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Abul `Abbas, al-Khidr
Su di lui siano le benedizioni e la Pace di Allah

"Chiunque entri nella Via senza una guida ci impiegherà un centinaio di anni a fare un viaggio di due giorni.
Il Profeta disse,
'In questa Via, non hai compagno più fedele del tuo lavoro.’
Come possano questo lavoro e questi guadagni sulla via della giustizia essere compiuti senza un maestro, oh padre?
Potreste svolgere l’attività più insignificante nel mondo
senza la guida di un maestro?
Chiunque intraprenda una professione senza un maestro diventa lo zimbello della città o del paese.”
Rumi, Mathnavi

Abul `Abbas è Khidr alehi s-Salaam, di cui Allah menzionò nel Santo Corano  [18:65] come il servitore di Allah che si incontrò con il Profeta Mosè alehi s-Salaam. Lui preservò e mantenne la Realtà della Catena D’Oro affinché il prossimo anello nella Catena, `Abdul Khaliq, potesse raggiungere la stazione predestinata.

L’Imam Bukhari riporta nel Libro dei Profeti  che il Profeta  disse, "Al-Khidr ('l’Uomo Verde') era così chiamato perché una volta sedeva su una terra arida e bianca, dopo ciò questa terra diventò di un verde lussureggiante di vegetazione."

L’importante ruolo di Khidr come murshid (iniziatore) di santi possano essere illustrato dall’importanza del suo ruolo come il murshid dei profeti, in particolare del Profeta Mosè alehi s-Salaam. Mosè era un profeta molto potente, uno dei cinque più grandi che Allah ha inviato a questo mondo: Noè, Abramo, Mosè, Gesù, e Muhammad, Pace e benedizioni su di loro. Nonostante l’elevata sapienza di Mosé, Allah fece in modo che egli avesse bisogno di Khidr, pur non essendo Khidr un profeta. Questo è per insegnarci, come Allah disse nel Santo Corano, che sopra ogni sapiente, ce n’è un altro sopra di lui (Yusuf, 76).

La storia di Mosè che incontra Khidr è riportata nella Surat al-Kahf (65-82) e riporta ciò: Mosè e il suo servitore trovarono uno dei servitori di Allah che Allah ha onorato in modo unico e che ha istruito con la conoscenza dalla Sua Propria Presenza. Mosè gli disse, "Vorrei accompagnarti.” Rispose: "Non posso lasciare che tu ti abbassi ad accompagnarmi." Mosè fu stupito e insistette che era in grado di farlo. Khidr disse: "Non puoi, ma se lo farai, non chiedermi spiegazioni su quello che faccio, non importa quel che vedi fare. Solo a questa condizione potrai seguirmi;ma se vorrai farmi domande, non seguirmi.” Ciò significava che Khidr stava per fare qualcosa che Mosè non avrebbe capito, pur essendo Messaggero di una grande religione. Necessitava che Khidr gli insegnasse qualcosa.

Presero una barca e attraversarono il Fiume di Tiberiade in Palestina. Una volta raggiunta la metà del fiume, Khidr fece un buco nella barca, per farla affondare. Mosè non fu in grado di restare in silenzio, e disse: "Perché hai fatto un atto talmente infantile? Quella gente ti ha dato la barca e tu la rovini?” Khidr rispose: "Non ti avevo detto che non eri in grado di stare con me?” Mosè non aveva ancora compreso, pur essendo un profeta e potesse leggere i cuori, che c’era qualcosa che non conosceva. Proseguirono e trovarono un giovane. Non appena lo videro, Khidr lo uccise. Mosè disse: “Che stai facendo? Fai affondare una barca, e adesso uccidi un ragazzo? Questo è contro ogni legge!” Nuovamente Khidr disse: “Non ti avevo detto che non avresti potuto accompagnarmi?La terza volta che mi interrogherai, le nostre strade si separeranno.” Quindi raggiunsero una città dove chiesero del cibo. Nessuno gli diede alcunché e li scacciarono. Sulla loro strada, trovarono un muro che stava per crollare. Khidr si mise a ricostruirlo e lo rinsaldò. Mosè chiese: “Perché lo hai fatto? Nessuno ha accettato di ospitarci in questa città, tuttavia ti metti a rinsaldare il loro muro?” Khidr disse: “è arrivato il momento di separarci, dato che non comprendi la saggezza di quel che faccio.”

"Oh Mosè, quel che facciamo è ciò che Allah ci dice di fare. Per prima cosa ho fatto affondare questa barca, dato che c’è un tiranno che sequestra ogni barca ai poveri in questa parte della città. Per non far perdere la barca a questa gente, l’ho fatta affondare. Quel tiranno morirà domani, e domani potranno recuperare la barca e usarla con sicurezza. Poi ho ucciso il ragazzo dato che Allah non voleva accadesse ciò che quel ragazzo avrebbe causato ai suoi genitori che credono in te, di farli sfuggire dalla loro religione. Allah darà loro figli migliori di questo. Ho costruito il muro cha apparteneva ad un uomo che fu in vita molto generoso con i poveri . Una volta deceduto, lasciò un tesoro sepolto sotto il muro, per questi due orfani. Se il muro fosse crolalto, la gente avrebbe visto il tesoro e lo avrebbe preso. L'ho risistemato perchè i due bambini possano ricevere più tardi il loro tesoro. Non avevi compreso la saggezza di Dio."

