Islam, Sufismo e Sufi
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Khalid al-Baghdadi
Possa Allah Santificare la Sua Anima

 "Egli mi lodava, ed io lodavo Lui;
Egli mi serviva, ed io servivo Lui;
Attraverso la mia esistenza Lo affermavo;
E dalla mia determinazione Lo nego;
E’ Lui che mi conosce, quando Lo nego;
Poi Lo scopro e Lo contemplo."
Ibn 'Arabi, Fusus al-Hikam.

Egli era il Sapiente dei Sapienti e il Santo dei Santi e il Conoscitore dei Conoscitori e la Luce e la Luna Piena di questo Ordine nel suo tempo. Egli era il Custode dei Segreti delle Realtà e le Realtà dei Segreti. I suoi segreti si muovevano in ogni essere umano come l’anima si muove nel corpo. Se il Profeta  non fosse stato il Sigillo della Profezia le sue parole sarebbero state rivelazioni. Diffuse sia la conoscenza della legge Islamica che il Tasawuf. Fu un mujtahid (un’autorità giuresprudenziale) nella Legge Divina (shari`a) e nella Realtà Divina (Haqiqat). Era il Sapiente dei Santi Perfetti ed era il Santo dei Sapienti Perfetti. Ottenne tutta la conoscenza spirituale e mondana. Apprese i rami ed il tronco. Era il Centro del Cerchio dei Qutb (poli) nel suo tempo ed era il mezzo di fusione della fine con l’inizio e l’inizio con la fine.

Era il Vivificatore del Secolo 13mo del Hijra. L’Universo era orgoglioso della sua esistenza. Nacque nell’anno 1193 H./1779 DC. nel paese di Karada della città di Sulaimaniyyah in Iraq. Venne allevato ed educato in questa città, dove vi erano molte scuole e molte moschee e che era considerate la città prima nel sistema educativo del suo tempo. Par Mika'il Chis Anchit, che significa Mika'il il Santo dalle sei dita. Il suo titolo è `Uthmani perché è un discendente di Sayyidina `Uthman ibn `Affan, il terzo  khalif del Profeta . Studiò il Corano e la spiegazione dell’Imam Rafica secondo la scuola Shafi`i. Era celebre nella poesia. Quando aveva quindici anni prese l’ascetismo come suo credo, la fame come suo cavallo, la veglia come suo mezzo, il ritiro come suo amico, e l’energia come sua luce.

Era un viaggiatore nel Mondo di Dio e ottenne ogni sorta di conoscenza disponibile al suo tempo. Studiò con i due grandi sapienti del suo tempo, Sheikh `Abdul Karam al-Barzinji e Sheikh Abdur Rahim al-Barzinji, e lesse con Mullah Muhammad  `Ali . Tornò a Sulaymaniyyah e là studiò le Scienze matematiche, la filosofia e la logica. Poi giunse a Baghdad e studiò il Mukhtasar al-Muntaha fil-Usul, un’enciclopedia dei Principi di Giurisprudenza.
Poi studiò i lavori di Ibn Hajar, Suyuti, e di Haythami. Memorizzò i commenti del Corano di Baydawi. Fu in grado di trovare soluzioni persino per le questioni più difficili di Giurisprudenza. Memorizzò il Corano seguendo i quattordici modi di recitazione, e divenne celebre ovunque per questo. Il Principe Ihsan Ibrahim Pasha, governatore del Baban, cercò di convincerlo a seguire le scuole nel suo regno. Comunque, rifiutò e si spostò alla città di Sanandaj, dove studio Scienze della matematica, ingegneria, astronomia e chimica. Il suo maestro in queste discipline fu Muhammad al-Qasim as-Sanandaji. Dopo aver completato lo studio delle scienze secolari, tornò alla città di Sulaymaniyyah.

A seguito della peste del 1213 H/1798 dC., assunse il controllo della scuola del suo  Sheikh `Abdul Karam Barzinji. Insegnava le scienze moderne, verificando le più sottili equazioni di astronomia e chimica.

Poi entrò in ritiro, abbandonando tutto quel che aveva studiato, e giungendo alla porta di Allah con ogni tipo d’azione devota e molto dhikr, sia ad alta voce che silenzioso. Non andò più a far visita ai sultani, ma restò da solo o con i propri  murid, fino all’anno 1220 H./1806 dC. quando prese la decisione di fare il Pellegrinaggio e di far visita al Profeta . Abbandonò tutto e andò verso l’Hijaz attraversando le città di Mosul e Yarbikir e ar-Raha e Aleppo e Damasco, dove incontrava i suoi allievi e seguiva il proprio Sheikh, il maestro sia della conoscenza antica che moderna e l’insegnante di hadith, ash-Shaykh Muhammad al-Kuzbara. Ricevette l’autorizzazione nella Tariqat Qadiri da Sheikh al-Kuzbari e dal suo deputato, Sheikh Mustafa al-Kurdi, che viaggiò insieme a lui fino a raggiungere la città del Profeta .

