Islam, Sufismo e Sufi
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YUNUS EMRE
(sec. XIII-XIV)

La Verita e come un immenso oceano
e la Legge e come una nave fatta per lei.
Molti sono coloro che sono entrati nella
nave ma sono pure rimasti sulla riva...

Per quanto sia salda la struttura della nave quando le onde
la percuoteranno la faranno a pezzi.

Quanto cerchi valicando montagne, frugando per terra,
in affannosi lunghi viaggi e qui, non nell'insensato
peregrinare...e in te la moschea ed il caravanserraglio,
ma tu cammini a casaccio!

a

Oggi ho svelato tutti i miei segreti

E ho trovato la mia anima dandola via.

a

Yunus è il mio nome,

Ogni giorno che passa sventola e si risveglia la mia fiamma,

Quello che desidero in entrambi i mondi è lo stesso:

Tu sei Quello di cui ho bisogno,

Tu sei Quello che desidero.

a

Non lasciarmi vagare lontano dal tuo amore,

Non fare che io lasci la tua porta

E se mi perdo

Fammi trovare me stesso in te.

a

L'essenza derviscia mi dice questo: non puoi diventare un derviscio.
Quindi che cosa ho da dirti io? Non puoi diventare un derviscio.

Un derviscio ha bisogno di un cuore ferito e occhi pieni di lacrime.
Deve essere docile come una pecora.
Non puoi essere un derviscio.

Deve essere senza mani quando uno lo picchia.
Deve essere senza lingua quando uno lo insulta.
Un derviscio deve essere senza alcun desiderio.
Non puoi essere un derviscio.

Produci un sacco di suoni con la tua lingua, dici cose con un senso.
Ti arrabbi per una ragione o per un'altra.
Non puoi essere un derviscio.

Se fosse accettabile essere arrabbiato lungo questo sentiero.
Lo stesso Muhammad (s) si sarebbe arrabbiato.
A causa della tua rabbia, non puoi essere un derviscio.

Se non trovi un sentiero reale, se non trovi una guida,
se la Verità non ti concede una sua parte,
non puoi essere un derviscio.

Quindi, o derviscio, vieni,
tuffati ora nell'oceano, così come sei.
Se non ti tuffi nell'oceano, non puoi essere un derviscio.

a

Bismillahi Rahmani Rahim

Quelli che sono diventati completi

non hanno vissuto questa vita in ipocrisia,

non hanno imparato il significato delle cose

soltanto leggendo commentari.

La Realtà è un oceano, la Legge una barca.

Molti non hanno mai lasciato la barca,

non si sono mai buttati in mare.

Forse sono venuti per Devozione,

ma si sono fermati ai rituali.

Mai hanno conosciuto,

mai sono entrati all'Interno.

Quelli che pensano che i Quattro Libri

sono lì perché se ne parli,

che hanno letto solo interpretazioni

ma non sono mai entrati nel significato,

vivono realmente nel peccato.

Yunus significa "amico vero"

per qualcuno il cui viaggio è cominciato.

Fino a quando non trasformeremo i nostri nomi,

non avremo trovato la Via.

a

Oh tu che mi leggi, ascolta ciò che ti devo rivelare,

Lascia che ti dica ogni cosa, una per una.

Perché ogni vera sapienza proviene dal Sovrano

E ha avuto inizio con le parole di Adamo

Se osservi bene i nostri due mondi, dei vivi e dei morti,

Ti accorgi che sono centomila.

Uno è il mondo del cuore che si estende in ogni direzione

E se seguirai le sue tracce, in te lo troverai.

Che io ora ti dia notizie della terra dell'ego: Se in te c'è speranza, potrei lasciarla.

Dinanzi a te ci sono due sovrani

Ognuno dei quali desidera essere scelto da te.

Uno è il Misericordioso e governa le pie intenzioni dell'anima pura,

L'altro è Satana, signore degli impulsi demoniaci.

Bada bene quindi chi stai servendo,

Di quale regno stai aprendo la porta.

Tredicimila sono i militi del Misericordioso

Ed essi sono eroi invincibili.

Di novemila è l'esercito di coloro che minacciano l'anima,

E i loro cavalli sono sempre sellati, pronti all'assalto.

Costoro recano in viso un marchio oscuro

E accorrono ovunque vi sia lamento o spergiuro.

Bada a non divenire delle loro schiere,

Che la tua anima non venga asservita all'ego!

Se nutrirai l'anima con lo spirito divino,

E ascolterai le sue parole, il tuo destino sarà la luce.

Un'anima superba non conosce sovrano,

In preda alle sue pulsioni, non potrà mai essere virtuosa.

Il puro di spirito è nella luce del Sommo Maestro,

E non si separa mai dalla presenza del Sovrano.

Dalla notte dei tempi l'anima è ribelle al Sovrano,

E il suo fato è appeso al filo dell'obbedienza.

Nove sono i figli generati dall'ego,

Ognuno dedito all'ipocrisia e all'idolatria.

Tale era l'avidità del figlio maggiore, la Cupidigia che non rendeva mai lode per nulla,

Se anche avesse posseduto il mondo intero non si sarebbe saziato.

