Islam, Sufismo e Sufi
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Glossario dei termini arabi,
cenni biografici.

Abdâl o Budâla

Il "sostituto" o il "ricambiato". I quaranta Santi nascosti di Damasco che hanno elevate posizioni nella gerarchia spirituale. Quando la gente della Siria fu menzionata in presenza di ‘Alî (R.a.) qualcuno disse: "Maledicili, Comandante dei fedeli." Egli si rifiutò dicendo che aveva sentito dire dal Profeta Muhammad (s.A.'a.s.): "Gli Abdâl saranno in Siria e ogni qualvolta ne muore uno, Allah ne metterà un altro al suo posto. Per la loro virtù cadrà la pioggia, per tramite si otterrà l’aiuto contro il nemico, per tramite loro le afflizioni verranno risparmiate ai Siriani."

Abdul Qâder Gilâni (Q.s.)

Nato nel 470 dopo l’Hijra (a.H.) (1077 d.C.). Morto 561 a.h. (1166 d.C.)

Conosciuto come "la rosa di Baghdâd", nacque a Naif nel distretto persiano di Gilân. Era un discendente del Profeta Muhammad (s.A.'a.s.). Sua madre discendeva dal nipote di Muhammad (s.A.'a.s.), Hussein e suo padre da Hassan (R.a.). Il fondatore della Tarîqa Qadiriya è uno dei più rinomati Sufi di tutti i tempi, rispettato anche da studiosi esternalisti data la sua grande conoscenza e pietà. Allah Onnipotente gli concesse molti miracoli (karâmat). La più famosa raccolta dei suoi discorsi, attuali ancora oggi, è chiamata: Le rivelazioni dell’invisibile (Futûh al Ghâib).
Shaikh Nazim é suo discendente da parte di padre (e discendente di Jalaluddin Rumi da parte di madre).

Abdul Wahhâb as-Sharâni (Q.s.)

Fu un grande Sufi e studioso Egiziano, autore di numerosi lavori. Tra l’altro una compilazione di Fiqh (giurisprudenza) delle 4 scuole della legge (Mizân-ash-Sharâni) come pure trattati di conoscenza Sufi, uno dei quali si chiama "Lo Zolfo Rosso" (Kîbrit- al-Âhmar). Morì nel 973 a.h.

Abu Bakr as-Siddîq (R.a.)

Il più eccellente fra gli uomini dopo i profeti. Nato nel 53 prima del Hijra (570 d.C.). Morì nel 12 a.h. (633 d.C.). Primo Khalîfa del Profeta Muhammad (s.A.'a.s.), erede degli insegnamenti esoterici trasmessi al suo cuore nella grotta di Thâur ove egli ed il Profeta (s.A.'a.s.) si rifugiarono dai potenziali assassini Qurâish che li perseguivano. Allah ordinò ad un ragno di tessere la sua tela all’entrata, ciò convinse gli inseguitori che nessuno vi era entrato. In seguito a questo incidente è menzionato nel Sacro Corano come "il secondo dei due".

Il Profeta (s.A.'a.s.) durante l'Hijra (migrazione) nella caverna di Thaur pose la mano sul suo cuore e riversò la conoscenza che Allah gli aveva dato nel cuore di Abu Bakr as-Siddîq (R.a.). Questo è quanto viene detto nella Tradizione:

"Tutto ciò che Allah ha messo nel mio cuore, io l'ho versato nel cuore di Abu Bakr as-Siddîq."

Quando i Compagni chiedevano a Rasulullah (s.A.'a.s.) chi fosse il migliore fra di loro, lui diceva Abu Bakr (R.a.). Se lui (s.A.'a.s.) era assente o infermo faceva condurre la preghiera da Abu Bakr (R.a.)

Il Profeta (s.A.'a.s.) diceva riguardo ad Abu Bakr (R.a.): "Egli era uno che é morto prima di morire." Fra tutti i compagni, perché fu Abu Bakr (R.a.) a realizzare questo? Poiché egli aveva lasciato assolutamente tutti i suoi desideri alle sue spalle, così che non era rimasto nulla di essi al cospetto del suo Signore e del suo Profeta (s.A.'a.s.). Egli era come un uomo morto che non ha alcun desiderio per questa vita. Quando raggiunse questo stato, egli era come un ombra del Profeta (s.A.'a.s.) e non potete trovare un ombra che non sia completamente d’accordo col suo originale; fino a questo livello assoluto Abu Bakr (R.a.) non lasciò mai la Via del Profeta (s.A.'a.s.). Grazie a questa qualità, Abu Bakr (R.a.) divenne degno di fiducia sotto tutti gli aspetti ed il Profeta (s.A.'a.s.) poté trasferire molte conoscenze nel suo cuore. Il Profeta (s.A.'a.s.) sapeva che Abu Bakr (R.a.) non avrebbe fatto nulla contro il suo desiderio o il suo volere, così, nelle gerarchie spirituali, Abu Bakr (R.a.) è il più alto di tutti i compagni del Profeta (s.A.'a.s.)

Al momento della morte del Profeta, Abu Bakr si trovava fuori città. Rientrato a Medina, prese in mano la situazione con lucidità e fermezza. Il suo discorso nella moschea scosse profondamente i fedeli. Dopo aver reso lode a Dio, disse con fermezza: "O gente, per chi voleva adorare Muhammad, invero Muhammad è morto; per chi voleva adorare Dio, invero Dio è Vivente e non muore"

Ai musulmani si presentò il problema di stabilire il successore. Abu Bakr era stato il compagno più vicino al Profeta e aveva guidato la preghiera quando questi era in vita. ’Umar, davanti ai musulmani riuniti, prese allora la mano di Abu Bakr e gli giurò fedeltà, seguito da tutti i presenti.

Abu Yazîd al Bistâmi (Q.s.)

Nato nel 186 a.h. (800 d.C.) Morì nel 260 a.h. (874-877 d.C.). Conosciuto anche come Bayazîd e Tayfûr, nacque nel nord est della Persia, nipote di un Zoroastriano. Una delle figure di spicco nella storia Sufi. Vi sono molti aneddoti e detti meravigliosi che sono menzionati nel Tadhkîrat-ul-Auliyâ di Fariduddîn ‘Attâr (Q.s.). Fu uno dei primi maestri Naqshbandi, famoso per i suoi molti miracoli ed i suoi detti sorprendenti.

Adâb

Buone maniere, il modo corretto di comportarsi, il rispetto dei sentimenti altrui e come trattare con gli altri. Come essere rispettosi nei confronti di Allah Onnipotente, ed avere una giusta attitudine nella relazione con Lui, ciò è l’essenza degli insegnamenti del Profeta Muhammad (s.A.'a.s.). Tutto ciò che tocca questo soggetto sia in conoscenza o saggezza viene detto "Adâb".

Ad Dunya wa ahluhu

Questo basso mondo e i suoi "devoti". Il fascino elusivo del mondo e coloro che ne sono attratti, così che nulla è più importante per loro. Costoro farebbero di tutto pur di accrescere ed ammassare dei suoi tesori. Non conoscono vergogna e niente li ferma nell’assicurarsi il controllo, non solo di ciò che è giustamente loro, ma anche di ciò che appartiene ad altri. Sayyidina ‘Alî (R.a.) disse: "Questo basso mondo è una carogna e chi cerca di divorarlo è come un cane." L’amore per questo mondo è la radice di tutti i mali.

Adhân

La chiamata alla preghiera, detta a voce alta dal minareto della moschea cinque volte al giorno e così dice: Allah è il più grande, attesto che non vi è dio se non l’unico vero Dio. Attesto che Muhammad (s.A.'a.s.) è il messaggero di Allah. Venite a pregare, venite al successo, Allah è il più grande, non vi è dio se non Iddio.