Lodò il Profeta  attraverso la poesia persiana in modo da far rimanere le persone esterrefatte per la sua eloquenza. Trascorse molto tempo nella città del Profeta .

Riportò:
"Cercavo qualcuno di rara devozione, per raccogliere qualche consiglio, quando vidi uno Sheikh sul lato destro del luogo Benedetto della Tomba (Rawdatu-sh-Sharifa). Gli chiesi di darmi consiglio, il consiglio di un saggio sapiente ad un ignorante. Mi consigliò di non obiettare mentre entravo alla Mecca su questioni che potrebbero apparire contro la shari`a, ma di restare in silenzio. Raggiunsi Mecca, e rimase nel mio cuore questo consiglio, andai alla Santa Moschea la mattina presto il venerdì mattina. Mi sedetti vicino alla Ka’ba a leggere il Dala'il al-Khayrat, quando vidi un uomo con una barba nera che penzolava su una colonna e che mi guardava. Mi venne nel cuore il pensiero che l’uomo non stesse mostrando il dovuto rispetto alla Ka’ba, ma non mi espressi in alcun modo a riguardo.

"Mi guardò e mi sgridò, dicendo: ‘Oh ignorante, non sai forse che l’onore del cuore di un credente è molto di più del privilegio della Ka`ba? Perché mi critichi nel tuo cuore se do le spalle alla Ka’ba e sto innanzi a te con il volto? Non hai udito il consiglio del mio Sheikh a Medina che ti disse di non criticare?’  Mi avvicinai di corsa a lui per chiedergli il suo perdono, baciando le sue mani e i piedi e chiedendo la sua guida verso Allah. Mi disse, ‘Oh figlio mio, i tuoi tesori e le chiavi per il tuo cuore non sono da queste parti, ma in India. Il tuo Sheikh è là. Va là e ti mostrerà ciò che dovrai fare.’ Non vidi nessun’altro migliore di lui in tutto l’Haram. Non mi aveva detto dove recarmi in India, perciò feci ritorno a Sham e mi ritrovai con i suoi allievi."

Poi fece ritorno a Sulaymaniyyah e continuò i suoi insegnamenti di abnegazione. Era sempre in cerca di qualcuno che gli mostrasse la via. Alla fine, giunse a Sulaymaniyyah lo Sheikh Mawlana Mirza Rahimullah Beg al-M`aruf, noto con il nome di Muhammad ad-Darwish `Abdul `Azim al-Abadi, uno dei khalif del polo spirituale, Qutb al-A`zam, ` Abdullah ad-Dehlawi (q). Si incontrò con lui e gli porse il suo rispetto e gli chiese la guida perfetta che gli indicasse la via. Gli disse: "C’è uno Sheikh perfetto, un Sapiente e un Conoscitore, che mostra la via che conduce al Re dei Re, esperto in questa materia delicate, seguendo la Via Naqshbandi,  portando su di sé il Carattere del Profeta , una guida nel Sapere della Spiritualità. Torna con me al suo servizio a Jehanabad. Mi ha detto prima che partissi: 'Incontrerai qualcuno, portalo con te.'"

Sheikh Khalid si recò in India nel 1224 H./1809 dC. attraversando la città di Ray, poi Tehran, ed alcune province dell’Iran dove incontrò il grande sapiente Isma`il al-Kashi. Poi viaggiò verso Kharqan, Samnan, e Nisapar. Visitò il Maestro della Madre di tutte le Tariqat a Bistam, Sheikh Bayazid al-Bistami , e lo lodò sulla sua tomba con un poema persiano molto suggestivo. Poi si spostò verso Tus, dove visitò as-Sayyid al-Jalal al-Ma'nas al-Imam `Ali Rida, e lo lodò con un altro poema in persiano che lo fece accogliere da tutti i poeti di  Tus . Quindi entrò nella città di Jam e visitò ash-Sheikh Ahmad an-Namiqi al-Jami e lo lodò con un altro poema persiano. Quindi entrò nella città di Herat in Afghanistan, quindi a Kandahar, Kabul, e a Peshawar. In tutte queste città i grandi sapienti con cui si incontrava si rendevano conto della sua conoscenza nelle scienze della Legge Divina (shari`a) e della sua Consapevolezza Divina (ma`rifat), e della logica, della matematica, e dell’astronomia. Trovarono in lui un fiume enorme, colmo di conoscenza e come un oceano senza riva.

