei confronti dei credenti, non rispettano né la parentela né i trattati: essi sono i trasgressori.
- Hamza P.
 Non guardano, con un credente, né a parentele né ad alleanze, i trasgressori sono loro.
- Zilio Grandi
 Essi non rispettano, nei confronti di un credente, né la parentela né il patto! Quelli sono coloro che oltrepassano i limiti.
- Pasquini
 11.
 فَإِن تابوا وَأَقامُوا الصَّلوٰةَ وَءاتَوُا الزَّكوٰةَ فَإِخوٰنُكُم فِى الدّينِ وَنُفَصِّلُ الءايٰتِ لِقَومٍ يَعلَمونَ
 Se poi si pentono, eseguono l’orazione e pagano la decima, siano vostri fratelli nella religione.
Così esponiamo chiaramente i Nostri segni per gente che comprende.
- Hamza P.
 Ma se si pentiranno, se osserveranno la preghiera e pagheranno l’elemosina, saranno i vostri fratelli nella religione.
Noi precisiamo chiaramente i Nostri segni a gente che sa. [11]
- Zilio Grandi
 Ciò nonostante, se si ravvedono, eseguono l’adorazione quotidiana e pagano l’imposta coranica, sono vostri fratelli nel culto. Noi diamo spiegazione dei segni a un popolo di gente che sa.
- Pasquini
 12.
 وَإِن نَكَثوا أَيمٰنَهُم مِن بَعدِ عَهدِهِم وَطَعَنوا فى دينِكُم فَقٰتِلوا أَئِمَّةَ الكُفرِ إِنَّهُم لا أَيمٰنَ لَهُم لَعَلَّهُم يَنتَهونَ
 E se dopo il patto mancano ai loro giuramenti e vi attaccano [a causa del]la vostra religione, combattete i capi della miscredenza. Non ci sono giuramenti [validi] per loro: forse così desisteranno.
- Hamza P.
 Se dopo avere stretto il patto violeranno i loro giuramenti e insulteranno la vostra religione, combatteteli – sono i capofila della miscredenza, non rispettano giuramento alcuno – affinché la smettano. [12]
- Zilio Grandi
 Se essi violano i loro giuramenti - dopo il loro impegno di rispettare i patti - e aggrediscono il vostro culto, combattete gli esponenti della miscredenza - in verità, essi non sono uomini di parola - affinché la smettano.
- Pasquini
 13.
 أَلا تُقٰتِلونَ قَومًا نَكَثوا أَيمٰنَهُم وَهَمّوا بِإِخراجِ الرَّسولِ وَهُم بَدَءوكُم أَوَّلَ مَرَّةٍ أَتَخشَونَهُم فَاللَّهُ أَحَقُّ أَن تَخشَوهُ إِن كُنتُم مُؤمِنينَ
 Non combatterete contro gente che ha violato i giuramenti e cercato di scacciare il Messaggero? Son loro che vi hanno attaccato per primi. Li temerete? Allah ha ben più diritto di essere temuto, se siete credenti.
- Hamza P.
 E come potreste evitare il combattimento con gente che ha violato i propri giuramenti, che ha tentato di scacciare l’inviato e vi ha attaccato per prima? Forse li temete, quando più merita di essere temuto Dio, se siete credenti? [13]
- Zilio Grandi
 Non siete voi disposti a combattere uomini che violano i loro giuramenti, che hanno tramato per espellere l’Apostolo e sono stati loro ad attaccarvi la prima volta? Avete forse timore di loro? È più giusto che voi abbiate timore di Allàh, se siete credenti!
- Pasquini
 14.
 قٰتِلوهُم يُعَذِّبهُمُ اللَّهُ بِأَيديكُم وَيُخزِهِم وَيَنصُركُم عَلَيهِم وَيَشفِ صُدورَ قَومٍ مُؤمِنينَ
 Combatteteli finché Allah li castighi per mano vostra, li copra di ignominia, vi dia la vittoria su di loro, guarisca i petti dei credenti
- Hamza P.
 Combatteteli e Dio li castigherà per mano vostra, li coprirà di vergogna e vi farà trionfare su di loro, guarirà il petto dei credenti [14]
- Zilio Grandi
 Combatteteli, Allàh li punirà per mezzo delle vostre mani, li umilierà, vi sosterrà contro di loro, guarirà i petti di un popolo di credenti,
- Pasquini
 15.
 وَيُذهِب غَيظَ قُلوبِهِم وَيَتوبُ اللَّهُ عَلىٰ مَن يَشاءُ وَاللَّهُ عَليمٌ حَكيمٌ
 ed espella la collera dai loro cuori. Allah accoglie il pentimento di chi Egli vuole. Allah è sapiente, saggio.
- Hamza P.
 e toglierà la collera dal loro cuore.
Dio Si rivolge verso chi Egli vuole, Dio è sapiente e saggio. [15]
- Zilio Grandi
 farà uscire l’indignazione dai loro cuori e Allàh è proclive al perdono nei confronti di chi Egli vuole! E Allàh è Sciente e Sapiente.
- Pasquini
 16.
 أَم حَسِبتُم أَن تُترَكوا وَلَمّا يَعلَمِ اللَّهُ الَّذينَ جٰهَدوا مِنكُم وَلَم يَتَّخِذوا مِن دونِ اللَّهِ وَلا رَسولِهِ وَلَا المُؤمِنينَ وَليجَةً وَاللَّهُ خَبيرٌ بِما تَعمَلونَ
 Credete di poter essere lasciati in pace prima che Allah non abbia riconosciuto coloro che lottano e che non cercano altri alleati oltre ad Allah, al Suo Messaggero e ai credenti [10] ?
Allah è ben informato di quello che fate.
- Hamza P.
 O forse credete che sarete abbandonati? Credete che Dio non conosca chi di voi ha lottato e ha preso come confidenti solo Dio e il Suo messaggero e gli altri credenti? Dio è bene informato delle vostre azioni. [16]
- Zilio Grandi
 Pensate voi di essere lasciati soli, mentre Allàh non ha ancora conosciuto chi di voi si sforza per la Causa e non prende per amici e protettori altri che Allàh, il Suo Apostolo e i credenti? E Allàh è perfettamente informato di ciò che voi fate.
- Pasquini
 17.
 ما كانَ لِلمُشرِكينَ أَن يَعمُروا مَسٰجِدَ اللَّهِ شٰهِدينَ عَلىٰ أَنفُسِهِم بِالكُفرِ أُولٰئِكَ حَبِطَت أَعمٰلُهُم وَفِى النّارِ هُم خٰلِدونَ
 Non spetta agli associatori la cura delle moschee di Allah, mentre sono testimoni della loro stessa miscredenza. Ecco quelli che vanificano le opere loro e che rimarranno perpetuamente nel Fuoco.
- Hamza P.
 I politeisti non visiteranno le moschee di Dio, così testimoniando contro se stessi la propria miscredenza. Le loro azioni saranno vanificate ed essi rimarranno nel fuoco in eterno. [17]
- Zilio Grandi
 Non sarà permesso a coloro che associano (divinità fittizie ad Allàh) di stare nelle Moschee di Allàh, testimoniando contro le loro stesse anime il loro rifiuto di credere. Quelli sono coloro, le azioni dei quali non avranno alcun frutto ed essi rimarranno in eterno nel fuoco.
- Pasquini
 18.
 إِنَّما يَعمُرُ مَسٰجِدَ اللَّهِ مَن ءامَنَ بِاللَّهِ وَاليَومِ الءاخِرِ وَأَقامَ الصَّلوٰةَ وَءاتَى الزَّكوٰةَ وَلَم يَخشَ إِلَّا اللَّهَ فَعَسىٰ أُولٰئِكَ أَن يَكونوا مِنَ المُهتَدينَ
 Badino alla cura delle moschee di Allah solo coloro che credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, eseguono l’orazione e pagano la decima e non temono altri che Allah. Forse saranno tra coloro che sono ben diretti.
- Hamza P.
 Invece, visiteranno le moschee di Dio quelli che credono in Dio e nell’ultimo giorno, che osservano la preghiera e versano l’elemosina e non temono altri che Dio. Può darsi che questi siano i ben guidati.
- Zilio Grandi
 Nelle Moschee di Allàh (i luoghi della prosternazione) può stare chi crede in Allàh e nell’ultimo giorno, esegue l’adorazione quotidiana, paga l’imposta coranica e non ha timore di nessuno, tranne Allàh. Perciò, può darsi che quelli siano ammessi nel novero dei ben guidati.
- Pasquini
 19.
 أَجَعَلتُم سِقايَةَ الحاجِّ وَعِمارَةَ المَسجِدِ الحَرامِ كَمَن ءامَنَ بِاللَّهِ وَاليَومِ الءاخِرِ وَجٰهَدَ فى سَبيلِ اللَّهِ لا يَستَوۥنَ عِندَ اللَّهِ وَاللَّهُ لا يَهدِى القَومَ الظّٰلِمينَ
 Metterete sullo stesso piano quelli che danno da bere ai pellegrini e servono la Moschea Sacra e quelli che credono in Allah e nell’Ultimo Giorno e lottano per la Sua causa? Non sono uguali di fronte ad Allah. Allah non guida gli ingiusti [11] .
- Hamza P.
 Pensate che siano uguali chi disseta i pellegrini e presta servizio presso la sacra moschea e chi crede in Dio e nell’ultimo giorno e lotta sul sentiero di Dio? Davanti a Dio non sono uguali, e Dio non guida la gente colpevole. [19]
- Zilio Grandi
 Mettete forse sullo stesso piano il dare da bere ai pellegrini o la manutenzione della Sacra Moschea [2] (il Santuario della Mecca [3]) e chi crede in Allàh, nell’ultimo giorno, e si sforza per la Causa di Allàh? Presso Allàh non sono sullo stesso piano e Allàh non guida il popolo dei trasgressori!
- Pasquini
 20.
 الَّذينَ ءامَنوا وَهاجَروا وَجٰهَدوا فى سَبيلِ اللَّهِ بِأَموٰلِهِم وَأَنفُسِهِم أَعظَمُ دَرَجَةً عِندَ اللَّهِ وَأُولٰئِكَ هُمُ الفائِزونَ
 Coloro che credono, che sono emigrati e che lottano sul sentiero di Allah con i loro beni e le loro vite, hanno i più alti gradi presso Allah. Essi sono i vincenti.
- Hamza P.
 Quelli che credono, e sono emigrati, e hanno lottato sul sentiero di Dio con le loro ricchezze e con le loro persone sono un gradino più in alto presso Dio, il successo appartiene a loro. [20]
- Zilio Grandi
 Coloro i quali credono, emigrano e si sforzano per la Causa di Allàh, con i loro beni e con le loro persone, hanno presso Allàh una posizione di grado più elevato! Quelli sono coloro che avranno successo.
- Pasquini
 21.
 يُبَشِّرُهُم رَبُّهُم بِرَحمَةٍ مِنهُ وَرِضوٰنٍ وَجَنّٰتٍ لَهُم فيها نَعيمٌ مُقيمٌ
 Il loro Signore annuncia loro la Sua misericordia e il Suo compiacimento e i Giardini in cui avranno delizia durevole,
- Hamza P.
 Il Signore annuncia loro della misericordia che viene da Lui, e soddisfazione, e giardini dove avranno permanente beatitudine
- Zilio Grandi
 Allàh dà loro la buona notizia di una misericordia da Lui e di un compiacimento, nonché di Giardini, nei quali essi godranno una gioia durevole
- Pasquini
 22.
 خٰلِدينَ فيها أَبَدًا إِنَّ اللَّهَ عِندَهُ أَجرٌ عَظيمٌ
 in cui rimarranno per sempre. Presso Allah c’è mercede immensa.
- Hamza P.
 e dove resteranno in eterno, per sempre, presso Dio c’è un’eccellente ricompensa.
- Zilio Grandi
 e nei quali essi abiteranno per l’eternità. In verità, presso Allàh c’è una ricompensa sublime.
- Pasquini
 23.
 يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا لا تَتَّخِذوا ءاباءَكُم وَإِخوٰنَكُم أَولِياءَ إِنِ استَحَبُّوا الكُفرَ عَلَى الإيمٰنِ وَمَن يَتَوَلَّهُم مِنكُم فَأُولٰئِكَ هُمُ الظّٰلِمونَ
 O voi che credete, non prendete per alleati i vostri padri e i vostri fratelli se preferiscono la miscredenza alla fede. Chi di voi li prenderà per alleati sarà tra gli ingiusti.
- Hamza P.
 Voi che credete, non prendete come protettori e alleati i vostri padri e i vostri fratelli se essi preferiscono la miscredenza alla fede, chi di voi li prenderà come protettori e alleati è tra gli ingiusti. [23]
- Zilio Grandi
 O voi che credete, non prendete i vostri padri e i vostri fratelli come patroni, se essi antepongono alla fede il rifiuto di credere! Quelli di voi che li prendono come patroni sono trasgressori.
- Pasquini
 24.
 قُل إِن كانَ ءاباؤُكُم وَأَبناؤُكُم وَإِخوٰنُكُم وَأَزوٰجُكُم وَعَشيرَتُكُم وَأَموٰلٌ اقتَرَفتُموها وَتِجٰرَةٌ تَخشَونَ كَسادَها وَمَسٰكِنُ تَرضَونَها أَحَبَّ إِلَيكُم مِنَ اللَّهِ وَرَسولِهِ وَجِهادٍ فى سَبيلِهِ فَتَرَبَّصوا حَتّىٰ يَأتِىَ اللَّهُ بِأَمرِهِ وَاللَّهُ لا يَهدِى القَومَ الفٰسِقينَ
 Di’: «Se i vostri padri, i vostri figli, i vostri fratelli, le vostre mogli, la vostra tribù, i beni che vi procurate, il commercio di cui temete la rovina e le case che amate vi sono più cari di Allah e del Suo Messaggero e della lotta per la causa di Allah, aspettate allora che Allah renda noto il Suo decreto! Allah non guida il popolo degli empi».
- Hamza P.
 Di’: «Se i vostri padri, i vostri figli, i vostri fratelli, le vostre mogli, la vostra tribù, le ricchezze che vi siete procurati, un commercio del quale temete il fallimento e le case che amate, se tutto questo vi è più caro di Dio e del Suo messaggero e della lotta sul sentiero di Dio, allora aspettate finché Dio vi porterà il Suo decreto, gli empi Dio non li ama». [24]
- Zilio Grandi
 Di’: “Se i vostri padri, i vostri figli, i vostri fratelli, le vostre mogli, le vostre famiglie, una ricchezza - che avete guadagnato - un commercio - che voi temete vada in fallimento - casamenti - di cui vi compiacete - vi sono più cari di Allàh e del suo Apostolo, o dello sforzo per la sua Causa, restate in attesa che giunga Allàh con il Suo ordine!”. Allàh non guida il popolo dei corrotti.
- Pasquini
 25.
 لَقَد نَصَرَكُمُ اللَّهُ فى مَواطِنَ كَثيرَةٍ وَيَومَ حُنَينٍ إِذ أَعجَبَتكُم كَثرَتُكُم فَلَم تُغنِ عَنكُم شَيـًٔا وَضاقَت عَلَيكُمُ الأَرضُ بِما رَحُبَت ثُمَّ وَلَّيتُم مُدبِرينَ
 Certamente Allah vi ha soccorsi in molti luoghi, come nel giorno di Hunayn, quando eravate tronfi del vostro numero – ma non servì a nulla e la terra, per quanto vasta, vi sembrava angusta: volgeste le spalle e fuggiste [12] .
- Hamza P.
 In molti campi di battaglia Dio vi ha soccorsi, anche nel giorno di Ḥunayn, quando andavate fieri del vostro grande numero che a nulla vi è servito, quando l’ampio terreno della valle vi è sembrato angusto e quindi siete fuggiti, voltando le spalle al nemico. [25]
- Zilio Grandi
 Allàh vi diede in passato il Suo sostegno in molte battaglie! Nel giorno di Ḥunàyn [4] il vostro numero vi dava baldanza, ma non vi servì a nulla! La Terra - benché essa sia vasta - vi si fece stretta, sicché voi giraste le spalle, dandovi alla fuga!
- Pasquini
 26.
 ثُمَّ أَنزَلَ اللَّهُ سَكينَتَهُ عَلىٰ رَسولِهِ وَعَلَى المُؤمِنينَ وَأَنزَلَ جُنودًا لَم تَرَوها وَعَذَّبَ الَّذينَ كَفَروا وَذٰلِكَ جَزاءُ الكٰفِرينَ
 Allora Allah fece scendere la Sua presenza di pace [13] sul Suo Messaggero e sui credenti. Fece scendere armate che non vedeste e castigò i miscredenti. Questa è la mercede degli empi.
- Hamza P.
 Allora Dio ha fatto discendere sul Suo inviato e sui credenti la presenza che acquieta, ha fatto discendere degli eserciti invisibili e ha castigato i miscredenti, ecco il premio riservato a chi non crede. [26]
- Zilio Grandi
 Però Allàh fece scendere la Sua Sakīnah [5] (tranquillità) sull’Apostolo e sui credenti! Egli fece scendere un esercito, che voi non vedevate e castigò coloro che rifiutano di credere! Questa è la ricompensa di coloro che rifiutano di credere.
- Pasquini
 27.
 ثُمَّ يَتوبُ اللَّهُ مِن بَعدِ ذٰلِكَ عَلىٰ مَن يَشاءُ وَاللَّهُ غَفورٌ رَحيمٌ
 Dopo di ciò, Allah accoglierà il pentimento di chi vuole.
Allah è perdonatore, misericordioso.
- Hamza P.
 Dio Si rivolge verso chi Egli vuole, Dio è indulgente e pieno di clemenza. [27]
- Zilio Grandi
 Allàh, dopo ciò, ebbe pietà di chi Egli volle e Allàh è Perdonatore e Clementissimo.
- Pasquini
 28.
 يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا إِنَّمَا المُشرِكونَ نَجَسٌ فَلا يَقرَبُوا المَسجِدَ الحَرامَ بَعدَ عامِهِم هٰذا وَإِن خِفتُم عَيلَةً فَسَوفَ يُغنيكُمُ اللَّهُ مِن فَضلِهِ إِن شاءَ إِنَّ اللَّهَ عَليمٌ حَكيمٌ
 O voi che credete, i politeisti sono impurità: non si avvicinino più alla Santa Moschea dopo quest’anno. E non temete la miseria, ché Allah, se vuole, vi arricchirà della Sua grazia [14] . In verità Allah è sapiente, saggio.
- Hamza P.
 Voi che credete, gli idolatri sono cosa immonda, dunque non si avvicinino alla sacra moschea dopo che questo loro anno sarà trascorso. E se temete di impoverirvi, ebbene, Dio, se vorrà, vi farà ricchi con i tesori del Suo favore, Dio è sapiente e saggio. [28]
- Zilio Grandi
 O voi che credete, quelli che associano (ad Allàh divinità fittizie) sono immondezza, perciò non si avvicinino alla Sacra Moschea [6], dopo questo loro anno! Se voi temete la povertà, Allàh vi arricchirà, se vuole, per Sua grazia. In verità, Allàh e Sciente e Sapiente.
- Pasquini
 29.
 قٰتِلُوا الَّذينَ لا يُؤمِنونَ بِاللَّهِ وَلا بِاليَومِ الءاخِرِ وَلا يُحَرِّمونَ ما حَرَّمَ اللَّهُ وَرَسولُهُ وَلا يَدينونَ دينَ الحَقِّ مِنَ الَّذينَ أوتُوا الكِتٰبَ حَتّىٰ يُعطُوا الجِزيَةَ عَن يَدٍ وَهُم صٰغِرونَ
 Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo [15] , e siano soggiogati.
- Hamza P.
 Combatterete quelli che non credono in Dio e nell’ultimo giorno e non dichiarano illecito quel che Dio e il Suo inviato hanno dichiarato illecito, e quelli della gente del libro che non professano la religione della verità. Li combatterete finché pagheranno il tributo uno per uno, umiliati. [29]
- Zilio Grandi
 . Combattete contro coloro i quali non credono in Allàh, nell’ultimo giorno e non proibiscono ciò che Allàh ha proibito e (ha proibito) il Suo Apostolo; contro coloro - di quelli che hanno ricevuto il Libro - i quali non professano la religione della Verità, a meno che, essendo, in condizione di sudditanza, paghino la gìzyah [7] come imposta.
- Pasquini
 30.
 وَقالَتِ اليَهودُ عُزَيرٌ ابنُ اللَّهِ وَقالَتِ النَّصٰرَى المَسيحُ ابنُ اللَّهِ ذٰلِكَ قَولُهُم بِأَفوٰهِهِم يُضٰهِـٔونَ قَولَ الَّذينَ كَفَروا مِن قَبلُ قٰتَلَهُمُ اللَّهُ أَنّىٰ يُؤفَكونَ
 Dicono i giudei: «Esdra [16] è figlio di Allah»; e i nazareni dicono: «Il Messia è figlio di Allah». Questo è ciò che esce dalle loro bocche. Ripetono le parole di quanti già prima di loro furono miscredenti. Li annienti Allah. Quanto sono fuorviati!
- Hamza P.
 Gli ebrei hanno detto: «‘Uzayr è il figlio di Dio», e i cristiani hanno detto: «Il Cristo è il figlio di Dio», così hanno detto con la loro bocca ripetendo quel che hanno detto i miscredenti vissuti prima di loro. Dio li faccia perire! Quanto mentono! [30]
- Zilio Grandi
 I Giudei [8] affermano che Uzàyr [9] è figlio di Allàh e i Nazareni [10] affermano che il Messia (Cristo) è figlio di Allàh. Questo è la loro affermazione! Una affermazione, che esce dalle loro bocche e con la quale essi non fanno altro che ripetere i discorsi di quelli che hanno rifiutato di credere in precedenza. Che Allàh li combatta, per quanto sono lontani dalla verità.
- Pasquini
 31.
 اتَّخَذوا أَحبارَهُم وَرُهبٰنَهُم أَربابًا مِن دونِ اللَّهِ وَالمَسيحَ ابنَ مَريَمَ وَما أُمِروا إِلّا لِيَعبُدوا إِلٰهًا وٰحِدًا لا إِلٰهَ إِلّا هُوَ سُبحٰنَهُ عَمّا يُشرِكونَ
 Hanno preso i loro rabbini, i loro monaci e il Messia figlio di Maria, come signori all’infuori di Allah, quando non era stato loro ordinato se non di adorare un Dio unico [17] .
Non vi è dio all’infuori di Lui! Gloria a Lui ben oltre ciò che Gli associano!
- Hamza P.
 Si sono presi i loro dottori e i loro monaci come signori al posto di Dio, e anche il Cristo figlio di Maria. Eppure era stato loro ordinato di adorare un’unica divinità. Non c’è altro dio che Lui, sia gloria a Lui, Egli è ben oltre quel che Gli associano.
- Zilio Grandi
 Essi hanno preso i loro preti e i loro monaci come destinatari di culto, al posto di Allàh, e il Messia (Cristo), figliuolo di Maria, mentre non fu comandato loro, se non di adorare un unico destinatario di culto! Non c’è destinatario di culto tranne Lui (Allàh)! Incondivisa è la Sua divinità, nonostante ciò che Gli viene associato nel culto.
- Pasquini
 32.
 يُريدونَ أَن يُطفِـٔوا نورَ اللَّهِ بِأَفوٰهِهِم وَيَأبَى اللَّهُ إِلّا أَن يُتِمَّ نورَهُ وَلَو كَرِهَ الكٰفِرونَ
 Vorrebbero spegnere la luce di Allah con le loro bocche, ma Allah non intende che perfezionare la Sua luce, anche se ciò dispiace ai miscredenti.
- Hamza P.
 Con la loro bocca vorrebbero spegnere la luce di Dio, ma Dio non lo vuole, altro non vuole che rendere perfetta la Sua luce anche a dispetto dei miscredenti. [32]
- Zilio Grandi
 Essi vogliono soffocare la luce di Allàh con le loro bocche, ma Allàh non permetterà, se non che la Sua luce pervenga alla completezza, anche se coloro che rifiutano di credere detestano ciò.
- Pasquini
 33.
 هُوَ الَّذى أَرسَلَ رَسولَهُ بِالهُدىٰ وَدينِ الحَقِّ لِيُظهِرَهُ عَلَى الدّينِ كُلِّهِ وَلَو كَرِهَ المُشرِكونَ
 Egli è Colui Che ha inviato il Suo Messaggero con la guida e la Religione della verità, onde farla prevalere su ogni altra religione, anche se ciò dispiace agli associatori.
- Hamza P.
 Egli è Colui che ha inviato il Suo messaggero con la guida e la religione della verità perché essa trionfi su ogni religione, anche a dispetto degli idolatri. [33]
- Zilio Grandi
 È Lui che ha mandato il Suo Apostolo con la Guida e la Religione della Verità, perché prevalga sugli altri culti, anche se gli associatori detestano ciò!
- Pasquini
 34.
 يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا إِنَّ كَثيرًا مِنَ الأَحبارِ وَالرُّهبانِ لَيَأكُلونَ أَموٰلَ النّاسِ بِالبٰطِلِ وَيَصُدّونَ عَن سَبيلِ اللَّهِ وَالَّذينَ يَكنِزونَ الذَّهَبَ وَالفِضَّةَ وَلا يُنفِقونَها فى سَبيلِ اللَّهِ فَبَشِّرهُم بِعَذابٍ أَليمٍ
 O voi che credete, molti rabbini e monaci divorano i beni altrui, senza diritto alcuno, e distolgono dalla causa di Allah. Annuncia a coloro che accumulano l’oro e l’argento e non spendono per la causa di Allah un doloroso castigo
- Hamza P.
 Voi che credete, molti dottori e monaci consumano le ricchezze della gente in cose vane, e allontanano la gente dal sentiero di Dio. A chi ammassa oro e argento e non lo spende sul sentiero di Dio, annuncia un castigo doloroso
- Zilio Grandi
 O Voi che credete, ci sono, in verità, numerosi preti e monaci, i quali certamente, mangiano i beni degli uomini con la falsità e fanno deviare dal sentiero di Allàh, ce ne sono di quelli, che accumulano oro e argento e non lo spendono per la Causa di Allàh. Da’ a essi la buona novella di un castigo doloroso,
- Pasquini
 35.