Ahl-ul-Haqq

La gente della verità. Si riferisce a quelle sante persone che possono percepire l’assoluta verità nelle azioni, persone o affermazioni. Coloro che vanno al "nocciolo della questione" e sono interessati alla verità essenziale più che alle manifestazioni parziali di essa o ai veli che la ricoprono. I tre livelli di comprensione sono detti: Sharîah (la Legge), Tarîqa (la Via), Haqîqa ( la Verità Assoluta).

Ahliyya

Competenza, idoneità, convenienza, qualifica. L’abilità predestinata per compiere ciò che si deve nella vita.

Âkram al-Akramîn

Il più Generoso dei Generosi, attributo di Allah Onnipotente.

‘Alî ibn Abi Tâlib (R.a.)

Nato nel 30 prima del hijra (592 d.C.). Assassinato nel 40 a.h. (662 d.C.). Cugino del Profeta (s.A.'a.s.) e marito di sua figlia Fatima (R.a.). Quarto ed ultimo dei Khalîfa ben guidati. Erede dell’esoterismo islamico, iniziatore e Sheikh di quaranta Tarîqat Sufi. Famoso per la sua santità, la sua brillante mente, la sua vita ascetica, la sua abilità e la sua forza ed onestà in battaglia.

Allah

IddDio, L’unico, non ha partners o eguali né in cielo né in terra. Il Creatore di tutto, che non è mai nato, né mai morirà, che non conosce né fatica né pigrizia. È a conoscenza di tutto ciò che accade nel cielo e in terra, anche il movimento del più piccolo insetto in una notte oscura. Egli è con noi ovunque andiamo, niente gli può essere nascosto. Egli ha creato tutto solo per essere adorato ed ha comandato alle Sue creature di seguire coloro che si sono rivolti a Lui con amore (Profeti e Santi), così da perfezionare la loro obbedienza e servitù a Lui solo. Egli è il più Misericordioso dei Misericordiosi e nessuno può misurare o paragonare ad altri la Sua misericordia e la Sua pazienza. Egli inviò il Suo Amato Servo Muhammad (s.A.'a.s.) al mondo come canale per la sua Misericordia Divina. Così che coloro sono attenti al richiamo possano uscire dall’oscurità dell’ignoranza e dalla sofferenza, per immettersi sulla via che li porterà alla soddisfazione ed alla purezza in questa vita e ad un gradino di vicinanza con il loro Signore nell’aldilà.

Al-Mahdi (a.S.)

Il Benguidato. Un uomo della discendenza del Profeta Muhammad (s.A.'a.s.) che apparirà alla fine dei tempi per combattere i nemici della fede e preparare la via alla venuta di Gesù Cristo (a.S.). L’Imam al-Mahdi (a.S.) sarà dotato di poteri miracolosi con i quali compirà la sua grande missione. Governerà il mondo per sette anni. Apparirà dopo tre mesi dallo scoppio della Grande Guerra. Uno dei suoi miracoli sarà che al pronunciare "Allahu Akbar" (Dio è il più Grande) tre volte, tutta la tecnologia elettrica ed elettronica cesserà di funzionare (e con questo ogni tipo di armamento moderno).

"Inna an-nâfsa la ammâratun bis-sû"

"In verità l’anima umana (nafs) è certamente incline al male".

(Corano 12,53).

La parte più bassa dell’ego ci comanda il male. Il Profeta (s.A.'a.s.) disse: "Siete ritornati dalla Piccola Guerra Santa (che si combatte sui campi di battaglia) ed ora è tempo per la Grande Guerra Santa, la guerra contro il vostro più gran nemico, l’io inferiore che si trova tra le vostre due parti.

An nafs-ul-lawwâmah

L’io che si autoaccusa. Quando una persona segue i suoi più bassi istinti sotto il controllo assoluto del nafs ul ammarah bis-sû, agisce come una bestia, ma l’innata fede insita nella natura umana può fargli sentire disgusto per se stesso per le cattive azioni che ha commesso e per la distruttività che porta a se stesso ed agli altri. Quando sente questi "rimorsi della coscienza", significa che il suo io accusatore è in azione e fa sì che si veda e ci si vergogni per ciò che si fa. Il risultato di questo risveglio dell’io è l’inizio di un conflitto fra di lui e l’io inferiore: o si seguiranno le ispirazioni dell’io critico e gradatamente si conquisterà l’io inferiore seguendo una via virtuosa e chiedendo ad Allah perdono per i propri peccati, o si cercherà di ignorare la voce della coscienza e ostinatamente si seguirà la lussuria che ci porterà in una caduta sempre più profonda nella depravazione accompagnata da disperazione, amarezza e cinismo.

Aqîba

Fine. Conseguenza, l’effetto delle proprie azioni.

Ârham ar-Rahimîn

Il più Misericordioso dei Misericordiosi. Riferito ad Allah Onnipotente.

Awliyâ (plurale di Wali)

Amici di Allah, Santi.

‘Ayn al yaqîn

L’occhio della certezza. La visione penetrante degli Awliyâ che permette loro di vedere la Verità.

Bârakat

Benedizione, bene abbondante e continuo di prosperità e buona fortuna. "Un’emanazione spirituale", un bene impalpabile che fluisce dai Profeti e dai Santi e permea luoghi ed oggetti (tombe, luoghi di pellegrinaggio).

Barzâkh

Intervallo, pausa, ostruzione, partizione, istmo. Il Sacro Corano dice dei morti: "E innanzi a loro c’è un "Barzâkh", sino al giorno della risurrezione". Ed anche: "E tra loro c’è un Barzâkh che non possono oltrepassare". Il Barzâkh è il mondo in cui i morti esistono nell’attesa di essere chiamati dalle tombe. Il credo islamico ci insegna che questo periodo non è necessariamente di incoscienza, ma piuttosto una visione anticipata di ciò che ci aspetterà come ricompensa o punizione Divina più tardi. Questo è un luogo ove le ripercussioni delle nostre azioni terrene si faranno sentire. I Profeti ed i Santi non solo sono coscienti in quel tempo, ma sono anche consapevoli delle condizioni del mondo, possono avere contatti con i viventi, in special modo con i loro successori e coloro che seguono la loro via e li amano. Il Profeta (s.A.'a.s.) disse che egli è consapevole di chiunque visita la sua tomba e lo saluta, e ritorna loro il suo saluto e che costoro beneficeranno della Sua intercessione nel Giorno del Giudizio.

"Io (sarò) vivo e fresco nella tomba, a chi mi saluterà gli ritornerò il saluto."

( Suyuti ed altri )

Il Sacro Corano dice: "Non crediate che coloro che sono morti per la causa di Allah siano morti; no, essi sono vivi e ricevono sostegno dal loro Signore. Contenti di ciò che il Signore ha elargito su di loro. Si compiacciono per quelli che ancora non li hanno raggiunti, poiché chi li seguirà non ha motivo di temere o di addolorarsi." Questo verso si riferisce non solo a chi è morto sul campo di battaglia, ma anche a chi uccide il proprio ego in quel che il Profeta (s.A.'a.s.) ha definito "La Grande Guerra Santa", o la Guerra contro il basso ego.