Poi si spostò a Lahore, dove si incontrò con Sheikh Thana'ullah an-Naqshbandi e chiese le sue preghiere e la sua du`a. Ricordava: "Quella notte in cui dormii a Lahore, ebbi un sogno in cui Sheikh Thana'ullah an-Naqshbandi  mi strappava con i denti. Quando mi svegliai volevo raccontargli il sogno, ma disse: 'Non dirmi il sogno, lo conosciamo già. È un segno che devi recarti dal mio fratello e Sheikh, Sayyidina `Abdullah ad-Dihlawi. L’apertura del tuo cuore avverrà per mano sua. Prenderai iniziazione nell’Ordine Naqshbandi.' Poi cominciai a sentire l’attrazione  spirituale per lo Sheikh. Lasciai Lahore, attraversando montagne e valli, foreste e deserti fino a raggiungere il sultanato di  Delhi noto come Jehanabad. Ci impiegai un anno per raggiungere la sua città. Quaranta giorni prima che arrivassi, egli disse ai suoi seguaci: 'Il mio successore sta arrivando.'"

La notte in cui entrò nella città di Jehanabad scrisse un poema in arabo in cui narrava il suo anno di viaggio e l’elogio al proprio Sheikh. Quindi lo lodò con un poema persiano che sorprese chiunque per la sua bellezza. Dette tutto quel che portava con sé e tutto ciò che aveva in tasca ai poveri. Poi venne iniziato dal suo Sheikh  `Abdullah ad-Dahlawi (q). Serviva nella zawiya (scuola-moschea) dello Sheikh e faceva rapidi progressi nella battaglia contro il proprio essere inferiore. Non erano trascorsi cinque mesi che egli divenne uno delle Persone della Presenza Divina e della Visione Divina.

Prese il permesso da Sheikh `Abdullah per far ritorno in Iraq. Lo Sheikh gli conferì l’autorità scritta in cinque tariqat.
La prima era nell’Ordine Naqshbandi, o la Catena D’Oro, argomento di questo libro. La seconda era nell’Ordine Qadiri tramite Sayyidina Ahmad al-Faruqi 's Shaykh Shah as-Sakandar e da lui a  Sayyidina `Abdul Qadir Jilani, al-Junayd, as-Sari as-Saqati, Musa al-Kazim, Ja`far as-Sadiq , Imam al-Baqir, Zain al-`Abideen, al-Husayn, al-Hasan, `Ali ibn Abi Talib, and Sayyidina Muhammad .
La terza Tariqat, as-Suhrawardiyya, segnò la sua silsila (catena) similmente alla Qadiriyya sino ad al-Junayd, che tornò indietro ad Hasan al-Basri e da lui a  Sayyidina `Ali  e al Profeta .
Gli venne anche data l’autorità nella Tariqa Kubrawiyya, che apparteneva allo stesso lignaggio  della  Qadiriyya ma tramite Sheikh Najmuddin al-Kubra.
Alla fine, gli venne conferita l’autorità nella Tariqa Chishti attraverso una linea che andava indietro da`Abdullah ad-Dahlawi e da Jan Janan a Sayyidina Ahmad al-Faruqi e poi da molti Sheikh fino a Sheikh Mawrad Chishti, Nasir Chishti, Muhammad Chishti, e da Ahmad Chishti a Ibraham ibn Adham, Fudayl ibn al-`Iyad , Hasan al-Basri, Sayyidina `Ali e al Profeta .
Gli venne data l’autorità di insegnare tutte le Scienze degli Hadith, Tafsir, Sufismo e le Pratiche Quotidiane (awrad). Memorizzò i Lobri degli Ithna `Ashari (Dodici Imam), i libri-fonte della conoscenza dei discendenti di Sayyidina `Ali.
Si spostò a Baghdad nell’anno 1228 H./1813 dC. per la seconda volta e rimase nella scuola dell’Ahsa'iyya Isfahaniyyah. La colmò della conoscenza di Allah e del Suo Ricordo. Poi qualche invidioso scrisse contro di lui al Sultano, Sa`ad Pasha, governatore di Baghdad, criticandolo. Lo accusarono di miscredenza e di altre cose irripetibili. Quando il governatore lesse la lettera, egli disse: "Se Sheikh Khalid al-Baghdadi non è un credente, allora chi è un credente?" Allontanò i suoi nemici invidiosi dal suo cospetto e li fece imprigionare.