 يَومَ يُحمىٰ عَلَيها فى نارِ جَهَنَّمَ فَتُكوىٰ بِها جِباهُهُم وَجُنوبُهُم وَظُهورُهُم هٰذا ما كَنَزتُم لِأَنفُسِكُم فَذوقوا ما كُنتُم تَكنِزونَ
 nel Giorno in cui queste ricchezze saranno rese incandescenti dal fuoco dell’Inferno e ne saranno marchiate le loro fronti, i loro fianchi e le loro spalle: «Questo è ciò che accumulavate? Gustate dunque quello che avete accumulato!».
- Hamza P.
 nel giorno in cui argento e oro si faranno incandescenti al fuoco della Geenna e serviranno a imprimere loro un marchio sulla fronte, sui fianchi e sul dorso: «Ecco quel che avete ammassato per voi, assaporate adesso quel che avete ammassato».
- Zilio Grandi
 il giorno in cui verranno messi a cuocere nel fuoco di giahànnam [11] e verranno marchiati con un ferro rovente le loro fronti, i loro fianchi e le loro schiene! Questo è quanto voi avete tesoreggiato per le vostre anime, perciò gustatelo, adesso, quanto avete tesoreggiato!
- Pasquini
 36.
 إِنَّ عِدَّةَ الشُّهورِ عِندَ اللَّهِ اثنا عَشَرَ شَهرًا فى كِتٰبِ اللَّهِ يَومَ خَلَقَ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضَ مِنها أَربَعَةٌ حُرُمٌ ذٰلِكَ الدّينُ القَيِّمُ فَلا تَظلِموا فيهِنَّ أَنفُسَكُم وَقٰتِلُوا المُشرِكينَ كافَّةً كَما يُقٰتِلونَكُم كافَّةً وَاعلَموا أَنَّ اللَّهَ مَعَ المُتَّقينَ
 Presso Allah il computo dei mesi è di dodici mesi [lunari] nel Suo Libro, sin dal giorno in cui creò i cieli e la terra. Quattro di loro sono sacri [18] . Questa è la religione retta. In questi mesi non opprimete voi stessi, ma combattete tutti assieme i politeisti come essi vi combattono tutti assieme. Sappiate che Allah è con coloro che [Lo] temono.
- Hamza P.
 Il numero dei mesi, presso Dio, è di dodici mesi, scritti nel libro di Dio nel giorno in cui creò i cieli e la terra, e quattro sono sacri. Questa è la religione retta. Durante quei quattro mesi non farete torto a voi stessi ma combatterete gli idolatri fino in fondo, come essi fino in fondo combatteranno voi. Sappiate che Dio è con chi Lo teme. [36]
- Zilio Grandi
 Il numero dei mesi presso Allàh è di dodici - così è nel Libro di Allàh fino dal giorno in cui Egli creò i cieli e la Terra - e di essi quattro sono sacri. Questa è la religione originaria. Perciò, riguardo a essi, non fate torto alle vostre anime! Combattete contro tutti coloro che associano (ad Allàh divinità fittizie), come essi vi combattono loro tutti e sappiate che Allàh è con i timorati.
- Pasquini
 37.
 إِنَّمَا النَّسيءُ زِيادَةٌ فِى الكُفرِ يُضَلُّ بِهِ الَّذينَ كَفَروا يُحِلّونَهُ عامًا وَيُحَرِّمونَهُ عامًا لِيُواطِـٔوا عِدَّةَ ما حَرَّمَ اللَّهُ فَيُحِلّوا ما حَرَّمَ اللَّهُ زُيِّنَ لَهُم سوءُ أَعمٰلِهِم وَاللَّهُ لا يَهدِى القَومَ الكٰفِرينَ
 In verità il mese intercalare non è altro che un sovrappiù di miscredenza, a causa del quale si traviano i miscredenti: un anno lo dichiarano profano e un altro lo sacralizzano per alterare il numero dei mesi resi sacri da Allah [19] . Così facendo profanano quello che Allah ha reso sacro. Le peggiori azioni sono state rese belle ai loro occhi, ma Allah non guida il popolo dei miscredenti.
- Hamza P.
 E quanto al mese intercalare, è un sovrappiù di miscredenza con il quale i miscredenti sono indotti in errore. Essi lo dichiarano non sacro e sacro ad anni alterni per accordarsi sul numero dei mesi che Dio ha dichiarato sacri, e così dichiarano non sacro quel che Dio ha dichiarato sacro. La malvagità delle loro azioni è stata abbellita ai loro occhi, ma Dio non guida la gente che non crede. [37]
- Zilio Grandi
 In verità, il mese intercalare è un accrescimento nella miscredenza e coloro i quali rifiutano di credere sono messi fuori strada da esso, quando lo dichiarano lecito un anno e lo dichiarano proibito un anno, per accordare il cambiamento del numero di ciò che Allàh ha proibito, dichiarando lecito ciò che Allàh ha proibito. È reso bello ai loro occhi il peggio delle loro azioni, ma Allàh non guida il popolo di quelli che rifiutano di credere.
- Pasquini
 38.
 يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا ما لَكُم إِذا قيلَ لَكُمُ انفِروا فى سَبيلِ اللَّهِ اثّاقَلتُم إِلَى الأَرضِ أَرَضيتُم بِالحَيوٰةِ الدُّنيا مِنَ الءاخِرَةِ فَما مَتٰعُ الحَيوٰةِ الدُّنيا فِى الءاخِرَةِ إِلّا قَليلٌ
 O voi che credete! Perché quando vi si dice: «Lanciatevi [in campo] per la causa di Allah», siete [come] inchiodati alla terra [20] ? La vita terrena vi attira di più di quella ultima? Di fronte all’altra vita il godimento di quella terrena è ben poca cosa.
- Hamza P.
 Voi che credete, cosa avete? Quando vi si dice: «Gettatevi in battaglia sul sentiero di Dio», restate pesantemente attaccati alla terra. Forse preferite la vita terrena a quella dell’aldilà? Ma di fronte alla vita dell’aldilà, le delizie della vita terrena sono poca cosa. [38]
- Zilio Grandi
 O voi che credete, che avete - quando venite chiamati a elargire per la Causa di Allàh - da mettervi a sedere con lentezza a terra? Preferite forse la vita terrena a quella futura? Il godimento della vita terrena rispetto a quello della vita futura altro non è che poco!
- Pasquini
 39.
 إِلّا تَنفِروا يُعَذِّبكُم عَذابًا أَليمًا وَيَستَبدِل قَومًا غَيرَكُم وَلا تَضُرّوهُ شَيـًٔا وَاللَّهُ عَلىٰ كُلِّ شَيءٍ قَديرٌ
 Se non vi lancerete nella lotta, vi castigherà con doloroso castigo e vi sostituirà con un altro popolo, mentre voi non potrete nuocerGli in nessun modo. Allah è onnipotente.
- Hamza P.
 Se non vi getterete in battaglia Dio vi punirà con un castigo doloroso, vi sostituirà con un altro popolo, e voi non Gli procurerete danno alcuno. Dio è potente su tutte le cose.
- Zilio Grandi
 Se non vi mobilitate (per sostenerlo), Egli vi punirà con un castigo doloroso e metterà al vostro posto un popolo diverso da voi, senza che voi possiate farGli alcun danno! Allàh ha potere su tutte le cose.
- Pasquini
 40.
 إِلّا تَنصُروهُ فَقَد نَصَرَهُ اللَّهُ إِذ أَخرَجَهُ الَّذينَ كَفَروا ثانِىَ اثنَينِ إِذ هُما فِى الغارِ إِذ يَقولُ لِصٰحِبِهِ لا تَحزَن إِنَّ اللَّهَ مَعَنا فَأَنزَلَ اللَّهُ سَكينَتَهُ عَلَيهِ وَأَيَّدَهُ بِجُنودٍ لَم تَرَوها وَجَعَلَ كَلِمَةَ الَّذينَ كَفَرُوا السُّفلىٰ وَكَلِمَةُ اللَّهِ هِىَ العُليا وَاللَّهُ عَزيزٌ حَكيمٌ
 Se voi non lo aiutate Allah lo ha già soccorso il giorno in cui i miscredenti l’avevano bandito, lui, il secondo di due, quando erano nella caverna e diceva al suo compagno: «Non ti affliggere, Allah è con noi». Poi, Allah fece scendere su di lui la Sua presenza di pace, lo sostenne con truppe che voi non vedeste, e rese infima la parola dei miscredenti, mentre la Parola di Allah è la più alta. Allah è eccelso, saggio [21] .
- Hamza P.
 Se voi non andrete in soccorso dell’inviato, ebbene, già lo aveva soccorso Dio quando i miscredenti lo hanno scacciato, ed erano in due, quando entrambi stavano nella caverna ed egli ha detto al suo compagno: «Non essere triste, Dio è con noi». Dio ha fatto discendere su di lui la presenza che acquieta e lo ha sostenuto con eserciti invisibili, e ha reso infima la parola dei miscredenti mentre quella di Dio è parola somma, Dio è potente e saggio. [40]
- Zilio Grandi
 Se voi non lo sostenete, già lo sostenne Allàh - allorché coloro che rifiutano di credere lo espulsero lui, secondo di due, quando - avendo egli detto al suo compagno: “Non essere preoccupato! In verità, Allàh è con noi!”, mentre erano nella caverna, Allàh fece scendere la Sua Sakīnah [12] su di lui e lo rafforzò con un esercito che voi non vedete, rendendo più bassa la parola di quelli che rifiutano di credere e più alta la Parola di Allàh! E Allàh è Possente e Sapiente.
- Pasquini
 41.
 انفِروا خِفافًا وَثِقالًا وَجٰهِدوا بِأَموٰلِكُم وَأَنفُسِكُم فى سَبيلِ اللَّهِ ذٰلِكُم خَيرٌ لَكُم إِن كُنتُم تَعلَمونَ
 Leggeri o pesanti [22] , lanciatevi nella missione e lottate sulla via di Allah con i vostri beni e le vostre vite. Questo è meglio per voi, se lo sapeste!
- Hamza P.
 Allora lanciatevi in battaglia, con armi leggere, con armi pesanti, e lottate con le vostre ricchezze e con le vostre persone sul sentiero di Dio, è un bene per voi, se lo sapeste. [41]
- Zilio Grandi
 Mobilitatevi, or dunque, con armamento leggero e pesante (qual che sia la vostra condizione) e sforzatevi con i vostri beni e con le vostre persone per la Causa di Allàh! Questo è bene per voi, se sapevate!
- Pasquini
 42.
 لَو كانَ عَرَضًا قَريبًا وَسَفَرًا قاصِدًا لَاتَّبَعوكَ وَلٰكِن بَعُدَت عَلَيهِمُ الشُّقَّةُ وَسَيَحلِفونَ بِاللَّهِ لَوِ استَطَعنا لَخَرَجنا مَعَكُم يُهلِكونَ أَنفُسَهُم وَاللَّهُ يَعلَمُ إِنَّهُم لَكٰذِبونَ
 Se fosse stato un affare immediato e un viaggio breve, ti avrebbero seguito; ma la distanza parve loro eccessiva. E allora si misero a giurare [in nome di Allah]: «Se avessimo potuto saremmo venuti con voi». Si perdono da loro stessi, ma Allah sa perfettamente che sono dei bugiardi.
- Hamza P.
 Ti avrebbero seguito se si fosse trattato di un vantaggio prossimo e di un viaggio breve, ma la distanza è parsa loro troppo lunga. Giureranno su Dio: «Se avessimo potuto, saremmo scesi in battaglia insieme a voi». Così distruggono se stessi perché Dio sa che sono dei bugiardi. [42]
- Zilio Grandi
 Se ci fosse immediato bottino e un viaggio agevole, essi, senza dubbio, ti seguirebbero, ma la distanza è lunga e pesante per loro; perciò essi giurano per Allàh: “Se potessimo, certamente usciremmo con voi!”. Essi dicono ciò, insistentemente fino all’esasperazione, e così facendo distruggono le loro anime e Allàh sa che, certamente, essi stanno mentendo!
- Pasquini
 43.
 عَفَا اللَّهُ عَنكَ لِمَ أَذِنتَ لَهُم حَتّىٰ يَتَبَيَّنَ لَكَ الَّذينَ صَدَقوا وَتَعلَمَ الكٰذِبينَ
 Che Allah ti perdoni: perché li hai dispensati [dal combattere], prima che tu potessi distinguere chi diceva il vero e chi era bugiardo?
- Hamza P.
 Dio ti perdoni! Perché hai permesso loro di sottrarsi alla lotta prima di scoprire chi era sincero, prima di sapere chi erano i bugiardi? [43]
- Zilio Grandi
 Allàh ti ha fatto la grazia! Perché tu dai loro il permesso, affinché ti sia chiaro chi sono i sinceri e riconosca i mentitori?
- Pasquini
 44.
 لا يَستَـٔذِنُكَ الَّذينَ يُؤمِنونَ بِاللَّهِ وَاليَومِ الءاخِرِ أَن يُجٰهِدوا بِأَموٰلِهِم وَأَنفُسِهِم وَاللَّهُ عَليمٌ بِالمُتَّقينَ
 Coloro che credono in Allah e nell’Ultimo Giorno non ti chiedono dispensa quando si tratta di lottare con i loro beni e le loro vite. Allah conosce coloro che [Lo] temono.
- Hamza P.
 Quelli che credono in Dio e nell’ultimo giorno non chiedono il tuo permesso per lottare con le loro ricchezze e con le loro persone. Dio sa bene chi ha timore di Lui,
- Zilio Grandi
 Coloro i quali credono in Allàh e nell’ultimo giorno non ti chiedono il permesso di essere esentati dallo sforzo con i loro beni e le loro persone e Allàh è Conoscitore dei timorati.
- Pasquini
 45.
 إِنَّما يَستَـٔذِنُكَ الَّذينَ لا يُؤمِنونَ بِاللَّهِ وَاليَومِ الءاخِرِ وَارتابَت قُلوبُهُم فَهُم فى رَيبِهِم يَتَرَدَّدونَ
 Soltanto coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno ti chiedono dispensa: i loro cuori sono dubbiosi e restano sospesi nei loro dubbi.
- Hamza P.
 e quelli che ti chiedono il permesso di sottrarsi sono coloro che non credono in Dio e nell’ultimo giorno e hanno il cuore pieno di dubbi, cosicché si dibattono nell’incertezza.
- Zilio Grandi
 L’esonero te lo chiedono, soltanto, coloro che non credono in Allàh e nell’ultimo giorno, i cuori dei quali sono nell’incertezza e sono oscillanti nel loro dubbio.
- Pasquini
 46.
 وَلَو أَرادُوا الخُروجَ لَأَعَدّوا لَهُ عُدَّةً وَلٰكِن كَرِهَ اللَّهُ انبِعاثَهُم فَثَبَّطَهُم وَقيلَ اقعُدوا مَعَ القٰعِدينَ
 Se avessero voluto, si sarebbero ben preparati a partire; ma Allah ha disdegnato la loro partenza: li ha impigriti. Venne detto loro: «Statevene in compagnia di quelli che rimangono [a casa]».
- Hamza P.
 Se avessero voluto uscire in battaglia si sarebbero preparati, ma a Dio non è piaciuto che partissero e li ha trattenuti. È stato detto loro: «Rimanete insieme a chi resta». [46]
- Zilio Grandi
 Se essi avessero l’intenzione di uscire, farebbero, certamente, dei preparativi, però Allàh è avverso al loro movimento, per cui Egli li intralcia, sicché viene detto loro: “Sedete con coloro che stanno seduti!”.
- Pasquini
 47.
 لَو خَرَجوا فيكُم ما زادوكُم إِلّا خَبالًا وَلَأَوضَعوا خِلٰلَكُم يَبغونَكُمُ الفِتنَةَ وَفيكُم سَمّٰعونَ لَهُم وَاللَّهُ عَليمٌ بِالظّٰلِمينَ
 Se fossero usciti con voi, vi avrebbero solo danneggiato, correndo qua e là e seminando zizzania, ché certo tra voi avrebbero trovato chi li avrebbe ascoltati. Ma Allah ben conosce gli ingiusti.
- Hamza P.
 Se fossero usciti in battaglia insieme a voi altro non avrebbero aggiunto che un intralcio, avrebbero cercato di portare discordia tra voi e alcuni di voi li avrebbero ascoltati, Dio conosce bene gli ingiusti. [47]
- Zilio Grandi
 Se essi escono con voi, essi non solo non vi rafforzeranno, ma, anzi, provocheranno disordine, andando avanti e indietro, in mezzo a voi, e c’è qualcuno di voi che darebbe loro ascolto. Però Allàh è Conoscitore dei trasgressori.
- Pasquini
 48.
 لَقَدِ ابتَغَوُا الفِتنَةَ مِن قَبلُ وَقَلَّبوا لَكَ الأُمورَ حَتّىٰ جاءَ الحَقُّ وَظَهَرَ أَمرُ اللَّهِ وَهُم كٰرِهونَ
 Già prima fomentavano ribellione ostacolando i tuoi progetti, finché venne la verità e trionfò il decreto di Allah, nonostante la loro avversione.
- Hamza P.
 Già prima hanno tentato di portare discordia tra voi, imbrogliando a te le cose, finché è giunta la verità, e l’ordine di Dio si è palesato anche a loro dispetto. [48]
- Zilio Grandi
 Del resto essi ordirono già un complotto in precedenza, creandoti problemi, fino a quando giunse la Verità e fu chiaro l’ordine di Allàh, nonostante che loro fossero avversi!
- Pasquini
 49.
 وَمِنهُم مَن يَقولُ ائذَن لى وَلا تَفتِنّى أَلا فِى الفِتنَةِ سَقَطوا وَإِنَّ جَهَنَّمَ لَمُحيطَةٌ بِالكٰفِرينَ
 Fra di loro vi è chi dice: «Dispensami dalla lotta, non mettermi alla prova» [23] . Che? Non sono già stati messi alla prova? In verità l’Inferno circonderà i miscredenti.
- Hamza P.
 Tra loro c’è chi dice: «Dammi il permesso di sottrarmi alla lotta, non mi indurre in tentazione». Forse non sono già caduti in tentazione? Certo la Geenna avvolgerà i miscredenti.
- Zilio Grandi
 In mezzo a loro c’è chi dice: “Dammi l’esonero e non mettermi alla prova!”. Non sono forse già caduti nella prova? E, in verità, giahànnam [13] circondatrice è, certamente, di coloro che rifiutano di credere.
- Pasquini
 50.
 إِن تُصِبكَ حَسَنَةٌ تَسُؤهُم وَإِن تُصِبكَ مُصيبَةٌ يَقولوا قَد أَخَذنا أَمرَنا مِن قَبلُ وَيَتَوَلَّوا وَهُم فَرِحونَ
 Se ti giunge un bene, ne soffrono; se ti colpisce sventura, dicono: «Meno male che abbiamo preso le nostre precauzioni». E si allontanano esultanti.
- Hamza P.
 Se ti coglie una fortuna se ne affliggono e se ti coglie un’avversità dicono: «Già prima abbiamo preso ogni precauzione» e felici ti voltano le spalle.
- Zilio Grandi
 Se ti capita un bene ciò li addolora, ma se ti colpisce un male essi dicono: “Abbiamo preso in precedenza le nostre misure precauzionali!”. Ciò detto, essi si allontanano con gioia!
- Pasquini
 51.
 قُل لَن يُصيبَنا إِلّا ما كَتَبَ اللَّهُ لَنا هُوَ مَولىٰنا وَعَلَى اللَّهِ فَليَتَوَكَّلِ المُؤمِنونَ
 Di’: «Nulla ci può colpire se non quello che Allah ha scritto per noi. Egli è il nostro patrono. Abbiano fiducia in Allah coloro che credono».
- Hamza P.
 Rispondi: «Ci coglierà soltanto quel che Dio ha scritto per noi, Egli è il nostro padrone. A Lui si affidino i credenti». [51]
- Zilio Grandi
 Di’: “Nulla ci può accadere, all’infuori di ciò che Allàh ha scritto per noi! Egli è il nostro Signore!”. E su Allàh facciano affidamento i credenti.
- Pasquini
 52.
 قُل هَل تَرَبَّصونَ بِنا إِلّا إِحدَى الحُسنَيَينِ وَنَحنُ نَتَرَبَّصُ بِكُم أَن يُصيبَكُمُ اللَّهُ بِعَذابٍ مِن عِندِهِ أَو بِأَيدينا فَتَرَبَّصوا إِنّا مَعَكُم مُتَرَبِّصونَ
 Di’: «Cosa vi aspettate, se non le due cose migliori [24] ? Quello che invece ci aspettiamo per voi è che Allah vi colpisca con un castigo, da parte Sua o tramite nostro. Aspettate, e anche noi aspetteremo con voi».
- Hamza P.
 Di’: «Cosa attendete per noi oltre all’una o all’altra delle due ottime cose? Quanto a noi, per voi attendiamo che Dio vi colga con un castigo che sta presso di Lui o che sia per mano nostra, dunque attendete, noi attendiamo con voi». [52]
- Zilio Grandi
 Di’: “Che altro vi aspettate per noi, se non una delle due cose belle (la vittoria o il martirio)? Invece, noi ci aspettiamo per voi che Allàh colpisca voi con un castigo, o direttamente da parte sua, o per mezzo delle nostre mani! Perciò attendete (quello che volete) e noi saremo certamente con voi di quelli che stanno in attesa!
- Pasquini
 53.
 قُل أَنفِقوا طَوعًا أَو كَرهًا لَن يُتَقَبَّلَ مِنكُم إِنَّكُم كُنتُم قَومًا فٰسِقينَ
 Di’: «Che facciate l’elemosina volentieri o a malincuore, non sarà mai accettata, ché siete gente perversa».
- Hamza P.
 Di’: «Offrite la carità, volentieri o di malavoglia, ma non vi sarà accolta perché siete degli empi».
- Zilio Grandi
 Di’: “Spendete volentieri, o contro voglia! Non vi sarà accettato, quello che avrete speso, poiché voi, in verità, siete un popolo di perversi.
- Pasquini
 54.
 وَما مَنَعَهُم أَن تُقبَلَ مِنهُم نَفَقٰتُهُم إِلّا أَنَّهُم كَفَروا بِاللَّهِ وَبِرَسولِهِ وَلا يَأتونَ الصَّلوٰةَ إِلّا وَهُم كُسالىٰ وَلا يُنفِقونَ إِلّا وَهُم كٰرِهونَ
 Nulla impedisce che le loro elemosine siano accettate, eccetto il fatto che non credono in Allah e nel Suo Messaggero, che non vengono alla preghiera se non di malavoglia, che non danno l’elemosina se non quando sono costretti.
- Hamza P.
 Quel che impedisce alla loro carità di essere accolta è che non credono in Dio e nel Suo messaggero, compiono la preghiera svogliatamente e donano malvolentieri i loro beni, nulla di più. [54]
- Zilio Grandi
 Il rifiuto di accettare i loro esborsi non è motivato che dal fatto che essi rifiutano di credere ad Allàh e al Suo Apostolo, non eseguono l’adorazione quotidiana se non pigramente e non esborsano se non contro voglia!
- Pasquini
 55.
 فَلا تُعجِبكَ أَموٰلُهُم وَلا أَولٰدُهُم إِنَّما يُريدُ اللَّهُ لِيُعَذِّبَهُم بِها فِى الحَيوٰةِ الدُّنيا وَتَزهَقَ أَنفُسُهُم وَهُم كٰفِرونَ
 Non ti stupiscano i loro beni e i loro figli. Allah con quelli vuole castigarli in questa vita terrena e far sì che periscano penosamente nella miscredenza [25] .
- Hamza P.
 E tu, non stupirti delle loro ricchezze e dei figli, in quel modo Dio li vuole tormentare nella vita terrena, vuole che esalino l’ultimo respiro nell’infedeltà. [55]
- Zilio Grandi
 Perciò non lasciarti incantare dalle loro ricchezze e dai loro figli. Essi ne godono soltanto perché Allàh vuol farne per loro un mezzo di castigo nella vita di quaggiù e vuol far perire le loro anime, mentre essi persistono nel rifiuto di credere.
- Pasquini
 56.
 وَيَحلِفونَ بِاللَّهِ إِنَّهُم لَمِنكُم وَما هُم مِنكُم وَلٰكِنَّهُم قَومٌ يَفرَقونَ
 Giurano per Allah che sono dalla vostra parte, mentre invece non è vero: quella è gente che ha paura.
- Hamza P.
 Giureranno su Dio di essere dei vostri, ma non sono dei vostri, è gente che ha paura. [56]
- Zilio Grandi
 Essi giurano su Allàh di essere dei vostri, mentre, invece, non sono dei vostri! Sono un popolo che ha paura.
- Pasquini
 57.
 لَو يَجِدونَ مَلجَـًٔا أَو مَغٰرٰتٍ أَو مُدَّخَلًا لَوَلَّوا إِلَيهِ وَهُم يَجمَحونَ
 Se trovassero un rifugio, o caverne, o un sotterraneo, vi si precipiterebbero a briglia sciolta.
- Hamza P.
 Se trovassero un rifugio o delle caverne o un qualsiasi pertugio, in tutta fretta vi si getterebbero.
- Zilio Grandi
 Se trovassero un luogo dove scappare, oppure grotte, oppure nascondigli vi accorrerebbero in massa!
- Pasquini
 58.
 وَمِنهُم مَن يَلمِزُكَ فِى الصَّدَقٰتِ فَإِن أُعطوا مِنها رَضوا وَإِن لَم يُعطَوا مِنها إِذا هُم يَسخَطونَ
 Tra loro c’è chi ti critica a proposito delle elemosine: se ne usufruiscono sono contenti, altrimenti si offendono.
- Hamza P.
 Tra loro c’è chi ti accusa per le elemosine: se ne ricevono una parte, se ne rallegrano, ma se non ricevono nulla eccoli pieni di rabbia, [58]
- Zilio Grandi
 E in mezzo a loro c’è chi mormora contro di te per aṣ-ṣadaqāt [14]. Se essi ricevono da esse, ne godono, ma se non ne ricevono, allora si indignano.
- Pasquini
 59.
 وَلَو أَنَّهُم رَضوا ما ءاتىٰهُمُ اللَّهُ وَرَسولُهُ وَقالوا حَسبُنَا اللَّهُ سَيُؤتينَا اللَّهُ مِن فَضلِهِ وَرَسولُهُ إِنّا إِلَى اللَّهِ رٰغِبونَ
 Se davvero fossero soddisfatti di quello che ricevono da Allah e dal Suo Messaggero, direbbero: «Ci basta Allah! Allah ci darà della Sua grazia, e così il Suo Messaggero ancora. I nostri desideri tendono ad Allah».