Dajjâl

L’Anti-Cristo. Che Allah ci protegga dal cadere vittime dei suoi trucchi. Egli comparirà alla fine dei tempi, dopo la Grande Guerra, nell’epoca di Sayyidina al-Mahdi (a.S.), che non avrà comunque il potere di uccidere il Dajjâl. Quel potere Allah Onnipotente lo ha dato a Gesù Cristo (a.S.) che in quel tempo scenderà dal cielo; darà battaglia e ucciderà il Dajjâl in un luogo a nord di Damasco. Dajjâl ingannerà la gente coi miracoli che Allah gli darà per far sì che i fuorviati e coloro il cui cuore è impuro si allontanino ancora di più. Dajjâl annaffierà il seme del male col suo carisma e i suoi miracoli travianti (istidrâj). Egli pretenderà di essere muslim ma guiderà la gente a tutto ciò a cui l’Islam si oppone. Secondo il Santo Profeta (s.A.'a.s.), Dajjâl non potrà entrare nella Città Santa di Medina, perciò 70000 munâfiq (ipocriti) ne usciranno per raggiungerlo e unirsi a lui. Dajjâl sarà di grande statura ed avrà un occhio difettoso. Il Profeta (s.A.'a.s.) disse anche che prima della sua venuta appariranno numerosi piccoli Dajjâl per traviare la gente.

Dervish

Un seguace maturo della via Sufi il cui cuore è fermamente ancorato nel ricordo di Allah, che né il vendere né il comprare lo distoglie dalla sua risoluzione interiore (cfr. Corano 24,37). Nella tradizione il Dervish è frequentemente visto come una persona che vive mestamente o come un girovago religioso, o eremita, senza ambizioni per gli affari. Queste sono solo descrizioni esteriori che possono variare con l’andare del tempo. È lo stato interiore che rende l’uomo un Dervish, non i suoi abiti né la sua condotta.

Dhat

L’essere, l’essenza divina. Nell’uomo, l’immutabile e puro io spirituale che proviene da Allah e che è sempre in Sua Presenza, che non è mai toccato dalle cattive azioni dell’ego inferiore.

Du’â

Forma di supplica distinta dalla preghiera rituale (salât). Durante il Du’â si può chiedere ciò che si vuole ad Allah, in qualsiasi lingua.

Fard

Dovere religioso obbligatorio come il pregare cinque volte al giorno, il digiuno nel mese di Ramadhân e il pagare la tassa ai poveri (Zakât).

Fâtima (R.a.)

La figlia del Profeta Muhammad(s.A.'a.s.), moglie di Sayyidina ‘Alî (R.a.), cugino del Profeta (s.A.'a.s.). Famosa per la sua pietà e per l’amore che avevano per lei sia il Profeta (s.A.'a.s.) che ‘Alî (R.a.). Il Profeta (s.A.'a.s.) disse che molti uomini raggiunsero la perfezione spirituale ma solo quattro donne arrivarono a quei livelli. Âsya (R.a.), moglie del Faraone (che segretamente credette a Mosè (a.S.)). Mariam (R.a.), la madre di Gesù Cristo (a.S.), Khadijah (R.a.), la sua prima moglie e Fatima (R.a.), sua figlia. Morì sei mesi dopo la scomparsa del Profeta (s.A.'a.s.). Prima della sua morte il Profeta (s.A.'a.s.) le diede la buona novella che presto si sarebbero ritrovati in paradiso.

Fiqh

Comprensione, intuito, il capire. Si riferisce alla totale comprensione della religione islamica in particolar modo alle sue leggi e alla loro applicazione quotidiana. Dato che l’Islam è di guida in ogni aspetto della vita umana, il fiqh non si limita al culto ma anche al commercio, alla carità, al matrimonio e al divorzio, al nutrirsi ed anche al dormire in accordo con le raccomandazioni di Allah (nel Corano) e del Profeta (s.A.'a.s.) (nelle Hadîth) trasformando così quelle attività con effetto pratico in atti di adorazione. Ogni Muslim sunnita dovrebbe seguire uno dei quattro grandi Imam della scienza del Fiqh che vissero tutti tra le due e le quattro generazioni dopo quella del Profeta (s.A.'a.s.). Essi ottennero un grado elevato ed una speciale distinzione tra i membri della nazione rendendo un grande servizio "traducendo" (compilando) il vasto numero di informazioni contenute nel Sacro Corano e nelle Hadîth, in codici di facile comprensione, che formano il corpo delle rispettive "scuole giuridiche". Questi Imam eccezionalmente sinceri e dotati dedicarono tutta la loro vita a questa impresa. Dovettero investigare con gran cautela nell’enorme volume d’informazioni, a volte contraddittorie, riguardo alla vita del Profeta (s.A.'a.s.) ed alle pratiche ed in situazioni particolari riferirsi ad analogie e similitudini con eventi successi durante la vita del Profeta (s.A.'a.s.) (Qiyâs). I risultati dei loro sforzi hanno prodotto quattro metodi distinti che differiscono leggermente in certi argomenti, ma che sono in totale armonia per quanto riguarda le credenze basilari (aqîda) e le pratiche poiché questi argomenti sono stati chiaramente enunciati dal Sacro Corano e dal Profeta (s.A.'a.s.), senza possibilità di confusione o disaccordo sul loro soggetto da parte degli Imam ben guidati. Così possiamo vedere che, a parte qualche differenza minore, ognuno dei quattro Imam aveva il più gran rispetto verso gli altri e considerava il suo predecessore come suo maestro. Questi quattro Imam: Imam Mâlik, Imam Abu Hanîfa, Imam Shâfi’i e Imam Âhmed ibn Hanbal (Q.s.), erano Mûjtahid, che significa una persona dotata di conoscenza religiosa combinata con una sincera pratica di quella conoscenza tali da permettergli di esprimere responsi giuridici (fâtwa) anche quando confrontati con situazioni delicate, che eludono le capacità di autorità religiose di minor statura. Giunsero a quel rango, dobbiamo sottolinearlo, non solo studiando ma umiliando se stessi veramente e conquistando i loro io inferiori. Quella sincerità ed integrità che li rese così grandi fu anche causa di problemi con le autorità del loro tempo e la maggior parte di loro finì col essere torturata ed imprigionata a causa del loro netto rifiuto di mal interpretare la legge Divina per soddisfare i vani desideri delle autorità. Ci si può chiedere come mai Allah ha lasciato alcune aree nella religione aperte a divergenze d’opinione, quando avrebbe potuto enunciare puntigliosamente ogni dettaglio. Il Profeta (s.A.'a.s.) disse a questo riguardo: "La differenza nella mia nazione è misericordia". Così le quattro scuole (Madhâhib, pl. di mâdhhab) possono essere intese come un autostrada che conduce alla stessa meta, con 4 corsie. Così che, grazie a queste quattro corsie, ognuno possa procedere secondo l’andatura a lui confacente. Allah ha detto:

"E Allah vuole renderla (la sua religione) facile per voi".

Fitna

Disaccordo, conflitto, afflizione.

Fitra

Disposizione naturale, carattere innato. Si riferisce all’uomo che nasce con una fede innata e totalmente arreso al suo Creatore.

Hadîth

Detto o tradizione profetica. Alcune Hadîth furono scritte durante la vita del Profeta (s.A.'a.s.), ma egli non incoraggiò questa pratica per timore che venissero poi confuse con il Corano. Dopo la sua scomparsa alcune Hadîth furono scritte, altre trasmesse oralmente. A partire dalla generazione dei Tabiyyîn (coloro che non videro il Profeta (s.A.'a.s.) ma solo dei suoi compagni sopravvissuti), si cominciò a collezionare in volumi le Hadîth, classificandole a seconda dei soggetti e verificandone l’autenticità tramite un rigoroso esame sulle qualità morali, sull’affidabilità del carattere e della memoria di coloro che le trasmisero.

Hadîth Qudsi

Una Tradizione Profetica in Allah parla in prima persona tramite il Profeta (s.A.'a.s.). Questi detti sono comunque distinti dal Corano.

Hafîdh

Protettore. Una persona che sa il Corano a memoria e lo mette in pratica nelle azioni.