Lo Sheikh lasciò Baghdad per un po’ di tempo e poi ci ritornò per una terza volta. Ritornò alla stessa scuola, che si rinnovò per dargli il benvenuto. Cominciò nuovamente a diffondere ogni sorta di conoscenza spirituale e celestiale. Svelò i segreti della Presenza Divina, illuminando i cuori della gente con le luci che Allah aveva dato al suo cuore, fino a che si poteva contare nel suo seguito il governatore, gli allievi, i lavoratori e gente dallo stile di vita più disparato. Baghdad al suo tempo era così famosa per la sua conoscenza, che fu chiamata, "il Luogo delle Due Conoscenze," e  "la Zona dei Due Soli." Similarmente, egli divenne noto come "l’Uomo dalle Due Ali" (dhu-l-janahayn), un’allusione alla sua completa maestria della conoscenza esteriore ed interiore. Inviò ovunque i suoi  khalif, dall’Hijaz all’Iraq, da Sham (Siria) alla  Turchia, dall’Iran all’India e alla Transoxania, per diffondere la via ai suoi precursori nell’Ordine Naqshbandi.

Ovunque andasse, la gente lo invitava a casa sua, e in qualunque casa entrasse egli portava ad essa prosperità. Un giorno visitò il Duomo della Roccia a Gerusalemme insieme a molti suoi seguaci. Raggiunse il Duomo della Roccia ed il suo khalif, `Abdullah al-Fardi, uscì per andargli incontro con un numeroso gruppo di persone. Alcuni cristiani gli chiesero di entrare nella Chiesa di Kumama per benedirla con la sua presenza. Poi continuò sulla propria strada verso al-Khalil (Hebron), la Città di Ibrahim Padre di tutti i Profeti, ed era accolto da tutte le persone. Entrò nella moschea di Ibrahim al-Khalil e prese le benedizioni di quelle mura.

Andò di nuovo all’Hijaz per far visita alla Baitullah (la Santa Ka`ba) nell’anno 1241 H/1826 DC. Una grande folla dei suoi khalifa e murid lo accompagnava. La città della Santa Moschea con tutti i suoi sapienti e santi gli venne incontro per prendere iniziazione da lui. Gli diedero le chiavi delle due Città Sante e lo considerarono Sheikh Spirituale delle Due Città Sante. Circoambulò attorno alla Casa, ma in Realtà era la Ka’ba a circoambulare attorno a lui.

Dopo il suo pellegrinaggio e la visita al Santo Profeta , fece ritorno a Shams al-Sharif (la Siria Benedetta). Era così ben rispettato dal Sultano, Mahmud Khan, che quando giunse a Sham ci fu una grande feste e 250,000 persone gli dettero il benvenuto alle porte della città. Tutti i saggi, i ministri e gli Sheikh, il ricco e il povero vennero a prendere la sua baraka (la benedizione) e a chiedere le sue preghiere. Fu un giorno di festa. I poeti decantarono le sue lodi e il ricco dette il cibo al povero. Tutti erano uguali al suo cospetto, mentre entrava in città. Vivificò la conoscenza Spirituale e quella esteriore e diffuse quella luce per cui la gente, sia arabi che non, venne e accettarono l’Ordine Naqshbandi dalle sue mani.

Negli ultimi dieci giorni di Ramadan dell’anno 1242 H./1827 DC. Decise di far visita a Quds (Gerusalemme) da Damasco. I suoi seguaci erano molto felici ed egli disse: "Alhamdulillah, lo faremo, se Allah ci concede la vita, dopo il Ramadan, all’inizio di Shawwal." Questa fu un’indicazione del fatto che avrebbe abbandonato questo mondo.

Nei primi giorni di Shawwal, la peste cominciò a diffondersi rapidamente nella città di Sham (Damasco). Uno dei suoi seguaci gli chiese di pregare per lui perché lo salvasse dalla peste, e aggiunse: "E per te anche mio Sheikh." Egli disse: "Mi sento timido davanti al mio Signore, perché la mia intenzione nel venire a Sham era quella di morire in questa Terra Santa."

Il primo a morire per la peste fu suo figlio, Bahauddin, nella notte di venerdì ed egli disse: "Alhamdulillah, questa è la nostra via," e lo seppellì sul Monte Qasiyun. Aveva solo cinque anni e qualche giorno. Quel bimbo parlava tre lingue, persiano, arabo e curdo e sapeva leggere il Corano.