- Hamza P.
 quando dovrebbero rallegrarsi di quel che Dio e il Suo inviato hanno donato loro. Dovrebbero dire: «Dio ci è sufficiente, Dio ci darà qualche Suo favore, e anche il Suo inviato ce ne darà, a Dio ci rivolgiamo nel desiderio di Lui». [59]
- Zilio Grandi
 Se, solamente, fossero contenti di ciò che ha dato loro Allàh e il suo Apostolo e dicessero: “Allàh ci basta! Allàh ci darà in futuro per Sua grazia e (ci darà) il Suo Apostolo. In verità, noi riponiamo le nostre speranze in Allàh!”.
- Pasquini
 60.
 إِنَّمَا الصَّدَقٰتُ لِلفُقَراءِ وَالمَسٰكينِ وَالعٰمِلينَ عَلَيها وَالمُؤَلَّفَةِ قُلوبُهُم وَفِى الرِّقابِ وَالغٰرِمينَ وَفى سَبيلِ اللَّهِ وَابنِ السَّبيلِ فَريضَةً مِنَ اللَّهِ وَاللَّهُ عَليمٌ حَكيمٌ
 Le elemosine [26] sono per i bisognosi, per i poveri, per quelli incaricati di raccoglierle, per quelli di cui bisogna conquistarsi i cuori, per il riscatto degli schiavi, per quelli pesantemente indebitati, per [la lotta sul] sentiero di Allah e per il viandante [27] . Decreto di Allah! Allah è saggio, sapiente.
- Hamza P.
 Il ricavato delle elemosine serve per i poveri e per chi ha bisogno, e per chi è incaricato di raccoglierle, e per quelli dei quali abbiamo ammansito il cuore, e serve per riscattare lo schiavo e il debitore insolvente, e per la lotta sul sentiero di Dio e per il viandante. Questo è un obbligo imposto da Dio, Dio è sapiente e saggio. [60]
- Zilio Grandi
 Solamente, aṣ-ṣadaqāt [15] sono per i poveri e per i bisognosi, per coloro che sono al lavoro per esse, per coloro i cui cuori sono stati riconciliati, per i prigionieri e per i debitori, per la Causa di Allàh e per il viandante: obbligo inderogabile imposto da Allàh! E Allàh è Sciente e Sapiente.
- Pasquini
 61.
 وَمِنهُمُ الَّذينَ يُؤذونَ النَّبِىَّ وَيَقولونَ هُوَ أُذُنٌ قُل أُذُنُ خَيرٍ لَكُم يُؤمِنُ بِاللَّهِ وَيُؤمِنُ لِلمُؤمِنينَ وَرَحمَةٌ لِلَّذينَ ءامَنوا مِنكُم وَالَّذينَ يُؤذونَ رَسولَ اللَّهِ لَهُم عَذابٌ أَليمٌ
 Tra loro ci sono quelli che dileggiano il Profeta e dicono: «È tutto orecchi» [28] . Di’: «È tutto orecchi per il vostro bene, crede in Allah e ha fiducia nei credenti, ed è una [testimonianza di] misericordia per coloro fra voi che credono. Quelli che tormentano il Messaggero di Allah avranno doloroso castigo».
- Hamza P.
 Tra loro c’è chi offende il Profeta dicendo: «È tutt’orecchi». Rispondi: «È tutt’orecchi per il vostro bene, egli crede in Dio e confida nei credenti ed è una grazia per quelli che hanno avuto fede; ma chi offende l’inviato di Dio avrà un castigo doloroso». [61]
- Zilio Grandi
 In mezzo a loro c’è chi molesta il Profeta e dicono: “Egli è un orecchio [da ascolto a chi chiede]!”. Di’: Sì! È un orecchio di bene per voi!”. Egli ha fede in Allàh, ha fiducia nei credenti ed è misericordia per quelli di voi che credono, mentre per coloro che molestano l’Apostolo di Allàh c’è un castigo doloroso.
- Pasquini
 62.
 يَحلِفونَ بِاللَّهِ لَكُم لِيُرضوكُم وَاللَّهُ وَرَسولُهُ أَحَقُّ أَن يُرضوهُ إِن كانوا مُؤمِنينَ
 Giurano [in nome di] Allah per compiacervi; ma se sono credenti, [sappiano] che Allah e il Suo Messaggero hanno maggior diritto di essere compiaciuti.
- Hamza P.
 Giurano su Dio davanti a voi per farvi contenti, quando dovrebbero accontentare Dio e il Suo messaggero, se sono cre denti.
- Zilio Grandi
 Essi giurano su Allàh per voi, allo scopo di compiacervi, però è più giusto che essi cerchino il compiacimento di Allàh e del Suo Apostolo, se sono credenti.
- Pasquini
 63.
 أَلَم يَعلَموا أَنَّهُ مَن يُحادِدِ اللَّهَ وَرَسولَهُ فَأَنَّ لَهُ نارَ جَهَنَّمَ خٰلِدًا فيها ذٰلِكَ الخِزىُ العَظيمُ
 Non sanno dunque che chi si oppone ad Allah e al Suo Messaggero, avrà come dimora eterna il fuoco dell’Inferno? Ecco l’abominio immenso.
- Hamza P.
 Non lo sanno? Chi argomenta contro Dio e il Suo messaggero indubbiamente avrà il fuoco della Geenna dove rimarrà in eterno, ecco la suprema vergogna. [63]
- Zilio Grandi
 Non lo sanno essi che per chi fa opposizione ad Allàh e al Suo Apostolo c’è il fuoco di giahànnam [16], nel quale egli rimarrà in eterno? Questo è il massimo della ignominia!
- Pasquini
 64.
 يَحذَرُ المُنٰفِقونَ أَن تُنَزَّلَ عَلَيهِم سورَةٌ تُنَبِّئُهُم بِما فى قُلوبِهِم قُلِ استَهزِءوا إِنَّ اللَّهَ مُخرِجٌ ما تَحذَرونَ
 Gli ipocriti temono che venga rivelata una sura che sveli quello che c’è nei loro cuori. Di’: «Schernite pure! Allah paleserà quello che temete [venga reso noto]».
- Hamza P.
 Gli ipocriti temono la rivelazione di una sura che li informerà del contenuto dei loro cuori. Di’: «Continuate con le vostre burle, Dio manifesterà quel che temete». [64]
- Zilio Grandi
 Coloro i quali fanno il doppio gioco (al-Munāfiqūna [17]) hanno paura che venga fatta scendere a loro riguardo una Sura, che metta loro in luce ciò che esiste nei loro cuori. Di’: “Prendete pure in giro. In verità, Allàh farà venire alla luce quello che voi temete!”.
- Pasquini
 65.
 وَلَئِن سَأَلتَهُم لَيَقولُنَّ إِنَّما كُنّا نَخوضُ وَنَلعَبُ قُل أَبِاللَّهِ وَءايٰتِهِ وَرَسولِهِ كُنتُم تَستَهزِءونَ
 Se li interpellassi ti direbbero: «Erano solo chiacchiere e scherzi!». Di’: «Volete schernire Allah, i Suoi segni e il Suo Messaggero?».
- Hamza P.
 Se li interrogherai risponderanno: «Era soltanto per dire e per scherzare». Di’: «Vi siete burlati di Dio e dei Suoi segni e del Suo inviato?
- Zilio Grandi
 Se tu farai loro delle domande, certamente, essi ti risponderanno: “Solamente, noi dicevamo tanto per dire e per gioco!”. Di’: “Vi facevate beffe di Allàh, delle sue ayāt [18] (Rivelazioni coraniche) e del Suo Apostolo?”.
- Pasquini
 66.
 لا تَعتَذِروا قَد كَفَرتُم بَعدَ إيمٰنِكُم إِن نَعفُ عَن طائِفَةٍ مِنكُم نُعَذِّب طائِفَةً بِأَنَّهُم كانوا مُجرِمينَ
 Non cercate scuse, siete diventati miscredenti dopo aver creduto; se perdoneremo alcuni di voi, altri ne castigheremo, poiché veramente sono stati empi!
- Hamza P.
 Non vi scusate, siete stati miscredenti dopo avere accolto la fede. Alcuni di voi li perdoneremo ma altri li puniremo perché sono malfattori». [66]
- Zilio Grandi
 Non cercate scusanti! Voi, adesso, dopo aver fatto professione di fede, rifiutate di credere! Se Noi siamo indulgenti verso una frazione di voi, ne puniamo una frazione, poiché (gli appartenenti a quest’ultima) essi sono malfattori.
- Pasquini
 67.
 المُنٰفِقونَ وَالمُنٰفِقٰتُ بَعضُهُم مِن بَعضٍ يَأمُرونَ بِالمُنكَرِ وَيَنهَونَ عَنِ المَعروفِ وَيَقبِضونَ أَيدِيَهُم نَسُوا اللَّهَ فَنَسِيَهُم إِنَّ المُنٰفِقينَ هُمُ الفٰسِقونَ
 Gli ipocriti e le ipocrite appartengono gli uni alle altre. Ordinano quel che è riprovevole, proibiscono le buone consuetudini e chiudono le loro mani [29] . Dimenticano Allah, ed Egli li dimenticherà. Sono loro, gli ipocriti, ad essere empi!
- Hamza P.
 Gli ipocriti e le ipocrite si invitano l’un l’altro alle azioni riprovevoli e si impediscono le azioni lodevoli, e serrano le mani all’elemosina. Hanno dimenticato Dio e Dio li ha dimenticati. Gli ipocriti sono gli empi. [67]
- Zilio Grandi
 Gli ipocriti e le ipocrite, una parte di loro da una parte, ordinano il male, proibiscono il bene e tengono strette le loro mani [non elargiscono per la Causa]! Essi hanno dimenticato Allàh ed Egli ha dimenticato loro. In verità, gli ipocriti sono i perversi.
- Pasquini
 68.
 وَعَدَ اللَّهُ المُنٰفِقينَ وَالمُنٰفِقٰتِ وَالكُفّارَ نارَ جَهَنَّمَ خٰلِدينَ فيها هِىَ حَسبُهُم وَلَعَنَهُمُ اللَّهُ وَلَهُم عَذابٌ مُقيمٌ
 Agli ipocriti, maschi e femmine, e ai miscredenti, Allah ha promesso il Fuoco dell’Inferno nel quale rimarranno in perpetuo. Questo è quanto si meritano. Allah li ha maledetti e avranno duraturo tormento.
- Hamza P.
 Dio ha promesso agli ipocriti e alle ipocrite e ai miscredenti il fuoco della Geenna dove rimarranno eternamente, questo è il loro compenso. Dio li maledica, avranno un permanente castigo.
- Zilio Grandi
 Allàh ha promesso agli ipocriti, alle ipocrite, e a coloro che rifiutano di credere il fuoco di giahànnam [19], in cui rimarranno in eterno! Essa (giahànnam [20]) è bastevole (quanto a castigo) per loro. Allàh li ha maledetti e per loro c’è un castigo duraturo,
- Pasquini
 69.
 كَالَّذينَ مِن قَبلِكُم كانوا أَشَدَّ مِنكُم قُوَّةً وَأَكثَرَ أَموٰلًا وَأَولٰدًا فَاستَمتَعوا بِخَلٰقِهِم فَاستَمتَعتُم بِخَلٰقِكُم كَمَا استَمتَعَ الَّذينَ مِن قَبلِكُم بِخَلٰقِهِم وَخُضتُم كَالَّذى خاضوا أُولٰئِكَ حَبِطَت أَعمٰلُهُم فِى الدُّنيا وَالءاخِرَةِ وَأُولٰئِكَ هُمُ الخٰسِرونَ
 Così [avvenne] a quelli che vennero prima di voi, che erano più potenti e più ricchi di beni e di figli! Godettero della loro parte e voi godete della vostra, come quelli che vennero prima di voi godettero della loro. Voi polemizzate come essi polemizzarono. Essi sono coloro le cui opere sono rese vane in questa vita e nell’altra, essi sono i perdenti.
- Hamza P.
 E lo stesso accadde a quelli che vissero prima di voi, che erano più forti di voi e più ricchi di beni e di figli. Essi hanno gioito della loro parte e voi avete gioito della vostra come quelli vissuti prima di voi hanno gioito della loro, e anche voi avete discusso, come hanno discusso loro. Le azioni che avevano compiuto sono vanificate, in questo mondo e nell’aldilà, ecco i perdenti. [69]
- Zilio Grandi
 come quello di coloro che vi precedettero. Quelli furono superiori a voi, quanto a potenza, e più ricchi, quanto a beni e a figli, e fu concesso loro di godere la loro parte! Così viene concesso a voi di godere della vostra parte, come fu concesso di godere la loro parte a coloro che vi precedettero. Come quelli parlavano tanto per parlare, così anche voi parlate tanto per parlare! Quelli sono coloro, le cui opere sono vane nella vita terrena e nella futura! Quelli sono i perdenti!
- Pasquini
 70.
 أَلَم يَأتِهِم نَبَأُ الَّذينَ مِن قَبلِهِم قَومِ نوحٍ وَعادٍ وَثَمودَ وَقَومِ إِبرٰهيمَ وَأَصحٰبِ مَديَنَ وَالمُؤتَفِكٰتِ أَتَتهُم رُسُلُهُم بِالبَيِّنٰتِ فَما كانَ اللَّهُ لِيَظلِمَهُم وَلٰكِن كانوا أَنفُسَهُم يَظلِمونَ
 Non è giunta loro la storia di quelli che vissero precedentemente, del popolo di Noè, degli ‘Âd e dei Thamûd, del popolo di Abramo, degli abitanti di Madian e delle città devastate [30] ? Messaggeri della loro gente recarono prove evidenti. Non fu Allah ad essere ingiusto con loro, sono loro che lo furono nei loro stessi confronti.
- Hamza P.
 Non è giunta loro notizia di quelli che vissero prima di loro, del popolo di Noè e degli ‘Ad e dei Thamūd e del popolo di Abramo e della gente di Madian e delle città sovvertite? I messaggeri che Dio aveva mandato erano giunti con prove evidenti. Dio non volle fare loro torto, essi si fecero torto da sé. [70]
- Zilio Grandi
 Forse che non è giunta la storia di quelli che vissero prima di loro, del popolo di Nūḥ (Noè), degli ’Ād [21], dei Thamūd [22], del popolo di Ibrāhīm (Abramo), dei compagni di Màdian, e delle Mù‹tafikāt [23] (le città capovolte: Sodoma e Gomorra). Gli Apostoli che furono loro inviati portarono loro le prove evidenti! Non fu Allàh a far loro torto, ma furono loro a far torto a loro stessi!
- Pasquini
 71.
 وَالمُؤمِنونَ وَالمُؤمِنٰتُ بَعضُهُم أَولِياءُ بَعضٍ يَأمُرونَ بِالمَعروفِ وَيَنهَونَ عَنِ المُنكَرِ وَيُقيمونَ الصَّلوٰةَ وَيُؤتونَ الزَّكوٰةَ وَيُطيعونَ اللَّهَ وَرَسولَهُ أُولٰئِكَ سَيَرحَمُهُمُ اللَّهُ إِنَّ اللَّهَ عَزيزٌ حَكيمٌ
 I credenti e le credenti sono alleati gli uni degli altri. Ordinano le buone consuetudini e proibiscono ciò che è riprovevole, eseguono l’orazione, pagano la decima e obbediscono ad Allah e al Suo Messaggero. Ecco coloro che godranno della misericordia di Allah. Allah è eccelso, saggio.
- Hamza P.
 I credenti e le credenti sono amici e fratelli l’uno per l’altro, ordinano il bene e impediscono il male, osservano la preghiera, pagano l’elemosina e ubbidiscono a Dio e al Suo inviato. Di loro Dio avrà misericordia, Egli è potente e saggio. [71]
- Zilio Grandi
 I credenti e le credenti, una parte di loro sono patroni di una parte. Essi ordinano il bene e proibiscono il male, eseguono l’adorazione quotidiana, pagano l’imposta coranica, obbediscono ad Allàh e al Suo Apostolo. A quelli Allàh concederà misericordia. In verità, Allàh è Possente e Sapiente.
- Pasquini
 72.
 وَعَدَ اللَّهُ المُؤمِنينَ وَالمُؤمِنٰتِ جَنّٰتٍ تَجرى مِن تَحتِهَا الأَنهٰرُ خٰلِدينَ فيها وَمَسٰكِنَ طَيِّبَةً فى جَنّٰتِ عَدنٍ وَرِضوٰنٌ مِنَ اللَّهِ أَكبَرُ ذٰلِكَ هُوَ الفَوزُ العَظيمُ
 Ai credenti e alle credenti, Allah ha promesso i Giardini in cui scorrono i ruscelli, dove rimarranno in perpetuo, e splendide dimore nei giardini dell’Eden; ma il compiacimento di Allah vale ancora di più: questa è l’immensa beatitudine [31] !
- Hamza P.
 Dio ha promesso ai credenti e alle credenti giardini alla cui ombra scorrono i fiumi, dove rimarranno in eterno, e dimore belle dei giardini di Eden, e il dono più grande sarà il compiacimento di Dio, ecco il successo supremo. [72]
- Zilio Grandi
 Ai credenti e alle credenti, Allàh ha fatto promessa di Giardini - sotto cui scorrono i fiumi e in cui rimarranno in eterno - e di buone abitazioni nei giardini di ’Adn [24] (Eden), però un compiacimento da parte di Allàh è più grande. Questo è il sublime trionfo!
- Pasquini
 73.
 يٰأَيُّهَا النَّبِىُّ جٰهِدِ الكُفّارَ وَالمُنٰفِقينَ وَاغلُظ عَلَيهِم وَمَأوىٰهُم جَهَنَّمُ وَبِئسَ المَصيرُ
 O Profeta, combatti i miscredenti e gli ipocriti, e sii severo con loro. Il loro rifugio sarà l’Inferno, qual triste rifugio!
- Hamza P.
 Tu, Profeta, combatti i miscredenti e gli ipocriti, sii duro con loro, il loro rifugio sarà la Geenna, che sorte orrenda. [73]
- Zilio Grandi
 O Profeta, sforzati contro coloro che rifiutano di credere e gli ipocriti. Sii deciso nei loro confronti! Il loro albergo è giahànnam [25], quale pessimo punto di arrivo!
- Pasquini
 74.
 يَحلِفونَ بِاللَّهِ ما قالوا وَلَقَد قالوا كَلِمَةَ الكُفرِ وَكَفَروا بَعدَ إِسلٰمِهِم وَهَمّوا بِما لَم يَنالوا وَما نَقَموا إِلّا أَن أَغنىٰهُمُ اللَّهُ وَرَسولُهُ مِن فَضلِهِ فَإِن يَتوبوا يَكُ خَيرًا لَهُم وَإِن يَتَوَلَّوا يُعَذِّبهُمُ اللَّهُ عَذابًا أَليمًا فِى الدُّنيا وَالءاخِرَةِ وَما لَهُم فِى الأَرضِ مِن وَلِىٍّ وَلا نَصيرٍ
 Giurano [in nome di Allah] che non hanno detto quello che in realtà hanno detto, un’espressione di miscredenza; hanno negato dopo [aver accettato] l’Islàm e hanno agognato quel che non hanno [potuto] ottenere [32] . Non hanno altra recriminazione se non che Allah col Suo Messaggero li ha arricchiti della Sua grazia [33] . Se si pentono sarà meglio per loro; se invece volgono le spalle, Allah li castigherà con doloroso castigo in questa vita e nell’altra; e sulla terra, non avranno né alleato né patrono.
- Hamza P.
 Giurano su Dio di non avere detto quel che hanno detto e invece di certo hanno detto la parola dell’infedeltà, sono stati miscredenti dopo essersi sottomessi alla fede, hanno cercato quel che non hanno ottenuto, e lo hanno disapprovato solo perché Dio e il Suo inviato li hanno arricchiti di parte del favore. Per loro sarà meglio se si pentiranno, e se volgeranno le spalle Dio li tormenterà con un castigo doloroso, in questo mondo e nell’aldilà, e sulla terra non avranno alleati, non avranno nessuno che li soccorrerà. [74]
- Zilio Grandi
 Essi giurano su Allàh di non aver parlato, mentre, invece, hanno fatto discorsi di miscredenza! Essi, dopo avere fatto Islàm, hanno rinnegato la fede, hanno complottato di fare ciò che essi erano incapaci di fare e non si sono vendicati, se non a causa del fatto che Allàh li aveva arricchiti per Sua grazia e il Suo Apostolo! Se si ravvedono, buon per loro! Se, invece, voltano le spalle, Allàh li castigherà con un castigo doloroso, nella vita di quaggiù e nella futura, ed essi non avranno sulla Terra protettore né sostenitore.
- Pasquini
 75.
 وَمِنهُم مَن عٰهَدَ اللَّهَ لَئِن ءاتىٰنا مِن فَضلِهِ لَنَصَّدَّقَنَّ وَلَنَكونَنَّ مِنَ الصّٰلِحينَ
 Qualcuno di loro si è assunto un impegno di fronte ad Allah: «Se ci darà della Sua grazia, saremo certamente generosi e saremo gente del bene».
- Hamza P.
 Tra loro c’è chi ha stretto questo patto con Dio: «Se Egli ci darà parte del Suo favore, noi verseremo l’elemosina e saremo dei puri». [75]
- Zilio Grandi
 Tra loro ce ne sono di quelli che hanno stretto un patto con Allàh, dicendo: “Se Egli ci favorisce con la Sua grazia, noi faremo, certamente, beneficenza e ci metteremo nel novero dei bene operanti!”.
- Pasquini
 76.
 فَلَمّا ءاتىٰهُم مِن فَضلِهِ بَخِلوا بِهِ وَتَوَلَّوا وَهُم مُعرِضونَ
 Quando poi Egli dà loro della Sua grazia, diventano avari e volgono le spalle e si allontanano.
- Hamza P.
 Ma quando Dio ha dato loro parte del Suo favore, ne sono stati avari, hanno voltato le spalle e sono andati via.
- Zilio Grandi
 Però, quando Egli li ebbe favoriti con la Sua grazia, loro furono avari di essa, girarono le spalle e si allontanarono,
- Pasquini
 77.
 فَأَعقَبَهُم نِفاقًا فى قُلوبِهِم إِلىٰ يَومِ يَلقَونَهُ بِما أَخلَفُوا اللَّهَ ما وَعَدوهُ وَبِما كانوا يَكذِبونَ
 [Per questo] l’ipocrisia si stabilisce nei loro cuori, fino al Giorno in cui Lo incontreranno, perché mancarono alla promessa ad Allah e perché mentirono!
- Hamza P.
 Allora Dio ha ispirato l’ipocrisia nel loro cuore fino al giorno in cui Lo incontreranno, perché hanno infranto la promessa che avevano fatto a Dio e perché hanno mentito.
- Zilio Grandi
 ragion per cui Egli ha posto nei loro cuori, come conseguenza, una ipocrisia (che non li abbandonerà) fino al giorno, nel quale essi Lo incontreranno, poiché sono venuti meno a ciò che avevano pattuito con Allàh e poiché mentivano!
- Pasquini
 78.
 أَلَم يَعلَموا أَنَّ اللَّهَ يَعلَمُ سِرَّهُم وَنَجوىٰهُم وَأَنَّ اللَّهَ عَلّٰمُ الغُيوبِ
 Non sanno che Allah conosce i loro segreti e i loro conciliaboli e che Allah è il supremo conoscitore delle [cose] invisibili?
- Hamza P.
 Non sanno che Dio conosce il loro segreto e i loro colloqui nascosti? Non sanno che Dio è Colui che conosce i misteri?
- Zilio Grandi
 Non lo sanno che Allàh è informato dei loro segreti e dei loro conciliaboli notturni e che Allàh è Colui che conosce nei minimi dettagli i misteri dell’Universo?
- Pasquini
 79.
 الَّذينَ يَلمِزونَ المُطَّوِّعينَ مِنَ المُؤمِنينَ فِى الصَّدَقٰتِ وَالَّذينَ لا يَجِدونَ إِلّا جُهدَهُم فَيَسخَرونَ مِنهُم سَخِرَ اللَّهُ مِنهُم وَلَهُم عَذابٌ أَليمٌ
 Diffamano i credenti che donano spontaneamente e scherniscono quelli che non trovano da donare altro che il loro lavoro. Li schernisca Allah. Avranno doloroso tormento!
- Hamza P.
 Quanto a quelli che rimproverano i credenti che fanno spontanea carità e chi trova da dare solo la propria fatica, e se ne burlano, sarà Dio che si burlerà di loro, avranno un castigo doloroso. [79]
- Zilio Grandi
 Allàh metterà in ridicolo coloro i quali, facendo maldicenze, ridicolizzano sia quelli tra i credenti che nelle ṣadaqāt [26] (nel pagamento dell’imposta coranica) danno più del dovuto, sia quelli che non trovano (da dare) se non il loro sforzo. Per loro c’è un castigo doloroso,
- Pasquini
 80.
 استَغفِر لَهُم أَو لا تَستَغفِر لَهُم إِن تَستَغفِر لَهُم سَبعينَ مَرَّةً فَلَن يَغفِرَ اللَّهُ لَهُم ذٰلِكَ بِأَنَّهُم كَفَروا بِاللَّهِ وَرَسولِهِ وَاللَّهُ لا يَهدِى القَومَ الفٰسِقينَ
 Che tu chieda perdono per loro o che tu non lo chieda, [è la stessa cosa], anche se chiedessi settanta volte perdono per loro, Allah non li perdonerà [34] , perché hanno negato Allah e il Suo Messaggero e Allah non guida il popolo degli empi.
- Hamza P.
 Chiedi perdono per loro, oppure non chiederlo: anche se chiederai perdono per loro settanta volte, Dio non li perdonerà. Così sia, perché hanno rinnegato Dio e il Suo inviato e Dio la gente empia non la guida. [80]
- Zilio Grandi
 sia che tu chieda perdono per loro sia che tu non lo chieda! Anche se chiedi perdono per loro settanta volte, Allàh non li perdonerà. E ciò poiché essi hanno rifiutato di credere ad Allàh e al Suo Apostolo! Allàh non guida il popolo dei perversi.
- Pasquini
 81.
 فَرِحَ المُخَلَّفونَ بِمَقعَدِهِم خِلٰفَ رَسولِ اللَّهِ وَكَرِهوا أَن يُجٰهِدوا بِأَموٰلِهِم وَأَنفُسِهِم فى سَبيلِ اللَّهِ وَقالوا لا تَنفِروا فِى الحَرِّ قُل نارُ جَهَنَّمَ أَشَدُّ حَرًّا لَو كانوا يَفقَهونَ
 Coloro che sono rimasti indietro, felici di restare nelle loro case, [opponendosi così] al Messaggero di Allah e disdegnando la lotta per la causa di Allah con i loro beni e le loro vite dicono: «Non andate in missione con questo caldo!» [35] . Di’: «Il fuoco dell’Inferno è ancora più caldo». Se solo comprendessero!