Halâl

Permesso, legale, legittimo. Tutte le azioni che rientrano nei limiti della Sharîah (Legge Divina).

Haqîqi Imãn

Vera fede basata sulla realizzazione della Verità. Un gradino al di sopra della normale fede imitativa. I tre segni che mostrano la presenza del Haqiqi Imãn sono:

1) L’abilità di sentire ogni cosa, animata od inanimata, lodare il Creatore.

2) La conoscenza e la saggezza celate dietro ogni cosa esistente, il loro scopo e la loro posizione.

3) L’essere capaci ci contattare le anime dei Profeti e dei Santi nel Barzâkh.

Harãm

Divieto religioso, illegale, proibito, sia perché sacro o dannoso. Tutte le azioni che non sono conformi ai limiti della Sharîah.

Hassân al Basri (Q.s.)

Nato nel 21 a.h. (642 d.C.). Morto nel 110 a.h. (728 d.C.).

Nacque a Medina, figlio di uno schiavo che servì lo scrivano del Profeta (s.A.'a.s.) Zaîd ibn Thabit. Crebbe a Basra ed è conosciuto per la sua pietà e per la sua condanna senza compromessi alla mondanità dei governanti. Era un oratore brillante, molti dei suoi discorsi sono stati preservati.

Hawâ

Vano desiderio, capriccio, inclinazione, distrazione. Pensiero ozioso e vano che distoglie dalla realtà e dall’adorazione.

Hîmmah

Aspirazione, energia, vigore, ambizione, risoluzione, determinazione, zelo.

Ibrahim bin Adham (Q.s.)

Nato ? Morto 165 a.h. (782 d.C.).

Abu Ishaq Ibrahim bin Adham (Q.s.) nacque a Balkh (centro Asia) da stirpe araba. Di famiglia reale, fu fatto re di Balkh. Si pentì della sua mondanità e divenne un dervîsh errante. Visse una vita in completo ascetismo ed è perciò chiamato il re degli asceti. Per il suo sostentamento faceva lavori manuali e dal ricavato di quei lavori semplici ma faticosi manteneva molti suoi compagni. Ibrahim evitava le lodi della gente e sfuggiva la notorietà vestendosi come un servo o come un folle. Una volta si stava recando alla Mecca per il pellegrinaggio, i capi della città gli andarono incontro, conoscendo la sua grande pietà e rinuncia. Ibrahim era vestito come un servo e camminava in testa alla carovana assieme ai servi e agli schiavi. Quando gli Sheikh giunsero e chiesero dove fosse Ibrahim Bin Adham, egli stesso replicò: "Cosa mai volete da quell’eretico?" Al che gli Sheikh lo assillarono e lo picchiarono. Più tardi gli chiesero quale fu l’occasione in vita sua dove fu veramente soddisfatto, indicò quell’incidente.

Ihsân

Il livello di vera bontà e sincerità che si sviluppa dalla fede. Il Santo Profeta (s.A.'a.s.) disse che il significato di Ihsân è l’adorare Dio come se lo vedeste di fronte a voi, perché se voi non lo vedete Lui vi vede.

Ikhlâs

Vera sincerità, purezza nell’intenzione. Uno stato devozionale molto elevato.

‘Ilm-ul-Laddûni

Conoscenza dalla Presenza Divina. Conoscenza che è inspirata direttamente nel cuore dei Santi e li rende capaci di sapere cose che ad altri sono nascoste.

‘Ilm-ul-Yaqîn

Conoscenza di certezza. Un livello di conoscenza nei cuori dei Sufi avanzati in cui una cosa è saputa direttamente con un’inspiegabile certezza.

Imam-ut-Tarîqat

Lo Sheikh, nella catena delle successioni di una Tarîqat, dalla quale essa prende il nome e che ha avuto un ruolo importante nel descrivere il particolare ramo di conoscenza ed i metodi della linea di insegnamento da cui discende. Ogni Tarîqat ha la sua origine nel Profeta Muhammad (s.A.'a.s.), ma ognuna rappresenta un aspetto diverso dell’insegnamento da cui gente differente può trarne beneficio.

Imãn

Credo, Fede. È un livello superiore che il semplice arrendersi alla legge dell’Islam. È uno stadio in cui la fede è entrata nel cuore di una persona. I pilastri specifici del Imãn sono 6:

1) Credere in Allah.

2) Credere nel Profeta (s.A.'a.s.) di Allah.

3) Credere negli Angeli.

4) Credere alle Sacre Scritture che Allah ha inviato all’umanità tramite i suoi Profeti.

5) Credere al Paradiso e all’Inferno.

6) Credere che Allah ha predestinato ogni cosa che succede nel mondo, sia che essa ci sembri buona o cattiva.

Irshâd

Insegnamento Spirituale, guida, direzione, istruzione.

‘Isa ibn Marîam (a.S.)

Il Profeta Gesù Cristo figlio di Maria, su di loro sia la Pace. Egli tornerà alla fine dei tempi per uccidere l’Anti-Cristo e instaurare il Regno dei Cieli sulla Terra.

‘Ishâ

La preghiera notturna che può essere fatta tra il calar della notte ed i primi bagliori dell’aurora. Di preferenza nel primo terzo della notte.

Islam

Arrendersi a Dio, il primo livello di fede che consiste nel rendersi esteriormente conformi agli Ordini Divini. Eseguire ciò che ci è chiesto ed astenersi da ciò che è proibito. I 5 pilastri nell’Islam sono:

1) Dichiarare che non c’è dio all’infuori dell’unico vero Dio e che Muhammad (s.A.'a.s.) è il messaggero di Dio.

2) Fare le 5 preghiere giornaliere (salât) rivolti verso la Mecca.

3) Digiunare l’intero mese di Ramadhan, astenersi dal cibo, dalle bevande e dai piaceri carnali dall’aurora al tramonto.

4) Dare 1/40 dei propri beni e le porzioni prescritte sui greggi ed i raccolti annualmente ai musulmani indigenti.

5) Fare il pellegrinaggio alla Mecca nel periodo del Hajj almeno una volta nella vita, se si hanno le possibilità finanziarie.

Jahiliyya

Il tempo dell’ignoranza si riferisce all’era pre-islamica in cui gli arabi vivevano nell’oscurità dell’ignoranza adorando idoli e seguendo le loro passioni e superstizioni non avendo che una relativa conoscenza delle religioni rivelate agli Ebrei ed ai Cristiani. Seguaci di queste religioni in piccole comunità si trovavano nella penisola araba concentrati in alcune città, la maggioranza adorava idoli.

Jibraîl

L’Arcangelo Gabriele, responsabile di portare le rivelazioni ai Profeti ed ai Messaggeri di Allah.

Jihâd-ul-akbar

La Grande Guerra Santa che viene combattuta contro il proprio io inferiore ed è detta dal Santo Profeta (s.A.'a.s.) Grande Guerra Santa poiché di massima importanza per ogni mûslim. Senza che il credente sia in controllo sul suo io inferiore, non può sperare di perfezionare la sua religione, né essere utile alla comunità dei credenti, anzi a causa del suo egoismo impedirà alla gente di seguire la giusta via e macchierà il nome della religione con le sue cattive azioni che farà nel nome della fede.

Jinn

Genio. Il Sacro Corano si indirizza sia agli uomini sia ai jinn. I jinn sono fatti di fuoco senza fumo, l’uomo di terra, gli angeli di luce. Come tra gli esseri umani anche tra i jinn troviamo i credenti ed i miscredenti. I loro corpi essendo più sottili di quelli umani normalmente non possono essere visti, si sa comunque che possono influire in vari modi sulla vita degli umani.