Questo fu come Mosè, con tutto l'onore elargito da Dio su di lui, si ritrovò ignorante al cospetto del Khidr. Come possiamo noi, che conosciamo così poco, paragonandosi a Mosè, considerarsi saggi in un certo qual modo, quando anche Mosé, con tutta la sua conoscenza alla Presenza Divina, non fu in grado di comprendere certe cose? Questa è una lezione di umiltà per gli esseri umani, ed in particolari per gli studiosi e i capi religiosi: "Non vale la pena nemmeno di menzionare la tua conoscenza. Vi sono persone che conoscono molto più di te. Per quanto potresti elevarti o approfondire nel viaggio nella conoscenza, c'è una profondità più profonda ed un'altezza più elevata di quella in cui ti trovi."

Quello è il motivo per cui, quando qualcuno si siede a dare consigli, lo devo fare in totale umiltà e rispetto per chi ascolta. Non può considerare sé stesso più alto di loro, altrimenti questa luce non raggiungerà mai i loro cuori. Questo spiega anche la necessità di una guida, come mostrato dalla Guda delle guide stessa, il Profeta , quando scelse Jibril alehi s-Salaam come guida per la Rivelazione, e quando prese una guida per viaggiare verso Medina.

Questo è come Ibn `Arabi (q)  Fusus  al-hikam spiega i tre atti e di Khidr alehi s-Salaam testimoniati da Musa alehi s-Salaam:

"Mosè fu testato da molte esperienze [20:41] il primo dei quail fu l’assassinio dell’ Egiziano [28:14-15], un atto commesso per impluso Divino e con l’approvazione di Dio nella propria interiorità, senza comunque senza interpretarlo: comunque non provò afflizione nella sua anima per aver ucciso l’Egiziano, pur non sentendosi soggetto di una rivelazione. Dato che tutti i profeto sono interiormente preservati dal peccato senza esserne coscienti di ciò, anche prima di avvertirne l’ispirazione.

"E’ per quella ragione che al-Khidr gli mostrò la morte del ragazzo, un’azione per cui Mosè lo rimproverò, senza ricordarsi del proprio omicidio dell’Egiziano, pertanto al-Khidr gli disse: 'Non l’ho fatto di mia iniziativa,’ richiamando così lo stato di Mosè in cui si ritrovò dato che ignorava di  essere totalmente preservato da ogni azione contraria all’ordine Divino.

"Gli mostrò anche l’affondamento della barca, fatto apparentemente per danneggiare le persone, ma che possedeva, comunque, il significato celato di volerli salvare dalle mani di un ‘uomo violento ’. Mostrò ciò a lui, come analogia con l’arca in cui Mosè fu nascosto quando fu gettato nel Nilo; apparentemente questo atto sembrava fatto per distruggerlo, ma il significato più profondo era volerlo salvare. Lo stesso, sua madre fece questo perché temeva ‘l’uomo violento ’, in questo caso il Faraone, per non fargli uccidere crudelmente il bambino”

"Mosè giunse poi a Madyan, la incontrò le due ragazze e per loro attinse acqua dal pozzo, senza chiedere una ricompensa. Poi egli ‘si ritirò nell’ombra’, cioè sotto l’ombra Divina, e disse: “Oh mio Signore, sono povero  riguardo alle benedizioni che hai elargito su di me ‘ ; egli attribuì quindi a Dio soltanto l’essenza del bene che egli aveva compiuto e si qualificò come povero (faqir) verso Dio. Fu per questa ragione che al-Khidr ricostruì davanti a lui il muro crollato senza chiedere ricompensa per il suo lavoro, per cui Mosè  lo ammonì, affinché Khidr gli ricordasse della sua azione di aver attinto l’acqua senza domandar ricompensa, ea anche di alter cose, non menzionate nel Corano; così che il Messaggero di Dio – possa Dio benedirlo e dargli pace! --- si rammaricò del fatto che Mosè non fosse restato in silenzio e non fosse rimasto con al-Khidr così che Dio potesse raccontargli di più delle loro azioni.”

Dei detti di Khidr a Sahl at-Tustari (q) secondo Ibn `Arabi:

"Allah creò la Luce di Muhammad  dalla Sua Luce… Questa Luce permase innanzi ad Allah per 100,000 anni. Allah diresse il Suo Sguardo su di essa 70,000 volte ogni giorno e notte, aggiugendole nuova luce dalla Sua Luce ogni volta. Poi, da quella Luce, Egli creò tutta la creazione.”

Quando il Profeta abbandonò questo mondo e giunse la compassione, udirono una voce dall’angolo della casa che recitava, “Pace, misericordia e benedizioni di Dio cadono su di voi, membri della Famiglia del Profeta !" `Ali (r) poi chiese se sapevano di chi si trattasse, e disse che era  Khidr alehi s-Salaam. Bayhaqi lo trasmise nel Dala'il an-Nubuwwa.

Lo segue nella silsilah `Abdul Khaliq al-Ghujdawani


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