- Hamza P.
 Quelli che sono stati lasciati indietro si sono rallegrati di essere rimasti a casa, contro il messaggero di Dio. Non hanno voluto combattere con le loro ricchezze e con le loro persone sul sentiero di Dio. Hanno detto: «Non uscite in battaglia con il caldo».
Di’: «Ben più caldo è il fuoco della Geenna», se lo capissero. [81]
- Zilio Grandi
 Coloro i quali sono stati lasciati indietro sono contenti di esser rimasti a casa dopo la partenza dell’Apostolo di Allàh, hanno in odio di sforzarsi con le loro sostanze e le loro persone per la Causa di Allàh e dicono: “Non affrettatevi [a partecipare alla spedizione] nel caldo!”. Di’: “Il fuoco di giahànnam [27] è più intenso, quanto a caldo!”. Se almeno la capissero!
- Pasquini
 82.
 فَليَضحَكوا قَليلًا وَليَبكوا كَثيرًا جَزاءً بِما كانوا يَكسِبونَ
 Ridano poco e molto piangano per quello che hanno fatto!
- Hamza P.
 Ridano dunque un po’, in seguito piangeranno molto come ricompensa per quel che hanno fatto. [82]
- Zilio Grandi
 Perciò ridano pure un poco e molto piangano in ricompensa di quello che hanno guadagnato!
- Pasquini
 83.
 فَإِن رَجَعَكَ اللَّهُ إِلىٰ طائِفَةٍ مِنهُم فَاستَـٔذَنوكَ لِلخُروجِ فَقُل لَن تَخرُجوا مَعِىَ أَبَدًا وَلَن تُقٰتِلوا مَعِىَ عَدُوًّا إِنَّكُم رَضيتُم بِالقُعودِ أَوَّلَ مَرَّةٍ فَاقعُدوا مَعَ الخٰلِفينَ
 Se poi Allah riconduce a te un gruppo di costoro ed essi ti chiedono il permesso di partire in missione, di’ loro: «Non verrete mai più con me e mai più combatterete il nemico in mia compagnia! Siete stati ben lieti di rimanere a casa vostra la prima volta, rimanete allora con coloro che rimangono indietro».
- Hamza P.
 Se Dio ti condurrà da un gruppo dei loro ed essi ti chiederanno il permesso di uscire in battaglia con te, rispondi: «Non uscirete mai in battaglia con me, non combatterete mai nemico alcuno insieme a me, avete preferito restare a casa una prima volta e allora rimaneteci anche adesso, insieme a quelli che restano». [83]
- Zilio Grandi
 Se poi Allàh ti fa tornare a uno dei gruppi di loro, ed essi ti chiedono il permesso di uscire, di’: “Non uscirete mai con me, né combatterete mai con me un nemico! In verità, voi avete preferito rimanere a casa, la prima volta, perciò restate pure a casa assieme a quelli che rimangono indietro!”.
- Pasquini
 84.
 وَلا تُصَلِّ عَلىٰ أَحَدٍ مِنهُم ماتَ أَبَدًا وَلا تَقُم عَلىٰ قَبرِهِ إِنَّهُم كَفَروا بِاللَّهِ وَرَسولِهِ وَماتوا وَهُم فٰسِقونَ
 Non pregare per nessuno di loro quando muoiono e non star ritto [in preghiera] davanti alla loro tomba.
Rinnegarono Allah e il Suo Messaggero e sono morti nell’empietà.
- Hamza P.
 Non pregare mai per nessuno di loro quando morirà, non ti fermare presso la sua tomba, hanno rinnegato Dio e il Suo inviato e sono morti da empi. [84]
- Zilio Grandi
 Non pregare, mai, per uno di loro, che sia morto, né stare in piedi alla sua tomba. In verità, essi rifiutano di credere ad Allàh e al Suo Apostolo e sono morti in condizione di perversità!
- Pasquini
 85.
 وَلا تُعجِبكَ أَموٰلُهُم وَأَولٰدُهُم إِنَّما يُريدُ اللَّهُ أَن يُعَذِّبَهُم بِها فِى الدُّنيا وَتَزهَقَ أَنفُسُهُم وَهُم كٰفِرونَ
 I loro beni e i loro figli non ti stupiscano. Con quelli Allah vuole castigarli in questa vita e [far sì] che periscano penosamente nella miscredenza.
- Hamza P.
 E non stupirti delle loro ricchezze e dei figli, in quel modo Dio li vuole tormentare nella vita terrena, vuole che esalino l’ultimo respiro nell’infedeltà. [85]
- Zilio Grandi
 Non ti stupiscano i loro beni e i loro figli, soltanto Allàh vuole farne strumento per punirli nella vita terrena e perché le loro anime malamente periscano, mentre essi sono immersi nel loro rifiuto di credere”.
- Pasquini
 86.
 وَإِذا أُنزِلَت سورَةٌ أَن ءامِنوا بِاللَّهِ وَجٰهِدوا مَعَ رَسولِهِ استَـٔذَنَكَ أُولُوا الطَّولِ مِنهُم وَقالوا ذَرنا نَكُن مَعَ القٰعِدينَ
 E quando è stata fatta scendere una sura che dice: «Credete in Allah e combattete a fianco del Suo messaggero», i più agiati tra loro ti chiedono dispensa dicendo: «Lascia che stiamo con quelli che rimangono a casa».
- Hamza P.
 E quando discenderà una sūra che dirà: «Credete in Dio e combattete insieme al Suo inviato», i notabili tra loro ti chiederanno permesso e diranno: «Lasciaci restare a casa con gli altri».
- Zilio Grandi
 Se scende una Sura che li invita a credere in Allàh e a far gihàd [di sforzarsi per la Causa di Allàh] insieme al Suo Apostolo, quelli di loro che sono benestanti ti chiedono di restare a casa, dicendo: “Lasciaci che noi si sia con chi rimane a casa!”.
- Pasquini
 87.
 رَضوا بِأَن يَكونوا مَعَ الخَوالِفِ وَطُبِعَ عَلىٰ قُلوبِهِم فَهُم لا يَفقَهونَ
 Hanno preferito rimanere con [le donne] lasciate a casa. I loro cuori sono stati sigillati e non comprenderanno.
- Hamza P.
 Hanno preferito restare con chi rimane indietro. Un sigillo è stato impresso sul loro cuore, non capiscono nulla. [87]
- Zilio Grandi
 Essi preferiscono essere nella categoria di quelli che rimangono a casa, come le casalinghe; sopra i loro cuori è stato apposto un sigillo, sicché essi non comprendono!
- Pasquini
 88.
 لٰكِنِ الرَّسولُ وَالَّذينَ ءامَنوا مَعَهُ جٰهَدوا بِأَموٰلِهِم وَأَنفُسِهِم وَأُولٰئِكَ لَهُمُ الخَيرٰتُ وَأُولٰئِكَ هُمُ المُفلِحونَ
 Ma il Messaggero e quelli che hanno creduto lottano con i loro beni e le loro vite. Avranno le cose migliori. Essi sono coloro che prospereranno.
- Hamza P.
 Invece l’inviato di Dio e quelli che insieme a lui hanno avuto fede hanno lottato con le loro ricchezze e con le loro persone; ecco chi avrà le ricchezze vere, ecco i fortunati. [88]
- Zilio Grandi
 Invece, l’Apostolo e coloro che con lui credono, partecipano al gihàd, sforzandosi [per la Causa di Allàh] con le loro sostanze e le loro persone! Quelli hanno le cose migliori! Quelli sono coloro che hanno successo!
- Pasquini
 89.
 أَعَدَّ اللَّهُ لَهُم جَنّٰتٍ تَجرى مِن تَحتِهَا الأَنهٰرُ خٰلِدينَ فيها ذٰلِكَ الفَوزُ العَظيمُ
 Allah ha preparato per loro Giardini dove scorrono i ruscelli e dove rimarranno in perpetuo. Questo è il successo immenso!
- Hamza P.
 Dio ha preparato per loro dei giardini alla cui ombra scorrono i fiumi, dove rimarranno in eterno, ecco il successo supremo.
- Zilio Grandi
 Allàh ha promesso loro dei Giardini, sotto i quali scorrono i fiumi, nei quali rimarranno in eterno. Questo è il sublime trionfo!
- Pasquini
 90.
 وَجاءَ المُعَذِّرونَ مِنَ الأَعرابِ لِيُؤذَنَ لَهُم وَقَعَدَ الَّذينَ كَذَبُوا اللَّهَ وَرَسولَهُ سَيُصيبُ الَّذينَ كَفَروا مِنهُم عَذابٌ أَليمٌ
 Quei beduini che cercano scuse sono venuti per chiederti dispensa, mentre coloro che hanno mentito ad Allah e al Suo Messaggero non si sono mossi. Ben presto un castigo doloroso colpirà quelli di loro che sono miscredenti.
- Hamza P.
 Alcuni beduini sono venuti a scusarsi e a chiederti il permesso di sottrarsi alla lotta. Quelli che hanno accusato di menzogna Dio e il Suo inviato sono rimasti a casa. Un castigo doloroso colpirà i miscredenti, [90]
- Zilio Grandi
 Quelli dei beduini che avevano da presentare scuse son venuti per chiedere che tu dessi loro il permesso, ma sono rimasti a casa soltanto coloro che hanno mentito ad Allàh e al Suo Apostolo e un castigo doloroso colpirà quelli di loro che rifiutano di credere.
- Pasquini
 91.
 لَيسَ عَلَى الضُّعَفاءِ وَلا عَلَى المَرضىٰ وَلا عَلَى الَّذينَ لا يَجِدونَ ما يُنفِقونَ حَرَجٌ إِذا نَصَحوا لِلَّهِ وَرَسولِهِ ما عَلَى المُحسِنينَ مِن سَبيلٍ وَاللَّهُ غَفورٌ رَحيمٌ
 Non saranno ritenuti colpevoli i deboli, i malati e coloro che non dispongono di mezzi [36] , a condizione che siano sinceri con Allah e col Suo Messaggero: nessun rimprovero per coloro che fanno il bene.
Allah è perdonatore, misericordioso.
- Hamza P.
 ma nessuna colpa si ascriverà ai deboli e ai malati, e neppure a quelli che non hanno mezzi, se sono sinceri con Dio e il Suo inviato, nulla si farà contro chi fa il bene, Dio è indulgente e compassionevole, [91]
- Zilio Grandi
 Non c’è nulla da obiettare nei confronti dei grandi anziani, dei malati, di coloro che non trovano i mezzi per spendere, se essi sono leali ad Allàh e al Suo Apostolo! Nulla c’è di male a carico di coloro che cercano la perfezione del comportamento, Allàh è Perdonatore e Clementissimo
- Pasquini
 92.
 وَلا عَلَى الَّذينَ إِذا ما أَتَوكَ لِتَحمِلَهُم قُلتَ لا أَجِدُ ما أَحمِلُكُم عَلَيهِ تَوَلَّوا وَأَعيُنُهُم تَفيضُ مِنَ الدَّمعِ حَزَنًا أَلّا يَجِدوا ما يُنفِقونَ
 E neppure [avranno colpa] coloro che ti vengono a chiedere un mezzo di trasporto e ai quali rispondi: «Non trovo mezzi con cui trasportarvi», e che se ne vanno con le lacrime che scendono dai loro occhi, tristi di non avere risorse da impiegare [per la causa di Allah] [37] .
- Hamza P.
 e nulla si farà contro quelli che, arrivati da te perché tu li portassi con te, hanno udito in risposta: «Non trovo cavalcature per portarvi». Se ne sono andati con gli occhi pieni di lacrime, tristi perché non hanno trovato modo di donare nulla.
- Zilio Grandi
 e neppure a carico di coloro i quali, venuti da te affinché tu li portassi, quando tu dicesti: “Non trovo mezzi di trasporto su cui portarvi!”, essi tornarono indietro con gli occhi inondati di lacrime, a causa del dispiacere di non trovare di che spendere (per la Causa di Allàh),
- Pasquini
 93.
 إِنَّمَا السَّبيلُ عَلَى الَّذينَ يَستَـٔذِنونَكَ وَهُم أَغنِياءُ رَضوا بِأَن يَكونوا مَعَ الخَوالِفِ وَطَبَعَ اللَّهُ عَلىٰ قُلوبِهِم فَهُم لا يَعلَمونَ
 Saranno biasimati solo coloro che ti chiedono dispensa nonostante non manchino di nulla: preferiscono rimanere indietro.
Allah ha sigillato i loro cuori ed essi non sanno.
- Hamza P.
 E invece si agirà contro quelli che ti chiederanno il permesso di sottrarsi quando sono ricchi, contenti di restare con chi resta indietro. Dio ha sigillato i loro cuori, non sanno nulla.
- Zilio Grandi
 mentre ce n’è, invece, per coloro i quali, essendo ricchi, ti chiedono l’esonero. Fa loro piacere rimanere con quelle che rimangono a casa [come le casalinghe] e Allàh pone un sigillo sui loro cuori, per cui essi non sanno!
- Pasquini
 94.
 يَعتَذِرونَ إِلَيكُم إِذا رَجَعتُم إِلَيهِم قُل لا تَعتَذِروا لَن نُؤمِنَ لَكُم قَد نَبَّأَنَا اللَّهُ مِن أَخبارِكُم وَسَيَرَى اللَّهُ عَمَلَكُم وَرَسولُهُ ثُمَّ تُرَدّونَ إِلىٰ عٰلِمِ الغَيبِ وَالشَّهٰدَةِ فَيُنَبِّئُكُم بِما كُنتُم تَعمَلونَ
 Quando ritornate da loro verranno a scusarsi. Di’: «Non scusatevi, non vi crederemo comunque. Allah ci ha informati sul vostro conto. Allah e il Suo Messaggero giudicheranno il vostro agire e poi sarete ricondotti al Conoscitore dell’invisibile e del visibile, che allora, vi mostrerà ciò che avrete fatto».
- Hamza P.
 Quando tornerete da loro si scuseranno con voi. Rispondi: «Non vi scusate, tanto non vi crediamo, Dio ci ha dato notizia delle vostre vicende, Dio vedrà il vostro operato, e anche il Suo messaggero lo vedrà, e poi sarete ricondotti a Colui che conosce il mistero e il visibile, e allora Egli vi annuncerà le vostre azioni». [94]
- Zilio Grandi
 Se voi tornerete a loro, vi chiederanno scusa. Di’: “Non chiedete scusa, perché noi non vi crederemo! Allàh ci ha già dato informazioni su di voi e Allàh vede le vostre opere e (le vede) il Suo Apostolo, poi sarete fatti tornare a Colui che ha conoscenza di tutto ciò che è occulto e di tutto ciò che è manifesto, il Quale vi informerà di ciò che facevate”.
- Pasquini
 95.
 سَيَحلِفونَ بِاللَّهِ لَكُم إِذَا انقَلَبتُم إِلَيهِم لِتُعرِضوا عَنهُم فَأَعرِضوا عَنهُم إِنَّهُم رِجسٌ وَمَأوىٰهُم جَهَنَّمُ جَزاءً بِما كانوا يَكسِبونَ
 Quando ritornerete vi scongiureranno, [in nome di Allah], di lasciarli stare [38] . Allontanatevi da loro, sono sozzura e il loro rifugio sarà l’Inferno, compenso per quello che hanno fatto.
- Hamza P.
 Quando farete ritorno da loro, vi faranno giuramenti sul nome di Dio affinché stiate lontani da loro.
State lontani da loro, sono cosa immonda, e avranno per dimora la Geenna a ricompensa delle azioni che hanno compiuto. [95]
- Zilio Grandi
 Essi, quando voi sarete ritornati a loro, vi scongiureranno per Allàh, di lasciarli perdere e voi lasciateli perdere! In verità, essi sono immondezza e il loro albergo finale è giahànnam [28], come ricompensa per ciò che (con le loro azioni) si guadagnavano.
- Pasquini
 96.
 يَحلِفونَ لَكُم لِتَرضَوا عَنهُم فَإِن تَرضَوا عَنهُم فَإِنَّ اللَّهَ لا يَرضىٰ عَنِ القَومِ الفٰسِقينَ
 Giurano per compiacervi; quand’anche vi compiaceste di loro, Allah non si compiace degli ingiusti.
- Hamza P.
 Vi faranno giuramenti sul nome di Dio affinché approviate quel che hanno fatto. Se anche lo farete, sappiate che Dio non approva la gente perversa.
- Zilio Grandi
 Essi vi scongiurano perché vi compiacciate di loro, però, anche se voi vi compiacerete di loro, Allàh non si compiacerà del popolo dei perversi.
- Pasquini
 97.
 الأَعرابُ أَشَدُّ كُفرًا وَنِفاقًا وَأَجدَرُ أَلّا يَعلَموا حُدودَ ما أَنزَلَ اللَّهُ عَلىٰ رَسولِهِ وَاللَّهُ عَليمٌ حَكيمٌ
 I beduini [39] sono i più ostinati nella miscredenza e nell’ipocrisia, i più pronti a disconoscere le leggi che Allah ha fatto scendere sul Suo Messaggero. Allah è sapiente, saggio.
- Hamza P.
 I beduini sono i più duri nella miscredenza e nell’ipocrisia, sono i più inclini all’ignoranza dei termini che Dio ha rivelato al Suo messaggero, Dio è saggio e sapiente. [97]
- Zilio Grandi
 I beduini sono fortissimi, quanto a rifiuto di credere, e quanto a ipocrisia, e più pronti a non riconoscere i limiti (del lecito e dell’illecito) che Allàh ha fatto scendere sul Suo Apostolo. E Allàh è Sciente e Sapiente.
- Pasquini
 98.
 وَمِنَ الأَعرابِ مَن يَتَّخِذُ ما يُنفِقُ مَغرَمًا وَيَتَرَبَّصُ بِكُمُ الدَّوائِرَ عَلَيهِم دائِرَةُ السَّوءِ وَاللَّهُ سَميعٌ عَليمٌ
 Ci sono beduini che considerano una grave imposizione quello che spendono e attendono la vostra disfatta [40] .
Saranno loro ad essere sconfitti! Allah tutto ascolta e conosce.
- Hamza P.
 Tra i beduini c’è chi pensa che la carità da versare sia un debito che procura danno, e aspetta che vi colga l’avversità. Colpisca loro la maligna avversità! Dio conosce e ascolta. [98]
- Zilio Grandi
 Tra i beduini c’è chi considera quello che egli ha speso come un sopruso e spera per voi sventure. Su di loro le peggiori sventure! E Allàh è Audiente e Sciente.
- Pasquini
 99.
 وَمِنَ الأَعرابِ مَن يُؤمِنُ بِاللَّهِ وَاليَومِ الءاخِرِ وَيَتَّخِذُ ما يُنفِقُ قُرُبٰتٍ عِندَ اللَّهِ وَصَلَوٰتِ الرَّسولِ أَلا إِنَّها قُربَةٌ لَهُم سَيُدخِلُهُمُ اللَّهُ فى رَحمَتِهِ إِنَّ اللَّهَ غَفورٌ رَحيمٌ
 Ci sono altri beduini, che credono in Allah e nell’Ultimo Giorno e considerano quello che spendono come un modo di avvicinarsi ad Allah e ottenere le benedizioni del Messaggero. Sono di certo un mezzo per avvicinarsi [ad Allah]. Presto Allah li farà entrare nella Sua misericordia.
In verità Allah è perdonatore misericordioso!
- Hamza P.
 Tra i beduini c’è chi crede in Dio e nell’ultimo giorno, e pensa che la carità da versare sia per ottenere la vicinanza di Dio e le preghiere dell’inviato, e non è vicinanza questa, per loro? Egli li farà accedere alla Sua misericordia, Dio è indulgente e pieno di compassione. [99]
- Zilio Grandi
 E tra i beduini c’è chi crede in Allàh e nell’ultimo giorno e considera ciò che spende come un modo di avvicinarsi ad Allàh e di ottenere (in suo favore) le preghiere dell’Apostolo. Certamente (ciò che hanno speso) è per essi un mezzo di avvicinarsi, e Allàh li farà entrare nella Sua misericordia. In verità, Allàh è Perdonatore e Clementissimo.
- Pasquini
 100.
 وَالسّٰبِقونَ الأَوَّلونَ مِنَ المُهٰجِرينَ وَالأَنصارِ وَالَّذينَ اتَّبَعوهُم بِإِحسٰنٍ رَضِىَ اللَّهُ عَنهُم وَرَضوا عَنهُ وَأَعَدَّ لَهُم جَنّٰتٍ تَجرى تَحتَهَا الأَنهٰرُ خٰلِدينَ فيها أَبَدًا ذٰلِكَ الفَوزُ العَظيمُ
 Allah Si è compiaciuto dell’avanguardia degli Emigrati e degli Ausiliari [41] e di coloro che li hanno seguiti fedelmente, ed essi sono compiaciuti di Lui. Per loro ha preparato Giardini in cui scorrono i ruscelli dove rimarranno in perpetuo. Questo è il successo immenso.
- Hamza P.
 Quanto a quelli che giunsero per primi, tra gli emigrati e gli ausiliari, e quelli che li hanno seguiti nel bene che hanno fatto, ebbene, Dio è compiaciuto di loro ed essi sono compiaciuti di Dio, Egli ha preparato loro dei giardini alla cui ombra scorrono i fiumi, dove rimarranno in eterno, sempre, ecco il successo supremo. [100]
- Zilio Grandi
 Allàh è soddisfatto di quelli della prima ora, dei primi dei Muhāgirūna [29] e degli Anṣār [30], di coloro che li seguono nel bene ed essi sono soddisfatti di Lui, il Quale ha promesso loro Giardini, sotto cui scorrono i fiumi, in cui rimarranno per sempre, in eterno. Quello è il trionfo sublime!
- Pasquini
 101.
 وَمِمَّن حَولَكُم مِنَ الأَعرابِ مُنٰفِقونَ وَمِن أَهلِ المَدينَةِ مَرَدوا عَلَى النِّفاقِ لا تَعلَمُهُم نَحنُ نَعلَمُهُم سَنُعَذِّبُهُم مَرَّتَينِ ثُمَّ يُرَدّونَ إِلىٰ عَذابٍ عَظيمٍ
 Tra i beduini che vi stanno attorno ci sono degli ipocriti, come del resto tra gli abitanti di Medina. Essi perseverano nell’ipocrisia. Tu non li conosci, Noi li conosciamo. Due volte li castigheremo [42] e poi saranno avviati verso un castigo terribile.
- Hamza P.
 Tra i beduini che vi stanno attorno e anche tra la gente di Medina ci sono degli ipocriti, ostinati nella loro ipocrisia. Tu non li conosci ma Noi li conosciamo, li puniremo due volte, e poi saranno consegnati a un supremo tormento. [101]
- Zilio Grandi
 E tra coloro dei beduini che vivono attorno a voi, ce ne sono di quelli che sono ipocriti, come ce ne sono pure una parte tra gli abitanti di Medina. Essi si ostinano nell’ipocrisia! Tu non li conosci, ma Noi sì; li castigheremo due volte e poi saranno avviati a un castigo tremendo.
- Pasquini
 102.
 وَءاخَرونَ اعتَرَفوا بِذُنوبِهِم خَلَطوا عَمَلًا صٰلِحًا وَءاخَرَ سَيِّئًا عَسَى اللَّهُ أَن يَتوبَ عَلَيهِم إِنَّ اللَّهَ غَفورٌ رَحيمٌ
 Altri riconoscono i loro peccati, mescolando opere buone e cattive. Forse Allah accoglierà il loro pentimento. Allah è perdonatore, misericordioso.
- Hamza P.
 Ma altri hanno riconosciuto le proprie colpe e hanno mescolato una buona azione a un’azione malvagia. Può darsi che Dio Si volga verso di loro, Dio è Colui che perdona ed è compassionevole. [102]
- Zilio Grandi
 Ce ne sono, poi, altri che, dopo avere riconosciuto i propri peccati, hanno mescolato buone azioni e altre cattive. Può darsi che Allàh accetti il loro pentimento. In verità, Allàh è Perdonatore e Clementissimo.
- Pasquini
 103.
 خُذ مِن أَموٰلِهِم صَدَقَةً تُطَهِّرُهُم وَتُزَكّيهِم بِها وَصَلِّ عَلَيهِم إِنَّ صَلوٰتَكَ سَكَنٌ لَهُم وَاللَّهُ سَميعٌ عَليمٌ
 Preleva sui loro beni un’elemosina tramite la quale li purifichi e li mondi e prega per loro. Le tue preghiere saranno un sollievo per loro. Allah tutto ascolta e conosce.
- Hamza P.
 Preleva un’ammenda dalle loro ricchezze per purificarli e renderli puliti, e prega per loro, le tue preghiere portano loro la quiete, Dio conosce e ascolta. [103]
- Zilio Grandi
 Preleva dalle loro sostanze una ṣàdaqah - per mezzo della quale tu li rendi puri e li mondi dei loro peccati - e prega per loro. In verità, le tue preghiere sono un sollievo per loro! E Allàh è Audiente e Sciente.
- Pasquini
 104.
 أَلَم يَعلَموا أَنَّ اللَّهَ هُوَ يَقبَلُ التَّوبَةَ عَن عِبادِهِ وَيَأخُذُ الصَّدَقٰتِ وَأَنَّ اللَّهَ هُوَ التَّوّابُ الرَّحيمُ
 Non sanno dunque che è Allah che accetta il pentimento dei Suoi servi e che accoglie le elemosine?
Allah è Colui Che accetta il pentimento, il Misericordioso.
- Hamza P.
 Non sapete che Dio è Colui che accoglie dai Suoi servi il pentimento, Colui che riceve le ammende? Dio è Colui che perdona, è l’Indulgente. [104]
- Zilio Grandi
 Non sanno che Allàh accetta il ravvedimento dai Suoi servi e prende le ṣadaqāt [31] e che Allàh è Colui che volentieri accetta il ravvedimento al-Rahìm (il Clementissimo)?
- Pasquini
 105.
 وَقُلِ اعمَلوا فَسَيَرَى اللَّهُ عَمَلَكُم وَرَسولُهُ وَالمُؤمِنونَ وَسَتُرَدّونَ إِلىٰ عٰلِمِ الغَيبِ وَالشَّهٰدَةِ فَيُنَبِّئُكُم بِما كُنتُم تَعمَلونَ
 Di’: «Agite, Allah osserverà le vostre opere e [le osserveranno] anche il Suo Messaggero e i credenti. Presto sarete ricondotti verso Colui Che conosce il visibile e l’invisibile ed Egli vi informerà di quello che avete fatto».