Ka’aba

La Santa Casa di Allah alla Mecca costruita a forma di cubo, fu eretta per la prima volta dal Profeta Abramo (a.S.) con il figlio Ismaele (a.S.), quando fu ordinato ad Abramo di lasciare sua moglie Agar (R.a.) con il figlio in quella valle desolata. Allah fornì loro miracolosamente acqua dal pozzo di Zam Zam e li fece stabilire su quella terra. Il Signore promise di benedire il seme di Ismaele (a.S.) ed il frutto di quella benedizione fu l’invio del Profeta Muhammad (s.A.'a.s.), discendente dalla stirpe di Ismaele (a.S.). Dopo l’originale consacrazione della Ka’aba all’unico vero Dio da parte di Abramo e suo figlio, la gente cadde nell’idolatria per molte generazioni fino al tempo di Muhammad (s.A.'a.s.), allora la Ka’aba fu ripulita dagli idoli e l’adorazione dell’unico vero Dio ristabilita. Tutti i muslim si volgono nella direzione della Ka’aba nelle preghiere, non perché presumono che Dio viva lì, com’è stato supposto dai critici maldicenti ed ignoranti, ma bensì quello è il punto focale ove tutti i muslim mondialmente si volgono in unità convergente. Nella visita alla Ka’aba i muslim compiono il rito della circoambulazione in emulazione agli Angeli che la eseguono nei cieli attorno al Trono di Allah.

Khâlid al Baghdâdi (Q.s.)

Nato 1190 a.h. (1776 d.C.). Morto 1242 a.h. (1827 d.C.).

Nacque a Baghdâd da famiglia curda discendente in origine dal Khalîfa Othman (R.a.). Era un erudito dell’Islam che aspirava trovare un vero Mûrshid. Lasciò così Baghdâd per Damasco dove incontrò il suo primo Sheikh, Sheikh Mustafâ della Tarîqa Qâdiri. Proseguì poi per Medina e Mecca. Di là fu indirizzato dagli Awliyâ verso l’India ove gli dissero avrebbe trovato il suo vero Maestro. Dopo il suo ritorno a Baghdâd incontrò alcuni murîd dello Sheikh Naqshabandi Abdullah ad-Dihlâwi (Q.s.), fu inspirato e partì per incontrarlo. Dopo un soggiorno di alcuni mesi con lo Sheikh, fu rimandato a Baghdâd per insegnare la Via della Tarîqa. Si spostò poi a Damasco dove istruì molti seguaci prima di morire di peste. La sua tomba è situata nella parte di Jabal Akrad sul Jabal Qasiyûn a Damasco. Il suo lavoro più famoso si chiama Shams ush-Shams (Il Sole dei Soli).

Khâlwa

Ritiro spirituale. I "Quaranta Giorni nel Buco". È un periodo di allenamento intensivo per lo più di 40 giorni nelle Tarîqa Naqshabandi in cui al sé inferiore è negato anche ciò che è normalmente permesso nella vita del muslim. Durante questo periodo si combatte il proprio ego con gran coraggio e determinazione poiché togliendoli anche i normali piaceri della vita alza la testa e si ribella dando intense difficoltà al ricercatore. Lo Sheikh sorveglia da vicino il murîd e definisce le precise attività che deve compiere, ogni Khâlwa consiste in digiuno assoluto, isolamento, aumentare le preghiere e gli dhikr e ridurre il sonno. Vi sono differenze dettate dai particolari bisogni del murîd che vengono assecondati dagli ordini specifici dello Sheikh. La prima Khâlwa è solo di preparazione. Quando lo Sheikh vede che il murîd è veramente pronto a sottomettere il suo ego, lo mette nella seconda Khâlwa: la finale.

Khass (pl.: khawwâs)

L’eletto, gli eletti. La gente che ha l’innata capacità (ahliyya) per l’eccelsa Tarîqa Naqshbandi.

Khîdmah

Servizio. Il servizio che l’umile murîd deve fare per lo Sheikh, per i discepoli dello Sheikh, per tutti i figli di Adamo (a.S.) e tutte le creature di Allah.

Lâylat ul Mi’râj

La notte in cui il Profeta Muhammad (s.A.'a.s.) fu portato dall’angelo messaggero Gabriele (a.S.) in groppa alla mistica cavalcatura Burâq, dalla Sacra Moschea della Mecca alla Roccia Sacra di Gerusalemme poi su attraverso i sette cieli ove incontrò e parlò con i Profeti che Allah aveva inviato prima di Lui sulla terra: Adamo, Noè, Davide, Mosè, Abramo, Gesù (a.S.). Dopo aver raggiunto l’apice del settimo cielo fu portato al limite del dominio di Gabriele (a.S.), da dove continuò sino a giungere alla Presenza Divina a una distanza di due archi dal Maestoso ed Eccelso Creatore dei Cieli e della Terra.

Ma’anawi ‘Ulum

Conoscenza Spirituale, Scienza Esoterica.

Mahdi: vedi al-Mahdi (a.S.).

Mansûr al-Hallâj (Q.s.)

Nato nel 244 a.h. (858 d.C.). Giustiziato nel 309 a.h. (922 d.C.)

Al-Hallaj (Q.s.) nacque in Persia, viaggiò in lungo e in largo nel mondo musulmano predicando con audacia l’unione con Dio. Infine fu arrestato ed accusato di diffondere la dottrina eretica dell’incarnazione. Fu condannato a morte, mutilato e crocifisso in pubblico quando disse: "Io sono la Verità assoluta (ana-l-Haqq)". Prima della sua esecuzione i suoi compagni sufi lo implorarono di dichiarare: "Egli è la Verità" e lui rispose: "Sì Egli è tutto. Voi dite che Egli è perso, al contrario è Hallaj che è perso. L’oceano non sparisce né diminuisce". Al famoso Sufi Junâid al-Baghdâdi (Q.s.) fu ripetuto ciò che Hallâj (Q.s.) disse con la suggestione che quelle parole avevano un significato esoterico, il che provava che significavano altro che l’empietà attribuitagli. Junâid (Q.s.) disse: "Lasciate che venga ucciso, questo non è il momento dei significati esoterici." I suoi compagni Sufi non negarono la realtà dell’esperienza mistica dell’Unione ma lo criticarono per aver rivelato in pubblico ciò che equivale ad una "Comunione privata con l’Amato". Junaid (Q.s.) affermò anche che l’esperienza di Hallâj (Q.s.) dell’Unità era solo uno stadio intermedio d’esperienza mistica e non la meta finale.

Mi’râj vedi: Lâylat ul Mi’râj

Muhammad (s.A.'a.s.)

Muhammad (s.A.'a.s.) figlio di Abdullah figlio di Abdul Mûttalib.

Il Messaggero di Allah Onnipotente, che fu inviato come Misericordia per i Mondi. L’ultimo dei Profeti ed il loro Capo. Colui per la cui causa Allah creò il mondo, possano la pace e la benedizione di Allah essere su di Lui.