Mille uomini sostano alla sua porta,

Essi hanno piegato il mondo al suo dominio.

L'amore per il mondo era la sua unica fede,

La sua anima assetata non trovava mai quiete.

Bada che la tua fede dipende da ciò che ami.

Come puoi non amare il Sovrano?

Sappi che è l'oggetto del tuo amore a guidarti,

Qualunque cosa sia essa ti attirerà al suo fianco.

D'altronde tu non hai altro riparo al di fuori dell'Amato,

Molte sono le parole e le frasi ma questo è il Vero Significato.

In questo Sentiero non c'è spazio per la disputa,

il Significato è ciò che occorre.

Chiunque sia l'amato è di lui che si ha bisogno.

Colui che non si eleva all'intelletto neppure mezza giornata,

Come potrà dirsi degno di rendere servizio al Signore?

Vidi arrivare un uomo. Il viso ferito,

La lingua legata, la mente in subbuglio.

Si presentò all'Intelletto e gli porse i suoi rispetti,

Ringraziò Dio per averlo ritrovato.

«Se tu sei l'Intelletto» disse «guardami,

Trova il mio male e guariscimi».

«Tu che non hai cercato di vederlo un giorno,

Perché non domandi ad altri dove trovare ciò che chiedi?»

«Ho lasciato la carovana della Cupidigia,

E sono venuto a te perché ho intuito che tu possiedi la mia cura.

Sono allo stremo, e sono qui da te, guarda in che stato sono

Se puoi soccorrermi, asciuga le mie lacrime.

Sono caduto prigioniero della Cupidigia, non riesco a liberarmi,

Le mura sono solide non posso demolirle.

Molti sono quelli posti a guardia della prigione,

Militi valorosi dal cuore di ferro.

Mille sono i soldati dell'esercito della Cupidigia,

Ognuno di essi è un valido combattente.

Gettano in prigione chiunque cada nelle loro mani E lo incatenano.

Ho chiesto loro: «Chi siete?

Chi è il vostro capo? Chi sono i vostri compagni?».

Hanno risposto: «Siamo tutti schiavi dell'Ego, La Cupidigia è il nostro capo».

Gli inferi sono la dimora dei cupidi,

Negli inferi essi trovano quiete.

Mi hanno seguito, raggirato e catturato,

La mia esistenza si è consumata nel miraggio di essere rilasciato».

L'Intelletto ascoltò le sue parole,

Rifletté e si chiuse in sé stesso.

Quindi tornò da lui e lo consigliò:

«Coloro che si rivolgono a noi hanno salva la vita.

Poiché sei venuto a noi, non stare in pena

E non inquietarti qualunque cosa ti chiederò di fare.

Giungono ora la Modestia e la Povertà,

Guarda ora in che posizione si trova il nemico».

Il nunzio annunciò: «È arrivata la Modestia».

È vestita di seta e cavalca un destriero dai ricchi finimenti.

Dispiega i suoi verdi drappi,

Tutti si sottomettono e obbediscono al suo volere.

I suoi soldati si lanciano in battaglia a destra e a sinistra,

Il loro cammino risuona di grida e di canti.

Il verme dell'Ego li vede e fugge.

Ammira la potenza del Creatore!

Tutti sono allo sbando, non torneranno più,

Abbandonano la prole senza voltarsi indietro.

Hanno perso il senno e fuggono senza sosta,

Ormai non serve la spada, l'impresa è compiuta che senso avrebbe continuare?

Le lame sono insanguinate, i guerrieri vittoriosi,

I loro cavalli arabi volano come uccelli.

Hanno liberato il paese e la città5 dalla Cupidigia,

Hanno schiacciato con la forza i nemici.

Maledizioni e blasfemie sono state proferite,

Nessuno ne esce vivo…

Irrompono e invadono il paese,

Scacciano ragazzi e ragazze, danno fuoco alla città.

Il Signore è rientrato dalla battaglia e si è seduto sul trono.

Tutti i cavalieri sono richiamati al suo ordine.

Il paese e la città sono di nuovo in pace,

Ovunque tu ti trovi c'è abbondanza di beni.

La miseria e la disparità sono sparite,

Gli approfittatori hanno perso.

Tutti sono obbedienti,

Tutti sono divenuti schiavi del Sultano.

Tutti siedono all'assemblea,

Stringono lietamente le coppe in mano.

Hanno abbandonato il lavoro e trascorrono giorni piacevoli,

Bevono giorno e notte il vino che il coppiere versa loro.

Sono in pace, non hanno preoccupazioni,

Salde sono le loro spalle, sazi i loro ventri.

Il pensiero di ciò che faranno non li sfiora,

Perché tutto ciò di cui hanno bisogno per vivere gli è garantito

Perché l'ospite è il Sultano in persona,

Ecco che senza posa imbandisce tavole su tavole.

Molti come te hanno mangiato e si sono saziati

Ma il cibo rimane intatto, niente è venuto a mancare.

O santo! Non si smette di mangiare e non una portata sparisce.

Nessuno sa come tutto ciò sia possibile.

Coloro che vivono in questo stato sono i santi,

Certamente essi vedono il volto dell'Amato

a

Yunus Emre, taglialegna e derviscio, che Dio benedica la sua anima.


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