- Hamza P.
 Di’: «Fate pure quel che volete, Dio vedrà quel che fate, e anche l’inviato lo vedrà, e anche i credenti, poi sarete ricondotti a Colui che conosce il mistero e il visibile, e allora Egli vi annuncerà quel che avete compiuto».
- Zilio Grandi
 Perciò tu di’: “Fate! Allàh vedrà le vostre azioni e (le vedrà) il Suo Apostolo e (le vedranno) i Credenti!”. Poi, voi sarete fatti ritornare al Conoscitore di ciò che è occulto e di ciò che è manifesto ed Egli vi informerà di ciò che facevate.
- Pasquini
 106.
 وَءاخَرونَ مُرجَونَ لِأَمرِ اللَّهِ إِمّا يُعَذِّبُهُم وَإِمّا يَتوبُ عَلَيهِم وَاللَّهُ عَليمٌ حَكيمٌ
 Altri sono lasciati in attesa del decreto di Allah: li punirà o accoglierà il loro pentimento. Allah è audiente, sapiente.
- Hamza P.
 Altri sono in sospeso, attendono l’ordine di Dio che li punirà oppure li perdonerà, Dio è sapiente e saggio.
- Zilio Grandi
 Per altri l’ordine di Allàh - riguardo al punirli o all’accogliere il loro ravvedimento - è differito! E Allàh è Sciente e Sapiente.
- Pasquini
 107.
 وَالَّذينَ اتَّخَذوا مَسجِدًا ضِرارًا وَكُفرًا وَتَفريقًا بَينَ المُؤمِنينَ وَإِرصادًا لِمَن حارَبَ اللَّهَ وَرَسولَهُ مِن قَبلُ وَلَيَحلِفُنَّ إِن أَرَدنا إِلَّا الحُسنىٰ وَاللَّهُ يَشهَدُ إِنَّهُم لَكٰذِبونَ
 Quanto a coloro che hanno costruito una moschea per recar danno, per miscredenza, per [provocare] scisma tra i credenti, [per tendere] un agguato a favore di colui che già in passato mosse la guerra contro Allah e il Suo Messaggero, quelli certamente giurano: «Non abbiamo cercato altro che il bene!». Allah testimonia che sono dei bugiardi [43] .
- Hamza P.
 Alcuni hanno costruito una moschea per nuocere, per empietà, per dividere i credenti e stare in agguato per conto di chi prima ha mosso guerra a Dio e al Suo inviato. Giureranno così: «Abbiamo voluto fare soltanto del bene», ma Dio è testimone che sono dei bugiardi. [107]
- Zilio Grandi
 Coloro i quali hanno preso una Moschea come mezzo per far danno, come mezzo di rifiuto di credere, come mezzo per provocare scissione tra i credenti e come insidia per favorire chi già in precedenza fece guerra ad Allàh e al Suo Apostolo, giurano con vigore: “Non abbiamo voluto, se non il bene!”. Allàh, invece, rende testimonianza che essi sono, senza alcun dubbio, dei mentitori.
- Pasquini
 108.
 لا تَقُم فيهِ أَبَدًا لَمَسجِدٌ أُسِّسَ عَلَى التَّقوىٰ مِن أَوَّلِ يَومٍ أَحَقُّ أَن تَقومَ فيهِ فيهِ رِجالٌ يُحِبّونَ أَن يَتَطَهَّروا وَاللَّهُ يُحِبُّ المُطَّهِّرينَ
 Non pregarvi mai. La moschea fondata sulla devozione sin dal primo giorno [44] è più degna delle tue preghiere. In essa vi sono uomini che amano purificarsi e Allah ama coloro che si purificano.
- Hamza P.
 Non pregare mai in quella moschea. C’è un’altra moschea, fondata sul timore di Dio fin dal primo giorno, che merita di più che tu vi preghi. La frequentano uomini che amano purificarsi, e quelli che si purificano Dio li ama. [108]
- Zilio Grandi
 Non stare mai [a pregare] in essa! Di certo, è più giusto che tu faccia adorazione in una Moschea che è stata fondata sul timore di Allàh, dal primo giorno e nella quale ci sono uomini che desiderano purificarsi! E Allàh ama coloro che si purificano.
- Pasquini
 109.
 أَفَمَن أَسَّسَ بُنيٰنَهُ عَلىٰ تَقوىٰ مِنَ اللَّهِ وَرِضوٰنٍ خَيرٌ أَم مَن أَسَّسَ بُنيٰنَهُ عَلىٰ شَفا جُرُفٍ هارٍ فَانهارَ بِهِ فى نارِ جَهَنَّمَ وَاللَّهُ لا يَهدِى القَومَ الظّٰلِمينَ
 Chi ha posto le fondamenta della moschea sul timor di Allah per compiacerLo non è forse migliore di chi ha posto le sue fondamenta su di un lembo di terra instabile e franosa che la fa precipitare insieme con lui nel fuoco dell’Inferno? Allah non guida gli ingiusti.
- Hamza P.
 Forse chi ha fondato il proprio edificio sul timore di Dio e sul Suo compiacimento non è migliore di chi ha fondato il proprio edificio su un bordo di terra cedevole e prossima a crollare con lui nel fuoco della Geenna? Dio non guida i colpevoli.
- Zilio Grandi
 Chi è migliore? Colui che ha fondato l’edificio di essa su un timore proveniente da Allàh e per un compiacimento, oppure colui che ha fondato l’edificio di essa sull’orlo di un precipizio rovinoso, sicché crollerà con esso nel fuoco di giahànnam [32]? Allàh non guida il popolo dei trasgressori.
- Pasquini
 110.
 لا يَزالُ بُنيٰنُهُمُ الَّذى بَنَوا ريبَةً فى قُلوبِهِم إِلّا أَن تَقَطَّعَ قُلوبُهُم وَاللَّهُ عَليمٌ حَكيمٌ
 L’edificio che hanno costruito non smetterà di essere un’inquietudine nei loro cuori, finché i loro cuori saranno strappati. Allah è sapiente, saggio.
- Hamza P.
 L’edificio che hanno costruito continuerà a generare il dubbio nei loro cuori, a meno che i loro cuori non si riducano in pezzi, Dio è sapiente e saggio.
- Zilio Grandi
 L’edificio, che essi hanno costruito, non cesserà di essere causa di ansietà nei loro cuori, se non quando i loro cuori saranno strappati (cioè: alla loro morte)! E Allàh è Sciente e Sapiente.
- Pasquini
 111.
 إِنَّ اللَّهَ اشتَرىٰ مِنَ المُؤمِنينَ أَنفُسَهُم وَأَموٰلَهُم بِأَنَّ لَهُمُ الجَنَّةَ يُقٰتِلونَ فى سَبيلِ اللَّهِ فَيَقتُلونَ وَيُقتَلونَ وَعدًا عَلَيهِ حَقًّا فِى التَّورىٰةِ وَالإِنجيلِ وَالقُرءانِ وَمَن أَوفىٰ بِعَهدِهِ مِنَ اللَّهِ فَاستَبشِروا بِبَيعِكُمُ الَّذى بايَعتُم بِهِ وَذٰلِكَ هُوَ الفَوزُ العَظيمُ
 Allah ha comprato dai credenti le loro persone e i loro beni [dando] in cambio il Giardino, [poiché] combattono sul sentiero di Allah, uccidono e sono uccisi [45] . Promessa autentica per Lui vincolante, presente nella Torâh, nel Vangelo e nel Corano. Chi, più di Allah, rispetta i patti? Rallegratevi del baratto che avete fatto. Questo è il successo più grande.
- Hamza P.
 Dio ha comprato ai credenti le loro persone e le loro ricchezze per ripagarli con il paradiso perché lottano sul sentiero di Dio, e uccidono e vengono uccisi, è una promessa di Dio in tutta verità, che sta nella Torah, nel Vangelo e nel Corano. Chi, più di Dio, è fedele ai patti? Gioite dunque del commercio che avete concluso, questo è il successo supremo. [111]
- Zilio Grandi
 In verità, Allàh ha acquistato dai credenti le loro vite e le loro sostanze, per dare in cambio a essi il Paradiso. Essi combattono per la Causa di Allàh, per cui uccidono e vengono uccisi, per una promessa, il cui adempimento Egli ha posto a suo carico nella Torāh [33], nel Ingīl [34] e nel Corano. E chi meglio di Allàh mantiene il suo impegno? Rallegratevi, perciò, della vostra vendita, per la quale vi siete venduti, poiché quello è il trionfo sublime.
- Pasquini
 112.
 التّٰئِبونَ العٰبِدونَ الحٰمِدونَ السّٰئِحونَ الرّٰكِعونَ السّٰجِدونَ الءامِرونَ بِالمَعروفِ وَالنّاهونَ عَنِ المُنكَرِ وَالحٰفِظونَ لِحُدودِ اللَّهِ وَبَشِّرِ المُؤمِنينَ
 [Lo avranno] coloro che si pentono, che adorano, che lodano, che peregrinano, che si inchinano, che si prosternano, che raccomandano le buone consuetudini e proibiscono ciò che è riprovevole, coloro che si attengono ai limiti di Allah. Dai la buona novella ai credenti [46] .
- Hamza P.
 Quelli che si pentono, che adorano, lodano, pregano, quelli che si chinano e si prosternano, e ordinano il bene e impediscono il male, quelli che osservano i termini di Dio, a tutti costoro, i credenti, porta un lieto annuncio. [112]
- Zilio Grandi
 Coloro che si pentono, coloro che adorano, coloro che lodano, coloro che viaggiano, coloro che si inchinano, coloro che si prosternano, coloro che ordinano il bene e proibiscono il male, coloro che sono scrupolosi nel rispetto dei limiti posti da Allàh (trionferanno) e tu annuncia la buona novella ai credenti!
- Pasquini
 113.
 ما كانَ لِلنَّبِىِّ وَالَّذينَ ءامَنوا أَن يَستَغفِروا لِلمُشرِكينَ وَلَو كانوا أُولى قُربىٰ مِن بَعدِ ما تَبَيَّنَ لَهُم أَنَّهُم أَصحٰبُ الجَحيمِ
 Non è bene che il Profeta e i credenti chiedano il perdono per i politeisti – fossero anche loro parenti – dopo che è stato reso evidente che questi sono i compagni della Fornace [47] .
- Hamza P.
 Il Profeta e i credenti non chiederanno perdono per gli idolatri, fossero pure parenti prossimi, dopo che è apparso chiaro che sono quelli della fornace.
- Zilio Grandi
 E non è cosa da Profeta, o da credenti, innalzare una preghiera ad Allàh per ottenere il suo perdono in favore degli associatori (di deità fittizie) anche se si tratta di prossimi parenti, dopo che sia divenuto chiaro a essi, che quelli sono compagni del giaḥīm [35].
- Pasquini
 114.
 وَما كانَ استِغفارُ إِبرٰهيمَ لِأَبيهِ إِلّا عَن مَوعِدَةٍ وَعَدَها إِيّاهُ فَلَمّا تَبَيَّنَ لَهُ أَنَّهُ عَدُوٌّ لِلَّهِ تَبَرَّأَ مِنهُ إِنَّ إِبرٰهيمَ لَأَوّٰهٌ حَليمٌ
 Abramo chiese perdono in favore di suo padre, soltanto a causa di una promessa che gli aveva fatto; ma quando fu evidente che egli era un nemico di Allah, si dissociò da lui; [eppure] Abramo era tenero e premuroso [nei confronti del padre] [48] .
- Hamza P.
 Abramo implorò perdono per suo padre solo dopo una promessa che quello gli aveva fatto, ma quando gli apparve chiaro che era un nemico di Dio sciolse ogni voto, eppure Abramo era pieno di umiltà ed era mite. [114]
- Zilio Grandi
 E non fu la richiesta di perdono avanzata da Ibrāhīm in favore di suo padre, se non per conseguenza di una promessa che egli aveva fatto a lui. Però quando gli fu chiaro che egli (il padre) era un nemico di Allàh, si dissociò da lui. In verità, Ibrāhīm era supplichevole e giudizioso.
- Pasquini
 115.
 وَما كانَ اللَّهُ لِيُضِلَّ قَومًا بَعدَ إِذ هَدىٰهُم حَتّىٰ يُبَيِّنَ لَهُم ما يَتَّقونَ إِنَّ اللَّهَ بِكُلِّ شَيءٍ عَليمٌ
 Non si addice ad Allah traviare un popolo dopo averlo guidato, senza prima render loro evidente ciò che devono temere. Allah è onnisciente.
- Hamza P.
 Dio non travia un popolo dopo averlo guidato, prima di mostrargli chiaramente da cosa guardarsi. Dio è Colui che conosce tutto, [115]
- Zilio Grandi
 Allàh non è tale da metter fuori strada un popolo, dopo aver dato a esso la Guida, fino a quando è stato reso loro chiaro ciò contro cui essi devono stare in guardia. In verità, Allàh possiede la scienza di ogni cosa!
- Pasquini
 116.
 إِنَّ اللَّهَ لَهُ مُلكُ السَّمٰوٰتِ وَالأَرضِ يُحيۦ وَيُميتُ وَما لَكُم مِن دونِ اللَّهِ مِن وَلِىٍّ وَلا نَصيرٍ
 Ad Allah appartiene la sovranità sui cieli e sulla terra. Egli dà la vita e dà la morte. Non avrete, all’infuori di Lui, né alleato, né patrono.
- Hamza P.
 a Dio appartiene il regno dei cieli e della terra, Egli dà la vita e dà la morte, e voi, al di fuori di Dio, non troverete chi vi protegga e vi difenda. [116]
- Zilio Grandi
 In verità, ad Allàh appartiene il Regno dei cieli e della Terra, Egli dà la vita e dà la morte, non c’è per voi all’infuori di Lui nessun protettore e nessun sostenitore.
- Pasquini
 117.
 لَقَد تابَ اللَّهُ عَلَى النَّبِىِّ وَالمُهٰجِرينَ وَالأَنصارِ الَّذينَ اتَّبَعوهُ فى ساعَةِ العُسرَةِ مِن بَعدِ ما كادَ يَزيغُ قُلوبُ فَريقٍ مِنهُم ثُمَّ تابَ عَلَيهِم إِنَّهُ بِهِم رَءوفٌ رَحيمٌ
 Allah si è volto [con favore] al Profeta, agli Emigrati e agli Ausiliari [49] che lo seguirono nel momento della difficoltà [50] . Dopo che i cuori di una parte di loro erano sul punto di perdersi, Egli accolse il loro pentimento: in verità Egli è dolce e misericordioso nei loro confronti.
- Hamza P.
 Dio Si è rivolto al Profeta, agli emigrati e agli ausiliari che lo hanno seguito nell’ora dell’avversità, dopo che i cuori di alcuni stavano per deviare. Si è convertito a loro, Egli con loro è dolce ed è pieno di misericordia, [117]
- Zilio Grandi
 Allàh concesse, già, il Suo perdono al Profeta, ai Muhāgirūna [36], agli Anṣār [37], che lo avevano seguito nell’ora della difficoltà [durante la spedizione verso Tabùk]! Dopo che poco ci mancò che i cuori d’una parte di loro si perdessero, Egli concesse loro il Suo perdono. In verità, Egli è compassionevole nei loro confronti e Clementissimo.
- Pasquini
 118.
 وَعَلَى الثَّلٰثَةِ الَّذينَ خُلِّفوا حَتّىٰ إِذا ضاقَت عَلَيهِمُ الأَرضُ بِما رَحُبَت وَضاقَت عَلَيهِم أَنفُسُهُم وَظَنّوا أَن لا مَلجَأَ مِنَ اللَّهِ إِلّا إِلَيهِ ثُمَّ تابَ عَلَيهِم لِيَتوبوا إِنَّ اللَّهَ هُوَ التَّوّابُ الرَّحيمُ
 Per i tre che erano rimasti a casa [51], la terra nella sua vastità diventò angusta e loro stessi si sentirono stretti e capirono che non c’è altro rifugio da Allah che in Lui Stesso. Allah accolse il loro pentimento, perché tornassero a Lui [52] . In Verità Allah è Colui Che perdona, il Misericordioso.
- Hamza P.
 e anche con i tre che furono lasciati indietro finché, quando la terra parve loro angusta malgrado l’ampiezza che aveva, quando anche le loro anime si fecero anguste ed essi ritennero di non avere rifugio contro Dio altro che in Dio, allora Egli si convertì a loro affinché essi si convertissero a Lui, Dio è Colui che ritorna, è pieno di compassione. [118]
- Zilio Grandi
 E (concesse il suo perdono) a quei tre che erano rimasti indietro - quando la Terra, benché vasta, si fece stretta per loro e pure si fecero strette le loro anime per loro - sicché pensarono che non c’è scampo da Allàh, se non in Lui! Poi Allàh concesse loro il Suo perdono, affinché si ravvedessero. In verità, Allàh è Colui che facilmente perdona, al-Rahīm (il Clementissimo).
- Pasquini
 119.
 يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنُوا اتَّقُوا اللَّهَ وَكونوا مَعَ الصّٰدِقينَ
 O voi che credete, temete Allah e state con i sinceri.
- Hamza P.
 Voi che credete, temete Dio e restate insieme a chi è sincero. [119]
- Zilio Grandi
 O voi che credete, siate timorati di Allàh e siate con i veritieri!
- Pasquini
 120.
 ما كانَ لِأَهلِ المَدينَةِ وَمَن حَولَهُم مِنَ الأَعرابِ أَن يَتَخَلَّفوا عَن رَسولِ اللَّهِ وَلا يَرغَبوا بِأَنفُسِهِم عَن نَفسِهِ ذٰلِكَ بِأَنَّهُم لا يُصيبُهُم ظَمَأٌ وَلا نَصَبٌ وَلا مَخمَصَةٌ فى سَبيلِ اللَّهِ وَلا يَطَـٔونَ مَوطِئًا يَغيظُ الكُفّارَ وَلا يَنالونَ مِن عَدُوٍّ نَيلًا إِلّا كُتِبَ لَهُم بِهِ عَمَلٌ صٰلِحٌ إِنَّ اللَّهَ لا يُضيعُ أَجرَ المُحسِنينَ
 È indegno per gli abitanti di Medina e per i beduini che vivono nei dintorni, non seguire il Messaggero di Allah, e preferire la loro vita alla sua! Non proveranno né sete, né fatica, né fame per la causa di Allah [53] ; non calpesteranno terra che possa essere calpestata – nonostante l’ira dei miscredenti – e non riceveranno nessun danno da un nemico, senza che sia scritta a loro favore una buona azione. In verità Allah non lascia che si perda la ricompensa dei buoni.
- Hamza P.
 La gente di Medina e i beduini dei dintorni non rimarranno dietro l’inviato di Dio né preferiranno alla sua vita la propria, e non li coglierà sete, né stanchezza, né fame, sul sentiero di Dio. Ogni passo che faranno, a dispetto dei miscredenti, ogni colpo che riceveranno dal nemico sarà ascritto a loro favore come opera buona, Dio non manda perduta la ricompensa di chi fa il bene.
- Zilio Grandi
 Non è cosa da abitanti di Medina né da quei beduini che vivono nei suoi dintorni di restare indietro rispetto all’Apostolo di Allàh, né di tenerci alle loro vite più che alla vita di lui [quando egli esce per il gihàd]! E ciò perché essi non saranno tormentati da sete, fatica e fame per la Causa di Allàh, né cammineranno su un cammino che suscita l’ira dei miscredenti, né causeranno un danno a un nemico, senza che venga scritto in loro favore un’opera buona. In verità, Allàh non toglie nulla alla ricompensa che meritano coloro che si sforzano di raggiungere la perfezione nel comportamento!
- Pasquini
 121.
 وَلا يُنفِقونَ نَفَقَةً صَغيرَةً وَلا كَبيرَةً وَلا يَقطَعونَ وادِيًا إِلّا كُتِبَ لَهُم لِيَجزِيَهُمُ اللَّهُ أَحسَنَ ما كانوا يَعمَلونَ
 Non faranno nessuna spesa, piccola o grande, e non percorreranno nessuna valle, senza che ciò sia registrato a loro favore, affinché Allah li compensi per le loro azioni più belle.
- Hamza P.
 E ogni carità piccola o grande, e ogni valle che attraverseranno sarà ascritta a loro favore affinché Dio li compensi del bene che compiranno.
- Zilio Grandi
 E non elargiranno una elargizione, piccola o grande che sia, e non attraverseranno un uādi [38] [una valle], senza che che venga iscritto a loro favore, affinché Allàh li ricompensi per il meglio di ciò che facevano.
- Pasquini
 122.
 وَما كانَ المُؤمِنونَ لِيَنفِروا كافَّةً فَلَولا نَفَرَ مِن كُلِّ فِرقَةٍ مِنهُم طائِفَةٌ لِيَتَفَقَّهوا فِى الدّينِ وَلِيُنذِروا قَومَهُم إِذا رَجَعوا إِلَيهِم لَعَلَّهُم يَحذَرونَ
 I credenti non vadano in missione tutti insieme. Perché mai un gruppo per ogni tribù, non va ad istruirsi nella religione, per informarne il loro popolo quando saranno rientrati, affinché stiano in guardia?
- Hamza P.
 I credenti non usciranno in battaglia tutti insieme, è meglio che esca a battersi un gruppo di ogni loro tribù, per istruirsi nella religione e poi, una volta tornati, per ammonire la loro gente, forse staranno in guardia. [122]
- Zilio Grandi
 I credenti non debbano partecipare tutti assieme alle operazioni belliche! È preferibile che da ogni gruppo di loro una frazione si istruisca nella dottrina religiosa sicché informino il loro popolo, quando (i combattenti) ritornano a essi, affinché stiano in guardia (contro le violazioni della legge)!
- Pasquini
 123.
 يٰأَيُّهَا الَّذينَ ءامَنوا قٰتِلُوا الَّذينَ يَلونَكُم مِنَ الكُفّارِ وَليَجِدوا فيكُم غِلظَةً وَاعلَموا أَنَّ اللَّهَ مَعَ المُتَّقينَ
 O voi che credete, combattete i miscredenti che vi stanno attorno, che trovino durezza in voi. Sappiate che Allah è con i timorati.
- Hamza P.
 Voi che credete, combattete i miscredenti che vi sono vicini, fate che trovino in voi tempra dura, e sappiate che Dio è con chi Lo teme. [123]
- Zilio Grandi
 O voi che credete, combattete quelli dei miscredenti, che stanno a voi d’attorno e che trovino in voi durezza! E sappiate che Allàh è con i timorati.
- Pasquini
 124.
 وَإِذا ما أُنزِلَت سورَةٌ فَمِنهُم مَن يَقولُ أَيُّكُم زادَتهُ هٰذِهِ إيمٰنًا فَأَمَّا الَّذينَ ءامَنوا فَزادَتهُم إيمٰنًا وَهُم يَستَبشِرونَ
 Quando viene fatta scendere una sura, alcuni di loro dicono: «A chi di voi [questa sura] ha fatto accrescere la fede?». Quanto a coloro che credono, essa accresce la loro fede ed essi se ne rallegrano.
- Hamza P.
 Quando è rivelata una sūra, c’è tra loro chi dice: «A chi di voi questa sūra ha accresciuto la fede?». Ma la fede si accresce in quelli che credono già, ed essi se ne allietano, [124]
- Zilio Grandi
 E quando una Sura viene fatta scendere, c’è in mezzo a loro chi dice: “Chi di voi questa (Sura) ha fatto crescere, quanto a fede?”. Coloro che credono, essa li ha fatti crescere quanto a fede ed essi se ne rallegrano.
- Pasquini
 125.
 وَأَمَّا الَّذينَ فى قُلوبِهِم مَرَضٌ فَزادَتهُم رِجسًا إِلىٰ رِجسِهِم وَماتوا وَهُم كٰفِرونَ
 Quanto a coloro che hanno una malattia nel cuore, essa aggiunge sozzura a sozzura e muoiono nella miscredenza.
- Hamza P.
 mentre in quelli che hanno una malattia nel cuore, per loro c’è cosa immonda che cresce sopra cosa immonda, e muoiono da miscredenti. [125]
- Zilio Grandi
 Invece, coloro nei cuori dei quali c’è una malattia, essa (Sura) li ha fatti crescere quanto a immondezza, aggiungendola alla loro immondezza e moriranno nella loro miscredenza.
- Pasquini
 126.
 أَوَلا يَرَونَ أَنَّهُم يُفتَنونَ فى كُلِّ عامٍ مَرَّةً أَو مَرَّتَينِ ثُمَّ لا يَتوبونَ وَلا هُم يَذَّكَّرونَ
 Non si accorgono che ogni anno sono tentati una o due volte, quindi non si pentono e non si ricordano!
- Hamza P.
 Non vedono che sono messi alla prova una o due volte ogni anno? Eppure non si pentono e non riflettono. [126]
- Zilio Grandi
 E non vedono che vengono messi alla prova, ogni anno, una volta o due volte e non si pentono e non si ricordano?
- Pasquini
 127.
 وَإِذا ما أُنزِلَت سورَةٌ نَظَرَ بَعضُهُم إِلىٰ بَعضٍ هَل يَرىٰكُم مِن أَحَدٍ ثُمَّ انصَرَفوا صَرَفَ اللَّهُ قُلوبَهُم بِأَنَّهُم قَومٌ لا يَفقَهونَ
 Quando scende una sura, si guardano tra loro [e dicono]: «Forse che qualcuno vi vede?» [54] e poi si allontanano. Allontani Allah i cuori loro, che in verità sono un popolo che non capisce.
- Hamza P.
 Quando è rivelata una sūra si guardano l’un l’altro: «Qualcuno vi vede?», e poi si allontanano. Dio allontani il loro cuore, è gente che non capisce nulla. [127]
- Zilio Grandi
 Quando viene fatta scendere una Sura, qualcuno di loro a qualcun altro lancia occhiate d’intesa (e chiede): “Forse che qualcuno vi vede?”. Dopodiché se ne vanno. È Allàh che allontana i loro cuori, poiché essi sono un popolo che non capisce.
- Pasquini
 128.
 لَقَد جاءَكُم رَسولٌ مِن أَنفُسِكُم عَزيزٌ عَلَيهِ ما عَنِتُّم حَريصٌ عَلَيكُم بِالمُؤمِنينَ رَءوفٌ رَحيمٌ
 Ora vi è giunto un Messaggero scelto tra voi; gli è gravosa la pena che soffrite, brama il vostro bene, è dolce e misericordioso verso i credenti.