Nacque nel 51esimo anno prima del Hijra (569 d.C.). Suo padre morì prima della sua nascita. Crebbe con le cure di suo zio Abu Tâlib, lavorò come pastore poi come commerciante. Nel 25esimo anno di età sposò la vedova Khadîja (R.a.) che era 15 anni più anziana, restò unicamente con lei per 26 anni, sino alla morte della sua sposa. Muhammad (s.A.'a.s.) non adorò mai gli idoli che gli arabi ignoranti avevano messo dentro ed attorno alla Ka’aba (la Santa Casa alla Mecca) che era stata costruita e dedicata all’adorazione dell’Unico Vero Dio dal Profeta Abramo e da suo figlio Ismaele (a.S.). Muhammad (s.A.'a.s.) era uno di quei cercatori della verità isolati che erano conosciuti come "Hunafâ". Costoro ricercavano la purezza della religione di Abramo (a.S.), rifiutando ciò che riconoscevano come ovvie perversioni non solo nel culto degli arabi pagani, predominanti in Arabia, ma anche nelle dottrine non più originali dei giudei e dei cristiani. All’età di 40 anni, Muhammad (s.A.'a.s.) era in ritiro spirituale nella grotta di Hira, quando fu visitato dall’Angelo Gabriele (a.S.) che gli ordinò di leggere. Muhammad (s.A.'a.s.) rispose che non sapeva né leggere né scrivere poiché era analfabeta, ma l’angelo lo strinse al petto e ripeté l’ordine tre volte: "Leggi, nel nome del Tuo Signore che ha creato. Creato l’uomo da un grumo di sangue. Leggi che il Tuo Signore è il più Generoso, che Egli è Colui che ha insegnato all’uomo con il calamo, insegnato all’uomo ciò che non sapeva". Con queste parole iniziò la rivelazione del Corano. Nei 23 anni seguenti il Profeta (s.A.'a.s.) continuò a ricevere le Rivelazioni tramite l’Angelo. Tutte quelle Rivelazioni sono contenute nel Sacro Corano che ha in sé bastante direttiva, saggezza ed istruzione per guidare la nazione di Muhammad (s.A.'a.s.) da quel tempo sino all’ultimo dei giorni. Tredici anni dopo l’inizio delle rivelazioni, il Profeta (s.A.'a.s.) migrò dalla Mecca alla Medina con i suoi seguaci, quando gli arabi pagani della Mecca lo minacciarono e tentarono di ucciderlo. Quell’evento si chiama Hijra e segna l’inizio del calendario islamico (a.h.). Dopo aver vissuto per dieci anni a Medina, nel cui periodo furono dettate nelle rivelazioni la legge e le norme sociali e l’Islam si era stabilito nell’intera comunità come modo di vita, il Profeta (s.A.'a.s.) passò nelle mani del Suo Signore. Egli morì nella stessa data della sua nascita il 12 del mese lunare di Rabi’ al Âwwal nell’anno 10 a.h. (632 d.C.).

Muhâsaba

La resa dei conti delle proprie azioni a cui Allah ci chiamerà nell’ultimo giorno.

Muhyuddîn vedi Sheikh Muhyuddîn Ibn al ‘Arabi (Q.s.)

Murîd

Un seguace che desidera apprendere la Via Sufi da un maestro (Mûrshid). Colui che si sottomette all’attenzione e agli ordini di uno Sheikh Sufi.

Mûrshid

Guida, consigliere, istruttore. Colui che guida qualcuno sulla retta via (Rushd). Uno Sheikh Sufi.

Mûslim

Una persona che si è arresa ad Allah. Vedi Islam.

Nafs

Ego, Anima, Sé. Tre livelli di Nafs sono menzionati nel Sacro Corano:

1) Nafs ul âmmarah bis sû: Il basso ego che incita al male e alla gratificazione dei piaceri ad un livello animale.

2) Nafs ul lawwâmah: La coscienza risvegliata, il Sé autoaccusatore.

3) Nafs ul mutmaînna: L’anima tranquilla ed in pace. il Sé realizzato in Dio.

Naqshbandiyya Vedi: Shah Naqshband (Q.s.).

Nasîhat:

Consiglio sincero. Il Profeta (s.A.'a.s.) disse: "La religione consiste nel consiglio sincero".

Nasruddîn Hoja (Q.s.)

Una figura Sufi leggendaria sulla quale esistono volumi su volumi di insegnamenti con storie comiche che portano un messaggio. È conosciuto come Mulla Nasruddîn dai Persiani e come Juha tra gli Arabi. Si suppone sia sepolto ad Aksehir in Turchia.

Omar ibn ul Khattâb (R.a.)

Nato nel 30 prima del Hijra. Assassinato nel 23 a.h. (644 d.C.)

Il secondo dei Khalîfa ben guidati del Santo Profeta Muhammad (s.A.'a.s.). ‘Omar (R.a.) da principio era un nemico dell’Islam, si stava recando dal Profeta (s.A.'a.s.) per ucciderlo ma nell’entrare nella camera del Profeta (s.A.'a.s.) la fede nell’Islam e nella missione di Muhammad (s.A.'a.s.) entrarono nel suo cuore e ne uscì muslim. ‘Omar (R.a.) era conosciuto per il suo infaticabile entusiasmo nel servire il Profeta (s.A.'a.s.), per il suo temperamento focoso, il suo senso di giustizia e la sua integrità. L’Islam sotto il suo comando dal dodicesimo anno dopo l’hijra si espande al Medio Oriente ed all’Asia Centrale. Fu pugnalato alla schiena durante la preghiera da uno schiavo cristiano. Sul letto di morte ringraziò Dio di non essere stato ucciso da una mano musulmana.

Othman ibn Affan (R.a.)

Nato 47 anni prima dell’Hijra (575 d.C.). Assassinato nel 35 a.h. (656 d.C.). Il terzo dei Khalîfa ben guidati. ‘Othman (R.a.) fu uno dei primi alla Mecca che abbracciò la fede dell’Islam e perciò sofferse le persecuzioni dei suoi parenti. Sposò la figlia del Profeta Ruqiyya. Quando le persecuzioni dei Meccani si fecero insopportabili gli fu ordinato dal Profeta (s.A.'a.s.) di migrare in Abissinia. Al suo ritorno fece l’Hijra verso Medina dove Ruqiyya morì. Il Profeta (s.A.'a.s.) gli diede in moglie un’altra sua figlia Umm Kulthûm. Othman (R.a.) divenne molto ricco come mercante di tessuti ed usò costantemente i suoi averi per la causa di Allah per aiutare i muslim. Comperò dagli ebrei di Medina l’unico pozzo di acqua pura che essi non volevano lasciare usare ai muslim. Pagò di sua tasca mille cammelli per l’armata musulmana, finanziò l’espansione della moschea di Medina. Alla morte di ‘Omar (R.a.) fu designato Khalîfa, servì in quel ruolo per dodici anni, fino a che in una disputa politica fu assassinato. Durante il suo regno la religione dell’Islam si diffuse in Nord Africa ed in altre regioni.

Qadâ wa Qadr

Tutto quanto è decretato da Allah, predestinazione. Credere in questi principi è parte basilare della fede nella teologia islamica. Il principio del libero arbitrio nelle azioni individuali esiste affiancato alla predestinazione.

Qur’ân

Corano, lettura, recitazione. Il Sacro Corano fu rivelato dal Profeta Muhammad (s.A.'a.s.) in di un arco di ventitré anni. È una rivelazione dal Signore dei mondi impartita tramite l’Angelo delle rivelazioni Gabriele (a.S.) al cuore di Muhammad (s.A.'a.s.). Il quale a sua volta l’ha trasmessa, su comando Divino, agli uomini ed ai jinn. Il Sacro Corano fu inviato come sigillo delle Scritture. Seguendo le orme della Torah, dei Salmi e del Vangelo per portare luce in questo mondo oscuro. In esso troviamo accenni alle vite ed a fatti riguardanti i principali Profeti (a.S.). Il Corano porta alla luce il crimine della manipolazione delle Sacre Scritture di cui sia gli ebrei che i cristiani sono colpevoli, chiarifica tutto ciò che è stato mal interpretato o distorto nelle loro dottrine. Il Corano ci dà una legge di ispirazione Divina ed una Via di vita che è valida ed applicabile sino alla fine dei tempi, mostrando all’umanità in chiari termini come ottenere la felicità qui e nell’aldilà, ciò se ci si attiene alle istruzioni. Il Corano non contiene solo leggi e riassunti delle vite di Profeti ma anche parabole mistiche, descrizioni delle beatitudini eterne per gli obbedienti e gli avvertimenti di castigo per i superbi, i malfattori ed i tiranni di questo mondo. Il Corano è la Parola Eterna di Allah (Kalam Allahu-l-azâli). È stata trasmessa all’umanità in lingua araba per il potere mistico del suo suono. Il suono del Corano è reputato sciogliere il cuore del più ostinato miscredente che non comprende una parola d’arabo. Non può effettivamente essere tradotto in nessun’altra lingua, una traduzione del suo significato può certamente essere utile ma non può sostituire l’originale né in preghiera né in beneficio spirituale.

