Islam, Sufismo e Sufi
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Nur Muhammad al-Badawani

Possa Allah Santificare la Sua Anima 

"Ascolta, Oh faqir:
ogni momento mi manca qualcosa, grande o piccolo,
e voltandomi dall’altra parte verso il mio Signore,
la trovo là davanti a me,
grazie al potere che appartiene a Colui che ode e conosce.
Osserviamo che i bisogni della gente comune
son colmati grazie all’attenzione posta ad essi,
mentre i bisogni dell’eletto si soddisfano
dal fatto stesso di distogliersi da essi e di concentrarsi su Dio.
"Colui che attraverso il ricordo di Me si distrae dalla sua richiesta,
riceverà più di coloro che chiedono." (hadith qudsi)
Mulay al-'Arabi ad-Darqawi

Egli era un discendente del Profeta (s.A.a.s.). La sua luce era alimentata dalle Stazioni Celesti. Elargì nei cuori confusi del suo tempo, pace e gioia, finché divenne l’Apparenza di ogni Favore e un Mezzo di Allah Onnipotente ed Esaltato, per ogni persona del suo tempo. Attraverso lui Dio ha rinnovato la legge Divina (shari'a) e la realtà spirituale (haqiqa), come la luna piena in una notte oscura. Quante cose della Sunna che erano state scartate vivificò e quante innovazioni rimosse?

Nacque nel 1075 H./1664 AD. Venne allevato in una casa benedetta, dissetando la sete per la conoscenza esteriore e interiore alla fontana dell’Ordine Naqshbandi fin dalla prima infanzia. Ricevette le benedizioni dei suoi Sheikh e loro furono orgogliosi del suo progresso. Continuò ad avanzare nel suo stato finché, in India, divenne una Lampada Luminosa. I visitatori che giungevano a lui da ovunque ricevevano sia le benedizioni dei suoi segreti, sia quelle dei suoi antenati. Sedette sul Trono dell’araqat seguendo il suo maestro, ed era come un faro che guidava con la sua luce tutti quelli che cercavano nella Via. Lasciò dietro le sue spalle un nome celebrato, e come potrebbe essere altrimenti quando il Profeta Muhammad  era suo antenato? Era un Ramo dell’Albero della Conoscenza Profetica e un Discendente della Famiglia Pura del Profeta. Non ci meravigliamo che sia diventato la Qiblah dei Santi e che la sua soglia divenne la mèta della gente di Dio.

Era talmente devoto da trascorrere la maggior parte del tempo a leggere e a studiare l’adab (etica e carattere) del Profeta e il carattere e la buona condotta dei santi. La sua stretta adesione alla Forma e l’Intento del Profeta in tutte le sue azioni è illustrato dal seguente avvenimento. Un giorno entrò in bagno con il suo piede destro, contrariamente alla prescrizione del Profeta. Di conseguenza restò con l’essere costipato per tre giorni, poiché aveva deviato dalla proprietà della Sunna con quel singolo passo. Chiese perdono ad Allah, e Allah lo sollevò dal suo malessere.

Cominciò la sua vita in uno stato di Auto-Annullamento. Restò in quello stato per quindici anni. In questo periodo era sempre in questa condizione di Auto-Annullamento, e non vi usciva mai, tranne che nelle preghiere rituali. Quando doveva pregare, tornava alla presenza di sé stesso e faceva la preghiera. Poi tornava a quello stato. Faceva attenzione a mangiare solo del guadagno ottenuto  con il sudore della sua fronte. Mangiava solo pane cotto da solo. Passava tutto il tempo in meditazione e in contemplazione. Quando il pane finiva, ne preparava dell’altro, poi tornava alla contemplazione e alla meditazione. Dalla sua eccessiva contemplazione, la sua schiena si incurvò. Restò  al servizio del suo Sheikh per molti anni. Servì anche  Sheik Muhammad Muhsin, figlio del grande narratore di hadith del suo tempo, Sheik 'Abdul Haqq, uno dei  khalif di Muhammad Ma'sum (q), finché per mezzo del suo servizio, raggiunse un alto stato di perfezione.

Era solito dire, "Per i trenta anni passati il pensiero ‘Come faro a vivere’ non è mai giunto nel mio cuore. Il problema dell’approvvigionamento non mi sopravvenne mai, ma mangiavo quando ne sentivo il bisogno." Non mangiò mai il cibo di un orgoglioso. Diceva, "Il cibo della gente ricca e orgogliosa contiene oscurità."

Se prendeva un libro in prestito, lo leggeva in tre giorni, perché diceva, "Il riflesso dell’oscurità e dell’ignoranza del possessore del libro si rifletterebbe su di me." Era molto attento in tali questioni. Il suo khalif, Sayyidina Habibullah (q), piangeva nel ricordarlo, e riporterà ai suoi seguaci, "Non avete mai visto quel santo. Se foste vissuti nel suo tempo questo avrebbe rinnovato la vostra fede nel potere di Allah che ha creato una tale persona."

Sayyidina Habibullah diceva anche, "Le visioni di Sheikh Nur Muhammad al-Badawani erano estremamente dettagliate e incredibilmente precise. Vedeva nel cuore meglio di quello che si potesse vedere con gli occhi. Mi disse una volta quando ero al suo cospetto, 'Oh figlio mio, vedo in te le tracce dell’adulterio. Che cos’hai fatto oggi?' Dissi, 'Oh mio Sheikh mentre giungevo da te, i miei occhi hanno osservato una donna per strada.' Egli disse, 'la prossima volta fa attenzione a proteggere i tuoi occhi.'"

Sheikh Habibullah disse, "Una volta per strada mentre andavo dallo Sheikh, vidi un alcolizzato. Arrivato dallo Sheikh, egli mi disse,  'Vedo in te le tracce dell’alcol.' Mi resi conto da ciò che tutto in questa vita è riflesso da una persona all’altra ed il carattere di una persona è riflesso dall’altra. Questo è il motivo per cui è bene mantenersi molto puliti in ogni momento e restare in compagnia della gente di Allah.

Sheikh Habibullah disse: "Un giorno una signora venne da lui e disse, 'Oh mio Sheikh, un essere spirituale (jinn) ha rapito mia figlia ed ho provato a farla tornare in tutti i modi, ma non ci sono riuscita.' Meditò sulla questione per circa un’ora. Poi egli disse, 'Tua figlia tornerà domani all’ora della preghiera pomeridiana, adesso va a riposare.' La signora disse: 'Ero talmente agitata nell’attendere questo momento, in cui mia figlia sarebbe apparsa, che riuscii a riposare con difficoltà. Nel momento preciso menzionato dallo Sheikh, seniti bussare alla porta ed entrò mia figlia. Le chiesi cos’era avvenuto. Mi disse,  'Sono stata rapita e condotta nel deserto da un jinn. Mi trovavo là, quando proprio adesso giunse da me uno Sheikh e prendendomi per mano mi ha portata qui.'"

Morì nell’anno 1135 H./1722-23 DC. Passò il segreto dell’Ordine al suo successore, ash-Sheikh Shamsuddin  Habibullah Jan-i-Janan al-Mazhar (q).


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