- Hamza P.
 Vi è giunto un inviato, uno di voi, uno cui pesa il male che fate, avido del vostro bene, dolce e compassionevole con i credenti. [128]
- Zilio Grandi
 È giunto a voi un Apostolo, appartenente a voi, ed è cosa dolorosa per lui che voi soffriate, essendo egli, profondamente, attaccato a voi e compassionevole verso i credenti e clemente.
- Pasquini
 129.
 فَإِن تَوَلَّوا فَقُل حَسبِىَ اللَّهُ لا إِلٰهَ إِلّا هُوَ عَلَيهِ تَوَكَّلتُ وَهُوَ رَبُّ العَرشِ العَظيمِ
 Se poi volgono le spalle, di’: «Mi basta Allah. Non c’è altro dio all’infuori di Lui. A Lui mi affido. Egli è il Signore del Trono immenso».
- Hamza P.
 Se ti volgono le spalle di’: «Mi è sufficiente Dio, non c’è altro dio che Lui, in Lui confido, Egli è il Signore del trono eccelso». [129]
- Zilio Grandi
 Però se essi voltano le spalle tu di’: “Mi basta Allàh! Non c’è divinità tranne Lui, su Lui faccio affidamento ed Egli è il Signore del Trono Sublime”.
- Pasquini

Note di Hamza Piccardo alla Sura

  • [1] ^ Questa sura, penultima ad essere rivelata, ha due nomi che derivano dai versetti 1 (Il disconoscimento) e 118 (Il pentimento). Sua particolarità il fatto che, unico caso in tutto il Corano, non inizia con la basmala (In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso).
  • [2] ^ Abbiamo ritenuto questo significato di «barâ‘a» in base ad alcune autorevoli interpretazioni esegetiche. Altri, altrettanto autorevoli commentatori (e traduttori) hanno optato per il significato di «Immunità» nel senso che nonostante che il patto fosse denunciato da Allah e dal Suo Inviato i politeisti con i quali era stato stipulato avrebbero goduto di un ulteriore periodo di tregua.
  • [3] ^ «Per quattro mesi»: secondo alcuni commentatori si tratterebbe di un vero e proprio ultimatum intimato da Allah (gloria a Lui l’Altissimo) ai pagani. Il periodo sarebbe iniziato il 10 di Dhû l-Hijja del IX anno dall’Egira per terminare il 10 di Rabi’a II. Dopo di ciò, se non avessero abbracciato l’Islàm, sarebbe stata guerra.
  • [4] ^ «nel giorno del Pellegrinaggio»: secondo alcuni si tratta del x giorno di Dhû l-Hijja in cui si compie il sacrificio a Mina, altri invece, basandosi su di un hadith dell’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) affermano che si tratti piuttosto del giorno in cui i pellegrini stazionano ad ‘Arafâ. Il Profeta infatti disse: «L’Hajj è ‘Arafâ». A proposito dell’Hajj e dei suoi riti vedi Appendice 5.
  • [5] ^ I Quraysh e loro alleati con i quali era stato stipulato il patto di Hudaybiyya (vedi nota al successivo vers. 7).
  • [6] ^ Con questo versetto viene definitivamente interdetta la pacifica convivenza con i politeisti.
  • [7] ^ «eseguono l’orazione e pagano la decima»: vedi Appendici 2 e 3.
  • [8] ^ La dissociazione dai politeisti, sancita dal precedente vers. 5, non presuppone comunque e in ogni caso una lotta spietata e senza quartiere. A ciascun politeista che ne faccia richiesta deve essere concesso di godere del diritto di asilo, di informarsi sulla parola di Allah e di andarsene indisturbato.
  • [9] ^ II versetto si riferisce al patto di Hudaybiyya, stipulato dall’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) nel VI anno dall’Egira. Egli era partito accompagnato da alcune centinaia di musulmani per compiere una ‘Umra (il piccolo pellegrinaggio), ma fu fermato da uno squadrone di cavalleria agli ordini di Khâlid Ibn al-Walîd. I musulmani erano praticamente disarmati e di fronte al rischio di un grande spargimento di sangue, l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) accettò di fermarsi e stipulare un accordo con i Quraysh. In base a questa convenzione egli accettava di tornare indietro senza compiere la ‘Umra e di restituire i musulmani che dalla Mecca fossero fuggiti a Medina senza il consenso del loro clan. In cambio i politeisti si impegnavano a lasciarli andare in pace e permettere loro di effettuare la ‘Umra nell’anno successivo, uscendo dalla Mecca e lasciando la città per tre giorni ai musulmani. Entrambe le parti inoltre stabilirono una tregua di dieci anni. La tregua fu poi violata dai meccani, e ciò liberò il Profeta (pace e benedizioni su di lui) da qualsiasi obbligo nei loro confronti. La Mecca fu investita dalle truppe musulmane nell’ottavo anno dall’Egira, e i suoi abitanti si arresero senza combattere.
  • [10] ^ La lotta per Causa di Allah è la massima prova della fede dell’uomo. Non è certo Allah che ha bisogno di questa prova poiché, gloria a Lui l’Altissimo, Egli conosce meglio di chiunque quello che c’è nel cuore delle creature; ne ha bisogno invece l’uomo per misurare se stesso e ne ha bisogno la società per valutare gli uomini, per identificare gli esempi migliori del comportamento.
  • [11] ^ Altri duri colpi alle consuetudini tribali preislamiche. La cura della Moschea della Mecca viene sottratta ai politeisti (vers. 17) e attribuita esclusivamente ai musulmani (vers. 18), ristabilendo la purezza del culto iniziato da Abramo (pace su di lui). Il servizio del Tempio e il privilegio di dissetare i pellegrini (vers. 19) diventano puro formalismo di fronte alla vera fede testimoniata nella lotta per la causa di Allah.
  • [12] ^ «nel giorno di Hunayn»: Hunayn è una valle situata tra La Mecca e Tâ’if in cui ebbe luogo una famosa battaglia nell’VIII anno dall’Egira. Avvenne dopo la conquista della Mecca e fu un tentativo dei pagani di rovesciare la situazione che volgeva a favore dei credenti. Questi ultimi erano tra i dieci e i sedicimila uomini (a seconda delle diverse tradizioni) ed erano molto sicuri di loro; questa sicurezza li ingannò (Allah li ingannò e impartì loro una lezione di modestia) e l’armata dell’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui) rischiò di subire l’accorta strategia del nemico e di essere travolta. Le sorti della battaglia furono decise dallo stesso Muhammad (pace e benedizioni su di lui) che riuscì ad arrestare la rotta dei suoi richiamandoli a sé. I credenti ritrovarono il coraggio e ritornarono alla lotta ottenendo una sofferta vittoria, «lâ hawala wa lâ quwwata illâ bi-Llâh» (non c’è forza né potenza se non in Allah).
  • [13] ^ «la Sua presenza di pace»: (in arabo «sakina») è presenza di Allah e, di conseguenza, della tranquillità d’animo, della serenità di spirito, anche oblio mistico. Vedi anche II, 248 e XLVIII, 4, 18, 26.
  • [14] ^ II versetto, di grande importanza legale, è il fondamento del divieto ai non musulmani di recarsi alla Mecca. Nell’anno successivo alla presa della Mecca, il Profeta emanò un decreto in base al quale la Ka‘ba veniva interdetta ai culti idolatrici. Il timore di un contraccolpo sui commerci doveva preoccupare non poco i meccani e Allah (gloria a Lui l’Altissimo) rassicura i credenti.
  • [15] ^ «il tributo» (jizya): è il tributo di capitolazione con il quale giudei e cristiani riconoscevano lo Stato islamico. Il pagamento della «jizya» conferiva loro lo status di «dhimmîy» (protetti) e con il quale ottenevano il diritto di vivere in pace e in sicurezza nello Stato islamico. Non si tratta certo di una forma di discriminazione, infatti, essi erano esentati dalla decima, che per le sue caratteristiche è riservata ai credenti, e dal servizio militare. Se lo assolvevano non pagavano il tributo in quel periodo. Ai tempi del Profeta, l’ammontare della «jizya» annua era pari a dieci dirham (circa 30 grammi d’argento) per ogni uomo adulto (donne, bambini, schiavi e poveri erano comunque esenti) e corrispondeva a dieci giorni di mantenimento alimentare.
  • [16] ^ «Esdra»: nel testo del Corano Uzayr, che dormì per cento anni e poi ripristinò la Bibbia i cui esemplari erano stati distrutti da Nabucodonosor.
  • [17] ^ In base ad una certa interpretazione, sembrerebbe che venga rivolta anche a cristiani ed ebrei l’accusa di «shirk» (associazionismo, politeismo), ma, secondo una spiegazione risalente all’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui), in questo caso viene negata alle autorità religiose della Gente della Scrittura la possibilità di promulgare e modificare le leggi.
  • [18] ^ «Quattro di loro sono sacri»: vedi nota a II, 194.
  • [19] ^ Versetto fondamentale per quanto riguarda la definizione islamica della scansione del tempo. È noto che il calendario lunare conta 354 giorni, 11 in meno di quello solare (12 quando l’anno viene considerato bisestile). Per questo motivo, gli astronomi del tempo della «jahiliyya» (dell’ignoranza, precedente alla rivelazione coranica), aggiungevano il «nasî’» (mese intercalare) ogni tre anni, ristabilendo la corrispondenza tra computo solare e lunare. A parte le preoccupazioni di ordine astronomico, ci si serviva del «nasî’» inserendolo tra i mesi sacri e facendo sì che fosse da pretesto ai razziatori per giustificare i loro attacchi ai pellegrini. Come si ricorderà erano considerati sacri Dhû l-Qa‘da, il successivo mese del Pellegrinaggio, Dhû l-Hijja, quello ancora seguente Muharram e infine Rajab. Inserendo il mese intercalare dopo quello del Pellegrinaggio si veniva a creare una situazione di grave pericolo per i pellegrini che i razziatori colpivano sostenendo di essere nella «legalità». Altro aspetto particolare di questa riforma del calendario, la rotazione del mese del digiuno, Ramadan, che ogni anno anticipa di 11-12 giorni e che in 33 anni circa fa tutto il giro del calendario solare. Allah, gloria a Lui l’Altissimo, volendo e programmando l’universalità della Legge coranica ha eliminato, con la Sua Scienza, qualsiasi possibilità di disparità di trattamento tra i musulmani dimoranti in diverse parti del mondo. Se, infatti, il mese del digiuno seguisse il calendario solare, alcuni credenti lo assolverebbero durante periodi di grande calore e di giornate molto lunghe e altri nel fresco, con poche ore di luce e, di conseguenza, con meno impegno e merito.
  • [20] ^ Già nel precedente vers. 24, Allah (gloria a Lui l’Altissimo) mette in guardia i credenti a proposito della corretta scala di valori del musulmano. Affetti familiari, rapporti sociali, interessi materiali e professionali, costituiscono il quadro di riferimento di ogni individuo ed è pacifico che l’uomo rivolga ad essi la sua attenzione. Ma ben al di sopra di essi, devono operare l’amore per il Creatore, per il Suo Messaggero e la conseguente disponibilità alla massima testimonianza di tale amore: la lotta per la Causa di Allah. In questo versetto il concetto viene ribadito ed è stigmatizzato il comportamento di coloro che esitano, immobili e attoniti, di fronte alla chiamata del jihâd. Nella grande efficacia dello stile coranico (tanto indegnamente reso in traduzione), l’esitazione di questi uomini si dipinge ai nostri occhi e ci sembra di poter leggere i loro pensieri (che purtroppo sono spesso anche i nostri). La debolezza della fede è come una grave miopia che affligge lo spirito dell’uomo: egli vede i vantaggi dell’immediato, per quanto infimi e caduchi e non riesce a scorgere la grandezza dell’eternità. Confuso e smarrito di fronte alla prospettiva di rischiare la sua vita terrena, rischia di perdere definitivamente il bene perfetto e duraturo dell’Altra vita.
  • [21] ^ II Corano si riferisce ad un episodio cruciale nella vita del Profeta (pace e benedizioni su di lui) e della comunità islamica. Osteggiato e minacciato dai meccani politeisti, l’Inviato di Allah uscì da casa sul far dell’alba, lasciando nel suo letto il cugino Ali, che si era prestato ad ingannare quelli che stavano spiando la sua casa. Si incontrò con Abû Bakr, suo fedele amico, e partì alla volta di Medina dove già avevano trovato rifugio altri musulmani che non godevano, a differenza di Muhammad (pace e benedizioni su di lui), di alcuna protezione tribale. Era l’Egira. Per sfuggire alle pressanti ricerche dei loro nemici si rifugiarono in una grotta e, in quel frangente, il Profeta rassicurò il suo compagno preso da tristezza e scoramento per la sorte dell’Inviato di Allah, rammentandogli la presenza dell’Altissimo (sakina, vedi sopra nota al vers. 26).
  • [22] ^ «Leggeri o pesanti»: una prima interpretazione afferma che questa espressione significa: «quali che siano le vostre condizioni di età e di prestanza fisica». Un’altra si riferisce più particolarmente all’armamento di cui erano dotati i combattenti. Probabilmente sono vere entrambe e ne suggerirei una terza relativa al livello di determinazione e di comprensione profonda che ogni credente ha del compito che Allah gli ha riservato.
  • [23] ^ Secondo alcuni commentatori il versetto allude ad un certo Jadd ibn Qays, noto ipocrita medinese che chiese con impudente insolenza di non partire per non essere tentato, dopo la vittoria, dalla bellezza delle donne bizantine.
  • [24] ^ «le due cose migliori»: la vittoria o il martirio. Il ragionamento potrà sembrare iperbolico, eppure questa è la tranquilla coscienza con la quale il credente si pone di fronte alla lotta per la causa di Allah. Vittoria, onore e bottino oppure la suprema testimonianza della fede, il martirio, che cancella tutte le colpe e spiana la strada verso il più alto livello del Paradiso.
  • [25] ^ II godimento dei beni terreni, per quanto effimeri essi siano, può dare momenti di reale e armoniosa soddisfazione solo se vissuto nel timore di Allah e delle Sue leggi. La più grande fortuna economica, la posizione sociale più elevata, la famiglia stessa, possono essere fonti di tormenti indicibili e di dannazione per tutti coloro che non tendono a stabilire un corretto rapporto con il loro Creatore e ignorano o disobbediscono ai Suoi precetti.
  • [26] ^ «elemosine»: anche se il termine utilizzato è «sadaqât», che significa elemosina, si intendono piuttosto le entrate pubbliche. Vedi vers. 60 e nota relativa.
  • [27] ^ Questo versetto definisce esattamente le otto categorie di spesa dello Stato islamico. Secondo ‘Umar Ibn al-Khattâb e Ibn ‘Abbâs (che Allah sia soddisfatto di entrambi) i bisognosi sono musulmani, mentre i poveri sono i cittadini non musulmani. «Quelli incaricati…» non si riferisce particolarmente agli esattori, ma agli stipendi dei dipendenti dello Stato islamico. «Quelli di cui bisogna conquistarsi i cuori», possono essere diverse categorie di persone: i neo-convertiti ai quali è bene dare un segno tangibile della solidarietà all’interno dell’Umma islamica, i non musulmani che possono essere utili alla causa islamica per la loro posizione politico-sociale o professionale, le cosiddette «spese segrete» effettuate per ottenere qualcosa di non immediatamente divulgabile, le attività, di «da‘wa» (appello all’Islàm) rivolte a non musulmani, ecc. Un’altra categoria è quella degli schiavi; l’Islàm tende alla loro progressiva liberazione e all’eliminazione di questa triste condizione. Nella fase storico-sociale della società preislamica che riceveva la Rivelazione, sarebbe stato oltremodo traumatica una liberazione hic et nunc di tutti gli schiavi. La schiavitù viene pertanto permessa, corretta e umanizzata, all’interno di un quadro generale tendente alla sua completa eliminazione. Compito dello Stato islamico è quindi quello di destinare una parte del gettito fiscale al riscatto degli schiavi. Anche coloro che pur non essendo bisognosi si trovano in particolari condizioni di necessità a causa di debiti lecitamente contratti, hanno diritto all’aiuto della Comunità (anche sotto forma di prestiti). Infine vengono le spese militari destinate al consolidamento e alla difesa dello Stato e alla lotta alla miscredenza e quelle a favore del «viandante» (lett. al «figlio della strada») potrebbero essere intese come il principio ispiratore di una  pubblica assistenza da intendersi non soltanto a livello interno, ma coinvolgendo in questa categoria i diseredati e i bisognosi di tutta la terra.
  • [28] ^ «E tutto orecchi»: il Corano riferisce uno dei tanti scherni che dovette subire il nostro Profeta (pace e benedizioni su di lui). Con questa espressione, forse i suoi nemici volevano dileggiare la sua funzione di recepire il wahy (la rivelazione) e riferirla agli uomini. Il Libro ribadisce questa funzione suggerendo la risposta da dare.
  • [29] ^ «chiudono le loro mani»: nel linguaggio coranico, questa espressione sottintende l’avarizia.
  • [30] ^ «le città devastate»: probabilmente l’accenno è a Sodoma e Gomorra, che Allah (gloria a Lui l’Altissimo) distrusse per punire gli abitanti dei loro gravissimi peccati.
  • [31] ^ «il compiacimento di Allah vale ancora di più…»: questo versetto è molto importante per intuire correttamente la realtà paradisiaca. Di là dalla descrizione di piaceri analoghi a quelli sensibili, viene ribadito il valore più grande per coloro che saranno introdotti nel Giardino: il compiacimento del loro Signore Allah, valore supremo per il credente. Vedi nota a II, 25.
  • [32] ^ Secondo l’esegesi classica, il versetto si riferisce alla recrudescenza dell’ipocrisia successiva all’istituzione della zakât (l’imposta coranica, la decima, vedi Appendice 3); gli arabi non avevano mai vissuto in un loro Stato organizzato e non erano mai stati assoggettati ad imposte. La mentalità araba si ribellava al solo concetto dell’esazione fiscale al punto che tutti i termini che in qualche modo la designavano, sottintendevano concetti come estorsione (jibâya), colpo di spada (darîba), espulsione forzata (kharâj). La zakât, che presupponeva un’obbligatorietà del tutto antitetica alla fierezza esasperata delle tribù e all’avarizia degli individui venne considerata come «il peggior castigo sulla terra». Essa mutua il suo significato da un radicale che significa «accrescimento» ma che assunse quello di «purificazione» dei beni materiali (vedi vers. 103).
  • [33] ^ «Allah… li ha arricchiti della Sua grazia»: pare che il passaggio alluda ai medinesi che, grazie alle conquiste ottenute al seguito dell’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui), avevano notevolmente migliorato il loro tenore di vita.
  • [34] ^ A proposito di questo versetto e per ribadire l’immensa capacità di perdono che contraddistingue la misericordia di Allah (gloria a Lui l’Altissimo), Tabarî (x, 199-205) riferisce che l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui), pregò sulla tomba del capo degli ipocriti di Medina, quell’Abdallah Ibn Ubay che gli aveva procurato non pochi fastidi e non aveva mai perso un’occasione per complottare contro il Profeta e contro i musulmani, seminando zizzania e insolentendo. Egli assolse a questo pio compito su richiesta del figlio, un buon credente preoccupato per la sorte spirituale del padre. Di fronte alle rimostranze di ‘Umar ibn al-Khattâb, l’Inviato di Allah (pace e benedizioni su di lui), recitò questo versetto aggiungendo che avrebbe chiesto perdono per il defunto settanta volte e poi altre settanta affinché Allah lo salvasse dalla pena eterna.
  • [35] ^ Vedi nota al precedente vers. 55.
  • [36] ^ «coloro che non dispongono di mezzi»: per armarsi e provvedere alla famiglia durante la loro assenza.
  • [37] ^ II versetto ci racconta fatti relativi alla «leva difficoltosa» (vedi nota al vers. 38), come ci furono quelli che vi si sottrassero accampando pretesti, ci furono anche quelli che non poterono partire perché sprovvisti di cavalcature e nell’impossibilità di procurarsele.
  • [38] ^ «di lasciarli stare»: nel senso di non punirli.
  • [39] ^ I beduini sono gli arabi nomadi, che si contrapponevano storicamente ai sedentari. Vivevano di pastorizia e di razzie e, fatte le debite eccezioni, furono per molto tempo temibili nemici dei credenti o infidi alleati. Mossi solo dal loro tornaconto e guidati da un’ astuzia opportunista, si convertirono solo quando fu evidente che non avrebbero potuto fare altrimenti.
  • [40] ^ Vedi nota 32 al vers. 74.
  • [41] ^ «gli Emigrati e gli Ausiliari»: i meccani musulmani che si trasferirono a Medina e i medinesi credenti, che li accolsero.
  • [42] ^ «Due volte li castigheremo»: due castighi prima di quello finale, forse uno è quello nella vita terrena e l’altro è il supplizio della tomba quando il defunto viene interrogato dagli angeli su quelle che sono state la sua fede e la sua vita.
  • [43] ^ Durante l’assenza del Profeta (pace e benedizioni su di lui), un gruppo di ipocriti costruì una moschea su istigazione di un certo Abû ‘Âmir che qualche tradizione riporta con il significativo appellativo di al-Fasiq (il corrotto) e che fonti affermano fosse un ex monaco cristiano (ar-Râhib: il monaco). Informato del fatto il Messaggero di Allah (pace e benedizioni su di lui) la fece incendiare.
  • [44] ^ «La moschea fondata… sin dal primo giorno»: forse la moschea di Qubâa, nella periferia meridionale di Medina che fu costruita dove si fermò Muhammad (pace e benedizioni su di lui), durante l’Egira, oppure la stessa moschea del Profeta a Medina.
  • [45] ^ È bene chiarire il senso del verbo comprare in questo brano coranico. Allah (gloria a Lui l’Altissimo) è certamente padrone di tutto il creato, pertanto non ha bisogno di acquistare quello che già Gli appartiene. Non è quindi nel senso letterale della transazione che deve essere inteso quel «ha comprato». Se è vero, come si afferma che ogni uomo ha un prezzo, ebbene, il prezzo del credente lo può pagare solo Allah (gloria a Lui l’Altissimo).
  • [46] ^ Pentimento, adorazione, ricordo di Allah, digiuno (in questo senso va inteso «peregrinano»), preghiera rituale, attenzione alla dirittura morale della società, obbedienza: queste le caratteristiche di coloro che aspirano al compiacimento del loro Signore e che sono indicati nel versetto precedente. È quindi evidente che il combattimento non è condizione sufficiente alla salvezza dell’anima, e che lo sforzo per la causa di Allah (jihâd), quando è correttamente assolto, è uno stadio di realizzazione spirituale altissimo che non può prescindere da una tensione verso una fede pienamente vissuta, un’assoluta puntualità nel culto, un comportamento ineccepibile, un continuo ricordo di Allah.
  • [47] ^ «la Fornace»: uno dei nomi dell’Inferno.
  • [48] ^ A proposito della promessa di Abramo vedi XIX, 47 e LX, 4.
  • [49] ^ «Emigrati e Ausiliari»: vedi nota al precedente vers. 100.
  • [50] ^ «nel momento della difficoltà»: durante la spedizione a Tabûk, vedi vers. 39.
  • [51] ^ «nel momento della difficoltà»: durante la spedizione a Tabûk, vedi vers. 39.
  • [52] ^ «nel momento della difficoltà»: durante la spedizione a Tabûk, vedi vers. 39.
  • [53] ^ «Non proveranno né sete, né fatica, né fame per la causa di Allah»: la sofferenza per la causa di Allah ha il profumo del Paradiso, disgraziati coloro che non potranno riempirsene le narici.
  • [54] ^ «Forse che qualcuno vi vede?»: i miscredenti negano la presenza di Allah e quindi il fatto che una sura possa riguardarli e stigmatizzare il loro comportamento.

Note di Mohyddin Yahia alla traduzione di Zilio Grandi

  • Nota alla Sura A eccezione degli ultimi due versetti, rivelati a Mecca, secondo l’esegesi tradizionale questa è l’ultima sūra rivelata. In compenso, l’orientalista Richard Bell, rilevando le frequenti interruzioni di continuità fino al v. 37, vede nell’inizio una sorta di fusione di due solenni proclami del Profeta: uno pronunciato a Ḥudaybiyya, prima di entrare a Mecca nell’anno 8 dell’egira (630 d.C.), l’altro durante il pellegrinaggio dell’anno 9 (631 d.C.).La sūra è l’unica che non inizia con la formula «Nel nome di Dio, il Clemente, il Compassionevole». Le spiegazioni dei commentatori non sono unanimi. Alcuni ritengono che costituisca il seguito della precedente, altri che il Profeta, avendola ricevuta immediatamente prima di morire, non abbia dato indicazioni in merito. Si è voluto anche stabilire una relazione tra questa particolarità e l’argomento di cui tratta, ovvero il rispetto delle volontà del califfo ‘Uthmān.La sūra contiene un appello a condurre la guerra santa contro i politeisti, in particolare quelli che hanno violato gli accordi stabiliti in passato con Muḥammad. Si tratta quindi principalmente degli ipocriti, e l’occasione è quella che la tradizione ritiene essere la spedizione di Tabūk (avvenuta nell’anno 630 d.C., cfr. dc 115). La loro slealtà richiede un severo castigo divino; la porta resta tuttavia aperta al perdono di alcuni di loro. Si noterà, in questa sūra essenzialmente «guerriera», l’inserimento di versetti più pacifici o che invitano a un’interiorizzazione della fede, come per sollecitare i credenti a non perdere mai di vista l’essenza del messaggio religioso nelle situazioni estreme come la guerra. Il v. 91, che prevede alcune dispense, è d’altronde troppo vago per prestarsi ad applicazioni giuridiche. I commentatori sufi traspongono la maggior parte degli eventi e delle ingiunzioni profetico-divine sul piano della lotta dell’anima contro i nemici interiori.La campagna di Tabūk, l’ultima condotta al tempo del Profeta, ebbe per obiettivo la neutralizzazione delle tribù del Nord della penisola arabica, secondo alcuni cristianizzate e inglobate nell’impero bizantino. Storicamente, le ragioni sono oscure. Le fonti musulmane spiegano che queste tribù erano sul piede di guerra e pronte a marciare su Medina. La spedizione sarebbe stata dunque difensiva o preventiva. Comunque sia, il Profeta aveta proceduto a una leva di massa di 30.000 musulmani. Intrapresa in piena estate in un periodo di carestia, la campagna fu condotta in sordina da alcuni musulmani e dal clan degli ipocriti, al quale la presente sūra allude.