Raka’at

Un inchino seguito da due prostrazioni nella preghiera rituale (salât).

Rasulullâh

Messaggero d’Allah. Il termine si riferisce normalmente al Profeta Muhammad (s.A.'a.s.), ma può essere applicato ad ogni Messaggero d’Allah. Tutti i Messaggeri furono Profeti ma non tutti i Profeti furono Messaggeri. I Messaggeri sono gli eletti tra i Profeti, sono coloro che sono stati inviati alla gente con un ben definito messaggio ed una legge trasmessi sia per iscritto che oralmente. Vi sono stati 124.000 Profeti inviati sulla terra. Di questi, 313 erano anche Messaggeri. Mosè, Abramo, Gesù, Davide e Salomone erano anche Messaggeri, su tutti loro sia la Pace e la Benedizione Divina come è su Muhammad (s.A.'a.s.).

Ridwân Allah ul akbâr

Il più grande compiacimento Divino. Il Suo piacere è riposto in un servo che ha posto il volere di Allah completamente al di sopra del proprio. Così giunge ad Allah totalmente purificato dall’inquinamento dei desideri dell’ego.

Sahâba

I compagni del Profeta Muhammad (s.A.'a.s.). Possa Allah essere compiaciuto di tutti loro. Essi erano 124000 e rappresentavano tutti i diversi archetipi di personalità ad una delle quali tutti gli uomini appartengono. I Sahâba che entrarono nell’Islam alla Mecca e che in seguito migrarono a Medina sono chiamati Muhajirîn (coloro che hanno fatto l’Hijra, la migrazione). Gli Ansâr (aiutanti) sono i residenti di Medina che abbracciarono l’Islam e diedero il benvenuto al Profeta e ai suoi compagni Muhajirîn. Preferendo questi ultimi a se stessi in molti casi diedero quasi tutto ciò che possedevano. Più tardi ci furono molti altri Sahâba che entrarono nell’Islam man mano che si espandeva a tutta la penisola Arabica, inclusi i residenti della Mecca che combatterono all’inizio contro il Profeta (s.A.'a.s.) ma che poi si convertirono in massa quando l’armata musulmana conquistò la Mecca nel sesto anno del Hijra.

Sâhib uz-Zamân

Maestro Signore del Tempo. Vedi al-Mahdi (a.S.).

Sâkarat ul Mâut

Le sofferenze della morte, l’agonia.

Sâkhrat ul Amâna

La roccia della fiducia. Si riferisce alla Pietra Nera che è incastonata nell’angolo orientale della Sacra Casa alla Mecca. È una pietra mistica che è discesa dal cielo assieme ad Adamo (a.S.) ed Eva (R.a.). Le sue qualità non sono paragonabili a quelle di nessuna altra roccia sulla terra. Registra i nomi di tutti i muslim che la salutano baciandola o alzando le loro mani verso di lei dicendo: "In nome di Allah, Allah è il più grande ad Allah appartengono tutte le lodi."

Shah Naqshband (Q.s.)

Nato nel 717 a.h. (1317 d.C.) vicino a Bukhâra. Morto nel 791 a.h. (1389 d.C.) nel suo villaggio natale dove è sepolto.

L’Imam della Tarîqa Naqshbandiyya fu l’erede della via spirituale chiamata: Sentiero dei Maestri (Khwajagân). Il suo nome descrive il concetto del "disegnare immagini dell’indescrivibile realtà del cuore". Shah Naqshband studiò con Muhammad Baba Sammâsi (Q.s.) che infine lo nominò suo Khalîfa. Continuò i suoi studi alla guida di un altro Khalîfa di Baba Sammâsi, Amir Kullal (Q.s.) e poi ancora con ‘Arif ad-Dikkirani (Q.s.), prima di accedere lui stesso al comando della Tarîqat. Trascorse sette anni come cortigiano, sette anni a custodire animali e sette anni a costruire strade. Tra i suoi seguaci introdusse il dhikr silenzioso al posto delil dhikr ad alta voce predominante tra i Sufi del suo tempo. Egli preferì il dhikr in silenzio che era stato insegnato da uno dei primi maestri ‘Abd ul Khâliq al Ghujdawâni (Q.s.) (morto nel 575 a.h.) Di conseguenza la Naqshbandiyya venne conosciuta come la "Via dei Dervîsh Silenziosi". La gran parte dei rituali e delle pratiche è svolta in silenzio ed individualmente. La Naqshbandiyya è la sola Tarîqat che discende da Abu Bakr (R.a.) invece che da ‘Ali (R.a.). Solo gli Sheikh Naqshbandi sono autorizzati ad iniziare murîd in tutte le Tarîqat. Perciò è chiamata Tarîqat ulAliyya, l’eccelso Ordine, la Tarîqat più alta. Shah Naqshband (Q.s.) disse: "La nostra Tarîqa inizia dove le altre finiscono."

Sharîah

La legge canonica dell’Islam, l’insieme dei comandi di Allah relativi all’attività dell’uomo. Base indispensabile per una vita religiosa. Sharîah e Haqîqa (realtà mistica) formano un paio correlato dando così all’uomo la possibilità di svelare il suo potenziale sino al più alto grado.

Sheikh Muhiyuddîn ibn al ‘Arabi

Nacque nel 560 a.h. (1165 d.C.) a Murçia nel Sud Est della Spagna. Morì nel 638 a.h. (1240 d.C.).

Era discendente da una famiglia distinta e colta araba. Fin dalla prima infanzia mostrò segni d’autorità spirituale che furono riconosciuti e rispettati dagli Sheikh che lo istruivano sulla Via dei Sufi. Da giovanissimo ebbe anche numerose esperienze mistiche il cui insegnamento esoterico gli fu rivelato e spiegato. Incontrò diverse volte la guida immortale Khidr (a.S.). Tanto grande era la sua elevatezza spirituale che è conosciuto ancora oggi come "Il più grande Sheikh (Sheikh ul Akbar)". I suoi trattati metafisici erano molto famosi anche nel mondo cristiano dov’egli era chiamato "Doctor Maximus". Probabilmente la ragione principale del essere insignito di quel titolo è che egli fu il primo a mettere per iscritto quel vasto oceano di dottrine e conoscenze che sino ad allora era limitato alla trasmissione orale da Sheikh a murîd e dette in velate allusioni invece che esposte così apertamente e meticolosamente. Nei Suoi lavori Sheikh Muhiyuddîn (Q.s.) spazia da soggetti che vanno dalle dottrine metafisiche al significato esoterico dell’abluzione rituale (wudhû) e descrive gli stati mistici delle stazioni in dettaglio. Sheikh Muhiyuddîn (Q.s.) (lett. il vivificatore della religione) viaggiò molto nella sua vita e fu trattato da molti con il rispetto dovutogli, da altri con disprezzo e rancore. Più volte le autorità religiose ebbero l’idea di sopprimerlo, ma fu sempre salvato dal Favore Divino e per l’intercessione di amici influenti che spiegarono e lo invitarono a spiegare alcune affermazioni che agli occhi dei teologi musulmani apparivano eretiche. Infine venne ucciso a Damasco dopo aver dichiarato: "Il dio che adorate è sotto ai vostri piedi". Per la gente, quella era un incomprensibile bestemmia, così lo uccisero sul posto. Più tardi scoprirono che esattamente dove ciò era successo c’erano sotterrati due grossi calderoni d’oro. Egli è seppellito a Damasco ai piedi del Monte Qasiyûn.