Poi nel 9 di Dhul-Qada, un altro figlio, Abdur Rahman, morì. Era più grande di suo fratello di un anno. Mawlana Khalid (q) ordino ai suoi murid di riaprire la tomba per seppellire il secondo figlio. Egli disse, "Dei miei discendenti in molti moriranno."

Ordinò di scavare molte tombe per i seguaci, incluso per sua moglie e sua figlia, e ordinò di allagare l’area. Poi egli disse, "Darò l’autorità di succedermi nella tariqa Naqshbandi a Sheikh Isma`il ash-Shirwani." Egli disse questo nell’anno della sua morte, 1242 H./1827 DC.

Un giorno egli disse: "Ebbi una grande visione ieri: vidi Sayyidina `Uthman Dhun-Nurayn come se fosse morto ed io pregavo su di lui. Aprì i suoi occhi e disse: 'Questo è uno dei miei bambini.' Mi prese per mano, e mi portò dal Profeta,  e mi disse di portare tutti coloro che seguono i Naqshbandi del mio tempo e dopo il mio tempo fino al tempo del Mahdi, per benedirli. Poi venni fuori da quella visione, e pregai il Maghrib con i miei seguaci e i miei figli.

"Qualsiasi segreto io abbia posseduto, l’ho consegnato al mio deputato Isma`il ash-Shirwani. Chiunque non lo accetta, non è dei miei. Non discutete, ma siate un’unica mente e seguite l’opinione di Sheikh Isma`il. Garantisco che chi di voi accetta e lo segue sarà con me e con il Profeta ."

Ordinò loro di non piangere per conto suo e di sacrificare animali per darli ai poveri per amore di Allah e per l’onore dello Sheikh. Chiese di mandargli doni di letture dal Corano e recitazioni di preghiere. Ordinò loro di non scrivere niente sulla sua tomba tranne, "Questa è la tomba dello straniero Khalid."
Dopo l`Isha' entrò nella sua casa, chiamata la sua famiglia, li avvisò, "Morirò di Venerdì." Rimasero con lui tutta la notte. Prima del Fajr si alzò, fece l’abluzione e pregò un po’. Poi entrò nella sua stanza e disse, "Nessuno entri nella mia stanza, tranne coloro a cui è stato ordinato di farlo." Si sdraiò sul fianco destro, davanti alla Qiblah, e disse, "Sono stato abbattuto dalla peste. Porto la peste che è scesa su Damasco." Levò le sue mani e pregò, "Chiunque venga toccato dalla peste, lascia che sia io ad essere colpito e risparmia tutti in Sham."

Arrivò il giovedì e tutti i suoi khalifa entrarono. Sayyidina Isma`il ash-Shirwani gli chiese, "Come stai?" Egli disse, "Allah ha  risposto alla mia preghiera. Porterò via la peste dalla gente di Sham e solo io morirò di venerdì." Gli offrirono acqua, ma egli rifiutò e disse, " Lascio questo mondo alle spalle dietro di me per incontrare il mio Signore. Ho accettato di portare la peste e sollevare quelli di Sham che sono infetti. Morirò di venerdì."

Aprì i suoi occhi e disse, "Allahu Haqq, Allahu Haqq, Allahu Haqq," il giuramento dell’iniziazione della Tariqat Naqshbandi, e lesse le ayat 27-30 dal Capitolo del Corano al-Fajr: "Oh anima in totale riposo e soddisfazione! Torna indietro dal tuo Signore—ben voluta e ben piaciuta. Entra trai Miei Devoti! Entra nei Miei Cieli!" Poi rimise la sua anima al Signore e morì, come predetto, nel 13 del mese islamico di Dhul Qada, 1242 H./1827 DC. Lo portarono alla sua scuola e lo lavarono con acqua piena di luce. Lo coprirono, mentre recitavano lo Dhikr, specialmente Sheikh Isma`il ash-Shirwani, Sheikh Muhammad, e Sheikh Aman. Lessero il Corano attorno a lui e nella mattina lo portarono alla masjid in Yulbagha.

Sheikh Isma`il ash-Shirwani chiese a Sheikh Aman `Abdin di recitare la preghiera funeraria per lui. La moschea non era in grado di accogliere tutta la gente che vi partecipava. Si dice che più di 300,000 persone pregarono dietro di lui. Sheikh Isma`il promise a coloro che non potevano pregare nella moschea di far janaza su lui una seconda volta sulla tomba. Coloro che lo lavarono lo portarono nella tomba. Il giorno successivo, Sabato, miracolosamente la peste si arrestò a Sham e non vi furono più morti.

Mawlana Khalid passò il suo Segreto al suo successore Shaykh Isma`il ash-Shirwani


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