  • [1] ^ Il versetto sarebbe stato rivelato, secondo la tradizione, dopo che Abū Bakr ebbe lasciato Medina per effettuare il pellegrinaggio del 631 d.C. «Immunità» (barā’a): il termine si riferirebbe alla denuncia dei trattati conclusi, quale che fosse la loro durata, con gli Arabi politeisti, non con le tribù ebraiche o cristiane, senza che tale denuncia comportasse una dichiarazione di guerra. Il provvedimento si accompagnava a una cessazione delle ostilità della durata di quattro mesi, affinché i politeisti, meccani o nomadi, potessero compiere il pellegrinaggio preislamico. Da quella data l’Islam si dichiara in guerra permanente con gli idolatri, come conferma il v. 3. La tradizione spiega questa denuncia con il fatto che certe tribù avevano svuotato di significato le alleanze concluse con i musulmani. Ma il Profeta voleva anche lasciare il tempo ai suoi nemici di ravvedersi – come afferma esplicitamente il v. 3 («se vi pentirete») –, meditare sulle proprie azioni e unirsi al popolo di Dio.
  • [2] ^ Sui mesi sacri, cfr. i commenti al v. 36 e a 2:194. «Rendere inefficace»: voi non potrete impedire il castigo divino, né che la volontà di Dio si realizzi, né sconfiggere Dio.
  • [3] ^ Sul «grande pellegrinaggio», distinto da quello minore o «visita», cfr. il commento a 2:196. Questi due riti del culto preislamico furono mantenuti, con alcune modifiche, dall’Islam. Secondo la tradizione, il Profeta, due mesi dopo la rivelazione del versetto (mese di shawwāl dell’anno 9), inviò ‘Alī nel giorno del sacrificio, durante il pellegrinaggio detto «dell’addio» (marzo-aprile 631 d.C.), ad annunciare ai politeisti che da quel momento essi non avrebbero più avuto diritto di accedere ai luoghi santi di Mecca per effettuare i loro riti (cfr. v. 28). «Dio non è responsabile»: declina gli obblighi implicati dalle alleanze. «Se vi pentirete»: se vi ravvedete dei vostri errori passati, oppure, secondo certi commentatori, se accettate l’Islam. «Se invece volgerete le spalle»: se ritornerete al paganesimo. «Annuncia» (bashshir): il tono è sarcastico, perché il verbo viene riservato per le buone notizie (cfr. 4:138).
  • [4] ^ «Esclusi quegli idolatri»: secondo l’esegesi tradizionale, la proclamazione solenne del v. 3 non si applica alla presente categoria di politeisti. Si tratta senza dubbio di tribù nomadi con le quali Muḥammad aveva concluso un accordo di buon vicinato subito dopo.
  • [5] ^ I «mesi sacri» sono quelli menzionati nel commento a 2:194 o, secondo altri interpreti, quelli liberamente stabiliti dalle parti in occasione del patto di Ḥudaybiyya. I musulmani sono lasciati liberi di decidere della sorte dei propri nemici, di graziarli o punirli, conformemente a 8:70. Il versetto è chiamato il «versetto della spada» (āyat al-sayf), perché prescrive il combattimento contro i politeisti; ma la sua portata è controversa: secondo alcuni, è abrogato da 47:4.
  • [6] ^ I commentatori, che collegano il versetto al suo immediato contesto, sottolineano che il dovere di protezione del proprio nemico o di ogni altro rifugiato di un paese in guerra, qualora egli la richieda, distingue il jihād da una guerra convenzionale. In altri termini, il jihād, imposto in certe circostanze, non è che un mezzo e cessa con il venir meno delle circostanze, mentre la necessità dell’apostolato (da‘wa), essenza della missione profetica, permane.
  • [7] ^ Il versetto spiega i vv. 3 e 4. I politeisti che rispettarono gli accordi erano alcuni Qurayshiti e qualche tribù loro alleata, che avevano stipulato con il Profeta il patto di Ḥudaybiyya nell’anno 6 dell’egira (628 d.C.). Venendo successivamente meno al proprio accordo, avevano ucciso all’interno dell’area sacra persone appartenenti a clan alleati del Profeta. Ciò provocò la marcia su Mecca da parte di Muḥammad nell’anno 8 dell’egira (630 d.C.). La «moschea sacra» è la Ka‘ba.
  • [8] ^ «E come potrebbero?»: in altri termini, come concepire un patto con questi politeisti (o: come potrebbero essi rispettarlo?). «Né a parentele né ad alleanze»: gli idolatri non rispetteranno nessuno dei loro impegni in virtù dei legami di sangue o degli obblighi di protezione. Ora, nell’Arabia preislamica questi diritti erano inviolabili, e che gli idolatri si permettessero tali trasgressioni nei confronti dei loro vecchi correligionari spiega a sufficienza perché l’inimicizia nei loro confronti fosse degenerata in guerra totale. Il versetto significa che i credenti devono smettere di sperare in una coesistenza pacifica con gli idolatri, quali che siano le buone intenzioni professate da questi ultimi. Dio ha una conoscenza dei loro pensieri più segreti e proprio per questo al Profeta viene ordinato di denunciare ogni accordo con loro.
  • [11] ^ «Noi precisiamo chiaramente i Nostri segni»: la spiegazione dei versetti viene dallo stesso Corano, che ritorna instancabilmente sugli stessi temi, o dal Profeta, le cui raccolte di tradizioni hanno conservato l’esegesi di alcuni versetti.
  • [12] ^ «Capofila della miscredenza»: i capi delle tribù nemiche del Profeta, in particolare quelle qurayshite. I dottori della legge hanno tratto da qui il fondamento della punizione per la blasfemia. Nel Corano si menziona spesso, insieme con il jihād, la finalità esplicita che esso comporta, vale a dire fare cessare l’iniquità.
  • [13] ^ «Gente che ha violato i propri giuramenti»: si tratta verosimilmente di tribù che avevano rotto in modo unilaterale la tregua di Ḥudaybiyya.
    «Ha tentato di scacciare l’inviato»: riferimento alle persecuzioni subite dal Profeta a Mecca; decise dal consiglio rappresentativo delle tribù (dār al-nadwā), lo costrinsero ad andare in esilio a Medina (cfr. 8:30 e commento).
  • [14] ^ «Guarirà il petto dei credenti»: la poesia preislamica testimonia che la vendetta costituiva per le tribù un diritto legittimo, e il versetto successivo («toglierà la collera») sembra confermarlo.
  • [15] ^ «Dio Si rivolge verso»: Dio accoglie il pentimento, e rinuncia al Suo rigore iniziale.
  • [16] ^ Il termine «confidenti» (walīja) implica un legame di segreta amicizia.
  • [17] ^ «Visiteranno le moschee di Dio»: si tratta per i commentatori del tempio della Ka‘ba, benché la parola sia al plurale nella vulgata coranica. «Visiteranno» traduce ‘amara, che implica, per certi templi, incarichi sacerdotali diversi: aver cura dell’edificio; facilitare l’accesso ai pellegrini e provvedere ai loro bisogni; assicurare il servizio del culto, in particolare la ‘umra, il «pellegrinaggio minore». La Ka‘ba era allora un tempio politeista. Il versetto allude al fatto che la famiglia a cui era affidata la sua custodia fu sollevata dal Profeta dalla sua funzione ancestrale nel momento in cui ritornò vittorioso a Mecca, nell’anno 8 dell’egira (630 d.C.). Avendo purificato la Ka‘ba dagli idoli, Muḥammad abolì la ‘umra nella sua forma preislamica e destinò il vecchio tempio al culto dei musulmani (cfr. il commento al v. 3).
  • [19] ^ «Chi disseta»: la siqāya (uno degli incarichi riguardanti la Ka‘ba suscettibili di creare controversie) consisteva nel rifornire di acqua i pellegrini. «Presta servizio»: il termine ‘imāra è il sostantivo verbale del verbo ‘amara, visto nel commento al v. 17. «Sacra moschea»: il tempio della Ka‘ba. Secondo la tradizione, il versetto sarebbe una risposta alla pretesa dello zio del Profeta, ‘Abbās, il quale non lo aveva seguito nel suo esilio a Medina. Catturato a Badr, fece notare che, essendosi fatto carico della siqāya, meritava una ricompensa divina. In realtà la ‘imāra del tempio gli procurava un’agiata posizione sociale e materiale.
  • [20] ^ «Con le loro persone» (bi-anfusihim): l’espressione si può anche intendere, secondo i commentatori, «combattere contro se stessi», e non soltanto «a rischio di se stessi». Gli autori mistici notano che i tre verbi impiegati si applicano alle tre tappe successive della lotta spirituale. Sul «gradino più in alto presso Dio», cfr. il commento a 8:4. «Il successo» è la felicità postuma degli eletti, e la metafora torna a più riprese nel testo. Le delizie del paradiso descritte nel v. 21 sono un effetto dell’amore divino, ma la presenza presso Dio è una grazia superiore, definita «eccellente» nel v. 22 e designata in seguito come il successo supremo (riḍwān, v. 72). I teologi ortodossi ne deducono che Dio sarà visto dai credenti nell’aldilà.
  • [23] ^ «Protettori e alleati» (awliyā’): si tratta del walā’, di cui si è detto nel commento a 8:72. L’interdizione divina si comprende facilmente, dato che l’ostilità nei confronti dei credenti proveniva proprio dai loro clan rimasti politeisti. È preferibile ritenere che questo versetto e il successivo siano stati rivelati al momento dell’esilio a Medina, e che quindi siano più antichi rispetto al resto della sūra.
  • [24] ^ «Finché Dio vi porterà il Suo decreto»: per i commentatori si tratta di un castigo, e il versetto è dunque l’annuncio di una minaccia divina. Gli altri passi dove si parla di amr («ordine», «decreto») divino implicano molto spesso la stessa idea di una sentenza punitiva. «E del Suo messaggero»: cfr. il commento al v. 128.
  • [25] ^ «Campi» (mawāṭin): nei vostri precedenti campi di battaglia. «Nel giorno di Ḥunayn»: allusione alla battaglia di Ḥunayn, avvenuta nel gennaio 630 (cfr. dc 115). Il Corano rimprovera ai musulmani di aver avuto una fiducia eccessiva nel proprio successo: insieme con i loro alleati, essi avevano in effetti radunato, di fronte a 4000 nemici, un contingente di 12.000 uomini. Molti però si diedero alla fuga quando l’avanguardia musulmana fu sorpresa dalla cavalleria avversaria in una gola («vi è sembrato angusto»). L’esito della battaglia sarebbe stato favorevole ai politeisti, se Muḥammad non avesse prodigato incoraggiamenti alle sue truppe nel momento critico.
  • [26] ^ Sulla «presenza» (sakīna), cfr. il commento a 2:248. «Eserciti invisibili»: le armate celesti degli angeli invincibili, secondo i commentatori.
  • [27] ^ «Dio Si rivolge verso»: cfr. il commento al v. 15. A Ḥunayn, in effetti, Muḥammad diede prova di clemenza nei confronti delle tribù sconfitte, che divennero in seguito ferventi sostenitrici della sua causa.
  • [28] ^ Cfr. i commenti ai vv. 1 e 17. «Immonda» (najas): per i commentatori si tratta di impurità rituale, nel senso giuridico; non dunque la sozzura, ma gli ostacoli simbolici, d’origine fisiologica, alla preghiera rituale. Secondo altri, tale impurità deve essere intesa soltanto in senso morale. «Dopo che questo loro anno»: questo anno è così qualificato perché l’interdizione divina si applicherà solo allo scadere del corrente anno di pellegrinaggio. I commentatori datano il versetto all’anno 9 dell’egira (marzo 631 d.C.). «Se temete di impoverirvi»: l’interdizione ai politeisti di avvicinarsi alla Ka‘ba colpiva l’economia di Mecca: i credenti meccani non potevano più realizzare i profitti derivanti dall’arrivo dei pellegrini commercianti.
  • [29] ^ Il versetto sarebbe stato rivelato, secondo i commentatori, quando i musulmani intrapresero la spedizione di Tabūk. La traduzione segue l’esegesi classica. Questa interpretazione stabilisce le disposizioni del diritto islamico riguardo ai politeisti e alla «gente del libro», cioè i monoteisti in generale: il dovere è di combattere gli uni e gli altri, ma con la possibilità, per i secondi, di coesistere con i musulmani (cfr. dc 206-208 e 847-848, per l’interpretazione storica che conviene dare al «tributo» coranico, jizya). Senza entrare nel merito delle discussioni sollevate dall’ermeneutica legale, tale lettura del versetto pone un problema d’ordine sintattico: le accuse si riferiscono a un solo e unico soggetto grammaticale.
    Il testo consente un’altra traduzione che ne cambia notevolmente il senso: «Combattete, tra la gente del libro, coloro che non credono in Dio».
    «Uno per uno»: è una traduzione possibile per ‘an yadin, espressione che ha fatto scorrere molto inchiostro tra i commentatori e gli orientalisti.
  • [30] ^ Questa è l’unica circostanza in cui nel Corano si incontra il nome di ‘Uzayr, che i commentatori identificano in genere con l’Esdra biblico.
    Il testo si fa qui eco di una leggenda rabbinica nata o amplificata negli ambienti medinesi, ebrei o settari, contemporanei di Muḥammad, a partire da un apocrifo, il Quarto Libro di Esdra (cfr. dc 898-900).
  • [32] ^ «Con la loro bocca»: secondo i commentatori, per i loro discorsi menzogneri. L’espressione ripete quella del v. 30, e il Corano la usa per designare chi professa a parole opinioni contrarie al proprio pensiero intimo (cfr. 24:15; 33:4). Evitare che venga spenta «la luce di Dio» sarebbe, secondo i commentatori, la missione di Muḥammad, e perciò l’Islam.
  • [33] ^ Il versetto è pressoché identico a 48:28 e 61:9. «Guida» (hudā): l’azione di Dio che mostra agli uomini la direzione per la loro salvezza; il termine deve essere inteso in associazione ai segni (āyāt) con i quali il Creatore indica questa direzione (cfr. il commento a 8:47). «Su ogni religione» corrisponde alla lettura esegetica tradizionale, ma l’originale è al-dīn kullihi e certi commentatori spiegano il versetto in modo differente: «per fare apparire l’Islam di fronte alle altre religioni»; oppure (sottolineando che il versetto non parla di un trionfo dell’Islam sulle altre religioni, ma di quello dell’unica religione), nel senso della sottomissione alla volontà di Dio, religione già predicata dai profeti precedenti.
  • [36] ^ Il «libro di Dio» di cui si parla qui è la tavola custodita in cielo.
    Mesi «sacri»: i tre mesi durante i quali si effettuavano i pellegrinaggi preislamici, a cui ne fu aggiunto un quarto, muḥarram, affinché i pellegrinaggi potessero realizzarsi nelle migliori condizioni. Tale lasso di tempo costituiva anche una «tregua di Dio», durante la quale erano interdette rapine e spargimenti di sangue (cfr. il commento al v. 2). Sul carattere sacro di questi mesi i commentatori sono divisi. Per alcuni, il versetto riguarda i politeisti che, per diminuire la durata della tregua tradizionale, riportavano la cessazione dei combattimenti da muḥarram a ṣafar (secondo mese lunare), quando le esigenze della guerra lo richiedessero. Il versetto riafferma l’obbligo di rispettare la tregua preislamica, menzionata altrove (v. 5; 2:194; 5:2). Per altri commentatori, nulla in particolare distinguerebbe questi quattro mesi: la fine del versetto autorizza in effetti il Profeta a combattere in qualsiasi momento, cosa che fece all’epoca dell’assedio di Ṭā’if (che ebbe luogo nel mese di dhū l-qa‘da). Comunque sia, vi è qui allo stesso tempo riaffermazione e rottura di un ordine antico, in particolare per il mantenimento del calendario lunare (cfr. v. 37). «La religione retta» (al-dīn al-qayyim): questo è il significato attribuito dai commentatori; altri aggiungono: «immutabile e sola autentica, la stessa e unica religione che Dio ha ordinato ai profeti di annunciare agli uomini»; di questo tratta il v. 33. L’Islam è l’ultima manifestazione di tale religione prima della fine del mondo.
  • [37] ^ Gli Arabi politeisti e gli ebrei intercalavano un mese supplementare ogni tre anni, per riportare in parità l’anno lunare con quello solare. Il versetto precedente si deve leggere alla luce di questa idea: il mese intercalare, che permette di riaprire le ostilità durante le tregue sacre, secondo i commentatori è una suggestione satanica (cfr. Dc 140-141).
  • [38] ^ «Restate pesantemente attaccati alla terra»: come inchiodati al suolo, in senso metaforico: voi preferite la terra al cielo, mentre il jihād in piena sottomissione a Dio conduce al paradiso. Per i commentatori, il versetto e i seguenti sarebbero stati rivelati perché a un gran numero di fedeli ripugnava l’idea di partire per la spedizione di Tabūk. Sulla concezione della vita nel Corano (cfr. Dc 925-928).
  • [40] ^ Allusione a una manifestazione della protezione divina di cui si parla nel v. 26. Il Profeta, all’inizio del suo esilio alla volta di Medina, si era rifugiato di nascosto, in compagnia del solo Abū Bakr, nella grotta del monte al-Thawr, a qualche chilometro da Mecca. Per tre giorni i due fuggitivi udirono i soldati meccani, partiti alla loro ricerca per ucciderli, battere i dintorni della grotta. Muḥammad restò impassibile e assicurò Abū Bakr, terrorizzato, che una presenza divina invisibile li proteggeva. I soldati non entrarono nel nascondiglio e finirono per ritirarsi. «Eserciti invisibili»: sono qui intesi ancora come angeli. «Ha reso infima la parola»: i commentatori spiegano l’immagine con il fatto che Dio ha fatto trionfare il Suo Verbo, il monoteismo, sul politeismo.
  • [41] ^ Per i commentatori, il versetto è abrogato dal v. 91.
  • [42] ^ «La distanza è parsa loro troppo lunga»: la città di Tabūk sorgeva in effetti non lontano dal Mar Morto, dunque era molto distante dal Ḥijāz. «Giureranno»: al ritorno dalla spedizione, precisano i commentatori.
  • [43] ^ «Dio ti perdoni»: i commentatori spiegano che Dio rimprovera, poi perdona al Profeta di aver ceduto troppo facilmente, per compassione, alle ragioni dei refrattari al combattimento, mentre avrebbe dovuto attendere che la «discesa» di un versetto gli comunicasse la decisione divina.
  • [46] ^ «Li ha trattenuti»: gli esegeti intendono: «li ha resi indolenti, privi di energia». «Insieme a chi resta»: le donne, i bambini e tutti coloro che non sono in grado di sostenere un combattimento.
  • [47] ^ «Aggiunto che un intralcio»: i commentatori intendono: correndo qua e là sulle vostre cavalcature, in modo da rompere i ranghi, o seminando la calunnia, fiaccando il morale dei combattenti. Sulla «discordia» (fitna), cfr. il commento a 8:39.
  • [48] ^ Per i commentatori, il versetto richiama alla memoria le manovre degli ipocriti di Medina. «Imbrogliando a te le cose»: gli esegeti interpretano «ordire intrighi», cercando di contrapporre, per esempio, emigrati e ausiliari. Si è suggerito anche che il versetto potrebbe alludere a un fatto storico preciso, come il movimento di opposizione che si manifestò prima della battaglia del Fossato (cfr. dc 113). Qui e nel v. 47 gli ipocriti suscitano la sedizione (fitna): si tratta in realtà di attivisti che tentano di scalzare in modo surrettizio l’impresa profetico-divina; assimilabili ai politeisti sotto questo aspetto, essi fanno incombere un grave pericolo sulla comunità nascente. «L’ordine di Dio»: per i commentatori, il decreto divino, la manifestazione della Sua volontà; in questo caso, la missione di Muḥammad.
  • [51] ^ «Che Dio ha scritto»: i teologi sunniti leggono qui un’affermazione della predestinazione divina (al-qaḍā’ wa l-qadar). Alcune tradizioni rafforzano tale dogma, dicendo che tutte le azioni degli uomini preesistono in cielo, trascritte su un’immensa tavola (a volte confusa con la tavola custodita). Questa concezione è vicina a quella del Libro dei Giubilei o del Libro di Enoch, ma esistono anche versetti coranici di significato opposto.
  • [52] ^ Secondo i commentatori, il pronome «noi» rinvia ai credenti, mentre «voi» si riferisce ai loro avversari ipocriti. «Due ottime cose»: secondo gli esegeti, le due ricompense, ossia la vittoria sul campo di battaglia e il martirio con l’ingresso in paradiso.
  • [54] ^ Il versetto mostra che le opere dipendono dalla fede. Sviluppa il precedente, che parla di elemosine volontarie e tuttavia nulle agli occhi di Dio: l’intenzione, spiegano i commentatori, è impura, esse sono ispirate soltanto dal fariseismo. «Svogliatamente»: a malincuore. La carità e la preghiera sono strettamente collegate nel Corano: ancora una volta, la tiepidezza della fede e la mancanza di fervore nelle preghiere comportano l’avarizia («donano malvolentieri»), secondo la concezione teologica sopra precisata.
  • [55] ^ Una famiglia e una progenie numerosa erano considerate una fonte di ricchezza e di potenza, una benedizione di Dio (cfr. 3:10, 116; da comparare con Sal 125:3-4). «In quel modo» (bihā): l’espressione ha posto problemi ai commentatori. Alcuni hanno suggerito che queste ricchezze, male impiegate dagli ipocriti, si ritorceranno contro di loro in occasione del giudizio finale, disgrazia da cui li avrebbe preservati un’elemosina versata da credenti sinceri. «Esalino l’ultimo respiro»: l’anima, uscendo dal corpo al momento della morte, è raccolta dall’angelo Izrā’īl.
    Si esprime qui la concezione semitica dell’anima come soffio vitale: una materia sottile insufflata nel corpo dell’uomo per donargli vita.
  • [56] ^ «Che ha paura»: essi temono di apparire per ciò che sono realmente e di passare per idolatri, conoscendo la sorte loro destinata.
  • [58] ^ «Le elemosine» (ṣadaqāt): doni caritatevoli, lasciati alla libertà di ciascuno, pratica molto raccomandata nel Corano; la zakāt è la forma ufficiale dell’elemosina nella comunità: viene riscossa dalle autorità politico-religiose e fa parte dei cinque elementi del culto. Il Corano non distingue chiaramente fra i due tipi di elemosine, come dimostra il v. 60.
  • [59] ^ La seconda parte del versetto è invocata in favore del sufismo e dell’ascetismo (zuhd).
  • [60] ^ Il versetto definisce, secondo l’accordo unanime dei commentatori, le categorie di persone alle quali è destinata la zakāt che gli esattori riscuotono dai fedeli. «Per i poveri e per chi ha bisogno» (al-fuqarā’ wa l-masākin): la distinzione tra le due categorie è sottile per i commentatori come per i lessicografi. Questi emarginati potrebbero essere, in origine, i convertiti ridotti allo stremo perché tagliati fuori dai loro clan. Alcuni commentatori propongono altre distinzioni: i «poveri di Dio», che hanno fatto voto di povertà e l’hanno quindi scelta, e quelli che la subiscono, i miseri e quelli senza risorse; o quelli costantemente miserabili e quelli in stato di necessità temporanea; o ancora i poveri che non si dichiarano tali e quelli che mendicano in pubblico, ecc. «Quelli dei quali abbiamo ammansito il cuore»: storicamente erano i capi qurayshiti e le tribù alleatesi di recente. Muḥammad accordò loro una parte del bottino conquistato con la battaglia di Ḥunayn. Alcuni si erano convertiti da poco tempo e la loro fede doveva essere consolidata. Vi si aggiungevano senza dubbio gli avversari di Muḥammad, rimasti non musulmani, ma il Profeta voleva assicurarsi che non gli si rivoltassero contro.
    Passato questo periodo storico, il diritto islamico, per conservare la portata del versetto, lo ha esteso ai neoconvertiti di ogni epoca.
  • [61] ^ «È tutt’orecchi»: l’espressione, secondo i commentatori, significa che gli ipocriti rimproverano il Profeta per la sua credulità, in quanto avrebbe ascoltato ogni parola che gli veniva detta, anche le loro menzogne. Il versetto sottintende che Muḥammad è in grado di distinguere tra le parole buone e quelle malvagie, e che egli sa a quali deve attenersi per il bene della comunità. «È una grazia» (raḥma): al Profeta si attribuisce qui questa qualità; la stessa grazia caratterizza la parola coranica (il Corano si definisce molte volte come «guida» e «grazia» per gli uomini). La fine del versetto (come anche il v. 63) pone la venerazione del Profeta a fondamento della comunità musulmana. Ripetuta in 33:57, autorizza i dottori a prevedere una pena giuridica per i blasfemi.
  • [63] ^ «Chi argomenta» (yuḥādid): alcuni commentatori conferiscono al verbo un significato più forte, riferendolo a chi si erge contro il Profeta intralciandone l’azione.
  • [64] ^ I due versetti riguardano sempre, secondo i commentatori, la doppiezza di linguaggio o il disfattismo contagioso di certi ipocriti durante la spedizione di Tabūk; Dio informa il Profeta del loro atteggiamento.
  • [66] ^ Il versetto, secondo i commentatori, riguarda ancora gli ipocriti del v. 65. L’esegesi sottolinea più genericamente che l’ipocrisia è una decisione del cuore, che può prendere una direzione (la miscredenza) o l’altra (la fede).
    In quest’ultimo caso, se il soggetto è sincero si esercita il perdono divino.
  • [67] ^ «Si invitano l’un l’altro»: un altro significato possibile per gli esegeti è che gli ipocriti sono in mutua relazione, ovvero sono della stessa stoffa. Al di là delle sue diverse forme, l’ipocrisia, nemica della fede, è una. Da un punto di vista storico, il Corano sosterrebbe l’idea che questi ipocriti, giunti da orizzonti diversi, formino un partito relativamente unito, oggi diremmo una coalizione d’interessi diversi (cfr. l’allusione del v. 101, che parla degli ipocriti beduini, medinesi e di altri che non osano dichiararsi tali; o ancora il v. 127, dove questi reagiscono collettivamente alla rivelazione). Gli ipocriti sovvertono qui un principio fondamentale dell’etica coranica, quello di ordinare il bene e proibire il male (al-amr bi-l-ma‘rūf wa l-nahy ‘an al-munkar) (cfr. v. 71 e 3:104). I commentatori la intendono come l’obbligo di fare trionfare il bene in ogni sua forma. Essa possiede una duplice dimensione, individuale e sociale. È in primo luogo la correzione fraterna in senso paolino, ma è anche un dovere e una prerogativa dell’autorità politica, che ha il compito di metterla in pratica nella città musulmana. I teologi ne fanno la ragione del potere islamico (al-imāma). «Serrano le mani all’elemosina»: la fede e la generosità sono associate; qui il testo lascia intendere che l’avarizia è una delle perversioni intrinseche della miscredenza, in questo caso la dimenticanza di Dio. Il castigo di questi ipocriti – non quelli perdonati nel v. 66 – è annunciato nel rigo seguente.