Sheikh Sharafuddîn (Q.s.)

Nacque nel 1290 a.h. (1875 d.C.). Morì 1358 a.h. (1936 d.C.). Era lo Sheikh di GrandSheikh Abdullah ad-Daghistâni (Q.s.). Nacque nel Daghistan poi migrò in Turchia con la comunità Daghistana. È sepolto a Güney Koy presso Yalova/Bursa.

Shirk

Politeismo, associare partners ad Allah Onnipotente. Lo shirk è il più grande peccato che si possa commettere. Il Profeta (s.A.'a.s.) avvertì i suoi seguaci che lo shirk esiste in svariate forme e che Shaytân cerca sempre di spingere la gente a commetterlo anche a loro insaputa. Egli avvertì la sua gente che ciò che più temeva per loro non era il ricadere nello shirk evidente, praticato dagli Arabi pagani, l’adorare idoli, l’osservare superstizioni senza fondamento o il credere come i Greci insegnavano ad un pantheon di dei, ma di cadere piuttosto nello "shirk interiore" cioè tutte quelle forme di shirk che sono occulte, per esempio il culto del denaro, della lussuria o della propria reputazione. L’adorare la propria reputazione può condurre a compiere degli atti pii non per piacere ad Allah né per obbedire al Suo comando, ma unicamente per mantenere la propria reputazione tra la gente: pregare per l’immagine. Ciò è detto nel Corano e nelle Hadîth "Riyâ an-Nas" o "mostrarsi alla gente". Per quanti passi si facciano nella giusta Via, Shaitân è pronto a trasformarli in shirk, il più grave peccato.

Sultân al ‘Arifîn

Re degli Gnostici. Titolo attribuito ad Abu Yazîd al-Bistâmi (Q.s.).

Sultân az-Zahidîn

Re degli Asceti. Titolo attribuito a Ibrahîm ibn Âdham (Q.s.).

Sûnnah

La pratica e la via del Profeta Muhammad (s.A.'a.s.), che comprende tutto quanto era il suo comportamento, enunciazioni, consigli, decisioni di governo fino al come cibarsi e come comportarsi nella toilette. Più ogni supplica che accompagnava questi atti.

Sûrat Al Fâtiha

La sûrah (capitolo) che "apre" il Corano. Viene letta in ogni preghiera e in moltissime occasioni. Il suo significato è: "In nome di Allah, il Misericordioso, il Compassionevole. Lode ad Allah il Signore dei Mondi, il Misericordioso, il Compassionevole. Re del Giorno del Giudizio. Te solo adoriamo e a Te solo chiediamo soccorso. Guidaci alla Retta Via, la Via di coloro con cui Tu sei compiaciuto, non la Via di coloro che hanno meritato la Tua ira, né di coloro che sono fuorviati.

Tafsîr

Esegesi. Spiegazione del Sacro Corano. I molti tafsîr del Sacro Corano che in passato sono stati scritti, cercano di chiarire il significato del testo, per aiutare i lettori ad ottenere una maggiore comprensione di un certo verso. A volte è una spiegazione grammaticale, altre volte degli eventi in cui la Rivelazione di un dato verso avvenne o Hadîth del Profeta (s.A.'a.s.) sul verso in questione. Tutto ciò è citato per illuminare il significato e per referenza analogica con altri versi sul soggetto. Quando necessario, passaggi della Bibbia o della Torah sono citati. Il tafsîr si occupa per lo più di ciò che è ovvio con un significato esteriore, mentre il ta’wîl si occupa dei significati esoterici e delle interpretazioni.

Tajâlli

Emanazioni e manifestazioni spirituali.

Taqlîd

Imitazione, seguire ciò che si ha imparato dai genitori o dalla propria guida.

Tarîqat

Via Sufi. Tutte le Tarîqat hanno origine dal cuore del Profeta Muhammad (s.A.'a.s.). Consistono nell’insegnamento esoterico dell’Islam giunto a noi da ‘Alî (R.a.) ed Abu Bakr (R.a.) ed i loro successori. Quando il Profeta (s.A.'a.s.) apprendeva qualcosa dall’Arcangelo Gabriele (a.S.) o tramite l’ispirazione gli veniva anche indicato a quale categoria di persone appartenesse quella conoscenza, sia che quella conoscenza era destinata a lui solo, sia se fosse una conoscenza permessa e diretta agli eletti tra i suoi discepoli (questa è la categoria in cui rientra la conoscenza della Tarîqat) o se fosse conoscenza da enunciare apertamente a tutto il mondo.

Tasbih

Glorificazione di Allah, Questa parola non si riferisce solamente alle lodi fatte da gente pia in adorazione, ma anche a quelle lodi ad Allah che vengono da animali, piante ed oggetti inanimati.

Tâubah

Pentimento. Il Profeta (s.A.'a.s.) disse che colui che si pente sinceramente del suo peccato è come non lo avesse mai commesso.

Tuba

Grande felicità e benedizione.

Ulu-l-Hîmmah

Aspirazione elevata. Il Profeta (s.A.'a.s.) disse: "L’aspirazione elevata è segno di fede".

‘Ulamâ

Studiosi religiosi, gente erudita.

Ummah

La nazione di un determinato Profeta. Coloro per i quali egli è responsabile, e per i quali intercederà. Ora è l’epoca in cui il Profeta Muhammad (s.A.'a.s.) è il responsabile. Non vi sono più le Nazioni né di Mosè né di Gesù (a.S.) in questo tempo. L’Ummah è divisa in coloro che sono chiamati (Ummatu-d-Dâwwah) e coloro che hanno risposto alla chiamata (Ûmmat ul Ijâba).

Wilâyat

Santità. L’essere un amico di Dio. La parola wilâyat che significa un "distretto di territorio" è della stessa radice. Ciò indica il fatto che gli Awliyâ (Santi) hanno sempre protetto aree a loro affidate da autorità Superiori (Allah e i Suoi Profeti) e sono responsabili per i bisogni spirituali degli abitanti di quell’area territoriale.

Wiazh

Coloro che sono responsabili per dare consigli ed esortazioni spirituali.

Wudû

Abluzione rituale. Prima della preghiera ogni muslim deve compiere l’abluzione facendo l’intenzione di eseguirla per Allah. Quindi lavando le mani, la bocca, il naso, il viso, le braccia, la testa, le orecchie, il collo e i piedi. Anche se non è obbligatorio è considerata una pratica molto meritoria essere sempre in stato di purezza rituale. L’abluzione deve essere ripetuta dopo essere stati alla toilette, aver scoreggiato, essersi adirati o eccitati sessualmente e dopo aver dormito.

Yâum al Qiyâmah

Il giorno della risurrezione. Il giorno in cui le ossa dei figli di Adamo (a.S.) verranno chiamate dalle tombe e rivestite di nuovo di carne e pelle e verrà chiesto loro il resoconto delle azioni compiute nella loro vita.

Zâwiya

Letto, angolo, cantone. Una piccola Moschea, una camera per la preghiera. Più specificamente detto per una costruzione o un gruppo di costruzioni usate come luogo d’incontro di Sufi. Tekke, Tekkia.


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