  • [69] ^ «Loro parte» (khalāqihim): secondo i commentatori, la ricompensa che Dio accorda a tutti gli uomini in questo mondo, in questo caso i beni e i piaceri effimeri. Qui si sottolinea che l’ipocrisia che circonda il Profeta è l’esatta replica di quella che caratterizzava i popoli antichi: come quelli, questi ipocriti si abbandonano a sterili discussioni. Gli ipocriti, come i miscredenti, sono assimilati ai popoli empi di cui il Corano racconta la storia.
  • [70] ^ Il fatto che il Corano parli, a proposito delle genti annientate dalla collera di Dio, di «notizia giunta» (nabā’) dimostra che i racconti su altri popoli erano diffusi in Arabia; sul «popolo di Noè», cfr. 7:59-64; sul «popolo degli ‘Ad», cfr. 7:65-72; sul «popolo dei Thamūd», cfr. 7:73-79; sulla «gente di Madian», cfr. 7:85-93. Sulle «città sovvertite», cfr. il commento a 7:80.
  • [71] ^ Il Corano attesta come legame che unisce i credenti tra loro, oltre alla fratellanza, il walā’. Il versetto può dunque rinviare anche alla nozione di alleanza di cui si è parlato nel commento a 8:73. Del resto, il walā’ riguarda anche le altre comunità («ebrei e cristiani» in 5:51), «i miscredenti» (8:73) e «i colpevoli» (45:19). «Ubbidiscono a Dio e al Suo inviato»: cfr. il commento a 7:46.
  • [72] ^ Il versetto è tenuto in grande considerazione nella letteratura pia e sufi. Qui si dice che il «compiacimento» (riḍwān) supera le gioie del paradiso, che sono descritte in termini materiali. Riḍwān è anche il termine scelto dai sufi per designare lo stato di soddisfazione reciproca che si prova dal mondo di quaggiù tra l’anima e Dio, lungo il cammino spirituale.
  • [73] ^ L’orientalista Rudi Paret ha fatto notare che la voce verbale jāhid (tradotta qui con «combatti») non è seguita dalla locuzione fī sabīl Allāh («sul sentiero di Dio»), come avviene di solito per il jihād offensivo. Il verbo jāhada può dunque conservare in questo versetto il suo significato generale di «sforzarsi», come in 29:8 («insisteranno») e 31:15 («si industrieranno»), dove i credenti sono invitati a resistere attivamente allo sforzo compiuto dai loro parenti per farli ritornare all’adorazione degli idoli. Per alcuni commentatori, il combattimento contro questi «ipocriti» non può avvenire se non attraverso l’argomentazione e la discussione.
  • [74] ^ «Hanno cercato quel che non hanno ottenuto»: allusione ai numerosi tentativi di assassinare il Profeta, come quello ordito da ‘Abdallāh ibn Ubayy, il capo degli ipocriti di Medina, o quello messo in atto al ritorno di Muḥammad da Tabūk. Un’opposizione si manifestò contro il Profeta a Medina a partire dall’anno 8 dell’egira (630 d.C.). L’imposizione di una tassa, la zakāt, destinata alla cassa comune, era vissuta dalle tribù arabe come un’umiliazione. D’altra parte, distribuendo a un numero sempre crescente di persone il bottino delle campagne militari, il Profeta suscitava l’irritazione dei medinesi. «Li hanno arricchiti di parte del favore»: allusione, secondo i commentatori, al bottino di cui il Profeta aveva colmato questi medinesi, i quali vivevano modestamente prima di queste vittorie militari.
  • [75] ^ Secondo la tradizione, il versetto riguarda un certo Tha‘laba ibn Ḥāṭib, il quale si convertì soltanto per approfittare delle elargizioni del Profeta: una volta che le ebbe ottenute, voltò le spalle rifiutandosi di adempiere alla zakāt.
  • [79] ^ Si tratta sempre degli ipocriti e la «carità» si riferisce, secondo i commentatori, alla zakāt, il cui importo variava considerevolmente da un individuo all’altro. Il versetto conferma che l’istituzione della zakāt dovette suscitare molto scontento fra le tribù entrate da poco nella comunità islamica al tempo del Profeta.
  • [80] ^ L’etica islamica dà risalto al fatto che l’Islam invita a chiedere il perdono divino per i propri nemici. Soltanto la miscredenza è il peccato irremissibile (cfr. anche v. 84). La teologia riconosce inoltre al Profeta il potere di intercedere nel giorno del giudizio, dunque di attenuare la collera divina (cfr. Dc 412-414).
  • [81] ^ Si tratta della spedizione di Tabūk.
  • [82] ^ «Piangeranno»: allusione alla punizione divina nell’aldilà.
  • [83] ^ «Se Dio ti condurrà»: ti riporterà a Medina.
  • [84] ^ Da questo versetto il diritto islamico trae l’idea che l’ufficio per i defunti, nella sua forma rituale (ṣalāt al-janāza), deve essere riservato ai musulmani. Cfr., tuttavia, il commento al v. 80.
  • [85] ^ Ripetizione del v. 55, parola per parola. Il Profeta riceve l’ingiunzione di non fare eccezione per i ricchi nell’ufficio per i defunti, cioè di prescindere dalla loro posizione influente all’interno della città.
  • [87] ^ «Chi rimane indietro»: si tratta delle donne; il versetto significa dunque che questi disertori hanno preferito la vita di quaggiù alla vita eterna. Ma il peccato dimora più nei loro cuori che nell’atto: «Un sigillo è stato impresso sul loro cuore» (cfr. 2:7 e 4:155).
  • [88] ^ «Avrà le ricchezze»: i commentatori non distinguono tra le ricchezze di questo mondo e quelle dell’aldilà.
  • [90] ^ «Alcuni beduini»: il contesto reale è incerto. Per i commentatori si tratterebbe delle tribù degli Asad e dei Ghaṭafān. È possibile che certi beduini, avendo avuto concrete ragioni per non partecipare al combattimento, ne fossero stati dispensati dal Profeta. Quanto alle altre tribù, la defezione rinnova la loro ipocrisia. Il versetto è in accordo con la regola del diritto islamico secondo la quale le azioni dipendono unicamente dalle intenzioni e saranno giudicate in base a queste. Per di più, la giurisprudenza ammette il principio di un accomodamento della legge divina (rukhṣa) in caso di necessità.
  • [91] ^ «Chi fa il bene» (al-muḥsinūn) è dispensato dal jihād. Per i commentatori, si tratterebbe di quelli che sono impegnati in qualche attività caritatevole. Ma l’espressione è abbastanza generica perché il jihād, secondo i giuristi musulmani, non riguarda che una minoranza di fedeli. Inoltre non è uno dei cinque obblighi di culto, e quelli che vi si dedicano dispensano gli altri dal compierlo.
  • [94] ^ «Quando tornerete da loro» sottintende: dalla spedizione di Tabūk, ritornando a Medina. «Sarete ricondotti»: al momento della resurrezione in vista del giudizio finale. «Colui che conosce il mistero e il visibile» (‘ālim al-ghayb wa l-shahāda): l’espressione, uno dei nomi divini, significa che Dio ha conoscenza di tutto ciò che è creato, quindi anche di ciò che l’uomo non percepisce, come il mondo delle anime e dei loro segreti; uno dei modi per esprimere l’onnipresente tema coranico della scienza divina. Il ghayb è anche l’indicibile, il lāhūt o l’essenza divina.
  • [95] ^ «Affinché stiate lontani da loro»: e quindi non li puniate, sottintende il testo. «Cosa immonda» (rijs): secondo i commentatori, la parola è un sinonimo di najas, utilizzato nel v. 28; la natura di questi ipocriti è fondamentalmente malvagia, come dicono i versetti successivi sotto altra forma.
  • [97] ^ Per i commentatori non ci si riferisce qui a tutti i beduini, ma a coloro che avevano giurato la rovina di Muḥammad, in particolare le tribù dei Ghaṭafān e degli Hawāzin. Il versetto stigmatizza un vizio dell’anima, come mostra il passo analogo in 49:14. «Termini che Dio ha rivelato»: l’espressione si riferisce, secondo i commentatori, alla nuova legge che il Profeta è incaricato di fare conoscere agli uomini. In effetti, spiegano i giuristi, l’essenza di questa legge non è altro che insegnare loro i limiti imposti da Dio alla natura creata. Si deve osservare che i beduini continuarono, anche dopo l’Islam, a seguire un diritto consuetudinario molto lontano dalla sharī‘a.
  • [98] ^ «La carità da versare»: letteralmente «ciò che essi prodigano»; i commentatori aggiungono «per la causa di Dio». La parola è quindi molto generica e si riferisce alle elemosine (ṣadaqāt) del v. 58.
  • [99] ^ Il versetto mostra chiaramente che Muḥammad attribuiva alla rivelazione della nuova legge, in questo caso del rituale, un significato profondo: zakāt e ṣadaqāt hanno per obiettivo la «vicinanza di Dio» e non mirano soltanto a ridurre le diseguaglianze sociali. Le «preghiere dell’inviato» traducono la parola ṣalāt, nel senso generale di invocazioni o benedizioni; ṣalāt non è, quindi, soltanto la preghiera rituale dell’Islam. La maggioranza dei musulmani riconosce un valore reale al du‘ā, la preghiera nel senso comune del termine, distinta dall’ufficio rituale (ṣalāt), che è in grado di mitigare i decreti divini; da essa trae origine il culto dei santi nella pietà popolare.
  • [100] ^ Sugli «emigrati» e gli «ausiliari», cfr. il commento a 8:72. L’esegesi sufi vede nel fatto che «Dio è compiaciuto» di loro, e viceversa, un’allusione al riḍwān, una delle stazioni spirituali nel cammino dal mondo di quaggiù a Dio: il versetto ricorda chiaramente i vv. 20-22.
  • [101] ^ «Puniremo due volte»: in questo mondo e nell’altro, intendono i commentatori. I vv. 101-107, elencando diverse categorie di ipocriti, confermano il carattere eteroclito di questo partito (cfr. il commento al v. 67).
  • [102] ^ Per l’esegesi si tratta sempre di coloro che si sono rifiutati di partecipare alla spedizione di Tabūk. «Dio Si volga»: altro termine che, per indicare la relazione tra Dio e l’uomo, si richiama al campo semantico del cammino (cfr. il commento a 8:47). Si è parlato nel v. 20 di una prossimità di Dio, e nel v. 99 di una «vicinanza»; Dio stesso, ora, per perdonare «ritorna» (yatūbu) verso l’uomo. Il medesimo verbo è utilizzato regolarmente per il peccatore che si pente dei propri peccati (cfr. il commento a 2:37). Una parola divina riferita dal Profeta sottolinea che questa relazione è reciproca, simultanea, e che consiste in un richiamo comune tra Dio e l’uomo: «Se egli si avvicina a Me camminando, Io mi affretto verso di lui correndo».
  • [103] ^ «Un’ammenda» (ṣadaqa): i commentatori sono unanimi nell’intendere qui ṣadaqa come zakāt, l’elemosina legale, uno dei cinque obblighi religiosi. Questo e altri versetti (cfr., per esempio, 2:43) costituiscono dunque le basi dell’obbligo della zakāt nei trattati di diritto. «Per purificarli e renderli puliti»: l’arabo utilizza due termini pressoché sinonimi, ṭahhara e zakkā. La zakāt è considerata dai giuristi come un «diritto misto», cioè un debito nei confronti degli uomini, con l’obiettivo di combattere la povertà, ma anche un debito nei confronti di Dio, quindi un atto di adorazione che ha il medesimo valore della preghiera (ta‘abbud) e per questo motivo cancella i peccati passati. «Portano loro la quiete»: la preghiera del Profeta è, secondo gli esegeti, una benedizione che attira la grazia divina e la sicurezza in questo mondo, in virtù del rango di Muḥammad presso Dio; proprio come il seguito di un re, ci permette di avvicinarci a lui.
  • [104] ^ Poiché è Dio stesso che percepisce le elemosine così come accetta le preghiere, il testo assimila in un certo senso le une e alle altre. Il versetto è all’origine della credenza secondo la quale le elemosine sono una virtù espiatrice. «Dio è Colui che perdona» (tawwāb).
  • [107] ^ I vv. 107-110 alludono, secondo l’esegesi tradizionale, a un altro gruppo di ipocriti, i Banū Ghānim, i quali costruirono la moschea citata nel v. 107 su istigazione di un certo Abū ‘Amir, detto «il monaco» (al-rāhib). Si tratterebbe di un vecchio alleato del Profeta che, passato al nemico, lo combatté a Uḥud e finì per abbracciare il Cristianesimo.
    La moschea in questione («moschea per nuocere», masjidan ḍirāran) fu edificata a Medina. Abū ‘Amir e il suo clan avrebbero desiderato che il Profeta la consacrasse e sminuisse l’importanza di quella di Qubā, situata in un altro quartiere di Medina e citata nel v. 108 come masjid al-taqwā («moschea … fondata sul timore di Dio»). Secondo le stesse fonti – molto più precise del testo –, il luogo di culto di questi ipocriti sarebbe servito in realtà a tramare complotti contro Muḥammad. Al suo ritorno, quest’ultimo si astenne dal pregarvi e fece distruggere la moschea dal fuoco. Alcune ricerche recenti, tuttavia, presentano Abū ‘Amir sotto un’altra luce (cfr. Dc 421 e 485).
  • [108] ^ «Quelli che si purificano»: si invoca questo tipo di rivelazione per attribuire alla purificazione, compiuta secondo le modalità indicate dal diritto islamico, un merito particolare, anche quando non sia seguita dalla preghiera rituale. Si dice, per esempio, che certi asceti si mantenevano in stato di purità permanente.
  • [111] ^ Il Corano mira all’attuazione dei suoi comandamenti barattando la vita del mondo di quaggiù con una vita felice nell’aldilà, senza tuttavia disprezzare la prima, che è creazione di Dio.
  • [112] ^ Il versetto, che riassume felicemente l’etica religiosa del Corano e allude a quattro dei cinque pilastri del culto, non menziona il jihād, di cui si è trattato a lungo nei versetti precedenti. A fianco di quelli che lodano Dio, il testo arabo porta al-sā’iḥūn, che l’esegesi intende come coloro che «digiunano» secondo le prescrizioni giuridiche. La parola significa «coloro che viaggiano», la glossa tradizionale è verosimilmente un anacronismo; alcuni orientalisti hanno proposto di vedervi un’allusione agli asceti erranti, forse cristiani. «Ordinano il bene»: cfr. il commento al v. 67. Sui «termini di Dio», cfr. il commento al v. 97.
  • [114] ^ Cfr. 6:74 e 19:43-45. L’Antico Testamento fa anch’esso allusione all’idolatria di «Terach, padre di Abramo e padre di Nachor» (Gs 24:2).
  • [115] ^ «Da cosa guardarsi»: i commentatori intendono gli interdetti indicati da Dio. Nelle occorrenze analoghe (2:24; 3:131) l’espressione è usata anche al di là del suo senso legale, cioè il timore dell’inferno (cfr. il commento al v. 70).
  • [116] ^ Concezione di Dio come re, in quanto possessore dei cieli e della terra. L’idea ha molteplici applicazioni: i beni, lungi dall’appartenere realmente ai loro proprietari, non sono che prestiti consentiti da Dio; la terra non è che un’eredità lasciata da Dio agli uomini, o ancora, tutti gli uomini sono in realtà «poveri» (fuqarā’) e hanno bisogno di Dio perché Egli solo è ricco (ghanī).
  • [117] ^ «Nell’ora dell’avversità»: nuova allusione alle condizioni molto dure della spedizione di Tabūk (sete, fame, stanchezza e canicola; cfr. v. 120).
  • [118] ^ «I tre»: tre ausiliari medinesi che si rifiutarono di partire per Tabūk, a proposito dei quali si dice nel versetto che «la terra parve loro angusta». «Le loro anime si fecero anguste», aggiunge il testo, perché il Profeta, secondo la tradizione biografica, difese chi rivolse loro la parola e chi li frequentò.
  • [119] ^ «Chi è sincero»: nella sua fede come nei suoi impegni. Sulla «sincerità», cfr. il commento a 19:41.
  • [122] ^ Per la critica moderna, la seconda parte del versetto non sembra coerente con la prima, della quale la presente traduzione rispetta l’interpretazione tradizionale. Potrebbe darsi che «usciranno» non si riferisca a una spedizione militare. «Per ammonire la loro gente»: significa, fra altre interpretazioni, per istruirla sulle nuove rivelazioni di cui era all’oscuro durante la campagna.
  • [123] ^ «Chi Lo teme»: ciò implica in particolare, per i commentatori, che il jihād deve essere compiuto nel rispetto della legge divina.
  • [124] ^ «Questa sūra ha accresciuto la fede»: cfr. il commento a 8:2. Il versetto parla degli ipocriti.
  • [125] ^ «C’è cosa immonda» (cfr. v. 96): allusione al fatto che un rimedio (le rivelazioni, per la «malattia nel cuore» di cui soffrono) aggrava la loro situazione, poiché è l’occasione di ostinarsi nel rifiuto.
  • [126] ^ «Sono messi alla prova»: attraverso le privazioni, la fame o la guerra, secondo i commentatori.
  • [127] ^ «Qualcuno vi vede?»: la domanda sottintende che nessuno si preoccuperà di sapere se ascolterete le rivelazioni o le ignorerete, facendo quel che vi pare. Gli ipocriti pensano che nessuno conosca la loro incredulità, o che non devono rendere conto a nessuno.
  • [128] ^ Questo tipo di versetto ha incoraggiato le varie forme di devozione fervente che, nell’Islam popolare, si rivolgono sia a Dio sia al Profeta. Secondo una tradizione, il Profeta disse: «Nessuno di voi è un vero credente finché non mi amerà più di se stesso».
  • [129] ^ A volte Dio ingiunge al Profeta di combattere i miscredenti (v. 123), a volte, come in questo caso, di allontanarsi e di opporre loro una preghiera che unisca il monoteismo e l’abbandono fiducioso a Dio (cfr. il commento a 8:49).

Note di Abdur Rahman Pasquini alla Sura

  • [1] ^ Al-màsgid al-ḥarām. È il vasto cortile, al centro (circa) del quale si erge la Nobile Ka’bah e ha un perimetro quadrango­lare costituito da portici. In esso si trovano, oltre alla Nobile Ka’bah, il “muretto di lsmaele”, “la stazione di Abramo” e “la fonte di zàmzam”.
  • [2] ^ Al-màsgid al-ḥarām. È il vasto cortile, al centro (circa) del quale si erge la Nobile Ka’bah e ha un perimetro quadrango­lare costituito da portici. In esso si trovano, oltre alla Nobile Ka’bah, il “muretto di lsmaele”, “la stazione di Abramo” e “la fonte di zàmzam”.
  • [3] ^ È Masǧid al-Ḥarām la grande “piazza” al centro della quale si erge la Nobile Kà’bah.
  • [4] ^ Località a sud della Mecca dove avvenne lo scontro tra i Musulmani, reduci dalla conquista della Mecca, e le tribù del sud in spedizione punitiva contro i meccani che si erano convertiti all’Islàm. Vittoria dei Musulmani dopo alterne vicende.
  • [5] ^ Serenità, calma, tranquillità. Presenza interiore di Allàh, calma che viene da Allàh, spirito della pace.
  • [6] ^ Al-màsgid al-ḥarām. È il vasto cortile, al centro (circa) del quale si erge la Nobile Ka’bah e ha un perimetro quadrango­lare costituito da portici. In esso si trovano, oltre alla Nobile Ka’bah, il “muretto di lsmaele”, “la stazione di Abramo” e “la fonte di zàmzam”.
  • [7] ^ Termine coranico per l’imposta coranica dovuta dai non Musulmani “protetti”.
  • [8] ^ “Al-Yahūd” nel testo coranico. Seguaci del Giudaismo, che è una contraffazione della religione islamica contenuta nella Toràh, la Legge rivelata a Mosè sul Monte Sinai.
  • [9] ^ Nome coranico di un profeta dei Figli di Israele, da essi chiamato “figlio di Dio”.
  • [10] ^ In lingua coranica an-naṣāra. È il nome dei Seguaci del Messia, Gesù, figlio di Maria, da Nazaret. Erano Musulmani, in quanto, come Gesù, obbedivano al libro rivelato a Gesù (al-lngīl) e imitavano l’esempio di Gesù, come modello dell’lslàm evangelico. Con l’andar del tempo e con la sua fuoriuscita dall’ambiente monoteistico dei Figli di Israele, alla salvezza dei quali era limitata la missione di Gesù, l’lslàm evangelico si degradò nel culto idolatrico di Gesù, considerato Dio, figlio di Dio, persona di una Uni-trinità divina. Onde evitare il pericolo di equivoci abbiamo usato il termine “nazareno”, nel quale non è implicito il concetto teologico, implicito nel termine “cristiano” (colui che rende a Cristo il culto divino), di una realtà estranea all’lslàm di Gesù e dei suoi primi seguaci.
  • [11] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [12] ^ Serenità, calma, tranquillità. Presenza interiore di Allàh, calma che viene da Allàh, spirito della pace.
  • [13] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [14] ^ Elargizione super-erogatoria; il termine è usato nel Sublime Corano per Zakāh, che, invece, in presenza delle condizioni richieste, è obbligatoria.
  • [15] ^ Elargizione super-erogatoria; il termine è usato nel Sublime Corano per Zakāh, che, invece, in presenza delle condizioni richieste, è obbligatoria.
  • [16] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [17] ^ Letteralmente, gli ipocriti della Mecca, i quali fingevano di credere, ma in cuor loro non credevano.
  • [18] ^ Con l’accento sulla seconda, che deve essere pronunciata lunga. È il plurale regolare femminile della parola araba “àyah”, che significa “segno”. Si intende con la parola “àyah” una unità elementare di “Rivelazione coranica”. Quando si parla del Sublime Corano è meglio usare la parola “àyah” e “ayāt” invece delle parole “versetto” o “versetti”, per evitare il ricorso a parole che sono in uso nei riferimenti e nelle citazioni delle scritture vetero - e neo - testamentarie.
  • [19] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [20] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [21] ^ Popolazione della regione meridionale della penisola araba, destinataria del Messaggio divino portato dal profeta Hūd. In una località del ‘Hadramàut, dove ci sono rovine e iscrizioni, la tradizione araba vi colloca la tomba del profeta Hud (qàbr nabiyyi Hud).
  • [22] ^ Nome del popolo che aveva affermato la sua potenza sulla Terra dopo la distruzione degli ‘Ād. Discendevano da Thamūd, figlio di ‘Abir, figlio di Sem, figlio di Noè. Divenuti senza dio e arroganti, Allàh inviò loro il Profeta Ṣāliḥ con un segno, la cammella miracolosa, con cui essi avrebbero dovuto dividere l’acqua e che avrebbero dovuto lasciar pascolare liberamente nel loro territorio in un periodo di siccità e carestia. La sgarrettarono e Allàh li distrusse per la loro miscredenza.
  • [23] ^ Le città capovolte [Sodoma e Gomorra] dall’ira di Allàh, l’Altissimo, per la loro perversione sessuale. A esse apparteneva il profeta Lūt, che fu salvato dall’ira divina con la sua famiglia, tranne sua moglie.
  • [24] ^ Giardini del Paradiso, dove Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, collocò Adamo ed Eva.
  • [25] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [26] ^ Elargizione super-erogatoria; il termine è usato nel Sublime Corano per Zakāh, che, invece, in presenza delle condizioni richieste, è obbligatoria.
  • [27] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [28] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [29] ^ Letteralmente significa “gli emigranti” indica i Musulmani della Mecca, i quali emigrarono da essa compiendo l’egira [al-hìǧrah], per recarsi a Yàthrib, su ordine di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nel 622 dell’era volgare.
  • [30] ^ Termine che indica i Musulmani di Yàthrib, che accolsero il Profeta, dopo la sua Egira dalla Mecca [622 era volgare] e i Musulmani emigrati dalla Mecca, i muhāgirūna.
  • [31] ^ Elargizione super-erogatoria; il termine è usato nel Sublime Corano per Zakāh, che, invece, in presenza delle condizioni richieste, è obbligatoria.
  • [32] ^ Uno dei nomi con cui viene chiamato l’inferno.
  • [33] ^ È il nome del testo della Rivelazione ricevuto da Mosè, su lui la pace, sul Monte Sinai, di cui non esiste più l’originale.
  • [34] ^ È il nome coranico della Rivelazione scritta (Libro) ricevuta dal Messia (Cristo) Gesù, figlio di Maria, e avente come destinatari, solo ed esclusivamente, i figli di Israele (missione etnica). Anche quando viene tradotto il termine coranico con la parola Vangelo o Evangelo, AL-INGĪL non ha nulla a che fare con gli scritti a cui viene attualmente dato il titolo di Vangelo o Evangelo. I Musulmani credono che Allàh ha rivelato a Gesù il Libro del Vangelo (al-lngìl), ma sanno che del Vangelo originario solo pochi frammenti si trovano nei testi che attualmente vengono denominati “vangeli”. Anche se per avventura oggi dovesse essere reso di pubblico dominio il testo evangelico rivelato a Gesù, esso non avrebbe più valore normativo, poiché messo fuori corso dal Sublime Corano, che ha per destinatari tutti gli uomini.
  • [35] ^ Uno dei nomi dell’Inferno: fuoco fiammeggiante.
  • [36] ^ Letteralmente significa “gli emigranti” indica i Musulmani della Mecca, i quali emigrarono da essa compiendo l’egira [al-hìǧrah], per recarsi a Yàthrib, su ordine di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce, nel 622 dell’era volgare.
  • [37] ^ Termine che indica i Musulmani di Yàthrib, che accolsero il Profeta, dopo la sua Egira dalla Mecca [622 era volgare] e i Musulmani emigrati dalla Mecca, i muhāgirūna.
  • [38] ^ Vallata.